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Donne e secondi Zanni

Porcellana tedesca del secolo XVIII

L'introduzione delle donne in scena fu una delle novità più importanti, e per
l'epoca scandalose, della commedia dell'arte professionistica.

Nelle feste per il matrimonio di Ferdinando I de' Medici e Cristina di Lorena,


svoltasi a Firenze nel 1589, fu invitata a dare una rappresentazione la compagnia
comica più famosa in Italia di quel periodo: la compagnia dei comici Gelosi.

Questa compagnia era guidata da Francesco Andreini in arte Capitan Spaventa, ma la


vera “star” dei Gelosi era sua moglie Isabella Andreini, che recitava con il
proprio nome di battesimo, nel ruolo dell'Innamorata.

Isabella pare fosse un'attrice di rara bellezza e non esitò nel concedersi alla
vista dei cortigiani della festa in abiti succinti nella commedia, messa in scena
per l'occasione, intitolata La pazzia d'Isabella.

Fu proprio nella scena di Isabella resa pazza dall'amore che Andreini, per motivi
scenici, si stracciò le vesti mostrando agli astanti ciò che fino a quel momento
era impensabile si potesse mostrare in una rappresentazione teatrale.

Fra gli altri comici Gelosi spiccano i nomi di Flaminio Scala, in arte Flavio,
colui che scrisse i 50 canovacci di cui abbiamo già accennato, sempre nel ruolo
dell'Innamorato, e quello di Giovanni Gabrielli, in arte Scapino (o Scappino), nel
ruolo del primo zanni.

Da questa testimonianza deduciamo che già alla fine del Cinquecento l'antico Zanni,
il protagonista delle incisioni della raccolta Fossard e degli affreschi di
Trausnitz, si era sdoppiato nei due ruoli di servo arguto e servo sciocco (primo e
secondo zanni).

In fondo il suo personaggio veniva da lontano, se si pensa alla filiazione coi più
famosi buffoni di corte a Venezia dalla fine del Quattrocento agli inizi del secolo
successivo: Zuan Polo e Zuan Cimador (la bravura dei quali è citata anche da Pietro
Aretino, nelle Sei Giornate, che riporta una sequenza comica, a due personaggi, ma
recitata dal solo Zuan Polo, in un teatro veneziano agli inizi del XVI secolo).