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Tra il 400 e il 500 si sviluppa sia le conoscenze scientifiche sia di quelle geografiche:

viene negata l’antica teoria geocentrica e nasce una nuova visione dell’universo;

i progressi della cartografia e delle tecniche nautiche favoriscono l’avvio di grandi

viaggi di esplorazione

Gli studi dell’astronomo polacco Copernico mettono in crisi la teoria geocentrica di Aristotele e Tolomeo..

 L’antica teoria viene sostituita dalla teoria eliocentrica:il sole, e non la terra, è al centro dell’universo;la
terra e gli altri pianeti gli ruotano intorno.
 Confronta l’ipotesi geocentrica,che è conforme al racconto della Genesi nella Bibbia
 si discosta dal punto di vista naturale di chi osserva il movimento del sole nel cielo;

Per l’affermazione della nuova teoria sarà necessario ancora molto tempo e il contributo di studiosi come:

 il tedesco Giovanni Keple che scoprirà leleggi che regolano il motodei pianeti;
 il pisano Galileo Galilei che perfezionerà il telescopio e sosterrà la teoria copernicana.

Oltre all’astronomia il nuovo modo di guardare il mondo sono le mappe geografiche

 Si fano nuovi studi sul globo terrestre, non basati sui racconti favolosi degli antichi;
 Paolo Toscanelli costruisce la prima mappa geografica moderna , che dimostra la possibilità di raggiungere
le Indie attraversando l’Atlantico.

Inizia l’era dei viaggi di esplorazione:

 Nella seconda metta del 400 inizia l’era dei viaggi di sviluppo ,apaiono altri percorsi per traversare da un
concinente ad altro

Nel 1453 accade la caduta in mano turca dell’Impero bizantino ,che :

 rende più difficile il commercio di seta, spezie e pietre preziose con l’Oriente.
 Portogallo e Spagna hanno interesse ad aprire nuove rotte atlantiche per ottenere la supremazia
commerciale.

Alla conquista del Nuovo Mondo:

I primi che volevano conquistare il nuovo mondo sono stati i portoghesi Bartolomeo Diaz, Vasco da Gama e
Ferdinando Magellano.

Il 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo attraversa l’Atlantico e sbarca nei Caraibi era convinto di aver raggiunto le
Indie. AmerigoVespucci, successivamente,dimostrerà che le terre scoperte da Colombo sono un nuovo continente.

Nel 1494 Spagna e Portogallo firmano il trattato di Tordesillas, che si tratava di rispettive aree di espansione
coloniale: nascono cosìi primi nuclei di quelli che diventeranno i grandi Imperi coloniali spagnolo e portoghese.

Numerosi avventurieri, i conquistadores, si riversano nel nuovo continente spinti da leggende su enormi tesori in
esso conservati.

Convinti inoltre della superiorità della civiltà europea e della fede cattolica:

 distruggono la cultura dei popoli precolombiani;


 sottopongono gli indios a una cristianizzazione forzata.

Ma come controllare politicamente le nuove colonie così distanti dall’Europa?


Le colonie spagnole

 Il re di Spagna affida a funzionari civili i territori che vengono ripartiti tra coloni spagnoli (encomenderos);
 gli indios vengono ridotti in schiavitù e costretti a lavorare in condizioni spesso disumane.

Le colonie portoghesi

Diversa è la situazione di Portogallo, che non ha popolazione in esubero e non può permettersi una penetrazione
coloniale. Per questa ragione punta sulla costituzione di una serie di scali commerciali che: garantiscono una fitta
rete di scambi; gli consentono di monopolizzare il commercio con l’Oriente.

La tratta degli schiavi

Se molti indios muoiono fiaccati dalle fatiche e dalle violenze, altri invece sono vittime delle nuove malattie portate
dagli europei

Per eviatre queste cose , i dominatori ricorrono sempre più spesso all’importazione di schiavi dall’Africa: in breve
tempo, la tratta degli schiavi diventerà uno dei commerci principali

In Europa intanto si apre un importante dibattito sulla natura degli indios:

 alcuni intellettuali difendono l’umanità degli indios e sostengono il loro diritto a essere trattati senza
brutalità;
 altri ritengono invece che gli indios siano solo homunculi privi di intelligenza e sostengono che sia giusto
trattarli come schiavi.

Fallito il sogno imperiale di Carlo V, in Europa nella seconda metà del Cinquecento si affermano tre grandi
monarchie nazionali:

 la Spagna, che vive un periodo di splendore nelnquale, però, maturano segnali di crisi;
 l’Inghilterra, che contrasta la Spagna e si avvia andiventare una grande potenza;
 la Francia, dove il consolidamento della monarchia deve far fronte a laceranti guerre di religione.

Il secolo d’oro della Spagna

Il Cinquecento viene considerato il siglo de oro della Spagna, cioè l’epoca del massimo splendore artistico della
monarchia iberica.

In questo periodo, in Spagna e nelle Fiandre spagnole sono attivi:

 i pittori Jeronimus Bosch, El Greco e Rubens;


 il poeta Luis de Góngora, il drammaturgo Lope de Vega e lo scrittore Miguel de Cervantes,autore del Don
Chisciotte.

Nel 1556 sale sul trono spagnolo Filippo II, che regnerà a lungo su domini molto vasti.

Stabilitosi a Madrid, il nuovo sovrano:

 governa come un sovrano assoluto;


 controlla anche la gerarchia ecclesiastica;
 perseguita i discendenti di ebrei (conversos) e musulmani (moriscos) convertiti al cattolicesimo.

L’arretratezza socio-economica

Nonostante queste ricchezze, però, il quadro socio-economico spagnolo resta arretrato:

 l’agricoltura è legata al latifondo e la nobiltà disprezza ogni attività imprenditoriale;


 una pesante pressione fiscale impoverisce i ceti produttivi e disincentiva gli investimenti.

La fiorente economia dei Paesi Bassi

Di segno opposto è la situazione dei Paesi Bassi, molto diversi dalla Spagna per struttura economico-sociale e per
mentalità:

 le province godono di una grande autonomia economica, amministrativa e giudiziaria;


 la società è prevalentemente urbana,ricca ed evoluta;la borghesia è dedita ai commerci;
 calvinisti e cattolici convivono in un clima di tolleranza.

La rivolta nei Paesi Bassi

Filippo II tenta di imporre il proprio governo assolutista anche nei Paesi Bassi, dove intende sradicare il
protestantesimo.

La sua politica accentratrice e la crescente pressione fiscale fanno scoppiare una rivolta antispagnola (1566).
Nonostante la feroce repressione spagnola, sette province settentrionali protestanti proclamano l’indipendenza.
Nasce così la Repubblica delle Province Unite (Olanda).

La guerra contro i pirati saraceni

Sul piano delle relazioni internazionali Filippo persegue l’obiettivo di imporre l’egemonia spagnola sull’intero
continente.

Nel Mediterraneo cerca, come già aveva fatto suo padre Carlo V, di fermare l’azione dei pirati saraceni che
depredano le coste spagnole e italiane. Anche i suoi tentativi, però falliscono.

I turchi sconfitti a Lepanto

Per tutelare i propri interessi e difendere la cristianità, Filippo cerca anche di contrastare l’avanzata dei turchi
ottomani.

Partecipa quindi con gli altri Stati europei alla Lega Santa che, nella battaglia di Lepanto (ottobre 1571), affronta e
sconfigge la flotta turca. Gli Stati europei non sanno però sfruttare i vantaggi della vittoria e la Lega si sfalda
velocemente.

Elisabetta I regina d’Inghilterra

In Inghilterra dal 1558 al 1603 regna Elisabetta I Tudor,che:

governa con oculatezza;cerca costantemente l’accordo con il Parlamento e sostiene i ceti produttivi; reintroduce
nel Paese la religione protestante,abbandonata a favore del cattolicesimo sotto il regno di sua sorella Maria.

Lo sviluppo economico inglese

Durante il regno di Elisabetta si accentua il processo di trasformazione in senso capitalistico dell’agricoltura.

Si registra, inoltre, un’eccezionale crescita della produzione tessile e dell’industria siderurgica. La nascita di
compagnie commerciali accresce poi il peso della flotta mercantile inglese. La concorrenza alla Spagna porta
Elisabetta anche a sostenere i corsari che attaccano le navi spagnole.

La cultura elisabettiana Nell’età elisabettiana allo sviluppo economico corrisponde un’eccezionale fioritura
culturale:il filosofo Francis Bacon, con il Novum Organon, pone le basi di un nuovo modello di scienza fondato sul
procedimento sperimentale; la letteratura vede all’opera il grande drammaturgo William Shakespeare, autore di
mirabili capolavori.
Nel 1568 una rivolta protestante costringe la regina di Scozia,la cattolica Maria Stuart, a rifugiarsi presso la cugina
Elisabetta.La regina inglese, però, imprigiona Maria in un castello. Dal carcere Maria diventa il punto di riferimento
dei cattolici, che sperano di spodestare dal trono Elisabetta. Nel 1587, in seguito alla scoperta di un complotto,
Maria viene condannata a morte e giustiziata.

La guerra tra Spagna e Inghilterra

I rapporti tra Inghilterra e Spagna sono molto tesi,perché:

 Elisabetta ha reintrodotto il protestantesimo;


 sostiene i corsari che attaccano le navi spagnole
 appoggia i ribelli dei Paesi Bassi.

La decapitazione di Maria Stuart diventa quindi per Filippo II il pretesto per attaccare l’Inghilterra.

Nel 1558 Filippo attacca l’Inghilterra con un’enorme flotta spagnola, l’Invincibile armata.

I pesanti galeoni spagnoli, però, vengono sconfitti dagli agili vascelli da guerra inglesi nel canale della Manica

È la fine dei sogni egemonici di Filippo II e l’inizio del dominio inglese sul mari.In Francia, intanto, la monarchia vive
una profonda crisi dinastica e nel 1560, in nome del minore Carlo IX di Valois, ottiene la reggenza sua madre,
l’italiana Caterina de’ Medici.

La nobiltà si divide in due fazioni:

 i cattolici, guidati dai Guisa;


 i protestanti (ugonotti), guidati dai Borbone.

Nel 1561 scoppia una guerra civile, che si conclude nel 1570 quando gli ugonotti ottengono il diritto di professare
la propria fede.

Per sancire la pace con gli ugonotti, Caterina decide di far sposare sua figlia Margherita con il protestante Enrico di
Borbone.

Nella notte fra il 23 e il 24 agosto 1572 (notte di San Bartolomeo), però, i Guisa fanno trucidare gli ugonotti, giunti
a Parigi per le nozze. Il massacro dà il via a una nuova guerra civile.

Alla morte di Carlo IX nel 1574, alle guerre di religione si sovrappone anche la lotta per la conquista del trono.

A contendersi la corona sono:il re Enrico III di Valois;l’ugonotto Enrico di Borbone; il cattolico Enrico di Guisa.

Nel 1588 Enrico III fa assassinare Enrico di Guisa, ma l’anno successivo viene a sua volta assassinato da un sicario
cattolico.

Enrico di Borbone conquista Parigi con la forza e, per superare l’opposizione cattolica alla sua incoronazione,
abiura il credo protestante.

Nel 1589 diventa così re di Francia con il nome di Enrico IV. Con l’editto di Nantes (aprile 1598):

 anche gli ugonotti riconoscono il nuovo sovrano;


 ottengono in cambio la libertà di coscienza e di culto nel Paese.

Il regno di Enrico IVDurante il suo regno Enrico IV rafforza lamonarchia con l’appoggio della nascente nobiltà di
toga, che si contrappone alla vecchia nobiltà di spada di origine feudale.Grazie all’opera del ministro delle finanze
Sully (che si ispira al mercantilismo), lo Stato interviene a sostegno dell’economia e favorisce lo sviluppo del Paese.
L’azione riformatrice, però, si interrompe prematuramente quando Enrico viene ucciso da un fanatico cattolico
(1610).