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Esercizio 1

Sopra un piano orizzontale liscio sono posti due punti materiali di masse 𝑚" = 0.15 𝐾𝑔 e 𝑚+ =
0.37 𝐾𝑔 a contatto tra loro. Il punto 𝑚" è attaccato ad una molla di costante elastica 𝑘, in
condizioni di riposo. Il punto 𝑚" viene spostato verso sinistra, comprimendo la molla di 12 cm
(mentre 𝑚+ rimane fermo), e viene poi lasciato libero con velocità nulla. Il punto 𝑚" ritorna verso
𝑚+ e lo urta in modo completamente anelastico. Calcolare lo spostamento massimo verso destra
del sistema.
Conviene pensare il moto come scomposto in queste quattro fasi:
- Fase 0: sistema a riposo, molla in 𝑥0 , corpi in quiete
- Fase 1: dall’istante t = 0 in cui la molla è tirata all’istante immediatamente prima dell’urto (𝑡2 −
𝜖);
- Fase 2: urto tra m1 e m2 (𝑡2 );
- Fase 3: dall’istante immediatamente dopo l’urto (𝑡2 + 𝜖) all’istante in cui la molla è
massimamente elongata (𝑡6 ).

Risolviamo il problema dividendo in fasi il problema:

Per 𝑡 = 0, momento in cui la molla è completamente compressa, il corpo 𝑚" è fermo ma possiede
energia potenziale elastica

1
𝐸8 (0) = 𝑘𝑑 +
2

Per 𝑡 = 𝑡2 − 𝜖, istante prima dell’urto al tempo 𝑡2 , 𝑚" raggiunge la massima velocità, la molla è a
riposo

1
𝐸8 (𝑡2 − 𝜖) = 𝑚" 𝑣" +>
2

Data l’assenza di forze non conservative in questo tratto l’energia meccanica si conserva, dunque
eguagliando le due energie è possibile trovare la velocità del corpo prima dell’urto.

𝐸8 (0) = 𝐸8 (𝑡2 − 𝜖)
=>
1 + 1 +
𝑘𝑑 = 𝑚" 𝑣">
2 2
=>
𝑘
𝑣" > = 𝑑@
𝑚"

Durante la fase dell’urto la quantità di moto si conserva

𝑝(𝑡2 − 𝜖) = 𝑝(𝑡2 + 𝜖)

Ricordando che prima dell’urto 𝑚+ è fermo, mentre dopo l’urto 𝑚" +𝑚+ si muovono insieme
solidalmente (urto completamente anelastico), abbiamo

𝑚" 𝑣" > = (𝑚" + 𝑚+ )𝑣B


Da cui
𝑚" 𝑚" 𝑘
𝑣B = 𝑣" > = 𝑑@
𝑚" + 𝑚+ 𝑚" + 𝑚+ 𝑚"

Si calcola quindi l’energia meccanica post urto come


1 1 +
𝑚" 𝑚"
𝐸8 (𝑡2 + 𝜖) = (𝑚" + 𝑚+ )𝑣B+ = 𝑚" 𝑣"> = 𝐸8 (𝑡2 − 𝜖)
2 2 𝑚" + 𝑚+ 𝑚" + 𝑚+

Per 𝑡 = 𝑡6 , i due corpi si fermano e la molla è allungata (da quindi origine ad una energia
potenziale elastica)

1 +
𝐸8 C𝑡6 D = 𝑘𝑙8FG
2

Dove 𝑙8FG è il massimo spostamento verso destra che stiamo cercando

Per trovarlo si uguaglia l’energia post urto con l’energia in 𝑡6

1 + 1
𝑘𝑙8FG = (𝑚" + 𝑚+ )𝑣B+
2 2
=>
𝑚" + 𝑚+ 𝑚" 𝑘 𝑚" + 𝑚+ 𝑚"
𝑙8FG = 𝑣B @ = 𝑑@ @ = 𝑑@ = 6.4 ∙ 10>+ 𝑚
𝑘 𝑚" + 𝑚+ 𝑚" 𝑘 𝑚" + 𝑚+
Esercizio 2

Un anello di massa 𝑚 = 4 𝐾𝑔 e raggio 𝑅 = 50 𝑐𝑚 viene fatto salire lungo una parete verticale
(𝜇N = 0.4) tramite l’applicazione della forza 𝐹 = 24 𝑁. L’anello è premuto contro la parete da una
forza 𝑁. Nell’ipotesi che il moto sia di puro rotolamento, calcolare:

1. l’accelerazione dell’anello;

2. il valore minimo di 𝑁.
1. Per calcolare l’accelerazione dell’anello occorre scrivere le equazioni della dinamica.

Scegliamo come verso convenzionale quello dell’asse z orientato verso l’alto.


Trattandosi di un corpo rigido abbiamo le equazioni per il centro di massa e le equazioni per il
moto di rotazione attorno al centro di massa.

Il moto del centro di massa è determinato dalla sommatoria delle forze che agiscono sull’anello.
Esse sono

La forza peso (diretta verso il basso, discorde al verso convenzionale)


La forza esterna di trazione F (diretta verso l’alto, concorde al verso convenzionale)
La forza di attrito 𝐹FQQ . Non sappiamo a priori dove sia diretta. Infatti di solito se abbiamo una
forza esterna totale 𝐹 applicata al centro di massa che trascina l’anello allora la forza di attrito si
oppone al moto; mentre se abbiamo una forza totale nulla ma un momento esterno applicato non
nullo, allora la forza di attrito è diretta nello stesso verso del moto. In questo caso abbiamo una
situazione intermedia, dove abbiamo una forza totale esterna (= 𝐹 − 𝑚𝑔) ma anche un momento
esterno applicato non nullo (perché 𝐹 non è applicata al centro). Dunque, a priori non sappiamo
quale sia il verso di 𝐹FQQ (oltre che il suo modulo). Supponiamo che sia diretta verso il basso
(discorde al verso convenzionale). Ricordiamo che 𝐹FQQ è un’incognita da determinarsi. Pertanto se
troveremo un valore positivo vorrà dire che il verso è effettivamente verso il basso, mentre se
troveremo un valore negativo vorrà dire che è diretta verso l’alto. Dunque dalla prima delle
equazioni cardinali abbiamo

𝐹 − 𝑚𝑔 − 𝐹FQQ = 𝑚𝑎ST

Per il moto di rotazione scegliamo come polo il centro di massa stesso, ossia il centro dell’anello.
Considerando il verso convenzionale scelto per il moto del centro di massa, appare naturale
scegliere come verso convenzionale per le rotazioni quello ortogonale al foglio (direzione dell’asse
y), nel verso entrante.

In tal caso l’accelerazione angolare si scrive

𝜶 = 𝛼𝑢
YX

Mentre la forza peso dà un momento nullo (perché non ha braccio rispetto al centro di massa), la
forza di attrito 𝐹FQQ e quella di trazione 𝐹 danno un momento diretto nel verso entrante

𝑴[ = (𝐹𝑅 + 𝐹FQQ 𝑅)𝑢


YX

Pertanto la seconda equazione cardinale

𝑴[ = 𝐼𝜶

implica che

(𝐹 + 𝐹FQQ )𝑅 = 𝐼𝛼
Imponiamo ora la relazione di moto di puro rotolamento. Essa implica che il moto traslatorio del
centro di massa ed il moto rotatorio del punto di contatto siamo legati dalla relazione

𝑎ST = 𝛼𝑅

e dunque

𝑎ST
(𝐹 + 𝐹FQQ )𝑅 = 𝐼
𝑅

Combinando le due equazioni otteniamo un sistema

𝐹 − 𝑚𝑔 − 𝐹FQQ = 𝑚𝑎ST
] 𝑎ST
𝐹 + 𝐹FQQ = 𝐼 +
𝑅

nelle due incognite 𝐹FQQ e 𝑎ST .


Prendendo somma e differenza otteniamo

𝐼
2𝐹 − 𝑚𝑔 = 𝑚 _1 + `𝑎
^ 𝑚𝑅+ ST
𝐼
−𝑚𝑔 − 2𝐹FQQ = 𝑚 _1 − `𝑎
𝑚𝑅+ ST

Ricordando ora che il momento d’inerzia di un anello di massa 𝑚 e raggio 𝑅 vale

𝐼 = 𝑚𝑅+

Otteniamo

2𝐹 − 𝑚𝑔 = 2𝑚𝑎ST
a
−𝑚𝑔 − 2𝐹FQQ = 0

Ossia
𝐹 𝑔
𝑎ST = − = 1.1 𝑚/𝑠 +
^ 𝑚 2
𝑚𝑔
𝐹FQQ =− = −19.6 𝑁
2

Da quest’ultima equazione notiamo che la forza di attrito è negativa quindi è diretta verso l’alto.

2. Nel moto di puro rotolamento il punto di contatto è fermo nel sistema del Laboratorio. Pertanto
la forza di attrito è di tipo statico. Ciò è possibile se

|𝐹FQQ | ≤ 𝜇N 𝑁

Pertanto deve valere che

|𝐹FQQ |
𝑁≥
𝜇N
Il valore minimo di N affinché il moto sia di puro rotolamento è dunque

|𝐹FQQ |
𝑁8hi = = 49 𝑁
𝜇N
Esercizio 3

Un disco di massa 𝑀 = 8𝐾𝑔 e raggio 𝑅 è posto sopra un piano, inclinato di un angolo 𝜃 = 30°
rispetto all’orizzontale; all’asse del disco è collegato un filo che sostiene la massa 𝑚 = 6 𝐾𝑔. Il filo
è teso con la massa 𝑚 bloccata ad un’altezza ℎ = 1.5 𝑚 dal suolo. All’istante 𝑡 = 0 si lascia libera
la massa m che inizia a scendere, facendo contemporaneamente salire il disco lungo il piano. Il
moto del disco è di puro rotolamento.

Calcolare:

1. l’accelerazione con cui scende la massa 𝑚;

2. la velocità con cui la massa 𝑚 tocca il suolo;

3. la quota massima raggiunta dal centro del disco (misurata rispetto alla quota che lo stesso
centro aveva per 𝑡 = 0) dopo che m ha toccato il suolo.
1. Fissiamo anzitutto un verso convenzionale per il moto del sistema. In base al testo sembra
opportuno scegliere il verso dall’alto verso il basso per il corpo di massa 𝑚; conseguentemente per
il disco il verso è quello longitudinale al piano inclinato con direzione verso l’alto.

Scriviamo le equazioni di Newton per gli elementi in gioco

Per la massa 𝑚 abbiamo

𝑚𝑔 − 𝑇 = 𝑚𝑎8

Per il disco, invece, descriviamo prima il moto del centro di massa

𝑇 − 𝐹FQQ − 𝑀𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃 = 𝑀𝑎ST

Siccome 𝐹FQQ non è applicata al centro di massa, essa genera un momento delle forze che vale

𝑴𝒆FQQ = 𝑹 × 𝑭FQQ

A questo aggiungiamo la condizione data dall’equazione del moto di rotazione che associa il
momento delle forze esterne 𝑴 all’accelerazione angolare 𝜶

𝑴 = 𝐼𝜶

Unendo le ultime due formule otteniamo

𝐹FQQ 𝑅 = 𝐼𝛼
Da cui
𝐼
𝐹FQQ = 𝛼
𝑅

Siccome il testo indica che il movimento è di puro rotolamento esiste quindi una relazione tra
accelerazione angolare e accelerazione del centro di massa (𝑎ST = 𝛼𝑅). La forza di attrito quindi
diventa

𝐼
𝐹FQQ = 𝑎
𝑅+ ST

Riassumendo abbiamo trovato tre condizioni

𝑚𝑔 − 𝑇 = 𝑚𝑎8
𝑇 − 𝐹FQQ − 𝑀𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃 = 𝑀𝑎ST
^
𝐼
𝐹FQQ = + 𝑎ST
𝑅

Sapendo che il filo è inestensibile deve essere che 𝑎8 = 𝑎ST = 𝑎 dunque


𝑚𝑔 − 𝑇 = 𝑚𝑎
𝑇 − 𝐹FQQ − 𝑀𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃 = 𝑀𝑎
^
𝐼
𝐹FQQ = + 𝑎
𝑅
Sostituendo la prima e la terza equazione nella seconda otteniamo

𝐼
−𝑀𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃 − 𝑎 + 𝑚(𝑔 − 𝑎) = 𝑀𝑎
𝑅+
=>
𝐼
𝑔(𝑚 − 𝑀𝑠𝑖𝑛𝜃) = _𝑚 + 𝑀 + `𝑎
𝑅+
da cui ricaviamo che

𝑚 − 𝑀𝑠𝑖𝑛𝜃
𝑎=𝑔
𝐼
𝑚+𝑀+ +
𝑅

Per un disco il momento d’inerzia rispetto ad un asse perpendicolare al disco e passante


per il centro vale

1
𝐼 = 𝑀𝑅+
2
Dunque

𝑚 − 𝑀𝑠𝑖𝑛𝜃 𝑚
𝑎=𝑔 = 1.09 +
3 𝑠
𝑚 + 2𝑀
2. La massa m si muove verticalmente di moto uniformemente accelerato con accelerazione 𝑎 =
𝑎ST . Denotiamo con 𝑣8v la velocità con cui m tocca il suolo. Per determinare 𝑣8v possiamo
utilizzare la formula

𝑣++ − 𝑣"+
𝑎(𝑥+ − 𝑥" ) =
2

Dove prendiamo il punto iniziale come 𝑥" = 0, 𝑥+ = ℎ, 𝑣" = 0, 𝑣+ = 𝑣8 6

Otteniamo così

+
𝑣8 v
𝑎ℎ =
2
Dunque
𝑚
𝑣8v = √2𝑎ℎ = 1.81
𝑠

3. Una volta che il corpo 𝑚 tocca il suolo, il filo non esercita più alcuna tensione 𝑇. Il disco risulta
completamente svincolato dal corpo 𝑚 e (avendo nel frattempo acquistato energia cinetica)
prosegue per un po’ il suo moto lungo il piano inclinato, per poi arrestarsi ad una certa altezza.

Dunque le condizioni si riducono a due:


−𝐹FQQ − 𝑀𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃 = 𝑀𝑎+
] 𝐼
𝐹FQQ = + 𝑎+
𝑅
da cui si ottiene

𝑀𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃
𝑎+ = −
𝐼
𝑀+ +
𝑅
Ricordandosi l’espressione di 𝐼

2
𝑎+ = − 𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃
3

Pertanto in questo secondo tratto il moto del CM del disco longitudinalmente al piano è un moto
uniformemente accelerato

Per determinare la distanza ∆𝑙 percorsa dal CM (longitudinalmente al piano) dopo l’istante in cui
m tocca il suolo possiamo utilizzare allora la relazione (valida per moti uniformemente accelerati)

+ +
𝑣6hi − 𝑣hi
𝑎+ ∆𝑙 =
2

In cui
𝑣6hi = 0
𝑣hi = 𝑣8 6
=>
𝑣8 +6 2𝑎ℎ 3𝑎
∆𝑙 = − =− = ℎ
2𝑎+ 2𝑎+ 2𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃

Pertanto il tratto totale percorso dal CM longitudinalmente vale

3𝑎
∆𝑙QyQ = ℎ + ∆𝑙 = ℎ _1 + `
2𝑔𝑠𝑖𝑛𝜃

Che corrisponde ad una variazione di altezza

3𝑎
∆𝑧ST = 𝛥𝑙QyQ 𝑠𝑖𝑛𝜃 = ℎ _𝑠𝑖𝑛𝜃 + ` = 1 𝑚
2𝑔