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ANIDIS 2017

PISTOIA

Valutazione della sicurezza sismica di edifici in legno a pareti intelaiate: analisi


pushover basate su molle diagonali equivalenti
Natalino Gattescoa, Ingrid Boema
a
Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Università degli Studi di Trieste, piazzale Europa 1, 34127 Trieste

Keywords: Edifici in legno, Strutture a telaio pesante, Pareti intelaiate, Comportamento sismico, Analisi pushover

ABSTRACT
Nell’articolo viene presentato un metodo per la modellazione semplificata di edifici in legno a telaio pesante
controventati mediante pareti intelaiate con pannelli chiodati, finalizzato alla valutazione della sicurezza sismica. Il
metodo si basa sulla schematizzazione dei controventi mediante molle diagonali equivalenti a comportamento
elasto-plastico e consente di valutare l’accelerazione resistente della struttura mediante analisi statica non lineare,
applicando il “Modified Capacity Spectrum Method” basato sullo smorzamento viscoso equivalente.
La procedura costituisce una valida e semplice alternativa all’analisi statica lineare basata sul fattore di struttura q.
Nell’articolo sono riassunte le relazioni analitiche per determinare le caratteristiche degli elementi equivalenti in
termini di rigidezza e capacità, a partire dalle caratteristiche e dalla geometria delle componenti delle pareti di
taglio. Lo spostamento ultimo è invece stato dedotto analizzando i risultati di alcune prove sperimentali cicliche
condotte su pareti intelaiate e disponibili in letteratura. Alcuni esempi di confronto tra i risultati forniti dal modello
semplificato con quelli di prove sperimentali e di simulazioni numeriche basate su modelli più raffinati e complessi
provano la buona affidabilità del metodo.

Negli edifici sismo-resistenti in legno


progettati in accordo con il concetto di
1 INTRODUZIONE comportamento strutturale dissipativo (EN 1998-
Negli ultimi decenni è stata dedicata grande 1:2004), la progettazione sismica può essere
attenzione alla progettazione di costruzioni in basata su un’analisi statica lineare equivalente
legno in aree ad alta sismicità, in conseguenza della struttura, tenendo implicitamente conto
delle ottime prestazioni che tali edifici, se delle sue capacità dissipative riducendo lo spettro
adeguatamente concepiti, sono in grado di di risposta elastico mediante il fattore di struttura
esplicare in caso di eccitazione sismica. q. Recentemente, gli autori hanno effettuato uno
In particolare, l’articolo fa riferimento alle studio numerico di alcuni edifici in legno a telaio
strutture lignee a telaio pestante (Post-and-beam pesante, per stimare un range affidabile di valori
timber structures) composte da uno scheletro del fattore di struttura da utilizzare per una
principale di pilastri (in genere continui dalla progettazione basata sull’analisi statica lineare
fondazione alla copertura) e travi ad essi (Gattesco e Boem 2015). Lo studio, condotto in
incernierate. Il sistema di controventamento ambito non-lineare, è basato su un modello
verticale è generalmente costituito da pareti di numerico dettagliato, in cui le diverse connessioni
taglio (Buchanan et al. 2008), (Parida et al. 2013) (come la chiodatura diffusa e le connessioni
collegate al telaio principale, formate da puntuali quali hold-down e angolari) sono state
un’intelaiatura lignea leggera su cui sono chiodati esplicitamente modellate, calibrando il loro
pannelli a base di legno. Le buone prestazioni comportamento non lineare sulla base di risultati
sismiche che sono in grado di manifestare queste sperimentali. Dallo studio è emerso che il valore
strutture sono prevalentemente dovute alle massimo del fattore di struttura consentito
capacità dissipative delle connessioni chiodate nell’Eurocodice 8 per “Pareti chiodate con
delle pareti di taglio (zone dissipative, EN 1998- diaframmi chiodati, collegati con chiodi e
1:2004). bulloni” (q = 5), è sensibilmente sovrastimato per

SG08-21
la tipologia strutturale considerata, per la quale è 2.1 Rigidezza
risultato più opportuno considerare valori attorno
Applicando il principio dei lavori virtuali ed
a 3. Appare, quindi, evidente come una scelta
eguagliando la deformabilità del modello
impropria di q può compromettere la sicurezza
semplificato (‘tot) a quella reale della parete (tot)
strutturale dell’edificio in occasione di un sisma.
è possibile valutare la rigidezza Keq delle molle
In alternativa all’analisi lineare statica basata
equivalenti in funzione dell’effettiva rigidezza
sul fattore di struttura q, si propone, per la
Ktot della parete come
progettazione sismica di edifici in legno a telaio
pesante, un’analisi semplificata di tipo non H 2  B2
lineare statica, che consiste nel modellare i K eq  K tot , (1)
diaframmi verticali mediante molle diagonali 2B 2
equivalenti di tipo elasto-plastico, includendovi, dove B e H sono rispettivamente la larghezza e
quindi, il comportamento globale non lineare l’altezza della parete di taglio (Figura 1).
delle diverse pareti di taglio. La valutazione sia
della rigidezza elastica che della resistenza di tali
elementi equivalenti si basano su relazioni
analitiche, che sono riportate ed analizzate
nell’articolo. La valutazione dello spostamento
ultimo è invece basata sui risultati di alcune prove
sperimentali.
Il metodo semplificato viene adottato per la
simulazione del comportamento di alcune pareti Figura 1. Modellazione di una parete di taglio mediante
di taglio isolate, con e senza aperture, testate molle diagonali equivalenti
sperimentalmente dagli autori (Gattesco e Boem
2016) e, successivamente, di alcuni edifici a La rigidezza elastica Ktot di una parete di taglio
telaio pesante analizzati in precedenza mediante composta da nw segmenti di parete (definiti dal
modellazione raffinata (Gattesco e Boem 2015). numero di pannelli affiancati orizzontalmente)
Il confronto dei risultati del modello semplificato può essere valutata attraverso l’equazione (2),
con quelli precedentemente ottenuti a livello considerando la somma dei diversi contributi allo
sperimentale e numerico, in termini di curve di spostamento globale della parete in sommità (δtot)
capacità e (per gli edifici) di accelerazione riferito a una forza orizzontale unitaria (Figura 2).
resistente, hanno consentito di verificarne
l’affidabilità. Il metodo rappresenta quindi
un’alternativa efficace e rapida all’analisi statica
lineare per garantire la sicurezza sismica degli
edifici lignei a telaio pesante.

(a) (b)
2 METODO
Il metodo semplificato proposto per l’analisi
non lineare di edifici lignei a telaio pesante
controventati mediante pareti in legno intelaiate si
basa sulla modellazione del telaio principale
mediante elementi monodimensionali
incernierati, a comportamento elastico lineare. La (c) (d)
rigidezza nei confronti delle azioni orizzontali è
garantita dalle pareti di taglio, che sono modellate
mediante due molle assiali a comportamento non
lineare disposte lungo le diagonali del telaio
principale. In particolare, per le molle è stato
assunto un comportamento simmetrico di tipo
elastico-plastico. Le caratteristiche delle molle, (e) (f)
sia in termini di rigidezza che di resistenza, sono Figura 2. Contributi alla deformabilità delle pareti di taglio:
state valutate analiticamente. La valutazione dello (a) deformabilità flessionale dell’intelaiatura, (b) rotazione
spostamento ultimo si è basata invece su alcuni alla base, (c) deformabilità tagliante del pannello, (d)
risultati sperimentali e numerici. scorrimento delle connessioni a taglio alla base e
scorrimento (e) chiodi-traversi e (f) chiodi-montanti

SG08-22
Tali contributi sono legati alla deformazione e traversi dell’intelaiatura;
flessionale dell’intelaiatura della parete, δb δnsy,i spostamento orizzontale in sommità associato alla
deformabilità delle connessioni chiodate tra pannello
(equazione 4 - Figura 2a), alla rotazione alla base e montanti dell’intelaiatura;
della parete, δc (equazione 5 - Figura 2b) e alla p passo di chiodatura;
deformazione degli nw segmenti di parete che Kp-f rigidezza a taglio della singola connessione chiodata;
agiscono in parallelo, δseg (equazione 3): np = 2 per pannelli applicati su entrambi i lati
dell’intelaiatura, 1 altrimenti.
1 1
K tot   (2)
 tot  b   c   seg La deformabilità della singola connessione
hold-down, δh, può essere valutata
con sperimentalmente, mediante prove di
nw nw caratterizzazione (Gattesco e Boem 2016) o
1 1 1
∑ ∑ , (3) analiticamente, sulla base di cinque diversi
 seg i 1 i i 1  s ,i   sf ,i   ns ,i contributi (equazione 9 - Figura 3) associati alla
dove il contributo δs,i (equazione 6 - Figura 2c) è deformabilità della chiodatura (δh1), alla
legato alla deformazione a taglio del pannello, δsf,i deformazione flessionale del piatto verticale (δh2)
(equazione 7 - Figura 2d) allo scorrimento e della base (δh3) dell’elemento metallico e alla
orizzontale in corrispondenza dei connettori a deformazione assiale della piastra verticale (δh4) e
taglio alla base del segmento e δns,i (equazione 8 - della barra di ancoraggio (δh5).
Figura 2e-f) alla deformazione delle connessioni  h   h1   h 2   h3   h 4   h5 (9)
perimetrali del pannello all’intelaiatura.
2H 3 I diversi contributi di spostamento possono
b  essere valutati attraverso le seguenti relazioni:
3E0 AB 2 (4) 1
 h1 
H  h j   H2 nn , h K ser , h1
 c  ( vc   vt )   h 2 (10)
B  E90 Aeq nh  B l
2
l 2 3
l
(5)  h2  7 3 con   3 (11)
H E s l5 s (1     3)2
l2
 s ,i 
GBi t (6)  h3 
1 l 5  k  3l 2
 l 5   k 
2
n1 (12)
3 5
4E s l 5 s 2
1 s
 sf ,i  Lh 4 l - l 
con Lh 4  l1 - l 2   l 4  2 4 (13)
1
nsf ,i K sf ,i
(7)  h4 
E s l5 s 2 2
p H
 ns ,i   nsx,i   nsy ,i  2(1  ) L
K pf Bi n p Bi
(8)  h5  h5 (14)
E s Ah 5
A sezione dei montanti dell’intelaiatura;
E0 modulo di Young del legno dei montanti, in nn,h numero di chiodi nell’hold-down;
direzione parallela alla fibratura; Kser,h1 rigidezza a taglio della singola connessione
δvc, δvt spostamenti verticali alle due estremità della parete, chiodata (se c’è un pannello interposto tra l’hold-
dovuti, rispettivamente, alla compressione del down e il montante ligneo, vanno sommate in
traverso ligneo di base e alla deformazione della parallelo le rigidezze della connessione acciaio-
connessione hold-down in trazione; pannello e pannello-montante)
hj altezza del traverso di base; Es modulo di Young dell’acciaio;
E90 modulo di Young del legno del traverso di base in l2 distanza della fila di chiodi inferiore dalla base
direzione perpendicolare alla fibratura; dell’hold-down;
Aeq area equivalente del montante; l3 distanza della fila di chiodi inferiore dalla saldatura
δh deformabilità a trazione della singola connessione delle ali dell’ hold-down;
hold-down; l4 distanza della prima fila di chiodi dalle ali;
nh numero di hold-down ad un’estremità; l5 larghezza dell’hold-down;
G modulo di taglio del pannello; l7 distanza tra l’asse della barra e il piatto verticale;
Bi larghezza dell’i-esimo segmento di parete; s spessore del piatto dell’hold-down;
t spessore totale dei pannelli; ϕk diametro del foro alla base;
Ksf,i rigidezza della singola connessione a taglio; ns numero di strati metallici sovrapposti che formano
nsf,i numero di connessioni a taglio alla base dell’i-esimo la base dell’hold-down;
segmento di parete; Lh4 lunghezza equivalente del piatto verticale;
δnsx,i spostamento orizzontale in sommità associato alla Lh5, Ah5 lunghezza equivalente e area netta della barra di
deformabilità delle connessioni chiodate tra pannello fissaggio dell’hold-down

SG08-23
con
Si osserva che il contributo δh3 è trascurabile se
1 H2
alla base si ha una rondella prismatica di  (16)
 j
s ,i h j GBi t
irrigidimento di adeguato spessore.
1 2 pH2  1 1
  j   (17)
 j ns ,i j
K p  f h Bi nP  h Bi 
con j = I o II e dove hj è l’altezza della traversa.

2.2 Resistenza
La resistenza delle molle equivalenti, Feq, può
essere calcolata a partire dalla capacità portante
della parete di taglio, Fv:

H 2  B2
Feq  Fv . (18)
(a) 2B
Per la stima di Fv può essere adottato il
modello semplificato proposto nell’Eurocodice 5
(EN 1995-1-1:2004/A2:2014), basato sull’ipotesi
di uno sforzo di taglio puro agente lungo il
perimetro del pannello: i chiodi sono sollecitati in
direzione parallela all’elemento dell’intelaiatura
su cui sono applicati e la forza agente su ciascuno
è considerata pari alla sua resistenza plastica, fnail.
Per una stima corretta della capacità portante di
una parete di taglio applicando tale metodo
(b) (c) (d) (e)
semplificato, è necessario considerare una
resistenza (ed una rigidezza) equivalente della
Figura 3. Schematizzazione (a) della tipica geometria di un connessione aumentata del 20%, come emerso
hold-down e dei contributi alla deformabilità assiale della
anche in (Gattesco e Boem 2015).
connessione: (b) scorrimento dei chiodi, deformazione
flessionale (c) del piatto verticale e (d) della base e (e) Nel caso di pareti segmentate, la capacità
deformazione assiale della piastra verticale e della barra di globale Fv è calcolata come la somma delle
ancoraggio resistenze Fv,i degli nw segmenti:
nw
Il metodo analitico descritto, sviluppato per
pareti di taglio senza aperture e basato sulla Fv   Fv ,i (19)
i 1
rotazione alla base dell’intera parete (Figura 2b),
fornisce stime affidabili anche in caso di piccole 1.2  f nail  Bi  ci  n p
aperture (Gattesco e Boem 2017). Diversamente, Fv ,i  (20)
p
per grandi aperture, è risultato più realistico
essendo p la spaziatura tra i chiodi, np = 2 per
considerare la rotazione indipendente dei
pannelli applicati su entrambi i lati
segmenti pieni di parete.
dell’intelaiatura, 1 altrimenti, fattore di forma ci =
Inoltre, per una corretta valutazione della
1 se Bi > H/2 o ci = 2Bi/H altrimenti.
rigidezza, in particolare in quest’ultimo caso,
Inoltre, in analogia con quanto emerso in
deve essere preso in considerazione anche il
(Gattesco e Boem 2017), nei segmenti forati
contributo dei segmenti forati δi(op), valutando i
dovrebbe essere preso in considerazione anche il
diversi apporti irrigidenti delle traverse al di
contributo di resistenza della traversa al di sotto
sopra e al di sotto dell’apertura (suffissi “I” e “II”
dell’apertura:
rispettivamente):
1.2  f nail  hi  c i  n p
 i ( op )   s ,i   sf ,i   ns ,i (15) Fv ,i ( op )  (21)
p
1 1
   sf , i  dove hi è l’altezza della traversa e il fattore di
1 1 1 1
  forma ci = 1 se hi > Bi/2, o ci = 2hi/Bi altrimenti.
 '
s,i  "
s,i  '
ns , i  "
ns , i

SG08-24
2.3 Spostamento ultimo mm/kN) mentre le 3 barre di ancoraggio M16 con
6 barre M20. In Figura 4b sono riassunte le
Lo spostamento ultimo delle molle diagonali
principali caratteristiche del campione PLS8. La
equivalenti, su,eq, può essere valutato in funzione
parete PLS7 si differenzia per le maggiori
dello spostamento orizzontale massimo in
dimensioni sia degli elementi del telaio principale
sommità alla parete di taglio, su,tot, secondo la
(montanti 160x200 mm2, traversi 200x120 mm2)
relazione:
che dei pannelli (spessore 20 mm).
B
su , eq  su ,tot . (22)
H  B2
2

Analizzando il comportamento sperimentale di


numerose pareti di taglio intelaiate a pannelli
chiodati, con caratteristiche diverse, sottoposte a
prove di carico ciclico orizzontale (Gattesco e
Boem 2016), (Germano et al. 2015), (Vogt et al.
2012), (Grossi et al. 2015), si è osservato che i
valori di su,tot sono paragonabili e variano
approssimativamente dall’1.5% al 2.0%
dell’altezza della parete. Si è pertanto ritenuto
ragionevole assumere, prudenzialmente, un drift (a) (b)
ultimo pari a 1.5%. Figura 4. Principali caratteristiche geometriche delle pareti
di taglio (a) PLS3 e (b) PLS8

3 VALIDAZIONE Tabella 1. Principali caratteristiche delle pareti di taglio (a)


Per validare la procedura descritta nel capitolo PLS3 e (b) PLS8
precedente, sono state analizzate, mediante il PLS3
metodo semplificato proposto, sei pareti di taglio Intelaiatura GL24h (E0 = 11000 MPa; E90 = 370 MPa)
isolate e tre strutture a telaio pesante montanti 80x160 mm² / traversi 160x80 mm²
traverso di base 120x80 mm²
contraventate mediante pareti a pannelli intelaiati.
Pannelli di particelle(G = 1150) spessore 15 mm applicati
su entrambi i lati
3.1 Pareti a pannelli intelaiati Chiodatura: ∅2.8/70 ring nails passo 150 mm, 300 mm nei
Sei pareti di taglio a pannelli intelaiati (PLS3, montanti interni (Kp-f = 1246 N/mm, fnail = 1390 N),
Connessione alla base:
PLS4, PLS5, PLS6, PLS7 e PLS8), sottoposte in 4 coppie di hold down WHT 340 con 20 chiodi ∅4/60,
precedenza a prove cicliche quasi statiche pannello interposto, barra M16, rondella spessore 4 mm
(Gattesco et al. 2012), (Gattesco e Boem 2016), (δh = 0.2208 mm/kN, Kser,h1 = 329 N/mm)
sono state modellate mediante il metodo delle 1+1+1 barre M16 (Ksf,i > 5·106 N/mm)
molle non-lineari equivalenti. PLS8
Le caratteristiche delle pareti considerate sono Intelaiatura abete rosso C24 (E0=11000 MPa; E90=370MPa)
montanti 140x160 mm² / traversi160x120 mm²
riassunte in Figura 4 e Tabella 1. In particolare, in
Pannelli di particelle(G = 1150) spessore 15 mm applicati
Figura 4a è illustrato il campione PLS3. Il su entrambi i lati
campione PLS4 differisce dal PLS3 per l’assenza Chiodatura: ∅2.8/70 ring nails passo 50 mm, 100 mm nei
dell’apertura e delle due coppie di collegamenti montanti interni (Kp-f = 1246 N/mm, fnail = 1390 N),
hold-down nel segmento centrale e per la Connessione alla base:
presenza di un numero doppio di barre M16 2 coppie di hold down WHT 620 con 52 chiodi ∅4/60,
barra M20, rondella spessore 20 mm
d’ancoraggio alla base (3 nel segmento a sinistra, (δh = 0.0878 mm/kN, Kser,h1 = 969 N/mm)
2 in quello intermedio e 1 in quello a destra). Il 2 coppie di angolari a taglio, con 2 barre M12 e 9 chiodi
campione PLS6 ha le stesse caratteristiche del ∅4/60 ciascuno (Ksf,i = 8721 N/mm)
segmento di sinistra della parete di PLS4, ma con
coppie di hold-down WHT340 applicate alle Si osserva che il modulo di scorrimento, Kp-f, e
estremità. Nella parere PLS5 è stata considerata la resistenza plastica del singolo chiodo legno-
una spaziatura raddoppiata rispetto al PLS6 legno, fnail, sono stati ricavati a partire dalla curva
(passo 75 mm); inoltre le connessioni WHT340 sperimentale della singola connessione chiodata
sono state sostituite da hold-down WHT620 (52 (Gattesco e Boem 2016), assumendo un legame
chiodi 4/60, deformabilità a trazione δh = 0.2117 elasto-plastico ideale e considerando, per Kp-f, il

SG08-25
valore secante alla curva in corrispondenza di un
valore di forza pari al 60% del picco (0.6 fmax). La
capacità ultima di spostamento è stata valutata in
corrispondenza di una riduzione del 15% di fmax
nel ramo post-picco. La resistenza plastica fnail,
infine, è stata determinata in modo che le aree
sotto la curva reale e quella idealizzata
risultassero uguali.
I valori dei diversi contributi per la valutazione
della rigidezza Keq, della resistenza Feq e dello
spostamento ultimo su,eq delle molle diagonali (a)
equivalenti sono riassunti in Tabella 2. Si osserva
che, per la valutazione della rigidezza della parete
forata PLS3 è stata presa in considerazione la
rotazione globale della parete alla base (piccola
apertura) e sono stati considerati anche i
contributi irrigidenti delle traverse sopra e sotto
l’apertura, come indicato nell’equazione (15).
Nella valutazione della resistenza, è stato
considerato il contributo della traversa presente
sotto l’apertura, secondo equazione (21). (b)
I risultati, illustrati in Figura 5, dimostrano, in
generale, una buona corrispondenza con le curve
di inviluppo sperimentali.
Tabella 2. Calcolo delle caratteristiche delle molle
diagonali equivalenti, Keq, Feq e su,eq, per la modellazione
semplificata delle pareti di taglio
PLS3 PLS4 PLS5 PLS6 PLS7 PLS8
0.043 0.043
δs,i 0.364/0.165 0.065 0.043 0.043 0.030 0.040
0.130 0.130
δsf,i <10-5 <10-5 <10-5 <10-5 0.029 0.028 (c)
0.160 0.160
δns,i 4.228/1.173 0.312 0.080 0.160 0.077 0.046
1.056 1.056
0.203 0.203
δi 1.032 0.377 0.123 0.203 0.135 0.115
1.185 1.185
δseg 0.149 0.119 0.123 0.203 0.135 0.115
δvc 0.013 0.013 0.025 0.025 0.014 0.020
δh 0.221 0.221 0.212 0.221 0.088 0.088
δvt 0.082 0.082 0.158 0.165 0.060 0.061
δb <10-5 <10-5 <10-5 <10-5 <10-5 <10-5
δc 0.071 0.071 0.274 0.284 0.100 0.113
δtot 0.220 0.190 0.397 0.487 0.236 0.228 (d)
Ktot 4.55 5.27 2.52 2.05 4.25 4.38
Keq 3.55 4.10 4.07 3.31 6.07 6.42
41.70 41.70
Fi 24.46 24.82 83.40 41.70 140.45 137.78
6.21 6.21
Fv 72.37 72.73 83.40 41.70 140.45 137.78
Feq 45.16 45.38 74.94 37.47 118.74 117.95
su,tot 42.00 42.00 42.00 42.00 43.05 43.05
su,eq 33.65 33.65 23.37 23.37 25.46 25.14

(e)

SG08-26
nella chiodatura diffusa delle pareti intelaiate. Le
caratteristiche degli edifici sono riassunte in
Tabella 3.

(f)
Figura 5. Confronto tra i risultati del modello numerico
semplificato, con molle equivalenti, e delle prove
sperimentali su pareti di taglio: campioni (a) PLS3, (b)
PLS4, (c) PLS5, (d) PLS6, (e) PLS7 e (f) PLS8

3.2 Edifici in legno a telaio pesante Figura 7. Schematizzazione della tipologia strutturale
considerata
Il metodo semplificato di modellazione è stato
Tabella 3. Principali caratteristiche degli edifici lignei a
quindi applicato per la simulazione numerica del telaio pesante analizzati
comportamento sismico di alcune strutture in
legno a telaio pesante. In particolare, sono stati Caratteristiche dell’edifico
Altezza d’interpiano 3000 mm
considerati i tre edifici già analizzati dagli autori Legno Abete rosso C24
(Gattesco e Boem 2015), illustrati in Figura 6. Massa piani intermedi (comb. sismica) 490 kg/m2
Massa copertura (comb. sismica) 210 kg/m2
Telaio principale
Sezione dei pilastri 160x160 mm2
Sezione travi di spina 200x480 mm2
Sezione travi di bordo e secondarie 160x320 mm2
Rigidezza elastica hold-down 14000 N/mm
Rigidezza elastica angolare a taglio 16000 N/mm
Pareti intelaiate
Sezione elementi dell’intelaiatura 80x135 mm2
Pannelli OSB, su un lato
Altezza pannelli 2790 mm
Larghezza pannelli, direzione X 1445 mm
Larghezza pannelli, direzione Y 975/1220 mm
Spessore pannelli 25 mm
Connessioni pannelli-intelaiatura chiodi 2.8/70
Resistenza plastica chiodo fnail 1081 N
Rigidezza elastica chiodo Kp-f 692 N/mm
Figura 6. Principali caratteristiche dimensionali degli edifici Distanza chiodi da bordo pannello 20 mm
analizzati: (a) edificio a due piani regolare in pianta 2R, (b)
edificio a tre piani 3R regolare in pianta e (c) edificio a due
In (Gattesco e Boem 2015) il telaio principale
piani non regolare in pianta 2I (Gattesco e Boem 2015).
è stato modellato mediate elementi
Il sistema sismo-resistente è costituito da monodimensionali verticali continui (pilastri) e
pareti a telaio leggero collegate ai pilastri e alle orizzontali (travi), tra loro incernierati (Figura 8).
travi del telaio principale ad ogni piano, come Per tutte le componenti in legno è stato assunto
schematizzato in Figura 7. Coppie hold-down un comportamento elastico lineare ed è stato
sono state applicate alla base dei pilastri e di introdotto un diaframma rigido a livello di ogni
ciascun montante adiacente alle aperture. È stata piano. Elementi bidimensionali a comportamento
inoltre collocata, sul traverso di fondazione, una elastico, che rappresentano i pannelli in legno,
coppia di angolari a taglio in corrispondenza di sono stati collegati al telaio principale mediante
ciascun segmento di parete. In accordo con le molle non lineari monodimensionali,
prescrizioni dell’Eurocodice 8, i collegamenti alla rappresentanti le connessioni chiodate, agenti
base sono stati sovradimensionati, in modo da esclusivamente nella direzione dell’elemento di
permettere lo sviluppo dei cicli di dissipazione legno a cui sono collegate.

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Molle monodimensionali non lineari sono state Le caratteristiche di rigidezza e resistenza
impiegate anche per modellare le connessioni con degli elementi equivalenti sono state calcolate
dispositivi metallici (hold-down e angolari) e la secondo la procedura analitica descritta nel
deformabilità a compressione montante-traverso capitolo 2 e sono riportate, in Tabella 4, per le
alla base dell’intelaiatura delle pareti. Il diverse configurazioni analizzate. In particolare
comportamento non lineare delle diverse sono state considerate tre diverse pareti
connessioni è stato ricavato da alcune prove segmentate:
sperimentali. L’esecuzione di un’analisi statica - "X": parete di taglio di larghezza pari a 5000
non lineare su questo modello numerico raffinato mm, composta da due segmenti di larghezza 1445
ha permesso di ricavare, per le diverse strutture, mm e apertura centrale a tutta altezza.
le curve di capacità (riportate in Figura 10), che - "Ya": parete di taglio di larghezza pari a 4635
rappresentano l’andamento del taglio alla base in mm, composta da tre segmenti di larghezza 1220
funzione dello lo spostamento orizzontale di un mm e un segmento di larghezza 975 mm;
punto di controllo (baricentro della copertura). - "Yb": parete di taglio di larghezza pari a 3415
mm, composta da due segmenti di larghezza 1220
mm e da un segmento di larghezza 975 mm.
Si osserva che la spaziatura dei chiodi (riportata
nella Tabella 4) era stata dimensionata in
(Gattesco e Boem 2015) eseguendo un’analisi
preliminare elastica con q = 3 e considerando le
forze di taglio massime agenti ad ogni piano per
le tre diverse larghezze di pannello (1445 mm,
1220 mm e 975 mm). La connessione tra le pareti
intelaiate e il telaio principale è stata considerata
Figura 8. Schematizzazione del modello numerico raffinato rigida, assumendo quindi l’assenza di tolleranze.
adottato per la modellazione degli edifici a telaio pesante
Nel presente studio, il modello numerico è Tabella 4. Passo di chiodatura (p, in mm) e caratteristiche
della molle diagonali equivalenti (rigidezza Keq in kN/mm,
stato notevolmente semplificato (Figura 9): la
resistenza Feq in kN, spostamento su,eq in mm), per la
presenza delle pareti di taglio è infatti stata presa modellazione semplificata delle pareti di taglio
in considerazione introducendo molle diagonali
equivalenti che collegano i nodi del telaio ID 2R 3R 2I
Floor 1st 2nd 1st 2nd 3rd 1st 2nd
principale. Si osserva che, nella valutazione della 1445 118 240 107 121 228 118 235
rigidezza degli elementi equivalenti al piano terra, p 1220 138 280 101 104 218 112 205
è stato preso in considerazione anche il contributo 975 95 169 89 97 222 88 161
delle connessioni hold-down. Diversamente, la X 1.99 1.09 2.02 2.02 1.15 1.99 1.11
deformabilità legata allo scorrimento orizzontale Keq Ya 2.64 1.52 3.38 3.38 1.72 3.06 1.91
Yb 2.38 1.42 3.03 3.03 1.54 2.72 1.74
degli angolari a taglio è stata modellata a parte,
X 18.53 9.11 18.07 18.07 9.63 18.53 9.30
mediante molle elastiche orizzontali poste alla Feq Ya 23.81 12.13 29.64 29.64 13.92 28.48 15.56
base dei pilastri. Yb 19.76 10.17 24.05 24.05 11.23 23.40 12.78
X 38.6 38.6 38.6
su,eq Ya 37.8 37.8 37.8
Yb 33.8 33.8 33.8

Le analisi statiche non lineari sono state


effettuate tenendo conto, per entrambe le
direzioni principali dell’edificio, di due diverse
distribuzioni dei carichi laterali, come indicato
nell’Eurocodice 8: una corrispondente ad una
distribuzione di accelerazioni proporzionale alla
Figura 9. Schematizzazione del modello numerico forma del modo di vibrare fondamentale (S) e una
semplificato adottato per la modellazione degli edifici a uniforme, basata su forze proporzionali alle
telaio pesante masse (M).
Le curve di capacità delle strutture ricavate
dall’analisi semplificata sono state messe a

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confronto con quelle derivate dalla precedente dove S è il coefficiente di suolo, T*eff il periodo
analisi raffinata (Figura 10): si osserva che, in effettivo del sistema SDOF equivalente
generale, i risultati ottenuti sono molto simili, idealizzato associato a d*u, e i periodi TC e TD
dimostrando l’affidabilità del modello definiscono, rispettivamente, la fine del ramo ad
semplificato. accelerazione spettrale costante e l’inizio del
ramo a spostamento costante dello spettro. La
relazione è applicabile se TC  T * eff T D (cioè
se vale il principio di ugual spostamento).
Gli autori hanno già evidenziato in (Gattesco e
Boem 2015) che il valore del coefficiente
correttivo dello smorzamento, ηeff, per la tipologia
strutturale considerata, varia approssimativa-
mente tra 0.63 e 0.71. Per il calcolo è stato preso
in considerazione un valore medio di 0.67.
Anche il confronto in termini di accelerazioni
resistenti, ag,max, riportato in Figura 11, dimostra
che i valori ottenuti mediante la modellazione
semplificata sono in accordo con quelli derivati
(a) dalla simulazione più dettagliata e risultano,
generalmente, a favore di sicurezza.

(b)
Figura 10. Confronto tra le curve di capacità globali Figura 11. Confronto, in termini di accelerazione resistente,
derivate dalla modellazione semplificata (linee continue) e tra i risultati dalla modellazione semplificata (grigio chiaro)
raffinata (linei tratteggiate), per i tre diversi edifici in e raffinata (grigio scuro), per i tre diversi edifici in esame
esame, nella direzione (a) X e (b) Y
Applicando quindi il “Capacity Spectrum
method” basato sullo smorzamento viscoso 4 CONCLUSIONI
equivalente (Badoux 1998), (Freeman 1998),
(FEMA440 2005), descritto nel dettaglio in Nell’articolo viene presentato un metodo
(Gattesco e Boem 2015), l’accelerazione semplificato di modellazione per la progettazione
resistente della struttura, ag,max, può essere sismica di edifici in legno a telaio pesante,
valutata mediante l’equazione (23), intersecando controventati mediante pareti a pannelli intelaiati,
lo spostamento ultimo della curva di capacità del basato sull’analisi statica non lineare. Il metodo
sistema equivalente ad un grado di libertà consiste nella modellazione dei diaframmi
(SDOF) d*u con lo spettro di risposta di progetto verticali mediante molle diagonali equivalenti che
associato al periodo effettivo T*eff e allo rappresentano il comportamento non lineare delle
smorzamento ηeff: pareti di taglio.
In particolare, per le molle è stato assunto un
4 2 d * u
a g ,max  , (23) comportamento elastico-plastico: le stime della
S  eff 2.5 TC T * eff rigidezza e della resistenza sono state basate su
relazioni analitiche; lo spostamento ultimo è stato

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invece valutato sulla base di alcuni risultati Gattesco, N., Dudine, A., Franceschinis, R., 2012.
Experimental investigation on the seismic behavior of
sperimentali.
timber shear walls with particle boards. 12th World
Il metodo semplificato è stato applicato, in un Conference on Timber Engineering, 16-19 July,
primo momento, per la simulazione del Auckland (NZ).
comportamento di alcune pareti di taglio isolate, Parida, G., Fragiacomo, M., Johnsson, H., 2013.
Prefabricated timber walls anchored with glued-in rod
sottoposte a prove sperimentali cicliche e, quindi, connections: racking tests and preliminary design. Eur.
per lo studio del comportamento di interi edifici J. Wood Prod., 71(5).
di legno a telaio pesante, recentemente analizzati Vogt, T., Hummel, J., Seim, W., 2012. Timber framed wall
dagli autori mediante una modellazione numerica elements under cyclic loading. 12th World Conference
on Timber Engineering, 16-19 July, Auckland (NZ).
raffinata in ambito non lineare. Il confronto dei
risultati ha dimostrato la buona affidabilità del
metodo di modellazione semplificato, che
rappresenta quindi un’alternativa efficace e rapida
all’analisi statica lineare basata sul fattore di
struttura q per garantire la valutazione della
sicurezza sismica degli edifici a telaio pensante
controventati mediante pareti intelaiate.

RINGRAZIAMENTI
Si desidera ringraziare il sostegno finanziario
di "Reluis 2016".

BIBLIOGRAFIA
Badoux, M. 1998. Comparison of Seismic Retrofitting
Strategies with the Capacity Spectrum Method. 11th
European Conference on Earthquake Engineering, 6-11
September, Paris (F).
Buchanan, A., Deam, B., Fragiacomo, M. Pampanin, S.
Palermo A., 2008. Multi-Storey Prestressed Timber
Buildings in New Zealand. Structural Engineering
International, 18(2), 166-173.
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analysis procedures, Federal Emergency Management
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Freeman, S.A., 1998. The Capacity Spectrum Method as a
Tool for Seismic Design. 11th European Conference on
Earthquake Engineering, 6-11 September, Paris (F).
Gattesco, N., Boem, I., 2015. Seismic performances and
behavior factor of post-and-beam timber buildings
braced with nailed shear walls. Engineering Structures.
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Gattesco, N., Boem, I., 2016. Stress distribution among
sheathing-to-frame nails of timber shear walls related to
different base connections: Experimental tests and
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Gattesco, N., Boem, I., 2017. Finite element models for
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Germano, F., Metelli, G., Giuriani, E., 2015. Experimental
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connections of a European timber framed shear wall.
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Grossi, P., Sartori, T., Tomasi, R., 2015. Tests on timber
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