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13/5/2020 La definizione di Trasimaco

La tesi morale: la giustizia è un bene altrui

...la giustizia (dikaiosyne) e il giusto (dìkaion) sono in realtà un bene altrui (allòtrion agathòn), un
utile di chi è più forte e governa, ma un danno proprio di chi ubbidisce e serve; e l'ingiustizia è
l'opposto e comanda a quelli veramente ingenui e giusti; e i sudditi fanno l'utile di chi è più forte e lo
rendono felice servendolo, mentre non riescono assolutamente a rendere felici se stessi (343c).

Una volta individuata la funzione e l'origine politica della giustizia, ci si deve domandare perché il
singolo dovrebbe essere giusto, cioè - data la definizione precedente - perché dovrebbe adeguarsi a una
giustizia imposta nell'interesse del potere costituito?

I giusti, dice Trasimaco, nelle relazioni con gli ingiusti perdono sempre, sia nei contratti d'affari, sia
quando si tratta di pagare le tasse, sia quando si tratta di ricoprire una carica pubblica. L'ingiusto, che
sa pleonektéin – soverchiare gli altri - è invece felice: e la massima felicità si realizza con l'ingiustizia
perfetta, cioè con la tirannide (344a ss).

Infatti, chi viene sorpreso a commettere ingiustizia in un ambito parziale (meros) viene punito e
ricoperto di biasimo. Ma se realizza l'ingiustizia perfetta, divenendo tiranno, viene detto da tutti felice
(eudàimon) e beato (makàrios). Chi biasima l'ingiustizia lo fa solo perché teme di subirla. Ma se
realizzata in modo adeguato, l'ingiustizia è più forte, più da uomo libero e più da signore della
giustizia (344c). Sul piano morale, dunque, non solo è dannoso rispettare la "giustizia" del potere
costituito, ma la cosa migliore è rovesciarla per crearsene una a proprio vantaggio, ma per l'uso degli
altri, come fa il tiranno, che privatizza e concentra nelle sue mani tutto il potere.

Sul piano politico, la giustizia è una convenzione imposta da chi governa; sul piano morale, può essere
veramente felice solo chi ha la forza di imporne una propria. Questa imposizione, per Trasimaco, deve
essere fatta agli altri ma non a se stesso perché il potere può essere tale solo se non ha vincoli, come
abbiamo già visto in 341a.

La tesi di Trasimaco non riguarda i contenuti della giustizia, ma solo la sua funzione, nella prospettiva di
un soggetto morale – assunto acriticamente - che è molto simile all'agathòsdell'etica aristocratica
omerica. Chi vuol essere giusto, anche solo parzialmente, si fa asservire dal potere costituito; il perfetto
ingiusto, cioè il tiranno, è l'unico in grado di smascherare il potere che sta dietro l'inganno della
giustizia. Ma questo smascheramento può aver luogo solo sostituendo potere a potere: anche il tiranno,
divenuto tale, imporrà a proprio vantaggio l'inganno della sua giustizia.

https://btfp.sp.unipi.it/dida/resp/ar01s07.xhtml 1/1