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PIAGET (genetica-ambiente)

Sviluppo Non è un processo innato (ereditato geneticamente), ma nasce dall’interazione tra


individuo e ambiente: la mente è come un organismo vivente che in rapporto col
proprio ambiente si accresce
Fattori generali Maturazione del sistema nervoso, apprendimento con esperienza diretta, interazione
sviluppo sociale, interazione adattiva con cui il bambino autoregola il proprio sviluppo
Invarianti funzionali Sono principi attivi e operanti a qualsiasi età e costituiscono i meccanismi
fondamentali con cui il pensiero del bimbo si accresce. Sono:
princ.di organizzazione: è l’accordo del pensiero con se stesso, l’insieme coerente
di concetti, schemi di comportamento, strategie di risoluzione problemi. È interno
princ.di adattamento: è esterno, è l’accordo del pensiero con le cose, avviene
tramite assimilazione e accomodamento
princ.di equilibrazione: l’adattamento continuo tra assimilazione e
accomodamento genera sempre nuovi equilibri, le fasi sono stadi i quali hanno una
struttura che permette interazioni diverse fra individuo e ambiente. Ogni stadio
deriva dal precedente che incorpora e trasforma, quando si acquisisce un nuovo
stadio il pensiero precedente scompare
Costruttivista xchè Lo sviluppo/Intelligenza è Equilibrio tra fattori genetici (maturazione del sist.
nervoso) e ambiente (interaz.con ambiente biologico e sociale), ma ha origine
individuale i fattori esterni possono favorirlo o meno, ma non ne sono la causa
In opposizione Vygotskij: lo sviluppo è guidato/influenzato da contesto sociale Comportamentisti
Sviluppo/Apprendi È dovuto a Assimilazione, Accomodamento/Adattamento. Un buon adattamento
m all’ambiente si realizza quando assimilazione e accomodamento sono ben integrati
tra loro.
-Equilibrio Interazione adattiva (il bimbo si autoregola). È fluttante o omeostasi
-Ambiente Predisposto intenz.x determinare le condizioni x Assimilaz/Adattam.
Gli adulti (con gratific) riforzano risp.+(piacere/soddisfaz), è condizionam. [può
essere intenzion/non, +/-(carenze affett/cognit/soc,crea svantaggi(diff.Adattam/
apprend) qnd occore condizionare x “decondizionare”cioè rimuovere le condizioni
– con quelle +)
-Assimilazione Integrare dati nuovi alle conoscenze già possedute, in schemi comportamentali o
cognitivi preesistenti, senza modifica. Es. il bimbo di pochi mesi afferra un oggetto
nuovo per batterlo sul pavimento: afferrare e battere sono già acquisite, ora le
sperimenta con il nuovo oggetto.
-Adattamento (o I nuovi dati esperienziali modificano schemi precedenti, adattandoli alle nuove
accomodamento) esigenze della realtà. Es. Se nell’esempio precedente per il bimbo l’oggetto da
battere è difficile da maneggiare cercherà di coordinare meglio la presa. Anche
l’imitazione è una forma di accomodamento: modifica se stesso in relazione agli
stimoli ambientali
Metodo usato Clinico: fa osservazione tramite interazioni verbali
≠ Werner Perché non si è limitato a elaborare una teoria generale, ma ha descritto
dettagliatamente lo sviluppo dell’intelligenza infantile
Fasi Sviluppo: sono 4 e sono immodificabili, anche all’intervento dell’adulto
1-Senso Motoria Il bimbo non distingue tra sé e l’ambiente.
(0-2 anni). È divisa Riflessi innati 1°mese:reagisce secondo schemi senso motori rigidi, innati (riflesso),
in 6 stadi ha abitudini: piange se piangono gli altri, succhia il dito, ma lo discrimina dal
ciuccio e dal capezzolo
Reazioni circolari primarie, 2/4 mesi: ripete un’azione prodotta inizialmente per
caso, così da consolidarla e diviene uno schema. Si gira dove c’è il suono, prende
un gioco dopo averlo visto (coordinazione visione e prensione). Non distingue tra se
e l’esterno
Reazioni circolari secondarie, 4/8 mesi: dirige la sua attenzione al mondo esterno,
scuote, afferra, muove gli oggetti per vedere i risultati sull’ambiente, ancora non sa
perché le sue azioni provocano effetti
Coordinazione mezzi-fini, 8/12 mesi: inixzia a coordinare in sequenza 2 schemi di
azione (togliere il cuscino e prendere il gioco), quindi usa mezzi idonei per
conseguire uno scopo specifico. L’intenzionalità è anche nella comunicazione con
l’adulto (punta il dito per farsi prendere l’oggetto). Capisce che gli oggetti possono
essere sottoposti a vari schemi di azione (scuotere, spostare) e si rende conto che gli
oggetti sono indipendenti dalla sua attività percettiva o motoria
Reazioni circolari terziarie, 12/18 mesi: scopre mezzi nuovi con sperimentazione
attiva, inizia il ragionamento: se interrompe un’azione la riprende (e non riparte
dall’inizio come prima), trova soluzioni ai problemi “per prove ed errori”, modifica
schemi che già possiede, richiama alla memoria oggetti assenti per la relazione
oggetto-possibilità di utilizzo.
Comparsa della funzione simbolica, 18/24 mesi: agisce sulla realtà con il pensiero:
immagina gli effetti di un’azione che vuole compiere. Risponde ai feedback esterni
(emette suoni e li ascolta). Usa parole per avere oggetti presenti e per descrivere
cose non presenti, acquisisce il concetto di permanenza dell’oggetto (esiste anche se
non percettivamente presente), imita un modello affettivo (gioco simbolico)
Processi: Assimilazione: ogg/funz (il pollice x succhiare), Accomodamento:
inserisce nuovi elementi (succhia ogg.nuovi)/Adattamento: agisce intenzionalm.su
ogg. (elimina ostacolo)
2-Pre-operatoria: L’azione viene interiorizzata: rappresenta mentalmente un oggetto/avvenimento, ma
-pre-concettuale è intelligenza che non immagina trasformazioni (rigida), che non tiene conto degli
(2-4 anni) altri e pensa che gli altri sanno cosa vuole (egocentrismo), non separa causa/effetto
-pensiero intuitivo (finalismo), non distingue animato/inanimato (animismo), elabora solo una
(4-7 anni) rappresentazione per volta (uniforme), è ingenuo e poco astratto nei ragionamenti
(prelogico)
2-4anni: pensiero simbolico/preconcettuale (gioco simbolico e gioca sempre:
quando si veste, mangia; il linguaggio da parola-frase a frase è plurifunzionale, ha
acquisito 800 parole, tra nomi, aggettivi, verbi e la conversazione è articolata e
chiara). Imita chi ha vicino; idealizza chi si prende cura di lui; si comporta come gli
adulti vogliono (ma non ha il concetto di obbedienza), non ha il concetto di tempo,
spazio, causa; il ragionamento è transduttivo o analogico: dal particolare al
particolare (se un insetto lo ha molestato tutti gli insetti gli faranno paura); non
distingue tra una classe di oggetti e un unico oggetto (se vede più lumache pensa
che è sempre la stessa)
4-7anni: pensiero intuitivo (ha intuizione, ma è irreversibile (dati percettivi),
egocentrico (spaziale/verbale: fatti noti a chi ascolta), realismo (realtà ai sogni),
animismo, finalismo (oggetti con intenzionalità), artificialismo (causa ad ogni cosa).
Fa monologhi collettivi, ha 2500 parole a 7 anni, le frasi sono complete e articolate.
Aumenta la socializzazione, la creatività, l’autonomia. Conosce altre autorità
(maestre) e quindi generalizza le conoscenze acquisite prima.
3-Operazioni Coordina 2 azioni successive. Immagina trasformazioni della realtà secondo regole,
concrete (7-12 anni) compaiono le operazioni [+,-,*,/,serie, classificazioni,inclusioni (grande in
piccolo)], comprende la reversibilità (la capacità di tornare al punto di partenza, es.
ricreare equilibrio tra i piatti della bilancia togliendo il peso – inversione – o
mettendo un peso uguale – reciprocità). Ma è legato al concreto e non all’astratto
(risolve problemi solo se concreti – es. fiori - e non sa mettersi nei panni di altri).
Acquisisce il concetto di conservazione del numero (disponendo diversamente un
insieme di oggetti la loro quantità non cambia – es. perle di legno), della quantità di
liquido (è uguale anche in recipienti più stretti), della massa (la quantità di una
pallina di plastica schiacciata resta uguale), del volume. Ha invarianza (conserva i
pensieri). Vi è decalage orizzontale (spostamento orizzontale) cioè sfasamento
cronologico nell’acquisizione delle capacità, può avere acquisito la conoscenza in
certi ambiti e non in altri.
4-Operazionale Sviluppa capacità ipotetico-deduttive: ha ricordi, idee, concetti astratti, confronta, fa
formale (12-15 anni) ipotesi, immagina. Il ragionamento è complesso, il pensiero formale, ha critica,
concentrazione e processo deduttivo x individuare vero/falso da relazioni note. Ha
equilibrio tra assimilazione e accomodamento.
Linguaggio Dipende dal pensiero e ne è ausiliario al suo sviluppo
Nel bimbo è egocentrico, poi socializzante con la crescita
È sotto-insieme della capacità cognitiva (simbolica) e dipende dall’intelligenza
-In opposizione Il linguaggio è sociale, ha evoluz.autonoma rispetto al pensiero, ma si influenzano.
Vygotskij Nel bimbo è comunicativo e regolativo:a 3 anni il bimbo usa il linguaggio x
comunicare, ma anche se è solo parla ad alta voce x regolare le azioni
Affettività Sfera di sentimenti e reazioni emotive,
Condiziona apprendimento e processi cognitivi
Emozioni: impulsi ad agire,
Imparare a gestire emozioni sviluppa competenze interxs,adattam.realtà,empatia
Il Controllo si ha con sist.limbico, amigdala, neuroni-specchio
Critiche di Vygotskij -Formalismo: P. ha cercato analogie matematiche, quindi il suo pensiero è
classificatorio, combinatorio e meccanico, ma non concettuale e dialettico
-Egocentrismo: per P. caratterizza il tutto (soddisfazione piaceri come Freud), per
V.lo sforzo a soddisfare un bisogno e ad adattarsi alla realtà non sono separabili
-Gioco: per P. è la legge suprema fino a 7/8 anni, per V.è la comunicazione
-Comunicazione: per P. è egocentrica, ma per V. è da subito sociale poi si
egocentrizza, cioè si interiorizza creando personalizzazione e rispondendo al
conformismo sociale; per P. l’egocentrismo scompare e per V. si interiorizza.
-Esperienza: P studia l’apprendimento a prescindere dalle esperienze e conoscenze
del bimbo (cultura)
-Didattica: P. descrive le operazioni mentali, ma non delinea una didattica che
modifichi la situazione in cui si svolge l’apprendimento.

BRUNER (ambiente)
Apprendimento è -nuove idee a partire dalle proprie conoscenze passate e presenti
processo Attivo -sintesi tra abilità personali e relazioni con gli altri (culturali,sociali,tradizioni)
Sviluppo cognitivo/ NO: sequenza fissa di stadi (≠ Piaget)
Intelligenza SI-capacità di mettere in atto strategie/procedure x risolvere problemi e analizzare/
codificare informazioni;
SI-passaggio da sist. poveri e sist. ricchi/efficaci nell’elaborare info. COME?
Con 3 rappresentazioni (non sequenza fissa,ma coesistono autonomamente):
AZIONE (rappresentazione esecutiva): 1 anno, il bimbo usa manipolazione,
percezione, attenzione e interazione sociale per conoscere. È conoscenza motoria
della realtà, l’azione è intenzionale, e l’intenzione precede l’azione (≠ Piaget), lo
sviluppo motorio e manipolatorio è un processo costruttivo controllato dagli scopi
del soggetto e dalle esigenze ambientali.
IMMAGINE (rappr.iconica): codifica la realtà tramite rappresentazioni mentali e
immagini interne, che sono riorganizzazione mentale della realtà la fase della
rappresentazione iconica, che si serve delle immagini permane fino a 6/7 anni, se
persiste oltre è rappresentazione simbolica (che è presente dai 2 anni).
LINGUAGGIO (rappr.simbolica): è espressione della realtà con segni e simboli
convenzionali (stabiliti socialmente). La parola rappresenta il significato
dell’oggetto ed esprime un concetto. Quando il bimbo impara a parlare ha a
disposizione un sistema di codifica efficace e flessibile
Importante Situazione/Contesto sociale (fattori sociali), ma anche ai fattori motivazionali
(fattori individuali)
Linguaggio/Pensiero Costruiti socialmente, nella relazione. Es:interazione madre-figlio: la madre insegna
al piccolo l’uso intenzionale del linguaggio
Pensiero Creativo Olistico: produce risposte con ampiezza superiore alla somma delle loro parti
Inibito dal fatto che si tende a ricompensare le risposte “giuste” e a penalizzare
quelle “sbagliate”
Pensiero Convergete Algoritmico: genera risposte inequivocabilmente uniche
Pensiero creativo e convergante Dovrebbero completarsi e sostenersi
VYGOTSKIJ (cognitivista russo; sociale)
Sviluppo cognitivo Riflesso delle condizioni materiali, guidato dal contesto storico-sociale in cui il
bimbo vive.
Fondamentale è la socialità: interazione con gli altri, comunicazione.
2 livelli di sviluppo: effettivo (conseguito come risultato di uno specifico processo
formativo già realizzato), potenziale (è ciò che il bambino può raggiungere
inizialmente solo con l’aiuto di un adulto)
Prime forme di Sono di tipo preverbale e si manifestano con l’attività pratica (il bimbo inventa e
intelligenza usa strumenti per adattarsi all’ambiente).
Linguaggio Non è egocentrico, ma sociale, cioè legato all’interazione del bambino con
l’ambiente. A 2 anni il linguaggio acquista significato. La parola è mediazione tra
linguaggio e pensiero, serve sia a comunicare socialmente (funzione sociale), sia a
pensare e ragionare (funzione individuale)
Metodo della doppia Usato per sperimentare la formazione dei concetti: si chiede ai bimbi di raggruppare
stimolazione blocchi di legno su cui sono scritte sillabe. Basandosi sul modo di procedere dei
bimbi si identificano 4 fasi:
Fasi 1.dei mucchi: i blocchi sono messi insieme a caso
2.dei complessi: messi insieme in base a qualche legame irrilevante (età scolare)
3.degli pseudoconcetti:i blocchi sono raggruppati in base alle loro caratteristiche
esterne e non essenziali (prosegue fino all’adolescenza)
4.dei concetti: il raggruppamento si basa sull’astrazione e sulla generalizzazione
(adolescenza)
Apprendimento Richiede il passaggio dalla soluzione singola di un problema alla collaborazione con
efficace gli altri (coetani più capaci o adulti) per affrontare e risolvere problemi

ERIKSON
Sviluppo cognitivo Successione di stadi psicosociali durante i quali il fanciullo si trova, ad ogni svolta,
ad affrontare problemi specifici, tessendo una rete sempre più complessa di
interazioni (madre, genitori, nucleo familiare, vicinato, compagni di scuola, amici,
colleghi, intera società)
Rispetto a Freud 1.Aggiunge alla dimensione psico-sessuale di Freud la dimensione psico-sociale,
quindi in relazione alle esperienze sociali (es. nella fase orale non va considerato
solo il piacere orale del bimbo, ma anche quello di emettere suoni e di comunicare)
2.Ritiene che lo sviluppo psico-sociale continua oltre l’adolescenza e prosegue per
tutta la vita
Sviluppo sociale Per sottolineare la funzione dell’ambiente all’interno dello sviluppo. Non vi è uno
epigenetico schema evolutivo determinato: i ritmi sono diversi e le fasi precedenti non vengono
abbandonate, ma si integrano in un “insieme funzionale”
Ciclo di vita=8 età È sequenza ordinata e si ripete in tutti gli individui. Tra i cicli l’individuo supera
delle crisi, cruciali nel periodo critico, che gli fanno allargare le relazioni sociali e
che si hanno lungo tutto l’arco di vita. Risolvere con successo una crisi dà successo
anche nello stadio successivo.
1.Stadio orale-respiratorio: 0/1 anno. Crisi psico-sociale: fiducia/sfiducia. Relazioni
sociali significative: madre (soddisfa i bisogni)
2.Stadio anale-uretrale: 2/3 anni. Crisi: autonomia/dubbio e vergogna (se non riesce
a controllare i propri impulsi, l’ambiente). Relazioni: genitori
3.Stadio infantile-genitale: 4/5 anni. Crisi: iniziativa/senso di colpa (fa progetti,
intraprende, affronta un compito per il piacere di sentirsi attivo). Relazioni: famiglia
(devono sorvegliare senza intervenire o bloccarlo, altrimenti non avrà fiducia in sé e
avrà sempre paura di sbagliare)
4.Stadio di latenza: 6/12 anni. Crisi: industriosità/inferiorità. Relazioni: vicinato e
scuola (sentire di operare in modo adeguato alle regole, collaborare con gli altri gli
dà fiducia e positività)
5.Pubertà: 13/18 anni. Crisi: identità/confusione dei ruoli. Relazioni: gruppo dei
pari, associazioni, modelli di leadership
6.Genitalità: 19/25 anni. Crisi: intimità/isolamento. Relazioni: amici, partner
7.da 26 a 40 anni: Crisi: generatività/stagnazione. Relazioni: divisione del lavoro,
famiglia
8.oltre i 40 anni: Crisi: integrità dell’io/disperazione(per mete mai raggiunte o per
tutto già fatto e vuoto dell’esistenza). Relazioni: tutti gli uomini

FREUD
Sviluppo cognitivo Nel corso dello sviluppo si succedono 5 fasi psicosessuali (ognuna caratterizzata
dall’emergere di un bisogno collegato con una diversa zona del corpo):
1.fase orale: (0-1 anno) il bimbo cerca gratificazioni sessuali attraverso la bocca, le
labbra, la lingua. Prova piacere nel succhiare, quindi si succhia pollice e lingua;
2.fase anale: (1-3 anni) il bimbo si concentra sul controllo degli sfinteri, impara a
trattenere le feci e a lasciarsi andare negli orari e nei luoghi idonei;
3.fase fallica: (3-5 anni) l’attenzione si sposta sui genitali, compare il complesso di
Edipo (il bambino ha desideri e fantasie sessuali sul genitore di sesso opposto)
4.fase di latenza: (5-12 anni) è fase di calma, si consolidano gli aspetti della propria
identità, gli stimoli sessuali sono quiescenti, i conflitti edipici sotto controllo. È
importante la funzione del gruppo dei pari come elemento di passaggio dalla
famiglia al mondo esterno.
5.fase genitale: (12-18 anni) l’adolescente ha superato le crisi precedenti, ha
raggiunto la maturità sessuale ed è pronto per un rapporto di coppia gratificante, per
una scelta professionale ed esistenziale definitiva

PARTEN: studia il gioco dei bimbi, identificando 4 tipologie:


- Gioco solitario: il bimbo gioca solo ignorando gli altri e i loro giochi
- Gioco parallelo: il bimbo gioca solo accanto agli altri
- Gioco associativo: il bimbo ha rapporti con gli altri (corrono), ma non agiscono insieme
- Gioco collaborativo: i bimbi giocano con un obiettivo comune