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PARTE QUARTA L’età delle corti: la prima fase della civiltà umanistico-rinascimentale (1380-1492)

CAPITOLO V La natura di Leonardo e quella dell’Arcadia 1

S7 ON LINE I caratteri del genere bucolico (M. Corti)

INTERPRETAZIONI Maria Corti descrive qui le caratteristiche generali del *genere *bucolico. Esso funziona come un vero e proprio
codice di comunicazione sociale per il mondo cortigiano, che vi cala le proprie esigenze di evasione idillica e nel-
lo stesso tempo bisogni e realtà della vita delle corti.

 da M. Corti, Metodi e A quali funzioni risponde nel Quattrocento la tematica pastorale? Il mondo classico tramanda a quello romanzo
fantasmi, Feltrinelli, Milano
1969, pp. 286-290, con tagli. una materia, per così dire, in via di codificazione;1 si può tentare uno schema delle forme meglio codificate:
1) Il paese Arcadia si presenta con peculiari caratteristiche: a) È una sorta di Eden bucolico,2 che ha solo il no-
me in comune con l’aspra terra del Peloponneso; la trasformazione di un lontano paese arido, dimora di orsi e
di lupi, in una idillica3 terra, dove i pastori gareggiano nel canto amoroso, sarebbe dovuta, secondo alcuni clas-
sicisti, a una geniale iniziativa di Virgilio su uno spunto offerto dallo storico arcade Polibio;4 secondo altri, a una
tradizione pre-teocritea.5 b) Arcadia significa un mondo innaturale, condizione del resto proficua6 alla natura stes-
sa perché si trasformi in arte; un mondo dove la vita dei pastori, come ben dice lo Snell,7 «è più sognata che vis-
suta» (op. cit., p. 394). c) In questa Arcadia, mitica e di evasione, entro i cui confini possono coabitare divinità,
pastori e uomini assolutamente reali contemporanei all’artista, le forme della vita campestre valgono come anti-
tesi rispetto a quelle della realtà sociale e civile.
2) I pastori dell’universo bucolico sono sottratti alla logica del quotidiano: a) Usano molto del loro tempo a suo-
nare il flauto, la siringa,8 a gareggiare nel canto con modi del tutto letterati. b) Sono per lo più innamorati infeli-
ci, bramosi di metterne al corrente altri pastori; l’amore è raramente drammatico, ma li distrae dalla cura delle pe-
core. c) Alcuni di essi sono poeti della cerchia dell’autore, talché egli ne riproduce i versi o li parafrasa o vi allu-
de; donde anche la possibilità di collages,9 tecnica di origine squisitamente ellenistica.
3) L’autore del testo bucolico, nell’atto in cui diviene personaggio che dice io, pastore, si fa anello fra la realtà sim-
bolica del genere bucolico e la concretezza del suo momento storico (ben diversa, ovviamente, l’incidenza dell’io
Virgilio e dell’io Calpurnio;10 in quest’ultimo già affiora un elemento cortigiano).
Nonostante le forti varianti, apportate dai tempi e dalle singole individualità artistiche, il genere bucolico offre al-
l’interno della tradizione classica maggior compattezza che nel mondo romanzo. In Italia, a parte il filone dell’e-
gloga11 allegorica trecentesca e del romanzo allegorico-didattico (Ameto), e qualche sporadico esempio di eglo-
ga della prima metà del Quattrocento (Giusto de’ Conti, L. B. Alberti), in realtà solo a partire dal decennio 1460-
70 (è del 1468 la dedica al duca di Calabria della Bucolica di Iacopo Fiorino de’ Boninsegni da Siena) l’indiriz-
zo bucolico assume la fisionomia di una corrente letteraria che da Siena e da Firenze si diffonderà nei centri cul-
turali del Nord e del Sud, sino a trasformarsi, come testimonia la tradizione manoscritta, in una sorta di epidemia
bucolica […].
Dalla specola12 sannazariana, naturalmente, è il filone bucolico a polarizzare l’attenzione anche se nell’Arcadia
non mancano parziali suggestioni del plurilinguismo e della polimetria13 del genere rusticale.14 Orbene, chi si armi
della pazienza necessaria a leggere i prodotti minori della stagione letteraria quattrocentesca, individua caratteri spe-
cifici dell’istituto bucolico, fornito di una propria tematica o codice simbolico e di un particolare linguaggio conno-
tativo15 o «scrittura» o codice stilistico. All’interno di un genere o istituto letterario la codificazione avviene a vari li-
velli paradigmatici, cioè sia sul piano dei contenuti sia su quello delle forme; senza tale stretta connessione rimar-
rebbe astratto da un punto di vista letterario il concetto stesso di «scrittura». Si è adottata qui la terminologia ge-
nerica di «codice bucolico» solo quando si allude al prodotto della interazione fra il simbolico e quello stilistico.
Né la compattezza del nuovo codice simbolico è costituita solo dal permanere, come tessuto connettivo, degli ele-
menti tipologici del mondo bucolico classico, cui sopra si è accennato. C’è sì l’Eden arcadico con i Tirsi, i Meli-
bei, i Dameta, che gareggiano in suoni di flauto e in canzoni, con le belle Fillidi e Amarillidi, che li fanno spasima-
re, ma il centro di gravitazione è mutato, mutati sono il significato e la simbologia di tali presenze, ormai stretta-
mente legate a un mondo cortigiano e umanistico […].

1 codificazione: regolamentazione in forme e le origini del pensiero europeo, Einaudi, 11 egloga: componimento di argomento pa-
e modelli fissi. Torino 1963. storale.
2 bucolico: pastorale. 8 siringa: strumento musicale a fiato, co- 12 specola: osservatorio.
3 idillica: tranquilla, serena. stituito da una o più canne di diversa lun- 13 del plurilinguismo e della polimetria: mol-
4 Polibio: storico greco vissuto nel II sec. ghezza, tipico della civiltà pastorale del- teplicità di registri linguistici e di metri
a.C. l’antica Grecia. poetici.
5 pre-teocritea: prima di Teocrito, poeta gre- 9 collages: tecnica pittorica o grafica che 14 genere rusticale: genere di poesia che si
co (310-250 ca. a.C.), autore di celebri consiste nell’incollare su un supporto ele- ispira alla tematica pastorale e contadina.
Idilli. Da Teocrito il termine “idillio” acqui- menti diversi. In letteratura significa mon- 15 connotativo: termine della linguistica che
stò il significato di poesia pastorale che taggio di citazioni. indica un linguaggio particolare, caratte-
poi ha mantenuto. 10 Calpurnio: Calpurnio Siculo (I sec. d.C.), ristico. A differenza del linguaggio “deno-
6 proficua: utile, vantaggiosa. poeta latino autore di sette *egloghe mo- tativo”, non comunica un significato og-
7 Snell: B. Snell, L’Arcadia: scoperta di un dellate sull’esempio di Virgilio e di Teocri- gettivo e univoco, ma rimanda a significa-
paesaggio spirituale, in La cultura greca to. ti soggettivi, affettivi, allusivi.

Luperini, Cataldi, Marchiani, Marchese LETTERATURA STORIA IMMAGINARIO [G. B. PALUMBO EDITORE]