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OBBLIGHI CONTRATTUALI- 02 APRILE 2020 ORE 06:00

Coronavirus: al via le attestazioni per la


sussistenza di cause di forza maggiore
Fabio Nardoni e Gloria Lorenzon - Avvocati - Legalitax Studio Legale e Tributario

IN QUESTO ARTICOLO TROVI ANCHE:


Modello di dichiarazione (anche in lingua inglese)

Le Camere di Commercio possono autorizzare, a seguito di apposita dichiarazione


dell’impresa richiedente, il rilascio di attestazioni della causa di forza maggiore per
l’emergenza Coronavirus. Al fine di supportare le aziende gravate dalle limitazioni delle
attività imposte dai provvedimenti del Governo, il Ministero dello Sviluppo economico ha
infatti autorizzato il rilascio di attestazioni circa l’impossibilità di adempiere ai propri
obblighi contrattuali a causa dell’emergenza sanitaria in corso. Le imprese potranno
esibire tali attestazioni alle proprie controparti commerciali al fine di invocare la causa di
forza maggiore. Il rilascio di queste dichiarazioni appare di particolare interesse
nell’ambito dei rapporti contrattuali internazionali, rispetto ai quali è comune la
stipulazione di clausole di “force majeure”.

Con comunicazione del 26 marzo 2020, indirizzata alle Camere di Commercio, industria,
artigianato e agricoltura, il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato il rilascio da parte
delle Camere di Commercio medesime, su richiesta delle imprese interessate, "di
dichiarazioni in lingua inglese sullo stato di emergenza in Italia conseguente all’emergenza
epidemiologica da COVID-19 e sulle restrizioni imposte dalla legge per il contenimento
dell'epidemia”, precisando che, mediante tali dichiarazioni, “le Camere di commercio potranno
attestare di aver ricevuto dall'impresa richiedente (…) una dichiarazione in cui (…) l’impresa
medesima afferma di non aver potuto assolvere nei tempi agli obblighi contrattuali
precedentemente assunti per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità
aziendale”.

Coronavirus e obblighi contrattuali

I provvedimenti progressivamente emanati dall’Autorità per il contenimento della pandemia


COVID-19 hanno avuto impatto decisivo sul regolare svolgimento delle attività produttive, di
distribuzione e di consegna della quasi totalità delle imprese italiane e, molto spesso, sulla loro
stessa capacità di dare corretta e tempestiva esecuzione ai contratti in essere con
controparti italiane ed estere.

La gravità ed eccezionalità della situazione, soprattutto a seguito del lock-down determinato


dal DPCM 22 marzo 2020 (con il quale sono state sospese le attività produttive industriali e
commerciali di un numero consistente delle imprese nazionali) ha quindi correttamente
suggerito (sulla scorta di quanto avvenuto in Cina) l’implementazione di un meccanismo di
attestazione di circostanze che potrebbero certamente rientrare nella nozione di “evento di
forza maggiore ” o, comunque, costituire eventi esimenti dalla responsabilità per mancata o
ritardata esecuzione delle obbligazioni contrattuali assunte prima del loro verificarsi.

Il rilascio delle attestazioni in esame appare di particolare interesse proprio nell’ambito dei
rapporti contrattuali internazionali rispetto ai quali è comune la stipulazione di clausole di
“force majeure” (che identificano espressamente le ipotesi di forza maggiore e le modalità di
gestione delle relative conseguenze sulle obbligazioni delle parti e sul contratto) o di “hardship”
(che disciplinano ipotesi di eccessiva onerosità sopravvenuta e vengono applicate nel caso in
cui la prestazione di una delle parti diventi troppa onerosa, tale da comportare un sacrificio
sproporzionato di una parte a vantaggio dell’altra, a causa di fatti sopravvenuti alla conclusione
del contratto).

Nelle circostanze di cui sopra, pertanto, la dichiarazione dell’impresa , corredata dalla


relativa attestazione rilasciata dalla Camera di Commercio, potrà quindi essere esibita alla
propria controparte straniera, al fine di dimostrare che l’impossibilità di adempiere ai propri
obblighi contrattuali è dipesa da fatto ad essa non imputabile, ossia dal divieto di prosecuzione
dell’attività d’impresa impostagli dalla legge (c.d. factum principis) e, quindi, da una causa di
forza maggiore.

Le varie Camere di Commercio locali si stanno attrezzando per le finalità sopra descritte,
indicando all’interno dei propri siti internet le specifiche modalità (diverse tra loro) mediante le
quali l’impresa può inoltrare la richiesta ed il relativo modulo da compilare ed allegare.

Unioncamere ha già provveduto a predisporre e fornire alle Camere di Commercio un modello


standard di attestazione (anche in lingua inglese ).

Prime considerazioni e criticità

La Comunicazione del Ministero non prescrive la sussistenza di particolari presupposti o


requisiti per poter accedere al rilascio dell’attestazione previa apposita richiesta/dichiarazione,
ma - anche in considerazione dell’assunzione di responsabilità imposta all’impresa istante di
cui si dirà in seguito - deve ritenersi che il rilascio di tale attestazione potrà essere richiesto
solo da parte di quelle imprese che ritengano di poter “autocertificare ” di essere state
effettivamente incise nella propria attività, in modo determinante in funzione dell’esecuzione
del contratto, dalle limitazioni e/o divieti di prosecuzione dell’attività imposti dal DPCM 22
marzo 2020 e ss. mm. e ii. (o da precedenti disposizioni normative) e abbiano necessità di
esibire ai propri clienti (eminentemente stranieri) tale attestazione, al fine di invocare
previsioni contrattuali relative alle cause di forza maggiore.

Deve tuttavia rilevarsi come, rispetto alle dichiarate finalità dell’istituto in esame, il sistema
congegnato - pur utile in merito alla certificazione dello stato di emergenza sanitaria in corso e
dei conseguenti provvedimenti normativi adottati in Italia (peraltro in continua stratificazione) -
sia tale da lasciare sulle spalle dell’impresa richiedente la piena responsabilità della
dichiarazione di sussistenza della causa di forza maggiore nel caso concreto.

Con l’attestazione in esame, infatti, la dichiarazione dell’impresa viene sostanzialmente


autenticata dalla Camera di Commercio ma non confermata nei suoi contenuti (i format ad
oggi pubblicati prevedono peraltro espressamente, in apposita nota, che “Non è nella
responsabilità della Camera di commercio verificare fatti ed eventi relativi alla dichiarazione
della Società”), non esitando, pertanto, il procedimento in un vero e proprio “affidavit” in
relazione all’effettiva sussistenza di “motivi imprevedibili indipendenti dalla volontà e dalle
capacità dell'azienda” che “in relazione alle restrizioni imposte e allo stato di emergenza in
corso” abbiano posto l’impresa medesima nell’impossibilità di adempiere ai propri
obblighi contrattuali .

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