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BRASILE:

GUIDA
LEGALE AGLI
INVESTIMENTI

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GUIDA
LEGALE AGLI
INVESTIMENTI

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Realizzazione: Camera di Commercio Italiana – Rio Grande do Sul – Brasile

Autore: Gilberto Guaspari

Supervisione Tecnica: Gustavo Franken

Collaborazione: Gustavo Franken e Laura Giannone

Revisione Finale: LINGUA 2 – Studio di Traduzioni Ltda

Coordinamento Editoriale: Ricardo Bueno

Progetto Grafico e Editoriale: Wagner M. Lettnin

Sponsor: Studio Legale Internazionale Gilberto Guaspari

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INDICE
1 BRASILE ........................................................................................................................ 13
1.1 Informazioni Generali
1.2 Economia
1.3 Interscambio con l’Italia

2 RIO GRANDE DO SUL .................................................................................................. 17


2.1 Economia

3. IL CAPITALE STRANIERO NELLA LEGISLAZIONE BRASILIANA ............................... 20


3.1 Definizione
3.2 Registrazione di Capitale Straniero
3.3 Investimenti in Valuta
3.4 Investimenti Tramite Importazione senza Copertura Valutaria
3.5 Investimenti Tramite Conversione di Crediti Esteri
3.6 Investimenti sul Mercato di Capitali
3.7 Rimessa di Utili
3.8 Reinvestimenti di Utili
3.9 Rimpatrio
3.10 Trasferimento di Investimenti all’Estero
3.11 Restrizioni alla Rimessa di Capitale verso l’Estero
3.12 Restrizioni all’Investimento Straniero

4 TASSO DI INTERESSE E TASSO DI CAMBIO ............................................................... 26

5 LEGISLAZIONE SOCIETARIA: PERSONE GIURIDICHE DI


CAPITALE STRANIERO .............................................................................................. 27
5.1 Quadro Generale
5.2 Succursali o Filiali di Società Straniere
5.3 Società Anonima
5.3.1 Organi Decisionali e di Controllo
5.3.2 Assemblea
5.3.3 Consiglio di Amministrazione
5.3.4 La Direzione
5.3.5 Il Consiglio Fiscale
5.3.6 Responsabilità degli Amministratori
5.4 Società a Responsabilità Limitata
5.5 Trasformazione, Incorporazione, Fusione , Scissione
5.6 Joint Venture in Brasile
5.7 Finanziamenti alle Joint Ventures – Simest
5.8 Società con Propositi Specifici (Spe)

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INDICE
6 PROPRIETÀ INTELETTUALE E INDUSTRIALE ............................................................ 36
6.1 Brevetti
6.2 Marchi
6.2.1 Trademarks (marchi) nel Concetto di Importazioni
6.3 Contratti di Trasferimento di Tecnologie
6.3.1 Trasferimento di Tecnologia: Tipologia di Contratti
6.4 Franchigia

7 SISTEMA FISCALE ........................................................................................................ 44


7.1 IR (Imposta sul Reddito)
7.2 IPI (Imposta sui Beni di Produzione Industriale)
7.3 IOF (Imposta sulle Operazioni Finanziarie)
7.4 ICMS (Imposta sulla Circolazione delle Merci e sulla Fornitura di Servizi)
7.5 ISS (Imposta sui Servizi)
7.6 Contributi

8 LEGISLAZIONE ANTITRUST ........................................................................................ 47

9 LEGISLAZIONE DEL LAVORO STRANIERO IN BRASILE ............................................. 49


9.1 Visto per Viaggi di Affari a Breve Termine e Turisti
9.2 Visto Temporaneo di Lavoro
9.3 Altri Tipi di Visto Temporaneo
9.4 Visto di Lavoro Permanente

10 CONTRATTI ............................................................................................................... 53
10.1 Contratto di Vendita Internazionale
10.2 Contratto di Rappresentanza Commerciale
10.3 Contratto di Distribuzione

11 TRATTATI INTERNAZIONALI – MERCOSUR ............................................................ 55


11.1 Mercosur

12 DUMPING ................................................................................................................... 57

13 LEGISLAZIONE AMBIENTALE ................................................................................... 59

14 DIRITTI DEL CONSUMATORE ................................................................................... 61

15 ARBITRATO INTERNAZIONALE ................................................................................ 62

16 SENTENZE ARBITRALI STRANIERE ........................................................................... 63

17 SENTENZE GIUDIZIALI STRANIERE .......................................................................... 64

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PRESENTAZIONE
Negli ultimi anni, il commercio estero del Brasile ha conosciuto grandi trasformazioni.
Negli scorsi anni, il flusso di commercio internazionale ha registrato significativi avanzi.
Nell’economia globalizzata, sorge la necessità, per il Brasile, di assicurare la presenza
di determinate istituzioni che stimolino e accompagnino l’interscambio commerciale,
con il resto del mondo.
In vista di ciò, riteniamo che siano di grande importanza le associazioni quale la
Camera di Commercio Italiana – Rio Grande do Sul – Brasile (CCIRS), la cui funzione
principale è quella di favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane che operano
in Brasile assieme a quelle riograndensi.
Il Brasile, 13ª economia al mondo (2005), secondo la Banca Mondiale, è un mercato
sempre più importante per le imprese italiane, grazie anche alle potenzialità che il Paese
presenta e al fatto che il Brasile è l’accesso dell’America Latina. Inoltre, dispone di
immense risorse produttive, grandi estensione di terra, basso costo e eccellenti
opportunità di lavoro per il capitale straniero. Con una popolazione di 187 milioni di
abitanti, il Brasile è un grande mercato di consumo e d’investimento.
Conoscere le potenzialità del mercato brasiliano richiede, naturalmente, analisi e
preparazioni accurate per valutarne le opportunità e le sfide. Questo è l’ambito operativo
della Camera di Commercio Italiana- Rio Grande do Sul - Brasile (CCIRS), ufficialmente
riconosciuta dal Governo Italiano e operante in territorio brasiliano fin dal 1959.
L’Associazione è adeguatamente inserita nel tessuto imprenditoriale del Rio Grande
do Sul e del Brasile ed è in grado di offrire ogni utile assistenza alle imprese. Soprattutto
piccole e medie, italiane e riograndensi, nel difficile processo di internazionalizzazione.
Dopo anni di lavoro, concernenti gli investimenti stranieri, abbiamo avvertito la
necessità di raccogliere informazioni precise sull’economia e sulla legislazione brasiliana,
col fine di dare un supporto alle esigenze degli imprenditori. Abbiamo, perciò, ritenuto
di fare cosa utile pubblicando questa guida legale per l’investimento in Brasile, come
pratico manuale di consultazione.
L’opera è stata scritta dal Dr. Gilberto Guaspari, avvocato italo-brasiliano e Vice
Presidente della CCIRS, che ha messo a disposizione le sue precedenti ricerche, al quale
va un ringraziamento speciale.
Il lavoro di aggiornamento ha richiesto alcuni mesi di impegno ed è stato portato a
temine con la collaborazione del Dott. Gustavo Franken e della Dott.ssa Laura Giannone
e di numerosi imprenditori professionisti sia italiani sia brasiliani, a cui vanno i nostri
più sentiti ringraziamenti.
Ci preme evidenziare che la presente Guida non vuole e non può sostituire la

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necessaria assistenza di professionisti specializzati, anche in considerazione del conti-
nuo divenire delle norme societarie, in Brasile come nel resto del mondo. Il nostro
intento è di aiutare gli imprenditori italiani a investire sul mercato brasiliano.
La Guida è un manuale di facile consultazione che, insieme alla provata
professionalità dei vari specialisti della CCIRS, offre un’assistenza completa agli
imprenditori italiani che vogliono investire e operare in Brasile.
Il Comitato Giuridico, gli esperti di Logistica e Norme Doganali, Commercialisti,
Tributaristi e Consulenti Aziendali della CCIRS saranno lieti di offrire la loro assistenza.

Plinio Fraccaro
Presidente
Camera di Commercio Italiana- Rio Grande do Sul – Brasile.

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INTRODUZIONE
Paese dalle dimensione continentali, e potenzialmente ricchissimo, il Brasile regis-
tra un vigoroso processo di apertura al mercato globale, offrendo stimolanti prospettive
a quanti vogliono cogliere le nuove opportunità di investimento. Assieme a India, Cina
e Russia, il Brasile si presenta, sulla soglia del secolo XXI, come uno dei più importanti
tra i grandi mercati emergenti.
È per altro, un mercato che vanta una antica e consolidata presenza italiana. Nel
Rio Grande do Sul, in particolare, è attiva un’imprenditoria di origine italiana, che ha
i suoi punti di forza nel settore meccanico e metalmeccanico, in quello dei mobili e
delle calzature, e, non ultimo, nella produzione vinicola, di cui questa Regione è
leader nazionale.
La Regione attira investimenti soprattutto dal Nord America – la General Motors,
per esempio, nel 2006 ha inaugurato nel Rio Grande do sul una fabbrica per la
produzione di automobili – dal Giappone e dalla Germania, mentre gli investimenti
provenienti dalla Penisola appaiono ancora poco significativi.
Da tempo si avvertiva per ciò la necessità di un testo, che riassumesse e
aggiornasse la normativa brasiliana in materia di investimenti, a beneficio degli
imprenditori italiani che desiderano avviare imprese in Brasile, o che mostrano
interesse per questo mercato.
La presente guida, frutto di un lavoro di ricerca, condotto dallo Studio legale
internazionale Guaspari di Porto Alegre , sotto l’impulso della Camera di Commercio
Italiana nel Rio Grande do Sul, ha l’ambizione di coprire un vuoto, o, se si preferisce,
quella di soddisfare una crescente domanda di informazione e di consulenza, fornendo
indicazioni essenziali, ma esaurienti, sulle disposizione normative che regolano gli
investimenti esteri in Brasile.
Il manuale vuole perciò accompagnare gli imprenditori della Penisola nella scoperta,
o nella riscoperta, del Rio Grande do Sul, ove sono attive migliaia di imprese, che qui
trovano un ambiente particolarmente propizio, grazie alla centralità della posizione
geografica della Regione all’interno del Mercosur, alle buone infrastrutture, e alla
disponibilità di una forza di lavoro preparata e poco costosa.
Oltre ad offrire dati di base sulla situazione economica del Brasile e del Rio Grande
do Sul, questo agile volume presenta un’esposizione puntuale delle principali disposizioni
riguardanti la complessa normativa brasiliana in materia finanziaria, cambiaria, tributa-
ria e commerciale.
In tale ambito, particolare attenzione viene dedicata alle disposizioni concernenti
la creazione di imprese e di joint-ventures. La chiara esposizione delle indicazioni

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normative consente, inoltre, di mettere in chiaro il regime giuridico degli utili di impresa,
sia in caso di utilizzo sul posto, sia nel caso di riesportazione degli utili.
Si tratta in conclusione di una iniziativa editoriale, che ha ambizioni pratiche e di
consultazione, che confidiamo verrà letta con attenzione e beneficio da quanti si
accingono ad esplorare questo mercato.

Francesco Barbaro
Console Generale d’Italia in Porto Alegre

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PREFAZIONE
È stata una grande soddisfazione aver ricevuto il progetto del Dr. Gilberto Guaspari
e del Dr. Gustavo Franken, amici e compagni di lunga data nei lavori che intendono
sviluppare il nostro Rio Grande do Sul.
Il nostro stato ha una popolazione che per quasi la metà discende da immigranti
italiani e tedeschi, il che lo fa il più europeo degli stati brasiliani, oltre la scelta di
un’etica europea di lavoro e di svolgimento degli affari.
La ricerca di investimenti stranieri è una necessità costante per lo sviluppo della
nostra economia, quel che più si incontra è la ricerca di informazioni merceologiche ed
economiche, statistiche queste molto disponibili in diversi siti della tanto utile internet.
Nonostante ciò, la decisione di un passo ardito come l’investire in terre straniere non si
limita soltanto a freddi dati statistici, ma in verità, fattore decisivo è la conoscenza
dell’ambiente nel quale l’attività economica si svolgerà.
In questo ambiente estraneo, la previa conoscenza del regolamento giuridico dei
rapporti commerciali, societari e tributari è di fondamentale importanza per evitare
future sorprese e disappunti.
Quanti investitori sono arrivati molto entusiasti con la possibilità di affari, ma privi
dei dettagli formali, si sono buttati al lavoro con vigore e grinta per scoprire poi che,
non avendo preso le dovute cautele e provvedimenti, lo sforzo e l’investimento fatto si
sono rilevati una delusione.
La società brasiliana con la sua origine burocratica, con le sue idiosincrasie specifiche,
molte portate anche dai nostri immigranti italiani, ha delle peculiarità che dovranno
essere attentamente osservate.
Questo libro non intende esaurire questo vasto argomento, ma sì risolvere le questioni
di fondamentale importanza che dovranno essere conosciute da coloro che faranno
investimenti nel nostro Stato. Con la sua lettura, l’interessato saprà che tipo di cautela e
consulenza specializzata dovrà cercare e su cui contare per ottenere il risultato ottimale
con il minimo rischio del suo investimento. Leggetelo e sarete ben preparati per iniziare i
vostri progetti di investimento nel nostro Rio Grande do Sul, giacché saprete cosa è im-
portante esaminare. Qui sarete benvenuti e troverete un ottimo ambiente di lavoro.
Buoni Affari!

André Meyer da Silva –


Direttore della Federazione delle Industrie del Rio Grande do Sul. - FIERGS
Vice Presidente dell’Associazione Brasiliana delle Industrie di Macchine - ABIMACRS
Presidente della Camera di Industria e Commercio Brasile-Germania del Rio Grande do Sul –

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CCIRS: UNA VETRINA SUL MONDO
La Camera di Commercio Italiana – Rio Grande do Sul – Brasile (CCIRS) è
un’Associazione Imprenditoriale senza fini di lucro, fondata nel 1959 e riconosciuta
ufficialmente dal Governo Italiano con la Legge nº 518 del 1970 e il Decreto nº 315
del 1999. La CCIRS ha l’obiettivo di promuovere le relazioni economiche, commerciali
e turistiche fra il Brasile, in particolare il Rio Grande do Sul, e l’Italia, mantenendo
una stretta collaborazione con le altre Camere di Commercio Italiane, con le autorità
governative, diplomatiche, le federazioni e le associazioni di categoria, sia italiane
che brasiliane.

STUDIO LEGALE INTERNAZIONALE GILBERTO GUASPARI


Lo Studio Legale Internazionale Gilberto Guaspari offre consulenze con particolare
riferimento all’assistenza in materia di imprese, commercio, investimenti, tributi, litigi
giudiziali internazionali. Particolare attenzione viene posta altresì nell’analisi delle
questioni giuridiche, concernenti l’allestimento d’imprese, l’avvio di attività commerciali,
l’offerta dei servizi logistici, la soluzione di problemi legali, riguardanti accordi,
convenzioni, partenariati, benefici societari. Lo Studio Legale Internazionale Gilberto
Guaspari vanta una riconosciuta esperienza nel campo dei rapporti commerciali tra
Italia/Brasile, partecipando attivamente fin dai primi contatti fra le parti, sotto il profilo
soprattutto giuridico-legale, fiscale, societario, commerciale, per contratti, join ventures
e ulteriori servizi nel campo dell’imprenditoria, contando con ampia pianificazione,
orientamento e, principalmente, azione preventiva.

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1. BRASILE

1.1 INFORMAZIONI GENERALI


Superficie: 8.547.403 kmq
Forma di Governo: Repubblica Federativa
Capitale: Brasilia – abitanti 2.400.000 (2006)
Popolazione: 187.500.000 (Stima IBGE - gennaio 2007)
Oriundi Italiani: 25.000.000 – Comunità Italiana: 400.000 circa
Gruppi etnici: caucasici 54%, mulatti e meticci 38%, africani 6%, asiatici, amerindi
ed altri gruppi 2%
Lingua Ufficiale: portoghese
Religione: Cattolici (73,8%), Protestanti (15,4%), atei (7,4%), altre (3,4%)
Unità Monetaria: Real - (US$ 1 = R$ 2,1380, • 1 = 2,8202, in data 03/01/2007)
PIL (US$ milioni) 937.089, reddito pro capite US$ 5.087 - (Stima 2006 Banca Centrale)
Membro del Mercosur, OAS, ONU, WTO

Il Brasile è una Repubblica Federale di tipo presidenziale. Il Presidente è Capo del Gover-
no. Il potere legislativo federale è detenuto dal Congresso Nazionale, composto dalla Camera
dei Deputati e dal Senato. Il potere giudiziario è esercitato da: Supremo Tribunale Federale,
Tribunale Superiore di Giustizia, Tribunali Regionali Federali, Tribunali del Lavoro, Tribunali
Elettorali, Tribunali degli Stati della Federazione e del Distretto Federale.
Il Brasile è composto da 26 Stati oltre al Distretto Federale di Brasilia, ognuno dei
quali ha un proprio Governatore, capo del potere esecutivo, e un’Assemblea Legislativa.

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Gli Stati economicamente più importanti sono:

Stato Popolazione (2005) Area in Kmq


San Paolo 40.442.795 248.209
Minas Gerais 19.237.450 586.528
Rio Grande do Sul 10.845.087 281.748
Rio de Janeiro 15.383.407 43.696

1.2 Economia
Nello scenario internazionale, il Brasile si distingue per le peculiari caratteristiche
geoambientali. Il Brasile è il secondo produttore mondiale di minerali di ferro; il quinto
di produttore di manganese. Occupa, inoltre, il sesto posto nella produzione di alluminio
ed è il settimo produttore di oro. È, infine, uno dei principali produttori di stagno a
livello globale.
Il Brasile è il Paese che possiede la più grande superficie coltivabile del pianeta. Con
22% di tutte le aree coltivabili, è uno dei Paesi emergenti con le maggiori potenzialità di
sviluppo. La stabilità politica ed i suoi solidi fondamentali macroeconomici costituiscono
una condizione ideale per lo sviluppo di questi investimenti.
Nel 2006, il PIL brasiliano ha registrato un aumento del 2,7%, dopo aver segnato
un incremento del 2,3% nel 2005 e del 4,9% nel 2004. La politica economica dell’ultimo
triennio, ha dato priorità alla lotta contro l’inflazione e al contenimento della spesa
pubblica, con risultato molto apprezzabile sia sotto l’aspetto monetario sia sotto l’aspetto
fiscale.
La bilancia dei pagamenti ha presentato nel 2006 un avanzo di 37,3 miliardi di
US$, accentuando la tendenza positiva del 2004 e 2005, che ha fatto registrare
rispettivamente un surplus di 6,4 e 18,8 miliardi di US$. Le riserve valutarie della
Banca Centrale del Brasile hanno raggiunto il valore storico di 85,8 miliardi di US$,
record degli ultimi 50 anni, come ha comunicato l’Istituto d’emissione brasiliano. La
bilancia commerciale del Brasile, nel 2006, ha chiuso con un surplus di 46,07 miliardi
di US$, continuando così la serie positiva iniziata nel 2001.
Nel 2006, le esportazioni sono state di 137,471 miliardi di US$, con un aumento
del 16,2%, e le importazioni hanno raggiunto il 91,4 miliardi di US$, con incremento
del 24,2% rispetto al 2005. A sostenere le esportazioni sono stati i prodotti manifatturieri,
le materie prime e i semilavorati. Analizzando le esportazioni per segmento, i principali,
in ordine decrescente, sono: materiali da trasporto (15% delle esportazioni); prodotti
metallurgici (11%); petrolio e derivati (9,5%); minerali di ferro (7,1%); complessi di

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soia (6,8%); prodotti chimici (6,6%); carni (6,2%); zucchero e alcool (5,7%), ecc.
Il Brasile ha raggiunto l’autosufficienza nella produzione di petrolio commerciale,
anche se deve ancora importare oli combustibili, a causa dell’incapacità delle sue raffinerie
di trattare il petrolio nazionale grezzo.
Nel 2006, i principali partners commerciali del Brasile sono stati: USA, Argentina,
Cina, Russia, Germania, Olanda, Regno Unito, Francia, Italia.

1.3 Interscambio con l’Italia


I dati statistici contrassegnati con * (asterisco) sono ufficiali fino al 30/11/2006. I
dati del dicembre 2006 non sono ancora rilevati ufficialmente in data odierna, sono
stimati sulla base di dati storici.
Il Brasile è il Paese latino-americano con cui l’Italia intrattiene l’interscambio
commerciale più intenso. Esso è l’unico Paese sudamericano presente tra i primi venti
partners commerciali dell’Italia. Attualmente, l’Italia è al 9° posto tra i paesi destinatari
delle esportazioni brasiliane e al 10º posto tra i fornitori del Brasile.
Le esportazioni italiane in Brasile, nel 2006*, hanno totalizzato US$ 2,52 miliardi,
con un aumento del 10,8% rispetto al 2005. Le importazioni italiane dal Brasile hanno
raggiunto, sempre nel 2006, i 3,75 miliardi di US$, con un incremento del 14,8%
rispetto all’anno precedente.
Analizzando la dinamica del triennio 2004/2006, il flusso commerciale tra Brasile e
Italia ha fatto registrare i seguenti incrementi:
• esportazioni italiane in Brasile: + 18,3% nel 2004 ; + 11% nel 2005 ;+ 10,08% nel
2006.
• importazioni italiane dal Brasile: + 31,6% nel 2004; + 12,5% nel 2005; + 14,8% nel
2006.
La prima voce delle esportazioni italiane in Brasile riguarda beni strumentali, come
macchinari e apparecchiature meccaniche, elettroniche e per l’automazione. In notevole
aumento sono le esportazioni di prodotti chimici e farmaceutici principalmente legati
all’agricoltura e alla zootecnia, prodotti in gomma e materie plastiche. Da segnalare
anche la crescita delle esportazioni di beni di consumo del Made in Italy - abbigliamento,
calzature, occhiali e prodotti alimentari tipici italiani. Le importazioni italiane si
concentrano soprattutto su: pellami semilavorati e wet blue, prodotti agricoli, minerali
di ferro, pasta di cellulosa, carta e cartone, carni e prodotti a base di carne, oli e grassi
vegetali e animali.
Nel 2005, il flusso di investimenti diretti italiani in Brasile (fonte Business Atlas
2006) è stato di circa 350 milioni di US$. Sempre nel 2005, l’Italia si è collocata al 12º

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posto tra i Paesi investitori in Brasile, cosicché gli investimenti italiani in Brasile,
soprattutto nelle telecomunicazioni, l’industria automobilistica, componentistica e
pneumatici, hanno rappresentato l’1,6% del totale degli investimenti italiani nel mon-
do. Per il 2006, non vi sono ancora dati ufficiali.

Importazioni italiane dal Brasile

Bilancia Commerciale Brasile X Italia


(in USD Milioni FOB)

Bilancia Commerciale Brasile X Italia


(in USD Milioni)

* Fonte: CCIRS

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2. RIO GRANDE DO SUL

Superficie: 281.748,5 Kmq


Numero di Comuni: 497
Popolazione: 10.845.087 abitanti
Capitale: Porto Alegre – 1.440.000 abitanti (2006)
Altre città importanti:
Caxias do Sul: 400.000 abitanti, rilevante polo industriale
Rio Grande: 193.045 abitanti, principale porto del Rio Grande do Sul
Santa Maria: 256.394 abitanti , centro di agrobusinesses
Canoas: 329.456 abitanti , centro industriale
Novo Hamburgo: 257.285 abitanti, centro industriale, in essenza calzaturiero
São Leopoldo: 212.785 abitanti, centro industriale (regione metropolitana)
Bento Gonçalves: 110.000 abitanti, principale centro vitivinicolo brasiliano

2.1 Economia
Lo Stato del Rio Grande do Sul occupa una posizione considerevole nello scenario
economico brasiliano. È infatti la quarta economia del Brasile in ordine di grandezza e
presenta il migliore Indice di Sviluppo Umano. Gli indici di scolarità, alfabetizzazione,
distribuzione del reddito, classificano come il migliore stato brasiliano per qualità di vita.
Nel 2006, il PIL del Rio Grande do Sul (RS) è cresciuto ad un tasso simile a quello
nazionale + 2,7%, raggiungendo il valore di 156 miliardi di Reais (R$). Il PIL pro capite

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è cresciuto di 1,6%, raggiungendo il valore di R$ 14.227, superiore alla media nazionale
che, sempre nel 2006, è stimata in R$ 10.850. Tradotto in Euro, il PIL del Rio Grande
do Sul, nel 2006, è stato di € 5.6 miliardi e il PIL pro capite di € 5.08, mentre il PIL
medio brasiliano pro capite è di € 3.87.
Nel 2006, la partecipazione dell’industria al PIL del Rio Grande do Sul è stata del
43 %; i servizi hanno contribuito con il 44% e l’agricoltura e la zootecnia con il 13%.
Oltre l’80% della produzione industriale proviene dal settore conciario calzaturiero,
metalmeccanico, chimico, plastico, agroindustriale e dei mobili.
Il Rio Grande do Sul si è confermato al terzo posto tra gli Stati esportatori del
Brasile e al secondo posto per le importazioni, dopo lo Stato di San Paolo. Nel complesso,
assicura l’8,5% dei flussi di commercio internazionale del Brasile.
In termini assoluti, nel 2006, la bilancia commerciale del Rio Grande do Sul ha
fatto registrare esportazioni per US$ 11,6 miliardi e importazioni per US$ 7,9 miliardi.
L’incremento rispetto al 2005 è stato dell’11% nelle esportazioni e del 17% nelle
importazioni.
I principali prodotti esportati sono: calzature, pelli lavorate, semilavorate e grezze,
tabacco, soia, prodotti chimici, veicoli e macchine agricole, carni. I paesi di destinazione
sono: USA, Argentina, Cina, Gran Bretagna, Messico, Germania, Italia, Olanda, Spagna
e Uruguay.
L’Italia occupa il 12º posto come destino delle esportazioni riograndensi e il 7º
come Paese esportatore nello Stato.
Le esportazioni riograndensi si concentrano in: calzature, sfarinati di soia, pellami,
polietilene, pneumatici, cellulosa e autoricambi. Le esportazioni italiane nel Rio Gran-
de do Sul consistono: macchine e attrezzature, plastiche, prodotti chimici, materiali
elettrici, pellami finiti e tessuti.
In valori assoluti, le esportazioni del Rio Grande do Sul verso l’Italia, nel triennio
2004/2006, si sono mantenute su livelli nel complesso stabili, con una media annuale
pari a US$ 235 milioni. Le esportazioni italiane nel Rio Grande do Sul hanno registrato
un costante aumento: + 13% nel 2004; + 14% nel 2005; + 5% nel 2006.
Se si tiene conto del fatto che circa il 30% della popolazione riograndense è di
origine italiana, che vi sono 40.000 cittadini italiani residenti, mentre altri 50.000
aspettano di ricevere il passaporto italiano, vi sono ottimi motivi per ritenere che il Rio
Grande do Sul è una regione naturalmente portata a importare verso l’Italia. Perciò, è
facile prevedere che nei prossimi anni il Rio Grande do Sul attirerà sempre nuovi
investimenti dall’Italia.
Con la pubblicazione di questa piccola guida, confidiamo di poter favorire gli italiani
interessati a conoscere meglio questo mercato. La guida si presenta, perciò, con una
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chiave d’accesso al Rio Grande do Sul, offrendo agli imprenditori piccoli e medi
l’assistenza degli specialisti della Camera di Commercio di Porto Alegre - Rio Grande
do Sul – Brasile.

Fonti:
IBGE - Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica;
FEE – Fondazione di Economia e Statistica del RS;
MDIC – Ministero dello Sviluppo, Industria e Commercio Internazionale;
FIERGS – Federazione delle Industrie dello Stato del Rio Grande do Sul.
Banca Centrale del Brasile
Unità di Studi Economici della CCIRS – Camera di Commercio Italiana del Rio Grande
do Sul.

Bilancia Commerciale Rio Grande do Sul X Italia


(in USD Milioni)

* Fonte: CCIRS

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3. IL CAPITALE STRANIERO NELLA
LEGISLAZIONE BRASILIANA
3.1 Definizione
Il capitale straniero che entri in territorio brasiliano riceverà, a parità di condizioni,
lo stesso trattamento giuridico previsto per il capitale nazionale. È quanto previsto
dall’articolo 2, della Legge 4131, del 1962 che, con la Legge n. 4390 del 1964 e il
Decreto n. 55762, del 1965 e successive modifiche, regolano il trattamento giuridico
del capitale straniero in Brasile.
La Legge n. 4131/62, all'articolo 1, descrive puntualmente cosa si intenda per capitale
straniero: si considerano capitali stranieri, agli effetti di questa legge, i beni, le macchine
e le attrezzature entrate in Brasile senza spesa iniziale di valuta, destinati alla produzione
di beni o di servizi, come pure le risorse finanziarie o monetarie, introdotte nel Paese
destinate ad attività economiche, purché, in entrambe i casi, appartengano a persone
fisiche o giuridiche residenti, domiciliate o con sede all’estero.

3.2 Registrazione di Capitale Straniero


Il capitale straniero che, a qualsiasi titolo, entri in territorio brasiliano, deve essere
registrato presso la Banca Centrale del Brasile. In conformità con la Circolare n. 2997
del 4 settembre 2000, la registrazione del capitale straniero deve essere effettuata per
via telematica, attraverso il SISBACEN (Sistema di Informazioni della Banca Centrale)
mediante il modulo RDE–IED (Registrazione di Dichiarazione Elettronica – Investi-
mento Esterno Diretto), reperibile presso il sito www.bcb.gov.br
Per la Registrazione di Dichiarazione Elettronica (RDE), sono classificati come
investimenti esterni diretti, quelli effettuati da persone fisiche o giuridiche residenti,
domiciliate o con sede all’estero, a favore di persone giuridiche nazionali, attraverso
l’acquisizione di azioni o quote rappresentative di capitale sociale della società nazionale,
o ancora attraverso la titolarità di capitale distinto di imprese straniere autorizzate ad
operare nel Paese. Perciò, l’impresa che riceve le risorse dovrà registrarsi presso la Ban-
ca Centrale affinché siano emessi un codice di registrazione e una password. Attraverso
questi codici l’impresa potrà accedere al sistema, per registrare, allo stesso modo, nel
caso in cui non sia già stato fatto, l’impresa che farà l’investimento.
Il passo successivo sarà quello di registrare nel sistema l’operazione tra l’impresa
destinataria e emittente. Tale registrazione genererà un altro codice numerico da
utilizzarsi per concludere l’operazione di cambio.
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La registrazione deve essere effettuata entro 30 giorni a partire dalla data:

a) di liquidazione dei contratti di cambio, o dei trasferimenti internazionali in


valuta nazionale, in caso di ingresso in valuta brasiliana;
b) dalla firma del contratto privato di compravendita, nel caso di alienazioni di
azioni o quote a residenti all’estero;
c) dalla registrazione dell’atto societario presso l’organo competente, nel resto dei casi.

Le operazioni di investimento in beni devono essere registrate entro 90 (novanta)


giorni a partire dallo sdoganamento degli stessi.

Nel caso in cui le norme relative alla registrazione dell’entrata di capitale straniero
in Brasile non siano rispettate, la Banca Centrale considererà tale valore come non entrato
nel Paese, esigendo che, per l’utilizzazione della valuta, sia pagata l’imposta sul reddito
pari al 15% del valore, considerandola come profitto. Oltre alla suddetta imposta,
l’impresa è soggetta a restrizioni, come la limitazione di rimessa di utile verso l’estero in
proporzione, soltanto, al capitale risultante dal certificato di registrazione.

Esistono varie modalità di registrazione in relazione al tipo di investimento:

• in valuta;
• in natura;
• mediante conversione di crediti verso l'estero;
• nel mercato di capitali;
• mediante conversione del debito estero del Brasile.

La registrazione sarà effettuata nella valuta del Paese di origine e, con riferimento
alla rimessa di profitti, sarà effettuata simultaneamente in valuta nazionale e nella valuta
del Paese verso il quale sarà rimessa (art. 4 L. 4131/62).

3.3 Investimenti in Valuta


L'investimento in valuta avviene tramite trasferimento diretto della valuta in Brasile
e deve essere registrato, tramite il citato sistema SISBACEN. Tale tipo di investimento
non è soggetto ad autorizzazioni preliminari da parte delle autorità governative. Nel
caso in cui si voglia sottoscrivere il capitale di una società, o acquistare una partecipazione
in un’impresa brasiliana già esistente, è necessario e sufficiente rimettere il proprio

21

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investimento attraverso una banca autorizzata ad effettuare operazioni di cambio.
L'impresa brasiliana beneficiaria e/o il rappresentante commerciale dell’investitore devono
effettuare la registrazione dell’investimento attraverso il sistema RDE – IED, entro 30
giorni dalla conclusione del contratto di cambio.

3.4 Investimenti Tramite Importazioni senza Copertura Valutaria


L'investimento sotto forma di importazione di beni senza copertura valutaria, effettuato
con apporto di capitale straniero, non esige l’approvazione previa della Banca Centrale. I
beni, macchine e attrezzature, di qualsiasi natura, devono essere destinati alla produzione,
alla commercializzazione di beni o alla produzione di servizi. Nel caso si tratti di
importazione di beni usati o di importazioni che godano di benefici fiscali, non vi potrà
essere un bene simile prodotto in Brasile. In ogni caso, i beni dovranno essere utilizzati in
progetti che stimolino lo sviluppo economico del Paese. Dopo lo sdoganamento dei beni
tangibili, l’impresa italiana dovrà registrare l'investimento presso la Banca Centrale entro
90 giorni. Nel caso in cui i beni siano intangibili, la rispettiva registrazione dell'investimento
esterno dipenderà dall'approvazione della Banca Centrale.

3.5 Investimenti Tramite Conversione di Crediti Esteri


Nel caso in cui si desiderino convertire in investimento crediti ottenuti all'estero - a
seguito di importazioni, finanziamenti - e, se questi ultimi non sono stati debitamente
registrati presso la Banca Centrale (sistema SISBACEN) sono soggetti ad autorizzazione
previa del Dipartimento di capitali stranieri e di cambio della Banca Centrale (DECEC).
Nel caso in cui, invece, siano stati registrati presso la Banca Centrale, non è necessaria
alcuna autorizzazione. In relazione a quelle operazioni soggette a registrazione nel Modulo
RDE – IED, l'art. 8, dell'allegato alla circolare 2997/00 considera come conversione in
investimento estero diretto l'operazione per la quale crediti suscettibili di generare
trasferimenti all'estero, con base nella normativa vigente, sono utilizzati dal creditore
non residente per l'acquisizione o integrazione di partecipazione nel capitale sociale
dell'impresa del Paese. È necessario che l’impresa beneficiaria riceva la puntuale
descrizione del credito e la dichiarazione del creditore e promittente investitore di con-
cordare con la conversione. L’impresa brasiliana dispone di 30 giorni per capitalizzare
questi fondi e richiedere la registrazione dell'investimento alla Banca Centrale del Brasile.

3.6 Investimenti sul Mercato dei Capitali


La risoluzione 2689/2000 del CMN (Consiglio Monetario Nazionale) disciplina gli
investimenti stranieri sul mercato dei capitali brasiliano. Qualsiasi investitore, persona

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fisica o giuridica, non residente, individuale e collettiva può investire sui mercati brasiliani
(finanziari e di capitali).
Le società di investimento – Capitale Straniero, Fondi di Investimento, portafogli,
titoli e i Fondi a reddito fisso – sono state sostituite da uno strumento unico. Esso
prevede che alle risorse esterne entrate nel Paese, tramite un investitore non residente
in Brasile, debbano essere applicate gli strumenti e le modalità operative dei mercati
finanziario e di capitali previste per l'investitore residente (art. 1, Risoluzione 2679/
2000). Le operazioni finanziarie verso l’estero potranno essere effettuate solamente con
contratto di cambio, in conformità con la normativa in vigore (art. 2, Risoluzione 2679/
2000). Prima dell'inizio delle operazioni, l'investitore non residente deve costituire uno o
più rappresentanti in Brasile, compilare il modulo (reperibile nella Risoluzione n. 2679/
2000) e ottenere la registrazione presso la commissione di Valori Mobiliari (art 3).

3.7 Rimessa di Utili


non vi sono in genere restrizioni alla distribuzione di utili ed alla conseguente rimessa
all'estero. Le rimesse degli utili relative ad esercizi successivi al 01/01/1996 non sono
soggette a tributi. La destinazione delle rimesse relative agli utili deve essere registrata
nel modulo RDE – IED in proporzione alla rispettiva partecipazione al totale delle
azioni o quote che compongono il capitale sociale integrato dall’impresa ricevente
l'investimento (art. 13, Circolare 2997/2000).
Il Brasile ha sottoscritto diversi trattati contro la doppia tassazione con i seguenti Paesi:
Germania, Argentina, Austria, Belgio, Canada, Cina, Corea del Sud, Danimarca, Ecuador,
Spagna, Filippine, Finlandia, Francia, Paesi Bassi, Ungheria, India, Italia, Giappone,
Lussemburgo, Norvegia, Svezia, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca. Tali trattati,
prevedono regole che evitano la doppia imposizione tributaria nei due Paesi firmatari,
relativamente alle categorie di redditi, indicate negli stessi. In particolare, il trattato tra
Italia e Brasile è stato sottoscritto il 3/10/78 ed è entrato in vigore il 1º gennaio 1982.

3.8 Reinvestimento di Utili


Secondo l'articolo 7, della Legge 4131/62, sul capitale straniero, sono considerati
reinvestimenti gli utili percepiti da un’impresa con sede in territorio brasiliano e attribuiti
a residenti o domiciliati all'estero e che siano reinvestiti nelle stesse imprese dalle quali
derivano, o in altro settore dell'economia nazionale. Perciò, se l'investitore sceglie di
reinvestire gli utili, invece di rimetterli all'estero, questi dovranno essere registrati nel
sistema RDE-IED come capitale straniero, così come l'investimento iniziale, aumentan-
do in tal modo la base di calcolo per la futura ripartizione del capitale ai fini tributari.

23

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L'articolo 20, della Circolare n. 2997/2000, prevede che la registrazione di reinvestimento
derivato da un investimento registrato in valuta nazionale avvenga nella stessa valuta.

3.9 Rimpatrio
II capitale straniero, se registrato presso la Banca Centrale del Brasile, potrà, in
qualunque momento, essere rimesso verso il Paese di origine, senza necessità di
autorizzazione preliminare. Il ritorno di una quantità di capitale in valore superiore al
montante registrato verrà considerato come guadagno di capitale a beneficio
dell'investitore straniero, venendo così assoggettato all’imposta di ritenuta alla fonte,
con un’aliquota del 15% (art. 690, comma II, del Regolamento dell'imposta sul reddito
del 1999). Lo stesso avviene quando, una volta effettuato un aumento del capitale pro-
veniente da utile o riserve, (debitamente registrato presso la Banca Centrale del Brasile)
si desideri rimpatriare 1'ammontare capitalizzato senza lasciare trascorrere i cinque
anni previsti dalla legge. Nel caso specifico di rimpatrio di capitale, è da rilevare che la
Banca Centrale del Brasile, normalmente, esamina il patrimonio netto dell'impresa
interessata, prendendo come base il suo bilancio patrimoniale. Nel caso in cui il
patrimonio netto risulti negativo, la Banca Centrale potrebbe considerare questo come
una diluizione dell'investimento, negando così l'autorizzazione al rimpatrio per un
valore proporzionale al risultato negativo riscontrato.

3.10 Trasferimento di Investimenti all’Estero


La legge 10833, del 29 dicembre 2003, dispone che, a partire dal 1° febbraio del
2004, l’acquirente, persona fisica o giuridica residente o domiciliata all'estero è
responsabile per la ritenuta e raccolta dell'imposta sul reddito incidente sul guadagno
del capitale a cui si riferisce l'articolo 18, della Legge n. 9249, del 26 dicembre 1995 ,
percepito da persona fisica o giuridica residente o domiciliata all'estero che alieni beni
localizzati in Brasile. Anteriormente all'entrata in vigore della citata legge, le operazioni
che implicavano un’alienazione o disposizione di beni o diritti localizzati in Brasile,
realizzate da persone fisiche o giuridiche residenti all'estero, non erano imponibili
dell’imposta sul reddito. Detto tributo, tuttavia, incide soltanto sui redditi percepiti dal
venditore di beni o diritti localizzati in Brasile e non su quelli percepiti dall’acquirente.
Quest’ultimo potrà effettuare la registrazione di capitale per un valore uguale a
quello in possesso dell'impresa venditrice, indipendentemente dal prezzo pagato per
l’investimento all’estero. In questo caso, dovrà essere effettuato il cambio del numero di
registrazione del modulo RDE – IED della Banca Centrale del Brasile, in modo che
risulti il nome del nuovo investitore straniero, affinché questi possa rimettere o reinvestire

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utili o rimpatriare il proprio capitale sociale.

3.11 Restrizioni alla Rimessa di Capitale verso l'Estero


Le uniche restrizioni alla rimessa di valuta all’estero derivano da una eventuale
mancata registrazione nel sistema RDE – IED, dal momento che la rimessa di utili, il
rimpatrio di capitale e il registro di reinvestimenti si basano sul valore registrato a titolo
di investimento straniero.

3.12 Restrizioni all’Investimento Straniero


La partecipazione del capitale straniero è vietata nelle seguenti attività:

• sviluppo di attività che riguardano il settore dell’energia nucleare;


• servizi medici;
• acquisto di aree rurali o di attività commerciali nei pressi di frontiere internazionali;
• servizi di posta e telegrafo;
• linee aeree con concessioni di voli domestici;
• industria aerospaziale.

Secondo quanto disposto dall’articolo 52 dell’Atto di Disposizioni Transitorie della


Costituzione Federale, il generico divieto di partecipazione del capitale straniero in istituzioni
finanziarie decade caso il Governo brasiliano ritenga che ciò sia utile all’interesse nazionale,
o a mezzo di autorizzazione risultante da accordi internazionali, o di reciprocità.
Esistono restrizioni all’investimento straniero per l’acquisto e l’amministrazione di
giornali, riviste o altre pubblicazioni, così come di canali radiotelevisivi. Vi è stato, in
proposito, l’emendamento costituzionale n°36/02 che ha modificato l’articolo 222 della
Costituzione Federale.
Esso prevede la possibilità di partecipazione di stranieri in imprese giornalistiche e
di radiodiffusione fino ad un massimo del 30% del capitale totale votante di dette imprese,
essendo obbligatorio che il restante 70% appartenga diretta o indirettamente a cittadini
brasiliani o a stranieri che abbiano acquisito la cittadinanza brasiliana da più di 10 anni.
Le imprese brasiliane, anche se sotto controllo straniero, possono richiedere e ottenere
il permesso di operare nel settore minerario.

1
Per diluizione si intende dispersione dell’investimento, il saldo negativo infatti potrebbe risultare anche da attività
illecite (quali ad esempio riciclaggio di denaro), di fronte a tale tipo di sospetto la Banca opta per bloccare il rimpatrio.
2
L’art. 18 afferma: “gli utili del capitale percepito da residente o domiciliato all’estero sarà verificato e controllato
secondo le regole applicabili ai residenti nel Paese”.

25

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4. TASSO DI INTERESSE E TASSO
DI CAMBIO
SELIC (Tasso di Interesse di Riferimento).
Per quanto riguarda i finanziamenti, in Brasile viene applicato il tasso SELIC. Questo
non è altro che il tasso di interesse medio dei finanziamenti giornalieri, basato sui titoli
pubblici. Si tratta, in sostanza, di un tasso di interesse minimo che deve essere applicato
su tutte le operazioni relative a finanziamenti. L’investitore che voglia acquistare titoli
pubblici avrà garantito, come minimo, un reddito pari al tasso di interessi SELIC. Questo
tasso di interesse è praticamente la base di tutta l’economia e serve da parametro per
qualsiasi operazione finanziaria di prestiti. Il tasso SELIC viene fissato mensilmente dal
COPOM (Comitato di Politica Monetaria). Attualmente, esso è del 13,25% annuo
(04.01.2007) ed equivale al tasso Fed Funds – del 5,25% negli Stati Uniti e nella Zona
Euro, corrisponde al tasso del pronti contro termine, in questo periodo, del 3,50%.

Tasso di cambio: in Brasile, il mercato del cambio è di due tipi: mercato con tasso
libero e mercato con tasso fluttuante. Entrambi sono regolati e controllati dalla Banca
Centrale. Il mercato libero è conosciuto anche come mercato di cambio commerciale e
quello fluttuante come mercato di cambio turismo.
Il cambio commerciale è riservato esclusivamente alle operazioni derivanti dal
commercio estero, come importazione o esportazione, investimenti in valuta straniera
in Brasile, prestiti in valuta straniera a persone fisiche o giuridiche residenti in Brasile,
pagamenti e rimessa di utili.
Per quanto riguarda il cambio turismo, oltre alle operazioni relative alla
compravendita di valuta straniera per il turismo internazionale, questo tipo di indice è
utilizzato per altre operazioni quali contributi ad associazioni, donazioni, eredità e lasciti,
pensioni, mantenimento di residenti e cure mediche.

PTAX: tasso di cambio calcolato alla fine del giorno è il tasso medio di tutte le
operazioni di cambio realizzate con dollari, in quella data, nel mercato interbancario di
cambio.

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5. LEGISLAZIONE SOCIETARIA: PERSONE
GIURIDICHE DI CAPITALE STRANIERO
5.1 Quadro Generale
Le società estere possono operare in Brasile sia direttamente, per il tramite di
succursali o filiali, sia indirettamente, per il tramite affiliate o joint ventures, costituite
secondo una delle diverse forme previste dall’ordinamento giuridico.
La legislazione commerciale brasiliana prevede diversi tipi di società: in nome
collettivo, in accomandita semplice, società di capitale e industria, società in accomandita
per azioni, società per quote a responsabilità limitata (corrispondente alla S.r.L. italia-
na) e società anonima (corrispondente alla S.p.A.). La loro disciplina è molto simile a
quella italiana, prima della riforma del diritto societario del 2003.
La legge attribuisce personalità giuridica alle società, che diventano enti di diritto
autonomi distinti dai suoi partecipanti. Per quanto riguarda le diverse forme di
associazione, molto diffusa è la costituzione di joint venture e di consorzi, ai quali però
la legge non riconosce personalità giuridica. I partecipanti a queste associazioni
continuano a contrarre diritti ed obblighi in nome proprio, anche se a beneficio comune.
La legge prevede anche società civili, associazioni, fondazioni e cooperative, forme
di associazioni che, per la loro natura assistenziale, per le caratteristiche specifiche della
loro formazione, si differenziano dalle organizzazioni commerciali e sono soggette a
norme legali diverse.
In Brasile, le forme aziendali più utilizzate sono la Società Anonima (S/A) e la società
per quote di responsabilità limitata (LTDA). Ciò è dovuto al fatto che in entrambi i casi
i partecipanti hanno responsabilità limitata alle quote sottoscritte. Le altre forme di
società sono raramente utilizzate, anche se possono risultare utili in determinate
circostanze e per il raggiungimento di determinati scopi. Diversamente dall’Italia, in
Brasile le società devono essere costituite da almeno due soci, non esiste, pertanto, la
possibilità di una società unipersonale.

5.2 Succursali o Filiali di Società Straniere


Lo stabilimento di succursali di società straniere in Brasile è regolato dalle disposizioni
del Decreto Legge n. 2627, del 26 settembre 1940 (articoli da 64 a 73), dalla Normativa
del Dipartimento Nazionale del Registro di Commercio n. 81, del 5 gennaio 1999 e dal
Codice Civile (CC).

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Secondo l’articolo 1134 del C.C., la società straniera non può operare in Brasile
senza l’emissione del decreto di autorizzazione da parte del Potere Esecutivo.
La società estera che desideri ottenere tale autorizzazione per poter operare in Brasile,
dovrà presentare domanda al Dipartimento Nazionale del Registro di Commercio (DNRC),
corredandola con la specifica documentazione (art. 2º, normativa DNRC, n. 81/99).
Una volta ottenuta l’autorizzazione, la società straniera sarà soggetta alle leggi e ai
tribunali brasiliani per quanto concerne gli atti e le operazioni compiute in Brasile. Opererà
sul territorio brasiliano con lo stesso nome con cui opera nel suo Paese di origine potendolo
ampliare con le parole “dal Brasile” o “per il Brasile” (art. 1137, C.C.).
La società straniera è obbligata, inoltre, ad avere, permanentemente, un
rappresentante residente in Brasile che dovrà avere i poteri per risolvere qualsiasi
questioni e per ricevere citazioni giudiziali in nome della società (art. 2º, Normativa
DNRC n. 81/99 ed art. 1138, C.C.).
La società straniera è obbligata anche a pubblicare sulla Gazzetta Ufficiale del Go-
verno Federale (Diário Oficial) e dello Stato dove è insediata, i documenti relativi al
bilancio patrimoniale, ai risultati economici e agli atti amministrativi propri e delle sue
succursali, filiali o agenzie presenti nel Paese in conformità alle norme brasiliane (art.
1140, C.C. e art. 6º, Normativa DNRC; 81/99).
Con analoga autorizzazione del potere esecutivo, la società straniera potrà
nazionalizzarsi trasferendo la propria sede in Brasile (art. 1141, C.C.).
Per la scarsa flessibilità delle formalità descritte, le compagnie estere raramente
ricorrono a tale tipo d’intervento diretto.

5.3 Società Anonima


Le S.A. sono regolate dalla Legge n. 6404/76 e successive modifiche, comprese le
ultime apportate dalla recente Legge 10303/2001 (Legge delle Società per Azioni), e
dagli articoli 1088 – 1089, del C.C.
Come definito nel Codice Civile, la Società Anonima o Compagnia (corrispondente
alla nostra Società per Azioni) si caratterizza per il fatto di avere il proprio capitale
rappresentato da azioni, obbligandosi ciascun socio o azionista soltanto per la parte di
capitale da lui sottoscritta. I soci devono essere almeno due e la legge prescrive l’obbligo
di versare almeno il 10% del capitale sottoscritto, anche non interamente versato, che
deve rimanere depositato in una banca, almeno fino a quando le operazioni di
costituzione e registrazione non siano state completate.
Esistono due specie di società anonime: quella aperta che trova le proprie risorse
nel mercato borsistico ed è sottoposta al controllo della Commissione di Valori Mobiliari;

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e la società chiusa che ottiene le risorse dai soci stessi o sottoscrittori, avendo così la
possibilità di un’amministrazione più semplice.
Le S.A. possono costituirsi per sottoscrizione pubblica o privata. La costituzione,
con sottoscrizione privata, richiede la formalità dell’atto pubblico notarile. È ammesso
il conferimento di beni in natura, previa perizia di valore dei beni conferiti.
Il capitale sociale può anche essere autorizzato. In questo caso, lo statuto dovrà
stabilire il limite entro il quale il capitale può essere aumentato, senza necessità di
ulteriore autorizzazione.
Le azioni che compongono il capitale possono essere di varia natura: ordinarie,
preferenziali o di usufrutto.
Le azioni ordinarie permettono la partecipazione agli utili dell’impresa e conferiscono
al suo titolare, oltre ai diritti essenziali, anche il diritto di voto.
Le azioni preferenziali (corrispondenti alle azioni privilegiate italiane) sono quelle
che danno ai loro titolari alcuni privilegi o preferenze, come per esempio la priorità
nella distribuzione dei dividendi (in genere, superiore come minimo del 10% rispetto
ai dividendi attribuiti alle ordinarie) e priorità di rimborso in caso di liquidazione.
Restringono però, o sopprimono, il diritto di voto.
Le azioni di usufrutto si possono avere nel caso di ammortamento di alcune azioni.
In questo caso, la compagnia restituisce all’azionista la quantità che gli potrebbe spettare
in caso di liquidazione della società. Successivamente, è possibile che gli antichi titolari
acquisiscano altre azioni in sostituzione, dette azioni di usufrutto. Esse non faranno
parte del capitale e potranno usufruire solo dei diritti fissati nello statuto o nell’assemblea.
Le S.A., oltre alle azioni, possono emettere altri titoli: “parti beneficiarie”, “buoni di
sottoscrizione” e “debentures” (obbligazioni convertibili).

5.3.1 Organi Decisionali e di Controllo


Gli organi decisionali e di controllo della società anonima sono l’Assemblea Generale
degli azionisti, il Consiglio di Amministrazione, la Direzione e il Collegio Sindacale.

5.3.2 Assemblea
Gli azionisti parteciperanno alle assemblee convocate secondo quanto stabilito dalle
leggi applicabili e dallo Statuto e avranno poteri per decidere su tutte le operazioni della
società e prendere qualsiasi decisione che si reputi conveniente per la difesa e lo sviluppo
della società stessa.
È compito dell’Assemblea Ordinaria: approvare i bilanci e i conti economici, eleggere
gli amministratori e il Collegio Sindacale, nonché deliberare sulla destinazione dell’utile

29

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netto di ogni esercizio fiscale e sulla distribuzione dei dividendi. Le restanti prerogative
sono di competenza dell’Assemblea Straordinaria.

5.3.3 Consiglio di Amministrazione


Il Consiglio di Amministrazione costituisce il legame tra l’Assemblea dei soci e la
Direzione. Ha la funzione di dare le direttive economiche, sociali e finanziarie che
verranno adottate dalla società, supervisionando permanentemente i membri della
Direzione. È un organo a deliberazione collegiale, facoltativo per le società chiuse e
obbligatorio per le società aperte o di capitale autorizzato.
I consiglieri sono eletti e destituiti dall’Assemblea Generale e devono essere, come
minimo, tre; devono essere azionisti e persone fisiche, anche non residenti nel Paese.

5.3.4 La Direzione
È composta da due o più direttori eletti e che possono essere destituiti in qualsiasi
momento dal Consiglio di Amministrazione. È l’organo esecutivo della società anonima.
Il suo compito principale è quello di rappresentare la società nei confronti di terzi e praticare
tutti quegli atti necessari al regolare funzionamento della società. Quest’organo è compos-
to da un minimo di due direttori, azionisti o no, persone fisiche, residenti nel Paese.

5.3.5 Il Consiglio Fiscale


Il Consiglio Fiscale può avere natura permanente o transitoria, in quest’ultimo caso,
l’attività sarà esercitata nel periodo di chiusura degli esercizi fiscali. La sua funzione è
quella di controllare i conti e la gestione della società. Tali funzioni non possono essere
delegate ad altri organi della società. È composto da un minimo di tre a un massimo di
cinque membri, azionisti o no, eletti dall’Assemblea Generale.

5.3.6 Responsabilità degli Amministratori


I componenti del Consiglio di Amministrazione, della Direzione e del Collegio
Sindacale sono responsabili nei confronti della società per i danni causati nell’esercizio
delle loro funzioni, a titolo di azione, omissione, negligenza, nonché per gli atti compiuti
in violazione della legge o dello Statuto.

5.4 Società a Responsabilità Limitata (Ltda)


Questo tipo di società è regolata dagli articoli 1052 a 1087, del Codice Civile
brasiliano ed ha una normativa molto simile alle “S.r.L.” italiane prima della riforma del
diritto societario del 2003. È la forma preferita dagli investitori stranieri per la semplicità
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di struttura, di gestione burocratica e per i bassi costi di costituzione.
La Società a Responsabilità Limitata si caratterizza per il fatto che la responsabilità
di ciascun socio è ristretta al valore delle proprie quote sociali, ma tutti i soci rispondono
solidalmente per il versamento dell’intero capitale.
Le Ltda devono avere almeno due soci che possono essere indistintamente persone
fisiche o giuridiche e non necessariamente residenti in Brasile. In questo caso, però,
dovrà essere nominato un rappresentante residente in Brasile per il compimento degli
atti essenziali della società e per la rappresentanza in giudizio.
Per quanto riguarda gli amministratori della società, questi devono avere necessari-
amente residenza permanente in Brasile e i loro poteri sono specificamente regolati e
descritti dal contratto sociale.
La Società Limitata non ha l’obbligo di pubblicare i propri bilanci patrimoniali e
conti economici, tuttavia ogni anno la società deve riunirsi in Assemblea Ordinaria per
deliberare sul risultato dell’esercizio sociale dell’anno precedente.
È possibile istituire un Consiglio Fiscale composto da membri eletti dai soci, che ha
il compito di occuparsi degli aspetti fiscali della società. Norme particolari sono state
previste per i quorum deliberativi.

In particolare, devono essere approvati a maggioranza dei presenti (art. 1076, comma
III, C.C.):

• i conti dell’amministratore;
• la nomina e la revoca del mandato dei liquidatori e l’approvazione dei loro conti.

A maggioranza del capitale possono essere approvati (art. 1076, comma II, C.C.):

• la designazione degli amministratori per atto separato;


• la revoca del mandato degli amministratori;
• la remunerazione degli amministratori;
• la richiesta di concordata preventiva.

Le materie più rilevanti, invece, devono essere necessariamente approvate dalla


maggioranza minima di tre quarti del capitale (art. 1076, comma I, C.C.) e cioè:

• qualsiasi modifica del contratto sociale;


• incorporazione, fusione, scioglimento o scissione della società e termine della
liquidazione.

31

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Di conseguenza, la maggioranza necessaria per esercitare un controllo in tali società
è pari al 75% del capitale e dovranno essere realizzate assemblee annuali di soci nel
caso in cui la società abbia più di 10 soci.

5.5 Trasformazione, Incorporazione, Fusione, Scissione


Le operazioni societarie di trasformazione, incorporazione, fusione e scissione
valgono tanto le società anonime, quanto per le altre società e sono regolate dal Codice
Civile (articoli 1113 a 1122 ) e dalla Legge n. 6404/1976.
La trasformazione avviene in tutti quei casi in cui la società passa da un tipo societario
ad un altro, indipendentemente dalla dissoluzione o liquidazione della società stessa e
seguendo le regole della costituzione della società nella quale si trasformerà. Salvo nor-
ma diversa dell’atto costitutivo, la trasformazione potrà aver luogo solo a seguito del
consenso di tutti i soci.
L’incorporazione si ha quando una o più società sono assorbite da un’altra,
succedendo in tutti i diritti e gli obblighi, e provocando l’estinzione della società
incorporata.
La fusione si ha quando più società si uniscono dando vita, a differenza della
incorporazione, ad una nuova società che succederà nei diritti e obblighi alle società
precedenti.
Infine, la scissione si ha nel caso in cui la società trasferisce quote o la totalità del
suo patrimonio ad una o più società formate a questo scopo o già esistenti, estinguendosi,
a sua volta, la società scissa, nel caso in cui sia stato trasferito l’intero patrimonio, o
dividendo il capitale caso vi sia stato trasferimento parziale del suo patrimonio.

5.6 Joint Venture in Brasile


La legislazione brasiliana non riconosce la figura della joint venture. Essa può
manifestarsi in una delle diverse forme societarie previste dalla legge. Possiamo definire
la joint venture come uno strumento giuridico utilizzato per dar vita ad un’impresa di
proprietà congiunta o a una forma di cooperazione tra imprese al fine di raggiungere
scopi comuni, con partecipazione al capitale sociale. Nel primo caso, avremo una joint
venture societaria - corporate joint venture - con la creazione di una nuova società di
accordo con le leggi del Paese ospitante. Nel secondo caso, avremo una joint venture
contrattuale trattandosi di semplice cooperazione tra imprese per la realizzazione di
un progetto comune senza la creazione di una nuova impresa. Diversi sono i vantaggi
derivanti dalla costituzione di una joint venture internazionale:

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• divisione dei rischi legati alle trattative;
• assimilazione di tecnologie e tecniche di gestione;
• inserimento in nuovi mercati, unione di sforzi.

Normalmente, è creata tra due imprese che hanno come obiettivo quello di scambiare
o trasferire tecnologie, esperienze e realizzare operazioni in forma congiunta. La joint
venture può essere sia nazionale (formata da due imprese brasiliane) o internazionale,
nel caso di un contratto internazionale che coinvolga imprese stabilite in diversi paesi.
Esistono imprese che costituiscono joint venture dei propri processi produttivi, come
per esempio le industrie automobilistiche.

5.7 Finanziamenti alle Joint Venture - Simest


Sono varie le agevolazioni finanziarie concesse a chi sia intenzionato a costituire
una joint venture.
Uno degli strumenti finanziari previsti e costituiti dalla legislazione italiana, al fine
di promuovere la partecipazione a società e imprese miste all’estero, è la SIMEST.
La SIMEST (Società Italiana per le imprese Miste all’Estero) è una società finanziaria
per azioni avente come obiettivo quello di promuovere il processo di
internazionalizzazione delle imprese italiane ed assistere gli imprenditori nelle loro attività
all’estero, in paesi non appartenenti all’Unione Europea.
La Simest è controllata dal Governo Italiano che detiene il 76% del pacchetto
azionario. Le restanti quote sono, per lo più, possedute da banche, associazioni
imprenditoriali e di categoria.
La SIMEST, per quel che riguarda gli investimenti all’estero, concretamente svolge
queste attività:

• sottoscrive fino al 25% del capitale delle società estere con partecipazione di imprese
italiane;
• agevola il finanziamento di quote sottoscritte dal partner italiano in società o
imprese all’estero;
• gestisce fondi di Venture Capital;
• partecipa a joint venture e a investimenti all’estero con capitale totalmente italia-
no, o di imprese aventi stabile organizzazione in un altro Paese dell’Unione Europea e
controllate da imprese italiane.

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Per quanto concerne gli scambi commerciali:

• agevola crediti all’esportazione;


• finanzia studi di pre-fattibilità, fattibilità e programmi di assistenza tecnica;
• finanzia programmi di penetrazione commerciale;
• finanzia spese di partecipazione a gare internazionali.

Uno degli aspetti più interessanti è quello relativo alle imprese italiane che intendono
acquisire o incrementare una quota di capitale in imprese estere non appartenenti alla
UE. Vediamo di procedere ad un’analisi più dettagliata. Anche e soprattutto nel caso di
joint venture, la Simest offre un valido appoggio al fine di favorire il processo di
internazionalizzazione della impresa e l’ingresso nei mercati esteri.
La Simest partecipa del partenariato, tramite l’acquisizione di quote del capitale
sociale. La partecipazione della Simest nell’impresa estera non può, di norma, superare
la quota del 25% del capitale o fondo sociale della società o impresa e deve essere
ceduta entro 8 anni dalla prima acquisizione.
Ciò che realmente risulta essere vantaggioso è quanto regolato dall’articolo 4, della
Legge 100/90, che prevede un contributo agli interessi che la Simest concede, a fronte
di un finanziamento erogato da una banca all’impresa italiana per favorire l’acquisizione
di quote in imprese estere.
L’agevolazione copre fino al 90% del controvalore in euro della quota di
partecipazione italiana al capitale dell’impresa estera fino al 51% del capitale di
quest’ultima. Pertanto, qualora la quota di partecipazione superi complessivamente il
51%, l’importo agevolato del finanziamento è limitato al 90% del 51% del capitale
dell’impresa estera.
Questa è solo una piccola parte dei numerosi interventi che la SIMEST può effettuare
per agevolare la partecipazione di società italiane all’estero.
Per maggiori e più dettagliate informazioni consultare il sito www.simest.it .

5.8 Società con Propositi Specifici (SPE)


Vige una norma in Brasile rappresentata dalla SPE, ufficialmente introdotta dalla
legge del 30 dicembre 2004, n. 11079, che ha istituito norme generali sugli appalti e i
contratti per forme di società pubbliche e private, a parte le società con propositi precisi
possono essere costituite fra privati per un oggettivo specifico. In Brasile, è nota anche
come la legge PPP (parcerias público-privadas), creata per promuovere il partenariato e
forme di collaborazione tra i privati e lo Stato.

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In generale, possiamo definire tale società come una società con propositi specifici,
che nasce per la realizzazione di un fine specifico e si estingue nel momento in cui tale
fine è raggiunto.
Essa, però, non è una nuova figura societaria, dovrà sempre concretizzarsi in una
delle forme giuridiche, previste dall’ordinamento (società anonima, a responsabilità
limitata, ecc.).
Per effetto della nuova legge della PPP, può definirsi la SPE come quell’ente, con
partecipazione del settore pubblico e del settore privato, creato esclusivamente con
l’intento di realizzare un contratto di società. In sostanza, la SPE costituisce uno strumento
utilizzato dallo Stato per orientare l’utilizzo delle risorse dei privati verso la realizzazione
di interessi pubblici attraverso un contratto di società. Essa ha, in genere, natura di una
corporate joint venture, associazione di interessi che dà vita ad una persona giuridica,
formata tra il pubblico e il privato, non rimanendo il controllo societario nella mano di
quest’ultimo.

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6. PROPRIETÀ INTELLETTUALE
E INDUSTRIALE
La proprietà intellettuale è regolata soprattutto dalla Legge 9610/98 ed ha come
obiettivo quello di proteggere e disciplinare la paternità di opere letterarie, artistiche e
scientifiche e anche i diritti di proprietà industriale, in modo da impedire lo sfruttamento
commerciale delle invenzioni, brevetti, marche e disegni industriali.
Il Brasile ha preso parte a importanti convenzioni aventi per oggetto la proprietà
industriale. Innanzitutto, la convenzione di Parigi – CUP, del 1883 che ha dato origine
a quello che oggi viene chiamato Sistema Internazionale di Proprietà Industriale, uno
dei primi tentativi di armonizzazione internazionale dei differenti sistemi giuridici
nazionali relativi alla proprietà industriale. Il Brasile è stato uno dei 14 paesi firmatari
originari. La convenzione di Parigi è stata più volte revisionata: Bruxelles (1900), Wa-
shington (1911), Aia (1925), Londra (1934), Lisbona (1958) e Stoccolma (1967).
Attualmente, i membri firmatari sono 136.
In Brasile esiste l’Istituto Nazionale della Proprietà Industriale (INPI), che è l’organo
del governo (Ministero dello Sviluppo, dell’Industria e del Commercio Estero),
responsabile per tutto quanto riguardi le richieste di concessione di brevetti e di
registrazioni di marche.
Nel 1997, è entrato in vigore il nuovo codice della proprietà industriale – Legge
9279/96. Esso disciplina invenzioni, modelli di utilità, disegni industriali, marche di
fabbricanti, commerciali e definisce anche i casi che costituiscono crimini contro la
proprietà industriale.
Nel 2001, è stata pubblicata la Legge n. 10196 che ha alterato alcune disposizioni
della Legge 9279/96.
Per ulteriori informazioni, accedere al sito www.inpi.gov.br presso il Ministero dello
Sviluppo, dell’Industria e del Commercio Estero.

6.1 Brevetti
II brevetto può essere definito come una forma di monopolio garantita da ciascun
Paese al fine di riconoscere lo sforzo creativo del proprietario e permetterne lo
sfruttamento industriale. Di regola, viene stabilito, in pratica, un accordo tra Stato e
cittadino, in base al quale il primo garantisce l’uso legale ed esclusivo del brevetto
(monopolio) ed il secondo, in cambio, si impegna a rivelare il Know-How che diverrà
State-of-the-Art nel momento in cui si estinguerà il diritto di monopolio.
Col termine State-of-the-Art viene indicato l’insieme di tutti i dati e le conoscenze

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liberamente utilizzabili (brevetti con tempo di esclusività terminato, letteratura tecnica,
Know-How rivelato a causa della perdita del segreto).
La Patent Letter è il titolo legale indicante la proprietà ed avente lo stesso effetto
vincolante, in termini di diritti ed obblighi, del titolo di proprietà di un bene immateriale.
Per ottenere il diritto esclusivo di un’invenzione tramite la registrazione del brevetto,
occorre che l'invenzione sia nuova (non compresa, quindi, nello stato della tecnica), sia
risultato di un’attività inventiva e abbia un’applicazione a livello industriale.
In Brasile, in conformità con la relativa Legge n. 9279, del 14.05.96, il brevetto
(privilégio de invenção) ha la durata di 20 anni contati a partire dalla data di deposito,
mentre i modelli di utilità hanno la durata di 5 anni.

Obblighi del Proprietario


II proprietario del brevetto è obbligato a:
(a) sfruttare l'invenzione in tempo reale e su scala industriale (all'interno del territorio
dello Stato);
(b) pagare le tasse annuali di mantenimento;
(c) esercitare il diritto di esclusività, in modo da evitare l'uso indebito da parte di
terzi non autorizzati;
(d) dare notizia formale del numero di registro del brevetto tramite stampa di tale
numero sul prodotto, al fine di garantire uno standard giuridico ed una possibilità di
azione legale contro gli eventuali trasgressori.

Secondo Lucas Rocha Furtado, in Sistema de Propriedade Industrial no Direito


Brasileiro. 1 ed. 1996. Ed. Brasília Jurídica, il brevetto è un privilegio temporaneo che
lo Stato concede ad una persona fisica o giuridica per la creazione di una cosa nuova,
con applicazione industriale, suscettibile di beneficiare la società. Per il titolare, il privi-
legio consiste nel diritto esclusivo di sfruttamento dell’oggetto del brevetto durante un
determinato periodo di tempo, avente lo scopo di offrire l’opportunità di risarcimento
degli investimenti in ricerca e sviluppo e dei costi di applicazione industriale della
propria innovazione.

Licenze
Il sistema giuridico brasiliano riconosce la possibilità di ottenere:
1) Licenza di Sfruttamento Obbligatorio (ampia ed esclusiva), la quale viene
concessa nel caso in cui il proprietario del brevetto non provveda allo sfruttamento
dell’invenzione protetta entro tre anni dalla data di emissione della Patent Letter. La
nuova legge prevede, inoltre, la possibilità di licenza di sfruttamento obbligatorio (non

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soggetta al termine dei suddetti tre anni) nel caso in cui il titolare del brevetto eserciti i
diritti decorrenti dalla Patent Letter di forma abusiva, in modo tale da praticare un
abuso del potere economico, comprovato da decisione amministrativa o giudiziale.
2) Licenza di Sfruttamento (non obbligatorio), accordo avente natura giuridica di
contratto di locazione, con periodo di validità massimo uguale od inferiore a quello di
vigenza del brevetto, tramite cui viene garantito, ai Licensee, il diritto di produrre l’articolo
brevettato, dietro pagamento, nei casi previsti dalla legge, di una percentuale fino al 5%
sul netto delle vendite.

Nel caso sopra citato, deve essere previsto l'obbligo, per il Licensor di fornire, ai
Licensee, il Know-How necessario, assieme a tutte le informazioni contenute nel brevetto.
Questi provvedimenti sono atti a punire coloro che non usino il brevetto, oppure
coloro che cerchino di usarlo come mezzo per frenare i propri concorrenti, senza
svilupparne l'attività collegata.

Scadenza
La scadenza del brevetto per mancato sfruttamento economico (forfeiture) può essere
richiesta a partire dal secondo anno consecutivo alla concessione di licenza di
sfruttamento obbligatorio, nel caso in cui questo termine non sia stato sufficiente per
prevenire o sanare l'abuso o il non uso del brevetto, o non esista una giusta causa per
tale situazione.
Si sottolinea che l’obbligo di provare quanto sopra è a intero carico del licenziatario
del brevetto, e non del richiedente, cui sarà sufficiente presentare una richiesta. Occorre
comunque chiarire che, prima di poter fare richiesta di scadenza, è necessario presentare
richiesta di licenza obbligatoria e, nel caso in cui questa non venga concessa, o dopo
due anni dalla concessione della prima licenza obbligatoria, sarà possibile procedere
alla richiesta sopra citata.

Segreti Commerciali ed Industriali


Il segreto è una conoscenza tecnologica non brevettata o non brevettabile che può
essere individuata tramite i seguenti parametri:

1) non è riscontrabile nello State-of-the-Art;


2) nel caso in cui alla materia tecnica non sia garantita la protezione del brevetto
all’interno del territorio dello Stato, oppure quando l’inventore decida di sottoporlo a
segreto anziché svelarlo attraverso una Patent Specification;

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3) l’informazione, così qualificata, viene creata ed adottata all'interno della società
e contro terzi;
4) lo sviluppo o l'acquisizione dei Know-How, così come il capitale investito può
essere evidenziato in modo documentale.

I segreti industriali ed anche i segreti commerciali o di affari possono essere tutelati


tramite azioni che hanno lo scopo di inibire la concorrenza sleale (tra i reati di concorrenza
sleale, la legge definisce come crimine d’uso la rivelazione indebita di segreti, così come
l'impiego di mezzi fraudolenti atti a sviare la clientela altrui).

6.2 Marchi
Il deposito del marchio assicura la sua protezione e permette che lo stesso sia
utilizzato o trasferito in cambio di pagamento di royalties. Un marchio straniero può
essere depositato come tale in Brasile. È questo il requisito indispensabile per ricevere
la tutela del marchio e poter compiere qualsiasi operazione commerciale sul mercato,
non essendo sufficiente il mero utilizzo del marchio stesso (cfr. art. 6 Convenzione
di Parigi).
Il deposito di marchi stranieri segue i principi della Convenzione di Parigi, che
stabilisce un periodo di priorità esclusiva di sei mesi – a partire dalla data della richiesta
nel Paese di origine – per far richiesta di deposito dello stesso marchio in altri paesi
firmatari della Convenzione. Per depositare la richiesta in Brasile, è necessario presentare
all’INPI (Istituto Nazionale Proprietà Industriale) una copia autentica della domanda di
deposito del marchio nel Paese di origine o del certificato di deposito.

Per quanto suddetto, le royalties non saranno dovute quando:

• il marchio non è stato debitamente depositato in Brasile;


• il deposito del marchio non è stato rinnovato;
• il deposito del marchio è estinto o in fase di annullamento o cancellazione;
• il contratto di brevetto sia stato realizzato tra la sede straniera e la sua filiale in
Brasile;
• in caso di trasferimento, se il proprietario anteriore non aveva diritto alla
remunerazione.

È inoltre necessario che il titolare del marchio in Brasile eserciti l’attività per la
quale rivendica la tutela dei beni o servizi protetti da questo marchio.

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La protezione del marchio è concessa per un periodo di 10 anni che può essere
rinnovato per periodi successivi della stessa durata. Affinché il deposito del marchio
non venga meno è fondamentale che l’uso del marchio non sia interrotto per più di 5
anni consecutivi.

6.2.1 Trademarks (marchi) nel Concetto di Importazione


Sia l'esportatore, come legittimo proprietario del marchio, sia l'importatore del
prodotto nella parte di partner interessato a conquistare una parte del mercato, devono
sempre tener presente che, prima di effettuare qualsiasi sforzo promozionale o una
qualsiasi collocazione del prodotto sul mercato, è necessario depositare il marchio, al
fine di evitare qualunque atto di pirateria che potrebbe mettere in serio pericolo l’intera
operazione.
Una ricerca preliminare negli archivi dell’INPI (Istituto Nazionale Proprietà
Industriale) è fondamentale per sapere se sia permesso l'uso del marchio nel Paese. Il
mancato rispetto di un tale principio precauzionale può portare a pesanti perdite per le
parti coinvolte nell'operazione.

6.3 Contratti di Trasferimento di Tecnologie


Per tecnologia si intende il Know-How non brevettato da considerarsi secondo il
punto di vista economico, pratico e legale come uno strumento la cui acquisizione (in
genere, tramite importazione) è soggetta alle stesse regole e condizioni applicabili ai
beni di produzione.
Nel caso in cui si voglia stipulare un License Agreement (true rental) in cui sia
previsto il pagamento di royalties a titolo di locazione per lo sfruttamento o l’uso
industriale dei diritti annessi al marchio e/o brevetto oggetto del contratto stesso, è
necessario che, prima di stipulare il contratto, sia stata ottenuta la registrazione, presso
1'INPI, del marchio e del brevetto stessi;
Con riferimento ai License Agreement, il termine di scadenza è limitato alla vita dei
diritti licenziati, mentre nel caso di trasferimento di tecnologia non brevettata, il periodo
massimo, concesso per legge, è di cinque anni, a partire dalla data di inizio della
produzione, tramite l’utilizzo della tecnologia acquisita.
Tutti i contratti devono essere registrati ed approvati dall'INPI (Direzione di
Trasferimento di Tecnologia), come condizione legale sine qua non affinché:

(a) le parti abbiano il diritto legittimo di effettuare i pagamenti (dovuti e


concordati) della tecnologia (Know-How) o delle royalties (Licensing) e poterli le-

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galmente contabilizzare come spese operative deducibili dal profitto lordo;
(b) le parti abbiano il diritto legittimo di effettuare il pagamento, nel caso in cui il
fornitore di Know-How o il Licensor risiedano all'estero, in qualunque valuta straniera
corrente acquistabile al tasso ufficiale di cambio del giorno del pagamento.
(c) il Licensee abbia il diritto legittimo di fare uso effettivo del marchio e/o sfruttare
le invenzioni al fine di prevenire la perdita del diritto di proprietà industriale per il
mancato uso da parte del proprietario stesso.

6.3.1 Trasferimento di Tecnologia: Tipologia di Contratti

Patent License Agreement


Oggetto di tale contratto è la licenza di sfruttamento di un brevetto in Brasile. Sarà
consentito stabilire una durata del contratto stesso, non superiore al termine di validità
del brevetto. Nel caso venga previsto che il pagamento sia effettuato tramite royalties, il
valore di queste non potrà essere superiore ad una percentuale variabile dall’1 al 5% del
fatturato netto, dipendendo dalla natura del prodotto licenziato, se si vuole poter
includere tale rimessa nella categoria delle spese operative.
Obbligo del Licensee sarà quello di sfruttare l'invenzione facendo uso effettivo del
brevetto, all'interno del mercato nazionale, in modo tale da prevenire la possibilità di
incorrere in confische o licenze forzate del brevetto stesso su richiesta di un concorrente.
II Licensor, a sua volta, dovrà fornire qualsiasi tipo di Know-How necessario alla
produzione dell’oggetto brevettato, con parametri di qualità e grado di funzionamento
uguali a quelli ottenuti nella sua stessa impresa.

Trademark License Agreement


Oggetto del contratto in esame è l'uso di un marchio registrato, sulla base di regole
stabilite da una cosiddetta Convenzione d’Uso. Il termine di validità del registro,
rinnovabile ogni dieci anni, potrà essere considerato come termine di esistenza del
contratto stesso.
È ammessa l’emissione di royalties, facendole risultare come spese operative, per
un valore pari all’1% del fatturato netto. Il Licensee sarà obbligato ad usare il marchio,
a livello commerciale, su etichette, fatture e materiale promozionale al fine di evitare la
scadenza dello stesso per mancato uso.

Transfer (selling) of Unpatented Know-How


Oggetto di tale contratto sarà la produzione e la vendita di beni di consumo e/o di

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beni di produzione. Il periodo di validità, concesso dalla legge per tale tipo di contratto,
è di cinque anni al massimo, prorogabili solo nel caso in cui venga dimostrato che il
periodo concesso non è stato sufficiente per la trasmissione, da parte del fornitore, ed il
completo assorbimento, da parte dell'acquirente, della tecnologia.
Il Know-How sarà considerato come una percentuale del prezzo del fatturato netto
del prodotto, in una scala variabile dal 2% al 5% a seconda della natura del prodotto.
Potranno essere incluse clausole di segretezza, purché vengano limitate al termine
di validità del contratto e non siano superiori, in durata, ai cinque anni successivi alla
data di conclusione del periodo di vigenza del contratto stesso.
Dal momento che Know-How è considerato un bene di produzione da comprare o
importare, tutti gli obblighi relativi al commercio di beni (compravendita) verranno
applicati al contratto, così come verranno applicate anche le regole di qualità, descrizione,
funzionamento e garanzia.
Sono previste ispezioni da parte del personale del Ministero delle Finanze brasiliano,
al fine di verificare l'avvenuto completo assorbimento ed applicazione della tecnologia
da parte dell'acquirente (o ricevente).
L’INPI, alla Sezione Direttiva dell'Area di Trasferimento di Tecnologia (INPI-DIRCO),
è stato investito della responsabilità di realizzare la parte di Politica Nazionale relativa
alla Tecnologia, e, quindi, investito dei poteri di valutare, stimare e controllare il reale
valore del Know-How, oggetto di importazione. Tale organo ha la finalità di verificare
se le trattative sono legittimate dal prezzo richiesto e se la tecnologia è efficace e real-
mente sconosciuta sul territorio brasiliano.
Occorre evidenziare che non tutti gli accordi sono approvati e registrati; ad esempio,
in materia di moda, mobili, gioielli, abili sportivi o profumi sono stati oggetto di molte
restrizioni da parte dell'organo di controllo.

Services
Oggetto di tale contratto sono i piani di ingegneria, il montaggio ed avviamento di
macchinari, design, assistenza tecnica e lay-outs, applicati al settore produttivo
(industria), così come la resa di servizi altamente specializzati non presenti in Brasile.
Una compagnia locale dovrà, obbligatoriamente, lavorare in associazione con la
compagnia straniera in modo da assicurare l’assorbimento della metodologia di base. I
pagamenti potranno essere effettuati tramite prezzi fissi sottoposti a rateizzazione
d’accordo con le fasi prestabilite dal progetto. Il termine di validità del contratto verrà
stabilito in base al tempo necessario alla realizzazione del servizio specifico.
Il PTO esaminerà, come misura di difesa dell'ingegneria nazionale, l’utilità o meno
del servizio contrattato all’estero.
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6.4 Franchigia
In Brasile, il sistema della franchigia è regolato dalla legge n. 8955/94. L’Associazione
Brasiliana di Franchigia (A.B.F.) è l’ente che si occupa della franchigia attraverso
l’elaborazione di un codice di autoregolamentazione, il quale dà supporto al sistema
con un insieme di regole utili per l’installazione della franchigia.
La Legge 8955/94 disciplina le relazioni tra franchisor (affiliante - in portoghese
franqueador) e franchisee (affiliato – in portoghese franqueado), a partire dalle trattative
preliminari fino alla conclusione del contratto di franchigia e dispone anche sanzioni
nei casi di inottemperanza.
L’articolo 2 della citata legge specifica che il contratto di franchigia non crea alcun
vincolo di lavoro dipendente tra franchisor e franchisee o tra franchisor e i dipendenti
del franchisee.
L’articolo 3 della legge obbliga il franchisor a consegnare al potenziale franchisee
una Circolare con l’offerta di franchigia che dovrà contenere principalmente le seguenti
informazioni:

• una breve cronologia della società, forma societaria, nome completo e ragione
sociale del franchisor e di tutte le imprese alle quali sia direttamente legato;
• i bilanci e i prospetti finanziarie del franchisor relativi agli ultimi due esercizi;
• descrizione dettagliata della franchigia, del commercio e delle attività che saranno
svolte dal franchisee;
• descrizione dettagliata dell’investimento iniziale necessario all’installazione della
franchigia, tasse di cauzione e anche montante e costi stimati delle strutture, macchinari
e approvvigionamenti iniziali di merci.

Tale circolare dovrà essere consegnata al potenziale franchisee 10 giorni prima della
firma del contratto o pre-contratto di franchigia o anche del pagamento di qualsiasi
tipo di tassa da parte del franchisee (art. 4).

Non sarà necessario il pagamento dell’ISS (imposta sui servizi) per le operazioni di
franchigia.
È necessaria l’approvazione del contratto presso l’INPI, secondo quanto stabilito
dall’atto normativo 135/97 dello stesso INPI e, nel caso in cui il franchisee sia straniero,
sarà necessaria la registrazione presso la Banca Centrale del Brasile allo scopo di
permettere la rimessa dei pagamenti previsti dal contratto e la deduzione fiscale delle
rimesse dei pagamenti contrattati.

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7. SISTEMA FISCALE
L’articolo 145 della Costituzione Federale brasiliana attribuisce al Governo Federale,
agli Stati, al Distretto Federale e ai Comuni il potere di istituire tributi. Questi sono
suddivisi in imposte, tasse e contributi di miglioramento.
Compete al Governo Federale istituire imposte sul reddito delle persone giuridiche
(IR), imposte sui beni di produzione industriale (IPI), imposte sulle operazioni finanziarie
(IOF).
Dal 1996, la legislazione tributaria è stata modificata e le persone giuridiche sono
tassate in base al principio di universalità e non più in base al principio di territorialità.
In Brasile, per quanto riguarda l’imposta sul reddito della persona giuridica (IRPJ), si
adottava il principio di territorialità, secondo il quale erano soggetti a tributi soltanto i
redditi prodotti sul territorio brasiliano. Così, stabiliva l’articolo 337 del Regolamento
di imposta sul reddito del 1994:
art. 337 – il profitto proveniente dalle attività esercitate in parte nel Paese e in parte
all’estero sarà tributato solamente per la parte prodotta nel Paese.
Grazie alla Legge 9249/95, a partire dal 1996, la totalità degli utili, redditi e guadagni
di filiali, succursali prodotti all’estero, saranno tributate con IRPJ a carico della sede
dell’impresa in Brasile.

7.1 IR (Imposta sul reddito)


L’imposta sul reddito ricade su persone fisiche, nazionali o straniere, in relazione al
reddito e agli aumenti patrimoniali (in ragione del 15% o 27,5% dipendendo dal livello
di reddito), o su persone giuridiche (IRPJ), in relazione ai guadagni di capitale percepiti
in Brasile o all’estero.
Per quanto concerne le persone giuridiche non vi è disparità di trattamento
fiscale tra società a capitale brasiliano e società a capitale straniero. Le succursali di
società straniere in Brasile sono sottoposte alla stessa tassazione (IRPJ) prevista per le
società locali. Gli utili delle succursali sono considerati direttamente a disposizione
delle sedi centrali, a prescindere dal loro effettivo trasferimento all’estero.
Le holdings sono sottoposte al regime tributario applicabile alle comuni persone
giuridiche. Tuttavia l’imposta sul reddito è applicata soltanto sull’utile diretto ottenuto
dalla holding, incidendo sul reddito indiretto delle società facenti parte della stessa holding.
L’imposta sul reddito delle persone giuridiche è calcolata con un’aliquota del 15%
sul reddito dichiarato nel periodo fiscale di riferimento; vi è poi una addizionale di
imposta del 10% sull’eccedenza di R$ 20.000,00 al mese (art.3 - L. 9249/95).

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7.2 IPI (Imposta sui Beni di Produzione Industriale)
L’IPI incide sulla produzione industriale di beni, nonché sull’importazione di beni
industriali. Il versamento dell’IPI sulle materie prime, prodotti semilavorati e materiali
d’imballaggio può essere utilizzato come credito fiscale.
Le aliquote che incidono sul valore delle operazioni dalle quali deriva l’uscita di
merci variano secondo la natura del prodotto (in media 10%). L’aliquota più alta tocca
i prodotti ritenuti non essenziali, ossia sigarette, bibite, cosmetici, ecc. Questa imposta
non incide sulle operazioni di esportazione.

7.3 IOF (Imposta sulle operazioni finanziarie)


L’imposta sulle operazioni finanziarie varia a seconda della natura delle operazioni
realizzate.
Essa è dovuta per operazioni di credito erogate da istituzioni finanziarie, operazioni
di cambio, operazioni di valori mobiliari, nelle ipotesi di intervento di istituzioni
autorizzate ad operare sul mercato di titoli e valori, finanziamenti.

7.4 ICMS (Imposta sulla Circolazione delle Merci e sulla Fornitura di Servizi)
La principale imposta istituita dallo Stato è l’ICMS che incide sulle operazioni relative
alla circolazione delle merci e sulla prestazione di servizi di trasporto tra stati e tra
comuni e di comunicazione. È una tassa simile all’IVA. Essa è imponibile su tutte le
tappe della commercializzazione e trasporto dei prodotti, dalla vendita eseguita dal
fabbricante fino al commerciante finale.
Le sue aliquote oscillano dal 7% al 25%, mantenendo una media pari al 17,5%;
nelle operazioni tra stati sono applicate aliquote che vanno dal 7% al 12%, dipendendo
dalla destinazione e non è imponibile sulle operazioni di esportazione.

7.5 ISS (Imposta sui Servizi)


Tra le imposte istituite dai Comuni e dal Distretto Federale vi è l’Imposta sui Servizi
che si applica su qualsiasi tipo di servizio fornito da una società o da un libero
professionista. L’aliquota varia dallo 0,25 al 5% dipendendo dalla natura del servizio,
ma di regola l’aliquota applicata è del 5%.

7.6 Contributi
Il governo può istituire contributi sociali per il finanziamento della sicurezza sociale.
Uno di questi è il Contributo Sociale sul Profitto delle persone giuridiche (CSL);

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tale contributo è calcolato sugli utili lordi dichiarati ai fini dell’imposta sui redditi.
L’aliquota, oggi, è pari all’9%.
La Legge 9718/98 ha inoltre stabilito che, dal 1 febbraio del 1999, tutte le società
operanti in Brasile siano tenute al pagamento del contributo per il Programma di
Integrazione Sociale (PIS), la formazione del Patrimonio Pubblico (PASEP), nonché al
pagamento del Contributo per il Finanziamento della Sicurezza Sociale (COFINS). La
base imponibile per il calcolo dei suddetti contributi sociali, a decorrere dal 10 febbraio
1999, è il fatturato della società.
Nel 2000, è stata creata una nuova tipologia di tributo il CIDE (Contributo di
Intervento sul Dominio Economico). Si applica alle persone giuridiche brasiliane che
hanno delle attività correlate a conoscenze tecnologiche, servizi tecnici ed assistenza
tecnica, servizi amministrativi. Tale contributo grava su ogni forma di pagamento
all’estero con un’aliquota fissa del 10%.
Il Decreto Legge n. 164/2004 ha previsto nuovi tributi denominati COFINS-
importazione e PIS/PASEP-importazione, a decorrere dal maggio 2004.

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8. LEGISLAZIONE ANTITRUST
La legislazione antitrust, destinata a ridurre l’azione monopolista di determinate
imprese e a combattere forme di concentrazione di imprese (trustes), in Brasile è
rappresentata dalla Legge n.8884/1994. Questa legge stabilisce la prevenzione e la
repressione delle infrazioni contro l’ordine economico, la libera concorrenza, la funzione
sociale della proprietà, la difesa dei consumatori e la repressione dell’abuso del potere
economico.
Il Consiglio Amministrativo di Difesa Economica (CADE), ente del Ministero
della Giustizia, compie indagini su eventuali irregolarità nel settore e avvia le relative
procedure amministrative che si estendono agli atti realizzati all’estero con effetti in
Brasile o a imprese straniere che abbiano rappresentanti in Brasile.
Allo scopo di evitare comportamenti lesivi della concorrenza devono essere sottoposti
all’autorizzazione preventiva del CADE, atti come fusione, incorporazione, acquisto di
società o qualsiasi altro tipo di raggruppamento societario, nelle ipotesi in cui la società,
o il gruppo risultante da queste operazioni, abbia il controllo di almeno il 20% del
mercato preso in considerazione, nonché nelle ipotesi in cui una qualsiasi delle parti
interessate abbia dichiarato un fatturato lordo annuo superiore a 250 milioni di US$,
secondo i dati dell’ultimo bilancio.
Il CADE è coadiuvato dalla Segreteria di Diritto Economico (SDE) che
accompagna permanentemente le attività e le operazioni commerciali delle persone
fisiche e giuridiche per prevenire infrazioni di ordine economico, potendo anche
richiedere informazioni o documenti quando necessario. Le principali infrazioni di
ordine economico sono:

• limitare, falsificare o danneggiare la libera concorrenza o la libera iniziativa;


• aumentare arbitrariamente gli utili;
• esercitare abusivamente il potere economico.

Sono altresì contrari al sistema legale vigente, gli accordi sui prezzi tra concorrenti
(cartelli), la divisione dei mercati, limitare o impedire l’accesso di nuove imprese nel
mercato, effettuare vendite a prezzo sottocosto con la finalità di eliminare concorrenti
per guadagnare maggiori aree di mercato (dumping), la ritenzione di beni e l’imposizione
di prezzi eccessivi.

Violare la legge antitrust sottomette i responsabili alle seguenti pene:

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• nel caso di impresa, multa del 30% del valore del fatturato lordo dell’ultimo
esercizio, escluse le imposte;
• nel caso in cui l’amministratore venga considerato diretta o indirettamente
responsabile per l’infrazione, questi sarà soggetto ad una multa dal 10 al 50% del valore
della multa applicabile all’impresa.

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9. LEGISLAZIONE DEL LAVORO
STRANIERO IN BRASILE
Il Ministero del Lavoro, attraverso il Consiglio Generale di Immigrazione, è
responsabile per il rilascio del permesso di soggiorno a stranieri che intendano svolgere
un’attività lavorativa remunerata in Brasile. La legge 6815/80 regola l’entrata e la
permanenza di stranieri in Brasile e prevede vari tipi di visti, non tutti permettono agli
stranieri di poter svolgere un’attività lavorativa, in relazione alla situazione specifica e
al motivo della permanenza nel Paese. Essi sono:

• visto di transito;
• visto di turismo;
• visto temporaneo;
• visto permanente;
• visto cortesia;
• visto ufficiale;
• visto diplomatico.

Le condizioni per il rilascio del visto sono stabilite dalla legge e prevale sempre
l’interesse nazionale. I Permessi di soggiorno da analizzare sono quelli maggiormente
utilizzati per entrare in Brasile e sono i visti turismo, temporaneo e permanente.

9.1 Visto per Viaggi di Affari a Breve Termine e Turisti


Questo tipo di visto è rilasciato a coloro che soggiornano in Brasile per svolgere
affari di breve durata o per fini turistici. Le persone che entrano in Brasile con queste
finalità in nessun caso possono prestare alcun tipo di servizio o assistenza tecnica, né
possono ricevere alcun tipo di remunerazione in Brasile. Il visto per viaggio di affari
può essere ottenuto presso il Consolato brasiliano, competente per territorio. Il visto
per viaggi di affari di breve durata consente allo straniero di partecipare a riunioni,
conferenze, fiere e seminari, visitare potenziali clienti, realizzare ricerche di mercato o
attività similari, ma come sopra accennato, non consente di prestare attività lavorativa,
sotto pena di multa per l’impresa che ha richiesto il visto, così come il rimpatrio dello
straniero.
Nel caso di permesso di soggiorno turistico è necessario, in genere, mostrare il
biglietto di andata e ritorno e comprovare la propria capacità finanziaria per potersi
mantenere durante il periodo di visita. Questo tipo di visto è concesso per un periodo

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massimo di 90 giorni consecutivi a partire dalla data del primo ingresso in Brasile. Può
essere concessa una proroga, per un massimo di altri 90 giorni, da parte delle autorità
addette all’immigrazione in Brasile, prima che il visto sia scaduto. In ogni caso, lo straniero
non potrà rimanere nel Paese per più di 180 giorni, in un periodo di 365 giorni
consecutivi.

9.2 Visto Temporaneo di Lavoro


Per chi va in Brasile per motivi di lavoro temporaneo sono previsti vari tipi di visto
in relazione a ciascuna situazione specifica. I visti applicabili alle situazioni più comuni
sono i seguenti:

1. Professionisti con contratto di lavoro con un’impresa brasiliana: è applicabile


a persone che abbiano un contratto di lavoro temporaneo con un’impresa brasiliana,
ricoprendo incarichi che esigono conoscenze e Know-How specializzati non esistenti in
Brasile. Il permesso di soggiorno può essere concesso, inizialmente, per un periodo non
superiore a due anni, potendo essere prorogato per un massimo di altri due anni.

2. Tecnici senza vincolo lavorativo: si applica a stranieri che si recano in Brasile


per prestare servizio di assistenza tecnica o trasferimento di tecnologia sulla base di un
accordo o contratto di prestazioni di servizi tecnici o trasferimento di tecnologia firmato
tra l’impresa brasiliana e quella straniera. Il contratto dovrà essere registrato presso l’Istituto
Nazionale della Proprietà Industriale (INPI) prima di protocollare la richiesta di visto. In
questo caso, gli stranieri non hanno vincolo lavorativo con l’impresa brasiliana e dovranno
ricevere la remunerazione interamente dalla sede estera dell’impresa. Il visto può essere
concesso per un periodo di 2 anni, nel caso di trasferimento di tecnologia, o per un anno
nel caso di assistenza tecnica, potendo essere rinnovato per un uguale periodo.

3. Artisti e sportivi: dovrà essere sottoposta all’attenzione del Ministero del Lavoro
in Brasile attraverso l’organizzazione brasiliana che sta promuovendo l’evento per il
quale sono stati sollecitati i servizi dello straniero.

4. Giornalista straniero: è destinato a giornalisti stranieri che lavorano


temporaneamente in Brasile come corrispondenti dell’impresa di comunicazione straniera
che darà supporto alla richiesta di visto. Il candidato non potrà ricevere il proprio
stipendio dall’impresa brasiliana.

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5. Scienziati e ricercatori: è indirizzato a tecnici scientifici, scienziati e ricercatori
che intendano realizzare attività in scuole o università brasiliane, pubbliche o private o
in istituti di ricerca.

6. Assistenza sociale: può essere concesso per un periodo di massimo due anni
a stranieri che si rechino in Brasile per prestare servizi religiosi o di assistenza sociale
come volontari. Lo straniero non potrà ricevere remunerazione da enti brasiliani per il
lavoro volontario prestato in Brasile.

In tutti i casi sopra descritti, ad eccezione del visto per corrispondenti e volontari
per servizi religiosi o di assistenza sociale, è necessaria un’Autorizzazione al Lavoro da
parte delle autorità brasiliane. Si tratta di un atto amministrativo che rientra nelle
competenze del Ministero del Lavoro.

9.3 Altri Tipi di Visto Temporaneo


Esistono altri tipi di visto che si applicano a stranieri che si rechino in Brasile per
fini diversi dal lavoro. In questo caso, gli stranieri non potranno lavorare né ricevere
nessuna remunerazione da fonte brasiliana.
Ecco le principali caratteristiche dei visti più utilizzati.

1. Missioni di studio e religiose: concesso a religiosi con missioni specifiche in


Brasile per un periodo non superiore a un anno.
2. Studente: può essere ottenuto presso il Consolato brasiliano competente per
territorio. Gli Studenti stranieri in programma di interscambio devono presentare
documenti scolastici e documenti relativi al programma di interscambio.
3. Tirocinante: destinato a stranieri che intendano recarsi in Brasile per svolgere
programmi di tirocinio per un periodo di 12 mesi dopo la laurea, senza che sussista un
rapporto di lavoro con ente brasiliano. È necessaria la presentazione del certificato di
laurea e dimostrare che qualsiasi tipo di remunerazione sarà pagata esclusivamente da
fonte esterna al Brasile.
4. Programma di stage: destinato a stranieri ammessi a programmi di stage,
compresi impiegati in compagnie straniere con filiali nel Paese senza alcuna relazione
di lavoro con enti brasiliani. È necessaria la formalizzazione dei termini del compromesso
tra l’istituzione brasiliana, lo stagista e l’ente che controlla il programma. Questo visto
può durare, al massimo, 1 anno.
5. Cure mediche: disponibile per stranieri che intendano recarsi in Brasile per

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effettuare cure mediche. Per la concessione del visto è necessaria la prescrizione medica
e dare prova di possedere i mezzi finanziari per sostenere le cure.

9.4 Visto di Lavoro Permanente


Il visto di lavoro permanente può essere emesso essenzialmente in tre casi: relazione
familiare con un cittadino brasiliano (matrimonio, figli); pensione; incarichi di
rappresentanza o amministrazione di imprese straniere.

1. Relazione familiare: nel caso in cui lo straniero sia sposato con un cittadino
brasiliano o abbia figli brasiliani, potrà richiedere il visto permanente al Consolato
brasiliano all’estero, prima di recarsi in Brasile, o richiederlo al Ministero di Giustizia
nel caso si trovi già in Brasile. In questo caso, il candidato può essere autorizzato a
lavorare sul territorio nazionale.
2. Pensione: il visto permanente può essere concesso a stranieri che siano in pen-
sione nel Paese di origine e vogliano trasferire la propria residenza in Brasile. Lo straniero
dovrà comprovare di avere la possibilità di trasferire almeno US$ 2.000.00 al mese.
3. Direttori o imprenditori stranieri: nel caso in cui uno straniero, amministratore,
gestore, direttore esecutivo con poteri di gestione si rechi in Brasile per rappresentare
una Società avrà diritto ad ottenere un visto permanente. In questo caso la società civile
o commerciale brasiliana dovrà comprovare l’investimento in valuta, il trasferimento di
tecnologia o di altri beni di capitale di valore uguale o superiore a US$ 50.000 o equi-
valente in altra valuta; generare almeno 10 nuovi posti di lavoro durante i due anni
successivi all’installazione dell’impresa o entrata dell’amministratore, gestore, direttore,
ecc.; oppure comprovare un investimento in valuta uguale o superiore a US$ 200.000,
o equivalente in altra valuta, attraverso la presentazione del contratto di cambio emesso
dalla banca che riceve l’investimento (Risoluzione normativa n. 62, dell´8 dicembre del
2004 del Consiglio Nazionale dell’Immigrazione - Ministero del Lavoro).
Nel caso di imprenditori stranieri – persone fisiche – che pretendano rimanere in
Brasile allo scopo di investire risorse proprie, di origine esterna, in attività produttive, il
rilascio del visto è condizionato alla prova di un investimento di un valore uguale o
superiore a US$ 50.000,00. Eccezionalmente il Consiglio Nazionale di Immigrazione
può autorizzare il rilascio del visto permanente nel caso in cui il progetto di investi-
mento contempli almeno 10 nuovi posti di lavoro. Mediante comprovante di assunzione
di manodopera brasiliana per un periodo di 5 anni, anche se il valore dell’investimento
sia inferiore a quanto stabilito in precedenza (Risoluzione Normativa n. 60, del 6 ottobre
2004, del Ministero del Lavoro).

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10. CONTRATTI
La legge brasiliana in materia di contratti si orienta, come in Italia, sul principio di
autonomia contrattuale (il contratto è legge tra le parti) in relazione al contenuto del
contratto e in relazione alla legge che regolerà il contratto stesso. Tuttavia, la legge
straniera non sarà applicabile nell’ipotesi in cui la stessa sia in contrasto con l’ordine
pubblico oppure contro le regole del buon costume brasiliano. Nei casi in cui non
venga scelta dalle parti la legge applicabile ai contratti, verrà applicata la legge del Paese
in cui il contratto sarà realizzato.
Contenziosi relativi ai beni sono regolati dalla legge locale del Paese nel quale si
trovano i beni stessi (lex situs), fatta eccezione per i beni mobili che il proprietario
porta con sé.
Le procedure per l’acquisto e per la costituzione di ipoteca sono regolate dalla legge
del Paese dove i beni sono stati registrati.

10.1 Contratto di Vendita Internazionale


Nel caso in cui le parti non abbiano deciso quale legge applicare al contratto di
vendita internazionale, o non abbiano disciplinato in maniera specifica i loro rapporti,
si applicheranno le regole dettate dalla Convenzione internazionale di Vienna del 1980
sulla vendita internazionale, ratificata sia dall’Italia che dal Brasile, che disciplina in
maniera specifica alcuni aspetti essenziali del contratto.

10.2 Contratto di Rappresentanza Commerciale


La rappresentanza commerciale in Brasile è regolata dalla Legge n. 4886/1965, dalla
Legge 8420/1992 e dal Codice Civile negli articoli 710 e ss, nel quale è denominata
contratto di agenzia.
L’articolo 710 C.C. definisce la rappresentanza commerciale come un contratto,
secondo il quale una persona assume con carattere non eventuale e senza vincoli di
dipendenza, l’obbligo di promuovere, per conto di un’altra, mediante retribuzione, la
realizzazione di affari in una zona determinata. Può essere nominato agente sia una
persona fisica, sia una persona giuridica.
Il rappresentante commerciale è obbligato a registrarsi presso il Consiglio dei
Rappresentanti Commerciali dello Stato nel quale eserciti le attività. Secondo l’articolo
27, della Legge 8420/92, il contratto richiede la forma scritta ad substantiam e deve
contenere obbligatoriamente almeno le seguenti indicazioni:

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• condizioni e requisiti generali della rappresentanza commerciale;
• indicazione generica o specifica dei prodotti o articoli oggetto del contratto;
• durata del contratto (a tempo determinato o indeterminato);
• indicazione dell’area o delle aree in cui la rappresentanza sarà effettuata, come
pure il permesso o meno, per l’impresa rappresentata di realizzare vendite proprie
(dirette) nell’area o nelle aree indicate;
• esclusività o meno nelle aree di vendita;
• remunerazione dell’agente per l’effettiva conclusione dell’operazione di vendita;
• il valore dell’indennità di cessazione del contratto, in caso di recesso senza giusta
causa, che non potrà essere inferiore all’8,3% del totale delle provvigioni maturate dal
rappresentante durante la vigenza del rapporto.

10.3 Contratto di Distribuzione


Con questo contratto, il distributore si impegna ad acquistare e rivendere, con
carattere di continuità, i prodotti del fornitore in una determinata zona (articolo 710,
C.C.). Segue le stesse regole del contratto di agenzia. Nulla vieta alle parti di stipulare la
risoluzione del contratto qualora non sia stato raggiunto un determinato target minimo
di vendite.

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11. TRATTATI INTERNAZIONALI –
MERCOSUR
Il Brasile è membro dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio), che ha
sostituito il GATT (General Agreement on Tarifs and Trade), attraverso l’accordo di
Marrakesh, nel 1995. È membro fondatore e azionista del Banco Interamericano di
Sviluppo – BID - il quale ha firmato trattati bilaterali, con la Comunità Europea nel
1994.

11.1 Mercosur
Tra gli accordi commerciali più importanti vi è il trattato istitutivo del Mercosur
(Mercado Comum do Cone Sul), firmato il 26 marzo del 1991 ad Assunzione, in
Paraguay. Dopo si sono associati anche Cile, Peru e Bolivia. Lo scopo era quello di
creare un mercato comune tra Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay e tra i membri
associati Bolivia, Cile, Peru.

Gli obiettivi del Mercosur sono:


• la libera circolazione di beni, servizi, capitali, mano d’opera, tra le nazioni
partecipanti, attraverso l’eliminazione di barriere doganali;
• la creazione di una Tariffa Esterna Comune (TEC);
• la coordinazione di politiche macroeconomiche settoriali tra i paesi membri;
• l’impegno degli stati membri ad armonizzare le proprie legislazioni allo scopo di
completare il processo di integrazione.

Dal 1° gennaio 1995, con l’introduzione della Tariffa Esterna Comune (TEC) il
Mercosur ha avviato il processo di costituzione di una vera e propria unione doganale,
senza più barriere tariffarie tra i paesi partecipanti. La maggioranza dei prodotti
commercializzati tra i 4 paesi fondatori del Mercosur non sono soggetti alle tasse doganali.
La TEC varia dallo 0% al 20% e incide sulla maggioranza dei prodotti importati dal
Mercosur da paesi non membri, con eccezione di quei prodotti definiti “sensibili”, come
beni di capitale, informatica e telecomunicazioni.

Secondo il protocollo firmato nella città di Ouro Preto, nel 1994, il Mercosur è
strutturato nel seguente modo:

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1. Consiglio del Mercato Comune – organo decisionale massimo, composto dai
Ministri delle Relazioni Estere e, due volte all’anno, anche dai Presidenti della Repubblica
dei Paesi membri.
2. Gruppo del Mercato Comune – principale organo esecutivo e di trattative del
Mercosur.
3. Commissione di Commercio – organo tecnico incaricato di amministrare gli
strumenti della politica commerciale comune.
4. Commissione Parlamentare Congiunta – è composta da 16 parlamentari di ciascun
Paese; ha la funzione di accelerare i procedimenti legislativi necessari per far entrare in
vigore in ciascun Paese le norme del Mercosur e coadiuvare il processo di armonizzazione
delle legislazioni.
5. Foro Consultivo Economico e Sociale – riunisce rappresentanti delle categorie
imprenditoriali e sindacali ed anche istituzioni della società civile, per la discussione di
temi vincolati al Mercosur e la formulazione di proposte specifiche.
Il Mercosur è dotato di personalità giuridica internazionale, il Consiglio del Mercato
Comune può firmare accordi con altri paesi in nome del Mercosur, il che è stato fatto
con Cile, Bolivia e Unione Europea.

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12. DUMPING
Dumping è un termine utilizzato nel commercio internazionale per indicare quel
fenomeno che si verifica quando un Paese esporta un proprio prodotto ad un prezzo
inferiore a quello che avrebbe avuto se fosse stato venduto nel mercato interno del
Paese esportatore. La legislazione antidumping adottata in Brasile si basa su alcune
norme del GATT – General Agreement on Tarifs and Trade - art. VI e sul codice
antidumping introdotto dal Decreto n. 1602/95.
Perché si concretizzi come pratica commerciale sleale, e quindi come atto illecito,
affinché questa differenza di prezzo sia condannabile, è necessario che causi danno o
minaccia di danno all’industria nazionale.

Gli elementi fondamentali del dumping sono:

1. prezzo di esportazione inferiore a quello praticato nel mercato interno;


2. esistenza di prodotto similare;
3. danno all’industria nazionale;
4. nesso di causalità tra il danno e la pratica di dumping.

Merita attenzione il requisito della “similarità” del prodotto.


I prodotti commercializzati dall’esportatore (nel proprio Paese e in Brasile) devono
essere similari anche con relazione al prodotto commercializzato dall’industria domestica.
Prodotto similare è inteso come prodotto identico, uguale sotto tutti gli aspetti al
prodotto in esame o altro prodotto che, anche se non esattamente uguale sotto tutti gli
aspetti, presenti caratteristiche molto vicine a quelle del prodotto considerato. È questa
la definizione data dall’Accordo Antidumping.
Ma, nella pratica, questa identità materiale richiesta dalla definizione legale è stata
sostituita dalla “somiglianza” delle caratteristiche economiche dei prodotti. In sostanza,
per l’accertamento circa l’esistenza del dumping è fondamentale il paragone tra i prezzi
del prodotto similare venduto nel mercato interno del Paese esportatore (valore normale)
e il prezzo di esportazione verso il Brasile.
Gli organi coinvolti nelle indagini antidumping in Brasile sono:

• Segreteria del Commercio Estero del Ministro dell’Industria e del Commercio e


del Turismo (SECEX): compete a questo organo attuare i principali elementi di politica
di commercio con l’estero;

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• Dipartimento di Difesa Commerciale (DECOM) si pronuncia sull’ammissibilità
della richiesta di apertura dell’indagine, della fase istruttoria, e dell’elaborazione di un
parere finale. Inoltre, raccomanda, con carattere non vincolante, l’eventuale imposizione
del diritto antidumping e suggerisce le misure da applicare.

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13. LEGISLAZIONE AMBIENTALE
La Costituzione Federale dedica un apposito capitolo alla protezione dell’ambiente
(Titolo VIII – Capitolo VI – art. 225). Tutti hanno diritto ad un ambiente equilibrato,
bene di uso comune del popolo e essenziale per una qualità di vita salutare, imponendo
al Potere pubblico e alla collettività il dovere di difenderlo e preservarlo per le presenti
e future generazioni.

A tale scopo, la Costituzione indica le principali attività che il Potere Pubblico è


tenuto a svolgere:

• salvaguardia e recupero delle specie e degli ecosistemi;


• salvaguardia della varietà e integrità del patrimonio genetico;
• supervisione degli enti coinvolti nella ricerca e manipolazione genetica;
• educazione ambientale in tutti i livelli di istruzione e orientamento pubblico quanto
alla necessità di preservare l’ambiente;
• definizione delle aree territoriali che saranno protette in maniera speciale;
• esigenza di studi di impatto ambientale per l’installazione di qualsiasi attività che
possa causare ogni significativa degradazione all’equilibrio ecologico;
• proteggere la flora e la fauna, essendo vietate dalla legge le pratiche che mettano
in rischio la funzione ecologica, provochino l’estinzione della specie o sottomettano gli
animali a crudeltà.

La condotta considerata lesiva per l’ambiente esporrà i trasgressori a sanzioni penali e


amministrative, indipendentemente dalla riparazione del danno (paragrafo III, articolo 225).

L’articolo 23 della Costituzione attribuisce all’Unione, agli Stati, al Distretto Federale


e ai Comuni il compito di proteggere l’ambiente e combattere l’inquinamento in tutte le
sue forme.
La principale legge che regola la materia ambientale è la Legge 6398/1981. È
necessaria, secondo quanto previsto dalla Costituzione Federale, una previa licenza
dell’organo ambientale statale per la costruzione, installazione, ampliamento e
funzionamento di qualsiasi stabilimento che utilizzi risorse ambientali o che risulti
effettivamente o potenzialmente inquinante. In alcuni casi, il procedimento deve essere
sottomesso all’approvazione dell’organo ambientale federale, l’Istituto Brasiliano per
l’Ambiente e le risorse naturali rinnovabili (IBAMA). Per gli stessi progetti o attività
considerate effettiva o potenzialmente inquinanti si richiede la realizzazione di uno

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studio previo di impatto ambientale (EIA), oltre alla Relazione di Impatto Ambientale,
queste attività dovranno ottenere le seguenti licenze:

• licenza previa (LP) – nella fase preliminare del progetto, stabilisce i requisiti base
da rispettare nelle fasi successive;
• licenza di installazione (LI) – autorizza l’inizio dell’installazione dell’impresa;
• licenza di operazione (LO) – autorizza l’inizio dell’attività autorizzata.

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14. DIRITTI DEL CONSUMATORE
Il codice di difesa dei consumatori (legge 8079/90), detta le regole a tutela e difesa
dei consumatori. La normativa è ritenuta inderogabile dalle parti perché di ordine
pubblico e di interesse sociale. Disciplina la relazione del cliente/consumatore con
industria, commercio, prestatori di servizio, agenti e importatori. È l’Istituto Brasiliano
di Difesa del Consumatore (IDEC), organizzazione non governativa, senza scopo di
lucro, che si occupa di difendere e orientare il consumatore. Per tutelare appieno i
diritti del consumatore, la legge brasiliana determina i procedimenti necessari che vanno
dal progetto alla immissione di un prodotto sul mercato. Si sottolinea, inoltre, che i
suddetti diritti sono riconosciuti mondialmente dall’ONU.

I fondamentali diritti del consumatore sono:


• Diritto alla sicurezza: garanzia contro prodotti o servizi che possano essere
pericolosi per la vita o la salute;
• Diritto di scelta: possibilità di scegliere tra vari prodotti o servizi con qualità
soddisfacente e prezzi competitivi;
• Diritto di essere ascoltato: gli interessi dei consumatori devono essere presi in
considerazione dai governi nella programmazione e esecuzione della politica economica;
• Diritto all’indennizzo: diritto a riparazione finanziaria per danni causati da
prodotti o servizi;
• Diritto all’educazione per il consumo: devono essere offerti al cittadino i
mezzi necessari affinché eserciti coscientemente le proprie funzioni nel mercato;
• Diritto ad un ambiente salutare: difesa dell’equilibrio ecologico per migliorare
la qualità di vita nel presente e salvaguardarla per il futuro;
• Diritto all’informazione: conoscenza di dati indispensabili su prodotti e servizi,
per una decisione cosciente.

Il fabbricante, il produttore, il costruttore, nazionale o straniero e l’importatore


rispondono della riparazione dei danni causati al consumatore per difetti incontrati nel
progetto, fabbricazione, montaggio o confezione dei propri prodotti, indipendentemente
dal fatto di essere o meno colpevoli.
Essi sono responsabili anche per insufficienti o inadeguate informazioni sull’utilizzazione
e rischi del prodotto. Il diritto di reclamo è valido per 30 giorni, se si tratta di fornitura o
servizio di prodotti non durevoli, e 90 giorni nel caso di prodotti durevoli. Validità contata a
partire dal momento della consegna del prodotto o del termine di esecuzione dei servizi.
La pubblicità del prodotto o servizio offerto non deve essere ingannevole né abusiva

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15. ARBITRATO INTERNAZIONALE
L’arbitrato, come in Italia, consiste in un esercizio privato della giurisdizione. Le
controversie nate da relazioni contrattuali patrimoniali sono giudicate da un ente privato
(arbitro) che sostituisce la figura del giudice ordinario.
In Brasile, l’arbitrato è stato riconosciuto legislativamente fin dall’epoca coloniale,
ma è la Legge 9307/96 (LA) ad introdurre sostanziali differenze alla disciplina dell’istituto.
Le parti, in caso di controversia, possono decidere di demandarne la risoluzione a
degli arbitri. Questi pronunceranno una decisione (lodo arbitrale) che avrà la stessa
efficacia di una sentenza. Possono formare oggetto di arbitrato solo le controversie
relative a diritti patrimoniali disponibili.
Le parti possono ricorrere a tale strumento di risoluzione delle controversie o
attraverso la clausola compromissoria o attraverso il compromesso arbitrale. Tale clausola
è inserita all’interno del contratto, con la quale le parti stabiliscono che ogni eventuale
controversia sarà decisa da arbitri. Potrà anche essere vuota, se non contiene gli elementi
per istituire e disciplinare l’arbitrato, o piena se, viceversa, indicherà le regole da seguire.
Il compromesso arbitrale, invece, è un accordo che interviene nella fase successiva
all’insorgere della controversia attraverso il quale le parti decidono di devolverla a degli
arbitri.
L’arbitrato internazionale si caratterizza per il fatto che la decisione degli arbitri
(lodo) è pronunciata in uno Stato estero. In questo caso, il lodo straniero dovrà essere
omologato dal tribunale nazionale competente ( cfr. par. 15.1).
Nei contratti internazionali è conveniente utilizzare l’arbitrato per la risoluzione
delle controversie. In tal modo, si eviterà qualsiasi tipo do conflitto di giurisdizione
concorrente tra tribunali nazionali e tribunali esteri (in questo caso brasiliani).
Oltre l’arbitrato, pur essendo relativamente costoso, è caratterizzato dalla semplicità
e dalla celerità del procedimento, fattori che possono quindi consentire di evitare le
lungaggini processuali caratteristiche tanto del sistema giudiziario italiano quanto
brasiliano.
Infine, gli arbitri scelti sono professionisti specializzati sulle materie oggetto del
contendere, anche se non laureati in giurisprudenza. Ciò permette una decisione più
rapida, senza necessità di appellarsi a consulenti tecnici o periti, e più tecnica.

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16. SENTENZE ARBITRALI STRANIERE
Il Brasile ha ratificato il protocollo di Ginevra sulle clausole di arbitrato del 1923,
così come la Convenzione di New York del 1958, per il riconoscimento e l’esecuzione
delle sentenze straniere. Affinché una sentenza arbitrale sia riconosciuta in Brasile, è
necessaria l’omologazione del Superiore Tribunale di Giustizia (STJ).
Conforme a quanto stabilito dalla legge sull’arbitrato, l’omologazione della sentenza
straniera arbitrale seguirà le stesse regole del Codice di Procedura Civile o di regolamento
interno dello STJ, relative all’omologazione della sentenza straniera. Una volta omologata
dal STJ, la sentenza arbitrale straniera assumerà la condizione di titolo esecutivo
giudiziale.

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17. SENTENZE GIUDIZIALI STRANIERE
Le sentenze straniere possono essere riconosciute e eseguite in Brasile, senza necessità
di reciprocità con il Paese di origine, o di convenzione internazionale tra questi, e il
Brasile. Ma per avere efficacia sul territorio brasiliano la sentenza è soggetta
all’omologazione da parte del Superiore Tribunale de Giustizia (STJ), secondo quanto
disposto dall’articolo 105 della Costituzione Federale.
Secondo la Legge di introduzione al Codice Civile, articolo 15, avrà esecuzione in
Brasile la sentenza proferita all’estero che riunisca i seguenti requisiti:

• sia stata pronunciata da un giudice competente;


• le parti siano state regolarmente citate e ne sia stata legalmente verificata la
contumacia;
• sia stata omologata e dotata delle formalità necessarie per l’esecuzione nel luogo
dove fu pronunciata;
• sia stata tradotta da interprete autorizzato;
• sia stata omologata dal Superiore Tribunale di Giustizia.

Non hanno bisogno di omologazione le sentenze meramente dichiarative di stato di


persone.
In nessun caso, le sentenze straniere avranno efficacia in Brasile se offendono la
sovranità nazionale, l’ordine pubblico e il buon costume (art.17, Legge di introduzione
al Codice Civile).

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FONTI
• ADVOGADOS ASSOCIADOS, Finkelstein, Aloia, Buccioli e; GUASPARI
ADVOGADOS, Gilberto Paz. Investimenti stranieri in Brasile. Adiuncta S.p.A.: 1997.

• COELHO, Fábio Uchoa. Curso de direito comercial. São Paulo: Saraiva, 2002.
Volume 2. 5. ed. rev. e atualizada de acordo com o novo Código Civil e alterações
da LSA.

• UFFICIO COMMERCIALE DELL’AMBASCIATA D’ITALIA. Brasile: manuale per


l’operatore italiano. 2004.

• Agenda business Atlas, 2005;

• Ambasciata del Brasile a Roma: http://www.ambasciatadelbrasile.it/ ;


• Consolato Brasiliano a Roma: www.consbrasroma.it ;
• Consolato Brasiliano a Milano: http://www.consbrasmilao.it ;

• Codice Civile Brasiliano;


• Leggi e normative reperite dai siti istituzionali del Brasile;

STATISTICHE ECONOMICHE RELATIVE AI CAPITOLI 1 E 2:

• Informazioni PIL 2003, 2004: http://www.ibge.gov.br/home/presidencia/noticias/


noticia_visualiza.php?id_noticia=321&id_pagina=1 ;

• Esportazioni: http://www.desenvolvimento.gov.br/arquivo/secex/balanca/
balComBrasileira/semanal/verCompacta2004.ppt#17 ;

• Riserve internazionali: http://www.bcb.gov.br/?RESERVA

• Flusso di investimenti (Investimenti stranieri):


http://www.bcb.gov.br/rex/IED/Port/Ingressos/planilhas/DivulgacaoPaises95-04.xls
• PIL del Rio Grande do Sul http://www.estado.rs.gov.br/welcome.php?inc=governo/
dados_estado.php&menu=9&submenu=11

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L´AUTORE
GILBERTO PAZ GUASPARI. Nato nella città di Porto Alegre, RS, Brasile.
Laureato in Giurisprudenza presso la UNIRITTER, Post Laureato in Diritto
Commerciale, presso la UFRGS - Università Federale del Rio Grande do Sul, con
specializzazione in Società Anonima.
Consulente Aziendale, Avvocato, Ricercatore, Conferenziere nel settore di commercio
internazionale e industriale.
Esperienza nel settore immobiliare, industriale, energetico, avendo lavorato con
imprese come la COEMSA, del Gruppo Italiano GIE e ANSALDO, ubicata nel Rio
Grande do Sul, Brasile, di proprietà di italiani privati e statali; Máquinas Condor,
attrezzature portuali.
Invitato dall’ICE – Istituto Commercio Estero Italiano, per organizzare la missione
imprenditoriale del Brasile in Italia, dal 1996 al 2000;
Vice Presidente Giuridico del Consiglio delle Camere di Commercio Estero nel Rio
Grande do Sul, dal 1996 al 2000.
Nominato dal Presidente della Regione Toscana (Giunta Regionale) come Membro
Effettivo della Consulta Regionale dei Toscani all’Estero (C.Re.T.E.), dal 1995 al
2000.
Eletto Presidente dell’Associazione Lucchesi nel Mondo – Porto Alegre, con sede in
Lucca – Itália, dal 1994 al 1997 e dal 1997 al 2000.
Associato alla Camera di Commercio Italiana – Rio Grande do Sul – Brasile, dal
1990.
Vice Presidente della Camera di Commercio Italiana nel Rio Grande do Sul.
Legale del Consolato Generale d’Italia nel Rio Grande do Sul.
Si dedica esclusivamente alla giurisprudenza, presso lo Studio Legale Gilberto
Guaspari - diritto imprenditoriale, con enfasi in diritto immobiliare, comprendendo
anche il campo dell’organizzazione giuridicofinanziaria di grandi organizzazioni
immobiliari e diritto processuale civile, a mezzo della Fondazione G&H Consultores
Ltda. Partecipa, inoltre, al Consiglio di grandi imprese.

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CON IL SOSTEGNO DI:

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