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PARTE QUINTA L’età delle corti: la seconda fase della civiltà umanistico-rinascimentale (1492-1545)

CAPITOLO II Modelli di stile e di comportamento 1

T15 ON LINE Pietro Bembo


L’amore platonico, secondo Lavinello
[Asolani, Libro terzo, Lavinello sostiene la tesi platonica della bellezza come armonia, grazia e «convenienza», corrisponden-
cap. VI] te a un ideale di equilibrio, di proporzione fra le parti e il tutto. Per godere la bellezza servono l’udito e
la vista; e tuttavia, in assenza dell’oggetto del desiderio, può bastare anche il pensiero.

da P. Bembo, Prose della volgar Ma non credere tuttavia, Gismondo, perciò che io così parlo, che io per aventura stimi buono essere,
lingua. Gli Asolani. Rime, a cura
di C. Dionisotti, Tea, Milano lo amare nella guisa che tu ci hai ragionato.1 Io tanto sono da te, quanto tu dalla verità lontano, dalla
1993.
quale ti discosti ogni volta, che fuori de’ termini de’ duo primi sentimenti e del pensiero ti lasci dal tuo
disiderio trasportare, e di loro amando non stai contento.2 Perciò che è verissima openione, a noi dal-
5 le più approvate scuole degli antichi diffinitori lasciata, nulla altro essere il buono amore che di bel-
lezza disio.3 La qual bellezza, che cosa è, se tu con tanta diligenza per lo adietro avessi d’intendere pro-
cacciato, con quanta ci hai le parti della tua bella donna voluto ieri dipignere sottilmente, né come fai,
ameresti tu già, né quello, che ti cerchi amando, aresti agli altri lodato, come hai.4 Perciò che ella non
è altro che una grazia che di proporzione e di convenenza nasce e d’armonia nelle cose, la quale quan-
10 to è più perfetta ne’ suoi suggetti, tanto più amabili essere ce gli fa e più vaghi, et è accidente negli uo-
mini non meno dell’animo che del corpo.5 Perciò che sì come è bello quel corpo, le cui membra ten-
gono proporzione tra loro, così è bello quello animo, le cui virtù fanno tra sé armonia; e tanto più so-
no di bellezza partecipi e l’uno e l’altro, quanto in loro è quella grazia, che io dico, delle loro parti e
della loro convenenza, più compiuta e più piena. È adunque il buono amore disiderio di bellezza ta-
15 le, quale tu vedi, e d’animo parimente e di corpo, e allei, sì come a suo vero obbietto, batte e stende le
sue ali per andare.6 Al qual volo egli due finestre ha: l’una, che a quella dell’animo lo manda, e questa
è l’udire; l’altra, che a quella del corpo lo porta, e questa è il vedere.7 Perciò che sì come per le forme,
che agli occhi si manifestano, quanta è la bellezza del corpo conosciamo, così con le voci, che gli orec-
chi ricevono, quanta quella dell’animo sia comprendiamo.8 Né ad altro fine ci fu il parlare dalla natu-
20 ra dato, che perché esso fosse tra noi de’ nostri animi segno e dimostramento.9 Ma perciò che il pas-
sare a’ loro obbietti per queste vie la fortuna e il caso sovente a’ nostri disiderii tôr possono,10 dalloro,
sì come spesso aviene, lontanandoci, ché, come tu dicesti, a cosa, che presente non ci sia, l’occhio né
l’orecchio non si stende,11 quella medesima natura, che i due sentimenti dati n’avea, ci diede parimen-
te12 il pensiero, col quale potessimo al godimento delle une bellezze e delle altre, quandunque a noi
25 piacesse,13 pervenire.

1 Ma non…ragionato: Ma non pensare, tuttavia, Gismon- aspirazione all’idea nella consapevolezza della sua man- del corpo, ed è la vista. Bembo riprende quanto espres-
do, che, per il mio parlare così, io per caso creda che sia canza. so all’inizio del passo, valorizzando l’apporto dei sensi
cosa buona amare nel modo che tu ci hai dimostrato. In 4 La qual…hai: Che cosa sia tale bellezza, se tu in passa- quali principali intermediari del sentimento amoroso,
questo passo del terzo libro Lavinello si rivolge a Gismon- to (per lo adietro) ti fossi sforzato di intenderlo con la ma per incentrare l’attenzione complessiva sulla forza
do che ha precedentemente sostenuto una tesi materia- stessa cura con la quale ieri ci hai voluto precisamente del pensiero, sul suo primato conoscitivo che veicola l’a-
listica e sensuale dei piaceri di amore. Ma per Lavinello, raffigurare il corpo (le parti) della tua bella donna, non nimo umano alla contemplazione del tutto (senza udire
rifiutare il pessimismo di Perottino (l’altro interlocutore) ameresti come ora ami (come fai), né avresti lodato agli e senza vedere).
non significa accogliere del tutto l’esaltazione edonistica altri quello che tu cerchi amando, cosa che invece hai 8 Perciò…comprendiamo: Perciò, come attraverso le for-
di Gismondo. Lavinello, infatti, vuol farsi portavoce di una fatto (come hai). me, che si presentano agli occhi, noi conosciamo quan-
terza soluzione dialettica. 5 Perciò…corpo: [Ciò risulta evidente] per il fatto che es- to è grande la bellezza del corpo, così attraverso le voci,
2 Io tanto…contento: Io sono distante da te [: dalle tue sa [: la bellezza] non è altro che una grazia proveniente ricevute dagli orecchi, possiamo comprendere quanto lo
posizioni] quanto tu [lo sei] dalla verità, e da questa ti da proporzione e convenienza, e da armonia nelle cose, sia quella dell’animo. La calibrata scansione del perio-
allontani tutte le volte che ti lasci trasportare dal desi- che quanto più è perfetta nei vari soggetti, tanto più ce li do tende a imitare stilisticamente la ricerca di perfezio-
derio al di fuori dei due primi sentimenti [: la vista e rende amabili e piacevoli (vaghi) ed è una qualità (acci- ne armonica espressa dal suo contenuto.
l’udito] e del pensiero, e non sei contento di amarli. Si dente) sia del corpo che dell’animo umano. Proporzione, 9 dimostramento: dimostrazione. La parola è testimone
noti la cura particolare con la quale Bembo articola le convenenza, armonia sono elementi che qualificano in della vita dell’animo e manifestazione del pensiero.
frasi, cadenzate in un assoluto equilibrio sul calco del senso ideale e “apollineo” una concezione della bellezza 10 Ma…possono: Ma poiché spesso la fortuna e la sorte
periodare latino (struttura in *iperbato dell’aggettivo e come armonica corrispondenza di tutte le parti in una possono togliere (tôr) il passaggio ai loro oggetti attraver-
del verbo: lontano, trasportare, contento in posizione unità perfettamente strutturata, in ambito fisico o etico e so queste vie [: l’udito e la vista]. Fortuna e caso che
finale). spirituale (come Bembo ribadisce subito dopo). sono da intendersi, come in latino, *voces mediae, cioè
3 Perciò…disio: Dal momento che è verissima opinione, 6 e allei…andare: e (il buono amore) batte e distende le ali parole di significato sia positivo che negativo. Tôr è dal-
trasmessa a noi dalle scuole più apprezzate degli anti- per dirigersi verso di lei [: verso la bellezza], come al suo l’infinito arcaico “torre” = togliere.
chi filosofi (diffinitori) che l’amore buono non è altro vero scopo (obbietto). Questa *metafora sottolinea l’i- 11 dalloro…stende: quando ci allontaniamo da loro [: dal ve-
che desiderio (disio) di bellezza. Bembo riprende qui la spirazione platonica delle parole di Lavinello in cui l’amo- dere e dal sentire], come spesso accade, poiché, come tu
posizione espressa da Platone nel Simposio in cui l’a- re supremo è visto come un volo ideale dell’animo al rag- hai detto, l’occhio e l’orecchio non arrivano a [percepire]
more è concepito come unione di ricchezza e povertà giungimento della bellezza assoluta. qualcosa che non sia presente.
nello stesso tempo. L’eros, infatti, non coincide con la 7 l’una…vedere: una, che dirige l’amore verso la bellezza 12 parimente: ugualmente.
bellezza, ma vive del suo desiderio di raggiungerla, è dell’animo, ed è l’udito; l’altra, che lo indirizza a quella 13 quandunque…piacesse: ogni volta che vogliamo.

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO [G. B. PALUMBO EDITORE]
PARTE QUINTA L’età delle corti: la seconda fase della civiltà umanistico-rinascimentale (1492-1545)
CAPITOLO II Modelli di stile e di comportamento 2

T15 ON LINE Pietro Bembo ~ L’amore platonico, secondo Lavinello

esercizi
Analizzare e interpretare
1 L’idea platonica dell’amore esposta da Lavinello non trascura 3 Rintraccia le parole tematiche che definiscono l’ideale di
gli aspetti sensibili della bellezza. Quale ruolo hanno la vista bellezza rinascimentale. Che cosa lo differenzia dalla con-
e l’udito? Quale rapporto si instaura tra l’anima e il corpo? cezione dell’amore e della bellezza di Petrarca?
2 Il desiderio di amore richiede reciprocità o nasce e si appa-
ga solo nel soggetto?

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO [G. B. PALUMBO EDITORE]