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Proteine intrinseche ed estrinseche di membrana

 
Le proteine costituiscono circa il 50% della massa delle membrane
biologiche e svolgono dei ruoli importantissimi che sono indispensabili per il
corretto funzionamento delle cellule.
La posizione di ogni proteina non è casuale e, come i lipidi, possono
muoversi nel doppio strato lipidico per rotazione o per diffusione laterale.
Le proteine di membrana si dividono intrinseche ed estrinseche.

Proteine intrinseche di membrana


Sono fortemente idrofobiche e sono immerse nel doppio strato
fosfolipidico, alcune completamente e alcune solo in parte. Possono avere
sia struttura secondaria ad alfa-elica che a foglietto-beta.
Le proteine intrinseche possono avere dei segmenti che sporgono
all’esterno e all’interno, oppure possono sporgere solo all’interno o solo
all’esterno. Possono attraversare il doppio strato una o più volte: nel caso di
proteine che lo attraversano più di una volta parliamo di proteina a n domini
transmembrana.
Le proteine intrinseche possono essere delle proteine canali o trasportatrici
ma soprattutto svolgono un ruolo strutturale: l’estremità che sporge
all’interno (che può essere sia quella carbossi che ammino-terminale)
si lega al citoscheletro e in questo modo ancorano il doppio strato al
citoscheletro impedendo alla membrana di fluttuare.
I globuli rossi, ad esempio, assumono quella conformazione schiacciata
proprio perché numerose proteine intrinseche sono legate al citoscheletro.
Proteine estrinseche di membrana
Sono proteine fortemente idrofiliche che non penetrano nel doppio strato
lipidico ma sono legate debolmente alla superficie. Possono essere, ad
esempio, dei recettori.

Funzioni delle proteine


Le proteine di membrana possono essere:

 Strutturali
 Enzimi
 Recettori
 Trasportatori
 Canali

Le proteine trasportatrici e i canali sono coinvolti nel passaggio di molecole


tra interno ed esterno della cellula. Il trasporto può essere di due
tipi: attivo e passivo. Il primo, affinché avvenga, richiede una spesa
energetica che deriva dall’idrolisi di molecole di ATP. Il secondo, invece, non
richiede alcuna spesa energetica perché le molecole si muovono secondo
gradiente di concentrazione.