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Licenza d'uso gratuita concessa in ottemperanza al Decreto Cura Italia (DL 17 marzo 2020 nr 18)

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NORMA Indumenti di protezione - Requisiti generali UNI EN ISO


E U R OP E A 13688

NOVEMBRE 2013

Versione italiana
del marzo 2020
Protective clothing - General requirements

La norma specifica i requisiti prestazionali generali per ergonomia,


innocuità, designazione delle taglie, invecchiamento, compatibilità
e marcatura degli indumenti di protezione e le informazioni che
devono essere fornite dal fabbricante con l’indumento di
protezione. La norma è prevista per essere utilizzata unitamente
ad altre norme contenenti i requisiti prestazionali specifici.

TESTO ITALIANO

La presente norma è la versione ufficiale in lingua italiana della


norma europea EN ISO 13688 (edizione luglio 2013).

La presente norma sostituisce la UNI EN 340:2004.

ICS 13.340.10

© UNI
Riproduzione vietata. Legge 22 aprile 1941 N° 633 e successivi aggiornamenti.
Tutti i diritti sono riservati. Nessuna parte del presente documento può essere riprodotta o diffusa
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UNI EN ISO 13688:2013 Pagina I


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PREMESSA NAZIONALE
La presente norma costituisce il recepimento, in lingua italiana,
della norma europea EN ISO 13688 (edizione luglio 2013), che
assume così lo status di norma nazionale italiana.

La presente norma è stata elaborata sotto la competenza della


Commissione Tecnica UNI
Sicurezza

La presente norma è stata ratificata dal Presidente dell’UNI ed è entrata


a far parte del corpo normativo nazionale il 26 Novembre 2013.

Le norme UNI sono elaborate cercando di tenere conto dei punti di vista di tutte le parti
interessate e di conciliare ogni aspetto conflittuale, per rappresentare il reale stato
dell’arte della materia ed il necessario grado di consenso.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione di questa norma, di poter fornire
suggerimenti per un suo miglioramento o per un suo adeguamento ad uno stato dell’arte
in evoluzione è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Italiano di Normazione,
che li terrà in considerazione per l’eventuale revisione della norma stessa.
Si richiama l'attenzione sulla possibilità che alcuni degli elementi del presente documento
possono essere oggetto di brevetti. UNI non deve essere ritenuto responsabile di aver citato
tali brevetti.

Le norme UNI sono revisionate, quando necessario, con la pubblicazione di nuove edizioni o
di aggiornamenti.
È importante pertanto che gli utilizzatori delle stesse si accertino di essere in possesso
dell’ultima edizione e degli eventuali aggiornamenti.
Si invitano inoltre gli utilizzatori a verificare l’esistenza di norme UNI corrispondenti alle
norme EN o ISO ove citate nei riferimenti normativi.

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EUROPEAN STANDARD EN ISO 13688


NORME EUROPÉENNE
EUROPÄISCHE NORM July 2013

ICS 13.340.10 Supersedes


EN 340:2003

English version

Protective clothing - General requirements (ISO 13688:2013)

Vêtements de protection - Exigences générales Schutzkleidung - Allgemeine Anforderungen


(ISO 13688:2013) (ISO 13688:2013)

This European Standard was approved by CEN on 25 April 2013

CEN members are bound to comply with the CEN/CENELEC Internal Regulations which stipulate the conditions for giving
this European Standard the status of a national standard without any alteration. Up-to-date lists and bibliographical references
concerning such national standards may be obtained on application to the CEN-CENELEC Management Centre or to any CEN
member.

This European Standard exists in three official versions (English, French, German). A version in any other language made by
translation under the responsibility of a CEN member into its own language and notified to the CEN-CENELEC Management
Centre has the same status as the official versions.

CEN members are the national standards bodies of Austria, Belgium, Bulgaria, Croatia, Cyprus, Czech Republic, Denmark,
Estonia, Finland, Former Yugoslav Republic of Macedonia, France, Germany, Greece, Hungary, Iceland, Ireland, Italy, Latvia,
Lithuania, Luxembourg, Malta, Netherlands, Norway, Poland, Portugal, Romania, Slovakia, Slovenia, Spain, Sweden,
Switzerland, Turkey and United Kingdom.

EUROPEAN COMMITTEE FOR STANDARDIZATION


COMITÉ EUROPÉEN DE NORMALISATION
EUROPÄISCHES KOMITEE FÜR NORMUNG

Management Centre: Avenue Marnix 17, B-1000 Brussels

© 2013 CEN All rights of exploitation in any form and by any means reserved worldwide Ref. No. EN ISO 13688:2013:E
for CEN national Members.

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INDICE

PREMESSA CEN 1

PREMESSA ISO 2

INTRODUZIONE 3

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE 3

2 RIFERIMENTI NORMATIVI 3

3 TERMINI E DEFINIZIONI 3

4 REQUISITI DI BASE RELATIVI ALLA SALUTE E ALL’ERGONOMIA 4


4.1 Generalità...................................................................................................................................................... 4
4.2 Innocuità ........................................................................................................................................................ 4
4.3 Progettazione .............................................................................................................................................. 5
4.4 Comfort ........................................................................................................................................................... 6

5 INVECCHIAMENTO 6
5.1 Generalità...................................................................................................................................................... 6
5.2 Lavaggio e pulitura a secco ................................................................................................................ 6
5.3 Variazione dimensionale dovuta alla pulizia .............................................................................. 6

6 DESIGNAZIONE GENERALE DELLE TAGLIE 7


prospetto 1 Dimensioni del corpo per la designazione delle taglie dell'indumento di protezione ............. 7

7 MARCATURA 8
7.1 Generalità...................................................................................................................................................... 8
7.2 Specifiche...................................................................................................................................................... 8
figura 1 Esempio di indumento di protezione contro il calore e il fuoco (ISO 7000-2417) ................... 8

8 INFORMAZIONI FORNITE DAL FABBRICANTE 9

APPENDICE A LIVELLO DI PRESTAZIONE 11


(informativa)

APPENDICE B DIAGRAMMA DI FLUSSO 12


(informativa)
figura B.1 Diagramma di flusso ................................................................................................................................. 12

APPENDICE C CONTROLLO DELLE CARATTERISTICHE ERGONOMICHE


(informativa) DELL'INDUMENTO DI PROTEZIONE (PROVE DI PRESTAZIONE PRATICHE) 13

APPENDICE D ESEMPI DI DESIGNAZIONE DELLE TAGLIE 16


(informativa)
figura D.1 Requisiti minimi per tute, giacche e cappotti .................................................................................... 16
figura D.2 Requisiti minimi per pantaloni................................................................................................................ 16
figura D.3 Altre possibilità............................................................................................................................................ 17
figura D.4 Protettore del tronco per uomini ........................................................................................................... 17

APPENDICE E PITTOGRAMMI 18
(normativa)
prospetto E.1 Pittogrammi .................................................................................................................................................. 18
prospetto E.2 Pittogrammi indicanti l’applicazione prevista dell’indumento di protezione............................ 20
figura E.1 ISO 7000-2410: Simbolo base per la protezione ............................................................................ 20
figura E.2 ISO 7000-1641: Istruzioni per l'uso ..................................................................................................... 20

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APPENDICE F ASPETTI AMBIENTALI 21


(informativa)

APPENDICE ZA RAPPORTO FRA LA PRESENTE NORMA EUROPEA E I REQUISITI


(informativa) ESSENZIALI DELLA DIRETTIVA 89/686/CEE 22
prospetto ZA.1 Corrispondenza tra la presente norma europea e la Direttiva 89/686/CEE .......................... 22

BIBLIOGRAFIA 23

UNI EN ISO 13688:2013 © UNI Pagina V


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PREMESSA CEN
Il presente documento (EN ISO 13688:2013) è stato elaborato dal Comitato Tecnico
ISO/TC 94 "Personal safety - Protective clothing and equipment" in collaborazione con il
Comitato Tecnico CEN/TC 162 “Protective clothing including hand and arm protection and
lifejackets”, la cui segreteria è affidata al DIN.
Alla presente norma europea deve essere attribuito lo status di norma nazionale, o
mediante pubblicazione di un testo identico o mediante notifica di adozione, al più tardi
entro gennaio 2014, e le norme nazionali in contrasto devono essere ritirate al più tardi
entro gennaio 2014.
Si richiama l'attenzione alla possibilità che alcuni degli elementi del presente documento
possano essere oggetto di brevetti. Il CEN [e/o il CENELEC] non deve(devono) essere
ritenuto(i) responsabile(i) di avere citato tali brevetti.
Il presente documento sostituisce la EN 340:2003.
Il presente documento è stato elaborato nell'ambito di un mandato conferito al CEN dalla
Commissione Europea e dall'Associazione Europea di Libero Scambio ed è di supporto ai
requisiti essenziali della Direttiva dell'UE.
Per quanto riguarda il rapporto con la(e) Direttiva(e) UE, si rimanda all'appendice
informativa ZA che costituisce parte integrante del presente documento.
In conformità alle Regole Comuni CEN/CENELEC, gli enti nazionali di normazione dei
seguenti Paesi sono tenuti a recepire la presente norma europea: Austria, Belgio,
Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia,
Irlanda, Islanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Norvegia, Paesi Bassi,
Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Ceca, Repubblica Ex Jugoslava di
Macedonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera, Turchia e
Ungheria.

NOTIFICA DI ADOZIONE
Il testo della ISO 13688:2013 è stato approvato dal CEN come EN ISO 13688:2013 senza
alcuna modifica.

UNI EN ISO 13688:2013 © UNI Pagina 1


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PREMESSA ISO
L'ISO (Organizzazione Internazionale di Normazione) è la federazione mondiale degli
organismi di normazione nazionali (membri ISO). L'attività di stesura delle norme
internazionali è svolta generalmente attraverso comitati tecnici ISO. Ogni organismo
membro interessato ad un argomento per il quale è stato istituito un comitato tecnico ha
il diritto di essere rappresentato in tale comitato. Anche le organizzazioni internazionali,
governative e non-governative, in collaborazione con l'ISO, partecipano ai suddetti lavori.
L'ISO collabora strettamente con l'IEC (Commissione Elettrotecnica Internazionale) su
tutti gli argomenti della normazione elettrotecnica.
Le norme internazionali sono redatte in conformità alle regole contenute nelle Direttive
ISO/IEC, Parte 2.
Il compito principale dei comitati tecnici è quello di preparare le norme internazionali. I
progetti delle norme internazionali, adottati dai comitati tecnici, sono distribuiti agli
organismi membri per essere votati. La pubblicazione come norma internazionale
richiede l'approvazione di almeno il 75% degli organismi membri votanti.
Si richiama l'attenzione sulla possibilità che alcuni degli elementi del presente documento
possano essere oggetto di brevetti. L'ISO non deve essere ritenuto responsabile di aver
citato alcuni o tutti questi brevetti.
L'ISO 13688 è stata elaborate dal comitato tecnico ISO/TC 94, Personal safety -
Protective clothing and equipment, sottocomitato SC 13, Protective clothing in
collaborazione con il comitato tecnico CEN/TC 162, Protective clothing including hand
and arm protection and lifejackets.
La presente seconda edizione annulla e sostituisce la prima edizione (ISO 13688:1998),
che è stata tecnicamente revisionata per includere le seguenti modifiche:
- nello scopo e campo di applicazione è stata aggiunta la dichiarazione che la
presente norma internazionale (e il pittogramma) è destinata ad essere utilizzata
unitamente a un'altra norma di prodotto;
- definizioni aggiuntive relative alla lunghezza da punto vita a punto vita attraverso la
spalla e al tronco;
- le note sul livello di prestazione spostate nell'appendice A informativa;
- modificato il punto 4 sull'ergonomia in requisiti di base relativi all'ergonomia e alla
salute e rivisto in sottopunti distinti: generalità (punto 4.1), innocuità (punto 4.2),
progettazione (punto 4.3) e comfort (punto 4.4);
- aggiunta l'appendice C informativa sulle caratteristiche ergonomiche;
- rimosso il punto 5.2 sulla resistenza dei colori;
- il punto 5.3 sulla pulitura, rinominato come lavaggio e pulitura a secco (punto 5.2),
adesso include i riferimenti a processi normalizzati, compreso il lavaggio industriale;
- rafforzate le disposizioni al punto 5.3 sulle modifiche dimensionali dovute alla
pulitura;
- il sistema di designazione delle taglie di cui al punto 6 è stato semplificato per quanto
riguarda gli intervalli e le gamme per consentire una maggiore libertà di ottenere una
migliore vestibilità individuale;
- modificato il punto 7.2 sulla marcatura specifica, per includere l'etichettatura di
qualificazione per la manutenzione della lavanderia industriale;
- aggiunta l'appendice B informativa (diagramma di flusso) sull'accettabilità dei
materiali;
- aggiunta l'appendice F informativa sugli aspetti ambientali.

UNI EN ISO 13688:2013 © UNI Pagina 2


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INTRODUZIONE
La presente norma internazionale rappresenta una norma di riferimento alla quale,
secondo i casi, devono richiamarsi le norme specifiche. La presente norma internazionale
non è destinata ad essere usata da sola, ma unicamente in combinazione con un'altra
norma contenente i requisiti di prestazione specifica del prodotto che fornisce protezione.

1 SCOPO E CAMPO DI APPLICAZIONE


La presente norma internazionale specifica i requisiti prestazionali generali per
ergonomia, innocuità, designazione delle taglie, invecchiamento, compatibilità e
marcatura degli indumenti di protezione e le informazioni che necessitano di essere
fornite dal fabbricante con l'indumento di protezione.
La presente norma internazionale non può essere usata da sola, ma unicamente in
combinazione con altre norme contenente i requisiti di prestazione specifica di
protezione.

2 RIFERIMENTI NORMATIVI
I documenti richiamati di seguito sono indispensabili per l'applicazione del presente
documento. Per quanto riguarda i riferimenti datati, si applica esclusivamente l’edizione
citata. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione del documento a cui si fa
riferimento (compresi tutti gli aggiornamenti).
ISO 3071 Textiles - Determination of pH of aqueous extract
ISO 3175-1 Textiles - Professional care, drycleaning and wetcleaning of
fabrics and garments - Part 1: Assessment of performance after
cleaning and finishing
ISO 3635 Size designation of clothes - Definitions and body measurement
procedure
ISO 3758 Textiles - Care labelling code using symbols
ISO 4045 Leather - Chemical tests - Determination of pH
ISO 5077 Textiles - Determination of dimensional change in washing and
drying
ISO 7000 Graphical symbols for use on equipment - Registered symbols
ISO 17075 Leather - Chemical tests - Determination of chromium(VI) content
ISO 30023 Textiles - Qualification symbols for labelling workwear to be
industrially laundered
EN 1811 Reference test method for release of nickel from products
intended to come into direct and prolonged contact with the skin
EN 14362-1 Textiles - Methods for determination of certain aromatic amines
derived from azo colorants - Part 1: Detection of the use of certain
azo colorants accessible with and without extracting the fibres

3 TERMINI E DEFINIZIONI
Ai fini del presente documento, si applicano i termini e le definizioni seguenti.

3.1 invecchiamento: Modifica di una o più proprietà iniziali dei materiali dell'indumento di
protezione con il passare del tempo.

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3.2 pericolo: Situazione che può nuocere o causare danni alla salute del corpo umano.
Nota 1 Ci sono diversi tipi generali di pericoli, per esempio pericoli di natura meccanica, pericoli di natura chimica,
pericoli dovuti al freddo, al caldo e/o al fuoco, pericoli dovuti ad agenti biologici, pericoli da radiazione. Alcuni
di questi tipi di pericoli possono derivare, secondo le circostanze, da più pericoli specifici. Il pericolo da calore
può pertanto derivare dal calore di contatto, dal calore radiante, ecc., per ognuno dei quali possono esistere
metodi di prova separati.
Sono stati progettati capi di abbigliamento particolari che proteggono dai pericoli che si presentano in tipi
specifici di attività. Esempi di tali capi di abbigliamento sono i grembiuli di protezione per l'utilizzo di coltelli a
mano, i pantaloni da usare con le seghe a catena, gli indumenti per la protezione contro gli agenti chimici, gli
indumenti ad alta visibilità e gli indumenti di protezione per motociclisti.

3.3 rischio: Combinazione della frequenza, o probabilità, di accadimento di uno specifico


evento pericoloso e delle sue conseguenze.
Nota 1 Il concetto di rischio ha sempre due elementi: la frequenza o probabilità di accadimento di un evento
pericoloso e le conseguenze dell'evento pericoloso.

3.4 livello di prestazione: Numero che designa una particolare categoria o gamma di
prestazioni con il quale si possono classificare i risultati delle prove.
Nota 1 Per ulteriori informazioni, vedere appendice A.

3.5 indumento di protezione: Indumento, comprendente le protezioni, che copre o sostituisce


gli indumenti personali e che è progettato per proteggere contro uno o più pericoli.

3.6 lunghezza da punto vita a punto vita attraverso la spalla: Lunghezza massima misurata
dal piano del punto vita attraverso la spalla, fino al piano del punto vita.
Nota 1 Vedere anche punto 6.

3.7 tronco: Torace e addome o sezione del corpo alla quale sono attaccati gli arti, la testa e il
collo.

4 REQUISITI DI BASE RELATIVI ALLA SALUTE E ALL’ERGONOMIA

4.1 Generalità
Nei paragrafi seguenti sono specificati alcuni requisiti di base relativi alla salute e
all’ergonomia, pertinenti per molti tipi di indumenti di protezione.
Nota Per i principi ergonomici generali da usare nella progettazione e specificazione di dispositivi di protezione
individuale vedere EN 13921.[7]
L'indumento di protezione deve essere progettato e fabbricato come segue.

4.2 Innocuità
L'indumento di protezione non deve pregiudicare la salute o l'igiene dell'utilizzatore. I
materiali, nelle condizioni prevedibili di normale utilizzo, non devono rilasciare sostanze
generalmente note come tossiche, cancerogene, mutagene, allergeniche, tossiche per la
riproduzione o altrimenti nocive.
Nota 1 Informazioni sulla classificazione e identificazione delle sostanze pericolose possono essere reperite, per
esempio, in [9] della bibliografia.
Nota 2 Nel diagramma di flusso dell'appendice informativa B (figura B.1), è fornita una guida su come considerare
l'accettabilità dei materiali negli indumenti di protezione.
L'elenco seguente di documenti è fornito a titolo informativo e come esempio dei
documenti da esaminare:
- Nelle informazioni fornite dal fabbricante potrebbe essere inclusa un'informazione
documentata, che confermi che il prodotto non contiene alcuna sostanza a livelli che
siano noti o sospetti di pregiudicare l'igiene o la salute;
- specifiche dei materiali,

UNI EN ISO 13688:2013 © UNI Pagina 4


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- schede tecniche di sicurezza relative ai materiali;


- informazioni relative all'idoneità dei materiali per l'utilizzo con alimenti, in dispositivi
medici o altri impieghi pertinenti,
- informazioni relative a indagini sugli effetti tossicologici, allergenici, cancerogeni,
tossici per la riproduzione o mutageni dei materiali,
- informazioni relative a indagini sui materiali per verificare l'eventuale presenza di
caratteristiche ecotossicologiche e relative ad altre indagini ambientali.
I materiali dovrebbero essere selezionati per ridurre al minimo l'impatto ambientale nella
produzione e nello smaltimento di indumenti di protezione (vedere anche appendice F).
L’esame deve determinare se la dichiarazione dell’idoneità dei materiali ad essere
utilizzati in indumenti o dispositivi di protezione è giustificata. Si deve prestare particolare
attenzione alla presenza di plastificanti, componenti non reagenti, metalli pesanti,
impurità e all’identità chimica di pigmenti e tinture.
Ciascuno strato di materiale degli indumenti di protezione devono essere conformi ai
seguenti requisiti:
a) il tenore di cromo VI negli indumenti di cuoio non deve essere maggiore di 3 mg/kg
secondo la ISO 17075.
b) tutti i materiali metallici che potrebbero essere a contatto prolungato con la pelle (per
esempio borchie, accessori) devono avere un rilascio di nichel minore di 0,5 μg/cm2
alla settimana. Il metodo di prova deve essere secondo la EN 1811.
c) il materiale dell’indumento di protezione deve presentare un valore di pH maggiore di
3,5 e minore di 9,5. Il metodo di prova per il cuoio deve essere secondo la ISO 4045
e per i materiali tessili secondo la ISO 3071.
d) i coloranti azoici che rilasciano ammine cancerogene elencati nella EN 14362-1 non
devono essere rilevabili mediante il metodo indicato in queste norme.

4.3 Progettazione

4.3.1 Un indumento di protezione deve essere progettato in modo da facilitare il suo


posizionamento corretto sull'utilizzatore e da garantire che rimanga in posizione per il
periodo di uso prevedibile, tenendo conto dei fattori ambientali, nonché dei movimenti e
delle posture che il portatore potrebbe assumere nel corso del lavoro o di un'altra attività.
A tale scopo devono essere forniti mezzi appropriati, come sistemi di regolazione adeguati
o gamme di taglie adeguate, per permettere l'adattamento dell'indumento di protezione
alla morfologia dell'utilizzatore. (vedere appendice C).

4.3.2 L'indumento di protezione deve essere progettato in modo da garantire che nessuna parte
del corpo rimanga scoperta a causa dei movimenti previsti dell'utilizzatore (per esempio
una giacca non dovrebbe alzarsi al di sopra del punto vita quando si sollevano le braccia)
se questo è definito nella norma specifica. La norma specifica per gli indumenti di
protezione deve contenere i criteri di prova (per esempio la verifica che il capo di
abbigliamento possa essere indossato e tolto facilmente, che siano possibili movimenti di
flessione delle braccia e delle ginocchia, che durante i movimenti non appaiano parti del
corpo non protette, che vi sia una sovrapposizione adeguata della giacca e dei pantaloni;
che le informazioni del fabbricante spieghino adeguatamente l'utilizzo corretto
dell'indumento di protezione). (Vedere appendice C).

4.3.3 Dove applicabile, la progettazione di un indumento di protezione deve considerare altri


elementi di indumenti o attrezzature di protezione dello stesso fabbricante che devono
essere indossati per formare un insieme protettivo globale. Quando due o più articoli sono
indossati contemporaneamente, dovrebbero essere compatibili e ciascuno deve rispettare
la rispettiva norma. E' necessario che nessuno di essi riduca le prestazioni del/degli altro(i)
articolo(i) e un appropriato livello di protezione dovrebbe essere fornito nelle zone di
interfaccia tra questi prodotti, per esempio nelle combinazioni manica-guanto,
pantalone-scarpa, cappuccio-respiratore. Possono esserci altre combinazioni.

UNI EN ISO 13688:2013 © UNI Pagina 5


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4.3.4 In ogni norma specifica deve essere definita una proprietà meccanica minima per valutare
la resistenza di un capo di abbigliamento.

4.4 Comfort

4.4.1 Un indumento di protezione deve fornire agli utilizzatori un livello di comfort adeguato al
livello di protezione richiesto contro il pericolo presente, alle condizioni ambientali, al
livello di attività dell'utilizzatore ed alla durata d'uso prevista dell'indumento di protezione.
L'indumento di protezione non deve:
- avere superfici ruvide, taglienti o dure che causino irritazioni o lesioni all'utilizzatore;
- essere stretto, largo e/o pesante al punto da ostacolare i normali movimenti (vedere
appendice C).

4.4.2 Nelle informazioni fornite dal fabbricante per un indumento di protezione che imponga
notevoli svantaggi ergonomici, come uno stress termico, o che sia intrinsecamente
scomodo per la necessità di fornire una protezione adeguata, devono essere presenti
indicazioni o avvertenze specifiche. Deve essere specificamente segnalata la durata
appropriata per l'uso continuo dell'indumento nell'applicazione(i) prevista(e).

5 INVECCHIAMENTO

5.1 Generalità
La presente norma internazionale si occupa unicamente della variazione dimensionale
procurata dalla pulizia sulle prestazioni dell'indumento e sulla leggibilità della marcatura
(vedere 5.3).

5.2 Lavaggio e pulitura a secco


La pulizia deve essere secondo le istruzioni del fabbricante, in base ai procedimenti
normalizzati. Se il numero di cicli di lavaggio non è specificato, devono essere effettuati cinque
cicli di lavaggio. Tale indicazione deve essere inclusa nelle informazioni fornite dal fabbricante.
Quando l’uso delle procedure di lavaggio procurano un rapido deterioramento delle
prestazioni, il fabbricante deve indicare, sulle marcature e/o nelle informazioni, il numero
massimo di operazioni di lavaggio che possono essere effettuate prima che l’indumento di
protezione necessiti di essere eliminato.
I fabbricanti dovrebbero generalmente indicare uno o più dei diversi metodi e
procedimenti delle ISO 6330,[5] ISO 15797,[8] ISO 3175 (Parti dalla 2 alla 4) [2-3-4] o
equivalenti processi normalizzati per la pulizia.
Nota L’uso di etichette per la manutenzione domestica implica che siano state scelte secondo l’appendice A della
ISO 3758 e che siano state condotte prove secondo le relative parti della ISO 6330 e della ISO 3175.

5.3 Variazione dimensionale dovuta alla pulizia


Se nelle istruzioni del fabbricante è indicato che i capi di abbigliamento possono essere
lavati o puliti a secco, il procedimento di prova per la variazione dimensionale per il
lavaggio del materiale dell'indumento di protezione deve essere eseguito in conformità al
punto 5.2. La misura della variazione dimensionale deve essere effettuata secondo la
ISO 5077 e per la pulitura a secco in conformità alla ISO 3175-1.
Le variazioni dimensionali dovute alla pulitura del materiale per l'indumento di protezione
non devono essere maggiori del ±3 % per i materiali tessili e del ±5 % per i materiali a
maglia e per i materiali non tessili, sia in lunghezza sia in larghezza, se non diversamente
indicato in una norma specifica.
Un campione deve essere sottoposto a cinque cicli di lavaggio secondo il punto 5.2. Se sono
consentiti sia il lavaggio industriale sia il lavaggio domestico, deve essere effettuato soltanto il
lavaggio industriale. Se il fabbricante fornisce istruzioni per il lavaggio o per il lavaggio e la
pulitura a secco, l’indumento deve essere sottoposto a prova soltanto per il lavaggio. Se è
ammessa soltanto la pulizia a secco, l’indumento deve essere pulito a secco.

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6 DESIGNAZIONE GENERALE DELLE TAGLIE


L'indumento di protezione deve essere marcato con la sua taglia in base alle dimensioni
del corpo misurate in centimetri. La designazione delle taglie di ogni capo di
abbigliamento deve comprendere il controllo delle misure come indicato nel prospetto 1.
Le eccezioni devono essere dettagliatamente specificate nelle pertinenti norme di
prodotto, per esempio protettori genitali per lo sport. Le procedure di misurazione e la
designazione delle dimensioni devono corrispondere alla ISO 3635, se non diversamente
specificato in altre norme di prodotto (vedere anche appendice D).
Il sistema di designazione delle taglie è richiesto in particolare per le etichette.
I numeri compresi nell’intervallo fornito nell'appendice D non dovrebbero essere
normalizzati (approccio flessibile).
prospetto 1 Dimensioni del corpo per la designazione delle taglie dell'indumento di protezione

N° Indumento di protezione Dimensioni di controllo (gamme espresse in centimetri o in chilogrammi)


1 giacca, cappotto, maglietta circonferenza del torace o del petto e altezza
2 pantaloni girovita e altezza
3 tuta circonferenza del torace o del petto e altezza
4 grembiuli circonferenza del torace o del petto, girovita e altezza
5 attrezzature di protezione (per Selezionare la misura pertinente:
esempio ginocchiere, protezioni per - circonferenza del torace o del petto, girovita e altezza;
la schiena, protezione del tronco) - peso corporeo;
- lunghezza da punto vita a punto vita attraverso la spalla

Il fabbricante può anche designare misurazioni supplementari, per esempio la lunghezza


del braccio, la lunghezza dell'interno della gamba o la circonferenza fianchi per i capi di
abbigliamento da donna. Il valore deve corrispondere al valore effettivo in centimetri delle
dimensioni del corpo dell'utilizzatore.
Secondo la ISO 3635 e all’appendice D, per indicare le taglie si dovrebbero usare i numeri
delle designazioni delle taglie sulle serie di indumenti. In appendice D sono illustrati
esempi di designazioni delle taglie.
Tenendo anche presente l’appendice C, le norme di prodotto o i criteri di progettazione
utilizzati dai fabbricanti per gli indumenti di protezione devono tenere conto di quanto
segue:
- se è previsto un requisito per una zona o zone di protezione, deve esserci un
rapporto numerico specificato fra le dimensioni dei materiali protettivi specifici o le
costruzioni nei prodotti, e la taglia dell'utilizzatore;
- deve essere possibile ottimizzare l’adattamento del DPI alla morfologia
dell’utilizzatore con ogni mezzo idoneo, quali un adeguato sistema di regolazione e
di chiusura o la fornitura di un'adeguata gamma di taglie;
- le proporzioni e le dimensioni dell'indumento di protezione devono rispecchiare le
esigenze degli utilizzatori negli ambienti in cui deve essere utilizzato, con
l'indumento che necessita di essere indossato assieme ad esso e svolgendo i
normali compiti per cui è previsto.

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7 MARCATURA

7.1 Generalità
Ogni singolo indumento di protezione deve riportare la marcatura.
La marcatura deve essere:
- nelle lingue ufficiali dello stato di destinazione per la dicitura informativa (per
esempio avvertenze);
- sul prodotto stesso o sulle etichette attaccate al prodotto;
- applicata in modo che sia visibile e leggibile;
- resistente al numero previsto di processi di pulitura.
La marcatura e i pittogrammi dovrebbero essere sufficientemente grandi da consentire
una comprensione immediata e da permettere l’uso di numeri facilmente leggibili.
Si raccomanda l’utilizzo di numeri di dimensioni non minori di 2 mm e di pittogrammi di
dimensioni non minori di 10 mm (cornice compresa). Si raccomanda che numeri e
pittogrammi siano neri su fondo bianco. L'avvertenza contro i pericoli mortali dovrebbe
essere sull'esterno del prodotto.

7.2 Specifiche
La marcatura deve includere le seguenti informazioni:
a) nome, marchio commerciale o altri mezzi di identificazione del fabbricante o del suo
rappresentante autorizzato;
b) designazione del tipo di prodotto, nome commerciale o codice;
c) designazione delle taglie secondo il punto 6;
d) identificazione della specifica norma di prodotto;
e) pittogrammi e livelli di prestazione, soltanto se richiesto da una norma di prodotto.
Pertanto, nella marcatura, insieme all’indicazione della specifica norma di prodotto,
deve apparire il pittogramma dell'appendice E.
Nessuno dei pittogrammi dell'appendice E deve essere posto sulla marcatura se non
richiesto dalla specifica norma di prodotto.
Per la designazione del tipo di pericolo o di applicazione, il pittogramma deve essere
utilizzato come indicato nei requisiti relativi alla marcatura della norma specifica
(vedere prospetti E.1 ed E.2 con i simboli dei pittogrammi).
La figura 1 mostra un esempio di indumento di protezione contro il calore e il fuoco.
figura 1 Esempio di indumento di protezione contro il calore e il fuoco (ISO 7000-2417)

Per i requisiti classificati, deve essere specificato il numero indicante il livello di


prestazione di fianco o sotto il pittogramma. Questi numeri devono sempre essere
nella stessa sequenza fissa richiesta nella norma specifica.
Se questi numeri dovessero essere indicati di fianco al pittogramma, iniziare a destra
del pittogramma e procedere in senso orario.
Se il fabbricante intende indicare sulla marcatura che devono essere consultate le
sue istruzioni, deve essere utilizzata figura E.2.

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f) etichette per la manutenzione e/o per la qualificazione.


Secondo la ISO 3758 e/o alla ISO 30023, se pertinenti, devono essere fornite
etichette per la manutenzione e/o etichette per la qualificazione.
Se esistono requisiti specifici per la marcatura del numero massimo raccomandato
di processi di pulitura, dopo “max” di fianco all'etichetta deve essere specificato il
numero massimo di processi.
ESEMPIO
max 25 x
Se l'indumento di protezione può essere lavato industrialmente, questo deve essere
indicato sull'etichetta per la manutenzione/qualificazione;
g) i DPI monouso devono essere marcati con l’avvertenza "Non riutilizzare" e/o il
pittogramma secondo la ISO 7000-1051.
h) poiché la ISO 13688 non è una norma autonoma, il numero della presente norma
internazionale, con o senza il pittogramma dello scudo (simbolo base della
protezione), non deve apparire come l’unica marcatura di qualsivoglia indumento di
protezione.

8 INFORMAZIONI FORNITE DAL FABBRICANTE


L'indumento di protezione deve essere fornito al committente con le informazioni redatte
almeno nella/e lingua/e ufficiale/i del Paese di destinazione. Tutte le informazioni devono
essere inequivocabili. Devono essere fornite le seguenti informazioni:
a) tutte le informazioni richieste ai punti 7.2 a), b), e), f), e g);
b) nome e indirizzo completo del fabbricante e/o del suo rappresentante autorizzato.
Nota Può essere utile un indirizzo elettronico o un altro indirizzo a cui possa essere inviata una informazione di
ritorno sul prodotto;
c) numero della specifica norma di prodotto e anno di pubblicazione;
d) spiegazione di tutti i pittogrammi e i livelli di prestazione;
e) tutti i materiali costitutivi principali di tutti gli strati dell'indumento di protezione;
f) istruzioni per l'uso applicabili secondo la norma specifica:
- prove che il portatore deve effettuare prima dell’uso;
- adattamento al corpo; come indossarlo e toglierlo;
- istruzioni riguardanti l'uso appropriato del prodotto per minimizzare il rischio di
lesioni;
- limitazioni d'uso (per esempio gamma di temperature);
- istruzioni per la conservazione e la manutenzione, con periodi massimi tra i
controlli di manutenzione;
- istruzioni complete per la pulitura e/o la decontaminazione (per esempio
temperatura di pulitura, processo di asciugatura, valore di pH, azione
meccanica, numero massimo di cicli di pulitura, prodotti per la pulitura);
- avvertenze relativi ai problemi che si possono presentare, per esempio lavaggio
domestico di indumenti contaminati, uso improprio pericoloso;
- dati sugli ulteriori indumenti di protezione che necessitano di essere utilizzati per
raggiungere la protezione prevista;
- dati su tutti gli svantaggi ergonomici rilevanti dall'uso del prodotto, come una
riduzione del campo visivo, un’acuità acustica o un rischio di stress termico;
- istruzioni sul riconoscimento dell’invecchiamento e della perdita di prestazioni
del prodotto, per esempio fattori che possono ridurre la protezione;
- se utili, si devono aggiungere illustrazioni, numeri delle parti, ecc.;

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- istruzioni e addestramento, se richiesto, compreso il livello di esperienza


necessario per l’uso sicuro dell’indumento di protezione;
- istruzioni riguardanti le riparazioni. Le riparazioni non dovrebbero
compromettere le prestazioni dell’indumento. Le istruzioni dovrebbero suggerire,
per esempio, che le riparazioni siano effettuate da un’impresa qualificata o
avvertire di non farle da sé;
g) riferimento ad accessori ed a ricambi, se pertinente;
h) tipo di imballaggio idoneo al trasporto, se pertinente;
i) istruzioni per il riciclo, la distruzione in condizioni di sicurezza e lo smaltimento come
appropriato (per esempio rottura meccanica o incenerimento del prodotto).

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APPENDICE A LIVELLO DI PRESTAZIONE


(informativa)
Per classificare i capi di abbigliamento in uno dei numerosi livelli di prestazione descritti,
sono utilizzati i dati ottenuti dalle varie prove. E' necessario ricordare che in numerosi
infortuni il corpo può essere sottoposto a forze che possono provocare lesioni gravi o
morte, che nessun indumento conosciuto può impedire.
Poiché i livelli di prestazione sono basati sui risultati di prove di laboratorio, non sono
necessariamente riferiti alle condizioni effettive sul posto di lavoro. Pertanto l'indumento di
protezione dovrebbe essere selezionato tenendo conto delle condizioni e dei compiti
relativi al processo dell'utilizzatore finale, considerando il rischio implicato e i dati forniti
dal fabbricante in relazione alle prestazioni dell'indumento di protezione contro il pericolo
o i pericoli in questione. Norme di prodotto specifiche definiscono serie di livelli di
prestazione in cui un numero più elevato corrisponde a una prestazione più elevata.
Il numero di livelli di prestazione dovrebbe essere il più basso possibile, considerando la
riproducibilità dei metodi di prova e il/i pericolo/i a cui gli utilizzatori sono esposti. Diversi
livelli di prestazione possono essere giustificati soltanto dall'esistenza di diversi livelli di
rischio e da fattori ergonomici che non possono essere adeguatamente coperti da un
singolo livello di prestazione.

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APPENDICE B DIAGRAMMA DI FLUSSO


(informativa)
figura B.1 Diagramma di flusso

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APPENDICE C CONTROLLO DELLE CARATTERISTICHE ERGONOMICHE DELL'INDUMENTO DI


(informativa) PROTEZIONE (PROVE DI PRESTAZIONE PRATICHE)

C.1 Generalità
La presente appendice specifica come devono essere verificate alcune caratteristiche
ergonomiche di base dell’indumento di protezione mediante semplici prove pratiche, se
queste non sono già specificate nelle relative e appropriate norme di prodotto. Le
valutazioni ergonomiche sono destinate a ridurre il rischio di pericoli per l’utilizzatore
dovuti a parametri quali, per esempio, inadeguata progettazione e indossabilità, scarsa
compatibilità con altri DPI correlati e con altri capi di abbigliamento.
Nota Ulteriori informazioni e linee guida sono fornite nella EN 13921.[7]

C.2 Principio
Il controllo dell'indumento di protezione dovrebbe essere effettuato da uno o più valutatori
con esperienza che prima leggono le informazioni fornite dal fabbricante e poi esaminano
l'indumento di protezione. Il/I valutatore/i o il/i soggetto/i di prova idoneo/i indossano
quindi il/i campione/i di indumento di protezione di taglia/e idonea/e. L'indumento di
protezione dovrebbe essere indossato con i normali indumenti con cui è destinato ad
essere utilizzato. Quindi si eseguono semplici prove pratiche. Di seguito è fornito un
elenco di domande. Il prodotto è soddisfacente se tutte le risposte fornite sono positive.
Le risposte fornite alle domande possono essere SÌ, NO o NON POSSO DECIDERE.
Tutte le risposte “NON POSSO DECIDERE”, se possibile, dovrebbero essere risolte
usando ulteriori soggetti. Le decisioni finali sono prese dal/i valutatore/i.
Il valutatore può avere difficoltà nel decidere se un prodotto sia accettabile o inaccettabile.
In tali casi si raccomanda di confrontare il prodotto con articoli simili sul mercato. Se è
notevolmente peggiore dal punto di vista ergonomico, senza presentare caratteristiche
come una maggiore protezione, può essere considerato inutilmente scomodo. E'
necessario prestare attenzione se non vi sono prodotti direttamente confrontabili. E'
necessario prestare attenzione anche quando è prevista una protezione contro il pericolo
mortale e “lo stato dell'arte” non permette condizioni confortevoli per gli utilizzatori, né
eventualmente condizioni di assenza di danno provocato dall'indumento di protezione.
L'esecuzione di valutazioni ergonomiche (soggettive) determina più spesso
raccomandazioni di cambiamenti per migliorare l'indumento di protezione, piuttosto che il
rilevamento che l'indumento non è assolutamente conforme ai requisiti minimi di una
norma di prodotto.

C.3 Valutazione

C.3.1 Indumento privo di caratteristiche pericolose


L'indumento di protezione dovrebbe essere ispezionato manualmente e visivamente per
assicurare che sia totalmente privo di spigoli vivi o bordi duri, di estremità di fili metallici
sporgenti, di superfici ruvide o di altri elementi sulla superficie interna o esterna
dell'indumento che potrebbero causare danno all'utilizzatore o ad altri.

C.3.2 Indumento di protezione, indossarlo, toglierlo e adattarlo


Dovrebbero essere considerati i punti seguenti:
- la facilità con cui si può indossare e togliere l'indumento con o senza assistenza,
come appropriato per il tipo di indumento;
- l'indumento non dovrebbe essere tanto stretto da inibire il comfort e da limitare una
respirazione profonda e che non vi sia in alcun punto una restrizione del flusso
sanguigno;

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- la progettazione dell'indumento, per esempio nei giri manica e nel cavallo, per
controllare che siano proporzionati e posizionati appropriatamente;
- mediante semplici prove pratiche, il valutatore dovrebbe verificare se le informazioni
fornite dal fabbricante siano sufficientemente chiare, complete e accurate, così da
permettere agli utilizzatori di usare correttamente l'indumento e di evitare qualsiasi
errore pericoloso nell'uso del prodotto.

C.3.3 Azionamento delle chiusure, dei dispositivi di regolazione e dei sistemi di trattenuta
Dovrebbero essere considerati i punti seguenti:
- l'adeguatezza della gamma di regolazioni disponibili;
- la facilità di azionamento e la sicurezza delle chiusure e dei dispositivi di
regolazione;
- se le chiusure, i dispositivi di regolazione ed i sistemi di trattenuta sembrano
sufficientemente robusti da resistere alle forze alle quali possono essere esposti
durante i movimenti del corpo e i compiti ai quali è destinato l'indumento di
protezione.

C.3.4 Copertura dell’area destinata ad essere protetta, copertura mantenuta durante i


movimenti
Dovrebbero essere considerati i punti seguenti:
- l'adeguatezza della copertura di tutte le specifiche zone di protezione mediante
materiale protettivo o costruzioni speciali;
- che la copertura sia mantenuta durante i movimenti più estremi che si prevede possa
fare un utilizzatore.

C.3.5 Libertà di movimento


Chi indossa l’indumento dovrebbe essere in grado di eseguire i seguenti movimenti:
- stare in piedi, seduti, camminare, salire scale;
- sollevare entrambe le mani fino alla sommità della testa;
- piegarsi in avanti e raccogliere un piccolo oggetto come una matita.
Dovrebbero essere considerati i punti seguenti:
- le braccia e le gambe dell'indumento non dovrebbero essere lunghi a tal punto da
interferire con i movimenti delle mani e dei piedi;
- l'indumento non dovrebbe essere così largo da sbattere o muoversi
indipendentemente e in modo fastidioso;
- non dovrebbero esserci punti in cui si creino aperture impreviste e non intenzionali
fra o all'interno dei componenti dell'indumento;
- non dovrebbe esserci alcuna limitazione eccessiva del movimento in qualsiasi punto
di giunzione.

C.3.6 Compatibilità con altri DPI dello stesso fabbricante


Dovrebbero essere considerati i punti seguenti:
- L'indumento di protezione normalmente indossato come parte di un insieme
dovrebbe essere compatibile con esempi rappresentativi del resto di quell'insieme.
- Dovrebbe essere possibile indossare e togliere senza difficoltà altri DPI come guanti
e stivali.

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C.4 Motivi per considerare un prodotto inaccettabile


Le seguenti sono ragioni ovvie per stabilire che un indumento di protezione è inaccettabile
e non idoneo all'uso:
a) i soggetti a cui dovrebbe andare bene non riescono a indossarlo;
b) non sta a posto o non sta in posizione;
c) compromette una funzione vitale, come la respirazione;
d) è impossibile svolgere compiti semplici indossandolo;
e) il soggetto si rifiuta di continuarne la valutazione perché gli provoca dolore;
f) impedisce di indossare altri DPI essenziali.

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APPENDICE D ESEMPI DI DESIGNAZIONE DELLE TAGLIE


(informativa)

D.1 Esempi di designazione delle taglie per tute, giacche, cappotti e pantaloni
Tutte le dimensioni sono in centimetri.
figura D.1 Requisiti minimi per tute, giacche e cappotti

figura D.2 Requisiti minimi per pantaloni

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figura D.3 Altre possibilità

D.2 Esempio di designazione delle taglie per protettori del tronco


Tutte le dimensioni sono in centimetri.
figura D.4 Protettore del tronco per uomini

NOTA La designazione delle taglie per donna usa la circonferenza del petto (e la circonferenza
sotto petto) piuttosto che la circonferenza del torace.

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APPENDICE E PITTOGRAMMI
(normativa)
prospetto E.1 Pittogrammi

Pittogrammi Protezione prevista


Protezione contro le radiazioni ionizzanti
ISO 7000-2809

Protezione contro parti in movimento


ISO 7000-2411

Protezione contro il freddo


ISO 7000-2412

Protezione contro le intemperie


ISO 7000-2413

Protezione contro prodotti chimici


ISO 7000-2414

Protezione contro l’elettricità statica


ISO 7000-2415

Protezione contro seghe a catena


ISO 7000-2416

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prospetto E.1 Pittogrammi (Continua)

Pittogrammi Protezione prevista


Protezione contro il calore e il fuoco
ISO 7000-2417

Protezione contro tagli e ferite da lama


ISO 7000-2483

Protezione contro la contaminazione radioattiva da


particolato
ISO 7000-2484

Protezione contro i pericoli da microorganismi


ISO 7000-2491

Protezione dalla saldatura


ISO 7000-2683

NOTA I pittogrammi a forma di scudo indicano il pericolo da cui l’indumento è destinato proteggere. Il tipo di pericolo è
rappresentato dal simbolo nella figura all’interno dello scudo.

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prospetto E.2 Pittogrammi indicanti l’applicazione prevista dell’indumento di protezione


Indumento di protezione (equipaggiamento) per vigili
del fuoco
ISO 7000-2418

Indumento di protezione (equipaggiamento) ad alta


visibilità
ISO 7000-2419

Indumento di protezione (equipaggiamento) per gli


addetti alla sabbiatura
ISO 7000-2482

Indumento di protezione (equipaggiamento) per


motociclisti
ISO 7000-2618

NOTA I pittogrammi a forma quadrata indicano l’applicazione prevista dell’indumento. Il tipo di applicazione è rappresentato
dal simbolo nella figura all’interno del quadrato (vedere figura E.1).

figura E.1 ISO 7000-2410: Simbolo base per la protezione

figura E.2 ISO 7000-1641: Istruzioni per l'uso

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APPENDICE F ASPETTI AMBIENTALI


(informativa)
Ogni prodotto ha un impatto sull'ambiente durante tutte le fasi del suo ciclo di vita, per
esempio estrazione delle risorse, acquisto delle materie prime, produzione, prove,
distribuzione, utilizzo (applicazione), riutilizzo, trattamento di fine vita, compreso lo
smaltimento finale. Questi impatti spaziano dal modesto al significativo; possono essere a
breve o lungo termine ed esplicarsi a livello globale, regionale o locale. Le disposizioni
nelle norme di prodotto influiscono sugli impatti ambientali dei prodotti.
La necessità di ridurre i potenziali impatti negativi di un prodotto sull'ambiente, che
possono prodursi durante tutte le fasi della sua vita, è riconosciuta a livello mondiale. I
potenziali impatti ambientali dei prodotti possono essere ridotti prendendo in
considerazione le questioni ambientali nelle norme di prodotto.
Durante il ciclo di vita di un certo prodotto, è possibile determinare diversi aspetti
ambientali.
L'obiettivo è quello di promuovere una riduzione dei potenziali impatti negativi
sull'ambiente causati dai prodotti.
(Per informazione, di seguito si riporta una lista di controllo ambientale. La finalità della
lista di controllo ambientale è quella di spiegare se la norma tratta di aspetti ambientali
pertinenti al prodotto e, in caso affermativo, in che modo questi sono trattati nel
documento).
Questi aspetti ambientali non devono in alcun modo interferire con i requisiti di base in
materia di salute e sicurezza della presente norma internazionale. In ogni caso, i requisiti
della presente norma internazionale prevalgono su qualsiasi aspetto ambientale che
possa essere correlato a tale prodotto.
Dovrebbero essere presi in considerazione i seguenti aspetti ambientali:
a) i materiali dovrebbero essere scelti per ottimizzare la durabilità e la vita utile del
prodotto e si dovrebbe considerare di evitare la scelta di materiali rari o pericolosi;
b) si dovrebbe considerare l'uso di materiali riciclati o riutilizzati e la scelta di materiali
che possono essere successivamente riciclati;
c) dovrebbe inoltre essere rivista la possibilità di marcare i componenti per agevolarne
lo smistamento per lo smaltimento/il riciclo a fine vita;
d) la progettazione dell'imballaggio dovrebbe prendere in considerazione l'utilizzo di
materiali riciclati e di materiali che necessitano di poca energia per la loro
fabbricazione e che riducano al minimo i rifiuti;
e) la progettazione dell'imballaggio dovrebbe prendere in considerazione il successivo
riutilizzo e il riciclaggio;
f) le dimensioni e il peso dell'imballaggio dovrebbero essere ridotti al minimo pur
proteggendo i prodotti per ridurre al minimo gli sprechi dovuti a danni. L'imballaggio
dovrebbe essere progettato per ottimizzare la capacità dei veicoli di trasporto pur
agevolando il carico e lo scarico in sicurezza;
g) i materiali di prova dovrebbero essere utilizzati e smaltiti in modo appropriato,
secondo le istruzioni del loro fabbricante e della legge vigente in materia di
protezione ambientale;
h) le installazioni di prova, l'attrezzatura di prova e gli utensili devono essere progettati
per ridurre al minimo il rischio di perdite nell'ambiente;
i) si dovrebbe fare il massimo uso di motori, luci e schermi ad alta efficienza;
j) la progettazione dovrebbe facilitare la fabbricazione del prodotto e dell'imballaggio,
utilizzando utensili che riducono al minimo la generazione di rumore e vibrazioni.

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APPENDICE ZA RAPPORTO FRA LA PRESENTE NORMA EUROPEA E I REQUISITI ESSENZIALI


(informativa) DELLA DIRETTIVA 89/686/CEE
La presente norma europea è stata elaborata nell'ambito di un mandato conferito al CEN
dalla Commissione Europea e dall'Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA) per
fornire un mezzo per soddisfare i requisiti essenziali della Direttiva del Nuovo Approccio
89/686/CEE concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri relative ai
dispositivi di protezione individuale.
Una volta che la presente norma è stata citata nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea come rientrante in quella Direttiva e che è stata adottata come norma nazionale
in almeno uno Stato membro, la conformità ai punti della presente norma europea
elencati nel prospetto ZA.1 conferisce, entro i limiti dello scopo e campo di applicazione
della presente norma europea, una presunzione di conformità con i corrispondenti
requisiti essenziali di quella Direttiva e regolamenti EFTA associati.
prospetto ZA.1 Corrispondenza tra la presente norma europea e la Direttiva 89/686/CEE

Punto(i)/sottopunto(i) della Requisiti essenziali (RE) dell'Allegato II della Direttiva UE 89/686/CEE


presente EN
5.3 1.2.1. Assenza di rischi e altri fattori di disturbo "autogeni"
4.2 1.2.1.1. Materiali costitutivi appropriati
4.4 1.2.1.2. Stato di superficie adeguato di ogni parte di un DPI a contatto con l'utilizzatore.
8 1.4. Nota informativa del fabbricante
6, 7 2.12. DPI con una o più indicazioni di localizzazione o di segnalazione riguardanti direttamente o
indirettamente la salute e la sicurezza

AVVERTENZA - Altri requisiti e altre Direttive UE possono essere applicabili al(ai)


prodotto(i) che rientra(rientrano) nello scopo e campo di applicazione della presente
norma europea.

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BIBLIOGRAFIA
[1] ISO 105 Textiles - Test for colour fastness (all parts)
[2] ISO 3175-2:2010 Textiles - Professional care, drycleaning and wetcleaning of
fabrics and garments - Part 2: Procedure for testing
performance when cleaning and finishing using
tetrachloroethene
[3] ISO 3175-3:2003 Textiles - Professional care, drycleaning and wetcleaning of
fabrics and garments - Part 3: Procedure for testing
performance when cleaning and finishing using hydrocarbon
solvents
[4] ISO 3175-4:2003 Textiles - Professional care, drycleaning and wetcleaning of
fabrics and garments - Part 4: Procedure for testing
performance when cleaning and finishing using simulated
wetcleaning
[5] ISO 6330 Textiles - Domestic washing and drying procedures for textile
testing
[6] ISO 10993-1 Biological evaluation of medical devices - Part 1: Evaluation and
testing within a risk management process
[7] EN 13921:2007 Personal protective equipment - Ergonomic principles
[8] ISO 15797 Textiles - Industrial washing and finishing procedures for testing
of workwear
[9] Regolamento (CE) n. 1907/2006 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18
Dicembre 2006 concernente la registrazione, la valutazione, l'autorizzazione e la
restrizione delle sostanze chimiche (REACH), che istituisce un'agenzia europea
per le sostanze chimiche, che modifica la direttiva 1999/45/CE e che abriga il
regolamento (CEE) n. 793/93 del Consiglio e il regolamento (CE) n. 1488/94 della
Commissione, nonché la direttiva 76/769/CEE del Consiglio e le direttive della
Commissione 91/155/CEE, 93/67/CEE, 93/105/CE e 2000/21/CE

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