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Rivista italiana di Lifelong Learning APPRENDERE L’ARTE
Direttore L’EDUCAZIONE DEGLI ADULTI
Francesco Florenzano
NELLA FRUIZIONE DEI BENI
Redazione CULTURALI
Francesca Landi, Stefania Laurenti, Roberto Simonetti, Francesco Scalco
A CURA DI STEFANIA LAURENTI, FRANCESCO SCALCO
Una copia e 10,00 • Abbonamento e 35,00
E ROBERTO SIMONETTI
Ospita
Relazioni, saggi dei docenti su argomenti di interesse specialistico, migliori CONTRIBUTI DI AUGUSTO ANCILLOTTI, CARLA BAROZZI, FABRIZIO CAN-
relazioni dei seminari, relazioni sulle conferenze, studi e ricerche, resoconti di TELMI, ALBERTO CIPRIANI, FRANCESCA D’ALESSIO, MARISA DE FELICE,
viaggi, proposte, bollettino della produzione editoriale, verbali delle riunioni GIOVANNA DI GIACOMO, GIUSEPPE FORT, MARIA ANTONELLA FUSCO,
dei dipartimenti, circolari, novità. ROMINA IMPERA, STEFANIA LAURENTI, PAOLA MANETTO, FLORIANA
MAURO, CRISTINA MOCHI, PRIMAVERA MORETTI, VELIA RIZZA, ALESSAN-
I convegni che sono alla base di questo numero di Open sono stati organizzati
dalla Fipec e dall’Upter e si sono avvalsi di un contributo finanziario del
DRA SAGNOTTI, MIRELLA SERLORENZI, ROBERTO SIMONETTI.
Ministero dei Beni e delle Attività Culturali.

In copertina:
particolare del Pulpito del Duomo di Ravello, secolo XII -XIII.

© 2005, Edup Roma

Edizioni dell'Università Popolare


www.edup.it
landi@upter.it

Finito di stampare nel mese di maggio 2005


dalla Empograph (Tivoli)

Printed in Italy

ISBN 88-8421-119-0
S O M M A R I O

Introduzione
Il Qualcuno come falso protagonismo
e il Nessuno come straordinario cantore
FRANCESCO FLORENZANO / pag. 7

Parte prima
CONVEGNO NAZIONALE PROMOSSO DALLA FEDERAZIONE ITALIANA PER L’EDUCAZIONE
CONTINUA. ROMA, PIAZZA NAVONA, 21 SETTEMBRE 2004

Non più visitatori ma protagonisti


Il ruolo dell’educazione degli adulti
nell’evoluzione del concetto di Beni Culturali

L’educazione al patrimonio culturale: Popolari e della Terza Età in Italia.


un moderno diritto di cittadinanza. ALBERTO CIPRIANI / pag.33
MARIA ANTONELLA FUSCO / pag. 13
Il significato dell’Archeologia nella
I Beni Culturali: dalla conservazione
alla fruizione, dalla marginalità società contemporanea.
a strumento di crescita economica MIRELLA SERLORENZI / pag. 37
della Nazione.
VELIA RIZZA / pag. 17 I mille volti della Storia dell’Arte:
l’opera d’arte e l’Idea del Bello
Il viaggio culturale come progetto di
nell’educazione permanente.
apprendimento informale.
STEFANIA LAURENTI / pag, 21 FLORIANA MAURO / pag. 45

Integrazione fra i saperi dell’archeo- Un esempio di scavo e di partecipa-


logia e della linguistica: l’esempio zione popolare.
degli antichi Umbri. GIUSEPPE FORT / pag. 49
AUGUSTO ANCILLOTTI / pag. 25

Eventi di massa e formazione delle Storia di popoli e di culture che si


competenze nell’ambito dei Beni incontrano.
Culturali: il ruolo delle Università CARLA BAROZZI / pag. 53
P R E F A Z I O N E

Parte seconda PREFAZIONE


CONVEGNO NAZIONALE DEL DIPARTIMENTO DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE
DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE DI ROMA .
ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA, 17 APRILE 2004
Il Qualcuno come falso protagonismo
e il Nessuno come straordinario cantore.
Religiosità, Superstizione
e Magia nella cultura occidentale

Religiosità, superstizione e magia di FRANCESCO FLORENZANO*


nella cultura contemporanea: Letture contemporanee: l’astrattismo
misteri di un successo editoriale. di Mondrian e Kandinskij alla luce
ROBERTO SIMONETTI / pag. 59 della teosofia. Il 2005 è l’anno europeo della citta- lezza e conoscenza. Così dicendo ci
FRANCESCA D’ALESSIO / pag. 113 dinanza attraverso l’educazione. Nella inoltriamo in un discorso teorico e pro-
La Kabbalah. Continuità fra tradizio- sua assoluta e lapalissiana verità nulla babilmente fuorviante rispetto al tema
ne ebraica e cristiana. Il mito dell’Egitto nel Rinascimento: da eccepire. Nella sua assoluta inutilità discusso nel convegno del 21 settem-
PRIMAVERA MORETTI / pag. 67 la Cappella Carafa. Giochi eruditi e c’è molto da scrivere. La prima cosa bre 2004 promosso dalla Fipec tra l’al-
falsi geroglifici. che salta in mente è come sia possibile tro all’interno dell’Upter Navona Festi-
Il Labirinto: dal Minotauro CRISTINA MOCHI / pag. 127 che nel 2005 occorra ancora rinforzare val1, che era il senso dell’arte e la neces-
al giardino inglese. con una promozione europea la citta- sità di effettuare un salto: da visitatori a
FABRIZIO CANTELMI / pag. 71 Il complesso di S. Croce in Gerusa- dinanza attraverso l’educazione. Ma protagonisti.
lemme e il complesso del Sessorio. non doveva già essere assimilato dalla In tutta verità rendere tutti i visitato-
Immagini apotropaiche sui rilievi ALESSANDRA SAGNOTTI / pag. 135 nostra politica e dalla nostra cultura? La ri protagonisti non sta né in cielo e né
delle colonne Traiana e Antonina. risposta è che non si può dare nulla per in terra. È una della tante teorie per non
PAOLA MANETTO / pag.79 Congregazioni, Confraternite scontato e considerata la marginalità dire utopie che circolano nei dibattiti e
e Scholae a Roma: luoghi tradizionali del processo formativo (apparente- che come si vede ha contagiato anche
Mitrei e Mitraismo: il Mitreo del di aggregazione ed assistenza. mente è così anche se tutto è apprendi- noi. Ma le utopie servono, in quanto
Circo Massimo. Il caso della Confraternita di S. Maria mento) in Italia non possiamo ralle- sebbene non conducano alla globalità
MARISA DE FELICE / pag. 85 dell’Orto. grarci del fatto che sia stato nuovamen- del risultato a volte coinvolgono alcuni
ROMINA IMPERA / pag. 147 te necessario rinforzare il concetto con e attuano anche se in misura minore
L’iconografia della strega nel corso la proclamazione dell’anno europeo. una parte di quanto desiderato. Non è
dei secoli. La Porta “Magica” di Villa Palombara Tuttavia, come tutte le retoriche, que- possibile trasformare il visitatore in
STEFANIA LAURENTI / pag. 95 sull’Esquilino. sto concetto di cittadinanza così speci- protagonista per una semplice ragio-
GIOVANNA DI GIACOMO / pag. 155 fico ma in pari tempo generico può ne: il dio denaro. Mi spiego meglio.
Mito e Alchimia nella Stanza generare confusione. Invero la cittadi- Provate ad immaginare una cultura dif-
delle Nozze di Agostino Chigi. nanza è un processo di democrazia e fusa, una conoscenza e scienza diffuse
FLORIANA MAURO / pag. 103 di partecipazione, l’educazione è inve- nella storia dell’arte e nell’archeologia.
ce un processo di formazione della Tutti protagonisti invero tutti professo-
persona e di acquisizione di compe- ri! Allora nessuno vorrebbe più pagare
tenze. Ovviamente non si giunge ad il biglietto dei musei, nessuno vorreb-
alcuna cittadinanza senza consapevo- be comprare più i libri e ognuno in
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Roma Piazza Navona, 16-26 settembre 2004. Vedi www.upternavonafestival.it
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virtù del diritto della professione vor- personale, rendono in quella giornata no, grazie alla tecnologia ne ha una vir- Papa morto oppure dall’evento così
rebbe viaggiare gratis. Ora è così per adulti, famiglie, ragazzi, protagonisti di tuale ma autentica (è testimone ocula- atteso e così planetario. Risposte scon-
chi è veramente protagonista e profes- un miracolo: la fruizione di un bene re che quel corpo che ha fotografato tate e demoralizzanti sul senso di una
sionista! Allora chi manterrebbe i per anni abbandonato e bistrattato. “La era veramente quello del Papa) cosa presunta cittadinanza del mondo!
musei, le gallerie d’arte, gli editori, i scuola adotta un monumento” è un che non si può giurare per quelle La Storia ci insegna che il popolo
custodi, i bigliettai, ecc.? Mi sembra che esempio di formazione degli animi fin “materiali” di un tempo che si rivelava- troppo spesso ha creduto di essere
così posta l’idea dei protagonisti dall’infanzia, quando forse è meglio no spesso vere e proprie “patacche”. protagonista ma in realtà era strumen-
potrebbe portare alla repentina chiu- incentivare il senso di appartenenza ad Dunque, tutti protagonisti non sempli- to e basta. La Storia ma anche la vita
sura del patrimonio culturale del Pae- una cultura e ad una concezione della ci visitatori, milioni di persone pronte a quotidiana dei semplici ci insegnano
se. Fortunatamente da un punto di vita, che dona agli occhi la visione di dire la propria su come di presentava che per partecipare occorre colpire
vista economico le cose non vanno opere d’arte piuttosto che squallide quel corpo morto e ad esibire la reli- l’immaginazione, l’emotività, l’affetti-
così, sfortunatamente per la cultura dif- fotografie di una città piena di automo- giosa reliquia impressa nel proprio vità, la curiosità, il bisogno sfrenato di
fusa il numero di protagonisti, in quan- bili. Ma la tendenza a far proseguire telefonino. Accorta regia, come ha insi- amore che c’è in ognuno, il bisogno
to conoscitori ed esperti è molto basso. questo progetto è fiacca, non si vede nuato il settimanale Newsweek2, oppu- di sentirsi accettati e accuditi. Quan-
Una volta salvate le casse dall’ipotesi alcun fervore di attività né al Ministero re una vera mania di protagonismo do questo accade è come se si diven-
del crollo dello sbigliettamento di né nei Comuni. Che l’idea sia costosa e emotivo, spontaneo, planetario? tasse proprietari di quel bene, il quale
entrata, vediamo cosa sta facendo l’i- non ci sono più i soldi per portarla Un qualcosa di magico e di scono- diventando proprio, riceve cure nuo-
struzione (nel senso della Scuola e del- avanti? Non ce ne meravigliamo, in sciuto a noi stessi è accaduto ma è ve oltre che attenzioni più profonde.
l’Università) per trasformare un turista quanto alla nostra età abbiamo capito anche vero che la frequentazione È la legge della natura che funziona
in short in un protagonista culturale. il nesso tra investimento per il consen- mediatica e televisiva ha alimentato così da sempre, un dogma sul quale
Sento ancora gli echi di quel bel pro- so e investimento per la cultura. Mi vie- curiosità, ahimé, non dell’intelligenza non ci sono discussioni e dubbi. Ecco
getto “la Scuola adotta un monumen- ne in mente una novella di Achille ma della morbosità. Tutto questo perché l’interesse per tutto quello che
to”, ripreso anche da iniziative dei sin- Campanile “Gli asparagi e l’immortalità dimostra come sia sottile la linea che è misterioso (o che è sconosciuto a
goli Comuni e sento il silenzio assor- dell’anima”. Campanile dopo alcune divide l’esser protagonisti da esser me) suscita tanta partecipazione. E la
dante della nostra Università degli stu- pagine di dissertazioni pseudologiche semplici strumenti. La visita al Papa religiosità e il mistero (con tutte le
di, che chiusa nella rincorsa agli esami conclude che tra i due non c’è alcuna morto è terminata ed egli è stato repen- congetture del mondo magico) cosa
e ad egoistici incentivi, non partecipa relazione. tinamente consegnato alla Storia. Il sono se non anche un tentativo di
da tempo ad alcun progresso sociale. Il 2005 suo malgrado ha avuto la quotidiano “la Repubblica” è stato rendere protagonisti, pur anche nel
Forse l’unico progetto che ora sta por- morte di Papa Giovanni Paolo II, con capace di sostituire nelle edicole italia- rapporto a due le persone che si
tando una ventata nuova al senso di una commozione e partecipazione ne nel giro di 48 ore il bell’Atlante dedi- confondono nella massa? Cosa sono
riappropriazione culturale e patrimo- planetaria, con la scoperta del “io c’e- cato a Papa Wojtyla con quello di Papa se non l’esplodere delle prerogative
niale della collettività sono le Giornate ro” più forte del dolore per la perdita di Ratzinger, divenuto immediatamente personali e particulari, che superano
del FAI (Fondo Ambiente Italiano), una persona (che molti già vogliono paladino di tutti, e la tristezza dei giorni lo stato sociale (povero o ricco che
oppure le iniziative del TCI (Touring santo). I milioni di visitatori sono stati i della morte del Papa è stata subito sia) e rendono potente e al centro del-
Club Italiano) o Salvalarte di Legam- veri protagonisti della morte e delle sostituita dalla gioia per l’elezione del l’attenzione chi nella vita quotidiana
biente, i quali propongono ai soci ma esequie. Milioni di flash fotografici nuovo. Non s’è mai visto un lutto così è invece uno tra i tanti? La Cabala, il
anche ai non soci, la visita di siti chiusi digitali e milioni di telefonini squillanti breve! Mito, l’Epopea, suscitano sensazioni
da tempo oppure aperti in giornate e fotografanti hanno impresso nella La domanda che voglio fare ora è e desideri, di avere, di essere. Così ci
particolari in quanto i privati (nel caso loro memoria (chissà se passeranno questa: quelle persone erano protago- dice la Storia, così ci dicono i Cantori
del FAI esso stesso) non riescono ad con cognizione di causa in quella delle nisti oppure visitatori? Quelle persone dell’animo umano. Nel suo ultimo
avere i fondi necessari per garantirne persone!) le immagini del Santo Padre erano affascinate dalla grande vita del libro (non so se è proprio un roman-
l’apertura regolare. Solo queste iniziati- morto. Orbene, si è ripetuto il rituale
ve, cariche di una forte motivazione delle reliquie, solo che stavolta ognu- 2
Newsweek. Numero del 25 aprile 2005, pag. 5.

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zo) Sebastiano Vassalli3, descrive con Probabilmente quando scopriremo PARTE PRIMA
sintesi straordinaria quanto io ho cer- che il Qualcuno che non vogliamo
cato di dire con tanti giri di parole: diventare è una delle false mete della CONVEGNO NAZIONALE PROMOSSO DALLA FEDERAZIONE ITALIANA
PER L’EDUCAZIONE CONTINUA. ROMA, PIAZZA NAVONA, 21 SETTEMBRE 2004
vita vera, allora il Nessuno che sta in
Chissà quanti secoli hanno impiegato i noi ci regalerà la notorietà dell’essere
cantori ciechi, gli aedi, per rendere raccon- protagonisti, notorietà, badate bene, Non più visitatori ma protagonisti
tabile il mondo! E chissà quante storie han- che dovrà scorrere dentro di noi e non Il ruolo dell’educazione degli adulti
no dovuto inventare, prima di dare vita a nelle pagine dei giornali!
questa che nella sua semplicità le riassume nell’evoluzione del concetto di Beni Culturali
tutte, e che noi attribuiamo al leggendario
In conclusione possiamo sostenere
Omero. Ulisse è una creazione così perfet- che la vera partecipazione e la vera cit-
ta, che perfino il suo autore si rispecchia in tadinanza si conquista solo crescendo
lui, quando gli fa dire: “il mio nome è Nes- come persone e solo con il confronto
suno”. Ora, i personaggi della letteratura interiore-esteriore di ognuno di noi.
devono sempre e per forza essere Qualcu- Solo in questo modo la cittadinanza
no, e Nessuno è il poeta che li fa vivere; ma che sta nel nostro saper fare associa-
l’uomo rivendica la sua inesistenza con la zione potrà assurgere a protagonismo
voce di Ulisse, è un personaggio così gran- e non a piccoli robot intruppati dall’or-
de e totale da poter essere l’autore dei suoi ganizzatore di mostre alla moda. Que-
autori. Chissà quante generazioni di canto- sta consapevolezza ci farà diventare
ri ciechi si riassumono e, per così dire, si
firmano in quell’affermazione:
grandi, la cui attuazione è da sempre la
“Il mio nome è Nessuno”. più difficile.

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Sebastiano Vassalli, Amore lontano. Einaudi Torino 2005.

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L’educazione al patrimonio culturale:


un moderno diritto di cittadinanza.

di MARIA ANTONELLA FUSCO*

Tra i diritti di cittadinanza moderni rientra a pieno titolo la fruizione consape-


vole ed integrata al patrimonio culturale, non più considerato come immenso
repertorio, o meglio trovarobato, per i percorsi didattici, ma come fonte esclusiva
e irripetibile di conoscenza. Il concetto di Lifelong learning indirizza i nostri
operatori sulla via di un processo pedagogico integrato, dove ogni bisogno di
conoscenza, soprattutto quelli inespressi ma latenti, è affrontato congiuntamen-
te tra pubblico ed operatori.

Il patrimonio culturale ha assunto mento dalla storia come quotidiano


negli ultimi decenni un ruolo nuovo contesto dell’esperienza.
nel sistema complesso dell’educazio-
ne continua dei cittadini. Eppure, tra i diritti di cittadinanza
A fronte di una crescente distanza dal moderni, rientra a pieno titolo la frui-
quotidiano rapporto con la storia - che zione consapevole e integrata al patri-
si determinava quasi automaticamen- monio culturale: basti pensare alla
te, un tempo, anche soltanto vivendo bella definizione di museo dello statu-
nei centri storici italiani - i cittadini to dell’International Council of
devono misurarsi con un bisogno di Museums (ICOM-UNESCO), ripresa
contatto diretto con il patrimonio arti- quasi alla lettera dalla Legge francese
stico, al quale sono sempre meno pre- sui musei, nel 2003: “Un’istituzione
parati. È il paradosso contemporaneo: permanente, senza scopo di lucro, al
la più diffusa scolarizzazione non ha servizio della società e del suo svilup-
potuto colmare l’effetto dello sradica- po, aperta al pubblico, che compie

*
Direttore Centro per i Servizi educativi del Museo e del Territorio. Direzione Gene-
rale Patrimonio Storico Artistico e Etnoantropologico, Ministero Beni e Attività Cultu-
rali.
A P P R E N D E R E L ’ A R T E A P P R E N D E R E L ’ A R T E

ricerche sulle testimonianze materiali pochi anni hanno portato ad un cam- delle collezioni, migliorare lo stato co nell’ambito delle nostre iniziative
dell’uomo e del suo ambiente, le biamento profondo di atteggiamento della loro conoscenza, sviluppare la di formazione in presenza e a distan-
acquisisce, le conserva, le comunica e da parte delle scuole, dirigenti e inse- ricerca scientifica, ogni museo stabili- za, per mediatori culturali, docenti,
soprattutto le espone a fini di studio, gnanti, nei confronti dell’oggetto sce rapporti – in forma permanente o responsabili di servizi educativi e
di educazione e di diletto”. Museo, e estensivamente di tutto il temporanea- con gli altri musei, gli operatori didattici. Visit’abile è a
patrimonio culturale, non più consi- istituti di ricerca, le università, enti e disposizione di quanti ne faranno
Per l’Italia, è nozione comune derato come immenso repertorio, o fondazioni, esperti e studiosi, avva- richiesta al nostro Centro.
quella di territorio storico, come meglio trovarobato, per i percorsi lendosi delle loro competenze e
museo diffuso. didattici, ma come fonte esclusiva e risorse per conseguire risultati di Da visitatori a protagonisti, certo,
Lo studio, l’educazione e il diletto, irripetibile di conoscenza. comune interesse e a fini pubblici.’. ma poi da protagonisti di tutela a
così efficacemente posti in relazione, In altri paesi europei, soprattutto in Io aggiungerei un altro passaggio, protagonisti di crescita economica:
sono pertinenti dunque a tutto il area anglosassone, il passaggio edu- ritornando al punto di vista che mi è chi conosce a fondo il patrimonio cul-
nostro territorio, a tutto il nostro patri- cativo è compiuto dalla scuola al più abituale, quello di direttore di turale è capace di organizzarne la
monio storico artistico: viverli consa- mondo degli adulti, anche attraverso Museo: il ‘pubblico’, non più utente, gestione come risorsa economica
pevolmente, conoscerli come cono- quel particolare genere di musei fruitore, e in definitiva consumatore, fondamentale del nostro paese. Anco-
sciamo la nostra abitazione privata e didattici costituito dai family in termini di marketing, ma stakehol- ra embrionale in Italia, l’organizzazio-
la nostra famiglia di appartenenza, museums. Luoghi nei quali le più ric- der (portatore di interessi). In tutte le ne dell’industria del turismo culturale
costituisce dunque, evidentemente, che competenze maturate dai fan- nostre iniziative, come Centro per i vede proprio nell’associazionismo lo
un diritto ma anche un dovere. In ciulli, anche grazie all’utilizzo di servizi educativi, abbiamo sempre cer- strumento principale per la corretta
questo senso, il passaggio da ‘visitato- nuove tecnologie, vengono condivi- cato un rapporto con i pubblici adulti, promozione del patrimonio.
re’ a ‘protagonista’, va inteso anche se con genitori e parenti di minor improntato a un dialogo fecondo e In diverse occasioni, il Direttore
come sintomo di una evoluzione preparazione culturale, valorizzando paritario, dove le nostre offerte fosse- generale Mario Serio ha avuto modo
sociale profonda, ancora appena in cambio, in questi ultimi, l’esperien- ro via via modellate su una richiesta di ricordare che
abbozzata, che individua nei cittadini za diretta del patrimonio come storia articolata e consapevole. E dunque, “I modelli di gestione devono essere
i primi tutori del patrimonio culturale. e cronaca di vita quotidiana. da consumatore a stakeholder, infine compatibili con gli obiettivi e le mis-
Il legislatore si è occupato in maniera Meno sistematica la situazione a partner nelle iniziative didattiche sioni che le istituzioni si sono date.
positiva del rapporto tra il museo e la italiana, dove il rapporto del Museo innovative e sperimentali. (..) il rapporto tra la sfera culturale e
scuola: da ultimo, nella normativa del con i ‘diversi pubblici’ soffre ancora Con pubblici di particolari esigen- quella economica e organizzativa ha
Testo Unico, e poi del Codice dei dell’incerta definizione: bisogna risa- ze, questo si è reso possibile. Ne è dato luogo a un dibattito molto
beni culturali e del paesaggio, dedi- lire al documento detto degli Stan- testimonianza il DVD Visit’abile, che ampio, che ha accompagnato i cam-
candogli l’articolo 119, che sistema- dard (Atto di indirizzo sui criteri tec- abbiamo prodotto a testimonianza biamenti più rilevanti che negli ultimi
tizza il rapporto con le scuole ‘per nico-scientifici e sugli standard di delle ampie possibilità, evocate anni hanno interessato il settore dei
diffondere la conoscenza e favorire la funzionamento e sviluppo dei musei anche nella relazione introduttiva, musei. (..) Alcuni degli orientamenti
fruizione del patrimonio culturale da D.L. 10 maggio 2001), per individua- consentite dal ‘vedere’, ‘sentire’, ‘toc- emersi:
parte degli studenti’. La prassi indica- re due ambiti di possibile riferimento: care’. Si tratta di un film documenta-
ta è quella che dal 1997 viene seguita il VII, che norma i rapporti con il rio su una giornata di visita al San • nella gestione dei musei, gli aspetti
dai nostri Musei e Soprintendenze, di pubblico, definisce ‘la missione, Michele, in cui abbiamo sperimenta- economici debbono avere specifico
‘apposite convenzioni per la elabora- rivolta a varie e diversificate fasce di to modalità di comunicazione inte- rilievo, ma non possono mettere in
zione di percorsi didattici, la predi- utenti, di rendere possibile la fruizio- grata per il pubblico con differenti ombra la missione educativa del
sposizione di materiali e sussidi ne a scopo educativo, culturale, limitazioni sensoriali, e pubblico tra- museo – del patrimonio culturale;
audiovisivi, nonché per la formazio- ricreativo..’; e il VI, riguardante politi- dizionalmente definito ‘normodota- • la definizione della missione del
ne e l’aggiornamento dei docenti.’ I che di ricerca e di studio: ‘al fine di to’. La traduzione in DVD ci consente museo ha carattere prioritario;
risultati sono molto positivi, e in garantire una miglior comprensione di utilizzarlo come strumento didatti- • le diverse forme di gestione devo-

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no essere compatibili con gli obiet- (cui tradizionalmente si rivolgeva I Beni Culturali: dalla conservazione
tivi e le missioni che le Istituzioni si l’offerta museale) e i cosiddetti ‘non-
sono date; visitatori’. Una situazione di partico- alla fruizione, dalla marginalità a strumento di
• la forma gestionale deve costituire lare rigidezza sociale, contraddittoria crescita economica della Nazione.
uno degli strumenti per realizzare se si pensa invece all’articolazione
le politiche culturali e di sviluppo. dell’offerta mediatica in termini di
entertainment.
È ormai diffusa la consapevolezza Il concetto di Lifelong learning
che le ricadute più significative sono indirizza i nostri operatori sulla via di
costituite dall’indotto e dall’educazio- un processo pedagogico integrato, di VELIA RIZZA*
ne dei visitatori. (..) In questo quadro dove ogni bisogno di conoscenza,
di riferimento, sono emersi in dottri- soprattutto quelli inespressi ma laten- Con la crisi del modello di sviluppo, a partire dagli inizi anni ottanta si è sempre
na orientamenti (P.Valentino) del ti, è affrontato congiuntamente, tra più affermata la tesi secondo cui i Beni Culturali possono essere occasione anche
massimo interesse, secondo i quali pubblico e operatori. Ma quali opera- di sviluppo economico e, specie nelle regioni più depresse, volano per una cresci-
per poter utilizzare le risorse cultura- tori? È ben evidente, oggi, il ruolo ta del lavoro ed un incremento dell’occupazione.
li di un territorio anche a fini di svi- determinante delle professionalità
luppo locale è necessario passare ad della cultura, tra tradizione e inno-
una strategia che integri i processi di vazione.
valorizzazione delle risorse e del ter- L’Italia ha sempre contato un pri-
ritorio; privilegi la realizzazione di mato nel campo delle professioni
programmi integrati di azione, rispet- specialistiche della tutela, archeologo
to ad interventi puntuali; rafforzi le e storico dell’arte; dalla loro costola,
interdipendenze tra l’industria cultu- ancora oggi, sorgono le professioni
rale e gli altri settori produttivi pre- della mediazione culturale. Ma in una
senti sul territorio; accresca le ricadu- società della formazione complessa L’importanza del patrimonio cultu- sottolineando il legame inscindibile
te economiche dei processi di valo- questo non basta: è evidente la rale, quale fattore primario di sviluppo che lega la collettività ai beni culturali
rizzazione; sia fondata sull’integra- necessità di individuare, disegnare, civile e sociale, è un tema molto pre- di cui essa stessa è espressione, affer-
zione tra la valorizzazione dell’insie- formare, degli educatori al patrimo- sente nel dibattito politico istituzionale mava “l’archeologia …è “viva e fecon-
me delle risorse culturali del territorio nio culturale all’altezza dello scenario di questi ultimi tempi. dissima perché, oltre a rinnovare il
e il sistema economico-sociale loca- che abbiamo brevemente delineato. Basti ricordare l’appello del Soprinten- passato, giova a preparare l’avvenire
le” La nostra Direzione farà la sua parte, dente archeologico di Roma che, in della nazione”.
(M. SERIO, Il museo tra fruizione anche grazie all’attivazione di struttu- una recente intervista, ha invitato la Sotto il profilo giuridico, ai primi del
culturale ed economia della gestione, re per la formazione a distanza. La popolazione romana a divenire essa ’900, i beni culturali diventarono
Imola 15.4.2004) collaborazione degli esperti dell’edu- stessa custode del patrimonio archeo- oggetto di una disciplina organica e
cazione per gli adulti non è utile, è logico della città. non più solo di negozi giuridici privati.
L’educazione al patrimonio cul- imprescindibile. Non è un tema recente se già Vincen- In un convegno sulla legge Rosadi del
turale porta al governo della com- zo Gioberti nel suo “Del primato civile 1909, la prima normativa di settore con
plessità: è soltanto nella condivisione e morale degli italiani” ricordava come carattere di organicità, il Presidente del
di motivazioni, contenuti e strumenti, i monumenti del passato costituiscono Senato sottolineava quanto fosse stato
che si può giungere a un coinvolgi- una fonte di valori da porre a base del- vivace il dibattito che accompagnò l’e-
mento profondo delle competenze, e la coscienza civile di una nazione e, manazione della legge per la contrap-
quindi ad un superamento delle
distanze tradizionali tra soggetti ‘colti’ *
Direttore Ufficio Studi Ministero Beni e Attività Culturali.

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A P P R E N D E R E L ’ A R T E A P P R E N D E R E L ’ A R T E

posizione fra liberali e conservatori. Il per una crescita del lavoro e un incre- privati per una maggiore efficienza del to di musei statali alle Regioni e agli
nodo decisivo era la difesa della pro- mento dell’occupazione. servizio; il successivo art. 47 quater enti locali.
prietà privata. Imporre un regime vin- Agli inizi degli anni ottanta, infatti, la della legge 85/95 ha ulteriormente Il documento che ne è seguito, frutto
colistico, infatti, significava far preva- crisi del modello di sviluppo ha posto ampliato tale collaborazione esten- di un’attiva collaborazione con le isti-
lere l’interesse generale, l’interesse di in evidenza la necessità di una rifles- dendola ad attività, ritenute fino ad tuzioni locali, ha indicato criteri e linee
tutta la collettività alla tutela del patri- sione più generale sull’uso delle risor- allora di esclusiva competenza pubbli- guida per la gestione, indipendente-
monio culturale, sull’interesse del sin- se, attribuendo alla ricerca scientifica ca (didattica, mostre). mente dall’ente proprietario e dalla
golo proprietario del bene. Anche il e alla cultura un rilievo sempre mag- Il museo trova la sua prima definizio- configurazione giuridica del museo.
Ministro Urbani, intervenuto nel dibat- giore. ne, sul piano normativo, nell’art. 99 del Nel nuovo codice il modello coopera-
tito, ricordava la continuità storica dei Peraltro, gli interventi nel settore dei T.U. 490 “struttura comunque denomi- tivo fra Stato e Regioni è divenuto il
problemi legati alla tutela dei beni cul- Beni Culturali non hanno ottenuto un nata per la conservazione, la valoriz- punto centrale di un sistema impron-
turali, sottolineando come molti temi, particolare successo. Partivano, infatti, zazione e la fruizione pubblica di rac- tato al principio di consensualità e
quali la catalogazione inventariale, la dall’assunto, rivelatosi poi errato, colte di beni culturali” che sottolinea la all’uso di strumenti negoziali e di
circolazione dei beni, erano attuali come è stato più volte sottolineato dal- rilevanza dell’offerta e la dimensione accordi.
allora come oggi, sia pure in contesti la dottrina (Valentino), che fosse di per di “servizio pubblico”. Anche le Regioni, da parte loro, nel
di riferimento diversi. sé sufficiente una crescita dell’offerta Connotazione ancora più accentuata documento approvato l’8 maggio
I principi base della legge Rosadi, la per far aumentare la domanda senza dall’art. 101 del nuovo Codice (decre- 2003, “Più tutela e più valorizzazione
tutela affidata alla autorità pubblica ed progettare gli interventi stessi in forma to legislativo 22 gennaio 2004, n. 42) del patrimonio culturale” avevano
estesa all’intero patrimonio culturale, sistemica con il coinvolgimento anche che recita: Si intende per museo “una auspicato la costante collaborazione
furono recepiti sostanzialmente dalla delle altre realtà economiche ed istitu- struttura permanente che acquisisce, fra istituzioni “un processo quello
legge 1089/1939 che, per tanti anni, ne zionali presenti sul territorio. conserva, ordina ed espone beni cul- auspicato che consente unitarietà e
ha garantito la salvaguardia. Gli anni ’90 sono stati, invece, partico- turali per finalità di educazione e di organicità agli interventi sui Beni Cul-
La Costituzione, a sua volta, ha ripreso larmente importanti sotto il profilo studio”. turali”.
le linee tracciate dalla legge 1089 e, normativo. In questi ultimi anni, del resto, il legi- È opportuno, infatti, che Stato, Regioni
con l’art. 9, ha posto la cultura tra i Basti citare l’emanazione del T.U. slatore è più volte intervenuto nell’in- ed enti locali procedano mediante inte-
principi fondamentali dello Stato ita- (decreto legislativo 490/99) e la nuova tento di favorire al massimo la funzio- se o accordi per attuare quel principio
liano al punto da connotare di valenza organizzazione del Ministero (decreto nalità del museo. In tale prospettiva di “leale collaborazione” più volte
culturale, come sostiene un’autorevo- legislativo 368/98) che ha visto riuniti deve leggersi la nuova normativa sui auspicato dalla Corte Costituzionale e
le dottrina (Merusi), l’intero sviluppo in un’unica struttura amministrativa i biglietti d’ingresso, la norma del decre- sancito dall’art. 118 della Costituzione.
economico-sociale del paese. beni e le attività culturali. to legislativo 368/98, art. 8, che preve- Su tali basi è necessario definire d’inte-
In tal senso si è espressa anche la Cor- Nel corso di quegli anni, il legislatore de la possibilità di concedere ai musei sa criteri operativi e linee guida che
te Costituzionale (c.c. 151/86) secon- ha posto particolare attenzione ad una autonomia finanziaria, organizzativa e consentano di indirizzare i soggetti
do cui l’art. 9 sancisce la priorità del nuova organizzazione del Museo, la contabile, o l’art. 10 che, al fine di valo- pubblici e privati nella gestione dei
valore estetico-culturale che non può struttura che più di altre è deputata al rizzare particolari complessi di Beni Beni Culturali loro affidati al fine di
essere subordinato ad altri valori, com- rapporto con il pubblico. Sotto questo Culturali, prevede la possibilità di sti- garantirne la conservazione e favorirne
presi quelli economici e, pertanto, è profilo, significativi sono due articoli pulare accordi o costituire associazio- la valorizzazione.
“capace di influire profondamente sul- del decreto legislativo 368/98, l’art. 8 e ni, fondazioni o società aperte alla par- Sarebbe necessario, peraltro, accom-
l’ordine economico sociale”. l’art. 10 e, per altri versi, l’art. 150 del tecipazione di soggetti pubblici e pri- pagnare tale processo con processi
Negli ultimi tempi si è sempre più decreto legislativo 112/98. vati. Sotto il profilo gestionale bisogna, paralleli di riorganizzazione delle strut-
affermata la tesi secondo cui i Beni All’inizio del decennio la legge Ron- infine, ricordare l’art. 150 del decreto ture e di formazione del personale.
Culturali possono essere occasione chey costituì la prima esperienza di legislativo 112/98 che prevedeva la La scelta del modello convenzionale
anche di sviluppo economico e, spe- innovazione gestionale dei musei che definizione standard minimi di funzio- richiede, infatti, una base formativa
cie nelle regioni più depresse, volano ha aperto la via alla collaborazione dei namento in occasione del trasferimen- comune che dia a tutti gli operatori gli

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stessi strumenti conoscitivi, la stessa ni ed è sicuramente una proposta da Il viaggio culturale come progetto
sensibilità ai problemi e, in qualche valutare attentamente perché, se
misura, favorisca esperienze comuni opportunamente attuata, darà sicura- di apprendimento informale.
sul piano progettuale ed operativo. mente una “possibilità” in più a tutto il
È una richiesta che viene dalle Regio- settore.

di STEFANIA LAURENTIé

Il concetto di turismo risponde al profondo bisogno dell’uomo di conoscere e di


conquistare nuovi ambienti. Il turismo è l’elemento che permette all’individuo di
arricchire il suo patrimonio culturale ed inoltre di studiare e analizzare le testi-
monianze di culture e di popoli diversi da noi.

Si viaggia per avventura, per fama e saggezza: “Non altro male è


conoscere, per liberarsi e per raccon- maggiore ai mortali, dell’andar
tare. Si viaggia per scoprire o meglio vagabondo ... (Odissea, XV). Il viag-
rivivere il passato. Ci sono sempre gio cavalleresco si lega al nuovo con-
moltissime cose da vedere, memorie cetto medievale dell’avventura e
fascinose da rivivere, e al ritorno una diventa il segno di una condizione
quantità di racconti da fare a chi è superiore a quella comune, un modo
rimasto a casa. per dimostrare il proprio valore. Nel
Si può partire dunque: per poco, per Rinascimento il viaggio è “filosofico”,
un bel po’ o per sempre. Voltare le è spostamento nel tempo alla ricerca
spalle al luogo in cui si vive, alle per- delle proprie radici: le mete più
sone che ci circondano, al lavoro, alla ambite sono i grandi centri della
quotidianità, questo è un diritto ina- civiltà occidentale come l’Egitto, la
lienabile dell’uomo. Infatti lo si può Palestina, la Grecia, la città di Roma.
ancora esercitare. Quindi già dall’epoca antica il viag-
Tanti sono i modi di viaggiare. giatore aveva bisogno di itinerari,
Il viaggio di Ulisse serve per avere guide che in maniera dettagliata,

*
Docente di Storia dell’Arte dell’Università Popolare di Roma.

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come cartine e grafici, rappresentas- impedimenti sociali (famiglia etc.), e luogo, ma soprattutto per una sensi- ha avvicinato a queste materie
sero le strade da percorrere per rag- che - acquistando un significato bilità particolare verso la gradevolez- migliaia di persone, contribuendo in
giungere quella città o quel monu- sociale - faranno riacquistare le pro- za generale dell’ambiente oggetto modo sostanziale alla generale tra-
mento scelto come meta. Nel Sette- prie capacità e gli interessi tralasciati della visita. Piacevole per la vista e sformazione del “pianeta culturale”
cento e dopo la rivoluzione industria- nel mondo del lavoro. gradevole per l’intelletto: questo è il da fenomeno sporadico ed elitario a
le il turismo assunse forme e caratte- Il concetto di turismo risponde al motto. Il visitatore viene preso per movimento di massa.
ristiche diverse dalle precedenti, se profondo bisogno dell’uomo di mano, in modo che capisca, assimili, Lo strabiliante aumento dei flussi turi-
non altro per l’entità e i nuovi mezzi conoscere e di conquistare nuovi in una sola parola goda, perchè veda stici nelle nostre “città d’arte”, sempre
di trasporto che consentivano un turi- ambienti. Il turismo è l’elemento che e sopratutto “senta” (sensibilità parti- più caratterizzato da visitatori italiani,
smo più diffuso: per la prima volta permette all’individuo di arricchire il colare) il sito archeologico, il museo è ormai un dato di fatto che inorgo-
dal tempo dei Romani si affermò un suo patrimonio culturale e inoltre di o la mostra. glisce tutti coloro che da molto
turismo di notevoli proporzioni, studiare e analizzare le testimonianze Il desiderio di creare un programma tempo operano nel settore della
tanto da diventare un importante di culture e di popoli diversi da noi. E che preveda diverse iniziative finaliz- comunicazione e della divulgazione
fonte di reddito. Ve lo immaginate lo scopo dell’Upter è che il turismo zate ad aumentare la visibilità e a del patrimonio archeologico e storico
Stendhal, quello che soleva andare in possa raggiungere l’obiettivo di arric- valorizzare gli innumerevoli tesori artistico. È innegabile, infatti, il suc-
deliquio per rigurgiti emotivi davanti chimento personale con la conoscen- che giacciono ancora nascosti o poco cesso di pubblico oggi riportato dal
ai dipinti del Guercino, imprecare tra za di culture diverse, la valorizzazio- conosciuti nel nostro Paese: verso cosiddetto turismo culturale e più
uno starnuto e l’altro nelle gelide ne del patrimonio culturale, il recu- tutto questo l’Upter intende attirare specificatamente da qualunque even-
chiese di Bologna; oppure l’olimpico pero delle tradizioni e dei beni artisti- l’attenzione, incoraggiando la sco- to o manifestazione culturale a carat-
Goethe, che si faceva ritrarre paluda- ci, la preparazione di alcune figure perta, l’esplorazione e il viaggio attra- tere archeologico e storico artistico. Il
tissimo tra urne e capitelli della cam- professionali specifiche. verso iniziative promozionali e di contributo fornito dai docenti del-
pagna romana, abbrancare la fante- Nel corso degli anni passati l’Univer- sensibilizzazione. l’Upter alla formazione di un pubbli-
sca della locanda di Trastevere in sità Popolare di Roma e, nello speci- Roma, per il suo importante ruolo co maturo, non solo vagamente inte-
cerca di quella pienezza di vita mai fico il Dipartimento di Archeologia e rappresentativo ma soprattutto per la ressato alla conoscenza diretta del
provata altrove. Dopo la seconda Storia dell’Arte, hanno saputo valo- ricchezza del suo patrimonio storico- beni culturali del nostro Paese, ma
guerra mondiale ci fu un ulteriore rizzare il settore delle attività collate- artistico, è stata nel corso degli ultimi pienamente consapevole dell’impor-
miglioramento nell’organizzazione rali come visite guidate e viaggi. anni terreno di applicazione privile- tanza che essi rivestono quali testi-
turistica, con la valorizzazione delle In particolare riguardo a queste atti- giato della politica di rinnovamento e moni della nostra Storia, è enorme.
opere d’arte e con l’impulso dato al vità la scelta di luoghi diversificati e di valorizzazione promossa dal Mini- Lo documentano le migliaia di ore di
turismo sociale. spesso poco conosciuti, ha condotto stero per i Beni e le Attività culturali. lezione, i seminari e convegni a tema
Negli ultimi anni, al desiderio di migliaia di persone a partecipare con In sintesi la situazione romana è un regolarmente proposti ogni anno, e
approfondire gli aspetti meno cono- entusiasmo alle iniziative proposte. I banco di prova e il migliore punto di soprattutto le numerose visite guida-
sciuti della nostra storia si è andata viaggi “a tema” nei quali si è cercato osservazione della tendenza in atto te a monumenti, siti archeologici e
aggiungendo la necessità improroga- di approfondire un argomento parti- sul piano nazionale nell’ambito della musei, i frequenti viaggi organizzati
bile di dirottare i crescenti flussi di colare o una mostra temporanea trat- gestione del patrimonio culturale. in Italia e all’estero.
visitatori dalle mete canoniche verso tati sotto i vari profili e da diversi Da quasi 20 anni, l’Università Popola- A volte, infatti, parlare di apprendi-
luoghi meno noti e congestionati. Da docenti; oppure il filone “dell’interdi- re di Roma opera nell’ambito dell’e- mento informale fa venire in mente
queste considerazioni è nato per sciplinarietà” - cioè l’unione di più ducazione continua tenendo corsi un’attività spontanea che troppo
l’Upter il desiderio di fare qualcosa di competenze che possa arricchire sia i specialistici di Archeologia e Storia spesso è messa in relazione soltanto
concreto, di valorizzare a pieno il docenti che i discenti. I viaggi e le dell’Arte agli adulti, coprendo nelle con la particolare e peculiare attitudi-
tempo libero, cioè quell’insieme di visite sono preparati ed effettuati con due discipline tutte le epoche - dalla ne del docente alla comunicazione
attività che si possono svolgere al di grande attenzione, “vivendoli” con Preistoria ai giorni nostri. Il lavoro dialettica suffragata da un’adeguata
fuori degli obblighi lavorativi e degli interesse per i contenuti e per il svolto dai docenti in tutti questi anni preparazione specifica della discipli-

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na, o delle discipline, da insegnare. ogni singolo partecipante, tenendo Integrazione fra i saperi dell’archeologia e della
La trattazione delle varie tematiche conto di tutta la sua storia personale.
archeologico-artistiche, considerata Il docente di Archeologia deve spes- linguistica: l’esempio degli antichi Umbri.
la specificità delle stesse, deve preve- so trattare monumenti che sono solo
dere inoltre l’uso di un linguaggio parzialmente conservati o addirittura
scientifico ma semplice, così da favo- scomparsi e ciò limita enormemente
rire un idoneo apprendimento dei la comprensione degli stessi da parte
concetti esposti, una rapida e profi- dei discenti: deve saper raccontare la
cua memorizzazione dei dati infor- vita animata del Foro Romano o l’an-
mativi e una completa assimilazione goscia degli abitanti di Pompei al di AUGUSTO ANCILLOTTI*
dei contenuti; oltre ad una maggiore momento dell’eruzione. Allo stesso
consapevolezza dei propri mezzi. modo il docente di Storia dell’Arte ha Gran parte della “ricostruzione” degli antefatti che hanno portato l’Italia al qua-
L’acquisizione delle conoscenze spesso di fronte un’opera scultorea o dro etnico di età storica si deve fondare su basi linguistiche. A nessuno sfugge
quindi contribuisce in modo determi- pittorica che è sintesi del percorso infatti che, magari nascosti trasversalmente rispetto alle configurazioni degli
nante a rendere omogeneo un grup- personale dell’artista o risentire delle archeologi, vivevano, agivano, producevano e “parlavano” i progenitori degli
po più o meno numeroso di uditori, volontà del committente oppure del individui che qualche secolo dopo avrebbero dato luogo alle genti italiche.
consentendo il superamento delle momento storico, e così dietro un
differenze culturali, sociali ed anagra- significato apparentemente chiaro a
fiche esistenti tra i partecipanti. volte si nasconde un simbolismo
Anche per questo motivo l’osserva- criptico: non ci si può fermare alla
zione diretta del monumento è un puntuale analisi stilistico iconografica
elemento imprescindibile nell’inse- dell’opera, bisogna saper raccontare
gnamento dell’Archeologia e della il tormento interiore di Michelangelo
Storia dell’Arte. L’apprendimento o la storia personale unita all’orrore
informale, proprio per l’eterogeneità della guerra nei sacchi di Alberto Lo studio dei dati relativi all’Italia linguistica genetica ha come specifi-
dei discenti, stimola il docente a sta- Burri. preromana coinvolge l’impiego di co proprio quello di gettare luce sulla
bilire un rapporto individuale con alcuni apparati disciplinari: fase (pre-storica o storica che sia)
nella quale il nome è stato varato in
• storia e antiquaristica in genere quanto segno linguistico utilizzato
(testi storici, letterari, documentari- per un determinato valore semantico.
stici, leggende, miti); La linguistica tuttavia è stata a lungo
• archeologia (dati materiali, architet- utilizzata come ancella dell’antiquari-
tonici, ma anche iconografici, arre- stica in genere, trascurandone la spe-
di, contesti, ecc.); cificità, e limitandone gravemente la
• linguistica genetica (formazione capacità di contribuire alla conoscen-
della parola, appartenenza, modifi- za; ma, se la si emancipa dai condi-
cazioni, semantica). zionamenti che possono provenire
da altri ambiti disciplinari, la linguisti-
Ma mentre le prime discipline, che si ca può offrire molto di più nell’ambi-
basano su dati storici, possono solo to dell’esplorazione del passato. Un
illuminare l’età storica, appunto, la esempio lampante di quanto qui

*
Docente di Linguistica e Glottologia all’Università degli Studi di Perugia.

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affermato è costituito dalla conoscen- di indagine ha ottenuto lo status di rietà consistesse nell’utilizzo contem- Oppure il fatto che non collimino
za del mondo degli antichi Umbri, disciplina scientifica1). poraneo e intrecciato di procedure di deve suggerire che siano tutti falsi? O
che proprio all’indagine linguistica Non sarà inutile ricordare che una scoperta proprie di apparati discipli- sono tutti veri? Per principio sono
deve la sua “riscoperta” per noi disciplina scientifica si costituisce nari diversi, si annullerebbe ogni vali- tutti veri. Il problema consiste nel
moderni, vista la povertà dei reperti all’interno di uno specifico apparato dità scientifica al percorso. Quindi un renderli compatibili, o meglio (se
archeologici che lo riguardano. procedurale ed in funzione di un pro- oggetto di indagine va affrontato non lo sono) nel disporli in modo
Quando si afferma come un dato prio modello interpretativo (un para- attraverso la multidisciplinarietà, che non si contraddicano, in quanto
scontato la dipendenza culturale del digma), al di fuori dei quali non esi- piuttosto che l’interdisciplinarietà: di norma ognuno di quei quadri
mondo umbro antico da quello estru- ste alcuna possibile “scientificità” diremo anzi una volta per tutte che interpretativi osserva una parte della
sco da una parte e da quello romano (salvo la fondazione di un nuovo negli spazi tra una disciplina e l’altra verità (salvo che non si sia lavorato
dall’altra, ci si riferisce ovviamente modello interpretativo e di un nuovo (interdisciplinari) esiste un “deserto male e che qualcuno abbia forzato le
alla messe di oggetti di provenienza apparato procedurale): i cosiddetti scientifico”, non uno spazio di lavoro procedure del proprio campo disci-
etrusca (o laziale) o di imitazione che “dati” altro non sono che il prodotto scientifico. Salvo costruire una nuova plinare). Detto altrimenti, la proiezio-
l’archeologia ha portato alla luce in delle procedure (per l’archeologia, disciplina con modello e procedure ne sul piano “fattuale” di risultati
territorio umbro relativamente all’età p.es., il dato non è il reperto materia- che abbiano come specifico tale spa- apparentemente contrastanti prove-
storica. Per le età precedenti l’Italia le in quanto tale, ma è la posizione zio. Il che può avvenire, ma solo nienti da paradigmi diversi impone
centrale è sede di “culture” archeolo- che quel reperto ha all’interno della attraverso una piccola “rivoluzione non il rifiuto di questo o quel risulta-
giche che non è possibile raccordare rete interpretativa di cui dispone l’ar- scientifica”. to (con lo scopo di eliminare l’incon-
direttamente con nomi storici, come cheologo2). Ogni procedura dotata di Affermato allora che la corretta coo- gruenza), ma la necessità di una spie-
quelli di Umbri, Latini, Etruschi, per validità euristica all’interno di un perazione tra le diverse discipline gazione razionale della compresenza
cui sul terreno dei “resti materiali” la determinato paradigma otterrà dun- deve consistere nel confronto tra gli dei risultati apparentemente contrad-
relazione tra le genti di cui parliamo que risultati validi in prospettiva del- universi possibili che ognuna indi- dittori che li renda tra di loro compa-
si manifesta necessariamente solo in l’obiettivo che quel paradigma si pro- pendentemente costruisce, ci si può tibili.
epoca storica; e in quest’epoca, ripe- pone, e non potrà essere inficiata che chiedere come comportarsi di fronte Allora sarà da chiarire quale sia lo
tiamo, il “debito” è tutto a carico degli all’interno del paradigma di riferi- a quei casi in cui gli universi costruiti specifico della linguistica, in direzio-
Umbri. Ma, se consideriamo il ver- mento. E se ogni disciplina costruisce all’interno dei singoli quadri interpre- ne della ricostruzione del passato.
sante linguistico delle relazioni in un “universo possibile” all’interno tativi non appaiono compatibili tra di Diremo che l’indagine linguistica (1)
questione, le cose si presentano in delle proprie procedure, ne discende loro3. Dobbiamo pensare che uno sia può raggiungere informazioni sulla
modo radicalmente opposto. E quan- che l’unica “interdisciplinarietà” quello vero, e che gli altri siano falsi? pertinenza o meno di una voce a un
to affermo è la legittima conseguenza ammissibile deve consistere nella
dell’applicazione dello specifico giustapposizione degli “universi pos-
della linguistica, che è qui intesa sibili” costruiti all’interno delle speci- 3
Si potrebbe pensare che per far chiarezza sul quadro etnologico dell’Italia in epo-
come l’unico strumento di indagine fiche procedure di discipline aventi ca predocumentale sia utile abbinare ai dati della linguistica quelli dell’archeologia, in
possibile per operare negli spazi ai lo “stesso” oggetto di studio, e mai particolare della paletnologia, che studia i reperti preistorici delle culture dell’età del
quali non accedono le altre discipline nell’interferenza delle diverse proce- bronzo e del ferro. Ma gli abbinamenti del genere vanno considerati con sospetto, per-
(come è giusto che sia, se un ambito dure di scoperta. Se l’interdisciplina- ché le “unità” con cui si lavora nelle diverse discipline sono tra di loro incom-
mensurabili e non sovrapponibili. Così l’unità che si utilizza in linguistica storica, l’iso-
glossa, non ha nulla di coincidente con l’unità con cui si lavora in paletnologia, cioè il
1
Non sia inteso come un vezzo il fatto che la linguistica storica, specialmente nella “tipo”, e gli insiemi costituiti dalle unità linguistiche, le “lingue ricostruite”, non hanno
versione dell’indeuropeistica, rivendica uno statuto scientifico assolutamente esem- a che vedere con gli insiemi costituiti dalle unità paletnologiche, le “facies”. Né si può
plare tra le scienze dell’uomo, dato che le “corrispondenze costanti” sulle quali si fon- dire che vi siano ragioni di sovrapponibilità tra le due entità, giacché a una stessa
da sono le uniche “leggi” ineccepibili riscontrabili tra i prodotti del comportamento facies culturale possono corrispondere molte diverse realtà linguistiche, e viceversa.
umano. Sarebbe come sostenere che nell’Europa attuale si parla una sola lingua perché le
2
Carandini, passim. automobili e le stoviglie sono sostanzialmente le stesse in tutta l’area considerata.

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dato sistema linguistico, e che (2) caratteristiche della cultura che ha mondo umbro rispetto agli altri per della “ricostruzione” degli antefatti che
molto spesso può pervenire ad una elaborato quel lessico, il riflesso di l’età in cui si sono diffuse quelle paro- hanno portato l’Italia al quadro etnico
collocazione cronologica relativa del tassonomie e classificazioni che cor- le. Tale età è giocoforza da porsi prima di età storica si debba fondare su basi
termine rispetto ad altri che con quel- rispondono a opzioni culturali che di quella storica, prima cioè dell’epoca linguistiche. E ciò anche se alle confi-
lo “fanno sistema”; che (3) può illu- nel loro insieme non possono che in cui alle costellazioni socio-politico- gurazioni culturali dell’epoca protosto-
minare le relazioni che intercorrono essere peculiari solo del gruppo culturali si possono abbinare i nomi di rica si è costretti ad attribuire nomi
tra un piano “significante” (la forma umano che le ha elaborate: ogni les- Umbri, Etruschi, Latini, ecc. Scrive “archeologici” (e non nomi storici),
cioè dell’espressione verbale, sostan- sico infatti organizza, sistema e seg- infatti un grande archeologo della pro- come quelli di “protovillanoviano”,
ziata in una sequenza di “suoni lin- menta nei suoi termini in modo tostoria, come Peroni: « Se dunque “subappenninico”, e simili: a nessuno
guistici”) ed un piano “significato”, diverso dagli altri lessici una visione consideriamo - per ora - le unità etni- sfugge infatti che, magari nascosti tra-
vale a dire il valore d’uso con cui i del mondo e delle idee. In questo che dell’Italia antichissima fondamen- sversalmente rispetto alle configura-
parlanti utilizzano quella sequenza; senso conoscere dei complessi lessi- talmente alla stregua di unità linguisti- zioni degli archeologi, vivevano, agi-
che (4) può esplicitare la relazione cali (non singole parole, certo!) di che, notiamo a prima vista che queste vano, producevano e parlavano i pro-
che intercorre tra tale valore d’uso e una lingua significa già poter entrare ultime sono suscettibili di venir rag- genitori degli individui che qualche
le possibili nozioni mentali che quel- nel quadro culturale caratteristico dei gruppate in un certo numero di ceppi secolo dopo avrebbero dato luogo alle
l’uso veicola; e così via. Tra le poten- suoi utenti/elaboratori. abbastanza ben distinti tra loro: 1. più genti che chiamiamo Umbri, Etruschi,
zialità offerte dalla linguistica compa- Per quanto attiene allo specifico del ceppi indoeuropei, legati da una certa Romani, ecc. E, come si capisce facil-
rativa, quella più significativa consi- nostro argomento, la conoscenza del affinità tra loro (ad esempio il latino mente, questi “prodotti” umbri diffusi
ste proprio nella possibilità di cono- mondo degli antichi Umbri, la lingui- con il gruppo osco-umbro-sabellico o in epoca pre-storica non sono meno
scenza del passato attraverso lo stica è in grado di segnalare la valenza “italico”) o invece completamente significativi degli elmi, dei vasi, delle
“scavo nelle parole”, che, se condot- semantica e la pertinenza lessicale di distinti (ad esempio il venetico e lo statue che gli Umbri in età storica
to in modo scientificamente corretto, parole che appaiono in più lingue, iapigio-messapico tra loro e rispetto acquisteranno dagli Etruschi, o dai
permette di entrare in contatto con le individuandone l’originaria pertinenza agli altri ceppi appena menzionati), Romani, giacché si tratta di parole di
“idee” e le “cose” che le parole desi- e quindi il percorso da esse compiuto mai comunque riconducibili l’uno cultura che veicolavano concetti e
gnavano. nel diffondersi dall’una all’altra. all’altro; 2. uno o più ceppi “prein- nozioni di civiltà.
Ma a proposito della relazione tra Esistono infatti alcune parole che ricor- doeuropei” o “mediterranei”, docu- Si sono rivelate infatti di origine
parole e cose, alcune considerazioni rono uguali o con minime variazioni mentati in gran parte non da contesti, umbro-sabina importanti voci romane
preliminari sono assolutamente in ambito umbro ed etrusco, altre che ma da relitti linguistici, normalmente del lessico della viabilità (come via),
necessarie. ricorrono in ambito umbro e romano: parole isolate, soprattutto nomi di della terminologia giuridica (come
Nessuno può essere ormai così inge- per inconfutabili ragioni di fonetica luogo; 3. la lingua etrusca, sul cui arbiter, auctoritas, stipula), della teo-
nuo da credere (come in passato si è storica o di morfologia della parola è grado di estraneità o meno alle lingue logia e del culto (come Cerere o ponti-
fatto) che una lingua sia “l’anima” di quasi sempre necessario assegnare l’o- indoeuropee si è a lungo discusso, fex), dell’ideologia sociale (come vir,
una cultura, e che all’occhio attento rigine di tali voci all’ambiente umbro, e introducendo i termini più svariati, familia, curia), dell’organizzazione
possa rivelare l’immagine fedele della non a quello etrusco o a quello latino. come quello di “periindoeuropeo”, ma militare (come centuria, hastatus,
cultura che in quella lingua si esprime. E poiché è una “legge” storica che i che - almeno allo stato attuale degli cinctus, fundere). Ma quello che segna
Il rapporto lingua: cultura non è biuni- prestiti lessicali avvengano dalla lingua studi - resta comunque estranea al un notevole passo avanti nella nostra
voco e non è necessario; infatti una dell’ambiente più prestigioso a quella classico albero genealogico indoeuro- conoscenza dei rapporti protostorici
cultura si può esprimere in più lingue dell’ambiente meno prestigioso (alme- peo, e la cui stretta parentela con lin- tra le culture dell’Italia centrale prero-
diverse e culture diverse possono no relativamente al settore delle atti- gue egeo-asiatiche preelleniche è mana è il fatto che un attento studioso
esprimersi in una stessa lingua. vità umane cui la parola si riferisce), comunque indiscutibile». Da quanto tedesco come Gerhard Meiser4 ha
Tuttavia c’è una parte della lingua, il l’esistenza di prestiti umbri in etrusco e precede si capisce come gran parte recentemente riconosciuto in etrusco
lessico, che è in grande misura il in latino va evidentemente interpretata
riflesso di scelte cognitive del reale come l’indizio di una “superiorità” del 4
Gerhard Meiser, in corso di stampa.

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la presenza di numerosi prestiti cultu- però, non emerge da resti materiali funzione che può avere lo strumento tura degli Umbri consiste per noi
rali umbri: così usil ‘sole’, lus?nei che siano sopravvissuti all’inclemen- etimologico nell’interpretazione di moderni in ciò che su quelle tavole
‘luna’, ais ‘divinità’, laive ‘sinistro’, cle- za del tempo, ma dallo “scavo nelle un testo in una lingua ignota (o par- c’è scritto, più che in resti materiali: in
tram ‘barella rituale’, tular ‘confine’, parole” scritte sulle tavole di Gubbio, zialmente ignota) è quella di fornire “parole” insomma, più che in “cose”.
cela ‘cantina, camera sotterranea’, cioè da uno studio di natura sostan- la “sostanza” alle “caselle vuote” È ben vero che nell’ultimo ventennio
nefts ‘nipote’, prumts ‘pronipote’; inol- zialmente etimologica. identificate dall’analisi testuale; farne l’archeologia ha fornito un contributo
tre alcuni teonimi, come Menerva È chiaro che il valore etimologico di a meno è come pretendere di entrare interessante alle nostre conoscenze
‘Minerva’, Uni ‘Giunone’, Fufluns una parola, anche se è corretto, non nella fonologia di una lingua igno- del territorio umbro in età protostori-
‘Liber’, Ne?uns ‘Nettuno’, Selvans ‘Sil- può costituire di per sé il valore randone totalmente la sostanza fone- ca; ma quello che si è trovato non tra-
vano’5. E ancora la voce etrusca lautn testuale della stessa, in quanto nel tica, come non pertinente all’obietti- smette messaggi più eloquenti del
‘famiglia’ sarebbe da umbro lautun < migliore dei casi l’etimologia rag- vo. L’una cosa ha bisogno dell’altra, testo iguvino, semmai ne rafforza la
indeuropeo *leudhon-, e così l’etrusco giunge quello stato particolare che non foss’altro che per un transito di lettura. Da questo discende l’innega-
lucumon ‘re’ sarebbe un aggettivo una parola ha quando è un neologi- orientamento. bile necessità che tale cultura sia stu-
umbro *loukmo- ‘splendente’ (impie- smo, ed anche perché sul versante Quello che sin qui si è detto non diata in particolare da chi controlla le
gato con valore metaforico)6. Di origi- semantico la tecnica ricostruttiva non significa che lo strumento etimologi- tecniche specifiche per lo studio e la
ne umbra sono state poi riconosciute è in grado di fornire garanzie sulla co non debba essere soggetto a rigi- valutazione delle “parole”, cioè dai
da altri ulteriori voci etrusche dell’or- reale consistenza del valore raggiun- de restrizioni ai fini di un corretto uso linguisti storici. Gli studiosi delle
ganizzazione civica, come tular ‘cippo to. Ma è anche vero, e non va dimen- nell’ambito dell’ermeneutica testuale. “cose”, infatti, dispongono di mate-
di confine’ e maron- ‘magistrato cura- ticato, che in assenza di ipotesi eti- Anzitutto necessitano restrizioni riale troppo scarso per la “ricostruzio-
tore’. mologiche le tavole di Iguvium interne alle procedure etimologiche ne” di una realtà che è stata senz’altro
Per utilizzare un’immagine di sapore sarebbero ancora mute: lo dimostra stesse, in quanto tali: la ricostruzione più vitale e decisiva nella formazione
“romantico”, si direbbe quasi che gli lo stato arretrato dell’ermeneutica del di una radice, p.es., ha un valore della civiltà in territorio italico di
Umbri non abbiano inteso convoglia- liber linteus etrusco della mummia di pressoché nullo ai fini ermeneutici quanto i resti materiali lascino inten-
re le loro energie creative nelle tecni- Zagabria, che, in assenza di lingue (mentre può averne nella prospettiva dere.
che di produzione materiale o in sufficientemente affini da poter per- di riconoscere l’appartenenza di una Ma le tavole di Gubbio non sono solo
quelle di edificazione, ma si siano mettere una “normale” comparazione lingua ad una famiglia); il confronto un elenco di parole iguvine antiche,
meglio espressi nell’elaborazione di e la “normale” ricostruzione che ne deve avvenire fra temi (cioè “parole”) sono un testo, anzi, un gruppo di
strutture sociali, di un’ideologia del consegue, si può affidare al solo stru- compatibili sia nell’espressione che testi. E un testo è ben più che un
rapporto uomo-dio, di una teologia mento dell’analisi testuale e all’ap- nel contenuto. Inoltre si devono mucchio di parole, è un messaggio
sofisticata, di una ritualità complessa porto dell’antiquaria. Se è lecito il rispettare restrizioni “esterne” alla complesso che non solo porta al let-
e ricca di significati. Tutto questo, paragone paradossale, diremo che la procedura etimologica, specialmente tore degli espliciti contenuti “referen-
quella di far intervenire lo strumento ziali”, ma che permette anche di rica-
etimologico solo dopo aver indiziato varne altri sottesi al messaggio stesso
5
Inoltre tra i nomi di famiglia Meiser ha osservato la diffusione in Etruria dei genti- il valore della parola su basi testuali e non esplicitati.
lizi italici Vibo-, Helvo-, Herino-/Herio-, Petro-/Petron-, Pompo-/Pompon-, Roufo-, (stiamo parlando di un testo già lar- D’altro canto, benché nel caso del-
oltre ai già noti Loukio- ‘Lucius’, Tito- ‘Titus’, Gauio- ‘Gaius’, Gnaiuo- ‘Gneus’. Infine gamente noto, come quello iguvino; l’antico umbro ci si possa dire fortu-
restituisce ad origine umbra il toponimo Populonia, che è l’umbro Poplona ‘dea del per un testo come quello sulla benda nati rispetto alla situazione di molte
poplos (l’esercito)’, cioè la controparte umbra della latina Bellona.
6
Estremamente importante, a mio vedere, è il fatto che questi termini, anziché esse-
di Zagabria, se conoscessimo lingue altre lingue del passato che ci sono
re attribuiti all’influenza del latino in etrusco, come si faceva fino ad alcuni anni or imparentate con l’etrusco, in un note solo da frustuli insignificanti, il
sono, siano tutti attribuiti alla paternità dell’umbro, anche contro la versione che in primo momento sarebbe necessario testo iguvino lascia il ricercatore in
alcuni casi tendeva a fornire di queste coincidenze una versione che privilegia l’origi- un maggior “coraggio” suppositivo una condizione di particolare disagio
ne etrusca, e ciò per il solo motivo che, sulla scorta dei resti archeologici di epoca sto- da parte dell’etimologo). per il fatto di essere ricco di informa-
rica, si presuppone che questo fosse l’ambiente dotato di maggior prestigio tra i due. Si deve quindi ammettere che la cul- zioni esplicite e sofisticate solo in un

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settore della cultura degli antichi abi- si può dire con una certa soddisfazio- Eventi di massa e formazione delle competenze
tanti di Gubbio: quello della liturgia. ne che il lavoro cumulativo di nume-
In altri termini, pur avendo messo a rose generazioni di studiosi ha rag- nell’ambito dei Beni Culturali: il ruolo delle Uni-
nostra disposizione il più significati- giunto ai giorni nostri un livello di versità Popolari e della Terza Età in Italia.
vo testo rituale di tutta l’antichità clas- sufficiente “consolidamento”, tanto
sica, l’umbro rimane una lingua a che se ne è potuta tentare una opera-
frammentaria documentazione, che zione di sintesi7.
ci nega la testimonianza di settori
importantissimi del lessico, come
quello degli oggetti quotidiani, quel- di ALBERTO CIPRIANI*
lo dell’agricoltura, quello dell’alleva-
mento, quello dell’ambito giuridico, Bibliografia Occorre un’educazione al bello, l’apprendimento e l’apprezzamento di un “lin-
quello delle attività militari, quello guaggio” che consente di “vederlo”, o appunto di “saperlo vedere”. Questo è pro-
del corpo umano, quello del mondo Augusto Ancillotti, Romolo Cerri, Le
tavole di Gubbio e la civiltà degli prio lo scopo di quel filone educativo che le Università per adulti stanno perse-
animale e vegetale, e così via. Di tutti guendo per l’ottimale e generale fruizione dei Beni Culturali che ci circondano.
questi settori della cultura iguvina Umbri, Edizioni Jama, Perugia
antica si hanno pallide immagini che 1996.
possono solo far rimpiangere l’assen-
Andrea Carandini, Storie della terra,
za di testi specifici.
È con questo limitato materiale Torino 1986.
testuale e lessicale che si è comun- Gerhard Meiser, Le relazioni fra la lin-
que potuto recuperare molto del gua umbra e la lingua etrusca, in
mondo culturale retrostante i testi L’umbro e le altre lingue dell’Italia
delle tavole. Dunque gran parte delle antica, “Atti del 1° Convegno Inter-
affermazioni che costituiscono il Non a caso questo convegno ha Che la fruizione più ampia possibile
nazionale sugli Antichi Umbri” assunto, nel proprio titolo, la dizione dei nostri Beni Culturali sia stata a
discorso del ricercatore sulla civiltà
umbra antica sono il risultato di infe- (Gubbio, 20-22 settembre 2001), in che suona come un ben comprensi- lungo trascurata, non è una novità.
renze linguistiche, certo condotte corso di stampa. bile slogan: Non più visitatori, ma Mi viene in mente un libro uscito nel
secondo una metodica rigorosa, ma protagonisti. E non a caso è stato 1930, che ha avuto fortuna (con
Renato Peroni, Enotri, Ausoni, Itali..., in posto in premessa il passaggio dal molte edizioni) negli anni Cinquanta
pur sempre frutto di procedure argo- “Italia, ommum Terrarum parens,
mentative, non di prove materiali o di sistema di educazione a quello di e Sessanta del secolo scorso. Sto par-
Milano 1989. apprendimento, che corrisponde lando di “Saper vedere” di Matteo
testimonianze dirette. Ciononostante
bene all’attuale quadro sociale. Il Marangoni: un libro certamente data-
convegno infatti riguarda la fruizione to, ma che – forse per primo – cerca-
dei Beni Culturali, argomento che va di convincere gli italiani, usando
oggi - come cercherò di dimostrare un tono accattivante e suasivo, a farsi
sulla scorta di esperienze personali e coinvolgere nelle tante occasioni arti-
maturate nell’Università del Tempo stiche offerte dal nostro paese. “Il
Libero di Pistoia - ha molteplici popolo italiano è quasi cieco in
valenze: culturali, largamente sociali, mezzo a tante bellezze”, scriveva
economiche. l’autore e contestava la tipica frase, in
7
Mi riferisco alle pubbllicazioni dello scrivente, in particolare: Augusto Ancillotti -
Romolo Cerri, 1996. * Vicepresidente della Federazione Italiana per l’Educazione Continua.

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realtà frutto di disimpegno, che si zioni peculiari di degrado: la cosid- dell’UPTER, tracciato da Stefania Lau- quelli del quadro culturale. Cioè
udiva in giro: “il bello lo vedono detta “crisi del Trecento”, punto di renti, sono incluse soste in alcune saranno favoriti i luoghi e le città che
tutti”. In realtà occorre un’educazio- svolta per la decadenza storica di città della Toscana, fra cui Pistoia. potranno “vendere” (senza mercifi-
ne al bello, l’apprendimento e l’ap- Pistoia, fino ad allora rilevante città- Stefania, che con noi è sempre stata carli, qual è l’intento del cosiddetto
prezzamento di un ‘linguaggio’ che stato medioevale. Però constatavo prodiga di suggerimenti e ci ha gui- “marketing urbano”) i propri prodotti
consenta di ‘vederlo’, o appunto di che altre città, ed in particolare Firen- dato in diverse escursioni romane, culturali; ovviamente se sapranno
‘saperlo vedere’. ze, avevano superato di slancio que- stia certa che le prepareremo una presentarli, se riusciranno ad aggre-
Questo è proprio lo scopo di quel sta crisi; che, anzi, era stata quasi il completa e gratificante rappresenta- gare intorno ad essi una condivisa
filone educativo che le nostre Univer- punto di partenza di un prodigioso zione della nostra città e delle sue politica culturale. Questo è il tipo di
sità, federate nella FIPEC (che anche sviluppo. Uscita dalla cupa atmosfera bellezze. educazione per la quale le nostre
nell’acronimo denuncia la volontà di delle processioni penitenziali dopo le C’è però un altro aspetto su cui vorrei Università, che da anni conducono
tendere alla “educazione continua”), terribili pestilenze del XIV secolo, soffermarmi, quello economico. Si sa corsi di vario livello culturale ed arti-
stanno perseguendo per l’ottimale e con la popolazione pressoché dimez- bene che fra le nostre non molte, e stico, possono dare una mano.
generale fruizione dei Beni Culturali zata, nonostante i grandi cambiamen- non del tutto adatte, capacità di muo- C’è anche un aspetto politico da valu-
che ci circondano. Il punto che devo ti sociali e la cultura che Huizinga ha versi nell’economia globalizzata, tare. Non sembra che oggi il nostro
trattare è se le nostre Università definito “della polvere e dei vermi”, spicca quella, non adeguatamente patrimonio artistico riceva tutta la
Popolari, o del Tempo Libero, o del Firenze era ‘esplosa’ nel suo splendi- sfruttata, delle risorse del turismo considerazione che merita. Io vivo in
Tempo Disponibile, o della Terza do primo Quattrocento ed era dive- d’arte. John Maynard Keynes, in una una regione certamente ai primi
Età, o comunque si chiamino, possa- nuta la Dominante, mentre altri cen- famosa conferenza del 1930, si inter- posti, quanto ai beni artistici e cultu-
no svolgere o già svolgano un ruolo tri, pur limitrofi, affondavano nella rogava sulle “prospettive economi- rali che può vantare: ma ora, forse
del genere. E il fatto che sia stato scel- subalternità. Come si spiegava questo che per i nostri nipoti” e diceva che, provocatoriamente, è stata affacciata
to il rappresentante dell’Università di fenomeno? Ebbene, io credo di aver- nel giro di cent’anni, molti problemi l’ipotesi perfino di una chiusura tem-
Pistoia, città certamente periferica ma lo compreso visitando la bellissima di lavoro, a quel tempo legati alle poranea degli Uffizi, mentre si pon-
collocata in quel ‘contenitore’ di Beni mostra che si tenne a Firenze, in nuove tecnologie che risvegliavano gono problemi per le attese esposi-
Culturali che è la Toscana, credo sia Palazzo Vecchio, nel 1990. Una echi luddisti, sarebbero stati superati. zioni (è in atto quella del ‘ripulito’
significativo. Le nostre esperienze al mostra che metteva bene in evidenza Ebbene, siamo relativamente vicini al David di Michelangelo), mentre ad
riguardo, infatti, possono esser simili tutto il gusto del bello, la voglia di 2030, e forse certi problemi si sono una Sovrintendenza è stato tagliato il
a quelle di tante altre piccole realtà: vivere (direi quasi la rivalsa della vita aggravati; non credo infatti che lord telefono, gli Archivi di Stato (deposi-
non importa essere a Roma, a Firenze sulla morte, che fino a poco prima Keynes potesse intuire lo sviluppo tari di grandi e spesso ignorati tesori)
o Venezia, per creare uno specifico aveva mietuto vittime e seminato dell’economia globalizzata. soffrono di un’umiliante scarsità di
livello educativo rivolto ai beni cultu- disperazione), il modo diverso – e Ho visto che in questi giorni è stato mezzi. E potrei continuare; ma voglio
rali locali. condiviso – di affrontare la nuova esi- riprodotto negli Oscar Mondatori un solo dire che le nostre Università pos-
Intanto si può dire che ogni regione e stenza; quel modo che in appena testo che, quando uscì (1996), fece sono collaborare a divulgare la cono-
praticamente ogni città ha le mostre, i vent’anni fece di Firenze la capitale scalpore: “La fine del lavoro” di scenza di questi ‘contenitori’ locali,
musei, i monumenti che caratterizza- mondiale dell’arte e della cultura. Jeremy Rifkin. Un libro in cui, forse che ora patiscono le strettezze dell’e-
no le rispettive politiche culturali. Si Con la nostra Università, come fanno con qualche provocatoria esagerazio- conomia moderna; strettezze che – è
può dunque partire da questi ele- molte consorelle, visitiamo queste ne, viene ipotizzata una jobless risaputo – primariamente gravano sui
menti. Se mi è consentito citare un’e- mostre, e cerchiamo di illustrare lo society, una società senza lavoro; o, comparti culturali.
sperienza personale, io ricordo bene specifico (storico, artistico, monu- meglio, senza quel tipo di lavoro cui Proprio in relazione all’aspetto politi-
di essermi dedicato – come cultore e mentale) delle nostre città, anche rea- siamo abituati ed a cui siamo stati co vorrei dire di un’esperienza per-
scrittore di storia locale – ad un pro- lizzando scambi culturali fra noi. Ad educati. Si imporranno i lavori di ser- sonale, fatta anni fa come assessore
blema che aveva appassionato molti esempio, vedo con grande piacere vizio e spiccheranno – acquisendo del mio Comune, con delega anche
storici e creato, nella mia città, condi- che nel programma di visite guidate addirittura forme oligopolistiche – per il turismo; esperienza che cerco

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di ripetere ora, nell’Università del zioni artistiche, monumentali, tradi- Il significato dell’Archeologia nella società
Tempo Libero di Pistoia. A quel zionali, folcloristiche, perfino gastro-
tempo facevo periodicamente racco- nomiche. È quello che facciamo oggi contemporanea.
gliere, con un nostro mezzo, i turisti con le visite delle Università conso-
di Montecatini Terme (oltre due relle, attraverso la mediazione della
milioni di presenze annue) e li porta- FIPEC; consapevoli del fatto che un
vo a Pistoia per la visita della città. La flusso di visitatori, accuditi ed appa-
visita era preparata per consentire a gati nella loro voglia di conoscenza,
questi ospiti – come dicono gli anglo- sono in grado di attivare una compo-
sassoni – di “respirare” la città stessa: nente turistico-artistica che si prolun- di MIRELLA SERLORENZI*
cioè di coglierne, sia pur con una gherà, attraverso le varie generazioni,
breve permanenza, l’essenza e la nel tempo. L’archeologia, comprendendo tutti gli ambiti di studio che riguardano le azioni,
peculiarità storiche, le caratterizza- il pensiero dell’uomo e le relazioni che ebbe con i suoi simili, può fornire una
chiave di lettura della società contemporanea. Solo la conoscenza profonda del-
le nostre radici ci permette di appropriarci del passato, di rivisitarlo, modifican-
dolo in modo infinito in base alle esigenze attuali.

All’alba del nuovo millennio in “L’archeologia si occupa delle civiltà pas-


una società sempre più eterogenea sate per ricostruire, partendo dai dati mate-
culturalmente e votata ormai al capi- riali, le relazioni che uomini e società stabi-
talismo, quale significato può avere lirono fra loro e con l’ambiente.
l’archeologia? L’archeologia mira a riconoscere le tracce
lasciate dalla presenza umana in un territo-
L’interesse per il nostro passato può rio, nelle stratificazioni sepolte o alla super-
diventare universale? Un cinese o un ficie del suolo, e a comprendere in tal
africano riescono a capire che il modo le diverse civiltà negli aspetti più vari
Colosseo o la Venere Esquilina sono della loro cultura materiale, come delle più
semiofori importantissimi della cultu- alte manifestazioni artistiche.
ra romana? I resti archeologici non trasmettono tutta-
Per poter rispondere a queste via in linea generale un messaggio diretto,
domande provocatorie è bene ricor- la loro interpretazione richiede un com-
dare cosa s’intende oggi per archeo- plesso percorso di indagine scandito dalle
logia utilizzando una recente defini- tappe della individuazione, della raccolta,
zione di Daniele Manacorda della descrizione e dell’organizzazione dei
dati, che possono garantire il raggiungi-

*
Soprintendenza per i Beni archeologici di Ostia.

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mento di un’interpretazione storicamente riparte dal modello originale. traria che, se da un lato appoggia le serviti a nulla: la collettività apparen-
valida. azioni di tutela del patrimonio dello temente non ne ha beneficiato.
Alle soglie del nuovo millennio l’archeolo- “Tanto più sapremo guardare al classico Stato, non sempre concorda con le In realtà invece dietro a quel “fermo
gia interpreta alcune esigenze primarie non come una morta eredità che ci appar- rinunce che deve sostenere il privato lavori” si celano a volte bracci di ferro
della società, quali la natura razionale del tiene senza nostro merito, ma come qual- o in genere la collettività per il recu- tra i vari poteri, da un lato i Soprin-
sistema di conoscenze, la globalità delle cosa di sorprendente ed estraneo, da ricon-
forme del sapere, la necessità dell’incontro
pero di resti archeologici. tendenti che tentano di impedire
quistare ogni giorno, come un potente sti- distruzioni e speculazioni edilizie,
tra umanesimo e scienza, anche in funzio- molo a intendere il “diverso”, tanto più da
ne della salvaguardia dell’ambiente e della dirci esso avrà nel futuro2”.
L’ altra faccia della medaglia dall’altra i poteri economici e politici
sua valorizzazione. I beni archeologici, Ogni qualvolta mettiamo mano al che, in nome del progresso, vorreb-
intesi come prodotti del lavoro e del pen- Dal punto di vista teorico, dunque, la sottosuolo esiste una possibilità più o bero ignorare ciò che il sottosuolo ci
siero umano, svolgono una funzione inso- risposta alla prima domanda sembra meno elevata di incontrare stratifica- restituisce della nostra storia4.
stituibile per la loro capacità di conservare zioni archeologiche, di imbatterci in Il fatto che la maggior parte delle per-
e trasmettere i valori che riproducono la
sia stata in parte data ribadendo,
inoltre, in maniera forte, l’importanza resti che documentano la nostra sto- sone non conosca i reali meccanismi
nostra cultura e le consentono di trasfor- ria, di rinvenire opere d’arte. Questa che si innescano nel momento in cui
marsi consapevolmente1”. che hanno sempre avuto nella nostra
società i “Beni Culturali”. consapevolezza che dovrebbe rin- vanno salvaguardati dei resti archeo-
Esiste, però, un’altra visione della cuorarci sia come studiosi che come logici, significa che non si è in grado
In altre parole si può dire che l’ar- normali cittadini, fruitori del messag- di stabilire una comunicazione diret-
cheologia, comprendendo tutti gli realtà che riguarda l’attenzione che
dobbiamo porre nei confronti del gio di cui sono portatori i Beni Cultu- ta con i cittadini e che probabilmente
ambiti di studio che riguardano le rali, è diventata invece la nostra gab- si è dedicato troppo poco tempo per
azioni, il pensiero dell’uomo e le rela- nostro patrimonio culturale. Questa
attenzione è sempre stata una caratte- bia. Mai come in questo periodo gli una divulgazione seria e partecipati-
zioni che ebbe con i suoi simili, può archeologi, gli storici dell’arte e tutti i va, affinché l’opinione pubblica, che
fornire una chiave di lettura della ristica italiana che parte da molto lon-
tano - Raffaello scriveva, nella prima tecnici che lavorano nel campo della proprio questo convegno vuole pro-
società contemporanea. Solo la cono- tutela sono diventati così impopolari. muovere, diventi non più spettatrice
scenza profonda delle nostre radici, metà del Cinquecento, a papa Leone
X per lamentare e limitare la distru- In ambito urbano, ad esempio, gli ma protagonista dei processi di cam-
ci permette di appropriarci del passa- scavi sono vissuti come un impedi- biamento.
to, di rivisitarlo, modificandolo in zione dei monumenti classici di
Roma- in quanto si era già consci che mento al normale svolgimento delle A questo proposito è illuminante
modo infinito in base alle esigenze attività quotidiane. Il traffico deve quanto accaduto negli Stati Uniti d’A-
attuali. se non c’è salvaguardia del patrimo-
nio non può esserci fruizione. essere deviato con grande disagio dei merica circa dieci anni fa proprio in
In un recente saggio sul “Futuro del cittadini; i negozi possono essere rag- un paese che come tutti sappiamo,
“classico”, Salvatore Settis attraverso In questi ultimi tempi invece sta
avvenendo qualcosa di molto preoc- giunti solo con scomode passerelle a non hai mai realizzato una legislazio-
un’analisi storico-artistica, ripercorre discapito delle vendite. Alla fine di ne per la conservazione dei Beni Cul-
all’indietro quella strada che unisce i cupante: da una parte i politici hanno
deciso che l’unico modo per salvare tutto ciò, molto spesso, i ruderi ripor- turali (non né aveva necessità) e in cui
grattaceli post-moderni, alla “Casa tati alla luce rimangono estranei al la maggior parte dei reperti archeolo-
Bianca” di Washington, al pulpito di il bilancio del nostro paese è quello
di far cassa sdemanializzando i Beni tessuto della città viva o peggio anco- gici contenuti nei Musei provengono
Nicola Pisano, fino ai Greci e ai ra, gli stessi resti vengono rinterrati. dal mercato clandestino. Ma al con-
Romani, per mostrare come nel corso Culturali dello Stato - le ultime legi-
slazioni inoltre hanno limitato enor- Allora gli sforzi sopportati da tutti tempo l’America è uno Stato in cui l’o-
del tempo, l’idea del “classico” sia durante il periodo delle ricerche pinione pubblica svolge un ruolo
mutata, ogni volta però rigenerando memente gli strumenti di tutela da
parte delle Soprintendenza territoria- archeologiche, sembrano non essere decisivo e nel caso del rinvenimento
se stessa in una nuova forma che
li3- dall’altra l’opinione pubblica con-
3
In proposito si veda l’articolo di input 3 di M. Serlorenzi, “Beni culturali svendonsi”.
4
Si pensi a quanto è avvenuto a Roma per il sottopasso di Castel Sant’Angelo duran-
1
D. Manacorda, 1990. te i lavori per il Giubileo e che è costato ad Adriano La Regina, Soprintendente di Roma,
2
S. Settis, 2004, p. 114. il titolo di “Signor No”.

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di un’area cimiteriale a Manhattan, 10-12 ore al giorno per 7 giorni alla storico e quindi vincolata, diventando missione Franceschini (che per prima
come si vedrà di seguito, è stata fon- settimana. così il primo sito sotterraneo protetto a ha dato, negli anni sessanta, una defi-
damentale, non solo per la realizza- La comunità afro-americana, piena- New York. nizione moderna di Bene Culturale):
zione dello scavo, ma anche per la sua mente informata dei fatti, mise in atto Quando il futuro del sito sembrava “erano testimonianze materiali che
musealizzazione. una campagna di sensibilizzazione omai assicurato nascevano ancora avevano valore di civiltà”.
dell’opinione pubblica. Vennero altri contrasti, di tipo socio-politico.
Il cimitero Afro-Americano a New denunciate non solo le pressioni fatte Dietro la querelle tra i vari esperti, su Un dialogo interrotto
York per velocizzare la ricerca archeologi- come affrontare le varie analisi degli Tornando all’Italia, possiamo dire che
Nel 1991 la General Services Agency ca, ma principalmente venne posto scheletri rinvenuti, in realtà si celava l’enorme concentrazione di resti
(GSA) of the United States Governe- l’accento sul fatto che i lavori di la più ovvia tensione tra la cultura archeologici e il grande sviluppo edili-
ment ha progettato di realizzare un costruzione avrebbero distrutto per nera e bianca. La controversia emerse zio che è si è avuto negli ultimi anni
nuovo grattacielo a Manhattan per sempre un sito, con un significato nella forma più chiara, specialmente ha reso molto più complessa la risolu-
ospitare gli uffici dello United States così profondo per i popoli di New durante la discussione sulle analisi zione del problema. Quotidianamente
Attorney e gli uffici regionali dell’Envi- York. delle ossa e dei reperti già scavati. La ci si trova in casi analoghi a quello di
ronemental Protection Agency. Il sindaco della città (David Dinkins) comunità afro-americana chiese New York ed è evidente che non
Casualmente la zona scelta per l’edifi- intuendo le complicazioni che poteva- infatti agli studiosi, che fino a quel altrettanto quotidianamente si può
cazione fu quella comprendente due no venire da un eventuale distruzione momento si erano limitati soltanto a scegliere di costruire un memorial, ma
isolati presso la 290° di Broadway, che dell’area, scriveva allora al GSA per scavare il cimitero, senza nessun altro bisogna trovare una procedura stan-
coincideva con un’area cimiteriale del chiedere la sospensione dei lavori, ma progetto di ricerca, di rispondere a dard che assicuri da un lato la conser-
XVIII secolo usata dalla comunità il GSA rifiutò. precise domande: “Perché erano vazione dei manufatti e dall’altro
degli schiavi neri. Prima che il calce- Il 27 luglio del 1992 il presidente (Gus importanti le ossa? Che cosa poteva- garantisca la realizzazione di nuove
struzzo fosse colato per le fondazioni, Savage) della Congressional no dire? Quale storia individuale si opere.
più di 400 scheletri umani tornarono sub–Committeee (responsabile per i celava dietro quei resti?” Nacque, A partire dagli anni ottanta, fino alla
alla luce. L’impatto di questa scoperta contratti con la GSA) convocò una riu- quindi, uno scambio operativo tra le metà degli anni novanta del secolo
sulle comunità newyorkesi fu molto nione con i membri della GSA, del varie parti, che diede vita ad un scorso, quando ancora in Italia esiste-
forte e profondo per il particolare Landmarks Commission e con cittadi- nuovo, globale progetto di ricerca, va un serio dibattito tra le varie istitu-
significato che l’area assumeva nella ni interessati per fare chiarezza sui dimostrando quanto sia efficace l’in- zioni, ci si era ormai chiariti che si
storia della città. fatti. Nella riunione, dopo lunghe terazione tra archeologia e società potesse condurre una politica di pro-
Il GSA nell’ottobre 1991, subito dopo interrogazioni ai responsabili del pro- moderna. grammazione degli interventi urbani,
il rinvenimento, annunciava in una getto di costruzione, si apprese che È evidente infatti che il “valore” del integrata con la pianificazione, capa-
conferenza stampa questa scoperta e malgrado la GSA fosse a conoscenza sito, non era rivestito dalla monumen- ce di salvaguardare le fonti archeolo-
l’inizio degli scavi archeologici. L’Ente dell’esistenza di un cimitero storico in talità o dalla conoscenza in senso giche, evitando la rincorsa perdente
pur essendo sottoposto a pressione, quell’area, non fece piani alternativi in stretto delle aree cimiteriali del XVIII degli scavi di salvataggio, anche se
avendo l’obbligo legale di non inter- caso si fossero rinvenuti resti umani. secolo, che sono ampiamente note - condotti con metodologie corrette5.
rompere un contratto governativo, Tre giorni dopo Gus Savage fermava i quindi in questo senso, l’area non Oggi il quadro è completamente
promise inoltre che i lavori archeolo- lavori e nell’ottobre del 1992 il presi- avrebbe necessitato di essere conser- mutato e sono risultate non solo uto-
gici avrebbero avuto tutto il tempo dente Bush non solo ratificava tale vata - ma dalla testimonianza di un pistiche le previsioni, allora genero-
necessario per il loro svolgimento, decisione in legge ma, conscio del- periodo storico fondamentale per la samente delineate, circa le capacità
anche se comportava un ritardo nella l’importanza della scoperta, destinò 3 formazione della città di New York e delle Amministrazioni Pubbliche,
costruzione. Successivamente tale milioni di dollari per la costruzione di per la sua storia sociale e democratica. Enti Locali, Regioni e Stato, di guida-
patto non venne rispettato e gli scava- un memorial in onore della comunità Ovvero per usare le parole della Com- re i processi di trasformazione del ter-
tori furono soggetti a pesanti pressioni afro-americana. Il 4 marzo del 1993
anche se il lavoro veniva svolto per l’area venne dichiarata di interesse 5
Melucco Vaccaro, pp. 49-50.

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ritorio in modo compatibile con la Vale quindi la pena superare gli osta- debbono essere messe in condizioni taglia culturale potremo veramente
conservazione delle preesistenze; ma coli, fare in modo che si torni a tavo- di comprendere il nostro patrimonio vincere la guerra dell’integrazione.
addirittura, alcune volte sono proprio li di discussione dove intervenga in di conoscenze. Vanno ripensati i
quegli Enti Locali a non rispettare le maniera forte anche l’opinione pub- nostri Musei, la loro sistemazione
regole stabilite, ad ignorare la neces- blica che può dare un contributo espositiva, i loro cartelli esplicativi; Bibliografia
sità di eseguire sondaggi preventivi decisivo ad una risoluzione dei pro- dobbiamo sforzarci di rendere più Daniele Manacorda (a cura di), “Il
per pianificare ed evitare quel blemi, in particolar modo quelli con- fruibili le nostre aree archeologiche e mondo dell’archeologia” CD allega-
“rischio archeologico” tanto temuto. nessi ad azioni di Governo, per modi- monumentali. La scuola e i centri di to all’ Enciclopedia Italiana Trecca-
A peggiorare questa situazione è ficare la legislazione vigente o per Educazione Continua, ovviamente, ni.
intervenuto un muro di incomunica- fare in modo che vi siano maggiori hanno il compito principe di educare
bilità tra le varie parti: Università, finanziamenti per la ricerca e per la i nuovi cittadini, ma tutto il mondo Alessandra Melucco Vaccaro, Il rudere
Soprintendenze, Associazioni Cultu- tutela dei Beni Culturali. della scienza deve riuscire ad utilizza- archeologico, in “Atti Convegno
rali che sono entrate in un isolamen- Anche perché all’alba del terzo mil- re un linguaggio che sia universale. Internazionale di Scienza e Beni
to dove ognuno nel proprio ambito lennio dobbiamo porci problemi più Far comprendere la nostra cultura Culturali, 1996” (in corso di stampa).
fa quel che può, guardando solo globali di carattere sia teorico che significa confrontarla con altre cultu-
all’interesse particolare. pratico, dobbiamo, infatti, ancora re e questo scambio permette di Mirella Serlorenzi, Beni culturali sven-
Bisogna allora entrare nell’ordine confrontarci con una società multiet- giungere alla comprensione e al dia- donsi, in “input” n. 3, Roma 2003.
delle idee che quando si mette mano nica che deve essere messa in grado logo, permette cioè per rispondere Salvatore Settis, Il futuro del “classico”,
al terreno, sia per costruire opere di capire la nostra cultura. Torniamo, alla seconda domanda che “i nostri
Einaudi 2004.
pubbliche, industrie o private abita- così, alle domande che ci siamo posti passati” diventino universali. Solo se
zioni, questo è un momento straordi- in apertura e a cui non abbiamo saremo capaci di vincere questa bat-
nario per la ricerca e l’avanzamento ancora dato una risposta: Cosa pos-
delle nostre conoscenze storiche- sono rappresentare ad un cinese o ad
archeologiche. Ancora una volta un africano il Colosseo, Pompei o la
quindi i buoni propositi non possono Venere Esquilina?
essere solo teorici ma debbono esse- Probabilmente molto poco, in quanto
re supportati prevedendo le giuste quei manufatti sono portatori della
risorse da impiegare, rinnovando il cultura occidentale ma sono privi di
personale del Ministero dei Beni e significato a persone che non cono-
delle Attività Culturali, inserendo le scono nulla della nostra storia e delle
Università nelle pianificazioni territo- nostre tradizioni.
riale, interrompendo la spirale della Questo ovviamente non vuol dire che
cartolarizzazione degli edifici di inte- l’archeologia, la storia o l’arte antica
resse culturale e la dismissione del non abbiano più valore, al contrario
patrimonio dello Stato. bisogna implementare la loro cono-
scenza e renderla fruibile a tutti.
Verso una società multietnica Sono le modalità di comunicazione
La pratica archeologia in Italia, infatti, che debbono cambiare non i
se consideriamo la particolare situa- semiofori della nostra cultura. Agli
zione di densità di Beni Culturali pre- “addetti ai lavori” quindi si chiede
senti sul nostro territorio, malgrado i uno impegno superiore, si chiede
tanti problemi che si sono delineati, è una capacità a comunicare a persone
ancora tra le migliori del mondo. che nulla conoscono di noi e che

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A P P R E N D E R E L ’ A R T E

I mille volti della Storia dell’Arte: l’opera d’arte


e l’Idea del Bello nell’educazione permanente.

di FLORIANA MAURO*

La situazione del “voler sapere” apre uno scenario inconsueto ed una diversa e
difficile sfida per lo storico dell’arte. Il pubblico che sceglie di sapere, le migliaia
di adulti di età ed estrazioni culturali diverse esprimono un’esigenza di impor-
tanza significativa: riappropriarsi della storia e di quanto l’uomo ha realizzato,
sentirsi parte e partecipi di questa eredità.

L’esperienza dell’educazione per- certo possibile affermare che essa sia


manente che, com’è noto, si rivolge a realmente divenuta patrimonio cultu-
un pubblico di fruitori del tutto parti- rale di ognuno. L’oggetto artistico,
colare, quello degli adulti, ha coin- per certi versi ancor di più, il monu-
volto anche l’insegnamento di quelle mento architettonico fanno da sem-
discipline, come la storia dell’arte, pre parte della vita di ogni popolo, in
tradizionalmente riservate ad una qualsiasi epoca, in ogni continente.
elite culturale che vi si avvicinava, Eppure guardare non significa sem-
per lo più, attraverso un curriculum pre vedere e ancor più raramente
scolastico di alto profilo. Sebbene la capire ciò che si osserva. Infatti, le
fruizione dell’opera d’arte, nel senso arti figurative, come ogni altra mani-
di una possibilità di accesso ad essa festazione artistica, sebbene appa-
immediato o, diremmo impropria- rentemente realizzate attraverso
mente ‘purovisibilista’, sia stata nel mezzi semplici – la parola scritta, il
corso dei secoli, a beneficio di un colore, la pietra, la meccanica di uno
vasto pubblico – si veda per esempio strumento musicale, il movimento
il fenomeno dell’arte sacra – non è del corpo – necessitano di una serie

* Docente di Storia dell’Arte dell’Università Popolare di Roma.


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di strumenti critici che favoriscano la docente, come guida alpina, deve piacere necessario che induce l’uo- dunque, si impone all’attenzione
conoscenza e consentano, a chi ad saper condurre, percorrendo i sentie- mo ad azioni morali. Dunque, a pare- della società contemporanea non
esse si avvicina, di coglierne la com- ri giusti, ognuno dei mille arrampica- re del grande filosofo, l’arte non tanto e non solo per il suo apparente
plessità e la profondità, cioè, con un tori per cogliere almeno alcuni dei suscita un semplice, sebbene impor- valore assoluto e storico, ma per il
termine apparentemente banale, la mille volti della storia dell’arte. Tutta- tante, piacere estetico, perché, se suo portato di pensiero, per il suo
bellezza. Perché, infine, di questo si via non si esaurisce con la ricostru- così fosse esso si risolverebbe esclu- stabilire una relazione fra le cose e
tratta, cogliere la Bellezza, dunque, la zione di un percorso storico la richie- sivamente nel microcosmo dell’esi- l’uomo, per la capacità che ha di
semplice complicatezza, la razionale sta di un pubblico così motivato. L’in- stenza singola. L’arte e la percezione creare un rapporto di empatia e sim-
emozione che l’opera d’arte suscita segnante di Storia dell’Arte è scelto del suo complesso messaggio solleci- patia - in senso etimologico - tra l’uo-
da sempre nell’animo umano. dai suoi discenti come mediatore tra tano, invece, azioni morali, cioè sug- mo e il mondo. Se il Bello diviene
Questo in sostanza è, o dovrebbe la quotidianità e l’idea del bello. Gli si geriscono un fare che porta l’uomo a parte integrante della nostra esisten-
essere, a mio parere, l’obiettivo dello chiede, infatti, di identificare ciò che scelte il cui portato e il cui valore non za esso produce come ricaduta
storico e del critico d’arte impegnato è arte e ciò che, invece, resta nel si limitano all’interesse individuale immediata un benessere sociale,
nell’educazione permanente. campo dell’artigianato, ciò che può ma ad una attenzione significativa individuale e collettivo, che non può
Tale attività esegetica e interpretativa chiamarsi opera d’arte e ciò che è per il collettivo. Infatti, secondo Kant, non portare conseguenze positive.
è stata per lungo tempo riservata per possibile definire capolavoro, ciò che il bello non è in sé una proprietà Questa dunque, è la vera sfida cui il
lo più agli ambienti accademici e è bello e come e perché tale valenza delle cose, ma nasce da un rapporto docente è chiamato, questo l’impe-
rivolta, dunque, a un pubblico omo- ontologica dell’opera in esame è per- fra le cose e noi e, precisamente, dal gno, potremmo dire, politico e socia-
geneo e piuttosto ristretto. In misura cepibile e riconoscibile. L’esigenza, rapporto fra la loro immagine e il le cui oggi dobbiamo rispondere.
minore essa è stata riservata agli studi infatti, di chi tra il pubblico adulto si nostro sentimento. L’opera d’arte,
liceali anch’essi per loro natura elitari. avvicina a queste discipline, non è
Se, tuttavia, tale situazione, quella soltanto quella di saper collocare cro-
che sinteticamente definiamo scola- nologicamente Raffaello o Cezanne,
stica, era ed è dominata da una e nemmeno, infine, di riconoscerne i
necessità – culturale o professionale caratteri stilistici e l’identità culturale,
– quella del “dover sapere”, dobbia- ma piuttosto di imparare a leggere in
mo registrare negli ultimi decenni un filigrana quella idea del bello di cui
nuovo, prepotente bisogno, quello impadronirsi, perché diventi parte
del “voler sapere” che apre, dunque, della propria esistenza.
uno scenario inconsueto e una diver- Affrontare lo studio dell’opera d’arte,
sa e difficile sfida per lo storico del- spiegarne il significato, proporne una
l’arte. Il pubblico che sceglie di sape- lettura alta e profonda significa favo-
re, le migliaia di adulti di diversa età rire la creazione di una società
ed estrazione culturale esprimono nuova, poiché percepire e introietta-
una esigenza di significativa impor- re l’idea del bello significa a sua volta
tanza: riappropriarsi della storia e di costruire un nuovo modo di guardare
quanto l’uomo ha realizzato, sentirsi le cose e l’azione dell’uomo; secondo
parte e partecipi di questa eredità. Kant vuol dire creare un piacere
L’opera d’arte, nel suo iter storico, si disinteressato che si fa universale e
presenta quindi come una conquista, come tale potenzialmente rivolto a
rappresenta la vetta di una immagi- tutti. Esso ha la forma della finalità
naria montagna da raggiungere pas- senza contenere la rappresentazione
seggiando o arrampicando. E il di uno scopo, esso è oggetto di un

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Un esempio di scavo e di partecipazione popolare.

di GIUSEPPE FORT*

Il nostro obiettivo operativo è quello di integrare l’attività archeologica sul territo-


rio con opere di tutela dello stesso e delle sue emergenze archeologiche, attraverso
un’opera di “intelligence” in accordo con le autorità e una puntuale segnalazio-
ne di scempi, manomissioni, danneggiamenti o attività di clandestini.

L’Università Popolare di Roma ha mostra didattica, nonché alla creazio-


in corso, a partire dall’anno accade- ne di un archivio fotografico di tutta
mico 1999-2000, diversi progetti la ricerca, ricca di presenze romane
archeologici operativi. (due ville), e alla raccolta e studio di
Questi progetti sono stati creati dal antichissimi materiali geologici.
sottoscritto in stretta collaborazione In seguito ad attriti e incomprensioni
con i partecipanti ai corsi di archeo- con l’amministrazione comunale, la
logia realizzati nelle sedi di UPTER quale fino ad allora aveva comunque
Roma Nord. Si può dire, anzi, che finanziato i lavori, il progetto è stato
sono stati gli stessi partecipanti ad interrotto nel 2002.
avanzare tali proposte. In quello stesso anno è cominciato,
L’inizio risale al 2000 con il progetto presso la sede di Riano Flaminio, il
scientifico “Tiberina 2000”, per inda- progetto “Agro Veiente”, volto a stu-
gare le presenze archeologiche della diare e scoprire le emergenze
Riserva Tevere Farfa nel comune di archeologiche di quel territorio.
Torrita Tiberina. Il lavoro, grazie anche agli ottimi rap-
Il lavoro portato avanti ha dato luogo porti con la Soprintendenza Archeolo-
a due convegni scientifici e ad una gica per l’Etruria Meridionale e il
* Docente di Archeologia dell’Università Popolare di Roma.
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comune di Riano Flaminio, portava tata avanti da un cospicuo numero di sue emergenze archeologiche, attra- matizzato, consultabile anche da
alla scoperta di un centro abitato di iscritti all’UPTER, vale a dire un grup- verso un’opera di “intelligence” in pubblici amministratori e ricercatori.
grandi dimensioni in località Quarto di po di adulti che segue da anni corsi accordo con le autorità e una puntua- Riteniamo che progetti siffatti possa-
Macchiarella, con tracce di presenza di archeologia in un determinato ter- le segnalazione di scempi, manomis- no incontrare non solo il favore del
umana che vanno dall’epoca paleoliti- ritorio e che quindi passa da uno sioni, danneggiamenti o attività di pubblico vicino all’UPTER, ma anche
ca alla fine dell’impero romano. stato passivo, seguire corsi di archeo- clandestini. Ma soprattutto ci preme e soprattutto l’interesse delle pubbli-
L’opera dei volontari dell’UPTER si è logia, ad uno stato attivo, fare archeo- la sua valorizzazione attraverso ini- che amministrazioni, sempre più sen-
concretizzata a tutt’oggi in un conve- logia. Alcuni di essi mettono gratuita- ziative pubbliche e strutture di parco sibili alla fruizione e gestione del pro-
gno scientifico tenutosi nel giugno mente a disposizione del progetto le archeologico, mostre, ricostruzioni prio patrimonio naturale, archeologi-
2004 e nella realizzazione della carta loro conoscenze professionali (storici che tanta presa hanno sul grande co ed artistico, anche attraverso la
archeologica, mentre sono allo studio dell’arte, geometri, architetti, fotogra- pubblico. futura creazione di musei civici in
tutti i materiali archeologici recupera- fi, ecc.), mentre altri mettono a frutto All’interno del progetto, una parte queste aree della nostra regione
ti, essendo stata iniziata un’opera di ciò che hanno appreso dai corsi di importante viene svolta dai parteci- sprovviste di strutture museali, non-
archiviazione grafica e fotografica archeologia fino a qui frequentati. panti per la documentazione di ogni ché dell’interesse dei cittadini che
completamente informatizzata. Il secondo è l’assoluta interdisciplina- singolo reperto, dalla punta di selce vogliano conoscere la propria storia e
Lo scorso anno, infine, è nato presso rietà della ricerca. Vogliamo ottenere, ai resti di una chiesa, creando un cen- che pretendono giustamente che le
la sede di Montopoli Sabina nel Rea- cioè, dal nostro lavoro uno spettro tro di documentazione cartografica, testimonianze archeologiche del loro
tino il progetto “Castelli del Farfa”, completo dei territori presi in esame, un archivio fotografico digitale infor- passato siano tutelate e valorizzate.
volto a conoscere e studiare i castelli dalla preistoria al medioevo, dall’eco-
e le fortezze medievali lungo il fiume logia allo studio dei terreni, dall’arte
Farfa e dopo appena un anno di lavo- all’economia antica.
ro sono stati scoperti i resti del castel- Abbiamo sempre previsto di iniziare
lo di Tribuco, così famoso per le la nostra ricerca con ricognizioni
genti della Sabina, il quale con il pas- archeologiche di superficie, proprio
sare dei secoli era diventato una spe- perché riteniamo che il rapporto
cie di mito per abitanti e ricercatori, natura - cultura, così enfatizzato ai
distrutto nel corso del XII secolo e nostri giorni, sia stato addirittura fon-
mai più ritrovato fino a oggi. damentale per la nascita di culture e
Da ultimo segnaliamo l’inizio delle civiltà antiche.
procedure autorizzative del nostro Se, durante le nostre ricerche, pro-
“Progetto Minosse”, il tentativo cioè grammate per almeno un quinquen-
di creare nell’isola di Creta, una mis- nio a progetto, verranno individuate
sione archeologica dell’UPTER, volta nuove aree archeologiche rilevanti,
ad indagare aspetti non ancora cono- come è stato per Quarto di Macchia-
sciuti della famosa civiltà minoica, rella a Riano, degne di una indagine
basandosi sugli stessi metodi che approfondita (rilievo, scavo, ecc.),
hanno garantito il successo degli altri sarà ovviamente nostra cura richiede-
progetti archeologici dell’UPTER. re alla Soprintendenza competente i
Per entrare nello specifico, le metodo- permessi necessari.
logie utilizzate nei nostri progetti si Il nostro obiettivo operativo è anche
basano essenzialmente su due principi. quello, se possibile, di integrare l’atti-
Il primo e il più importante è la con- vità archeologica sul territorio con
siderazione che la ricerca viene por- opere di tutela dello stesso e delle

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A P P R E N D E R E L ’ A R T E

Storia di popoli e di culture che si incontrano.

di CARLA BAROZZI*

Storia, come storia di popoli e culture che si incontrano, scontrano, interagendo,


negoziando, ma sempre portando con sé la propria ricchezza culturale. Anche
con le migrazioni attuali i beni culturali immateriali si spostano, arricchendosi
o impoverendosi, sempre in ogni caso modificandosi, a seconda della storia del
popolo e del luogo d’approdo.

Fino a poco tempo fa, una visione materiale, ma può anche essere
forse troppo legata al nostro mondo e “immateriale”. Certo, se consideria-
al Mediterraneo come principale culla mo il termine bene culturale nel suo
di civiltà, faceva considerare l’Italia e significato classico, questo risulta
l’Egitto due luoghi dove è concentra- essere il prodotto che i “grandi” di un
to l’80% dei Beni Culturali mondiali. popolo hanno lasciato, soprattutto
Ma il concetto di “bene” si può allar- nell’arte. Ma se prendiamo in consi-
gare, se usiamo parametri diversi e ci derazione la cultura nel senso antro-
allontaniamo dall’idea classica di bel- pologico del termine, allora il “bene”
lezza. E se bene culturale è testimo- diventa immateriale ed è rappresen-
nianza di un popolo, allora non sono tato dal modo di nutrirsi, vestire,
forse “beni” anche i castelli turriti, organizzarsi socialmente, comunica-
chiamati Tata, dei Somba nel Benin, o re, che un popolo si è dato nel corso
i meravigliosi templi buddisti tibetani, della storia. Come disse Franceschini
molti dei quali, purtroppo, sono già nel 1964, “il bene culturale è qual-
andati distrutti? siasi testimonianza che ha valore di
Inoltre, il bene culturale non è solo civiltà”.
*
Docente di Lingua Italiana dell’Università Popolare di Roma.
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Anche la lingua, dunque, è cultura in porta a una perdita, a una necessaria che a contatto con modelli culturali La Moschea inaugurata nel 1996, che
quanto si riferisce ad una esperienza negoziazione, ad aggiustamenti in ed economici diversi, è cambiata sì, domina con i suoi minareti Monte
comune dei parlanti e riflette una modo che i mondi a contatto possano ma lasciando intatta la sua “anima”. Antenne, risponde senza dubbio alle
conoscenza del mondo, atteggiamen- interagire serenamente in uno scam- Tamanrasset, 2000 Km a sud di Alge- necessità d’incontro delle migliaia di
ti, credenze che le persone di una bio continuo: solo così si può parlare ri, nome mitico per i turisti malati di musulmani che abitano nella capita-
determinata cultura condividono. di intercultura. esotismo ed oasi, per lungo tempo le. Ed ogni venerdì, giorno dedicato
Come simbolo dell’identità sociale è Vorrei portare alcuni esempi di cultu- isolata ora ha un aeroporto, agenzie alla preghiera, la Moschea si riempie
un bene da salvaguardare tanto re che, nell’incontro con altri model- di viaggio ed è in continua espansio- di fedeli e intorno all’edificio nasce
quanto un quadro o un monumento. li, hanno subito delle modifiche, in ne. un mercatino pieno di colori e profu-
E insieme alla lingua il modo di orga- alcuni casi perdite, in altri hanno tro- Alcuni dei leggendari Tuareg, padro- mi nel quale ognuno può trovare
nizzarsi socialmente, le tradizioni e le vato strategie per mantenere le pro- ni di terre sconfinate, oggi si costrui- prodotti tipici del proprio paese.
abitudini sono beni culturali che prie caratteristiche. scono lì le loro case, iniziando il pro- Ecco ora il quartiere Esquilino, che
popolazioni nella storia, con sposta- Alcune culture, vissute in isolamento cesso di sedentarizzazione. Ma molti, conta quasi 8000 residenti stranieri,
menti, esodi, migrazioni si sono por- geografico, a contatto con il processo mantenendo intatta la loro anima di cui la metà cinesi che si impongo-
tate e si portano con sé. Come ha di “modernizzazione” del mondo cir- nomade, si impegnano in lavori che no per i loro esercizi commerciali che
osservato Lèvi-Strauss, “una cultura costante, non reggono e tendono a permettono loro di vivere ancora nel caratterizzano molte strade del quar-
ha la percezione di se stessa solo scomparire. È il caso dei Kulunge Rai, deserto, di usare il senso dell’orienta- tiere.
quando si confronta con le altre”. un popolo del Nepal, chiuso tra le mento, di incontrare il vento ed il Il cambiamento è avvenuto anche
Storia, dunque, come storia di popoli montagne in una natura rigogliosa. silenzio del Sahel. Sono infatti diven- nelle scuole, nei servizi, nelle nostre
e culture che si incontrano, scontra- L’impatto con i flussi turistici dei tati guide turistiche e camionisti, abitudini quotidiane. Altri sapori,
no, interagendo, negoziando, ma trackers che percorrono gli itinerari facendo sì che passato e presente si altre spezie sono entrati nelle nostre
sempre portando con sé la propria che collegano le regioni meridionali possano incontrare, percorrendo tavole. Tanti di noi si interessano di
ricchezza culturale. Anche con le nepalesi con il nord, è però forte e ancora, ma in altro modo, le piste dei yoga, di ikebana, usano lo shiatsu
migrazioni dell’oggi, i beni culturali determinante. I turisti, infatti, si spo- padri. come tecnica di massaggio e si rivol-
immateriali si spostano, arricchendo- stano con tutto ciò che serve alla Avviciniamoci ora a noi, all’Italia: se gono alle medicine alternative, in un
si o impoverendosi, sempre in ogni sopravvivenza e si presentano in guardiamo la sua storia vediamo che quadro composito dove le “culture
caso modificandosi, a seconda della questi villaggi creando nella popola- la nostra cultura è permeata dall’in- altre” ci offrono la loro ricchezza ed il
storia del popolo e del luogo di zione un immaginario che provoca contro e dallo scambio con altri loro “bene”.
approdo. conseguenze determinanti nella mondi, anche se l’incontro è avvenu- Tante manifestazioni dell’estate
Oggi ci incontriamo quotidianamente organizzazione sociale. to quasi sempre per motivi commer- romana, ci hanno fatto vivere
con altre culture e questo ha portato I locali si stanno abituando alla ciali o espansionistici. Oggi la migra- momenti speciali con la musica etni-
sicuramente ad un arricchimento e ad monetizzazione del rapporto, fino zione in Italia ci ha permesso di ca: cito solo i concerti di Villa Ada ed
un ampliamento dei nostri orizzonti, allora basato sullo scambio ed aiuto entrare in contatto con culture che il festival “Dionysia” a Villa Piccolo-
ma anche a conflitti piccoli e grandi, reciproco. I giovani Kulunge, di fron- fino a pochi anni fa ci erano estranee, mini, dove per 7 sere ci siamo immer-
che hanno fatto sorgere la necessità te alle novità, abbandonano i villaggi solo oggetto di letture o di documen- si tra colori, suoni e sapori di alcune
di una seria politica migratoria oltre e si recano a Katmandù, sperando di tari. Tutto questo ha cambiato mano nazioni africane.
l’emergenza. trovare un lavoro redditizio. Anche la a mano l’aspetto delle nostre città e Anche l’orizzonte dell’educazione
La presenza delle nuove culture ha loro lingua, priva di tradizione scritta Roma ne è una testimonianza. continua si è allargato dando in molti
provocato piano piano un cambia- è usata ormai limitatamente nei riti e Nella Capitale è facile vedere gruppi settori un taglio interculturale alla for-
mento nel tessuto urbano delle città, nella vita familiare e forse, solo per di stranieri della stessa nazionalità mazione dell’adulto. L’Università
nelle nostre abitudini, nella nostra poco, continuerà a vivere. ora seduti nei giardini, ora davanti ad Popolare di Roma ha aperto le porte
organizzazione. Ogni cambiamento, Un esempio più positivo è quello una chiesa, ora assembrati vicino alla alle altre culture ormai da anni, acco-
però, quando i popoli si incontrano, della “cultura nomade” dei Tuareg, stazione Termini. gliendo gli stranieri e “i beni” che

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A P P R E N D E R E L ’ A R T E

portano con sé. Ha creato un diparti- ruolo di sensibilizzazione, di crescita,


mento di lingua italiana per stranieri, di creazione di un pubblico prepara-
un settore della multicultura, una col- to e pronto ad accogliere un mondo
lana editoriale e percorsi di formazio- cosi’ complesso e variegato come
ne specifica nel settore, secondo il quello dei Beni Culturali.
ruolo dell’educazione continua,

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PARTE SECONDA

CONVEGNO NAZIONALE DEL DIPARTIMENTO DI ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE


DELL’UNIVERSITÀ POPOLARE DI ROMA .
ACCADEMIA NAZIONALE DI SAN LUCA, 17 APRILE 2004

Religiosità, superstizione e magia nella cultura occidentale


R E L I G I O S I T À E M A G I A

Religiosità, superstizione e magia nella cultura


contemporanea: misteri di un successo editoriale.

di ROBERTO SIMONETTI*

Sempre più spesso tra i best seller internazionali troviamo romanzi ambientati
nel mondo dell’archeologia e della storia dell’arte nei quali il ruolo delle due
discipline non è più, come in passato, di mera cornice contestuale ma essenza
stessa dell’intreccio.
Nell’ottica di una divulgazione dei saperi sempre più ampia e di un maggiore
coinvolgimento del pubblico verso queste tematiche, il moltiplicarsi degli odierni
successi editoriali rappresenta una conquista importante, impensabile soltanto
dieci anni fa.

Vent’anni fa Umberto Eco scriveva suo alone misterico, le complesse


Il nome della rosa affrontando, con dispute religiose e i presunti riti sata-
puntuale e sapiente conoscenza sto- nici, certamente estraneo dai filoni
rica, tematiche che all’epoca sembra- letterari contemporanei. Ambientato
vano obsolete e dimenticate, realiz- nel 1327, il romanzo si svolge all’in-
zando un romanzo storico dall’intrec- terno di una potente, seppur impreci-
cio accattivante in un contesto lette- sata, abbazia dell’Italia settentrionale,
rario profondamente erudito. L’ope- in cui si succedono misteriosi quanto
ra, artefice di uno dei maggiori e cla- raccapriccianti omicidi sui quali
morosi successi editoriali del secolo, viene mandato ad indagare il frate
riproponeva all’attenzione dei lettori francescano Guglielmo da Baskervil-
un periodo storico come quello le ex inquisitore ed abile diplomati-
medievale che, in anni fortemente co. Ma l’intreccio poliziesco rappre-
caratterizzati da innovazioni tecnolo- senta soltanto l’ideale cornice alle
giche futuriste e da un edonismo esi- dispute filosofiche e religiose, alle
stenziale esasperato, appariva, con il segrete concezioni eretiche e agli

*
Direttore del dipartimento Archeologia e Storia dell’arte dell’Università Popolare
di Roma.
R E L I G I O S I T À E M A G I A R E L I G I O S I T À E M A G I A

oscuri rituali esoterici che caratteriz- e anagrammatici, risoluzioni enigmi- ricostruito quel mondo fiabesco in Un mondo immaginario, creato con
zavano le intricate logiche di potere stiche e interventi sovrannaturali. cui rifugiarsi in età matura, quel curata meticolosità, in cui mostri cru-
interne alla Chiesa cattolica di quel L’aspetto magico dell’intreccio, sogno adolescenziale, magico, deli, potenti stregoni, arcani segreti e
periodo. L’indagine sul presunto sapientemente mescolato con quello sovrannaturale troppo presto negato magiche profezie si intrecciano con
assassino si mescola abilmente con i avventuroso o poliziesco, è divenuto agli adulti. la strenua tendenza dell’uomo a
misteri dottrinali presenti tra le mura - sempre più frequentemente negli Quegli stessi adulti che hanno risco- sopravvivere ad ogni costo, magari
dell’abbazia, che vengono progressi- ultimi anni - elemento fondamentale, perto, magari insieme ai propri figli, stravolgendo l’ineluttabile destino.
vamente svelati attraverso la compli- quasi imprescindibile, per un succes- l’epopea mitologica di Tolkien, attra- Antiche superstizioni ed inverosimili
cata ed affascinante risoluzione di so editoriale di grande risonanza, verso la complicata epica de Il Signo- magie assumono nella complessa
enigmi nascosti nella immensa e labi- imponendosi attualmente come spe- re degli Anelli. mitologia di Tolkien un valore reli-
rintica biblioteca del complesso cifico genere letterario di ampio con- In questo caso il grande successo di gioso grazie all’incrollabile fede nel
monastico. Tra riti esoterici e occulti sumo. pubblico registrato dalla recente trilo- sovrannaturale, presente nei protago-
misticismi emerge la vera essenza del D’altronde, proprio il saggista e stu- gia cinematografica americana, soste- nisti del romanzo, alla generale e per-
romanzo: il dipanarsi di un senso reli- dioso Umberto Eco, all’epoca del suo nuta da straordinari effetti speciali e severante fiducia nella Provvidenza e
gioso pregno di esasperata ortodos- primo romanzo dal sapore esoterico, suggestive scenografie, ha certamen- alla costante certezza nella Giustizia
sia, ascetica spiritualità e primitiva aveva con spirito profetico sottoli- te fatto da traino alla riscoperta del che aleggia tra le pagine del libro.
superstizione. neato di aver scoperto in età matura testo scritto che, in ogni caso, già Sotto il profilo della religiosità, si
A distanza di anni, in coincidenza del che di ciò di cui non si può teorizza- costituiva da decenni un classico segnala negli ultimi tempi una
passaggio al nuovo millennio, la re, si deve necessariamente narrare. della letteratura fantastica. profonda attrazione da parte dei let-
ricerca di risposte esistenziali sta In questo contesto, va reso merito Ma il gran numero di copie vendute tori su questioni relative alle origini
spingendo la società contemporanea alla straordinaria intuizione di J.K. negli ultimi tre anni rappresenta un del Cristianesimo, impregnate in
ad indagare gli aspetti metafisici del Rowing, autrice della saga di Harry fenomeno impressionante ed ina- modo particolare sulla veridicità
proprio universo, rifugiandosi in una Potter, il più grande fenomeno edito- spettato, considerata la corposità del delle fonti cattoliche ufficiali narranti
rinnovata mistica religiosità o, in cre- riale degli ultimi anni, che con il libro e la complessità dell’intreccio la vita di Gesù.
denze esoteriche, che a volte sconfi- primo libro pubblicato nel 1998, ha che spesso si perde in interminabili e Tra le recenti pubblicazioni sull’argo-
nano in rituali pratiche magiche. Il avuto il grande merito di riavvicinare variegate genealogie ed arcaiche sep- mento, alcune hanno vinto premi
confine tra religione e superstizione alla lettura quel mondo di preadole- pur suggestive mitologie. Ciò che importanti, mentre altre sono divenu-
appare in questi anni ancor più labile scenti cresciuto nella totale abnega- domina l’intera trama del libro è l’i- te inaspettatamente dei veri e propri
che in passato, nell’affannoso tentati- zione nei confronti dei videogiochi. nesaurabile tema della lotta tra Bene best seller a livello mondiale.
vo di trovare certezze imprescindibili Nati come testi per ragazzi, i libri di e Male, il timore dell’inevitabile cata- Dietro questi successi si cela larvata-
o irrazionali spiegazioni ai casuali Harry Potter hanno progressivamente strofe che può portare alla fine del mente il desiderio collettivo di sco-
destini umani. Di fronte alla caducità conquistato un pubblico adulto e, mondo, l’ideale eroico del piccolo prire un Cristo terreno, ancor più
dell’esistenza terrena e alle spinte modificandosi dal punto di vista grande uomo, la solidarietà e l’amici- simile all’uomo contemporaneo, con
emotive cui essa è continuamente strutturale e lessicale, stanno coinvol- zia intesi come valori assoluti e, natu- dubbi e fragilità quotidiane, con
sottoposta, si cerca con sempre mag- gendo diverse generazioni di lettori. ralmente, l’indispensabile e provvi- segreti affetti familiari e profonda-
giore ostinazione una spiegazione È sorprendente come l’universo fan- denziale intervento sovrannaturale. mente legato alla realtà in cui viveva.
razionale degli avvenimenti, e, quan- tastico della Rowing, popolato di La stretta alleanza tra mondo reale e Nello stesso tempo si cerca di com-
do ciò si rivela impossibile, ci si rivol- maghi insegnanti, stregoni malefici, potere magico trova ne Il Signore prendere se la tradizione cristiana
ge all’imperscrutabile. Tematiche creature mitologiche, scontri sportivi degli Anelli la sua più analitica rap- abbia mantenuto intatti, nel corso dei
religiose, credenze esoteriche, siste- su scope volanti e magie di ogni tipo, presentazione sottolineando come venti secoli trascorsi dalla vita di Cri-
mi mitologici spesso si mescolano in abbia non soltanto colpito l’immagi- l’uno abbia bisogno dell’altro per sto, gli autentici messaggi e le vere
romanzi contemporanei con com- nario del giovane e spesso annoiato conseguire l’anelata vittoria e l’ago- volontà di cui Egli si è fatto portatore.
plesse alchimie, codici numerologici studente contemporaneo, ma anche gnata felicità. In un momento storico in cui la Chie-

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sa ha notevolmente accresciuto la e serenità. Dalla lettura del testo risul- geroglifici, alla delirante ricerca delle sono materia dei loro scritti. Da ciò
propria visibilità ed autorevolezza, ta rigorosamente delineato anche il conferme ad antiche credenze. scaturisce una maggiore attenzione
ed interviene, in modo sempre più contesto archeologico dove si svolge Nel romanzo è ben delineato l’impe- alla rigorosità scientifica dei contenu-
incisivo, nei precari equilibri politici la parte iniziale dell’intreccio, in cui si rituro fascino che da secoli immemo- ti e una conoscenza non superficiale
internazionali, si cova nell’animo evidenzia un’attenta conoscenza del- rabili la civiltà egizia esercita sul degli argomenti trattati. In passato
umano la febbrile ricerca di segreti l’autore circa le moderne tecniche di mondo occidentale, con i suoi culti infatti siamo stati abituati a macrosco-
religiosi mai rivelati, di poteri occulti scavo stratigrafico. misterici intrisi di pratiche magiche e piche forzature storiche in funzione
astutamente celati, di contraddizioni La ricerca di un occulto messaggio rituali esoterici volti alla realizzazione dell’intreccio accattivante o del finale
interne ancora irrisolte. religioso, tanto importante da del risveglio dopo la morte. sorprendente. È pur vero che un
Una sete incolmabile che riflette le influenzare l’odierno conflitto israe- Nessuna civiltà è riuscita ad infonder- romanzo non è un saggio storico e
ansie del terzo millennio, dove il liano-palestinese, è al centro delle ci la speranza della sopravvivenza costituisce comunque una finzione
Potere è sempre più distante dalla vicende narrate nel romanzo di F. alla morte come quella egizia, con i letteraria che esprime il genio creati-
comprensione popolare, dove l’uo- Scaglia Il Custode dell’acqua, vincito- suoi complessi procedimenti legati vo dell’autore, ma la correttezza
mo comune assiste attonito e impo- re del premio Campiello 2002, dove alla mummificazione dei corpi e le scientifica degli argomenti trattati
tente ad un processo di disgregazio- l’archeologo francescano Matteo, emblematiche formule presenti nel non va assolutamente tralasciata. In
ne incurante del valore della vita. scopritore dei celebri mosaici del Libro dei Morti. Per l’archeologo pro- tal senso, seppur in ambiti diversi
In questo contesto si pone il roman- monte Nebo in Palestina, si trova tagonista del romanzo di Phillips, la Umberto Eco in “Il nome della rosa”
zo edito in Italia nel 2002 di A. Esch- coinvolto in una intrigante vicenda in scrittura geroglifica è una vera e pro- e Marguerite Yourcenar nelle
bach Lo specchio di Dio, un thriller cui antichi manoscritti e città sepolte pria ossessione, mentre nella convul- “Memorie di Adriano” hanno dimo-
fanta-archeologico sul mistero di lo porteranno a scoprire un segreto sa ricerca del misterioso re i riti fune- strato che un libro colto può diventa-
Gesù, in cui si ipotizza che un viag- religioso rimasto celato per anni che rari egizi diverranno la sua maledizio- re un best seller.
giatore del futuro, munito di un’avve- potrebbe modificare il destino degli ne. Nell’ottica di una divulgazione dei
niristica telecamera, sia riuscito a uomini. La citazione di questi ultimi libri con- saperi sempre più ampia e di un mag-
superare le barriere spazio-temporali Connesso invece alla civiltà egizia, sente una riflessione ulteriore su un giore coinvolgimento del pubblico
e a trasportarsi nella Palestina al con i suoi segreti riti religiosi dagli parallelo fenomeno editoriale di verso tematiche archeologiche e sto-
tempo di Cristo, dove sarebbe vissu- intricati messaggi esoterici e densi di grande interesse e di assoluta novità. rico artistiche il moltiplicarsi degli
to e morto. Il ritrovamento del corpo occulto simbolismo, è il recentissimo Sempre più spesso tra i best seller odierni successi editoriali rappresen-
e della sconosciuta telecamera in uno romanzo dell’ americano A. Phillips internazionali troviamo romanzi ta una conquista importante, impen-
scavo archeologico a Gerusalemme, L’Archeologo che narra l’appassio- ambientati nel mondo dell’archeolo- sabile soltanto dieci anni fa. Anche
dà inizio ad un’affannosa ricerca nante e disperata ricerca della tomba gia e della storia dell’arte nei quali il gli scrittori che non sono cultori della
della videoregistrazione che potreb- di uno sconosciuto re egizio Atum- ruolo delle due discipline rappresen- materia oggi si documentano con
be contenere le immagini di Gesù. Si hadu, attraverso l’interpretazione dei ta la cornice ideale e il contesto natu- una certa meticolosità precisando,
profila così lo scenario di una verità residui versi di un poema erotico rale in cui calare l’essenza religiosa, solitamente al termine del romanzo,
occulta e sconcertante: il video di Cri- scritto dallo stesso re, dietro i quali si magica o esoterica dell’intreccio. gli elementi storicamente corretti e
sto farà vacillare le basi stesse della nasconderebbero sorprendenti rive- Il fenomeno deve essere in primis quelli di pura invenzione letteraria.
religione cattolica e dell’intera cultura lazioni. analizzato da due angolazioni diverse Questi best seller dimostrano dun-
occidentale? Ambientato nell’Egitto del primo che poi diventano coincidenti nel que, che un pubblico di lettori in
Naturalmente il prezioso reperto è da Novecento, al momento della celebre momento in cui l’opera diventa un continuo aumento ha ormai maturato
secoli conservato in un impervio scoperta della tomba di Tutankha- clamoroso successo editoriale: lo un interesse spiccato per tematiche a
monastero del deserto arabo dove si mon, con un gioco di specchi in cui scrittore e il pubblico. sfondo religioso, magico od esoterico
cela, protetta dal segreto dei frati, l’u- nulla è ciò che appare, l’avvincente Alcuni autori provengono, come for- a cui si aggiunge e spesso si collega
nica immagine del Salvatore, rivela- intreccio trascina il protagonista dal- mazione di studi, dagli stessi ambiti in maniera indissolubile una spiccata
trice di un intenso messaggio di pace l’enigmatica decifrazione di antichi archeologici e storico artistici che curiosità nei confronti della scoperta

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archeologica o dell’analisi di un’ope- plari, una misteriosa e potente con- forse sono state esposte nel periodo un nuovo e potente esplosivo, in
ra d’arte. gregazione laica, tra i cui adepti storico più adatto, nello stesso tempo nome del progresso scientifico, l’in-
Arte e religione, artisti ed esoterismo avrebbe figurato anche Leonardo, ha l’idea di un Cristo talmente rivoluzio- tera Città del Vaticano.
si incontrano nuovamente nell’Italia conservato nel corso dei secoli le nario e moderno da voler creare una Anche stavolta la palpitante ricerca
rinascimentale che fa da sfondo al prove trovate durante le Crociate di nuova dottrina in cui il maschile e il degli indizi, celati tra famose opere
romanzo I sette delitti di Roma di G. un segreto religioso così sconvolgen- femminile fossero ugualmente misce- d’arte della città Eterna, viene affidata
Prevost, che costruisce mostruosi e te da rivoluzionare completamente la lati è davvero di grande attualità in al professor Langdon, lo studioso di
scenografici omicidi nella Roma di dottrina cattolica. una società sessualmente più evoluta iconologia de Il Codice da Vinci, che,
inizio ‘500, mentre sono all’opera Gesù avrebbe sposato la Maddalena nei confronti di una gerarchia eccle- districandosi tra antichi manoscritti di
Bramante, Raffaello e Michelangelo. e a lei, incinta di sua figlia, avrebbe siastica sostanzialmente maschilista e Galileo e simboliche sculture di Ber-
A Leonardo da Vinci e ad un giovane lasciato il compito di fondare la Chie- a volte sessuofobica. nini, cerca di salvare il Vaticano dal-
allievo di medicina spetta il compito sa cristiana. L’attenta lettura di alcune A prescindere dalle imponderabili l’apocalittica esplosione smascheran-
di risolvere gli enigmi che l’assassino opere di Leonardo, tra cui il celebre seppur affascinanti conclusioni stori- do il vero autore dell’attentato.
propone e svelare un pericoloso affresco de L’Ultima Cena rivelereb- co religiose che Brown propone e un Tra crudeli rituali e orrende mutila-
complotto religioso analizzando l’in- be il grande segreto, appositamente finale forse eccessivamente fiabesco, zioni, scenografici omicidi e dottrina-
quietante opera di uno sconosciuto mascherato in chiave simbolica. In il romanzo tratta le opere d’arte con li deliri, lo scrittore propone risolu-
artista nordico. una efferata corsa contro gli oscuri perizia critica esplicando le personali zioni enigmistiche e interpretazioni
Ma il successo editoriale più eclatan- sicari dell’Opus Dei, un valente pro- interpretazioni con giochi crittografi- simboliche risultate già vincenti nel
te degli ultimi mesi è certamente rap- fessore universitario e la giovane ci intelligenti e perspicaci, mescolan- successo letterario precedente, ma
presentato da Il codice da Vinci del- nipote del defunto direttore del Lou- do ad arte simbologia e numerologia. senza l’efficace provocazione religio-
l’americano D. Brown. vre, scopriranno, attraverso la risolu- L’inaspettata pubblicità ricevuta ha sa e la dettagliata, seppur opinabile,
Docente universitario di Inglese e zione degli enigmi lasciati da Leonar- immediatamente provocato l’uscita di analisi storico artistica.
storico dell’arte, Dan Brown ha do, lo scandaloso segreto, preservan- un altro romanzo di Dan Brown, Svuotato dei suoi elementi più accat-
costruito un raffinato ed enigmatico dolo intatto per il futuro. Dan Brown peraltro scritto precedentemente al tivanti, il libro di Brown, si riduce ad
thriller attorno ad alcune tra le più non inventa le incredibili e miscre- Codice e passato piuttosto inosserva- una palpitante caccia al tesoro tra i
note opere di Leonardo che occulte- denti rivelazioni cristologiche, già to, che immediatamente è balzato in meravigliosi monumenti della Roma
rebbero segreti e sconvolgenti signifi- esposte in vari testi sulle origini del testa alle attuali classifiche di vendita. rinascimentale e barocca che si con-
cati dietro l’apparente e tradizionale mito del Santo Graal, ma l’enorme e Il nuovo successo di Brown, dall’effi- clude in modo rocambolesco e dav-
interpretazione iconografica. Nella sinceramente inaspettato successo cace titolo Angeli e Demoni è vero inverosimile.
lettura del romanzo, peraltro incisiva editoriale del Codice da Vinci ha ambientato in una Roma assolata che Ciò nonostante i misteri vaticani e le
ed intrigante, non è tanto l’intreccio innescato una serie di polemiche con attende con noncuranza l’elezione antiche sette misteriche, gli arcani
poliziesco a catturare l’attenzione del il mondo cattolico che non erano del nuovo Pontefice. Ma ancora una simbolismi e i rituali esoterici, colpi-
lettore quanto l’elaborazione degli state prese in considerazione all’usci- volta un’antica setta, risalente al scono ancora una volta l’immagina-
enigmi celati nelle opere d’arte e le ta del romanzo. Articoli di giornale, periodo Rinascimentale, sconvolge i zione dei lettori, mettendo in luce l’e-
suggestive ed eretiche risoluzioni che saggi scientifici e ora addirittura piani della Chiesa, catturando per sigenza dell’uomo contemporaneo di
l’autore propone. I temi legati all’e- nuovi libri sono stati scritti negli ulti- vendetta i quattro cardinali papabili, estraniarsi dalla realtà circostante,
sperienza terrena di Cristo e all’inter- mi tempi da esponenti del mondo all’inizio del conclave riunito nella immergendosi con sublime diletto in
pretazione che la Chiesa cattolica ha cattolico e da affermati storici per celebre Cappella Sistina. un mondo magico e sovrannaturale.
teso a tramandare, trovano nelle confutare le tesi del Codice. Protagonisti del rapimento sembre-
pagine del libro proposte suggestive Certamente le rivelazioni in chiave rebbero gli Illuminati, oscuri scien-
quanto scandalose e provocatorie. femminista presenti nel libro devono ziati e umanisti, che, dopo secoli di
Attraverso l’ingombrante eredità aver suscitato nella società contem- persecuzioni da parte della Chiesa
lasciata dall’antico ordine dei Tem- poranea forti slanci emozionali e cattolica, vogliono distruggere con

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La Kabbalah.
Continuità fra tradizione ebraica e cristiana.

di PRIMAVERA MORETTI*

Sul finire del Medioevo il mondo europeo venne a contatto con la mistica e la
teosofia ebraica, ossia con la Kabbalah. Questa misteriosa disciplina, proclama-
ta e ammirata dai suoi primi propagatori cristiani, come la custode della più
antica saggezza misterica dell’umanità, divenne parola d’ordine in tutti i circo-
li interessati alla teosofia e all’occultismo nell’epoca del Rinascimento e in quel-
la successiva del Barocco.

Per Kabbalah (ebraico per “tradi- può anche spiegarsi come un proces-
zione ricevuta”) si intende essenzial- so di “deificazione” del Mondo che
mente una prassi mistica, preclusa ai può trascendere nel panteismo ma
più, che fu per la prima volta codifi- non confondersi con esso; il Divino
cata intorno al XIII° secolo a sud rimane nascosto, irraggiungibile
della Francia e in Spagna. La teosofia (Deus absconditus); possono solo
cabalistica esplorò i meccanismi essere percepite dall’uomo le Emana-
interni del divino nella sua relazione zioni di Dio, ne consegue che questo
con l’uomo e l’influenza “teurgica” misticismo si orienta verso il creato,
delle azioni umane su Dio. L’approc- gli elementi i quali conservano la
cio cabalistico con il Divino ha diver- “traccia” di Dio. È come pensare ad
se metodologie. Alcuni cabalisti una candela accesa la cui fiamma
hanno sottolineato l’esplorazione (Dio-Origine) emana luce e calore
teosofica delle dieci Sefiroth (Emana- (Sefiroth-Prodotto). Dio è l’origine
zioni), attraverso le quali il mondo ma ciò che io posso guardare è il pro-
sarebbe derivato dalla divinità inco- dotto, quindi parto da questo per
noscibile grazie ad un processo di conoscere Dio. Questo meccanismo,
Emanazione, la loro speculazione a mio avviso, non è dissimile da quel-
*
Docente di Storia delle Religioni dell’Università Popolare di Roma.
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lo proposto da Tommaso D’Aquino coinvolto autori cristiani interessati spettiva, non la trasmutazione dei passi dei profeti nella Torah (come
nell’ambito cristiano; raggiungere anche alla riscoperta delle origini dei metalli, ma quella dell’uomo stesso. Isaia 1, 25) si compara la purificazione
Dio (Somma Causa) dagli effetti da testi Scritturistici, sia dal punto di L’“oro filosofale” che dovrebbe esse- di Israele a quella dei metalli; oppure
lui prodotti, secondo la nota catena vista storico che filologico e simboli- re prodotto è qui la perfezione dell’a- nel Libro di Giobbe dove Dio è para-
causale di matrice aristotelica. Altri co. Questa ricerca varcherà la soglia nima, l’uomo nello stadio mistico gonato all’oro puro, anche se questi
cabalisti hanno posto l’accento, inve- dell’ambiente letterario per entrare della rinascita o redenzione e la versetti non hanno suscitato presso gli
ce, sul ruolo giocato dall’uomo inteso nelle corti aristocratiche dove l’inte- “Grande Opera” alchemica è quella ebrei interesse specifico. In senso
come Microcosmo cioè essere creato resse maggiore era rivolto all’alchi- che si compie su se stessi dall’incon- ebraico il cabalista è colui che tenta di
ad “immagine e somiglianza di Dio”, mia: qui i simboli cabalistici avrebbe- scio alla coscienza, dall’ignoto alla avere un’esperienza diretta di Dio: è
il quale però è legato a Dio da una ro poi perso il loro significato religio- conoscenza del sé, della propria nello stesso tempo un conservatore e
serie di vincoli che sono raccolti nella so per acquisirne uno magico-evoca- ragion d’essere. Si può tracciare un rivoluzionario. Il primo termine è
Toràh (Pentateuco), divisi in Legge tivo. Anche le altre scienze del seguendo questa linea un percorso riferibile alla valutazione della Torah
(Decalogo Dt.10) e precetti. Contrav- tempo in qualche modo orientate antropologico: l’uomo nel Medioevo in senso classico, il secondo termine è
venire a questi comporta non solo il verso l’occultismo, come l’astrologia, è assoggettato agli elementi, soggio- da intendersi nel modo in cui si tenta
peccato ma anche la disarmonia nel la magia naturale, diventavano “kab- gato da questi; il Mondo gli è ostile e di entrare in contatto con Dio, seguen-
Mondo, e ne consegue che l’uomo balah”. Questo sincretismo è stato del si rifugia così nel ritualismo e nel sim- do un percorso personale e anarchico.
responsabile, il “mistico”, è colui che tutto naturale: Dio è il fattore psichi- bolismo religioso. Con il Rinascimen- Negli insegnamenti ebraici la Torah è
si impegna a rispettare la Thoràh per- co e demiurgico del Mondo, il to l’individuo si riappropria del considerata “un organismo vivente”
ché l’universo si regge grazie a que- Mondo inferiore rispecchia quello Mondo e lo forgia a sua misura, l’in- affermazione questa che si muove in
sta e al conseguente compito dato superiore (coincidenza del Minimo tervento sulla natura diventa impera- primis dalla considerazione delle let-
all’uomo. In ambito ebraico si incon- con il Massimo, coincidentia opposi- tivo abbracciando vari campi del tere dell’alfabeto ebraico come vivifi-
tra anche un altro tipo di misticismo torum dirà il Cusano); l’uomo nel sapere, dalla letteratura all’arte e alla canti: “E Dio disse luce, e la luce fu”.
quello meditativo intimista che rifiuta Rinascimento è misura del Mondo, scienza, con il conseguente passag- Dio ha creato mediante la parola, la
di costruire un sistema speculativo. quindi colui che può intervenire in gio culturale dell’Illuminismo, che si parola è la Rivelazione. Di tutte le let-
Sul finire del Medioevo il mondo questo modificandolo a suo piaci- rintraccia gia latente nel ‘600, l’uomo tere dell’alfabeto ebraico l’aleph, cioè
europeo venne a contatto con la mento. Per fare un esempio: in alcu- si trova di fronte ad un Mondo rinno- la prima, rappresenta l’elemento da
mistica e la teosofia ebraica. Uno dei ni ambienti si pensava che il Sole vato e così inizia ad interrogarsi su se cui deriva ogni suono articolato, i
motivi storici di questo incontro è la facesse crescere l’oro, è da notare qui stesso e sul suo prodotto più prossi- cabalisti infatti inquadrano nella con-
repentina cacciata degli ebrei dalla il rapporto tra il cielo e la terra ma mo, la Storia. La prospettiva religiosa sonante aleph la radice spirituale di
Spagna conseguente alla formazione anche il parallelismo colore-lumino- decade lentamente e di conseguenza tutte le altre lettere, che racchiude
dello Stato nazionale iberico nel sità tra i due soggetti, una sorta di la simbologia che apparteneva a que- nella sua essenza l’intero alfabeto e
1492. Questa misteriosa disciplina, “affinità elettiva”. Il pragmatismo sto ambito cambia ordine, acquisisce perciò tutti gli elementi del discorso
ossia la Kabbalah, proclamata e rinascimentale di stampo scientifico altri significati e diventa paradigmati- umano e di conseguenza della Crea-
ammirata dai suoi primi propagatori lascerà spazio progressivamente co in questo discorso il ruolo della zione. Le speculazioni e dottrine caba-
cristiani, Giovanni Pico della Miran- all’individualità, dal cosmo all’uomo, Kabbalah, che da scienza religiosa- listiche si riferiscono spesso alla sfera
dola e Reuchlin, come la custode così come è accaduto nel movimento mistica diventa, nell’ambiente cristia- delle emanazioni divine o Sefiroth,
della più antica saggezza misterica Rosacroce. In molti autori infatti, spe- no, mezzo per intervenire attivamen- nelle quali si dispiega la forza creatri-
dell’umanità, divenne parola d’ordi- cialmente tardo rinascimentali, si è te nell’universo degli elementi, l’al- ce di Dio: questa valutazione non con-
ne in tutti i circoli interessati alla teo- pensato ad una possibile coincidenza chimia appunto. trasta con l’affermazione precedente
sofia e all’occultismo nell’epoca del tra il processo chimico-alchemico e Nella mistica ebraica non ci sono con- di Creazione attraverso la Parola.
Rinascimento e in quella successiva quello mistico, tesi molto sviluppata siderazioni di carattere alchemico, ma Quando Dio si rivela, lo fa con la
del Barocco. Il Rinascimentale, come negli ambienti rosacrociani. Oggetto nell’ambiente cristiano fu intesa in mediazione di questa sua forza crea-
ritorno allo studio del passato, ha dell’alchimia è, secondo questa pro- questi termini. Vero è che in alcuni trice, il mondo delle sefiroth è quello

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che i teologi chiamano creazione Dio è come l’anima delle lettere, tra- Il Labirinto: dal Minotauro al giardino inglese.
attraverso gli Attributi di Dio, concetto scendente e nello stesso tempo imma-
che ha avuto terreno fertile presso gli nente attraverso la Torah ed è attra-
intellettuali di matrice neoplatonica. Il verso questa che il mistico cerca di
processo che i cabalisti descrivono compenetrare Dio, di conoscerlo più
come emanazione dell’energia divina intimamente. A partire dal Rinasci-
e della luce divina può essere altret- mento, la sapienza cabalistica ebraica
tanto legittimamente concepito come penetra nel mondo cristiano, non
processo in cui si dispiega il linguag- tanto nella sua veste mistica ma in
gio divino: riferirsi quindi al linguag- quella magico speculativa, come si è di FABRIZIO CANTELMI*
gio o alle emanazioni di Dio equivale gia valutato. Kabbalah e alchimia
a parlare della stessa cosa. Di tutte le diventano sinonimi, anzi una dottrina Il labirinto, simbolo antico e dai significati molteplici è ancora tra noi, attraver-
parole presenti nella Torah, la più a sostegno dell’altra. Partendo dal so le infinite metafore in cui ha preso corpo. Dalla figura del Minotauro che per
considerata è il nome di Dio: il Tetra- fatto che Dio ha creato, mediante l’al- prima in Occidente plasma l’epopea originaria, agli incubi cinematografici di
gramma. La concezione del nome di fabeto ebraico, i suoi nomi, oppure le Kubrick. Perché il labirinto è il magnetico luogo dell’eterno ritorno del nostro
Dio come suprema concentrazione di sefiroth, che come abbiamo visto rap- immaginario: un grumo di simboli stratificati che si perpetua in varie forme nel
forza divina rappresenta un importan- presentano la stessa cosa, attraverso tempo da oltre tremila anni.
te anello di congiunzione tra un questi elementi si può modificare il
mondo di idee che era originariamen- creato, come affermano gli alchimisti
te connesso con la magia e rappresen- cristiani. L’utilizzo delle lettere della
tazioni che hanno a che fare con la Torah nell’originale ebraico sono inte-
speculazione mistica in senso stretto se meccanicisticamente dai cristiani
del termine. Nel periodo ellenistico, e alchimisti e utilizzate nelle formule di
oltre, la Torah era anche utilizzata per trasformazione dei metalli. A Roma,
scopi magici in ambienti ebraici e non, per fare un esempio, c’è in Piazza Vit- 1. Introduzione storica lo antico e dai significati molteplici, è
dove si invocavano nomi divini che vi torio Emanuele II la cosiddetta Porta “Il labirinto è un po’ il simbolo ancora tra noi, attraverso le infinite
comparivano, oppure nomi magici Magica di cui si può osservare lo stipi- degli studi archeologici. Lo studioso metafore in cui ha preso corpo. Dalla
ottenuti combinando tra loro le lette- te: su questo sono incisi simboli astro- di cose antiche che si addentri in tale figura del Minotauro che, uomo e
re. In ambito cabalistico la Torah è nomici, alchemici ma anche lettere argomento è – eroismi e Arianna a bestia insieme, per prima in Occiden-
intesa anche come pilastro cosmico, dell’alfabeto ebraico tra cui la gia parte – un Teseo che si accinge a per- te plasma l’epopea originaria, agli
base su cui si regge il cosmo intero: in discussa aleph. In definitiva nella correre gli oscuri antri del labirinto e, incubi cinematografici di Kubrick: il
un antico midrash si legge che Dio mistica ebraica prevale l’aspetto espe- come l’eroe greco, ha bisogno di un cervellone impazzito di Odissea nello
“guardò nella Torah e creò il mondo”. renziale dell’individuo, quello esoteri- lume che rischiari le tenebre o di un spazio che s’impadronisce della
Muovendosi da questa valutazione si co, mentre la cabala cristiana muove i filo che gli permetta di ritrovare il ragnatela elettronica di comandi di
capisce come la fase masoretica, cioè passi da quella ebraica ma prevale l’a- cammino nel complicato percorso un’immensa astronave; al padre omi-
di trascrizione, della Bibbia sia consi- spetto finalistico e alchemico di tra- delle ipotesi e delle deduzioni. Ecco cida di Shining che dà la caccia al
derata importantissima arrivando sformazione degli elementi della natu- perché il labirinto non può non affa- figlio tra lividi viali di un labirinto di
addirittura ad affermare che se si ra, anche perché qui vengono persi i scinare con i suoi problemi chi sia siepi, passando attraverso la selva
omettesse una sola lettera del Testo significati simbolici-religiosi che nel- partecipe dei nostri studi e non può oscura di Dante, gli intrichi delle
Sacro o se ne aggiungesse un’altra, si l’ebraismo sono invece permanenti. non suggerire la tentazione di chiari- pene d’amore del Petrarca, i boschi di
distruggerebbe il mondo. In definitiva re il suo enigma”1. Il labirinto, simbo- destini incrociati dell’Ariosto e del
le lettere del Libro rappresentano il *
Docente di Archeologia dell’Università Popolare di Roma.
corpo mistico della divinità, mentre 1
Cagiano De Azevedo, 1958.

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Tasso, le inquietanti e ingannevoli se preso il nome. Senonché altri dei morti, il cui ingresso, come dice fatto costruire una tomba protetta da
simmetrie evocate da Borges, fino archeologi hanno avanzato seri Virgilio2 è spalancato, una rete di corridoi e vicoli ciechi.
alla rivisitazione medievale di Eco. dubbi, ricordando come diversi auto- Certo, intendere il «labirinto» quale
Perché il labirinto è un grumo di sim- ri antichi (per es. Strabone) avessero “ma ritrarre il passo e uscire all’aria super- architettura dilatata e fastosa, che
boli stratificati che si perpetua in posto il Minotauro in una grotta e che na / questa è l’impresa e la fatica”. disorienta e sgomenta, è un’ipotesi
varie forme nel tempo da oltre tremi- il nome labra, indicasse originaria- credibile; spiegabile con il probabile
la anni: ne troviamo tracce nei recinti mente “caverna, miniera con cunicoli Tale era la rappresentazione del stupore provocato nei popoli che
megalitici, nei mandala indiani, nei e corridoi”. mondo degli Inferi: un labirinto a spi- abitavano le rive del Mediterraneo
riti sciamanici dell’Asia, tra le tribù La decifrazione della “lineare B” ad rale. Non era facile ritornare da quel nell’età del bronzo, abituati ad angu-
africane e degli indios americani e opera di Michael Ventris ha sconvol- mondo, occorreva chiedere il per- ste capanne, quando entrarono in
nei canti degli aborigeni australiani. to le ipotesi precedenti: la parola da- messo alla sua Regina, contatto con palazzi come quello di
Del termine «labirinto» restano ancora pu-ri-to-jo (con sostituzione di d per Persefone/Proserpina, dea lunare Cnosso o con altri edifici dei regni
nell’ombra luogo di nascita e anche l) starebbe nelle tavolette per «labirin- che aveva il potere di ricondurre alla orientali: complesse costruzioni in
derivazione etimologica della parola. to», anzi vi appare associata con po- vita. Il labirinto come la trascrizione muratura, composte da decine e
La teoria più diffusa è che la radice ti-ni-ja, cioè Potnia, la divinità ctonia di una remota coreografia di danza decine di stanze e saloni affrescati,
della parola derivi da labris: l’ascia (del mondo sotterraneo). Quindi: il rituale, utile per ingraziarsi gli dei corridoi, scale, rampe e cortili. Dei
bipenne, presente nelle decorazioni labirinto esiste e vi domina una degli inferi; danza che si svolgeva, leggendari «palazzi labirintici» descrit-
del palazzo di Cnosso, dove è «Signora», una maestosa divinità fem- appunto, come una spirale, prima ti dagli scrittori antichi, non c’è trac-
ambientata anche la storia di Teseo, minile: si tratterebbe di un labirinto verso l’interno, poi verso l’esterno, cia archeologica, ma l’antichità ci ha
Arianna e il mito del Minotauro, l’i- che era abitato non dal Minotauro ma alludendo al cammino compiuto lasciato in numerose varianti raffigu-
brido risultato di un accoppiamento dalla Potnia? Tuttavia, noi sappiamo dalla Regina degli inferi, nell’alternar- razioni in pianta di labirinti dal per-
bestiale tra Pasifae, la moglie del re troppo poco del culto protostorico si di vita e morte, di primavere e di corso tortuoso e ingannevole e a
Minosse e un toro sottratto dolosa- della Madre Terra e dei riti neolitici inverni. D’altronde, la presenza della Pompei abbiamo un graffito su di
mente ad un sacrificio agli dei. Se ne connessi, perciò, più che le etimolo- danza nel simbolismo del labirinto una casa che ritrae una sghemba
ha una conferma da un’iscrizione gie sarà utile lo studio di quella gran- non è casuale: danzando si poteva ragnatela spiraliforme con la scritta
sulle tavolette d’argilla minoiche de concezione della fecondazione riuscire ad entrare in sintonia con la Labyrinthus: hic habitat Minotaurus,
(databili al XIII secolo a.C.) in cui del grembo materno della Terra che ‘musica originaria’, riuscendo a scen- la prima volta in cui il labirinto delle
appare per la prima volta un termine si ritrova lungo tutto l’arco del pen- dere nel mondo degli inferi e poi a fonti letterarie è accoppiato sicura-
con radice e significato analoghi. siero religioso più antico. La matrice risalirvi. Anche Teseo, dopo aver mente ad una figurazione (se si pre-
All’archeologo primo scopritore del è il sacrario interno dove dimora il ucciso il Minotauro, potrà ritornare scinde dalle monete di Cnosso).
palazzo di Cnosso, Arthur Evans, principio della Vita; il sesso della indietro grazie all’aiuto di Arianna e (Figg. 1-2)
nulla sembrò più semplice, logico e madre rappresenta le porte del Palaz- del suo filo, metafora della danza a Slittamenti di senso interessano tutta la
convincente che far discendere il zo; le viscere intricate significano i spirale; ma Arianna, oltre la vicenda storia della raffigurazione dei labirinti:
nome «labirinto» dal greco labrys, giri delle mura con cui l’alvo materno mitica, non è che un nome altro di dal IV secolo in poi entra nel reperto-
ascia bipenne, la scure sacrificale, difende il nascituro prima che esso Persefone/Proserpina: il nome greco rio dei motivi cristiani. Nell’alto
probabilmente di pietra, rinvenuta ne oltrepassi la soglia per entrare nel Ariadne significa la «purissima» e Medioevo esso descrive un tragitto d’i-
con tanta frequenza e varietà negli mondo ostile del macrocosmo. «pura» era chiamata anche Persefone. niziazione e d’espiazione, a ricordare
scavi. L’averla ritrovata scolpita sugli È l’immagine arcaica comune alla Esiste, poi, un’altra teoria antica, le prove a cui è sottoposta l’anima del
stipiti delle porte e sui pilastri di Mesopotamia come al Mediterraneo riferita da Erodoto, che attribuisce la credente prima di giungere alla Geru-
sostegno suggerì non solo che il protostorico: un meandro che ricorda nascita del termine e del modello al salemme celeste. Col nome di dedalus,
palazzo fosse il «labirinto» degli anti- le viscere di un animale, spirale che si faraone egiziano Labaris, che si era diventerà motivo diffuso in Francia e
chi, ma che proprio da quell’arma o avvolge verso sinistra per poi svol-
utensile o simbolo sacrale esso aves- gersi verso destra; metafora del regno 2
Eneide, VI, 128-129.

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descrivendo quasi una danza rituale, verde, Randoll Coate, continua ad ela- di labirinto. Sin dai tempi di Platone
associando il labirinto ad un percorso borare labirinti di ogni forma per clien- esso è presente quale figura del discor-
assimilato ad un viaggio iniziatico, ti miliardari in cerca di stravaganze. so; non solo, ma anche come immagi-
tanto da poter rappresentare un sosti- L’Ottocento e il Novecento si impadro- ne che, a questo titolo può chiamarsi
tuto simbolico del pellegrinaggio in niranno del simbolo del labirinto per ‘archetipica’. Non sempre l’immagine si
Terra Santa (fig. 3). descrivere lo spaesamento di chi vive traduce in un effettivo disegno traccia-
Nel Rinascimento il modello labirintico in una grande metropoli. E se nel labi- to. Ciò accade prevalentemente in
trasmigra nell’arte dei giardini: ville e rinto di età classica non ci si può smar- alcuni periodi storici esattamente confi-
dimore nobiliari si arricchiscono all’e- rire perché unico è il percorso (però si gurati, e quindi è giusto parlare di ‘epo-
sterno di preziosi intrichi di piante. Il corre il rischio di non poterne uscire, che di fioritura del labirinto’. È necessa-
labirinto come ornamento del giardino uccisi e divorati dal Minotauro) e nel rio che nello spirito di un dato periodo
trova il momento di maggiore espan- labirinto del XVI-XVII secolo tutte le storico si trovino congiunti un vivo
sione nel XVI secolo, quando, spesso strade portano ad un punto morto, senso dell’astrazione e insieme la
Fig. 1 - Labirinto rappresentato su di uno sta- impreziosito da statue, panche, fontane tranne quella che conduce all’uscita, in volontà di tradurre l’astratto in una rap-
tere coniato a Creta (300-280 a.C.) (da Biz- perde gran parte dei suoi significati quello contemporaneo, il labirinto è a presentazione concreta. Poi, bisogna
zarri M., 1997, p. 19). sacri o esoterici per assumerne altri forma di rete, frutto dei nuovi orizzonti che si uniscano l’amore per l’allegoria,
semplicemente edonistici. In Italia si incorporei delle tecnologie virtuali. Un una forte inclinazione per gli emblemi,
possono ancora vedere i labirinti di labirinto indefinito e illimitato, metafo- una propensione per le rappresenta-
Villa Pisani a Stra (fig. 4), di Villa Gag- ra dell’esperienza del navigare in Rete, zioni figurative, un certo amore per i
gia a Socchieve, di Valsanzibio nei in cui ogni punto può essere connesso giochi e anche una disponibilità di
pressi di Padova, del giardino Giusti a tempo e di umore per l’attuazione; e
Verona, della Petraia a Firenze, di Villa finalmente è necessaria l’esistenza di
Garzoni a Collodi. E in Inghilterra, una spinta collettiva, diremmo quasi di
ancora oggi, un noto architetto del una moda, che faccia tradurre in atti
concreti le motivazioni elencate. Può
quindi accadere che ci siano delle epo-
che, come la nostra, che possiamo
chiamare a giusto titolo ‘labirintica’
Fig. 2 - Pompei, “Casa di Lucrezio”, il labirin- Fig. 4 - Villa Pisani a Stra (Venezia): il labirinto senza che per ciò siano particolarmen-
to graffito su un pilastro del peristilio (da San- con al centro un torrione costruito per con- te fertili di raffigurazioni di labirinti, nel
tarcangeli, 2000, p. 177, fig. 23). sentire una visione dall’alto (da Santarcange- senso rigorosamente tecnico.
li, 2000, p. 251, fig. 65). In un qualsiasi Dizionario della lingua
italiana si trovano svariate definizioni al
in Italia: i pavimenti delle cattedrali si con qualsiasi altro, senza né un interno lemma labirinto: «nel mondo antico...
riempiranno di piante di labirinti intar- né un esterno. edificio a pianta molto complessa, con
siati nella pietra, la strada sbagliata che un intrico di passaggi e di ambienti che
condurrebbe a sicura perdizione, al 2. La definizione rende difficile orientarsi, o trovare l’u-
Diavolo-Minotauro, se non intervenis- La definizione di cosa è un «labirin- scita» e «edificio, complesso di edifici, di
se il Cristo-Teseo a salvare l’uomo. A to» è meno semplice di quanto parreb- strade ecc. in cui sia difficile orientarsi»,
Chartres, dove se ne conserva uno dei be a prima vista, anche perché l’uso o anche «viluppo di difficoltà inestrica-
più grandi (18 m di diametro, per uno traslato della parola è testimoniato da bili; situazione molto complicata» e,
sviluppo complessivo di circa 200 m), ‘sempre’, o quanto meno da quando infine, «tipo di giardino... costituito da
i fedeli ne percorrevano i meandri, Fig. 3 - Cattedrale di Chartres (da Santarcan-
geli, 2000, p. 205, fig. 37). esiste una nozione diffusa del concetto vialetti delimitato da alte siepi... e a per-

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corso labirintico/motivo ornamentale golare o misto», dove, a seconda della capacità di riprodursi (la fertilità sovramaschili, cioè femminili. Solo così
meandriforme o spiraliforme» forma del percorso il labirinto potrà maschile è una scoperta, o meglio una il maschio può apparire biologicamen-
Nessuna di queste definizioni è soddi- avere un sistema a svolte rettangolari, ‘intuizioni’ che risale molto indietro nel te uguale alla femmina, con quegli stes-
sfacente ed esauriente: ci sono tipi di curve o miste; e la forma occupata dal tempo, ma che non è mai stata così si poteri che la donna manifesta con
labirinti da cui si trova sempre il modo percorso in pianta potrà essere rettan- convincente quanto l’evidenza della naturalezza e riconferma di continuo
di uscire, non necessariamente poi golare, circolare o mista. Infine, un fertilità femminile). Tale ‘annunciazio- attraverso la sua sincronicità cosmica,
esso è un dispositivo di strade, o una labirinto potrà avere o no un centro ne’ deve venire ri-comunicata e ri-con- mestruale e attraverso la maternità, e
rete di passaggi. Il cammino non è (sia esso di passaggio che di arrivo), o, fermata, sotto forma di rito iterato a sca- che l’uomo può solamente imitare (per
detto che ingannevole e che ci debba- addirittura, presentarne più di uno. denza breve, per rassicurare l’incon- esempio nei riti della couvade – al
no essere dei bivi e non è obbligatorio scio maschile sulla fertilità dell’uomo, a momento del parto il marito della par-
che esista una meta. Infine, non è 4. Analogie e sopravvivenze. livello individuale e collettivo. Ma toriente simula di avere le doglie, usan-
obbligatorio che presenti muri o siepi: Particolarmente significative sono soprattutto, perché l’inconscio colletti- za già attestata nell’antichità; o ricorren-
può essere solo disegnato. Più ci scer- le analogie riscontrabili fra l’antico vo ed individuale possa convincersi do alla figura culturale del dio maschio
velliamo e più ci accorgiamo che l’og- mito del labirinto cretese e la festa della fertilità dell’eroe, bisogna che che ha un ciclo: muore e ri-nasce o
getto del nostro interesse non si risolve folcloristica sarda della Sartiglia. questo si mostri con l’immagine ed i zoppica a causa di una ferita all’inguine
in una definizione che lo comprenda Sa Sartiglia, “La Stella” o “Il Sortilegio” simboli della ‘fertilità reale’, ‘concreta’, che si riapre ad ogni lunazione).
per intero e senza equivoci. Dobbiamo è una festa antica che si svolge ogni e questa può essere conferita al
accontentarci di definirlo, alquanto anno ad Oristano, negli ultimi giorni di maschio solo se la figura dell’uomo Analogie di fornma e contenuto tra il
genericamente, un: «percorso tortuoso, Carnevale, in concomitanza con il viene ammantata da una immagine mito del labirinto ed il rito di sa Sartiglia
in cui talvolta è facile perdere il cammi- calendario lunare, i cicli della vegeta- femminile (fig. 5). Per ottenerla, biso- (da Giani Gallino 1986, pp. 123-124)
no senza una guida». zione e le funzioni liturgiche della gna ricorrere alla magia delle donne, Mito del Labirinto
Candelora, in cui viene purificata la che con la loro sapienza e potenza, L’eroe deve compiere una impresa per
3. Forme e tipi Madonna. La festa è notoriamente col- possono trasferire sul maschio poteri dimostrare la propria capacità di fecon-
Non c’è limite alle forme del labi- legata alla fecondità della terra e alle datore e vincere la morte.
rinto; e l’aspetto che acquisterà in pratiche pagane che ne favoriscono la Viene aiutato da una donna che gli con-
una data epoca e in un dato contesto fertilità: l’intero rituale è basato sulla segna un amuleto: un gomitolo di filo
sociale, sarà, sempre, la firma di uno credenza che se l’eroe della festa, un che lo salverà. Trasmissione magica di
stile, di una concezione di vita, di un cavaliere mascherato, riuscirà ad infila- poteri superiori. Prova iniziatica dell’e-
modo d’essere. re una stella e a portarla con sé sulla roe: penetra nel percorso tortuoso del
Ma non sempre il labirinto è opera del- punta della spada, la terra si mostrerà labirinto. Trafigge con la sua spada
l’uomo, esistono anche sistemi di grot- generosa e feconda, dando un abbon- Asterion (Astro, Stella, Minotauro). Al
te dovuti all’azione delle acque. Labi- dante raccolto. Ma se si analizza la ceri- centro inverte la marcia, verso la ri-
rinti «naturali, artificiali e misti» sono, monia si avverte che la complessità del nascita. Porta fuori la preda trafitta.
dunque, grotte e gallerie che hanno rito nasconde un messaggio più La fecondità dell’eroe sarà convalidata
visto un intervento più o meno massic- profondo e segreto di quello manife- dalla gravidanza di Arianna. Istituisce
cio dell’uomo; possono essere «casuali, sto, legato alle previsioni di fertilità una danza della fecondità, ballando
accessori e intenzionali» come nel caso della terra. È il medesimo messaggio attorno ad un altare fatto di corna, con i
di cunicoli di miniere o gallerie scavate che viene trasmesso in numerosi mito- giovanetti e le giovanette.
a scopo difensivo o imponenti e com- logemi greci. La festa della Sartiglia Rassicurazione dell’incoscio collettivo
plessi sistemi di fortificazione. rappresenterebbe una vera e propria e individuale maschile sui poteri di
Fig. 5 - Festa della Sartiglia: il cavaliere andro-
Secondo la forma del tracciato i labirin- ‘annunciazione della fertilità maschile’. gino procede in corteo con cavalieri che por-
fecondità e ri-nascita del maschio.
ti possono essere suddivisi in «geome- Vale a dire il maschio proclamerebbe tano lo stesso tipo di maschera (da Giani Gal- Come la donna, anche l’uomo è immor-
trici e irregolari» o a «schema fisso, irre- in questo modo la sua fecondità e la lino, 1986, p. 82, fig. 11). tale.

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Rito di Sa Sartiglia ‘dal culto della donna alla cultura del- Immagini apotropaiche sui rilievi delle Colonne
L’eroe deve compiere una impresa per l’uomo’ e che, a causa dell’indicibilità
dimostrare la propria capacità di fecon- dei misteri naturali, possono essere tra- Traiana e Antonina.
datore e vincere la morte. smesse e interiorizzate, ma solo attra-
Viene aiutato da più donne che gli verso un codice simbolico, che sussurra
cuciono addosso con un filo l’abito all’inconscio.
magico che lo trasformerà. Trasmissio-
ne magica di poteri superiori. Bibliografia
Prova iniziatica dell’eroe: penetra nel AA.VV., s.v. Labirinto, Enciclopedia del-
percorso tortuoso della vecchia città. l’arte antica, vol. IV. di PAOLA MANETTO*
Trafigge con la sua spada Sa sartiglia, la M. Bizzarri, Il labirinto e la chiesa di S.
stella appesa. Al centro inverte la mar- Maria in Trastevere, Roma, 1997. Fin dalle più antiche civiltà la paura dell’ignoto, di fatti e fenomeni inspiegabili
cia, verso la ri-nascita. Porta fuori la portava a credenze e a pratiche che dal religioso potevano giungere al magico.
preda trafitta.La fecondità dell’eroe Michelangelo Cagiano De Azevedo, Sag-
gio sul labirinto, Milano 1958. Comete, movimenti tellurici, fulmini e fenomeni celesti, sogni particolari e altri
sarà convalidata dalla fertilità della Ter- segni incomprensibili erano visti come segnali della divinità e per questo gli dei
ra. Cavalca in modo rituale esibendo il Giorgio De Santillana, Herta Von dovevano essere placati se i segni erano nefasti o ringraziati se fausti.
simbolo della fecondità, Pippìa, con i Dechend, Il mulino di Amleto – Sag-
cavalieri e le fanciulle-maghe. Rassicu- gio sul mito e sulla struttura del tem-
razione dell’incoscio collettivo e indivi- po, Milano 2000 nuova ediz. riveduta
e ampliata (1969).
duale maschile sui poteri di fecondità e
ri-nascita del maschio. Come la donna, Paul Faure, La vita quotidiana a Creta
anche l’uomo è immortale. ai tempi di Minosse (1500 a.C.), Mila-
Un filo sottile, ma determinante, collega no 1998.
la nostra cultura e la nostra civiltà con le James George Frazer, Il ramo d’oro –
danze suggestive e con i miti della reli- Studi sulla magia e la religione, Molto superstiziosi erano i romani fra il popolo invece ebbero facile
gione cretese e greca, con le credenze Roma 1992 rist. (1954). a giudicare dagli innumerevoli ogget- presa i misteri dionisiaci, eleusini,
degli etruschi (documento importante è ti contro il malocchio disseminati orfici, i culti di Attis e Cibele, di Iside
Tilde Giani Gallino, La ferita e il re – Gli ovunque. Ma come vengono i romani e Osiride, di Mitra e altri.
la brocca – oinochoe – databile al VII archetipi femminili della cultura
secolo a.C., ritrovata in una tomba etru- maschile, Milano 1986.
a conoscenza delle pratiche di magia Erano culti che avevano diverse carat-
e superstizione? teristiche in comune: il rito iniziatico,
sca nei pressi di Cerveteri, che riporta René Guénon, Simboli della Scienza Con la conquista della Grecia e del- predicazioni di buona condotta in
una sequenza di disegni graffiti tra i qua- sacra, Milano 2003. l’Oriente Roma conobbe le filosofie e vita, l’immortalità dell’anima, la litur-
li un labirinto, nel quale si legge la paro-
Karoly Kerény, Nel labirinto, Torino i culti di queste civiltà appropiando- gia quotidiana, la solidarietà fra gli
la truia, e coppie intente all’atto sessua-
1983. sene e interpretandole con la propria iniziati e il legame fra individuo e
le), con i ludi dei cavalieri troiani e latini,
Lionello Puppi, Il terzo nome del gatto – mentalità. Questi culti provenienti divinità.
con le cerimonie della fertilità degli
Raffaello la metamorfosi e il labirin- dall’Oriente si diffusero, grazie anche Ma accanto a queste nuove pratiche
antichi popoli nordici (Trojaburg), con
to. Quesiti sul significato dell’arte, a mercanti, marinai, militari, per tutte religiose si manifestarono con gran
le feste che ancora oggi si svolgono nel-
Venezia 1989. le provincie dell’Impero oltre che in successo l’astrologia, la magia e di
le isole del Mediterraneo. Ora, come un
Roma. Le classi colte si dedicarono conseguenza la superstizione. Innu-
tempo, rivivono negli esseri umani gli Marco Maria Sambo, Labirinti – Da
Cnosso ai videogames, Roma 2004. eminentemente alla filosofia: epicu- merevoli erano gli oggetti portafortuna
archetipi femminili della nascita, della
reismo, stoiciscmo, neoplatonismo; e scaccia malocchio, come i semplici
immortalità e della morte, della sessua- Paolo Santarcangeli, Il libro dei Labirinti
lità, che è insieme fecondità, morte e ri- – Storia di un Mito e di un Simbolo,
nascita: immagini primordiali trasmesse Milano 2000 rist. (1967). *
Docente di Archeologia dell’Università Popolare di Roma.

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amuleti da portare addosso, piccole vano durante le feste dei Parentalia il talamo nel giorno delle nozze con fatte a pezzi; l’orzo e le lenticchie
mani di bronzo con il mignolo e l’indi- 13 Febbraio e dei Feralia il 21 Feb- l’arma con cui era stato ucciso un gla- preannunciavano lutti perché richie-
ce tesi e le altre dita piegate a fare le braio: avvenivano sacrifici espiatori, diatore, quest’arma aveva potere devano difficoltà a macinarli; il miglio
corna per allontanare la jettatura e allo erano sospesi gli affari, chiusi i templi, magico. Stesso potere se regalata ad e l’avena, poiché inferiori alla farina,
stesso tempo per attirare i favori divini. spenti gli altari e non ci si sposava. una fanciulla: le avrebbe portato un preannunciavano povertà e ristrettez-
Sempre contro il malocchio erano i Il giorno delle nozze era scelto con buon fidanzato. Un’immagine di gla- ze ed erano di buon auspicio solo per
falli dipinti, a mosaico o scolpito sugli cura fra giorni e mesi nefasti. Il perio- diatore portata indosso o incisa su un gli speculatori; il farro invece era van-
ingressi di case o negozi o placchette do migliore era il giorno della festa anello allontanava la malasorte. Spes- taggioso perché nutriente; infausto era
in metallo con graffiti i segni dello della dea Vesta a metà giugno. so gli anelli riportavano imagini con sognare di mangiare carne bovina per-
zodiaco o formule magiche. La sposa doveva portare il mirto pian- portafortuna o all’interno del castone ché dura e perciò indicativa di scarsi
L’immagine di un occhio era uno dei ta portafortuna, bruciare del bianco- vuoto erano disposti piccoli amuleti. affari a basso costo.
simboli apotropaici più noti, come spino nella casa del marito, ornare gli Legati alla superstizione sono i sogni. Poiché i romani ritenevano che la
pure il nodo di Salomone (nodo che stipiti della nuova abitazione con L’interpretazione dei sogni, attraverso natura umana non tollerasse di man-
non ha inizio né fine) e la croce miele e grasso ed esser sollevata di le immagini e il racconto presentati giare carne cruda, sognare questo era
grammatica (simbolo del Sole e del- peso prima di entrare: guai ad inciam- dal sognatore hanno perciò grande negativo. Una grande fortuna era però
l’immortalità). pare! La fede nuziale non a caso era importanza nelle antiche civiltà. Esi- prognosticata a chi sognava di mangia-
Era molto diffusa la credenza secondo infilata nell’anulare sinistro; Aulo Gel- stevano personaggi appositi che re carne umana a patto che non si trat-
la quale, se una persona veniva sor- lio spiega che da questo dito si dipar- interpretavano i sogni e che trovava- tasse di quella di un parente o cono-
presa all’aperto da un violento tem- tiva un sottile nervo che arrivava fino no la soluzione per quelli nefasti. L’o- scente. Ricordava inoltre Artemidoro
porale, era sufficiente che fischiettas- al cuore. pera più completa giunta fino a noi, a che era naturale che l’uomo si cibasse
se con disinvoltura un motivetto per Aveva un ben preciso significato sim- proposito del’interprtazione dei di carne umana quando si trovava in
avere la certezza d’essere protetta dai bolico l’offerta che i fanciulli e fan- sogni, è quella scritta nel II secolo gravi difficoltà e questo poteva acca-
fulmini. ciulle dedicavano alle divinità protet- d.C. da Artemidoro di Daldi (Lidia), dere in guerra o durante una carestia.
Grande timore c’era per le anime dei trici della loro infanzia nel momento che grazie anche ai suoi continui Mangiare carni umane era buon segno
morti prive di sepoltura: le Lemures. I in cui veniva varcata la soglia dell’a- viaggi in Asia, Grecia, Italia poté rias- poiché gli uomini traevano giovamen-
romani avevano istituito la festa delle dolescenza: le giovani consacravano sumere in quest’opera l’intero atteg- to gli uni dagli altri. Era ancora più
Lumurie ed era fissata il 9, 11, 13 Mag- le loro bambole, simbolo di fertilità, giamento intepretativo dei sogni. positivo sognare di mangiare carne di
gio. In questi giorni il padrone di casa ai Penati e a Venere; e i maschi le loro Elencarli tutti sarebe impossibile, allo- uomini e ragazzi anziché di donne e di
si alzava a mezzanotte e dopo essersi bulle. ra ecco i più significativi. Sognare di vecchi.
purificato, gettava dietro le spalle fave Le donne sterili si facevano sferzare bere aceto indicava lite in famiglia poi- Sognare mele mature e dolci era segno
nere pronunciando formule magiche; dai sacerdoti-lupi durante la festa dei ché esso lega la bocca; sognare acqua di prossimi piaceri amorosi poiché le
sembra che questo servisse ad allon- Lupercalia, sperando che questa pra- fresca era buon segno mentre quella mele erano sacre ad Afrodite. Sognare
tanare i fantasmi da casa. La fava figu- tica le rendesse fertili e questa era una calda preannunciava malattia; bere di arare, piantare, lavorare la terra era
rava anche nella superstizione greca; delle credenze più arcaiche che i garum indicava consunzione poiché positivo per chi si sposava: il campo
veniva gettata sulle sepolture per romani conoscessero. collegato alla putrefazione; un navi- era la donna, i semi i figli; il grano figli
garantirsi contro le azioni funeste Il sangue di gladiatori uccisi da poco gante che sognava la rottura di un boc- maschi, l’orzo figlie femmine e i legu-
delle ombre. Inoltre le fave erano era considerato uno specifico contro cale riceveva il presagio di un naufra- mi gli aborti.
usate come esorcismo contro streghe l’impotenza e la sterilità. Un pezzo del gio; ammalati che sognavano rape e Grande cura avevano i romani per i
o vampiri. loro abbigliamento era utilizzato con- zucche sarebbero stati preavvertiti di loro giardini ricchi di fiori e di piante di
Una casa in cui era accertata una tro il malocchio. Se il sangue di un possbili amputazioni, mentre viaggia- ogni genere, ma senza alcun dubbio
misteriosa presenza non trovava gladiatore morto veniva versato su un tori che sognavano lo stesso, si sareb- non potevano mancare il melograno, il
acquirenti. epilettico si pensava che lo guarisse. bero prefigurati rapine all’arma bianca sacro albero di Giunone simbolo di
Grandi pratiche superstiziose avveni- Gli sposi dovevano far dividere il loro poiché tali verdure erano solitamente immortalità e di fertilità.

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Innumerevoli erano le credenze in date se l’avvocato sognava malamente. tili, formule magiche così potenti, che questa si legava un uccellino, in que-
Roma come quella del lupo mannaro. Molta importanza si dava anche ai come dice Virgilio, facevano scendere sto modo si sperava d’incontrare l’in-
Nel suo libro “L’Asino d’oro, Apuleio” fenomeni di suggestione, tipo: simula- la luna dal cielo. namorato.
ci parla di certe vecchie che conosce- cri che trasudavano sangue, pesci in Orazio descrive le scene di un sortile- Riti e sacrifici propiziatori si espleta-
vano l’arte di trasformarsi in uccelli. salamoia che riprendevano vita, caval- gio sull’Esquilino in maniera molto effi- vano in occasione di ecclissi lunari e
Plinio il Vecchio descrive terrificanti li che piangevano, animali che cace solari, foriere di sventure: la morte di
creature marine che salivano di notte improvvisamente si mettevano a par- Augusto fu preannunziata da un’ec-
sulla barca o sulle navi e le facevano lare. “...due laide vecchie Canidia e Sagana coi clissi; le comete comparivano durante
affondare. Petronio e Apuleio parlano Sfortuna portava un cane nero se piedi nudi, coi capelli sciolti, pallide in vol- il periodo della congiunzione o di
di streghe e vampiri che penetravano entrava in casa o se si rovesciava to e avvolte in nere vesti pronunciano con nuove religioni.
nelle case per razziare e spaventare o vino, olio, acqua. lugubri ululati i loro scongiuri; evocano le Leggendo queste poche righe sicura-
ombre dei morti scavano con le unghie la mente i lettori avranno sorriso, ma
per cercare morti. I marinai durante la navigazione non
terra e la riempiono del sangue di un’a-
Gran terrore si aveva per il fuoco e gli si tagliavano né unghie, né capelli. Le gnella nera che sbranano a morsi...”.
nello stesso tempo avranno potuto
incendi; per esorcizzarli si scriveva per donne si tagliavano le unghie quando notare quanto di questa superstizione
esempio sulle porte di ingressi la for- era giorno di mercato e a loro era vie- Molto richiesti erano i sortilegi d’amo- del passato legata a paure e credenze
mula magica Arse Verse (allontana il tato camminare per le strade pubbli- re: per esempio si faceva sciogliere un sia ancora attuale. Chi di noi non ha
fuoco). Se durante un banchetto si che filando con il fuso. fantoccio di cera rappresentante l’a- in segreto un piccolo amuleto por-
pronunciava la parola incendio o cose Si sa che medicina e superstizione mato bene; oppure si faceva girare tafortuna?
simili si gettava acqua sulla tavola. vanno di pari passo e al riguardo Pli- vorticosamente una ruota magica e a
C’erano formule scaramantiche con- nio ci dà due consigli: per combattere
tro la grandine, le scottature, la temi- la cispa bastava mettere una mosca
bile invidia (in Ostia Antica sul pavi- viva dentro una pezza bianca; un dito
mento di una bottega è mosaicata la bagnato di saliva passato dietro le
frase Imbide calco te). orecchie eliminava i cattivi pensieri.
Grande attenzione si faceva nell’orga- Quando uno era colpito dalla mala-
nizzare i banchetti; se durante questi sorte in affari o in amore o si accorge-
cantava un gallo la soluzione era quel- va di essere fortemente invidiato, allo-
la di fare scongiuri o di smettere di ra si ricorreva alla magia.
mangiare. Se un commensale inavver- Il nemico veniva consacrato alle divi-
titamente faceva cadere in terra il cibo nità degli inferi col sistema della defis-
gli veniva restituito senza pulirlo. Se sione: in una lamina di metallo o
all’inizio del banchetto si starnutiva si marmo o coccio si scriveva accurata-
iniziava immediatamente a mangiare mente il nome defisso con una for-
senza aspettare altri eventuali invitati mula di maledizione, consacrandolo
ritardatari. Se gli invitati erano dispari agli inferi; la tavoletta quindi veniva
e non iniziava la conversazione que- inserita entro un sepolcro, in un tem-
sto preannunciava gravi sciagure. pio o in un pozzo, fissandovela con
Ancor più grave era se al Pontefice, un lungo chiodo.
durante una cena rituale, cadeva di Numerose erano le maghe e le fattuc-
mano il cibo: si espiava riponendo il chiere che agivano nelle città romane;
cibo sulla mensa e bruciandolo lo si le più richieste erano le orientali. Per
offriva ai Lari. le loro manipolazioni adoperavano
Le cause in tribunale venivano riman- veleni, erbe cimiteriali, viscere di ret-

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Mitrei e Mitraismo: il Mitreo del Circo Massimo.

di MARISA DE FELICE*

Mitra, il dio eternamente giovane, che non muore e quindi non risorge, nasce
da una roccia, fa sgorgare l’acqua, elemento vitale per gli uomini, colpendo la
roccia con una lancia (non può sfuggire l’analogia con il miracolo di Mosè) poi
si cimenta con il toro cosmico, lo cattura e lo trascina all’interno della grotta;
infine l’episodio culminante, quello rappresentato in centinaia di rilievi e affre-
schi rinvenuti all’interno dei mitrei: la tauroctonia, Mitra uccide il toro.

Mitra, il dio eternamente giovane,


che non muore e quindi non risorge,
nasce da una roccia (saxigenus), fa
sgorgare l’acqua, elemento vitale per
gli uomini, colpendo la roccia con una
lancia (non può sfuggire l’analogia con
il miracolo di Mosè) poi si cimenta con
il toro cosmico, lo cattura e lo trascina
all’interno della grotta; infine l’episo-
dio culminante, quello rappresentato
in centinaia di rilievi e affreschi rinve-
nuti all’interno dei mitrei: la taurocto-
nia, Mitra uccide il toro. Una magnifica Fig. 1 - Interno del Mitreo del Circo Massimo.
tauroctonia è rappresentata sul rilievo
L’impresa del dio è fortemente simbo-
di finissima fattura rinvenuto all’inter-
lica, Mitra tiene fermo il toro afferran-
no del mitreo del Circo Massimo a
dolo con una mano per le narici e con
Roma (fig. 1).

*
Soprintendenza Comunale di Roma.
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un ginocchio sulla groppa, con l’altra del firmamento. Sovente Mitra nella che di una religione misterica. Verosi- mitraica. Entrambe monoteiste,
mano affonda la spada nel collo dell’a- tauroctonia è affiancato da Cautes e milmente nella stessa epoca avvenne il entrambe ugualmente salvifiche, di
nimale (fig. 2). Il sangue del toro sgor- Cautopates. Essi vestono allo stesso connubio tra religione mitraica ed origine orientale l’una come l’altra. Il
ga dall’ampia ferita ma accorrono a modo del dio, ma sono di dimensioni astrologia. mitraismo fu ampliamente tollerato
leccarlo un cane, amico fedele di Mitra minori (a sottolineare la minore impor- Il culto venne introdotto in Italia, intor- dallo Stato se non addirittura facilitato
ed un serpente, simbolo del male, tanza): l’uno con la fiaccola alzata, l’al- no alla metà del I secolo a.C., dai pira- ed accolto: i Severi guardarono con
mentre uno scorpione stringe i testico- tro con la fiaccola abbassata, sono il ti di Cilicia fatti prigionieri da Pompeo simpatia a questo culto orientale, pro-
li dell’animale. Nel momento della simbolo del giorno e della notte, del- ed inviati nella penisola, senza per babilmente anche per le origini siria-
morte il toro diffonde gli elementi vita- l’aurora e del tramonto, della vita e altro incontrare un favore particolare.1 che delle donne della famiglia impe-
li, il seme ed il sangue: per questo della morte, e insieme a Mitra rappre- Le cose cambiarono radicalmente a riale; l’imperatore Massimino preten-
motivo Ahriman, il dio del male, invia sentano il corso del sole, il suo nasce- partire dall’età flavia: alcuni santuari di deva che i cristiani riconoscessero il
lo scorpione e il serpente nel tentativo re, l’apogeo, il declino. Mitra furono aperti a Roma come a dio sole (molto probabilmente il sol-
di impedire la profusione di vita. Ma Mitra in queste rappresentazioni veste Capua e da allora il mitraismo si diffu- mithras dei soldati), vi fu un’assimila-
nulla, né il sangue né lo sperma vanno una tunica dalle lunghe maniche, pan- se con grande velocità in Italia e nelle zione tra mitraismo e culto del sole che
persi e nel momento della morte il toro taloni, un corto mantello ed il berretto province del nord dell’Impero (Ger- al tempo di Aureliano (di origine illiri-
drizza la coda e da essa nasce una frigio, ha la testa riccioluta. Sulla sua mania, Britannia, Pannonia, Dacia e ca e comandante di cavalleria) diven-
spiga. Il momento stesso della morte è espressione vi sono sostanzialmente Mesia).2 ne religione ufficiale; infine anche Dio-
foriero di nuova vita e di fertilità. Men- due interpretazioni: c’è chi vede il dio Il culto conobbe la massima espansio- cleziano sostenne il culto di Mitra nelle
tre uccide il toro Mitra guarda dal lato fiero e vittorioso della sua impresa e ne nel II e nel III secolo d.C.3 legioni imperiali.4
opposto rispetto all’animale morente, chi ha notato al contrario un’espressio- Il principale “veicolo” di diffusione di Troppo simili erano però le due reli-
guarda verso il sole, la cui testa è cinta ne di tristezza, come se l’uccisione del questa religione misterica ed iniziatica gioni monoteiste per poter convivere.
da una corona a sette raggi: l’alleanza toro fosse necessaria ma espletata con all’interno dell’impero romano è rap- I Cristiani avversarono la fede di Mitra
tra il dio giovane e il sole è suggellata riluttanza. presentato dalle guarnigioni militari: i in ogni modo, era insostenibile e peri-
dalla tauroctonia stessa. Tra Mitra e il Non vi sono testi mitraici trattandosi di soldati abbracciavano con entusiasmo colosa la similitudine, per noi sorpren-
sole compare il corvo, animale simbo- una religione misterica ed iniziatica. questa fede esclusivamente maschile, dente, tra le due religioni, il dies nata-
lico della religione mitraica e messag- Per questo motivo sono assai impor- caratterizzata da una forte disciplina lis di Cristo e di Mitra coincidevano, il
gero del sole. Sul lato opposto rispetto tanti le testimonianze archeologiche e, gerarchica e da prove che dovevano 25 dicembre. Un giorno prossimo al
al sole è raffigurata la luna, un busto accanto ad esse, ciò che scrivono i cri- richiedere una notevole forza morale. solstizio d’inverno, lo stesso giorno in
femminile dalle spalle scoperte dietro stiani del culto rivale e nemico, anche Religione monoteista e soteriologica, cui il calendario romano festeggiava il
al quale si vede una falce di luna cre- se quest’ultimi vanno filtrati e collocati rispondeva perfettamente alle nuove sol invictus, il momento dell’anno in
scente; intorno al capo del dio le stelle nella giusta dimensione. esigenze spirituali di un mondo in cui l’oscurità, la notte, vince sul giorno
Mitra è un’antica divinità indo-iranica crisi, come era l’impero romano nel II e la luce, ma anche il momento dal
le cui notizie più remote risalgono al e ancor più nel III secolo d.C. È una quale riprende il percorso di crescita,
XIV secolo a.C. Il suo culto subì nel salvezza quella rappresentata da Mitra di nuovo, verso la luce. In entrambe le
tempo modifiche significative e proba- che trascende i limiti della vita terrena. religioni si credeva nel giudizio finale e
bilmente le prime avvennero già nel VI Nell’impero in crisi si andarono diffon- nella resurrezione dei morti. All’inter-
secolo a.C. sotto la spinta della riforma dendo così due fedi “pericolosamente” no dei mitrei un momento fondamen-
religiosa monoteista e spirituale con- simili, il cristianesimo e la religione tale era rappresentato dal banchetto
dotta in Persia da Zarathustra e dai
suoi seguaci. Con l’invasione di Ales- 1
A. Piganiol, 1979, pag.417-419.
sandro Magno il culto iranico di Mitra 2
J. Carcopino, 1971, p.150 e segg.
Fig. 2 - Rilievo marmoreo raffigurante si diffuse in Asia Minore ed assunse, 3
E. Abrile.
Mitra che uccide il toro. nel mondo ellenistico, le caratteristi- 4
S. Mazzarino, 1973, vol. II pag. 492 e sgg.

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sacro: gli iniziati di rango maggiore, Il primo grado è simboleggiato dal Durante il rituale i leones non doveva- ge nella mano destra un bastone da
distesi sui podia mangiavano pane e Corax (Corvo), che in Persia era ani- no toccare acqua, ma lavare le mani pastore con la punta ricurva, simbolo
bevevano vino serviti dagli iniziati di male legato alla morte. L’iniziato con il miele. Il loro compito era signifi- della propria posizione. I simboli con-
rango minore. Poteva sfuggire ai cri- muore simbolicamente e rinasce ad un cativo, controllavano il fuoco sacro e nessi sono la bacchetta del comando,
stiani la somiglianza con l’eucarestia? nuovo corso spirituale, ad una nuova bruciavano l’incenso, durante il ban- il berretto frigio (indossato da Mitra
Nella religione pagana il tempio era la vita. Il primo grado è sotto la prote- chetto sacro ai commensali dei gradi stesso) e la patera per le libagioni.5
casa inaccessibile del dio, i fedeli si riu- zione del pianeta Mercurio. Tra i sim- iniziatici superiori distribuivano il pane All’interno del mitreo, in un’atmosfera
nivano davanti al tempio, lì avveniva- boli connessi il caduceo di Mercurio e ed il vino preparati dagli iniziati di resa misteriosa dall’ oscurità rischiarata
no i sacrifici officiati dai sacerdoti. Il il vaso per le abluzioni: l’iniziato, infat- grado inferiore. solo da lucerne o fiaccole, si svolgeva
mitreo e la chiesa accolgono al contra- ti, lavava i propri peccati nell’acqua - Il quinto grado iniziatico, Perses (il per- l’agape, il banchetto sacro. Abbiamo
rio i fedeli al loro interno per pregare, una specie di “battesimo”. siano), è sotto la protezione della Luna visto come potessero parteciparvi
per il banchetto, per l’eucarestia. Il dio Il Nymphus (lo sposo o crisalide) è il e viene purificato con il miele simbolo solamente gli uomini, adulti ed iniziati.
è lì con loro. Con l’editto di Costantino, secondo grado d’iniziazione, la trasfor- di purezza e fertilità, è il custode della Gli iniziati dei gradi inferiori prepara-
quindi sin dal 313 d.C., inizia la distru- mazione dalla larva alla farfalla. Que- grotta mitraica, ed è rappresentato vano il cibo, pane e vino, i leones
zione sistematica dei numerosissimi sto grado è sotto la protezione del pia- vestito in abito frigio, cioè braghe, distribuivano il cibo agli iniziati di
mitrei disseminati in tutto l’impero e neta Venere e della dea omonima, i mantello e berretto frigio e con la fiac- grado superiore, i perses consumava-
una breve ripresa del culto di Mitra vi simboli ad esso collegati sono il ser- cola abbassata, probabilmente perchè no il pasto distesi sui banconi laterali
fu solo negli anni dell’impero di Giu- pente e la lucerna. Il nimphus offriva rappresenta il buio e la notte (come sempre presenti nei mitrei, il pater
liano l’Apostata (361-363 d.C.), ma fu alla statua di Mitra una coppa ricolma Cautopates). I suoi simboli sono la sedeva vicino alla statua del dio ed
solo una pausa. Il mitraismo scompar- d’acqua, così offriva se stesso e il suo falce di luna, la civetta, l’usignolo, la accanto a lui sedeva l’Heliodromo. Il
ve dopo poco. amore. spada falcata, l’arco e la faretra. banchetto rituale riproponeva l’atto
Santo Mazzarino sosteneva che la più Il Miles è il terzo grado dell’iniziazione: Il sesto grado d’iniziazione, Heliodro- del sacrificio finale del toro. Si distri-
grande rivoluzione di tutti i tempi è il fedele si inginocchiava nudo, benda- mo (il camminatore del sole) è protet- buiva il pane, fatto con il grano che era
rappresentata dalla rivoluzione cristia- to e con le mani legate dietro la schie- to dal Sole ed è rappresentato come il spuntato miracolosamente dalla coda
na, ma alla luce di ciò le parole di na; dopo avergli liberato le mani gli Perses, ma con la fiaccola alzata (come del toro, e il vino tratto dalla vite nata
Ernest Renan assumono un’eco ancora veniva offerta una corona sulla punta Cautes ) simbolo della luce e del gior- dal sangue disperso dall’animale
maggiore” ...se il cristianesimo fosse di una lancia, una corona che il miles no. Durante il banchetto rituale vestiva cosmico.
stato fermato nella sua espansione da doveva rifiutare, così da rifiutare sim- di rosso e si sedeva accanto al Pater. L’agape mitraico non si limitava ad
qualche malattia mortale, il mondo bolicamente la materialità e la monda- Simboli ad esso connessi sono la coro- evocare l’atto di vita e di fertilità
sarebbe stato mitraico”. nità. Il pianeta sotto la cui protezione è na a sette raggi (quella indossata da della tauroctonia, ma aveva un carat-
Abbiamo accennato al fatto che il posto il miles è ovviamente Marte e la Helios), la torcia, il globo, il gallo, la tere escatologico; l’uomo, vivendo
mitraismo, almeno quello ellenistico- battaglia condotta dai fedeli del mitrai- palma e la frusta per i cavalli della qua- con giustizia e verità, compie un
romano è una religione iniziatica e smo è la battaglia contro il male. I sim- driga solare. cammino salvifico, per giungere nel
prevedeva sette gradi di iniziazione: boli legati al terzo grado iniziatico sono Il settimo e massimo grado iniziatico è giorno del Giudizio a una vita eterna,
corax, nimphus, miles, leo, perses, la lancia, l’elmo e il berretto frigio. rappresentato dal Pater, protetto da a una vita ultraterrena. È quasi super-
heliodromo e pater. Ogni grado d’ini- Il Leo è il quarto grado iniziatico, è Saturno, era la guida della comunità, fluo sottolineare la somiglianza esi-
ziazione è sotto la protezione di uno posto sotto la protezione del pianeta officiava i riti. Nel mitreo di S.Prisca è stente tra l’eucarestia cristiana e l’aga-
dei sette pianeti del sistema solare allo- Giove. I simboli a lui connessi sono la rappresentato seduto su un piccolo pe mitraico e quanto tutto ciò fosse
ra conosciuto: ecco quindi il forte con- folgore, l’alloro, l’aquila e la vespa, il trono, vestito con abiti persiani di colo- severamente contrastato dai cristiani
nubio con l’astronomia e l’astrologia, a sistro e la paletta per trasportare il re rosso, più elaborati di quelli indos- “Per imitazione i malvagi demoni
cui si era accennato in precedenza, fuoco. Il leone rappresenta l’atto di sati dall’ Heliodromo e dal Perses, strin- hanno prescritto di fare il medesimo
connubio appartenente ad una fase forza interiore necessario ad accedere
avanzata del culto. ad una nuova visione del mondo. 5
G. Lampis, Atopon vol.VI.

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(dell’eucarestia) nei misteri di Mitra: sette simboliche porte, appunto, che 3), furono sostituite da ampi archi late- pero; sempre in marmo i gradini sotto-
poiché si presenta il pane e una l’iniziato doveva superare.6 rizi; sui due lati furono costruiti (dove stanti la nicchia di fondo, che inqua-
coppa d’acqua nelle cerimonie...” Il mitreo del Circo Massimo, uno dei possibile) banconi in muratura, dove si drava l’immagine del dio. È proprio la
Giustino, I, Apologia, LXVI, 4 più importanti riportati alla luce a distendevano, secondo l’uso antico, gli ricchezza dei marmi impiegati in que-
Diversi mitrei sono stati trovati in Ita- Roma, è stato così denominato dagli iniziati per consumare l’agape (fig. 1) ; sto mitreo a renderlo diverso e in qual-
lia e in Europa, numerosi a Roma e archeologi in quanto prospiciente i sulla parete di fondo una nicchia, iso- che modo unico. All’interno fu ritro-
ad Ostia, si datano generalmente al carceres del Circo Massimo. Il mitreo lata e sopraelevata dal pavimento, vato il bellissimo rilievo in marmo
II-III secolo d.C. e sono ubicati nor- s’impiantò nel III secolo d.C. negli doveva inquadrare l’immagine sacra di bianco che abbiamo descritto prece-
malmente in ambienti ipogei o semi- ambienti del piano terreno di un edifi- Mitra ed era decorata con pietra pomi- dentemente per illustrare la taurocto-
pogei, o comunque chiusi ed oscuri. cio databile al II secolo d.C. Quest’ulti- ce a imitazione della roccia della grot- nia, sulla parete a sinistra della nicchia
Questa scelta è legata ad esigenze mo, probabilmente ospitava uffici con- ta sacra. Non sono conservate le di fondo fu rinvenuto un graffito fram-
cultuali e liturgiche, il mitreo infatti è nessi alla gestione del circo limitrofo, coperture originali del mitreo ma mentario (ora poco leggibile): magi-
una sorta di riproduzione della grotta era articolato in una serie di vani ret- dovevano essere volte in muratura. Gli cas/inibit...fa/ef...egentio/...nius. È
mitraica, la grotta dove Mitra nacque tangolari e paralleli, comunicanti tra ambienti più vicini alla nicchia hanno necessario dire che gli epigrafisti
e dove condusse il toro cosmico. La loro, gli ambienti avevano l’entrata sul- splendidi pavimenti realizzati con hanno proposto più letture del graffito,
grotta, lo specus, è l’immagine stessa l’antica via denominata ad duodecim marmi di recupero, al centro un gran- mentre sono concordi sul valore della
del cosmo. È importante inoltre ram- portas, la stessa su cui affacciavano i de tondo frammentario di alabastro parola magicas, con cui devono inten-
mentare come il culto, di natura carceres del Circo. Nella seconda metà circondato da un riquadro di cipollino, dersi atti religiosi o strumenti magici,
misterica ed iniziatica avesse, anche del II sec.d.C. furono apportate delle intorno breccia corallina e marmo quali libri liturgici8.
per queste caratteristiche fondanti, modifiche all’edificio pubblico; furono bigio. Anche la fronte dei podia è rive- Il mitreo del Circo Massimo non
bisogno di ambienti appartati. costruite due gradinate lungo la faccia- stita in lastre di marmo bianco di recu- sopravvisse al IV secolo d.C.
Assai importanti per le nostre cono- ta che, conducendo dal livello stradale Un altro mitreo importante è quello
scenze sono i numerosi mitrei con- al primo piano, resero gli ambienti al rinvenuto casualmente nel 1936 al di
servati ad Ostia. Nel mitreo di Felicis- piano terreno poco o nulla illuminati e sotto dello splendido palazzo Barberi-
simo, il mosaico pavimentale, suddi- poco accessibili7. In questi ambienti ni. È costituito da una sala rettangola-
viso in riquadri, rappresenta i sette nel III sec. d.C. fu realizzato il mitreo. re, coperta con volta a botte e fian-
gradi d’iniziazione e ci mostra i sim- L’accesso al mitreo avveniva da una cheggiata dai consueti podia, i banco-
boli ad essi connessi. piccola porta collocata tra le due gra- ni laterali in muratura. Il mitreo si
Nel mitreo delle Sette Sfere, sono dinate della facciata, era ortogonale installò nel III secolo d.C. in un
appunto rappresentate le sette sfere rispetto all’asse longitudinale dello ambiente del secolo precedente. Di
planetarie, il viaggio dell’iniziato spelaeum, in modo tale che dall’ester- notevole interesse lo splendido affre-
avviene attraverso esse ed è un viag- no, i passanti non potessero vedere sco che adorna la parete di fondo: su
gio “evolutivo”, via via si lasciano l’interno del santuario. Questo accorgi- un elegante sfondo chiaro, rappresen-
cadere le debolezze umane e si mento è tipico di tutti i mitrei da noi ta “Mitra tauroctono”, secondo l’icono-
acquistano le virtù legate ai pianeti. Il conosciuti, l’entrata è disassata rispetto grafia consueta già vista nel rilievo del
mitreo delle Sette Porte, prende il all’asse centrale del luogo di culto. Gli mitreo del Circo Massimo. La bella
nome dalla decorazione musiva pavi- ambienti dell’edificio di II secolo subi- figura di Mitra indossa abiti e berretto
mentale, un arco centrale più grande, rono un adeguamento; le porte rettan- frigio azzurri e un mantello rosso orna-
affiancato da tre porte per lato: le golari, coperte da una piattabanda (fig. Fig. 3 - Interno del Mitreo del Circo Massimo, to da sette stelle e mosso dal vento; ai
porte con piattabanda. lati del dio Cautes con la face alzata ed

6
C. Pavolini, 1988.
7
C. Pietrangeli, pag 146 e sgg. 8
A. M. Ramieri.

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accesa e Cautopates con la face abbas- denza dell’esedra nord-occidentale fu golare, presenta i tradizionali podia in testa di corvo, le stanno servendo. Si
sata e spenta9. Il triplice Mitra è sovra- installato un mitreo11. La datazione del muratura sui due lati, è coperta da una tratta evidentemente del patto di
stato da una fascia a semicerchio su cui mitreo la si desume direttamente da volta a botte. Bella e molto suggestiva alleanza tra Mitra e il Sole.
campeggiano da destra a sinistra i quella dell’edificio che lo ospita: le la nicchia di fondo intonacata con pie- In questo periodo, il III sec. d.C. “La
dodici segni zodiacali: da destra dipin- terme Antoniniane furono inaugurate tra pomice, all’interno della quale è pittura di grandi composizioni figurate
ti con cura l’ariete, il toro, i gemelli, il dall’imperatore Caracalla figlio di Setti- rappresentato in stucco Mitra nudo trova... esempi di affreschi di largo
cancro, il leone e la vergine; al centro, mio Severo nel 216 d.C.; quindi il che uccide il toro e sotto la figura semi- respiro, con notevole freschezza d’im-
in corrispondenza dell’equinozio d’au- mitreo deve essere stato realizzato di lì sdraiata di Saturno, il cui corpo è pasto, ...in alcune pitture di mitrei “
tunno, compare Aion, il Tempo infini- a breve, è il mitreo più grande rinve- costruito con anfore coperte di stucco. così nota il Bianchi Bandinelli nella
to (Cronos), il mostro alato, leontoce- nuto a Roma e, per la connessione con La rappresentazione della tauroctonia sua opera14.
falo, con il corpo avvolto dalle sei spire le terme, dobbiamo ritenere il più fre- è consueta, la presenza di Saturno o Il mitreo di S.Clemente si trova al di
di un serpente, si erge sul globo10. quentato. Lo spelaeum è articolato da Crono rimanda al concetto di Tempo, sotto dell’omonima basilica nella vallata
Da qui compaiono la bilancia, lo scor- quattro volte a crociera su pilastri, ai oltre ad essere la divinità tutelare del compresa tra i Colli Oppio e Celio. La
pione, il sagittario, il capricorno, l’ac- lati i podia triclinari, che in questo più alto grado iniziatico del culto vallata era solcata da strade antiche, la
quario ed infine i pesci. Sopra l’arco mitreo non aderiscono alle pareti, ma mitraico. È, insieme al mitreo Barberi- via Labicana, e da altre due strade il cui
celeste delle costellazioni, l’arco delle lasciano libero un passaggio. Il pavi- ni, l’unico altro mitreo affrescato rinve- tracciato è oggi ripreso da via di S.Gio-
stelle fisse con i sette altari planetari. mento è decorato da un mosaico a nuto a Roma: sulla parete di destra del- vanni in Laterano (almeno in parte) e
Sopra i due archi a sinistra la testa del fasce bianche e nere. Gli ambienti l’aula sono rappresentati i sette gradi da via dei SS.Quattro Coronati. In un
Sole cinta dalla corona a sette raggi adiacenti alla sala triclinare erano pro- d’iniziazione e la relativa tutela plane- edificio della fine del I sec. d.C., certa-
che invia, attraverso il segno del capri- babilmente utilizzati come apparito- taria; la prima figura è un uomo sedu- mente un’abitazione privata, s’insediò il
corno, quindi in corrispondenza del rium (una specie di sagrestia)12. to con berretto frigio, vestito di rosso, mitreo tra il 225 ed il 250 d.C. Alcune
solstizio d’inverno, un raggio che illu- Il mitreo delle terme di Caracalla fu a sinistra della sua testa vi è l’iscrizione porte furono chiuse, altre furono aper-
mina Mitra; a destra l’immagine della scoperto nel 1938. Nama <patribus>/ab oriente/ad occi- te; vennero costruiti nell’aula triclinare i
Luna. Ai lati della rappresentazione I tre mitrei analizzati si distinguono per dente<m>/tutela Saturni è la rappre- consueti banconi laterali in muratura e
principale, in cinque riquadri per parte tre diversi motivi: quello del Circo sentazione del grado del Pater il più l’aula fu coperta da una volta a botte
sono rappresentate scene mitraiche tra Massimo per la ricchezza dei marmi alto grado iniziatico; seguono le sei ribassata, rivestita di pietra pomice e
cui la saxogenesi e Mitra che colpisce impiegati, quello di palazzo Barberini figure relative agli altri gradi13. La paro- intonacata15. La volta reca undici apertu-
la roccia da cui sgorgherà l’acqua. per l’affresco parietale elegante e sim- la nama è persiana e significa onore. A re, sette rappresentano i pianeti allora
Nei sotterranei delle terme di Caracalla bolicamente complesso, quello delle seguire una processione di Leones (il conosciuti e quindi il cosmo, le altre
si sviluppa una vera e propria rete stra- terme di Caracalla per le dimensioni. quarto grado iniziatico) trasportano quattro rappresentano le stagioni, il
dale, nella quale si raccoglievano i ser- Ancora altri mitrei rinvenuti sotto edifi- rispettivamente un toro, un gallo, un ciclo incessante della natura e dell’uo-
vizi fondamentali delle terme. Qui c’e- ci cristiani: sotto S. Prisca e S.Clemente. montone, un cratere, un maiale. Sulla mo che muore e poi rinasce16. Sulla
rano i forni, i magazzini per la legna, Il mitreo di S.Prisca sorge al di sotto parete sinistra continua la processione parete di fondo fu aperta una nicchia. Il
qui tramite botole aperte nel pavimen- dell’omonima chiesa nella zona orien- dei Leones. mitreo è impreziosito dall’altare di
to delle terme veniva fatta calare la tale dell’Aventino. È databile alla fine Al termine del corteo è rappresentata marmo bianco che reca sulla fronte
biancheria direttamente sui carri, pron- del II sec.d.C. e riutilizza gli ambienti una grotta con quattro figure: due l’immagine di Mitra che uccide il toro
ti a trasportarla. In alcuni ambienti di di un edificio abitativo dell’inizio dello sdraiate a banchetto, sono Mitra e il cosmico, sui fianchi Cautes e Cautopa-
questi sotterranei posti in corrispon- stesso secolo. L’aula di culto è rettan- Sole; le altre due, una delle quali con la tes e sul retro un grande serpente.

9
I. Della Portella, 1999, pagg. 36 e segg. 13
F. Coarelli, 1980, pag. 298 e segg.
10
Ai Musei Vaticani si conservano due statue di Aion provenienti dai mitrei di Ostia. 14
R. Bianchi Bandinelli, 1988, p. 331.
11
F.Castagnoli, 1979, pag113-114. 15
Cumont, op. cit., I, pag. 205.
12
F.Cumont, 1899, I, pag. 59. 16
I. Della Portella, op.cit., pag. 47.

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La primitiva chiesa di S.Clemente fu Ranuccio Bianchi Bandinelli, Roma. L’iconografia della strega nel corso dei secoli.
edificata nella seconda metà del IV L’arte romana nel centro del potere,
secolo d.C. È quindi opportuno consta- Roma 1988.
tare quanto frequentemente le chiese
J.Carcopino, La vita quotidiana a
cristiane si insediassero sui resti di
Roma, Bari 1971.
mitrei precedentemente distrutti, non
diversamente da come sovente si Ferdinando Castagnoli, Roma antica,
impiantarono sui resti di templi pagani. profilo urbanistico, Roma 1979.
La cura della basilica di S.Clemente è
Ferdinando Castagnoli, Topografia di
affidata ai padri domenicani irlandesi di STEFANIA LAURENTI*
Roma antica, Roma 1980.
sin dal XVII secolo: fu il priore, padre
Mullooly, a scoprire il mitreo e la pri- Filippo Coarelli, Guida Archeologica Tradizionalmente legata all’immagine della creatura errabonda nei cieli a
mitiva basilica del IV secolo d.C. nel di Roma, Verona 1980. cavallo della scopa, la strega e conseguentemente la magia hanno colpito l’im-
1875. Gli scavi condotti insieme al De maginazione di tutte le epoche: in fondo la moderna Befana può essere conside-
Collegio S. Clemente, S. Clemente,
Rossi furono celermente pubblicati. rata una positiva emanazione della stregoneria. Quanti infatti ancora oggi si
Roma 1974.
Altri scavi furono condotti poi da trastullano in pratiche magico-taumaturgiche, il cui solo merito è di quantifica-
padre Nolan negli anni 1912-191317. F.Cumont, Misthères de Mithra, re la dabbenaggine di tanta gente?
Un recente scavo (1973-1975) ha Bruxelles 1899.
messo in luce sotto la chiesa di S.Stefa-
Ivana Della Portella, Roma sotterra-
no rotondo al Celio i resti18 dei Castra
nea, Verona 1999.
peregrina, la caserma degli eserciti
provinciali, e di un importante mitreo G. Lampis, Il Mitraismo, L’ultima reli-
ad essa connesso. Il mitreo è formato gione di una società di maschere,
da un ambiente rettangolare con due Atopon vol.VI.
podia laterali, sono state individuate Da un punto di vista psicologico, nonché simbolo di depravazione e
Sante Mazzarino, L’impero romano, quale immagine simbolo, la Strega personificazione dell’odio sessuocida
due fasi, una del II secolo d.C. e un
vol. II, Roma 1973. può essere interpretata da varie e verso le donne fino a giungere, pas-
ampliamento del secolo successivo.
Sono ancora conservati lacerti di affre- Carlo Pavolini, Ostia, Guide archeolo- molteplici angolazioni. Pur conside- sando dalla concezione freudiana
schi, tra cui una rappresentazione di giche Laterza, Bari 1988. rando il fenomeno-strega come una dell’interpretazione sessuale della
Luna. realtà psichica archetipa, quale io la stregoneria, all’aspetto di Strega
Carlo Pietrangeli, Il Mitreo del Palazzo ritengo, è tuttavia impossibile pre- come anima e figura dell’inconscio
Recentemente un mitreo è stato sco-
dei Musei di Roma, Roma . scindere da numerosi fattori storici, collettivo, nonché all’aspetto positivo
perto dietro l’esedra del teatro di Balbo
in Campo Marzio: all’interno del A.Piganiol, Le conquiste dei romani, culturali e sociali che hanno attraver- della Strega come “sé” di Jung. Riten-
museo della Cripta Balbi (via delle Milano 1979. so i secoli determinato una “materia- go infatti che su questa immagine
Botteghe Oscure) vi è un’ interessante lizzazione” della Strega, facendo sì archetipa abbiano agito proiezioni
Anna Maria Ramieri, Il Mitreo del Circo che da fantasma onirico e creazione individuali e collettive che, pur con-
documentazione multimediale riguar-
Massimo, pubblicazione della del sogno, la “Strega” divenisse la servando una matrice comune - l’evi-
dante il recente rinvenimento.
Biblioteca di Archeologia e Storia donna perseguitata ed uccisa nel dente associabilità tra Strega e fem-
dell’Arte della Sovrintendenza Medioevo, vittima designata delle minile - denotano il diverso vissuto
Bibliografia
Comunale di Roma. paure, dei terrori, delle inquietudini psicologico che l’immagine della
E. Abrile, Il mistero dei misteri di Mitra. sociali e religiose di una delle epoche Strega ha suscitato nel progressivo
più oscure della storia dell’umanità, evolversi della società civile: nell’af-
17
Collegio S. Clemente, S. Clemente, Roma 1974.
18
F. Castagnoli, 1980, pag. 71. *
Docente di Storia dell’Arte dell’Università Popolare di Roma.

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fermarsi del patriarcato, nel passag- ghe”), - uno studio che contempora- nei vari aspetti il diavolo (fig. 1). Inol- donna: dal valore di bacchetta magica
gio dalla religiosità pagana al conso- neamente affronti la figura della Stre- tre in questo preciso momento storico delle fate - emblema di potere - diven-
lidarsi del cristianesimo, fino alla ga dal punto di vista sia dell’icono- la tipologia della donna non ha anco- ta strumento di volo magico, la cui ori-
riscoperta “storica” della donna-stre- grafia sia del campo meno esplorato ra assunto l’aspetto demoniaco, e gine si può far risalire alla funzione
ga nel femminismo. Personalmente della decorazione che l’ha vista pro- sembra la si possa far risalire ad un’im- bastone-cavallo nell’estasi sciamanisti-
consapevole della complessità di un tagonista. Senza voler tentare un’ope- magine tradizionale precristiana, ca (lo sciamano durante lo stato di esta-
approccio psicologico al tema della razione di così vaste dimensioni, il si pensa che l’anima lasci il suo corpo e
Strega, dati gli innumerevoli spunti mio contributo cercherà di analizzare durante i suoi viaggi l’ispirato si serve
ed angolazioni a cui si presta, per evi- l’iconografia della Strega e la sua del “bastone-cavallo” come ricorda
tare una dispersività di argomenta- soluzione di continuità dall’antichità anche l’Iliade) o alla simbologia classi-
zioni ed interpretazioni che portereb- fino oltre il barocco. ca del cavallo psicopompo (il cavallo
bero indubbiamente a una visione La Strega in quanto tale è creazione in antiche civiltà era un animale sacro
superficiale e frammentaria del pro- medievale pur traendo spunto e ori- identificato con divinità come l’Epona
blema, ho voluto fondare la ricerca gine, in età precristiana, da figure dei Celti) che trasportava le anime in
sull’ultima prospettiva da me consi- fantastiche di religioni arcaiche rima- cielo, ipotesi entrambe valide e aderen-
derata, rapportandomi cioè a ciò che ste vive nella superstizione popolare ti all’iconografia pittorica.
rappresenta la Strega nel vissuto (Ovidio, Fastorum). È comunque Dal XIII secolo la strega viene invece
odierno femminile. facilmente individuabile la trasforma- associata a immagini diaboliche. Un
Tradizionalmente legata all’immagi- zione mentale nei confronti della primo apporto iconografico del Cristia-
ne della creatura errabonda nei cieli a Strega attraverso le immagini che nesimo fu puntualizzare l’aspetto ero-
cavallo della scopa, la strega e conse- vanno dal Medioevo al Settecento tico e osceno del bastone: la strega
guentemente la magia hanno colpito inoltrato: così mi è sembrato utile diveniva simbolo di lussuria sfrenata.
l’immaginazione di tutte le epoche: in considerare le tipologie e gli oggetti Verso la metà del XV secolo la donna
fondo la moderna Befana può essere simbolo più frequenti analizzando volante non cavalca più il bastone, ma
considerata una positiva emanazione alcune opere significative. il demonio in carne ed ossa con sem-
della stregoneria. Quanti infatti anco- bianze diverse: caproni, teschi, pesci,
ra oggi si trastullano in pratiche magi- Volo della strega uccelli. Il manico di scopa ritorna poi
co-taumaturgiche, il cui solo merito è Le immagini più antiche, di cui per nelle immagini cinquecentesche,
di quantificare la dabbenaggine di ora abbia testimonianza, risalgono al ridotto a un semplice bastone o forco-
tanta gente? XIII secolo e si trovano a Gelnhausen ne come si può vedere nella xilografia
Di tutto ciò che è stato detto sull’ar- in un capitello della Marienkircke del 1511 (fig. 2) dove è utilizzato per
gomento e delle conclusioni alle (1210) - in cui la strega nuda con i sostenere un vaso, identificabile quin-
quali si è giunti a noi interessa un capelli sciolti al vento, è in volo a Fig 1 - Ulrich Molitor, Streghe in partenza di come un attrezzo ad uso casalingo
per il Sabba, xilografia tratta dal “Tractatus
solo particolare aspetto, quello dell’i- cavallo di un bastone a cui si avvin- de lamiis et pythonicis mulieribus”, 1489.
frequentemente utilizzato all’epoca.
conografia che, oltre a dimostrarci ghia con mani e piedi - e a Schleswig
visivamente l’evoluzione del mito nella volta, a finto cielo, del coro del Il Fuso
della strega, ci mostra la posizione Duomo (1280) - in cui la strega coper- sopravvissuta nella superstizione Il fuso dà un potere straordinario
del singolo artista nelle diverse epo- ta solo da un mantello sulle spalle, popolare, la cui origine si può ricolle- alla donna e può acquistare un diver-
che, tema questo drammatico e spet- vola cavalcando un bastone. gare allo sciamanismo. so valore: è allo stesso tempo simbo-
tacolare insieme. Eppure, nonostante Da questo momento assisteremo a Ma il mezzo di trasporto muta valore lo di potere, mezzo di difesa, simbo-
la fortuna del magico, manca a un’evoluzione degli oggetti di cui si nel corso degli anni. La scopa, il basto- lo fallico. Nel Medioevo caratterizza-
tutt’oggi - come ci ricorda anche serve la strega per volare: dalla scopa- ne sono visti come un simbolo che va la donna e, attributo magico delle
Eugenio Battisti (La civiltà delle stre- bastone agli animali, simboleggianti esercita una forte suggestione sulla Parche e delle Fate, diventerà caratte-

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richiamare topoi della raffigurazione


del diavolo (J. B. Russell, 1972).

Aspetto fisico della Strega


Le caratteristiche fisiche e morali
della strega sono il risultato di una
speculazione astratta, cui hanno
apportato modifiche non solo la tra-
dizione popolare ma anche le stesse
donne accusate di stregoneria: così
ne risulta una figura che, benché
abbastanza fedele a uno schema
Fig 3 - Atto di sottomissione al diavolo (oscu-
lum infame), xilografia, XVI secolo.
costante, presenta però delle sor-
prendenti oscillazioni.
(fig. 4) del trittico “Le tentazioni di Secondo la tradizione iconografica la
Sant’Antonio” (1530). strega è vecchia, brutta e povera:
possiede tutte le qualità negative che
Riti magici da sempre sono state attribuite a Sata-
Malefici, incantesimi, riunioni not- na. Nel momento in cui si scatena la
turne o Sabba sono sempre stati consi- “caccia alle streghe”, la tradizione
derati la causa principale delle accuse popolare che vedeva la strega preva-
Fig 2 - Hans Baldung Grien, Partenza per il di stregoneria. La delicata tavoletta “Il Fig. 5 - Anonimo, Il filtro d’amore, olio su lentemente vecchia e deforme, cam-
Sabba, xilografia, 1511 circa. tavola, scuola dell’Alto Reno, Lipsia, Museum bia opinione e la identifica con la
filtro d’amore” (1450 circa) di scuola der Bildenden Kunste, 1450.
donna giovane e bella, simbolo di
ristico dell’iconografia della strega renana (fig. 5) conservata al Museo di malizia e di tentazione.
cinquecentesca. Lipsia, rappresenta fedelmente una
cerimonia magica: una fanciulla nuda
Lo Specchio versa un filtro da un’ampolla su un
Oggetto magico per eccellenza, cuore di cera conservato in una casset-
simbolo della vanità della donna: è ta, mentre un giovane vestito di scuro
con questo mezzo che il diavolo può si affaccia alla porta dischiusa alle sue
tentare la vergine giovane e casta, spalle. Potrebbe trattarsi di un innamo-
facilmente raggiungibile e indotta al rato a cui il filtro è diretto ma anche del
peccato, mostrando le parti posterio- demonio la cui presenza serve per
ri nello specchio per ricevere l’oscu- mediare l’incantesimo affinché questo
lum infame (fig. 3) come nei sabba. avvenga, come si può leggere in alcu-
A questo ciclo appartengono anche ni processi alle streghe. Osservando
meglio si notano i fiori disposti quasi a
le figure delle sirene con lo specchio:
cerchio (il cerchio è uno dei principali
la sirena era considerata un essere mezzi per evocare il demonio) e il
diabolico, paragonata alla Lamia - colore scuro del giovane che, insieme
Fig. 4 - Hieronymus Bosch,Tentazioni di
mostro divoratore di bambini - come Sant’Antonio, Lisbona. Museo Nazionale Arte all’atteggiamento insinuante, potrebbe Fig. 6 - Dosso Dossi, La Maga Circe, Roma,
Bosch la immagina in un particolare Antica, 1530. Galleria Borghese, 1531.

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Nel Medioevo la nudità delle streghe ciocca di capelli è di solito il pegno del terrore, la reincarnazione di Diana,
poteva essere ancora considerata del patto tra il diavolo e la strega. Con di Ecate, delle Erinni, delle Arpie, delle
innocente (in generale la nudità fem- l’affermarsi del Rinascimento il corpo profetesse tedesche. Le Erinni sono
minile ha a lungo conservato un femminile è sempre nudo ma visto in figlie della notte, dai capelli agitati e
carattere sacro): primo per la quasi maniera grottesca e raccapricciante. dai veli neri svolazzanti; le Arpie sono
totale mancanza di pudore nei costu- Ma da cosa dipende questa improvvi- esseri mezzo animale-mezzo donna; le
mi medievali e poi anche per il fatto sa metamorfosi? Dalla partecipazione profetesse tedesche sono sacerdotesse
che la nudità era un momento essen- al “gioco di Diana e Erodiade” dai cui connubi satanici nella leggen-
ziale in ogni rituale magico o propi- (Diana dea cacciatrice, attraverso da sarebbero nati gli Unni). L’icono-
ziatorio (ancora agli inizi del nostro varie vicende viene associata alla grafia si schiera ormai dalla parte del
secolo gli studiosi di folclore hanno mezzanotte riprendendo l’aspetto Tribunale dell’Inquisizione e gli artisti,
documentato cerimonie di fecondità, originario di dea lunare; Erodiade è che si rifanno a schematizzazioni lette-
persino opere agricole - come semi- associata sia ad Erode e alla strage rarie e poetiche ben fissate, creano
nagioni - compiute in stato adamitico degli innocenti che ad Ecate che tra- donne sempre più stilizzate e sempre
per esempio in Francia e Germania). scinava le anime degli innocenti meno umane. Così Salvator Rosa
La stregoneria rinascimentale diventa morti nelle sue cacce selvagge nottur- dipinge “La Strega”, oggi nella Pinaco-
una prerogativa, un’arte pressoché ne), considerata nei processi una Fig. 7 - Hans Burgkmaier, Il giovane re bianco teca Capitolina a Roma.
esclusivamente femminile e nono- delle colpe maggiori delle streghe? si inizia alla magia, incisione tratta dal “Weiss Nel 1514 Dürer con la sua “Melanco-
stante l’aspro antifemminismo, il Cin- Che il gioco di Diana, cioè la cerimo- Kunig”, Vienna, Albertina, 1510 circa. nia I” (fig. 8) arricchisce la rappresen-
quecento pittorico ci ha lasciato alcu- nia lunare delle giovani contadine o tazione dell’epoca e del periodo
ne delle immagini più belle e com- montanare si risolvesse in orge collet- lo che il terrorifico le fonti e la tradi- barocco di un concetto nuovo: quello
mosse del tema della magia nelle tive, è più che probabile ed è a causa zione le concedono. Si dà luogo a un della Vanitas, come idea della brevità
squisite figure di Maga. La “Maga sua che nasce la prima “contamina- processo di recupero quasi “archeolo- del tempo. È rappresentata meditati-
Circe” (fig. 6) è un simbolo: dell’amo- zione” di attributi figurativi, fra gico” e la strega ne esce come un anti- va, con l’astrolabio e il libro, la bilan-
re al di sopra delle passioni che tutto donna volante e lussuria. venere, una dea della morte violenta e cia e la clessidra, il compasso. La vera
riporta in un clima di ritorno alle ori- Ma l’acme del processo si trova nella attrazione verso il tema della strego-
gini animali e cose; ma anche della xilografia di Hans Burgkmaier (fig. 7) neria, cioè l’idea di superare i limiti
sapienza suprema, della riflessione eseguita per l’autobiografia di Massi- dell’esistenza terrestre, in fin dei conti
sulle proporzioni universali sulla miliano I tra il 1505 e il 1516, il cui è poco considerata, Circe o Medea
mutevolezza delle cose e soprattutto tema è la disputa tra un inquisitore diventano Vanità-Malinconia e triste-
sulla possibilità di controllare e vin- alle cui spalle c’è un angelo e una mente accettano questi limiti.
cere i limiti umani col potere della strega assistita dal diavolo (appoggia- Nel 1600 ricompare l’immagine paca-
magia. La strega appare come un fat- to sulla sua spalla), alla presenza del ta. Le donne, questa volta sono ricca-
tore centrale stabilizzante che, per giovane imperatore. Significative le mente vestite e acconciate, e sono cir-
mezzo dei suoi straordinari poteri, figure del diavolo e dell’angelo a condate da vari strumenti del mestie-
riesce a provocare mutamenti o significare da che parte sta il bene e re: libri, manoscritti, coppe con il filtro
meglio a controllare il chiaramente da che parte sta il male. magico, animali, vasi, armi e armature,
incontrollabile. Il corpo della strega Nel Cinquecento ormai l’orrore mitico strumenti musicali, teschi, globi celesti
presenta caratteri inconfondibili che la strega doveva rappresentare si e compassi. La loro identificazione è,
come la lunghezza dei capelli, già di trasformava in un’ossessione religiosa, però, difficoltosa per elementi icono-
per sé nefasto: i capelli della donna politica e sociale. E l’iconografia pro- grafici ambigui. Infine tra la fine del
attraggono con fascino irresistibile il cede parallelamente a teologia e Settecento e gli inizi dell’Ottocento il
desiderio amoroso dei demoni, una superstizione recuperando tutto quel- Fig. 8 - Durer, Melanconia I, 1514. genio di Goya si volse con passione

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perversa a scene di aberrazione di Bibliografia Mito e alchimia nella Stanza delle Nozze
streghe, la cui credenza persiste in
Spagna per molti secoli. Il mondo Eugenio Battisti, La civiltà delle stre- di Agostino Chigi.
dell’irrazionale si riveste qui dei suoi ghe, Lerici 1962.
aspetti più ossessivi: colori inegua- R. Ehwald e F.Lenz (a cura di), Ovidio,
gliabili fatti di gelidi bianchi, di neri Fastorum, Leipzig 1932.
spessi, di violenti rossi e gialli intensi,
costruiscono immagini da incubo, John B.Russell, Withcraft in the Midd-
proiezione diretta e immediata dei le Age, London 1972.
più reconditi e sgomentanti turba- di FLORIANA MAURO*
menti dell’inconscio (fig. 9). H. Kramer, J. Spraenger, Malleus male-
ficarum, Milano 1998.
All’interno della villa di Agostino Chigi, la stanza delle Nozze celebra il sonno,
Tractatus de lamiis et pythonicis ma anche la riflessione sull’amore nelle sue diverse manifestazioni come è possi-
mulieribus, cod. 1489. bile dedurre dai temi dipinti sulle pareti tra i quali, più noto fra tutti, quello del-
le “Nozze tra Alessandro e Rossane”, nel quale si narra dell’incontro amoroso,
Franco Cardini, Magia e superstizione
presso il talamo nuziale, alla presenza del dio Imeneo, tra Alessandro Magno e
nell’occidente medievale, Firenze la principessa orientale Rossane. Nulla di più esplicito e metaforico insieme se si
1979. pensa a quella speciale alchimia che chiamiamo amore nella quale è possibile
B. P. Levack, La caccia alle streghe, cogliere tutte le aspettative del maturo finanziere senese in procinto di sposare la
Bari 1988. giovanissima Francesca Ordeaschi.

Carlo Ginzburg, I benandanti, Torino


1966.
Realizzata per Agostino Chigi, ban- diverse da quelle infelici). Il sonno, è il
chiere e finanziatore di Giulio II, la protagonista, dunque, celebrato nella
villa Farnesina sulla Lungara sarebbe stanza, ma anche la riflessione sull’a-
diventata, secondo le intenzioni del more nelle sue diverse manifestazioni,
Fig. 9 - Francisco Goya, Sabba
delle streghe, particolare, committente, un luogo di delizie e come è possibile dedurre dai temi
Madrid, Museo del Prado, ricreazione estiva da condividere con dipinti sulle pareti. Tra essi, più noto
1819-1820. artisti e intellettuali, aristocratici e car- fra tutti, quello delle Nozze tra Ales-
dinali. Tra gli spazi dedicati a tali pia- sandro e Rossane, realizzato certamen-
ceri si inserisce a pieno titolo la stanza te da Giovanni Antonio Bazzi detto il
da letto del proprietario, lungo il cui Sodoma, nel quale si narra dell’incon-
perimetro interno era leggibile ancora tro amoroso, presso il talamo nuziale,
nel 1890 un’iscrizione in seguito scom- alla presenza del dio Imeneo, tra Ales-
parsa: Vale et dormi; somnus enim sandro Magno e la principessa orienta-
otium est. Animae felices a miseris in le Rossane. Nulla di più esplicito e
dimidio vitae non differunt (Sta sano e metaforico insieme, se si pensa a quel-
dormi; poiché il sonno è riposo. Per la speciale alchimia che chiamiamo
metà della vita le anime felici non sono amore nella quale è possibile cogliere
*
Docente di Storia dell’Arte dell’Università Popolare di Roma.

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tutte le aspettative del maturo finanzie- città, la villa rappresentò una sintesi tra ma senese d’adozione, e Domenico zanino. Tutta la distribuzione degli
re in procinto di sposare la giovanissi- confort e spazi ristretti, tra eleganza e Beccafumi. Nonostante ciò, il deside- spazi appare anomala se confrontata
ma Francesca Ordeaschi, matrimonio opulenza che, in qualche modo, espri- rio di rendere l’abitazione di via della con le residenze urbane. Le due logge
che sarebbe stato celebrato e, presu- mevano istanze proprie al banchiere Lungara, luogo di raffinata eleganza ed al piano terra svolgono una funzione
mibilmente, consumato nella villa stes- senese. esempio di arte d’avanguardia spinse dominante nella dinamica dell’edificio,
sa. Cosa, dunque, meglio di un affre- Nato a Siena nel 1466 e arricchitosi Agostino a Venezia da cui riportò a ambienti aperti e chiusi nello stesso
sco in cui è possibile percepire in fili- come cambiavalute, approda ancora Roma, oltre alla giovane sposa, anche tempo, a consentire l’uso estivo del
grana un’allusione all’alchimia, alla tra- giovane a Roma dove consoliderà e Sebastiano del Piombo, che nella città giardino anche in diverse condizioni
sformazione della materia in oro, si amplierà le sue fortune. Finanziatore dei papi si stabilì, e Raffaello sottraen- meteorologiche, peculiarità intorno
presenta adatto a rappresentare que- di molte delle imprese di Giulio II, dolo dai palazzi vaticani per un certo alla quale l’intero edificio deve essere
sta misteriosa miscela di caso e volontà ebbe per riconoscimento la possibilità tempo in quanto per lui dipinse nella stato costruito. L’attenzione riservata
che è, infine, il matrimonio? Se pensia- di unire l’emblema dei Della Rovere al loggia della Galatea l’omonimo dipin- alla loro decorazione e la presenza
mo al fatto che la stanza conserva proprio, come si può osservare in più to e, con la sua scuola, nella loggia le dell’opera dello stesso Raffaello, pro-
ancora il suo soffitto ligneo originale, i contesti nella villa della Lungara e Storie di Amore e Psiche. La ricchezza prio in questi ambienti, mostra l’im-
cui riquadri presentano dipinti mitolo- negli interventi architettonici e urbani- dell’architettura e dei dipinti dovettero portanza che questi spazi rivestirono e
gici a tema amoroso realizzati, forse, stici della famiglia nei secoli seguenti, suscitare l’ammirazione dei contempo- rammenta la notorietà che la villa man-
da allievi di Raffaello, comprendiamo come nel caso del colonnato di piazza ranei che a ragione vedevano nella tenne anche dopo la morte di Agostino
il valore d’insieme di una siffatta testi- S. Pietro affidato a Bernini da un pro- residenza l’espressione concreta di avvenuta nel 1520 e l’acquisto da parte
monianza. nipote, papa Alessandro VII, per altro quella magnificenza e di quella muni- del cardinal Alessandro Farnese nel
Un esempio, quindi, quello del ciclo autore dei “Familiae Chisiae Commen- fica prodigalità che gli aveva consenti- 1577, da cui deriva l’attuale denomina-
di dipinti della stanza da letto della tarii” da cui derivano molte delle noti- to di conquistarsi sul campo l’aggettivo zione. La loggia di Galatea, la prima ad
Farnesina che coniuga esigenze squi- zie di cui disponiamo su Agostino. “magnifico” a cui era regolarmente essere dipinta, completati i lavori
sitamente private del committente con Sebbene di formazione più tecnica che affiancato il suo nome. architettonici, doveva certamente con-
un progetto culturale ampio e com- umanistica, Agostino mostrò a Roma Proprio la presenza delle due logge tenere un intero ciclo pittorico a carat-
plesso che gli artisti coinvolti hanno una particolare sensibilità per l’am- introduce una riflessione sulla struttura tere mitologico di cui restano soltanto
saputo esprimere al meglio, nel quale biente culturalmente aperto della città, degli spazi nella villa che si presenta due riquadri, uno dei quali, autografo
mito classico, alchimia medievale e divenendo, nel corso del secondo caratterizzata da un piano interrato di Raffaello, ritrae l’immagine florida
superstizione costituiscono gli ingre- decennio del XVI secolo, anche edito- dove erano situati alcuni ambienti di della nereide nella quale sembrereb-
dienti scelti per celebrare i fasti del re di opere letterarie di Pindaro e degli servizio (cucine e dispense); da un bero adombrate le fattezze di Marghe-
rinascimento romano. “Idilli” di Teocrito. piano terreno, che qui svolge la fun- rita Gonzaga che Agostino aveva chie-
Non stupisce, quindi, che egli si sia zione di piano nobile, dove sono poste sto in sposa intorno al 1511, ma che
Agostino Chigi e la Farnesina avvicinato alle arti figurative, sceglien- le due logge suddette, aperte, in origi- rifiutò la proposta. Forse questa è la
Costruita per i piaceri conviviali del do a suo gusto gli autori che, al meglio, ne, sul grande giardino, la stanza del ragione non soltanto dell’incompletez-
proprietario, la villa su via della Lunga- avrebbero saputo esprimere questa Fregio, forse studio privato del mece- za del ciclo, ma dell’interruzione dei
ra, fu realizzata su progetto di Baldas- inclinazione per l’eleganza e per l’anti- nate, e la sala da pranzo, suddivisa nel lavori di decorazione dell’intero edifi-
sarre Peruzzi tra 1506 e 1510. Con le co che Roma aveva sollecitato. Dove 1860 nei diversi ambienti adiacenti cio che ripresero intorno al 1516
scuderie e la loggia sul Tevere, edifici possibile, tuttavia, Agostino mostrò un all’attuale atrio d’ingresso, che acco- quando cominciò a prendere forma il
oggi distrutti, il suburbanum del Chigi certo campanilismo nella scelta delle glieva gli ospiti che vi accedevano secondo progetto matrimoniale del
si presentava, all’inizio del XVI secolo, maestranze come nel caso dell’archi- dalla loggia di Amore e Psiche; da un maturo committente che si concretizzò
come un complesso architettonico arti- tetto della villa, il senese Peruzzi, ma mezzanino per la servitù; da un primo nel 1519. A questa fase si deve la deco-
colato sebbene di piccole proporzioni. anche per quanto attiene agli artisti piano dove si trovavano studioli, il razione pittorica della stanza da letto
Non svolgendo, infatti, la funzione di che vi dipinsero, come Giovanni Anto- grande Salone delle Prospettive e la che si apre al primo piano sul Salone
rappresentanza affidata al palazzo di nio Bazzi detto il Sodoma, vercellese stanza da letto; infine il secondo mez- delle Prospettive, mostrando, come

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tutti gli ambienti della villa, un’origina- La stanza da letto detta Stanza delle ria principessa della Battriana, le fat- Sodoma avrebbe realizzato un altro
lità nella dislocazione planimetrica cer- nozze di Alessandro e Rossane (fig. 1) tezze della giovane sposa che Agosti- episodio relativo alle storie di Alessan-
tamente dovuta, come già detto, alla La stanza deve la sua denominazione no avrebbe impalmato in una cerimo- dro Magno Alessandro con la fami-
speciale funzione privata dell’edificio. al principale affresco dipinto da Gio- nia allestita all’interno della villa nel glia di Dario (fig. 2) e una scena di
È, infatti, inconsueto che una stanza, vanni Antonio Bazzi sulla parete set- 1519. battaglia tra le finestre. Alessandro che
pensata per il riposo e gli incontri tentrionale della stanza, nel quale l’ar- La stanza presenta una planimetria doma Bucefalo, invece, posto sulla
amorosi, sia a diretto contatto con un tista propone un tema inusuale nella pressoché quadrata benché i suoi lati parete d’ingresso parrebbe il risultato
ambiente la cui funzione è invece di pittura rinascimentale. Sebbene il tema non siano, tra loro, esattamente corri- di una tarda integrazione avvenuta
ricevimento e adatta all’allestimento di delle nozze sia proprio non soltanto spondenti (parete d’ingresso [ovest] forse nel secondo ’500 ad opera di un
sontuosi banchetti. La villa che Agosti- alla funzione dell’ambiente, ma anche m.6.60, parete finestrata [sud] m.6.70, ignoto manierista. Su questo lato dove-
no fece realizzare per i suoi ‘otia’, inve- alla particolare circostanza legata parete del camino [est] m. 6.65, parete va, forse, poggiare il letto a baldacchi-
ce, mescola e confonde i due aspetti, all’imminente matrimonio con la gio- opposta alle finestre [ nord] m.6.74). no della coppia, poi scomparso con
quello pubblico e quello strettamente vane veneziana Francesca Ordeaschi, La decorazione parietale fu realizzata, tutti gli arredi della villa in un’epoca
privato, poiché evidentemente essi è tuttavia significativa la scelta operata probabilmente, intorno al 1516/17 nel imprecisata. Non è ancora del tutto
dovevano apparire spesso sovrappo- dall’artista in relazione a un personag- corso del secondo soggiorno romano chiarita la sequenza cronologica degli
nibili, per un committente che amava gio quale Alessandro Magno nel quale dell’artista, in previsione del matrimo- affreschi, le ragioni della scelta temati-
condividere con una ristretta e selezio- il committente amava evidentemente nio cui si è fatto cenno. Oltre al tema ca complessiva e le disparità stilistiche
nata cerchia di amici quei piaceri che immedesimarsi. Più logico che egli delle Nozze sulla parete settentrionale, che segnano tutto il ciclo nel quale l’af-
liberalità spirituale ed economica gli abbia voluto rappresentare nella bel- sulla parete del camino, ai lati è rap- fresco delle Nozze risulta senz’altro
consentivano. lezza delicata e pudica della leggenda- presentata la Fucina di Vulcano, il essere il più riuscito. Temi amorosi

Fig. 2 - Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, “Incontro tra Alessandro Magno e la famiglia
Fig. 1 - Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, “Nozze di Alessandro e Rossane”. del re persiano Dario”.

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tratti dalle “Meta- Poiché l’opera del agli occhi”, recuperando, attraverso il All’interno dello spazio che si apre
morfosi” di Ovidio pittore di età elle- racconto un’opera pittorica perduta, verso lo spettatore scorgiamo una
sono trattati nel nistica è andata Raffaello e Sodoma ripropongono stanza, caratterizzata da un fregio
soffitto a lacunari perduta, il testo di per la prima volta il tema, mostrando dipinto, aperta a destra verso la log-
lignei, probabil- Luciano costitui- una precisa volontà di recupero del- gia e a sinistra da una finestra. Al cen-
mente coevo al sce quindi un’im- l’antico. Anche l’affresco del Sodoma tro campeggia un monumentale letto
ciclo pittorico, e portante fonte per che si discosta parzialmente sia dal a baldacchino in legno dorato e intar-
ancora in situ. gli artisti del Rina- disegno raffaellesco che dal testo let- siato, schermato da drappi rossi e
Il tema elaborato scimento, cui non terario, tiene tuttavia conto di verdi. Sul fondo, forse sulla parete
dal Sodoma è trat- soltanto il Sodoma entrambi come risulta evidente ad un cui si addossa il letto, uno specchio
to dall’”Herodo- deve aver attinto. immediato confronto. Subentrato a rotondo. Alla sinistra dell’affresco, a
tus” di Luciano di Fig. 3 - Incisione. Già Raffaello, a Raffaello che, forse, per sopraggiunti ridosso del letto compaiono tre
Samosata, nel quale quanto pare, se ne impegni non ebbe modo di realizza- ancelle di cui una dal caratteristico
si racconta di un dipinto antico, opera era interessato, probabilmente su sol- re l’opera, Sodoma interpreta il sog- aspetto africano. Un’altra delle tre
del pittore Aezione, che avrebbe rap- lecitazione dello stesso Agostino che, getto in chiave personale e originale porta sul capo un’idria, citazione
presentato lo stesso tema: in una fase imprecisata della decora- arricchendolo di più complesse e puntuale della cosiddetta canefora
zione della villa doveva aver chiesto articolate valenze. L’affresco che dipinta da Raffaello, negli stessi anni,
C’è una camera splendida e un letto allo stesso urbinate quanto poi fu rea- copre completamente la parete, rap- nell’Incendio di Borgo in Vaticano. A
nuziale: Rossane vi siede. è una vergine lizzato dal Bazzi. Sono noti, infatti, presenta la scena oltre una balaustra destra Sodoma realizza due figure
bellissima, che tiene gli occhi bassi a ter- almeno due disegni di Raffaello rap- costituita da una sequenza di colon- maschili - il dio Imeneo ed Efestione,
ra, per pudore nei confronti di Alessan- presentanti il tema delle Nozze di Ales- notti a doppia modanatura e da due compagno d’arme di Alessandro -
dro. Intorno, gli amorini sorridenti: l’uno sandro e Rossane, (fig. 3) uno conser-
da dietro le toglie il velo dalla testa e la
specchiature quadrate che fingono una in primo piano seminuda, pale-
rivela allo sposo; un altro, in atteggia-
vato all’Albertina a Vienna e l’altro, dal una superficie in porfido rosso. Al semente allusiva ad una figura eroica
mento di schiavo, le toglie il sandalo dal tratto più essenziale e con lievi varian- centro la balaustra è aperta, finge la o mitologica, la seconda abbigliata in
piede, preparandola a coricarsi, un altro ti iconografiche ad Haarlem, nel Tey- possibilità d’accesso all’ambiente abiti militari, nella mano destra una
amorino prende Alessandro per il man- lers Museum. Un terzo, oggi perduto, retrostante in cui si svolge l’azione e fiaccola accesa. Al centro la figura del
tello e con tutte le sue forze lo tira verso ci è descritto da Ludovico Dolce nel mostra una pavimentazione d’ingres- protagonista - Alessandro Magno -
Rossane. Per conto suo, il re porge alla suo “Dialogo della Pittura” (1557), so costituita da due grandi crustae l’elmo poggiato a terra, si rivolge alla
giovane una corona. Accanto sta Efestio- come marmoree, anch’esse in finto porfido. sua destra, mostrando e porgendo
ne, che ha la funzione di paraninfo e tie- Tutta la composizione è costruita su una corona. Infine, seduta sul letto,
ne una fiaccola accesa appoggiandosi a una carta nella quale rappresentò Raffaello un punto di fuga centrale piuttosto seminuda, una delicata figura femmi-
un bellissimo fanciullo, che penso sia in disegno di acquarella, tocco ne’ chiari alto, che confluisce sul profilo della nile – Rossane – viene aiutata a spo-
Imeneo: il nome non c’è scritto. Dall’altra con biacca, la incoronatione di Rosana: la
parte del quadro altri amorini giocano figura centrale di Alessandro Magno. gliarsi da tre amorini. Tutta la compo-
quale essendo bellissima femmina fu ama-
con le armi di Alessandro: due portano la Infatti l’intera pavimentazione dipinta sizione risulta essere circondata da
ta grandemente da Alessandro Magno.
sua lancia, imitando dei facchini gravati nonché la loggia che si apre illusoria- amorini che giocano: a destra con le
da un pesante carico; altri due ne traspor- mente sulla destra, mostrano linee armi di Alessandro, in alto con un
I disegni del Sanzio che ci sono per-
tano un terzo coricato sopra lo scudo che convergono sul profilo del prota- drappo verde o con arco e frecce
venuti seguono puntualmente il testo
(anche lui come un re), attaccandosi alle gonista. Sulla destra la loggia apre pronte a scoccare. Così come è possi-
cinghie dello scudo stesso; un altro anco-
scritto, mostrando la sicura derivazio-
verso un paesaggio arioso e collinare bile osservare, molti sono gli ele-
ra, infilatosi sotto la corazza che sta per ne dalla fonte antica. Se già Luciano
sul quale si percepiscono dei caseg- menti tratti pedissequamente dal
terra, ha l’aria di tendere un agguato ai aveva realizzato un’ekphrasis, cioè
“un discorso descrittivo che pone giati lungo la riva di un fiume attra- testo di Luciano, ma la struttura com-
due che tirano lo scudo, per spaventarli versato da un ponte. Su un piano più plessiva della scena in parte se ne
quando gli passeranno davanti. l’oggetto, con tutta chiarezza, davanti
ravvicinato è presente un cavaliere. discosta.

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Lettura interpretativa dell’opera quali cose Agostino [Chigi], al quale pia- tati sotto le spoglie allusive di figure complesso gioco di allusioni? Carente
Se da una parte, come detto, il testo pit- ceva quell’umore, n’aveva il maggior mitologiche. Così, per esempio, è infatti la documentazione che la
torico appare aderente al tema classico, spasso del mondo. Venere e Marte corrispondevano al D’Andrea fornisce. Non sappiamo se
dall’altra esso viene rielaborato in rame e al ferro. In particolare, la figu- il Chigi si dilettasse d’alchimia e nem-
modo originale dall’artista, che a detta Ed è ancora Vasari ad informarci di ra di Vulcano alla forgia alluderebbe meno se se ne interessasse il Sodoma.
del Vasari era uomo bizzarro e strano: quanto il Sodoma avrebbe realizzato all’alchimista intento all’attività di Non mi pare sufficiente attribuirgli un
per il Chigi: manipolazione della materia. Se la tale talento soltanto in virtù di un
Era oltre ciò uomo allegro, licenzioso, e coniunctio è adombrata, nel nostro atteggiamento provocatorio e burlone
teneva altrui in piacere e spasso, con ...Agostino […] gli diede a dipingere nel affresco, nell’incontro tra i due prota- che egli, a quanto pare, era solito
vivere poco onestamente; nel che fare, suo palazzo di Trastevere in una camera gonisti, se al vetriolo farebbero riferi- tenere. Indubbiamente gli elementi
però che aveva sempre attorno fanciulli e principale, che risponde alla sala grande,
mento i tanti puttini diversamente che riconducono all’alchimia sono
giovani sbarbati, i quali amava fuor di la storia d’Alessandro quando va a dormi-
re con Rossana; nella quale opera, oltre
disposti, il fuoco, oltre ad essere pre- riconoscibili nell’opera, ma la certez-
modo, si acquistò il soprannome di Sod- sente nella fucina di Vulcano, è raffi- za della loro valenza iconologica ha
doma, del quale, non che si prendesse all’altre figure, vi fece un buon numero
d’Amori, alcuni de’ quali dislacciano ad gurato anche dalla fiaccola tenuta da bisogno di una più accurata indagine
noia o sdegno, se ne gloriava, facendo
Alessandro la corazza, altri gli traggono Efestione. Certamente Alessandro e e di sicuri agganci documentari coe-
sopra esso stanze e capitoli e cantandogli
in sul liuto assai comodamente. Dilettos- gli stivali o vero calzari, altri gli lievano Rossane ben si prestano ad un con- renti con l’epoca in cui gli affreschi
si, oltre ciò, d’aver per casa di più sorte l’elmo e la veste e le rassettano, altri spar- fronto con Venere e Marte e dunque, del Sodoma furono realizzati.
stravaganti animali: tassi, scoiattoli, ber- gono fiori sopra il letto et altri fanno altri ad un successivo passaggio, a svolge- È tuttavia significativo che il commit-
tucce, gatti mammoni, asini nani, cavalli ufficii così fatti; e vicino al camino fece un re quella coniunctio che prefigura tente abbia richiesto un tema siffatto,
barbari da correre palii, cavallini piccoli Vulcano, il quale fabbrica saette, che allo- l’opus dell’alchimista. Anche le armi poiché è certo che egli avesse inten-
dell’Elba, ghiandaie, galline nane, tortole ra fu tenuta assai buona e lodata opera. di Alessandro contribuiscono ad zione di veder riflessa nella vicenda
indiane et altri sì fatti animali, quanti glie- offrire spazio a tale lettura. Gli amori- antica quella sua propria, nella quale
ne potevano venire alle mani, ma oltre Proprio la figura di Vulcano (fig. 2) la ni che con esse giocano e quelli che la giovane e bella Ordeaschi accetta-
tutte queste bestiacce aveva un corbo che cui realizzazione Vasari attribuisce al sono disposti in più parti dell’affresco va il matrimonio con il ricco banchie-
da lui aveva così bene imparato a favella- Sodoma e la bizzarra originalità attra- e che in alcuni casi (per esempio re che, paragonandosi alla figura sto-
re, che contraffaceva in molte cose la verso la quale il biografo ricostruisce quelli dislocati nella parte alta del rica del condottiero macedone, offri-
voce di Giovannantonio, e particolar- il profilo dell’artista, ha indotto la baldacchino) restituiscono l’effetto va alla futura moglie un’immagine di
mente in rispondenti a chi picchiava la D’Andrea, nel 1984, a proporre una della trasparenza, sarebbero la tra- sé certamente accattivante. Quella
porta, tanto bene che pareva Giovannan- lettura ermetico-alchemica dell’ope- scrizione figurativa del vetriolo. Se, corona che Alessandro offre a Rossa-
tonio stesso, come benissimo sanno tutti ra. Se obiettivo dell’opus alchemico è
sanesi. infine, coronamento dell’attività del- ne indica, anche per il Chigi e la sua
la trasformazione della materia attra- l’alchimista è la trasformazione della giovane sposa, il coronamento di un
verso l’unione di diverse componenti materia in oro, la corona che Ales- sogno a lungo coltivato e non c’è
Un tale comportamento, che certa- - coniunctio - la cui fusione è favori-
mente scandalizzava il biografo areti- sandro porge all’amata ne rappresen- dubbio che le valenze allusive al
ta dall’acido, in particolare il vetriolo, terebbe l’immagine. prossimo incontro d’amore nei per-
no, era però apprezzato da altri, e dal fuoco, la scena dipinta rappre- Agostino Chigi avrebbe, dunque, sonaggi dipinti rispecchino le aspet-
come lo stesso Agostino Chigi: senterebbe, in forma traslata, tale commissionato al pittore un tema trat- tative del maturo committente e la
operazione. L’alchimista, infatti, desi- to dalla storia antica con l’intento di futura condizione di marito felice e
...egli ebbe sempre l’animo alle baie e
lavorò a capricci, di niuna cosa maggior-
derando trasformare la materia, sotto- consentire una lettura in trasparenza soddisfatto. Il destino, tuttavia, aveva
mente curandosi che di vestire pomposa- poneva le sostanze oggetto del suo molto più complessa e articolata. già tessuto le sue trame: nel 1520
mente, portando giuboni di brocato, cap- esperimento all’azione di acidi, in Trattandosi di una stanza da letto pri- Agostino sarebbe morto a pochi gior-
pe tutte fregiate di tela d’oro, cuffioni ric- particolare del vetriolo, e del fuoco. vata e dunque frequentata dal mece- ni di distanza da Raffaello lasciando
chissimi, collane et altre simili bagattelle Negli antichi trattati alchemici i diver- nate certamente e da pochi altri, per- alla moglie una villa costruita per i
e cose da buffoni e cantanbanchi, delle si metalli venivano spesso rappresen- ché egli avrebbe richiesto un tale piaceri del mecenate e decorata per

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commemorarne le imprese private, Bibliografia Letture contemporanee. L’astrattismo di


ma mai veramente completata e vis-
suta dal proprietario e dalla sua fami- Ludovico Dolce, Dialogo della Pittura, Mondrian e Kandinskij alla luce della Teosofia.
glia tanto che anche il nome con il 1557.
quale è oggi nota, mostra quell’oblio Luciano di Samosata, Herodotus, Leip-
cui la storia abbandona anche i più zig 1907.
fortunati fra gli uomini.
Giorgio Vasari, Le Vite dei più eccellen-
ti pittori, scultori e architetti, Firen-
ze 1568. di FRANCESCA D’ALESSIO*
D’Andrea 1984.
La grande differenza che c’è tra l’arte dell’Ottocento e quella del Novecento è
l’avvento, a partire dagli anni dieci, dell’arte astratta. Moltissimi artisti, infatti,
iniziano a mostrare opere che non hanno più riferimenti puntuali con la realtà,
non rappresentano più soggetti riconoscibili, ma propongono “solo” un insieme
di linee, di forme e di colori. Sono opere che spesso non vogliono rappresentare
un soggetto reale, ma un concetto. Opere nelle quali è più importante quello che
è sottinteso piuttosto che quello che è manifesto. Il ruolo delle filosofie orientali o
di alcune dottrine filosofiche sembra essere stato determinante per alcuni degli
artisti più impegnati nel campo dell’astrazione. Una delle filosofie che coinvolge
un buon numero di artisti proprio nel primo decennio del Novecento è appunto
la Teosofia.

“Le scienze occulte costituiscono zio e con il tempo; il progresso scienti-


uno dei più importanti pilastri dell’arte. fico e quello industriale subiscono
Ogni vero poeta è d’istinto un iniziato.” un’accelerazione decisiva e le filosofie
Charles Maurice di tipo spiritualistico e quelle orientali
prendono piede velocemente. Non è
Lo studio dell’arte contemporanea, più possibile continuare a vedere il
o meglio dell’arte del XX secolo, non mondo nello stesso modo; non è più
può prescindere da un’analisi del pen- ammissibile, in particolare per gli arti-
siero dell’uomo del Novecento che sti, continuare ad utilizzare i metodi
risulta arricchito, rispetto al secolo pre- rappresentativi del passato, dato che il
cedente, di molte e importanti novità. È presente non somiglia in alcun modo
nei primi del Novecento infatti che al passato. La scommessa nella quale
viene pubblicato “L’interpretazione dei molti dei protagonisti dell’arte contem-
sogni” di Freud che spalanca una fine- poranea si cimentano è quindi la possi-
stra sul mondo dell’inconscio; negli bilità di rinnovare il linguaggio artisti-
stessi anni viene proposta da Einstein co, di renderlo contemporaneo, di ren-
la “teoria della relatività” la quale sug- derlo cioè comprensivo di tutte le
gerisce un nuovo rapporto con lo spa- novità, di tutti i nuovi aspetti della vita,
*
Docente di Storia dell’Arte dell’Università Popolare di Roma.

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siano essi di tipo sociale, o relativi al esterno e di quelle per capire il mondo lo con il vertice verso l’alto (lo spirito). presupposti simili, differiscono in
progresso tecnologico o piuttosto cul- interiore. La Teosofia prevede l’arrivo di un equi- maniera decisiva dando origine a rap-
turali. Ma un altro elemento ha avuto un librio nel mondo, un equilibrio al quale presentazioni molto diverse e pur
Le avanguardie artistiche, quei movi- ruolo determinante per la nascita del- devono aspirare gli uomini che posso- essendo ambedue seguaci della dottri-
menti che nascono a partire dal primo l’arte astratta: la conoscenza e la diffu- no arrivarci tramite la contemplazione na teosofica e fondando almeno in
decennio del Novecento, si propongo- sione in Europa delle filosofie orientali e la meditazione. La contemplazione parte la loro arte su di essa, arrivano ad
no proprio di scardinare le vecchie e di alcune dottrine filosofiche. Questo ha un ruolo molto importante: l’iniziato un’astrazione concettualmente oppo-
regole artistiche e di prospettarne di perché le filosofie e le religioni si espri- giunge, attraverso progressivi stadi di sta.
nuove che permettano di rappresenta- mono per simboli e l’arte astratta al conoscenza, alla visione della pura È effettivamente interessante notare
re al meglio gli avvenuti cambiamenti. principio è arte simbolica. realtà divina e l’umanità tutta, nella sua come la differente interpretazione della
Da un punto di vista strettamente visi- Una di queste teorie, che vedrà coin- Evoluzione, deve tendere a questa stessa dottrina li porta ad elaborare
vo la maggiore differenza tra l’arte del- volti un buon numero di artisti in parti- conquista spirituale. concezioni artistiche distinte ma
l’Ottocento e quella del Novecento è colare in area tedesca, olandese e La Società Teosofica venne fondata a soprattutto concezioni molto diverse
l’avvento, a partire dagli anni Dieci, comunque nordica, è la Teosofia. New York nel 1875 da Helena Petrov- della vita stessa.
dell’arte astratta. Molti artisti, infatti, ini- La Teosofia è un insieme di dottrine na Blavatskij, avventuriera russa di Se Mondrian infatti, voleva “eliminare il
ziano a mostrare opere che non hanno che prende spunto da molte delle reli- grande cultura, profonda conoscitrice tragico dalla vita” e dall’arte, Kandinskij
più riferimenti puntuali con la realtà, gioni più comuni ma che reputa che delle filosofie indiane e orientali, desiderava introdurre nell’opera d’arte
non rappresentano più soggetti ricono- nessuna di queste abbia portato l’uomo medium praticante la materializzazione il mondo interiore, il mondo dei senti-
scibili, esulano dal rapporto mimetico sulla via della vera conoscenza di Dio e di oggetti, sostenitrice della necessità di menti.
che l’arte aveva mantenuto nei secoli e della presenza di Dio nel mondo. In approfondire i pensieri psichici latenti Mondrian raggiunge nelle sue opere
propongono solo un insieme di linee, altre parole le altre grandi religioni, il nell’uomo per aprire la via all’inconscio un’astrazione geometrica, sempre simi-
di forme e di colori apparentemente cristianesimo, il buddismo, l’ebraismo e allo spiritismo, per altro di moda alla le a se stessa, decisamente fredda; Kan-
non significanti. Sono opere che spes- ad esempio, hanno svelato solo una fine dell’Ottocento. La Teosofia si è poi dinskij propone opere più liriche, poe-
so non vogliono rappresentare un sog- parte della Verità mentre la Teosofia ampliata e arricchita nel corso del tiche, colorate, addirittura musicali
getto reale, ma un concetto. Opere riuscirà progressivamente, nel tempo, a Novecento, dando vita ad altre forme nella loro composizione (fig. 1). Eppu-
nelle quali è più importante quello che svelare tutta la Verità spirituale del di spiritualità tra cui la più conosciuta è re tutti e due partono dall’osservazione
è sottinteso piuttosto che quello che è mondo. l’antroposofia di Rudolf Steiner, la del reale, dalla realtà; la trasformano
manifesto. Nello specifico la Teosofia è una teoria quale è seguita tuttora in molti paesi dapprima in simbolo e poi abbandona-
Un discorso completo sull’astrattismo filosofica nella quale il mondo viene occidentali da migliaia di fedeli. no definitivamente l’esteriorità per
ci porterebbe lontani dal nostro tema concepito come un tutto unitario retto I due artisti di cui parleremo e che ven- dedicarsi solo alla rappresentazione
ma è sufficiente tenere presente, da leggi e principi matematici in cui i gono considerati padri dell’astrattismo, concettuale e astratta del loro pensiero.
affrontando le opere astratte, che poli opposti tendono alla ricomposi- hanno avuto contatti profondi e dura- Kandinskij e Mondrian inoltre non
anch’esse, nella maggior parte dei casi zione e all’armonia cosmica: per esem- turi con la dottrina teosofica. Si tratta hanno in comune solo la conoscenza
e soprattutto agli albori dell’arte astrat- pio nella dottrina teosofica il principio dell’olandese Piet Mondrian e del russo della Teosofia: arrivano ambedue all’a-
ta, tengono presente la realtà, non pre- maschile e quello femminile o lo spiri- Vassili Kandinskij, i quali, separata- strattismo dopo un periodo figurativo e
scindono mai da essa, benché poi il to e la materia tendono alla fusione e mente arrivano intorno al 1910 – 1915, soprattutto in età adulta, verso i 45
risultato finale sembri tanto diverso dal all’equilibrio. Questo assunto è eviden- a realizzare composizioni di arte astrat- anni. Tutti e due accompagnano le loro
concreto così come noi lo conosciamo. te dal simbolo adottato dalla Società ta, ovvero composizioni nelle quali il opere con riflessioni teoriche e sono
In fondo Einstein e Freud hanno porta- Teosofica, la stella a sei punte, che sin- contatto con la realtà è difficilmente convinti che un mondo migliore sia
to gli artisti a parlare di altre realtà, invi- tetizza proprio l’unità di spirito e mate- ravvisabile anche se ne è il punto di sicuramente possibile (per usare uno
sibili ma pur sempre vere: le realtà dei ria in quanto costituito dalla sovrappo- partenza. slogan molto usato oggi).
concetti, le realtà dei sentimenti, delle sizione di un triangolo con il vertice L’astrattismo di Mondrian e l’astratti- Il modo per giungere a migliorare la
coordinate per comprendere il mondo verso il basso (la materia) e un triango- smo di Kandinskij però, nonostante vita dell’uomo passa attraverso la

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re azzurro) insieme ai giovani pittori stesso Kandinskij non sceglie per molte colino”. Si disfaceva dei libri anche per-
tedeschi Franz Marc, Auguste Macke, delle sue opere astratte il titolo di ché le realtà materiali avrebbero finito
Gabriele Munter pittrice e compagna di “Improvvisazioni” o di “Composizio- per occupare un pensiero che non
Kandinskij e a Marianne von Werefkin, ni”? Oltre a parlare ripetutamente nei doveva essere distratto dall’unica cosa
aristocratica pittrice russa legata a cir- suoi scritti teorici di “suono interiore”, necessaria: l’arte, la nuova opera da
coli simbolisti, oltre ad Alexej von Jaw- di “vibrazione dell’anima”, di “sonorità creare. Gli unici testi ritrovati nella sua
lenskij, russo anch’egli e grande amico dei colori”. Tutti termini presi in presti- casa erano libri di Teosofia insieme a
di Kandinskij. to dall’arte della musica, la più comple- poche note e qualche schizzo, oltre ai
Der Blaue Reiter (Il Cavaliere Azzurro) ta di tutte le arti, l’arte che riesce con- numeri della rivista “de Stijl”da lui fon-
è tra tutti i movimenti di avanguardia temporaneamente a smuovere l’imma- data nel 1917.
quello che più risente degli influssi ginazione e il pensiero razionale. Già dal 1899 Mondrian aveva avuto
della Teosofia. Questo per due ragioni: Il movimento del “Cavaliere Azzurro” modo di accostarsi a testi di Teosofia:
Fig. 1 - Kandinskij, primo acquerello astratto.
la prima è il forte legame con il roman- non durerà a lungo (Marc morirà in in Olanda esisteva una Società Teoso-
nuova concezione dell’arte che è al ticismo tedesco e con la poetica di guerra e gli altri prenderanno la loro fica che raccoglieva più di centomila
tempo stesso nuova concezione della Goethe il quale aveva anticipato alcuni strada), ma resteranno fondamentali le adepti e nel 1909 Mondrian vi entra a
vita, nuova interpretazione del mondo aspetti della dottrina teosofica in parti- idee da esso propugnate sia per l’ope- far parte. Da questo momento fino alla
alla luce della Teosofia. colare quello relativo alla “necessità ra dello stesso Kandinskij che per fine della sua produzione artistica, nel
Vassili Kandinskij nasce interiore” del mezzo espressivo, con- generazioni intere di artisti. 1944, la sua opera non solo è impron-
a Mosca nel 1866. Non cetto ampliamente accettato e applica- L’altro artista, Piet Mon- tata alla visualizzazione dei concetti
era sua intenzione fare il to da Kandinskij; in secondo luogo per drian, è olandese, teosofici, ovvero a rappresentare visi-
pittore né l’artista; era la presenza a Monaco di molti artisti nasce nel 1872 presso vamente ciò che gli scritti teosofici
avviato ad una brillante russi legati ad una cultura fortemente Utrecht, in una famiglia indicano testualmente, ma soprattutto
carriera nel campo del simbolista con simpatie per tendenze di rigide tradizioni cal- Mondrian si dedica a fondare una sorta
diritto ma alcuni avveni- filosofiche irrazionaliste e religioni viniste. Nel 1904 in di nuova dottrina, la Nuova Plastica,
menti apparentemente banali lo porte- orientali. Nel salotto della Werefkin, seguito ad una crisi di che ha i suoi presupposti nella Teoso-
ranno ad interessarsi dei metodi della frequentato da gran parte degli artisti carattere religioso, che si spiega con fia. La Nuova Plastica, secondo il suo
visione della realtà fino ad occuparsi di interessati ad un rinnovamento dell’ar- l’austero ambiente in cui era nato e cre- creatore, deve esprimere tutto senza
pittura e a scegliere esclusivamente la te, si discute della necessità di sottrarre sciuto, ma anche per la sua tendenza parole e usare solo le immagini: la reli-
via dell’arte. Uomo di grandissima cul- all’arte la sua funzione mimetica e darle alla meditazione e alla speculazione, si gione trova quindi il suo ultimo rifugio
tura particolarmente affascinato dalla una forza profetica e spirituale. A que- trasferisce nelle campagne del Braban- nell’arte che deve essere pura immagi-
cultura russa legata all’immaginazione sto passaggio contribuisce notevol- te per ritrovare un primitivo rapporto ne dell’assoluto e rivelare agli uomini i
e alla fiaba, vicino a circoli filosofici e a mente la riflessione sui rapporti tra la con gli uomini, con i loro tempi, con i concetti di armonia, equilibrio, sere-
intellettuali, si trasferisce a Monaco musica e la pittura: nel movimento fon- loro ritmi e la loro ingenuità. Egli lascia nità che sono alla base della dottrina
all’età di trenta anni per “diventare pit- dato da Kandinskij c’è infatti grande la città poiché a suo parere nelle città teosofica. Il pensiero portante di Mon-
tore”. Subito attivo nel promuovere la attenzione alla musica, a ciò che la “la crosta che riveste l’uomo interiore è drian si basa sull’idea che il compito
conoscenza dell’arte contemporanea musica può suscitare e alle possibilità troppo spessa”. Mondrian era senz’al- dell’arte sia quello di condurre l’uomo
(e all’inizio del Novecento per arte con- della pittura di esprimerla. È del 1904 il tro un personaggio particolare. Non più vicino all’armonia del mondo ma
temporanea si intendevano le opere testo “Tought-Forms” (Forme-Pensie- teneva libri in casa, non aveva una soprattutto l’arte ha il compito di fon-
degli impressionisti oltre a Van Gogh, ro) dei teosofi Annie Besant e Charles biblioteca, ma ne conservava alcuni - dare questa armonia. Nel quadro Evo-
Gauguin, Munch), nel 1912 fonderà Leadbeater dove si parla di forme non molti - nel suo armadio con la luzione (fig. 2) del 1910-11, Mondrian
nella città tedesca uno dei principali astratte nelle quali l’iniziato può tradur- biancheria. Distruggeva le lettere e le ci propone un trittico legato ancora a
movimenti dell’avanguardia contem- re visivamente le emozioni provate carte inutili; non voleva dediche sui stilemi simbolisti e che possiamo consi-
poranea “Der Blaue Reiter” (Il cavalie- ascoltando un brano musicale. E lo libri perché diceva: “È meglio che cir- derare un manifesto di adesione alla

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Teosofia. Il trittico deve essere letto a dottrina teosofica la quale prevede che Con il termine “evoluzione”, la Teoso- dovrà permeare la vita degli uomini in
cominciare dalla figura di sinistra, per la visione spirituale avvenga in stato di fia intende il necessario percorso evo- ogni suo aspetto.
passare a quella di destra e in ultimo a coscienza e non in stato di trance o di lutivo al quale tutta l’umanità durante i Mondrian ci dimostra a questo punto
quella centrale. La scelta del trittico può ipnosi. L’uomo, l’iniziato, arriva alla secoli deve contribuire per giungere quale deve essere la strada da percorre-
rinviarsi ad un testo della Blavatskij vera conoscenza divina consciamente, alla visione della verità divina. Secondo re e ci propone di partire dalla realtà,
“Iside svelata”, che parlava di tre spiriti attraverso un lungo e faticoso percor- Mondrian a questo percorso spirituale dalla realtà naturale, in particolare da
che vivono nell’uomo: lo spirito terre- so. A partire dalla contemplazione corrisponde in arte un medesimo cam- un albero. Nelle opere Albero grigio
stre, lo spirito delle stelle e quello divi- della realtà e della natura (il fiore) per mino che partendo dall’arte mimetica (fig. 4) e Melo in fiore (fig. 5) del 1910-
no: le tre figure potrebbero incarnare passare alla conoscenza della possibile deve raggiungere l’astrazione intesa ’11, Mondrian assume il mondo vegeta-
proprio questi tre spiriti. Il colore viene realizzazione dell’armonia del mondo come l’espressione più completa del- le come mezzo per ascendere alle sfere
usato in funzione simbolica: dal verde (il triangolo teosofico) fino alla visione l’armonia e dell’equilibrio. L’arte astrat- superiori. L’albero è il simbolo per
della prima figura al blu dell’ultima, del vero spirito, le tre figure di “Evolu- ta cioè è uno dei passaggi che aiutano eccellenza della fusione tra materia e
essendo il blu il colore dello spirito. L’a- zione” ci propongono la sintesi figura- gli uomini alla comprensione della spirito: con le sue radici affondate nella
spetto mascolino della donna potrebbe tiva del percorso dell’iniziato. legge universale e soprattutto è essa terra e la sua chioma rivolta ed espansa
invece rinviare alla figura dell’ermafro- L’elemento del fiore come fattore che stessa dimostrazione della possibile nel cielo ha la funzione di legame tra
dito in cui si attua la fusione dell’ele- concerne il primo momento dell’ascen- fusione degli opposti: l’astrazione, cielo e terra, collegamento tra la materia
mento maschile (spirituale) e di quello sione alle sfere superiori trova corri- secondo l’interpretazione di Mondrian, del mondo e il mondo dello spirito.
femminile (materiale), fusione auspica- spondenza in altre opere dell’artista Non solo, a ben guardare il quadro ci
ta dalla Teosofia. A destra e sinistra del olandese come in Devozione (fig. 3) risulta difficile stabilire quale siano le
volto di ogni figura Mondrian dipinge del 1908, dove una ragazza sembra stia radici e quale sia la chioma con i rami e
due elementi a funzione simbolica: contemplando proprio un fiore. le foglie, proprio perché ciò che dob-
nella prima figura (quella di sinistra) Il termine “devozione” così come “evo- biamo vedere non è l’elemento albero
sono due fiori, due amarillidi, nella luzione” sono tipici della concezione in se stesso, ma dobbiamo farci sor-
seconda (quella di destra) sono due teosofica. In particolare “devozione” prendere dall’idea di equilibrio, di
figure geometriche che ricordano il allude alla dedizione totale della crea- fusione, di unione che emana dall’ope-
triangolo teosofico, nella terza invece tura femminile alla vita spirituale. In ra. Andando avanti nella sua ricerca,
un alone geometrico di luce chiara questo quadro prevale il rosso e le Mondrian si spinge fino all’eliminazio-
investe la figura che al contrario delle linee sembrano avvolgere il corpo ne del dato visibile benché nei titoli
altre due ha gli occhi ben aperti che della ragazza o sembrano quasi ema- mantenga ancora il riferimento al reale,
guardano lo spettatore. Anche questo nare da essa con un possibile rimando seppure tra parentesi, come in Compo-
elemento lo possiamo ricollegare alla ad un’altra idea essenziale della Teoso- sizione n. 3 (Alberi) (fig. 6).
fia: l’aura. Quando poi abbandonano anche l’ulti-
Secondo la dottrina teosofica l’iniziato ma parvenza di realtà, le opere di Mon-
è in grado di vedere l’aura, una sorta di drian risultano sempre più geometri-
alone colorato che avvolge ogni essere che con una forte insistenza della linea
che emani energia (uomini, animali ma verticale e orizzontale. Egli stesso affer-
anche piante e il mondo stesso nel suo mava: “Il principio maschile rappresen-
complesso) e tramite essa può mettersi tato dalla linea verticale sarà ricono-
in contatto con la vibrazione universa- sciuto dall’uomo per esempio negli
le che gli consente un rapporto con l’e- alberi di una foresta. Il suo completa-
tere e i corpi celesti. mento risulterà per lui, la linea orizzon-
Guardando le opere di Kandinskij Fig. 3 - Mondrian, Devozione 1908 L’Aia, tale del mare.”
Fig. 2 - Mondrian, Evoluzione 1910-11 approfondiremo questo concetto. Geementemuseum. Principio maschile e femminile, oriz-

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le emozioni dalla vita, ovvero tutto ciò


che potrebbe distogliere l’iniziato - arti-
sta dalla contemplazione della Verità.
Alla fine della sua vita Mondrian si tra-
sferì a New York lasciando Parigi, dove
abitava, perché la capitale francese “era
troppo romantica”. Le forti emozioni
mettono paura a chiunque, anche al
più grande artista astrattista del Nove-
cento.
Vassili Kandinskij invece, cerca proprio
Fig. 4 - Mondrian, Albero grigio, 1912. di esprimere l’emozione e lo fa coglien-
Fig. 7 - Mondrian, Composizione n. 10 do altri aspetti del pensiero teosofico.
(Molo e oceano) 1915. D’altra parte la Teosofia non è per defi-
nizione la dottrina in cui gli opposti si
composizione equilibrata dove nella riconciliano? Kandinskij è a Monaco e
visione non ci sia preminenza di un ha una relazione con l’artista Gabriele
colore piuttosto che di un altro, di una Munter la quale proviene da una fami-
Fig. 6 linea orizzontale o di una verticale. L’o- glia seguace della Teosofia, con una
Mondrian, Composizione n. 3 (Alberi) 1913. pera deve esprimere un senso di equità ricca biblioteca di testi teosofici. Kan-
e, contemplando l’opera, ci si può avvi- dinskij è convinto che il fine supremo
un mondo nuovo. La croce invece, cinare alla Verità. dell’uomo sia quello di vivere le emo-
sempre secondo il testo “Iside svelata”, È importante capire che Mondrian, zioni e l’arte è il mezzo con il quale rap-
è la forma simbolica dell’incontro tra il come molti artisti della sua epoca e presentarle e renderle visibili. Anche
Fig. 5 - Mondrian, Melo in fiore, 1912. principio maschile e quello femminile. anche qualcuno prima di loro, non Kandinskij arriva all’astrazione parten-
È a partire dal 1918 che troviamo nel- desidera realizzare opere che siano
zontale e verticale, spazio e tempo, do dalla realtà seppure da una realtà
l’opera di Mondrian le famose “griglie”: belle secondo il senso comune. Il qua-
terra e mare: gli opposti cercano di composizioni astratte (fig. 8) che pre- dro non deve essere bello (anche se
conciliarsi. sentano strutture scandite secondo un dovremmo chiederci se abbia senso
In Composizione n.10 Molo e Oceano ritmo asimmetrico da linee nere e ret- parlare ancora di bello nell’estetica
(fig. 7) il formato dell’opera già prean- tangoli non uniformi campiti nei tre contemporanea) ma deve comunicare,
nuncia un significato nascosto. Il qua- colori fondamentali (giallo, rosso e blu) deve visualizzare e far conoscere
dro ha forma ovale e tale forma (come o lasciati bianchi. Da questo momento all’uomo il suo obiettivo, ciò a cui aspi-
anche la croce) ha una particolare Mondrian produrrà opere simili fino ra, ciò a cui lentamente arriverà. Ovve-
interpretazione nella dottrina teosofica alla sua morte con la continua ripeti- ro l’armonia, l’equilibrio, la giusta pro-
in quanto l’ovale, diversamente dal cer- zione di un unico modulo formale. porzione: tutti aspetti, in fondo, che
chio, ha due fuochi ha, cioè, delle pola- Una griglia irregolare bianca e nera rientrano comunque nella definizione
rità. Gli ovali richiamano l’unità del cer- costituita da linee orizzontali e verticali di bello estetico.
chio, che è universalmente simbolo di con colori primari: gli elementi suffi- La ripetizione continua di uno stesso
eternità, ma includono anche la diver- cienti e necessari alla rappresentazione modulo in Mondrian può essere spie-
sità grazie alla polarità a loro intrinseca. dell’armonia dell’universo. Nel variare gata con la vita stessa del pittore, per la
Inoltre l’ovale è identificato dalla Bla- la griglia e la posizione dei colori Mon- sua rigida educazione e può essere
vatskij come simbolo della nascita di drian cerca sempre di giungere ad una riportata al suo desiderio di far sparire Fig. 8
Mondrian, Composizione 1921.

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ricca di simboli. Partiamo dall’opera della scala corrisponde a un diverso contorno. Resta riconoscibile soltanto
Dama a Mosca (fig. 9) del 1912. Sep- livello del corpo: il corpo materiale, il un gruppo di figure dai contorni netti
pure poco riuscito stilisticamente que- corpo mentale, il corpo astrale. Il veg- ma senza consistenza, quasi trasparen-
sto quadro aveva probabilmente una gente, l’iniziato, è in grado di vedere ti, dei fantasmi. Kandinskij ci parla a
grande importanza per l’artista dato attorno al corpo materiale le auree che proposito di questo quadro di vibrazio-
che lo realizza in tre versioni (una ad segnalano l’esistenza del corpo astrale ne utilizzando, come nel titolo, un’ana-
olio, l’altra ad acquerello e l’ultima con e di quello spirituale. L’aura è un alone logia con la musica. La vibrazione è il
pittura su vetro). Una strada, un sole luminoso dai colori straordinari che fondamento della comunicazione tra
giallo, una figura di donna in primo muta secondo la vita interiore del sog- artista e fruitore: quando l’artista riesce
piano che guarda verso lo spettatore e getto e ogni sfumatura corrisponde ad a esprimere le vibrazioni della sua
tiene una rosa in una mano mentre con un evento interiore. Inoltre la Teosofia anima nell’opera, l’opera acquista una
l’altra carezza un cagnolino acciambel- immagina che il pensiero e la sensibi- sua vita spirituale autonoma e ha così
lato su un tavolino accanto a lei. La lità possano produrre vibrazioni che la capacità di suscitare analoghe vibra-
donna sembra emergere da un indefi- quando sono abbastanza forti si stacca- zioni nello spettatore.
nito spazio scuro ai suoi piedi che le no dal soggetto che le emana e assu- Quadro con arco nero (fig. 12) del
gira intorno assumendo colori più chia- mono una vita autonoma e una forma 1912, è la rappresentazione della lotta
ri. La prospettiva tradizionale non propria che non somiglia più ad alcun Fig. 10 tra lo spirito e la materia. È un’opera
Kandinskij, Paradiso 1911 - 1912
viene rispettata, la donna è rappresen- oggetto conosciuto, una forma astratta. astratta tutta giocata sulla contrapposi-
tata in un luogo nebuloso e rialzato Nell’opera Paradiso (fig. 10) del 1911- conflitti interiori dei progenitori davan- zione tra l’energia del rosso e la fred-
rispetto alle figure e alle architetture ’12, accanto alla mela di Eva compare ti alla scelta del peccato originale. Nel dezza dell’azzurro: nella macchia
sullo sfondo tra cui si riconoscono una una macchia nera in contrasto con il mondo dello spirito i colori, i suoni si azzurra alla sinistra del quadro sembra
carrozza, un cane, case, lampioni, luo- grande sole giallo che è alle sue spalle, liberano della loro appartenenza all’og- esserci una condensazione verso l’in-
ghi di culto sommariamente ma vivace- mentre una linea ondulata delimita la getto o al soggetto e fluttuano libera- terno mentre in quella rossa all’oppo-
mente descritti. La scena risulta bizzar- parte superiore dell’acquerello dove mente nello spazio. sto sembra prevalere un movimento di
ra in particolare per tre elementi domi- macchie di diverso colore e di forma In ambedue i quadri è presente la mac- espansione verso l’esterno. La macchia
nanti: l’alone bluastro attorno alla figu- indistinta rappresentano i pensieri e i chia nera che per Kandinskij è simbolo viola in alto è la sintesi dei contrari
ra, la forma rosa circolare a destra e di grande negatività. Come racconta (anche da un punto di vista strettamen-
sopra di essa una macchia nera com- Nina Kandinskij, la seconda moglie te coloristico: la miscela tra blu e rosso
patta. Tre motivi che indicano fenome- dell’artista: “Fino alla più tarda vec- dà origine al colore viola) e contribui-
ni auratici e visualizzazioni di energia. chiaia Kandinskij ha sempre provato sce all’equilibrio dell’insieme. E l’arco
Proviamo a dare una spiegazione. La una vera e propria angoscia interiore al scuro è come un ponte: un’arma del-
macchia nera è la negatività che sta per momento di mettere del nero sulla l’azzurro contro il rosso di cui blocca il
oscurare il sole, fonte dell’energia vita- tela”. Di contro, il “Cavaliere Azzurro” movimento prepotente ma allo stesso
le; l’aura attorno alla figura femminile è diventa per Kandinskij il simbolo dell’a- tempo una forza che unisce le due
quella supposta dall’occultismo e indi- nima nuova e dello spirito che combat- polarità, un elemento di integrazione e
ca la salute psichica e fisica degli esseri te contro la macchia nera del materiali- stabilità. Il quadro vuole proporre una
umani e qui sembra progressivamente smo. rappresentazione dell’armonia come
indebolirsi; la forma rosata e roteante è Nel quadro Improvvisazione XIX o Il insieme di tensioni organizzate: ogni
la vibrazione affettiva che cerca di con- suono azzurro (fig. 11) del 1911, Kan- immagine deve esprimere la totalità e
trastare la potenza del nero. dinskij separa colore e forma in manie- la difficile strada per giungerci.
La dottrina teosofica considera la natu- ra totale. Nessuna forma lineare circo- Kandinskij diceva: “In ogni autentica
ra come una scala che va dalla materia scrive un campo di colore, così come opera viene ad esprimersi un mondo
allo spirito e nella quale ogni gradino Fig. 9 - Kandinskij, Dama a Mosca 1912. nessun colore resta catturato da un nuovo, ancora mai esistito. Così ogni

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Bibliografia Jolanda Nigro Covre, Der Blaue Reiter,


Art & Dossier, n.194, Giunti, Firenze
Anna Cavallaro, Il Cavaliere azzurro e 2002.
l’Orfismo, Milano, 1976.
S. Ringbom, The Sounding Cosmos: A
Eva Di Stefano, Kandinskij, Art & Dos- Study in the Spiritualism of Kan-
sier, n. 80, Giunti, Firenze 1993. dinskij and the Genesis of Astract
Filiberto Menna, Mondrian. Cultura e Painting, Abo (Finlandia), 1970.
poesia, prefazione di G.C. Argan, Michel Seuphor, Mondrian: Life and
Edizioni dell’Ateneo, Roma 1962 Works, Abrams, 1957.
(nuova edizione ampliata a cura di
P. De Martino e A.Trimarco, Editori L. John F. Wijsenbeek, Mondrian und
Riuniti, Roma 1999). Kandinskij, in “Pantheon”, XLIII,
1985.
Jolanda Nigro Covre, Mondrian e De
Fig. 11 Stijl, Art & Dossier, n. 42, Giunti,
Improvvisazione XIX, (Il suono azzurro) 1911.
Firenze 1990.
Fig. 12
opera autentica è una nuova scoperta. Kandinskij, Quadro con arco nero - 1912
In questo modo l’arte astratta pone
accanto al mondo reale un nuovo proprio grazie a tale visione del mondo
mondo che esteriormente non ha nulla è potuta nascere e svilupparsi l’arte
a che fare con la realtà, accanto al astratta. E mettere in relazione la dottri-
mondo naturale viene ad esistere il na teosofica con l’arte astratta conferi-
mondo dell’arte, un mondo che è reale sce a quest’ultima una fondazione teo-
allo stesso modo.” rica ed etica che il senso comune si
In conclusione, sia per Kandinskij che ostina spesso a non attribuirle quando
per Mondrian l’arte ha un valore cono- considera l’arte astratta solo una pole-
scitivo altissimo; l’arte è necessaria per mica nei confronti dell’arte del secolo
raggiungere la Verità. Grazie alla dottri- precedente. Al contrario, proprio per il
na teosofica alla quale l’arte deve ispi- fatto di essere non immediatamente
rarsi, l’artista può indicare al mondo la rappresentativa di un dato reale, l’arte
strada da percorrere per conquistare astratta ci costringe ad una ricerca più
l’armonia e il benessere spirituale. L’ar- profonda e certamente più difficile su
te non è quindi solo un mezzo di rap- concetti e idee che permeano il nostro
presentazione della realtà ma è al con- vivere e sui quali siamo invitati a riflet-
trario uno dei fondamenti della realtà tere.
stessa; l’approccio all’arte deve avveni- Mondrian e Kandinskij muoiono nel
re come può avvenire quello ad una 1944 (aggiungendo un altro punto in
nuova forma di pensiero che investe di comune a quelli già citati), e l’evoluzio-
sé ogni aspetto della vita. Mondrian e ne dell’arte negli ultimi cinquant’anni
Kandinskij sceglieranno aspetti diversi del Novecento ha dato ragione alle loro
della dottrina teosofica per arrivare alle osservazioni spostando sempre più
loro conclusioni; Kandinskij non l’accento sull’arte come forma di pen-
seguirà sempre come fa il pittore olan- siero e non come specchio o ‘scimmia’
dese la Teosofia ma è indubbio che del reale.

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Il mito dell’Egitto nel Rinascimento: la Cappella


Carafa. Giochi eruditi e falsi geroglifici.

di CRISTINA MOCHI*

La Cappella Carafa, ambiente composto da uno spazio più ampio, che immette-
va in un piccolo sacello funebre, fu affidato per la decorazione a fresco ad uno
dei migliori pittori dell’entourage di Lorenzo de’ Medici, Filippino Lippi (1457-
1504), chiamato da Firenze per l’incarico, e indicato in una lettera del Carafa
come il “nuovo Apelle”.

“Ben diversamente facevano, al tempo 1. La diffusione dei geroglifici nel rina-


che fu, i savi dell’antico Egitto, scimento
quando si valevano di quelle lettere Nel 1419 venne trovato ad Andros da
che chiamavano jeroglifiche, Cristoforo Buondelmonti e portato a
dove nessuno capiva nulla se non le Firenze il manoscritto degli Hiero-
intendeva, glyphica. Si pensò subito di avere final-
ma capiva chiunque ne sapesse inten- mente in mano la chiave per svelare
dere la virtù, tutta la sapienza del passato grazie a
proprietà e natura delle cose da esse quei criptici simboli, spiegati nel testo.
figurate, In realtà fu solo un abbaglio: il suo miti-
delle quali ha composto due libri in co autore, Orapollo Niloo, offrì della
greco Oro Apollo, scrittura egiziana un’interpretazione
e Polifilo,nel suo sogno d’amore, ne ha simbolica e non veritiera, che condi-
spiegato ancor più” zionò il pensiero rinascimentale e che
fu ben lontana dal significato iniziale
F. Rabelais degli ideogrammi. Ma l’opera ebbe
subito un’immensa popolarità: nume-
rose versioni manoscritte in traduzione
*
Docente di Storia dell’Arte dell’Università Popolare di Roma.
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latina circolarono già nel Quattrocento fortuna alla casata, fu sostituita con il In fondo, i “coelati hieroglyphi” non targhe, tra cui quelle delle piene del
e la prima edizione in greco fu stampa- ben più decoroso bue Api, ovvero Osi- avevano ormai più niente degli origi- Tevere. La chiesa è diventata, essendo
ta a Venezia per i tipi di Aldo Manuzio ride divinizzato, diventato così proge- nali, ma ancora seppero affascinare chiesa-madre dell’Ordine Domenica-
(1505). Si diffuse ben presto l’idea che i nitore illustre della stirpe di Valencia. E filosofi, ermetici, umanisti ed artisti che no, scrigno prezioso di opere di eleva-
geroglifici, così interpretati, contenes- i Colonna si fregiarono della Diana Efe- con ingegnosi giochi intellettuali “com- to interesse storico artistico: la tavola
sero l’espressione simbolica di occulte sia o di Ercole Libico, entrambi fonda- plicavano ciò che era semplice e ren- del 1485 dell’Annunciazione di Anto-
dottrine filosofiche-ermetiche. Inoltre il tori di civiltà e soprattutto provenienti devano oscuro ciò che era ovvio”2. niazzo Romano, commissionata pro-
mito della sapienza egiziana fu poi dal lontano Oriente. Addirittura alcuni prio da Torquemada per ricordare l’sti-
accreditato dall’autorità della Bibbia, umanisti fornirono i testi, false e mani- 2. La Chiesa di Santa Maria sopra tuzione di una confraternita che forniva
che indicava l’Egitto come terra d’origi- polate traduzioni dall’antico, che avva- Minerva dote alle ragazze senza casa; il superbo
ne di tutte le scienze e culture: la mani- lorarono nuove teorie e nuove creden- Nel Rione Pigna (dalla pigna bronzea, Cristo risorto di Michelangelo del 1519,
polazione umanistica di un versetto ze. Alla fine del Quattrocento l’erudito oggi al Vaticano, proveniente dalle seconda redazione di uno stesso sog-
degli Atti degli Apostoli (“Mosè fu istrui- domenicano Annio da Viterbo spiegò Terme di Agrippa), presso il convento getto; il sepolcro del vescovo Guglielmo
to in tutta la sua sapienza dagli Egizi”) come gli etruschi e gli italici provenis- e la chiesa della Minerva (tra via del Durand, opera firmata da Giovanni di
scatenò la credenza relativa all’istruzio- sero dal Nilo, rivendicando “una prece- Seminario e Via di S. Stefano del Cosma, impreziosita dai mosaici inseri-
ne di Mosè da parte degli Egiziani, con- denza cronologica rispetto alla civiltà Cacco), sorse sotto Domiziano il tem- ti nella lunetta; il sarcofago di S. Cate-
fermando la relazione tra sapienza ellenica”1. A Roma, sul Tempio di pio di Iside e Serapide, detto Iseum rina e quello del Beato Angelico, rea-
occidentale e misteri orientali. Nel Minerva Calcidica, nell’area dell’Iseo Campense, accessibile mediante i for- lizzati da Isaia da Pisa; il monumento a
fraintendimento generale, gli studiosi Campense, sorse la basilica di S. Maria nici dell’Arco di Camilliano e dell’Arco Maria Raggi opera del Bernini; oltre
del Cinquecento credettero nella verità sopra Minerva, chiesa dell’VIII secolo, di Giano, visibili fino al tardo Cinque- all’insieme degli affreschi della Cappel-
velata dietro immagini e miti, com- ricostruita da fra’ Ristoro e fra’ Sisto nel cento. Già nell’VIII secolo, sorse in la Carafa, tra gli esempi più importanti
prensibili e svelati ai soli iniziati ai sacri 1280. Nel XV secolo, all’interno di essa, quella zona una chiesa dedicata a del Quattrocento italiano.
culti “come usarono gli Aegiptii che venne creata la Cappella Carafa nel Maria che, per i resti creduti quelli del Superando la sacrestia, si accede ad un
nelle loro sacre lettere insegnavano transetto destro (1489-1493), intera- tempio di Minerva Calcidica, fu deno- andito le cui pareti, dipinte da Anto-
tutte le cose passate, et le presente et le mente dipinta ad affresco da Filippino minata S. Maria sopra Minerva. I Padri niazzo Romano e bottega, componeva-
future” (Pirro Ligorio, ms XIII). Gli hie- Lippi (1457-1504), che inventò per il domenicani si sostituirono nel XIII no la Stanza del transito di S. Caterina,
roglyphica vennero ben presto tradotti cardinale Oliviero Carafa misteriosi secolo alle suore basiliane del conven- qui portate nel 1637, dalla non lontana
in modi più classicheggianti e più occi- simboli mascherati da grottesche. Anni to e diedero avvio alla ricostruzione del via di S. Chiara.
dentali e finirono per rappresentare più avanti, nel tardo Cinquecento, nel complesso, databile al 1280. Nel XV
significati del tutto nuovi. Di lì a poco la giardino conventuale di S. Maria sopra secolo, il cardinale Giovanni Torque- 3. La Cappella Carafa
moda dilagò e gli eruditi si divertirono Minerva, fu rinvenuto un piccolo obeli- mada fece sostituire alle capriate le Nel 1488, il cardinale napoletano Oli-
a trasporre in immagini qualsiasi cosa, sco egizio, che aveva adornato, insie- volte a crociera, contribuendo alla tra- viero Carafa (o Caraffa) ordinò i lavori
ad imitazione dei celati segni aegiptii. me a quello gemello di S. Macuto, il sformazione della chiesa in un magnifi- per la sua cappella privata nel transetto
Accanto alla ripetizione del geroglifico tempio di Iside e Serapide. Il progetto co edificio gotico. Il pesante restauro destro della chiesa di S. Maria sopra
a scopo ornamentale, quindi, appaio- di Gian Lorenzo Bernini (1665) vedrà la ottocentesco (1848-1855), di padre Minerva. L’ambiente, composto da uno
no reinterpretazioni vere e proprie, sua sistemazione sul nuovo elefantino, Girolamo Bianchedi, falsò la purezza spazio più ampio (la vera e propria
celanti distorti significati egizi in forme ribadendo un tema sviluppato dal ’400 delle linee e coprì le strutture con cappella) che immetteva in un piccolo
classiche rinascimentali. Nell’emblema al ’600, svelato nella targa aggiunta decorazioni di revival rinascimentale. sacello funebre, fu affidato per la deco-
araldico di Papa Alessandro Vi Borgia all’allegoria: “è necessaria una robusta La facciata a guscio, come quella di S. razione a fresco ad uno dei migliori pit-
la poco aulica mucca, a ricordo del mente per sorreggere una solida Maria in Aracoeli, risale al Quattrocen- tori dell’entourage di Lorenzo de’
commercio di bestiame che aveva dato sapienza”. to e conserva sul lato destro numerose Medici, Filippino Lippi (1457-1504),

1
Calvesi, in La Malfa 1997. 2
E. Panofsky, 1962.

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chiamato da Firenze per l’incarico, ed con l’affidamento maturo, esempio eccelso del pennello la Sapienza prima dell’arrivo delle
indicato in una lettera del Carafa come dei lavori della di un pittore eclettico, aulico e dotato legge di Mosè e della nuova legge di
il “nuovo Apelle” (fig. 2). Cappella Bran- di grande facilità compositiva. Cristo. Ogni vela è spartita dalle altre da
cacci (1481) in S. cornici su cui sono dipinti, intrecciati,
4. Filippino Lippi pittore (fig. 1). Maria del Carmi- 5. Cicli pittorici e significati bronconi e anelli con diamanti, inse-
Definito da Vasari3 “pittore di bellissi- ne a Firenze, avrà Con l’addossamento del sepolcro a gne del cardinale Carafa e di Lorenzo
mo ingegno e di vaghissima invenzio- modo di mettersi parete di Pio IV Carafa (Pirro Ligorio), de’ Medici, suo benefattore. La parete
ne”, Filippino Lippi nasce a Prato nel a confronto con il nipote del cardinale, scompare la pic- con l’Assunta, (fig. 4) presenta come
1457, da fra’ Filippo Lippi, noto pittore grande Masaccio, cola edicola con l’immagine di Maria, pala d’altare un finto baldacchino con
e cappellano di S. Margherita, e Lucre- che ne aveva insieme all’affresco della Psycomachia, paraste e architrave in marmo con
zia Buti, monaca-modella scelta per avviato gli affre- posto sulla parete di sinistra. Il sacello, decorazioni a candelabra, che fanno
esser ritratta in una pala per l’altar mag- schi tempo Fig. 1 - Firenze, oggi visibile per mezzo di una piccola da cornice alla scena dell’Annuncia-
S.Maria del Carmine,
giore, e con la quale, fra’ Filippo, deci- prima. È qui che cappella Brancacci, porta aperta all’esterno della cappella, zione, dai toni più pacati e che si svol-
derà di fuggire. Filippino, “dipintore la sintesi calligra- autoritratto presenta nella volta a botte uno scudo ge all’interno di un ambiente quattro-
chon Sandro Botticello” a soli quindici fica appresa da di Filippino Lippi con la rappresentazione di un angelo centesco, alla presenza del cardinale
anni, ed iscritto alla Compagnia di S. Botticelli si arric- che innalza un libro (uno degli emble- Oliviero Carafa, ritratto di profilo in
Luca come suo compagno nel 1472, chisce di un inatteso senso plastico e di mi Carafa) ai lati del quale sono due ginocchio, introdotto da un domenica-
una nuova monumentalità. La sua sen- caraffe con dentro ramoscelli d’olivo no, probabilmente S. Domenico con le
sibilità sempre inquieta, provocata dal (Oliviero Carafa). La commissione sve- fattezze del priore della chiesa al
peso di una colpa per lui insopportabi- lata attraverso una sorta di rebus rina- momento dell’esecuzione degli affre-
le, lo porterà ad essere “perfettissimo” scimentale ci indirizza alle storie della
nella sua arte, teso sempre al mistici- cappella, dai criptici significati. L’intero
smo e a superare i suoi stessi maestri: il ciclo degli affreschi si sviluppa all’inter-
padre fra’ Filippo, che lo aveva visto no delle arcate sorrette da lesene, come
crescere all’interno della sua bottega e visibili dalle aperture di un pergolato.
il celebre Sandro Botticelli, con il quale Finzione e realtà si fondono mirabil-
la critica lo ha confuso spesso. L’artista mente in questo spettacolare trompe
chiamato a Roma nel 1488 dal cardina- l’oeil. Sulle volte a crociera (fig. 3) sono
le Carafa, su indicazione di Lorenzo il le Sibille realizzate da Raffaellino del
Magnifico, progettò tre grandi affreschi Garbo, ad indicare l’ante legem, ossia
nella cappella privata alla Minerva, rap-
presentanti L’Assunzione di Maria, La
disputa di S. Tommaso e la Lotta tra
Vizi e Virtù (distrutto). I repertori clas-
sici si fondono magistralmente con sto-
rie domenicane e mariane, incastonate
tra rilievi antichi e grottesche, sovrap-
ponendo lo stile antico, che Filippino
ancora ricorda, alla maniera più
Fig. 2 - S.Maria sopra Minerva, Cappella moderna, in uno straordinario com-
Carafa, Filippino Lippi, veduta d’insieme. plesso pittorico del Rinascimento
Fig. 4 - S. Maria sopra Minerva, Cappella Cara-
Fig. 3 - S.Maria sopra Minerva, Cappella Cara- fa, Filippino Lippi, “L’Assunzione della Vergine”
3
Vasari, Le vite, 1568. fa, Filippino Lippi, vele dipinte “Sibille”. in alto, “L’Annunciazione” al centro.

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schi. La parete di destra presenta inve- Domini, le catene e i volti con orecchie (1665-67). La statua, per la sua struttura
ce la Disputa di S. Tommaso o Trionfo d’asino. Ed ecco che si scioglie l’enig- chiusa, invita a girare intorno al basa-
e nella lunetta superiore, il Miracolo ma: Il cardinal Carafa celebra una mento, come insegna ormai il diverso
del Crocifisso (si noti lo scorcio). Appa- solenne Messa in abiti sacerdotali nel rapporto tra ospite e opera secondo
rentemente niente di inconsueto nella giorno del Corpus Domini nella Basili- l’uso della “meraviglia” barocca. L’im-
scelta dei soggetti: cappella dedicata a ca di S. Giovanni, dopo essere entrato magine irriverente che mostra non il
Maria, titolare della basilica ed episodi in trionfo a Roma ed aver appeso le muso, ma “le terga” al convento ha dato
domenicani per un convento domeni- catene dei prigionieri come in un tro- origine al soprannome dell’elefante: il
cano. Ma, a guardar bene le scene, si feo all’antica alle porte di S. Pietro. “pulcin della Minerva”, intendendo con
nota che in secondo piano corre paral- Vince i Turchi nella battaglia per mare “pulcin”, il porcino o, meglio, il “purci-
lela un’altra storia: un corteo di orienta- che lui condusse nel 1472 a Setalia, no” della volgarizzazione romanesca.
li in catene nell’Assunzione (fig. 5), il nella Caria, antica Frigia a cui richiama- Ben altre erano le intenzioni dell’artista
porto fluviale di S. Paolo e la piazza di no le orecchie d’asino che al re di quel- che, seppure con spettacolarità, propo-
S. Giovanni con ancora il Marco Aure- le terre lontane, Re Mida, erano cre- neva un antico “geroglifico” quattro-
lio nel Trionfo di S. Tommaso (fig. 6). sciute per aver dimostrato stoltezza centesco (fig. 8), pubblicato tra le altre
In primo piano sono uomini con tur- nella disputa tra Apollo e Marsia, giudi- xilografie nel testo del Poliphilo Prene-
cando migliore la musica del sileno stino (il seguace della Sapienza-Polia),
Fig. 6 - S. Maria sopra Minerva, Cappella Cara- rispetto a quella della divinità. l’Hyipnerotomachia Poliphili (la Batta-
fa, Filippino Lippi, “Trionfo di S. Tommaso”,
particolare del Marco Aurelio in S. Giovanni in
glia d’Amore in sogno di Polifilo). Nel
Laterano. 6. L’Obelisco e l’Elefantino della suo peregrinare tra le antichità di Roma
Minerva alla ricerca di Polia (la Sapienza), la sua
banti e tra i presenti i giovani Giovanni Alessandro VII Chigi chiama nel 1652 amata, Polifilo, ossia l’autore Francesco
e Giuliano de’ Medici, futuri Leone X e Gian Lorenzo Bernini per riorganizzare Colonna romano, trova un monumen-
Clemente VII, le cui effigi rimandano la piazza della Minerva ed elevare l’o- to con elefante ed obelisco. La soluzio-
alle loro tombe nel coro della chiesa belisco del VI sec. a.C. dell’Iseum Cam- ne del Bernini, quindi, mette in luce
(Raffaele da Montelupo per quella di pense, ritrovato con la sistemazione del non solo la conoscenza del libro di
Leone X, figlio del Magnifico, e Pirro chiostro nel tardo Cinquecento. Dopo Polifilo da parte dello scultore, ma
Ligorio per quella di Clemente VII, rap- vari progetti, Bernini sviluppa come soprattutto afferma il perpetuarsi di
presentato con la barba che si era fatta base dell’obelisco la scultura dell’ele- un’immagine legata al suo specifico
crescere durante il Sacco di Roma in fantino (fig. 7), realizzato da uno dei significato, rimasto tale e invariato nel
atto di pietà). Il cardinale Oliviero Cara- suo migliori allievi, Ercole Ferrata corso dei secoli, come dimostra l’iscri-
fa si stabilisce a Roma, al Quirinale, zione: “O tu che qui vedi un elefante, il
dopo esser approdato al porto di S. più forte degli animali, trasportare i
Paolo con le sue galee, entrando in geroglifici del sapiente Egitto scolpiti
trionfo a S. Giovanni. Il Trionfo di S. su un obelisco, comprendi l’ammoni-
Tommaso diventa, quindi, il trionfo mento: occorre una mente robusta per
personale del cardinal Carafa. A mag- sostenere la solida sapienza.”
gior spiegazione sono le figure insolite,
camuffate da grottesche, ma grottesche
non sono, che corrono lungo le lesene
dei finti pilastri e sugli architravi. Qui
ritroviamo la caraffa con l’ulivo, gli abiti
Fig. 5 - “L’Assunzione della Vergine”, parti- vescovili, l’immagine del Corpus
colare. Fig. 7

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Bibliografia Ernst Gombrich, Immagini simboli- Il complesso di Santa Croce in Gerusalemme


che. Studi sull’arte del Rinascimen-
AA.VV, Roma, in “L’Italia”, T.C.I., Mila-
to, Bari 1965. e il complesso del Sessorio.
no 2004.
F. Grezzi, Le chiese medievali di Roma,
AA.VV., Lippi e il suo tempo, catalogo
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mostra, 2004.
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Maurizio Calvesi, Il sogno di Polifilo
un innovatore, in “ARS, l’arte e la
prenestino, Roma 1980.
storia: il piacere di capire”, anno I,
Maurizio Calvesi, La pugna d’amore in dicembre 1997. di ALESSANDRA SAGNOTTI*
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Orapollo, I geroglifici, Roma 1996. All’estrema parte del Celio, tra Porta Maggiore e l’anfiteatro Castrense, si esten-
no, Assisi 1996.
Erwin Panofsky, Il significato nelle arti deva una grande villa imperiale, costruita verso la metà del III secolo d. C.
Maurizio Calvesi, Un ponte tra due Essa si sviluppava sia all’interno che all’esterno delle mura Aureliane ed occu-
visive, Torino 1962.
secoli, in “La Malfa”, op.cit. pava la zona dei giardini di Sesto Vario Marcello, padre dell’imperatore Elaga-
John Seznec, La sopravvivenza degli balo (218-222 d. C.).
Maurizio Calvesi, Rebus nei geroglifici
antichi dei, Torino 1981.
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P. Castelli, I geroglifici e il mito dell’E- migrazione dei simboli, Torino bre del 312 d.C. diede inizio a un rapi- fanno risalire S. Giovanni in Laterano,
gitto nel Rinascimento, Firenze 1987. do programma di evangelizzazione S. Pietro in Vaticano, S. Croce in Geru-
1979. dell’Urbe. Il sovrano legò il suo nome salemme e, fuori le Mura Aureliane, le
a una serie di edifici straordinari nella basiliche circiformi di S. Sebastiano, di
capitale, ma anche a Milano, a Gerusa- S. Agnese, dei Santi Marcellino e Pie-
lemme, a Betlemme e, infine, a Bisan- tro, di S. Lorenzo.
zio. A Roma il suo intervento impegnò Gli architetti imperiali per la forma dei
ogni settore dell’edilizia pubblica, nuovi luoghi di culto s’impossessaro-
come testimoniano le terme sul Quiri- no dell’antico patrimonio: il modello
nale, l’arco presso il Colosseo, la Basi- edilizio che sembrò loro adeguarsi alle
lica Nova, ai fori, l’arco di Giano. Egli, nuove esigenze liturgiche fu la “basili-
tuttavia, deve in gran parte la sua fama ca”. Gli autori classici indicavano con
alle iniziative promosse in favore della questo termine un’aula pubblica poli-
nuova religione: l’Editto di Milano (312 funzionale, destinata all’amministra-
d.C.) e la nascita della prima architet- zione della giustizia o all’esercizio

*
Docente di Archeologia dell’Università Popolare di Roma.

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degli affari e caratterizzata da un indica una fascia suburbana i cui abi- zione augustea smembrò questo va il corpo di guardia imperiale a
impianto rettangolare con tetto in tanti, exquilini, si contrapponevano immenso territorio in più Regioni, cavallo.
legno e spiovente. Nel corso dei seco- agli inquilini della Roma vera e pro- mentre il nome Exquiliae si restringe- Durante il III secolo sorgono svariate e
li si era evoluta con forme e tecniche pria. Intorno al VI secolo a.C., ad va alla sola Regione V, oltre le Mura imponenti costruzioni: l’imperatrice
edilizie diverse. opera di Servio Tullio, l’area fu inclusa Serviane. Lo stesso Augusto, tramite Elena, madre di Costantino, pose, più
S. Croce in Gerusalemme nasce dal nell’urbe. Mecenate, fu il promotore della bonifi- tardi, la sua residenza nella vicina villa
fervido sentimento religioso dell’impe- Questa, orograficamente connessa al ca esquilina, i suoi successori fecero di degli Horti Variani, luogo di ritiro pre-
ratrice Elena, madre di Costantino. Celio piuttosto che all’Esquilino, e a questa zona e delle sue ville le loro ferito di Elagabalo.
Tornata dalla Terrasanta, dopo avere destinazione funeraria, fu interessata dimore preferite, sia per la facilità d’ap- Si ritiene concordemente che, nell’età
portato a termine la ricerca della Croce dal passaggio di tre grandi vie (Labica- provvigionamento idrico, sia per la Severiana, l’area tra Porta Maggiore e
sulla quale era stato inchiodato il Sal- na, Praenestina, e Caelemontana) e vicinanza delle due caserme degli S. Giovanni corrispondesse agli Horti
vatore, decise di riporre la preziosa dalla confluenza di numerosi acque- equites singulares. Spei Veteris, così denominati da un
reliquia nel suo palazzo, il Sessorium. dotti, divenendo presto un quartiere di Sempre nella stessa epoca veniva inau- tempio dedicato alla Spes, costruito da
A tale scopo, la regina fece trasforma- grandi residenze private. gurato in onore della moglie di Augu- Orazio Pulvillo in occasione della vit-
re un grande atrio costruito nel III Nei pressi di via Napoleone III e piaz- sto, Livia, un importante mercato di toria sui Veienti nel 447 a.C..2
secolo d.C., i cui archi in parte sono za Vittorio sorgeva il Campo Esquilino, carni macellate, contornato da portici e In questo luogo del suburbio orientale
ancora visibili all’esterno dell’attuale un estesissimo cimitero riservato ai cit- da tabernae, detto appunto macellum della città, principalmente formato da
edificio religioso. tadini meno abbienti e addirittura agli Liviae. In età giulio-claudia la zona era proprietà imperiali, la dinastia dei
animali, da cui sono venuti alla luce, compresa nel patrimonio imperiale e Severi volle impiantare una lussuosa
Topografia sul finire dell’800, numerosi puticoli.1 Tiberio si trasferiva nei giardini di residenza a servizio della corte, distan-
L’area del colle Esquilino (fig.1) e della Qui si eseguivano anche le sentenze Mecenate che, più tardi, Nerone avreb- te e diversa della sede ufficiale del
zona circostante doveva essere abitata capitali, che avevano impedito per be collegato ai palazzi del Palatino tra- Palatino. Essa è articolata in una serie
sin da età molto antica, certamente lungo tempo ogni sviluppo edilizio, mite la Domus Transitoria. di nuclei monumentali sparsi, collegati
dall’VIII secolo a.C., quando era una per cui Augusto, con la riforma dei Tra le grandi opere pubbliche va citato da un grande corridoio e immersa nel
sorta di sobborgo della città palatina. cimiteri, stabilì la soppressione del l’Acquedotto Claudio che lungo la via verde.
Tra le varie interpretazioni del termine Campo Esquilino, ricoperto nel frat- Sublacense convogliava le acque delle
Exquiliae la più valida è quella che tempo da alti strati di terra. La sistema- sorgenti Cerulea e Curzia fino a Porta Domus di via Eleniana (fig. 2)
Maggiore. La prerogativa residenziale della zona
La ricchezza d’acque in questa parte è dimostrata dalla presenza della
di Roma favorì il fiorire di bagni, ville cosiddetta domus ACEA, rinvenuta a
e parchi come gli Horti Taurini e i ridosso di un grande trasformatore
Lolliani, nell’area della Stazione Ter- installato nel cuneo tra via Eleniana e
mini. Ai margini con il Celio, nel le Mura Aureliane.
Campus Caelemontanus (Piazza S. Negli anni Ottanta le indagini archeo-
Giovanni ed immediati dintorni), adi- logiche ne hanno messo in luce alcuni
bito in età repubblicana all’addestra- interessanti ambienti con orientamen-
mento militare, si costruirono sotto to nord-est/sud-ovest. Si distinguono
Traiano e Settimio Severo le due un corridoio, locali di servizio e una
caserme degli Equites Singulares, stanza più ampia, probabilmente con
smantellate da Costantino che aboli- funzioni di rappresentanza. Originaria-
Fig. 1 Pianta dell’area del colle Esquilino a Roma.
2
Si ritiene che il tempio sia più antico di quello dedicato alla Spes del Foro Olitorio.
1
Celle rettangolari non comunicanti in blocchi di pietra. All’epoca di Livio (54 a.C.-17 d.C.) se ne ha ancora notizia.

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mente la casa aveva almeno un secon- dia Valentilla grazie al rinvenimento stati danneggiati dal passaggio di una verde un maggiore sviluppo verticale.
do piano e sembra appartenere al II di alcune fistulae datate alla meta del fogna, realizzata probabilmente negli Si è rinvenuta una soglia marmorea
secolo d. C., contrariamente a quanto III secolo d.C., ma già utilizzate una anni Cinquanta, che ha tagliato i muri che attesta la presenza di una porta
si era creduto inizialmente, facendola prima volta in età antonina. per una larghezza di un metro. Duran- comunicante con il secondo ambiente,
risalire all’età tardo repubblicana. Sono stati condotti dei saggi, negli ulti- te questa prima campagna si sono A. Quest’ultimo vano è stato liberato
Si distinguono degli ambienti seconda- mi tempi dalla Soprintendenza potuti esplorare due ambienti (A-B). solo in parte giacché si estende al di
ri in quanto presentano un pavimento Archeologica di Roma, per alcune I muri presentano uno zoccolo di sotto del terrapieno. Una delle pareti
piuttosto semplice in opus spicatum e opere di urbanizzazione che hanno muratura aggettante. Il piano pavi- presenta uno zoccolo in muratura rive-
degli schemi decorativi di tipo lineare. evidenziato l’appartenenza della mentale è costituito da blocchi di tufo stito di intonaco rosso, ritenuto una
Una stanza, probabilmente quella di domus ACEA alla residenza d’Aufidia perfettamente allineati e alternati ad caratteristica dell’età Severiana; al di
rappresentanza, presenta un mosaico Valentilla e la sua annessione al com- un materiale coibente su cui doveva sopra del quale la decorazione è con-
in bianco e nero con motivi geometri- plesso Severiano poco prima di Elaga- essere posto il piano in cocciopesto. servata per un’altezza di 1,50 m. divisa
ci arricchiti da croci e altri motivi. La balo. Le pareti, intonacate e dipinte, presen- in due pannelli con figure e variamen-
parete è invece decorata a vivaci colo- I materiali di riempimento della domus tano uno schema decorativo a riquadri te colorati. Da un’attenta analisi sono
ri con pannelli figurativi, forse scene si riferiscono soprattutto al III-IV seco- o pannelli, separati tra loro da una emerse delle analogie con il secondo
mitologiche. Lo stile del mosaico e lo d.C. così come nella zona attigua al fascia verticale rossa al cui interno stile pompeiano.
degli affreschi è stato inquadrato in trasformatore dell’ACEA. Anche all’in- sono riquadri alternati di colore giallo Una seconda campagna di scavo ha
epoca Severiana, tra II e III secolo d. C. terno del comprensorio di Santa Croce e verde, di cui quelli a cornice gialla permesso di esplorare completamente
Si è notato, invece, che il mosaico del in Gerusalemme, a ridosso degli archi presentano un maggiore sviluppo i due vani A e B, di trovarne un terzo,
corridoio, composto da grosse tessere dell’Acqua Claudia, sono stati trovati orizzontale, mentre quelli a cornice D, e di intravederne un quarto, E. Il
bianche o appena colorate si può data- dei resti murari in opera reticolata che
re ai primi decenni del IV secolo e probabilmente appartenevano ad un
dunque ad epoca costantiniana. edificio adibito al funzionamento del-
Fin al 1887 fu localizzata, nella zona tra l’acquedotto, dal momento che secon-
l’odierna via Eleniana e le arcate di do alcune norme di Augusto bisogna-
piazzale Labicano, la domus di Aufi- va lasciare una fascia di rispetto da
questi. In un secondo tempo essa fu
adibita a domus e ciò spiega l’inusuale
vicinanza alle arcate dell’acquedotto.

Campagne di scavo
Nel novembre del 1982, durante i lavo- Fig. 3 Esquilino, Domus Eleniana, ambiente D parete N-E
ri condotti per la posa di cavi nel cen-
tro operativo di via Eleniana sono
venuti alla luce, ad appena 20 cm. di
profondità, al di sotto dell’asfalto, una
serie di muri in laterizio, tagliati ad una
stessa quota, delimitanti quattro
ambienti di diversa larghezza, affianca-
ti sui lati lunghi e orientati in direzione
N/E-S/O (figg.3-4). Essi proseguono
sotto al terrapieno, posto ad un’altezza
Fig. 2 Esquilino, Domus Eleniana, pianta. massima di 2 m. Alcuni ambienti sono Fig. 4 Esquilino, Domus Eleniana, ambiente D parete S-O

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materiale rinvenuto si è rivelato esclu- La domus di IV secolo (fig. 5) sentano dei mosaici che forse raffigu- con il passare del tempo decadde,
sivamente antico, probabilmente All’estremità settentrionale dell’area rano i proprietari della domus. Nel venne divisa in due abitazioni più pic-
appartenente al crollo dei piani supe- demaniale in cui è situata l’ex Caserma primo al centro è raffigurato un uomo cole da affittare, secondo un fenome-
riori dell’abitazione. Principe di Piemonte furono condotte caratterizzato fisiognomicamente, nel no in uso a Roma nella metà del IV
Le pitture dell’ambiente B si presenta- delle campagne di scavo tra il 1959 e il secondo un volto femminile più idea- secolo d.C..
no costituite da pannelli bianchi con 1962. Si rinvenne una domus orientata lizzato.
cornici gialle e verdi, separate da linee in linea con le sostruzioni nord del La decorazione musiva e l’opus vitta- La Basilica
rosse. L’ambiente A è decorato senza circo Variano. Sul lato nord-est si tum datano la domus al IV secolo d.C., L’imperatrice Elena pose la sua resi-
dubbio con motivi di qualità migliore e appoggia alle Mura Aureliane, che in così come altri elementi edilizi. In denza nella vicina villa degli Horti
maggiore importanza. Le figure che quel punto inglobano anche le arcate primo luogo è assente il peristilio, che Variani, luogo di ritiro di Elagabalo,
compaiono all’interno dei pannelli dell’Acqua Claudia-Anio Novus. testimonia la volontà di una maggiore che da questo momento sarà chiamato
ricordano le rappresentazioni delle Una sorta di atrio divide in due parti compattezza nella planimetria dell’edi- Sessorium. La etimologia è fatta deriva-
Stagioni e dei loro genius, la cui icono- distinte la casa, a sinistra la parte di ficio, secondo un abitudine tardo-anti- re dal verbo sedeo e indicherebbe un
grafia comincia a diffondersi agli inizi rappresentanza, mentre a destra la ca. Per Guidobaldi3 il peristilio solita- luogo di soggiorno, ma anche un
del III secolo d.C., sui sarcofagi con parte più privata. Lo stato di conserva- mente è sostituito da fontane e ninfei luogo destinato ad assemblee, analo-
raffigurazioni di Stagioni. L’ambiente zione di queste piccole stanze che si che richiamano gli spazi aperti, cosa gamente a Consistorium o Audito-
D, probabilmente un vano di passag- trovano a sud-est dell’atrio, ovvero a che accade anche in questa abitazione rium. Il complesso severiano, attestato
gio e di secondaria importanza, ha una destra, non è buono. Il pavimento di nel vano E. In ultimo l’ambiente S, con da una serie di bolli laterizi del 202
decorazione più sommaria e rozza, alcuni locali non è rimasto. mosaico a grandi tessere, presenta d.C., è da ubicare precisamente nell’a-
anche se analoga a quella del vano A è A sinistra dell’ingresso principale, si dimensioni maggiori e probabilmente rea della basilica e in quella a essa
la ripartizione in pannelli sopra uno trova la parte di rappresentanza, costi- si tratta dell’aula absidata presente nel- retrostante. Se ne conosce sostanzial-
zoccolo rosso sormontato da una sotti- tuita da una serie di grandi camere, tra l’edilizia privata di questa epoca, su mente la grande aula rettangolare in
le fascia verde e diviso in riquadri con loro comunicanti, ornate da pavimenti imitazione di quella imperiale. Si è ipo- opera laterizia, m. 36,46x21,80, proba-
al centro motivi fitomorfi stilizzati e musivi e da intonaci dai colori piutto- tizzato che la domus potesse essere bilmente un atrio, orientata approssi-
protomi di medusa. sto accesi. Due grandi sale (N e O) pre- collegata ad altri quartieri abitativi mativamente ovest-est, che serviva per
annessi alla residenza imperiale, dal collegare la parte abitativa con il circo
momento che le strutture documenta- e l’anfiteatro.
te presentano lo stesso allineamento e Il muro perimetrale - all’esterno - man-
lo stesso tipo di opus vittatum delle tiene la stessa altezza (m. 22,15) ma la
sostruzioni circensi riutilizzate. parete antica è interrotta da una corni-
Si può affermare4 che la domus appar- ce romanica che corona la basilica. Le
tiene allo stesso programma edilizio fondazioni non sono visibili, ma dagli
del secondo decennio del IV secolo edifici adiacenti il Colini deduce che il
già registrato nella costruzione della pavimento antico dovrebbe trovarsi 2
basilica civile. Il primo proprietario m. sotto rispetto a quello attuale, che
doveva essere un personaggio di alto fu rialzato in un restauro del 1743.
livello, forse un funzionario della corte Le pareti sono speculari a coppia: due
di Costantino. Questa domus, quando lunghe traforate da cinque aperture e

Fig. 5 Planimetria delle domus costantiniane dopo le indagini del 1999, ricostruzione dei pavi- 3
F. Guidobaldi.
menti musivi. 4
D. Colli, MEFRA, Tomo 108-1996-2, p. 807.

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due brevi, di cui quella sud-est quasi stante l’abside (cosiddetta cappella di come invece interpretava il Krauthai- formavano una serie di dodici conca-
completamente obliterata dall’abside Sant’Elena) ritenuto il cubiculum del- mer, utilizzata solo dalla famiglia merazioni comunicanti tra loro con
inserita in epoca costantiniana. l’imperatrice. Questo ambiente era imperiale, in quanto ne sminuirebbe il aperture coperte ad arco. Le pareti dei
Il primo impianto di questo ambiente provvisto di due porte che immetteva- significato. vani erano ricoperte da uno spesso
di età severiana ha una struttura mura- no nella basilica, di una porta che con- strato di opus signinum. Nel Medioevo
ria piuttosto buona con nucleo a pic- duceva in un ambiente absidato e di Terme Eleniane7 cadde in disuso l’edificio termale e in
cole scaglie di tufo. Secondo il Colini5 un’ultima apertura recentemente sco- Le terme eleniane, che prendevano uno degli ambienti della Cisterna fu
l’interno della sala, illuminato da 20 perta. E’ riemersa, inoltre, nell’ambien- nome dalla madre dell’imperatore costruita una cappella intitolata a Sant’
finestre, era decorato nella parte infe- te absidato vicino alla cappella di S. Costantino, costituivano uno dei Angelo, della quale fino alla metà del
riore da tarsie di marmo e coperto da Elena, parte di una vasca circolare nuclei monumentali più importanti XVIII secolo si vedevano i resti degli
un soffitto piano con tetto a padiglio- all’esterno, rivestita da lastre di marmo dell’intero complesso Sessoriano. Il affreschi.
ne. Dal momento che la parete sud- bianco, simile ai battisteri di S. Criso- grande edificio termale, costruito in età
ovest presenta le finestre ad una quota gono e Santa Cecilia in Trastevere: severiana, era stato rifatto completa- Tempio di Venere e Cupido (fig. 6)
più alta rispetto alle altre, si è supposto questo ambiente, originariamente ter- mente, dopo un incendio che l’aveva Del vasto complesso faceva parte
che qui vi si appoggiasse un altro edi- male e appartenente al palazzo sesso- in gran parte distrutto, dall’imperatrice anche il cosiddetto “Tempio di Venere
ficio. riano, divenne nel IV secolo d.C. una Elena, come attesta una lunga iscrizio- e Cupido”.
Secondo il Liber pontificalis Costanti- vasca battesimale. ne attualmente conservata ai Musei Si tratta di un grande ambiente absida-
no trasformò l’aula del Palazzo Sesso- La denominazione originale della basi- Vaticani. Tale edificio era situato tra il to, i cui resti sono ancora visibili nel
riano in basilica, per cui fu necessario lica è Hierusalem e così si chiamò fino limite orientale di una piccola valle che giardino del Museo della Fanteria. La
sfondare la parete sud-est, per ricavar- all’XI secolo, in quanto testimonianza si sviluppava lungo l’asse dell’attuale grande struttura è ciò che rimane di
ne l’abside, ancora esistente, e divide- della presenza di reliquie cristologiche via Carlo Felice e gli archi dell’acque- un’aula basilicale con funzioni di rap-
re con vari transetti l’atrio. provenienti dalla città santa di Gerusa- dotto Celimontano. presentanza, il cui orientamento è su
La muratura, costituita anche da mate- lemme, ricordate anche nel Liber Pon- Notevoli resti delle terme Eleniane un asse in parte convergente a quello
riale di reimpiego, mostra uno spesso- tificalis. Furono in parte conservate rimasero visibili per tutto il Medioevo, della basilica di S. Croce in Gerusalem-
re considerevole, tipico dell’epoca nella Cappella di S. Elena e in parte al come è riportato da alcune piante rina- me.
tarda (costantiniana). centro della grande abside. Questo scimentali. Lo stato di conservazione del monu-
La ricostruzione del Krautheimer6 vede spiega probabilmente la particolare Con Sisto V ciò che era rimasto venne mento è precario a causa dell’edera
la basilica paleocristiana con un asse divisione dell’aula basilicale, legata distrutto e interrato, a causa della col- che ha minato la solidità delle struttu-
longitudinale centrato sull’abside e tre alla necessità di creare uno spazio mata della depressione naturale uliz- re. I mattoni spezzati irregolarmente
navate trasversali che rappresentano ampio davanti all’abside e accessibile zata per tracciare la via Felice. Attual- sono di colore rosso bruciato, mentre
tre spazi ben distinti, per la servitù, per ai pellegrini. L’edificio di culto, che si mente dell’intero complesso rimane la malta rossastra non è allisciata con
la corte e per l’altare, il clero ha il suo avvicinava ai complessi martoriali solamente l’enorme serbatoio dell’ac- inclusi di piccole e medie dimensioni.
posto nell’abside. Tale suddivisione della Terra Santa, divenne il primo qua, che inoltre costituiva l’unica parte Stessa muratura si trova nella domus di
non ha riscontro in alcuna basilica cri- centro di venerazione delle reliquie di superstite del primo impianto Severia- IV secolo e nel riutilizzo delle sostru-
stiana, ma è simile a quella della con- Cristo entro le mura, dove si celebra- no. La struttura ora visibile in via Ele- zioni del circo.
temporanea basilica di Massenzio. Il vano le liturgie della IV domenica di niana, ad un livello inferiore a quello L’edificio era costituito da una grande
complesso comprendeva con ogni Quaresima e del Venerdì Santo. Alcuni moderno, aveva la parete orientale aula rettangolare con abside a ferro di
probabilità un portico adiacente al lato studiosi hanno messo in risalto il fatto appoggiata contro un terrapieno. I cavallo traforata da cinque grandi fine-
settentrionale che proseguiva in fac- che una basilica così concepita non muri della cisterna erano in laterizio. stre, coperta da una semicupola in
ciata e anche un piccolo vano, retro- poteva essere una cappella palatina, L’acqua era conservata in ambienti che opera a sacco e rinforzata da nervatu-

5
D. Colli in MEFRA, tomo 108-1996-2, pp. 777-778 7
Le terme non sono accessibili al pubblico, ma per maggiore completezza sono sta-
6
R. Krautheimer, 1964, p. 48. te incluse nella relazione.

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re di mattoni. Il catino nella parte ester- za popolare che al suo interno sono L’anfiteatro deve probabilmente il suo
na è distinto da un cornicione a men- state rinvenute delle statue rappresen- nome al fatto di appartenere al com-
sole in travertino. L’esiguità dei muri tanti Venere e Cupido.8 In realtà la plesso Sessorio, che in epoca tarda
rese però necessaria, già in epoca anti- colossale statua rinvenuta nel XV seco- doveva essere indicato con il termine
ca, la costruzione di alcuni piloni di lo e interpretata come Venere, rappre- Castrum di derivazione militare.
rinforzo all’esterno dell’abside e delle sentava Orbana, la moglie di Alessan- L’ edificio è attualmente conservato
pareti dell’ambiente. L’aula era rico- dro Severo. Alla parte pubblica della per la sola parte meridionale dell’anel-
perta invece da un tetto a doppio spio- residenza, dunque, erano pertinenti lo esterno e per pochi resti della cavea.
vente vista l’esiguità delle pareti. anche la seconda aula basilicale, La parte tutt’ora esistente della facciata,
La tipologia dell’aula basilicale è distrutta durante la costruzione del con le aperture murate, deve la sua
ampiamente usata nel periodo costan- Museo Storico dei Granatieri e proba- conservazione al fatto che l’Anfiteatro, Fig. 9 - Anfiteatro Castrense, parete.
tiniano. Attraverso lo studio della tec- bilmente collegata al ricordo di Cupi- come altri grandi edifici dell’Urbe, fu
nica edilizia e tipologica si ritiene che do ed altri ambienti tutt’ora inediti.9 inserito nella cinta muraria che Aure- mente “a vista” e soltanto i sottarchi dei
possa essere datata agli anni successivi liano nel 271 d.C. fece erigere. La fornici e le parti interne meno rifinite
al 310 d. C., anno di costruzione della Anfiteatro Castrense (figg. 7-8-9) costruzione risale dunque al III secolo sono intonacate. La cavea non più visi-
basilica di Treviri da cui sembra deri- È il secondo anfiteatro di Roma, l’uni- d.C., è di forma ellittica, con l’asse bile e occupata dall’orto del convento
vare la nostra. co, oltre al Colosseo, menzionato nei maggiore di circa 90 m. di lunghezza. di Santa Croce, è ricostruibile attraver-
L’aula vista l’imponenza doveva essere Cataloghi Regionari, che sono degli Da alcuni disegni cinquecenteschi e so alcuni disegni rinascimentali
usata dall’imperatore per mostrarsi ai elenchi del IV secolo d.C. contenenti dalle parti superstiti possiamo capire (Dosio, Palladio, Duperac). L’interno
suoi sudditi, secondo un preciso ritua- gli edifici della città raggruppati per che la facciata dell’anfiteatro era costi- doveva avere un unico ordine di gra-
le che poi verrà ripreso in parte dalla Regioni. tuita da tre ordini d’arcate scandite da dinate, sulle quali prendevano posto
chiesa romana. lesene e semicolonne con capitelli solo alcune migliaia di spettatori. L’edi-
Il nome dell’edificio non ha dunque corinzi. L’elevato è in opera laterizia ficio aveva, infatti, carattere “privato”,
nessun fondamento dal punto di vista formata da mattoni gialli e rossi, che cioè riservato all’imperatore e ai com-
archeologico, ma deriva dalla creden- nelle modanature e nelle foglie dei ponenti della corte.
capitelli sono lavorate con enorme Recenti scavi hanno rivelato l’esistenza
cura. Pochi elementi erano in traverti- di locali destinati ai servizi e all’allesti-
no: i plinti delle colonne al primo ordi- mento degli spettacoli. Dall’anfiteatro
ne, gli spigoli dei fornici e, probabil- si staccava un enorme corridoio coper-
mente, le mensole ora scomparse. La to, lungo oltre trecento metri e largo
cortina della facciata era completa- circa quindici metri, che sfiorava la sala
trasformata nella chiesa di S. Croce,
spingendosi fino al Circo Variano. Resti
del corridoio sono visibili in alcuni
punti della zona retrostante la chiesa.

Circo Variano (fig. 10)


Fig. 6 Edificio antico di epoca eleniana pres- Fig. 7 Anfiteatro Castrense, rilievo assonome- In epoca rinascimentale, un’ampia
so S. Croce in Gerusalemme. trico generale. zona posta ad est della chiesa di S.
Croce era denominata “girolo” e “cer-
Il gruppo statuario si trova nel Belvedere Vaticano.
8
chio vetere”, facendo dunque intuire la
Le piante del L. Bufalini (1551) e di S. Du Perac (1576), più attendibili di un dise-
9
presenza, fin dall’antichità, di un edifi-
gno fantasioso di Pirro Ligorio, mostrano un’aula collegata nella parte anteriore ad un cio caratterizzato da una forma parti-
complesso di ambienti le cui tracce sono nelle fondazioni della caserma. Fig. 8 - Anfiteatro Castrense, parete.

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Bibliografia Congregazioni, Confraternite e Scholae a Roma:


F. Astolfi, Domus di via Eleniana,
Cisterna delle terme di Elena, Palaz- luoghi tradizionali di aggregazione ed assistenza.
zo Sessoriano, Anfiteatro Castrense,
Circo Variano, in “Roma Archeolo-
Il caso della Confraternita di S. Maria dell’Orto.
gica”, itinerario n. 8 (Giugno 2000).
M. Barbera, Dagli horti Spei Veteris al
Fig.10 Circo Variano. Palatium Sessorium, in “Aurea
Roma”.
colare. Nel 1570 fu rinvenuto nell’area C. Calci, Il libro di Roma archeologica, di ROMINA IMPERA*
un obelisco che confermò la presenza Roma 2000.
di un circo, la cui “spina”, il manufatto Filippo Coarelli, Il Palazzo Sessoriano Una formula tenacissima di aggregazione cittadina ove si esprimono le attese
centrale che divideva la pista, doveva e Santa Croce in Gerusalemme, in spirituali e le esigenze sociali più profonde, le Confraternite sono state un feno-
essere ornata con elementi di questo “Roma. Guide archeologiche”, meno rilevante nella storia della religiosità romana. Dalle più antiche, sul finire
tipo. L’obelisco, venne in seguito por- Laterza, Bari 1989.
del medioevo, alle più recenti nell’ottocento, si sono configurate come unioni di
tato al Pincio, ma a sua volta era stato Leonardo Bufalini, Pianta di Roma uomini e donne, artigiani, commercianti, borghesi, nobili e connazionali, pron-
tolto da un monumento funerario eret- 1551. ti ad offrirsi mutua assistenza e protezione nel nome del comune sentimento
to in onore di Antinoo - il giovane favo- D. Colli, Il Palazzo Sessoriano, in religioso, in strutture associative organizzate e autogestite ma riconosciute dalla
rito da Adriano. Estratti da “Melanges de l’Ecole chiesa.
Inizialmente non emergevano nell’area Française De Rome”, Tomo 108-
ruderi o altri elementi, ma la stessa 1996- 2.
conformazione del terreno suggeriva la M. De Spagnolis Conticello, M. Berti-
presenza di un grande edificio di forma netti, Regione V. via Eleniana, in
allungata. Le strutture emersero solo “Bullettino Comunale, 93,1.
Formula tenacissima d’aggregazio- zazione - sostanzialmente composta di
nel 1920, quando nella zona esterna al Stephan Du Perac, Pianta di Roma ne cittadina ove si esprimevano le atte- laici - avente come obiettivo essenziale
tratto di mura che ingloba l’anfiteatro 1576. se spirituali e le esigenze sociali più lo sviluppo della fede e la preghiera,
Castrense, iniziarono le prime costru- F. Guidobaldi, L’edilizia abitativa uni- profonde, le confraternite sono state ma soprattutto rivolta ad un impegno
zioni del quartiere moderno. Altri rude- familiare nella Roma Tardoantica, un fenomeno rilevante nella storia attivo in campo sociale o assistenziale
ri emersero nei piloni dell’acquedotto in “Società romana e Impero tar- della religiosità romana. Dalle più anti- che permettesse ai cittadini di rendere
di Sisto V, tra le vie Lanusei e Mistretta. doantico. II. Roma: politica, econo-
mia e paesaggio urbano”, a cura di che - sul finire del Medioevo - alle più concreta la loro fede, partecipando
Si trattava del Circo Variano, così deno- recenti nell’Ottocento, si sono configu- all’effettivo miglioramento delle condi-
minato dal nome di famiglia di Elioga- A. Giardina, Bari 1986.
rate nel tempo come unioni di uomini zioni di vita generali.
balo: Vario. F. Guidobaldi, Sessorium in “Lexicon e donne, artigiani e commercianti, bor- I termini per definire questa tipologia
Il complesso si estendeva per 500 m., Topographicum”.
ghesi e nobili, pronti ad offrirsi mutua di aggregazioni sono stati diversi e
era situato a nord del Sessorio, e si svi- Richard Krautheimer, Early Chri- assistenza nel nome del comune senti- sono variati nei secoli: consociatio,
luppava parallelamente al tratto di stian and Bizantine Architecture, re religioso espresso all’interno di una congregatio, sodalitas, schola, ma
mura che ingloba gli acquedotti. Il New York 1964.
struttura associativa autogestita e rico- anche societas e universitas o altri. Il
circo fu utilizzato per un breve perio- A. Roperti, Santa Croce in Gerusa- nosciuta dalla chiesa. termine italiano “confraternita” fa riferi-
do, perché fu in parte tagliato e posto lemme, in “Roma Archeologica”, iti- Il tipo di confraternita cui si fa riferi- mento soprattutto al latino frater,
fuori uso dalle mura aureliane che nerario nn.16- 17 ( Marzo 2003).
mento in questo testo è quell’organiz- ponendo l’accento sul legame forte e di
attraversavano la zona. S. Vasco Rocca, Guide Rionali di
Roma. Rione XV Esquilino, 2° Edi-
zione, Roma 1982. *
Docente di Storia dell’Arte dell’Università Popolare di Roma.

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fratellanza tra gli adepti. re da un lungo periodo di lotte di pote- Seicento e nel Settecento le confrater- tamenti, attività e modalità di gestione
Dal punto di vista del diritto canonico re e corruzione, grazie alla proposta di nite si caratterizzarono anche per l’inte- delle strutture e dei beni della comu-
la confraternita è solo l’unione di fede- nuovi modelli di spiritualità, di vita atti- resse verso quegli aspetti specifici della nità.
li creata con decreto formale dell’auto- va e comunitaria - come quelli rappre- vita che si riflettono fortemente sui Tra le più caratteristiche aggregazioni
rità ecclesiastica, organizzata gerarchi- sentati dai Francescani e Domenicani. principi della convivenza sociale - di questo tipo nel panorama cittadino
camente e retta secondo regole espres- Tale fenomeno favorisce il diffondersi come la morte, affrontata in tutti i suoi si trova l’Arciconfraternita di Santa
se in uno statuto associativo. Essa ha delle prime congregazioni organizzate aspetti, fisici e morali: provvedere ai Maria dell’Orto a Trastevere (fig. 1).
per scopo l’esercizio della fede attra- di laici, che cercano di interpretare funerali, all’assistenza delle famiglie, Nata dall’unione di più corporazioni di
verso la realizzazione di opere di pietà quotidianamente questo nuovo indiriz- alle sepolture ma anche alla cura delle arti e mestieri tipici del quartiere, rap-
o carità e può avere la propria sede in zo religioso, e - infatti - la confraternita anime dei defunti. Si veda ad esempio presenta infatti una delle più veraci
una chiesa, in un oratorio o in una cap- più antica documentata a Roma si rin- il grande sviluppo della Confraternita testimonianze dello spirito religioso
pella. traccia intorno alla metà del XIII seco- dell’Orazione e Morte e le varie con- popolare.
Le confraternite sono state quasi tutte lo: la “Societas Beatae Virginis in gregazioni dedicate alle Anime del Pur- Fu legalmente costituita alla fine del XV
materialmente soppresse nel 1890 Urbe”, che poi nel tempo è diventata la gatorio. secolo (sotto papa Alessandro VI), dal-
secondo le leggi dello stato italiano, i potentissima Compagnia del Gonfalo- Le tipologie di confraternite si possono l’unione di più università di arti e
loro beni sono stati incamerati dal ne. Grande periodo di sviluppo del riassumere sostanzialmente in quattro mestieri che raggruppavano la borghe-
demanio e le loro rendite destinate a fenomeno delle confraternite è poi il gruppi: sia minuta e commerciale operante in
istituti di beneficenza della capitale. Cinquecento, quando la chiesa è lace- Trastevere. La sua importanza crebbe
Oggi alcune esistono ancora, sono rata da una crisi spirituale profonda • quelle a carattere nazionale, che rac- nel secolo seguente, con molti diritti e
state recuperate legalmente e trasfor- rappresentata dalla diffusione del pro- colgono uomini provenienti dalla indulgenze concesse da Gregorio XIII
mate in associazioni culturali a caratte- testantesimo. È allora che le congrega- stessa città che si assistono e sosten- e Sisto V, che nel 1588 la elevò alla
re religioso - in genere molto esclusive zioni hanno uno straordinario successo gono a vicenda in terra ‘straniera’; dignità di Arciconfraternita e le garantì
- ma senza più la caratterizzazione tipo- tra i fedeli, ampliano la loro presenza • quelle per l’assistenza fisica dei pove- uno degli onori massimi concessi in
logica e la forza d’azione che avevano sul territorio e la loro importanza, spe- ri e degli ammalati, che convergono questo campo, la liberazione di un
secoli fa. cializzandosi in diverse opere di carat- in genere in istituzioni ospedaliere; condannato a morte ogni anno, nel
Le origini del fenomeno sono da rin- tere assistenziale e sociale, come ad • quelle a carattere professionale che giorno della festa titolare.
tracciarsi nel IX e X secolo, quando si esempio: a Roma la Santa Annunziata rappresentano l’unione di artigiani e I mestieri rappresentati al suo interno
trovano testimonianze dei primi gruppi alla Minerva per le zitelle, la Confrater- commercianti, come una sorta di sono tra i più caratteristici della zona:
di fedeli legati a monasteri e abbazie ai nita di S.Giovanni Decollato per i con- declinazione anche in chiave religio- fruttaroli e limonari, mercanti e sensali
quali chiedevano spazi per riunirsi ma dannati a morte, la Santa Trinità dei sa delle corporazioni professionali, di Ripa, ortolani, pizzicaroli, pollaroli,
soprattutto protezione pratica e spiri- Pellegrini. Nel XVII secolo infine, il • quelle confraternite dedite solo all’e- ciabattini, vermicellari e macaronari,
tuale. Le prime si svilupparono forse in fenomeno risente soprattutto dell’in- sercizio spirituale e alla formazione vignaroli. Tutti sono ancora ben evi-
Toscana e in Emilia Romagna, poi subi- fluenza di un nuovo grande modello - religiosa. denziati dalle lapidi e iscrizioni che
to il fenomeno prese piede a Roma, quello di S. Filippo Neri - che rivolge la all’interno della chiesa, segnano con
dove si registrano in numero sempre sua attenzione alle classi sociali più Gli iscritti alle confraternite erano in grande evidenza, ogni cappella e ogni
maggiore e sempre più diversificato, povere, alla vita cristiana comunitaria e genere uomini, più raramente donne - parte dell’arredo liturgico (fig. 1).
soprattutto per il prestigio e i benefici fonda l’Oratorio, che non è più solo un in qualità di mogli o figlie di confratel-
che assumevano dall’essere a contatto nome indicante il luogo di riunione di li. Erano comunque sempre gli uomini
con il centro del potere ecclesiastico. Il un gruppo, ma la definizione di una a ricoprire le cariche sociali. La gerar-
Duecento è il secolo vero della diffu- nuova congregazione religiosa, che chia interna era molto rigida e la suddi-
sione del modello, in un momento par- vede uniti laici e consacrati, i quali - visione dei compiti era regolata da
ticolarmente importante per la storia come un vero ordine religioso - si pon- complessi statuti che prevedevano
del cristianesimo, in cui si cerca di usci- gono al servizio della comunità. Nel cariche elettive, descrivevano compor- Fig. 1 - Oratorio di S. Maria dell’Orto, altare.

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Ricca, grazie alle elargizioni dei con- mente tra gli abitanti del quartiere, figura del “Mastro Guidetto architet- vestiario o dal cortile annesso alla
fratelli, in beni immobili, terreni e così anche il culto sul luogo fu imme- tore” che si occupa dell’esecuzione chiesa. Il cortile e l’adiacente vestibo-
denari, ebbe come sede la chiesa diato. dei lavori sino alla realizzazione del- lo sono oggi tappezzati da numerose
costruita alla fine del XVI secolo e Le prime notizie circa l’esistenza di l’attuale planimetria della chiesa: a epigrafi che ricordano donazioni di
completamente ridecorata all’interno una cappella dedicata alla Madonna pianta longitudinale, a tre navate con terreni, lasciti per messe, restauri nel-
in epoca barocca, nella zona di via dell’Orto ci pervengono tramite l’atto tre cappelle laterali per parte. l’atrio, benefici e visite alla chiesa da
Anicia, tra gli orti vicino al Tevere, di donazione di un terreno attiguo alla Frattanto era stata completata l’abside parte di vari pontefici: una del 1735 si
ma anche, per la grande attività svol- chiesa, o cappella, della SS. Vergine principale dove venne collocata riferisce al divieto di contrarre matri-
ta, un oratorio annesso per le riunio- dell’Orto per crearvi l’abitazione del (come indica un’iscrizione sul pavi-
ni, un ospedale di circa 50 letti, una cappellano, datato aprile 1492. La data mento davanti all’altare maggiore)
farmacia e altri locali. d’inizio dei lavori di costruzione della nel 1556 la miracolosa immagine
Il complesso monumentale fu poi prima chiesa è probabilmente quella della Madonna protagonista del mira-
purtroppo completamente alterato che appare in un’iscrizione: “AVE colo e della nascita del culto sul
nel XIX secolo dagli edifici della GRATIA PLENA MCCCCLXXXXV” luogo. Entro il 1556, quindi, è già rea-
manifattura dei tabacchi e nel XX incisa sull’architrave del portale d’ac- lizzata la pregevole decorazione absi-
secolo dai cambiamenti urbanistici cesso al cortile, a fianco della chiesa. dale ad affresco con le “ Storie di
previsti nella zona, ma ancora oggi Tale portale incassato nella facciata Maria” per opera di Taddeo Zuccari.
mantiene intatto all’interno tutto il attuale dopo i lavori dovuti al Vignola, Entro il 1568 viene realizzata la fac-
suo fascino. nel Cinquecento, è con molta proba- ciata su disegno del Vignola, a cui si
Il simbolo della confraternita è l’im- bilità quello della cappella originaria lavora con continuità e senza interru-
magine della “Madonna in Trono con anteriore alla chiesa attuale, reimpie- zioni, come dimostra l’aspetto unita-
il Bambino tra due alberelli”, presen- gato in una fase successiva. rio ed omogeneo dell’insieme archi-
te nelle decorazioni della chiesa, I lavori di trasformazione del piccolo tettonico, dove solo l’orologio e la
nello stendardo e sull’abito dei con- edificio in chiesa a pianta centrale, finestra sopra il portale sono poste-
fratelli, come sulle targhe apposte al interrotti, o comunque rallentati, riori (fig. 2). Nel 1585 tutto il com-
di fuori degli immobili di proprietà. Il intorno al 1513, forse per difficoltà plesso degli edifici e la chiesa sono Fig. 2- Oratorio di S. Maria del’Orto, facciata.
genere degli alberi che circondano finanziarie, proseguono nel 1523 e ultimati e il vescovo consacra la chie-
l’immagine della Madonna e la ric- l’anno successivo sono consacrati i sa il 7 settembre.
chezza dei fregi cambiano nel corso primi altari. L’interno della chiesa ha subìto inter-
del tempo a seconda del cambiamen- Le uniche notizie verificate sulla venti cospicui nel XVIII secolo, un
to di stile e attività dell’uomo. paternità architettonica dell’opera aggiornamento in stile soprattutto ad
L’immagine fa riferimento alla storia sono quelle intorno ai lavori del opera del Barattone e del Valvassori,
di un ortolano trasteverino miracola- Vignola e di Guidetto Guidetti, men- che hanno realizzato in due momen-
to nel Quattrocento, guarito da una tre sono certamente dovute a esage- ti diversi una ricchissima decorazione
grave malattia che non gli permetteva razioni letterarie le attribuzioni a Giu- a stucco e affresco su tutte le volte e
di svolgere il suo lavoro nei terreni lio Romano o addirittura a Michelan- le cappelle (fig. 3). Si può affermare
vicino al Tevere. Egli, disperato, gelo. che in S.Maria dell’Orto, nell’enfasi
aveva chiesto la grazia a quella sem- Una nuova ripresa dell’attività edilizia decorativa degli interni, sono oggi
plice e un pò abbandonata immagine a S. Maria dell’Orto si registra tra il visibili gli effetti del passaggio stilisti-
sacra dipinta su un muro lungo la 1553 e il 1563, periodo durante il co tra periodo barocco, rococò e clas-
strada degli ‘orti’ che percorreva ogni quale si decide di costruire in forme sicismo, che caratterizzano il primo
giorno. Acceso un lume, lasciò dei notevolmente più monumentali la Settecento romano. Fig. 3 - Oratorio di S. Maria dell’Orto, stucchi e
fiori e la sua storia si diffuse veloce- chiesa e compare nei documenti la All’Oratorio si accede o dall’aula del affreschi.

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monio per il priore e gli inservienti presenti in ‘sacco’, ossia con la veste dell’Orto ha ripreso la celebrazione diplomatica a Roma nel 1585 (mese di
dell’ospedale. Si tratta di un ambien- ufficiale, e al lume delle torce, con la della festività con la tradizionale con- giugno).
te coevo alla costruzione della chie- partecipazione anche delle altre con- segna delle candele benedette ai fede- Questo forte legame della chiesa con
sa, decorato di stucchi nel Settecento, fraternite di Trastevere. li, ai marinai, ai pescatori, agli equi- tutti coloro che praticavano il fiume
e molto restaurato nell’Ottocento. La festa più caratteristica che si svolge paggi dei battelli fluviali, agli sportivi sottolinea come essa fosse ben visibi-
L’oratorio è sopravvissuto alle traver- in S. Maria dell’Orto è la Candelora, il dei circoli nautici e di canottaggio e a le dal Tevere per chi navigava, mentre
sie dei locali dell’Arciconfraternita: 2 febbraio. L’antica celebrazione deve tutti coloro che conducono sul Tevere oggi è completamente nascosta. Col
visitato da Pio IX nel 1851 non venne il suo nome al latino ecclesiastico un’attività di lavoro o sportiva. Sin dal suo particolare coronamento di faccia-
compreso tra i locali, dopo la sop- festum candelarum, e celebra la Puri- Cinquecento si celebrava con solen- ta, costituiva un caratteristico punto di
pressione dell’ospedale, destinati alla ficazione della Madonna e la Presenta- nità, e dai registri d’archivio risulta che riferimento emergendo nettamente in
manifattura dei tabacchi, ma vi si è zione al Tempio di Gesù Cristo. La gli equipaggi dei vari navigli che una zona dominata dagli orti e dagli
trasferito l’altare in marmi policromi festa era già celebrata a Gerusalemme approdavano al porto di Ripa Grande, appezzamenti agricoli.
che si trovava nella corsia principale nella seconda metà del IV secolo, per i loro consueti traffici, si iscrives-
e che era stato donato nel 1568 dal- trova la sua fondamentale radice nella sero presso l’Arciconfraternita per Bibliografia
l’Università dei Lavoranti e Garzoni tradizione religiosa ebraica la quale ricevere il giorno della Candelora, die-
dei Vermicellari (fig. 4). tro versamento di un obolo, le tradi- P. Becchetti, L’ospedale di Santa
obbligava le donne che avessero par-
Ancora oggi l’Arciconfraternita esiste e torito a recarsi al Tempio quaranta zionali candele benedette. Esse veni- Maria dell’Orto, in “Strenna dei
si riunisce nel suo oratorio, celebra giorni dopo la nascita del figlio per vano consegnate con solenne cerimo- romanisti”, XLI,1980.
funzioni religiose e s’impegna in atti- prendere parte ad una cerimonia di nia ad ogni membro dell’equipaggio e G. Castiglione, Regole generali della
vità culturali. Essa è tradizionalmente purificazione che si accentrava in il capitano, oltre alla sua personale, Chiesa, Casa ed Ospedale della
legata alle cerimonie organizzate in un’offerta per il sacrificio. Passò poi in riceveva una “candela lavorata” per il
Venerabile Arciconfraternita della
alcune festività tradizionali, come la occidente e molti vedono in essa una vascello. Com’è noto, fin da tempi
festa titolare della Madonna dell’Orto remoti, le candele benedette si con- Madonna SS.ma dell’Orto compila-
trasposizione di quelle feste pagane di
(III domenica del mese di ottobre). Un purificazione delle quali il febbraio servavano accanto alle immagini sacre te per ordine dell’E.mo e Rev.mo
rito molto suggestivo, ripreso ultima- era assai ricco (Lupercalia, Feralia, della casa insieme all’ulivo pasquale. Signor Cardinale Aurelio Roverella,
mente, è la cerimonia notturna in suf- Terminalia) e infatti il mese prende il Altrettanto si faceva sulle navi in protettore e visitatore Apostolico,
fragio dei morti sconosciuti e degli suo nome da Februa, che significa modo tale da poter accendere le can- Roma, nella Stamperia dell’Ospeda-
affogati nel Tevere che viene effettua- espiazione, purificazione. In epoca dele in caso di pericolo, di malattia e le di S. Michele presso Damaso
ta il 2 novembre all’Isola Tiberina alla arcaica a Roma il periodo di febbraio di temporali o burrasche minacciose. I Petrelli, 1795.
“prima ora di notte”, con i confratelli era l’ultimo dell’anno e quindi a chiu- marinai e tutti coloro la cui vita ed atti-
sura e a bilancio di esso l’uomo era vità avevano legami con la navigazio- Centro “Luigi Huetter” per lo studio e
portato a cerimonie di purificazione e ne e con il fiume, erano particolar- Documentazione sulle Confraterni-
di penitenza per iniziare il nuovo ciclo mente attaccati a questa forma devo- te e le Università dei Mestieri, Attiti-
in modo degno e senza macchie di zionale. vità 1981 - 1988, Arciconfraterni-
colpe che avrebbero potuto provoca- Esiste infatti un’altra festa tradizionale ta di S. Maria dell’Orto, Roma 1988.
re la collera delle divinità. La festa è specificatamente legata alla chiesa,
che ricorda proprio uno scampato F. Fasolo, S. Maria dell’Orto, tip.dome-
sempre stata celebrata con una parti-
colare solennità in S. Maria Maggiore, naufragio, un miracolo che permise nicana, Roma 1944.
la basilica mariana per eccellenza, ma ad un imbarcazione che trasportava i L. Fiorani (a cura di), Le confraternite
anche in molte altre chiese dedicate cantori papali di sopravvivere ad una romane: esperienza religiosa,
alla Beata Vergine ha avuto molto svi- tempesta che li colse ad Ostia, dove si società, committenza artistica, in
Fig. 4 - Oratorio di S. Maria dell’Orto, marmi luppo. erano recati per accompagnare una
“Ricerche per la storia religiosa di
policromi. Dal 1983 l’Arciconfraternita di S. Maria delegazione giapponese in missione

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Roma”, 5, 1984. M. Maroni Lumbroso, A. Martini, Le La porta “magica” di Villa Palombara


confraternite romane nelle loro
L. Gigli, Trastevere, IV.
chiese, Roma 1963. sull’Esquilino.
Luigi Huetter, Le corporazioni d’arti e
A. Martini, Arte mestieri e fede nella
mestieri in Roma, in “Capitolium”,
Roma dei papi, Bologna 1965.
Roma, 1925 - 1926.
Luigi Huetter, S. Maria dell’Orto in
Trastevere, Roma 1955.
di GIOVANNA DI GIACOMO*

Porta “Magica” ma anche “alchemica” ed “ermetica” per i segni cabalistici e le


enigmatiche iscrizioni latine incise sull’architrave, gli stipiti e la soglia, che
documentano un aspetto peculiare della cultura cittadina del Seicento, permea-
ta da un profondo interesse per le ricerche e le pratiche alchemiche.

Qua (sull’Esquilino), in passato, i biancheggiare di ossa la campagna


servi mandavano a seppellire in mise- desolata:2 e a me non tanto danno da
re casse i cadaveri dei compagni, get- fare i ladri e gli animali, soliti a infe-
tati fuori dalle loro anguste stamber- stare questo luogo, quanto le streghe
ghe; qua sorgeva l’ossario comune per che con filtri e magie sconvolgono le
la plebe dei derelitti: per il buffone menti degli uomini. E dire che queste
Pantolabo e per Nomentano lo scia- non trovo il modo di mandarle alla
lacquatore, il cippo assegnava mille malora, e neppure di tenerle lontane,
piedi verso la strada e trecento verso i quando la luna errabonda spunta
campi, e vietava che il sepolcro andas- con la sua faccia lucente, e quelle si
se agli eredi.1 danno a raccogliere ossa e erbe vele-
Ora si può risiedere nel salubre nose.
Esquilino e passeggiare al sole sull’ag-
gere, da dove allora si vedeva tristi Orazio, Satire, VIII, 8-22

Docente di Archeologia dell’Università Popolare di Roma.


*

La parte iniziale della satira di Orazio, recitata da un’erma del dio Priapo messa nei
1

campi come spauracchio per ladri e uccelli, ricorda l’originaria destinazione sepolcra-

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Piccolo frammento superstite di sivamente a necropoli. Potenziata nel suo fascino misterioso e di Sisto V (1585-1590) determinano
Villa Palombara e della vocazione Porta “Magica” ma anche “alchemica” da una coppia di “nani mostruosi”,3 una ripresa dell’edilizia residenziale
residenziale assunta dall’Esquilino tra ed “ermetica” per i segni cabalistici e posti ai lati dell’ingresso nella sistema- sull’Esquilino, che viene scelto come
Seicento e Ottocento, la Porta “Magi- le enigmatiche iscrizioni latine incise zione ottocentesca (fig. 1) successiva luogo ameno di soggiorno dalle più
ca” deve probabilmente la sua sugge- sull’architrave, gli stipiti e la soglia, alla demolizione di Villa Palombara, la importanti famiglie patrizie dell’Urbe: i
stiva denominazione ai riti e alle ceri- che documentano un aspetto pecu- Porta è oggi inserita nell’angolo nord Giustiniani, gli Altieri, gli Astalli, i Gen-
monie segrete che nell’antichità – liare della cultura cittadina del Sei- occidentale dei giardini di piazza Vitto- tili, i Volkonsky e lo stesso papa Sisto
come apprendiamo dal poeta Orazio cento, permeata da un profondo inte- rio Emanuele II, a sinistra della fontana V, ancora cardinale Felice Peretti,
– si svolgevano in questa area resse per le ricerche e le pratiche mostra detta “Trofei di Mario” (fig. 2),4 seguendo l’esempio delle antiche
extraurbana, desolata e adibita esclu- alchemiche. protetta ma contemporaneamente genti di rango senatorio,5 decidono di
“nascosta” ai suoi fruitori dalla recin- costruire sul pianoro le loro ville
zione realizzata dalla Soprintendenza suburbane.
Archeologica di Roma. In questo “rinnovato” panorama urba-
no inizia anche la storia di Villa Palom-
1. Villa Palombara e la collocazione bara, sorta nell’area un tempo occupa-
le dell’area orientale dell’Esquilino (campus Esquilinus), posta all’esterno dell’area originaria della Porta “Magica” ta dagli Horti Lamiani, la residenza
abitata delimitata dalle Mura Serviane (di qui l’etimologia exquilinus contrapposto a
Dopo un periodo di lungo abbandono suburbana costruita dal console del 3
inquilinus).
Per una maggiore caratterizzazione dell’ambiente prima dell’intervento di Mecena- e degrado, le grandi opere urbanisti- d. C., L. Aelius Lamia.6
te, Priapo ricorda il settore della necropoli riservato alle grandi fosse comuni di schia- che di papa Gregorio XIII (1572-1585) Nel 1620 il marchese Oddo V Palom-
vi pubblici e privati o di persone di umili origini (comune sepulcrum) e indugia nella
sommaria descrizione dei sepolcri di Pantolabo e Nomentano, i cui nomi erano incisi
su un cippus, che - redatto probabilmente in più esemplari identici murati negli angoli
esterni degli stessi edifici - delimitava l’area sepolcrale di proprietà dei due personag-
gi. La formula iscritta sui cippi, mille pedes in fronte, trecentos in agrum (“mille piedi
verso la strada e trecento verso i campi”), definisce infatti la dimensione in piedi roma-
ni dell’area occupata dai sepolcri, misurata in fronte, cioè “sulla facciata” (in genere
orientata sulla via principale) e in agro/agrum, cioè “verso la campagna”. Essa è corre-
data anche dalla consueta formula sepolcrale di chiusura hoc monumentum heredem
non sequitur (“questo monumento non andrà in proprietà all’erede”) con cui Pantola-
bo e Nomentano escludevano il sepolcro dalla devoluzione testamentaria: gli eredi,
pur godendo del diritto di sepoltura, non potevano vendere, donare, alienare il monu-
Fig. 1 - La Porta Magica nella sistemazione Fig. 2 - Prospetto dei Trofei di Mario.
mento o destinarlo ad usi diversi da quello stabilito dai rispettivi fondatori. attuale tra le due statue del dio Bes. Sulla sinistra si vede la Porta Magica.
2
La vocazione sepolcrale e l’aspetto malsano e paludoso dell’Esquilino (le Esqui-
liae aquosae di Properzio) perdura fino ai tempi di Orazio, quando l’area diventa final-
mente luogo salubris (“salubre”), reso ridente da ville e giardini dell’aristocrazia roma-
na, grazie alla profonda bonifica iniziata da Mecenate intorno al 30 a. C. per la costru- 3
C. L. Visconti, 1888, pp. 183-184.
zione della sua residenza suburbana, gli Horti Maecenatis, di cui oggi possiamo ammi- 4
Vedi sotto, nota 6.
rare - presso Largo Leopardi - il così detto Auditorium, costruito in prossimità della 5
Vedi sopra, nota 2.
Porta Esquilina (oggi Arco di Gallieno, adiacente alla chiesa di S. Vito sulla via omoni- 6
Gli Horti Lamiani diventano parte del demanio imperiale già nella prima metà del
ma), a cavallo delle Mura Serviane (divenute un inutile simulacro con il nuovo perio- I d. C., come suggeriscono le fonti letterarie quando ricordano la predilezione dell’im-
do di pace inaugurato da Augusto). L’esempio di Mecenate viene presto imitato da peratore Caligola (37-41 d.C.) per il complesso residenziale.
numerose famiglie di rango senatorio, tanto che l’area compresa tra la Porta Esquilina Le vicende successive sono in gran parte ignote, ma alcune fistulae aquariae recan-
e l’attuale Porta Maggiore diventa una fascia continua di horti privati, che nel corso del ti il nome dell’imperatore Alessandro Severo (222-235 d. C.) testimoniano non solo che
I sec. d.C. - in seguito a lasciti e donazioni - entreranno tutti a far parte del patrimonio la residenza suburbana era divenuta proprietà privata dell’imperatore, ma che questi
imperiale. aveva provveduto alla sua riqualificazione con diversi interventi edilizi, tra cui proba-

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bara di Pietraforte acquista per 7000 I suoi confini erano costituiti da quel La prima pubblicazione della scoperta, na, sugli oggetti d’arte e d’antichità
scudi “trenta pezze” di terra con qual- tessuto viario in gran parte cancellato curata dall’erudito Francesco Cancel- che potessero ritrovarsi sotto il terreno
che fabbricato (magazzini, stalle, grot- dall’attuazione del Piano Regolatore lieri nel 1806, si sofferma infatti a e sulla porta detta magica, a proposi-
te usate come cantine, ecc.) dal duca del 1873 per l’edificazione del nuovo descrivere la Villa, la personalità e gli to della quale aggiunge – rilevando un
Federico Sforza Cesarini.7 Le “trenta quartiere Esquilino: la Strada Felice, studi alchemici di Massimiliano Palom- interesse squisitamente antiquario -
pezze” di terra subiscono diverse tra- poi via di S. Croce in Gerusalemme a bara, ricordando per la prima volta che nel caso dovesse demolirsi il tratto
sformazioni con i nuovi proprietari, nord, il vicolo di S. Matteo, già via anche la picciola Porta murata sulla di muro di cinta della Villa su via di
documentate sia dalle piante dell’epo- Merulana ad ovest (che non coincide Strada,11 incontro a S. Eusebio,12 Santa Croce in Gerusalemme, già Stra-
ca che dal testamento redatto nel 1680 con l’omonima via moderna) e via prima del Cancello di ferro della villa da Felice, si dovrà consegnare a lui la
da Massimiliano Palombara, figlio di Labicana, ora viale Manzoni a sud. Palombara, dirimpetto ai così detti porta chiusa (quindi ancora murata)
Oddo, in cui egli ricorda i migliora- Un cancello d’ingresso si apriva sulla Trofei di Mario.13 detta porta magica esistente in detto
menti e bonificamenti fatti nel giardi- Strada Felice, di fronte ai “Trofei di Dalla testimonianza del Cancellieri muro e dovrà trasportarsi nello stazzo
no, nella vigna e nell’orto, la ristruttu- Mario”, da cui un lungo viale conduce- apprendiamo quindi che nel 1806 la del Casino Nobile ... e ivi murarsi nel
razione di viali e finestre nonché la va fino al Casino Nobile, ai fabbricati Porta era inglobata nel tratto di muro luogo che verrà indicato (fig. 3).15
commissione di minori e ai diversi appezzamenti di ter- di cinta prospiciente i “Trofei di Mario”
molteplici arredi esterni, tra cui figure, reno (fig. 3). , compreso tra il cancello d’ingresso di
termini, statue, colonne, bassirilievi, L’aspetto prevalentemente campestre Villa Palombara sulla Strada Felice e il
catene.8 In base alle piante pubblicate di Villa Palombara può forse spiegare vicolo di S. Matteo, posizione che resta
dal Giovanni Battista Falda9 nel 1667 e la sua assenza tra i luoghi da visitare
invariata sino al 1872, come testimonia
1676 e quella realizzata da Giovanni segnalati nelle guide di Roma edite
un documento epistolare redatto dal
Battista Nolli10 nel 1748, possiamo rico- fino al 14 marzo del 1781, data a parti-
principe Camillo Massimo, allora pro-
struire l’area originariamente occupata re dalla quale anche la proprietà in
da Villa Palombara, compresa tra il set- esame diventa oggetto di un maggiore prietario della Villa Palombara,14 impe-
tore meridionale della moderna piazza interesse grazie al ritrovamento di una gnato in diverse trattative con le varie
Vittorio Emanuele II e viale Manzoni. copia romana del Discobolo di Mirone. Società in vista dell’espropriazione
della Villa per l’edificazione della
moderna piazza Vittorio.
In questa lettera il principe si preoccu-
pa di conservare il diritto di proprietà
sul Casino Nobile con lo stazzo (recin-
to) antistante e il giardino posteriore,
sulla Casa con i graffiti in via di S. Mat-
teo, sulla Torre storica detta Merula- Fig. 3 - Piano regolatore del 1873.
bilmente bisogna includere la costruzione dei così detti “Trofei di Mario” (fig. 2), fon-
tana mostra e castello terminale di distribuzione delle acque dell’Aqua Claudia o Anio 11
La Strada Felice, poi via di S. Croce in Gerusalemme.
Novus, che entravano a Roma da Porta Maggiore. Sulla fontana mostra si veda da ulti- 12
La chiesa di S. Eusebio sullo slargo omonimo.
mo G. Tedeschi Grisanti, 1986, pp. 126-135; Ibidem, pp. 151-155; sugli Horti Lamiani, 13
F. Cancellieri, 1806.
il catalogo della mostra 1986. 14
La villa appartiene ai Palombara fino al 7 agosto del 1804, quando Barbara Savel-
7
N. Cardano – B. Jatta – M. Tobia, 1990, p. 143 (a. 1620 – 24 aprile – AMR, Prot. 26, li Palombara Massimo, ultima discendente della famiglia (morta nel 1826), la vende al
mazzo 1, fasc. 8*). figlio Carlo Massimo; vedi N. Cardano – B. Jatta – M. Tobia, art. cit., in AA.VV., p. 143
8
N. Cardano – B. Jatta – M. Tobia, art.cit., in AA.VV., p. 143 (a. 1680 – 26 aprile – (a. 1804 – 7 agosto – AMR, Prot. 26, mazzo 1, fasc. 15*).
AMR, Prot. I, 1*). 15
N. Cardano – B. Jatta – M. Tobia, art. cit., in AA.VV., pp. 147-148 (a. 1872 – 7
9
L. Cardilli Alloisi, in AA.VV., pp. 81-82, figg. 74, 76. dicembre – AMR, Prot. 558, mazzo 1, fasc. 8/1*). Un’ulteriore conferma sulla colloca-
10
L. Cardilli Alloisi, art.cit., in AA.VV., p. 83, fig. 78. zione della Porta nel muro di cinta della Villa Palombara è fornita dalla documentazio-

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La Villa viene espropriata dal Comune Nel 1888 la Porta riceve la sua sistema- cedenti la sistemazione ottocentesca, accessibile, per intraprendere il cam-
per pubblica utilità nel febbraio 1873, zione definitiva nell’angolo nord-ovest si inserisce l’ipotesi formulata da Mino mino dell’esperienza alchemica. Si
subito dopo l’approvazione con Regio dei giardini di piazza Vittorio, a sinistra Gabriele18 sulla originaria positura del può allora ipotizzare che il trasferi-
Decreto del “Piano regolatore di un dei “Trofei di Mario” (quindi dalla monumento voluta dal suo ideatore, il mento della Porta all’esterno di Villa,
nuovo quartiere sull’Esquilino per parte opposta rispetto alla sua colloca- marchese Massimiliano Palombara. accanto al cancello d’ingresso sulla
l’ampliamento della città di Roma”. zione originaria, a destra della fontana Lo studioso considera molto improba- Strada Felice, sia avvenuto in un perio-
Nonostante le proteste e le azioni lega- mostra, fig.3), dove viene ricomposta e bile che il nobile romano, negli anni do compreso tra il 1781, quando la
li del principe Massimo, nello stesso murata in un setto triangolare di terra e intorno al 1680, quando in veste di scoperta del Discobolo genera una
anno iniziano gli imponenti lavori di di tufo alto ca. 3 metri, lasciato come testatore ricorda le opere di abbelli- maggiore attenzione nei confronti
demolizione e di sterro nell’area della testimone dell’originaria quota dell’a- mento da lui eseguite nella Villa,19 della proprietà Palombara e delle sue
futura piazza Vittorio Emanuele, che rea prima dell’inizio dei lavori di ster- abbia inserito la Porta, vero e proprio antichità, e il 1806, anno della pubbli-
interessano direttamente Villa Palom- ro. Nello stesso anno la Commissione geroglifico architettonico che racchiu- cazione del saggio del Cancellieri, in
bara e cancellano la viabilità antica, Archeologica Comunale decide di col- de la sua dottrina alchemica, in quel cui si ricorda la picciola Porta ormai
trasformando un tessuto topografico locare ai lati della Porta le due figure tratto di muro prospiciente la strada murata sulla Strada.20
pluristratificato in una geometrica di grandi nani mostruosi e indecenti, pubblica dove nel 1806 la vede il Can- Un argomento a favore della tesi di
maglia viaria a scacchiera. La Porta in positura sedente, con le mani cellieri. Mino Gabriele è suggerito anche da
Magica, salvata dalla distruzione della appoggiate sull’anche ... con barba La natura del monumento rende infat- due particolareggiate incisioni del
Villa e divenuta proprietà del Comune, posticcia e lingua pendente fuori ti più plausibile un’ubicazione della Piranesi realizzate nel 1761 e nel
è depositata temporaneamente nel dalla bocca, rinvenuti durante gli ster- Porta all’interno degli spazi più recon- 1792,21 che mostrano, sullo sfondo dei
magazzino ricavato all’interno dei ri del Quirinale16 e riconosciuti solo nel diti del giardino di Villa Palombara, “Trofei di Mario”, il muro di cinta e il
“Trofei di Mario” insieme ad altri reper- 1979 come statue del dio Bes (fig. 1).17 dove il suo messaggio poteva essere cancello d’ingresso inquadrato da pila-
ti archeologici e frammenti architetto- In questa breve disamina delle diverse indirizzato a una ristretta cerchia di stri bugnati di Villa Palombara senza la
nici rinvenuti durante gli scavi. collocazioni della Porta “Magica” pre- eletti in grado di decodificare le massi- Porta murata in prossimità dell’angolo
me e i simboli incisi su stipiti e archi- con il vicolo di S. Matteo.
trave e di varcarne la soglia, ancora

ne fotografica degli immobili presenti nella proprietà fatta eseguire nel 1872 dallo stes-
so Camillo Massimo in vista dell’esproprio, in cui compare anche la Porta Magica con
gli stipiti murati e protetta da una copertura a tettuccio (per la fotografia della serie
Parker - Archivio Fotografico Comunale, vedi N. Cardano, Dalla Villa Palombara al estremità arricciate. Il busto tozzo è segnato da un’arcata epigastrica pronunciata; il ven-
giardino di Piazza Vittorio, in Aa.Vv., La Porta Magica, p. 99, fig. 97). tre è prominente e rilassato; la coda è resa in modo differente nei due esemplari, accura-
16
C. L. Visconti, art. cit, pp. 183-184; Id., Elenco degli oggetti di arte antica scoperti ta nella statua di destra, ridotta a una protuberanza in quella di sinistra.
per la cura della Commissione Archeologica Comunale a tutto il 31 dicembre 1888 e Le due statue sono state catalogate come lavoro moderno dal Visconti (art. cit., pp.
conservati nel Campidoglio o nei magazzini comunali, in ibidem, pp. 484-485. 183-184, 484-485), ipotesi ripresa sulla base della tecnica scultorea da Peter Rockwell,
17
P. Masini – R. Santangeli Valenzani, in AA.VV., pp. 111-115. Il dio Bes, divinità di che suggerisce per le sculture una datazione tra l’inizio del XVI secolo ed il XVII seco-
origine egiziana, acquisisce grazie al suo aspetto orrido e scimmiesco una forte valenza lo (vedi P. Rockwell, in AA.VV., pp. 117-119). Sulla base dell’analisi storico-stilistica, P.
apotropaica (la protezione del dio era particolarmente efficace contro i pericoli del par- Masini – R. Santangeli Valenzani (art. cit., p. 114) ritengono invece che la statua a sini-
to e della prima infanzia), che determina nel corso dell’VIII-VII secolo a.C. la diffusione stra della Porta sia una copia moderna realizzata per fornire un pendant all’originale
della sua immagine in tutto il Mediterraneo ad opera dei navigatori fenicio-punici. Le antico sistemato sul lato opposto, in vista dell’utilizzazione di entrambi gli esemplari
due statue del dio sistemate ai lati della Porta Magica (altezza m 1, 50) riproducono l’ico- come elementi di una decorazione architettonica.
nografia del dio nudo, stante, con le mani appoggiate sulle gambe flesse. La testa, squa- 18
M. Gabriele, in AA.VV., p. 26.
drata e massiccia, è sormontata da un plinto frammentario; gli occhi sono spalancati e 19
Vedi sopra, nota 8.
contornati da rughe parallele che solcano la fronte; il naso è largo, le orecchie promi- 20
Vedi N. Cardano, art. cit., in AA.VV., pp. 99-100.
nenti, la lingua pendente fuori dalla bocca; la barba è composta da lunghe ciocche dalle 21
G. B. Piranesi, 1761; B. Jatta – M. Tobia, in AA.VV., p. 95, figg. 93-94.

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2. Massimiliano Palombara e la dottri- nata intorno al III secolo a. C., era Ogni metallo è inoltre legato ad un e solido). Asserto fondamentale nella
na alchemica infatti quello di trasmutare i metalli pianeta, i cui influssi vengono libera- trasmutazione dei metalli è il solve et
Massimiliano Savelli Palombara, vili in oro e di creare l’elisir di lunga ti nella “Grande Opera” durante l’uso coagula (“sciogliere, liberare e con-
figlio di Oddo V Palombara marchese vita mediante la ricerca del lapis phi- o la trasformazione del metallo ad densare, riunire”), ossia separare,
di Pietraforte e di Laura Ceuli, nasce a losophorum, la “pietra filosofale” o esso correlato: il piombo è sotto l’a- sciogliere il metallo vile fino a libera-
Roma il 14 dicembre 1614. Personag- essenza prima (in arabo al – kimiya, zione di Saturno, lo stagno di Giove, re dal mercurio l’argento, che unito
gio colto, poeta manierista e profondo da cui “alchimia”, madre della il ferro di Marte, il rame di Venere, il allo zolfo nelle nozze alchemiche,
studioso di alchimia, come testimonia moderna chimica), che avrebbe libe- mercurio del pianeta omonimo, l’ar- genererà il figlio regale, il Rebis-oro,
il manoscritto dal titolo La Bugia in cui rato gli uomini dai bisogni economici gento della Luna, l’oro del Sole. simboleggiante il momento conclusi-
racconta la sua esperienza alchemica,22 e da ogni malattia. Queste attività di Le tre fasi del processo alchemico di vo del procedimento alchemico.
Massimiliano elegge la sua Villa sull’E- ricerca e i risultati ottenuti erano cela- trasformazione dei metalli in oro Da questi argomenti emerge che la
squilino a luogo di incontro per gli ti dietro un linguaggio simbolico, sono rappresentative ed emblemati- ricerca svolta dagli alchimisti si avvale
intellettuali e gli studiosi di astrologia e decodificabile solo dagli adepti ai che anche di un percorso spirituale anche di una profonda conoscenza e
di alchimia dell’epoca, tra cui l’erudito misteri alchemici, in cui le sostanze e interiore, simboleggiato dalle fatiche decifrazione delle leggi che governano
gesuita Athanasius Kircher, l’astrono- i metalli utilizzati nelle tre fasi princi- di Ercole o dalle avventure superate il moto trasmutatore della Natura, che
mo Domenico Cassini e la regina Cri- pali del processo di trasmutazione da Giasone per la conquista del Vello – come sostiene il Palombara nella
stina di Svezia, stabilitasi a Roma nel dei metalli in oro, detto anche la d’oro della Colchide, che l’uomo Bugia – altro non è che simbolo del-
1656, di cui egli diviene gentiluomo e “Grande Opera”, sono sostituite da intraprende per abbandonare pro- l’onnipotente Fattore, un macrocosmo
persona di fiducia. Sappiamo da una colori e figure sia animali che umane, gressivamente le facoltà comuni (il disegnato da Dio, in cui interagiscono
cronaca dell’epoca che la regina, spesso riprese dal mito: il nero corvo metallo vile o piombo), purificarsi e i pianeti e i quattro elementi che com-
impegnata insieme al Marchese nel- indica la materia vile di partenza, il quindi recuperare lo stato edenico pongono la materia (fuoco, aria, acqua
l’arte di fare l’oro, aveva una pazza piombo; la bianca colomba la fase in perduto di grazia e perfezione, sim- e terra).
passione per l’alchimia attraverso la cui il piombo è trasformato in bianco boleggiato dall’oro degli alchimisti, in Proprio per la concezione religiosa
quale sperava di ottenere tesori o argento; la rossa fenice rappresenta cui egli è in tutto simile a Dio. Il con- che investe la Natura, eletta dagli
immensi e la medicina universale ed il momento finale del processo, in cui seguimento della conoscenza alche- alchimisti ad unica guida in grado di
il secreto di vivere più di un secolo.23 dall’argento si ricava finalmente l’oro mica, in cui l’uomo diventa un indirizzare l’individuo alla simbiosi
Lo scopo della scienza alchemica, alchemico o “pietra filosofale”. sapiente dotato di facoltà divinizzate, con Dio e al compimento della
riprende il tema del viaggio dell’ani- “Grande Opera”, il Marchese – secon-
ma nell’escatologia alchemica: dopo do il motivo topico dell’alchimista
la morte del corpo, l’anima, di natura contadino e giardiniere – cura con
divina, inizia la sua anabasi celeste amore il giardino della sua Villa,
attraversando le zone planetarie in luogo segreto e accessibile a pochi
22
[Marchese Massimiliano Savelli Palombara], La Bugia. Opera d’incerto Autore cui si libera gradualmente dei sette (hortus conclusus, “giardino chiuso,
nella quale si tratta della vera Pietra dei Sapienti, Roma 1656 (codice cartaceo auto- vizi acquisiti dopo la perdita dello recintato”), in cui, ritirato in se stesso,
grafo conservato in una collezione privata). In base ad alcuni dati autobiografici forni- stato di beatitudine e perfezione pri- lontano dai piaceri e dalla mondanità
ti dallo stesso Palombara, l’opera ermetica potrebbe essere stato composta tra l’ottobre migenio, fino ad arrivare al cospetto del mondo profano, può perseguire il
del 1652, quando l’autore riceve “la conoscenza alchemica” e il 1656, data che, posta di Dio purificata, ossia spogliata delle magistero alchemico, dedicandosi
sul frontespizio del codice, indica la conclusione della stesura (sull’ipotesi di una data-
zione negli anni compresi tra il 1656-1657 e sull’esegesi critico-filologica dell’intera
vesti che l’avevano coperta. all’attenta indagine dei fenomeni
opera, vedi M. Gabriele, 1986). Per la trascrizione di un altro manoscritto della Bugia, Alla base della ricerca alchemica naturali, all’osservazione delle pro-
conservato nella Biblioteca Apostolica Vaticana, vedi A. M. Pertini, M. Palombara, abbiamo tre principi, zolfo (simbolo prietà e delle varietà delle piante, rac-
1983. Si segnala che nel presente articolo frasi e parole contenute nell’opera del Palom- dell’anima umana), mercurio (lo spi- cogliendo le erbe da cui estrarre la
bara sono citate in corsivo senza riferimento ai singoli fogli del codice. rito) e sale (il corpo) e quattro stati rugiada e avviando le sperimentazio-
23
Anonimo del’600, a cura di J. Bignami Odier e G. Morelli, Roma 1979. della materia (igneo, gassoso, liquido ni nel laboratorio posto – secondo il

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Cancellieri –24 al pianterreno del Casi- ovvero la “pietra filosofale”.26 cava, ai cui piedi scorre un fonte mento, che evidentemente segnava
no Nobile. Ulteriori particolari sono contenuti purissimo. In questa grotta il Marchese l’accesso all’hortus conclusus della
L’organizzazione topiaria e contempo- nella Bugia,27 da cui apprendiamo che si addormenta29 e, pervaso da un’illu- Villa, inteso come simbolo di un per-
raneamente simbolica del giardino Massimiliano Palombara, novello Gia- minazione divina, scopre finalmente la corso empirico (di laboratorio) e
alchemico di Villa Palombara è nota sone, dopo 22 anni di pratica, studio e misteriosa materia, il tesoro donato da soprattutto spirituale, il testatore, sen-
grazie ad una delle epigrafi originaria- riflessioni, giunge alla conoscenza del- Dio agli uomini per guarirli da ogni tendosi ormai vicino a morire,33 ha
mente collocate sui muri esterni del l’intero processo alchemico e alla sco- malattia, la “pietra filosofale” che dona voluto incidere per gli adepti ai miste-
Casino,25 che descrive un paesaggio perta della “pietra filosofale” nella mat- l’immortalità, già simboleggiata dal ri alchemici le “formule” da lui sco-
popolato da animali, piante e fiori, un tina del 13 ottobre del 1652, quando, Vello d’oro protetto da una palizzata perte quando, distaccato dal mondo
bosco ricco di frutti, un laghetto, vagando per i monti e per i boschi del nell’iscrizione collocata sulla parete era penetrato con l’intelletto negli
monti, colli, sentieri e una valle, dove suo giardino, si imbatte nel sospirato esterna del Casino Nobile.30 ultimi penetrali della Natura e aveva
una palizzata (che sottolinea l’esclusi- antro di Mercurio,28 posto in cima ad L’ultimo riferimento al giardino esclu- finalmente perseguito la sapienza
vità del luogo) racchiude il Vello d’oro un colle fiorito, vicino ad una quercia sivo e segreto di Villa Palombara è alchemica.
contenuto nel testamento redatto dal
24
F. Cancellieri, op. cit., p. 43. Marchese il 26 marzo del 1680,31 in cui 3. Il “trattato alchemico” inciso sulla
25
L’iscrizione collocata sul muro esterno del Casino Nobile è perduta, ma il suo testo è egli ricorda i miglioramenti apportati Porta “Magica”
noto integralmente grazie alla trascrizione di F. Cancellieri, op. cit., p. 47: In questa campa-
nella Villa e la commissione di figure, Il “trattato alchemico” fatto incidere da
gna, per la rugiada del cielo, per la bontà dei copiosi terreni, per le acque naturali, il suolo
dissodato dà frutto, mentre per il salnitro ed il sole si levano i fumi dello sparso letame. Que- termini, statue, colonne e bassirilievi Massimiliano Palombara nel 1680 sulla
sto bosco, un boschetto, conserva sempre il medesimo aspetto, e senza artificio nascono viti, per rendere il detto giardino più vago, Porta “Magica” si compone di 11 epi-
peri e incontaminati frutti. Vicino al bosco vi è un laghetto, dove non il lupo ma la lepre più nobile e più fruttifero. Nel termine grafi in scrittura capitale latina (e una
gioca spesso senza molestare le miti pecore né gli uccelli. Il cane, custode fra gli innocenti bassorilievo troviamo un esplicito rife- in ebraico), distribuite sia all’interno
agnelli, mette in fuga le fiere; solo l’aria di questa campagna è vera salute per il malato, e rimento all’edificazione della Porta del frontone sovrastante la Porta, che
riempie di verzure le vie della città. I solchi seminati danno coppe di vino per la sete. Entra, “Magica”,32 che l’atto testamentario lungo l’architrave, gli stipiti e la soglia
uomo che non cerchi le cose vane, fuori stia Venere, e a voi, ladri, chiudo le porte. Purifi- pone in diretta connessione con il giar- (figg. 4-5).34
cato da ogni vizio, lieto, liba il mare di vino genuino, secondo il costume di Bacco. Esulta, dino alchemico (e non con la strada Il frontone figurato in bassorilievo,
se vuoi, tra le uve e liberamente attingi a ciò che desideri. A te preparo, con cuore puro,qua- pubblica, vedi sopra, § 1). posto a coronamento della Porta, pre-
lunque cosa tu voglia chiedermi. Qui le api producono la chiara ricchezza del dolce miele E proprio su questo singolare monu- senta un medaglione formato da due
sempre molle. Ora, se leggerai queste iscrizioni, tu che piangi, starai bene, qui all’ombra
della selva, dove l’estate si sposa alla primavera. Mai piangeresti con la fronte mesta se
rimanessi tra i fiori, né resteresti in lacrime, mentre qui spirano i mormorii del vento, don- 29
Il sonno che sopisce e addormenta il corpo, riducendo al silenzio i suoi desideri
de le meste menti sperano, tra monti, colli, sentieri e nella valle di questa villa, dove una e le sue passioni terrene, permette all’anima di liberarsi temporaneamente dai richiami
palizzata racchiude il Vello. Buon augurio, per sempre amen. Come le pietre, mentreché del mondo sensibile e di iniziare, attraverso il sogno (inteso come luogo oscillante tra
sorgono dalla putrefazione sono simili ad un vecchio, così queste iscrizioni, qui appena terra e cielo), una migrazione celeste che si conclude con la visione divina.
nate su questa porta generata dal fango, il tempo ridendo in breve corrode. Vedi anche M. 30
Il Vello d’oro della Colchide simboleggia la “pietra filosofale”, scoperta dall’eroe-
Gabriele, op. cit., pp. 20-22. alchimista che come Giasone deve superare numerose prove e imprese per compiere
26
Sulla simbologia del Vello d’oro, vedi sotto, nota 30. la “Grande Opera”, anche nell’iscrizione incisa sull’architrave della Porta “Magica” e su
27
M. Gabriele, op. cit., pp. 118, 123-125; Id., art. cit., in AA.VV.,pp. 24-26. quella collocata sopra il cancello d’ingresso della Villa (vedi sopra, § 3).
28
L’allegoria dell’antro di Mercurio, che indica nel linguaggio alchemico il luogo 31
Vedi sopra, nota 8.
occulto in cui è custodita la “pietra filosofale”, ha origine dall’Inno omerico ad Ermes, 32
Nel testamento del 1680 il plurale bassirilievi comprende sia la Porta “Magica”
dove Apollo, penetrato nella grotta di Ermes/Mercurio, vi scopre oro e argento, ma solo che le iscrizioni – almeno cinque secondo il Cancellieri (op. cit., p. 45) - collocate dal
nei Lithica di Orfeo, poema composto intorno alla prima metà del II d.C. e ispiratore del- Marchese come arredi esterni di Villa Palombara, tra cui si ricorda la lastra murata sul-
la simbologia alchemica, troviamo una stretta analogia con la parabola raccontata nella la parete esterna del Casino Nobile (vedi sopra, nota 25) e quella posta sopra il cancel-
Bugia: nell’antro di Mercurio, accessibile solo agli uomini saggi e puri, si custodisce e lo d’ingresso sulla Strada Felice (vedi sopra, § 3), entrambe perdute.
nasconde il tesoro donato da Zeus agli uomini per liberarli da ogni male; vedi M. Gabrie- 33
Massimiliano Palombara muore il 16 luglio del 1685.
le, art. cit., in AA.VV., p. 24. 34
Per l’analisi paleografica e la trascrizione interpretativa delle singole iscrizioni (in

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cerchi di diametro diversi (quello gine questa massima in scrittura dualismo di anima-corpo, entra in sim- razione divina).
minore è inserito nel campo del mag- destrorsa con parole disposte in suc- biosi con Dio). Sul piano della soglia si trova l’iscrizio-
giore) e inquadrato da un’elaborata cessione curvilinea: L’iscrizione in lingua ebraica RUÀCH ne palindroma (lett. cm 5), che si può
cornice a nastri e volute, oggi perduta.35 ELHOÌM (trad. “Spirito Santo”; lett. cm leggere da sinistra a destra, SI SEDES NON
Nel cerchio esterno (diametro cm 66; CENTRUM IN TRIGONO CENTRI 6), vera e propria invocazione allo Spi- IS (trad. “Se siedi non procedi”) e da
lett. 4) si legge una massima in scrittu- (trad. “Il centro nel triangolo del cen- rito Santo, che occupa in modo mirato destra a sinistra, SI NON SEDES IS (trad.
ra destrorsa e parole disposte in suc- tro”). la parte centrale dell’architrave e sem- “Se non siedi procedi”). Il motto, vista
cessione curvilinea, in cui è espresso il bra sostenere il complesso emblema la collocazione, è un invito rivolto a
mistero della Trinità (Tre in Uno): Sia l’emblema figurato che le due iscri- geometrico della Porta, conferma que- colui che si trova davanti alla Porta a
zioni presenti sul coronamento della sta chiave di lettura: solo grazie all’in- varcarne la soglia senza indugi, se
TRIA SUNT MIRABILIA: DEUS ET HOMO, Porta derivano dal frontespizio del tervento e all’illuminazione dello Spiri- vuole accingersi alla “Grande Opera”.
MATER ET VIRGO, TRINUS ET UNUS. trattato di Henricus Madathanus,36 sag- to Santo si può concludere la “Grande Il passaggio attraverso la Porta (e attra-
(trad. “Tre sono le meraviglie: Dio e gio rosacrociano37 citato anche nella Opera” e perseguire la sapienza alche- verso le fasi del processo alchemico di
Uomo, Madre e Vergine, Trino e uno”). Bugia, in cui l’autore racconta di avere mica (lo stesso Massimiliano Palomba- trasmutazione del piombo in oro inci-
penetrato il mistero alchemico attra- ra nell’antro di Mercurio scopre la se – come vedremo – sul marmo dei
Il cerchio interno (diametro cm 23, 3; verso una rivelazione divina: l’illumi- “pietra filosofale” grazie ad una folgo- suoi stipiti), diventa quindi emblemati-
lett. 2) è sormontato da una croce lati- nazione dello Spirito Santo gli aveva co del momento iniziale di un percor-
na e decorato nel centro geometrico infatti rivelato in sogno il centrum in so sia sperimentale (di laboratorio) che
da un cerchio più piccolo con un trigono centri, il punto generatore interiore, grazie al quale l’uomo,
punto centrale (simbolo solare = prin- della circonferenza, ossia il centro del- abbandonate progressivamente le
cipio generatore = “pietra filosofale”). l’Universo, l’unità fondante del tutto, la facoltà comuni rappresentate dalla
Esso si sovrappone a due triangoli vera materia della nobile “pietra filoso- materia vile (piombo), emancipato
equilateri incroci ati che formano una fale”, in cui si opera la congiunzione e dall’ente corporeo, arriverà a recupe-
stella a sei punte (il sigillo di Salomo- l’annullamento dei contrari/polarità rare quello stato superiore di perfezio-
ne, simbolo dell’unità dei contrari: naturali (e che coincide con il momen- ne e sapienza simboleggiato dall’oro
femmina-maschio, luna-sole, argento- to finale del processo di conoscenza degli alchimisti.
oro, acqua-fuoco) e reca lungo il mar- alchemico in cui l’uomo, superato il Varcare fisicamente la Porta segna
altresì l’ingresso nel giardino esclusivo
cui i segni diacritici permettono di rilevare l’attuale stato di conservazione del testo, e magico di Villa Palombara, dove è
diminuito rispetto alla trascrizione edita dal Cancellieri nel 1806), qui tralasciate per possibile perseguire il magistero
esigenze di brevità e chiarezza, si veda V. D’Urso, L’iscrizione della Porta Magica: alchemico, come suggerisce l’iscrizio-
analisi epigrafica e paleografica, in Aa.Vv., La Porta Magica, pp. 39-45; per l’interpre- ne incisa sull’architrave della Porta
tazione del contenuto dei testi, si veda M. Gabriele, op. cit., pp. 26-37; Id., art. cit., in (lett. cm. 2,2):
Aa.Vv., La Porta Magica, pp. 17-27; A. M. Partini, La personalità ermetica di Massimilia-
no Palombara, in Aa.Vv., La Porta Magica, pp. 29-37. HORTI MAGICI INGRESSUM HESPERIUS CUSTO-
35
La cornice è nota da un’incisione di M.o di Pietro, riprodotta nel volume del Can- DIT DRACO ET, SINE ALCIDE, COLCHIAS DELI-
cellieri edito nel 1806, nella litografia più tarda pubblicata nel giornale Varietà illu- CIAS NON GUSTASSET IASON
strate nel 1858 e in una fotografia della Porta realizzata nel 1872 dal principe Carlo
Massimo in vista dell’esproprio di Villa Palombara (vedi sopra, nota 15).
(trad. “Il drago Esperio custodisce l’in-
36
H. Madathanus, Aureum Seculum Redivivum, Francofurti 1677 (prima edizione gresso del giardino magico e, senza
1621), sul quale vedi M. Gabriele, op. cit., pp. 31-36; Id., art. cit., in Aa. Vv., La Porta Ercole, Giasone non avrebbe gustato
Magica, pp. 17-18. le delizie della Colchide”)
37
Setta esoterica e segreta, i cui Manifesti politici e dottrinali, pervasi di contenuti Fig. 4 - La porta Magica in un’incisione di
mistico-alchemici, apparvero per la prima volta in Germania all’inizio del XVII secolo. M.O. Di Pietro (F. Cancellieri, 1806) Il contenuto di questa iscrizione è riba-

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dito in un’altra iscrizione, oggi perdu- giorno, riconosciuto dal portinaro, sigilli crittografici, che si presentano sentano, nel sistema crittografico
ta,38 collocata nel 1680 da Massimiliano cominci a vedere il primo ingresso nel distribuiti, dall’alto verso il basso, alchemico, i binomi Saturno/piombo,
Palombara sopra il cancello d’ingresso nostro giardino. Attraverso il mito secondo una sequenza bustrofedica Giove/stagno, Marte/ferro,
della Villa sulla Strada Felice: greco, da rileggere in chiave allegori- (la lettura procede quindi alternativa- Venere/rame, Mercurio/mercurio,
ca, il Palombara avverte l’eroe-alchimi- mente da sinistra e da destra). Sole/oro e Luna/argento congiunti, il
VILLAE IANUAM sta, novello Giasone, che si prepara L’impaginazione in scrittura bustrofe- segno della monade (che riunisce in
TRANANDO, alla ricerca del Vello d’oro ovvero della dica dipende dalla successione dei sé i cinque segni dei pianeti-metalli,
RECLUDENS IASON “pietra filosofale”, che essa è custodita sette segni-sigilli, che sono una copia dei quattro elementi, della Luna e del
OBTINET LOCUPLES nel suo giardino, al di là della Porta. fedele delle sette “sillabe chimiche” dei Sole congiunti).
VELLUS MEDEAE Per compiere la “Grande Opera” e tro- trattati di alchimia, in cui esse seguono Queste coppie di pianeti-metalli corri-
1680 vare la “pietra filosofale”, l’eroe-alchi- una disposizione reciproca fissa e, spondono ai sette gradi iniziatici del-
mista dovrà tuttavia superare, come opportunamente unite, formano il l’incedere sia interiore (progressivo
(trad. “Oltrepassando la porta della Giasone ed Eracle, molte “fatiche” e “vocabolo” che permette all’adepto di distacco dal corpo e dai richiami
Villa, lo scopritore Giasone ottiene il imprese. La difficoltà di penetrare nel riconoscere l’esatto nome della “mate- distrattivi del sensibile, cfr. l’anabasi
ricco vello di Medea”) giardino della Villa, di varcare il limite ria prima” degli alchimisti. celeste dell’anima attraverso le sette
rappresentato dalla Porta, è celata dal Queste sillabe sono a loro volta il zone planetarie, da Saturno fino al
Oltrepassando la Porta si entra dunque Palombara nella metafora del drago risultato della combinazione tra loro Sole) che empirico – “metallico” (dal
nel giardino alchemico del Palombara, Esperio che ne sorveglia l’ingresso. Il dei simboli dei sette pianeti, di alcune piombo all’oro) dell’eroe-alchimista
assimilato al giardino degli dei in cui mostro rappresenta le passioni, i vizi e sostanze e dei semimetalli fondamen- impegnato nella realizzazione della
crescevano i leggendari pomi d’oro, le libidini del mondo terreno, di cui l’e- tali nella scienza alchemica e rappre- “Grande Opera” .
custoditi – con l’aiuto di un drago – roe-alchimista deve progressivamente
dalle ninfe Esperidi, che solo Eracle, liberarsi (“uccidendo il proprio
dopo avere superato numerose impre- drago”) con l’aiuto di Alcide-Ercole,
se e ucciso il mostro, riuscì a cogliere. ossia della sua volontà. Solo allora egli
Nel giardino alchemico del Marchese il potrà riuscire a vedere la luce divina e
drago Esperio non custodisce i pomi a compiere il magistero alchemico,
d’oro ma il Vello d’oro, conquistato da mirabilmente occultato nell’acrostico
Giasone nella lontana Colchide grazie VITROLIUM contenuto nelle iniziali dell’i-
ai sortilegi con cui Medea aveva scrizione posta sopra il portone d’in-
addormentato il drago preposto alla gresso della Villa, che significa V(isita) (segno di QUANDO IN TUA DOMO (trad. “Quando nella
sua custodia. I(nteriora) T(errae) R(ectificando) Saturno/piombo) NIGRI CORVI tua casa i neri corvi
Il richiamo ad eroi mitici come Giaso- I(nveniens) O(ccultum) L(apidem), PARTURIENT ALBAS partoriranno bianche
ne ed Ercole, spesso associati nella let- V(eram) M(edicinam) (trad. “Visita le COLUMBAS, colombe, allora sarai
teratura alchemica, sottolinea che l’in- profondità della terra e rettificando tro- TUNC VOCABERIS chiamato sapiente”)
SAPIENS
vito a varcare la soglia della Porta è verai la pietra nascosta, vera medici-
indirizzato dal Palombara solo all’uo- na”). L’iscrizione introduce l’adepto nella trasforma in “bianca colomba”: la
mo eroico, quindi al vero filosofo, che Sugli stipiti e sulla soglia della Porta fase iniziale del processo di trasmuta- materia di partenza, combusta nel
ritornando e ribattendo su quella sono incisi sette motti ermetici (lett. cm zione dei metalli vili in oro (e delle forno (calcinazione), libera le candide
Porta che altre volte trovò chiusa, un 2 ca.), corredati da altrettanti segni- facoltà comuni in facoltà umane divi- parti volatili (sublimazione), che ven-
nizzate), in cui il metallo di partenza, il gono a galla sulla superficie della
38
Il testo dell’iscrizione è noto grazie alla trascrizione di F. Cancellieri, op. cit., p. 45, piombo, simboleggiato dal “nero materia liquefatta dal calore, e lascia-
che aggiunge in calce: Il marmo cadde in terra nell’inverno dell’anno 1801, e rotto, corvo” è sottoposto ad una prima puri- no il “corvo nero”, ossia le parti gros-
ed infranto, fu portato dentro gli Orti Palombara. ficazione o “imbiancamento”, che lo solane, sul fondo del vaso.

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(segno di DIAMETER (trad. “Il diametro (segno di AZOT ET IGNIS (trad. “Quando l’azoto
Giove/rame) SPHAERAE, della sfera, il tau Mercurio/mercurio) DEALBANDO e il fuoco imbiancano
THAU CIRCULI, della circonferenza, LATONAM, VENIET Latona, allora Diana
CRUX ORBIS la croce del cerchio SINE VESTE DIANA viene senza veste”)
NON ORBIS PROSUNT non giovano ai ciechi”)
Nel procedimento alchemico questa il mercurio alchemico/argento, si
Il Palombara sembra affermare che la mici (“i ciechi”) sull’uso improprio del massima marca il passaggio dalla fase mostra priva delle imperfezioni e delle
scienza alchemica non può essere sale e del nitro (“il diametro della al nero a quella al bianco, detta impurità iniziali (quindi “senza la
capita dai profani (l’invito a varcare la sfera”: , ), del vetriolo (“il tau della “imbiancamento di Latona”, in cui il veste”).
soglia della Porta è del resto indirizza- circonferenza”: ) e del verderame mercurio è trasmutato in mercurio L’immagine di Diana nuda simboleg-
to solo all’uomo eroico, quindi al vero alchemici (“la croce del cerchio”: ). alchemico o argento vivo, simboleg- gia anche la purificazione della mente
filosofo), mettendo in guardia coloro giato da Diana (Luna), figlia di Latona e dell’anima dell’eroe-alchimista, “spo-
che non sono iniziati ai misteri alche- e sorella di Apollo (Sole). gliata” da tutti i vizi, le passioni e i pen-
Solo quando il calore e la luce del sieri materiali, che precludono l’illumi-
(segno di QUI SCIT (trad. “Chi sa fuoco purificano Latona, che rappre- nazione divina (la visione di Apollo-
Marte/ferro) COMBURERE AQUA, bruciare con l’acqua senta la materia mercuriale di partenza Sole) necessaria per concludere il viag-
ET LAVARE IGNE, e lavare con il fuoco ancora nebulosa e scura, Diana ovvero gio sapienziale.
FACIT DE TERRA fa della terra il cielo
CAELUM e del cielo terra
ET DE CAELO preziosa”)
(segno del FILIUS NOSTER (trad. “Nostro figlio
TERRAM PRETIOSAM
Sole/oro e) MORTUUS VIVIT, morto vive, torna re
In questa massima Palombara ricorda secondo il principio del solve et coa- luna/argento REX AB IGNE REDIT dal fuoco e gode
che per compiere la “Grande Opera” e gula. Per l’eroe – alchimista questa congiunti ET CONIUGIO dell’occulto
trovare l’unità generatrice del tutto, la unione dei contrari simboleggia il GAUDET OCCULTO congiungimento”)
“pietra filosofale”, occorre conoscere superamento del duello tra il corpo,
le corrispondenze tra le polarità natu- attratto dai piaceri materiali e l’anima, La formula descrive la fase finale del nascente e della vita che risorge.
rali (bruciare/lavare; acqua/fuoco) e proiettata nella sua anabasi celeste procedimento alchemico (fase al L’anima, ormai emancipata dall’ente
quindi operare una loro congiunzione verso la sapienza e la visione divina. rosso), in cui l’argento è trasmutato nel- corporeo, ha raggiunto la perfezione
(la terra diventa cielo e il cielo terra), l’oro alchemico, simboleggiato dalla immutabile dell’oro e può essere inve-
rossa Fenice che rinasce dalle sue stita dall’illuminazione divina (Sole): il
ceneri. vero filosofo ottiene così l’agognata
(segno di SI FECERIS VOLARE (trad. “Se avrai fatto Questa trasformazione è celata nella “pietra filosofale”, il tesoro donato da
Venere/rame) TERRAM SUPER volare la terra sopra figura del Rebis-oro (“il due in uno”), Dio agli uomini per guarirli da ogni
CAPUT TUUM la tua testa con le sue l’ermafrodito nato dalle nozze alche- malattia, la misteriosa materia custo-
EIUS PENNIS, penne, convertirai miche tra la coppia regale Apollo- dita nell’antro di Mercurio del Palom-
AQUAS TORRENTUM in pietra le acque Sole-zolfo-anima e Diana-Luna- bara.
CONVERTES IN PETRAM dei torrenti”) argento-spirito (ovvero dalla con- Il lungo viaggio intrapreso dell’adepto
In base al principio del solve et coagu- sate e fissate (“convertire in pietra”) in giunzione delle polarità maschio- e iniziato dalle tenebre dell’ignoranza,
la, la materia solida (“la terra”), sotto- sostanza liquida (“le acque dei torren- femmina), che – dopo la calcinazio- simboleggiate dall’oscurità del piombo
posta all’azione del fuoco, viene dis- ti”), ossia in mercurio. Nel viaggio spi- ne della materia corporea – rinasce (fase al nero), si è finalmente concluso
solta e le sue parti volatili (“le penne”) rituale dell’eroe-alchimista avviene la dalle sue stesse ceneri con un corpo nella luce folgorante della sapienza
si liberano in alto, sopra “la testa” della separazione del mercurio-spirito dal di luce, come il mitico uccello di (fase al rosso).
materia stessa, per poi essere conden- sale-corpo. Heliopolis in Egitto, simbolo del sole

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(segno della EST OPUS OCCULTUM (trad. “È opera occulta te romano e presso la corte di Cristina difficile, ma non impossibile a ese-
monade, che VERISOPHI APERIRE del vero sapiente di Svezia per il suo lungo soggiorno a guirsi. Il Marchese, sedotto dalla possi-
lriassume in sé TERRAM UT GERMINET aprire la terra affinché Roma negli anni compresi tra il 1640 e bilità di conoscere la formula per otte-
i simboli dei sette SALUTEM PRO POPULO generi salute il 1656. nere l’oro alchemico, non esitò ad
pianeti/metalli, per il popolo”) A proposito delle vicende che portaro- accogliere il Pellegrino, che si fece
del nitro del sale, no all’edificazione della Porta, il Can- dare la Chiave della Stanza del Labo-
dello zolfo cellieri racconta che una mattina uno ratorio, posto nel Pianterreno del
e dello antimonio) sconosciuto vestito da Pellegrino, lo Casino, affinchè niuno andasse a
ricevuta nell’antro di Mercurio, stesso Giovane Oltramontano che guastare l’operazione e domandò di
Il Palombara in questa massima incisa aggiunge: “Giuro e prometto che la tempo prima aveva ingannato la regi- dormire nella notte seguente nella
sulla soglia della Porta, simbolo dell’i- mia patria, cioè li poveri di essa, saran- na Cristina di Svezia, entrato nel Porto- Stanza contigua al Laboratorio mede-
nizio ma anche della fine del viaggio no da me sollevati... mi obbliga il debi- ne di Villa Palombara sulla Strada simo, promettendo che nella seguente
alchemico, ricorda che l’intimo compi- to verso Dio, la carità verso il prossi- (Felice), fu sorpreso da uno de’ Servi mattina il lavoro sarebbe stato com-
to di colui che ha penetrato le leggi mo”, individuando – nell’amore nei del Marchese mentre girava e guarda- piuto. Venuta la mattina, Massimilia-
della Natura, che ha quindi realizzato il confronti di Dio e del prossimo – i va sul terreno, come se qualche cosa no Palombara ricercò subito il Pelle-
vitrolium, visitando le profondità valori morali necessari per intrapren- ricercasse. Il Servo, avvisato il Padro- grino nella Stanza assegnatali, ma era
della terra (“aprire la terra”) e trovan- dere la scienza alchemica. ne, ingiunse al Pellegrino di seguirlo scomparso. Allora il Marchese, entra-
do la pietra nascosta, vera medicina, è fino al Casino, dove lo aspettava Mas- to nella stanza del Laboratorio, trovò il
quello di dedicarsi al bene dell’uma- 4. Una leggenda intorno alla Porta similiano Palombara, e il Pellegrino, Crociuolo rovesciato sul pavimento,
nità. “Magica” che altro non bramava, si recò subito ed una striscia di color d’Oro sul pavi-
La “pietra filosofale”, che solo il vero La recente riscoperta del manoscritto al Casino, presentandosi al Marchese mento istesso. La raccolse, e la sentì
sapiente illuminato dallo Spirito Santo La Bugia, trattato autografo sull’alchi- con il mazzetto d’Erba nella mano, pesante, e fattane poscia esperimento,
può conoscere, deve quindi essere mia scritto da Massimiliano Palombara raccolto all’interno della Villa. Il trovò esser Oro perfettissimo. Il Pelle-
destinata alla “salute del popolo”, inte- tra il 1652 e il 1656, il cui contenuto nel Palombara lo interrogò sul motivo per grino non mancò alla promessa fatta-
sa sia come tranquillità economica (i 1680 è “cristallizzato” sul marmo della il quale erasi introdotto nella Villa e il gli di svelargli l’Arcano. Sopra il Tavo-
tesori immensi) e sanità corporea (la Porta “Magica”, dimostra che fu il Mar- Pellegrino gli rispose che cercava quel- lino del Laboratorio lasciò una Carta,
medicina universale ed il secreto di chese l’ideatore delle iscrizioni ermeti- l’Erba, che tenea in mano, e che in cui erano delineati, e scritti vari
vivere più di un secolo ricercati dalla che incise sulla Porta40 e non il miste- sapendo, quanto il Signore della Villa Enigmi, che né il Marchese né altri illu-
regina Cristina di Svezia)39 sia come rioso Pellegrino ricordato dal Cancel- si dilettasse dell’Arte di far l’Oro, volea stri alchimisti da lui interpellati riusci-
redenzione spirituale. lieri,41 poi identificato da Pietro Bor- col fatto dimostrargli, che l’opera era rono a decifrare.44
Massimiliano Palombara, ringraziando nia42 nell’alchimista milanese Giuseppe
nella Bugia per la sapienza celeste Borri,43 personaggio noto nell’ambien- lasciò la città. Arrestato a Vienna nel 1670, fu in seguito processato a Roma dall’Inqui-
sizione e condannato al rogo. Grazie al suo pentimento, la pena fu convertita in carce-
re a vita nel Castel S. Angelo, dove sembra che gli fu concesso l’uso di un laboratorio
39
Vedi sopra, nota 23. per proseguire le sue ricerche alchemiche.
40
M. Gabriele, op. cit., pp. 15-20; ma si veda anche Id., in AA.VV., La città dei segre- 44
Mino Gabriele (op. cit., pp. 19-20) confuta l’ipotesi sostenuta da Pietro Bornia di
ti. Magia, astrologia e cultura esoterica a Roma (XV-XVIII), Milano 1985, pp. 213-220. identificare il misterioso Pellegrino ricordato dal Cancellieri nell’alchimista Giuseppe
41
F. Cancellieri, op. cit., pp. 42-49. Borri, con le seguenti argomentazioni: <<L’identificazione del Pellegrino con il Borri è
42
P. Bornia, La Porta Magica. Studio storico, Roma 1915, pp. 36-40. errata, in quanto sappiamo che Cristina come il Palombara lo conoscevano, per cui
43
Francesco Giuseppe Borri (1627-1695), gesuita mancato, alchimista e medico l’intera vicenda raccontata dal Cancellieri non avrebbe senso, dal momento che
milanese, ammirato da scienziati come Newton, era un personaggio conteso ed esalta- entrambi potevano attingere di persona alla dottrina del Borri, senza bisogno di una
to dalle corti europee. Espulso dal collegio dei gesuiti per aver organizzato una rivolta così movimentata storia>>; si aggiunge <<che la conoscenza dell’intero processo
studentesca, giunse a Roma intorno al 1640, dove rimase fino al 1656, anno in cui - alchemico da parte del Palombara risale – come egli stesso afferma nella Bugia – all’ot-
temendo una reazione dell’Inquisizione a causa della sua attività politico-religiosa - tobre del 1652, dunque quattro anni prima dell’incontro con il Pellegrino, che non può

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Nel 1680, il Marchese Massimiliano, in N. Cardano-B. Jatta-M. Tobia, Appen- Le tranquille dimore degli dei. La resi- Giovan Battista Piranesi, Rovine del
memoria di tale avvenimento e spe- dice documentaria, in AA.VV., La denza imperiale degli Horti Lamia- Castello dell’Acqua Giulia, Roma
rando che qualche esperto di passag- Porta Magica. Luoghi e memorie ni, catalogo della mostra, Venezia 1761.
gio, più fortunato e sapiente, riuscisse nel giardino di piazza Vittorio, 1986.
in futuro ad interpretare quelle formu- Peter Rockwell, Osservazioni sulle tec-
Roma 1990.
le, le fece incidere in marmo, parte sul P. Masini-R. Santangeli Valenzani, I niche scultoree delle due statue di
Portone posto sulla Strada (e questa Luisa Cardilli Alloisi, Il luogo di Villa “nani mostruosi”: ipotesi sulle sta- Bes della Porta Magica, in AA.VV.,
Iscrizione riguarda l’invenzione, e l’e- Palombara attraverso le piante dal tue di Bes della Porta Magica, in La Porta Magica.
sistenza dell’Erba, accennata di XV al XIX secolo, in AA.VV., La Por- AA.VV., La Porta Magica.
sopra, in quel sito),45 parte intorno ad G. Tedeschi Grisanti, Le mostre degli
ta Magica.
una picciola Porta sulla Strada, H. Madathanus, Aureum Seculum antichi acquedotti: i Trofei di
incontro a S. Eusebio; e questi Enigmi, V. D’Urso, L’iscrizione della Porta Redivivum, Francofurti 1677 (prima Mario, in “Il trionfo dell’acqua.
ed Iscrizioni sono le Ricette per la Magica: analisi epigrafica e paleo- edizione 1621). Acque e acquedotti a Roma. IV
manifattura dell’Oro, le quali niuno grafica, in AA.VV., La Porta Magica. secolo a. C. – XX secolo”, catalogo
A. M. Pertini, M. Palombara, La Bugia.
finora ha saputo interpretare, né della mostra, Roma 1986.
Ibidem, I terminali degli acquedotti. Rime ermetiche e altri scritti, Roma
saranno giammai interpretate.
1983. C. L. Visconti, Trovamenti di oggetti
Mino Gabriele, La Porta del Vello d’O-
d’arte e d’antichità figurata, in Bul-
ro: iconologia e tradizione alche- A. M. Partini, La personalità ermetica
lettino della Commissione Archeo-
Bibliografia mica, in AA.VV., La Porta Magica. di Massimiliano Palombara, in
logica Comunale 16, 1888
AA.VV., La Porta Magica.
Anonimo del’600, Istoria degli intrighi Mino Gabriele, L’alchimista Massimi-
galanti della regina Cristina di Sve- liano Palombara: un rosacroce
zia e della sua corte durante il di nella Roma controriformista, in
lei soggiorno a Roma, a cura di J. AA.VV., La città dei segreti. Magia,
Bignami Odier e G. Morelli, Roma astrologia e cultura esoterica a
1979. Roma (XV-XVIII), Milano 1985.

P. Bornia, La Porta Magica. Studio sto- Mino Gabriele, Il giardino di Hermes.


rico, Roma 1915. Massimiliano Palombara alchimi-
sta e rosacroce nella Roma del Sei-
F. Cancellieri, Dissertazioni epistolari cento, Roma 1986.
di G. B. Visconti e F. W. De La
Barthe sopra la statua del discobolo B. Jatta-M. Tobia, La Villa Palombara
scoperta nella Villa Palombara, sull’Esquilino, in AA.VV., La Porta
Roma 1806. Magica.

essere anteriore al 1656, quando a Roma si trovava per la prima volta anche Cristina>>,
che nel racconto del Cancellieri è gabbata dal Pellegrino poco tempo prima dell’in-
contro di quest’ultimo con il Marchese Massimiliano Palombara.
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Il Cancellieri si riferisce alla lastra iscritta, oggi perduta, che fino all’inverno del
1801 era murata sopra il cancello d’ingresso di Villa Palombara (vedi sopra, nota 38).

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Stampato per conto della EDUP
presso la Tipolitografia Empograph
Villa Adriana, Roma

maggio 2005