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Tema: Gli Aztrechi

Allievo: Giampaolo Ferro


Materia: Storia
Insegnante : Rosa Sapone
Calsse: 3A Liceo Artistico Marcopolo
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GLI AZTECHI, LA STORIA DEL


POPOLO DEL SERPENTE PIUMATO

Serpiente Emplumada Azteca

Gli Aztechi furono un popolo molto potente che dominò per secoli quello che oggi
è il Messico, nell'America Centrale; il nome stesso "Messico" deriva
dall'appellativo Mexica con cui gli Aztechi solevano chiamarsi tra di loro.Il
termine "Azteco" venne coniato in seguito da uno studioso tedesco per
distinguere i Mexica dalle altre popolazioni precolombiane (cioè esistenti prima
dell'arrivo di Colombo).

UN POPOLO DI GUERRIERI

Gli Aztechi erano originariamente un popolo nomade proveniente dalle regione


settentrionali (Aztlán, un termine in lingua nahuatl che significa "luogo
dell'airone", era il loro leggendario luogo di origine; da qui il nome "Aztechi") che si
stanziò attorno al XII secolo in America Centrale e si mischiò con le tribù locali.

La colonizzazione, e la successiva espansione, avvennero perlopiù con la forza e


la sottomissione delle città confinanti, le quali, una ad una, dovettero piegarsi al
dominio di questi guerrieri formidabili.

La capitale azteca era Tenochtitlàn, una specie di "Venezia" in mezzo alla


giungla, poiché sorgeva in mezzo al lago Texoco ed era attraversata da canali e
fiumiciattoli melmosi.

I formidabili guerrieri aztechi non avevano paura di morire in combattimento (anzi


ciò era un segno d'onore!), e dunque in pochi furono in grado di contrastare la
loro avanzata.

SOCIETÀ E TRADIZIONI

Così come I Maya, gli Aztechi accompagnavano a capanne e palafitte di legno la


costruzione di immense piramidi di pietra, il cui scopo era quello di ospitare gli
importanti rituali propiziatori dei sacerdoti.

Queste città dall'aspetto imponente si ergevano su acquitrini o in mezzo alla


foresta pluviale, e proprio questa conformazione del territorio impedì all'impero
Azteco di reggersi sotto un governo centrale e diretto (come invece accadeva
in Europa), ma di svilupparsi piuttosto con grandi centri abitati semi-indipendenti
(tipo città-stato) che intrecciarono una rete di tributi e invio di ostaggi da parte
degli insediamenti sottomessi.

Come quasi tutte le civiltà antiche, le classi sociali erano divisi tra nobili, che
guidavano gli eserciti e riscuotevano le tasse, i sacerdoti, i contadini e
gli schiavi.

LA RELIGIONE

La brutalità del mondo azteco può essere ricondotta alla visione del mondo molto
cruenta che essi avevamo del mondo.

Accanto al culto di Quetzalcoatl, il Serpente Piumato creatore dell'umanità che un


giorno sarebbe ritornato sulla Terra, gli Aztechi coltivavano anche una concezione
piuttosto "catastrofica" della realtà, poiché pensavano che ogni era fosse fatta da
52 anni, e allo scadere di essi, il mondo venisse ciclicamente distrutto e poi
ricreato dal nulla.

La paura costante della fine del mondo, spingeva gli aztechi ad una ossessiva
ricerca del consenso delle divinità, le quali però, a differenza delle altre
religioni, erano anch'esse mortali!

Secondo la tradizione infatti, gli antichi dei si erano gettati nel fuoco per far sì che il
Sole, fonte di ogni vita, non si spegnesse!

I sacerdoti aztechi allora rinnovavano ogni volta questo gesto eseguendo


terribili sacrifici umani: i poveri schiavi che venivano catturati o mandati come
ostaggi dai nemici sconfitti, venivano infatti mandati in cima alle piramidi delle
città e lì venivano giustiziati dai sacerdoti per far sì che il loro sangue
alimentasse il Sole.

LA CADUTA

Alla fine, la tanto temuta catastrofe arrivò, benché non avvenne per mano di
terremoti o alluvioni.

Nel Cinquecento infatti, i Conquistadores spagnoli, entrarono in contatto con


questa civiltà durante le loro esplorazioni del Nuovo Mondo. L'ultimo
imperatore, Montezuma, si trovò ad affrontare un nemico molto meno numeroso
(erano poco più di 500 uomini), ma le cui armature di ferro, i fucili e i cavalli,
provocavano un estremo timore negli indigeni, i quali non conoscevano una tale
tecnologia e pensavano di avere a che fare con demoni giunti dal mare.

Nel 1521, in solo due anni. il generale dei conquistadores, Hernán


Cortés, distrusse il secolare impero azteco, sterminando quasi la totalità della
popolazione non solo con la forza, ma anche con le malattie importate dall'Europa
contro cui i nativi non avevano alcuna difesa immunitaria.

LA VENDETTA DI MONTEZUMA

Anche gli invasori spagnoli però non erano abituati al clima e ai virus tropicali.

Grandi epidemie colpirono quindi gli europei che, impotenti, pensavano di


avere a che fare con una maledizione lanciata da Montezuma per vendicarsi
della sconfitta.

Anche al girono d'oggi, quando in Messico qualche turista poco attento mangia o
beve qualcosa di esotico che gli provoca violenti scompensi fisici si parla della
temibile "vendetta di Montezuma"!

Curiosità:
LA PELOTA, LO SPORT DEI MEXICA!

Anche se soldati e governanti spietati, gli Aztechi sapevano divertirsi!Oltre alla


composizione di poesie e canzoni infatti, essi si intrattenevano con uno sport a
metà tra il calcio, la pallavolo e il basket chiamato pelota: questi consisteva in una
competizione tra due squadre che, passandosi una piccola palla di gomma,
dovevano farla passare attraverso un anello ai lati del campo.

Non è chiaro con quali parte del corpo fosse permesso toccare il pallone (si
pensa alle anche!), ma sappiamo che questo gioco era molto importante per gli
Aztechi, tanto che la squadra perdente, rischiava spesso di fare una brutta
fine...

Piramide di Cholula , Città Azteca del Messico centrale

Calendario Azteco