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CAPITOLO 1 GIORGIO ARMANI S.p.

A: dalla fondazione ad oggi

INTRODUZIONE
Con il presente lavoro ho cercato di porre a confronto due società aventi lo stesso core
business, ovvero due gruppi di fama prestigiosa e mondiale nell’ ideare, creare e distribuire
prodotti dell’ Alta Moda Made in Italy: Giorgio Armani S.p.A e Mariella Burani S.p.A.
Il riscontro avviene partendo dall’ analisi di bilancio delle due società; si tratta dunque di
una tesi in cui trovano applicazione le conoscenze ragionieristiche apprese durante il mio
corso di studi triennale. Un’ analisi a livello strutturale, finanziario ed economico che porta
a considerazioni riguardanti l’ elasticità, o al contrario la rigidità, strutturale delle società e
la capacità, o l’ incapacità, di generare reddito a livello di gestione operativa e globale.
Si tratta tuttavia di considerazioni che possono essere fatte e giustificate solo alla luce di
determinate scelte aziendali: con il Gruppo Armani ed il Gruppo Burani si prendono in
analisi due realtà differenti, quella di una società quasi interamente nelle mani del socio
fondatore Giorgio Armani e quella di una società che, con la quotazione in Borsa dal 2000,
ha optato per una ripartizione delle quote del proprio capitale tra un pubblico più o meno
vario.
Il mio orientamento verso queste affermate case dell’ Alta Moda piuttosto che altre è stato
dettato da diverse motivazioni. Per quanto riguarda Mariella Burani Fashion Group, si
tratta di una continuazione e di un approfondimento del lavoro effettuato durante il corso di
ragioneria, al termine del quale il bilancio dell’ esercizio 2002 di questa stessa società era
stato preso ad esempio per l’ applicazione dell’analisi di bilancio appena studiata. La mia
analisi a confronto viene invece effettuata sugli esercizi successivi 2003-2004, ovvero gli
ultimi due bilanci disponibili, approvati e pubblicati.
Per quanto concerne il Gruppo Armani, invece, la mia scelta è stata dettata da motivi
personali, di apprezzamento per uno stile minimal, ma non per questo non elegante e
raffinato; per un marchio che si è affermato tanto nella moda di lusso, quanto nello stile
casual e sportivo.
Si tratta inoltre di due società che, nonostante la crisi in cui versa l’ Alta Moda, hanno
continuato a creare abiti come se fossero opere d’ arte, senza porsi i limiti imposti dal
mercato. L’ apprezzamento del pubblico non è mancato e ciò ha permesso ad entrambe di
CAPITOLO 1 GIORGIO ARMANI S.p.A: dalla fondazione ad oggi

mantenere la loro posizione di prestigio e di proseguire con le loro scelte orientate alla
crescita e all’ espansione verso nuovi mercati internazionali.
Entrambi i Gruppi, infine, dimostrano un forte impegno culturale, rappresentando il nostro
paese non solo in passerella. Non si limitano esclusivamente all’ ideazione di linee
stilistiche da esibire nelle sfilate, bensì sono impegnati nell’organizzazione di eventi
italiani, ma a tutti gli effetti internazionali come partecipazione e rilevanza.
Giorgio Armani ha vestito il tricolore lo scorso 10 Febbraio 2006: 31 abiti ideati e firmati
dallo stilista, ispirati alla bandiera nazionale e portati dagli atleti e rappresentanti italiani
della serata che hanno sfilato durante la parata inaugurale dei ventesimi Giochi Olimpici
Invernali.
Mariella Burani Fashion Group, invece, si riconferma per la terza edizione sponsor
ufficiale della corsa “La Mille Miglia 2006”, uno degli eventi mondiali più attesi della
stagione sportiva. Per il Gruppo questo è una presenza ormai consolidata che lo vede
partecipe di una storica gara, che da tempo attrae persone di estrazione e culture diverse, in
uno dei più grandi eventi del mondo, dello sport e della cultura. Il Gruppo fornirà a tutti i
piloti, copiloti, commissari di gara e tecnici, accessori e abbigliamento sportivo.
La tesi si articola in cinque capitoli: il primo ed il terzo presentano la storia, l’ evoluzione, i
marchi e la struttura dei due Gruppi, il secondo ed il quarto riportano rispettivamente le
analisi di bilancio per indici di Giorgio Armani S.p.A e Mariella Burani S.p.A.
L’ ultimo capitolo, infine, pone a confronto i risultati ottenuti dalle analisi precedenti,
riportando un giudizio globale sull’ andamento economico attuale e sul trend previsto per
le due case stilistiche, in un futuro prossimo.
CAPITOLO 1 GIORGIO ARMANI S.p.A: dalla fondazione ad oggi

Capitolo 1

GIORGIO ARMANI S.P.A. :


DALLA FONDAZIONE AD OGGI
CAPITOLO 1 GIORGIO ARMANI S.p.A: dalla fondazione ad oggi

“Quando penso alla moda penso a qualche cosa che mi coinvolge naturalmente,
quando penso allo stile penso che sia il vero e unico lusso che ciascuno può
concedersi anche senza tanto denaro, quando penso all’ eleganza penso al
silenziatore che bisogna mettere all’ urlo del trend per conquistarla.

Sono pensieri sereni, perché tale è il mio rapporto con la moda, non da oggi il mio
nome e i miei marchi sono famosi nel mondo, ma dal primo giorno che l’ ho
incontrata sul mio percorso di formazione professionale. L’ approccio è sempre stato
pragmatico e in questo sono stato favorito dall’aver cominciato subito a lavorare per
la grande distribuzione e l’ industria. A questo punto sarebbe lecito pensare che per
Giorgio Armani la creatività sia secondaria…rispondo subito che è il mio pane
quotidiano condito con l’ olio dell’ impegno e il sale della saggezza! Ma quale
creatività amo nella moda? Quella credibile, quella che fa bene al fisico e allo spirito
delle donne e degli uomini che scelgono i miei vestiti, quella che non rimette in gioco
tutto ogni stagione ma che si evolve seguendo il filo del cambiamento sociale,
captando i segnali della modernità, quella che non è succube di remakers,
travestimenti, eccentricità e persino oltraggi al pudore.

I valori che porranno le fondamenta del nuovo secolo sono la semplicità, l’ espres-
sività, e soprattutto lo spazio per l’ interpretazione tra quelli che la moda la fanno e
quelli che la moda la indossano. E questo è il concetto che mi ha guidato e continua a
guardare la mia vita”.1

Giorgio Armani

1
Fonte: www.giorgioarmani.it, La moda secondo Giorgio Armani

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