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Introduzione alla ragioneria

La ragioneria tra scienza e tecnica


La ragioneria fornisce al mondo scientifico, un modello di percezione e di indagine sui
comportamenti aziendali e sui processi decisionali posti in essere dal management; In
particolare si può definire la scienza che misura descrive e spiega le variazioni che
intervengono nel sistema dei valori aziendali.
A differenza dell’economia generale che nelle sue declinazioni micro e macro e secondo la
dinamica politica, assume le attività aziendali e la vita d’impresa all’interno di una scatola
nera nella quale non si indaga, la ragioneria fornisce all’economia aziendale, un nucleo di
metodo per l’indagine empirica e la simulazione sperimentale.
Infatti separare la ragioneria dall’economia sarebbe impossibile.
La ragioneria come disciplina scientifica e come strumento di indagine gode di una ampia
scala di utilizzazione nella quale un posto di rilievo è assegnato ai Practitioner che hanno il
compito di “legante” tra l’agire aziendale e i sistemi di regolamentazione giuridica; allo stesso
tempo le aziende lo assumono come strumento standard di correlazione tra le esigenze di
controllo e delle attività aziendali e attraverso il meccanismo della tenuta della contabilità , di
redazione dei bilanci.
La ragioneria quindi rende possibile la determinazione della contribuzione del sistema
produttivo alle entrate della finanza pubblica.
Essa è la scienza che misura, descrive e spiega le variazioni che intervengono nel sistema dei
valori aziendali, attraverso un processo di cognizione, organizzazione tassonomica e di
rappresentazione del momento della variazione inteso come effetto della gestione e come
sistema delle cause indipendenti da essa.
Essa si condensa in modelli come il bilancio di esercizio che ricostruiscono la dimensione
del valore della azienda.
La ragioneria può essere considerata come logica formale dell’economia aziendale, quindi
scienza che attraverso un approccio quantitativo e qualitativo ed attraverso misurazioni
matematiche, percepisce i tratti e le conseguenze dell’agire economico delle aziende.
La ragioneria considera le variazioni come il sistema che interviene sull’equilibrio costitutivo
delle ricchezze aziendali, ovvero spiega attraverso la sua capacità di rcostruire, e valutare il
susseguirsi delle singole variazioni nel sistema dei valori, collegandole con l’azione
manageriale.

L’economia come modello di scienza e delimitazione del campo di indagine


L’evoluzione dell’economia aziendale dall’originario sistema ragionieristico, ha dato spazio ad
una nuova scienza che identifica, partendo da una visione micro e quindi dalla comprensione
dei fatti economici, leggi e dimensioni normative precise.
Il fenomeno aziendale viene considerato come oggetto di studio, sotto il profilo strutturale,
nella sua dinamica, nell’ambito dei comportamenti e inevitabilmente nella dimensione dei
rapporti di causa effetto e quindi comportamenti manageriali e risultati della gestione.
Il contributo della ragioneria all’interno dell’economia è quello di legato alla identificazione,
valutazione e analisi del sistema delle variazioni.
La ragioneria ha la capacità di attivare un sistema di valutazione, identificazione e
rappresentazioni delle variabili che per effetto della gestione, mutano il sistema originario e
dunque il complesso iniziale degli investimenti che, devono essere salvaguardati dall’erosione
e dalla loro estinzione, dovuta dagli effetti delle decisioni di investimento e sfruttamento delle
risorse finanziarie, l’economia si serve della ragione e la ragioneria alimenta con forza
scientifica lo sforzo dell’economia aziendale.
L’evoluzione storica del pensiero ragioneristico
Le radici della ragioneria sono molto antiche, risalgono infatti tra la fine del 1400 e gli inizi del
1500. Un ruolo importante nel processo di formulazione della regola della partita doppia e
quindi nella strutturazione del metodo ragionieristico si deve ad un frate, Luca Pacioli, che
attraverso la sua opera “Partita doppia” ha sintetizzato i caratteri metodologici di questa
materia.
La ragioneria del 1400 come scienza cognitiva anticipa il tratto della scienza settecentesca,
poggiando su di un basilare esercizio tassonomico ed un insieme di regole di calcolo.
Frate luca pacioli nato a Borgo san Sepolcro ad Arezzo tra il 1445 e il 1450, la sintetizza la
partita doppia intorno al 1487, formalizzandola all’interno di un trattato di aritmetica,
geometria e proporzioni stampata poi nel 1494.

La ragioneria da metodologia contabile a modello scientifico per l’interpretazione


dinamica dei fenomeni
L’oggetto sul quale si concentra l’economia aziendale e la ragioneria, rimane l’azienda e la sua
dinamica di esistenza determinata dal management, secondo un sistema di riferimento che
ammette il modello causa-effetto.
La dottrina economico aziendale nel panorama internazionale delle discipline che si occupano
di business economics, si caratterizza e si struttura, sulla base del riconoscimento
preliminare e ricorso ad una definizione specifica e totalizzante dei significati economici
d’azienda, intesa come organismo-sistema la cui necessità di equilibrio è funzionale
alla sua aspirazione alla perdurabilità, quindi alla sopravvivenza.

La natura dell’azienda è certamente economica anche se ampie e caratterizzanti sono le sue


dimensioni di tipo socio-psicologico, quelle comportamentali e quelle strettamente tecniche,
come del resto si devono considerare rilevanti le dimensioni di carattere giuridico e
istituzionale.
l’economia aziendale proprio per il suo atteggiamento concreto, tiene conto, considerando
l’interazione tra sistemi e condizioni diverse e confliggenti, valutando da diverse prospettive
gli aspetti di valore poliedrico del fenomeno azienda e dotandosi di strumentazioni di ricerca
metodologicamente diverse.
L’azienda tradizionalmente per la dottrina scientifica italiana, si distingue dall’impresa e di
questa costituisce in un certo senso “l’apparato vivente tecnologico”.
L’azienda come entità e costruzione sociale è strumento di sostanza economica al servizio
delle finalità d’impresa e quindi trova nella perdurabilità (attitudine a continuare nel tempo la
sua attività ) la sua finalità fondamentale.
I processi produttivi sono il sistema che origina le variazioni interne al sistema azienda e ne
varia la consistenza e la configurazione di valori iniziale.
Attraverso l’azione manageriale, l’azienda fornisce valore alla realizzazione delle finalità di
impresa e quindi ne costituisce lo strumento realizzativo, un sistema circolare di esistenza e
divenire dell’azienda, il suo fondamento microeconomico.
L’azienda è inserita in un contesto sociale e affinchè possa conseguire il suo obiettivo di
perdurabilità deve osservare e capire ciò che avviene all’esterno per comprenderne
l’evoluzione. L’azienda vive di stimoli e di indicazione che riceve dall’ambiente interno
(sistema chiuso).
Da ciò deriva che l’azienda deve essere dotata di un sistema di percezione in grado di
registrare le evoluzioni sociali, del mercato e del sistema giuridico e della prassi (sistema
aperto), integrato con il sistema interno impegnato nelle valutazioni aziendali e nell’adozione
di misure appropriate per la correzione di errori eventuali.
L’azienda è inoltre un sistema di carattere economico quando il valore è esprimibile
attraverso il prezzo. Il prezzo è una variabile contestualizzabile legata alla dinamica della
transazione ed ha un ruolo determinante per ciò che riguarda la vendita, importante
fabbisogno dell’azienda.
Compito fondamentale dell’azienda è che deve essere competitiva, per essere tale occorre che
vengano esplicitati vantaggio competitivo e capacità distintive. L’azienda è considerata
come un sistema economico per ciò che attiene allo svolgimento dell’attività legata
all’acquisizione/trasformazione delle risorse e di produzione di beni e servizi.
Le finalità dell’azienda si riconducono al concetto di equilibrio, cui l’azienda tende nello
svolgimento dell’attività aziendale.
Questo è un concetto “multidimensionale” che viene rappresentato su base temporale di
breve, medio o di lungo periodo.

Azione aziendale, cognizione e logiche fondamentali del modello ragionieristico:


posizionalità, sinotticità e dimensione temporale
La ragioneria costituisce una logica formale che permette di realizzare il processo di
cognizione delle variazioni economiche che intervengono all’interno di un’azienda.
L’insieme delle regole ragionieristiche, costituisce un filtro per la cognizione e la
comprensione delle dinamiche economiche che interessano l’azienda.
La ragioneria esprime quindi il suo tratto operativo nell’attività di cognizione di un
accadimento aziendale, inteso come la manifestazione dell’agire aziendale.
Per definizione una azienda esiste se agisce.
Bisogna precisare però che non tutte le azioni aziendali determinano variazioni dirette
delle sostanze economiche.
L’acquisto di carburante per un automezzo aziendale o di uno stock di materie sono fatti che
determinano la variazione diretta delle sostanze economiche sia nella loro quantità -qualità ; la
ricchezza determinata da una somma di denaro si “converte” in questo caso in carburante.
Le azioni aziendali sono l’origine e l’oggetto di precise esigenze cognitive, riguardanti
l’attività manageriale, esigenze di comprensione e di generazione.
Il fine metodologico della ragioneria sotto il profilo cognitivo, si completa attraverso il
processo di rappresentazione, ovvero il processo di formalizzazione di scritture contabili
capaci di lasciare una traccia, e generare quindi un elemento della variazione nel sistema
delle sostanze aziendali.
Sotto il profilo metodologico la ragioneria , sfrutta la posizionalità (la definizione di un
particolare significato del dato in funzione della posizione dell’annotazione nello spazio
grafico) e la dimensione sinottica (la considerazione di uno specifico significato
dell’informazione contabile in funzione della modalità della sua disposizione nei prospetti
contabili) per indentificare qualitativamente i dati attraverso le opportune annotazioni.
Il collocamento temporale del dato, è di ruolo fondamentale nel sistema ragionieristico,
perché segna il tratto dinamico del processo di cognizione delle variazioni economiche.
Attraverso la considerazione del tempo si realizza il corretto percorso di misurazione delle
variazioni economiche, in modo tale che collocate cronologicamente, possa risultare il lavoro
dell’azione manageriale e dell’azione gestionale.
La definizione di valore quantitativo del dato ragionieristico passa attraverso la
determinazione del rapporto tra tale valore e la sua misurazione.
Il valore dei beni è un concetto relativo influenzato da molteplici variabili, ma trova una
definizione nel momento in cui ci sia una transazione tra soggetti economici.
La dimensione temporale , il concetto di periodo amministrativo e di esercizio
La vita dell’azienda e il susseguirsi dei suoi accadimenti sono il segno dell’esistenza
dell’organismo aziendale e la modificazione dei valori della ricchezza aziendale nella realtà
non trova una continuità a cominciare dal suo inizio e fino alla sua estinzione.
La relazione tra il fenomeno manageriale e il processo decisionale sono il cardine della
quantità e qualità dei valori.
La modificazione di questo sistema costituisce l’oggetto del controllo aziendale, il tempo in
questo senso diventa indice di relatività della variazione e l’economista aziendale non può
non considerare questa variabile nel processo di governo dell’azienda.
Per definire la relazione tra azione, fatto e variazione, l’elemento temporale diventa un
concreto riferimento.
La logica di utilizzo o di deterioramento delle risorse non conosce il concetto di
intertemporalità significante in quanto tale ma l’attività cognitiva e l’esigenza di
comprendere come sono variati i valori interni all’azienda possono essere valutabili
principalmente solo in chiave statica ovvero nel caso in cui si supponga arrestato lo scorrere
del tempo.
Il concetto di esercizio, insieme delle operazioni aziendali che si svolgono nell’intervallo di
tempo considerato e periodo amministrativo, arco temporale a cui si riferisce la
determinazione del risultato economico sono “finzioni” utili alla lettura contabile degli
accadimenti aziendali per la conoscenza di mutazioni di valori.

La modificazione dei valori si osserva considerandone la misura in ragione di uno specifico


momento nel quale si determina un valore. La modificazione dei valori si osserva
considerandone la misura in ragione di uno specifico momento nel quale si determina, la
contabilità è un processo di valutazione di valori, fortemente orientato ad una precisa e
incontrovertibile dimensione temporale e così si parlerà di esercizio, di periodo di
competenza, di contabilizzazione e fatto contabile inserendoli in una dimensione temporale
precisa, si intende quindi il periodo amministrativo come l’arco di tempo individuato come
esercizio.

La natura economica del reddito e la logica temporale 2.4


Nel linguaggio comune si usano a volte termini che in accezione economico-aziendale si
discostano dal significato reale della parola stessa, parlare di ricavo, utile, guadagno, incasso,
entrata di denaro significa fare riferimento a concetti ben distinti tra di loro con accezioni
diverse.
Iniziando dal concetto di costo, essi sono fenomeni economici negativi generalmente
derivabili dall’acquisizione di beni, e possono essere definiti come i sacrifici sostenuti per
l’approvvigionamento di tutti i fattori necessari allo svolgimento dell’attività d’impresa,
indipendente dal pagamento degli stessi; il semplice acquisto di un fattore produttivo
origina un costo fin dal momento in cui si perfeziona il trasferimento.
Ciò in quanto l’azienda in quel momento sta sostenendo un sacrificio per avere a disposizione
quel fattore produttivo.
Dovendo esprimere il concetto di sacrificio in termini di valori, nella sfera dei fatti aziendali,
- impone una valutazione del sacrificio stesso.
In altre parole il sacrificio che l’azienda sostiene può consistere :
 Nell’immediato pagamento del prezzo pattuito (in tal caso al costo corrisponde
un’uscita di denaro)
 Nella promessa di pagare, in un momento successivo il prezzo pattuito (in tal caso al
costo corrisponde un debito)
In ogni caso sia che l’azienda provveda al pagamento, sia che si impegni a pagare
successivamente l’acquisizione del bene ha comportato un sacrificio, che si definisce
COSTO.
Allo stesso modo i ricavi, sono fenomeni economici positivi generalmente derivanti
dalla concessione di beni e servizi prodotti dall’impresa e collocati sul mercato e
possono essere definiti come i benefici ottenuti dalle vendite, indipendentemente
dall’effettivo incasso di denaro ad esse correlato.
In tal caso il ricavo sorge nel momento stesso in cui si perfeziona la cessione del bene o
del servizio, in quanto è in tale momento che per l’impresa sorge un beneficio.
Esso consiste nell’incasso della somma pattuita con il cliente quale corrispettivo del
bene o servizio ceduto (in tal caso al ricavo corrisponde un’entrata di denaro), oppure
nel diritto a riscuotere questa somma in un momento successivo (in tal caso al ricavo
corrisponde un credito).
Da tali considerazioni emerge chiaramente che ogni evento che si verifica in azienda
(l’acquisizione o la cessione di beni e servizi, ma lo stesso per ogni fatto aziendale) può
essere osservato sotto un duplice aspetto:
1. Rilevazione del sacrificio/beneficio generato dall’evento (aspetto economico)
2. Misurazione di tale sacrificio/beneficio in termini monetari (aspetto
finanziario)
Sotto l’aspetto economico, un evento genera un costo o un ricavo.
Sotto l’aspetto finanziario un evento genera un’entrata o un uscita di denaro, oppure
un credito o debito.
Qualora i ricavi siano superiori ai costi, ciò implicherà che i benefici goduti nel periodo
sono stati superiori ai sacrifici sostenuti: sintomo di buona gestione aziendale.
Una preponderanza dei costi sui ricavi indica una cattiva gestione dal punto di vista
economico. Dal raffronto tra ricavi e costi emerge una differente grandezza aziendale che
viene definita reddito. Il reddito può essere sia positivo ( se i ricavi superano i costi - utile),
ma anche negativo (se i costi superano i ricavi - perdita). Il concetto di reddito è quindi
determinato da due componenti essenziali (costi e ricavi).

2.5 Le diverse configurazioni del capitale


Al momento della sua costituzione l’azienda viene dotata da parte del proprietario di un
insieme di risorse che le consentono di poter affrontare adeguatamente lo svolgimento
dell’attività d’impresa. Il riferimento non è soltanto alle risorse monetarie ma anche a quelle
fisiche. L’insieme di tutte le risorse che l’azienda possiede e che può utilizzare in modo
coordinato e sinergico per lo svolgimento della propria attività d’impresa viene definito
patrimonio. Il patrimonio è un insieme composto da elementi tra cui denaro, beni
materiali, beni immateriali, crediti, debiti, ecc., la cui rappresentazione non appare
agevole, dato che ciascuno degli elementi che lo compongono può essere espresso secondo
parametri rappresentativi differenti (il denaro è espresso in valuta, le merci in unità , in kg, o
in litri).
La misurazione del patrimonio può essere effettuata solo se si ricorre alla convenzione di
esprimere i beni che ne fanno parte utilizzando un parametro unico, quello monetario.
Il valore del patrimonio espresso in termini monetari, viene definito “capitale”. Il
capitale, è pertanto un numero espresso in valuta monetaria che rappresenta il valore del suo
patrimonio nel suo complesso.
Es. se un’impresa possiede a)un terreno del valore di 10.000£, b) un macchinario del valore di
30.000£ e c) una somma di denaro 5.000£ in contanti possiamo affermare che 1.) Il suo
patrimonio è composto da un terreno, un macchinario e 5.000£; 2)il suo capitale è di 45.000£.
La valutazione dei beni è un’operazione soggettiva sotto numerosi punti di vista, sia perché la
determinazione del valore dipende dal modo in cui il soggetto che la esegue percepisce le
caratteristiche qualitative del bene, sia perché a seconda dei motivi per cui essa viene
effettuata variano i criteri di valutazione applicati.
Nelle dinamiche di rilevazione aziendale occorre chiarire che mentre il concetto di
patrimonio è un concetto oggettivo , quello di capitale risente inevitabilmente delle scelte
aziendali.
Pertanto il capitale presenta alcune caratteristiche:
 È un valore, esso è espressione di tutte le forme di ricchezza-risorse presenti e
disponibili per l’attività aziendale.
 È astratto, viene concepito astraendo dall’identità specifica dei suoi componenti e
quindi è il risultato di un processo di complessiva integrazione tra le parti
 È indeterminato, l’indeterminatezza del capitale è dovuta alla problematica
dell’attribuzione del valore alle singole componenti. Al variare della valutazione degli
elementi varia anche l’entità del capitale.
 Ha un relativo grado di disponibilità, il capitale in quanto ricchezza dell’azienda,
deve essere disponibile per l’utilizzo nelle attività aziendali (fruibilità)

A seguito delle operazioni aziendali, il patrimonio iniziale subirà delle modificazioni, sia di
natura qualitativa che di natura quantitativa.
Sotto il punto di vista qualitativo ad esempio ogni volta che l’azienda utilizza una parte del
denaro che ha a disposizione per effettuare l’acquisto, il patrimonio totale dell’azienda rimane
invariato dal punto di vista del valore ma varia nella sua composizione; es. ( se si acquista
un’attrezzatura per 1.000$ in contanti, il patrimonio avrà sempre valore di 1.000 $, ma
fisicamente i beni che lo compongono sono diversi; non si disporrà di denaro contante per
1.000 $ ma si avrà una attrezzatura di pari valore.)

Complessa è la questione delle modificazioni quantitative del patrimonio.


Esso può aumentare seguito di:
1) Nuovi conferimenti da parte del proprietario (o dei soci)
2) A seguito di un andamento positivo della gestione nel periodo considerato
Il 1) caso si verifica quando l’azienda necessita di nuove risorse per poter proseguire la
propria attività e non vuole ricorrere a fonti esterne, così viene richiesto ai soci un
conferimento; così facendo i relativi beni entrano a far parte del patrimonio accrescendolo.
Il ricorso a un conferimento da parte dei soci, non è un’attività “ordinaria”, proprio perché il
fine dell’attività aziendale che prevede la normale gestione aziendale rappresenta la tipica
modalità di accrescimento del patrimonio dell’azienda.
In altre parole l’azienda svolge durante l’esercizio la propria attività sostenendo costi e
conseguendo ricavi.
Se nel periodo di amministrativo la gestione è stata oculata, l’azienda ottiene l’UTILE DI
ESERCIZIO; che può essere destinato a diverse finalità :
 Può essere distribuito ai soci, sotto forma di DIVIDENDI
 Può essere accantonato per futuri utilizzi
 Può essere destinato alla copertura di perdite di esercizi precedenti
Ovviamente PARTE dell’utile non destinata ai soci, permane in azienda e accresce il
patrimonio della stessa.
Se il patrimonio finale risulta inferiore a quello iniziale, la GESTIONE ha avuto risultati
NEGATIVI e il reddito ottenuto è una perdita;
se invece il PATRIMONIO FINALE risulta essere SUPERIORE a quello iniziale, allora
l’andamento della gestione è stato positivo e il reddito ottenuto è un UTILE.
2.6 DETERMINAZIONE DEL REDDITO E IL BILANCIO DI ESERCIZIO
Al termine dell’andamento aziendale al fine di osservare gli effetti delle performance
gestionali per determinare quale sia stato il risultato economico prodotto nel corso del
periodo preso in considerazione.
La determinazione del reddito può avvenire in maniera ANALITICA (DIFFERENZA TRA
ricavi e costi) o in maniera SINTETICA (DIFFERENZA tra patrimonio iniziale e p. finale)
Contabilmente il metodo utilizzato è quello Analitico, in quanto la rilevazione quotidiana
di COSTI E RICAVI, consentono di registrare i valori economici i quali vengono registrati in
un unico conto riepilogativo, denominato “CONTO ECONOMICO RIEPILOGATIVO”.

Esso può essere concepito come un contenitore contabile deputato ad accogliere solo ed
esclusivamente i costi e i ricavi attribuibili all’esercizio.
Il conto economico riepilogativo accoglie nella sezione “DARE” tutti i valori economici
NEGATIVI (COSTI di COMPETENZA) e nella sezione “AVERE” tutti i valori economici
POSITIVI (RICAVI di COMPETENZA).
Il saldo del “CONTO ECONOMICO RIEPILOGATIVO” rappresenta il risultato d’esercizio
generato dall’azienda nel periodo considerato.
Tutti gli altri valori diversi dai costi e ricavi di competenza dell’esercizio; costituiscono il
PATRIMONIO (ATTIVO E PASSIVO) dell’impresa.
A fine esercizio si provvede ad attribuire un valore a tutti gli elementi facenti parte del
patrimonio, al fine di determinare il CAPITALE DI FUNZIONAMENTO, ovvero il capitale
disponibile per l’impresa per il normale svolgimento dell’attività imprenditoriale.

Il capitale di funzionamento è costituito da ATTIVITÀ, PASSIVITÀ, e

CAPITALE NETTO: dato dalla differenza algebrica tra il valore delle ATTIVITÀ E PASSIVITÀ.

Il capitale del