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LE TIPOLOGIE DI IMPRESA

a.a. 2019/2020
LE TIPOLOGIE DI IMPRESA 2

Le tipologie di impresa

• Impresa familiare
• Impresa artigiana
• Impresa pubblica
• Impresa societaria/collettiva
• Impresa sociale
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Piccolo imprenditore

Piccolo Impresa
imprenditore familiare

Area di applicazione delle due discipline:


i) Disciplina del piccolo imprenditore
ii) Disciplina dell’impresa familiare
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L’impresa familiare
• Introdotta nel 1975 con la riforma del diritto di famiglia
• Finalità: tutela minima del lavoro prestato in famiglia (prima del 1975 si
presumeva gratuito)
• Impresa familiare: impresa nella quale collaborano in modo continuato il
coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo
(famiglia nucleare)
• Largo successo per ragioni tributarie: permette il frazionamento del reddito
tra più persone
• Nonostante la partecipazione di più persone all’impresa:
– l’impresa familiare rimane impresa individuale
– i beni restano di proprietà dell’imprenditore
– i diritti patrimoniali costituiscono diritti di credito nei confronti del familiare
imprenditore
– gli atti di ordinaria gestione rientrano nella competenza esclusiva
dell’imprenditore
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L’impresa familiare
• Disciplina di tutela minima e inderogabile del lavoro familiare nell’impresa
destinata a trovare applicazione quando non sia configurabile un diverso
rapporto giuridico e non vi sia, pertanto, un altro mezzo di tutela
• Le decisioni in merito alla gestione straordinaria dell’impresa e talune altre
decisioni di particolare rilievo (es. impiego degli utili) devono essere adottate
a maggioranza dai familiari che partecipano all’impresa
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L’impresa familiare
Diritti

Patrimoniali Amministrativi

1. Diritto al mantenimento Poteri di gestione straordinaria


dell’impresa
2. Diritto di partecipazione agli utili
+
in proporzione alla quantità di
lavoro prestato Decisioni relative a: impiego utili e
incrementi; fissazione degli indirizzi
3. Diritto sui beni acquistati con gli produttivi, cessazione dell’impresa
utili e sugli incrementi di valore
4. Diritto di prelazione sull’azienda Adozione a maggioranza (per teste)
in caso di divisione ereditaria o dei familiari che partecipano
di trasferimento della stessa all’impresa

Diritto di partecipazione è trasferibile solo ad un altro familiare


e con il consenso unanime di tutti i partecipanti
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L’impresa artigiana
• Legge 860/1956: esenzione dal fallimento ma modello non conciliabile con c.c. in quanto
il dato caratterizzante era la natura artistica o usuale dei beni o servizi prodotti e non la
prevalenza del lavoro proprio o dei familiari
• Legge quadro 443/1985 ha abrogato legislazione precedente
• Finalità legge quadro: fissare i principi direttivi per l’emanazione di leggi regionali per
favorire l’impresa artigiana
• Definizione dell’impresa artigiana:
 oggetto dell’impresa: qualsiasi attività di produzione di beni, anche semilavorati, o
di prestazione di servizi (ma alcune limitazioni)
 ruolo dell’artigiano: deve svolgere in misura prevalente il suo lavoro anche
manuale, nel processo produttivo (ma non occorre che prevalga sugli altri fattori)
 numero massimo di dipendenti: diverso da settore a settore
• Non c’è esonero dal fallimento: si applicano i principi dimensionali della legge
fallimentare (es. impresa orafa artigiana ai sensi della legge speciale, ma supera i criteri
dimensionali)
• Statuto dell’imprenditore commerciale: criterio della prevalenza (art. 2083 c.c.)
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Imprese e imprenditori: una sintesi


Statuto
dell’imprenditore
commerciale
Imprenditore agricolo Imprenditore
Professionisti intellettuali

commerciale
(Art. 2135)
Lavoratori autonomi

(Art. 2195)
Dimensione

Piccolo imprenditore
+

(Art. 2083)

Attività

Impresa familiare
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Le tipologie di imprese
Terza classificazione: la titolarità
– Pubblica
– Privata
• Individuale
• Collettiva (in forma societaria: società di persone;
società di capitali)
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L’impresa pubblica
• Esercizio dell’attività di impresa da parte dello Stato e degli altri enti
pubblici
• Dal 1990: privatizzazioni (privatizzazione formale vs. sostanziale)

imprese-organo (lo Stato svolge


direttamente attività d’impresa)
Tre tipologie
di impresa enti pubblici economici (ora quasi tutti
pubblica trasformati in s.p.a.)

società (private) a partecipazione statale


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L’impresa pubblica
• società a partecipazione pubblica: attività svolta dallo Stato mediante strutture di
diritto privato stessa disciplina delle imprese private
• enti di diritto pubblico il cui compito istituzionale è l’esercizio dell’attività di impresa
(c.d. enti pubblici economici). Si tratta di enti molto diffusi fino al 1990 (es. Banco di
Napoli; Banco di Sicilia; Ina; IRI; Enel; Ferrovie dello Stato)

sottoposti allo statuto dell’imprenditore e dell’imprenditore commerciale, con una


sola eccezione: non sono sottoposti al fallimento e alle altre procedure concorsuali
minori, ma alla liquidazione coatta amministrativa
• Imprese-organo: Stato o enti territoriali svolgono direttamente attività di impresa
avvalendosi di proprie strutture organizzative prive di distinta soggettività, ma dotate di
autonomia decisionale. L’attività di impresa è accessoria-secondaria rispetto all’ente
pubblico (aziende municipalizzate erogatrici di servizi pubblici: acqua, gas, trasporti
urbani) disciplina dell’impresa e dell’impresa commerciale, con l’eccezione
dell’iscrizione nel registro delle imprese e delle procedure concorsuali
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L’impresa collettiva

s.s. Società non commerciali

s.n.c. Società di
persone
s.a.s.

Società commerciali
s.p.a.
Società di
s.r.l. capitali possono svolgere sia attività agricola
che attività commerciale
s.a.p.a.
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L’impresa collettiva
• Società: forme associative tipiche, anche se non esclusive, per l’esercizio collettivo
dell’attività di impresa
• Altri enti collettivi possono esercitare attività di impresa:

Associazioni Fondazioni

Reti di imprese Gruppo europeo di interesse economico

Consorzi fra imprenditori (con attività esterna)

• L’applicazione alle società commerciali dello statuto dell’imprenditore commerciale


segue regole in parte diverse
– Parte della disciplina dell’imprenditore commerciale si applica alle società
commerciali anche se svolgono attività agricola (es. iscrizione nel registro delle
imprese)
– Parte della disciplina si applica anche nei confronti dei soci (es. fallimento del
socio a responsabilità illimitata)
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L’impresa sociale
• Imprese gestite senza scopo di lucro in settori di utilità sociale
• Qualsiasi forma di organizzazione privata, anche societaria
• Esercizio in via stabile e principale di una attività di interesse generale, senza scopo
di lucro e per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale
• E’ vietata la distribuzione di utili, ma:
– Nelle imprese costituite in forma societaria e nei consorzi è possibile destinare una parte
degli utili netti annuali (meno del 50%) alla rivalutazione delle partecipazioni al costo della
vita mediante aumento gratuito del capitale e alla distribuzione di dividendi ai soci. Si
applicano comunque limiti sia alla rivalutazione che all’ammontare dei dividendi
• Applicazione degli istituti tipici dell’imprenditore commerciale, ma con regole speciali
(es. iscrizione in una apposita sezione del registro delle imprese, scritture contabili e
pubblicazione del bilancio sociale)
• Coinvolgimento dei lavoratori e dei destinatari dell’attività
• Controlli interni ed esterni