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La COVID-19  (acronimo dell'inglese COronaVIrus Disease 19), o malattia

respiratoria acuta da SARS-CoV-2 e più semplicemente malattia da coronavirus


2019 o anche morbo da coronavirus 2019, è una malattia infettiva respiratoria
causata dal virus denominato SARS-CoV-2 appartenente
alla famiglia dei coronavirus.
Una persona infetta può presentare sintomi dopo un periodo di incubazione che può
variare tra 2 e 14 giorni circa, durante i quali può comunque essere contagiosa.
Il virus si trasmette per via aerea, molto spesso sotto forma di goccioline respiratorie.
Per limitarne la trasmissione devono essere prese precauzioni, come mantenere la
distanza di sicurezza e tenere comportamenti corretti sul piano dell’igiene (lavarsi
periodicamente le mani, starnutire o tossire in un fazzoletto o con il gomito flesso e
dove necessario indossare mascherine e guanti).
Il coronavirus colpisce principalmente il tratto respiratorio inferiore e provoca una
serie di sintomi descritti come simil-influenzali, tra cui febbre, tosse, respiro corto,
dolore ai muscoli, stanchezza e disturbi gastrointestinali quali la diarrea[9]; nei casi
più gravi può verificarsi una polmonite, una sindrome da distress respiratorio
acuto, sepsi, shock settico e una tempesta di citochine fino ad arrivare al decesso del
paziente. Non esiste un vaccino o un trattamento specifico per questa
malattia.Attualmente il trattamento consiste nell'isolare il paziente e nel gestire i
sintomi clinici.

Epidemiologia e cenni storici

La malattia venne identificata per la prima volta il 31 Dicembre 2019[11] dalle


autorità sanitarie della città di Wuhan, capitale della provincia di Hubei in Cina,
anche se i primi casi si riscontrarono nel novembre del 2019 e il governo cinese
decise di non promulgare la notizia al di fuori della Cina fino a Gennaio quando il
virus aveva già circolato per almeno due mesi in tutto il globo.
Intorno a metà dicembre 2019, le autorità sanitarie della città di Wuhan in Cina (circa
11 milioni di abitanti), riscontrarono i primi casi di pazienti che mostravano
i sintomi di una "polmonite di causa sconosciuta"; questo primo gruppo di malati era
in qualche modo collegato al locale mercato umido, costituito da circa un migliaio di
bancarelle su cui si vendevano
anche polli, fagiani, pipistrelli, marmotte, serpenti, cervi macchiati e organi
di conigli oltre ad altri animali selvatici. Fin da subito venne ipotizzato che si trattasse
di un nuovo coronavirus proveniente da una fonte animale (una zoonosi) anche se gli
scienziati sono propensi anche ad altre risposte come la creazione in laboratorio di un
ceppo potenziato della SARS
Il ceppo responsabile della pandemia è stato identificato nei primi giorni di gennaio
2020 e designato SARS-CoV-2 o "Nuovo Coronavirus di Wuhan", mentre il
suo genoma è stato pubblicato il 10 gennaio.[16] L'11 febbraio 2020 l'OMS ha
annunciato che la malattia respiratoria causata dal nuovo coronavirus è stata chiamata
COVID-19.
Trasmissione e serbatoio biologico[modifica | modifica wikitesto]
Sebbene non siano ancora del tutto chiare le modalità di trasmissione del virus è stato
confermato che è in grado di passare da uomo a uomo. Un funzionario della sanità
pubblica nello stato di Washington negli Stati Uniti ha osservato che i coronavirus
vengono trasmessi principalmente "attraverso uno stretto contatto con un altro
individuo, in particolare tossendo e starnutendo su qualcun altro che si trova entro un
raggio di circa 1-2 metri da quella persona".[26] Si ritiene, infatti, che nella maggior
parte dei casi la diffusione tra persone avvenga attraverso le goccioline respiratorie
emesse da un individuo infetto mediante tosse o starnuti che, successivamente,
vengono inalate da un soggetto sano che si trovi nelle vicinanze. È possibile infettarsi
anche dopo aver toccato superfici od oggetti ove sia presente il virus, portando poi le
mani verso la propria bocca o verso il naso o gli occhi.
Sebbene i virus respiratori siano trasmissibili solitamente quando il soggetto malato
presenta anche i sintomi, sembrerebbe che il SARS-CoV-2 possa diffondersi anche in
occasione di un contatto ravvicinato con un paziente asintomatico.

Il 22 gennaio 2020, alcuni scienziati hanno pubblicato un articolo che, dopo aver
esaminato "umani, pipistrelli, galline, ricci, pangolini e due specie di serpenti",
conclude che il "2019-nCoV sembra essere un virus ricombinante tra il coronavirus
del pipistrello e un coronavirus di origine sconosciuta" e "tra gli animali selvatici il
serpente è il serbatoio più probabile per il 2019-nCoV" da cui poi viene trasmesso
agli umani.[36][37] Ulteriori studi hanno inoltre suggerito che il SARS-CoV-2 si sia
originato a seguito della "combinazione di virus da pipistrelli e serpenti".[36][37]
[38] Tuttavia, parte della comunità scientifica ha contestato tali conclusioni
sostenendo che il pipistrello doveva essere il serbatoio naturale, mentre l'ospite
intermedio, un uccello o un mammifero e non gli stessi serpenti.[38][39]
Al 25 gennaio 2020 non è ancora stato confermato quale possa essere il serbatoio
naturale del virus nella fauna selvatica e l'ospite intermedio che lo ha trasmesso agli
esseri umani. È stato invece confermato che il SARS-CoV-2 riesce a entrare
nella cellula umana attraverso il recettore ACE 2, come il virus SARS.[40]

Patogenesi

I polmoni sono gli organi più colpiti da COVID-19 perché il virus accede alle cellule
ospiti tramite l'enzima 2 (ACE2) di conversione dell'angiotensina, che è più
abbondante nelle cellule alveolari di tipo II dei polmoni. Il virus utilizza una speciale
glicoproteina di superficie chiamata "spike" (peplomer) per connettersi al recettore
ACE2 ed entrare nella cellula ospite.[41] La densità di ACE2 in ciascun tessuto è
correlata alla gravità della malattia in quel tessuto e alcuni hanno suggerito che la
riduzione dell'attività dell'ACE2 potrebbe avere effetti protettivi,[42][43] mentre altri
che l'aumento dell'ACE2 usando farmaci antagonisti del recettore dell'angiotensina
II potrebbe essere protettivo ma queste ipotesi devono ancora essere verificate.
[44] Man mano che la malattia alveolare progredisce, si può sviluppare insufficienza
respiratoria e può seguire la morte.[43]
Il virus colpisce anche gli organi gastrointestinali poiché l'ACE2 è abbondantemente
espresso nelle cellule ghiandolaridell'epitelio gastrico, duodenale e rettale,
[45] nonché nelle cellule endoteliali e negli enterociti dell'intestino tenue.[46]
Il virus può causare lesioni miocardiche acute e danni cronici al sistema
cardiovascolare.[47] Danni cardiaci acuti sono stati riscontrati nel 12% delle persone
infette ricoverate in ospedale a Wuhan, in Cina,[48] ed è più frequente nei casi gravi.
[49] Il tasso di sintomi cardiovascolari è elevato, a causa della risposta infiammatoria
sistemica e dei disturbi del sistema immunitario durante la progressione della
malattia, ma la lesione miocardica acuta può anche essere correlata ai recettori ACE2
nel cuore.[47] I recettori ACE2 sono altamente espressi nel cuore e sono coinvolti
nella funzione cardiaca.[50][47] Un'alta incidenza di trombosi (31%)
e tromboembolia venosa (25%) è stata riscontrata in pazienti in terapia intensiva con
infezioni COVID-19 e può essere correlata a prognosi sfavorevoli.[51][52]
Gli esami istopatologici effettuati post mortem su campioni
di tessuto polmonare hanno mostrato un danno alveolare diffuso con essudati di
fibromixoidi cellulari in entrambi i polmoni. Sono stati osservati cambiamenti virali
citopatici nei pneumociti. L'immagine polmonare assomigliava a quella riscontrabile
nella sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS).[53]

Segni e sintomi
Sintomi della COVID-19
Coloro che sono infetti possono risultare asintomatici o presentare
alcuni sintomi come febbre, tosse o respiro corto o il più comune raffreddore.[54][55]
[56] Vomito, diarrea o sintomi respiratori superiori (ad es. starnuti, naso che cola, mal
di gola) sono meno frequenti.[57] La perdita dell'olfatto (anosmia) con la
conseguente alterazione del senso del gusto (disgeusia) può associarsi agli altri
sintomi descritti oppure può rappresentare l'unico sintomo presente.[58][59] I casi
possono tuttavia progredire in peggio evolvendo in polmonite, insufficienza
multiorgano, fino a portare al decesso nei soggetti più vulnerabili.[60][61]
Il periodo di incubazione varia da 2 a 14 giorni con un periodo mediano stimato di
incubazione tra i 5 e i 6 giorni.
Il 5% dei pazienti è stato ricoverato in unità di terapia intensiva, il 2,3% ha richiesto
una ventilazione meccanica e l'1,4% è deceduto.
Ad aprile 2020 non era stato approvato ancora alcun trattamento o vaccino per questa
malattia.[8] Tuttavia, i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC)
statunitensi hanno consigliato di alleviare i sintomi assumendo regolarmente farmaci
antinfluenzali, bevendo liquidi e riposando.[95] Nei casi più gravi si potrebbe rendere
necessario un trattamento finalizzato al sostegno delle funzioni vitali, come
la ventilazione artificiale o l'ECMO. Intensivisti e pneumologi negli Stati Uniti hanno
compilato le raccomandazioni di trattamento di varie agenzie in una risorsa gratuita,
il Libro Internet di Terapia Intensiva.[96][97][98]