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INFERNO

Nel mezzo del cammin di nostra vita ci ritrovammo per uno scuro edificio che la
diritta via era smarrita... “ci eravamo persi strada facendo”...
Ah quanto a dir qual è cosa dura esta scola selvaggia e aspra e forte...”ma fà
che sono arrivato all’inferno”.
Mi volsi a retro a rimirar l’uscita, e come me, tanti che furon poi compagni miei
di sventura quando vidi tre fiere: Giustina, la prof. Brizio e la prof. Vacca... “Ma
chi sò stà gente?... Boh... Speriamo che me la cavo”...
“Miserere di noi” gridammo; quivi si levò dalle tenebre la voce che fu per noi
guida, la prof. Perrotta... “Si va nella scuola dolente, nell’eterne
interrogazioni... Lasciate ogni speranza voi che entrate”.
Quivi sospiri, pianti e parolacce risonavan per l’atrio senza stelle. Io comincia a
lacrimar e con me tutti gli altri; diverse lingue: parole di dolore, voci alte e
fioche facevano un tumulto in quell’atri senza tempo, ed io che avevo di terror
la testa cinta dissi: dove siamo capitati?
Dopo poco fummo dislocati...
Ed ecco venir verso noi l’eterno giovinotto affascinante e intrigante: “Ma chi è?
Bello impossibile di Gianna Nannini?”. Egli latrò: “Deficientiiiiiii”...
Poscia volgemmo e iniziarono gli anni bui del biennio: “E chi se li dimentica”...
Morti, feriti, ritirati, armi oscure: equazioni, bilanci, molecole, norme e svariate
altre, poteri infernali...
Devastazione or fu, finì quel biennio con i quadri dolenti... “Ma erano i voti o le
estrazioni del lotto?”
Poscia che dannate anime qui rimaser in terra buia e desolata, ci imbarcammo
verso rotta nuova. In viaggio addormentati fummo, al mattino naufragammo al
terzo anno.

PURGATORIO

E canterò di quel secondo regno dove l’umana cultura si purga e di salire al ciel
diventa degno... “Ma ci arriviamo tutti al quinto anno o ci fanno un altro
scherzo?”
Altro viaggio lungo e faticoso iniziò: prima piano poi ripida salita che di paur il
cor fa palpitar.
Irta e lunga salita terminò, fatica e sudore regnavan tra noi.
Arresi, redenti qui rimaser loro menti.
Altri acculturati e riformati salimmo alle stelle dell’ultimo regno: il quinto
anno... “Secondo me S. Gennaro ha fatto il miracolo”...
Salutammo con dolo esta guida, egregia prof. Perrotta... “Che peccato perchè
non era male come navigatore satellitare”...

PARADISO

La gloria del Consiglio che tutto move e che penetra in ogni classe ci insegnò
cose che a ridir... “Eh... è una parola!”
Che nostro intelletto dietro la parola non può ire.
O buon Consiglio l’ultimo lavoro facci del tuo valor un si grande vaso.
Lampa usc’ da formazione sua per soddisfar mia sete: “O luce divina fa che
nostra conoscenza cresca per loro parlare”... Spene disse è uno attender certo
de la gloria futura, il qual produce grazia divina e precedente merto...
Avvegna che ci sentiamo ben tetragoni ai colpi di sfortuna, per che la voglia
mia saria contenta di intender qual fortuna mi s’appressa.
Di sua bestialitate esta nuova commissione il suo processo farà. “Diligite
Iustitiam” o giudici nuovi...