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Paradigma dinamico -

Pedagogia e didattica della


musica - Facci
Musica
Università degli Studi di Roma Tor Vergata
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PARADIGMA DINAMICO
PARADIGMA DINAMICO è aperto al rinnovamento continuo contro la rigida conservazione del passato.
Statica è invece è una scuola che lavora a comportamenti stagni che si dimentica che tutto si lega a vicenda.

METODO EURISTICO Una caratteristica del Paradigma dinamico è il METODO EURISTICO ossia il metodo di
ricerca e scoperta o problem solving.

PROPRIA CULTURA Uno dei caratteri fondanti di un paradigma educativo dinamico è il riconoscimento di una
PROPRIA CULTURA: la dotazione che ogni individuo possiede.

DOTAZIONE BAMBINO Anche i bambini possiedono una propria cultura: basta osservarli e ascoltarli mentre fanno i
loro giochi vocali, mentre vocalizzano non necessariamente in una forma tonale.Questa cultura del bambino
non è ovviamente un bagaglio innato: si forma attraverso l'educazione indiretta ricevuta dall'ambiente in
cui vive, la ninna nanna, la colonna sonora del suo cartone, il frammento della canzone televisiva.
Il modello statico nega al bambino il posseso di risorse originali perchè è stato egli stesso ad inibirlo.

DIRITTO ALLO STUDIO I Documenti ufficiali della scuola italiana hanno adottato il paradigma dinamico dal 79 in
cui viene riconosciuto a tutti il diritto allo studio e il conseguente dovere di fornire a tutti gli strumenti per
crescere culturalmente. Fino al 63 il destino degli alunni si decideva a 11 anni; ora con il riordino dei cicli di
studio questo termine è stato spostato ad età liceale e senza nemmeno troppa rigidità.

FINALITA' EDUCATIVE, METE, OBIETTIVI I pedagogisti si impegnano ad analizzare le finalità formative, mete e
obiettivi e a farne un catalogo il più possibile esauriente.

OBIETTIVI RADICALI O BASILARI Benjamin Bloom intorno la metà del 900 raccoglie i cosiddetti obiettivi basilari
in 3 grandi campi che presiedono al funzionamento dell'essere umano, ancora più importanti di quelli
disciplinari perchè ne condizionano il raggiungimento:
1. COGNITIVO: conoscenza, comprensione, applicazione, analisi, sintesi, valutazione.
2. AFFETTIVO:realizzare se stessi, acquisizione comportamenti adeguati all'integrazione in
comunità, capacità di mantenere i rapporti appropriati nelle grandi organizzazioni
3. PSICOMOTORIO: movimenti riflessi, movimenti di base, attitudini percettive, qualita fisiche,
movimenti di destrezza, comunicazione non verbale.
I 3 campi basilari non vanno intesi come separati,al contrario si intrecciano indissolubilmente.
OBIETTIVI E NON REQUISITI
Tali capacità basilari sono considerati dagli insegnanti come PREREQUISITI per poter svolgere il
proprio lavoro, solo che è raro vederle possedute dagli allievi che iniziano il cammino scolastico, per cui
sono da considerate obiettivi più che requisiti da programmare all'interno del collegio docenti.
ABILITA' BASILARI IN MUSICA
Anche nella musica è importante che le abilità di base vengano coltivate:
1. MOTORIE: fondamentali alla pratica musicale
2. AFFETTIVE: per il rapporto insegnante-maestro ma soprattutto per cogliere la dimensione
emotiva della musica.
3. COGNITIVE: quelle che presiedono ai processi di produzione e comprensione della musica.
INTELLIGENTE EMOTIVA
La preoccupazione per i risultati mette in secondo piano l'allestimento di un curricolo formativo
delle risorse radicali che sono state chiamate INTELLIGENZA EMOTIVA forse perchè non sono legate
alla terna "leggere,scrivere e contare" producendo figure professionali che possiedono le competenze ma
che difettano in quelle risorse interpersonali necessarie per aver successo nel mondo del lavoro.
Questa lacuna riguarda anche la sfera musicale mettendo il cervello davanti al cuore.

LA MEMORIA Il coinvolgimento emotivo collabora alla MEMORIA MENTALE. Il bambino ad esempio desidera
riprodurre un suono che lasciato un segno nella sua mente. Ciò va ad influire sulla motivazione

FINALITA'EFFETTIVE Da poco accanto alle finalità cognitive e psicomotorie vengono affiancate le finalità affettive:
• ABILITA'AUTOCONCENTRATE: sapersi conoscere fisicamente, apprezzare le proprie prestazioni,
riconoscere i propri stati d'animo, guardare gli spetti positivi delle cose e reagire ai negativi, desiderare di
migliorarsi, essere curiosi verso le novità, ecc.
• ABILITA' DI RELAZIONE: ascoltare gli altri,affrontare le questioni interpersonali, partecipare

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costruttivamente a una discussione,aiutare i membri del gruppo a svoglere compiti comuni, accettare
opinioni differenti dalle proprie e il diverso in generale, accettare le norme della comunità, imparare a
riconoscere la maestria altrui.
ATTEGGIAMENTI MUSICALI
L'insegnante di musica in particolare ha il compito di far maturare abilità specifiche della musica,
ossia gli ATTEGGIAMENTI, la condotta psicologica e mentale che si tiene davanti all'esperienza musicale:
VERSO SE': - ACQUISIRE : confidenza con la propria musicalità e i propri mezzi corporei
- SUPERARE: inibizioni mentali
VERSO IL SUONO: - ACQUISIRE: curiosità e attenzione nei confronti di ogni evento e oggetto sonoro e musicale
- SUPERARE: difficoltà di concentrazione acustica e di rifiuto rispetto ad altri generi musicali
VERSO GLI ALTRI: - ACQUISIRE:rispetto verso le scelte musicali altrui;autonomia di giudizio;piacere a socializz.
- SUPERARE: atteggiamenti di intolleranza, di dipendenza e gregarismo, solipsismo operativo
VERSO IL PENSIERO: - ACQUISIRE: disponibilità a mettere in discussione le proprie scelte musicali
- SUPERARE: atteggiamenti egocentrici

CASALS sostiene che per formare un musicista capace di iniziativa e di interpretare a modo proprio uno spartito è
necessario che egli sappia suonare come sa fare un'altro: imparare a copiare è importante come si fa per le
arti visive. Il punto di vista di Casals riguarda lo studio avanzato degli studi ma questa strategia può
essere adatta ad ogni fase degli studi.

LA CONQUISTA DELLA PROPRIA AUTONOMIA è un obiettivo della pedagogia dinamica.Gli psicologi dell'infanzia
ritengono che la conquista della propria autonomia sia fondamentale per il futuro di un bambino e del
controllo del proprio corpo: ogni freno formerà un adulto in preda ai sensi di vergogna e di dubbio.
L'auotonomia è un valore da alimentare sin dall'inizio del rapporto educativo
L' AUTONOMIA PER LA PEDAGOGIA STATICA è un risultato di anni di addestramento alla dipendenza: dopo anni di
obbedienza ai comandamenti si otterranno i mezzi per vivere autonomamente.
DALCROZE che sia importante EDUCARE AL SENSO CRITICOi bambini per consolidarne l'autonomia.

NELLO STUDIO DELLO STRUMENTO un esempio di educazione alla dipendenza è la lezione in cui l'allievo deve
eseguire il pezzo come vuole il maestro con quelle precise indicazioni di dinamica e agogica.
Un'educazione all'autonomia chiede che fin dall'inizio l'allievo sperimenti modi diversi di esecuzione.
REVISORI Che non esista un'unica soluzione lo confermano le tante versioni di uno stesso brano dei revisori.

CULTURA MUSICALE NEL BAMBINO


Il paradigma statico ritiene che il bambino con l'espressione del suo mondo sonoro, gesti e disegni,
sia un'imperfezione da condurre alla perfezione. Ma un bambino esprime perfettamente il suo mondo
fondendo perfettamente tutto il suo repertorio di ninna nanne, filastrocche, canzoni di cartoni animati ecc.
COLEMAN FA UN PARAGONE CON CIVILTA' PRIMITIVE: tutto ciò che può fare un primitivo in musica può farlo un
bambino a cominciare dalla costruzione di strumenti musicali e della loro pratica: lo sviluppo dell'uomo è in
pratica un rapido riassunto dell'evoluzione del genere umano.
L'EDUCAZIONE MUSICALE FORMALE che si impartisce a scuola non può ignorare l'esistenza di una cultura
musicale del bambino acquisita dall'ambiente: un'educazione musicale dinamica non nega il sistema già
costituito ma lo dotta come fondamento.

CREATIVITA' Se si diventa autonomi offrendo spazi espressivi alla propria interiorità si diventa CREATIVI. In una
scuola statica lo spazio concesso alla creatività tende a 0 mentre è un principio cardine di quella dinamica.
Esistono 2 tipi di creatività che entrambe manipolano materiale derivanti dalla cultura di appartenenza:
1. CREATIVITA' COSTRUTTIVA edifica opere chiuse
2. CREATIVITA' GENERATIVA è una variazione pratica, derivata dal concetto di CHOMSKY di abilità
linguistica generativa che il paradigma dinamico prommuove come competenza necessaria.

IL BAMBINO fa un uso creativo dal suono fin dai primi anni di vita: non si limita a ripete quello che sente ma lo
manipola i suoni improvvisando in continuazione con la voce, come con i colori e le parole: tra i 5 e i 7
anni il bambino sperimenta, impara per prove ed errori passando molto tempo a pasticciare con lo strumento

STUDI Sull'improvvisazione e le composizioni del bambino sono state dedicati molti studi:
• RUSSEAU fin dal XIII sec. ROUSSEAU si era espresso sull'importanza di sollecitarela creatività musicale:
il suo intento era convogliare le espressioni musicali dei bambini verso la sensibilita musicale adulta.

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• MOORHEAD E POND ritengono invece che l'espressione della musicalità del bambino non è da considerarsi
imperfetta ma come qualcosa di valido: le melodie non sono stonate, semplicemente sono esterne al sistema
tonale. I bambini hanno il oro vocabolario e l'insegnante ha il compito di aiutare il loro sviluppo.

CONOSCENZA REGOLE L'errore in cui incappa l'insegnante statico è credere che si possa inventare musica solo
quando si conoscono le regole e la teoria musicale: la creatività è infatti molto trascurata nei conservatori.
IMPROVVISAZIONE
Nel XVIII secolo fino alla metà del XIX ogni allievo si esercitava ad improvvisare sullo strumento su
formule assegnate dal maestro fin dai primi momenti dello studio: l'insegnante scriveva 4 o 8 battute per
l'allievo che poi veniva invitato ad inventarne delle altre.
BENEFICI PRATICA CREATIVA
La pratica creativa può portare diversi benifici come disporre del materiale di studio diversamente da come
appare in studi ed esercizi o addirittura può avere una funzione catartica in grado di abbattere delle tensioni.

INFORMATICA e INTERNETUn altro aspetto che ha cambiato il modo di approcciare allo studio della musica è la
tecnologia: software, campionatori e Internet sono strumenti nuovi per veicolare contemuti vecchi.

GENIO La pedagogia statica tende a impiegare tutte le energie nella coltivazione del talento trascurando il resto
dei ragazzi.Una pedagogia dinamica invece non nega il talento ma lo offre come uno stimolo ai meno dotati

TRACCIA-STIMOLO Negli anni 60 dei musicisti si dedicavano ad una pratica musicale che non prevedeva delle
partiture convenzionali, ma il compositore forniva delle tracce stimolo al musicista che metteva in moto la
propria creatività. Su questo orientamento negli anni 70 alcuni compositori didatti estesero questa pratica
agli alunni ma anche agli adulti che dal pubblico venivano invitati a interagire attivamente alla musica.
ETNOMUSICOLOGI Il risultato si avvicina a quelle pratiche descritte dai musicologi in cui alla performance
prende parte tutta la comunità. Ma mentre in quelle comunità questo è l'unico modo di far musica praticato,
da noi il musicista ha bisogno di acquisire delle competenze e l'azione creativa va contestualizzata.
EDUCAZIONE MUSICALE
INTEGRALE Secondo un paradigma dinamico il linguaggio musicale si fonda sulla duplice esperienza di:
1. IMPARARE AD ESPRIMERSI attraverso l'uso creativo della voce o degli strumenti
2. PRATICARE E CAPIRE IL REPERTORIO ereditato

QUALITA' E QUANTITA' Con il poco tempo a disposizione che ha un insegnante il miraggio della completezza si
rivela impossibile. L'insegnante dinamico è consapevole dei limiti e non ha interesse alla quantità ma alla
qualità dell'esperienza: riempire quindi la giornata di esperienze forti capaci di stimolare gli ingranaggi
affettivi e cognitivi del bambino; capaci di far capire all'alunno come fare per estendere le proprie
competenze oltre il livello raggiunto a scuola.
CANTARE A PRIMA VISTA
Un esempio è il cantare a prima vista imparando a intonare gli intervalli: intonare una melodia complessa
non può essere un obbiettivo della scuola dell'obbligo ma si può insegnare ad un bambino già a intonare una
melodia con due note, o alle scuole medie una melodia pentafonica, dando così l'input per estendere la
propria competenza a gradi più avanzati.

IL MUSICISTA INTERO diversi pedagogisti hanno espresso l'importanza di essere un musicista completo:
• JAQUES-DALCROZE (uno dei maggiori pedagogisti del 900) sottolineava l'importanza di imparare ad
ascoltare e a comprendere al fine di sviluppare un gusto e facoltà analitiche.
• ROUSSEAU riteneva che fosse importante prima di tutto imparare a cantare, poi a suonare con e senza la
notazione, poi comporre e improvvisare
• FUHRMANN nel 1700 raccomandava che ogni musicista venisse istruito nelle 3 branche fondamentali
della competenza musicale:la musica teoretica, practica (cantare e suonare), poetica (comporre).
MONOCULTURA
Nella didattica pre-ottocentesca lo studente di musica oltre ad imparare a suonare diversi strumenti
imparava a comporre e ad improvvisare. Dall'800 si sviluppa la MONOCULTURA al posto della
PLURICULTURAin poi l'attività del musicista si specializza su un unico strumento e ogni allievo si pone
come traguardo finale la produzione del pezzo di bravura.
Quindi ad ogni insegnante viene dato un solo compito: strumento, canto , solfeggio o composizione.
ARTE AGLI ARTISTI
Un altro principio che si sviluppa è quello che l'arte va lasciata agli artisti per 2 motivazione:
1. non bisogna coltivare illusione negli inetti, ma quale sia il livello per definire un alunno inetto non è ben

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chiaro anche perchè in alcune occasioni quando ci sono i posti a disposizione in conservatorio anche al più
scarso viene data la possibilità mentre quando i posti scarseggiano anche chi è mediamente dotato viene
tagliato fuori.
2. Motivazione di natura estetica: da mano di inetti potranno uscire solo opere musicali scarse.
MUSICA PER SE STESSI
In generale una scuola musicale statica osteggia l'iniziativa individuale di chi non sia particolarmente dotato
Ma la possibilità di fare musica è una risorsa a disposizione della persone gratificante prima per se che per
un pubblico. Bisogna cantare e suonare prima di tutto per se stessi.
SOCIALIZZAZIONE
Una degli aspetti più importanti dell'esperienza musicale è la possibilità di socializzare, esperienza
gratificante e motivante; ma sembra che questo valga molto meno nel Conservatorio i cui programmi sono
essenzialmente solistici e la musica d'insieme è solo un corso complementare.
MUSICA D'INSIEME
L'idea è che se un allievo sa padroneggiare il repertorio solistico potrà affrontare meglio quello d'insieme,
ma suonare insieme richiede competenze avanzate come lettura a prima vista, capacità di adattare il proprio
suono all'insieme, adattarsi prontamente ai cambiamenti richiesti dal direttore.
CANTO D'INSIEME
Importante nell'educazione musicale del bambino è il canto fatto insieme, attività parecchio trascurata nella
tradizione delle nostre scuole musicali, ma si può suonare bene solo se si sa cantare: è dal canto che nasce la
spinta a cercare il suono con le mani.

STIMOLO MOTIVAZIONALE Il paradigma statico mette al centro il nozionismo. Le nozioni si mantengono con un e
sercizio costante ma che tendino a decadere è fisiologico, ciò che è grave è che la persona non senta più lo
stimolo a ripercorrere quei fenomeni di cui le nozioni sono solo il supporto esterno: solo se si ha avuto uno
stimolo motivazionale si sentirà il bisogno di recuperare quelle nozioni altrimenti sarà un fallimento.
MUSICA BISOGNO ESSENZIALE?
Circa il discorso se la musica possa fare o meno parte dei bisogni essenziali è una disputa che esiste già dai
tempi di Cicerone in cui il suo maestro riteneva che la musica fosse occupazione senza scopo che non vale
più che come decoro di banchetti.
PROGRAMMA ADATTATO AI BISOGNI
Il programma scolastico statico si ripropone identico da anno in anno; il paradigma dinamico ritiene che un
programma debba adattarsi ai bisogni, al tempo e alla società in cui vive l'alunno. Perchè un contenuto sia
formativo deve essere significativo per il soggetto tale che possa essere interiorizzato e servirgli nella vita
BISOGNI PROFONDI MUSICALI
Per l'insegnante di musica un'esperienza merita di essere proposta a scuola solo se soddisfa i bisogni
profondi dell'alunno che si riassumono nella piena realizzazione del proprio potenziale e delle proprie
inclinazioni.
CULTURA Il termine cultura è ciò che accomuna i 2 paradigmi ma per il paradigma statico l'individuo colto è colui
che sa un sacco di cose, per il paradigma dinamico è la testa ben pensante ossia quella che sente
soddisfatta i propri bisogni: non potrebbe produrre cultura ciò che è estraneo alla vita della persona.
CIARPAME O CAPOLAVORO
Un'opera importante potrebbe essere immondizia se non mette in moto le risorse personali mentre invece
una variazione sul tormentone estivo può far crescere la competenza musicale nell'alunno.
GERARCHIE DI MUSICA
Mentre il paradigma statico stabilisce una gerarchia rigorosa nel repertorio musicale, il paradigma dinamico
attinge alla totalità delle musiche per raggiungere i diversi obiettivi formativi.
GERARCHIE DI STRUMENTI
Lo stesso avviene per gli strumenti: erano ad esempio ritenuti strumenti di serie b la fisarmonica o il sax o
certi strumento giocattolo. E' sicuramento importante educare il senso timbrico del bambino ma ciò non
toglie che un insegnante possa impiegare efficacemente qualsiasi fonte sonora

CURIOSITA' La meta principale di un paradigma dinamico è rivitalizzare gli interessi e far rifiorire la curiosità; la
mancanza di questi elementi conduce ad un fallimento esito della scuola statica basata sulle nozioni.

MOTIVAZIONE Si studia se si è fortemente motivati ad affrontare l'impegno. La motivazione conosce stadi definiti
legati all'età: da piccoli si punta al successo immediato, più avanti si punta a mantenere i successi acquisiti
La motivazione può diminuire con l'aumentare della complessità: per questo all'insegnante è richiesta
un'abilità motivazionale crescente con l'aumento della complessità e l'alunno deve sapere a cosa gli servirà.
Bisogna quindi coniugare l'approccio cognitivo con quello affettivo.

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IL SUCCESSO DELL'INSEGNANTE sarà stabilito dalla voglia di continuare o meno dell'alunno: l'insuccesso
maggiore per un insegnante non sarà la figura poco brillante del proprio allievo all'esame ma l'abbandono
dello strumento dopo il diploma
INTERESSI E BISOGNI
Gli interessi alimentano lo stimolo ad apprendere di più. L'educatore dinamico fa leva sugli interesse per
poter soddisfare i bisogni mentre l'insegnante statico è indifferente sia agli interessi che ai bisogni.
Ma gli interessi possono corrispondere a desideri occasionali,indotti da una pressione pubblicitaria o da
un'aspirazione competitiva.
Gli interessi forniscono all'educatore dinamico l'esca iniziale, la motivazine di partenza i bisogni
fornisconoo i traguardi educativi.
PROCESSO CIRCOLARE
Ma un altro modo di definire una strategia educativa dinamica è far emergere dalla profondità dei bisogni
(inavvertiti) nuovi interessi (consapevoli e ricercati) instaurando quindi un processo circolare.
Tutta la didattica del canto o dello strumento si impianta su questa circolarità fra interessi e bisogni.

PARADIGMA RICREATIVO si illude di soddisfare i bisogni dei ragazzi lasciandoli vagabondare dove li seduce
l'interesse del momento e la necessità della tecnica come requisito per far musica in modo soddisfacente
non è contemplata

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