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Pedagogia generale (Mattei 9cfu)

Platone - Apologia di Socrate


L’apologia di socrate è un testo giovanile di platone,viene scritto intorno al 399/388
A.C. ed è la più credibile fonte sul processo di socrate.

Trama apologia di socrate


Parlando hai cittadini di Atene, Socrate è stupido dal fatto che i suoi accusatori
dicono di non fidarsi di come parla ma lui risponde di capire ciò che dice e di non
curarsi affatto del modo in cui parla ma solo cercare di capire se è la verità o no.

Socrate distingue 2 tipi di accusatori quelli antichi e quelli recenti,i più antichi sono i
peggiori in quanto sostengono che ci sia un Socrate che sa tutto sul mondo e sono
coloro che cercano di convincere le persone soprattutto quelle in tenera età perché
sono i più influenzabili e a loro volta convincono altre persone ad accettare. L’accusa
fatta a Socrate dice che egli si occupa delle cose che non gli aspettano,Socrate si
difende dicendo che lui non si occupa di queste cose e che non ha mai ricevuto
denaro per insegnare hai giovani. Vi sono persone che vi fanno istruire i propri figli
facendo venire persone da lontano e pagandoli come ad esempio Callia che ha dato
più per far studiare i figli che per il popolo. Socrate si procura questo nome per una
certa sua sapienza,consultando l’oracolo di Delfi. Infatti Cherefonte domandando
all’oracolo se c’era qualcuno più sapiente di Socrate e la pinza (l’oracolo) gli rispose
di no. Cosi Socrate inizio la sua ricerca sulla sapienza tra qui uomini,inizio cosi dagli
uomini politici. Si accorse che era il più sapiente tra tutti perché anche se lui
riconosceva di non sapere si recò dagli uomini politici e loro volevano sapere ma
invece non capivano niente,poi si recò dai poeti e interrogati sulle loro poesie non
seppero rispondere,poi si recò dagli artisti e anche loro si sentivano sapienti nel loro
mestiere ma erano come tutti gli altri anzi anche più ignoranti. Socrate ritiene che il
vero sapiente è colui che come lui riconosce di non sapere,cosi si procurò tanti nemici
che gli fecero l’accusa che chi specula il cielo e la terra e insegna a non far
riconoscere gli dei fa apparire migliore la ragione peggiore. Socrate fa la sua difesa
contro meleto uno degli accusatori più recenti, Socrate dice di essere stato portato in
tribunale da meleto solo perché costui non sapeva chi accusare. Meleto accusa
Socrate che tutti possiamo fare,migliorare i giovani,Socrate accusa meleto dicendo
che lui non si è mai occupato dei giovani e che coloro che vogliono bene fanno del
bene,coloro che ne vogliono male portano il male con se. Meleto accusa Socrate di
essere Ateo ma si contraddice quando afferma che Socrate credeva nei demoni e negli
dèi. Lasciando cosi credere che Socrate non è Ateo. Socrate dice che può discolparsi
salvando cosi la propria vita,se gli venisse detto di non insegnare più lui lo farà,in
cambio della sua vita,se non verrà condannato lui svolgerà il proprio compito,cosi
Socrate si paragono ad “Achille” che preferì non rivendicare la morte di Patroclo.
Socrate dice che non si sta difendendo per se stesso ma per i cittadini che dalla sua
morte tratteranno molti più vantaggi di quanti ne possa trattare cui. Socrate non volle
far parte della vita politica perché se lo avesse fatto sarebbe rimasto in vita poco
tempo,solo una volta ne fece parte alla vita politica quando furono giudicati i “DIECI
CAPITANI” che non avevano raccolto in mare i naufraghi e i morti dopo la tribù di
Anchiodiche. Quando venne l’oligarchia* lo mandarono a salamina,per condurre via
del Leonte di salamina per poi farlo morire,ma lui si rifiutò in quanto era contro la
legge,egli è lo stesso sia negli affari pubblici che in quelli privati,ma non è maestro di
nessuno quindi se qualcuno lo vuole ascoltare egli cerca sempre di insegnare. Egli
non ha mai corrotto i giovani anzi questi sono stati sempre felici di stare in sua
compagnia,se quando raggiungeranno l’età adulta saranno stati influenzati
negativamente saranno loro a portarlo in tribunale. Socrate accusa Meleto che doveva
portare in tribunale qualche giovane a cui aveva insegnato cosi dimostrando che
avrebbe detto il contrario,se fossero stati corrotti da Socrate potrebbero avere qualche
vantaggio ma se testimoniano i parenti per loro non ci sarebbe nessun motivo per dire
il falso. Socrate continua il discorso dicendo che “ molte persone potevano sia i figli
che i parenti a pregare i giudici a non condannarli” è per Socrate un atto di vergogna.
Ma portare vergogna anche a tutta la popolazione di Atene. Socrate è sposato ed ha 3
figli (1 piccolissimo) li poteva portare in tribunale e persuadere i giudici con lacrime
e preghiere ma i giudici sono li per giudicare la legge e non per farsi compatire.
Socrate costituì una votazione negativa cosi fu condannato a morte, lui disse che nella
vita aveva rinunciato a tutto,non aspirò a comandi militari,ne a favore al popolo,non
deve ricevere nessuna condanna anzi doveva andare a vivere a pritaneo,una città
dove vivono i cittadini a spese dello stato. Egli volle andare in elisio,per risparmiare
la propria vita,ma dopo una 2° votazione che diceva se doveva pagare una somma di
denaro oppure con la morte si scelse la morte,coloro che hanno votato la
morte,Socrate dice che avrebbero potuto incolpare i veri colpevoli, e per averlo fatto
condannare,avrebbero pagato una pena ancora più peggiore della morte. Socrate dice
a coloro che gli avevano augurato la vita che tutte le volte che facevano qualcosa di
sbagliato il demone che sta dentro di loro si opponeva. Dopo la morte non c’e più
sentimento è come quando uno sogna. Nel caso in cui ci fosse un'altra dimensione
dove regnano le anime del passato, sarebbe stato un “anime magne” è cosi potrà
essere giudicato da Omero o Odisseo. Conclude dicendo che un uomo da bene è
impossibile che egli venga fatto del male. Prega per i suoi concittadini di strillare i
suoi figli se un giorno non si sarebbero cullati dell’anima ( non si sarebbero
comportati bene).

Tracce di Paideia- Francesco Mattei


All’ interno di questo testo si parla di come oggi la società è caratterizzata da un
senso di incoscienza che sollecita,ansie,desideri, pulsioni e paure. E tutto questo
senso di smarrimento si riforma anche in ambito educativo. La cultura pedagogica
attuale,non sembra essere intenzionata a comprendere i mutamenti della realtà
economica,sociale e culturale. L’educazione consiste infatti ad un passaggio
indelebile per ciascun individuo e l’educatore con la sua autorità favorisce il processo
di crescita. Infatti egli lavora per scomparire (e questo processo viene definito
indipendenza dell’educando ). Quando parliamo di “emergenza educativa”
inoltre,parliamo proprio della famiglia,scuola e delle istruzioni che si rivelano deboli
e incapaci di educare e questo ha bloccato il fenomeno della mobilità sociale. Quindi
le fragili società producono di conseguenza fragili individui e servirà a rivalutare
alcune questioni:

- Se vecchie ideologie pedagogiche che sono ancora utili alla scuola attuale
- Oppure se la dimensione etica deve tornare ad essere un a materia scolastica
- I problemi dell’organizzazione scolastica
- L’educazione deve essere storicizzata: ossia non si può pensare in un tempo
astratto

Quindi in conclusione il panorama educativo astrale è attraversato da 9 fragilità e di


sogni.

Capitolo 2
In questi mesi siamo assistendo ad una preoccupante immobilità del nostro paese e ad
una fragilità delle sue istituzioni formativo – culturali. Negli anni ’70-80 vi erano dei
grandi investimenti economici destinati hai sistemi formativi per favorire maggiore
accesso alle classi più svantaggiate. Vi erano quindi una mobilità ascendente,non un
grande innalzamento dell’istruzione. Inoltre negli anni ’90 la scuola e l’università
sono uscite di priorità del governo italiano,e nel frattempo in altri paesi europei
investivano e si investono tutt’ora somme considerevoli destinati alla formazione e la
ricerca. Si pongono molte domande sulle cause di questo paese della scuola e della
società. Ma è certo che i giovani vedono la scuola come un male. Ogni
governo,all’inizio del suo programma dichiara l’assoluta centralità della scuola ma
poi nei fatti non vengono presi provvedimenti concreti. Inoltre al giorno d’oggi si
*Oligarchia: forma di governo in cui il potere è concentrato nelle mani di un ristretto gruppo di persone.
cerca sempre di trattare la scuola come un mondo virtuale: inserendo il portfolio,i
crediti,debiti e quindi le valutazioni sono in realtà astratte. Ma le persone sono fatte di
pulsioni,speranze,sogni ed emozioni. Quindi la scuola non deve avere una funzione
esclusivamente conoscitiva. Bisogna infatti formare testa,cuore,e mani dell’allievo.

Lessico Pedagogico
Tutta la riflessione pedagogica ruota intorno alle 3 carte lessicali:

1) Istruzione: che è legata alle conoscenze e hai saperi


2) Formazione: - veniva definita dai greci PAIDEIA che consiste nell’atto di
accompagnare il bambino verso un autonomia etico-conoscitiva. Questo
percorso terminerà quando il bambino avrà conosciuto il bello e il buono e il
soggetto andrà verso l’ascesa dell’anima al mondo delle idee.
- Dai romani INSTITUTIO: che rappresenta il romano di formazione per
eccellenza,facendo riferimento alla “ instituto oratoria” di Quintiliano
- Per la tradizione tedesca si definisce BUILDUNG. Con questa espressione si
intende costruire,dare forma.
Bild è infatti l’immagine da realizzare (termine ripreso dal romanticismo) il
positivismo invece porterà alla secolarizzazione religiosa e filosofica,ma questa
rendita di fondamenti avrà ripercussioni educative negative.
3) Tra il Lessico Pedagogico troviamo anche l’EDUCAZIONE che viene da
“e-ducere” = trarre fuori da, “edere”= mangiare,nutrire.

FORMAZIONE PROFESSIONALE
Avendo parlato di “fomazione professionale” facciamo attenzione alle relazioni
pensiero-manualità,fare pensare del learning da doing , si dice inoltre che con
fichte si conosce la filosofia di fare e la filosofia dell’essere. Ma l’uomo definito
multidimensionale ossia che ha bisogno di munirsi ,per la sua educazione,di una
testa ben fatta e mani pesanti. Ma queste mani pesanti li abbiamo trovati già in
dewey dove il suo pensiero umanistico aveva lo scopo di costruire una sintesi tra
la cultura generale e una cultura professionale che non limitasse il soggetto nelle
sue competenze. Ma sappiamo che in Italia la scuola ha preso una andatura
umanistico-liberale. Oggi la situazione del lavoro è drammatica,aumentando la
precarietà,l’alienazione,la perdita delle ideologie e alle scuole si chiede un
contributo per risolvere i tanti problemi della società moderna.
Capitolo 3
Parliamo della riflessione epistemologica affermando che negli anni 60-80 la
scuola era definita ascensore sociale che consentiva alla mobilità sociale ma oggi
questo meccanismo non esiste più ( come dimostrano i risultati ocse). Un altro
aspetto importante riguarda il mutamento scenario economico-produttivo che ha
portato il sistema d’istruzione verso un sapere utilitaristico,ed è proprio da questi
aspetti che si sviluppa L’APPROCCIO EPISTEMOLOGICO alla pedagogia.
Hanno permesso anche di costruire il discorso come la parola e la realtà
nell’educazione costituiscono il discorso filosofico. Inoltre le antiche pagine ci
hanno fornito una distinzione tra:

- La conoscenza opinabile, legata alla sensazione


- La conoscenza appartenente al regno della coscienza vera

Per quanto riguarda il tema della verità viene diviso in 2 tipi:

- Uno che richiama un di svelamento progressivo


- L’altre invece presuppone una corrispondenza del concetto all’ente e agli enti.

Ma con questo parliamo dell’antichità. Per i moderni invece Horkeimer e i


francofortesi affermano che la ragione esplora ambiti della conoscenza che non sono
riconducibili all’esperienza. Inoltre IL METODO SPERIMENTALE (INDUTTIVO)
che abbiamo visto da galileo necessita di osservazioni,verifiche ed esperimenti e
rappresenta la matrice delle scienza esaite (dure). IL METODO IPOTETICO
deduttivo invece è la matrice delle scienze umane ma aveva poca forza esplicativa
rispetto alle scienze esatte,ma comunque l’individuo apparirà incredulo di fronte
all’epistemologia delle scienze della natura. Quindi possiamo dire di essere ancora
rimasti alla frattura kantiana. Kant aveva affermato infatti la frattura dell’uomo che
scientificamente conosce e moralmente agisce,ossia l’uomo che sa è legato al mondo
oggettivo ed è limitato,mentre l’uomo che deve e vuole è libero. È questa la
situazione di ambivalenza porta a considerare l’uomo:

- Nel suo stato soggettivo (pedagogia umanistica)


- Oggettivo ( pedagogia sperimentale)

Questo discorso è importante anche in ambito pedagogico dove viene suddivisa


l’educazione in:

- Fatto: insieme di pratiche e comportamenti osservabili e misurabili


- Atto: ossia PAIDEIA che corrisponde con l’incontro edificabile 2 libere alterità
ossia educatore ed educando

Questi atti sono: la persuasione,il convivere,costante insieme, il curare,il nutrire etc…

CAPITOLO 4
Si discute ancora dopo decenni di continuare a riflettere su un linguaggio educativo o
dedicarsi ad uso pratico-pragmatico della prassi educativa. Ma in ogni caso bisogna
continuare ad educare le generazioni successive. Troviamo 2 aspetti dell’attuale
contesto pedagogico:

- La secolarizzazione
- La pluralità dei popoli ,di culture,di tradizioni e religioni

Inoltre la globalizzazione e le migrazioni hanno mutato il terreno dell’atto educativo.


Nietzsche con il suo nichilismo ha dato invio alla fenomeni della secolarizzazione.
Grozio inoltre affermò il principio dell’ “ etsi deus non parentus” che intendeva
legittimare il diritto di natura e dei diritti individui e da qui la fonte giuridica del
giusnaturalismo. A questo proposito ricordiamo BONHOEFFER che affermò cosi la
maturazione dell’uomo porta uomo a riconoscere la nostra situazione di fronte a Dio.
E giunti a questo punto ci si dovrebbe trovare di fronte a un uomo che prega in
privato e ragiona democraticamente in pubblico.

CAPITOLO 6
JUAN HUARTE DE SAN JUAN
Durante il medioevo oltre che ai pellegrini vi erano nelle nostre strade molti Clerici
vagantes in cerca di maestri. E cosi gli alunni hanno presto imparato a scegliere
maestri d’ingegno e di dottrina. Segue poi l’età dell’umanesimo e del rinascimento in
cui sorgono molte università e le controversie teorico-religioso fanno nascere
discipline filosofico – teoriche tra domenicani e francescani. Nasce poi la compagnia
dei gesuiti in funzione anti-luterna. Cosi all’internodei colleghi venne proposto “
l’esame degli ingegni di HUARTE” . Huarte era navarrino d’origine e andaluso ai
adozione. Egli morì sconosciuto in povertà e fu proprio quella sua opera a renderlo
famoso. Huarte si professava filosofo e affermava che la sua spagna doveva
affermarsi come leader intellettuale e culturale dell’occidente. In spagna infatti,
sorsero molti centri di studi importanti come ALCALÀ (dove studio Huarte). Inoltre
Alfonso Petel,docente di teologia positiva,presento il trattato di Huarte di fronte
all’inquisizione. Il suo trattato mette infatti fuori gioco l’immortalità dell’anima, e il
tema più importante riguardava l’esistenza delle differenze individuali: Huarte infatti
individuò 4 temperamenti tipo da potenziale e rafforzare nella loro tipicità. In sintesi
ognuno deve seguire ciò per cui è portato. L’esame viene stampato in forma di
consigli per la massima efficienza dello stato e il buon funzionamento dello stato si
basa su una selezione del personale da parte degli educatori. Un’ altro autore
importante è Antonio Passovino un mantovano che scrisse “la cultura degli ingegni”
in cui il discorso è ripreso in chiave cattolica e il prede è psicologo e pedagogista.
Claudio Acquaviva è un gesuita che collegò l’opera di Possevino e Huarte. Huarte
inoltre è definito il fondatore della psicologia laica e ispirò la nascita del Q.I. di
Galton. Huarte poi si interessò in particolare alle 3 facoltà dell’anima razionale:

- Intelletto
- Immaginazione
- Memoria

SUNDAY SCHOOL LITERATURE


Benedetto Vertecchi afferma l’importanza della letteratura della Bibbia nell’opera di
alfabetizzazione della società occidentale,questa dette l’avvio al lungo e lungo
processo di alfabetizzazione delle classi povere. Per la decifrazione della parola
nacquero molte variazioni della riforma e la bibbia venne cosi tradotta in volgare.
Queste coscienze “riformate” furono avviate dall’Inghilterra verso il nuovo mondo
facendo si che sorgessero diverse “denominazioni” radicalizzando il messaggio
cristiano e decattolicizzade sempre più,modificando l’anglicanesimo della chiesa-
patria: BATTISTI-ANABATTISTI- mormoni- quacqueri- presbiteriani-episcopaliani
tutti intenti a coniugare Bibbia e lavoro/bibbia e tradizioni/bibbia e cultura (bibbia e
letteratura/bibbia e scuola). Da qui nacquero le Sunday schools o le sabbath schools.
Nel testo la salvarini tiene canto anche della letteratura che accompagnò lo studio
della bibbia. La fisionomia della Sunday school americane era molto differente da
quelle della madrepatria che si ispiravano a ideali utopistici e ceravano nelle periferie
industriali con disagi per l’infanzia,infatti quelle americane furono caratterizzate della
fedeltà della bibbia.

ORIGINI narrazioni del reverendo Joseph Brown e altri missionari che riunì tutto
il villaggio del minnesota e commento il salmo che fino a poco prima aveva
incavato,rispondendo poi ad ogni domanda. In Inghilterra: nacquero come momento
d’istruzione gratuita per bambini e ragazzi impegnati nel lavoro tutta la settimana e
per chi non poteva permettersi le lezioni in scuole normali. In America: la Sunday o
sabbath school veniva incontro alle esigenze dei lavoratori anche solo come momento
d’incontro o di svago,gli stessi insegnanti erano lavoratori che nel giorno di riposo si
dedicavano a questa attività. In molti casi rappresentavano l’unica alternativa
all’alfabetismo e raccoglievano una popolazione studentesca varia. Le lezioni erano
molto brevi (1/2 ore) poi tutti al rito religioso festivo: 30 minuti lettura e commento
del passo biblico e 30 minuti di canti religiosi ( in alcuni casi anche 30 min di
discussione libera) con variazioni secondo l’età.

Scopo: alleviare la sofferenza dei piccoli lavoratori, tutelare l’ordine pubblico nelle
periferie industriali,per diminuire i casi di alcolismo e gravidanza delle ragazze-
bambine.

Frequenza: va amando programmi è doti di studio stabiliti la si poteva frequentare


anche per tutta la vita (diventando a loro volta docenti). Le scuole erano
autofinanziate e autorganizzate e per le più rurali radicale difficoltà della
traduzione inglese.

Il problema: i testi narrativi della Sunday school erano dei corpus di letteratura
giovanile dedicati hai giovani appena alfabetizzati. L’alfabetizzazione americana era
un esigenza religiosa e la religione americana si basava su un genuo ritorno alle
origini del messaggio evangelico. Nella Sunday School Literature si evidenzia la
distinzione tra fiction (storie inventate) e non fiction (tra cui i libri sacri) la buona
letterata deve essere intrinsecamente non fiction,ossia che non lascia spazio a dubbi o
interpretazioni e deve avere un'unica verità. L’estetica letteraria non è più basata sulla
meraviglia,ma sul evidenza.

Le tecniche: Sunday school style caratteristico : lessico non deve essere infantile
senza onomatopee-corretta lingua adulta chiara e poco astratta. Sintassi frasi brevi
e in successione (rapporto causa-effetto) ad ogni azione corrisponde una reazione
elenchi accumolativi che rafforzano il messaggio. Varratore  onnisciente non vi è il
punto di vista di un personaggio amore e passioni assenti. Aspetti negativi: causati
dalla generalità dei testi: ripetitività dei pattern narrativi/rozzezza stilistica/tono
predicatorio (l’intonazione moralistica) schematismo dei personaggi (mancanza di
spessore) finali uguali ( cattivi-ammazzati-vivono fenilicamente e a lungo nel loro
villaggio)

Storia e geografia storia è assente,nessuna esistenza del rivolgimento macroscopici


(guerra,rivoluzioni,annessioni) obbiettivo della storia era quello di far percepire certi
ambienti o cambiamenti come problemi. “NEGAZIONISMO STORICO” soprattutto
rispetto a punti colorati come gli schiavi navali tragici come la guerra civile che in
questi racconti non è una psistica,non si necessità il bisogno di ricordare il
passato,qualsiasi cosa accada la società può ricominciare da capo.

Geografia in queste letterature in ogni area ci è una letteratura

Letteratura nothern il messaggio evangelico si risolve in uno spirito di villaggio,di


comunità e di solidarietà sociale.

Letteratura southern dove la pratica delle virtù è legata all’innovalismo ,


indipendenti dalla comunità e dello stato alla quale però si deve ubbidienza.

Letteratura western simile a quella southern a un accento sulla libertà individuale e


una sfiducia nella capacità dei gruppi umani di autoregolarsi efficientemente.

Libro  di bibbia si leggeva quella che si trovava sul posto ( c’erano più di 1700
edizioni),il testo più diffuso per tutto l’800 fu quello della KING James Version
(1769) la maggior parte delle Sunday school Literature riportava citazioni bibliche
brevi e spesso “ritagliare” per essere memorizzate come proverbi (prassi dei golden
text passi scelti dagli studenti particolarmente i più piccoli dovevano imparare a
memoria per ricevere il precotto e imprimare giri di frase che li avrebbero
accompagnati per tutta la vita) il problema fondamentale era quale bibbia scegliere
ma come andasse selezionata per dare una maggiore visibilità alle Sunday school si
cercò di riformare metodi e testi per formare un attività didattica sistematica ma non
fu realizzata. Nel 1907 durante l’international Sunday school per la prima volta si
confrontava i membri delle Sunday school americane e inglesi: per i membri
americani i metodi erano una lettura attenta alla filosofia e senza esemplificazioni del
testo. Per gli inglesi invece vi è una letteratura attualizzata e per i temi della bibbia.

Songs importanza canto collettivo parole,valori e senso della comunità-trasmessi


attraverso di esso. Molto importante era lo spiritual dei negri.

Tune books non hanno l’aspetto dei libri fatti slealmente per durare, ma di oggetti
piuttosto effimeri seguo di un genere vivo e sottoposto a caduno apporti creativi,più
della metà dei brani sono pezzi nuovi composti da autori del libro.

Una nuova frontiera le Sunday school americana in quanto istituzionale esistono


ancora oggi. Diverso è il discorso per la loro letteratura “Sunday school culture”
scomparsa gradualmente tra la fine dell’800 e l’inizi dell’ 900 e ora perduta per
sempre.

Fattori estinzione affermarsi società urbana,perdita di centralità della bibbia nelle


letterature e nella formazione dei giovani statunitensi,diffusione scuole normali a
frontiera giornaliera,grande crisi di fiducia e materialismo che segui la grande
depressione dell’29,bisogno di distinguersi dai rozzi costumi dei padri e dei
nonni,diffusione della fiction letteraria (non più strutturato per diffondere il
messaggio evangelico)diverso ordine di proprietà.

Eredità della Sunday school culture un rapporto familiare e civico della bibbia
trasformato in una tradizione giovane e quindi tanto forte e identitaria

(hamnguay  precipitarsi sulla bibbia e leggere a voce alta tutto l’ecclesiaste per
accorgersi che gli scrittori americani precedenti avevano saccheggiato il libro a tal
punto da non lanciargli più nulla)

*il maestro di successo è colui che sa coagulare,cristallizzare il proprio insegnamento


attorno ad un'unica,grande verità,quella del golden,text del giorno,chiara,moralmente
ineccepibile,inequivoca e di conseguenza,generica forse anche banale.

EVENTI FORMATIVI E MODELLI EPISTEMOLOGICI


DEL NARRARE
(marielisa muzi)
Introduzione

Si narra per trovare il modo di spiegare l’inspiegabile,per rendere comprensibile ciò


che è spaventoso e perturbante ,si narra di sé per rendersi comprensibili agli altri e a
se stessi. In ambito PEDAGOGICO,la ricerca intorno alla scrittura autobiografica si
muove in 2 direttrici:

 Di carattere storico fenomenologico  mira a una ricostruzione della toria e


dell’identità del carattere autobiografico
 Di carattere pedagogico ed educativo  mira ad indicare la possibilità di
utilizzare l’autobiografia sia come strumento di ricerca educativa sia come
metodo di formazione professionale (soprattutto nella formazione dei
formatori).

Il soggetto grazie all’autobiografia interpretata di se stesso e le proprie esperienze


diventando il protagonista di un processo di BILDUNG : processo di autoformazione
realizzato attraverso la scrittura di se. Tale atteggiamento si interrogazione e di
indagine coincide con la crisi del soggetto,iniziata nel ‘900 con la scoperta
dell’inconscio,dimensione istintuale e irrazionale. Un soggetto contemporaneo è
dominato da forze esterne e interne ( storia,società,inconscio). È l’instabilità che
porta l’uomo postmoderno a ricostruire la propria identità ogni saggio contenuto nel
testo offre una possibile lettura e comprensione del paradigma autobiografico.

PRIMA PARTE ( le ragioni del formare narrativo)

La scrittura come strumento di formazione non rappresenta più un incolumità per la


riflessione pedagogica. Per indagare il ruolo di questa tecnica della formazione per la
strutturazione di un’ identità personale si utilizzerà una prospettiva sociologica,
“utilizzare” uno sguardo sociologico per compiere una riflessione sul singolo e sul
suo processo di formazione,soggetto che sappia guardare al proprio passato
valutandolo criticamente.

1) Scrittura e narrazione per la formazione ( emilia romano)


Baumann il pensare sociologicamente ci consente di vedere il mondo
diverso da quello che è adesso. La sociologia è uno strumento che causante di
pensare il mondo attraverso l’analisi della società e delle relazioni di cui è
intestata. L’attività narrativa non è per il soggetto un possesso originario ma
richiede un lavoro costante di riflessione sul proprio passato attraverso la cura-
scrittura di sé aumenta, per il soggetto,la possibilità di non perdere il filo della
narrazione,alla propria vita che ne costruisce il senso e l’identità.
2) La dimensione ludica del narrare (emilia romano)
Cura e autobiografia fanno riferimento al soggetto adulto ma bisogna aspettare
l’età adulta per avvicinare il soggetto a queste pratiche. Già dall’adolescenza vi
sono strumenti per l’conoscenza del sé,per questo è utile iniziare questo
approccio durante l’infanzia (età della formazione per eccellenza) attraverso
una dimensione ludica con la scrittura e la narrazione. L’infanzia è per
eccellenza l’età senza parola (in-fari= che non può parlare) dall’infanzia quindi
si parla e l’infanzia è parlata dall’adulto. Il gioco diventa la chiave d’accesso al
mondo infantile,il gioco forma la vita è il modo in cui il bambino impara a
conoscere le cose ed esercitare propri sensi. La narrazione fa parte delle prime
esperienze del mondo infantile,il gioco forma la vita è il modo in cui il
bambino impara a conoscere le cose ed esercitare i propri sensi. La narrazione
fa parte delle prime esperienze infantili, “ racconto sul mondo,su come
dovrebbe essere”,narrazioni,favole,tese a rendere il mondo più abitabile.
Fiaba viaggio d’iniziazione che con l’aiuto di terzi e si se stessi porta a un
lieto fine. Ironia  forma di relazione con la realtà,con se stessi e con altri
3) Le radici narrate dal sé (cristian celaia)
Il lavoro d’indagine fondato su interviste a testimoni privilegiati,storie di tutta
vita,biografie e autobiografie ossia su un tipo di materiale (audio visivi,
registrazioni vocali, diari, lettere,testi letterari) che presenta una forte
contraddizione narrativa . l’autobiografia è un valido metodo educativo.

Seconda parte

1) i luoghi della narrazione,università,sanità

Università-sanità-media  3 luoghi possibili per testare la valenza formativa della


narrazione.

Autobiografia e ricerca empirico-esplorativo (michela allevi) Università porre


l’attenzione verso la ricerca empirica,con il tentativo di perfezionare alcune tecniche
interpretative connesse alla narrazione dei vissuti individuali. Dalle autobiografie
analizzate è emerso un vissuto formativo caratterizzato da relazioni significative che
nel bene o nel male rappresentano i tasselli di formazione dell’individuo quale esso è
oggi

2) Scrivere la cura la narrazione come dispositivo formativo in ambito sanitario


(francesca marone)
Si cerca di evidenziare il valore della narrazione come strategia di crescita e
miglioramento per chi opera in contesti scolastici e sanitari e mostra inoltre
come si può apprendere attraverso storie. Il metodo autobiografico sottintende
un percorso cognitivo ed emozionale in cui il riaffiorare di
incontri,parole,emozioni,ricordi fa perno sulla dimensione dell’ascolto ( la
parola guarisce) la cara di sé passa attraverso la ricomposizione di
trame,personaggi e la ricerca di un senso della propria vita. L’educatore
autobiografico insegna a scriverla la propria storia e raccogliere le storie di
altri,ma è soprattutto è un mediatore che facilità l’esplicazione personale,
attraverso esercizi,giochi,esperienze creative di carattere narrativo e svolge una
funzione di incoraggiamento e promozione dell’autostima. Il clinico deve
sapersi porre alla giusta distanza,senza illusione di essere distanziati a priori.
3) Narrazione e media ( valeria napolitano)
Si evidenzia il valore educativo della narrazione come pratica di attribuzione di
senso dell’esperienza della televisione. L’attività di scrittura rafforza infatti la
riflessione consapevole sulle tematiche inerenti alla realtà,tra cui stereotipi di
generi veicolati dai media. Lo spettacolo e la simulazione sono i principali
fattori tramite i quali facciamo esperienza quotidiana della vita,vivono in un
mondo di seconda mano ,nel quale la cultura è sempre meno veicolata dalla
parola scritta è sempre più dalle convenzioni interattive,dalla recitazione e
dalla performance mediatiche. La frustrazione condivisa dall’audiovisivo in
ambito scolastico favorirebbe lo sviluppo l’interiorizzazione di valori e schemi
alternativi ai modelli individualistici che alimentano i fenomeni di diserzione
sociale.

ANIMI (associazione nazionale per gli interessi


del mezzogiorno d’Italia)

Capitolo 1 - brevi cenni sulla vita dell’associazione


Il periodo storico del’900 alla caduta del fascismo fu un periodo complesso e questo
periodo viene ricordato il movimento d’azione a favore del mezzogiorno. Nacque
così infatti l’associazione nazionale per gli interessi del mezzogiorno d’italia. Il suo
periodo coincide con l’età giolittiana (1904-1914) e in quelli anni il meridione
attraversava un periodo di arretratezza. Inoltre ad aggravare la situazione fu il
terremoto del 1908 sconvolse Messina e Reggio Calabria. Fu proprio in questa
occasione che Umberto zannotti-Bianco e Giovanni Malvezzi che si recarono nelle
regioni colpite dal sisma. Visitarono per 2 mesi i comuni dell’Aspromonte e ne usci
un quadro disastrato. Così tornati al nord si impegnarono si impegnano a fare
qualcosa d’importante. Collaborando infatti alla nascita dell’associazione a favore del
mezzogiorno. È così il 1° marzo 1910, in una sala del senato,si costituì “
L’associazione nazionale per gli interessi morali ed economici del mezzogiorno
d’Italia” (ANIMEN),ma nel 1912 per necessità pratiche,il nome dell’associazione
diventò ANIMI. Nell’ art. 3 di Animi vengono riportati gli scopi dell’associazione:

1) Ha lo scopo di assistere il mezzogiorno d’italia nella attività utili al


miglioramento delle condizioni locali ( istruzione primaria e
popolare,economica agraria,credito al lavoro
2) Interessare l’opinione pubblica italiana alla conoscenza dei problemi
meridionali
3) Promuovere istruzioni che permettevano lo sviluppo del mezzogiorno
(attraverso una collaborazione delle regioni d’Italia)
4) Sollecitare lo stato ad applicare le leggi a favore del mezzogiorno

Inoltre vi era anche una suddivisione del lavoro dell’associazione:


- A Umberto Zanolli-Bianco fu affidato l’ufficio di cultura. Egli infatti aveva il
compito di gestire opere attinenti all’istruzione e all’educazione popolare
(asilo,biblioteche,ecc…)
- Giovanni Malvezzi fu affidato l’ufficio economico
- Aiace Alfieri assunse la direzione dell’ufficio di Reggio Calabria.

La prima sede dell’associazione fu una baracca a villa san Giovanni e


successivamente si stabilì a Reggio Calabria.

Per quanto riguarda la storia dell’attività dell’associazione possiamo distinguere


diversi periodi:

1- La prima fase nel 1910,alla prima guerra mondiale vi era un lavoro di


conoscenza e di penetrazione dell’ambiente.
2- Il periodo successivo fu dedicato al riordino e alla riapertura delle
biblioteche,alla ricostruzione degli asili nido e all’apertura degli ambulatori.
3- La fase più importante va dal 1918 al 1928 per la creazione di numerose scuole
in gruppi di pastori durante la transumanza . Inoltre nel 1921 il ministro della
pubblica istruzione Mario Orso Corbino istruisce con un decreto legge, l’opera
centro alfabetismo che delega per conto dello stato ed enti privati,il compito di
provvedere all’istruzione degli adulti. A tale scopo all’ANIMI vennero
assegnati 4 regioni: Sicilia,Sardegna,Calabria,Basilicata, cosi l’associazione
raggiunse il massimo dell’espansione.
4- Durante i primi anni del fascismo,invece, l’attività della scuola
dell’associazione fu duramente ostacolata. Nel 1928 infatti l’associazione
rinuncia alla delega dello stato per la gestione rurali e popolari delle scuole
della Sicilia,Sardegna,Calabria e Basilicata che passarono all’opera nazionale
balilla.
5- Dal 1939 al 1945 durante la seconda Guerra Mondiale, l’ANIMI diventa
“opera principessa di Piemonte” con la direzione di Giovanni Gentile.

Ma con i bombardamenti e con la conquista della Sicilia da parte degli


angloamericani resero difficili le opere dell’associazione: i ministeri non
funzionavano,gli uffici chiusi e questa situazione fu prolungata da pochi giorni
ad una decina di mesi,ma solo la sera del 4 giugno 1945 con l’entrata degli
americani l’associazione è salva.
6- Infine alla fine della seconda Guerra Mondiale agli anni ’60 l’associazione
continua la sua opera: con gli interventi di soccorso,gestione degli
asili,costruzione di case per bambini,preparazione di maestre ecc…
Quindi l’attività di ANIMI fu difficile ma molto produttiva. I fondi
provenivano principalmente da enti privati con scarso aiuto da parte dello stato
e dei comuni. ANIMI non venne però riconosciuta come si dovrebbe.

Capitolo 2 - le scuole parallele


La scuola rappresenta sia nel passato che nel presente,un momento importante per la
formazione dell’uomo,ma non è più l’unico luogo dell’educativo. Grazie alla nascita
di strutture definite “ scuole parallele” che collaborano con la scuola. Anche il ruolo
delle biblioteche è sviluppato che collaboravano con la scuola per lo sviluppo
dell’autoistruzione. Nel primo periodo l’associazione istituì biblioteche popolari
affidate quasi sempre a maestri elementari che lo incoraggiava nelle proprie fatiche.

All’interno delle biblioteche inoltre nacquero i centri culturali che erano diverse a
seconda del luogo e del pubblico erano la possibilità di avere una sala,dei libri e
persone colte che permettevano momenti di arricchimento culturale,come lezioni
conferenze sui temi storici artistici e negli anni successivi furono anche integrate
delle diapositive. L’associazione inoltre si era preoccupata di cercare le basi di un
azione economica attraverso biblioteche a dare un’esperienza delle forme di vita per
poi essere continuata senza l’aiuto di esperti. Il fine era quindi lo sviluppo di una
formazione professionale,un’ incremento del fenomeno si registrò nel 2° dopo guerra
sulle leggi restrittive degli americani sulle correnti migratorie.

Capitolo 3 L’opera contro analfabetismo


L’ attività svolta nel mezzogiorno a portato un importante decremento
dell’analfabetismo e lo sviluppo delle scuole popolari da parte dell’ANIMI cominciò
nel 1921 quando lo stato affidò all’ANIMI il compito di provvedere all’educazione
degli adulti di Calabria,Sicilia,Sardegna e Basilicata. Il punto fondamentale di questa
opera è proprio la gravità della scuola.

L’ organizzazione dell’opera prevedeva:

- Una direzione centrale a Roma con Gaetano Piacentini come rappresentante


dell’ANIMI
- Gli uffici regionali coordinati da altrettanti rettori regionali
- I maestri avevano una residenza vicino alla scuola,uno stipendio modesto con
un premio per ogni alunno promosso.
- Le lezioni erano svolte in orari accordati con gli alunni
- Inoltre prevedeva la fornitura di materiale didattico.
L’opera inoltre offriva anche scuole serali e festive ,rivolte al recupero degli adulti
analfabeti.

- Le scuole serali furono subito accolte con entusiasmo infatti raggiunsero fin
dall’inizio elevati numeri di alunni . la scuola prevedeva un numero di 120
lezioni all’anno e terminava con un esame ma il tempo diminuiva la loro
necessità delle scuole serali.
- Le scuole festive erano istituite per i giovani donne analfabete o semianalfabete
a differenza delle serali ebbe un adattamento più costante per i sette anni
successivi. Ma non nelle regioni dove esercitava l’associazione.
- Le scuole rurali diurne avevano un numero limitato e all’inizio i locali erano
miseri e inadatti e le famiglie preferivano mandare i figli propri a lavorare.
Cosi l’associazione si impegno a prendere provvedimenti:
o L’impegno dei direttori regionali a loro spettava la nomina e il controllo
dei maestri
o Le scuole si adattarono alle esigenze della popolazione.

Per quanto riguarda invece le scuole dell’associazione:

 La Sicilia, aveva locali inadatti e con un minimo numero di scuole diurne,stava


aumentando il problema della malattia.
 La Calabria sperimentava diversi tipi di scuola,ma vi era il problema del lavoro
minorile.
 La Basilicata aveva un notevole incremento delle scuole con una
sensibilizzazione dei comuni e cura dei locali.
 La Sardegna fu necessario un sopraluogo perché vi era una netta differenza tra
le scuole statali e quelle dell’ANIMI.

Capitolo 4 Gli asili


Fra le tante opere dell’associazione ci furono anche gli asili. Umberto Zanotti-Bianco
dopo aver visitato i territori del sisma notò notevoli carenze culturali e vi era quindi la
necessità della costruzione di asili. L’asilo era unica forma di assistenza che riusciva
ad attirare con sensi. L’opera degli asili continuò poi anche nel periodo del fascismo.
Tutti gli asili vennero così eretti in ente morale con lo scopo di ottenere sovvenzioni
statali ed avere un’organizzazione interna e personalità giuridica. Inoltre il metodo
educativo adottato negli asili dell’associazione fu quello della MONTESSORI
ritenuto il più adatto per lo sviluppo armonico del bambino. Davano quindi molta
attenzione a ciò che veniva proposto in campo pedagogico nella casa dei bambini
nata a Roma nel 1907 l’associazione,inoltre si preoccupò di fornire ad ogni asilo le
opere principali sia della Montessori che di Rosa Agazzi. Venivano quindi lasciate
libere ogni maestra di approfondire un suo metodo avendo presente i bisogni reali del
bambino.

Capitolo 5 Giuseppe Lombardo Radice


Un altro importante collaboratore dell’associazione fu Giuseppe Lombardo Radice
avvalendosi delle sue capacità per dare alla scuola quell’impronta per favorire il
successo. Lombardo Radice è un pedagogista catanese e aveva tutte le sorelle
maestre. Studiò alla scuola normali di Pisa e dopo varie cattedre di pedagogia nei
ginnasi insegno pedagogia nelle università di Catania. Nel 1923 stila nuovi
programmi della scuola elementare ( su invito di gentile) successivamente si distaccò
dal fascismo dopo il delitto Matteotti e insegnò Pedagogia a Roma ma morì di
crepacuore a cortina nel 1938. Coloro che ebbero maggiore influsso nella sua
Pedagogia furono:

- Croce storico e critico d’arte che sosteneva l’attività pratica accanto a quella
teorica.
- Gentile che affermò l’unicità di educando ed educatore nell’unico atto
educativo.

Per Lombardo Radice la scuola è il luogo dell’incontro di due spontaneicità (ossia


maestro-allievo). È quindi una scuola di COLLABORAZIONE,afferma inoltre che
l’educazione è un auto-educazione quando viene intesa come collaborazione fra
soggetti.

 Scuola come comunità- la riflessione di lombardo radice va in profondità con


un analisi del racconto da istruire tra docenti e docenti. Tra scuola e
famiglia,tra scuola e ambiente sociale. L’efficacia della scuola va quindi oltre
gli alunni. Considera infatti l’alunno concentrato sul loro spirito di alunno
ossia: il maestro educa l’uomo,attraverso l’alunno mira alla famiglia,alla città,
quindi la sua opera di educazione scolastica.
 Il processo di apprendimento: per lombardo radice il momento centrale del
rapporto cognitivo è costituito dalla lezione. La lezione è un incontro con un
problema che è principalmente dell’alunno. È dialogo e ricerca dove il maestro
interviene con la soluzione del problema. La lezione deve procedere da facile
al difficile mettendo come punto di partenza l’esperienza e la scienza come
punto di appartenenza.
 La preparazione professionale dei maestri: lombardo radice pone la sua
attenzione sulla necessità di un adeguato possesso delle tecniche didattiche da
parte del maestro. La sua formazione può svilluparsi attraverso convegni,corsi
e mostre.

Capitolo 6 l’edilizia scolastica


L’associazione oltre all’impiego nella gestione dei diversi ordini di scuola,si
interessò anche al problema della situazione dell’edilizia scolastica ed oltre a
descrivere la situazione evidenziavano anche cause che ne impedivano il
miglioramento. Con il terremoto del 1908 aggravò di più la situazione,ma nel
1911 con la LEGGE DANEO-CEDARO fu stabilità una somma di 240 milioni da
ripartire in 10 anni fra le regioni provinciali d’Italia la somma era in base al
numero delle popolazioni. Con il REGIO DECRETO del 1923 invece le
agevolazioni finanziarie vengono ripartite in base alle percentuali di analfabetismo
e sulla deficienza di aule scolastiche. Nell’edilizia scolastica inoltre l’associazione
coniuga l’attività dell’ente privato con la sollecitazione alle strutture pubbliche. E
questo concetto rientra nella definizione del principio di sussidiarietà: ossia che
quello che fornisce gli strumenti che favoriscono autostima per chi si trova in stato
di bisogno.

Capitolo 7 opere socialmente utili


L’associazione del mezzogiorno inoltre si impegnò anche sul coordinamento e sul
potenziamento delle risorse presenti sul luogo. Ciò avveniva in settori differenti
attraverso iniziative efficacaci. In ambito appunto economico possiamo ricordare:

 Cooperative di lavoro e assistenza contabile proponendo attività lavorative


nell’ambito: agricolo,tessile,artigianale,commerciale con lo scopo di sollecitare
le persone ad unirsi e collaborare insieme. L’esperienza più significativa fu la
costituzione di cooperative di pescatori in Calabria. I pescatori si ritrovano in
condizioni disagiate che si indebitavano per parlare i creditori. Giovanni
Malvezzi si impegno per fa accrescere i guadagni dei pescatori,studiando i
metodi di vendita di parte del prodotto. Inoltre bisognava tentare ad accrescere
anche la produzione lavorando per ricercare mercati nuovi e venne aperto
presso una cooperativa un magazzino di materiale utile alla pesca e di generi
alimentari di prima necessità. Le cooperative di pescatori furono quindi le
prime associazioni legali con scopi economici a vantaggio della collettività
interessata alla pesca.
 Attività di esportazione dei prodotti agricoli – nell’associazione si adoperò
anche per l’incremento dell’esportazione di prodotti agricoli e fu disposto cosi
un primo studio sulle produzioni locali e sui mercati interni meridionali. Ma
furono evidenziati molti problemi come una cultura arretrata,assenza di
organizzazione tra cui agricoltori. Solo i fichi secchi venivano esportati mentre
olio e agrumi venivano venduti sul luogo. Così l’associazione si impegnò a
guidare una nuova impresa di esportazione e cominciò dal prodotto che
sembrava più adatto per iniziare : le castagne di provincia di Cosenza.
 L’associazione fece venire dalla Campania operai ed esperti per la
conservazione della castagna al fine di insegnarlo ai calabresi. Ma inoltre
l’associazione si impegnò anche di procurare a questi prodotti una fiducia e
una correttezza commerciale reciproca.

- Piccole industrie: con il tempo l’associazione propose anche di riattivare alcuni


settori dell’artigianato locale. Cominciando dalle industrie dei tessuti e delle
coperte calabresi aprendo un laboratorio tessile a Reggio Calabria con
l’impegno di far riprendere il lavoro a domicilio. Cosi ci fu un grande
miglioramento per le industrie tessili sia per i disegni che per la colorazione.
L’associazione aiuto anche l’industria del legno che fu fatta conoscere anche
all’estero.

In ambito assistenziale invece:

 Opere di soccorso- per anni l’associazione diede il suo contributo anche in


circostanze di emergenza legate a calamità naturali o a situazioni di guerra. E
davanti a queste situazioni l’associazione metteva a disposizione personale
competente. E negli anni 1914-1915 l’ufficio economico si impegnò per
evitare conseguenze di siccità e della guerra che rendevano difficili le
condizioni agricole. Con l’inizio della 1° guerra mondiale ci furono dei grandi
ribassi nelle tariffe ferroviarie per il trasporto di frumento,fieno,concimi e
mangimi. Cosi l’associazione si impegnava a dare assistenza alle famiglie dei
richiamati e disoccupati. Con il terremoto dell’etna nel 1914 si dedicarono alla
distribuzione di denaro,coperte indumenti ai più bisognosi e altre attività di
soccorso. Con l’avvento della seconda guerra mondiale,con lo sbarco degli
anglo-americani l’associazione non poté operare e cosi si occupò delle famiglie
profughe a Roma.
Capitolo 8 assistenza sanitaria

L’assistenza sanitaria rappresento un’ opera di utilità sociale presente sin dalla
nascita dell’associazione e terminò con la 2° guerra mondiale. Ma
l’associazione si impegnò all’apertura di ambulatori e per l’istruzione di
assistenza domiciliare.
 ISTITUTO DAGNOSTICO DI REGGIO CALABRIA: nel 1919
l’associazione apri a Reggio Calabria un istituto diagnostico per le malattie del
sangue e nervose con lo scopo di offrire prestazioni sanitarie gratuite l’istituto
ebbe inoltre una grande importanza nella lotta contro la tubercolosi. Mentre
l’assistenza sanitaria a domicilio permetteva gli ammalati e prevenire casi a
rischio. Veniva aperto tutti i giorni tranne i festivi per sei ore al giorno.

Ci furono inoltre altri ambulatori in tutto il mezzogiorno:

 COLONIE: il personale dell’associazione necessitava di una struttura adatta ad


ospitare bambini malarici o predisposti alla tubercolosi cosi Umberto Zanotti-
Bianco si impegnò alla costruzione delle colonie. All’interno venivano svolte
attività ricreative e formative come una vera e propria scuola.
 ATTIVITA’ FORMATIVE DI SOSTEGNO: l’associazione offri anche
assistenza sanitaria alle scuole rurali disagiate proponendo: corsi d’igiene alle
maestre per poter cosi svolgere opere di assistenza igienico-sanitarie. Furono
poi organizzate conferenze su temi-igienicosanitari.
MITO DELLA CAVERNA (Platone 7° libro della repubblica)
Scoperta della realtà delle cose che ci circondano: per fare ciò discutete sulla veduta
stessa della realtà. Il sole che brilla all’esterno della caverna rappresenta l’idea del
bene. Platone si riferisce al processo che Socrate dovette subire: tutto il mito diviene
sua metafora della vita del filosofo ateniese che riuscì a risalire la strada verso la
verità,ma venne ucciso per aver tentato di portarla agli uomini,incatenati al mondo
dell’opinione. È difficile per gli uomini affrontare una realtà diversa da quella in cui
si è sempre creduto è più facile continuare a vivere sulla propria comunicazione
sbagliata. Le ombre della caverna sono incompatibili alle bellezze della natura.

Schiavi inoateristi  gli uomini

Catene  ignoranza e passioni che si inchiodano a questa vita

Ombre statuette  cosa del mondo sensibile

Fuoco principio fisico con cui i primi filosofi spiegarono le cose.

Mondo fuori caverna  le idee

Immagini riflesse accanto idee matematiche che preparano alla filosofia

Sole bene ( tutto rende possibile e conciabile)

Commemorazione del sole filosofia

Onori a coloro che sanno vedere ombre falsi sapienti