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Ubuntu

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Ubuntu (disambigua).

Ubuntu

Ubuntu logo

Il desktop di Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat

Ubuntu 10.10 (Maverick Meerkat)

Sviluppatore: Canonical Ltd

Ubuntu Foundation

Famiglia SO: GNU/Linux (Linux 2.6.32)

Modello del sorgente: Software libero

Release iniziale: 4.10 (Warty Warthog) (20 ottobre 2004)

Release corrente: 10.10 (Maverick Meerkat)[1] (10 ottobre 2010)

Tipo di kernel: Linux Kernel monolitico modulare

Piattaforme supportate: x86, AMD64 ed EM64T[2]

Licenza: GNU GPL

Stadio di sviluppo: Stabile

Sito web: www.ubuntu-it.org

www.ubuntu.com

Questo box: vedi • disc. • mod.

(EN)
« Ubuntu: Linux for Human Beings »

(IT)

« Ubuntu: Linux per esseri umani »

(Slogan ufficiale della distribuzione[3] )

Ubuntu ([uːˈbuːntuː][4], [ùbúntú] in zulu, termine etico di area culturale


africana) è un sistema operativo Linux nato nel 2004[5], basato su Debian,
che si focalizza sull'utente e sulla facilità di utilizzo. Ubuntu è orientato
all'utilizzo desktop e pone una grande attenzione al supporto hardware. È
prevista una nuova versione ogni sei mesi.

Finanziato dalla società Canonical Ltd (registrata nell'Isola di Man), questo


sistema è rilasciato come software libero sotto licenza GNU GPL ed è gratuito
e liberamente modificabile. L'ideatore dell'iniziativa è Mark Shuttleworth, un
giovane imprenditore sudafricano diventato sostenitore del software libero al
cui servizio ha posto le sue risorse. Ubuntu infatti, prende il nome da
un'antica parola africana che significa "umanità agli altri", oppure "io sono ciò
che sono per merito di ciò che siamo tutti".

Il 1º luglio 2005 è nata la Fondazione Ubuntu con un fondo iniziale di 10


milioni di dollari, il cui scopo è lo sviluppo della distribuzione nel caso in cui
Canonical Ltd dovesse cessare le attività[6]. La fondazione è al momento
dormiente[7].

Indice

[nascondi]

* 1 Il nome

* 2 Caratteristiche principali

o 2.1 Applicazioni

o 2.2 Localizzazione

o 2.3 Accessibilità
o 2.4 Aggiornamenti

o 2.5 Sicurezza

o 2.6 Stabilità

* 3 Requisiti di sistema

o 3.1 Architetture supportate

o 3.2 Requisiti della versione Desktop di Ubuntu 10.10 Maverick


Meerkat

o 3.3 Requisiti della versione Server di Ubuntu 10.04 LTS

* 4 Installazione

o 4.1 ShipIt

o 4.2 Wubi

o 4.3 Ubuntu Live USB creator

* 5 Storia e sviluppo del progetto

o 5.1 Il 1º bug di Ubuntu

o 5.2 Il rapporto con Debian

* 6 Rilasci

o 6.1 Il periodo di supporto

o 6.2 Grumpy Groundhog

* 7 I componenti, o repository, ufficiali

o 7.1 Main

o 7.2 Restricted

o 7.3 Universe

o 7.4 Multiverse

* 8 Distribuzioni derivate

o 8.1 Derivate ufficiali

o 8.2 Derivate riconosciute

o 8.3 Derivate non ufficiali


o 8.4 Creazione di una propria derivata

* 9 La comunità

* 10 Successi e critiche

o 10.1 Il rapporto con Debian

o 10.2 Il supporto multimediale

o 10.3 Il supporto hardware

* 11 Note

* 12 Bibliografia

* 13 Voci correlate

* 14 Altri progetti

* 15 Collegamenti esterni

o 15.1 Istituzionali

o 15.2 Collaborazione

Il nome [modifica]

Human-help-browser.svg

Il concetto di Ubuntu (info file)

(EN) Il concetto di Ubuntu descritto da Nelson Mandela

Riproduci il filmato

(EN) Il concetto di Ubuntu descritto da Nelson Mandela

Il nome Ubuntu deriva da un antico vocabolo zulu (letteralmente: umanità)


diffuso in varie parti dell'Africa meridionale. Il termine viene utilizzato nel
detto zulu "umuntu ngumuntu ngabantu", traducibile con "io sono ciò che
sono per merito di ciò che siamo tutti"[8].

L'obiettivo è portare questa idea nel mondo del software, dando un grande
peso alla comunità di utenti partecipanti nello sviluppo del sistema
operativo[9].

Caratteristiche principali [modifica]

Schermata di Ubuntu 8.04 beta (modificato)

Il cubo di Compiz-Fusion

Altro effetto grafico di Compiz-Fusion

Uno Screenshot di Ubuntu

L'effetto acqua di Compiz-Fusion, in esecuzione su Ubuntu 10.10.

Ubuntu è una distribuzione Linux basata sull'ambiente desktop GNOME. È


progettata per fornire un'interfaccia semplice, intuitiva e allo stesso tempo
completa e potente. I punti di forza di questa distribuzione sono l'estrema
semplicità di utilizzo, l'ottimo riconoscimento e supporto dell'hardware, il
vasto parco software costantemente aggiornato e una serie di strumenti di
gestione grafici che la rendono improntata verso l'ambiente desktop. È
corredata da un'ampia gamma di applicazioni libere. Esistono vari strumenti
di amministrazione del sistema, ed è possibile gestirli sia separatamente che
in maniera centralizzata con l'Ubuntu Control Center, paragonabile al
pannello di controllo Windows o al Mandriva Linux Control Center o a YaST di
OpenSUSE.

La versione desktop è stata realizzata per rispondere alle più frequenti


necessità di un utente medio, quali navigazione in Internet, gestione dei
documenti e delle immagini, svago e comunicazione.

Applicazioni [modifica]

Mozilla Firefox su Ubuntu

Il sistema operativo comprende una suite da ufficio (OpenOffice.org) per


creare e stampare documenti o presentazioni, un internet browser (Mozilla
Firefox) per navigare su internet, un client BitTorrent (Transmission), un
client email (Evolution), un client di messaggistica istantanea (Empathy), un
gestore delle fotografie (Shotwell), un riproduttore musicale (Rhythmbox), un
editor video (PiTiVi) e un client per microblogging (Gwibber). Inoltre offre
funzioni più basilari come un editor di testi (Gedit), un visualizzatore di
documenti PDF (Evince), un lettore multimediale (Totem), un programma per
la masterizzazione di CD e DVD (Brasero) e una serie di semplici giochi[10].

È possibile scaricare ed installare gratuitamente e senza alcuna procedura di


configurazione oltre 30.000 pacchetti software liberi dell'universo Linux, tra
cui programmi come Inkscape (grafica vettoriale), GIMP (fotoritocco), Pidgin
(chat), Blender (grafica 3D) e molti altri[11][12].

Sul sito ufficiale è disponibile una lista di applicazioni che possono


rimpiazzare software proprietari usati su altri sistemi operativi, come ad
esempio Microsoft Office o Adobe Photoshop.

Localizzazione [modifica]

La distribuzione è tradotta in quasi tutte le lingue occidentali (tra cui


l'italiano), orientali e africane[13].

La traduzione può essere carente su alcuni pacchetti minori oppure può non
essere inclusa nel CD di installazione per motivi di spazio. Questo avviene
correntemente nella versione italiana in cui l'ambiente rimane parzialmente
tradotto. Per completare la localizzazione occorre installare un pacchetto di
traduzione[14]. Se si installa da CD "live", i pacchetti di traduzione nella
lingua prescelta al momento dell'avvio vengono installati automaticamente
durante l'installazione, posto che sia rilevata una connessione internet
funzionante.

Accessibilità [modifica]

Per quanto attiene all'accessibilità, Ubuntu permette a persone con abilità


diverse (per età, cultura o condizione fisica) di usare:

* Temi ad alto contrasto e lente di ingrandimento virtuale, per persone


ipovedenti;

* Sintetizzatore vocale, per persone ipovedenti o non vedenti;

* Tastiera virtuale su schermo, per persone impossibilitate a usare una


normale tastiera.
Queste caratteristiche possono essere abilitate sulla versione desktop di
Ubuntu[15].

Aggiornamenti [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema di gestione


dei pacchetti.

Ubuntu Software Center in esecuzione su Ubuntu 10.04.

I programmi installati vengono gestiti attraverso un sistema centralizzato,


detto gestione dei pacchetti, tipica di un sistema operativo Linux. Nello
specifico Ubuntu utilizza APT, anch'esso "ereditato" da Debian. Per l'utente
questo sistema è trasparente. Esso tiene traccia delle nuove versioni
disponibili per ogni programma installato e li aggiorna di conseguenza.

Dopo l'aggiornamento non è necessario riavviare il computer, fatta eccezione


per eventuali modifiche al kernel (il cuore del sistema operativo).

Sicurezza [modifica]

Una caratteristica di Ubuntu, dovuta all'architettura Linux, è la sua resistenza


a programmi dannosi come virus, adware, spyware o malware. L'architettura
di un sistema operativo Linux lascia, infatti, poca o nessuna libertà d'azione
ad un programma nocivo. Anche se un programma nocivo sfruttasse una
falla, l'architettura del sistema operativo ne impedirebbe l'utilizzo, almeno
nella stragrande maggioranza dei casi, e il danno rimarrebbe circoscritto
nell'home directory dell'utente che ha causato il danno[16].

Inoltre questi programmi dannosi sono generalmente sviluppati per Microsoft


Windows, che dispone di una più ampia diffusione[17][18].

L'utente utilizza un account con permessi limitati. Questo riduce la


pericolosità dei programmi installati[19] Per eseguire compiti amministrativi
viene richiesta la propria password per confermare l'operazione.
Scegliendo applicazioni libere dai repository ufficiali è impossibile trovare
applicazioni malware, dato che l'eventuale codice nocivo verrebbe notato e
subito eliminato. Ubuntu è, inoltre, distribuito con un firewall software,
Uncomplicated Firewall, che permette di discriminare gli accessi dall'esterno.

Stabilità [modifica]

Ubuntu è basato sul kernel Linux e ciò lo rende molto stabile, soprattutto
rispetto alla famiglia dei sistemi operativi Microsoft Windows. Non soffre, ad
esempio, di problemi di frammentazione del file system, oppure
l'installazione o la disinstallazione di applicazioni non sporcano il sistema o ne
rallentano l'avvio o la chiusura. Inoltre il blocco di un'applicazione, nella
maggior parte dei casi, non blocca l'intero sistema.

Requisiti di sistema [modifica]

Architetture supportate [modifica]

Ubuntu supporta ufficialmente le piattaforme x86, AMD64 ed EM64T[2]. Il


supporto ufficiale della piattaforma PowerPC è stato interrotto a partire dalla
versione 7.04[20], così come quello per le UltraSPARC (dalla versione 8.04
LTS) e affidati al supporto volontario della community.

Requisiti della versione Desktop di Ubuntu 10.10 Maverick Meerkat [modifica]

I requisiti minimi sono[21][22]:

* Minimo 300 MHz per Processore x86;

* 256 MB di RAM (192 con il cd Alternate);

* Almeno 3-4 GB di spazio libero su disco fisso per un'installazione


completa e per la partizione di swap;

* Scheda video VGA con una risoluzione minima pari a 640*480;

* Lettore CD-ROM.

I requisiti raccomandati sono:


* Minimo 700 MHz per Processore x86, oppure processori a 64 bit quali
l'AMD64 o l'Intel EM64T;

* 384 MB di RAM;

* Almeno 8-10 GB di spazio libero su disco fisso per un'installazione


completa e per la partizione di swap;

* Scheda video VGA con una risoluzione minima pari a 1024×768;

* Lettore CD-ROM o quantomeno una presa usb (per poter fare il boot da
chiavetta usb);

* Connessione Internet (non essenziale, ma raccomandata);

* Scheda audio (raccomandata anche se non essenziale).

I requisiti raccomandati per attivare gli effetti desktop sono, oltre a quelli
richiesti per l'installazione base:

* Minimo 1,2 GHz per Processore x86;

* Scheda video con accelerazione 3D.

Requisiti della versione Server di Ubuntu 10.04 LTS [modifica]

La versione server di Ubuntu 10.04 LTS supporta le due maggiori architetture


per CPU: x86 e AMD64[23], ed è ottimizzata per la classe di processori i686.
Questi i requisiti minimi:

* Processore di frequenza almeno 300 MHz x86;

* Almeno 128 MB di RAM, per il sistema;

* Almeno 1 GB di spazio libero su disco dedicati al sistema;

* 1 scheda di rete Ethernet;

* Un server DHCP che supporti l'ambiente di esecuzione pre-boot PXE;


* Scheda video VGA con una risoluzione minima pari a 640x480 pixel;

* Lettore CD-ROM.

Installazione [modifica]

Il CD di Ubuntu 10.04

Il CD di Ubuntu 8.10

Per installare Ubuntu su un computer è necessario scaricare e masterizzare


l'immagine iso della versione desiderata, o farsi inviare il CD tramite Shipit. Il
CD di Ubuntu è presente in tre versioni:

* CD versione Desktop (un live CD, raccomandato all'utente medio);

* CD versione Alternate (per PC con meno di 256 MB di RAM);

* CD versione Server (solo interfaccia a riga di comando).

Tutti questi CD, oltre alla versione DVD (contenente tutti i pacchetti di tutti i
componenti), si possono scaricare dal sito ufficiale oppure attraverso la rete
p2p BitTorrent[24].

Dal sito ufficiale è possibile scaricare anche l'immagine mini.iso, con cui
masterizzare un disco contenente solo il software necessario per avviare il
download e l'installazione della distribuzione da Internet. Come il CD
Alternate, il CD minimale offre solo l'installazione con interfaccia testuale.[25]

Con il DVD ed il CD versione Desktop, l'installazione avviene in maniera


grafica (se si dispone di almeno 320 MB di RAM)[26] anche su un computer
con un sistema operativo già presente (in dual boot), ridimensionando la
partizione originale senza perdita di dati. L'installazione avviene con istruzioni
in italiano. Durante l'installazione si crea un utente che può amministrare il
sistema diventando temporaneamente superutente (detto anche root)
inserendo la propria password. Una delle promesse della distribuzione è di
avere un sistema desktop pronto all'uso in 25 minuti[27].
Durante l'installazione su un computer in dual boot, è possibile migrare il
proprio profilo utente. Si possono importare tutti i dati presenti, compresi
segnalibri di Internet Explorer o Mozilla Firefox, documenti, musica e
altro[26].

ShipIt [modifica]

ShipIt è un servizio originariamente gratuito della Canonical che permette


l'invio postale del CD/DVD di installazione di Ubuntu a casa dell'utente,
ovunque nel mondo[28]. In seguito al crescente successo della distribuzione,
Canonical ha deciso di rendere questo servizio a pagamento, con costi molto
contenuti[29], per l'utenza comune. Tuttavia la gratuità del servizio viene
mantenuta per i LoCo Team (team nazionali di supporto, sviluppo e
assistenza di Ubuntu), i contributori ed ad altre particolari utenze[30]. Il
servizio, inizialmente, è stato pensato per chi non avesse una connessione
Internet o per chi volesse i CD con le serigrafie originali.

Wubi [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Wubi.

A partire dalla versione 8.04 di Ubuntu sul CD Desktop è prevista la presenza


di Wubi. Questo programma permette l'installazione di Ubuntu sotto Microsoft
Windows senza alterare le partizioni e senza intaccare i dati dell'utente.
L'utente può quindi provare Ubuntu in un ambiente familiare e testare le sue
caratteristiche.

Wubi necessita di un computer con almeno 256 MB di RAM, un processore da


almeno 1 GHz e almeno 5 GB di spazio su disco fisso.

Ubuntu Live USB creator [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Ubuntu Live USB


creator.

Ubuntu Live USB creator è un programma per creare Live USB di Ubuntu
Linux da un'immagine ISO. Lo strumento è incluso nel repository a partire
dalla versione Ubuntu 8.10[31]. Quest'innovazione non è di poco conto se si
considera che - creando una Ubuntu Live via USB - è possibile installare
Ubuntu in un computer privo di lettore CD. Un esempio è il JumPC della
Olidata (computer dal basso costo per bambini in età scolare) venduto con
Windows XP. Tale computer è privo di lettore CD, ma - avendo due porte USB
- è ora possibile installarvi Ubuntu. Inoltre una chiavetta USB ha il vantaggio
di essere molto più veloce nel leggere e scrivere dati, rendendo l'installazione
un processo ancora più rapido.

Storia e sviluppo del progetto [modifica]

Nell'aprile del 2004, Mark Shuttleworth riunì un gruppo di programmatori per


creare una nuova distribuzione Linux. Il progetto prevedeva, tra i punti
chiave[32][33], che:

* ogni utente deve avere la possibilità di eseguire, studiare, modificare,


personalizzare e distribuire il proprio sistema operativo senza dover pagare
costi di licenza;

* ogni utente deve poter usare il proprio sistema operativo nella propria
lingua;

* anche se disabile l'utente deve essere in grado di operare con il proprio


computer.

Il progetto doveva essere realizzato tramite:

* una forte impronta Debian (una fork temporanea di questa distribuzione);

* uso del Desktop environment GNOME;

* dei rilasci semestrali[34];

* l'uso di software libero.

Il primo rilascio di questo sistema operativo avvenne il 20 ottobre 2004[5].

Il 1º bug di Ubuntu [modifica]


Nell'agosto del 2004, Mark Shuttleworth, su Launchpad, ha scherzosamente
"scoperto" un bug fondamentale in Ubuntu

, alla cui risoluzione si dovrebbe dedicare ogni energia:

(EN)

« Microsoft has a majority market share in the new desktop PC marketplace.


This is a bug, which Ubuntu is designed to fix. »

(IT)

« Microsoft ha la fetta più grossa del mercato dei nuovi PC desktop. Questo è
un bug, e Ubuntu è concepito per risolverlo. »

(Mark Shuttleworth[35])

Questa affermazione semiseria è uno degli obiettivi della distribuzione:


creare un sistema libero e gratuito che possa sostituire o quantomeno ridurre
l'uso di sistemi operativi proprietari, come Microsoft Windows o Mac OS X. Il
bug è stato ironicamente segnalato come critico e confermato (ossia
verificabile).

Il rapporto con Debian [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Debian.

A differenza di altri precedenti fork di Debian, come MEPIS, Xandros, Linspire,


Progeny e Libranet che usano codice proprietario o chiuso in alcune parti, il
modello scelto da Ubuntu è di usare il più possibile software libero (per avere
esclusivamente software libero esiste un fork non ufficiale chiamato
gNewSense, supportato dalla Free Software Foundation)[36].

I pacchetti di Ubuntu derivano generalmente dal ramo instabile di Debian,


usando per la loro installazione strumenti come APT o Synaptic. Il rilascio
cadenzato ogni 6 mesi di una nuova versione di Ubuntu è utile per avere un
sistema desktop molto aggiornato ma con una fase di collaudo relativamente
breve viste le scadenze di sviluppo e rilascio molto ravvicinate. La versione
stabile di Debian invece ha tempi di rilascio molto più lunghi, con lunghe fasi
di test che le permettono di avere rilasci dalla stabilità comprovata,
necessaria soprattutto per la sua applicazione in ambito server.
Ubuntu coopera, fino a un certo livello, anche con lo sviluppo di Debian
apportando correzioni a vari bug e aggiungendo nuove funzionalità[37]. Ci
sono state comunque delle critiche sul volume di questi rapporti e sulla
incompatibilità binaria di alcuni pacchetti tra Debian e Ubuntu[38].

Dalla versione 6.10 (Edgy Eft) Ubuntu ha ereditato da Debian la sua shell,
ossia la Dash (acronimo di Debian Almquist shell), sostituendola alla shell
predefinita per gli script (/bin/sh).

Rilasci [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista dei rilasci di


Ubuntu.

Tre copie di CD della distribuzione.

Una nuova versione di Ubuntu viene rilasciata ogni sei mesi (fino ad ora
l'unica eccezione è stata Ubuntu 6.06 che venne rilasciata con 2 mesi di
ritardo)[39][40].

Ogni versione pubblicata ha un nome ufficiale più un nome in codice durante


lo sviluppo. Il nome ufficiale è del tipo Ubuntu X.YY, dove X è l'anno di rilascio
e YY il mese (ad esempio 8.04 per aprile 2008). Il nome in codice durante lo
sviluppo descrive le caratteristiche e il carattere che tale versione dovrà
rispecchiare. Il nome in codice è del tipo aggettivo animale, con le stesse
lettere iniziali in ordine alfabetico crescente[41]. Questa convenzione è
maturata solo dopo le prime due versioni[42].

Il periodo di supporto [modifica]

Ogni versione ha un supporto ufficiale da parte di Canonical di 18 mesi con


patch di sicurezza e aggiornamenti, ad eccezione delle versioni LTS (Long
Term Support ossia supporto a lungo termine) che hanno un periodo di
supporto esteso.

Una versione LTS riceve un lavoro supplementare di stabilizzazione,


raffinamento e traduzione. Queste versioni hanno un periodo di supporto di 3
anni per i desktop e 5 anni per i server. L'aggiornamento viene supportato da
una versione LTS all'altra. È previsto il rilascio di una nuova versione LTS ogni
due anni[43].

Grumpy Groundhog [modifica]

Nel 2005 è stato avviato il progetto della creazione di un ramo instabile con
nome in codice Grumpy Groundhog (Marmotta Bisbetica). Nelle intenzioni,
questo ramo servirebbe per vari test e per aggiungere nuove funzionalità,
catturando il codice direttamente dal sistema di controllo versione dei vari
programmi e applicazioni che fanno parte di Ubuntu.

Questo permetterebbe a sviluppatori o ad appassionati di avere una versione


con tutti gli ultimissimi aggiornamenti, senza dover compilare da soli i
pacchetti e fornendo così informazioni sulla stabilità degli stessi nelle varie
architetture[44].

Il team di sviluppo dovrebbe eseguire un merge con Debian ogni sei mesi.

Questa particolare versione non è mai stata resa disponibile al pubblico ed il


progetto stesso è da tempo in stallo[45].

I componenti, o repository, ufficiali [modifica]

In Synaptic, il gestore dei pacchetti in dotazione di Ubuntu, i pacchetti del


gruppo Main vengono contrassegnati con il logo di Ubuntu.

Tutto il software liberamente installabile su Ubuntu viene diviso in quattro


grandi componenti (anche detti repository, in pratica una divisione in
categorie). Questi componenti sono gestiti dagli sviluppatori e permettono
l'installazione di software partendo da un unico sito sicuro, senza dover
cercare su internet.

Vengono anche chiamati Sorgenti Software e servono anche a evidenziare le


differenze a livello di licenze e supporto disponibili. I componenti ufficiali di
Ubuntu sono Main, Restricted, Universe e Multiverse (rispettivamente
Principale, Ristretto, Universo e Multiverso).
Una installazione classica include pacchetti appartenenti solo ai componenti
Main e Restricted[46]. Per installare gli altri componenti basta selezionarli
nelle preferenze dei Sorgenti Software.

Main [modifica]

In questo componente è incluso solo software libero ed è pienamente


supportato dal team di sviluppo.

Il software incluso risponde ai requisiti di licenza di Ubuntu; usano quindi una


licenza libera approvata dalla Free Software Foundation. Viene garantito il
supporto tecnico e gli aggiornamenti di sicurezza per tutto il periodo di
supporto della versione.

Il componente Main può comunque contenere firmware e font, utilizzati dai


software liberi di Main, che non possono essere modificati senza il permesso
dei loro autori. Viene comunque garantita la redistribuzione di ciò che è
compreso in Main.

Restricted [modifica]

Nel componente sono presenti programmi e funzionalità molto usate ma non


disponibili con una licenza pienamente libera. Nella maggior parte dei casi si
tratta di software proprietario, come i driver per schede video o per altro tipo
di hardware. Il team di sviluppo può non fornire un pieno supporto data
l'assenza del codice sorgente.

Universe [modifica]

Questo componente include la maggior parte dei programmi liberi in


circolazione, con diversi tipi di licenza, che però non viene supportato
direttamente dal team di Ubuntu. Lo scopo di questo componente è fornire
un facile accesso al software libero senza costringere l'utente a eseguire
ricerche su Internet o compilare il codice sorgente.

Se un programma trova gradimento presso l'utenza il team può decidere di


spostarlo e supportarlo nel componente Main nella versione successiva di
Ubuntu.

Multiverse [modifica]

Componente che raccoglie software non libero, detto non-free, come il plugin
per Adobe Flash o il supporto mp3, che non viene supportato dal team di
sviluppo.

Dato che questi plugin sono sviluppati senza il regolare pagamento delle
licenze dei produttori che detengono i diritti dei relativi formati (come nel
caso del plugin mp3, che viene sviluppato gratuitamente, violando quindi la
licenza commerciale Fraunhofer sul formato mp3), all'installazione di uno di
tali plugin l'utente viene avvisato dell'eventualità che la legislazione del
proprio paese possa proibire l'uso di tale software, in quanto formalmente
illegale causa violazione di licenze proprietarie.

Distribuzioni derivate [modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lista di distribuzioni


derivate da Ubuntu.

CD ufficiali di Ubuntu, Kubuntu ed Edubuntu nella versione 7.10 (del 2007).

Ci sono diverse distribuzioni derivate da Ubuntu sia ufficiali che non ufficiali.
Le varianti derivate da Ubuntu installano una diversa raccolta di pacchetti, e
servono a rispondere a bisogni locali che Ubuntu non soddisfa (come una
localizzazione, programmi di interesse nazionale o in un ambito specifico)
[47].

Ogni variante ufficiale ha comunque la possibilità di installare software


incluso in altre varianti semplicemente attingendo ai repository di Ubuntu (ad
esempio, Kubuntu può installare pacchetti previsti per Xubuntu). Queste
diverse versioni vengono sviluppate da gruppi di programmatori separati che
cercano di portare alla distribuzione funzionalità differenti.

Derivate ufficiali [modifica]

* Kubuntu, derivata che utilizza l'ambiente desktop KDE[48].


* Edubuntu, derivata progettata per ambienti scolastici e per bambini,
include molti programmi educativi[49].

* Ubuntu Mobile, versione per dispositivi mobili[50].

* Ubuntu Server Edition, senza interfaccia grafica, utilizzabile come server


e con la possibilità di installare una intera piattaforma LAMP in 15 minuti[51].

* Ubuntu Server JeOS (pronunciata come juice, succo), versione ottimizzata


di Ubuntu Server, usabile per creare macchine virtuali, senza applicativi
aggiunti e molto leggera[52][53].

* Ubuntu Netbook Edition, sviluppata appositamente per i computer


ultraportatili quali netbook e UMPC.

Le versioni Kubuntu ed Edubuntu possono essere richieste tramite il servizio


Shipit.

Derivate riconosciute [modifica]

Le seguenti derivate sono ufficialmente riconosciute da Canonical dato il loro


significativo apporto allo sviluppo di Ubuntu[54]

* Gobuntu, versione privata di qualsiasi pacchetto proprietario e


contenente quindi solo software libero[55];

* Xubuntu, versione leggera basata sull'ambiente desktop Xfce. È indicata


per computer obsoleti e/o poco potenti, per reti thin client, o per chi desidera
particolari prestazioni, in termini di velocità, per la propria macchina[56];

* Ubuntu Studio, versione derivata, riconosciuta e supportata. È rivolta alla


produzione multimediale amatoriale e professionale[54];

* Lubuntu, versione di Ubuntu che utilizza LXDE come desktop


environment[57], permettendone così l'installazione anche su computer poco
potenti.

* Mythbuntu, derivata pensata per gestire un media center con MythTV,


che usa l'ambiente desktop Xfce.[54]

Derivate non ufficiali [modifica]


Vi sono anche molte varianti non ufficiali che non sono supportate da
Canonical e sono generalmente dei fork che nascono e crescono con
differenti obiettivi. Hanno in genere dei repository separati da quelli ufficiali
di Ubuntu. Eccone alcune:

* gNewSense, include solo software con licenze Free Software.

* Elbuntu, utilizza l'ambiente desktop Enlightenment.

* gOS, variante focalizzata sul Web 2.0, in ambiente Enlightenment oppure


GNOME.

* Fluxbuntu, che utilizza l'ambiente desktop Fluxbox.

* U-Lite, utilizza il window manager LXDE.

* Linux Mint: variante che include nativamente codec proprietari quali


flash, Java.

* FUSS: versione dedicata al mondo della scuola e ai suoi servizi.

* nUbuntu, include molti strumenti per la sicurezza di rete.

* CrunchBang Linux

, variante estremamente leggera (usa openbox come window manager),


e reattiva.

* Ubuntu Christian Edition

: include software a sfondo cristiano.

* Ubuntu Mini Remix

: livecd minimale adatto per chi vuole creare una propria derivata Ubuntu
oppure come sistema di ripristino.

* Ubuntu Satanic Edition


: include software a sfondo satanico.

* Ubuntu Muslim Edition

: include software a sfondo islamico.

* Goobuntu: variante prodotta da Google per usi interni all'azienda.

* Easy peasy: variante, precedentemente nota col nome di Ubuntu Eee,


realizzata da Jon Ramvi, per netbook.

Creazione di una propria derivata [modifica]

Con programmi come Ubuntu Customization Kit, Remastersys oppure


Reconstructor si possono creare LiveCD personalizzati di Ubuntu,
aggiungendo funzionalità o rimuovendo programmi non utilizzati.

La comunità [modifica]

Foto di gruppo dell'UDS per Maverick

Tutti gli utenti possono contribuire a Ubuntu aiutandone lo sviluppo, ad


esempio con la segnalazione o la correzione dei bug o proponendo idee o
aiutando i nuovi utenti sui forum di supporto. Alcune di queste attività sono
sponsorizzate dalla Canonical[58]. Essa infatti coordina la formazione di team
nazionali di supporto, sviluppo e assistenza denominati “Local Community
Team” (detti anche “LoCo Team”) fornendo materiale, assistenza e hosting
gratuito[59].

Inoltre per pianificare ogni nuovo rilascio viene svolto un incontro tra tutti gli
sviluppatori nell'Ubuntu Developer Summit (UDS). Il summit è sempre aperto
a tutti ed offre una occasione per una collaborazione fisica anziché online.

Le principali attività per collaborare sono:

* Sviluppo: nella struttura Launchpad ogni programmatore può inserire


caratteristiche o sviluppare il codice di ogni applicazione usando il sistema di
controllo delle versioni Bazaar

[60][47].

* Documentazione: si possono documentare nella propria lingua le


applicazioni attraverso i forum internazionali, locali o attraverso Launchpad
(con il progetto Rosetta

)[61][62].

* Traduzione: attraverso i forum internazionali o locali o attraverso


Launchpad si può contribuire alla traduzione delle applicazioni.[63]

* Supporto: i nuovi utenti possono ottenere supporto attraverso Launchpad


o sui forum[64][65].

* Nuove idee (Idea Pool): attraverso Launchpad o sul sito internazionale si


possono richiedere nuove caratteristiche o richieste particolari su nuove
opzioni nelle future versioni di Ubuntu. Gli sviluppatori usano i suggerimenti
per progettare le caratteristiche future della distribuzione.[66] Da Febbraio
2008 è stato istituito il sito "Ubuntu brainstorm" che raccoglie le idee, i
desideri e i suggerimenti degli utenti del sistema[67].

Successi e critiche [modifica]

L'utilizzo e la popolarità di Ubuntu sono aumentati stabilmente dal 2004. È


stata la distribuzione Linux più visitata su DistroWatch nel 2005[68],
2006[69], 2007[70] e 2008[71]

Mark Shuttleworth ha affermato che nel 2006 gli utilizzatori di Ubuntu fossero
circa 8 milioni nel mondo[72].

Ubuntu nel 2005 è stata scelta dai lettori come migliore distribuzione nella
LinuxWorld Conference and Expo (Esposizione e Conferenza mondiale su
Linux) tenutasi a Londra[73]. Ha ricevuto critiche positive da pubblicazioni
online e dalla stampa[74][75][76]. Ubuntu ha anche vinto nel 2007 l'Infoworld
Bossie Award come “miglior sistema operativo open source”[77]. Ancora nel
2008 Ubuntu è risultata miglior distribuzione del Readers' Choice Awards di
Linux Journal[78].

Talvolta Ubuntu è stato anche oggetto di critiche riguardanti la sua filosofia e


alcune sue caratteristiche.

Il rapporto con Debian [modifica]

Molti sviluppatori di Debian si sono risentiti della iniziale mancanza di


riferimenti sul sito ufficiale di Ubuntu, nonostante il fatto che i pacchetti di
Ubuntu siano per i tre quarti presi da Debian. Altri sviluppatori lamentarono
una certa carenza di informazioni sul software libero. Dopo la segnalazione di
queste incongruenze il sito ufficiale riporta per esteso il rapporto tra Ubuntu e
Debian[37].

Una seconda diatriba ancora aperta tra le due distribuzioni è una parziale
divergenza di alcuni pacchetti di Ubuntu che, pur utilizzando il formato Deb,
non possono essere installati su Debian[79].

Il supporto multimediale [modifica]

L'installazione standard non prevede i codec che permettono all'utente di


ascoltare musica Mp3 o vedere un DVD cifrato (come quelli commerciali)[80].
La decisione di non includere questi codec è dovuta a vari motivi:

* incertezza sulle licenze del formato Mp3, che imporrebbe un costo per la
distribuzione;

* la volontà di spingere l'utente a utilizzare formati aperti, come l'Ogg


Vorbis;

* incertezze legali, come l'utilizzo, considerato illegale in alcuni stati (per


ragioni dovute a presunte violazioni di licenze commerciali), della libreria che
permette la visione dei DVD crittati con CSS (non in Italia).

Per l'utente è comunque possibile installare i codec necessari semplicemente


installando il pacchetto ubuntu-restricted-extras, compatibilmente con la
legislazione locale. Alcuni produttori, come Dell, hanno deciso di includere
nativamente questi codec e librerie nei loro prodotti[81].

Il supporto hardware [modifica]

Una delle critiche più forti a Ubuntu, e su Linux in generale, è il limitato


supporto per alcuni tipi di hardware, come alcuni modelli di stampanti
multifunzione, penne wireless, schede video, scanner e webcam economiche.
Inoltre, non sono supportati o necessitano di pesanti lavori di configurazione i
cosiddetti softmodem, detti anche "WinModem". Tale mancanza impedisce
l'uso di Internet su Ubuntu nelle zone senza copertura ADSL o
GPRS/UMTS/HSDPA. Il problema è comune a tutte le distribuzioni Linux e
deriva dal mancato supporto da parte dei costruttori e dei distributori di
hardware. Alcuni di essi infatti non forniscono i driver o le specifiche dei loro
dispositivi[82][83].

Su sistemi operativi proprietari, come Windows, il sistema si avvale della


presenza di driver appositamente realizzati per interagire con i vari
dispositivi. In ambito Linux, invece, i driver vengono scritti dagli sviluppatori,
possono quindi tardare a essere rilasciati e, in alcune occasioni, mancare del
tutto. Sono da rimarcare le differenze di installazione dei driver tra un
sistema Linux e un sistema proprietario quale Windows[83]. Mentre un
sistema Windows deve usare i driver forniti dal costruttore del dispositivo, in
Ubuntu questi driver sono già "integrati" e salvo eccezioni il dispositivo viene
riconosciuto e utilizzato senza l'intervento dall'utente[82]. Se il driver manca
si può chiedere assistenza sui forum o in rete. In taluni casi si è costretti a
non poter utilizzare il dispositivo, fino a nuovo aggiornamento del kernel.

Alcuni driver per Windows si possono usare su Ubuntu usando un software


chiamato NDISwrapper, spesso utilizzato per i dispositivi wireless.

Il sito ufficiale raccomanda di usare solo hardware supportato ed evitare di


comprare dispositivi i cui costruttori non rilasciano specifiche o driver, dato
che questo comportamento limita la scelta dell'utente finale a usare software
libero. Il problema è sempre "tenuto sotto controllo" da continui
aggiornamenti del Kernel Linux il quale, ad ogni rilascio, aumenta il numero
di dispositivi hardware supportati.

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Sons, 2007.
«At its core, Ubuntu means that the members of a community take
care of each other and the community itself. The creators of Ubuntu Linux
took this philosophy of commitment to community to drive their creation.».

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18. ^ Keir Thomas, Beginning Ubuntu Linux, Apress, 2007.

«Nobody knows the true number of viruses affecting Linux, but the
number is almost certainly less than 50, and that’s the total number since
Linux was created back in the early 1990s! At the time of this writing, there
are no Linux viruses in the wild, which is to say, actually infecting
computers.».

19. ^ (EN) Bliss: The Facts

. URL consultato il 18 marzo 2008.. E anche vero però che la maggior


parte dei malware e spyware moderni non hanno bisogno dei privilegi di root
per eseguire le loro azioni, come ad esempio autoavviarsi inserendosi nel
file .bashrc dell'utente, leggere e scrivere file sui file personali, aprire
connessioni verso l'esterno e altro. Per eseguire operazioni come queste sono
infatti sufficienti i privilegi di un normale utente. Il fatto che questo tipo di
malware, per ora, non sia ancora presente sui sistemi basati su Linux è
dovuto unicamente alla sua scarsa diffusione in ambito desktop. Uno dei
primi trojan per Linux, Bliss, doveva infatti essere installato ed essere
eseguito in modalità superutente. Alan Cox lo definì "un giocattolo".

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