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Arte & Società

Il bisogno di comunicare nello stato di neutralità.

MASCHERE E LUOGHI
Nuove possibilità di espressione suggerite all’attore e all’uomo dalla maschera neutra.

Verso la metà del ‘900, Jacques Lecoq, attore concerto, luoghi di culto, è tutto inaccessibile.
teatrale di talento, ebbe un’idea piuttosto singolare: A cercare di soddisfare i bisogni più elevati, ovvero
quella della maschera neutra, che è, a differenza delle quelli posti più in alto nella piramide, sono chiamati
maschere dell’antichità e della Commedia dell’Arte, gli insegnanti, gli artisti e le guide spirituali; in questo
una maschera totalmente inespressiva. momento, però, essi rappresentano tutte categorie
private improvvisamente dei loro interlocutori
d’elezione: rispettivamente gli allievi, il pubblico e i
fedeli.
Così, agli insegnanti è stato chiesto di sopperire alle
lezioni dal vivo con la cosiddetta didattica a distanza,
gli artisti hanno provato ad esprimersi online (per la
musica, la danza, tutte le arti performative, questo è
possibile solo singolarmente - salvo complesse
A sinistra: “Ritratto di Jeanne Hébuterne” di
operazioni di montaggio - a causa dell’impossibilità
Amedeo Modigliani (1884-1920); A destra:
di essere in perfetta sincronia in gruppi, per il tempo
“Madonna dal collo lungo” del Parmigianino
di latenza tra la partenza del segnale digitale e la sua
(1503-1540).
Maschera neutra. ricezione e disponibilità), e i capi religiosi hanno
accettato di fatto la prevalenza dell’ortoprassi, ovvero nostra, e lo trasformano in una sorta di non-luogo:
Ma a cosa serviva, dunque, un oggetto nato e un corretto modo di agire e di declinare la religione a non è più l’angolo privato con la sua specifica identità
utilizzato proprio per caratterizzare fortemente un livello personale, sull’ortodossia, cioè la prassi e possibilità di relazioni, ma si trasforma in un
personaggio e metterlo in contatto, nella tradizione religiosa giusta, che a causa degli impedimenti negli qualcosa che non gli appartiene, diventa anch’esso
più antica, con divinità e defunti, se era spogliato delle spostamenti è impossibile esercitare (infatti, nessun una maschera.
sue funzioni primarie? leader delle principali religioni si è sognato di A questo punto sembreremmo avere solo due
Nell’idea di Lecoq la maschera inespressiva è un tacciare di apostasia, di abdicazione alla fede, coloro possibili scelte: rinunciare a quei bisogni in cima alla
oggetto che deve permettere a chi lo indossa di che non praticano nei luoghi di culto in questo piramide, affinché non cambi la nostra percezione
raggiungere lo stato di neutralità che precede l'azione, periodo). dell’intimità e del rapporto sociale, oppure
uno stato di silenzio interiore da cui deriva sensibilità L’approccio privato alla religione, all’arte e alla abbracciare un nuovo modo di intendere lo spazio
e ricettività riguardante ciò che ci circonda. Così, scuola sposta quindi in un luogo privato, quello di privato e la relazione; in fin dei conti, la solita lotta
tramite l’imposizione all’attore di un limite, quello casa nostra, attività solitamente svolte in gruppo e in tra misoneismo e filoneismo, tra l’odio e la diffidenza
dell’impossibilità dell’espressione del volto, lo si aiuta un luogo specifico ad esse dedicato. Ma il luogo non verso le cose nuove, o all’opposto un’adesione alle
a focalizzarsi sulla gestualità e sulla postura di base, è solo uno spazio fisico, bensì uno spazio novità quasi incondizionata.
così da non cedere alla tentazione di caratterizzare il emotivamente vissuto; ogni luogo ha infatti il suo Invece io credo ci rimanga uno spazio di scelta. Ce
personaggio in maniera stereotipata. preciso Genius nella tradizione classica, ovvero il l’ha indicato Lecoq.
L’attore si spoglia quindi delle proprie caratteristiche proprio spirito peculiare, la propria anima, un È quello di sfruttare questa possibilità considerando il
peculiari, e ritrova una tranquillità che gli consentirà carattere che avvertiamo emotivamente oltreché medium imperfetto e parziale che ci collega col
di entrare nel personaggio senza conflitti interiori: razionalmente, e che ci fa conoscere e sentire il mondo esterno, il nostro computer o telefono, la
esattamente come sarebbe scrivere su una pagina luogo: il Genio, lo spirito emotivo, che abita un’aula nostra finestra bidimensionale, come una sorta di
bianca. scolastica, una chiesa, un teatro, sono evidenti. maschera neutra: ci copre il “volto”, ci impedisce di
Stiamo vivendo un momento particolarissimo di Il luogo inoltre ci dà la possibilità di vivere quella esprimerci nelle nostre modalità convenzionali, e in
isolamento forzato, in cui ci ritroviamo soli, in particolare esperienza artistica, religiosa o educativa alcuni casi stereotipate, ma ci dà la possibilità di
silenzio apparente ma perennemente affacciati al in un’immersione polisensoriale, in cui percepiamo approfondire e riscoprirne altre che, troppo spesso,
mondo attraverso una finestra digitale che ci consente non solo con l’udito o la vista, ma anche con l’olfatto, nella nostra quotidianità trascuriamo.
sì di esprimerci e comunicare, ma in maniera il tatto, a volte il gusto. La maschera neutra spaventa per il senso di
parziale. Un’influenza ulteriore, e fondamentale, all’interno alienazione impersonale che trasmette ma, in fondo, è
Se ci rifacciamo alla piramide di Maslow, che illustra i del luogo è data dalla comunicazione che passa grazie anche a questa paura di non poter davvero
bisogni dell’uomo, vediamo che è strutturata, attraverso la distanza che l’uomo interpone tra sé e gli comunicare che troviamo altri modi, che potranno
partendo dalla base, da bisogni fisiologici, di altri, e che dà moltissime informazioni circa il andare ad arricchire le nostre possibilità di rapportarci
sicurezza e protezione, di appartenenza, di stima e rapporto che egli ha con i suoi interlocutori. Lo ed esprimerci con gli altri quando tutto tornerà alla
prestigio, e di autorealizzazione e trascendenza. spazio che decidiamo di occupare in un determinato normalità.
I primi due gradoni della piramide, quindi, sono contesto manderà inconsciamente dei messaggi agli Federico Nicoletta
occupati dai bisogni fisiologici e di sicurezza e altri. È ciò che è indagato dalla prossemica, che infatti
protezione: essi vengono soddisfatti anche in questo ipotizza una quarta dimensione culturale nello spazio
periodo da coloro che si occupano della regolarità del che occupiamo (culturale poiché il modo di gestire lo
nostro approvvigionamento, della sanità, della spazio interpersonale è diverso ad esempio tra italiani
distribuzione di energia e manutenzione di impianti e inglesi, messicani e giapponesi).
tecnologici, di sicurezza e igiene pubblica: sono i Quando alle suddette forme di comunicazione si va
cosiddetti servizi essenziali di cui si parla spesso oggi. ad aggiungere anche una regolarità dei rapporti, si
Per quanto riguarda i bisogni superiori, però, c’è un trasforma quello che è un semplice aggregato di
problema: essendo tutto fermo, non si possono persone in un gruppo che, come ben descritto dalla
frequentare amici, parenti, men che meno gruppi psicologia del gruppo, non è la semplice somma dei
sportivi, dunque l’appartenenza si può mantenere solo suoi componenti, ma un’entità a sé stante.
grazie ai social; inoltre, stima, prestigio e Tutto questo, quindi, si cerca di riprodurre attraverso
autorealizzazione sono in buona parte bloccati perché uno schermo. E succede che esperienze ed emozioni
non si può lavorare (e, ovviamente, è al lavoro che associate a luoghi specifici a cui attribuiamo
associamo la parte basilare di questo bisogno, e alla un’identità col loro contenuto (sala da
conseguente stima del nostro gruppo di pari), per non concerto/musica, scuola/istruzione, ecc) vengano
“Autoritratto entro uno specchio
parlare del bisogno di trascendenza: musei, sale da riportate in un luogo privato e intimo, quello di casa
convesso” del Parmigianino.

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