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ISSN Anno X

1128-3874 n. 35
giugno 2009
E 7,75

ANALISI E CALCOLO
Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 - n. 46) art.1, comma 1 - CNS Udine

Analisi di design parametrico


per valutazione di molteplici variabili
Architettura aperta per la modellazione di onde oceaniche
Prototipazione virtuale di un fondello per abbigliamento
ciclistico per l’ottimizzazione delle performance
Approccio numerico-sperimentale all’ottimizzazione
di uno sci da scialpinismo
Studio numerico avanzato sul moto di filtrazione
in ambito marittimo
L’approccio multifisico alla modellazione di materiali porosi
in vibroacustica
Formazione
Ottimizzazione strutturata
A cura di Maurizio Sperati, Key Account Manager, Altair Engineering Srl, Torino
Gli aspetti che ad oggi guidano lo sviluppo dei software nel campo dell'ingegneria sono legati:
alla velocità con cui si possono ottenere i risultati; alla affidabilità dei risultati; al tempo per
preparare gli input; al tempo per analizzare i risultati; al modo di conservarli, renderli disponi-
bili e comunicarli. Tali aspetti possono essere oggetto di "ottimizzazione", nel senso più gene-
rale della parola: ottenere il miglior risultato nel minor dispendio di tempo e risorse possibile.
Introduzione
Gli obiettivi attuali di ogni azienda che
af fronti la progettazione di un prodotto
complesso f ino alla sua realizzazione e
distribuzione sul mercato sono principalmen-
te legati ai costi e ai tempi di realizzazione,
dal progetto alla produzione. In ogni step
dell'iter di sviluppo prodotto l'ottimizzazione
assume un ruolo essenziale:
• per utilizzare al meglio i materiali costi-
tuenti, per alleggerire il più possibile le
strutture, per assicurare valori di stress in
sicurezza;
• per garantire la vita del prodotto;
• per sviluppare nuove generazioni di pro-
dotto nel minor tempo possibile;
• per monitorare la sensibilità alle variazioni
geometriche;
• per sfruttare al meglio le risorse hardware
di una azienda.
Sebbene molti degli aspetti appena descritti
non siano normalmente considerati variabili
di ottimizzazione, generalmente una delle
principali funzioni obiettivo è rappresentata Figura 1: Flow chart delle attività e relative aree di interesse.
dall’ottimizzazione dei costi. Se il costo di
un prodotto è legato non solamente al mate- risparmiando del materiale ottiene un van- aziende caratterizzate da grande produzione
riale che si utilizza per costruirlo, ma anche taggio economico che permette, ad esempio, e vasti contenuti tecnologici che operino in
alle soluzioni tecnologiche adottate, alla di investire in nuove tecnologie, migliorando un mercato (come ad esempio in campo elet-
velocità della produzione, agli interventi di la relativa posizione di mercato. In questa tronico, meccanico, aeronautico, trasporti
correzione e alla robustezza del processo, sede non si intende fare una lezione di eco- etc.) caratterizzato da forte competizione ed
alla velocità delle risorse hardware per simu- nomia, ma si vuole attirare l’attenzione su evoluzione, si può accettare questa struttura
lare le prestazioni, allo sfruttamento di tali quanto sia importante ottimizzare i processi semplificata.
risorse e al tempo del lavoro umano per con- di sviluppo prodotto nonché l'infrastruttura Analizzando il flusso delle attività progettua-
cepire tutto ciò, ecco che una azienda, per che li permette, senza contare l'importanza li, si può notare che, mentre il PDD cerca di
mantenere la sua posizione di mercato, del risparmio di risorse umane. progettare nel minor tempo possibile il pro-
necessita di considerare l’ottimizzazione non L'ottimizzazione strutturata è un processo dotto migliore possibile, usando ad esempio
limitandola al solo campo strutturale. che coinvolge quindi aree aziendali diverse, tecniche di simulazione, l'IT offre una infra-
tutte una essenziale all'altra. Per comodità struttura di calcolo a supporto della proget-
Ottimizzazione strutturata verranno utilizzate le seguenti abbreviazioni: tazione. Lo scopo di questa infrastruttura di
Normalmente in campo ingegneristico si calcolo é quello di produrre i risultati dei cal-
• IT: Information Technology, l'area dell'in- coli di simulazione il più velocemente possi-
parla di ottimizzazione strutturale, ovvero di
affinamento di obiettivi di peso e di perfor- frastruttura; bile, per permettere al PDD di analizzarli e
mance di un prodotto. Pensiamo a una vettu- • PDD: Product Design Development, l'area introdurre modifiche al proprio progetto,
ra da competizione, ad esempio, dove rispar- operativa e i suoi processi; nell'intento di migliorarlo e di raggiungere
miare pochi etti o addirittura grammi in performance superiori.
alcuni componenti, garantendo la perfor- • MPD: Manufacturing Process Development, In questo processo vengono generati molti
mance strutturale, consente di ottenere l'area della costruzione e della produzione; dati, forme, ipotesi e certezze. Man mano che
tempi in gara migliori, e in ultima analisi di • PEDM: Performance Engineering & Data le varie parti del progetto vengono sviluppa-
vincere un campionato. Ma l'ottimizzazione Management, l'area della misura delle pre- te, tali dati vengono comunicati alle aree tec-
strutturale non si limita alle applicazioni stazioni del prodotto. nologiche coinvolte, come ad esempio
relative alle competizioni sportive. Basti all'Engineering Manufacturing, che provvede
pensare alla produzione di massa: un’azienda Chiaramente non tutte le aziende hanno una a valutare la fattibilità dei vari componenti, a
che produca ogni anno milioni di pezzi struttura di questo tipo, ma pensando ad studiare il modo più efficiente per costruirli e

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a progettare la tecnologia di costruzione.
Qualora il componente non sia fattibile o sia
fattibile con costi fuori target (tutto si può
fare, dipende da quanto costa), ecco che il
PDD riceve una bocciatura del disegno e deve
a questo punto modificare le forme del com-
ponente, affinché la fattibilità possa essere
ottenuta con le tecnologie a disposizione.
Una incredibile quantità di dati viene gene-
rata, scambiata, analizzata e valutata.
Riuscire a raggiungere l'equilibrio tra tutte
queste esigenze, performance strutturali,
performance tecnologiche di fattibilità, costi
del materiale e della tecnologia, richiede una
notevole mole di informazioni scambiate e
calcoli realizzati. In tutto questo la prototi-
pazione virtuale rappresenta il fulcro per
ottenere risultati in tempi competitivi.
Nelle realtà in cui si muove Altair Engineering
diventa quindi essenziale assicurare un flusso
veloce ed efficace, ediamo come.
Facendo riferimento alla figura 1, partendo
dall'alto verso il basso si illustrano gli step
principali dell'attività di sviluppo prodotto
assistito dal calcolatore. Figura 2: Due semplici casi di ottimizzazione topologica. Gli step da sinistra a destra
Le attività principali che si intendono evi- rappresentano iterazioni intermedie che conducono a un layout più leggero e
denziare sono: ottimizzato. Tale layout può poi essere convertito in formato geometrico, per
A. CAD + Component CAE = Concept Design. consentire al dipartimento CAD di implementarlo e svilupparlo in maniera definitiva.
Ottimizzazione strutturale ottenuta utiliz-
zando criteri basati sul concept design. relativi a livelli massimi/minimi di tensione,
alla rigidezza strutturale o ai modi di vibrare.
B. Meshing + Assembly = CAE model Creation. Partendo da questo problema iniziale, le
Generazione del modello CAE, operazioni forme che possono adeguarsi sono legate
automatizzate di batch meshing e assem- spesso alla esperienza del progettista e alla
blaggio. sua creatività. Se andiamo ad introdurre
C. Performance Analyzers. anche i vincoli di realizzabilità, ecco che il
Solutori (affidabili e standardizzati). problema si complica ulteriormente.
Esistono tecniche numeriche in grado di aiu-
D. Resource Manager. tare la soluzione di questo problema, secon-
Rendimento funzionale dei solutori, mas- do le quali la massa strutturale viene fatta
simizzato attraverso la distribuzione delle germinare e crescere come fosse un organi-
simulazioni su tutte le risorse di calcolo smo alla ricerca del migliore risultato strut-
disponibili (HPC). turale. Partendo dalle zone di vincolo e dalle
E. Performance Evaluation and Engineer- zone di sollecitazione esterna, l'ottimizzato-
ing Data Management. re topologico arriva a proporre un layout
Visualizzazione automatica dei risultati strutturale che permette di sfruttare al mas-
delle analisi; automazione dei processi; simo la massa utilizzata, tenendo conto dei
architettura aperta. vincoli progettuali e dei vincoli tecnologici di
realizzabilità.
F. Manufacturing Development. La figura 2 è un esempio di ottimizzazione
Sviluppo della tecnologia e dei tool per il strutturale di concept.
manufacturing La forma o il layout ottenuto allo step finale
risulta essere in genere più leggero e carat- Figura 3: Step principali del Batch
G. Optimization. Mesher, che consente di ottimizzare la
terizzato da uno stato di tensione più unifor-
Secondo livello di ottimizzazione, cioè qualità della mesh generate da un
me e distribuito rispetto a soluzioni più clas-
ottimizzazione multi-obiettivo con l’ausi- processo iterativo automatico.
siche. La forma quindi viene interpretata e
lio di algoritmi di ottimizzazione lineari e
tradotta in formato CAD per poi essere rifini-
non lineari generici; ripetizione iterativa impatti, etc). Gli applicativi che vengono uti-
ta tenendo conto di criteri di lavorazione e
delle attività precedenti; ripetizione auto- lizzati sono di varia natura, a seconda dei
requisiti geometrici locali (raccordi, smussi
matica basata su input parametrici e otti- requisiti di modellazione FEM. Tutti questi
etc.).
mizzatori multi-obiettivo. requisiti vengono spesso raccolti in specifi-
In questo caso ottimizzazione signif ica:
Si illustrano in seguito maggiori dettagli risparmio di materiale, alleggerimento, mini- che di modellazione: le specifiche sono il
relativi a ognuna delle attività precedenti. mizzazione dei livelli di tensione. risultato di anni di correlazione numerico-
sperimentale e governano la qualità della
risposta (risultato) di un calcolo di simula-
CAD+Component CAE = Meshing + Assembly = zione.
Concept Design CAE model Creation Spesso la modellazione FEM viene eseguita
L’attività di “concept design” è quell'attività Una volta che la geometria dei vari compo- manualmente. E' una attività particolarmen-
tipica del progettista, che parte da uno spa- nenti di un complessivo meccanico è forma- te onerosa che richiede molta esperienza
zio noto a disposizione per la propria struttu- lizzata e condivisa (nel PDM), si passa alla nell'attuare delle scelte semplificative.
ra (design space), dal tipo di collegamento o fase di modellazione FEM del complessivo o Disporre di strumenti che aiutino ad accele-
di vincolo ed infine dallo spettro di forze a di parti di esso per affrontare il calcolo di rare la realizzazione dei modelli FEM, rispet-
cui il componente deve resistere. Gli obiettivi simulazione delle varie condizioni di lavoro tando i criteri di qualità dei modelli stessi, è
strutturali che il design deve rispettare sono (forze, spostamenti, velocità, accelerazioni, importante per rendere l'iter di progettazio-

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ne e verifica il più efficiente possibile. • Ridurre al minimo i tempi di preparazione Altair Engineering racchiude nel proprio fra-
Altair Engineering, come sviluppatore di dei modelli assicurando la qualità dei mework un set di solutori in grado di coprire
software avanzato dedicato al FEM e come modelli stessi; la maggiore parte delle applicazioni indu-
utente primario, ha raggiunto una posizione striali massive, dalla soluzione lineare alla
di leadership in questo settore. • Standardizzare le procedure e la qualità di non lineare, dalle rigidezze statiche alle
modellazione; forme modali, dai fenomeni non lineari quasi
L'implementazione di metodologie di model-
lazione e di criteri di qualità differenziati • Aumentare il numero di soluzioni alterna- statici agli impatti veloci e esplosivi, dalla
sulla base dei solutori più diffusi nel campo tive analizzabili, con conseguente incre- meccanica dei corpi rigidi a quella dei corpi
dell'ingegneria ha portato come risultato mento della robustezza del design finale. flessibili, alle grandi non linearità dovute
allo sviluppo di complesse e efficienti tecni- all'interazione fluido-struttura.
che di Batch Meshing: la mesh strutturale Ottimizzazione in questo caso significa: affi-
viene creata attraverso un processo di otti-
Performance Analyzer dabilità, parallelizzazione/ velocità di calco-
I modelli FEM vengono realizzati per permet-
mizzazione automatica delle mesh possibili, lo, ambienti integrati.
tere ai codici di calcolo di risolvere il proble-
sulla base di file che contengono i criteri e i
ma e rappresentare al meglio le condizioni di
parametri di qualità richiesti dall'utente. Resource Manager
funzionamento reale. La precisione del codi-
Il processo di modellazione FEM diviene così Una volta assicurata la disponibilità dei solu-
ce di calcolo è l'aspetto essenziale di questa
un vero e proprio calcolo iterativo alla ricer- tori per gli utenti, l'aspetto principale è otti-
parte di attività. La precisione del codice
ca del modello caratterizzato dagli indici di mizzare i tempi di calcolo rispetto alle risor-
viene misurata sulla base della vicinanza dei
qualità, il più elevati possibile. Note le coor- se disponibili. Attualmente il calcolo distri-
risultati di calcolo alla realtà. Per valutare la
dinate dei punti di saldatura anche l'assem- buito richiede l'uso di più nodi di calcolo e,
precisione dei codici esistono dei casi stan-
blaggio di intere scocche automobilistiche grazie all'esistenza di più macchine di calco-
dard, ma spesso ogni azienda preferisce uti-
(come ad esempio un Body-In-White con 250 lo collegate in rete tra di loro, è possibile
lizzare propri casi reali sviluppati in prece-
componenti in lamiera saldati tra di loro) assegnare l’esecuzione di un processo di cal-
denza e operare il confronto con questi.
può essere eseguito automaticamente. colo alla prima risorsa hardware disponibile.
In questo caso l'affidabilità del risultato è
Mentre ciò avviene, l'utente può dedicare il Questo è solamente il primo aspetto, detto
essenziale per risparmiare tempo sulla realiz-
suo tempo ad analizzare risultati e ad ideare di "Job scheduling": molti utenti in una
zazione di prototipi intermedi necessari per
modifiche per raggiungere la performance la taratura e la correlazione della soluzione azienda hanno bisogno di eseguire calcoli e
richiesta del prodotto. numerica. Ridurre il più possibile il numero processi e di ottenere i risultati di calcolo
Gli step principali relativi al processo di di prototipi consente di risparmiare una por- per poter operare le modifiche al progetto in
Batch Meshing (mostrati in Figura 3) sono: zione notevole del tempo totale di sviluppo modo da raggiungere le performance attese.
• Preparazione dell'importazione dei file prodotto. La gestione di un considerevole numero di
geometrici (CAD); Un altro aspetto importante è costituito macchine di calcolo, con sistemi operativi
dalla velocità con cui i solutori producono le diversi e solutori diversi, rappresenta la sfida
• Specifica dei parametri geometrici per la soluzioni e dall'impiego di risorse necessarie delle aree IT. Oggi si punta al “Grid
definizione della topologia e relativa sem- (memoria, spazio disco, numero di CPU). I Computing” per ottimizzare i tempi di riposta
plificazione; codici più evoluti vengono sviluppati in dei processi: tale sistema richiede flessibilità
• Definizione dei parametri di qualità richie- modo da essere eseguiti in parallelo, frazio- degli applicativi e robustezza dell'infrastrut-
sti alle mesh; nati tra più processori, proprio con lo scopo tura che li gestisce, capace di garantire l'ese-
di ridurre i tempi di calcolo. Lo sviluppo dei cuzione del calcolo e il suo restart, qualora
• Clean-up automatico della topologia (defi- codici in parallelo non è banale, soprattutto si verifichino problemi hardware.
nizione della topologia reale); se pensiamo al calcolo distribuito o MPP In questo ulteriore caso ottimizzazione
(Massively Parallel Processing): assicurare gli significa:
• Run iterativi di ottimizzazione delle mesh
(generazione automatica della mesh otti- stessi risultati e la stessa affidabilità dei • Sfruttamento delle risorse di calcolo
mizzata). risultati indipendentemente dal numero dei disponibili;
processori è una delle maggiori conquiste
In questo altro caso ottimizzazione significa: affrontabili ad oggi. • Riduzione dei tempi di attesa,

Figura 4: Esempi • Robustezza dell'infrastruttura (failure


di analisi di crash recovery).
con modello a di-
versi milioni di Performance Evaluation
elementi. and Engineering Data
Management
L'esecuzione di una innumerevole quantità di
calcoli produce una innumerevole quantità di
risultati. Gli analisti FEM, oltre a creare i
modelli, hanno bisogno di analizzare i risul-
tati per operare modifiche alle geometrie dei
componenti allo scopo di raggiungere gli
obiettivi di performance. In una realtà in cui
il calcolo distribuito è molto efficiente i
risultati possono essere prodotti molto velo-
cemente. La necessità di poter applicare rou-
tine automatiche di post-processazione dei
risultati, che permettano analisi, confronti e
filtri dei dati per evidenziare il trend (miglio-
ramento della performance o peggioramen-
to), è attuale e forte. In questo contesto lo
sviluppo di software "open" e parametrico, in
grado di apprendere come analizzare i risul-
tati e di eseguire automaticamente una post-
processazione specifica, è l'obiettivo dell'ot-
timizzazione del tempo degli analisti FEM.

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La reperibilità dei dati di input, dei risultati Figura 5:
dei calcoli, dei report di analisi e la possibi- Ogni set di dati
lità di operare confronti tra soluzioni alter- (proveniente da
native e filtrare le informazioni sull'anda- simulazioni o test
mento del progetto è oggetto di grandi sperimentali) può
investimenti di sviluppo software: il Data essere conservato
Management. In questo caso l'integrazione su un server. La
tra ambienti di pre-processazione, soluzio- mole di dati
ne e post-processazione è un grande van- cresce
taggio. Se a questa integrazione si associa continuamente
la possibilità di configurare il data manager nel corso del
in modo da rappresentare i risultati delle progetto. La
performance e di applicare filtri che con- possibilità di
sentano di valutare lo stato dell'arte del estrarre
progetto, si arriva ad ottenere uno stru- facilmente report
mento completo, non solamente dedicato a riassuntivi ed
ricerca e archiviazione dei dati, ma anche in effettuare
grado di mostrare lo stato del progetto in paragoni tra i
maniera trasversale rispetto alle performan- diversi risultati è
ce richieste. Con l'aper tura of fer ta da un fattore chiave
ambienti di tipo open, l’ambiente di Data della tecnologia
Management può inoltre diventare lo stru- offerta da Altair.
mento attraverso il quale interagire con il
progetto, creando le varianti o alternative,
modificandole e analizzandole.
Implementando routine di process automa-
tion, ovvero insiemi di operazioni ripetitive
e iterative, si può arrivare ad istruire que-
sto ambiente ad eseguire velocemente step
standardizzati nell'ambito dell’attività del
progettista.
L’ottimizzazione in questo caso consiste Figura 6:
nella riduzione: La soluzione
• dei tempi di analisi dei dati; Altair per il
manufacturing
• dei tempi di ricostruzione delle informa- mette a
zioni riguardanti ogni singolo componen- disposizione
te; risultati robusti e
• dei tempi di modifica dei componenti e affidabili per i
creazione delle soluzioni alternative; processi di
formatura di
• della probabilità di errore di reperibilità lastre metalliche
dei dati (duplicazioni, incoerenze). (figura superiore)
ed estrusione
Manufacturing (figura inferiore),
evidenziando i
Development comportamenti
Contemporaneamente allo sviluppo prodotto, critici già nelle
un'altra intera area aziendale è responsabile prime fasi della
di: progettazione.
• valutare la fattibilità dei componenti;
• allocare le linee produttive disponibili;
• progettare la tecnologia di costruzione.
Anche in questo caso la tecnologia di simula-
zione può dare e dà, un grande contributo. I
tempi di realizzazione sono spesso così
importanti da dover necessariamente iniziare
a lavorare sulla progettazione delle tecnolo-
gie e dei tool, contemporaneamente allo svi-
luppo del progetto. • determinazione delle criticità di stampag- Altair Engineering, con HyperWorks, è in
Questa area è molto estesa e complessa gio già nelle prime fasi di progettazione; grado di fornire tecnologia all’avanguar-
almeno quanto lo sviluppo prodotto. Anche • messa a punto degli utensili già nelle dia, sempre in fase di sviluppo, derivante
solamente una sintesi dei suoi processi prime fasi di progettazione; dalla conoscenza dei bisogni del mondo
richiederebbe una sessione a sé, per questo industriale, in particolare dei clienti, che
• riduzione delle cause di debolezza del
argomento si rimanda quindi ad altra sede. componente (assottigliamenti); con i loro suggerimenti aiutano gli svilup-
La figura 6 seguente, mostra due delle diver- patori a migliorare le per formance del
• robustezza del processo di manufacturing. software con l’implementazione di novità
se tecniche di simulazione dei processi pro-
duttivi che sono state sviluppate in questi significative.
anni: lo stampaggio lamiera e l'estrusione di Conclusioni A riprova di quanto sopra, nei prossimi gior-
metalli. L’industria oggi ha un estremo bisogno di ni assisteremo al lancio della nuova versione
Il risultato dell’Ottimizzazione in questo caso fare l’ottimizzazione, qui brevemente pre- della suite di Altair Engineering, Altair
diviene: sentata. HyperWorks 10.

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Formazione
Analisi di design parametrico
per valutazione di molteplici variabili
A cura di Pierre Thieffry, Product manager, ANSYS Inc.

Strumenti a supporto dello studio di trade-off di progettazione


nello sviluppo prodotto guidato dalla simulazione.
na sfida importante nello sviluppo del Superfici di
U prodotto è l’individuazione del miglior
compromesso nel soddisfacimento dei
molti requisiti ingegneristici coesistenti. Ad
risposta, come
questa in figura,
consentono agli
esempio, ogni componente deve essere leg- utenti di analisi
gero ma anche sufficientemente robusto per parametriche di
garantire una lunga durata. Gli utenti sono visualizzare
quindi di fronte al compito, lungo e noioso, chiaramente le
di dover condurre numerose simulazioni per complesse
trovare una soluzione che soddisfi la mag- relazioni tra più
gior parte dei requisiti. parametri di
Fortunatamente sono disponibili strumenti input e output.
per aiutare i progettisti ad eseguire analisi
parametriche in cui il software di simulazio-
ne risolve automaticamente l’intero range di
variazione delle variabili specificate e genera
output grafici che consentono agli utenti di
individuare facilmente i trend di comporta-
mento per identificare il miglior design.
Illustrando con chiarezza il rapporto tra le
variabili e il loro effetto sulle prestazioni,
l’analisi parametrica è in grado di guidare il
processo di sviluppo prodotto verso configu-
razioni che inizialmente potrebbero non
essere stati considerati. In questo
“trade-off plot”
I parametri geometrici: la linea rossa
tratteggiata
una chiave per le modifiche mostra i limiti
di design del campo di
Il numero di parametri di cui è possibile stu- progettazione.
diare la variazione e il relativo l'impatto sulle Tutti i disegni
caratteristiche e prestazioni è molto ampio, possibili
ma i più frequenti sono le proprietà del ricadono entro
materiale impiegato e, ancor più spesso, la questo confine.
geometria stessa.
Ormai da decenni sono disponibili sistemi
Computer-Aided Design parametrici, ma sono
pochissimi gli strumenti di simulazione che
consentono un utilizzato efficace dei modelli
parametrici. Alcuni strumenti, come ad
esempio l’ ANS YS Parametric Design
Language (ADPL), permettono agli utenti di
creare geometrie parametriche, anche se il
tempo richiesto per la preparazione di tali definizione e esecuzione di analisi parame- della progettazione, come ad esempio le pre-
modelli aumenta in maniera significativa con triche. La quantità di lavoro supplementare stazioni del sistema in risposta alle sollecita-
la complessità della geometria. necessaria per passare dalla simulazione zioni, al calore, e alle altre variabili.
In genere, uno dei modi più efficaci per trat- “single point” ad un’analisi pienamente Con queste informazioni, il team di progetti-
tare con i parametri geometrici è fornito parametrica è costituito da non più di una sti è in grado di prendere decisioni consape-
dalla piattaforma ANSYS Workbench, che dozzina di clic del mouse. voli durante l’intera fase di sviluppo del pro-
permette di guidare parametri del modello dotto, e in particolare già nei primi momenti
CAD di essere direttamente dalla simulazio- I benefici di design concettuale. Come conseguenza
ne. L’interfaccia ANSYS per i principali siste- dell’analisi parametrica, il team di progetta-
mi CAD, non solo legge la geometria, ma
dell’analisi parametrica zione è anche in grado di reagire rapidamen-
importa anche i parametri geometrici, e in per la progettazione te a qualsiasi modifica che si rende necessa-
alcuni casi pure gli attributi o il materiale. A L’analisi parametrica è un ottimo modo per rio apportata a causa di vincoli esterni (ad
questo proposito, l’ambiente ANS YS ottenere informazioni accurate riguardo esempio di fabbricazione) e può facilmente
Workbench fornisce una soluzione per la all'influenza di ogni parametro sugli obiettivi rispondere a qualsiasi domanda "what if ?".

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Rappresentazione dei dati
Una rappresentazione dei dati efficace è
essenziale al fine di massimizzare il benefi-
cio di una analisi parametrica. Strumenti
come il software ANSYS DesignXplorer sono
basati su metodi di risposta di superficie di
risposta (Response Surface Methods) che
aiutano gli utenti a visualizzare facilmente, e
quindi valutare, le variazioni delle prestazio-
ni per l'intero campo di progettazione.
Questo approccio può essere applicato a
qualsiasi applicativo di simulazione, struttu-
rale, termo-fluidodinamica, multif isica.
Questi metodi sono efficaci in termini di
tempo di calcolo, in quanto usano un cam-
pione limitato del campo parametrico per
costruire le superfici di risposta, le quali raf-
figurano il rapporto matematico tra i para-
metri di input e i parametri di output. Queste
rappresentazioni 3-D colorate convogliano
efficacemente grandi quantità di dati che In questo grafico di sensibilità i parametri chiave sono prontamente individuati
altrimenti rischierebbero di finire con lo sulla base dell’importanza del loro effetto sulle prestazioni. In questo esempio,
schiacciare i responsabili delle decisioni, che lo spessore e la profondità hanno l’influenza maggiore sul fattore di sicurezza.
in questo modo hanno invece gli strumenti
grafici per interpretare notevoli moli di dati, esame, per il quale è richiesto un fattore di semplici per comprendere e trasmettere
in modo molto più semplice rispetto all’esa- sicurezza pari a 1,0, la massa potrà variare informazioni circa la variazione delle presta-
me di una lista di numeri. tra 0,6 e 1,2 kg. Di conseguenza se i requisiti zioni relativamente alle variabili di progetto.
Tra le varie rappresentazioni grafiche, il specificano una massa di 0,5 chilogrammi, si Graf ici di sensibilità (a barre o a torta)
“trade-off plot” è probabilmente il primo ad vede che non esistono soluzioni progettuali danno anche informazioni immediate riguar-
essere preso in considerazione, in quanto in grado di mantenere un fattore di sicurezza do al peso di ciascuna delle variabili relativa-
rappresenta la fattibilità di un dato proget- pari a 1,0. D'altro canto se i requisiti specifi- mente alla progettazione del prodotto, con-
to. Viene eseguito un vasto campionamento cano una massa di 1,0 chilogrammi, l'inge- sentendo al progettista di individuare i para-
(oltre 10.000 punti) su una superficie di gnere sa che vi è almeno una soluzione. metri chiave e di concentrare opportunamen-
risposta e vengono plottate le prestazioni Sono poi disponibili altri strumenti per aiu- te l’attenzione. Questo tipo di approccio
delle variabili di progettazione. tare gli utenti a trovare le giuste soluzioni aiuta a ridurre e persino eliminare il tempo e
Il “trade-off plot” di accompagnamento può specifiche. il denaro sprecato nell’esame di variabili che
indicare, ad esempio, che per il prodotto in Semplici plottaggi 2-D sono i grafici più non influenzano il design.

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Formazione
Flussi bifase
A cura di Valerio Marra, COMSOL Italy, Brescia

COMSOL Multiphysics® mette a disposizione un ambiente di lavoro integrato per la


modellazione e simulazione di sistemi che coinvolgono l’interazione di più fenomeni fisici.
Un’ampia gamma di Moduli aggiuntivi permette l’applicazione di COMSOL a tanti
e diversissimi settori che vanno dalla vulcanologia alle nanotecnologie.
Ci occuperemo oggi del modulo Chemical Engineering che permette la modellazione
dei fenomeni di trasporto di massa, quantità di moto ed energia.
In particolare vedremo quali sono gli strumenti a disposizione degli utenti che vogliano
cimentarsi con la simulazione di flussi bifase immiscibili.
Introduzione
La soluzione di problemi che coinvolgono
due fluidi immiscibili a contatto richiede la
soluzione delle equazioni di Navier-Stokes
contenenti il contributo della tensione
superficiale, che permette la descrizione dei
fenomeni di coalescenza e/o rottura dell’in-
terfaccia di separazione.
La forza di tensione superficiale e i valori
assunti dalle proprietà materiali dipendono
dalla posizione dell’interfaccia.
L’evoluzione dell’interfaccia è descritta da
un’equazione di trasporto, da parte del
campo di velocità, di uno scalare passivo la
cui def inizione dipende dal metodo di
tracking scelto.
Su griglia di calcolo fissa, secondo una trat-
tazione Euleriana quindi, COMSOL® offre due
procedure specifiche: il Metodo Level Set e il
Metodo Phase Field.
Il metodo Level Set rappresenta l’interfaccia
tra i due fluidi come curva di livello di una Figura 1 (a sinistra): Simulazione di una stampante a getto di inchiostro con il
certa funzione continua. La versione di que- metodo Level Set. La forma della goccia è rappresentata da una superficie isolivello
sta tecnica disponibile in COMSOL si discosta della funzione level set. La scala di colori mostra il modulo del vettore velocità
dall’originale e mostra delle peculiarità di mentre le linee di flusso riguardano l’aria. L’estrema precisione nella determinazione
sicuro interesse per l’utente: lo spessore del- della tensione superficiale da parte del metodo Level Set lo rende particolarmente
l’interfaccia è sempre costante e ha una adatto al progetto e ottimizzazione di tali applicazioni. L’effetto Marangoni è tenuto
migliore conservazione della massa. in conto naturalmente nella versione COMSOL del metodo così che il contributo delle
Il metodo Phase Field è invece una tecnica forze dovute a eventuali gradienti termici sia automaticamente tenuto in
relativamente nuova basata sull’equazione considerazione nel modello.
del quarto ordine di Cahn-Hilliard nella
quale l’energia libera del sistema è mini- Figura 2 (a destra):
mizzata rispetto a un’opportuna scala tem- Rottura dell’interfaccia di separazione in una giunzione a T modellata utilizzando il
porale. metodo Level Set. Il colore rosso indica la fase dispersa. I vettori e le slice mostrano
Nella versione COMSOL è decomposta in due il campo di velocità.
equazioni differenziali alle derivate parziali
del secondo ordine. Entrambi i metodi
descrivono la tensione superficiale nelle
Metodo Level Set Il metodo Level Set è stato utilizzato per le
simulazioni mostrate in Figura 1 e 2 nelle
equazioni di Navier-Stokes come una forza di Nella versione originale del metodo Level Set
era utilizzata una funzione distanza segnata quali è messa in evidenza l’interfaccia di
volume. separazione: nella prima si ha il dettaglio di
Sebbene il metodo Level Set conservi meglio e uno degli inconvenienti maggiori era la
rilevante perdita di massa. In COMSOL funzionamento di una stampante a getto di
la massa, il metodo Phase Field ha dimostra- inchiostro mentre nella seconda siamo all’in-
to essere più robusto in diverse situazioni; i Multiphysics abbiamo realizzato una versione
modificata del metodo: è stato così raggiun- terno di una giunzione a T utilizzata per la
due metodi hanno in comune una migliore creazione di emulsioni dove gocce di un
descrizione della tensione super f iciale to un compromesso tra le versioni originali
dei metodi Level Set e VOF con una precisio- liquido sono sospese in un altro.
rispetto al metodo VOF (Volume Of Fluid),
nato negli anni ‘80, che ad ogni passo tem- ne di ordine superiore e una migliore conser-
porale deve ricostruire la posizione dell’in- vazione della massa. Il contributo della ten- Metodo Phase Field
terfaccia partendo da un campo scalare sione superficiale è descritto conformemente Nella soluzione di problemi con flussi bifase
discontinuo. In particolare è il calcolo della alla versione originale, dove le caratteristi- il metodo Phase Field offre una valida alter-
curvatura media che rende difficile un’accu- che geometriche dell’interfaccia, curvatura e nativa a metodi più conosciuti come il Level
rata descrizione del contributo della tensio- normale derivate dalla funzione level set, Set e il VOF. Invece di eseguire un tracking
ne superficiale nell’utilizzo metodo VOF. entrano direttamente nella sua definizione. diretto dell’interfaccia di separazione tra i

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 15


mostrato in Figura 4, di flussi a superficie
libera. Quando sono richieste elevata preci-
sione e perfetta conservazione della massa,
il metodo ALE può essere superiore sia
all’approccio Level Set che al Phase Field in
questo contesto. La tensione superficiale è
opportunamente modellata come una condi-
zione al contorno sulla superficie libera piut-
tosto che come una forza volumetrica. Un
altro vantaggio del metodo ALE si ha dalla
definizione esatta del contorno che separa i
due fluidi e nella relativa definizione di due
domini di calcolo distinti: ciò permette la
soluzione di fisiche diverse in ciascuna fase.
Ad esempio un serbatoio di miscelazione nel
quale avvengono reazioni chimiche solo nella
fase liquida non può essere modellato dal
Level Set o dal Phase Field ma solo con l’aiu-
to della tecnologia ALE.

Solutori allo stato dell’arte


COMSOL Multiphysics fornisce un’ampia
gamma di solutori per i problemi bifase che
possono essere risolti sia in maniera accop-
piata sia segregata. L’approccio accoppiato
risolve per pressione, velocità e funzione
Phase Field (oppure Level Set) simultanea-
mente utilizzando solutori di tipo multigri-
Figura 3: Interazione fluido-struttura bifase. Il colore blu rappresenta l’acqua mentre glia di ultima generazione. La richiesta di
l’aria occupa il resto del dominio. Il colore arancio evidenzia le regioni dell’ostacolo memoria e tempo di calcolo per risolvere
in gomma dove gli sforzi secondo von Mises sono più elevati. I vettori di colore grigio flussi bifase su larga scala possono essere
mostra la direzione e intensità del campo di velocità. ridotti notevolmente utilizzando un solutore
segregato dove la velocità e la pressione
nica strutturale per gli sforzi e le deformazio- sono risolte simultaneamente in un gruppo
due fluidi immiscibili, la sua evoluzione è
ni nell’ostacolo solido e infine la tecnologia mentre la funzione phase field (oppure level
governata dalla variabile phase field dell’e-
Moving Mesh (ALE) per la descrizione dell’in- set) viene risolta in un gruppo separato. Ad
quazione di Cahn-Hilliard. La forza di tensio-
terazione dinamica dei diversi fenomeni coin- ogni passo temporale il solutore itera tra i
ne superficiale è ancora modellata come una
volti nel sistema. In COMSOL il metodo Phase diversi gruppi fino al raggiungimento della
forza di volume ma questa volta non c’è rife-
Field è stato anche accoppiato ai modelli di convergenza. Per alcune applicazioni la ridu-
rimento esplicito alle caratteristiche geome-
turbolenza k-ε e k-ω. COMSOL Multiphysics zione in termini di tempi di calcolo e memo-
triche dell’interfaccia poiché la definiamo
può ora essere utilizzato anche per risolvere ria richiesta può essere di un fattore due.
moltiplicando il potenziale chimico del siste-
ma per il gradiente della variabile phase problemi bifase turbolenti come jet fluidi
field. La natura del metodo ne permette impattanti ad alta velocità. Questa metodo- Conclusioni
anche l’agevole soluzione su di un sistema di logia può essere facilmente accoppiata ad COMSOL Multiphysics mette a disposizione
riferimento in movimento, ciò è possibile in altre fisiche: ad esempio quando è coinvolta dell’utente un’ampia gamma di strumenti per
COMSOL accoppiandolo al modo applicativo anche l’elettrostatica diventa possibile la simulazione di sistemi bifase costituiti da
chiamato Moving Mesh (ALE) che permette la modellare l’elongazione di gocce immerse in fluidi immiscibili. Le applicazioni modellabili
soluzione di un problema fisico su una griglia un campo elettrico. includono tra gli altri emulsificazione, elet-
mobile. Questa possibilità permette la simu- trocoalescenza, injection molding, ebollizio-
lazione di problemi di interazione fluido- Metodo ALE ne, reattori chimici, liofilizzazione, separa-
struttura anche per flussi bifase. In Figura 3 zione di fase e microfluidica. L’utente può
è mostrata la deformazione e gli sforzi in un (Arbitrary Lagrangian scegliere diversi approcci. I primi due, più
ostacolo in gomma quando investito dalla Eulerian) affermati, sono i metodi Level Set e ALE. Il
cascata d’acqua provocata dal cedimento di Come visto nel precedente esempio di Figura terzo, più recente e disponibile in COMSOL
una diga. Per una simulazione realistica la 3 nei casi in cui il problema è risolto su una 3.5a, è il metodo Phase Field che si è dimo-
modellazione ha dovuto considerare quattro griglia in movimento il movimento dell’inter- strato preciso, robusto e di facile interazione
fisiche interagenti: il metodo Phase Field per faccia tra i due fluidi è in relazione con l’e- con altre fisiche. Maggiori dettagli su COM-
il tracking dell’interfaccia, le equazioni di voluzione dell’intero sistema. Questa tecno- SOL Multiphysics e i relativi prodotti si pos-
Navier-Stokes per il campo di moto, la mecca- logia permette anche la simulazione, come sono trovare su www.it.comsol.com.

Figura 4: Scuotimento di liquido in una tanca simulato con il metodo ALE: è mostrato il modulo della velocità a diversi istanti
temporali (la tanca è soggetta a movimento oscillante di tipo sinusoidale).

Pagina 16 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


Formazione
Architettura aperta
per la modellazione di onde oceaniche
A cura di Lawrence Lachman, Senior Software Engineer, Presagis Inc., Montreal, Quebec, Canada

Scienziati e ricercatori non sono ancora riusciti a trovare il modo per integrare modelli
d’onda sviluppati per uno specifico simulatore oceanico in altri simulatori.
Questo articolo descrive un framework flessibile e scalabile che mette a disposizione
un’architettura aperta e multilayer per la modellazione delle onde oceaniche comprendente
algoritmi per la simulazione slegati da qualunque sistema software.
e tipiche simu- generatore. Il dispo-

L lazioni oceani-
che creano mo-
delli di onda estre-
sitivo host calcola i
movimenti idrodina-
mici e la risposta in
mamente limitati, frequenza della
essendo basati su nave, comunicando i
onde oceaniche e su parametri del model-
frequenze ottenute lo d’onda al genera-
da un ben def inito tore di immagine.
spettro energetico. In risposta, il gene-
Questo spettro e il ratore di immagine
sottostante modello modella e simula le
d’onda sono inseriti stesse onde oceani-
direttamente nel co- che. Di conseguenza,
dice software, ren- i calcoli relativi a
dendo di fatto im- inclinazione, eleva-
possibile agli utenti zione, sollevamento,
che lo desiderano imbardata, beccheg-
l’utilizzo di un diffe- gio o rollio dei
rente spettro ener- vascelli sono assolu-
getico o di diverse metodologie o formule cie dell’acqua, ma quello di creare e simulare tamente accurati e coerenti con il contesto
d’onda. la geometria dell’onda (e i relativi parametri) dell’oceano simulato.
Per calcolare le reazioni idrodinamiche e le attraverso caratteristiche come il colore o la
risposte in frequenza delle navi, i program- trasparenza del liquido e la riflessione, rifra- Modelli d’onda
matori più esperti di questo settore - fisici, zione o propagazione della luce. “Modello d’onda” è un termine generico che
oceanografi e architetti navali - utilizzano Questo approccio può includere modelli si riferisce a un modello matematico messo a
modelli d’onda sviluppati in proprio. d’onda basati sulla proprietà spaziali o su punto per simulare la generazione, la propa-
Purtroppo non c’è modo di inserire questi quelle di Fourier e consente di ottenere gazione, la variazione di profondità, l’intera-
modelli d’onda nei simulatori oceanici marit- frame rate in tempo reale per le configura-
zione, la rifrazione, la riflessione e così via
timi esistenti. Quindi, l’oceano riprodotto da zioni che utilizzano canali e osservatori
questi simulatori non ha alcuna influenza sul delle onde oceaniche. Esistono numerosi
diversi.
calcolo di inclinazione, elevazione, solleva- modelli che definiscono i comportamenti
Il motore unico dedicato al rendering utilizza
mento, imbardata, beccheggio e rollio dei vertex e fragment shader per simulare effetti dell’oceano, e ognuno di essi si basa su una
vascelli virtuali. Se posizione e orientamento ottici e sfumature realistiche in funzione del serie di condizioni e presupposti iniziali. Per
del vascello finiscono per apparire coerenti punto di vista dell’osservatore, oltre a gesti- la generazione di risultati accurati e realisti-
con il contesto dell’oceano così simulato re il paging della geometria delle celle ocea- ci al variare delle condizioni ambientali non
(rispetto alle onde che circondano la nave), niche e a selezionare le celle necessarie a può essere utilizzato un approccio univoco.
si tratta di una semplice coincidenza. visualizzare il frustum, il livello di dettaglio Questo è intrinseco nella natura dell’oceano.
Quello che segue è un framework flessibile e geometrico e il “triangle stripping”. Questi Uno spettro d’onda è una rappresentazione
scalabile che mette a disposizione un’archi- algoritmi producono reticoli ottimali di trian- statistica della distribuzione dell’energia
tettura aperta e multilayer per la modellazio- goli con diversa densità poligonale, in cui d’onda come funzione di una frequenza d’on-
ne delle onde oceaniche comprendente algo- quest’ultima dipende dal punto di osserva- da. Gli spettri d’onda vengono costruiti in
ritmi per la simulazione slegati da qualunque zione, ma è indipendente dal processo di base a studi empirici che descrivono le con-
sistema software. animazione, e dove tutta la logica viene dizioni dell’oceano. In oceanografica vengo-
Solitamente gli algoritmi di simulazione di gestita in tempo reale, invece che basarsi su no utilizzati numerosi spettri: i più comuni
questo tipo si occupano della generazione e rappresentazioni multi-risoluzione predefini- sono quelli di Bretschneider, Pierson-
dell’animazione delle onde, modificano di te con cui costruire reticoli di triangoli adat- Moskowitz, JONSWAP e Phillips.
conseguenza le caratteristiche della superfi- tativi per ogni fotogramma. La sintesi dell’acqua oceanica in computer
cie dell’acqua e gestiscono la fisica sotto- Programmatori esperti di questo settore grafica può essere divisa in due classi:
stante. Questa soluzione, invece, propone sono riusciti a utilizzare i loro modelli di - Proprietà spaziali. I modelli d’onda basati
nuovi algoritmi per la simulazione delle onde onda su un dispositivo host sincronizzato a - sulla fisica funzionano in modo soddisfa-
oceaniche in grado di svolgere contestual- e in comunicazione con - un generatore di cente quando vengono utilizzati per
mente tutte queste attività. immagine, e oggi sono in grado di utilizzare modellare acque con profondità infinita.
Lo scopo non è quello di simulare la superfi- lo stesso modello di onda direttamente sul Ovviamente si tratta di modelli che richie-

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 17


mente estranei. Le onde che ne derivano
possono essere gestite e simulate in modo
analogo a quello di altri tipi di modelli d’on-
da presenti nativamente nel software.
Dopo avere analizzato numerosi modelli
d’onda, abbiamo concluso che un set di pro-
prietà di input e output è comune a tutti i
modelli.
L’interfaccia per la classe WaveGenerator
prevede un set di funzioni puramente virtua-
li, funzioni che le sotto-classi devono defini-
re e implementare. Ecco le responsabilità
delle classi derivate:
- Determinare se il generatore d’onda, in
risposta a richieste relative alla superficie,
produce o meno una superficie di base che
dono grande potenza di calcolo, e questo può essere trattata come periodica.
è particolarmente vero quando si cerca di - Rispondere alle richieste relative alle pro-
modellare rilevanti quantità di acqua: uti- prietà della superficie per una specifica
lizzando le proprietà spaziali, il modello posizione geografica con i seguenti dati:
matematico deve essere applicato a ogni altezza, normale e velocità.
vertex tenendo conto di tempo e spazio. - Riempire la griglia con i dati geometrici
- Proprietà di Fourier. Questo approccio sin- relativi al sottostante reticolo di una spe-
tetizza l’acqua oceanica utilizzando pro- cif ica cella, con il livello di dettaglio
prietà spettrali già misurate e modelli sta- richiesto.
tistici conosciuti. L’approccio di Fourier - Aggiornare e configurare il generatore
sintetizza ed evolve un reticolo (mesh) di d’onda.
onde oceaniche partendo dal teorema Fast - Invertire i puntatori attivi e inattivi dei
Fourier Transform, che utilizza una griglia dati d’onda. Questa soluzione genera un
standard con dimensioni e risoluzione thread asincrono che si occupa dell’aggior-
regolabili dall’utente e che fornisce un namento dei calcoli di paging e della
valore di altezza periodico che può essere costruzione di ciascun oceano. Si tratta di
applicato in modo trasparente ad ambiti compiti che richiedono grande potenza di
più vasti. Questo approccio è in grado di calcolo e che, a seconda della complessità
simulare contemporaneamente numerose di ogni oceano, possono richiedere per il
tipologie di onda, offrendo risultati visuali completamento più tempo di un singolo
di buon livello. fotogramma. Di conseguenza, i dati d’onda
si distinguono tra attivi (simulati) e inatti-
L’architettura aperta vi (da realizzare).
L’obiettivo della realizzazione di un’architet- la cella all’interno della griglia. Un reticolo - Impostare i limiti del rettangolo bidimen-
tura di programmazione aperta era quello di è costituito da una serie di punti discreti sionale che definisce l’oceano e la regione
creare un framework flessibile e scalabile in con spaziatura uniforme che formano su cui le richieste producono risultati uti-
grado di mettere a disposizione un’interfac- approssimativamente un motivo rettango- lizzabili. La nostra soluzione simula sia gli
cia intuitiva capace di incorporare un qua- lare. I punti del reticolo corrispondono a oceani con confini definiti sia quelli privi
lunque modello d’onda fra quelli esistenti, dati elementari di un componente multi- di confini.
indipendentemente dalla loro complessità. plo, come altezza, posizione e normale. La classe WaveGenerator prevede anche un
Allo stesso tempo, lo sforzo è stato quello di Sebbene sulla griglia le dimensioni di un set di funzioni virtuali e per ognuna di que-
dividere la complessità del modello d’onda reticolo siano costanti, ciascun reticolo ste mette a disposizione un’implementazione
dalla metodologia utilizzata per il rendering può avere una risoluzione diversa (livello di base che le classi derivate possono even-
dei suoi risultati. Questo ha portato alla rea- di dettaglio) in funzione della scala adot- tualmente sovrascrivere. Le classi derivate
lizzazione di un unico motore di rendering tata dall’osservatore. sono in grado di:
ad alta fedeltà. Un’istanza oceano contiene un generatore - Dichiarare di poter produrre onde in acque
La nostra soluzione mette a disposizione d’onda, che agisce come interfaccia per i poco profonde.
un’architettura multilayer e consiste di quat- diversi controlli e come generatore di dati - Rispondere a richieste dettagliate relative
tro componenti principali: un oceano, un per onde di base e corte in acque poco a una specifica posizione geografica.
generatore d’onda, una griglia geometrica e profonde. - Esaminare la superficie dell’acqua di una
un motore di rendering. La classe WaveGenerator è una classe di base specifica cella oceanica per determinare e
Per poter lavorare con un frame rate in astratta che definisce l’interfaccia per le registrare dove le onde si frangono.
tempo reale, questa soluzione aggiorna il classi derivate destinate ad animare l’acqua - Impostare la direzione predominante del-
generatore d’onda e costruisce l’oceano in dell’oceano. Mette a disposizione un set di l’onda (l’angolo con cui le onde avanzano)
modo asincrono rispetto al frame loop, oltre astrazioni generico, completo e incrementa- - Impostare il periodo modale.
a simulare l’oceano utilizzando un livello di bile che consente la definizione e l’uso di - Impostare lo stato del mare.
dettaglio basato su una gamma predefinita e componenti dei modelli d’onda interoperabi- - Impostare il fattore che controlla l’incre-
reticoli di triangoli adattativi. li. La classe “user-derived” fornisce i conte- spatura delle onde. Questo controllo è
Ecco la terminologia utilizzata nel contesto nuti a molte di queste astrazioni. pensato per i modelli d’onda che hanno la
della simulazione dell’acqua oceanica: Dopo avere creato un’istanza derivata, viene capacità di formare picchi più acuti e
- Un oceano è costituito da una griglia ret- passato all’infrastruttura software un punta- depressioni più profonde rispetto a quelli
tangolare di celle a singolo livello (di det- tore riferito al nuovo oggetto, che è un delle semplici onde arrotondate.
taglio) divisa in colonne e righe. oggetto di tipo WaveGenerator contenente - Generare una mappa normale ad alta riso-
- Una cella è il componente base della gri- nella sua implementazione dipendenze che luzione.
glia. Identifica semplicemente i confini e non necessitano di tempo di compilazione. Infine, WaveGenerator mette a disposizione
l’indirizzo di un punto all’interno della gri- Di conseguenza, le classi derivate possono funzioni non virtuali per l’impostazione dei
glia. incorporare nella simulazione a basso livello parametri dello spettro e una funzione per
- Un reticolo (mesh) è la forma che occupa algoritmi di simulazione d’onda completa- impostare il valore limite di picco necessario

Pagina 18 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


a determinare se un punto della superficie sario alla realizzazione dell’oceano.
dell’oceano si trova vicino al picco di un’on- Ogni singola cella oceanica viene simulata,
da. potenzialmente, con differenti livelli di det-
Quest’ultimo controllo è pensato per genera- taglio poligonale per ciascun fotogramma.
tori di onda derivata che sono in grado di Una cella contiene un reticolo oceanico per
misurare e determinare quando i picchi delle ogni osservatore e questo permette di otte-
onde diventano molto acuti, segnalando nere un livello di dettaglio e di ottica (rifles-
quindi che l’onda potrebbe o dovrebbe fran- sione, rifrazione e propagazione della luce)
gersi. Una volte che questi picchi sono stati della cella univoco per ciascun osservatore.
identificati, nelle relative posizioni può esse- Per supportare sia le proprietà spaziali sia
re simulata la schiuma bianca in cima all’on- quelle di Fourier, la costruzione della forma
da. richiede che la risoluzione di ogni reticolo
sia una potenza di due nelle dimensioni x e
La griglia geometrica y, e che la dimensione orizzontale (larghezza
Un’istanza WaveGenerator contiene una e profondità) di tutti i reticoli sulla griglia
GeometryGrid, ovvero una classe contenitore sia costante.
in grado di gestire dati singoli o multicanale La risoluzione di ciascun reticolo determina
all’interno di una griglia rettangolare utiliz- la lunghezza d’onda minima che può compa-
zabile per griglie periodiche e non periodi- rire all’interno della cella oceanica (per
che. I dati della griglia geometrica sono in esempio, non dobbiamo calcolare o mostrare
forma di VertexData, una struttura che con- onde che sarebbero più piccole della sfaccet-
tiene diverse tipologie di proprietà relative a tatura del reticolo). Gamme di valori confi-
superfici grezze - come altezza, profondità, gurabili dall’utente consentono di gestire al
normale, fattore della schiuma e dislocamen- meglio la complessità geometrica evitando il
to - per ogni punto della griglia. Anche se i formarsi di artefatti (come le onde che a una
generatori di onda derivata possono sceglie- cer ta distanza appaiono o scompaiono
re selettivamente quali proprietà calcolare, repentinamente).
l’altezza è l’unica proprietà della superficie Nella nostra soluzione, caratteristiche otti-
che deve essere obbligatoriamente calcolata. che e sfumature realistiche e dipendenti dal
La risoluzione della GeometryGrid è propor- punto di vista sono garantite dall’utilizzo di
zionale alla più elevata altitudine raggiungi- tecnologia shader basata su hardware.
bile dal reticolo e viene definita durante la In pratica, applichiamo una mappa ambien-
costruzione della sottostante geometria di tale alla superficie dell’oceano, riflettendo
ciascuna delle celle oceaniche. così la luce del sole e il cielo. In più, i colori
L’infrastruttura si occupa quindi di creare un della superficie simulata sono calcolati in
campione delle GeometryGrid per costruire il base alla riflettività di Fresnel, tenendo
sottostante reticolo per ogni cella oceanica. conto del colore del cielo.
Il motore di rendering utilizza questa strut- Questo è il processo fisico corretto per il cal-
tura di dati unificata, dove per unificata si colo dell’illuminazione, che non viene
intende che tutti i generatori d’onda la pro- influenzato dal rendering in tempo reale. Per
ducono nello stesso formato, indipendente- incrementare ulteriormente il realismo,
mente dal sottostante modello d’onda imple- simuliamo dinamicamente le riflessioni locali
mentato dal generatore. sulla superficie dell’oceano, come navi, luci
ed edifici.
I vertex e i fragment shader sono utilizzati
Il motore di rendering anche per simulare la cresta delle onde, la
Negli ultimi due decenni sono stati fatti schiuma e le onde di ritorno.
molti passi in avanti nel campo della visua- Anche se una disquisizione dettagliata sulle
lizzazione del terreno e nel livello di gestio- caratteristiche ottiche e sulle sfumature in
ne dei dettagli. Markus Gross e i suoi colla- Anche se entrambi gli approcci sfruttano l’u- funzione del punto di vista andrebbe oltre gli
boratori sono stati tra i primi a proporre un nità centrale (CPU), i nostri principali van- obiettivi di questo documento, è però impor-
metodo per la tassellatura adattativa del taggi sono: tante sottolineare che la geometria delle
reticolo con velocità quasi interattive. M.A. - Uno schema adattativo che si applica alla onde è in grado di rappresentare solamente
Duchaineau e i suoi collaboratori hanno pro- forma e che è indipendente dal processo di onde la cui lunghezza apparente sia un mul-
posto a livello embrionale l’algoritmo ROAM animazione. tiplo delle dimensioni della griglia. Per il
(Real-Time Optimally Adapting Meshes) per - Lo schema può incorporare indifferente- rendering in tempo reale, questo significa
la preparazione dettagliata e interattiva del mente l’approccio basato sulle proprietà che le onde più corte di n metri (dove n è
terreno in funzione della visuale. spaziali o su quelle di Fourier. più piccolo della sfaccettatura del reticolo)
Tutti gli algoritmi attualmente conosciuti che - Frame rate in tempo reale di 60 Hz per una non possono essere simulate. Naturalmente,
sono in grado realizzare una reticolazione risoluzione base e 30 Hz per risoluzioni più l’apparenza e la fedeltà della superficie del-
del terreno interattiva in base al punto di dettagliate. l’acqua si basa totalmente sulle onde corte.
vista dell’osservatore o delle caratteristiche - Lo schema può essere utilizzato da diversi Il nostro motore di rendering determina a
locali si basano su una rappresentazione pre- canali e diversi osservatori, continuando a che livello di qualità rappresentare l’effetto
definita multi-risoluzione, che viene utilizza- girare con frame rate in tempo reale. che l’ambiente ha su queste onde corte e la
ta come base per ricavare, per ogni foto- Lo schema adattativo di Hinsinger è stretta- relativa influenza sull’apparenza della super-
gramma, i reticoli di triangoli adattativi. mente collegato al processo di animazione e ficie dell’acqua.
Damien Hinsinger e altri sono stati i primi a quel modello può incorporare solo approcci
sviluppare una tecnica in grado di tassellare basati sulle proprietà spaziali.
in modo adattativo una griglia di punti per Le celle oceaniche possono essere seleziona-
Un caso empirico
un rendering interattivo di onde Gerstner La nostra ricerca ha portato allo sviluppo di
te per la visualizzazione del frustum. Se la una casistica empirica che è anche servita da
basandosi sulle proprietà spaziali. Nello stes- cella non si trova, nemmeno parzialmente,
so anno, noi stavamo mettendo a punto la prototipo per mettere alla prova l’architettu-
all’interno del frustum, non è necessario ra aperta e dimostrarne la sua efficacia.
nostra tecnica per il rendering in tempo tenerne conto durante la costruzione.
reale di reticoli oceanici auto-adattativi. In uno di questi casi, orientato verso le pro-
Questo riduce notevolmente il tempo neces-

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 19


ogni fotogramma simulato vengono prese in
considerazione solo le aree e le frequenze
visibili della super f icie dell’oceano.
Ovviamente, quando si parla di modellare
grandi quantità di acqua non è ancora chiaro
se i modelli d’onda basati sulla fisica potran-
no essere facilmente adattati per i processori
graf ici (GPU), soprattutto perché questi
richiedono un numero troppo elevato di pro-
prietà spaziali per poter ottenere prestazioni
accettabili. La sintesi basata sulle proprietà
di Fourier non calcola esplicitamente la
sovrapposizione delle sinusoidi spaziali e,
come risultato, la potenza di calcolo richie-
sta alla GPU è inferiore.
Simulare completamente le onde oceaniche
sul processore grafico ha degli effetti secon-
dari spiacevoli. Per esempio, le richieste di
base relative alla superficie (altezza, norma-
le, velocità e così via) non possono essere
evase dalla GPU: solo la CPU è in grado di
farlo. Il risultato è che il modello d’onda
deve per forza essere replicato anche sulla
CPU, e per applicazioni che prevedono thread
multipli questo significa un notevole aumen-
to della complessità e un relativo sovraccari-
co. Inoltre, gli approcci basati su GPU non
sono in grado di gestire visualizzazioni diver-
se in base al punto di vista dell’osservatore e
per ora funzionano solo con frame rate in
tempo reale.

Tratto da Training&Simulation Journal,


February 25, 2008.
Il documento completo è disponibile online
all’indirizzo:
http://www.presagis.com/files/white|papers/
2007-WP-VP-Wave-Modeling.pdf.

Lawrence Lachman, Senior Software


Engineer di Presagis, dal 2002 è
responsabile di progetto per Vega
Prime Marine, un modulo di simulazio-
ne oceanica in tempo reale per Vega
Prime. Le sue ricerche si sono focaliz-
zate in particolare sulla simulazione
delle onde oceaniche, sulla computer
grafica, sulla tecnologia shader e sul-
l’ottimizzazione della CPU.

A proposito di Presagis
Presagis è un leader mondiale nel
campo dei software commerciali pre-
confezionati (COTS) per la modella-
zione, la simulazione, e l’integrazione di
display grafici; è inoltre il creatore del
primo portfolio unificato di software
prietà di Fourier, abbiamo simulato il com- ha impostato lo stato del mare in base alla preconfezionato, per la modellazione e
por tamento dell’acqua poco profonda. tabella Pierson-Moskowitz. la simulazione, rivolto ai mercati globali
Abbiamo visualizzato ondate quasi verticali dell’aerospaziale e la difesa. Unificando
prodotte in funzione delle profondità del
fondo, la transizione dall’acqua alla battigia
La simulazione delle onde tradizioni di innovazione e servizi,
Presagis fornisce al cliente una qualità
- dove l’acqua si riduce fino ad altezza e basata sulla GPU e un valore superiori grazie ai veloci
profondità zero - e la transizione dall’acqua Negli ultimi anni, i progressi hardware della avanzamenti tecnologici. L’azienda for-
poco profonda ad acqua profonda. tecnologia graf ica hanno permesso di nisce più di 1000 clienti attivi in tutto il
WaveGenerator ha modellato la propagazione aumentare e differenziare gli approcci che mondo, comprese molte tra le aziende
e la riduzione di spessore delle onde nell’a- hanno poi por tato all’animazione della più conosciute e importanti come
rea di acqua poco profonda, così come la superficie dell’acqua in tempo reale utiliz- Boeing, Lockheed Martin, Airbus, BAE
loro caratteristica cresta ridotta. Il generato- zando solamente processori grafici. Systems e CAE.
re ha gestito due differenti zone: il litorale e L’acqua oceanica sintetizzata in base alle Per saperne di più, visitare:
l’area con acqua profonda. Wave Generator proprietà spaziali ha il vantaggio che per www.presagis.com.

Pagina 20 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


Case History
Prototipazione virtuale
di un fondello per abbigliamento ciclistico
per l’ottimizzazione delle performance
A cura di Paola Del Pesce, Campagnolo Sportswear, Vicenza
Marco Accarino, EnginSoft, sede di Mesagne (BR)

L’attività qui descritta, nel suo complesso, ha avuto lo scopo di studiare


soluzioni innovative di un fondello da inserire nei pantaloncini per
abbigliamento di uso ciclistico. Sono state utilizzate tecniche
caratteristiche dell’ottimizzazione multi-disciplinare e multi-
obiettivo, relative al grado di ergonomicità e di assorbimento
energetico del fondello in funzione della geometria e dei
materiali costituenti. I software usati per l’attività in
oggetto sono stati ANSYS-WorkBench per le analisi FEM
e modeFRONTIER come ottimizzatore.

razionalizzazione scienti-
ell’approccio

N metodologico
l’attività ha avuto
come caratteristica principale la
fica del problema correla-
to al fondello e di conse-
guenza una progettazione vir-
tuale parametrica.
razionalizzazione scientifica del problema Nella figura 1 è rappresentato il
correlato al fondello in sede di progettazione processo che ha portato alla prototi-
parametrica. pazione.
In sintesi l’attività ha previsto, una volta • migliore presta- L’attività è stata strutturata alla luce di una
schematizzato virtualmente il fondello e le zione strategia ben definita e determinata a priori,
parti costituenti, di analizzare la risposta corrispondente al flusso logico diagrammato
• migliore tecnologia
strutturale e di confrontare soluzioni alter- nella figura 2.
native (rispetto ad una configurazione di • migliore innovazione L’individuazione dei parametri di progetto
riferimento) modificando, in accordo alle (input) e delle risposte del sistema (output)
metriche di ottimizzazione, le caratteristiche • migliore protezione e comfort.
è stato il primo passo ai fini della costruzio-
geometriche ed i materiali costitutivi. I risultati dell’attività hanno condotto alla ne del workflow di modeFRONTIER (Fig. 3).
La Campagnolo, azienda che “ha contribuito progettazione di un prototipo che ha soddi- In seguito alla definizione delle funzioni
a scrivere la storia del ciclismo, a trasforma- sfatto tutte le richieste del cliente e che è obiettivo, il software ha pilotato le analisi di
re le imprese sportive in leggende e i grandi stato immediatamente realizzato, testato e ANSYS-WorkBench variando i parametri di
campioni in autentici miti del nostro tempo”, successivamente messo in produzione, appli- progetto allo scopo di minimizzare contem-
ha indicato le caratteristiche rispetto alle candolo alla nuova linea di abbigliamento poraneamente i volumi delle imbottiture ed i
quali indirizzare la progettazione del nuovo ciclistico della Campagnolo Sportwear (Tri- picchi di pressione, ridistribuendoli su tutto
fondello. In particolare i parametri qualitati- ProPad™). fondello.
vi da perseguire sono stati i seguenti: La prototipazione virtuale ha previsto la L’incremento di comfort per l’utente finale è

Fig. 1 - Methodological approach.


Fig. 2 - Logic Flow.

Pagina 28 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


Fig. 3 – modeFRONTIER workflow. Fig. 4 - Pareto frontier. Volume plotted against pressures.

immediato: sensibile miglioramento nell’iso- variabili di input) ed un algoritmo di ottimiz- 3. STRUTTURA


lamento dalla sella con una accresciuta sen- zazione MOGA II (Multi Objective Genetic Tri-ProPad™ ottimizza la maggiore superficie
sazione di comodità. Algorithm), algoritmo multi-obiettivo, che è di appoggio con il minimo volume, garanten-
In maggior dettaglio, con riferimento alla caratterizzato non solo da un’elevata robu- do il massimo livello di energia assorbita e la
figura 3, i blocchi logici principali sono i stezza ma anche dalla capacità di gestire la migliore protezione e comfort.
seguenti: Variabili di input, Obiettivi, nodo presenza di molteplici vincoli.
WorkBench, nodo Excel. L’attività ha sviluppato due progetti paralleli
I due blocchi delle Variabili (indipendenti e ed identici per contenuti, eseguendo l’otti-
Conclusioni
Anche in questo caso l’integrazione tra un
dipendenti) si suddividono a loro volta in mizzazione sia per un fondello maschile, sia
parametri geometrici che caratterizzano la per quello femminile ed ha permesso di crea- software FEM, quale ANSYS WorkBench e
forma del fondello e parametri di materiale re una serie di fondelli, commercializzati da modeFRONTIER ha permesso di rispondere
che assegnano le proprietà meccaniche. Campagnolo dall’inizio del 2009, denominati in pieno alle aspett ative del cliente
Gli Obiettivi sono: la minimizzazione del “Tri-ProPad™” che coniugano le tre filosofie Campagnolo Sportswear.
volume dei cuscinetti dell’imbottitura e la alla base della loro progettazione: I risultati dello studio infatti hanno porta-
contemporanea massima omogeneità della to prima alla realizzazione di un prototipo
distribuzione di pressione. 1. ERGONOMIA: che, dopo uilteriori test, è stato brevetta-
modeFRONTIER provvede ad aggiornre i para- Tri-ProPad™ è stato sviluppato su una rap- to e ha dato vita ad una nuova linea di
metri di input, lanciare la simulazione FEM presentazione dell’area pelvica/femorale abbligliamento commercializzata a partire
(nodo WorkBench), e post-processare per derivante da uno studio sulle caratteristiche dall’inizio del 2009 come Tri-ProPad™.
ogni singolo design i relativi dati in uscita antropomorfiche della popolazione ciclistica. Le analisi ef fettuate hanno inoltre con-
tramite un apposito script capace di aggior- Sono state analizzate più di 5.000 configura- sentito di esplorare in modo completo
nare in un file Excel (nodo Excel) i dati utili zioni alternative. lo spazio progettuale, fatto questo che
per la valutazione delle performances del ha consentito non solo di conseguire le
modello. modeFRONTIER controlla e verifica i 2. TECNOLOGIA: conf igurazioni associate al prototipo,
dati che foglio di calcolo elabora confrontan- Attraverso uno studio simulato sono stati ma anche delle ulteriori conf igurazioni
doli e verificandoli con gli obiettivi assegnati. valutati i diversi carichi di pressione sulla che possono fornire informazioni utili
In base a questa valutazione, decide come sella per ottenere la migliore forma ed ana- all’eventuale e successivo sviluppo di
proseguire nel processo di ottimizzazione. tomicità del fondello. Massima leggerezza, dif ferenti tipologie di fondelli, sempre
È stata scelta una popolazione iniziale di 50 comfort e perfetta adattabilità al corpo sono ottimizzate rispetto agli obiettivi def i-
design (cioè 50 combinazioni di valori per le le caratteristiche distintive del Tri-ProPad™. niti.

TRI-PROPAD™ PRO / TECH TRI-PROPAD™ WOMEN

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 29


Case History
Approccio numerico-sperimentale
all’ottimizzazione
di uno sci da scialpinismo
A cura di Matteo Vettori, SPRInT - Sviluppo Progettazione Ricerca Innovazione Tecnologica
Lo scialpinismo è una disciplina sportiva nata dalla fusione di tecniche proprie dello sci
alpino con altre derivate dall'alpinismo. Il presente studio ha come obiettivo l’ottimizzazione
numerico/sperimentale di uno sci da scialpinismo Modello “Strudel”, prodotto dal marchio
Lighter, e dedicato ad un uso agonistico o un escursionismo avanzato.

Figura 1. Lo sci da scialpinismo Strudel di Lighter-ski.

Introduzione modelli è stata invece affidata al codice NEi durante la salita, lo sci da scialpinismo deve
Lo scialpinismo è una disciplina sportiva Nastran, strumento affidabile e tra i più potersi adattare alle ondulazioni del terreno,
nata dalla fusione di tecniche proprie dello completi per lo studio di manufatti in com- cosi da garantire la massima aderenza dei
sci alpino con altre derivate dall'alpinismo. posito. sistemi antiscivolamento. Per la stessa ragio-
Peculiarità di questo sport è l’impiego degli ne, deformabilità torsionale è richiesta
durante la progressione in diagonale lungo
sci sia in discesa che per la progressione in Meccanica di uno sci pendii ripidi, su nevi dure. Un’ultima impor-
salita. Uno sci da scialpinismo consiste dun-
que in un mix equilibrato di caratteristiche
da scialpinismo e materiali tante caratteristica comune agli attrezzi da
Flessione e torsione sono gli stati di solleci- alpinismo è una elevata tenacità, necessaria
contrastanti quali leggerezza, rigidezza, resi-
tazione elementari che sollecitano lo sci da per sopportare urti e/o cadute.
stenza e tenacità. Molteplici sono le condi-
alpinismo durante la pratica sportiva. Come Un’estremizzazione di questa caratteristica è
zioni di impiego dell’attrezzo che si deve
per gli sci tradizionali [1] un’elevata rigidez- una certa capacità dell’attrezzo di conserva-
adattare a diversi tipi di neve (polverosa,
za flessionale è necessaria a garantire mag- re caratteristiche funzionali anche parziali in
bagnata, ghiaccio, …) e di terreno (pendii
giore stabilità dello sci durante la sciata seguito ad un evento accidentale (cadute,
ripidi, sottobosco, …).
veloce su fondo duro, mentre una buona rigi- impatti o salti) in modo da consentire all’al-
dezza torsionale consente una corretta pinista il ritorno.
Obiettivi impostazione ed il mantenimento della La progettazione ottimale dello sci deve ten-
Il presente studio ha come obiettivo l’otti- traiettoria di curva. In contrapposizione, dere alla massima leggerezza, facendo convi-
mizzazione numerico/sperimentale di uno sci
da scialpinismo Modello “Strudel” (Figura 1),
prodotto dal marchio Lighter, e dedicato ad
un uso agonistico o un escursionismo avan-
zato.
L’approccio di ottimizzazione proposto è di
tipo integrato numerico-sperimentale.
Il primo prototipo dello sci è caratterizzato
sperimentalmente sia dal punto di vista mec-
canico (rigidezze) che tecnologico (geome-
trie). I risultati dei test sono utili oltre che
per la definizione delle caratteristiche dello
sci, anche per la messa a punto e la valida-
zione di un modello ad elementi finiti dello
sci stesso, impiegato successivamente per la
verifica del secondo progetto dello sci messa
a punto dal costruttore, nonché per la ripro-
gettazione definitiva ed ottimizzata.
Come strumento di pre-/post- processing è
stato scelto il software NEi Fusion di NEi
Software, che ha permesso un rapido svilup-
po del modello di calcolo grazie alla sua usa-
bilità, alla semplicità propria dell’ambiente
di definizione della laminazione del materia-
le composito, alle potenza di meshing e, rara
caratteristica, la sua completa associatività
con la matematica CAD parametrica nativa Figura 2. Lay-up dello sci: (a) stratificazione STR-1 dei prototipi,
parasolid/solidworks. La risoluzione dei (b) stratificazione STR-2 revisione del progetto originale proposta del costruttore.

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 33


vere elevate rigidezze, e capacità di resistere
a grandi deformazioni.
Tra i materiali da costruzione, i compositi
fibrorinforzati [2] sono quelli che meglio
rispondono a queste esigenze combinando
estrema leggerezza ed alto modulo di elasti-
cità, una buona tenacità a frattura ed elevata
resistenza. La direzionalità propria di questi
materiali ed i processi tecnologici di realizza-
zione dei manufatti, ottenuti per laminazio-
ne, consentono di combinare lamine (pelli) di
materiale con differenti proprietà e differenti
orientazioni, in modo da realizzare materiali
(laminati o laminazioni) customizzati.
La struttura a guscio dello sci è riempita con
materiali diversi in funzione delle proprietà
meccaniche e dinamiche che si vogliono
ottenere. Negli sci tradizionali, importanti
caratteristiche di smorzamento dinamico
sono ottenute attraverso riempimenti in
legno ed altri materiali a densità elevate.
Irrigidimenti strutturali mirati possono esse-
re ottenuti attraverso nervature interne, rea-
lizzate di laminazione. Nella costruzione di
sci per sci-alpinismo agonistico la tendenza
è quella di riempire lo sci con materiali sin- Figura 3. Setup sperimentale della prova di flessione.
tetici cellulari a bassissima densità ed eleva-
ta rigidezza, tali da impedire meccanismi di
chiusura delle superfici dei gusci.

Lo sci
Prodotto in versione prototipo in taglia unica
(h. 1660 mm), il Lighter Strudel è integral-
mente realizzato in composito fibrorinforza-
to con un riempimento strutturale in schiu-
ma cellulare di base di cloruro di polivinile
(PVC). Il manufatto è ottenuto attraverso
processo di laminazione in sacco a vuoto e
autoclave. La stratificazione del prototipo,
denominata STR-1, è fatta di lamine di tessu-
to carbonio-carbonio di tipo twill-weave
(CC200TW), due sono le regioni di differente
laminazione corrispondenti ai semigusci
superiore ed inferiore di stampo dello sci
(Figura 2 (a)). Il peso rilevato dello sci
Strudel è di ca. 700 g (per il singolo sci).
Una nuova versione dello sci (STR-2) proposta
dal costruttore per una seconda serie di pro-
totipi, oggetto di verifica, prevede l’impiego
di tre tipologie di lamine: due intrecci carbo-
nio-carbonio con tessitura plain- e twill-weave
(CC200PW e CC200TW), ed un intreccio ibrido
di f ibra di carbonio e f ibra aramidica
(CA206TW), introodtto al fine di aumentare la Figura 4. Setup sperimentale della prova di torsione
tencità del laminato finale. Il lay-up della (Llt – lunghezza libera di torsione - 530 mm anteriore / 405 mm posteriore).
STR-2 prevede 6 regioni di differente stratifi-
cazione (Figura 2 (b)). Il peso stimato della viene misurata in corrispondenza dell’attac- Successivamente, sui medesimi sci sono state
nuova stratificazione è di ca. 600 g. co anteriore attraverso trasduttore di sposta- effettuate prove distruttive di rottura, al fine
mento lineare, mentre tramite immagini di individuare i limiti di carico dello sci.
fotografiche è monitorata la deformata glo- Per ogni tipologia di prova sono state ese-
Caratterizzazione bale dello sci. guite 3 prove ripetute.
Meccanica La prova torsione è invece studiata per
Sono due i test sperimentali messi a punto caratterizzare separatamente la rigidezza
per la caratterizzazione del comportamento anteriore e posteriore (rispetto all’attacco
Caratterizzazione
meccanico dello sci: una prova di flessione scarpone) dello sci. Il momento torcente è Tecnologica
ed una prova di torsione. applicato allo sci (Figura 4) attraverso una Il processo di messa a punto del modello ad
La prova di flessione (Figura 3), è realizzata piastra di carico, caricata con un braccio elementi finiti accurato di una struttura in
con lo sci su due appoggi cilindrici e appli- noto (400 mm) rispetto all’ asse dello sci. La composito deve prevedere la caratterizzazio-
cando il carico attraverso una piastra (pia- rotazione viene misurata attraverso elabora- ne di fattori di natura tecnologica che nella
stra di carico) posizionata in corrispondenza zione di immagini fotografiche, misurando la progettazione con materiali tradizionali non
dello scarpone. Quest’ultima ha anche la rotazione della piastra di carico. hanno rilievo. Il processo produttivo, i suoi
funzione di introdurre nel sistema rigidezza Le prove di caratterizzazione sono state parametri, le condizioni di lavorazione ed i
locale analoga a quella dovuta ad attacco e effettuate a bassi livelli di carico cosi da materiali impiegati per lo stampo, influenza-
scarpone. La freccia dello sci sotto carico garantire comportamento lineare dello sci. no il risultato finale sia in termini geometrici

Pagina 34 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


ν12 τR,12
SR,11 SR,22
Nome Tipo t rho E11 E22 G12 G1,t G2,t + SR,11– + SR,22– ILSS

mm kg/dm3 GPa GPa GPa GPa GPa MPa MPa MPa MPa MPa MPa

TWIL
CC200TW L 0.23 1.815 66 63 0.042 3.3 3.3 3.3 820 650 820 650 112

CC200PW PLAIN 0.23 1.815 63 63 0.042 3.3 3.3 3.3 820 650 820 650 112 66
TWIL
CA206TW 0.20 1.44 31 31 0.090 1.76 1.76 1.76 442 176 442 176 86
L

Tabella 1. Proprietà meccaniche della lamina in composito.

(spessori e dimensioni finali del manufatto),


che in termini di proprietà fisiche e meccani-
che dei materiali compositi (rigidezza e resi-
stenza, volume percentuale di fibra, ecc.).
Dal punto di vista geometrico il processo di
fabbricazione del manufatto, sia esso ottenu-
to attraverso sacco a vuoto e autoclave o
attraverso pressa, genera dei ritiri rispetto
alla geometria nominale dello stampo che non
sono omogenei nelle tre direzioni. Le dimen-
sioni della matematica CAD di stampo dello
sci sono state confrontate con quelle ottenute
attraverso scansione 3D dello sci, potendo
definire opportuni coefficienti di scala (0.71 Figura 5. Confronto tra le griglie di calcolo del modello semplificato (S)
nello spessore e 0.99 in larghezza) che corre- e del modello di dettaglio (D).
lano la geometria nominale (geometria CAD)
con quella del manufatto finito.
Un ulteriore parametro geometrico di notevo-
le importanza, non solo per una corretta
modellazione FEM, ma in generale per la pro-
gettazione di un manufatto in composito, è
lo spessore finale proprio delle singole lami-
ne, strettamente dipendente del processo di
curatura (curing) in autoclave del componen-
te. Anche in questo caso il parametro è stret-
tamente legato alla tecnologia e al processo
di produzione. Normalmente tale caratteriz-
zazione è fatta attraverso misura diretta
dello spessore di provini a lastre rettangolari,
ottenuti tra piastre di acciaio o alluminio con
cicli di produzione analoghi a quello del
manufatto. Cosi facendo non si prende in
considerazione un fattore di variabilità legato
allo stampo e alle sue rigidezze (che possono
essere fatti in materiali diversi). Nel caso par-
ticolare, avendo a disposizione delle sezioni
di sci, è stato possibile caratterizzare lo spes-
sore finale del laminato e delle singole lami-
ne direttamente sul manufatto, eliminando
dunque l’incertezza descritta, e potendo con-
Figura 6. Andamento delle analisi di convergenza sul modello semplificato (S).
siderare gli spessori locali del manufatto.
La soglia di elementi a cui il calcolo si stabilizza è bassa.
Infine, dal punto di vista del materiale, al
fine di una efficace progettazione di manu- Modello FEM Classical Lamination Theory [3]). Il modello
non schematizza la presenza del riempimen-
fatti in composito è di fondamentale impor- A partire dalla matematica nominale di stam-
tanza avere a disposizione valori sperimenta- po dello sci, realizzata direttamente nell’am- to interno allo sci. Questo approccio di sem-
li delle proprietà meccaniche (elasticità e biente di modellazione parametrica di NEi plificazione è discusso e validato in [4] e
resistenza) dei materiali di riferimento, otte- Fusion (vedi riquadro), si è ottenuto il trova consenso in letterature tecnico-scien-
nuti da provini costruiti con il medesimo modello geometrico “reale” dello sci appli- tifca.
ciclo tecnologico (curatura) di preparazione cando lo scaling definito in precedenza. Su La resistenza del laminato, realizzato intera-
del manufatto finale. In Tabella 1 sono rias- quest’ultimo è costruita la griglia di calcolo mente da lamine intrecciate di tipo plain e
sunte le proprietà meccaniche delle lamine che descrive numericamente lo sci. La mesh twill, viene valutata attraverso il criterio di
composite di interesse. Si pone l’attenzione è realizzata di elementi di tipo shell lineari a Tsai-Wu [3, 5]. La scelta del criterio di Tasi-
sulla differenza tra i valori di resistenza della 3 e 4 nodi (CQUAD3 e CQUAD4). La caratteri- Wu rispetto ai più semplici criteri della mas-
singola lamina a trazione o compressione. stica laminata del guscio dello sci è associata sima tensione o della massima deformazione
Questa differenza, dovuta all’architettura agli elementi della mesh attraverso proprietà è legata allo stato di sollecitazione finale
tessuta (crimped) del materiale, è sostan- fisiche laminate che ricavano la rigidezza che si realizza sul manufatto, composto da
ziale per poter cogliere e descrivere adegua- dell’elemento dalla sua stratificazione (lay- azioni combinate di sforzi normali (S11 e
tamente lo stato di esercizio del materiale ed up, spessori e orientazioni), applicando la S22) e di sforzi di taglio (S12). Per questo
i relativi indici di resistenza. Teoria Classica della Laminazione (CLT – motivo è importante adottare un criterio di

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 35


due linee di nodi appartenenti alla soletta
dello sci, una delle quali (anteriore) è libera
di traslare in direzione longitudinale rispetto
allo sci, questo per riprodurre uno schema di
appoggi del tipo cerniera-carrello. Per elimi-
nare la labilità propria dello schema di
appoggio in direzione trasversale allo sci, i
nodi di una delle estremità della linea di
appoggio sono bloccati alla suddetta trasla-
zione.
Al fine di minimizzare effetti di concentra-
zione di tensione localizzati, il carico è intro-
dotto sullo sci attraverso due superfici, in
corrispondenza degli inserti di montaggio
degli attacchi scarpone.
Le analisi sono state fatte sia con mesh sem-
plificata che con mesh dettagliata.

Test di Torsione
Per la simulazione a torsione sia anteriore
che posteriore sono stati messi a punto
modelli FEM descrittivi solo della porzione
dello sci interessata da sollecitazione, con
parametri della mesh analoghi a quelli per i
test di flessione. Lo schema di carico (figura
7(b)) per entrambe i test prevede un vincolo
di incastro in corrispondenza delle superfici
prese dalle piastre di vincolo, ed un carico,
introdotto nei test con una piastra di torsio-
ne, applicato al modello attraverso un nodo
Figura 7. Schematizzazioni FEM delle prove di flessione (a) e di torsione (b). remoto, coincidente con il punto di carico
della piastra. Il carico è trasferito allo sci
resistenza che prenda in considerazione gli semplificato semplicemente “spegnendo” le attraverso elementi rigidi di collegamento
effetti secondari di accoppiamento delle sol- funzioni di modellazione relative alla scritta, (RBE2) che uniscono il nodo remoto con le
lecitazioni in- e off-axis (cioè non allineata e mestando nuovamente la geometria, que- superfici dello sci, superiore e di soletta,
con le direzioni del materiale). sta volta con parametri di mesh meno spinti. abbracciate dalla piastra di carico. La torsio-
Due sono le griglie di calcolo messe a punto Le dimensioni della mesh sono state definite ne anteriore, come nel caso della flessione, è
per ciascun modello. La prima mesh, sempli- attraverso analisi di convergenza alle tensio- descritta da due differenti mesh, semplifica-
ficata (S), trascura la scritta cosmetica sul- ni e alle deformazioni. In figura 6 è riporta- ta e dettagliata. La torsione posteriore, non
l’anteriore dello sci, la seconda, dettagliata to a titolo di esempio il risultato dell’analisi interessata da elementi geometrici grafici o
(D), descrive lo sci in modo completo, al di convergenza sul modello di flessione sem- estetici è invece descritta con un unica gri-
costo di un maggior numero di elementi. I plificato. La convergenza del risultato si rag- glia di calcolo.
due modelli, un cui confronto è riportato in giunge presto, indice di qualità della mesh
figura 5 sono stati messi a punto con sempli- prodotta dal meshatore automatico, grazie
cità a partire da un'unica matematica CAD. anche ai controlli possibili su qualità e infit- Risultati
La potenza di meshing di NEi Fusion ha per- timenti locali. La griglia di calcolo scelta per I risultati dei test sperimentali sono riassunti
messo di creare la griglia di calcolo in modo le analisi è formata da ca. 7500 elementi nel in tabella 2, dove vengono riportate le sin-
automatico e sufficientemente accurato sulla modello semplificato (S), e 42000 elementi gole rigidezze, calcolate per regressione
geometria dettagliata dello sci, senza dove nel modello di dettaglio (D). lineare del tracciato carico-freccia o carico-
procedere a lunghe non semplici operazioni rotazione. Si riporta anche il parametro rigi-
di rifinitura delle superfici dello sci, che Test di Flessione dezza su peso (nel seguito detto rapporto di
spesso richiedono competenze specifiche. Lo schema di carico dell’analisi per riprodur- prestazione), indicativo di un razionale
Grazie poi all’associatività con il modello re le condizioni dei test di flessione è illu- impiego dei materiali.
parametrico, è possibile ottenere il modello strato in figura 7(a). Lo sci è appoggiato su Lo sci Strudel ha dimostrato una buona rigi-

Tabella 2.
Sperimentale Modello FEM Risultati sperimentali.
UM S-1 S-2 S-3 Media STR-1 STR-2 STR-OP

Peso g 700 700 700 600 720


Lunghezza mm 1660 1660 1660
Raggio m 23 23 23
Sciancratura mm 92/64/78 92/64/80 92/64/78

N
KF mm 12.21 12.14 12.06 12.14 12.42 9.8 12.57

N
KSF
mm.kg x 100 17.44 17.34 17.23 17.34 17.74 16.33 17.46

N.m
KT 49.20 52.20 51.10 50.83 54.8 42 216.6
rad
N.m
KST
rad.kg x 100 70.3 74.6 73.0 72.6 78.3 70.0 300.8

Pagina 36 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


Figura 8. Particolare della zona di cedimento dello sci: (a) dettaglio della rottura nei test di laboratorio,
(b) previsione del modello FEM a flessione: mappa del massimo indice di rottura, (c) gradiente della distribuzione dell’indice
di cedimento sul manufatto.

dezza flessionale, confrontabile con quella di


sci da discesa tradizionali [6], mentre soffre
lacune nel comportamento a torsione. Anche
intermini di rapporto di prestazione , seppur
raggiungendo valori eccellenti a flessione, il
comportamento a torsione evidenzia un
errato sfruttamento dei materiali.
I tracciati carico-freccia o momento-angolo
di torsione evidenziano due tratti di risposta
meccanica dello sci: un primo tratto lineare
seguito da un comportamento non lineare.
Questa non-linearità è indice di un degrado
del materiale dello sci. Per la prova di fles-
sione è stato individuato un carico limite di
rottura dello sci di ca. 1,3 kN, al quale si rea-
lizza un cedimento nella parte anteriore
dello sci in corrispondenza della scritta este-
tica (figura 8(a)). Per i test di torsione, a
causa della configurazione di prova non è
stato possibile determinare un momento tor-
cente limite di rottura dello sci. Figura 9. Concentrazione di tensioni dovute alla presenza della scritta.
In tabella 2 sono riportate anche le rigidezze Plot delle tensioni S11 per la pelle più esterna del guscio superiore, analisi di flessione.
ottenute tramite il modello ad elementi fini-
ti, la correlazione con i risultati sperimentali
è particolarmente buona, considerando il vo alleggerimento dello sci abbiano portato zione alla risposta torsionale, e rispetto alla
tratto di comportamento lineare dello sci. ad un calo generale delle prestazioni dello posizione della pelle orientata (su soletta,
Il confronto tra modello semplif icato e stesso sia in termini di rigidezza, che in ter- su guscio superiore o entrambe). La miglior
moni di resistenza (a 130 kg si realizza un performance è ottenuta con un angolo di
orientazione delle pelli di θ=45° su tutto lo
modello di dettaglio evidenzia una sostan-
ziale analogia tra i due nello schema di fles- massimo indice di resistenza pari a 1.6).
sione. Nel caso specifico della torsione ante- sci (figura 10), a cui corrisponde un aumen-
riore, il modello di dettaglio è indispensabile Ottimizzazione to di prestazione di ca. 5 volte rispetto la
ad una correlazione più stretta con i dati L’ultima parte dello studio ha riguardato la conf igurazione con pelli in asse (a 0°).
sperimentali, dimostrando anche una certa riprogettazione ottimizzata della stratifica- Anche dal punto di vista delle sollecitazioni
influenza della scritta stessa sulla rigidezza zione dello sci, con particolare attenzione a corrisponde una condizione di esercizio
torsionale anteriore dello sci. colmare la lacuna di prestazione a torsione accettabile, questo grazie all’architettura
Sempre il modello di dettaglio è fondamen- propria di entrambe le stratificazioni. Per tessuta del composito che conferisce mag-
tale al fine di valutare in modo preciso lo definire la nuova stratificazione, è stato giore stabilità e resistenza a taglio nel piano
stato di sforzo sullo sci e cogliere gli effetti fatto uno studio di sensitività su due para- della lamina.
locali di concentrazione delle tensioni intro- metri di progetto: l’orientazione (θ) delle Analogamente per il parametro W lo studio
dotti dalla scritta. In corrispondenza della pelli e l’estensione (W) della regione centra- ha portato a definire un suo valore ottimale
lettera “L” si realizza una concentrazione di le di rinforzo dello sci. In entrambe i casi è ponderato tra fattori contrastanti; aumen-
tensione calcolata rispetto la S11 della pelle stato impiegato il modello FEM semplificato tando l’estensione del rinforzo si ha un
più esterna, di ca. 3.7 a flessione e 3.2 a tor- per i più brevi tempi di calcolo. I vari modelli generale miglioramento della rigidezza dello
sione (figura 9). Nella medesima posizione, di calcolo sono stati ottenuti velocemente sci al costi di un maggiore peso. Il particola-
sul modello a flessione con un carico appli- sfruttando a pieno l’associatività tra il re valore di W deve poi tenere conto della
cato di 1,3kN (130 Kg), si genera un valore modellatore CAD parametrico e l’ambiente di concentrazione di tensione che nasce in cor-
di failure index (F.I.) pari a 1.10 (Figura 8(b) pre-/post- NEi Fusion. La diversa estensione rispondenza delle estremità del rinforzo (ply
e (c)), in pieno accordo con l’evidenza speri- delle regioni di stratificazione è controllata drop-off), che non si deve sovrapporre a
mentale. da alcuni parametri di modellazione CAD, al regioni di sollecitazione gia critiche per il
La Tabella 2 riporta anche i risultati dei test variare dei quali è sufficiente aggiornare la manufatto.
virtuali sulla seconda versione (STR-2) dello grigia di calcolo associata alla matematica La stratif icazione ottimizzata (STR-OP)
sci Strudel. Grazie al modello ad elementi CAD. La semplicità dell’ambiente di defini- messa a punto è formata da 5 regioni a dif-
finiti è stato possibile verificare la nuova zione del laminato permette inoltre una rapi- ferente laminazione, e contiene una pelle ad
ipotesi progettuale senza ricorrere al test di da riorientazione delle pelli della stratifica- orientazione off-axis con angolo θ di ±45°
un prototipo fisico, evidenziando come la zione. (rispetto alla direzione assiale dello sci). Il
ridistribuzione del materiale ed il complessi- L’orientazione delle pelli è studiata in rela- peso del singolo sci è contenuto in 730 g,

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 37


Figura 10. Il nuovo progetto dello sci combina ottme
Studio di proprietà di leggerezza e rigidezza flessiona-
sensitività sul le, migliorando notevolmente rispetto alle
parametro θ precedenti soluzioni alla torsione. Anche da
angolo di un punto di vista delle resistenza la nuova
orientazione stratificazione risulta avere indice di resi-
delle pelli, stenza migliorato, a favore di una maggiore
rispetto la affidabilità dello sci.
condizione di
carico a Ringraziamenti
torsione. Si ringraziano gli Ing.ri Enrico Bedogni,
Marcello Manotti e Thomas Ravasini per il
contributo dato allo studio durante le rispet-
tive attività di tesi, il prof. Alessandro
Pirondi per la preziosa disponibilità e colla-
borazione.

Bibliografia

[1] L. Bregant, M. Nicoli, Modelling, Testing


and modification on a high performances
ski, Proceedings of ISMA 2004;
Figura 11. [2] M. F. Ashby, Materials Selection in
Confronto a Mechanical Design, Elsevier, 1999;
rigidezza delle [3] S. R. Swanson, Introduction to design and
diverse analysis with advanced composite mate-
rials, Prentice Hall, 1996;
stratificazioni [4] G. Nicoletto, M. Vettori, Progettazione a
(risultati rigidezza di un alettone da Formula 3 in
numerici). materiale composito, Atti del XXX
Convegno AIAS, 2001;
[5] S. Ragionieri, D. Weinberg, Finite Element
Implementation of Advanced Failure
Criteria for Composites, NAFEMS world
congress, 2005;
[6] B. Glenne, A. De Rocco, J. Vandergrift, The
modem Alpine ski, Cold Regions Science
and Technology, 26 (1997) 35-38.

Matteo Vettori / SPRInT

Laureato in Ingegneria Meccanica e Dottore


di Ricerca con una tesi su metodi di proget-
tazione e meccanica di materiali compositi
FRP, Matteo Vettori è libero professionista dal
2004 e svolge attività di consulenza e forma-
Figura 12. zione in ambito CAE/FEM. Lavora all’interno
Plot del di SPRInT - Sviluppo Progettazione Ricerca
parametro indice Innovazione Tecnologica (www.sprint-solu-
di resistenza tions.it), un Gruppo di Ingegneria e Ricerca
con sede presso Dipartimento di Ingegneria
massimo per la Industriale dell’Università di Parma, fondato
stratificazione insieme a colleghi professionisti e docenti
ottimizzata universitari.
(analisi a
flessione).
Lighter Ski

Lighter Ski è un marchio di proprietà di Inkay


technology srl (www.inkay.com), una società
di service specializzata in reverse engineering
e modellazione avanzata 3D, fondata nel 2001
e composta da uno staff di professionisti con
esperienza decennale.
Per informazioni: www.lighterski.com.

NEi Fusion
meno del 3% in più rispetto alla STR-1 di analoga condizione di carico a quella di cedi- NEi Fusion è un ambiente di modellazione ad
riferimento. Le performance della nuova mento della stratificazione STR-1. elementi finiti parametrico per i progettisti
stratificazione sono riassunte in tabella 2, e sviluppato da NEi Software. Il Modellatore e
messe a confronto con le altre stratificazioni il Solutore di NEi Fusion hanno quelle funzio-
in figura 11. Il nuovo progetto ha rigidezza
Conclusioni nalità chiave che si trovano tipicamente nei
L’approccio di ottimizzazione numerico – spe- sistemi di analisi strutturale professionali, tra
flessionale paragonabile a quella della pre- rimentale proposto ha permesso di mettere a cui il motore geometrico Parasolid per crea-
cedente versione, sia assoluta che in relazio- re facilmente la geometria del modello, stru-
punto un preciso modello ad elementi finiti menti automatici di meshatura, il solutore
ne al peso proprio (rapporto di prestazione), dello sci oggetto di studio, capace di descri- NEi Nastran, uno standard industriale per
migliorando però in modo incisivo il compor- verne il comportamento a flessione e torsio- quanto riguarda precisione, potenza di calco-
tamento a torsione. Anche dal punto di vista ne. E’ stato cosi possibile testare in ambiente lo, possibilità di condividere modelli con altri
delle tensioni la nuova stratificazione risulta sistemi di analisi FEM e sistemi CAD 3D. NEi
digitale le soluzioni progettuali indicate dal Fusion è distribuito in Italia da SmartCAE srl.
essere migliore, risultando in un indice di costruttore e ottimizzare il manufatto in ter- Per informazioni: www.smartcae.com
resistenza massimo di 0.7 (figura 12), in mini di rigidezza e resistenza.

Pagina 38 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


Case History
Ottimizzazione
dell’affidabilità a fatica di una slat track
tramite mesh morphing
A cura di Paolo Silvestri, Università di Genova, MGMV Lab., Genova
Roberto d’Ippolito, LMS International, Leuven, Belgio
Massimiliano Calloni, LMS Italiana srl, Novara

Introduzione
Nonostante il processo di produzione nel
campo aerospaziale sia più controllato
rispetto agli altri processi industriali, esisto-
no piccole tolleranze di produzione relative
ad alcuni parametri geometrici, come lo
spessore delle flangie e il diametro dei fori.
Negli attuali processi di progettazione, l’ef-
fetto di queste incertezze di realizzazione
rispetto alla durability della struttura ed alla
sua affidabilità non possono essere accura-
tamente tenute in considerazione e compen-
sate applicando soltanto i fattori di sicurez-
za. Questa non è una situazione ideale, per-
chè può condurre a un sovradimensionamen-
to delle strutture. Un approccio più promet-
tente consiste nell’utilizzare modelli proba-
bilistici delle variabili di progetto nella simu-
lazione dei componenti e dei sistemi che
compongono il progetto aeronautico. Questa
nuova metodologia basata sull’analisi del-
l’affidabilità permette una migliore com-
prensione degli effetti dovuti alle tolleranze Fig. 1: Modello FE della slat track con vincoli e carichi.
di produzione e alla variabilità delle pro-
prietà dei materiali.
In questo articolo l’approccio probabilistico
è stato applicato ad un modello industriale
di slat track per ipersostentatori aerodinami-
ci utilizzati in campo aeronautico. Durante il
processo di produzione del componente
reale, sono state raccolte le misure di diffe-
renti proprietà geometriche e la loro variabi-
lità è stata caratterizzata in termini di distri-
buzioni di probabilità. Queste proprietà così
caratterizzate sono state usate nella simula-
zione virtuale di un modello industriale agli Fig. 2: Parametri geometrici Fig. 3: Valore misurato in produzione.
elementi finiti (FE) per la stima della vita a caratterizzati.
fatica (durability) della slat track facendo
uso delle tecniche di mesh morphing. I risul- con il 18% di Nickel, Cobalto e Molibdeno ed bili per una ampia classe di materiali.
tati di questa simulazione sono serviti per ha un limite di sollecitazione pari a 1800MPa Per il componente in esame, sono stati sele-
caratterizzare l’affidabilità a fatica del com- e modulo di Young 184GPa. zionati 4 parametri di progetto, come indica-
ponente. Infine è stata condotta un’ottimiz- to nella f ig. 2. Tali parametri sono stati
zazione del componente basata sull’affidabi- Caratterizzazione statistica dei dati misu- misurati durante il processo di produzione su
lità (Reliability-based Design Optimization, rati. L’analisi probabilistica richiede che un 1573 campioni di slat track nominalmente
RBDO) per ridurre il peso della slat track set rappresentativo di dati sia disponibile identiche e su entrambi i lati. In particolare
senza perdere l’affidabilità del progetto ori- per caratterizzare le variabilità geometriche per ogni parametro è stata misurata la diffe-
ginale. dei componenti nei processi di produzione. renza fra il valore nominale (di progetto) e il
Poiché ogni processo di produzione è diffe- valore reale.
Caso applicativo: slat track rente da un altro, non ci sono criteri stan- Questo dato è stato poi utilizzato per
Il modello FE considerato (fig.1) consiste di dard che possano essere adottati per sceglie- costruire una caratterizzazione probabilistica
236630 elementi tetraedrici e di una serie di re la distribuzione probabilistica da usare per dei parametri di progetto usando variabili
elementi beam che sono stati aggiunti per caratterizzare le tolleranze geometriche. aleatorie. Data la natura del macchinario uti-
riprodurre correttamente la dentatura inter- Questo naturalmente non è il caso delle lizzato per la produzione del componente, un
na del supporto e per modellare le estremità grandezze f isiche, come le proprietà del controllo sull’indipendenza statistica dei dati
del profilo, connesse a cuscinetti sferici. La materiale, che possono essere modellate misurati è stato effettuato. In questo modo
slat track è costituita da un acciaio Maraging facilmente e dove le specifiche sono disponi- è stato possibile misurare anche la correla-

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 39


zione esistente tra i parametri di progetto e
tenerne conto ai fini della stima dell’affida-
bilità della vita a fatica e nella sua ottimizza-
zione (fig. 3).

Realizzazione del caso


di analisi
L’analisi di affidabilità della vita a fatica del
componente richiede l’integrazione di diffe-
renti procedure. Note le caratteristiche fisi-
che del materiale, una valutazione di durabi-
lity generalmente richiede un’analisi struttu-
rale con carichi unitari assieme alla simula-
zione del ripetersi di particolari storie di
carico per un determinato numero di cicli.
A tal fine e per tener conto della variabilità
dei parametri di ingresso, è necessaria una
trasformazione della mesh.

Mesh Morphing. Questa trasformazione


modifica la mesh nominale in una mesh tra- Fig. 4: Diagramma dell’integrazione di processo.
sformata (morphed), per la quale i valori dei
parametri geometrici di ingresso sono diffe- questa variabilità nel processo di progetta- di post processamento (fig. 4).
renti da quelli del caso nominale. Questa zione. Questo spiega meglio i risultati dei Per l’analisi della slat track è stato utilizzato
mesh trasformata può rappresentare meglio test di fatica. un approccio di ottimizzazione ibrido, in
il prodotto reale, senza la necessità di rifare Per il componente in esame, sono stati uti- modo da unire i vantaggi delle tecniche di
ogni volta la mesh a partire dalla geometria lizzati dati provenienti da misure in volo. “Design of Experiments” (DOE) e “Response
CAD, non sempre disponibile. Questo tipo di L’aereo è stato strumentato analogamente Surface Modelling” (RSM) per la riduzione
trasformazione consiste in un cambio della ad una normale campagna di prove di quali- dell’onere computazionale.
posizione dei nodi che appartengono ad una ficazione e le numerose misurazioni sono Il metodo utilizzato può quindi essere sinte-
specifica mesh, seguendo una data legge di state acquisite nelle differenti condizioni di tizzato nei seguenti passi:
trasformazione. volo. Da questo ampio database, un sot- • Esplorazione dello spazio di progetto con
In questo articolo è stata usata la tecnica di toinsieme di canali di misura sono stati la tecnica DOE;
free-form morphing che si basa sulla defini- selezionati per reperire le misure di interes- • Modellazione delle prestazioni funzionali
zione dei nodi di controllo, dei nodi defor- se per la valutazione del comportamento a con superfici di risposta;
mabili e dei nodi fissi per ogni trasformazio- fatica del supporto. Questo rappresenta una • Valutazione e ottimizzazione dell’affidabi-
ne. I nodi fissi determinano il confine dell’a- base affidabile per la predizione della vita a lità, basata sulle superfici di risposta;
rea della zona della mesh deformabile, men- fatica. • Validazione dei risultati ottenuti.
tre i nodi deformabili corrispondono ai nodi Le prestazioni di durability del supporto Per la presente analisi, la scelta della funzio-
che saranno modif icati. Il collocamento sono state espresse in termini di fattore di ne prestazione G per le analisi di affidabilità
attuale dei nodi deformabili viene determi- sicurezza. Il fattore di sicurezza viene defini- e per l’ottimizzazione è correlata al valore
nato dalla posizione dei nodi di controllo. to come il massimo fattore per il quale pos- minimo del fattore di sicurezza desiderato.
Per muovere i nodi di controllo, possono sono essere moltiplicate le storie di carico Per il componente viene assunto un valore
essere applicati diversi tipi di trasformazio- mantenendo la caratteristica di vita infinita minimo di fattore di sicurezza pari a 2.5. La
ne. (endurance limit). Un fattore superiore a funzione prestazione può quindi essere scrit-
questo provocherebbe accumulo di danno ta nel modo seguente
Analisi di durability. Dopo aver effettuato il ciclico nel componente, mentre fattori infe- Fattore di sicurezza = 2.5 ==>
morphing della mesh, è stata effettuata riori raggiungono la vita infinita. Per esem- ==> G = Fattore di sicurezza - 2.5
un’analisi del comportamento a fatica della pio, un fattore di sicurezza pari a 2 indica Con questa assunzione, la funzione G è positiva
slat track sottoposta ad un insieme di carichi che i carichi non causano alcun accumulo dove il fattore di sicurezza è maggiore di 2.5.
rappresentativi delle condizioni di utilizzo. cicliclo di fatica finchè sono scalati con un Per l’ottimizzazione ibrida descritta prece-
La fatica è il degradamento di un materiale fattore <2, mentre l’accumulo del danno dentemente, il DOE scelto è stato di tipo
dovuto a cicli ripetuti del carico; ciò signifi- ciclico inizia con carichi che sono scalati con “Latin Hypercube”. Com’è noto, il DOE è un
ca, nel caso dei metalli, che si verifica la for- fattori >2. metodo generale utile a studiare le relazioni
mazione di piccole cricche dovute ai piani di In questo articolo il fattore di sicurezza tra i parametri in ingresso e le grandezze in
scorrimento in corrispondenza dei grani sulla minimo sul modello FE è stato considerato uscita. Le prove sono condotte in modo da
superficie libera del provino o del compo- come rappresentativo della prestazione a ottenere il massimo dell’informazione nel
nente o della struttura. Queste piccole cric- fatica dell’intero supporto. tempo di calcolo più breve possibile.
che generalmente degenerano in cricche più Solitamente, questo metodo è combinato
estese che possono rovinare o degradare Processo di integrazione. Al fine di automa- con il RSM a partire da dati sperimentali in
notevolmente le prestazioni di un compo- tizzare l’intera procedura, è stato messo a modo da realizzare un modello che permetta
nente. Tuttavia, quando vengono effettuati punto un un processo integrato. di costruire una relazione funzionale tra i
test ripetuti per la vita a fatica, non si otten- L’integrazione è stata divisa in due fasi: l’in- parametri di ingresso e le grandezze in usci-
gono risultati perfettamente ripetibili, ma tegrazione dell’analisi mesh morphing/du- ta e la reale risposta del sistema. Il modello
piuttosto un set di risultati caratterizzati da rability e la creazione dei file di input e out- di risposta così ottenuto è stato utilizzato
un risultato medio ed una certa dispersione. put necessari per l’analisi. La prima parte è per un’analisi rapida di affidabilità.
Questa dispersione può essere dovuta anche stata realizzata usando LMS Virtual Lab
alle variazioni tipiche nelle proprietà dei (Morhper, Durability e Structural Analysis)
materiali, nelle dimensioni dei componenti, insieme a un script Visual Basic. L’intera pro- Ottimizzazione
nei carichi operativi e nella tolleranza di pro- cedura è stata integrata in un progetto OPTI- dell’affidabilità
duzione. Le distribuzioni probabilistiche pos- MUS che ha permesso di gestire i vari aspetti L’obiettivo probabilistico che si vuole rag-
sono essere utilizzate per caratterizzare la del problema, i file di input/output, le pro- giungere è che la probabilità di avere un fat-
variazione di queste quantità e includere cedure per l’estrazione dei risultati e la fase tore di sicurezza inferiore a 2.5 sia pari a

Pagina 40 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


9.86 10-10, date le variabilità dei parametri dabilità mostrano chiaramente che, in termi-
di progetto dovute alla produzione della slat ni di deviazione standard, c’è un margine per
track. migliorare del progetto, mantenendo comun-
In altre parole, si vuole effettuare un’otti- que la stessa affidabilità.
mizzazione che tenga in conto degli effetti La riduzione della massa del 7.86% costitui-
che la reale variabilità di produzione nei sce il principale risultato dell’ottimizzazione.
parametri di progetto ha sulla prestazione a Questa riduzione è particolarmente signifi-
fatica del componente. Questa ottimizzazio- cativa quando si considera che le deviazioni
ne deve trovare una configurazione dei para- standard osservate nelle tolleranze misurate
metri di progetto tale da ridurre il peso il più dei dati sono molto piccole.
possibile, senza modificare l’affidabilità a L’integrazione dell’ottimizzazione affidabili-
fatica del componente. Ciò significa una stica assieme a un processo di produzione
riduzione del possibile sovradimensionamen- accurato usato per i supporti dello slat apre
to della struttura, una riduzione del peso ed così la strada per un prodotto più affidabile
Fig. 7: Densità di probabilità e leggero, mentre si preserva tuttavia un ele-
un maggiore controllo sulla variabilità della approssimata per la performance G.
produzione. vato margine di sicurezza affidabile nel pro-
getto.
La stima iniziale dell’aff idabilità, intesa
Risultati come probabilità della performance a fatica
I risultati del Design Of Experiments e delle di superare la soglia limite scelta di 2.5, è
Conclusioni
superfici di risposta da essi generate sono In questo articolo, è stato analizzato un sup-
indicata in Tabella 2.
riportati in figg. 5 e 6. porto per uno slat sotto differenti condizioni
di carico tenendo in considerazione la varia-
Indice di affidabilità 14.398 bilità dei parametri di progetto. Per il sup-
porto in esame, la variabilità delle tolleranze
geometriche è stata considerata per 4 para-
Tabella 2: Affidabilità del progetto metri. Queste tolleranze sono state parame-
nominale. trizzate come variabili aleatorie del progetto
usando la tecnologia mesh morphing, che
Risultati del processo RBDO. L’obiettivo permette un’accurata valutazione dei loro
della ottimizzazione consiste nel ridurre la effetti sulle prestazioni di durabilty.
massa totale e al contempo mantenere una L’intero processo di analisi è stato catturato
distanza 6 dalla condizione in cui il fattore ed formalizzato in un grafico OPTIMUS e le
di sicurezza ha un valore uguale o più picco- tecniche di analisi di affidabilità basate sul
lo di 2.5. Ciò significa che il nuovo progetto Performance Measure Approach (PMA) sono
individuato avrà, data una distribuzione dei state impiegate per la stima dell’affidabilità
parametri di input, una probabilità di 9.86 iniziale e la successiva ottimizzazione della
10-10 di avere un fattore di sicurezza più pic- stessa.
Fig. 5: Risultati del DOE Latin Hypercube
colo di 2.5. Il risultato più significativo è stata la ridu-
per il fattore di sicurezza vs. differenze
Il principale risultato dell’ottimizzazione zione della massa totale del 7.86%, mante-
spessore.
deterministica è stata una riduzione della nendo un’elevato livello di affidabilità della
massa totale da 3.9327 a 3.6236 kg. perfornamce di durability dello slat track nei
I risultati dell’ottimizzazione basata sull’affi- casi di carico più gravosi.

Fig. 6: Sezioni del modello di risposta


per il fattore sicurezza.

Per valutare gli effetti della variabilità intro-


dotta sulla risposta del sistema, è stata con-
dotta una caratterizzazione probabilistica
della funzione prestazione G per la condizio-
ne nominale del progetto. I risultati sono
riportati in Tabella 1 e fig. 7.

Media 1.235
Deviazione Standard 0.041
Skewness -0.501
Kurtosis 0.36

Tabella 1: Momenti statistici


per la perfornamce G. Fig. 8: Risultati della procedura RBDO nello spazio standard normale.

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 41


Case History
Studio numerico avanzato
sul moto di filtrazione
in ambito marittimo
A cura di F. Dentale, B. Messina, Dip. di Ingegneria Civile, Università degli Studi di Salerno
E. Pugliese Carratelli, C.U.G.Ri. - Consorzio Interuniversitario per la Previsione e Prevenzione Grandi Rischi
S. Mascetti, XC Engineering, Cantù (CO)

Nel presente articolo è illustrata una nuova procedura che mediante l’utilizzo di software
CAD e numerico (FLOW-3D®) permette di studiare le interazioni che si instaurano
tra un’opera marittima a gettata (emersa o sommersa) ed il moto ondoso.
Introduzione lizzare aspetti non facilmente valutabili finite su una maglia che presenta dei nodi di
mediante l’approccio numerico, soprattutto
Le simulazioni sono state realizzate sulla calcolo nulli in corrispondenza dell’opera.
base di un approccio innovativo: il moto di per le strutture a gettata composte cioè da Naturalmente più fitta è la griglia di calcolo,
filtrazione all’interno degli interstizi, nor- massi o blocchi di calcestruzzo tra i quali maggiori sono i punti di frontiera posizionati
malmente presenti nelle opere frangiflutti a l’acqua si incunea con moto non stazionario sulle superfici di contatto liquido-solido,
gettata, non è valutato mediante l’utilizzo attraverso percorsi complessi, a volte carat- maggiore è l’accuratezza del calcolo soprat-
del coefficiente di porosità, ma direttamen- terizzati anche dalla presenza di aria. tutto per ciò che concerne le interazioni.
te, modellando la struttura così come avvie- Il progettista pertanto volendo avere un La seconda metodologia, ormai abbastanza
ne nella realtà costruttiva mediante la valido supporto per il dimensionamento diffusa, ritenendo invece non trascurabile
sovrapposizione di singoli elementi tridimen- idraulico (overtopping, frangimento, risalita, l’influenza della porosità sul moto del fluido
sionali ed infittendo la griglia di calcolo al riflessione, trasmissione) e strutturale in prevede che in corrispondenza della gettata
punto tale da avere dei nodi computazionali relazione soprattutto alla stabilità dei massi, le equazioni siano modificate al fine di valu-
all’interno dei meati. Quanto implementato, ha avuto finora come unica alternativa la tare la presenza dell’oggetto poroso median-
strutturato in maniera similare a ciò che possibilità di realizzare delle prove fisiche. te un coefficiente (Equazioni alla Darcy).
avviene per analoghe prove fisiche di labora- L’approccio numerico, in particolare per pro- La bibliografia su queste tematiche è troppo
torio, rende possibile analizzare sia i para- blemi dalla geometria così complessa, aveva vasta per essere esaminata in dettaglio in
metri connessi con l’idrodinamica del feno- fino a poco tempo fa il difetto di non fornire questa sede; vanno tuttavia ricordate alcune
indicazioni soddisfacenti, in quanto i feno- pubblicazioni in cui sono raccolti interessan-
meno (overtopping, frangimento, risalita,
meni di interazione che si riuscivano a ripro- ti esempi di come tali problematiche sono
riflessione, trasmissione) sia la stabilità
durre erano sicuramente inadeguati alla state affrontate sia dal punto di vista fisico
idraulica dei massi della mantellata.
realtà. In questo caso la costruzione della che numerico: Karim, et al., 2009; Greben et
struttura non poteva rappresentare fedel- al., 2008; Hsu et al., 2008; Lara et al.,
Metodologia mente la geometria di un’opera a gettata rea- 2008; Lin et al., 2007; Lara et al., 2006;
I buoni risultati ottenuti nell’arco degli anni lizzata mediante la sovrapposizione di singoli Ting et al., 2004; Hur et al., 2003; Huang et
mediante l’impiego della CFD hanno favorito elementi per strati (mantellata, f iltro, al., 2003; Hsu et al., 2002; Requejo et al.,
l’utilizzo di tale tecnica anche in ambito nucleo) e quindi le maggiori limitazioni si 2002; Tirindelli et al 2000; van Gent, 1995.
ingegneristico ed in particolar modo in quel- avevano sul calcolo del moto di filtrazione. Nonostante le possibili alternative sono pur-
lo marittimo. Infatti, un campo applicativo di Infatti, fin quando il dominio di calcolo è troppo evidenti le approssimazioni dei feno-
interesse internazionale si è rivelato lo stu- costituito solo dalla fase liquida le applica- meni investigati rispetto alle condizioni reali
dio dell’interazione tra le opere marittime ed zioni sono di semplice risoluzione e vi è soprattutto quando la dimensione dei bloc-
il moto ondoso su esse incidente soprattutto ormai una consolidata esperienza. Le diffi- chi è cospicua e l’idrodinamica all’interno
come valido ausilio alla progettazione e veri- coltà, invece, nascono quando si vogliono dei meati è caratterizzata da valori del
fica dei parametri strutturali. analizzare le interazioni tra il liquido ed numero di Reynolds relativamente alti.
Per il dimensionamento, specialmente delle oggetti solidi in esso totalmente o parzial- A ciò si aggiunge il fatto che in questo caso
barriere frangiflutti emerse o sommerse, in mente immersi, soprattutto quando quest’ul- non è facilmente valutabile, a meno di sem-
conseguenza della loro interazione con un timi sono costituiti da elementi disgregati plificazioni del problema, la stabilità dei
sistema naturale complesso come quello del aventi quindi una propria porosità che, inte- massi. Di conseguenza le analisi di questo
mare e delle spiagge, è ormai di consolidata ragendo con la massa fluida, ne modifica le tipo sono state affrontate per ora essenzial-
esperienza non far riferimento solo alle teo- caratteristiche (velocità, pressione, turbo- mente su base sperimentale.
rie disponibili in letteratura. È pratica comu- lenza). Tuttavia, oggi, grazie alle nuove tecnologie
ne verificare l’efficienza idraulica e la stabi- In questo caso le possibili soluzioni al pro- disponibili il gap tra le due tipologie di inda-
lità dell’opera mediante l’ausilio di modella- blema sono generalmente trattate secondo gine, numerica e fisica, può essere parzial-
zioni numeriche o fisiche. Nella maggior due differenti approcci. Il primo, di semplice mente colmato.
parte dei casi la scelta della tipologia di impiego, è basato sull’ipotesi che la geome- Un esempio di ciò è riassunto in queste pagi-
simulazione da impiegare non è solo funzio- tria porosa, pur influenzando il fenomeno, ne dove gli autori presentano una metodolo-
ne dei fenomeni che si vogliono analizzare non abbia un rilievo predominante sulle gia di indagine che mediante tecniche nume-
ma anche e soprattutto legata a fattori di caratteristiche di movimento del fluido e, riche avanzate permette di analizzare per
tipo economico. Uno studio in scala modello quindi, l’elemento solido è considerato strutture marittime a gettata, modellate
incide in maniera sostanziale sul quadro eco- all’interno del dominio di calcolo come un sulla base delle loro geometrie reali, sia le
nomico di un progetto. unico blocco trascurando gli effetti della interazioni idrodinamiche che si instaurano
È pur vero però, fino a questo momento, che porosità. Le equazioni, qualunque sia la loro con il moto ondoso sia la stabilità dei singoli
le modellazioni in vasca permettono di ana- forma vengono discretizzate alle differenze elementi costituenti la mantellata.

Pagina 42 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


Quanto proposto qui è, dunque, differente
da quanto attualmente utilizzato per lo stu-
dio di fenomeni analoghi: la massa solida
porosa con cui interagisce la corrente fluida
è ricostruita all’interno del dominio di calco-
lo numerico mediante la sovrapposizione di
singoli elementi, disposti in modo tale da
formare una geometria costituita da parti
piene e da spazi vuoti. In questo modo è
possibile valutare l’effetto del comporta-
mento idrodinamico completo, comprensivo
dei termini convettivi, ed eventualmente
Tetrapodo Accropodo Xbloc degli effetti della turbolenza, cosa che non è
possibile considerare con la classica schema-
Fig. 1 - Massi artificiali 3D. tizzazione di Darcy, evidentemente inade-
guata in molte situazioni.

Solida – porosa (bar_core) Costruzione dominio


Porosa (bar_perm)
di calcolo
Mediante l’ausilio di software cad per la
modellazione tridimensionale sono state
Solida (bar_solid) riprodotte le diverse tipologie di massi costi-
tuenti la mantellata. Da quella naturale, che
per il momento al fine di testare la bontà di
quanto proposto è stata schematizzata
mediante una sfera a quelle artificiali di uso
comune: cubo, cubo modif icato, antifer,
tetrapodo, accropodo II, accropodo, coreloc,
xbloc, xbloc base (fig.1).
a Successivamente, sono state dimensionate e
costruite alcune opere, sia emerse sia som-
merse, mediante la sovrapposizione dei sin-
goli massi secondo schemi geometrici reali,
modellando la struttura così come avviene
nella realtà costruttiva o in ambito fisico
(fig.2).
Al fine di validare la bontà della procedura
proposta, per quanto riguarda la sagoma
della barriera soffolta sono state considerate
tre geometrie differenti: solida, porosa, soli-
da-porosa (fig.2a), mentre per quella emersa
in relazione alla disposizione degli elementi
della mantellata sono state utilizzate due
configurazioni: regolare e random (fig.2b –
2c).
Definite le opere, la configurazione geome-
trica realizzata è stata importata in FLOW-
b c 3D®, ampiamente collaudato per lo studio
sulla propagazione del moto ondoso
(Dentale et al 2008, Chopakatla S. C. et al
Fig. 2 - Geometrie 3D: a) barriere sommerse, b) barriera emersa accropodo regolare, 2008) al fine di valutare le interazioni idro-
c) barriera emersa accropodo random. dinamiche.
Le simulazioni sono state realizzate integran-
do sulla griglia di calcolo, strutturata sulla
base del principio di “nesting”, le equazioni
a di Navier-Stokes in forma completa (3D)
accoppiate al modello di turbolenza RNG. Lo
spazio numerico tridimensionale, per entram-
be le tipologie di strutture analizzate, è stato
creato mediante due blocchi di mesh innesta-
ti (generale, localizzata). Per la barriera som-
mersa (dominio di calcolo 90m x 1.9m x
6.5m) la mesh generale è stata realizzata con
46200 elementi di dimensione pari a 0.30 x
b 0.27x 0.30, mentre quella localizzata in corri-
spondenza della struttura con 2353412 ele-
menti di dimensione pari a 0.061 x 0.055 x
0.061m. Lo stesso principio (figg. 3) è stato
adottato per la barriera emersa (dominio di
calcolo 90m x 5.0m x 15.0m): mesh generale
(150000 elementi – dimensione 0.50 x 0.20 x
0.30), localizzata (2025000 elementi –
Fig. 3 - Mesh di calcolo 3D: a) barriera sommersa, b) barriera emersa. dimensione cubica 0.10m).

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 43


5a - Barriera sommersa

4a - Barriera sommersa

4b - Barriera emersa – Accropodo regolare 5b - Barriera emersa – Accropodo regolare

4c - Barriera emersa – Accropodo random 5c - Barriera emersa – Accropodo random

Fig. 4 - Risultati 2D. Fig. 5 - Risultati 3D.

Pagina 44 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


dodinamico che utilizza la tecnica VOF
(FLOW-3D®), consente di valutare in maniera
Fig. 6 -
adeguata il moto di filtrazione che si verifica
Validazione
all’interno dei meati della struttura.
risultati:
Generalmente, dal punto di vista numerico,
a) confronto
volendo considerare i vuoti che costituiscono
dati numerici -
un’opera a gettata si fa riferimento al coeffi-
sperimentali,
ciente di porosità non sempre idoneo a rap-
b) confronto
presentare i fenomeni reali specialmente
dati numerici -
quando il flusso del fluido si sviluppa ad alti
sperimentali -
Reynolds.
empirici.
Nel caso specifico, invece, la struttura è
stata modellata così come avviene nella
realtà costruttiva quindi mediante la sovrap-
posizione di singoli elementi tridimensionali
e la griglia di calcolo numerico è stata infit-
tita al punto tale da avere dei nodi computa-
a zionali all’interno dei meati in modo da valu-
tare direttamente i moti di filtrazione che si
instaurano nella struttura.
In queste prime applicazioni, l’interesse è
stato rivolto soltanto a ciò che accade all’in-
terno della mantellata, definendo delle barrie-
re semplificate. Però, non esistono limitazioni
circa la possibilità di costruire l’opera sia essa
sommersa che emersa in tutte le sue parti
caratteristiche (filtro, protezione al piede).
Inoltre, attraverso il modello GMO implemen-
tato nel software, sarà possibile analizzare il
movimento dei singoli massi sottoposti all'a-
zione del moto ondoso, valutandone così la
stabilità come accade per le sperimentazioni
fisiche.

Bibliografia

• Karim, M.F., Tanimoto, K., Hieu, P.D., 2009. Modelling and


simulation of wave transformation in porous structures
using VOF based two-phase flow model. Applied
Mathematical Modelling 33, 343–360.
• Chopakatla S. C., Lippmann, T.C., Richardson, J.E. (2008),
Field verification of a computational fluid dynamics model
for wave transformation and breaking in the surf zone,
Journal of Waterway, Port, Coastal, and Ocean
b Engineering, vol. 134, n. 2
• Dentale F., Monaco M., Pugliese Carratelli E. 2008. A
numerical assessment of scale effects on wave breaking
modelling. 3rd SCACR International Short Course and
Risultati (2006) in cui si confrontano i dati sperimen- Workshop on Applied Coastal Research, LECCE (ITALY)
tali del coeff iciente di trasmissione con 2-4 June 2008.
Alcuni dei risultati ottenuti sono riassunti • Greben, J.M., Cooper, A.K., Gledhill, I., de Villiers, R., 2008.
nelle immagini seguenti. Nelle figure 4 è quelli empirici (fig.6a). Dalla comparazione Numerical modelling of structures of dolosse and their
si evince che la procedura numerica imple- interaction with waves.
stato rappresentato l’andamento della pres- • Hsu, T.W., Chang, J.Y., Lan, Y.J., Lai, J.W., Ou, S.H., 2008. A
sione e dell’energia turbolenta lungo una mentata def inisce dei Kt congrui con le parabolic equation for wave propagation over porous
esperienze di labaoratorio e come per que- structures. Coastal Engineering 55, 1148–1158.
sezione bidimensionale del dominio 3D. • Lara, J.L., Losada, I.J., Guanche, R., 2008. Wave interaction
Mentre nelle figure 5 sono riportate le confi- st’ultimi i valori risultano maggiori rispetto a with low-mound breakwaters using a RANS model.
Ocean Engineering 35, 1388– 1400.
gurazioni tridimensionali della superficie quelli determinabili mediante le formule
• Lin, P., Karunarathna, S.A.S.A., 2007. Numerical study of
libera, catturati in diversi istanti di tempo. empiriche di letteratura (fig. 6b). solitary wave interaction with porous breakwaters.
Journal of waterway, port, coastal and ocean engineering
È possibile notare, sia per la barriera emersa Infine, l’analisi della variazione del coeffi- Sep/Oct2007, 352-363.
che per quella sommersa, come la griglia di ciente di trasmissione con la porosità reale ha • Cappietti L., Moro E. e Aminti P. (2006) - Studio sperimen-
tale dell’influenza della larghezza di berma sulla trasmis-
discretizzazione numerica utilizzata permet- evidenziato che i valori di Kt aumentano man sione di moto ondoso sottoflutto a scogliere sommerse.
ta di stimare in maniera adeguata la varia- mano che si passa da una barriera impermea- XXX° Congresso di Idraulica e Costruzioni Idrauliche,
IDRA 2006.
zione delle grandezze idrodinamiche sia nei bile (bar_solid) ad una struttura con il solo • Lara, J.L., Garcia, N., Losada, I.J., 2006 RANS modelling
meati che lungo il contorno solido dei singo- nucleo interno impermeabile (bar_core) ad applied to random wave interaction with submerged per-
meable structures. Coastal Engineering 53, 395–417.
li elementi della mantellata. Tale condizione una struttura totalmente porosa (bar_perm). • Ting, C.L., Lin, M.C., Cheng, C.Y., 2004. Porosity effects on
è maggiormente visibile nella ricostruzione Se questo risultato corrispondesse alla realtà, non-breaking surface waves over permeable submerged
breakwaters. Coastal Engineering 50, 213–224.
tridimensionale della super f icie libera una progettazione che non tenesse conto • Huang, C.J., Chang, H.H., Hwung, H.H., 2003. Structural
(figg.5) dove possono essere visualizzati con dell’effetto di permeabilità della struttura permeability effects on the interaction of a solitary wave
and a submerged breakwater. Coastal Engineering 49, 1-
maggior dettaglio gli effetti del moto ondo- andrebbe incontro ad una sottostima dell’on- 24.
da trasmessa, a svantaggio di sicurezza. • Hur, D.S., Mizutani, N., 2003. Numerical estimation of the
so sull’opera. wave forces acting on a three-dimensional body on sub-
merged breakwater. Coastal Engineering 47, 329–345.
Inoltre, la validazioni di alcuni dati mediante
il confronto con formulazioni empiriche e Conclusioni • Hsu,T.J., Sakakiyama,T., Liu, P.L.F., 2002. A numerical model
for wave motions and turbulence flows in front of a com-
posite breakwater. Coastal Engineering 46, 25–50.
lavori sperimentali ha fornito interessanti Nel lavoro è stata illustrata una nuova meto-
• Requejo, S., Vidal, C., Losada, I.J., 2002. Modelling of wave
analogie. In particolare per quanto concerne dologia di impiego delle tecniche numeriche loads and hydraulic performance of vertical permeable
structures. Coastal Engineering 46, 249–276
ad esempio la funzionalità di un’opera som- per la simulazione delle interazioni tra un’o-
• Tirindelli, M., Lamberti, A., Paphitis, D., Vidal, C., Hawkins,
mersa, valutabile mediante il Kt (figg.6), pera marittima a gettata, sia sommersa sia S., Morchella, P., Sanchez-Arcilla, A. (2000),Wave action on
rubble mound breakwaters: the problem of scale effect,
(coefficiente di trasmissione, definito come emersa ed il moto ondoso. Come si evince DELOS EVK3-CT-2000-00041
rapporto tra altezza d’onda trasmessa ed dai risultati ottenuti la procedura implemen- • van Gent, M.R.A., 1995. Porous flow through rubble-
mound material. Journal of waterway, port, coastal and
incidente), i risultati ottenuti sono stati tata, basata sull’impiego di tecnica cad e ocean engineering May/June1995, 176-181.
inseriti sui grafici proposti da Cappietti et al numeriche, nel caso specifico software flui-

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 45


Case History
Simulazione a 360°
per il packaging
A cura di Stefano Grassi, Direttore tecnico e membro del CDA, KOSME, Roverbella (MN)

L’uso della simulazione da ambiente di progettazione e verifica a strumento di comunicazione


verso i potenziali clienti. La vera particolarità nell’utilizzo della simulazione in KOSME
sta infatti nell’uso che questa azienda mantovana ne fa in fase di avamprogetto
e acquisizione del cliente e della relativa commessa.
Introduzione
Come in molte altre realtà industriali, in
passato la progettazione presso KOSME era
un settore tipicamente gestito dal personale
dell’officina, che si occupava di costruire i
prototipi e di approntare le prove fisiche per
la relativa validazione. Gli ingegneri di
KOSME hanno successivamente compreso,
prima di molte altre realtà industriali anche
di più grandi dimensioni, il grande valore
che la simulazione può appor t are e le
opportunità completamente nuove che l’uti-
lizzo della simulazione può aprire nella pro-
gettazione, nella realizzazione e nella ven-
dita di macchine per il packaging. KOSME ha
infatti realizzato che un opportuno sviluppo
ed utilizzo della simulazione possa costituire
una metodo per risparmiare gli investimenti
relativi alla realizzazione di prototipi fisici,
arrivando a conoscere a fondo il comporta-
mento di una macchina ancor prima di
costruirla, riducendo così tempi e costi di
sviluppo.
Come accennato, la storia dell’utilizzo della
simulazione presso KOSME inizia negli anni
90 con l’adozione di un pacchetto CAD inte-
grato con il solutore di Adams, che permet- macchina a cui è interessato e a KOSME di
teva (cosa rivoluzionaria per l’epoca) di poter dimostrare concretamente di possede-
Il caso in esame
sfruttare al tempo stesso le funzionalità del Un caso applicativo di quanto descritto
re il know-how necessario allo sviluppo del fino adesso è rappresentato da un’attività
CAD e le potenzialità dell’analisi dinamica sviluppo del prodotto a loro commissionato.
multi-body. Dopo due anni di utilizzo di svolt a recentemente per un cliente in
Ciò dimostra che la simulazione funzionale è Argentina per il quale la casa madre che
questa soluzione, KOSME è passata prima
di fatto entrata a far parte del DNA dell’a- controlla KOSME si era impegnata nella for-
all’utilizzo dell’intero pacchetto Adams e
zienda. nitura di un inscatolatore di bottiglie ad
successivamente, con l’introduzione da
Tornando alla progettazione, in KOSME sussi- alta velocità capace di processare 36000
parte di MSC.Software della licenza Master
stono tre approcci diversi alla simulazione: bottiglie all’ora.
Key, ha iniziato ad espandere l’orizzonte
delle applicazioni della simulazione, utiliz- - Attività di pre-studio, nella quale tipica- Non essendo mai stata realizzata presso
zando sempre più strumenti, tra cui Dytran mente la simulazione viene utilizzata per KOSME una macchina con queste caratteristi-
per analisi qualitative di riempimento botti- mettere a punto un particolare movimento che, il rischio di non possedere l’expertise
glie e Marc per analisi lineari, non lineari e di macchina capace di generare la trasfor- necessario e di conseguenza di non riuscire a
termiche. mazione di un prodotto, ad esempio da soddisfare le aspettative del cliente era deci-
Ma la vera particolarità nell’utilizzo della non etichettato a etichettato (labelling), samente concreto.
simulazione in KOSME sta nell’uso che que- da vuoto a pieno (filling) o da non imbal- Una volta iniziato il progetto, gli ingegne-
sta azienda ne fa in fase di avamprogetto e lato a imballato (packaging). ri di KOSME hanno prontamente realizzato
acquisizione del cliente e della relativa com- - Attività di engineering, dedicata alla veri- che un uso intensivo della simulazione
messa. La simulazione permette infatti a fica della funzionalità di un prototipo, sarebbe stato fondamentale per individua-
KOSME di modellare e simulare il funziona- identif icando eventuali problematiche re la soluzione progettuale migliore.
mento di una determinata macchina e visua- prima della costruzione di un prototipo A questo proposito, la soluzione scelta dal
lizzarne graficamente performance e dimen- fisico. reparto di ricerca e sviluppo è stata quella
sioni al potenziale cliente, prima ancora di - Attività di modellazione di macchine pree- di ristrutturare completamente una macchi-
realizzare il prototipo fisico. Questo, negli sistenti, allo scopo di meglio comprender- na già disponibile, capace di gestire al mas-
anni, si è dimostrato un potentissimo mezzo ne il funzionamento e/o di proporre modi- simo 24000 bottiglie in un’ora, miglioran-
di comunicazione, che consente al cliente di fiche di adattamento per nuovi utilizzi o, done la performance per giungere ai 300
vedere in funzionamento (sulla base di ani- più semplicemente, di risolvere un guasto cicli all’ora (con 120 bottiglie processate
mazioni 3D relative a un modello virtuale) la verificatosi presso il cliente. per ogni ciclo) richiesti dal cliente.

Pagina 46 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


IL GRUPPO KOSME

KOSME opera a 360° nella progetta-


zione e realizzazione di linee complete
per Packaging & Beverage con soluzio-
ni personalizzate e secondo una preci-
sa filosofia: alte prestazioni, elevata affi-
dabilità e semplicità d’uso.
Kosme, sia con vendita diretta che di
agenzia, garantisce una copertura tota-
le del territorio internazionale. E’ una
struttura giovane, flessibile, motivata,
presente in tutto il mondo e in grado
di fornire soluzioni innovative.
L’azienda è affiancata da specialisti
interni per la consulenza tecnica e per
lo studio di soluzioni specifiche per
qualunque esigenza applicativa. Il servi-
zio Assistenza e Ricambi Kosme, per
merito della competenza dei suoi
addetti, risulta rapido ed efficiente.
Il modello I risultati Il numero di addetti e gli strumenti a
Un approccio virtuale al problema ha con- disposizione del Cliente aumentano, di
per la simulazione sentito a KOSME di ottenere i seguenti van- anno in anno, in proporzione al nume-
La macchina in questione è concepita su due ro delle macchine Kosme installate nel
assi, uno orizzontale e uno rotazionale, in taggi:
mondo. La rete di consociate ed agenti
cui le bottiglie vengono prelevate attraverso Kosme si estende oggi nei cinque con-
un movimento rotatorio del braccio e succes- • Possibilità di mostrare al cliente finale il
tinenti e garantisce alti standard quali-
sivamente depositate nei cartoni. Durante il funzionamento della macchina prima della tativi e un agile servizio di pronto
funzionamento, la testa della macchina realizzazione di un prototipo fisico intervento.
viene mantenuta ferma con l’ausilio di un Kosme oggi è un’azienda capace di
quadrilatero articolato. • Possibilità di raggiungere un incremento proporre soluzioni alternative compe-
Per studiare il problema descritto sopra è del 50% della capacità oraria, come da titive ed affidabili nel vasto mondo del
stato utilizzato un modello Adams già esi- specifiche richieste dal cliente Packaging & Beverage.
stente in azienda e già utilizzato in prece-
denza per la progettazione della macchina • Possibilità di risparmiare fino al 20-30%
inscatolatrice originaria che si intendeva sul materiale, riducendo opportunamente
modificare secondo le nuove specifiche di il peso finale della struttura, grazie all’uti- NOTE SULL’AUTORE
performance richieste dal cliente. Di conse- lizzo di strumenti agli elementi finiti
guenza, il modello Adams è stato affinato
includendo una descrizione a corpi flessibili • Possibilità di ridurre il rischio di dover
dei principali componenti e le leggi di moto ef fettuare interventi di manutenzione
dei motori elettrici utilizzati per la movi- presso un cliente geograficamente molto
mentazione delle bottiglie, della testa e del lontano.
braccio.
Per scongiurare l’eventuale presenza di I risultati ottenuti in KOSME in questi anni di
vibrazioni a fronte di maggiori velocità ope- utilizzo della simulazione hanno fatto sì che
rative sono stati ridimensionati la colonna e il virtual prototyping entrasse a far parte in
il carrello (che regge tutti gli sforzi e avreb- maniera completa dei processi aziendali. Tali
be potuto risentire delle maggiori velocità). processi sono continuamente al vaglio del
Inoltre la sezione trasversale del braccio è dipartimento di ricerca e sviluppo, con l’o-
stata riconcepita, in modo da alleggerire il biettivo di migliorarli e ottimizzarli. Tale
componente rendendolo al tempo stesso dipartimento è sempre molto attento alle
flessionalmente più rigido. La filosofia di più recenti potenzialità offerte dai software
progettazione seguita è stata quindi quella di simulazione: a questo proposito, KOSME è
di cercare di realizzare una struttura fissa correntemente impegnata nella realizzazione
più rigida possibile unitamente a una strut- di iniziative di simulazione multidisciplinare, • Laureato in Ingegneria delle
tura mobile più leggera possibile. La neces- dedicate in particolar modo a due diversi Tecnologie Industriali al Politecnico
sità di intervenire pesantemente su spessori filoni di attività: di Milano nel 1992.
e topologia della struttura, dotata ora di • Responsabile della qualità presso
centine e di irrigidimenti, ha reso fondamen- • Processo di soffiatura di bottiglie in PET Novellini S.p.A. e successivamente
tale l’utilizzo di un codice agli elementi finiti presso Berman S.p.A.
• Progettazione di topload di bottiglie (stra- • Nel 1996 entra a far parte del dipar-
per la modellazione dei componenti, inclu-
tificazione in pallet), mirata alla previsio- timento R&D di KOSME.
dendo poi le strutture flessibili all’interno • Nel 2001 viene assunto in ACMA
del modello essenziale multi-body per la ne di quanti strati di bottiglie possono
GD come direttore tecnico.
simulazione del sistema completo. essere impilati senza far collassare l’intera • Nel 2004 torna in KOSME come
Tutta l’attività di ridisegnazione della mac- struttura. direttore tecnico, per coordinare
china sono state completate nel periodo di l’intera struttura tecnica dell’azienda
un mese e mezzo. Al termine di questa atti- Per tali attività, KOSME ritiene fondamentale nei vari dipartimenti di Labeling,
vità di calcolo e verifica, è stato realizzato il l’uso degli strumenti di calcolo, già sfruttati Filling, Packaging, Conveyors,
primo prototipo fisico della macchina che ha per simulare altri fenomeni fisici, che con- Documentazione e Elettronica. Nel
confermato le funzionalità e le performance sentano di simulare in maniera accurata reparto di ricerca e sviluppo, ha
anticipati dalla simulazione, con grande anche il comportamento termomeccanico di responsabilità diretta degli strumenti
soddisfazione del team progettuale e del materiali fortemente non lineari e l’intera- CAE.
cliente finale. zione fluido – struttura.

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 47


Product Lifecycle Management
Soluzioni di gestione
del ciclo di vita del prodotto:
molto più di un’applicazione aziendale
Chi sviluppa prodotti necessita di soluzioni flessibili che supportino in modo efficiente
i molti processi interdipendenti richiesti per introdurre prodotti di successo sul mercato.
Il PLM (Product Lifecycle Managment) offre la soluzione, dalla pianificazione al supporto,
in tutti i reparti coinvolti e attraverso l’intera supply chain.
olte delle soluzioni aziendali, quali la Tabella 1
M pianificazione delle risorse aziendali
(ERP, Enterprise Resource Planning),
la gestione dei rapporti con i clienti (CRM,
PLM è
maggiormente
efficace quando
Customer Relationship Management) e la ge- considerato
stione delle supply chain (SCM, Supply Chain nell’insieme dei
Management), sono volte a ottimizzare il processi critici di
ciclo di vita del prodotto fisico e il flusso di sviluppo
informazioni transazionali. La forza di queste prodotto,
applicazioni è nei processi che includono end-to-end
sempre le stesse attività, eseguite e ripetute e tra tutte le
allo stesso modo. Tuttavia non sono adeguate organizzazioni.
per la rapida iterazione e innovazione neces-
sarie per uno sviluppo prodotto di successo.
Al contrario, chi sviluppa prodotti necessita
di soluzioni flessibili che supportino in modo
efficiente i molti processi interdipendenti
richiesti per introdurre prodotti di successo
sul mercato. Il PLM (Product Lifecycle
Managment) offre la soluzione, dalla pianifi-
cazione al supporto, in tutti i reparti coin-
volti e attraverso l’intera supply chain. La complessità za e uniformità tra le diverse viste. Di conse-
Utilizzando rappresentazioni di prodotti digi- guenza, rischi maggiori, opportunità perse,
tali completi, i team possono velocemente
dell’ambiente di sviluppo cicli più lenti e costi eccessivi.
effettuare prove, apportare modifiche, simu- prodotto
lare situazioni ipotetiche, perfezionare le L’odierno processo di sviluppo prodotto è più Variabilità e complessità
progettazioni e altro ancora. complesso e difficile che mai. Non è facile La natura iterativa e cooperativa dello svi-
Fornendo a tutte le parti interessate visualiz- per le aziende manifatturiere capire a fondo luppo prodotto richiede tecnologie sofistica-
zazioni personalizzate dei contenuti, è possi- quale impatto possono avere le modifiche te, dotate di funzionalità molto più avanzate
bile sviluppare prodotti digitali completi, proposte in varie fasi dello sviluppo prodotto rispetto a quelle delle tecnologie aziendali
competitivi e finalizzati prima che abbia ini- e la necessità di collaborazione è elevatissi- tradizionali, quali cambio di proprietà di pro-
zio la costosa fase di produzione fisica. ma. Quando le tecnologie di sviluppo prodot- dotti e processi nel tempo; frequenza e
to sono molto complesse e gestiscono viste intensità delle interazioni imprevedibili;
Utilità delle soluzioni PLM del prodotto digitale indipendenti e separate ampia gamma di sistemi di comunicazione
In che cosa consiste esattamente il PLM? Si (ad esempio la vista MCAD, la vista distinta (ad esempio interazioni personali, supporti
tratta di un insieme di funzionalità quali base, la vista costi, ecc.), diventa quasi cartacei, e-mail e FTP); diversi programmi
CAD/CAM/CAE e PDM? Si tratta di un modulo impossibile per gli utenti mantenere coeren- software e formati di file per lo sviluppo di
aggiuntivo di una soluzione ERP? In risposta
ai requisiti dei clienti, il mercato fornisce tre
soluzioni PLM principali: sistemi che combi-
nano applicazioni puntuali; sistemi creati
ampliando le funzionalità delle applicazioni
ERP; sistemi integrati come il Sistema di svi-
luppo prodotto di PTC, progettati sulla base
di un unico repository per tutti i contenuti di
prodotto.
Il modo migliore per analizzare i rischi e i
vantaggi di queste diverse soluzioni consiste
nel valutare i seguenti elementi: tecnologia,
processo e persone. Il punto di vista di PTC è
illustrato nella tabella riportata qui a fianco.

Tabella 2 - Tre soluzioni PLM


Sistema di Sviluppo Prodotto di PTC
(PDS): una soluzione altamente
differenziata.

Pagina 50 - Analisi e Calcolo Giugno 2009


prodotti digitali; necessità di un’ampia
distribuzione delle informazioni sui prodotti,
sia all’interno sia all’esterno dell’azienda;
possibile sovrapposizione non intenzionale
di funzioni nello sviluppo prodotto

Sistema di Sviluppo
Prodotto di PTC (PDS)
Il Sistema di sviluppo prodotto (PDS –
Product Development System) di PTC è in
grado di gestire le interdipendenze tra tutti i
tipi di informazioni sul prodotto, affi nché i
componenti del team possano comprendere
facilmente l’impatto del loro input sul pro-
dotto complessivo. Un sistema PDS integra-
to, in cui tutte le funzionalità sono collegate
attraverso un’unica fonte di dati di prodotto,
è essenziale per ottenere un eccellente pro-
cesso aziendale.

Footprint di capacità completo


Collaborando con più di 50,000 produttori Tabella 3 - Tipico ambiente di Sviluppo Prodotto.
nell’arco di 20 anni, PTC ha determinato che
una soluzione PLM ideale comprende cinque
funzionalità critiche per poter ottimizzare lo
sviluppo prodotto.

Creazione. Consente l’acquisizione e lo svi-


luppo di idee e capitale intellettuale in rap-
presentazioni di prodotto ad alta fedeltà e
strutturate che forniscono definizioni reali-
stiche, interattive e intuitive sull’aspetto, sul
comportamento e sui mezzi di produzione
del prodotto.

Collaborazione. Assicura che tutte le parti


interessate che partecipano ai processi di
pianificazione, sviluppo, sourcing, produzio-
ne, documentazione e assistenza del prodot-
to, comunichino efficacemente per acquisire
interattivamente l’input creativo e identifi-
chino e risolvano i problemi a monte, quan-
do le modifiche sono semplici da implemen-
tare.
Tabella 4 - Sistema di sviluppo prodotto (PDS) integrale di PTC.
Controllo. Raccoglie tutti i contenuti di pro-
dotto in un repository unico e sicuro, auto-
matizza e monitora i processi di sviluppo
prodotto principali e facilita il preciso alli-
neamento di tutte le parti interessate duran-
te il ciclo di vita del prodotto.

Configurazione. Consente la combinazione


dei componenti di contenuti in strutture
semplici o elaborate, per produrre materiali
consegnabili di alto livello quali, prodotti
manufatturieri, servizi e pubblicazioni, e la
gestione di tali strutture nella loro evoluzio-
ne nel tempo.

Comunicazione. Promuove un processo deci- Tabella 5 - Le cinque funzionalità critiche dello sviluppo prodotto.
sionale tempestivo e efficace tra le parti
interne ed esterne e inf ine fornisce, su soluzioni devono essere progettate e provate re valore concentrandosi primariamente sui
richiesta, contenuti di prodotto dinamici al in modo che collaborino allo scopo di otti- processi con una più alta priorità.
pubblico corretto, nel formato corretto. mizzare processi aziendali reali, dall’inizio
alla fine. La piattaforma PDS di PTC supporta Tecnologia all’avanguardia
Come ottimizzare i processi il tipico insieme di processi critici per l’a- per un sicuro successo
zienda, consentendo l’applicazione della tec- Il sistema di sviluppo prodotto di PTC possie-
del sistema nologia al fine di ottenere reali benefici de il footprint completo di funzionalità
di sviluppo prodotto aziendali. Questa struttura basata su proces- necessario per le aziende manifatturiere. Ma
Per essere efficaci, le soluzioni tecnologiche si consente inoltre di promuovere una strate- ciò che è importante non sono solo le opera-
devono essere qualcosa di più di un insieme gia di distribuzione scaglionata, in modo che zioni possibili ma come vengono eseguite.
disconnesso di funzionalità e funzioni. Le le aziende possano tempestivamente ottene- L’architettura Internet pura del sistema PDS

- Analisi e Calcolo Giugno 2009 Pagina 51


consente l’accesso ad alte prestazioni ai
team a livello globale.
La sua progettazione integrale assicura la
soddisfazione totale e costante degli utenti
e un unico repository sicuro per tutti i conte-
nuti di prodotto. Inoltre, il PDS di PTC è inte-
roperabile, consentendo lo scambio di
importanti informazioni di prodotto con
altre tecnologie aziendali.

Metodologia collaudata
in grado di promuovere l’adozione
PTC Global Services collabora con l’azienda in
qualità di partner per implementare veloce-
mente la piattaforma PDS e per migliorare i
relativi processi nell’organizzazione azienda-
le, fornendo la giusta combinazione di con-
sulenza, implementazione di sistema e servi-
Tabella 6 - I tre fattori critici Tabella 7 - Il Sistema di sviluppo
zi di formazione necessari a raggiungere gli
in un’azienda per genere valore. prodotto integrale di PTC offre le
obiettivi del cliente. Ciascuna soluzione funzionalità chiave di creazione,
sfrutta le best practice e tale comprovata modo sicuro. Un processo di testing a cinque collaborazione e controllo necessarie
metodologia per garantire che i tipici proble- livelli senza precedenti assicura che ogni ele- alle aziende manifatturiere per ottenere
mi di adozione siano affrontati in modo mento del sistema PDS venga convalidato e un valore aggiunto superiore dallo
proattivo e risolti velocemente. sia in grado di supportare gli importanti sviluppo prodotto.
miglioramenti di sviluppo prodotto che i Il collaudato approccio di
Ottimizzazione dei processi di sviluppo clienti si aspettano. Inoltre PTC ha maturato implementazione incrementale consente
prodotto grazie all’esperienza nel settore una vasta esperienza nella gestione dei pro- inoltre alle aziende di qualsiasi
Il Sistema di sviluppo prodotto di PTC aiuta cessi, necessaria a garantire che il sistema dimensione di accelerare l’adozione,
le aziende a gestire, migliorare e ottimizzare PDS soddisfi le esigenze di sviluppo prodotto ridurre al minimo i rischi e velocizzare il
i processi di sviluppo prodotto end-to-end in specifiche di ogni azienda. time-to-value.

Le soluzioni che costituiscono Con l'acquisizione di Synapsis Technology Inc.


il PDS di PTC: PTC amplia le capacità del PDS

• Pro/ENGINEER® Recentemente PTC ha annunciato l'acquisizione di Synapsis Technology Inc., software


Software CAD/CAM/CAE 3D inte- company americana che offre soluzioni per la conformità alle normative ambientali a
grato importanti clienti quali Motorola, Microsoft, Sony Ericsson, Visteon, Delphi, IBM, GE,
• Windchill® Beckman Coulter,Teradyne e Cisco.
Software per la gestione di contenu- Con questa acqusizione, PTC amplia le capacità del PDS e garantisce alle aziende di
ti e processi poter attivare processi di sviluppo prodotto conformi alle normative ambientali vigenti
• Arbortext ® e future. Tenendo conto dei requisiti in materia di compliance già nelle prime fasi di
Software per la pubblicazione dina- progettazione dei prodotti, le aziende possono evitare l'introduzione di modifiche suc-
mica cessive, con una notevole riduzione dei costi e un miglioramento della qualità e del
• Mathcad® time-to-market.
Software per calcoli di progettazione Il risultato di quest’acquiszione è InSight Environmental Compliance, l'ex software
• ProductView™ EMARS di Synapsis Technology, una soluzione di primo livello per il monitoraggio e il
Software di collaborazione visiva miglioramento delle prestazioni ambientali di prodotti, parti, materiali e fornitori. Può
• CoCreate® essere integrato con i sistemi esistenti di sviluppo prodotto e della supply chain oppure
Software per modellazione CAD essere utilizzato come sistema indipendente. InSight Environmental Compliance è una
esplicita, PDM e collaborazione soluzione aziendale facile da distribuire, scalabile e collaudata.

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Pagina 52 - Analisi e Calcolo Giugno 2009

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