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E-Grammatica Fonologia, Gli accenti

Accento acuto e grave


L'accento tonico cade su tutte le parole, ma viene segnato
sulla vocale della sillaba accentata solamente in pochi
casi, con un segno che si chiama accento grafico. Questo
ha due forme: ( ´ ), acuto e ( ` ), grave.
 L'accento acuto sulle vocali "e" e "o" indica il
suono stretto o chiuso
 L'accento grave sulle vocali "e" e "o" indica il
suono largo o aperto.

C'è poi un altro tipo di accento, il circonflesso,


( ^ ), che non è un vero e proprio accento, ma solo un
segno grafico che indica la contrazione di una sillaba
all'interno della parola (sincope) o alla fine (apocope):

 amâr per amarono


 fûro per furono
 tôrre per togliere

Parole difficili
Si dice bàule o baùle, edìle o èdile?

Spesso ci troviamo davanti a "parole difficili" da


pronunciare, perché siamo incerti su quale sillaba far cadere
l'accento tonico. Vi diciamo subito che, in questo caso, non
ci sono regole grammaticali; per uscire dall'incertezza della
pronuncia si deve solo usare il dizionario. Su ciascuna parola
troverete:
 l'accento grafico, che vi permette di stabilire su
quale sillaba cade l'accento (baùle, edìle)
 l'accento fonico, che vi permette di stabilire se la
"e" o la "o" di una parola sono aperte o chiuse.

Quando l'accento è obbligatorio


Nella lingua italiana scritta, è obbligatorio utilizzare l'accento grafico solo in questi casi:
 sulle parole tronche composte da più di una sillaba: (Esempio: bontà, bensì e così via). Ci
sono alcune parole tronche che terminano con la vocale e;
 sui monosillabi tronchi che contengono un dittongo o due grafemi vocalici (può, più,
già, giù, e via dicendo);
 nelle seguenti parole monosillabiche: è, dà, dì, là, lì, né, sé, sì, tè, ciò, già, giù, più,
può (con alcune eccezioni), per distinguerle da monosillabi uguali, ma con diversa funzione
grammaticale, che non vogliono l'accento.

C. Graziani, V. Paiano, P. Pippia, F. Soracco - 35 - © Garamond 2009