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Il terzo stato

Era formato da tutti coloro che non appartenevano alla Nobiltà o al Clero
 Costituiva il 98% della popolazione francese
 Era un “ceto” (o “ordine”) e non una classe sociale
 Erano presenti al suo interno le più grandi differenze di condizioni economiche.
La seguente tabella vuol dare un quadro approssimativo di insieme delle classi sociali esistenti
all’interno del Terzo Stato.

Alta borghesia:
 Borghesia finanziaria: appaltatori generali che si associavano per prendere in gestione
l’esazione delle imposte dirette, banchieri , fornitori dell’esercito.
Accumulavano ingenti patrimoni con la riscossione delle imposte e con i prestiti
concessi allo Stato. Spesso erano legati alla nobiltà (soprattutto “di toga”) da comuni
interessi o si imparentavano con essa.
Investivano talvolta in agricoltura, inaugurando una moderna gestione capitalistica
delle terre.
Ma molto più spesso acquisivano i diritti feudali sulle terre e traevano da essi importati
quote dei propri guadagni. I borghesi più ricchi, in altre parole, godevano sempre di
qualche prerogativa feudale e tendevano a “vivere nobilmente”, cioè nel lusso e di
rendita.
 Borghesia commerciale: fiorente soprattutto nelle città marittime (Bordeaux, Nantes,
La Rochelle, Marsiglia). Commerciava con le colonie caraibiche (zucchero, caffè,
indaco, cotone, ma anche schiavi neri dall’Africa) o con l’Oriente.
 Borghesia manifatturiera: la grande manifattura stava muovendo i primi passi. Non

Borghesia
c’era ancora all’orizzonte una “rivoluzione industriale” simile a quella inglese. Erano
presenti, però, forme di “lavoro a domicilio” (gestite da “mercanti imprenditori”) nel
settore tessile, e anche alcune industrie più moderne nel settore metallurgico.
 Un ampio settore della borghesia francese può essere definita come “borghesia
redditiera”, poiché aveva investito il proprio denaro in terre, traendone un reddito
formato da contratti di affitto o direttamente dai tributi feudali che erano associati alle
terre possedute.
(Con l’abolizione dei diritti feudali (4 agosto 1798) le rendite si trasformarono tutte in
contratti d’affitto).
Media borghesia professionale
Il gruppo più prestigioso, rappresentato e ricco della media borghesia professionale
era formato dagli esponenti delle professioni legali: avvocati, notai, procuratori.
Altri componenti erano: medici, professori, letterati e giornalisti.
Il reddito e le condizioni di vita all’interno di questa classe potevano variare molto.
“Di tenore di vita normalmente assai semplice, di cultura intellettualmente avanzata,
seguace entusiasta delle idee illuministiche, questo gruppo di borghesi, con gli uomini
di legge all’avanguardia, giocò nel 1789 un ruolo di prim’ordine; da esso provenne
una gran parte del personale politico rivoluzionario” (A. Soboul)
Classi popolari urbane: artigiani e piccoli commercianti
Questa classe di lavoratori in proprio è una via di mezzo tra la “piccola borghesia” e

Classi popolari urbane


le “classi popolari urbane”: in alcuni casi nella bottega dell’artigiano lavoravano
parecchi dipendenti, e perciò il titolare poteva considerarsi un piccolo imprenditore, in
altri casi l’artigiano traeva il proprio guadagno esclusivamente dal proprio lavoro
manuale.
Classi popolari urbane: salariati
Al di sotto del gruppo descritto sopra, si trova quello dei lavoratori salariati: operai
nelle botteghe artigiane, nell’edilizia ecc., servitori domestici. Al livello più basso, in
termini di precarietà, stanno i lavoratori generici immigrati di recente dalle campagne.
Contadini
È il gruppo sociale più numeroso: sono circa i tre quarti della popolazione francese.

Classi popolari rurali (contadini)


Si dividono in diverse sottoclassi:
 i più ricchi sono in genere proprietari di parte delle terre che lavorano e prendono
in affitto altre terre da coltivare servendosi di manodopera salariata (sono detti
“grandi fittavoli”); questo strato forma una sorta di “borghesia rurale”;
 altri contadini sono proprietari delle terre che coltivano, che garantiscono loro un
una certa indipendenza e benessere;
 una fascia inferiore e molto più ampia di contadini ha delle piccole proprietà,
insufficienti a garantire un reddito sicuro e si trova spesso a dover integrare il
bilancio della famiglia con altre attività di lavoro dipendente, a mezzadria ecc.
 i più poveri sono i contadini nullatenenti: braccianti, manovali e giornalieri: vivono
esclusivamente di salario.
La tabella sopra riportata rappresenta il grafico della percentuale di popolazione divisa per ceti e
all’interno del terzo stato per raggruppamenti sociali.
Il secondo grafico rappresenta invece la relazione tra principali gruppi sociali, quota di popolazione
e quota di terra posseduta. Come si vede nobiltà e clero possedevano una larga porzione della terra,
ma non mancava una proprietà borghese (che con la Rivoluzione si accrebbe, grazie alla vendita dei
beni nazionali) e una piccola proprietà contadina (il 40% delle terre,divise fra il 74% della
popolazione).