Sei sulla pagina 1di 2

PARTE QUINTA L’età delle corti: la seconda fase della civiltà umanistico-rinascimentale (1492-1545)

CAPITOLO III Machiavelli, un maestro del sospetto 1

T27 ON LINE Niccolò Machiavelli


Il proemio delle Istorie fiorentine
[Istorie fiorentine] Machiavelli conferma qui la sua idea che la storia sia maestra di vita. Male hanno fatto dunque, a suo
parere, Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini a sorvolare, nelle loro storie di Firenze sulle discordie civili
fiorentine. Solo riflettendo sulle divisioni interne allo Stato fiorentino si possono capire le ragioni della
sua crisi attuale. Come si vede, è un impegno militante, fortemente collegato all’attualità, a spingere Ma-
chiavelli a un bilancio storico della storia di Firenze. E ancora una volta le ragioni della decadenza di Fi-
renze appariranno più chiare se confrontate con la storia esemplare dell’antica Roma, che, a differenza
di Firenze che cadde in preda delle fazioni contrapposte, seppe accettare, istituzionalizzare e così limita-
re i conflitti sociali e politici.

da N. Machiavelli, Tutte le Lo animo mio era, quando al principio deliberai scrivere le cose fatte dentro e fuora dal popolo fio-
opere, a cura di M. Martelli,
Sansoni, Firenze, 1971. rentino, cominciare la narrazione mia dagli anni della cristiana religione 1434, nel quale tempo la fa-
miglia de’ Medici, per i meriti di Cosimo e di Giovanni1 suo padre, prese più autorità che alcuna altra
in Firenze; perché io mi pensava che messer Lionardo d’Arezzo e messer Poggio,2 duoi eccellentissi-
5 mi istorici, avessero narrate particularmente tutte le cose che da quel tempo indrieto erano seguite.
Ma, avendo io di poi diligentemente letto gli scritti loro, per vedere con quali ordini e modi nello scri-
vere procedevano, acciò che, imitando quelli, la istoria nostra fusse meglio dai leggenti approvata,3 ho
trovato come nella descrizione delle guerre fatte dai Fiorentini con i principi e popoli forestieri sono
stati diligentissimi, ma delle civili discordie e delle intrinseche inimicizie, e degli effetti che da quelle
10 sono nati, averne4 una parte al tutto taciuta e quell’altra in modo brevemente descritta, che ai leggen-
ti non puote arrecare utile o piacere alcuno.5 Il che credo facessero, o perché parvono loro quelle azio-
ni sì deboli che le giudicorono indegne di essere mandate alla memoria delle lettere, o perché temes-
sero di non offendere i discesi di coloro i quali, per quelle narrazioni, si avessero a calunniare.6 Le qua-
li due cagioni (sia detto con loro pace) mi paiono al tutto indegne di uomini grandi; perché, se niuna
15 cosa diletta o insegna, nella istoria, è quella che particularmente si descrive; se niuna lezione è utile a
cittadini che governono le repubbliche, è quella che dimostra le cagioni degli odi e delle divisioni del-
le città, acciò che possino, con il pericolo d’altri diventati savi, mantenersi uniti.7 E se ogni esemplo di
repubblica muove,8 quegli che si leggono della propria muovono molto più e molto più sono utili; e
se di niuna repubblica furono mai le divisioni notabili,9 di quella di Firenze sono notabilissime; per-
20 ché la maggior parte delle altre repubbliche delle quali si ha qualche notizia sono state contente d’u-
na divisione, con la quale, secondo gli accidenti, hanno ora accresciuta, ora rovinata la città loro;10 ma
Firenze, non contenta d’una, ne ha fatte molte. In Roma, come ciascuno sa, poi che i re ne furono cac-
ciati, nacque la disunione intra i nobili e la plebe, e con quella infino alla rovina sua si mantenne; co-
sì fece Atene;11 così tutte le altre repubbliche che in quelli tempi fiorirono. Ma di Firenze in prima si
25 divisono12 infra loro i nobili, dipoi i nobili e il popolo, e in ultimo il popolo e la plebe; e molte volte
occorse che una di queste parti, rimasa superiore,13 si divise in due: dalle quali divisioni ne nacquero
tante morti, tanti esili, tante destruzioni di famiglie, quante mai ne nascessero14 in alcuna città della
quale si abbia memoria.

1 Cosimo...Giovanni: si tratta di Giovanni di Bicci de’ Me- le origini delle discordie e scoprire la causa storica può essere ricavato, per cui essa più che un’opera let-
dici (1360-1429), uomo politico e banchiere fiorenti- dei conflitti politici ed economici, mentre nelle ope- teraria è sempre il frutto di un’analisi politica.
no, arricchitosi tutelando gli interessi dello Stato della re degli umanisti vi ha riscontrato solo dei brevi ac- 8 muove: commuove, nel senso che scuote e provoca una
Chiesa; la prosperità di Firenze, da lui avviata, prosegue cenni. reazione. Cfr. subito dopo muovono.
con il figlio Cosimo I il Vecchio (1389-1464), noto co- 6 Il che...calunniare: La qual cosa credo che facessero 9 notabili: importanti, nel significato etimologico: degne
me pater patriae (padre della patria) per aver consoli- o perché quelle imprese sembrarono loro di così poca di essere segnalate.
dato l’organizzazione della Repubblica soprattutto con- importanza (sì deboli) da giudicarle indegne di essere 10 perché...loro: vuol dire che in alcuni Stati la lotta inter-
tro i Visconti, e per il suo mecenatismo verso le arti e la affidate alla memoria delle opere letterarie, o perché na fra le fazioni ha portato ad una sola divisione che,
letteratura. [forse] temessero di offendere i discendenti di quelli secondo gli accidenti (a seconda dei casi), si è rivela-
2 Lionardo...Poggio: sono Leonardo Bruni (1370 ca.- che, a causa degli avvenimenti narrati, fossero stati ca- ta utile o dannosa per la città. Il caso di Firenze, come
1444) e Poggio Bracciolini (1380-1459), gli esponenti lunniati. Temessero di non presenta negazione come in spiega di seguito, è del tutto diverso.
principali dell’Umanesimo fiorentino, impegnati, come latino (costruzione di “timeo ne”). 11 Roma...Atene: per quello che riguarda la Roma repub-
cancellieri, nella vita politica dello Stato. 7 perché...uniti: perché, se nella storia c’è qualcosa che blicana, Machiavelli ne ha trattato a lungo e più volte
3 acciò che...approvata: affinché, imitandoli, la nostra provoca piacere ed insegna è proprio ciò che viene de- in molte opere. Cfr. per esempio, nei Discorsi, il capito-
storia fosse meglio giudicata dai lettori. scritto nei minimi particolari; se c’è una qualche lezio- lo IV del libro I.
4 averne: che ne hanno, in dipendenza da ho trovato e ne utile ai cittadini che governano le repubbliche è quel- 12 si divisono: si divisero, con uscita tipica dei dialetti to-
all’infinito come in latino. la che espone le cause degli odi e delle fazioni cittadi- scani.
5 che...alcuno: [cosa] che ai lettori non può recare uti- ne, affinché essi [: i cittadini] possano mantenersi uni- 13 rimasa superiore: risultata vincente.
lità o nessun piacere. È molto significativa la posizio- ti, una volta divenuti saggi attraverso il pericolo corso 14 ne nascessero: ne siano nate. Machiavelli usa l’imper-
ne dell’autore: egli ritiene che per comprendere a pie- da altri. Il piacere che deriva dalla storia, insomma, ap- fetto del congiuntivo, come in latino, per esprimere idea
no il travaglio presente di Firenze occorre analizzare pare strettamente collegato all’insegnamento che ne di eventualità.

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO [G. B. PALUMBO EDITORE]
PARTE QUINTA L’età delle corti: la seconda fase della civiltà umanistico-rinascimentale (1492-1545)
CAPITOLO III Machiavelli, un maestro del sospetto 2

T27 ON LINE Niccolò Machiavelli ~ Il proemio delle Istorie fiorentine

esercizi
Analizzare e interpretare
1 Quale scopo si propone Machiavelli nello scrivere le Istorie altri storici di Firenze, come Leonardo Bruni e Poggio Brac-
fiorentine? ciolini, avevano trascurato. Come viene motivato questo
interesse? (cfr. anche T3, p, 179).
2 Machiavelli dedica molta attenzione alle guerre civili, che

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO [G. B. PALUMBO EDITORE]