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15/5/2020 Il Timeo di Platone | Filosofia in movimento

IL TIMEO DI PLATONE
di Francesco Fronterotta

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color=”#787882″]I[/drop_cap]l Timeo, composto fra il 355 e il 350 a.C. e appartenente
perciò all’ultima fase della produzione di Platone (che morì, mentre era intento alla
redazione dell’ultima sua opera, le Leggi, nel 347), è un dialogo peri phuseos, sulla
natura. Ma tale precisazione non chiarisce in nessun modo l’oggetto dell’esame che vi
è condotto né giustifica l’ampiezza e la varietà degli argomenti che gli interlocutori del
dialogo si dedicano via via ad affrontare, con accenti, modalità e lunghezza di volta in
volta assai disuguali. In linea di principio, e in via del tutto preliminare, è possibile
osservare che il Timeo doveva offrire, insieme con il Crizia e forse con l’Ermocrate,
che non fu mai scritto, un quadro complessivo che permettesse di fondare en te
phusei, “nella natura”, quei tratti ideali, e in qualche misura utopici, della città perfetta
che Socrate aveva presentato nella Repubblica e riassunto per sommi capi proprio
all’inizio del Timeo(17c-19c). Si può quindi immaginare che, per legittimare
un’adeguata fondazione della città perfetta nella concretezza del divenire e della
storia, si debba innanzitutto procedere esaminando l’educazione, la costituzione e
l’origine degli uomini che ne saranno i cittadini e, avanzando ancora a ritroso lungo
questo percorso, il principio, la composizione e la struttura dell’intero universo, nel
quale e a partire dal quale gli uomini trovano la loro origine. Infatti, solo a condizione
di mostrare che l’universo e i viventi che lo popolano manifestano una qualche forma
di equilibrio, di armonia e di perfezione, diverrà possibile pensare che la fondazione di
una città perfetta, costituita cioè secondo il modello dello stesso universo e con il
materiale “umano” effettivamente disponibile, sia concretamente e storicamente
verosimile e credibile. Una volta individuato così il fondamento di legittimità del
discorso intorno alla città perfetta, l’esposizione potrà progredire ulteriormente,
giungendo a proporre un resoconto, a metà strada fra la storia e il mito, del
comportamento “reale” della città perfetta e dei suoi cittadini, delle sue azioni belliche
e dei suoi straordinari exploits. Timeo discuterà perciò, nel Timeo, della “natura
dell’universo, (…) cominciando dall’origine del cosmo e fino alla natura dell’uomo”,
mentre

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