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Rumori ed interferenze:

Il rumore è la presenza di un segnale elettrico non voluti in un circuito. Esso causa deterioramento
delle prestazioni del sistema. Gli accoppiamenti dovuti al rumore possono essere:
Accoppiamento induttivo: dovuti alla circolazione di correnti.
Accoppiamento capacitivo: dovuti alla presenza di parti in tensione.
Accoppiamento conduttivo: dovuti al contatto fisico in un punto di più circuiti.

Blocco di condizionamento:
Il blocco di condizionamento ha lo scopo di adattare il segnale acquisito dal sensore, per far sì che
esso possa essere digitalizzato nel modo corretto, i problemi generici che può dover risolvere sono:
-Adattamento della banda del segnale a quella del convertitore
-Risoluzione di ambiguità nell’interpretare segnali ad onda quadra reali (e che quindi non sono
precisamente 0 e 1)
-Incidenza del rumore sul segnale
Le operazioni effettuate dal blocco di condizionamento per risolvere queste problematiche sono:
• Eccitazione
• Linearizzazione
• Amplificazione
• Filtraggio
• Isolamento

Il blocco di condizionamento determina inoltre la differente connessione tra i sensori e lo strumento


di misura

Eccitazione
È necessaria per i sensori passivi (nei quali si ha una variazione d’impedenza in risposta allo
stimolo), si fornisce una tensione o corrente al trasduttore in modo tale da fornirgli uno stimolo al
quale rispondere.

Linearizzazione
Si effettua nel caso il sensore non sia lineare (spesso la non linearità può essere ignorata), può
essere eseguita sia via software che via hardware. Nel secondo caso si realizza un apposito circuito
per compensare le non linearità, tenendo conto che si introduce così un errore. La linearizzazione
via software velocizza il calcolo approssimandolo, risulta quindi meno precisa

Amplificazione
Moltiplicando il segnale per un coefficiente di amplificazione ottengo un segnale del tutto identico
al precedente tranne che per l’ampiezza. Ciò comporta due vantaggi:
- Viene aumentata la risoluzione del segnale misurato, adattandola al fondoscala dell’ADC
(risolvendo così problemi per segnali troppo piccoli)
- Viene migliorato il rapporto segnale rumore
Quest’ultimo aspetto è molto importante se il trasduttore è posto lontano dall’ADC, poiché la
resistenza del conduttore è influenzata anche dalla sua stessa lunghezza. Se non si amplificasse il
segnale ed il rumore fosse paragonabile ad esso, potrei avere una situazione in cui si converte solo il
rumore.
Gli amplificatori utilizzati sono gli operazionali:
Amplifica la differenza di potenziale tra i suoi ingressi, idealmente la sua amplificazione è infinita,
la sua resistenza d’ingresso è infinita e la sua resistenza d’uscita è nulla.

Nel comportamento reale tuttavia non possiamo avere


una resistenza infinita in ingresso (sarà nell’ordine dei
MΩ) ed una nulla in uscita (circa 10 Ω). Anche
l’amplificazione non potrà essere infinita e la tensione
d’uscita sarà sicuramente inferiore a quella
d’alimentazione.
Con amplificazioni elevate può capitare di avere
sempre la tensione di saturazione in uscita al posto del
valore desiderato.
La banda è fortemente limitata dal comportamento
reale (si comporta da filtro passa basso), non sarà
infinita ma nell’ordine del kHz.

Configurazione invertente:
A=-Rf/Ri dipende dal rapporto
tra le resistenze e non dal
fattore moltiplicativo interno
Aampl. Viene introdotto un errore dovuto alla non idealità dei
componenti resistitivi utilizzati. Utilizzando il circuito
equivalente di Thevenin è possibile valutare tale errore.
Se Vs=Vin l’errore è nullo
(ciò avviene quando la
resistenza d’ingresso Ri è
infinita). Se Ri=0 ho un errore pari al segnale, si deve imporre
Ri>>Rs (tenendo conto che per avere amplificazione costante
poi dovrei aumentare Rf).
Configurazione non invertente:
In teoria scegliendo
opportunamente R1 ed R2 si può
avere qualsiasi valore di
amplificazione. La tensione
d’uscita in questa configurazione
sarà sempre maggiore di quella in
ingresso.

Amplificatori differenziali:
Amplifica la differenza tra due segnali ed è formato di fatto
dalla somma di un amplificatore invertente ed uno non
invertente. Applicando la sovrapposizione degli effetti si
ottiene:

Dove il guadagno a modo comune Acm è di fatto un disturbo


che risulterebbe essere nullo qualora R1=R1’ e R2=R2’.
L’incidenza della non idealità dei resistori è indicato come:

Configurazione da strumentazione:
Si utilizza un operazionale per minimizzare il modo
comune ed altri due per fare la differenza. L’uscita può
essere modificata solo sostituendo Rg (che è un
parametro esterno, il resto è implementato su chip).
Comparatore:

Viene utilizzato poiché i segnali


digitali essendo soggetti a rumore non
risultano essere perfettamente onde
quadre, in generale confrontano due
segnali (in questo caso V2=0):

Trigger di Smith (o comparatore a isteresi):

Adotta una retroazione positiva per far sì di avere


l’operazionale costantemente in saturazione. Ha due soglie, una
non invertente, quando l’ingresso è al di sotto della soglia
bassa (si avrà in tal caso uscita bassa) e viceversa una
invertente quando l’ingresso è al di sopra della soglia alta (si
avrà in tal caso uscita alta).

Si avrà un cambio da-Vsat a Vsat per V+=0 per via dell’isteresi, ciò garantisce una protezione in
caso di fluttuazioni dovute al rumore, ciò introduce però un ritardo nella commutazione tra alto e
basso.

Filtraggio
La sua funzione è di eliminare le componenti frequenziali dovute al rumore presenti nel segnale,
prima che il segnale sia amplificato e digitalizzato. Può essere realizzato sia via hardware che
software (è preferibile però la prima poiché non effettua conversione), abbiamo due tipologie
principali di filtri:
-Passivi
Sfruttano l’energia del segnale per filtrarlo, tuttavia se il segnale è molto piccolo possono
degradarlo. Inoltre non sono isolati e possono comportare problemi di impedenza
-Attivi
Utilizzano gli operazionali per adattare le impedenze e non degradare il segnale

I filtri si dividono poi in categorie legate alla banda: filtri passa basso, passa alto, passa banda ed
elimina banda. Le caratteristiche principali di un filtro sono:
-Frequenza di taglio: frequenza oltre la quale (idealmente) tutte le componenti del segnale sono
eliminate
-Roll-off: pendenza del guadagno del filtro nel passaggio da banda passante a
banda interdetta. Idealmente ci si aspetta un taglio netto, ma nel comportamento
reale si ha un ripple, un overshoot vicino la frequenza di taglio ed in più essa
tenderà a 0 senza mai raggiungere lo 0.

-Attenuazione fuori banda: In teoria tutte le frequenze al di fuori dalla banda d’interesse vengono
eliminate del tutto, ma per il roll off possono essere semplicemente attenuate
-Q factor o fattore di merito: indica l’ampiezza della campana, cioè l'ampiezza della banda del
filtro.

Isolamento
Ha lo scopo di eliminare la connessione galvanica (circolazione di corrente) tra sorgente e
strumento di misura, ciò ha lo scopo di proteggere strumento di misura e operatore soprattutto nel
caso si operi con tensioni elevate (oltre a garantire una maggiore accuratezza di misura).

Inoltre elimina il modo comune e le tensioni di ground loop (causata dalla differenza di potenziale
tra la massa della sorgente e riferimento dello strumento di misura).
Abbiamo diverse categorie d’isolamento:
-Isolamento Analogico, viene effettuato in due modi diversi
Isolamento capacitivo
Utilizza dei capacitori per isolare ingresso e uscita, devo
avere quindi un segnale che varia nel tempo per avere
un’uscita. Si effettua una modulazione del segnale tramite
impulso rettangolare, codificando l’informazione nel duty
cicle. Il segnale viene poi demodulato in uscita.

Isolamento induttivo (tramite trasformatore)


Utilizza dei trasformatori al posto delle capacità, adottando lo stesso principio di modulazione e
demodulazione del segnale
In ingresso si utilizzano i Voltage Control
Oscillator, dei dispositivi in grado di modificare la
frequenza in base ad uno stimolo esterno, produce
un’oscillazione periodica (si ha di fatto una
modulazione FM).
Tramite il trasformatore posso avere anche una
deamplificazione del segnale, se necessaria.

-Isolamento Digitale
Isolamento ottico (opto-accoppiamento)
Il segnale viene convertito in una emissione luminosa e
poi riconvertito, le tensioni applicate sono quindi molto
minori. Utilizzano dei LED per generare la luce in
funzione dell’intensità di corrente e dei fotodiodi o
fototransistori per generare corrente in funzione
dell’intensità luminosa

Per i segnali digitali si utilizzano dei trigger di Smith per


migliorarne l’idealità
Connessione tra sensori e strumento
Esistono diversi modi per collegare i sensori con lo strumento, in modo da ridurre il rumore. La
scelta è legata a diversi fattori:
– il segnale
– la grandezza fisica
– la distanza di comunicazione
– la natura della sorgente del segnale
Un sistema di condizionamento può essere visto a blocchi collegati ad una massa comune, ognuna
delle operazioni che il sistema di condizionamento svolge è compiuta in un apposito blocco.
Verso massa si scarica
una corrente di ritorno
che chiude il circuito
poiché i cavi hanno una
resistenza interna
(idealmente resistenza e
corrente sono 0).
Si ha così Ground Loop, problema che si può risolvere tenendo però conto del tipo di connessione:
Grounded
Il segnale è riferito ad una massa, come ad esempio nel caso di alimentatori, generatori di segnale e
tutto ciò che può essere inserito in una presa. Per questa tipologia la tensione in uscita dalla sorgente
del segnale è pari alla differenza di potenziale tra massa e morsetto positivo.

Modalità single ended


Si utilizza un solo ingresso riferito a massa, richiede una sola linea in
ingresso per determinare la tensione del segnale.
L’errore dovuto al ground loop non è elevato perché la resistenza del
cavo è piccola, ma è difficile da valutare

Modalità differenziale
Risolvo i problemi di ground loop, inoltre elimino tutti i rumori indotti su entrambi gli ingressi
facendone la differenza. Si deve tenere conto della gamma di tensioni di modo comune (definite
come ogni tensione tra entrambi i terminali e la terra), il sistema di misura può lavorare all’interno
di un common mode voltage range

Floating
Il segnale non ha riferimento a massa, è presente in batterie, termocoppie, trasformatori e
amplificatori d’isolamento, il cammino verso la massa di riferimento è garantito dalle resistente di
bias andando così a modificare l’impedenza d’ingresso dell’amplificatore e quindi l’amplificazione
stessa.
Modalità single ended
Non c’è riferimento a massa per il secondo terminale e non si ha
quindi una differenza di potenziale che si va a sommare come nel
grounded

Modalità differenziale
Non avendo massa, le correnti che circolano uscendo dai
terminali possono andare sul sensore, se ci trovassimo vicino al
valore di fondoscala potremmo danneggiarlo. Utilizziamo quindi
dei resistori di bias per farle uscire

Tensione di modo comune


Idealmente un sistema di misura differenziale misura soltanto la differenza tra il suo terminale
positivo e quello negativo. Praticamente però questo non avviene. La tensione di modo comune
Vcm può essere calcolata come la somma delle tensioni presenti sui morsetti dell’amplificatore
(Va+Vb)/2.
Common mode rejection ratio (CMRR)
Misura la capacità di un amplificatore differenziale di rigettare segnali che sono comuni ad
entrambi i suoi ingressi.
Modalità NRSE (non referenced single ended)
È una variazione della single ended in cui si utilizza un canale per ciascun segnale e la misura è
effettutata rispetto ad un canale AISENSE (che è floating) e non rispetto alla massa. Non ha
reiezione al modo comune