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CAP 1

SOCIOLOGIA: insieme di discorsi e pratiche di ricerca che hanno x oggetto relazioni e


istituzioni umane.È una costrizione intellettuale del mondo moderno ed è 1insieme di
problemi di forme d’indagine di teorie e concetti che si rispondono gli uni con gli altri
condividendo il fine di promuovere e rinnovare costantemente l’autocomprensione
della società che è unificata dalle sue tradizioni. ORIGINI DEL PENSIERO:significative la
riv francese(politica)e la riv industriale(economica).furono percepite dalle xsone cme
1mutamento radicale di portata epocale[successione di trasformazioni sociali di
velocità inaudite].sviluppo del concetto di scienza:strategie conoscitive in cui
osservazione metodica+applicazione procedimenti logici/razionali mirano alla scoperta
di regolarità universali che riguardano i fenomeni studiati.Prima il regno
dell’esperienza e dell’osservazione sensibile=/da quello del vero sapere, che era
assoluto,eterno e posseduto da Dio.poteva derivare solo dalla riflessione filosofica o
religiosa e nn dall’osservazione. Congiunzione della percezione del mutamento
sociale+idea moderna di scienza che ha origine il pensiero sociologico.
RIV INDUSTRIALE+FRANCESEinizio in INGHILTERRA(sec metà700)e diede avvio al
processo di industrializzazione, chiamato da Marx modo capitalistico di produzione.
INDUSTRIA:sistema di produzione che utilizza uomini,macchine e fonti di energia.Il
modo di produrre ha la capacità di far crescere con una certa regolarità la produzione
esso si riproduce espandendosi.Nn è solo l’economia che determinò il cambiamento,
ma anche il pensiero politico. Grazie alla riv francese iniziarono 1serie di processi che
portarono alla delegittimazione del potere feudale e all’idea che tutti gli uomini siano
uguali dal punto di vista del diritto.
Ne derivò una visione della politica della società che è ancora alla base del mondo
occidentale e del suo sistemi di valori:tutti gli uomini sono in linea di principio uguali e
godono di stessi diritti e che in quanto cittadini di uno stato hanno il diritto di
partecipare al governo attraverso l’elezione dei propri rappresentanti. Idea opposta a
quella feudale e qndi moderna.Tutte le riv politiche promuovono il mutamento come
un fenomeno normale affermando che gli uomini riuniti insieme in apposite istituzioni
hanno la facoltà di definire e ridefinire continuamente le proprie leggi sulla base di un
confronto razionale, quindi ora le leggi sono perfettibili sono stabilite dagli uomini
dunque non sono immutabili.
La sociologia ha le sue radici con la nascita di un mondo che non può essere
considerato ovvio, nel confronto con un mondo umano che non appare più vincolato e
garantito dalla tradizione. Per comprendere sul piano culturale la sociologia bisogna
riferirsi all’illuminismo.(pensiero Diderot, d’Alambert e Rousseau)
Con gli illuministi il mondo umano viene visto essenzialmente storico diretto al
progresso e coincide con il procedere del rischiaramento che il lume della ragione
porta alle vicende umane, per cui la ragione è il principio di dialogo e di critica.La
società appare come una sorta di natura ma una natura che si dota delle proprie leggi
e dunque può conoscerle e una volta conosciute trasformarle secondo ragione. La
ragione a cui pensano gli illuministi è corrispondente all’opinione pubblica
borghese.COMTE fu il primo ad usare il termine sociologia intorno alla metà dell’800
anche se in realtà la sociologia affonda le sue radici proprio nell’illuminismo di
MONTESQUIEU(LETTERE XSIANE E SPIRITO DELLE LEGGI)
SP. LEGGIè particolarmente significativo per lo sviluppo della sociologia basato
sull’osservazione di come le persone vivono di fatto, i suoi costumi i tipi di relazione
che vi predominano i fatti storici.constata la relatività delle leggi così come delle
abitudini: il punto è provare a osservare la varietà delle istituzioni umane e provare a
spiegarle, questo atteggiamento è alla base del pensiero sociologico.
LETT PERSIANE:Al termine del libro può domandarsi come mai il suo mondo è diverso
da quello del re persiano. Da tutto ciò si deduce il pensiero sociologico: ossia la
constatazione della differenza e della relatività dei mondi sociali.
Empirisimo: Hume L’empirismo con l’illuminismo condivide la critica nei confronti di
ogni dogma e avvia lo stesso tentativo di applicare all’uomo gli stessi principi adottati
con successo dalle scienze fisiche nello studio dei fenomeni naturali.
SMITH e FERGUSON:Ferguson pensa che la conoscenza dei fatti ha la priorità su quella
dei principi. Nel saggio sulla storia della società civile si deduce che il mondo sociale è
il prodotto dell’attività degli uomini, il cui risultato dato dall’interazione di tutti,non
corrisponde al disegno individuale di nessuno. Smith:idea di fondola ricchezza di una
nazione è correlata dalla sua capacità di produrre e dalla divisione del lavoro: più
aumenta la divisione del lavoro più aumenta la dipendenza di ciascuno rispetto agli
altri membri della società. Mercato:istituzione che regola gli scambi attraverso i
meccanismi di domanda e offerta e la conseguente definizione dei prezzi di ciascun
bene che questi meccanismi comportano.La sociologia si svilupperà quindi cercando e
mostrando nella società tutti quegli insiemi di rapporti e di meccanismi che non sono
riducibili all’azione del mercato o solo alle relazioni economiche.

CAP 2
Il positivismo è il movimento culturale orientato alla sistematicità e alla classificazione:
ricerca e riordina dei fatti che ritiene di poter cogliere con una oggettività sul cui
statuto non si pone domande.
idea fondamentale di COMTE: la conoscenza umana si svolga in 3 stadi:
1) teologico la spiegazione dei fenomeni è perseguita attraverso nozioni magiche e poi
religiose
2) metafisico la conoscenza si attua attraverso l’uso di concetti astratti ossia tramite la
speculazione filosofica
3) positivo la conoscenza si delinea come un sapere scientifico basato sulla ricerca dei
fatti.
La successione di questi stadi è intesa come una legge naturale.

CORSO DI FILOSOFIA POSITIVISTA:x Comte la sociologia deve essere 1fisica


sociale,una scienza modellata sui tratti delle scienze naturali intesa a rilevare fatti e
riconoscere leggi.Inoltre distingue una statica sociale come quella branca della
sociologia che studia del modo in cui le società si autoregolano e una dinamica sociale
come la branca che studia il mutamento.
SISTEMA DI POLITICA POSITIVISTA:positivismo come idea politica in quanto la natura
umana può essere equiparata a quella naturale solo che è più complessa.
Si è scontrato con il problema posto dal fatto che la scienza in se stessa non consenta
una fondazione dei valori ultimi nei quali credono gli uomini e non garantisce una
legittimazione adeguata del mondo sociale che essa contribuisce a generare.
Che cosa tiene unita una società?Comte aveva intravisto la questione del nesso tra
l’ordine e la sua legittimazione. (questione che verra’ affrontata da Durkheim e
Weber.)

A.DE TOCQUEVILLE:sec lui fine700inizi800epoca di cambiamenti sociali fondamentali


ma il mutamento porta sia vantaggi che svantaggi.
Pur non essendo sociologo era interessato dalla novità rappresentata dalla democrazia
come
evento storico ineluttabile tendente all’uguaglianza delle opportunità:I soggetti sono
inseriti in un sistema legale in cui i diritti sono definiti in modo tale da garantire la
mobilità sociale, tutti possono avere accesso a qualsiasi rango o a qualsiasi posto di
lavoro .
Differenziandosi nettamente dal regime feudale. T. capì che gli individui nella
modernità diventano sempre più liberi di forgiare autonomamente la propria sorte.
DEMOCRAZIA IN AMERICA: T. afferma che negli
Stati Uniti questo processo si è finora più sviluppato, ma si caratterizza anche dalla
presenza dal declino del
concetto di onore e di una diffusa mediocrità e un eccessivo individualismo.
SPENCER: 1° a diffondere la sociologia presso il pubblico.=Comte la concezione di
società come organismo, =/ per il fatto di utilizzare un apparato concettuale
evoluzionista,mutuato in parte da Darwin.
idea di fondo di D.: era quella di un processo di differenziazione evolutiva delle specie
animali attraverso un meccanismo di adattamento all’ambiente , di competizione,
sopravvivenza e di eredità genetica. S cercò di applicare qta idea anche allo studio
delle formazioni sociali che si chiamerà darwinismo sociale dove evoluzione e
progresso vengono considerati sinonimi, poiché la storia gli appare come la traccia di
un cammino evolutivo nel corso del quale gli uomini adatterebbero le forme della loro
convivenza a quelle dell’ambiente passando da forme di organizzazione semplici fino a
forme via via più complesse. S elaborò il concetto darwiniano applicato al sociale della
SOPRAVVIVENZA DEL PIU’ ADATTO in un’apologia del liberalismo economico e della
libera concorrenza .PRINCIPI DI SOCIOLOGIA: raccolta di informazioni su diverse
società,distinguendole secondo una doppia tipologia:
1. in base al grado di complessità della loro differenziazione interna(prima e
fondamentale)
2. tra quelle militari e società industriali.
S in base al concetto di differenziazione pensa che la storia delle società umane
comporti 1serie di passaggi lineari dal + semplice al + complesso: crescendo di
dimensioni le società sviluppano una rete di organi e funzioni sempre più specializzati
e differenziati.
Le società militari sono caratterizzate da ordine garantito in modo coercitivo mentre
quelle industriali da una libera scelta degli individui.
La sociologia però non deve essere considerata solo teoria ma è anche un insieme di
pratiche di ricerca le sue radici affondano anche nelle raccolte di dati statistici.nasce
per esigenze amministrative degli stati nazionali e tratta non solo dati demografici o
relativi al commercio e all’industria ma anche dati relativi alla criminalità all’istruzione,
le abitazioni insomma la cosiddetta statistica morale che nelle inchieste sociali può
essere considerata uno strumento necessario per conoscere le esatte condizioni della
nazione.
CAP 3_K. MARX
Opera principale: IL CAPITALE Marx fu all’inizio della sua carriera un filosofo
hegeliano(nelle sue opere dipende da lui) nonostante le sue opere hanno influenzato
la sociologia, Marx non si sarebbe mai definito sociologo.

DIALETTICA (dialogo). Sia per Marx che per Hegel è un movimento che attraverso la
negazione di una precedente affermazione conduce ad una sintesi che è il
superamento di entrambe.X superamento s’intende in tedesco un verbo(aufhebung) e
comporta 3 momenti: conservare , far scomparire e portare da un livello superiore. Il
comunismo rappresenta sostanzialmente il superamento del capitalismo.

ALIENAZIONE:viene considerata 1aspetto dell’oggettivazione.l’oggetto è il “farsi altro”


del soggetto, nel senso che l’oggetto è una “negazione” del soggetto, è il suo
contrario: ma tale negazione può essere superata grazie all’autocoscienza dell’uomo
che riconosce l’oggetto come proprio prodotto e in questo modo ne provoca una
riappropriazione.

Marx distingue l’oggettivazione dall’ alienanazione:il lavoro umano è alienato x Marx


qnd c’è 1sfruttamento dell’uomo sull’uomo.qta condizione è tipica dell’operaio delle
moderne societa’ industriali. Nel CAPITALE: il lavoratore produce x il padrone: è qta la
sua alienazione xkè il suo prodotto nn è suo come non è suo il controllo su ciò e su
come produce, né la gestione delle sue relazioni con i compagni. Il lavoro anziché
essere il luogo dell’autorealizzazione dell’essere umano, diventa la negazione
dell’uomo stesso. Riappropriazione dell’oggetto come 1azione pratica,1rivoluzione che
porti il lavoratori ad avere il controllo sul proprio oggetto prodotto. Tutto questo ci
porta al materialismo storico di Marx.

MATERIALISMO STORICO:modo di pensare che parte dall’analisi delle condizioni


materiali dell’uomo così come sono storicamente determinate.IDEOLOGIA TEDESCA:
afferma che la storia dell’umanità nasce dai modi in cui gli uomini si sono organizzati
insieme per produrre, per garantirsi la sopravvivenza.
La divisione del lavoro è considerata ineguale, ma la divisione del lavoro odierno unito
ai modi in cui viene suddivisa la proprietà e insieme alle tecniche della produzione
formano la base materiale di una società ovvero quella che Marx chiama STRUTTURA.
La struttura di una società è costituita da un insieme di:
1. rapporti di produzione (rapporti generati dalla divisione del lavoro e dalla divisione
della proprietà)
2. forze produttive (mezzi della produzione come materie prime e strumenti di lavoro,
e le tecniche utilizzate per la produzione).
La struttura di una società è ciò che determina le forme di tutto il resto che è chiamato
sovrastruttura.
Sono sovrastrutturali le istituzioni giuridiche , le rappresentazioni religiose, gli ambiti
della morale della stessa filosofia, ciò significa che non sono dotati di una storia
propria ma dipendono nel loro svolgersi dalle modificazioni della struttura a cui
corrispondono.

IDEOLOGIA: Marx intende 1insieme di proposizioni che rappresentano il mondo in


modo parzialmente falsificato cioè una rappresentazione del mondo che descrive e
occulta le sue condizioni reali. È la forma di pensiero delle classi dominanti di una
società il cui interesse è quello di occultare i conflitti interni che vi si producono:tali
conflitti sono delle e vere contraddizioni e che se individuati porterebbero al
superamento della forma sociale data.Quando occultano il pensiero diviene ideologico.
Anche i dominati possono condividere l’ideologia dei dominatori per incomprensione
dei propri interessi o per paura di affrontare le implicazioni conflittuali che il
riconoscerli porterebbe:FALSA COSCIENZA. Contro l’ideologia è mobilitata la teoria di
Marx.
Lo scopo del CAPITALE è quello di indagare il modo capitalistico di produzione e i
rapporti di produzione e di scambio che gli corrispondono. Modo capitalistico di
produzione:
1. un insieme di mezzi di produzione ( le materie che si utilizzano, gli strumenti che si
adottano, le tecniche di cui si dispone).
2. i rapporti di produzione

Il MODO CAPITALISTICO di produzione è emerso dalla rivoluzione industriale e quindi il


modo
moderno di produzione ma l’industria e modo di produzione capitalistico non sono
sinonimi in quanto quest’ultima, a differenza dell’industria, è dotata dei caratteri
specifici dei rapporti sociali. La struttura di base di ogni società è proprio basata dai
rapporti che gli uomini intrattengono fra loro e con la natura al fine di produrre ciò che
è necessario e così soddisfare i propri bisogni.
Capitalismonome dato da Marx alla Società la cui struttura è fornita dal modo
capitalistico di produzione che si fonda sul capitale.
Il capitale è lavoro accumulato che serve come mezzo per una nuova produzione, ciò
che rende tale è una specifica situazione dei rapporti sociali.
I Tipi di rapporti sociali di sui si riferisce marx hanno le seguenti caratteristiche:
1) individui cosiddetti capitalisti in quanto proprietari dei mezzi di produzione &
persone che non possiedono nulla ma dispongono della propria forza –lavoro i
cosiddetti proletari.
2) tra capitalisti e proletari c’è un rapporto mediato dal denaro nel senso
che la forza lavoro si presenta come merce che viene venduta ai capitalisti ad un certo
prezzo chiamato salario. Ma fuori dal lavoro sono uomini liberi. Ciò distingue i rapporti
in questione da quelli basati sulla schiavitù o su rapporti di tipo feudale.
3) i beni prodotti sono merci cioè la produzione è finalizzata alla vendita sul mercato.
La merce è un bene che ha un duplice carattere:
• il suo valore d’uso che è differente per ogni tipo di merce
• un valore di scambio che si esprime nel prezzo e prescinde dalle qualità concrete e
dalle differenze sensibili delle singole merci per renderle tutte comparabili e
scambiabili fra loro sulla base dei rapporti che esistono tra i loro prezzi.
Il denaro è l’equivalente universale del valore di scambio delle merci per qnto questi
possano oscillare per Marx il loro valore di scambio corrisponde alla quantità media di
lavoro necessario a produrle.
4) il lavoro accumulato si presenta come capitale assieme al lavoro vivo dei salariati
per ottenere il profitto da parte del capitalista.

Il capitalismo non è solo una società basata su scambi di mercato.essa infatti presenta
uno scambio di tipo particolare: si tratta di produrre con le merci altre merci con
valore maggiore di quello prima.
Il profitto è dato dalla differenza tra il denaro investito (D)e quello ammontato dopo la
vendita della merce(D’). risarcimento dell’impegno del capitalista.
Marx la pensa diversamente in quanto ogni merce possiede un valore d’uso ed un
valore di scambio e tra le merci che il capitalista acquista all’inizio del processo di
produzione vi è la forza lavoro umano.
Il capitalista acquista la forza lavorativa dei suoi operai e la paga come una merce,
pagandola al suo prezzo.
Tuttavia il lavoro dell’operaio produce di più del valore di scmbio corrispondente al
prezzo della sua forza lavorativa: PLUSVALORE
Il plusvalore ha origine in un PLUSLAVORO: 1 lavoro che 1operaio svolge in aggiunta a
quanto sarebbe bastevole per pareggiare i conti con quello che il capitalista ha speso
assumendolo e acquistando tutto ciò che è necessario per produrre.
il plusvalore diventa PROFITTO appartenente al capitalista.
Il profitto nasce dallo sfruttamento dell’operaio.Nell’appropriazione del plusvalore da
parte del capitalista sta la simmetrica alienazione dell’operaio: il frutto del lavoro di
quest’ultimo non gli appartiene ma appartiene a qualcun altro.
Ciò che rende il LAVORO ACCUMULATO “capitale” è lo sfruttamento.
Ciò che distingue la critica marxiana dall’economia politica è dunque la scoperta dello
sfruttamento che si nasconde entro i rapporti di produzione.È in questo arrestarsi alla
sfera della circolazione delle merci che l’economia a cui Marx si riferisce è ideologica
in quanto descrive qualcosa di vero ma tace l’essenziale e quindi lo sfruttamento non
è visibile.

CLASSE:insieme di individui che si trovano nella stessa posizione all’interno dei


rapporti di produzione tipici di un mondo di produzione dato. Le classi sviluppano
interessi diversi ed entrano in conflitto per la definizione del potere all’interno della
società. La lotta di classe per Marx è un dato ricorrente nella storia umana.
Nel modo di produzione capitalistico individua 2 classi antagoniste per interessi:
1)nucleo della borghesia composto dai capitalisti e dai mezzi di produzione
2) proletariato:lavoratori salariati che vendono la loro forza lavoro.
L’interesse dei capitalisti è quello di sfruttare gli operai mentre per gli operai è quello
di liberarsi dallo sfruttamento.
Gli interessi della borghesia sono pervasi da 1ideologia che giustifica i rapporti
esistenti e presenta il capitalismo come il rappresentante degli interessi universali
dell’umanità.Gli interesse del proletariato sono raramente capiti dal proletario stesso,
per effettuare questa conoscenza Marx dice che bisogna passare dalla classe in sé alla
classe per sé, in questo passaggio la classe operaia acquisisce una propria COSCIENZA
DI CLASSE.
Questo passaggio si effettua nel corso delle lotte che gli operai intraprendono contro i
capitalisti.LA CLASSE è 1soggetto collettivo capace di intraprendere azioni congruenti
con propri interessi.

La teoria marxiana comprende il MATERIALISMO STORICO,la TEORIA DEL


CAPITALISMO,la TEORIA SOCIOLOGICA DELLLE CLASSI che unificate mirano a
identificare ragioni e direzioni del MUTAMENTO all’interno della società sorta con la riv
Industriale.
Il modo di produzione capitalistico è un sistema in grado di produrre mutamento. Nella
società moderna il mutamento diviene mormale, la produzione si accresce e genera
continui e veloci cambiamenti nella vita materiale.L’interesse del capitalista è
aumentare il più possibile la quota di pluslavoro.
Per ottenere ciò deve aumentare la produttività e per far questo ha inserito le
macchine insieme alla razionalizzazione del lavoro.Per conseguire il profitto il
capitalista è alla ricerca di innovazioni tecnologiche e quindi sostiene con la sua
domanda lo sviluppo della tecnica. Le esigenze del capitalista cambiano quindi anche i
modi di lavorare ma anche modifica ciò che la gente può consumare perche oltre a
produrle le merci devono anche venderle quindi ricerca sempre di nuovi mercati.
Marx dice però continuando ad accrescere il proprio capitale accrescono anche il
proprio potere nel contempo provocano anche una crescita parallela della classe
operaia che diviene più consapevole della propria forza lavoro e del proprio ruolo nella
produzione.
Si rende conto che la ricchezza è prodotta collettivamente ma che poi di tale ricchezza
si appropriano privatamente solo i capitalisti. Di fronte a questa contraddizione la
classe operaia può organizzarsi per rivoluzionare i rapporti sociali esistenti.
Il suo obiettivo è quello del superamento delle classi quindi creare una società senza
più classi e senza proprietà privata una società basata sull’uguaglianza e la giustizia
questo tipo di società è chiamato comunismo.

X Marx l’uomo è un essere sociale, e questo si identifica in un unione tra individuo e


società.
L’uomo è anche in rapporto con la natura e in tale rapporto gli uomini entrano in
relazione formando una società. La sua stessa coscienza è prodotta dall’interazione
sociale.
La base della coscienza il linguaggio. Tutto questo non si effettua nella società
moderna dove i rapporti sono stabiliti dal mercato che è regolata da rapporti astratti di
fronte al mercato ciascuno è isolato i suoi rapporti con gli altri passano attravs le
merci. La divisione del lavoro relega l’individuo nell’assunzione di un ruolo definito e
stabile, in questo confinarsi si nasconde un aspetto dell’alienazione, i fine dell’uomo è
quello di produrre e non ha più la capacità di godere dei rapporti con gli altri uomini e
con la natura.
Marx spera in una società diversa dove gli uomini possano vivere in armonia fra di loro
lui dice che questa società avrà una storia quella che c’è stata fino adesso è solo
preistoria.
CAP4_ DURKHEIM

Il programma di D era di fondare la sociologia---Il problema principale nel pensiero di D


è l’ordine ossia quello della coesione della società e della sua riproduzione nel tempo.
Che cosa tiene unita una SOCIETA’?2° D è la morale che si realizza nella solidarietà dei
membri della società fra di loro.La società è un ordine morale.Influenza di Spencer
evoluzionismo e organicismo però si differenziano nel modo di interpretare il
rapporto dei singoli con la società.
X Spencer la società si basa da una sorta di contratto stabilito che perseguono il loro
utile il cosidetto utilitarismo x D la società invece non deriva da un contratto fra
uomini separati ma è ciò che precede e rende possibile ogni contratto.
La vita collettiva precede la vita dei singoli separati e i contratti sono possibili solo fra i
soggetti che intendono rispettarli, cioè che avvertano di appartenere ad una
medesima società che condividano l’obbligazione nei confronti delle sue regole morali.
Il comportamento di 1uomo è comprensibile come espressione del suo inserimento in
un insieme sociale.
1MORALE è un insieme di norme alle quali ciascun membro della società è vincolato.
Questi vincoli agiscono dall’esterno e dall’interno.Dall’esterno xkè infrangere una
norma provoca delle sanzioni: dall’interno xké il soggetto avverte da dentro di sé una
spinta a rispettare le norme.
L’appartenenza ad una morale è ciò che fonda la solidarietà che lega fra loro i
membri di una società.Le norme morali s’ impongono entro una società attraverso il
loro istituzionalizzarsi
nelle forme di un insieme di credenze religiose rese sacre dalla loro iscrizione entro un
sistema di riti (10com ad esempio).Le norme per Durkeim sono FATTI SOCIALI:i fatti
sociali s’impongono ai singoli come qualcosa che proviene al di fuori e
contemporaneamente li attraversano nei loro modi di sentire di pensare di
comportarsi. I fatti sociali esistono nella misura in cui esistono gli uomini ma hanno
una sorta di esistenza indipendente che sovrasta la volontà di ciascuno.Sono
espressione della vita della società e nascono dall’interazione degli uomini fra loro.
Es il linguaggio:nn è creato da nessun singolo preso isolatamente è qualcosa di
intersoggettivo. Ciascun individuo lo trova in qualche modo già dato è trascendente
rispetto alla sua volontà e alla sua capacità di cambiarlo arbitrariamente. Il linguaggio
è una realizzazione collettiva ma è anche qualcosa che attraversa ogni singolo
uomo.Ovviamente si può usare una lingua in modo scorretto ma si incorrerà in
sanzioni nel senso che non si verrà capiti. Per tutto ciò il linguaggio è un fatto sociale
lo si può spiegare solo come risultato dell’interazione umana.
La SOCIETA’ x D è superiore alla vita dei suoi membri, nelle norme nei costumi nei riti
la società parla e s’impone ai suoi membri.è più della somma dei suoi individui è
un’unità di livello superiore dotato di una vita.si esprime in fatti sociali, e la sociologia
è la scienza che studia l’insieme dei fatti sociali.è vista come 1organismo dotata di
una serie di organi che cooperano e s’ integrano tra loro e come ogni organo del corpo
ha una propria funzione.
Es: la funzione della religione in una società è quella di codificare e sacralizzare le
norme morali.La funzione del diritto è quella di reagire alle infrazioni di tale norma.La
funzione dell’economia è quella di provvedere al sostentamento della vita materiale
dei membri della società ecc.
1SPIEGAZIONE FUNZIONALISTA è una spiegazione di un fenomeno sociale sulla base
dell’individuazione della funzione che esso adempie per la vita dell’insieme della
società.D ritiene xò che questo non è l’unico metodo che lo scienziato deve usare ma
che questa si possa utilizzare solo dopo che siano stati esaminati i nessi causali che
legano il fenomeno considerato ad altri fenomeni precedenti.
DEVIANZA: l’esistenza di comportamenti che si discostano dalla norma come ad
esempio il crimine che è poco funzionale in quanto considerato anormale, ma per
Durkeim è funzionale perché viene punito attraverso riti adeguati.Esso svolge la
funzione di risaldare la coscienza collettiva riunita nell’atto di sanzionare il colpevole è
in questo modo la società riafferma le sue regole che non sono mai così visibili alla
collettività come quando vengono utilizzate per punire chi non si conforma.
Da ciò possiamo dedurre che la funzione corrisponde al risultato non intenzionale di
una pratica sociale.
La devianza inoltre può svolgere un’altra funzione ossia può rappresentare un
momento di sperimentazione della società rispetto a nuove norme, tanto è vero che
spesso un movimento sociale nasce proprio dalla devianza che con il passare del
tempo può diffondersi generando una nuova conformazione delle norme stesse. X D
l’insorgere della devianza appare nel suo pensiero uno dei modi in cui le società
possono sperimentare nuove forme morali.

X D esistono diversi tipi di SOCIETA’(DIVISIONE DEL LAVORO SOCIALE)


1) il 1° tipo (es: tribù primitive) società SEMPLICE cioè basate su di una bassa divisione
del lavoro.
2)2° tipo (es:nazioni moderne fondate su un’ampia divisione del lavoro ed esistono
numerose istituzioni intermedie che mediano l’appartenenza del singolo all’insieme
della società.) società COMPLESSA
In queste società la morale cioè la forza che consente la coesione della società si
presenta in diverse forme ed è diverso il modo in cui si stabilisce la solidarietà che
tiene insieme i membri della società.
1)la solidarietà è caratterizzata dalla solidarietà meccanica.si caratterizza dal fatto che
i membri sono uniti gli uni agli altri da vincoli quotidiani e le cui attività si diversificano
poco. Le coscienze degli individui tendono a differenziarsi poco le une dalle altre, ogni
singolo individuo ha la percezione
di essere un’entità fisica distinta rispetto agli altri compagni ma in contenuti del suo
pensiero proprio per
la scarsa diversità sono scarsamente individualizzati. La coscienza collettiva tende a
ricoprire la coscienza individuale. Le persone pensano in modi molto simili ed p scarsa
la tolleranza della società nel suo insieme di comportamenti diversi da quelli
incorporati nelle norme di vita comune.Il diritto si presenta nella forma di leggi
punitive: ogni infrazione è considerato un attentato al gruppo e alla sua coesione.2)la
solidarietà è di tipo organico costituita da legami fra individui che pur diversificandosi
fra di loro, sono uniti nella cooperazione per la vita dell’insieme sociale da cui tutti
dipendono.
Le mansioni dei singoli si differenziano e con ciò si danno le basi per una
diversificazione delle coscienze. Mansioni diverse corrispondono a opinioni diverse
diventa quindi possibile un individualizzazione delle coscienze. Il diritto si presenta
sottoforma di leggi restitutive che punitive in quanto l’ infrazione del singolo è +
spesso considerata nei termini di un danno arrecato ad altri in un ambito specifico
della vita che non un attentato alla società nel suo insieme .in questa società la tenuta
delle norme morali si fa più problematica e più necessaria, in quanto gli individui
possono pensare e comportarsi in modi differenti e questo rende meno forte la tenuta
delle norme che valgono per tutti indistintamente, ma + necessaria perché la coesione
va tenuta appositamente attravs dei meccanismi che vincolino ciascuno nonostante le
sue differenze alla cooperazione.
ANOMIA: rischio nelle società complesse assenza di norme morali condivise ossia
1carenza nella capacità delle società di vincolare a sé i suoi membri di garantire, la
loro adesione ad un medesimo e condiviso ordine di valori , di credenze e di
aspettative.
DIVISIONE DEL LAVORO SOCIALE l’anomia compare come il rischio specifico
dellaSocietà moderna, caratterizzate da uno sviluppo eccezionale della divisione del
lavoro, a cui nn ha ancora fatto seguito uno sviluppo adeguato delle norme morali.i
conflitti tra la classe operaia e la borghesia, corrispondono proprio al mancato sviluppo
di una capacità dei singoli di cooperare nelle nuove condizioni create dal mondo della
produzione industriale.
Marx considera le classi sociali come motore della dialettica della storia,x Durkeim
sono delle patologie che andranno curati .La cura consiste nel
corporativismosviluppo di associazioni intermediarie tra i singoli e la società basate
sull’associazione professionale.La vera risposta all’anomia xò consiste in un
potenziamento dei processi educativi. uno sviluppo coerente e diffuso di un sistema
morale che si imponga a tutti i membri della società e tale sistema può istillarsi nelle
coscienze dei singoli solo attraverso i processi educativi.
LA RICERCA DEL SUICIDIO:l’individuo isolato non esiste.Gran parte di ciò che
usualmente pensiamo come caratteristico dell’essere individuale è riconducibile
all’influenza della società.ciò che s’incontra nel suicidio è un’evidente libertà del
singolo che sceglie di sottrarsi a tale coesione sociale.
L’oggetto della ricerca non è infatti il suicidio di singoli individui ma il tasso di suicidi
che si riscontra in una data società. Durkeim intende dimostrare che la regolarità di
questi tassi ha la sua ragion d’essere in un insieme di spiegazioni di ordine sociale,
cioè che a suicidarsi sia un individuo o un altro dipende ovviamente da variabili
soggettive ma il numero di suicidi complessivo è connesso a fenomeni extrasoggettivi
cioè a dei fatti sociali .Durkeim mostrerà che il numero complessivo di suicidi presenti
in un dato anno in una società è sempre in relazione con il grado di integrazione
sociale che la società medesima consente. Meno integrazione più suicidi più
integrazione meno suicidi.

SUICIDIO COME FATTO SOCIALE:1)il tasso dei suicidi varia in ragione inversa al grado
d’integrazione della “società religiosa”, della
“società domestica”, della “società politica”, ovvero dei gruppi sociali di cui gli
individui fanno parte;
→ in questi casi, il suicidio è di tipo “egoistico”forte sviluppo dell’ego e la grande
responsabilità che l’individuo ha di fronte alle proprie scelte di fondo .2)il tasso dei
suicidi varia in ragione dell’andamento della situazione economica: aumenta nei
periodi
di crisi, sia negativa che positiva
→ in questo caso, il suicidio è di tipo “anomico”(tipo di suicidio spiegabile da
1allentamento nelle forme della morale collettiva,da 1aumento dell’incertezza rispetto
alle norme cui conformarsi) le crisi economiche determinano una situazione di
“anomia”, ovvero una crisi della sfera normativa e valoriale che indebolisce e riduce
l’integrazione sociale;
3) suicidio altruistico: espressione di 1fortissima coesione sociale tipo il sacrificio del
milite x la patria.
Il suicidio come scelta deliberata di sottrarsi alla vita.La ricerca di Durkeim nn è rivolta
la suicidio dei singoli individui ma al tasso di suicidi che si riscontra in una data
società. Durkeim dimostra che il tasso di suicidi rimane costante nel tempo nei vari
paesi e ciò è spiegato da variabili di ordine sociale, certo la scelta di sottrarsi alla vita
è una scelta soggettiva ma il tasso di suicidi in una data società è connesso a
fenomeni extrasoggettivi e cioè a fatti socialiricerca sociologica basata sull’uso
metodico di dati statistici: osservando le statistiche dei diversi paesi europei osserva
che in tutte le nazioni i cui membri appartengono alle confessioni protestanti hanno un
alto tasso di suicidio rispetto ad altre confessioni come ebrei e cattolici.
SOCIOLOGIA DELLE RELIGIONI: La cultura europea ha elaborato una netta distinzione
tra religione e politica tale per cui le ist politiche sono laiche. Esse devono definire
regole e diritti che valgano per tutti allo stesso modo a prescindere dalle differenze
confessionali.Questo processo è parte di un più generale processo differenziazione
sociale e comporta che le credenze religiose tendono a diventare un fatto privato.
Durk descrive la religione come 1sistema solidale di credenze e di pratiche relative a
cose sacre, cioè separate e interdette, le quali uniscono in un’unica comunità morale,
chiamata chiesa, tutti coloro che vi aderiscono. Elemento fondamentale: distinzione
tra sacro e profano.
La sua funzione principale è quella di fondare e preservare gli ideali collettivi di una
società.
La religione attribuisce ad una potenza estranea degli attributi che sono propri della
società.
D critica le religioni mostrando che esse rappresentano una sorta di proiezione fuori
del mondo umano di
qualche cosa che è invece essenzialmente umano.Ritiene che la società sia
giustamente l’oggetto di una sacralizzazione , riconosce la funzione delle religioni per
il sostegno delle norme morali che garantiscono la coesione sociale.
Il contributo di D è fondamentale per tre motivi precisi:
1. l’individuazione della distinzione fra sacro e profano
2. il riconoscimento della funzione di integrazione sociale che le religioni usualmente
svolgono.
3. l’attenzione alla dimensione rituale come parte essenziale dei fenomeni religiosi.
4. indica alla sociologia come in un modo o nell’altro ogni società si fonda su delle
credenze. Il problema resta su come le credenze abbiano origine. Vi sono momenti
nella vita collettiva in cui gli uomini riuniti assieme sviluppano un’energia e una
passione che li rendono capaci di affermare e di proiettare fuori di sé delle credenze a
cui attribuiscono il carattere di rivelazioni di una potenza superiore. Questo è chiamato
teoria dell’effervescenza collettiva ai quali alcuni studiosi dei movimenti collettivi si
sono richiamati.
Dello studio sulle religioni nasce un paradosso: D dice che la religione fa da collante
per la coesione sociale, ma nello stesso tempo spiegando alle persone qual è
veramente la funzione della religione ne delegittima la funzione.Ne consegue o una
progressiva perdita di coesione sociale oppure che non siano le religioni a garantire la
coesione sociale.Le religioni servono per dare alle persone il senso della vita che se no
non avrebbero.

La soluzione di D al problema della CONOSCENZA si situa come sviluppo di quella di


KANT.Le sensazioni vengono coordinate dal sogg entro un apparato di categorie.
Successivamente le organizziamo entro un apparato cognitivo che dà ordine al mondo
facciamo uso di concetti quali tempo, numero,..Tali strumenti cognitivi organizzano
l’esperienza stessa.
Le categorie del pensiero sono date a-priori,date e non sviluppate dal singolo, ma ciò
non significa che siano universali e naturali. Piuttosto sono sociali, si costituiscono
tramite l’interazionefra gli uomini e il suo ambiente e sono trasmesse tramite la
cultura con grandissima lentezza.
È attravs l’acquisizione del linguaggio che ciascuno di noi diventa membro di una
società e viene a condividere i modi di concepire il mondo e di organizzare i dati che
provengono dai propri sensi.Durkeim attribuisce un ruolo fondamentale ai meccanismi
psicologici collettivi che presiedono alla formazione del pensiero religioso. Nel dare un
senso al mondo gli uomini sviluppano i propri linguaggi e la proprie forme di
conoscenza.
CAP5_G.SIMMEL

F.NIETZSCHE:
Al centro della sua opera vi è la nozione di volontà intesa come energia vitale
elementare e
primigenia, come volontà di potenza.
La critica alla civiltà occidentale è una critica relativa al mascheramento che essa
compie di tale volontà primigenia. La morale cristiana sarebbe la responsabile della
diffusione di una cultura di schiavi che privilegia le pseudo virtù dell’umiltà e
dell’obbedienza , imprigiona gli slanci creativi degli individui, nega la vita e promuove
un ipocrita camuffamento della realtà fondamentale dei conflitti e della volontà di
potenza. La denuncia dell’ipocrisia è un elemento costante in tutto il pensiero di N così
come lo è l’individuazione del risentimento come fondamento della morale. La MORTE
DI DIO coincide con la fine dell’idea che vi sia un solo fondamento trascendente per i
valori a cui gli uomini possono ispirarsi.
Riconoscere che tale fondamento nn esiste è un assunzione di responsabilità.L’uomo
che si assumerà questa responsabilità nn ancora nato: è il SUPERUOMO.A questo
uomo del futuro a questa umanità capace di definire il proprio destino senza ipocrisie
e senza falsi ideologici Nietzsche intende preparare strada. Nietzche sarà presente nel
pensiero di Weber soprattutto nella sua trattazione del disincanto e del politeismo dei
valori ma anche nella trattazione del potere e politica.
FERDINAND TONNIES:
distinzione tra i 2 concetti di 1)COMUNITA’ e 2)SOCIETA’ che x lui sono due modelli di
organizzazione sociale.Tonnies li descrive così:
1)La COMUNITA’ è una forma associativa entro cui i comportamenti e azioni sono
messi in atto per lealtà e senso di appartenenza. Ci sono tradizioni fortemente
radicate. Questa forma di associazione è fondata da una fusione spontanea delle
volontà e la partecipazione è basata sui sentimenti.La famiglia è la comunità x
eccellenza.Nella comunità la vita economica conosce la divisione del lavoro e scambi
di prodotti e di servizi, ma il mercato non è la forma principale della regolazione di
questi scambi che sono invece condotti in base a regole di reciprocità delle prestazioni
o di redistribuzione.
2)La SOCIETA’ è una forma di associazione più vasta della comunità. All’interno gli
individui godono di ampie possibilità di movimento. Gli individui hanno rapporti
impersonali mediati dall’adesione razionale a delle regole statuite, dalla
subordinazione ad istituzioni regolamentate e dall’utilizzo di mezzi di scambio astratti
come il denaro.Quest’ultimo è importanteper la distinzione tra i due tipi di
associazione: nella società la diffusione del denaro è tipico come mezzo generalizzato
degli scambi.
Lo sviluppo della società si sviluppa attravs una distruzione progressiva delle forme di
vita comunitarie e si avverte una perdita che riguarda la ricchezza dei vincoli affettivi
tra le persone e le loro certezze morali.
G.SIMMEL:
SOCIOLOGIA:al centro c’è l’interazione sociale. Gli uomini stanno fra loro in relazione
di reciprocità agendo gli uni sugli altri.La sociologia quindi non può studiare i contenuti
della società, che mutano continuamente, ma lesue costanti, vale a dire le FORME
PURE dellomstare assieme, le FORME delle RELAZIONI che rimangono INVARIATE.
EFFETTO DI RECIPROCITA’: concetto fondamentale del pensiero di Simmel.Alla nozione
di causa fra i fenomeni si sostituisce quello di corrispondenza, d’influenza scambievole
tra diversi ordini di fenomeni.
Oggetto della sociologia sono dunque le forme delle relazioni di influenza reciproca
che sussistono tra gli uomini.
Questo oggetto è la società che emerge solo nella misura in cui più individui entrano
in azione reciproca.
La società è interazione ma non solo al concetto di reciprocità va associato il concetto
si sociazione. La sociazione è il processo attravs cui una forma di azioni reciproche si
consolida nel tempo.
Se si intende fondare la sociologia come scienza autonoma bisogna definirne l’oggetto
d’indagine che è identificato da Simmel come la società.
Una società in senso proprio è il risultato di una certa sedimentazione nel tempo di
alcune forme di azione reciproca, è il risultato parzialmente fissato di processi di
sociazione.La sociologia si occupa dunque per Simmel di descrivere le forme che le
relazioni di reciprocità assumono in situazioni e in tempi differenti, solidificandosi nelle
grandi istituzioni o rimanendo effimere come nelle relazioni più fuggevoli. È dunque
una scienza formale.

La VITA per Simmel è un fluire incessante ma anche una produzione di forme in cui
questo fluire si fissa.Si tratta di forme di relazioni, istituzioni, simboli, idee,prodotti
della vita economica o opere artistiche: la cultura insomma sia nel suo aspetto
materiale che in quello linguistico ed espressivo. Ogni pensiero dà forma al mondo
secondo una prospettiva ma infinite prospettive sono possibili. La pretesa di una
completezza sistematica è dunque un’illusione. La cultura depositata nelle
enciclopedie nei grandi volumi delle biblioteche ma anche quella incorporata della
tecnica permette la vita di una città.
Le cose diventano più colte mentre gli uomini no questo vuol dire che la società
moderna dispone di un sapere che sovrasta le capacità di elaborazione di ogni singolo
individuo, in ciò sta una dissonanza specifica della modernità.È radicalmente
antipositivista .
METROPOLI:individua alcuni caratteri essenziali della metropoli del proprio tempo
fornendo chiavi
interpretative che tuttora risultano di estremo interesse ed attualità. S guarda, con un
certo distacco, la
metropoli, gli uomini che la popolano, le interazioni sociali che in essa si verificano e
confronta
quanto osservato con i corrispondenti fenomeni che avvengono in una piccola città.
Dal confronto
emergono due osservazioni, due differenze sostanziali fra metropoli e piccole città:

1) osservazione di carattere neuro-psicologico: nella metropoli gli abitanti ricevono un


ricco insieme di stimoli che evolvono e cambiano rapidamente, un susseguirsi di
impressioni ed immagini che affollano la loro mente. Spostandosi in ambiente rurale
da qto ritmo veloce, conseguente alle intense stimolazioni nervose, si passa ad un
ritmo lento. Il ritmo della vita e delle immagini sensorie mentali scorre più lentamente,
più abitudinariamente e con maggior uniformità.
2) osservazione di carattere economico: la città è sede dell'economia monetaria. Qui
tutti gli scambi sono regolati con il denaro. Per dirla con Simmel, "l'economia del
denaro domina la metropoli". Il baratto, lo scambio diretto di beni, spariscono e chi
produce lavora per il mercato, per un consumatore che non conosce e che non
incontra mai direttamente, un consumatore che effettua i propri acquisti presso vari
commercianti, intermediari che grazie all'esistenza del denaro possono più facilmente
speculare sugli acquisti e sulle vendite ricavando un guadagno personale senza aver
realizzato alcun prodotto. In realtà all'origine dello sviluppo dell'economia del denaro e
della divisione del lavoro sta la rivoluzione industriale, il mutamento delle modalità di
produzione e del sistema di scambi.
ESPERIENZA METROPOLITANA: S intende esaminare le peculiarità psicologiche del
carattere degli individui che abitano in un'area urbana e le interazioni sociali.
Caratteristiche:1)La prima di queste caratteristiche consiste nell'intellettualità
sofisticata, nel distacco e nella razionalità che, secondo Simmel, sono tipiche
dell'uomo metropolitano.Come conseguenza della prima osservazione che vede la
metropoli luogo di sovrastimolazione sensoriale S deduce che l'uomo metropolitano ha
sviluppato un organo di difesa che lo protegge dagli eccessivi stimoli a cui è
sottoposto: l' intelletto ha imparato a rispondere ai numerosi stimoli che lo colpiscono
reagendo con l'intelletto anziché con il cuore. Per difendere, tutelare la propria vita
soggettiva contro il potere opprimente della vita metropolitana il cittadino ha
sviluppato una intellettualità sofisticata, una indifferenza per qualsiasi individualità e
un'abitudine ad instaurare rapporti formali e distaccati.E' facile osservare che gli
abitanti di una grande città hanno una sorta di riservatezza, riserbo,indifferenza verso
gli altri concittadini. Ciò perché se ai continui contatti esterni con innumerevoli
individui corrispondessero altrettante reazioni interne, come avviene nelle cittadine
dove si conoscono quasi tutte le persone che si incontrano, sarebbe impossibile
condurre normalmente la propria vita quotidiana. Il risultato di questo riserbo è che
spesso non si conoscono neppure superficialmente quelli che sono stati per anni i
nostri vicini. Ciò viene definito anonimità delle relazioni sociali.
2)Il denaro. L'uomo abituato a rapportare tutto con il denaro acquisisce un
atteggiamento pragmatico nel trattare gli uomini e le cose, un atteggiamento in cui a
una giustizia formale si unisce una durezza spietata. Ciò che interessa è solo il
rendimento oggettivo misurabile. Così le relazioni, le interazioni con gli altri divengono
quasi sempre delle pure contrattazioni. L'uomo è spinto, condizionato, anche
dall'ambiente economico in cui vive a rapportarsi con i propri simili utilizzando
l'intelletto anziché il cuore. Il denaro è l’equivalente universale.
3)Atteggiamneto Blasè.l'individuo ostenta indifferenza e scetticismo e risponde in
maniera smorzata a un forte stimolo esterno a causa di una precedente
sovrastimolazione, o meglio in conseguenza di stimolazioni nervose in rapido
movimento, strettamente susseguentesi e fortemente discordanti. Il cittadino
sottoposto a continui stimoli in qualche modo si abitua, diviene meno recettivo. Il
susseguirsi quotidiano di notizie ed emozioni fa divenire tutto normale, consuma le
energie. Così subentra un'incapacità di reagire a sensazioni nuove con la dovuta
energia e questo costituisce quell'atteggiamento blasé che, infatti, ogni bambino
metropolitano dimostra a paragone di bambini provenienti da ambienti più stabili e
tranquilli.Il denaro è l'equivalente universale, l'unità di misura e spesso l'unico termine
di confronto, di tutti gli innumerevoli oggetti, fra loro molto diversi, di cui dispone
l'uomo.Naturale conseguenza è la perdita dell'essenza e del significato delle cose. La
valutazione pecuniaria dell'oggetto finisce col divenire più importante delle sue stesse
caratteristiche. Così si acquisisce l'insensibilità ad ogni distinzione. 4)Precisione con
cui tutto è misurato, monetizzato ecalcolato. Anche il tempo delle persone, viene
accuratamente misurato e monetizzato. Nella metropoli gli individui agiscono in modo
sincrono. L'orologio permette e regola il funzionamento di tutte le metropoli, misura la
vita e ne consente una quantificazione economica, la monetizzazione del tempo.
L'importanza assunta dal tempo, dalla più rigida puntualità come virtù pubblica nelle
promesse e nei servizi e quindi dal corrispondente strumento di misura: l'orologio, è
conseguente soprattutto alla complessa organizzazione della vita metropolitana, alla
divisione e specializzazione del lavoro.La metropoli è anche il luogo della società in
cui, secondo Simmel, l'uomo gode della maggior libertà possibile. Libertà che deriva
proprio dalle caratteristiche fin qui descritte ed in particolare da quel riserbo,
quell'indifferenza e quel distacco che caratterizzano i rapporti interpersonali
metropolitani.
-L’uomo metropolitano è libero rispetto alla meschinità e ai giudizi che limitano l'uomo
della piccola città. Purtroppo l'altra faccia di questa maggior libertà è che nella folla
metropolitana ci si sente tanto soli e sperduti come non mai. E ciò non deve stupire
perché non è assolutamente stabilito che la libertà dell'uomo assuma per la sua vita
emotiva un ruolo confortevole.La vita cittadina quindi ha trasformato la lotta con la
natura per il sostentamento in una lotta tra uomini per il guadagno, guadagno che non
è offerto dalla natura, ma da altri uomini.
LA MODA:nella moda si esprime in modo perfetto la compenetrazione in un fenomeno
unico di 2 spinte contraddittorie:la distinzione( esprime l’esigenza di differenziarsi,di
affermare la singolarità dell’individuo) e l’imitazione(esprime il bisogno di affermare la
nostra partecipazione ad 1cerchia sociale che riconosciamo autorevole in fatto di
stile).Nella decisione il soggetto afferma la propria volontà di distinguersi o anche
quella di assomigliare. Nella società moderna la differenziazione nn si afferma x
nascita,ma in base alle capacità di ciascuno di farsi valere.Moda come processo di
mobilità sociale.esprime autonomia ma allo stesso tempo anche obbedienza.
CAP 6_M.WEBER
SOCIOLOGIA: comprendente perché il suo primo obiettivo è quello di comprendere
l’agire sociale.
Comprendere 1azione vuol dire comprenderne il senso cioè interpretare il significato
che quell’azione ha agli occhi della persona che la compie.L’agire sociale che è
oggetto della sociologia è infatti 1agire dotato di senso.1agire è tale se e in quanto vi
è connesso un senso. La possibilità che si dia comprensione distingue le scienze
umane e sociali dalle scienze naturali.Nelle scienze naturali i fenomeni nn sono agiti
da soggetti invece nelle scienze dell’uomo tutti i fenomeni sono agiti dai soggetti i
quali attribuiscono loro un significato.Per Weber tutte le scienze sociali sono scienze
comprendenti perché hanno per oggetto l’agire dotato di significato.

W. parte dal presupposto che la categoria tipica della ricerca scientifica, la categoria di
CAUSA valga sia per le scienze naturali che per le scienze umane, anche se i METODI
sono diversi.La sociologia stabilirà NESSI CAUSALI, che non saranno però universali e
necessari, ma si riferiranno a delle COSTANTI DI SIGNIFICATO.
Dunque il suo metodo è detto CAUSALE-SIGNIFICATIVO-COMPRENDENTE
La sociologia deve astrarre da infinite azioni singolari certe caratteristiche comuni e
produrre tipologie di fenomeni. La costruzione di tipi ideali è lo strumento principale
della sociologia.
TIPO IDEALE:è lo strumento che permette di cogliere le uniformità dell'agire e certe
costanti di comportamento. Permette di comprendere il senso delle azioni. È uno
schema artificiale costruito dal sociologo, serve ad individuare connessioni costanti a
molti fenomeni sociali.
E' uno strumento metodologico con cui costruiamo un quadro ideale, è una sintesi che
è utile per ridurre l’infinita varietà dei fenomeni a un insieme di categorie
maneggevole per poi compararvi la realtà effettiva.
Esistono diverse specie di TIPI IDEALI:
1. primo livello ci sono determinate formazioni storiche ad esempio il capitalismo
occidentale
2. al secondo livello ci sono concetti come ad esempio la burocrazia.
3. al terzo livello che è quello più astratto ci sono i tipi generalissimi che permettono di
comprendere un numero elevatissimo di casi di agire sociale.
4 tipi di AGIRE SOCIALE:
1)razionale rispetto lo scopo: l'agire è orientato in vista per conseguire un certo scopo;
chi agisce considera attentamente il rapporto mezzi -fini onde la sua azione sia
efficace ed eviti conseguenze negative.
2)razionale rispetto al valore: è l'agire idealistico di chi segue la propria coscienza ,
senza chiedersi quali siano le conseguenze della sua azione; l'ideale e la "causa" sono
l'unico motivo dell'azione; la razionalità dell'azione è tutt'uno con la fede e con i
principi dell'agente. L'agire' è condizionato dalla fede nell'incondizionato valore di un
certo comportamento.
3)affettivo: dettato da fattori emotivi e passionali, comunque non razionali;
4)tradizionale: conforme ad abitudini acquisite e sentite ormai come costitutive della
propria personalità.
Mondo moderno:predominio dell’agire razionalmente rispetto allo scopo.azioni umane
più strumentali e il calcolo relativo al perseguimento di fini diviene l’atteggiamento
mentale predominante.questo crescente predominio di forme d’agire di tipo razionale
rispetto allo scopo corrisponde allo sviluppo di 1processo di razionalizzazione.
IL CONCETTO DI “CAPITALISMO “
un ATTO ECONOMICO CAPITALISTICO è x W un atto che si basa sull’aspettativa di
guadagno derivante dallo sfruttare abilmente le congiunture dello scambio,dunque da
probabilità di guadagno formalmente pacifiche.Si basa su aspettative di guadagno
formalmente pacifiche e disciplinate razionalmente e reiterate nel tempo.L’agire
economico che chiamiamo”capitalistico” è 1agire specificamente orientato
all’aumento costante del capitale.Il CAPITALISMO è un sistema economico al cui
interno i soggetti agiscono al fine di conseguire 1guadagno in modo formalmente
pacifico utilizzando le congiunture dello scambio.Il tipico soggetto di qto sistema è il
proprietario dell’impresa capitalistica,che dispine di 1capitale e mira ad accrescerlo
mediante il conseguimento rinnobvato di profitti che di norma vengono reinvestiti per
procurare nuovo profitto.Un agire economico è detto di tipo capitalistico nella misura
in cui è orientato a perseguire,in modo sistematico,continuo nel tempo e formalmente
pacifico,1profitto.il CAPITALISMO OCCIDENTALE MODERNO è un sistema di imprese
collegate fra loro attraverso il mercato,in cui ogni impresa agisce x conseguire il
profitto e organizza le proprie attività conformemente a tale scopo in modo
razionale,utilizzando lavoro formalmente libero. La definizione di W si basa su
1insieme di caratteristiche in cui tale agire si dispiega. Xkè il capitalismo potesse
svilupparsi sono stati necessari numerosi fattori storici: disponibilità di lavoro
formalmente libero,la fine della schiavitù,lo sviluppo di mercati aperti,la seprazione fra
famiglia e impresa,lo sviluppo di un diritto formalmente statuito.Ciò che caratterizza il
capitalismo occidentale moderno è una mentalità specifica che permette di attribuire
senso ad un agire come quello”capitalistico” in modo particolarmente diffuso ovvero lo
“spirito del capitalismo”, sull’importanza del lavoro professionale e sull’importanza di
reinvestire nell’impresa i proventi dell’attività economica.

ETICA PROTESTANTE E SPIRITO DEL CAPITALISMO:W osserva che il protestantesimo si


differenzia dal cattolicesimo x 1enfasi particolare sulla vita mondana e sul terreno di
qta rivalutazione dei compiti mondani che si instaura il concetto di BERUF.il termine
Beruf significa insieme”professione”e “vocazione”.nel concetto di Beruf i protestanti
hanno indicato il carattere sacro dei compiti professionali di ciascuno,la dimensione
religiosa dell’occuparsi di compiti connessi alla propria posizione nel mondo.
Concezione dell’assoluta imperscrutabilità del volere divino e la sua totale
indipendenza dalle azioni degli umonini. È solo Dio che ha il potere di salvare o di
perdere x l’eternità: l’uomo nn può nulla permutare o influenzare ciò che sono la
grazia può concedere.il singolo credente nn ha alcun potere sulla propria
salvazione.nè tramite la preghiera né tramite le proprie azioni egli può essere certo
della salvezza. Contemporaneamente egli è portato a scrutare ogni segno che possa
venirgli a conferma del prorpio destino.adesione al mondo,nel compimento del proprio
Beruf,e insieme ascesi dal mondo rinuncia ad ogni godimento,fuda da ogni
tentazione:ASCESI INTRAMONDANA. Per sviluppare 1impresa capitalistica bisogna
dedicarsi nel modo + sistematico e razionale possibile alla propria professione
economica,ma,si tratta di rinunciare al desiderio di utilizzare i guadagni x goderne:ciò
che si è guadagnato deve essere reinvestito x la crescita della propria
produzione.L’agire economico capitalistico è orientato alla ricerca di un profitto,e il
sistema fondato su tale tipo di agire è un sistema economico che produce
accumulazione,ciò che produce periodicamente di + di qnto viene consumato. L’etica
protestante è 1 dei fattori chehanno contribuito al sorgere e allo svilupparsi del
capitalismo occidentale moderno. L’etica puritana favorisce,mediante la sua enfasi sul
lavoro e sulla contemporanea rinuncia ad ogni lusso,la produzione di ricchezza: ma la
ricchezza,uan volta prodotta,gioca a sfavore degli impulsi religiosi originari,favorendo
proprio ciò che qti chiamavano”tentazione”.Lo sviluppo del capitalismo tende a
perdere i proprio fonamenti culturali legati all’etica protestante.il profitto e il successo
professionale vengono perseguiti x se stessi,o alternativamente,x consentire il
conseguimento di quei beni esteriori che l’etica puritana originaria fuggiva cme
tentazioni. La modernità capitalista sembra distruggere infatti proprio le forze che
hanno contribuito a farla nascere. W nei confronti del socialismo è palesemente
scettico ma la sua sociologia è dichiaratamente AVALUTATIVA,ovvero si vieta
esplicitamente di formulare giudizi di valore.AVALUTATIVITA’:peculiarità che deve
avere lo scienziato nel momento in cui studia nn deve essere influenzato dai giudizi di
valore.
CAP.7_LE ORIGINI DELLA SOCIOLOGIA AMERICANA + CAP.8_SOCIOLOGIA IN ITALIA
THOMAS:ritiene che la sociologia nn possa fare a meno di tener conto del significato
che gli attori attribuiscono al proprio comportamento e alle situazioni in cui si
trovanola definizione di 1situazione ke gli attori forniscono è essenziale x
comprendere il loro atteggiamento e la loro condotta.ma la “definizone di 1situazione”
nn è accessibile mediante metodi quantitativi:il sociologo deve attrezzarsi x registrare
la voce delle xsone che studia e x apprezzare le differenze qualitative dei loro modi di
attribuire significato a ciò ke vivono. PARK:sotto la cui guida si formò 1vera e propria
“scuola”,1gruppo d insegnanti e ricercatori interessati ai problemi sociali,uniti dall’uso
di metodi di ricerca comuni,e in stretta collaborazione fra loro.L’oggetto unificante di
qti sociologi è la CITTA’:approccioecologico xkè concepisce il comportamento dei
gruppi nello spazio urbano sulla base di 1modello naturalistico e xkè presta particolare
attenzione ai contesti fisici entro cui si esplica il comportamento.La teoria sociologica
nn è però un sistema ma un insieme di concetti operativi che servono a orientare la
ricerca e a mettere ordine fra i risultati.La nozione chiave x intendere l’essenza della
città moderna è qlla di MOBILITA’:geografica e sociale (esposizione a qlcosa di
nuovo).però la mobilità comporta sia 1maggior sviluppo delle facoltà individuali che
1maggiore disorganizzazione sociale.La disorganizzazione è in qualche modo
endemica in ogni processo di mutamento,ma solo in qnto momento che preannuncia
una nuova organizzazione.DISTANZA SOCIALE:sentimento dei membri di 1gruppo si
essere distinti ed estranei rispetto ai membri di 1altro.essa xò tende ad esprimersi in
distanza territoriale:sul territorio di 1città,i gruppi diversi tendono a collocarsi in aree
distinte.è questa la base della teoria delle “aree naturali” le aree geografiche nelle
quali la popolazione di 1città tende a distribuirsi.P avverte che nessuna vittà
corrisponda perfettamente allo schema da lui dato ma l’idea che lo spazio di ogni città
tenda a suddividersi in aree socialmente e funzionalmente dissimili è valida così come
è valida quella secondo cui le diverse zone possono essere occupate successivamente
da diversi gruppi,in 1dinamica che vede individui e famiglie spostarsi xiodicamente nel
tentativo di soddisfare al meglio i propri bisogni.G.H.MEAD:ha portato le sue ricerche
verso quello che riguarda la formazione del SE’.che nn è inteso nei termini di 1”spirito”
o di 1”anima” ma è qualcosa k emerge e si realizza nel corso dell’interazione sociale.il
sé è il soggetto umano nella misura in sui diventa oggetto a se stesso.tale attività è
specifica dell’essere umano:solo l’uomo cioè è capace di guardare a se stesso,di
“tematizzarsi”.è specifica dell’essere umano la caratteristica di disporre del linguaggio
che è un insieme strutturato di segni,ai quali per convenzione è assegnato un
significato che è condiviso da + soggetti.Ma se il linguaggio è la condizione xkè
emerga un sé,significa che la condizione xkè un sé possa emergere è
sociale.L’individuo è sociale nella misura in cui ha un sé,la cui forma è resa possibile
dalla sua immersione in 1linguaggio comune. SOCIALIZZAZIONE:è il processo
attraverso cui ciascuno di noi si confronta dapprima con il “me” che emerge nei
discorsi degli altri,e interiorizza poi qto “me” cme una descrizione di sé.una
descrizione che nn è xò mai adeguata del tutto né è mai terminata:l’ “io” conserva
infatti rispetto ad ogni definizione interiorizzata del “me” la possibilità di
distanziarsene e di criticarla.Un soggetto diventa individuo davvero solo nella misura
in cui diventa capace di confrontare le definizioni e le aspettative degli altri con
desideri e ragioni che rappresentano l’elaborazione di ciò che l’Io ha di irriducibile.
PARETO:sostiene che la vita degli uomini è ricca di azioni che nn sono logiche affatto:
passioni,sentimenti,abitudini,paure e x comprenderla l’economia sola nn è
sufficiente.La SOCIOLOGIA è la scienza che dovrà spiegare ciò ke l’economia nn riesce
ad afferrare.Essa è la scienza logico-sperimentale dei comportamenti degli uomini.P si
basava sulla sua “conoscenza del mondo”.SISTEMA: il mondo sociale è pensato come
un insieme di elementi interdipendenti fra loro: 1)Residui (I residui sono ciò che P
scorge di fondamentale nell’uomo.ciò che rimane 1volta che sia scomposto il
comportamento degli uomini nelle sue componenti elementari. 6 tipi di residui: l’istinto
alla combinazione,la persistenza degli aggregati,il bisogno di manifestare i
sentimenti,la socialità,l’integrità della persona e il residuo della sessualità. I “residui”
rappresentano il fondamento nn-logico del comportamento. Al di sotto di tutti i
comportamenti degli uomini vi è la spinta,+ o – inconsapevole dell’uno o dell’altro di
qti residui) 2) Derivazioni (una derivazione è un sistema di rappresentazioni
mentali,un’ideologia.1religione,1programma politico che occulta gli impulsi
fondamentali e propone 1legittimazione del comportamento in termini che appaiono
logici.ELITE’: in sociologia è utilizzato usualmente x indicare 1gruppo in grado di
esercitare 1controllo o 1influenza slla società nel suo insieme. DEMOCRAZIA: forma di
governo tipicamente moderna.La forma concreta che essa ha assunto negli Stati
moderni è qlla della democrazia rappresentativail popolo governa tramite dei
rappresentanti che elegge periodicamente.Le teorie degli “elitisti” nn si oppongono
alla democrazia in nome dei principi tradizionali dell’aristocrazia:piuttosto intendono
demistificare il funzionamento concreto delle democrazie rappresentative mostrando
come,nei fatti,a governare siano sempre delle piccole minoranze.Per gli elitisti: le
MINORANZE di governo sono costituite da coloro che,nella situazione storica data
sono + atti a governare.data l’importanza delle Elitè x 1società,è cruciale che qta sia
in grado di mettere ai posti di comando,di volta in volta e nei diversi settori,gli
individui o i gruppi + adatti a governare,e i cui interessi siano i + consoni a sviluppare
il benessere della società tutta.A.GRAMSCI:FORDISMO: riferimento alle trasformazioni
del modo di produzione capitalistico avviate dalle innovazioni di H.Ford nelle sue
fabbriche di automobili negli USA.Nelle mani di Gramsci diventa una nozione utile a
descrivere gli sviluppi del capitalismo, aggiornando,le analisi di Marx. Questi sviluppi
riguardano 2 aspetti dell’organizzazione del lavoro: uno direttamente legato alla
produzione: utilizzando i principi dell’organizzazione scientifica del lavoro teorizzati da
Taylor, Ford aveva modificato il lavoro dei suoi operai scomponendone l’attività in
minuscoli compiti specifici. Si trattava di 1 “razionalizzazione” della produzione,nel
senso che la produttività progressiva del lavoro,in qto modo veniva aumentata. Era
necesssario anche alzare il livello dei salari.”ricompensare” i lavoratori e incentivarne
la fedeltà all’azienda, di assicurare 1ampio mercato x i beni prodotti favorendo lo
sviluppo di 1strato di piccoli consumatori. X Gramsci il processo lavorativo è
controllato + strettamente e il lavoro stesso diventa + produttivo e
contemporaneamente la produzione delle merci si accresce,si standardizza, e si
rivolge ad 1nuovo pubblico di consumatori. La classe operaia viene a partecipare
all’aumento d benessere che lo sviluppo delle forze produttive consente. Dal punto di
vista di chi si ponga in 1ottica rivoluzionaria,lo sviluppo di 1”coscienza di
classe”(insieme delle credenze e delle convinzioni che dipendono dall’appartenenza
ad 1classe)deve spostarsi sul piano di 1lotta ideologica complessa,in cui diventa
decisiva la capacità delle avanguardie operaie di proporre una cultura complessiva
alternativa a quella del capitalismo. EGEMONIA:concetto che si situa all’interno di
1quadro teorico che tende a rivalutare,rispetto al Marxismo + tradizionale, importanza
e la relativa autonomia dellas sfera della cultura. All’interno della società
capitalistica,le classi dominanti nn esercitano il loro potere soltanto cn la
coercizione,ma egemonizzando gli atteggiamenti delle classi subalterne,cioè
imponendo i propri valori e le proprie logiche come elementi della cultura diffusa. La
società civile è composta da chiese,scuole,sindacati,associazioni di imprenditori e
associazioni culturali: è l’insieme variegato delle organizzazioni a cui l’individuo
partecipa in qnto cittadino. Attraverso qte istituzioni le classi dominanti esercitano la
propria egemonia sulla società intera: ma è nelle stesse istituzioni che qta egemonia
può venire contrastata.G si rivolgeva essenzialmente ai militanti e agli intellettuali
della SX: nn si capisce la società italiana se nn si capisce la presenza dei cattolici.

CAP 9_FREUD E MANNEHIM

FREUD: la psicoanalisi è 1insieme di tecniche terapeutiche e di teorie scientifiche


orientate alla PSCIHE,cioè al complesso dei processi attraverso cui il soggetto fa
esperienza del proprio mondo interiore e si rapporta cn qllo esteriore.La psicoanalisi
sorge come pratica clinica dei rapporti tra la coscienza e l’inconscio.RIMOZIONE: Freud
giunse all’ipotesi secondo cui l’apparato psichico d ciascuno d noi ha la afcoltà d
rimuovere effetti ed eventi che costituiscono dei traumi,la cui presenza nella coscienza
genererebbe dei conflitti che il soggetto è in grado d affrontare nella vita cosciente.
Ciò che è rimosso nn scompare:rimane nell’ombra e agisce attraverso dei sintomi,i
+importanti e disturbanti dei quali sono i sintomi delle nevrosi. L’oblìo provocato dalla
rimozione è dunque 1forma d memoria,x qnto paradossale ciò possa sembrare
1”memoria” che sfugge alla consapevolezza della coscienza.il metodo delle “Libere
associazioni” nasce come 1metodo che consente di riportare alla luce almeno parte di
ciò che è stato rimosso. Ciò che viene rimosso ed è difficile da affrontare è il
desiderio.DESIDERIO: prima,Freud tendeva ad identificare strettamente le pulsioni cn
la sessualità.in seguito chiarì xò di intendere la sessualità in 1senso +ttosto ampio
come l’insieme delle pulsioni erotiche.Le pulsioni hanno diversi modi di soddisfarsi: il
processo della SUBLIMAZIONE(processo attraverso cui l’energia pulsionale viene
appagata nell’estrinsecazione da attività culturale e artistica.) F affianca alle pulsioni
erotiche 1altro tipo d pulsioni, pulsioni distruttive,sotto il nome di “pulsione di morte”.
2 spinte contrastanti e confuse:da 1lato verso la propria affermazione e la
soddisfazione del proprio piacere,dall’altro verso 1 stato d quiete finale. In generale,il
mondo delle pulsioni nn conosce distinzioni tra “bene”e”male”,è l’espressione di 1
tendenza degli organismi a soddisfare se stessi. CONSIDERAZIONI SU GUERRA E
MORTE:da 1 lato lo sviluppo della civiltà comporta 1 coercizione relativa al controllo e
alla negazione degli impulsi istintivi e dall’altro che qti impulsi originari rimangono
latenti e minacciano constantemente di riemergere. In qta prospettiva la guerra
consiste in 1 situazione in cui gli impulsi primordiali dell’uomo hanno la facoltà di
riemergere. X qnto possa sembrare paradossale e orribile alla mente, in qti impulsi la
violenza e l’assassinio si confondono cn il piacere:la parziale sospensione delle normi
morali che la guerra produce fa emergere i fantasmi di 1umanità primitiva,mai
definitivamente scomparsi.INCONSCIO: come 1sorta di “luogo” al cui interno vanno
collocati sia i pensieri e sentimenti rimossi che i meccanismi stessi che a qta rimozione
presiedono e infine le pulsioni medesime. Tripartizione dell’apparato psichico in 3
istanze: 1) l’ES (consiste nelle insieme delle pulsioni che mirano alla propria
soddisfazione indifferenti tanto alle condizioni della realtà esterna alla psiche qnto ad
ogni morale.) 2)l’IO (corrisponde a sua volta alla coscienza che pensa e riflette.
Mentre l’ES è guidato esclusivamente dalla ricerca della soddisfazione delle mete
pulsionali,obbendendo al “principio del piacere” l’IO conosce il “principio di realtà.)
3) SUPER-IO.(istanza delle norme morali,che rappresenta l’interiorizzazione in ciascuno
di noi delle regole e dei valori dell’autorità sociale.) I rapporti fra qte 3 istanze sono
intrinsicamente conflittuali.il cuore delle argomentazioni di F sta, nella negazione
dell’idea che sia possibile intendere gli uomini soltanto come esseri “razionali”. La
ragione ha una parte nelle vicende degli uomini, ma si tratta di 1parte modesta e di
satuto precario.Gli uomini sono attraversati da tensioni razionali e la stessa
“razionalità” si risolve molto spesso in mera “razionalizzazione” cioè in
1camuffamento in vesti razionali di motivi e di spinte che cn la ragione nn hanno nulla
a che fare. F giuse a negare l’onnipotenza della ragione.

MANNEHIM:

Con “UTOPIA” M intende la visione del mondo tipica di coloro che,impegnati nella lotta
x rovesciare i rapporti esistenti, nn riescono a scorgere nella realtà se nn gli elementi
che vogliono negare. Come l’ideologia l’Utopia è ank essa 1parziale “deformazione”
della realtà di segno oppsoto,ma selettiva ugualmente. M propone di usare il termine
IDEOLOGIA x intendere che ogni individuo,in qnto appartenente ad 1gruppo sociale
determinato,tende a concepire la realtà secondo 1punto di vista che esprime gli
interessi,di qllo stesso gruppo. Il modo in cui ciascuno d noi vede la realtà è dunque
connesso alla nostra situazione esistenziale. Ciascuno di noi è situato da ciò che il
nostro pensiero nn può prescindere.RELAZIONISMO: 1 concetto che indica la relazione
originaria che lega ogni prodotto della cultura all’esistenza concreta e determinata in
cui sono posti i soggetti. La verità diventa un “limite” a cui si può solo tendere. Degli
intellettuali nelle società moderne costituiscono 1gruppo svincolato dalle
appartenenze sociali: la formazione e l’orientamento “avalutativo” degli intellettuali
favorirebbero il loro impegno x 1confronto disinteressato fra le diverse prospettive dal
cui seno emergono idee concorrenti. Con la SOCIOLOGIA della conoscenza di M la
sociologia si avvia a diventare 1scienza autoriflessiva:alla sua indagine nn sfuggirà
neanche l’immagine di se stessa che indaga.
Cap 10_ FRANCOFORTE

tratti tipici e ricorrenti di una “scuola”:


1) una cornice istituzionale, l’Istituto per la ricerca sociale
2)Una personalità carismatica intellettualmente molto presente, MaxHorkheimer
3)Un manifesto teorico-politico, predisposto nel 1931 dallo stesso Horkheimer nel
quale veniva presentato un programma di teoria critica della società che guardava con
attenzione alla ricerca empirica prodotta dalle nuove discipline sociali.
4)Un nuovo modello per l’analisi dei fenomeni sociali, ossia una teoria critica
dell’intero processo della vita sociale che, per mezzo di una
integrazione/combinazione fra filosofia e scienze sociali, combinava in modo
sistematico all’interno del materialismo storico la psicoanalisi e una certa polemica
filosofica contro la ragione e la metafisica
5)Una rivista – la rivista di sociologia – che fungeva da organo dell’Istituto
TEORIA CRITICA:vigorosa revisione del marxismo rivalutandone le origini nel pensiero
Hegeliano e integrandovi diversi elementi della psicoanalisi freudiana. Critica radicale
della modernità occidentale:1critica del predominio della “razionalità strumentale” che
riprende e radicalizza il pensiero di Weber sulla razionalizzazione.La teoria diventa uno
dei principali riferimenti intellettuali x tutti coloro che nn intendono riconoscere al
marxismo sovietico lo statuto di 1unico rappresentante di 1alternativa al sistema
capitalistico,ma che nn si riconoscono nemmeno nelle tendenze dominanti della
cultura di questo.è caratterizzata da 1forte intreccio di ricerca sociale,psicoanalisi e
filosofia.nn è una sociologia in senso stretto:le categorie sociologiche si combinano cn
concetti mutuati da molti altri ambiti.ne è intesa come 1mera osservazione della
realtà:è tanto 1ricostruzione della genesi storica dei fenomeni sociali qnto 1ricorrente
esplicitazione delle possibilità di emancipazione che di volta in volta sono contenute.

BERGER E LUCKMANN

Collaboratori dell’opera di schutz la loro opera piu’ famosa è la realta’ come


costruzione sociale 1966, che da un lato si prefigge di studiare la realta’ oggettiva e
dall’altra l’interiorizzazione della realta’ soggettiva e quindi i processi di
socializzazione. In la costruzione della realta’ sociale che pure essendo un’opera
complessa viene apprezzato per la sua semplicita’ linguistica, secondo gli autori la
realta’ si costruisce
secondo un continuum di passaggi la prima sono le abitudini per esempio un uomo si
trova da solo a trovare i mezzi per i propri bisogni se un mezzi risulta soddisfacente
verrà utilizzato ogni qualvolta bisogna soddisfare il bisogno da cui nasce per cui
diventa abitudinario , il secondo passaggio è la routine se un secondo uomo incontra il
primo e se pur il suo pensiero si basa su cio’ l’altro stia facendo interiorizza i sui
comportamenti abitudinari evolvendosi di routine , se viene un terzo uomo trova la
realta’ gia’ pronta in
quanto istituzionalizzata e per cui tramite la socializzazione condividiamo i significati
della realta’ alle volte reificandola cioè nn tenendo conto delle sue origini. Pero’ come
è stata istituzionalizzata puo’ essere deistituzionalizzata attraverso il mutamento
sociale movimenti che possono avvenire tramite diversi fattori .. tecnologie…
progresso ..
L’etnometodologia
Schutz ispiro’ l’etnometodologia , termine coniato da GARFINKEL deriva da logos ossia
studio, metodi ossia i modi con la quale gli individui organizzano la conoscenza tramite
cooperazione ed interazione e integrazione pur con etnie ossia culture diverse.
L’interaziosmo simbolico e la teoria dell’etichettamento
La sociologia americana da gli anni trenta agli ’50 si basa sulla scuola di Chicago in
particolare utilizzando l’interazionismo simbolico di mead ossia l’interazione la
relazione o ancora il contatto degli individui che è mediato la simbolo, viene introdotto
la teoria dell’etichettamemento delineando che sia le istituzioni formali che hanno il
potere di etichettare il cittadino se ha deviato le norme ma in realtà’ ci sono istituzioni
informali che con il semplice pettegolezzo etichettano l’individuo ,la conseguenza
dell’etichettamento è
la proiezione di aspettativa ossia che una volta etichetta l’individuo egli è e
rispecchiera’ la sua etichetta
GOFFMAN
L’approccio di goffman è detto drammaturgico egli infatti utilizza il teatro per da dare
una spiegazione della vita quotidiana , nel teatro sappiamo c’è l’attore assia colui che
recita mentre in sociologia l’attore è colui che compie l’azione ma in realta’ il loro
ruolo nn è cosi’ tanto diverso infatti come sappiamo in teatro si divide in scena cioè
dove avviene lo spettacolo cui ruolo dell’attore è quello di trasmettere impressiomi al
pubblico mentre la retroscena è cio che precede la scena e quindi lovoro con i colleghi,
preparazione, ed altro nella societa’ l’attore colui che compie l’azione ha da un il ruolo
sociale per cui cerca di dare una buona espressione e fare una buona faccia e
dall’altra deve fare i conti con il suo essere individuo e con frustrazioni,
l’abbandono..nel teatro si finge ma tra gli attori e gli spettatori si stabilisce un accordo
che inquadra cio’ sta avvenendo infatti il concetto di frame è importante per goffmann
significa cornice , nella vita quotidiana avviene una cosa
simile, l’analisi di goffman è di come quotidianamente siamo impegnati da incorniciare
le
situazioni definendo di che cosa si tratta .cosi’ quando questa cornice è problematica
si
cerca di superare la situazione con una nuova organizzazione e da cio’ di produce la
finzione il far finta che le cose vadano bene quando in realta’’…
Goffman lavoro’ come infermiere in un manicomio = istituzione sociale che porta a
colui
che è integrato un etichetta della pazzo ma produce lo stesso a sentirsi tale e senza
speranze.