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12/03/2018

LA PERCEZIONE VISIVA (1) 1 - ASPETTI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI


La comunicazione avviene tramite LA PERCEZIONE cioè la capacità di conoscere il mondo
1 - ASPETTI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI attraverso i sensi e di mantenere con esso dei contatti

1.1 - L’esperienza/memoria L’ASPETTO FISIOLOGICO cioè essenzialmente l’occhio,


QUANDO
1.2 - Il contesto che e’ un sistema percettivo imperfetto
GUARDIAMO UN
1.3 - I modelli OGGETTO
1.4 - Le leggi della configurazione L’ASPETTO PSICOLOGICO cioè la mente, che da’ senso
ENTRANO IN
alle immagini. Sono state
GIOCO:
1.4.1 - della vicinanza 1.4.2 - della simmetria 1.4.3 - dell’uguaglianza elaborate due teorie tra loro complementari
della forma chiusa 1.4.5 - della curva buona 1.4.6 - della continuità
della forma 1.4.7 - principio della pregnanza
2 - ARTICOLAZIONE FIGURA SFONDO LA TEORIA COGNITIVISTA LA TEORIA DELLA GESTALT
1) ogni individuo conferisce significato a ciò che vede 1) l’immagine è percepita dalla mente come un
2.1 - Grandezza relativa
facendo ricorso alla memoria visiva, determinata insieme organizzato di segni che risulta
2.2 – Forma chiusa e rapporti tipologici dalla cultura visiva e dalle esperienze percettive comprensibile solo se letto nella sua globalità, e non
2.3 – Tipo di margine 2) ciò è possibile perché la mente fa ricorso a una come un insieme di elementi isolati e compiuti in se
2.4 – orientamento serie di modelli mentali, sintesi semplificata degli stessi (l’insieme è diverso dalla somma delle sue
elementi costitutivi delle forme, che confronta con la parti);
2.5 – Semplicità realtà 2) la mente possiede un sistema innato di
2.6 – Simmetria 3) e al contesto in cui si trova l’immagine che archiviazione che dipende da una serie di leggi di
2.7 – Posizione contiene un surplus di informazioni utili organizzazione percettiva che agiscono nello stesso
all’osservatore per verificare le ipotesi fatte dalla modo in tutti gli individui, indipendentemente dalla
3 - PERCEZIONE DELLA PROFONDITA’ mente per associazione loro cultura personale e dalle loro esperienze
precedenti
4 - PERCEZIONE DEL MOVIMENTO DA IMPORTANZA ALL’ESPERIENZA
VISSUTA (ALLA MEMORIA) e AL CONTESTO DA IMPORTANZA AI SISTEMI DI
6 - REALTA’ ED ILLUSIONE ARCHIVIAZIONE INNATI

1.1 - Il ruolo dell’esperienza-memoria memoria 1.2 - Il ruolo del contesto


Chi ha sempre vissuto sulle Alpi ha fatto esperienza delle «montagne» e nella sua mente si sono Un cerchio giallo può essere interpretato dalla mente in diversi modi: il sole, la luna, un segnale
depositate una serie di immagini (e altre sensazioni come freddo, altezza, vertigine…). luminoso, una palla ecc. La mente potrebbe essere in difficoltà nell’attribuire l’uno o l’altro
Se andasse sulle Ande riconoscerebbe immediatamente quello che vede come «montagne» significato. Fondamentale diventa quindi il contesto nel quale è inserito il cerchio giallo
perché la sua mente ha confrontato le nuove immagini con quelle già possedute nella sua
memoria visiva.
Potrà anche riconoscere il disegno delle montagne semplicemente osservando le nuvole del
cielo. E questa è un’esperienza che consigliamo di far fare a tutti i bambini.
Cezanne aveva capito questo e dopo avere osservato per anni la montagna Sainct Victor arriva
ad una sintesi duratura della forma che è universale.

Paul Klee, Incendio sotto la luna piena; Ad Parnassum, 1932

1887 1904

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1.3 - Il ruolo dei modelli Lavorare con la decontestualizzazione


Questa sintesi funziona come un modello, caratterizzato dalla massima semplificazione delle Pensiamo quindi alle grandi opportunità didattiche offerte da laboratori giocati sul metodo del
forme e degli elementi costitutivi, al quale la mente ricorre per non impazzire dovendo archiviare cambio di contesto
miliardi di miliardi di immagini

1904
PITTOGRAMMI OLIMPIADI DI LOS ANGELES 1984 E DI RIO 2016; STANDARD INTERNAZIONALE

1.4. - Le leggi della configurazione (o di organizzazione percettiva) IL PRINCIPIO FONDAMENTALE: LA SEMPLICITA


L’immagine è percepita come un insieme organizzato di segni che Come se ordine, regolarità e simmetria fossero funzionali alla nostra mente per comprendere
risulta comprensibile solo se letto nella sua globalità e non come meglio il caotico mondo esterno. L’ambiguità, se è lieve, tende ad essere semplificata, eliminata
una serie di elementi isolati e a sé stanti o amplificata
Il totale è più della somma delle parti
D’altra parte sembra esistere un qualche principio di ordine nel mondo: la simmetria degli
esseri viventi, il ritmo delle stagioni. Probabilmente entra in gioco anche una esigenza di
autodifesa della mente, per agire velocemente e non «impazzire» nel tentativo di decifrare le
ambiguità di quello che vede.

LE LEGGI - Secondo i teorici della Gestalt il nostro sistema percettivo riunisce i vari elementi di
un’immagine in gruppi unitari per individuarne meglio la configurazione e comprenderla

1 - LEGGE DELLA VICINANZA Si parla anche di


“struttura del
2 - LEGGE DELLA SIMMETRIA campo” regolato da
norme, gerarchie e
3 – LEGGE DELL’UGUAGLIANZA (O DELLA SOMIGLIANZA )
connessioni per
4 – LEGGE DELLA FORMA CHIUSA ordinare i frammenti
in un assetto
5 – LEGGE DELLA CURVA BUONA (O DEL DESTINO COMUNE) complessivo

6 – LEGGE DELLA CONTINUITA’ DELLA FORMA


Conoscere le leggi di organizzazione percettiva (o della configurazione) è utile
sia per COMPRENDERE i messaggi visivi , sia per PRODURRE immagine in
7 - PRINCIPIO DELLA PREGNANZA DELLA FORMA
modo consapevole e creativo
N.B. la denominazione delle leggi può variare a seconda degli autori

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1 - LEGGE DELLA VICINANZA 2 - LEGGE DELLA SIMMETRIA


A parità di condizioni tendono ad essere vissuti, come
costituenti una unita, elementi vicini piuttosto che lontani Elementi disposti specularmente rispetto a si percepiscono due gruppi separati: VICINANZA
un asse o a punto vengono letti dal nostro
1a) mele
sistema percettivo come un insieme unitario
1b) mele in colonna
si percepisce un gruppo unico SIMMETRICO
2b) mele in fila

3 - LEGGE DELL’UGUAGLIANZA (O DELLA SOMIGLIANZA )


A parità di condizioni tendono ad unificarsi tra di loro elementi che possiedono un qualche tipo
di somiglianza (forma, colore, dimensione, proporzione, andamento, direzione..)

- file di mele e pere


- colonne di mele e
pere
- triangolo di pere

Il nostro
sistema
percettivo
riunisce le
figure di sinistra
in un unico
gruppo
isolando la
figura femminile
a destra

1) di colore 2) di grandezza 3) di andamento 4) di forma

Da sinistra avanza
l’esercito di Alessandro
4 - LEGGE DELLA FORMA CHIUSURA
Magno che si scontra
con i soldati persiani. Il nostro sistema percettivo tende a preferire le forme chiuse rispetto a quelle aperte (in genere
Alcuni di questi, vista la più complesse) così che quando una forma appare incompleta, il ns occhio la legge come
mala parata, stanno completa e continua
pensando alla fuga ed
infatti le loro lance sono
rivolte a destra A) prevale la legge della
vicinanza (tre coppie di linee
parallele o tre rettangoli
Battaglia di Alessandro, mosaico piccoli)
della fine del II sec. a.C. (da un
B) prevale la legge della
dipinto della fine del IV sec. a.C.) forma chiusa (due U con due OoX?
I o due rettangoli grandi)

Introducendo figure chiuse


(rettangoli bianchi) la figura nera
centrale sembra proseguire sotto i
rettangoli

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5 - LEGGE DELLA “CURVA BUONA” O DEL “DESTINO COMUNE” 6 - LEGGE DELLA CONTINUITA’ DELLA FORMA
La ns mente tende a percepire la continuità di forme interrotte o parzialmente sovrapposte
Gli elementi presenti in un’immagine si costituiscono in un insieme strutturato quando ogni volta che ciò appare logico
tendono a completarsi reciprocamente
La linea
sembra
continuare
dietro le tre
strisce bianche

Non
penseremmo Tre triangoli isosceli coperti da un rettangolo nero, oppure…..
mai che lo
sfondo non DECORAZIONI -
Notare continui dietro Il nostro occhio
Il ns. sistema visivo sembra voler evitare bruschi l’ambiguità la figura vede continuare i
cambiamenti di direzione Questo fenomeno permette di dell’immagine. nastri sotto gli
vedere in un insieme le migliori figure possibili La prima ipotesi altri nastri come
non è percepita, in un intreccio,
perché questa è
ma le altre due
la soluzione
sono plausibili percettiva più
entrambe semplice e
Questa caratteristica si dice
logica, anche se
COMPLETAMENTO AMODALE
non corrisponde
alla realtà

7 - PRINCIPIO DELLA PREGNANZA DELLA FORMA 2 - ARTICOLAZIONE FIGURA SFONDO


Il ns sistema percettivo percepisce all’interno dell’immagine la forma più semplice e coerente Ma la prima fondamentale
che le condizioni consentano operazione che il nostro
cervello deve fare e’
distinguere la figura
(elemento - o insieme di
elementi - delimitato da un
contorno che attira subito la
nostra attenzione) dallo
sfondo (parte dell’immagine
che ci appare lontana e
indefinita)
A) cornice nera su sfondo bianco (perché
è la soluzione più semplice ed DIPENDE DA:
“economica”)
1) GRANDEZZA RELATIVA
Le due B) la cornice nera non si percepisce più, Picasso, I tre musici
Un cubo; un esagono a 2) FORMA CHIUSA E
configurazioni sembrano due quadrati sovrapposti Giovanni Gastel, illustrazione
spicchi; due triangoli e un
di partenza se RAPPORTI TOPOLOGICI per Vogue 1984
trapezio nel piano; una
forma tridimensionale a vengono unite
3) TIPO DI MARGINE
tetto (vederla nel piano non si vedono FIGURA E SFONDO NON POSSONO MAI ESSERE
sarebbe troppo complesso) più 4) ORIENTAMENTO LETTI CONTEMPORANEAMENTE: le due visioni si
Orso e volto 5) SEMPLICITA’ escludono come per esempio nella Coppa di Rubin.
umano
6) SIMMETRIA In queste immagini il rapporto figura sfondo non è
7) POSIZIONE immediatamente chiaro, ma l’effetto è voluto a fini
comunicativi

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1) GRANDEZZA RELATIVA: 2) FORMA CHIUSA E RAPPORTI TOPOLOGICI:


una zona chiusa e circondata da altre aree tenderà ad essere percepita come figura
La zona più piccola tende ad emergere come figura, quella più grande cone sfondo
Le forme chiuse sono percepite
figure perché sembrano possedere
maggiore densità rispetto a quelle
aperte. Il rapporto con l’area
circostante complica la visione
A) macchia nera su fondo (forma
chiusa e maggiore densità)
B) cerchio posato sopra un
rettangolo
C) la densità del fondo inverte il
Stesure uniformi del rapporto, il cerchio sembra un buco
colore che sembrano su una superficie solida
contornare gli oggetti con
A) croce bianca o croce nera? una linea permettono di
distinguere chiaramente
B) croce bianca (entra in gioco anche il fattore vicinanza)
la figura dallo sfondo. Lo
C) croce nera sfumato di Leonardo è più
ambiguo e misterioso

Leonardo da Vinci, la Gioconda S. Botticelli, La nascita di Venere

3) TIPO DI MARGINE: 5) SEMPLICITA’:


una zona con i margini convessi tende ad emergere come figura (e viceversa) la forma più semplice o pregnante tende a prevalere come figura

A) settori circolari convessi ci fanno percepire un fiore su un foglio


B) settori circolari concavi ci fanno percepire un foglio con un buco
C) percepiamo “colonnette panciute” , e non “colonnette a spigoli vivi”

4) ORIENTAMENTO:
tendono ad essere percepite come figura le zone i cui assi coincidono la verticale e l’orizzontale
Le stelle, a rigor di logica, formano un poligono, ma noi
vediamo la forma più pregnante: il cerchio

Prevale la croce verticale e


non quella in diagonale

Riconosciamo immediatamente il profilo del


volto perché più semplice e pregnante
anche se in realtà l’area nera apparterrebbe
allo sfondo

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6) SIMMETRIA: le forme simmetriche 7) POSIZIONE: la parte inferiore tende ad


(più pregnanti) sono percepite come apparire come figura (e viceversa) LA PERCEZIONE VISIVA (2)
figura
1 - ASPETTI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI
2 - ARTICOLAZIONE FIGURA SFONDO
3 - PERCEZIONE DELLA PROFONDITA’
3.1 – Sovrapposizione
3.2 – Grandezza relativa
3.3 – Gradienti percettivi
3.4 – Collocazione
3.5 – Obliquità
3.6 – Ombre
4 - PERCEZIONE DEL MOVIMENTO
4.1 – Direzione delle linee
4.2 – Indizi di profondità
4.3 – Incompletezza e imprecisione
Nonostante l’inversione cromatica in
entrambe le immagini sono lette come
4.4 – Dinamismo delle forme
figure le forme simmetriche rispetto A) sole che sorge (o tramonta); imbocco di una galleria
4.5 – Rapporto figura-sfondo
all’asse verticale, mentre le sagome più 4.6 – Instabilità percettiva
complesse sono percepite come sfondo B) montagne
6 - REALTA’ ED ILLUSIONE

3 - LA PERCEZIONE DELLA PROFONDITA’ (ovvero


la rappresentazione dello spazio) INDIZI DI PROFONDITA'

LO SPAZIO È CREATO DALLE COSE. PUÒ ESSERE PERCEPITO DAI NOSTRI Se utilizzati contemporaneamente
OCCHI SOLTANTO IN PRESENZA DELLA LUCE. E’ UN VUOTO CHE CONTIENE LA SOVRAPPOSIZIONE l’effetto tridimensionale aumenta.
Tuttavia iL contesto dell’immagine
Titolo diagramma LA GRANDEZZA RELATIVA può annullare l’effetto

lo spazio I GRADIENTI PERCETTIVI


è dato dalla:

presenza di estensione loro reciproca distanza (vuoto) DI TESSITURA


oggetti degli oggetti posizione che li separa
CROMATICI

Ma cosa succede quando lo spazio tridimensionale viene “ridotto” su una superficie CHIAROSCURALI
bidimensionale?
Si crea un’illusione ottica che “inganna” il nostro sistema percettivo facendoci “vedere” la LA COLLOCAZIONE
tridimensionalità.
L'OBLIQUITA' (DEFORMAZIONE PROSPETTICA)
Gli elementi che portano il nostro sistema percettivo ad intuire la profondità si chiamano
INDIZI DI PROFONDITA’
LE OMBRE

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3.1 - SOVRAPPOSIZIONE 3.2 - GRANDEZZA RELATIVA

L’impianto prospettico del


contesto (come nell’affresco di
Il nostro cervello sa che i corpi, Masaccio) amplifica questo
in genere, sono opachi e quello Il nostro cervello, fortemente effetto, ma anche se mancano le
che sta davanti copre quello condizionato dalla visone prospettica linee di fuga (come nel dipinto di
che sta dietro (che quindi è più del sistema visivo, “sa” per El Greco) l’effetto si mantiene
Gli angeli di Cimabue esperienza che le cose lontane,
lontano da noi). Il cane sta
stanno sicuramente uno anche se più grandi, ci “appaiono”
davanti la donna che sta
davanti all’uomo. Anche la
dietro l’altro. Altrettanto non piccole, viceversa le cose vicine,
bambina è davanti all’uomo, ma è possibile dire per quelli di anche se più piccole, ci appaiono
non possiamo dire altrettanto Duccio di Buoninsegna grandi. Davanti ad una immagine
rispetto alla donna e al cane (anche se, come vedremo bidimensionale non ci pensa troppo e
(anche se, come vedremo entrano in gioco altri indizi). automaticamente decide la
entrano in gioco altri indizi) Nel bassorilievo a lato tutto lontananza e la vicinanza basandosi
sembra più chiaro. sulle dimensioni

3.3 – I GRADIENTI PERCETTIVI – 3.3.1 - DI DENSITA’ O DI TESSITURA 3.3 - GRADIENTI PERCETTIVI – 3.3.2 - CROMATICI

Consistono nel graduale infittirsi o diradarsi


della texture (trama) delle cose.

Le foglie in primo piano sono visibili fin quasi


nella trama delle venature, gli alberi i campi e le
colline in lontananza diventano macchie di colore

La texture delle
cose lontane si
addensa e non è Consistono nel graduale aumento o
percepibile diminuzione della intensità
all’occhio, mentre cromatica.
quella degli oggetti I colori vicini sono netti e decisi, quelli
vicini si vede nel lontani più sfumati e indefiniti.
dettaglio.
Lo capì per primo Possiamo quindi dire che i colori
Leonardo da Vinci possiedono una loro determinata
e inventò lo spazialità: i colori freddi (più tenui) Fu la grande intuizione della pittura tonale veneta
sfumato tendono ad arretrare mentre quelli rinascimentale (il colorismo veneto) che si oppose al
caldi (più vividi) tendono ad avanzare linearismo fiorentino ottenendo l’effetto di profondità
verso l’osservatore. senza linee di fuga, ma solo con il colore.

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3.3 - GRADIENTI PERCETTIVI – 3.3.3 CHIAROSCURALI 4 - LA COLLOCAZIONE

Consistono nel graduale aumento o diminuzione di


intensità chiaroscurale (della luce).

Gli oggetti vicini sono più luminosi di quelli lontani i toni


chiari tendono quindi ad apparire spazialmente più
vicini e quelli scuri più lontani.

Dipende dal fenomeno


dell’irradiazione secondo il Il campo di calcio è in primo piano; le
quale il colore più chiaro e bambine giocano oltre il campo di calcio e
luminoso tende ad La visione prospettica ci le case sono ancora più lontane.
espandersi oltre il limite fa vedere le cose
Ecco allora che anche nella
della forma invadendo un lontane collocate più in
Maestà di Duccio di
po’ dello spazio circostante. alto delle cose vicine
Buoninsegna la posizione
(cono prospettico).
degli angeli indicano una
NB – la luminosità di un colore Il nostro cervello legge certa spazialità che la
dipende dalla percentuale di sovrapposizione non
quindi le cose poste
bianco in esso presente ed è
diverso dal tono (un rosso può nella parte superiore indicava.
essere quindi più luminoso di un delle immagini come
giallo) lontane e viceversa.

5 - L’OBLIQUITA’ 6 - LE OMBRE
Il rettangolo è percepito
come figura piana.
Il trapezio e i due
parallelogrammi sono in
genere letti come
“rettangoli disposti
prospetticamente nello
spazio
OMBRA PROPRIA – quella che l’oggetto proietta su se
stesso (per esempio un cubo illuminato da destra proietta
la prorpia ombra sulla faccia sinistra). Suggeriscono la
tridimensionalità dell’oggetto.
La visione prospettica
dispone le cose su linee OMBRA PORTATA – quella che l’oggetto proietta
oblique convergenti in un sull’ambiente (sul pavimento, sulle pareti o su un altro
punto. oggetto). Contribuiscono a definire la posizione
dell’oggetto nello spazio.
Quindi se compaiono linee
oblique in una immagine La prima palla sembra collocata più in dietro e più in
questa ci sembra disposta basso della seconda Con le ombre portate si possono
in profondità creare effetti strani, come
nell’immagine nella quale
l’equilibrista non è affatto sospesa
nel vuoto.

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4 - LA PERCEZIONE DEL MOVIMENTO 4.1 - DIREZIONE DELLE LINEE Linee oblique e andamenti a onde e a vortice
(specialmente la spirale)

La realtà non è solo spazio: è anche MOVIMENTO

La rappresentazione del movimento su una superficie bidimensionale è stata possibile


solo alla fine del XIX secolo con l’invenzione del cinematografo, ma nei secoli precedenti
gli artisti hanno messo a punto vari elementi che suggeriscono alla nostra mente
un’idea di movimento (sempre di carattere illusorio)

La sensazione di movimento che l’artista produce attraverso certe forme o andamenti di


linee si dice dinamismo
4.2 – INDIZI DI PROFONDITA’
I fattori che suggeriscono il movimento si dicono indizi di movimento e sono: Gradienti, obliquità e sovrapposizione (gia visti)
1 – DIREZIONE DELLE LINEE e ANDAMENTI LINEARI possono contribuire a suggerire il movimento

2 – INDIZI DI PROFONDITA’
3 – INCOMPLETEZZA E IMPRECISIONE
4 – DINAMISMO DELLE FORME
5 - RAPPORTO FIGURA SFONDO
6 – INSTABILITA’ PERCETTIVA

EFFETTO STROBOSCOPICO con parziale sovrapposizione della figura

4.3 – INCOMPLETEZZA E IMPRECISIONE 4.5 - IL RAPPORTO FIGURA SFONDO


IMMAGINI IN
Sono le
SEQUENZA
caratteristiche di un La figura sembra
corpo in movimento muoversi sullo
perché non sfondo
riusciamo a vederlo
chiaramente nella
sua interezza

LA SCIA DEFORMAZIONE

4.4 – DINAMISMO DELLE FORME 4.6 – L’INSTABILITA’ PERCETTIVA


Dalle semplici
posizioni instabili
Forme allungate e a delle figure fino alle
punta di freccia illusioni ottiche dove il
suggeriscono il movimento sembra
movimento perché provenire dalla
guidano l’occhio superficie
verso la direzione
indicata

POSIZIONI INSTABILI

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6 - REALTA’ E ILLUSIONE
LA PERCEZIONE VISIVA (3)
A complicare il nostro rapporto con le immagini (e a volte anche con la realtà) intervengono i
1 - ASPETTI FISIOLOGICI E PSICOLOGICI cosiddetti inganni percettivi

2 - ARTICOLAZIONE FIGURA SFONDO Chiaramente essi sono più facilmente realizzabili su una realtà bidimensionale, ma possono
verificarsi anche nella realtà (e lo avevano compreso anche gli antichi greci che apportavano delle
3 - PERCEZIONE DELLA PROFONDITA’ correzioni ottiche alle loro architetture).
4 - PERCEZIONE DEL MOVIMENTO
6 - REALTA’ ED ILLUSIONE
6.1 - Realtà fenomeniche alle quali non corrisponde alcun oggetto fisico
6.2 - Assenza di un oggetto fenomenico pur in presenza di un oggetto fisico
6.3 - Inganni percettivi
6.3.1 – Illusioni ottiche
- delle grandezze
- della forma
6.3.2 – Figure ambigue
- cambio di posizione
- interpretazione errata
6.3.3 – Oggetti impossibili

Questi «giochetti» ci permetteranno di fare alcune considerazioni finali, ma soprattutto potranno


esserci utili nel nostro lavoro.

L’OCCHIO INGANNA: cioè TRA LA REALTA FISICA E LA REALTA’ FENOMENICA NON 6.1 - REALTÀ FENOMENICHE ALLE QUALI NON CORRISPONDE ALCUN OGGETTO FISICO
SEMPRE VI E’ CORRISPONDENZA
vediamo quello che
RAPPORTO REALTA’ FISICA non c’è: triangoli e
E REALTA’ FENOMENICA quadrati bianchi

1) Realtà fenomeniche alle quali


non corrispondono realtà fisiche 3.1) ILLUSIONI OTTICHE
errata valutazione

2) Assenza di un oggetto delle grandezze


fenomenico pur in presenza di un (es. illusione di Muller-Lyer)
oggetto fisico
della forma
(es. illusione di Hering)
3) INGANNI PERCETTIVI: ILLUSIONE
discrepanza tra le caratteristiche DI KANIZSA:
di un oggetto fenomenico e le 3.2) FIGURE AMBIGUE
corrispondenti caratteristiche lette in modo contraddittorio
dell’oggetto fisico
cambiano di posizione
(es. cubo di Necker)

interpretazioni diverse
(es. moglie-suocera)

3.3) OGGETTI IMPOSSIBILI


si possono solo disegnare

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6.2 - ASSENZA DI OGGETTO FENOMENICO PUR IN PRESENZA DI OGGETTO FISICO 6.3 – INGANNI PERCETTIVI
Non vediamo quello che c’è. Si può ottenere attraverso: discrepanza tra le caratteristiche di un oggetto fenomenico e le corrispondenti caratteristiche
dell’oggetto fisico
6.3.1 - ILLUSIONE OTTICHE portano il sistema percettivo ad una errata valutazione della realtà
perché l’immagine percepita e l’immagine mentale depositate nella nostra mente non coincidono.
Possono essere illusioni ottiche :
- delle grandezze

Mascheramento mediante ripetizione: l’esagono e il numero quattro non si vedono ma


continuano ad esserci

Illusione di Muller Lyer Illusione di Ponzo

I segmenti a dx sembrano più lunghi di quelli a sx I segmenti nella parte più stretta sembrano più
lunghi
Il CONTESTO influenza la percezione: le linee oblique «ricordano» alla nostra mente la visione
Mascheramento mediante progressivo addensamento della texture prospettica che entra in collisione con la realtà disegnata

- della forma 6.3.2. - FIGURE AMBIGUE: immagini che possono essere lette in modi contraddittori dal
nostro sistema percettivo perché in realtà non c’è una soluzione corretta, ma la mente cerca
una soluzione passando da una ipotesi all’altra

Possono essere figure ambigue che:


- che cambiano posizione

Cubo di Necker e
Scala di Schroder
Si può vedere
alternativamente la faccia
superiore o inferiore del
cubo, mentre la scala può
apparire come sottoscala

le linee bianche e nere sono parallele, ma sembra una spirale ma sono solo cerchi
non appaiono tali

Si hanno: distorsioni del parallelismo delle linee, della loro continuità, del loro andamento
(sembrano incurvarsi)

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- aperte a diverse interpretazioni

Impossibile v isualizzare l'immagine.

Figura di Boring (moglie o suocera?) (altra versione)

Lo stesso disegno capovolto esprime uno


stato d’animo diverso o una cosa diversa

6.3.3 - OGGETTI IMPOSSIBILI si possono disegnare ma non si possono costruire Maurits Cornelis Escher, Cascata, 1961

Considerate isolatamente le varie parti sono


coerenti, ma l’insieme è impossibile e
addirittura fatto di contraddizioni

M. C. Escher, schema inziale di Cascata, 1958

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Le colonne iniziano davanti e finiscono dietro


La scala è inclinata ma i piani sono a filo Considerate isolatamente le
scale sono coerenti
L’insieme è impossibile e
addirittura fatto di contraddizioni

Scala senza fine

Maurits Cornelis Escher,


Belvedere, 1958

Illusioni ottiche rotanti Tassellazioni, vari tipi di simmetria e


rapporto figura sfondo danno il senso di un
mondo in continua trasformazione impossibile
da afferrare in modo unitario

M. C. Escher, Angeli e demoni M. C. Escher, Cielo e acqua I, 1938

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SPUNTI DI RIFLESSIONE
• viviamo in mondo in cui coesistono realtà diverse e a volte contraddittorie, che
spesso sono così mascherate da apparire ad uno sguardo superficiale
perfettamente logiche e naturali
• la conoscenza è un atto complesso
• viviamo in un mondo in continua trasformazione
• possibilità di evadere in un mondo immaginario e fantastico
• necessità di “guardare bene”, di “fare attenzione”, di “fare ipotesi” di trovare
spiegazioni e significati

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