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Approccio all’applicazione del “Metodo osservazionale”


nella progettazione geotecnica in corso d’opera
Approach to “Observational Method” application in the
geotechnical design during construction
Pietro Todaro
Geologo, libero professionista
geo.todaro@libero.it

Abstract /

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1. INTRODUZIONE
Uno degli aspetti più innovativi delle Norme Tecniche per le Costruzioni del D.M.
14.01.2008, riguarda proprio l’introduzione nella progettazione geotecnica dei Piani di
monitoraggio e del Metodo osservazionale (o metodo di dimensionamento interattivo delle
opere), descritto nel §6.2.4 e direttamente mutuato dall’Eurocodice 7 (XP ENV 1997-1)1.
Non di raro l’esperienza professionale ha evidenziato, soprattutto nella realizzazione di
grandi opere pubbliche, l’impossibilità di prevedere in fase progettuale i modelli geologici,
geotecnici e idrogeologici nel dettaglio esecutivo e cantierabile, e pertanto la difficoltà di
assumere i relativi input di progetto, occorrendo in alcuni casi di ricorrere a un surplus
d’indagini, di controlli e monitoraggi da condurre in corso d’opera per arrivare a una
soluzione progettuale esecutiva e alternativa a quella di base. Una procedura inizialmente
non codificata, condotta in maniera assolutamente spontanea dai progettisti, che si è
andata via via consolidata e razionalizzata nel tempo grazie ai risultati favorevoli attestati
da una maggiore sicurezza progettuale sia nelle verifiche di calcolo sia nelle attività
operative di cantiere e, non per ultimo, in termini di costi-benefici. Il metodo trova
applicazione nella progettazione dei sistemi geotecnici (§ 6) quando, malgrado sia stata
condotta un’adeguata campagna d’indagini geognostiche, prove geotecniche in sito e di
laboratorio, il livello di affidabilità geologica, geotecnica e idrogeologica, emerso
dall’elaborazione dei corrispondenti modelli, mostra ancora rilevanti incertezze tali da non
consentire al team progettista la scelta delle tipologie fondali e il loro dimensionamento
nella sicurezza delle verifiche esecutive. Gli obiettivi del metodo sono pertanto quelli di
ridurre i costi di costruzione, aumentarne la sicurezza e ridurre i rischi connessi con
l’attività di cantiere, assicurando allo stesso tempo funzionalità e adeguatezza dell’opera.
L’introduzione dei Piani di controlli e monitoraggio in corso d’opera (6.2.4 e 6.2.5), per la
verifica dei parametri di progetto stratigrafici, geotecnici, idrogeologici e strutturali nella
fase iniziale dei lavori, consente di sviluppare e prendere in considerazione l’adozione di
differenti soluzioni progettuali alternative, parziali o totali (almeno due), di potere pertanto
apportare sostanziali modifiche al progetto o, addirittura, di variarne radicalmente la scelta
definitiva dei sistemi fondali e degli interventi geotecnici. Con tale metodo che richiede la
progettazione e la gestione di un finalizzato e adeguato sistema di monitoraggio, è
possibile superare, le difficoltà derivanti da situazioni complesse, anche in condizioni di
severe azioni sismiche, attraverso controlli e indagini continue durante la costruzione, ab
origine del progetto base, con l’assunzione eventuale di nuovi dati stratigrafici, fisico-
                                                                                                                       
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  “Nella   misura   in   cui   la   previsione   del   comportamento   delle   opere   geotecniche   è   difficile,   è   a   volte   appropriato   adottare   un  

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meccanici, deformazionali e idrogeologici in sostituzione di quelli assunti in fase


progettuale. I principali sistemi e interventi geotecnici cui fanno riferimento le nuove
norme tecniche per le costruzioni per l’eventuale applicazione del metodo osservazionale
sono : 1) fondazioni superficiali (6.4.2); 2) fondazioni su pali (6.4.3); 3) opere di sostegno
(6.5): 4) fronti di scavo (6.8.5); 5) opere in sotterraneo (6.7); 6) opere di materiali sciolti
(terre armate etc.) – (6.8.5); 7) consolidamento geotecnico di opere esistenti (6.10.4); 8)
miglioramento e rinforzo dei terreni e delle rocce (6.9). In pratica l’adozione ufficiale del
metodo osservazionale può sembrare il ritorno alla contestata “Variante di progetto e
suppletiva”, ma in realtà a invocarla non è la cosiddetta “sorpresa geologica” prevista
dall’art 1664, comma 2 del Codice civile, in quanto la variante non può dipendere in
nessun modo da un errore progettuale o da una carenza delle indagini, ma deve fare
specifico riferimento alla nuova normativa in applicazione del D.LGS.163/2006 “Codice
degli appalti” art.132 (ammissione delle varianti in corso d’opera). Con l’entrata in vigore
del recente D.P.R. 5 ottobre 2010, n. 207 - Regolamento di esecuzione ed attuazione del
decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, la normativa NTC 2008 trova compiuta
attuazione. La nuova norma di affidare le gare per i servizi d’ingegneria e di architettura e
la realizzazione delle opere pubbliche con il criterio dell’offerta più vantaggiosa2, e non più
al maggiore ribasso, dovrebbe comportare allo stesso tempo l’obbligo di innalzare il livello
prestazionale e qualitativo della progettazione esecutiva per evitare il più possibile di
incorrere in errori e interruzioni dei lavori. Come accennato le norme, hanno introdotto tra
le innovazioni prestazionali, in sinergia con l’EC7, l’obbligatorietà di eseguire per la
progettazione geotecnica un programma di controlli e monitoraggi in corso d’opera, fino
all’applicazione del metodo osservazionale nei casi di complessità geologico-geotecnica e
rilevanza delle opere. A tal riguardo la Circolare n.617/09 recita che “Nei casi in cui si
rende necessario il ricorso al metodo osservazionale (NTC08,6.2.4) o per opere e sistemi
geotecnici di particolare complessità, la relazione geotecnica deve comprendere anche
l’illustrazione del Piano di monitoraggio, con l’individuazione della strumentazione di
controllo e la definizione delle procedure di acquisizione, archiviazione ed elaborazione
delle misure. Il Piano di monitoraggio deve includere la descrizione delle possibili soluzioni
progettuali alternative, le relative verifiche e la specificazione delle grandezze

                                                                                                                       
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  Vedi   Allegato   G   dei   Contratti   pubblici   D.Lgs.   163/2006   secondo   cui   il   calcolo   dell’offerta   economicamente   più   vantaggiosa   è  
effettuato   preferibilmente   con   due   metodi:   1)   Metodo   aggregativo   compensatore;   2)   Metodo   ELECTRE   (ELimination   Et   Choix  
Traduisant   la   REalité)   con   le   relative   formule   di   punteggio.   Poi   si   procede   applicando   la   tabella   triangolare   del   metodo   di   confronto  
a  coppie.  

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geometriche, fisiche e meccaniche da tenere sotto controllo. Ciò potrà consentire


l’adozione di una delle soluzioni alternative previste e dei relativi limiti di accettabilità.
In pratica il monitoraggio del complesso opera-terreno e degli interventi connessi consiste
nell’installazione di un’appropriata strumentazione e nella misura delle grandezze fisiche
rilevanti, quali spostamenti, deformazioni, tensioni, forze e pressioni interstiziali, da
eseguire prima, durante e dopo la costruzione del manufatto. Tra gli effetti positivi del
metodo osservazionale bisogna rimarcare che esso consente di evitare la realizzazione di
opere troppo cautelative e sovradimensionate dal lato geotecnico, sottodimensionate dal
lato strutturale, senza rinunciare minimamente al rispetto dei livelli di sicurezza e
dell’ambiente. Dal lato contrattuale, il metodo permette di limitare il fenomeno delle offerte
anomale, che tanti danni ha prodotto all’economia nazionale e alla sicurezza dei cittadini.
 
 
 
 
  Opere  di  superficie     Opere  in  sotterraneo  
1   Abbattimento  della  falda  idrica   7   Gallerie  stradali  

2   Trasferimento  artificiale    falda  idrica  interrotta   8   Gallerie  ferroviarie  


da  sbancamenti  
3   Dighe  e  sbarramenti  in  terra   9   Gallerie  per  trasporto  idrico  

4   Sostegno  dei    fronti    di  grandi  scavi  di   10   Gallerie  urbane  poco  profonde  
sbancamento  
5   Scelta  fondazioni  su  pali  e/o  superficiali  per   11   La  costruzione  di  caverne  per    stoccaggi  
grandi  opere   sotterranei  
6   Stabilità  pendii  naturali   12   Fondazioni  in  ambiente  carsico  

Tab.  1  -­‐  Casi  più  frequenti  di  applicazione  del  Metodo  osservazionale  
 

2.LE TAPPE DEL METODO OSSERVAZIONALE

Uno dei più antichi esempi d’applicazione del metodo osservazionale è quello della costruzione
della torre di Pisa. Subito dopo l’inizio dei lavori nel 1173 i mastri dell’epoca si resero conto, grazie
all’impiego del filo a piombo, uno dei più antichi strumenti di misura e controllo, dell’incipiente
inclinazione della torre e intrapresero delle modifiche in corso d’opera. Allo scopo di recuperare la
verticalità della struttura, aumentarono progressivamente la lunghezza dei pilastri dal lato verso il
quale la torre pendeva. Malgrado, come sappiamo, non siano riusciti pienamente a fermare il

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cedimento della torre, il loro intento innovativo è stato quello di osservare in corso d’opera
l’evoluzione e le caratteristiche del fenomeno e adattare il proseguimento dei lavori alle misurazioni
effettuate, seppur limitate al controllo della verticalità.

Fig. 1 – a) La Torre pendente di Pisa - b)..e noi possiamo risparmiare 700 fiorini non facendo le indagini
geognostiche! (Rodatz, 1994- mod. P. Todaro, 2013)
L’uso del metodo osservazionale durante la costruzione di una struttura geotecnica è stato
proposto per la prima volta da Terzaghi (1959) e in seguito introdotto formalmente da
Peck, in occasione di una sua Rankine Lecture a Londra (1969). Egli evidenziò subito i
notevoli vantaggi sui tempi di realizzazione e sui costi delle costruzioni, senza sacrificare
per questo la sicurezza dei lavori. Il metodo introdotto da Peck si articola secondo i
seguenti punti:
a) Esplorazione preliminare sufficiente a stabilire, almeno in generale, litologia, stratigrafia
e proprietà meccaniche del deposito, ma non necessariamente in maniera dettagliata; b)
Individuazione delle condizioni più probabili e delle più sfavorevoli deviazioni concepibili da
tali condizioni; in questa fase la geologia spesso gioca un ruolo importante; c)
Dimensionamento e progettazione delle opere sulla base di ipotesi di comportamento del
terreno nelle condizioni più probabili; d) Selezione delle grandezze da osservare durante
la costruzione e calcolo di un loro valore atteso sotto le ipotesi assunte (la scelta delle
grandezze idonee allo studio del comportamento del terreno è per Peck di importanza
strategica: egli stesso concorda però sulla possibilità che errate ipotesi iniziali di
comportamento non consentano di apprezzare appieno l’importanza che rivestono alcune
grandezze e quindi di misurarle durante il corso dei lavori); e) Calcolo dei valori delle
stesse grandezze nelle condizioni più sfavorevoli attese sulla base dei dati disponibili del
sottosuolo; f) Individuazione preventiva degli interventi e delle modifiche del progetto
originario per ogni possibile deviazione significativa delle risultanze sperimentali dai valori

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attesi dal calcolo; g) Misura delle grandezze scelte e valutazione tempestiva, attraverso
una loro interpretazione, delle condizioni reali del sito durante i tempi di costruzione (in
corso d’opera); h) Modificazione del progetto per adattarlo alle reali condizioni. Peck
precisava che il grado di accuratezza con cui doveva essere condotta ciascuna fase era
dipendendente dalla natura e complessità dell’opera. Attualmente le misure in corso
d’opera entrano ormai integralmente nelle fasi progettuali della maggior parte dei lavori e
si è in grado di registrare anche a distanza le misure di svariate tipologie di grandezze
geotecniche e strutturali.
Il grafico di Fig.2 illustra schematicamente il principio d’applicazione del metodo
osservazionale nel caso dell’esecuzione di uno scavo (Ikuta, 1994). Per ogni quantità
selezionata (punto d) la differenza tra i valori misurati durante la realizzazione dello scavo
e quelli previsti in progetto deve rimanere entro prefissati livelli di attenzione. Il
superamento di tali livelli (soglie) individua gli interventi previsti al punto f),

Fig. 2 - Schema di applicazione del metodo osservazionale (Ikuta et al., 1994).

che sono classificati col termine di “contromisure” (o adattamenti) se hanno l’effetto di


allontanare l’opera da condizioni valutate pericolose (linea “Condizioni pericolose”), o
invece si possono definire “razionalizzazioni” se permettono soluzioni progettuali meno
onerose, in rapporto ad un comportamento osservato meno gravoso di quello previsto. Per
redigere un piano di monitoraggio geotecnico di un’opera o di un intervento che definisca
le grandezze da rilevare, l’ubicazione dei punti d’installazione della strumentazione e la
frequenza temporale delle misure, in uno con le grandezze rilevanti da mettere a
confronto, derivanti dalle analisi di previsione, sono necessari una serie di passaggi
concettuali e di contributi professionali specialistici, coordinati dal progettista che ha

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messo a punto ed utilizzato il modello di previsione. In applicazione dei principi definiti da


Peck il Piano di monitoraggio dovrebbe comprendere, nei limiti di natura economica e
logistica, il controllo delle principali grandezze da misurare che il modello e in grado di
prevedere, così da consentire nella maniera più completa possibile l’interazione tra le
previsioni e le misure di cantiere. Naturalmente ogni intervento o opera da realizzare
presenta specifiche peculiarità e problematiche che possono essere geologiche,
idrogeologiche, idrauliche, geotecniche, strutturali, ecc., tali da rendere comunque
necessaria una specializzazione delle attività di monitoraggio in rapporto alla complessità
dei terreni e all’importanza delle opere. Il confronto tra le previsioni di progetto e le misure
monitorate durante l’iter costruttivo (soprattutto nella fase iniziale dei lavori) consente di
apportare modifiche costruttive per ridurre od annullare gli effetti di eventi imprevisti. Per i
casi in cui si applica il metodo osservazionale (6.2.4 e 6.2.5) in fase di progetto è già
previsto di far dipendere le fasi della costruzione o d’intervento dal comportamento
d’interazione rilevato e pertanto il legame fra le previsioni e le osservazioni diventa
un’analisi fondamentale per l’assunzione delle decisioni nella realizzazione definitiva
dell’opera. Si riporta di seguito uno schema di flusso operativo (Fig. 3) per la
programmazione di un piano di misure e monitoraggio (6.2 comma 6).

 
Fig. 3 - Schema operativo di un piano di controllo e monitoraggio (http:// Staff.polito.it).

L’impiego del metodo osservazionale coniugato con quello analitico dà luogo alla
cosiddetta analisi a ritroso (back analysis) e all’analisi di previsione (foward analysis),
metodi che aiutano a fornire utili informazioni man mano che si osserva l’evoluzione
interattiva tra le opere in fase di realizzazione e il terreno ospitante. Il Metodo

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osservazionale ha conquistato maggiore importanza con l’acquisizione dei più recenti


metodi di strumentazione geotecnica e strutturale che hanno consentito una maggiore
variabilità e precisione nell’osservazione e misura dello stesso fenomeno evolutivo. Peck
indica anche i limiti del metodo, riferendo che principalmente esso può essere applicato, in
considerazione delle osservazioni sopra riportate, quando è possibile l’attuazione
dell’ultimo punto (h) a condizione che i risultati delle osservazioni siano disponibili,
analizzati e comunicati in tempo reale. Inoltre, il progettista responsabile deve avere
l’autorità d’agire rapidamente in funzione delle nuove conclusioni sperimentali. L’elemento
più importante secondo Peck è la possibilità di identificare tutte le soluzioni progettuali di
modifica possibili e l’elaborazione in anticipo d’un elenco di misure da assumere
prontamente per ciascuna delle soluzioni. Più recentemente Powderham (2002) ha
illustrato come il Metodo osservazionale facilita la possibilità di apportare sostanziali
modifiche progettuali in corso d’opera e costituisce soprattutto un metodo sperimentale per
la gestione ottimale dei rischi. Egli pone l’accento che è importante mantenere un
approccio relativamente semplice della metodologia. In due casi progettuali di gallerie che
presenta, grazie al monitoraggio strumentale effettuato, è stato possibile accelerare
l’avanzamento dei lavori. I controlli in corso d’opera avevano mostrato, infatti, che le
deformazioni sulle pareti di scavo in avanzamento erano ben al di sotto dei limiti accettabili
e ciò ha consentito di aumentare l’ampiezza degli scavi successivi. Un altro esempio che
cita presenta un altro scenario dove l’interesse principale era il controllo dei danni a
strutture limitrofe al cantiere. Tutti gli esempi gli consentono di dimostrare che tali
strumentazioni applicando il Metodo osservazionale sono messi in opera e consentono di
prevedere un programma di modifiche progressive dei lavori nel caso ce ne sia bisogno.
Dal punto di vista operativo e pratico Powderham indica inoltre che i vantaggi del Metodo
osservazionale sono anche i seguenti:
► Una migliore sicurezza durante i lavori di costruzione;
► Una migliore comprensione dell’interazione terreno-strutture;
► Una verifica più sicura degli studi previsionali e della costruzione;
► Un miglioramento nell’uso della strumentazione;
► Una migliore qualità dei risultati delle misure dei casi osservati;
► Una grande motivazione e un buon lavoro d’equipe.
La migliore definizione del Metodo osservazionale è descritta nel documento “The
Observational Method in Ground Engineering: Principles and Applications”, pubblicato da
C.I.R.I.A. (Construction Industry Research and Information Association) nell’aprile 1997: “il

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metodo osservazionale nel campo della geotecnica è un continuo, integrato e guidato


processo di progettazione di controllo in corso d’opera, di monitoraggio e riesame che
consente in anticipo modifiche definitive da apportare durante o dopo la costruzione in

 
maniera appropriata. Tutti questi aspetti sono certi in modo dimostrabile. L’obiettivo è di
raggiungere una maggiore economia dei costi, senza compromettere la sicurezza
dell’opera”.
Fig. 4 – Potenziali benefici del metodo osservazionale (da C.I.R.I.A., 1997)

3.LA PROGETTAZIONE GEOTECNICA E IL MONITORAGGIO DEL COMPLESSO OPERA-


TERRENO
Per progettazione geotecnica s’intende l’insieme delle attività progettuali che riguardano le
costruzioni o le parti di costruzioni che interagiscono con il terreno, gli interventi di miglioramento e
di rinforzo del terreno, le opere in materiali sciolti, i fronti di scavo e lo studio della stabilità del sito
nel quale si colloca la costruzione (§ 6 e C6). L’insieme di queste attività, unitamente alle analisi di
dimensionamento geotecnico delle opere, costituisce l’oggetto della progettazione geotecnica. La
nuova normativa (§ 6.2 – comma 6) prevede la redazione dei “Piani di controllo e
monitoraggio” (Fig. 6) che si basa su un adeguato progetto che giustifica e precisa il tipo, numero
e layout degli strumenti, oltre alle modalità e frequenza delle misure da effettuare.
Fig. 5 – Piano di controllo e monitoraggio per la verifica dell’interazione terreno-struttura.

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Le Norme descrivono sinteticamente la metodologia di monitoraggio delle opere-terreno e


degli interventi lasciando al progettista geotecnico la facoltà di prevedere i sistemi
appropriati di controllo e monitoraggio. Il monitoraggio consiste, come già accennato,
nell’installazione di una strumentazione adeguata e nella misura delle grandezze fisiche
rilevanti (ad es. spostamenti, deformazioni, pressioni, tensioni, forze e pressioni
interstiziali) Gli obiettivi fondamentali del monitoraggio sono:
• verificare la corrispondenza tra le ipotesi, le previsioni progettuali e i
comportamenti osservati in fase costruttiva;
• controllare la funzionalità dei manufatti nel tempo.
In applicazione del Metodo osservazionale il monitoraggio ha lo scopo di verificare la
corrispondenza tra le ipotesi progettuali e i comportamenti osservati e di controllare la
funzionalità dei manufatti nel tempo; ulteriore finalità è individuare la più idonea tra le
soluzioni alternative previste in progetto. Nei casi in cui è prevista l’applicazione del
programma di monitoraggio, esso deve essere definito e illustrato in ogni sua parte nella
Relazione geotecnica. Nel caso di opere di notevole mole e importanza dal punto di vista
della sicurezza o che interessino terreni con caratteristiche meccaniche scadenti, è
opportuno effettuare il controllo del comportamento dell’opera durante e dopo la
costruzione. A tal fine deve essere predisposto un programma di osservazioni e misure di
ampiezza commisurata all’importanza dell’opera e alla complessità della situazione
geotecnica (C6.2.2 comma 6).
Nell’Eurocodice 7 e nelle NTC si riconosce la possibilità di ricorrere al metodo
osservazionale in tutti i casi in cui emergano indeterminazioni ed incertezze sulla

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caratterizzazione geologica del sito e/o geotecnica del volume significativo del terreno. In
particolare, le NTC prevedono che se a causa della complessità geologica e geotecnica e
dell’importanza ed impegno dell’opera, dopo che sono state condotte estese ed
approfondite indagini geologiche e geotecniche, permangono documentate ragioni di
incertezza, risolvibili solo in fase costruttiva, la progettazione può essere basata sul
metodo osservazionale (6.2.4). Le NTC descrivono l’operatività del metodo stabilendo di
applicare il seguente procedimento che deriva direttamente dalla traduzione dall’inglese
delle EC7 “Progettazione geotecnica”:
1) Devono essere definite alcune grandezze rappresentative del comportamento del
complesso opera-terreno e fissati i limiti di accettabilità di tali grandezze;
2) Si deve dimostrare che la soluzione prescelta è accettabile in relazione ai limiti
stabiliti;
3) Devono essere previste soluzioni alternative, congruenti con il progetto, e devono
essere stabiliti i relativi oneri economici;
4) Deve essere predisposto un idoneo sistema di monitoraggio in corso d’opera con i
relativi “Piani di controllo e monitoraggio” (6.2 comma 6), in maniera da consentire
la tempestiva adozione di una delle soluzioni alternative previste, nel caso in cui i
limiti di accettabilità prima definiti siano raggiunti.
La Circolare 2.02.2009 n.617 – Istruzioni per l’applicazione delle “Norme tecniche per le
costruzioni” di cui al Decreto Ministeriale 14.01.2008 (G.U. n.47 del 26.02.2009 –
Supplemento Ordinanza n.27), per quanto riguarda il Metodo osservazionale, è molto
avara di dettagli limitandosi a riportare nel § C.6.2.2 – comma 7 quanto segue: “nel caso di
opere di notevole mole e importanza dal punto di vista della sicurezza o che interessano
terreni con caratteristiche scadenti è opportuno effettuare il controllo del comportamento
dell’opera durante e dopo la costruzione. A tal fine, deve essere predisposto un
programma di osservazioni e misure di ampiezza commisurata all’importanza dell’opera e
alla complessità della situazione geotecnica. E ancora, aggiunge nel successivo §
C.6.2.2.5 : “nei casi in cui sia necessario il ricorso al metodo osservazionale di cui al §
6.2.4 delle NTC, o per opere e sistemi geotecnici di particolare complessità, la Relazione
geotecnica deve comprendere anche l’illustrazione del Piano di controllo e monitoraggio
(6.2 comma 6) che costituisce una fase della progettazione geotecnica (6.2–Articolazione
del progetto). Esso deve riportare l’individuazione della strumentazione di controllo e la
definizione delle procedure di acquisizione, archiviazione ed elaborazione delle misure.

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Nel caso d’impiego del Metodo osservazionale, inoltre, la relazione geotecnica deve
comprendere la descrizione delle possibili soluzioni alternative, con le relative verifiche e
la specificazione delle grandezze geometriche, fisiche e meccaniche da tenere sotto
controllo per l’adozione di una delle soluzioni alternative previste e dei relativi limiti di
accettabilità. Il Metodo osservazionale consente inoltre di verificare attraverso il
monitoraggio del comportamento effettivo “struttura – terreno” se le ipotesi di progetto
siano state troppo restrittive e pessimistiche o se al contrario siano state troppo
ottimistiche (Nicholson et al., 1999). Il carattere prestazionale delle NTC, in rapporto alla
varietà e complessità delle situazioni d’interazione terreno-strutture che si possono
presentare, soprattutto per i lavori in sotterraneo (alea idrogeologica e geotecnica),
consente al team dei progettisti di richiedere, a vantaggio della sicurezza della
progettazione esecutiva, un’ulteriore conferma a ritroso della caratterizzazione dei modelli
assunti attraverso il riesame e l’analisi dei risultati della strumentazione del terreno, dei
sistemi geotecnici e delle opere nelle varie fasi di cantiere (Fig.6). Questo consentirà
altresì allo strutturista di valutare il livello di affidabilità del modello di calcolo assunto con i
limiti di soglia per l’ammissibilità degli spostamenti e delle resistenze. A questo riguardo le
Norme richiedono da parte dei progettisti un giudizio motivato sull’affidabilità e accettabilità
dei risultati per le analisi strutturali e le relative verifiche condotte con i codici di calcolo
automatico (§10.2).
Fig. 6 - Diagramma di flusso per il controllo e monitoraggio delle indagini geologiche e geotecniche
nelle varie fasi di progetto e ad opera ultimata (P. Todaro, 2008)

 
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4.OBIETTIVI DEL MONITORAGGIO GEOTECNICO


Lo scopo del monitoraggio è quello della misura sistematica di tutte le grandezze fisiche
che consentono di verificare il comportamento del complesso opera-terreno nelle varie fasi
della costruzione e, talora, anche dopo la consegna. Le variabili geotecniche di maggiore
interesse e i principali strumenti di misura da utilizzare, sono riportati nella Tabella 2.
Tabella 2 – Grandezze suscettibili di misura e relativi strumenti di misura.
Grandezze variabili Strumenti di misura
Livello delle falde idriche e pressioni Piezometri, celle piezometriche
interstiziali
Cedimenti (abbassamenti e innalzamenti del Assestimetri, estensimetri
terreno), spostamenti verticali
Deviazioni dalla verticale, spostamenti Inclinometri, clinometri, pendoli
orizzontali
Deformazioni orizzontali del terreno Livellometri, estensimetri orizzontali
Tensioni totali Celle di pressione (di carico, dinamiche)
Temperature Termometri
Accelerazioni Accelerometri
Suzione Tensiometri

5.IL METODO OSSERVAZIONALE, CONTROLLI E MONITORAGGI (NTC 2008)


Quando non è richiesto applicare il metodo osservazionale (6.2.4) pur tuttavia per opere e
sistemi geotecnici complessi (quando ad es. la progettazione è accompagnata da molte
incertezze sulle condizioni geologiche, idrogeologiche e geotecniche ed un monitoraggio è
indispensabile per la determinazione dei parametri di deformabilità e resistenza, nonché di
permeabilità delle formazioni geologiche interessate allo scavo), la relazione geotecnica
deve comprendere anche l’illustrazione del piano di controllo e monitoraggio, con
l’individuazione della strumentazione di controllo e la definizione delle procedure di
acquisizione, archiviazione ed elaborazione delle misure. Nel caso d’impiego del Metodo
osservazionale la relazione geotecnica deve comprendere anche la descrizione delle
possibili soluzioni alternative. Il controllo e monitoraggio dell’interazione opera-terreno e
degli eventuali interventi si articola nell’installazione di una adeguata e finalizzata
strumentazione di controllo, nella misura di grandezze fisiche significative- quali
spostamenti, deformazioni, tensioni pressioni interstiziali, prima durante e/o dopo la

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costruzione del manufatto. Il monitoraggio ha lo scopo di verificare la corrispondenza tra le


ipotesi progettuali e i risultati delle misurazioni e osservazioni, e di controllare la
funzionalità dei manufatti nel tempo. Soltanto nel caso in cui la progettazione prevedeva
l’adozione del metodo osservazionale allora i controlli effettuati hanno lo scopo non solo di
confermare la validità di quanto progettato e fino ad allora realizzato, ma anche di
modificare la soluzione progettuale tra le altre previste inizialmente. Il programma di
monitoraggio deve essere definito ed illustrato nella relazione geotecnica (6.2.5 – comma
3). Il diagramma di flusso di fig. 3 mostra le varie fasi delle indagini geologiche e
geotecniche connessi ai livelli progettuali che si integrano e conducono alla verifica del
modello di calcolo finale. Nei casi in cui restano delle incertezze residue sul
comportamento ad opera finita il controllo può essere esteso a vantaggio della sicurezza
fin dopo l’opera ultimata.
5.1Pendii naturali e artificiali, frane
Controlli e monitoraggi (6.3.6)
Il monitoraggio di un pendio o di una frana coinvolge le diverse fasi progettuali dallo studio
geologico e geotecnico al progetto esecutivo, alla realizzazione e gestione delle opere di
stabilizzazione e al controllo della loro funzionalità. Il monitoraggio deve essere orientato
principalmente alla misura degli spostamenti di punti significativi del pendio, in superficie
e/o in profondità, al controllo di eventuali manufatti presenti e alla misura delle pressioni
neutre, da effettuare con periodicità e durata tali da consentire di definire le variazioni
periodiche e stagionali. Il controllo dell’efficacia degli interventi di stabilizzazione deve
comprendere la definizione delle soglie d’attenzione e di allarme e dei provvedimenti da
assumere in caso del relativo superamento.
5.2 Tiranti di ancoraggio (6.6.1)
Nel caso di ancoraggi attivi impiegati per una funzione permanente, devono essere
adottati tutti gli accorgimenti costruttivi necessari a garantire la durabilità e l’efficienza del
sistema di testate dei tiranti, soprattutto per quelli a trefoli. Deve inoltre essere predisposto
un Piano di monitoraggio per verificare il comportamento dell’ancoraggio nel tempo. Esso
è da recepire ove necessario in relazione alla rilevanza dell’opera, nel piano di
manutenzione. Nel progetto deve prevedersi la possibilità di successivi interventi di
regolazione e/o sostituzione. Se questi requisiti non possono essere soddisfatti, dovranno
essere previsti ancoraggi passivi.

5.2Opere in sotterraneo

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Controllo e monitoraggio (6.7.6)


Il monitoraggio deve permettere di verificare la validità delle previsioni progettuali e deve
essere predisposto in maniera da consentire la valutazione del comportamento del terreno
e delle strutture per ogni fase di scavo e costruzione, oltre che ad opera ultimata. Il
monitoraggio deve inoltre permettere il controllo di quelle grandezze, rappresentative del
comportamento del complesso manufatto-terreno, specificamente individuate nel
programma di applicazione dei controlli del metodo osservazionale. Il programma dei
controlli previsti in progetto (C6.7.6) indicherà anche la strumentazione da impiegare ,
nonché l’ubicazione degli strumenti e la sequenza delle misure.
5.3 Materiali sciolti e fronti di scavo
Controlli e monitoraggio (6.8.5)
Compito del monitoraggio è quello di accertare che i valori delle grandezze misurate (ad
es. spostamenti e pressioni neutre) siano compatibili con i requisiti di sicurezza e
funzionalità del manufatto e di quelli contigui. Inoltre è importante che durante la
costruzione siano eseguite prove di controllo del grado di addensamento, dell’umidità e
della deformabilità degli strati di terreno posti in opera. Il tipo e il numero dei controlli
devono essere convenientemente fissati in relazione all’importanza dell’opera e alle
caratteristiche geotecniche dell’area, in modo da assicurare un congruo numero di misure
significative. Per opere di modesta importanza che non comportano pericoli per le persone
o apprezzabili danni alle cose, il monitoraggio può essere ridotto a documentate ispezione
visive.
5.4 Opere di miglioramento e rinforzo dei terreni e delle rocce
Monitoraggio (6.9.2)
Il monitoraggio ha lo scopo di valutare l’efficacia degli interventi e di verificare la
rispondenza dei risultati ottenuti a fronte delle ipotesi progettuali. Ha inoltre lo scopo di
controllare il comportamento nel tempo del complesso opera-terreno trattato. Il
monitoraggio deve essere previsto nei casi in cui gli interventi di miglioramento e di
rinforzo possono condizionare la sicurezza e la funzionalità dell’opera in progetto e di
opere circostanti in tutte le fasi realizzative.
5.5 Consolidamento geotecnico di opere esistenti
Controlli e monitoraggio (6.10.4)
Il controllo dell’efficacia del consolidamento geotecnico è obbligatorio quando agli
interventi consegue una ridistribuzione delle sollecitazioni al contatto terreno-manufatto. I
controlli assumono diversa ampiezza e si eseguono con strumentazioni e modalità diverse

  15  
 
 

in relazione all’importanza dell’opera, al tipo di difetto del manufatto e ai possibili danni per
le persone e le cose. Il monitoraggio degli interventi di consolidamento deve essere
previsto in progetto e descritto in dettaglio, indicando le grandezze da misurare, gli
strumenti impiegati e la cadenza temporale delle misure, nel caso di ricorso al metodo
osservazionale. Gli esiti delle misure e dei controlli possono costituire elemento di collaudo
dei singoli interventi.
5.6 Discariche controllate di rifiuti
Monitoraggio (6.11.1.5)
Il monitoraggio geotecnico del complesso discarica-terreno deve in generale comprendere
la misura di grandezze significative, quali ad esempio, assestamenti, pressioni neutre,
caratteristiche del percolato e di eventuale biogas.
5.7 Depositi di inerti
Monitoraggio (6.11.2.2)
Il monitoraggio geotecnico del complesso deposito-terreno consiste nell’installazione di
appropriata strumentazione e nella misura di grandezze significative(ad es. spostamenti e
pressioni neutre). Deve essere altresì effettuato un controllo delle acque di ruscellamento
superficiale al fine di limitare la penetrazione di queste nel corpo del deposito. L’entità
degli accertamenti e degli studi da svolgere va commisurata all’esigenza di sicurezza,
all’importanza della discarica, alla morfologia della zona e alla presenza nel sottosuolo di
terreni di bassa resistenza e alle possibili influenze sulla circolazione idrica, superficiale e
sotterranea, e sulla quantità delle acque. In merito ai provvedimenti necessari per la
stabilità nel tempo, si richiama la necessità di far ricorso ad un’idonea strumentazione di
controllo laddove si presentino casi particolarmente importanti per altezze, volumi ed
ubicazioni del territorio. In merito ai provvedimenti necessari per la stabilità nel tempo, si
richiama la necessità di far ricorso ad un’idonea strumentazione di controllo laddove si
presentino casi particolarmente importanti per altezze, volumi ed ubicazioni del territorio.
Per opere di modesta importanza, che non comportano pericoli per la vita umana o
apprezzabili danni alle cose, il monitoraggio può essere ridotto a documentate ispezioni
visive.

  16  
 
 

6. EUROCODICE 7, IL METODO OSSERVAZIONALE, CONTROLLI E MONITORAGGIO3


(sintesi)

La norma EN 1997-1,Eurocodice 7: Progettazione Geotecnica, è il documento che


riguarda gli aspetti geotecnici della progettazione delle strutture. Tale norma applica i
principi della norma EN 1990,Eurocodice:Criteri Generali della Progettazione Strutturale,
fissando le regole per la determinazione delle azioni geotecniche e per la verifica di
ammissibilità delle resistenze geotecniche. L’Eurocodice 7 (EC 7-1, 2004) è raccomandato
per tutti i casi in cui si prevedono difficoltà per la caratterizzazione del comportamento
geotecnico interattivo dell’opera. La normativa europea suggerisce inoltre la seguente
procedura di messa in opera di questa metodologia:
1) siano definiti i limiti del comportamento accettabile e la definizione di un dominio di
probabili comportamenti; 2) sia predisposto un piano di monitoraggio per seguire il
comportamento con un’adeguata frequenza delle misure, con un tempo di risposta degli
strumenti di misura rapido e che consente di mettere in opera efficacemente le soluzioni a
rettificare il progetto; 3) un piano di sicurezza deve essere previsto per essere
prontamente messo in opera nel caso il monitoraggio riveli un comportamento che sborda
i limiti accettabili dei cedimenti.
7. ASPETTI CONTRATTUALI DEL METODO OSSERVAZIONALE4
Il metodo osservazionale si applica ai progetti in cui è riconosciuta l’imprevedibilità e
l’aleatorietà delle problematiche trattate e, in particolare, quando sono prevalenti gli aspetti
geologici, idrogeologici e geotecnici progettuali, tenuto conto delle numerose incertezze
che possono condizionare la modellazione univoca dei terreni e delle rocce. Il metodo
consente, grazie alla sua semplicità, di potere riesaminare la progettazione durante i lavori
e gestire efficacemente il rischio geotecnico. Come già illustrato, nella pratica la sua
applicazione si deve confrontare con le difficoltà di interloquire tra le parti attrici (partner
del progetto) poiché è necessaria una forte interazione e condivisione tra il Committente, il
“Responsabile del progetto” (project manager) e l’Appaltatore (General contractor). Nel
“metodo classico”, quando si affrontano i progetti geotecnici, la gestione delle incertezze è
spesso limitata a rimandare le problematiche emerse in corso d’opera, piuttosto che
                                                                                                                       
3
  Geotechnical design - Part 1: General rules. UNI - Ente Nazionale Italiano di Unificazione - Progettazione
geotecnica Parte 1 : Regole generali. UNI ENV 1997-1.
 
4
 Spunti da D. Allagnat, 2005) – La methode observationnelle pour le dimensionnement interractif des
ouvrages, Presse de l’école nationale des Ponts et chaussée, Paris.
 

  17  
 
 

operare realmente in anticipo per risolverle o ridurle. In questo modo si ha per effetto la
limitazione della collaborazione tra i vari “attori” esecutivi del progetto e con l'aggiunta di
dissociare le diverse fasi progettuali: fase della progettazione, fase di aggiudicazione
dell'appalto ed esecuzione. Di seguito si riassumono le differenze tra il metodo classico e il
metodo osservazionale e s’indicano le difficoltà pratiche di applicazione di quest’ultimo. La
fase progettuale nel metodo classico richiede la scelta dei parametri di calcolo "cautelativi"
ma "vicini alla realtà". L’uso di valori cautelativi porta inevitabilmente ad assunzioni di
responsabilità da parte del progettista e può condurre a contestazioni con il Committente
che possono richiedere altre analisi e/o sondaggi integrativi, spesso onerosi sia per
importo sia per i tempi. La fase progettuale, una volta che tali valori sono assunti, è
semplificata e offre il vantaggio di un unico dimensionamento che, in linea di principio,
conduce a un costo fisso. L'unicità del dimensionamento e della previsione (teorica) dei
costi sono le caratteristiche principali della modalità classica, che vedono concordi sia il
Committente che il Project manager, dal momento che anticipano, inquadrano e
semplificano le scelte successive. Purtroppo, le incertezze scarsamente valutate in fase
progettuale, possono portare a rilevanti difficoltà in corso d’opera e sono spesso la causa
di un aumento dei costi e della mancanza di rispettare le scadenze contrattuali
(contestazioni, contenziosi, perizie giudiziarie, etc). La fase progettuale del Metodo
osservazione non utilizza più valori “cautelativi”, ma un “campo di valori probabili” a volte
di ampia forbice. Pertanto la responsabilità di chi fornisce i dati (ingegnere geotecnico,
geologo) sono quindi meno impegnativi e decisivi, ma il loro impegno operativo si rivela
necessario per tutta la durata del progetto. La scelta e il dimensionamento dei sistemi
geotecnici non saranno più unici, si prospettano al minimo due soluzioni, e la scelta è
determinata dalla tipologia ed entità dei parametri fisico-meccanici registrati nel corso
iniziale dei lavori. Tali condizioni possono comportare decisioni multiple innescate da
soglie prestabilite in conformità a valori misurati. Il costo può variare notevolmente
secondo il tipo di scelta progettuale cantierizzata. L'aggiornamento del dimensionamento
strutturale o della progettazione in corso d’opera, comporta la predisposizione di un
monitoraggio sistematico con adeguata strumentazione di misura e professionisti
specializzati che sono spesso ritenuti a torto da molti operatori come appartenenti al
"mondo della ricerca" piuttosto che a quello della "costruzione". Alla fine ci saranno delle
nuove interazioni e zone d’influenza geotecnica e spesso idrogeologica, da gestire a cui
deve far seguito una capacità di reazione rapidità di analisi della “filiera” misure-
interpretazione-ridimensionamento.

  18  
 
 

7.1 Il “Metodo classico” e il “Metodo osservazionale”


L’approccio classico definisce nella progettazione dei compiti distinti e cronologici cui si
collegano precise responsabilità. Una sequenza di fasi che si può così semplificare: un
primo soggetto, il geologo-geotecnico, definisce i parametri di input, lo Studio di
progettazione architettonico-strutturale redige il progetto e un terzo soggetto (l’Impresa)
l’esegue. Una procedura consolidata e condivisa nelle gare d’appalto. Con la redazione
del capitolato d’appalto per l’aggiudicazione delle offerte la definizione dei contenuti
contrattuali del bando di gara non lascia margini a incertezze o all'interpretazione,
assicurando la scelta di mercato più conveniente. Questa impostazione classica e
prestazionale è il punto di forza dei bandi di gara, va osservato, tuttavia, che la
"perfezione" di un capitolato d’appalto è difficile da raggiungere, o addirittura illusoria. È
anche poco realistico pensare che la soluzione progettuale sia unica o che il partecipante,
a monte del bando di gara, è stato in grado di valutare con sicurezza la migliore offerta
possibile. Questa è la causa del ricorso continuo alle “perizie in variante di progetto” la cui
aggiudicazione è più incerta e dispendiosa. In queste condizioni un'offerta in variante
ricorrendo al Metodo osservazionale diventa più praticabile e realistica anche se può
sembrare più complessa a causa delle attività di cantiere che non possono essere
completamente definite prima. Il metodo si basa sulla presentazione di più soluzioni
possibili e l’intervento delle parti interessate non è diretto, ma piuttosto interdipendente.
Questa complessità e interdipendenza nel progetto si basa su una differente
organizzazione contrattuale più vicina a una progettazione-costruzione che a una semplice
progettazione. Quando è prevista nella gara d’appalto che il progetto si realizzerà in
applicazione del Metodo osservazionale, questo comporta che la sua consistenza finale
non è nota in via definitiva e che l’opera effettivamente da realizzare dipenderà dallo
svolgimento dei lavori in cantiere, gravati dalle incertezze iniziali. La trattazione di questo
elemento d’indeterminazione nel contratto richiede che la ripartizione dei rischi tra
Committente e contraente generale sia definita in maniera chiara ed equa che essa debba
essere apprezzata in maniera obiettiva e omogenea da tutte le parti interessate, fino
all’Autorità di vigilanza dei contratti pubblici. Può accadere che, una divergenza di stima
sui costi dia al contratto i caratteri di una speculazione, con il rischio di alterare le
condizioni contrattuali secondo le circostanze ritenute più vantaggiose per l’uno o per
l’altra parte. La scelta di un'offerta, le cui condizioni di esecuzione sono incerte, pone un
problema decisionale non chiaramente ancora ben descritto dal Codice dei contratti
pubblici (DLgs.12 aprile 2006 n.163 aggiornato dal DLgs. 14 giugno 2014 n. 90), basato

  19  
 
 

sulla scelta dell’offerta “economicamente più vantaggiosa”, che necessita per la corretta
applicazione del Metodo osservazionale procedure e metodi di aggiudicazione, chiare,
ben esplicitate e gerarchizzate per priorità nel disciplinare di gara dell’appalto.
L’introduzione nelle NTC del Modello geologico (6.2.1) e del modello geotecnico (6.2.2)
costituisce certamente per le parti interessate al bando una garanzia contrattuale di
assunzione di responsabilità meglio definita rispetto alle precedenti norme, per quello che
si accetta e che sarà riscontrato durante i lavori. Il suo inserimento tra gli elaborati
contrattuali non è una garanzia che le condizioni del sottosuolo saranno esattamente
quelle previste, ma consente tuttavia di avere un definito confronto con le reali condizioni
geologiche e geotecniche emerse in corso d’opera evidenziando, allo stesso modo, il
livello di scostamento dalle previsioni, fino a escludere o meno le condizioni di “sorpresa
geologica”. A maggior conforto di ciò l’altra novità delle norme sull’introduzione del
concetto di affidabilità geologica (C6.2.1-comma 7) dei risultati delle indagini e degli studi
effettuati e, quindi, del livello di attendibilità del Modello geologico, consente di potere
meglio valutare il grado di sicurezza raggiunto nelle varie fasi della costruzione e lo stesso
significato di “scostamento” dalle risultanze progettuali. In fase di esecuzione del contratto,
la condivisione dei rischi tra i committente dell’opera (Proprietà) e il contraente generale
(Impresa) può trovare una equa ripartizione dei costi, tra i due attori, legata al rischio
geologico. Alla luce di quanto esaminato la metodologia osservazionale ci sembra in grado
di rendere più sicuri i tempi di consegna dei lavori e i costi finali delle grandi opere
d’ingegneria civile, ma soprattutto di quelle che trovano la loro completa realizzazione in
sotterraneo.

8. CASI DI STUDIO DI DISPOSITIVI DI MONITORAGGIO

Un caso comune che può essere oggetto dell’applicazione del Metodo osservazionale, è quello di
Fig. 7 che riproduce due esempi di ripristino e restituzione “a gravità” del regolare deflusso di una
falda idrica libera intercettata e interrotta dagli scavi di sbancamento : A) Una trincea di una
autostrada, a mezzacosta su una collina; B) Uno sbancamento generale per la realizzazione di un
grande parcheggio. In entrambi i casi è stato sbarrato il deflusso della falda idrica in ambiente
urbano. In considerazione delle forti eterogeneità idrogeologiche e di tutti i vari parametri in gioco il
corretto dimensionamento dell’opera avrebbe certamente comportato notevoli incertezze. In
questo caso con lo studio idrogeologico si è previsto l’impianto di una serie di piezometri per il
controllo sistematico della falda al contorno dell’opera, posti a distanza L= 2D (D = larghezza
dell’opera) a monte, e L> 1D a valle, e misure di portata idraulica nelle tubazioni di trasferimento
dei volumi d’acqua captati a monte (fonte : D. Allagnat).

  20  
 
 

Fig. 7 – Esempio di ripristino a gravità del flusso idraulico di una falda idrica libera (Allagnat,2005,
mod. P.Todaro, 2014)

Fig. 8 – Stabilizzazione di una frana con riporti di terre al piede (Fonte : L.Simeoni, 2012-mod. P.Todaro,
2014))

  21  
 
 

L’applicazione del metodo osservazionale riguarda anche la progettazione di interventi di


stabilizzazione di pendii in frana che comportano rischio per opere civili. Nel caso in
esempio si è fatto ricorso alla classica soluzione di appesantire il piede di un vasto fronte
di frana mediante riporti di terre, con l’obiettivo di ridurre i volumi di materiale da apportare
con l’abbattimento dei costi in condizioni finali di sicurezza. Si è proceduto al monitoraggio
sistematico della velocità di spostamento sulla superficie di scorrimento, impiantando una
serie d’inclinometri (oltre al controllo dei livelli piezometrici) al fine di determinare
sperimentalmente per quale valore del fattore di sicurezza Fs gli spostamenti si
annullavano. Le modifiche progettuali ipotizzate da scegliere applicando la metodologia
osservazionale sono illustrate in Fig.8.

Fig.9- Monitoraggio per la stabilizzazione di un pendio artificiale in frana

La fig.9 si riferisce all’applicazione del metodo osservazionale al caso di una vasta


scarpata artificiale posta a valle di una sede autostradale, franata durante i lavori di
terrazzamento. Il modello geologico di base era costituito da calcari interstratificati a livelli
di marne dell’Hauteriviano, sedi della superficie di rottura e scorrimento del movimento
franoso su un fronte di circa 400m. A seguito di tale dissesto si è strumentato il pendio con
inclinometri e piezometri sottoposti ad un sistematico monitoraggio dal 1997 al 2003 che
ha portato alla proposta dell’intervento di consolidamento tra più ipotesi progettuali
preliminari, quali drenaggi, terrazzamenti e rinforzi con tiranti. Con l’applicazione del
metodo osservazionale le misure di controllo in continuo durante i lavori hanno consentito
la scelta della soluzione definitiva sulla base del controllo degli spostamenti ammissibili
misurati (inclinometri) e dei livelli idrici. Drenaggi preliminari nella parte di monte e
interventi di consolidamento e rinforzo con tiranti di ancoraggio di lunghezza ridotta e
sostituzioni del rimaneggiato con materiale attritivo (Fonte : D.Allagnat).

  22  
 
    2003   2004   2005  
 
Drenaggi  preliminari                          
 
 
 
                       
I^  fase  dei  
consolidamenti  
 
                         
Intervallo  temporale  delle    
misure  
                       
 
2^  fase  dei    
consolidamenti  
Tab. 3 – Programmazione delle attività con monitoraggio interattivo continuo durante le
fasi di realizzazione del consolidamento e di adattamento ai lavori.

  2005   2006   2007  


Inclinometri   4  misure   2  misure   2  misure  
 
piezometri   Automatiche  in  continuo   Automatiche  in  continuo   Automatiche  in  continuo  
 
Tensori  d’ancoraggio:   6  misure   4  misure   2  misure  
cunei  dinamometrici  
topografia  :  controllo   4  misure   2  misure   2  misure  
caposaldi  
Controllo  della  portata   4  misure   2  misure   2  misure  
dei  drenaggi  
 
Tab. 4 – Piano del monitoraggio di sorveglianza a fine lavori.

Fig. 10 – Esempio di monitoraggio di una scarpata

  23  
 
 

Fig. 11 – Schema di monitoraggio di un rilevato su suolo compressibile

  24  
 
 

Fig. 12– Monitoraggio di una paratia di pali accostati (Allagnat, 2005- mod. P.Todaro, 2014).

Fig. 13- Schema di monitoraggio multiplo di pendii instabili (Grecchi,2005- mod. Todaro,2011)

Fig. 14 – Monitoraggio multiplo di sistemi geotecnici sotterranei sottostanti a edifici


(Grecchi, 2005- mod. Todaro,2011)

  25  
 
 

Fig. 15 – Monitoraggio di scavi e diaframmi (Handbuch Geotechnik, 2002)

Fig. 16 – Applicazioni di misure di convergenza con distometri:


a) Gallerie; b) Fronti edifici; c) Diaframmi

  26  
 
 

Fig.17 – Monitoraggio di una faglia attiva in area urbanizzata : schema di strumentazione


sismica e strutturale, con eventuale soglia di criticità e allerta.

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