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Analisi del testo

Giosue Carducci
Traversando la Maremma toscana
OPERA Rime nuove (1887)

Questa poesia, datata 21 aprile 1885, appartiene alle Rime nuove di Giosue Carducci (1835-1907) ed è
accompagnata da un’annotazione del poeta: “Ricordo della mattina 10 aprile che passai per la Maremma”.
Carducci, in viaggio da Livorno a Roma, passa vicino ai luoghi dove ha trascorso la fanciullezza: Castagneto e
Bolgheri. Nel rivedere la terra in cui è cresciuto il poeta compie un bilancio della propria vita, constata la fine
delle illusioni giovanili e si sente ormai prossimo alla fine (poco tempo prima un’improvvisa malattia era stata per
lui un serio presagio di morte); tuttavia, il paesaggio dolce e familiare che ha plasmato il suo carattere lo
emoziona e gli dà pace.

Dolce paese, onde portai conforme


l’abito fiero e lo sdegnoso canto
e il petto ov’ odio e amor mai non s’addorme,
4 pur ti riveggo, e il cuor mi balza in tanto.

Ben riconosco in te le usate forme


con gli occhi incerti tra ’l sorriso e il pianto,
e in quelle seguo de’ miei sogni l’orme
8 erranti11 dietro il giovenile incanto.

Oh, quel che amai, quel che sognai, fu in vano;


e sempre corsi, e mai non giunsi il fine;
11 e dimani cadrò. Ma di lontano

pace dicono al cuor le tue colline


con le nebbie sfumanti e il verde piano
14 ridente ne le pioggie mattutine.

(G. Carducci, Rime nuove, in Poesie, Garzanti, Milano 2008)

1. onde portai conforme: da cui ho ripreso, a te simile.


2. l’abito: il carattere. • lo sdegnoso canto: la poesia piena di orgoglio.
3. il petto: l’animo. • ov’: dove. • s’addorme: si acquietano.
4. pur: finalmente. • in tanto: in questo momento.
5. le usate forme: gli aspetti familiari.
6. l’orme: le tracce.
8. erranti: che correvano. • il giovenile incanto: le illusioni giovanili.
10. non giunsi il fine: non raggiunsi la meta.
11. cadrò: morrò.
13. sfumanti: che si dileguano.