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Pandemia

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Pandemia dell'influenza spagnola del 1918


Una pandemia (dal greco pan-demos, "tutto il popolo") è una malattia epidemica che,
diffondendosi rapidamente tra le persone, si espande in vaste aree geografiche su
scala planetaria, coinvolgendo di conseguenza gran parte della popolazione
mondiale, nella malattia stessa o nel semplice rischio di contrarla.[1][2][3] Tale
situazione presuppone la mancanza di immunizzazione dell'uomo verso un patogeno
altamente virulento. Nella storia umana si sono verificate numerose pandemie, tra
cui le pandemie sotto elencate nella sezione “Pandemie nella storia”.

Indice
1 Definizione
1.1 Le classificazioni dell'OMS
2 Pandemie nella storia
3 Note
4 Voci correlate
5 Altri progetti
6 Collegamenti esterni
Definizione
La parola pandemia deriva dal greco "pandemos", che significa "tutta la
popolazione": demos significa popolazione, pan significa tutti. "Pandemos" è quindi
un concetto secondo cui si ritiene che l'intera popolazione mondiale sarà
probabilmente esposta ad un'infezione e potenzialmente una parte di essa si
ammalerà.[4]

Il termine si applicherebbe solo a malattie o condizioni patologiche contagiose. Di


conseguenza, molte patologie che colpiscono aree molto grandi o l'intero pianeta
(per esempio il cancro) non sono da considerarsi pandemiche.

Secondo l'Organizzazione mondiale della sanità, le condizioni affinché si possa


verificare una vera e propria pandemia sono tre:

1. la comparsa di un nuovo agente patogeno;

2. la capacità di tale agente di colpire gli umani;

3. la capacità di tale agente di diffondersi rapidamente per contagio[5].

Vi sono state diverse critiche a questa definizione, essendo venuta a mancare la


specifica di gravità, pertanto anche virus con bassissimi indici di conseguenze
gravi possono essere inclusi nella definizione di pandemia.[6][7]

Nel maggio 2009 il dott. Keiji Fukuda, vicedirettore generale ad interim del
settore Qualità, sicurezza e ambiente dell'OMS ha affermato che «Un modo semplice
di pensare alla pandemia è dire: [...] una pandemia è un focolaio globale.
Significa che vediamo sia la diffusione dell'agente infettivo [...] che le attività
della malattia, oltre alla diffusione del virus».[8]
Gli esperti riconoscono che dichiarare una pandemia possa essere politicamente
gravoso perché può scuotere i mercati, portare a restrizioni più drastiche per i
viaggi e il commercio, e stigmatizzare le persone provenienti dalle prime regioni
colpite, ma al contempo può stimolare i paesi a prepararsi all'eventuale arrivo del
virus.[9]

Il dott. Anthony Fauci, direttore del National Institute of Allergy and Infectious
Diseases degli Stati Uniti, ha dichiarato all'inizio di febbraio 2020 che tuttora
non esiste una definizione scientifica e definitiva di ciò che costituisce una
pandemia.[4]

Le classificazioni dell'OMS

Le fasi della pandemia come da ultima guida dell'OMS "Guida alla gestione del
rischio di influenza pandemica" del 2017.
L'OMS ha utilizzato una classificazione in 6 stadi che descriveva il processo
mediante il quale un nuovo virus influenzale procede dalle prime infezioni iniziali
nell'uomo arrivando ad una pandemia. Questo processo inizia con un virus che
infetta principalmente gli animali (periodo inter-pandemico), seguito da alcuni
casi in cui gli animali infettano le persone, quindi passa attraverso la fase in
cui il virus inizia a diffondersi direttamente tra le persone (periodo di allerta
pandemica) e termina con una pandemia quando le infezioni del nuovo virus si sono
diffuse in tutto il mondo (pandemia).

In previsione di una futura possibile pandemia influenzale, nel 1999 l'OMS ha


pubblicato un documento guida sulla preparazione alle pandemie, aggiornato nel 2005
e nel febbraio 2009, che definisce le fasi e le azioni appropriate per ogni fase,
in un promemoria intitolato "Descrizioni delle fasi della pandemia dell'OMS e
principali azioni per fase".[10]

La revisione del febbraio 2009 comprende le definizioni di pandemia e le fasi che


portano alla sua dichiarazione.[11][12] Tutte le versioni di questo documento si
riferiscono all'influenza. Le fasi sono definite in base alla diffusione della
malattia; virulenza e letalità non erano prese in considerazione nella definizione
dell'OMS, sebbene in passato lo fossero state.

Le fasi possono essere così definite:

Periodo Interpandemico
Fase 1: Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Un virus
che ha causato influenza in qualcuno può essere presente negli animali. Se presente
negli animali, il rischio di contagio per gli umani è considerato basso.
Fase 2: Nessun sottotipo di virus è stato riscontrato negli esseri umani. Tuttavia,
un sottotipo di virus presente negli animali potrebbe essere potenzialmente
pericoloso in caso di salto di specie.
Periodo di allerta pandemica
Fase 3: Infezioni di esseri umani con un nuovo sottotipo di virus, ma nessuna
diffusione fra umani stessi, o al massimo soltanto rare istanze causate da stretto
contatto.
Fase 4: Limitata trasmissione tra umano e umano ma la diffusione è altamente
localizzata, il che suggerisce che il virus non è ancora adattato agli esseri
umani.
Fase 5: Trasmissione da umano a umano ancora localizzata ma più semplice, il che
suggerisce che il virus si sta adattando agli esseri umani, ma potrebbe non essere
ancora pienamente trasmissibile (rischio sostanziale di pandemia).
Periodo Pandemico
Fase 6: Pandemia: trasmissione aumentata e continua fra la popolazione.
La guida del 2009 è stata revisionata nel 2013 con la guida "Gestione del rischio
di influenza pandemica: guida intermedia dell'OMS".[13]
Queste due guide sono state sostituite ed aggiornate dalla "Guida alla gestione del
rischio di influenza pandemica" del maggio 2017, che pone come principali
aggiornamenti l'allineamento alle altre politiche delle Nazioni Unite per la
gestione delle crisi e delle emergenze, e l'inclusione dello sviluppo
significativo, degli ultimi anni, delle strategie vaccinali durante l'inizio di una
pandemia.[10][13]

In generale, secondo quanto dichiarato da Anthony Fauci, l'OMS evita di dichiarare


"pandemie" le situazioni di salute pubblica che non sono pandemie influenzali.[4]
Nel febbraio 2020, il portavoce dell'OMS Tarik Jasarevic ha affermato che «non
esiste una categoria ufficiale» di pandemia: «L'OMS non utilizza il vecchio sistema
di 6 fasi con cui alcune persone potrebbero avere avuto familiarità per il caso
dell'H1N1 del 2009».[14]

A marzo 2020, a seguito della Pandemia di COVID-19 del 2019-2020, l'OMS dichiara
che per la prima volta si assiste ad una pandemia da Coronavirus.[15]

Pandemie nella storia


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La maggior parte dei virus che hanno causato pandemie sono zoonotici, ovvero
originati da un contagio interspecie; due esempi tipici sono l'influenza e la
tubercolosi. Fra le pandemie più catastrofiche si possono annoverare:

Febbre tifoide durante la guerra del Peloponneso, 430 a.C. La febbre tifoide uccise
un quarto delle truppe di Atene ed un quarto della popolazione, nel giro di quattro
anni. Questa malattia fiaccò la resistenza di Atene, ma la grande virulenza della
malattia ha impedito un'ulteriore espansione, in quanto uccideva i suoi ospiti così
velocemente da impedire la dispersione del bacillo. La causa esatta di questa
epidemia non fu mai conosciuta. Nel gennaio 2006 alcuni ricercatori della
Università di Atene hanno ritrovato, nei denti provenienti da una fossa comune
sotto la città, presenza di tracce del batterio.
Peste antonina, 165-180. Una pandemia presumibilmente di vaiolo, portata dalle
truppe di ritorno dalle province del Vicino Oriente, uccise cinque milioni di
persone. Fra il 251 e il 266 si ebbe il picco di una seconda pandemia dello stesso
virus; pare che a Roma in quel periodo morissero 5.000 persone al giorno.
Morbo di Giustiniano, a partire dal 541; fu la prima pandemia nota di peste
bubbonica. Partendo dall'Egitto giunse fino a Costantinopoli; secondo lo storico
bizantino Procopio, morì quasi la metà degli abitanti della città, a un ritmo di
10.000 vittime al giorno. La pandemia si estese nei territori circostanti,
uccidendo complessivamente un quarto degli abitanti delle regioni del Mar
Mediterraneo occidentale.
La Peste nera, a partire dal 1300. Ottocento anni dopo la strage di Costantinopoli,
la peste bubbonica fece il suo ritorno dall'Asia in Europa. Nel 1346 fu portata in
Europa orientale dai Tartari che assediavano la colonia genovese di Caffa
(l'odierna Feodosia), e successivamente in Sicilia dai mercanti italiani
provenienti dalla Crimea, diffondendosi in tutta Europa e uccidendo venti milioni
di persone in sei anni (un terzo della popolazione totale del continente).
Il tifo, chiamato anche "febbre da accampamento" o "febbre navale" perché tendeva a
diffondersi con maggiore rapidità in situazioni di guerra o in ambienti come navi e
prigioni. Emerso già ai tempi delle Crociate, colpì per la prima volta l'Europa nel
1489, in Spagna. Durante i combattimenti a Granada, gli eserciti cristiani persero
3.000 uomini in battaglia e 20.000 per l'epidemia. Sempre per via del tifo, nel
1528 i francesi persero 18.000 uomini in Italia; altre 30.000 persone caddero nel
1542 durante i combattimenti nei Balcani. La grande armée di Napoleone fu decimata
dal tifo in Russia nel 1811. Il tifo fu anche la causa di morte per moltissimi
reclusi dei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale.
Pandemie di colera:
1816-1826: precedentemente confinata all'India, la malattia si diffuse dal Bengala
fino alla Cina e al Mar Caspio;
1829-1851: toccò l'Europa (Londra nel 1832), Canada, e Stati Uniti (costa del
Pacifico);
1852-1860: principalmente diffusa in Russia, fece più di un milione di morti;
1863-1875: diffusa principalmente in Europa e Africa;
1899-1923: ebbe poco effetto sull'Europa grazie anche ai progressi nella salute
pubblica; la Russia ne fu di nuovo colpita duramente;
1960-1966: l'epidemia chiamata El Tor colpì l'Indonesia, raggiunse il Bangladesh
nel 1963, l'India nel 1964, e l'Unione Sovietica nel 1966.
L'influenza spagnola, 1918-1919. Iniziò nell'agosto del 1918 in tre diversi luoghi:
Brest, in Francia; Boston, nel Massachusetts; e Freetown in Sierra Leone. Si
trattava di un ceppo di influenza particolarmente violenta e letale. La malattia si
diffuse in tutto il mondo, uccidendo 50 milioni di persone. Sparì dopo 18 mesi.
L'influenza asiatica, 1957-1960. Rilevata per la prima volta in Cina nel febbraio
del 1957, raggiunse in seguito l’Europa e gli Stati Uniti. Fece in tutto il mondo
circa 2 milioni di morti. [16][17] Il ceppo era l’H2N2.
L'influenza di Hong Kong, 1968-1969. Il ceppo H3N2, emerso a Hong Kong nel 1968,
raggiunse nello stesso anno gli Stati Uniti e fece 34.000 vittime. Un virus H3N2 è
ancora oggi in circolazione.
L'epidemia di HIV/AIDS, dal 1981. Si propagò in maniera esponenziale in tutti i
Paesi del mondo, uccidendo circa tre milioni di persone (stime UNAIDS). Dal 1996
una terapia farmacologica blocca il decorso della sindrome immunodepressiva (per lo
meno in quei Paesi in cui i malati possono accedere ai farmaci), ma non elimina il
virus dai corpi degli individui; sebbene la malattia sia oggi cronicizzabile e
raramente letale (nel mondo sviluppato), continua il suo contagio, legato a fattori
comportamentali.
L'influenza A H1N1, 2009-2010, detta anche "influenza suina" perché trasmessa da
questo animale all'uomo. Il suo focolaio iniziale ha avuto origine in Messico,
estendendosi poi in soli 2 mesi a quasi 80 Paesi. In Europa e Paesi limitrofi, al
31 agosto 2009 i casi accertati erano 46.016 e le morti accertate 104. Nel resto
del mondo i casi di morte accertati furono 2.910[18]. Nel mese di agosto 2010 l'OMS
ha dichiarato chiusa la fase pandemica. Attualmente il virus H1N1 si comporta
similmente ad altri virus stagionali (cosiddetta fase post-pandemica)[19].
l'epidemia di Covid-19, dal 2019. È una pandemia della malattia respiratoria COVID-
19, causata dal coronavirus SARS-CoV-2 (detto anche semplicemente “coronavirus”),
proveniente da Wuhan (Cina) e diffusasi rapidamente in tutto il resto del mondo nel
2020.[20] È la prima epidemia ad essere dichiarata pandemia dall'OMS dopo la
pubblicazione delle linee guida del 2009.
L'incontro fra gli esploratori europei e le popolazioni indigene di altre zone del
mondo spesso fu causa di epidemie e pandemie violentissime. Il vaiolo uccise metà
della popolazione di Hispaniola nel 1518, e seminò il terrore in Messico intorno al
1520, uccidendo 150.000 persone (incluso l'imperatore) solo a Tenochtitlán; lo
stesso morbo colpì violentemente il Perù nel decennio successivo. Il morbillo fece
altri due milioni di vittime tra i nativi messicani nel XVII secolo. Ancora fra il
1848 e il 1849, circa un terzo della popolazione nativa delle isole Hawaii morì di
morbillo, pertosse e influenza.

Moltissime sono anche le epidemie di cui restano testimonianze storiche ma delle


quali è impossibile identificare l'eziologia. Un esempio particolarmente
impressionante è quello della cosiddetta malattia del sudore che colpì
l'Inghilterra nel XVI secolo; più temibile della stessa peste bubbonica, questa
malattia aveva un decorso esiziale rapidissimo.

Note
^ pandemia - Ganzanti Linguistica online, su garzantilinguistica.it.
^ pandemia - Sapere.it, Enciclopedia on-line De Agostini, su sapere.it.
^ pandemia in "Dizionario di Medicina" - Treccani, su treccani.it.
Jacqueline Howard CNN, What is a pandemic?, su CNN. URL consultato il 9 marzo
2020.
^ WHO | The classical definition of a pandemic is not elusive, su WHO. URL
consultato il 7 aprile 2020.
^ (EN) Peter Doshi, The elusive definition of pandemic influenza, in Bulletin of
the World Health Organization, vol. 89, 2011-07, pp. 532–538,
DOI:10.2471/BLT.11.086173. URL consultato il 22 febbraio 2020.
^ WHO | The classical definition of a pandemic is not elusive, su WHO. URL
consultato il 22 febbraio 2020.
^ Transcript of virtual press conference with Gregory Hartl, WHO Spokesperson for
Epidemic and Pandemic Diseases, and Dr Keiji Fukuda, Assistant Director-General ad
Interim for Health Security and Environment, World Health Organization (PDF), su
Organizzazione Mondiale della Sanità.
^ (EN) U.N. Declines to Label COVID-19 as a Pandemic While Outbreaks Multiply, su
Time. URL consultato il 9 marzo 2020.
WHO | Pandemic influenza preparedness and response, su WHO. URL consultato il 9
marzo 2020.
^ Wayback Machine (PDF), su web.archive.org, 13 maggio 2011. URL consultato il 9
marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 13 maggio 2011).
^ Wayback Machine (PDF), su web.archive.org, 10 settembre 2011. URL consultato il 9
marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 10 settembre 2011).
WHO | Pandemic Influenza Risk Management, su WHO. URL consultato il 9 marzo 2020.
^ (EN) WHO says it no longer uses 'pandemic' category, but virus still emergency,
in Reuters, 24 febbraio 2020. URL consultato il 9 marzo 2020.
^ (EN) Coronavirus Disease (COVID-19) - events as they happen, su www.who.int. URL
consultato l'11 marzo 2020 (archiviato dall'url originale l'11 marzo 2020).
^ Sito della BBC
^ GlobalSecurity.org
^ Copia archiviata (PDF), su ecdc.europa.eu. URL consultato il 9 novembre 2009
(archiviato dall'url originale il 23 novembre 2009).
^ (EN) Pandemic (H1N1) 2009, who.int. URL consultato il 23 febbraio 2020.
^ al 30 marzo 2020 la pandemia ha contagiato 781441 persone e ne ha uccise 37578
Coronavirus, l'Oms dichiara la pandemia - Salute & Benessere, su ANSA.it, 11 marzo
2020. URL consultato l'11 marzo 2020.
Voci correlate
Endemia
Epidemia
Pandemia influenzale
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Collegamenti esterni
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pandemic.org. URL consultato il 26 luglio 2019 (archiviato dall'url originale il 10
marzo 2012).
Illness in ConText: parole di filosofia e orientamento nella pandemia, Istituto per
il Lessico Intellettuale Europeo e Storia delle Idee - CNR (2020)
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