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Breve presentazione

 
Mi chiamo Paolo e sono nato quarant' anni fa a Roma.
Fin da piccolissimo ha avuto la passione per tutto ciò che è elettrico e questo mi ha portato ad essere un appassionato
d'elettronica condizionando, inevitabilmente, i miei studi che, dopo il diploma di perito industriale, mi hanno portato a
lavorare come tecnico informatico presso una banca.
Negli anni ho scoperto altre passioni che ho cercato, e cerco, di coltivare.
Mi piace molto cucinare e per questo ho frequentato alcuni corsi presso le scuole della mia città; mi piace andare
sott'acqua e sciare e, non ultimo, ho una vera passione per gli orologi che, come posso, mi porta a fare qualche acquisto.
Purtroppo le mie finanze non mi hanno consentito, e non mi consentono, di poter acquistare orologi definibili "da sogno"
ma, col passare degli anni, ho potuto togliermi qualche sfizio acquistando, magari usato, qualche pezzo interessante. Tra
la mia piccola collezione ho qualche automatico e quindi, forte della mia passione per l'elettronica e ad una certa innata
"manualità", ho deciso di partecipare al vostro concorso anche se è da pochissimo che seguo la vostra eccellente rivista.
La realizzazione di questo rotore, ovviamente, ha richiesto il mio impegno per un certo periodo di tempo e perciò vorrei
approfittare per ringraziare mia moglie e mia figlia per la pazienza che hanno avuto; un ringraziamento speciale alla mia
amica Bibi che ha dovuto trovare del tempo per effettuare il decoupage sull'oggetto.
Infine un doveroso ringraziamento anche al mio amico Fabio che mi segue, ormai da una vita, in queste (ed in ben altre
altre) "peripezie" e che ha messo a mia disposizione la sua conoscenza per la realizzazione delle pagine che seguono.
A tutti il mio più sincero grazie per avermi consentito di realizzare questo progetto.

RICARICA OROLOGI AUTOMATICI


Progetto di un Rotore
L' idea è nata dalla pubblicità fatta dalla vostra MATERIALI
rivista e, soprattutto dal fatto che mi trovavo ad
avere un motore "adatto" e la voglia di avere un
rotore da poter utilizzare per i miei automatici. Ho
pensato di realizzare il supporto di legno e, con
l'aiuto dell'elettronica ho potuto realizzare una
macchina che funzioni secondo tre programmi
selezionabili, nel rispetto della regola che prevede
le 1800 rotazioni per la corretta ricarica di un
automatico.

I tre programmi prevedono le seguenti 3 rotazioni:

 alternata ad intervalli regolari nell'arco


delle 24 ore
 oraria
 antioraria.

Tengo a precisare che le dimensioni e le misure


sono tutte relative ai prodotti che ho trovato in
commercio e quindi, se qualcuno vorrà cimentarsi
nella costruzione, dovrà adattarli alle proprie
esigenze.
Partiamo con la parte meccanica.
I materiali sono quelli visibili in figura e sono:
 Un motoriduttore 12VCC 6 giri/min.
 Una puleggia di plastica o metallo (diametro circa 2 cm che si adatti, con il foro centrale, al pignone del motore)
 Una barretta rettangolare d'alluminio 120X10X20
 Una "rotella" 60x40 di legno (ricavata tagliando una "fetta" dello spessore di 40 mm da un profilo circolare)
 4 viti per il fissaggio su legno

PORTAOROLOGIO E BASE
Per prima cosa ho provveduto a ricavare la
"rotella" di legno tagliando una porzione da 40mm
di spessore da un bastone del diametro da 60mm,
poi ho provveduto a tagliarla trasversalmente in
modo da ottenere le due parti visibili in figura; il
taglio è stato fatto, partendo da un estremo, a circa
4 cm sul diametro della ruota. Ho così ottenuto le
due parti ed ho creato gli alloggiamenti, nel legno,
per la barretta e la puleggia come visibile in figura
(notare le asole create per portare "a filo" la
barretta nella parte superiore e la puleggia/barretta
in quella inferiore).

FORATURA E PIEGATURA BARRETTA

La barretta di supporto, in alluminio, è stata


piegata ad "L" con la parte piccola lunga circa 4
cm e l'ho a forata per consentirne il fissaggio sulle
due parti di legno e creare così il supporto
portaorologio.

In figura la parte superiore del supporto; qui verrà SUPPORTO PORTAOROLOGIO


inserito l'orologio per la rotazione. Con un po' di
cautela nell'avvitare le viti, al fine di evitare
spaccature nel legno, ho assemblato la barretta con
il legno per formare il portaorologio.

PARTICOLARE PULEGGIA
Successivamente ho eseguito l'assemblaggio della
base che prevede il fissaggio, tramite due viti della
puleggia e della barretta al piccolo supporto di
legno ricavato dalla sezione della "ruota" tagliata.
In figura un particolare della puleggia (una piccola
precisazione, sicuramente sarebbe meglio reperire
una puleggia in ottone che ha una resistenza
maggiore). La vite che si nota al lato sinistro
servirà per fissare il braccetto sull'asse del motore

IL BRACCETTO COMPLETO
BRACCETTO E MOTORE

Ecco come si presenta il braccetto portaorologio


completo; il motore ed il circuito di controllo,
descritto più avanti, andranno inscatolati. Sporgerà
soltanto il supporto completo.
Al fine di abbellire il tutto è stata fatta una piccola
rifinitura, per coprire la parte dove la barretta si
innesta nel legno.
 

IL CIRCUITO DI CONTROLLO
CIRCUITO SEMPLICE
Passiamo ora alla descrizione del funzionamento elettrico.
Una prima prova è stata effettuata collegando il motoriduttore in mio possesso ad un alimentatore a 12 Volt in continua
(questa è la tensione di funzionamento del motore) tramite un doppio deviatore a levetta con zero centrale, in pratica un
deviatore doppio che, con la levetta in posizione centrale non effettua nessun collegamento; per questa prova è
necessario che il motoriduttore possa girare nei due sensi di marcia. ATTENZIONE: non tutti hanno questa
caratteristica
Ecco uno schemino dei collegamenti per un semplice funzionamento "manuale" con possibilità di rotazione orario-
antiorario.
In questo modo si potrà far girare all'infinito il motore in un senso o nell'altro.
Chi volesse utilizzare un deviatore senza posizione di fermo centrale, potrà soltanto cambiare la rotazione e, per
l'accensione o lo spegnimento dovrà provvedere ad inserire un interruttore a monte del deviatore.
Il circuito funziona anche con una batteria da 9 Volt ma la sua durata è limitata e perciò consiglio l'utilizzo di un
alimentatore a spina che sia in grado di fornire tensione e corrente sufficienti al funzionamento del motore.
Nel mio caso, vista la mia passione per l'elettronica, ho provveduto a creare un circuitino ad hoc che consentisse di
automatizzare il funzionamento con dei tempi prestabiliti (vedi schema elettrico).

La mia idea è stata quella di creare un rotore che potesse compiere dei cicli orario-antiorario o delle semplici rotazioni,
sempre in un senso ma con tempi prestabiliti; il tutto azionato da un solo pulsante.
Per chi mastica qualcosa d'elettronica farò una breve, e spero esauriente, spiegazione del funzionamento.
Il circuito è composto da un paio d'integrati, un regolatore di tensione, per fornire i 5Volt, ed una manciata di resistenze.
Il controllo del motore è affidato ad un L293D che è un HBridge motor control, la versione D, appunto, è equipaggiata
all'interno di quattro diodi per la soppressione delle extracorrenti generate dal motore in fase d'avvio (in foto lo schema
di un L293 normale, infatti, i diodi sono disegnati come cablati esternamente, nella versione D questi sono all'interno del
chip).
L'integrato consente, utilizzando due ingressi, di gestire la rotazione del motore in un senso o nell'altro a secondo del
livello logico 0/1 applicato ai piedini (7) e (2).
Nella tabella della verità (nella figura sottostante) è mostrato il principio di funzionamento dell' Hbridge.
Questo integrato sopporta tranquillamente la corrente del motore in rotazione.
Da notare che il circuito integrato deve essere alimentato a 5Volt ma ha un pin (8) cui va connessa la tensione che
alimenta il motore che può variare dalle 4,5 alle 36 Volt, questo per garantire il funzionamento con la stragrande
maggioranza di motori; anche la corrente erogabile è di circa 600 milliamper provvedendo, però, a munire l'integrato di
un'aletta di raffreddamento per dissipare il calore (non è il nostro caso).
All'interno dell'integrato sono presenti 2 circuiti identici, quindi nulla vieta di utilizzare due eventuali motori per
altrettanti orologi
(ovviamente connettendo gli opportuni pin). Per effettuare tutte le temporizzazioni ho usato un nuovo integrato
denominato NUTCHIP (Link sito) che è un timer evoluto e può essere programmato, con l'ausilio di un PC, in pochi
istanti anche dai meno esperti; l'editor per scrivere il programma è scaricabile gratuitamente dal sito sopra citato dove
sono, tra l'altro, disponibili informazioni e schemi per i più disparati usi di questo componente.
Questo integrato consente, tramite il programma scritto dall'utente, di utilizzare 4 porte d'uscita (livello logico 0 od 1) in
base alle tempificazioni gestite dal programma; la gestione delle 4 porte d'ingresso consente di innescare i vari passi del
programma e, di conseguenza, l'attivazione delle uscite.
Nel mio caso ho collegato due delle uscite del NUTCHIP all' L293D e con il programma faccio in modo che, in base
alle pressioni di un pulsante, queste siano attive in modo alternato, con o senza temporizzazioni, per far ruotare il
portaorologio.
Il programma che ho scritto e che allego (rotore_NUT.zip: clicca per scaricare) (il file è editabile con un editor di testi per
es.:NOTEPAD) consente, con l'utilizzo di un solo pulsante di svolgere le tre funzioni indicate all'inizio dell'articolo;
premendolo una sola volta parte un ciclo di rotazioni di 25 minuti per ogni senso di rotazione, intervallati da pause di 2
ore e 30 minuti, il ciclo è ripetuto a copertura delle 24 ore.
Premendo due volte il pulsante, il rotore gira in un senso per la durata di 5 ore al giorno e ripete il ciclo fino a quando
non viene premuto il pulsante (una sola pressione) che, in qualsiasi momento, blocca la rotazione ; con tre pressioni del
pulsante avviene la stessa cosa ma nel senso di rotazione opposto.
Come già accennato in qualsiasi momento della rotazione (o delle pause) se viene premuto il pulsante, il rotore si ferma
(LED spenti).
Faccio notare che i tempi, ampiamente modificabili cambiando i valori nel programma, sono stati calcolati in base al
numero di giri del motore in mio possesso per consentire le 1800 rotazioni nell'arco delle 24 ore.
PRINCIPIO DI FUNZIONAMENTO CIRCUITO
IL MIO SCHEMA ELETTRICO

Come si può vedere i componenti necessari sono molto pochi; un regolatore/stabilizzatore di tensione (7805) che,
insieme ai due condensatori C1 e C2,provvede a fornire i +5 volt ai due integrati ed ai LED; tre resistenze che sono
necessarie per tenere al giusto livello logico i pin d'ingresso dell' L293D più una (R4) che serve per limitare la corrente
che circola nei LED (tipicamente 20mA). Si noti, sulla sinistra dello schema, il risonatore ceramico, che provvede a
fornire la giusta frequenza al NUTCHIP, ed il pulsante. Per poter programmare il NUTCHIP bisogna connettere, come
descritto nel sito indicato sopra, la piccola interfaccia ai pin 2 e 3 dell'integrato. Per facilitare il montaggio si può
utilizzare una semplice basetta millefori o un piccolo circuito stampato come quello da me realizzato (in figura il lay-out,
visto in "trasparenza", dal lato componenti e lista del materiale occorrente) su cui alloggiare tutti i componenti necessari.
(scarica qui rotore_PCB.zip)
I LED rosso e verde, danno indicazione del senso di rotazione in cui si trova il rotore.
Durante le pause (che sono abbastanza lunghe) i due LED si accendono contemporaneamente ad indicare che il rotore è
fermo ma acceso ed in stato di pausa; questo consente di verificare, a colpo d'occhio se, magari a causa di una mancanza
di corrente elettrica, il rotore abbia interrotto il ciclo che stava eseguendo (e pertanto richiede la pressione del pulsante
per la riattivazione).
Per l'alimentazione del tutto viene utilizzato un classico alimentatore a spina in grado di erogare 12 Volt 500 mA
(sempre in corrente continua).
IL LAY-OUT DELLO STAMPATO

LISTA COMPONENTI:

R1=R2=R3=10 Ohm

R4=390 Ohm

C1=1000uF 25Vl

C2=100nF poliestere

RIS=Risonatore Ceramico 4MHz

L293D

NUTCHIP

LM7805

Pulsante N.A.

LED Rosso

LED Verde

IL CIRCUITO STAMPATO ASSEMBLATO


 

IL CONTENITORE
Ovviamente tutto questo lavoro andava racchiuso in un contenitore che fosse esteticamente bello e che consentisse di
poter contenere le parti che abbiamo visto sopra. Non riporterò una descrizione dettagliata di come è stata realizzata la
"scatola", visto che ognuno può crearla a suo piacimento, mi limiterò a descrivere, con i dettagli, le immagini del
prodotto finito; solo per maggior chiarezza dirò che il contenitore è stato realizzato con del compensato da 4mm (lo si
può facilmente tagliare con un taglierino) che ho provveduto ad incollare su di un'intelaiatura costruita con regolo 2X1,5
dando una forma triangolare alla scatola. La scelta della forma deriva dal fatto che bisognava tenere inclinato il braccetto
portaorologio per consentire al rotore (dell'orologio) di effettuare la ricarica con la sua rotazione. Con
quest'accorgimento l'inclinazione è di circa 45° che, da prove effettuate, consente al meccanismo di funzionare
correttamente. Come accennato nella presentazione, la scatola è stata abbellita esternamente per renderla meno anonima.
Nelle foto i vari particolari.
IL PORTAOROLOGIO RIVESTITO
Qui a lato il particolare del
braccetto portaorologio. Per
il rivestimento è stato scelto
un motivo "Carta geografica
antichizzata"; lo stesso
motivo è stato utilizzato per
rivestire la scatola.

LA SCATOLA
Un' immagine dell'insieme assemblato. E'
visibile l'intelaiatura interna della scatola. All'
interno trovano posto: i due LED fissati con
una goccia di colla, il motore (fissato per
mezzo delle due viti previste), il circuito
stampato ed il pulsante. In questa foto non è
ancora installato il connettore d'alimentazione
per lo spinotto proveniente dall'alimentatore a
spina.

A lato i due particolari dell'esterno della scatola.

A sinistra si vede il foro per il passaggio dell'albero motore.

A destra un particolare frontale; il motore è fissato con le due viti. In


basso i due fori dove sono inseriti i LED.
A sinistra un particolare del pulsante che gestisce le funzioni previste
dal programma.

A destra una foto "laterale"; si può vedere la disposizione, nella parte


anteriore, del pignone del motoriduttore ed in quella posteriore del
pulsante.

IL ROTORE FINITO

Ecco come si presenta il rotore completo visto di lato. Si nota come la base del braccetto copre le viti che tengono il
motore; ovviamente la vite che è presente nella parte laterale della puleggia (vedi foto nella sezione "MATERIALI")
andrà stretta per consentire il corretto accoppiamento tra braccetto ed asse del motoriduttore. Sul lato sinistro della
scatola si nota (in basso a sinistra) il foro del connettore d'alimentazione. Nella figura di destra ho montato l'orologio con
cui ho fatto le varie prove, un Philip Watch AUTOMATIC dal peso non trascurabile.
 

IL ROTORE COMPLETO DI ALIMENTATORE

A sinistra il connettore d'alimentazione inserito


nell'apposito foro. Consiglio di inserire un diodo
(1N4007) tra il positivo del connettore d'alimentazione
ed il circuito stampato (il positivo del diodo va sullo
stampato ed il negativo deve essere saldato sul
connettore); questo per scongiurare "catastrofi" in caso
di inversioni di polarità dell'alimentatore.

IL ROTORE IN FUNZIONE
Nella foto di sinistra il rotore mentre gira in
senso antiorario; in quella di destra la
rotazione è in senso orario. Si notino i due
LED accesi ad indicare, rispettivamente, il
verso di rotazione. I due LED si accendono
contemporaneamente quando il rotore è in
pausa.

Ribadisco che le temporizzazioni possono


essere modificate a piacimento semplicemente
modificando i passi del programma inserito nel
NUTCHIP.

Per queste foto non ho utilizzato il Philip


Watch ma un altro automatico"povero" della
Fossil. Questo, a differenza dell'altro, ha il
fondello trasparente che consente la visione del
meccanismo. Per fissarlo sul portaorologio in
questo modo ho dovuto montare il cinturino al
contrario. Il vetro dell'orologio, pur essendo
leggermente bombato, poggia sul velluto e,
quindi, non si graffia.
Ecco un filmatino dove si vede la rotazione nei due sensi.
Per esigenze di "scena" ho dovuto agire manualmente per
filmare il cambio di rotazione e la conseguente variazione
del LED acceso (Verde=antiorario Rosso=orario). Nella
realtà ciò avviene automaticamente secondo i tempi
prestabiliti.

Ovviamente per una migliore visione dei particolari il


filmato è stato fatto girando la scatola del rotore sul piano
d'appoggio, nella realtà questa resta ferma. A tale proposito
consiglio di valutare bene i pesi, visto che un orologio
molto pesante potrebbe far sbilanciare il braccetto che,
facendo da leva, farebbe cadere in avanti l'orologio che
potrebbe subire danni. In casi come questo potrebbe essere
valido appesantire la scatola per controbilanciare il peso
dell'orologio.

CONSIDERAZIONI FINALI
Alcune considerazioni dopo aver provato il funzionamento di questa macchina:

- Il motoriduttore da me utilizzato, essendo un modello commerciale, forse è leggermente rumoroso;

- I materiali utilizzati sono tutti facilmente reperibili in commercio e la spesa di tutto il macchinario è abbastanza
contenuta rimanendo sotto i 100€; (legno, mano d'opera e decoupage esclusi perché non quantificabili)

- Ripeto che, con un po' di fantasia, si possono modificare sia l'estetica della scatola sia la forma, nonché i tempi ed il
modo di rotazione. E' interessante notare che, come accennato sopra, il circuito proposto può gestire un secondo motore
(integrato L293D) facendo gli opportuni collegamenti e, di conseguenza, utilizzare il rotore per due orologi
simultaneamente (costruendo, naturalmente, due braccetti portaorologio).

- Ricordo, in fine, che il rotore nasce per "mantenere la carica" di un orologio automatico; non vi preoccupate, perciò, se,
mettendo un orologio completamente scarico sul rotore, questo non riesca a caricarsi (nel mio caso l'orologio del filmato
ha cominciato a "ticchettare" dopo ben 20 minuti).

Questo rotore è stato realizzato per puro diletto, con materiali facilmente reperibili in commercio, lungi dal voler essere
un prodotto professionale anche se ho cercato di avvicinarmi più possibile ai risultati di un prodotto di marca. Declino
qualsiasi responsabilità da danni a persone o cose che dovessero incorrere a chi, eventualmente, decidesse di cimentarsi
nella costruzione del rotore seguendo questo progetto. Chiedo scusa se ho commesso qualche imprecisione dettata,
certamente, dalla mia scarsa esperienza in materia d'orologi.
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