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13/5/2020 Il metro di Platone: l'immagine della linea

Il metro di Platone: l'immagine della linea

Glaucone interrompe Socrate con una esclamazione di stupore che produce un anticlimaxcomico. Dopo
questa interruzione, Socrate rappresenta in maniera più dettagliata la sua teoria della conoscenza con
una immagine geometrica.

Una volta riconosciuto che ci sono due ambiti, il visibile e l'intelligibile (509d), essi si possono
rappresentare come i due segmenti disuguali AC e CB sulla linea AB. Questi due segmenti, a loro volta,
sono suddivisi proporzionalmente dai due punti D e E, in modo tale che:

BC : CA = BE : EC = CD : DA

Nell'ambito sensibile (AC), CD rappresenta le cose sensibili vere e proprie e DA tutto


ciò che costituisce la loro immagine (ombre, riflessi etc.).

Nel mondo intelligibile, BE rappresenta le idee; per CE, invece, occorre fare un
discorso a parte.

La proporzionalità indica una analogia: come l'opinabile (AC), ciò che appare, si
distingue dal conoscibile (CB), similmente l'immagine (DA) è in rapporto con la cosa
sensibile (CD) rappresentata nell'immagine stessa. In altri termini, come l'immagine
ha un grado di essere e di verità inferiore rispetto all'oggetto sensibile che
rappresenta, così il sensibile ha un grado di essere e di verità inferiore rispetto
all'intelligibile.

L'intelligibile si divide in due ambiti (510b ss).

Alla sezione inferiore dell'intelligibile corrispondono gli oggetti ricercati partendo da


ipotesi o da supposizioni, procedendo non verso il principio, ma verso la fine. Questo
tipo di procedimento viene adottato dal ragionamento geometrico, che costruisce un
sistema compiuto a partire da supposizioni di cui non si cura di accertare la verità e usa
elementi visibili come immagini di costruzioni astratte. Le proprietà degli enti
geometrici, in altri termini, non sono proprietà empiriche delle figure che disegniamo o
vediamo materialmente, ma il frutto di una costruzione del ragionamento a partire da ipotesi assunte come
date. La facoltà mobilitata in questo procedimento viene chiamata dianoia. 49 Nel VII libro, Socrate chiarirà
che le discipline che fanno uso della dianoiasono quelle protrettiche alla dialettica, e cioè l'aritmetica, la
geometria, l'astronomia e l'armonia.

La sezione superiore dell'intelligibile è afferrata dal logos con la potenza del dialegesthai. In questo caso le
ipotesi sono trattate non come principi ma come supposizioni in senso proprio, 50 cioè punti di appoggio o di
impulso, affinché andando fino all'incondizionato (anypotheton), al principio (arché) di tutto, una volta
ottenutolo, si scenda di nuovo verso la conclusione, senza servirsi di nulla di sensibile, ma solo di idee.
(511b)

In altre parole, la dianoia, che viene ascritta anche alla techne (511c), produce ragionamenti validi solo
entro ambiti limitati, e condizionati perché dipendenti da ipotesi semplicemente postulate. Al segmento
superiore, la noesis produce un sapere non settoriale bensì universale e sistematico, perché - pur
movendo da punti di partenza ipotetici - va alla ricerca dell'incondizionato, cioè del principio ultimo del
tutto.

Stando così le cose, possiamo dire che, se saliamo dal sensibile all'intelligibile, le facoltà conoscitive in
gioco in ciascuno dei quattro segmenti sono:

eikasia (immaginazione) DA

pistis (credenza) CD

dianoia (fondata su ipotesi) EC

noesis (intellezione che si raggiunge tramite il dialegesthai, cioè il discutere e il mettere in relazione le idee
arrivando ai princípi) BE

In Fedro 266b, Socrate afferma che la capacità di guardare ciò che è considerandone la molteplicità e
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riconducendolo all'unità è caratteristica del dialettico: chi prende le mosse da ipotesi arriva a conclusioni
parziali e dipendenti dal punto di partenza di volta in volta scelto, mentre chi si propone di superarle
lavora per raggiungere una prospettiva unitaria, universale e sistematica e quindi ricostruire le
distinzioni a partire da questa. Lo schema che illustra, in questo dialogo, la differenza
fra diairesis e synagoge rappresenta in modo chiaro che cosa cerca in più dialettico rispetto a tutti gli
altri: non conclusioni interne all'uno o all'altro ambito della tassonomia dello scibile, ma la radice stessa
della classificazione.

Bibliografia e URL rilevanti

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