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Simonetta costanzo “Uno contro tutti educhiamo il gruppo deviante”

CAP 1 - RAPPORTO MADRE


FIGLIO E RELAZIONE
OGGETTUALE
1.1 TEORIA DELL’ATTACCAMENTO
Anni 40 : Bowlby con studi su deprivazione infantile apre strada a teoria attaccamento.
Peter Fonagy: estende studi di Bowlby usandoli su borderline.
Borderline non ha mentalizzazione.
Mentalizzazione: capacita di mettersi nei panni dell’altro (=tenere a mente la propria e l’altrui mente).
Decifrare il suo comportamento in termini di stato mentale, non solo come reazione a fatti esterni.
Wilfred Bion: pioniere del concetto di mentalizzazione.
Elementi Beta (emozioni, esperienze sensoriali )  Funzione Alfa (attivita mentale che porta la pensiero) 
Formazione del Pensiero (dell’immagine mentale)  Funzione cognitiva legata alla PAROLA.

Lessitimia (=difficolta di mentalizzazione degli stati emotivi) si riscontra spesso in soggetti psicosomatici
(perché in essi il pensiero non viene simbolizzato ma diventa “atto”  acting-out).

Bion: nel borderline come difesa primitiva no simbolizzazione ma azione  meccanismo di difesa =
identificazione proiettiva.

Simon Baron-Cohen:
autistici  deficienza neurologica  no mentalizzazione  strategie evitanti.
Borderline  fallimento cognitivito gia a 2/3 anni  no mentalizzazione  acting-out.
Bordeline = stabilmente instabili.
Terapia di Fonagy per borderline: indirizzare e stimolare processi psichici senza rappresentarli, per avere
Trasformazione Psichica.

Malanie Klein e Wilfred Bion:


In borderline: fallimento processi di elaboraz dell’esperienza  no armonia fra sensi e loro rappr.
Vs Fonagy:
In Borderline fallimento si ha in costruz. di rappresentazioni di secondo ordine (2/3 anni).
Periodo interessato:
- sviluppo del complesso edipico, sviluppo della mentalizzazione.
- si crea sicurezza con cui affrontare paure che si esprimono con costruzioni fantastiche.

Fonagy e Target: mentalizzazione, come processo evolutivo = integrazione fra aspetti cognitivi e affettivi.

Winnicot
Declina teoria dell’attaccamento di Bowlby. Studia processi maturativi (sviluppo di ES e IO) in ambiente
facilitante (cure della madre).
Madre oggetto: bersaglio di esperienze con emozioni
Madre ambiente: bersaglio di risposte affettive
Bambino ha reazioni aggressive  madre deve creare equilibrio, senza vendicarsi.
Sé del bambino  scaturisce da gioco e da ambiente facilitante
Vero sé: si sviluppa in ambiente materno empatico
Falso sé: difende vero sé da attacchi materni.
Rapporto madre-figlio è importante DALLA NASCITA!
Madre gestante: sente bambino come oggetto interno. Fa defluire interesse da proprio io verso bambino =
PREOCCUPAZIONE MATERNA PRIMARIA  se manca, disordine materno.
Due tipi di madri:
 ha interessi troppo preponderanti verso di se. Gestazione come malattia  no svezzamento
 troppo apprensiva. Bimbo è una preoccupazione patologica  se riesce a svezzare, bruscamente

Incoscio, realtà psichica e sessualità del bambino:


 si sviluppano da nascita a vecchiaia.
 Dobbiamo fornire a bambino ambiente in modo che 1) prenda posto nella comunità ma 2) senza
perdere la sua individualità

Bowlby: teoria attaccamento si fonda su vissuti primitivi interiori ed esperienze reali di attaccam a figura
materna.
Bowlby si distacca in parte da psicoanalisi classica. Si sofferma su interazioni fra genitori e figli.
Sviluppo socioemozionale del bambino è messo in relazione con la sua famiglia di origine.
Comportamento di attaccamento: persona mantiene una prossimità nei confronti di un’altra ritenuta in
grado di affrontare il mondo.
Per avere adeguato attaccamento: individuo deve realizzare confini psichici e corporei appropriati
(comportamento + fisiologia  attaccamento corretto).
Individuo ha inclinazione spontanea a stringere relazioni emotive intime.

Eziologia di problemi che riguardano rapporti madre-figlio:


 Winnicot: dovuti a madre non sufficientemente buona
 Kernberg: le prime esperienze madre figlio non hanno ruolo chiave
 Bowlby: individui devianti hanno subito durante infanzia deprivazioni da parte di figura materna 
carattere anaffettivo psicopatico.

No protezione materna  naturalmente, bambino si arrabbia


 attenzioni materne lo gratificano
 Invece se ignorato, rabbia diventa aggressivita  attaccamento compromesso! Rabbia diventa
disfunzionale. Crea legame di attaccam angosciante. Da adulto, legami con altri caratterizzati da
senso di rinuncia (non ha senso stabilire rapporti) o da preoccupazione e rabbia.

Invece in Freud, Melanie Klein, Otto Kernberg: aggressivita è componente innata. Ostacola sviluppo di Io.
 Kernberg: aggressivita = “distruttivita innata”
 Bowby: aggressivita e violenza dipendono da madre incapace di riconoscere stati e bisogni del
bimbo.

Bowlby: Mentalizzazione si sviluppa attraverso empatia e attraverso esperienza passata di essere stato
compreso e contenuto durante relazioni di attaccamento.

Felicity De Zulueta
distruttiva che arriva a omicidio, rapina  dovuta a insuccesso dell’attaccamento e di sconvolgimento di Sé.
Culla negata, deficit affettivio vengono compensati con comportamenti pseudo-virili.
Soggetto non ha figure di riferimento  disorientamento, ricerca di nuove figure di riferimento, difficolta
nei rapporti e senso di vuoto angoscioso.
Distruttivita del bambino potrebbe anche essere contenuta apparentemente, per poi esplodere.
Personalita antisociale  scissione immagine materna introiettata  proiettata su compagno di crimini.
Dialogo controaggressivo con figura materna  crea incapacita di elaborare aggressivita  mancanza di
compassione, aiuto e speranza progettuale.
Funzione Comportamento deviante: sembra servire a salvare Sé ed Io da disintegrazione. Io sperimenta
vuoto, abbandono per assenza dell’attaccamento alla madre.
Azioni delinquenziali soddisfano bisogni di essere colpevole e altri bisogni, usando sublimazione.
“Minaccia di castrazione”  dovuta a insufficienza psichica. Si ha paura di lasciarsi andare, non si vive
piacere. Se ci si lasciasse andare  si annullerebbe il false se  si richierebbe nuova castrazione per aver
messo a nudi i propri bisogni di fronte all’altro.

1.2 TEORIA DELLA RELAZIONI OGGETTUALI


La teoria delle relazioni oggettuali ha causato spostamento dell’interesse della psicoanalisi dalle pulsioni
all’ “oggetto” / alle relazioni (o meglio verso i rapporti oggettuali e quindi le dinamiche relazionali).
Oggetto non è più appendice della scarica pulsionale, ma ha una funzione “relazionale” (???).

Teoria delle relazioni oggettuali: “il termine indica teorie che riguardano lo studio delle relazioni tra persone
esterne reali, e immagini e residui interni di relazioni con esse, e del significato di questi residui per il
funzionamento psichico”.

Rapporti oggettuali sono importanti perché:


 essere umano ha bisogno di proiettare su oggetti esterni ansie persecutorie e depressive;
 stanno alla base di meccanismi di identificazione indispensabili a costruire identita

Al centro delle relaz. Oggettuali c’è: reciprocità, crescita, sperimentazione di sé stesso oppure svuotamento
e perdita dell’Io.

Bowlby, Merton Gill, Mitchell:


esiste pulsione innata in sé e per sé (= motivazioni non personali ) verso relazioni interpersonali
(=attaccamento)
Freud:
individuo vuole raggiungere gratificazione pulsazionale (= motivazioni personali) intrattenendo
relazioni interpersonali (=attaccamento)
Sandler:
obiettivo dell’attaccamento non è gratificazione istintuale ma senso prototipico di sicurezza
 oggetti esterni e interni che soddisfano bisogno di affermazione e rassicurazione , e creano
sicurezza diventano per il bambino oggetti di attaccamento.

MIA: Relazioni oggettuali sono appunto le relazioni che forniscono tali oggetti di attaccamento.
S. Stella: una relaz. Si crea gia quando il bambino entra nelle fantasie dei genitori.
Winnicot: si ha relazione anche durante la gravidanza.
Winnicot: non c’è una madre senza un bambino e viceversa.

L’OGGETTO DEVE CONSIDERARSI REALE O FANTASMATICO?


Libido: oggetti interni buoni. Aggressivita: oggetti interni cattivi.
M.Klein: sono importanti oggetti interni e fantasia inconscia.
Bowlby: importanza invece dell’oggetto reale.
Balint: oggetto esiste di per sé (per quanto oggetto di fantasia)
Stella: evidenzia importanza degli oggetti reali
Fairbairn: evidenzia effettuo traumatico della separazione fra madre e bambino, e necessità di evitare che
bambino assista a momenti di intimita sessuale.

Teoria delle relazioni oggettuali studia il residuo (=oggetti interni) dovuto nella mente alle relazioni
oggettuali.
Oggetto-Sé: ruolo svolto da altre persone nei confronti dei bisogni di specularità, idealizzazione e
gemellarità del Sé del bambino.
Sé:
[Heinz Kohut]: In senso ristretto: struttura specifica dell’apparato mentale. In senso più ampio:
centro dell’universo psicologico dell individuo. Non conoscibile nella sua essenza.
[Freud]: Io = Sé  Io contrapposto all’oggetto.
[Kernberg]: struttura intrapsichica consistente in rappresentazioni multiple del Sé.
Rappr. Del Sé: struttura affettivo-cognitiva che riflette percezione che una persona ha di se in
relazioni oggettuali.
Relazione oggettuale: interazione reale o fantasticata con altri individui.

[Kernberg] Disturbo borderline di personalita: patologia in cui prevale una difficolta nell’investire
stabilmente la propria carica affettiva nell’oggetto esterno. In essa si rinnova timore di separazione dalla
figura materna. La madre presenta un disturbo della disponibilita emozionale.
Il paziente borderline, gia a 3 anni circa, non ha capacita di raggiungere un oggetto interno costante
(immagine materna interna)  intolleranza e solitudine.
Sviluppano aggressivita di tipo orale.
Paziente borderline usa, come meccanismo di difesa, la scissione: processo inconscio che separa sentimenti
contraddittori. Egli mostra incapacità di saper integrare aspetti buoni e cattivi di sé e della madre.
A. Stern: il borderline è imprevedibile, ipersensibile. Ha difficolta di transfer.

Teorie di Kernberg vs Kohut su pazienti borderline:


 Kernberg: priorita del conflitto, che si spiega nell’incapacita di sintetizzare introiezioni positive e
neg.
 Kohut: priorita alla mancato sviluppo di introiezioni contenitive  intolleranza e frustrazione.
Ricerche cliniche di Fonagy:
 Molti borderline hanno attaccamento insicuro, associato ad esperienza traumatiche e diminuz della
capacita riflessiva.

1.3 ARCHETIPO E RELAZIONI OGGETTUALI


Il Fanciullo Divino, il Sé, il Vecchio Saggio, la Persona, la Grande Madre, l'Ombra, l'Eroe, il Briccone Divino,
Animus e Anima, il Viaggio, sono solo alcuni degli archetipi individuati da Jung. Archetipo deriva dal greco
archè - governo, principio e tupos - primitivo, originario. Gli archetipi sono dei principi primitivi che vanno al
di là delle culture, dei simboli, sono delle forme senza contenuto, delle possibilità dell'inconscio e delle
realtà in bilico tra corpo e spirito. Gli archetipi aiutano l'uomo nel processo di individuazione della
coscienza.

Archetipi: fondamentali per definire rapporto madre-bambino. Archetipo = modello originario di forma di
cui le cose sensibili sono copie.
Stein: Archetipo = costrutto teorico, postulato che supporta la comprensione dei fenomeni della psiche.
Jung: oggetti reali presentati al soggetto possono essere vissuti in accordo con forme, modelli che si
possono trovare in un “ambiente mediamente attendibile”.
Educatore e figure genitoriali devono presentare al bambino oggetti adeguati alle sue aspettative
archetipiche durante il suo percorso evolutivo individuale.

Stimolo dei sensi da parte dell’oggetto  rappresentazione archetipica  proietta su oggetto significato
archetipico  oggetto viene interiorizzato come oggetto interno.

[Klein] Se al bambino presento oggetto adeguato  egli sarà predisposto ad attaccamento o imitazione.

R.D. Fairbain: non è la ricerca del piacere a promuovere il comportamento ma la ricerca dell’oggetto.
Klein: l’oggetto è motivazione, in quanto contiene valenze affettive.
Klein: introduce “oggetto parziale”. Angoscia è presente fin dalla nascita. E’ conflitto fra istinti di vita e
morte. Questi due istinti creano oggetto interno buono (es: seno con attributi libidici) e oggetto interno
cattivo (es: il seno o il seno-pene come oggetto persecutorio). Bambino introietta oggetto buono e proietta
quello cattivo all’esterno per mantenere le parti divise  si parla di oggetto parziale. Es: descrivere la
madre come comprensiva ignorandone tutti gli altri aspetti, sviluppando un archetipo.
Archetipo = è anche una fantasia inconscia infantile predeterminata.
All’inizio il Sé è una entità indifferenziata-integrata. Nella vita intrauterina e dopo, alcune potenzialita
archetipiche si separano (il succhiare, il piangere). Gli oggetti adatti possono liberare gli archetipi nel
bambino che vi indirizzera una parte della sua libido.

Winnicot: come bambino percepisce realtà esterna di un oggetto?


“Oggetto soggettivo” vs “oggetto percepito oggettivamente”.
Oggetto soggettivo = oggetto come estensione del se. Oggetto offre holding, ed anche sensazione di
fusione.
Bambino vive madre come oggetto soggettivo.
Oggetto percepito oggettivamente: oggetto che ha esistenza esterna, indipendente dal proprio onnipotente
controllo.

Winnicot: Rapporto fra bambino e oggetto transizionali.


Prima di imparare differenza fra sé e non-sé [4 - 12 mesi], il bambino per evitare ansia deve avere un
oggetto inanimato vicino a sé (rappresenta sia madre che bambino).

Winnicot: fasi del bambino verso la maturazione adulta.


PRIMA FASE: Il seno e la madre reali. Il bambino, per predisposizione, unirà le sue aspettative archetipe del
seno e della madre creando , dopo diverse esperienze, l’oggetto interno per se stesso e per il suo uso.
Formazione di immagini archetipiche  relazioni oggettuali  creazione oggetti archetipi interni 
archetipo alimenta una capacità interna del bambino.

Jung
Archetipo = forma a priori che organizza e definisce esperienza.
Archetipo = istinto fornito di energia specifica.
Dei = metafore di comportamenti archetipici. Miti = messe in atto archetipiche.
CAP 2 DALL’INCLINAZIONE
ANTISOCIALE ALLA DEVIANZA
2.1 DISTURBO DEL CARATTERE E INCLINAZIONE
ANTISOCIALE SECONDO WINNICOT
Carattere = dimostrazione della salute o della patologia di un essere umano.
Io/Personalità deformato  disturbo del carattere.
Disturbo del carattere è l’estremo tentativo di far fronte alle proprie anomalie.
Quindi, il fanciullo che compie piccoli furti, bugie, ecc.  ha un disturbo del comportamento  personalita
deformata da elementi anti-sociali.
Ma secondo Simmel: la vita sociale presenta un elemento “asociale” connaturato. L’individuo vive
contemporaneamente nella societa e come se stesso. Vita sociale è intessuta di tendenze antisociali.
 I sociologi non possono spiegare il perché di un’azione, perché essa è legata alla spontaneità
individuale, ma possono analizzare le forme che l’azione può assumere.
Emile Durkheim: l’uomo è sia sociale che asociale. Il bambino è egoista ed asociale e và perciò educato.
Società trasforma in sociale qualcosa che di suo non sembra esserlo (uomo).
Personalità antisociale  non ha senso di colpa.
Senso di colpa non è presente nei primi stati di sviluppo affettivo.
Soggetti che delinquono con recidività Hanno forte tendenza a perdere e riconquistare senso morale e
si possono distinguere in due categorie:
 Bambini che manifestano una sana cattiveria  risolvono patologicamente senso di colpa.
 Soggetti che dimostrano di non avere del tutto senso di colpa  compioni crimini nel disperato
tentativo di provarlo.

Freud, Winnicot: Mancanza di cure materne, fallimento dell’assistenza all’infanzia  possono causare
tendenza inconscia a delinquere.

Orgasmo dell’Io: esperienza altamente soddisfacente come un concerto o il gioco per il bambino.
Orgasmi dell’Io, e non “rapporti dell’Es” sono elementi di una buona vita.

Deprivazione precoce puo produrre nel bambino comportamenti antisociali  ruba. In realtà sta lottando
l’angoscia legata alla deprivazione.
Quando un bimbo ruba lo zucchero è perche cerca la Madre Buona, dalla quale ha diritto di prendere tutto
cio che è dolce. Questa dolcezza è sua perché è stato lui a “inventare” la madre.
Bambino si impossessa di oggetti nel tentativo di ritrovare la madre buona e perduta.
Un comportamento infantile coartato, poco spontaneo ed angosciante è sinonimo di “infanzia rubata”e
può portare a comportamenti antisociali/criminosi stimolati da aggressività dovuta a perdita di sicurezza
(disfunzione del rapporto primario con la madre)  non ha potuto introiettare archetipo materno positivo.

2.2 ORIGINI DELLA TENDENZA AL


COMPORTAMENTO CRIMINALE
Walter Benjamin
Il carattere determina il destino immodificabile di ciascun individuo che lo indirizza verso infelicita e dolore
 felicità = liberazione dal proprio carattere, dal senso di colpa procurato da incatenamento nel carattere.
Ordine giuridico causa identificaz nell’essere colpevole  impossibilita ad accedere felicita e di rivelarsi
come un essere criminale. Senso di colpa, in questi casi, deriva da un atto considerato irreprensibile.
Freud “L’Io e L’Es”: in molti (soprattutto giovani) delinquenti c’è un senso di colpa che preesiste all’atto
criminoso! Come se collegare questo senso di colpa pre-esist. a qualcosa di reale potesse dare sollievo.

Carattere non è fisso. Dipende da vissuto, natura biologica.

Wilhelm Reich: Formazione del carattere = costruzione di una corazza che contiene energia sessuale.
Sessualità “intrappolata”  nevrosi o malattie psicosomatiche.

Freud: crimine è conseguenza patologica del carattere. I delinquenti recidivi  delinquenti per senso di
colpa.
Freud: senso di colpa pre-esistente all’atto criminale proviene da complesso di Edito dovuto a desidero di
patricidio e incesto con la madre.
Klein: fondamento di tutte le perversioni si origina nel primo sviluppo del bambino. Es di concezione di
rapporto sess nel bambino: padre o sé stesso sventra, percuote dilania madre. Tali fantasie inducono certi
crimini, es: Jack Squartatore.
Klein: analogia fra orrendi delitti e fantasie incosce di bambini.

Divieti dei genitori permettono formazione di Super-Io, che racchiude immagini genitoriali e fantasie
sadiche. Rimozioni cancellano eventi traumatici da coscienza ad inconscio  conflitto persistente;
impossibile elaborare fantasie perverse che si manifestano nel gioco. Non potendo essere sublimate le
fissazioni restano intrappolate in un processo circolare.
Senso di colpa ed espiazione con la punizione sono uguali in bambino e criminale recidivo.

2.3 identificazione del fenomeno di devianza


Devianza = allontanamento dalle norme comuni.
Deviante: soggetto male adattato, minaccia per classe dominante, soggetto negativo in base ai valori
prevalenti.

2.4 Disagio e Devianza minorile


Devianza: definizioni molteplici.
Devianza = insieme di comportamenti che infrangono valori che (in un certo momento storico e societa)
sono validi e fondanti per il gruppo sociale dominante.
Criminale è sempre deviante, ma non viceversa.
Devianza e delinquenza variano a seconda delle regole sociali.
Devianza = disagio che scaturisce da carenza di dialogo fra attori in un sistema sociale.
Devianza è spesso presente in età adolescenziale.
Adolescenza: presenta molte ambivalenze. Indipendenza vs bisogno di protezione. Conformismo e
Ribellione. Desiderio di maturità e comportamenti immaturi. Progettualità e Passività.
Disagio Adolescenziale  Reato  strumento di comunicazione di un malessere.
Cause di devianza non vanno ricercate solo in formazione della personalità anche nel contesto sociale!
Famiglia attuale non è in grado di gestire rapporto padre-figlio  giovane conosce la solitudine e deve
formarsi personalità da solo.
Causa della devianza minorile non và indagata nelle causa di comportamenti asociali o antisociali. Essa
sembra dipendere dalla situazione esistenziale del soggetto, e dalle sue capacità a reagire alle sue
condizioni di vita.
Anni 30: devianza era attribuita a componenti intellettive e volitive, non emotive e caratteriali  veniva
corretta con riformatori e case di rieducazione.
Anni 50: devianza si riteneva causata da disagio dovuto a vicende personali e familiari  corretta con
“focolari” e “gruppi famiglia”.
Fine Anni 70: funzioni rieducative (osservazione e trattamento) spostate in enti locali.

2.5 incidenza della devianza minorile in italia


Negli ultimi 20 anni auemtno del 67,40% dei minori di 14 anni denunciati, registrato nel 1990 e poi
stabilizzatosi.
Al sud: ragazzi della mafia. Al centro nord: minori stranieri criminali.
Forme di violenza immotivata: bullismo.
Ragazzi con meno di 14 anni: non perseguibili penalmente, ma condannabili a riformatorio o libertà vigilata.
Forse aumento dipende da maggiore consapevolezza del fenomeno.
Auemtno dei denunciati fra 14 e 18 anni. Aumento di delitti contro famiglia e persona (82,82% e 74,25%)
contro il 46,57% dei reati contro il patrimonio!
Adolescenti non mettono piu in atto solo condotte devianti ma spesso commettono più omicidi e lesioni
che in passato.
120% in piu di stranieri denunciati.

2.6 teorie eziologiche sulla devianza


PRIMO GRUPPO DI TEORIE
 Concenzione di devianza di Merton R.K.: forma di adattamento alle pressioni anomiche [Durkem]
della società. Soggetto risponde normalmente con comportam deviante a pressioni della struttura
della societa quando esse provocano dissociaz fra aspirazioni prescritte culturalmente e vie
socialmente strutturate per il loro raggiungim.
 Teoria della delinquenza giovanile sub culturale di Cohen: osservato alto tasso di criminalità in certe
aree urbane  nesso fra disorganizzazione sociale e delinquenza giovanile.
SECONDO GRUPPO DI TEORIE
Devianza esiste solo se sono presenti gruppi sociali in contrasto con convenzioni sociali e norme condivise.
 Teorie dell’associazione differenziale [Sutherland]: considera comportam delinquenziale inteso
come comportam sub culturale  delinquenza dovuta ad acquisizione di valori, norme,
atteggiamenti in contrasto con figura dominante.
TERZO GRUPPO DI TEORIE
Devianza prodotto di processi di socializzazione inadeguati. Rapporto fra stili educativi e comportam
deviante. Devianza collegata a struttura della personalità. [Bandura]: apprendimento delle regole morali
avviene osservando gli altri.

2.7 Teoria dell’etichettamento


Alle teorie precedenti sulla devianza si sostituisce la teoria dell’etichettamento.
Deriva da Interazionismo Simbolico (IS) di George H. Mead.
Mead ha ricercato una spiegazione del problema sociale nei processi devianti e nel rapporto individuo
società.
IS trae origini da pensiero di Mead: egli sostiene che fra soggetto deviante, norme, reazione sociale, effetti
della devianza e devianza stessa non si crea un semplice rapporto causa effetto (eziologico, deterministico)
ma un processo interattivo.
Il Sé viene costruito gradualmente nel bambino , quando individuo si inizia a vedere come oggetto sociale.
Tale costruzione avviene con l’imitazione ed il gioco. Bambino diventa essere sociale agendo allo stesso
modo verso sé stesso e verso gli altri. Parlando a sé stesso (come agli altri) crea un forum interiore ossia la
“mente”  Esperienze del suo corpo e immagini del suo passato entrano a fare parte del Sé.
Il soggetto comprende il significato del gesto quando, osservata la reazione dell’altro alla sua condotta, è
capace di entrare nei panni dell’altro e riproporre egli stesso tale reazione.
Il simbolo diventa significante quando si ha al tempo stesso la capacità di essere l’altro oltre che sé stessi.
Nel passaggio dal gioco puro a quello organizzato l’individuo apprende il punto di vista delgi altri.
Interiorizza nel Me gli atteggiamenti altrui e sperimenta il proprio ruolo in sistemi di regole. Soggetto si
costruisce un “altro generalizzato”, un sistema integrato che consente di vedere la prospettiva delgi altri
componenti del gruppo.
Gioco agonistico: il proprio Sé contrapposto a quello degli altri. Soggetto si sente parte del gruppo e si fa
portavoce di regole e norme (dato che egli deve vedersi come lo vede il gruppo).
La risposta di un individuo ha un significato quando sottende un atteggiamento che generalizza il Sé e gli
altri.
L’individuo è legato all’ambiente, in cui usa gesti simbolici (validi per se e gli altri) attraverso un
atteggiamento generalizzato (verso di sé e gli altri).
La mente è un campo non limitato all’individuo, ma che include in qualche modo anche l’ambiente: il
significato appartiene alle cose anche attraverso il rapporto che queste hanno con gli altri; non è
riconducibile solo ai processi mentali degli individui.
La concezione di Mead richiede empatia e partecipazione per penetrare nell’universo simbolico della
devianza.

2.8 Labelling theory: discriminazione e


attribuzione di status
Anni 60: Labelling Approach (LA) sposta accento dell’analisi da cause del comportam deviante ad analisi
delle sue manifestazione, del suo formarsi, dell’interazione fra discriminazione e devianza ed in generale
dell’interazione (non semplice causa effetto!) fra cause ed effetti della devianza ecc.
Si basa su Scuola di Chicago e Interazionismo Simbolico di Mead, insistendo su dinamica della formazione
del Self.
LA: il deviante è tale perché la società etichetta come tali certe azioni. La devianza viene “creata” dalla
società stessa.
Altre teorie cercano cause della devianza. Questa è detta “reazione sociale” perché cerca di capire come e
perché una condotta sia definita deviante nella società
 La devianza non è disfunzionale al sistema sociale ma utile: in essa il sistema definisce il confine
della propria conformità. Il deviante serve alla società per avere un termine di paragone
negativo. Il deviante è un capro espiatorio: la società concentra su di lui sdegno ed emotività,
tralasciando altri atteggiamenti devianti della classe dominante.
1959, Dentler ed Erikson: devianza è un comportamento indotto e sostenuto dal gruppo in quanto ad esso
necessario.
Teoria dell’Etichettamento: il criminale è colui che, fra i molti atti illegali, ne compie alcuni. Ad es: un furto
tramite operazion finanziarie non viene percepito come crimine squalificante allo stesso modo di un furto a
mano armata.
Secondo la teoria c’è una discriminazione in base a tipo di delitto, ambiente ed autore del fatto.
La stigmatizzazione della devianza da parte della società/gruppo, fa in modo che il soggetto deviante
riconosca sé stesso nell’etichetta assegnatagli.

2.9 Gli Outsider di Howard Becker


Mette in rapporto devianza e processo di attribuzione dello status di deviante.
Critica le definizioni di devianza che si basano solo sulle norme. Pone invece devianza in rapporto con i
processi che creano la regola violata.
Un individuo che non rispetta una norma creata dal gruppo è detto “outsider”.
Becker ci aiuta a capire come si consolidi una personalità deviante e come si formi una subcultura deviante.
Consolidamento personalità deviante: dovuto a:
 interazione fra comportam di violaz di una norma e risposta sociale ad esso.;
 interazione con devianti più esperti, che crea interessi e motivazioni devianti;
 etichettamento del soggetto come deviante  IMPORTANTE. Cambia identità pubblica e quindi
atteggiamento e stile di vita;
 Ingresso in gruppo deviante organizzato;
Strada scelta dal deviante è risultato di un processo di interazione fra reazioni-sanzioni degli altri e dinamica
Io-Me del soggetto.

3 AGGREGAZIONE E DEVIANZA
3.1 GRUPPo
Insieme di soggetti con ruoli e status sono interrelati.
Numero di partecipanti: tale da permette incontri in spazi limitati e conoscenza degli uni con gli altri.
Si trasformano continuamente.
Vita nel gruppo ha scopo di migliorare la sopravvivenza dell’individuo.
Riassumendo, in un gruppo:
 I membri interagiscono e si influenzano;
 Vigono norme di comportamento;
 Ogni membro assume certi ruoli;
 I membri sono interdipendenti per arrivare agli scopi del gruppo.
Tipi di gruppo:
 Strumentale: vuole raggiungere obiettivi specifici
 Affiliativo: obiettivi generali
Altra classificazione. Gruppo:
 Primario: almeno 3 soggetti che interagiscono per molto tempo con rapporti face to face (famiglia,
gruppo dei pari);
 Secondario: i componenti non si conoscono o si conoscono solo in base a certi ruoli formali
(aziende, partiti, ecc.)
Classificazione in base al numero:
 Triade: 3
 Piccolo gruppo: 4-12. In gruppi più grandi si formano sempre Piccoli Gruppi.
 Gruppo mediano: 10-30. Relazioni meno strette.
 Grande Gruppo: da 30 in su.
Gruppo dei pari, importante per emancipazione degli [pre]adolescenti.

Motivi del senso di appartenenza ad un gruppo:


 Vicinanza
 Somiglianza: si intende affinita di pensiero.
 Identificazione: la propria personalità viene costruita assimilando atteggiamenti e pensieri altrui.

Nel gruppo ha origine l’identità sociale. Questa si costruisce attraverso 3 processi connessi:
 Categorizzazione: soggetto crea classi di appartenenza massimizzando la somiglianza dei
componenti (età, religione, ecc.) e discrimina chi non vi appartiene.
 Identificazione: identificazione sociale viene costituita in base all’appartenenza a molteplici gruppi;
 Confronto Sociale: soggetto confronta il proprio ingroup con altri outgroup, valutando il proprio
come il migliore. Egli deve convalidare continuamente questa valuazione con occasioni di
“confronto sociale” con altri gruppi (confronti fra tifoserie, ecc)

Social Identity Theory (SIT) ha influenzato ricerca sui gruppi e su altri fenomeni come razzismo, tensioni
internazionali, ecc.
Soggetto in età adolescenziale si affilia e si associa al gruppo per sperimentare piacere dovuto a intimità con
altri, per esprimere e condividere propri sentimenti, trovare conferma del proprio valore.
Identità personale e sociale si sviluppa nel corso della vita, e la relazione fra i pari ne costituisce un passo
importante.
L’identità è posta in crisi dalla diversità (negativa, inferiore, opposta).
Differenza viene vista come portatrice di devianza.

I gruppi [pre]adolescenziali sono spesso a rischiodi devianza.


Devianza del gruppo si manifesta come problema di rapporto con il mondo esterno; è influenzata da
contesto sociale più globale.
Kohut: il gruppo ha compito di fornire esperienze di rispecchiamento, gemellarità, idealizzazione, in virtu
delle quali il soggetto può avere una coesione del Sé.

Bowlby: attaccamento come intimità fra persona-persona.


Desiderio di affiliarsi e vivere un’intimità di un gruppo, porta i membri ad attribuire valori positivi ad esso.
Elemento che determina appartenenza a gruppo è l’esperienza affettiva, costituita da sensazione di
sicurezza, condivisione e crescita.
I membri del gruppo sono spinti ad agire per formare legami di attaccamento per stabilire una base sicura o
idealizzare sé.
Desiderio di Trasgressività caratterizza adolescenza. È difficile capire se questa trasgr. sia desiderio di
crescita o segno di disagio. I comportam antisociali che ne derivano possono quindi essere o transitori o
primo passo verso la devianza “cronica”.
BANDA: aggregazione patologica di gruppo. Serve a condividere proprie frustrazioni, paure, ansie con altri
membri, usando identificazione proiettiva precoce. Acting-out è un atto liberatorio. Violenza usata per
catturare attenzione dell’adulto e avere riconoscimento del gruppo in pubblico.

Freud: aggressività dell’individuo può essere intesa come un sentimento di odio che ha un propria origine,
non come degenerazione dell’amore.
Giovani esclusi da sistema familiare e sociale determina frantumazione dell’identità di certi adolescenti, che
cercano di riguadagnarla in microgruppi con un quadro emotivo alterato rispetto a quello normalizzato.

Azioni dei membri vanno intese sempre in senso collettivo: l’identità del gruppo si afferma con l’azione
distruttiva.
Gruppo non violento non persegue il potere (PG 60: APPROFONDIRE?).

Erikson ed Empey: numero di reati fra ragazzi di classe e cultura media è inferiore è simile!
Bambini nei giochi di infanzia si identificano con aggressore e dominano scena, con toni simili a quelli usati
dai genitori durante l’educazione. Allo stesso modo, nel gruppo di adolescenti i ragazzi usano capacità di
socializzazioni apprese in famiglia e scuola.
Malessere giovanile: rappresentante di stato indefinibile di inquietudine, turbamento, sconforto che può
produrre risposte di disagio e portare il giovane alla ricerca di piacere immediato.
Malessere causa uscita del giovane da itinerario formativo.
Disagio può esprimeri nel vuoto esistenziale, nel silenzio (che teme il giudizio) che invece avrebbe bisogno
di ascolto e comprensione.

Quando il giovane non raggiunge un’indentità di base in famiglia egli aderisce a un gruppo deviante.
L’adolescente si vede negare sia l’identità di bambino che quella di adulto.

CONCETTO DI “COMPITI DI SVILUPPO”: nella fase di adolescenza, problemi che l’individuo deve affrontare
e la cui mancata risoluzione crea difficolta successive. Posso differire da cultura a cultura. Esempi: capacita
di affrontare cambiamenti fisici, gestire relazioni con i pari dello stesso sesso o sesso opposto, relazione con
le istituzioni, ecc.
Bandura: un individuo si impegna ad affrontare un compito solo se si rende conto che potra superarlo con
successo.
Devianza minorile individuale e di gruppo si verifica con più facilità in subculture e strati sociali deboli.
I fattori di rischio maggiori per mebri di una gang sembrano essere basso livello di integrazione sociale,
assenza di genitori biologici, attaccamento parentale non adeguato. Basse aspettative rispetto a successo
scolastico (anche da parte di genitori). Bassa autostima, sintomi depressivi, facile accesso a stupefacenti.

E. Maccoby: membri di una societa elaborano regole per controllare aggressivita. “Dalla scuola materna alla
puberta, i bmabini si raggruppano per sesso”
Maccoby e Jacklin (1987) bambini di 4 anni e mezzo stanno piu tempo (3 volte) con coetanei dello stesso
sesso. 6 anni e mezzo: rapporto 11 a 1; 6-12 anni: evitano gruppi misti (per non essere derisi)  bambini
tornano a un modello di segregazione sessuale.

MORALE
Freud: sviluppo della moralità e del senso di appartenenza ad un gruppo hanno origine in repressione di
impulsi antisociali. Esperienza morale che ne consegue dipende da introiezione delle norme culturali
condivise. L’individuo per adeguarsi ad interessi sociali deve tralasciare i propri.
1mo adattamento:superare complesso di edipo.
Altro adattamento: incorporazione di regole e proibizioni date dai genitori (dopo la formazione del Super-
Io).

Piaget su sviluppo del senso morale: esso si basa su acquisizione di norme e valori e su scansione
cronologica di tali acquisizioni. Es: Il giudizio morale del fanciullo. In esso si analizzano le regole applicate al
gioco delle biglie. Fino a 4 anni: regole sono abitudini individuali che danno origine a rituali motori
(bambino sembra giocare sempre da solo, anche se in gruppo). 2ndo stadio: stadio egocentrico. Bambino
riceve regole dall’esterno. Anche se gioca piu attivamente con altri bambini non riesce a mettere in
relazione sue azioni con quelle degli altri. Alla fine del gioco pensa sempre di aver vinto.
3zo stadio. Cooperazione. Il bambino codifica regole da assegnare a tutti. Gareggia per vincere e interagire
con i compagni.
4to stadio. Codificazione. Le regole, prima ritenute intoccabili, possono essere soggette a modifiche
condivise dagli altri. C’è piacere nel comprendere e creare regole.
In questa evoluzione, morale del bambino passa da egocentrismo ad ampia cooperazione.
Fino a 6-7 anni: eteronomia morale. Incapacità di valutare punto di vista altrui e rispetto totale dell’adulto.
Bambino accetta regole morali esterne come inviolabili.
Dopo: autonomia morale.
Freud: origini della morale nel meccanismo di rimozione dovuto ad angoscia di castrazione e a senso di
colpa dovuto a rapporto con la masturbazione maschile.
Masturbazione come sintomo-fenomeno  genera senso di colpa (riattivato da colpa per uccisione del
padre per mano dell’orda primordiale) che conduce il fanciullo a elaborare legge introdotta dal padre. Tale
legge gravita sopra desiderio dell’incesto ed è minaccia di evirazione.

3.2 Devianza come comportamento creato dal


gruppo.: Kai T Erikson.
Nuova concezione della devianza. Accentua elementi della Labeling Theory.
Termine Devianza si riferisce alla condotta che un gruppo considera pericolosa o imbarazzante o irritante
tanto da punirla. Essa non è proprietà insita di un comportamento, ma viene attribuita ad esso dalla
societa. Per capire se un comportamento è veramente deviante si deve percio comprendere i valori
culturali di coloro che vi reagiscono.

Nello studio delal devianza la variabile è la società non l’individuo.

Reazione di un gruppo (= ogni tipo di collettivita umana che condivide norme) verso comportamenti
devianti: tende a mantenere i propri confini. Cioè i suoi membri si attengono ad un certo insieme di attività
e condannano chi esce dalle restrizioni. I tipi di comportamento che meglio delineano i confini del gruppo,
sono quelli devianti.
Secondo Erikson molte istituzioni create per frenare devianza la favoriscono (prigioni et similia),
raccogliendo i devianti in gruppi che possono creare sottocultura o trasmettere conoscenza criminale.

3.3 George Devereux: etnopsichiatria nella


ricerca e pratica sociologica
PG 70-74. TO DO

4 INFLUENZA DELLA MASSA NEI


COMPORTAMENTI DEVIANTI
4.1 PRIMI STUDI SULLA PSICOLOGIA DI MASSA
Folla può essere, in immaginario collettivo, forza brutale e selvaggia o insieme di cuori che battono all
unisono.
Psicologia della folla o collettiva: studia influenze su un soggetto da parte di un gran numero di persone
estranee. Ad es: perdita di controllo su se stesso, irrazionalita, mancanza di autonomia, tendenza ad
imitare senza valutare le conseguenze.

Il gruppo e la massa quali influenze possono avere sul soggetto deviante?

Scipio Seghele
la folla delinque perché prevalgono le “facoltà medie”, i sentimenti primordiali. La sua anima è costituita da
caratteristiche peggiori e piu brutali degli individui che la compongono.
Folla = aggregato di uomini eterogeneo e inorganico, formatosi senza accordo, che si trasforma
repentinamente in una unità organizzata, l’”unisono collettivo” con comportamenti che non ci si
aspetterebbe dai singoli individui che la compongono.

Pasquale Rossi
La folla ha un’anima. Quando la sventura cade su una comunità pare che un animo solo spiri dentro il corpo
unico composto di tante menti e cuori. È l’animo collettivo.

4.2 L anima collettiva in gustave le bon


Le Bon, Sighele: folla non è una semplice somma dei comportamenti individuali.
Le Bon: folla psicologica è un’aggregazione di persone che ha caratteristiche nuove e diverse da quelle dei
singoli individui, dando vita all’anima collettiva, cioè:
 Alla scomparsa di coscienza individuale
 Alla canalizzazione di sentimenti e pensieri verso stesso direzione.

Folla caratterizzata da questi fenomeni:


 Intelligenza dell individuo annullata
 Massa si comporta come bambino, primitivo, selvaggio
 No freni inibitori e senso di responsabilita
 Meno Capacità critiche
 No volontà personale; ricerca di un capo trascinatore
 Forte senso di appartenenza
Individuo -> eterogeneo. Folla -> omogenea.

Nella folla si ha contagio mentale: ogni sentimento ed atto si propaga e viene riprodotto dai componenti
della folla.
Individuo sente forza invincibile. Vive uno stato simile alla fascinazione dell’ipnotizzato.

4.3 Folla in Tarde, Trotte e McDougall


Tarde: nella folla gli individui si influenzano secondo legge dell’imitazione.
Tarde: distingue:
 Folle aspettanti: dominate da curiosita. più impazienti del singolo.
 Folle attente: >> >> >> . Attenzione più forte di quella del singolo.
 Folle manifestanti: dominate da forte simbolismo (bandiere ecc) e scarsa immaginazione
 Folle agenti: dominate da azione.
Folla nasce per volonta di un leader.

TROTTER
Per spiegare i fenomeni collettivi paral di Istinto Gregario Innato: la paura del bambino d irestare solo e il
timore di allontanarsi dalle opinioni di massa spingono il singolo a unirsi agli altri.

MC DOUGALL
Parla di Mente Collettiva, ossia di coscienza di gruppo: in ogni società altamente organizzata le azioni
collettive sono condizionate da un’organizzazione descrivibile come una mente, che non risiede nei singoli
individui ma nel sistema di relazioni fra di essi.
4.4 Freud: psicologia di massa e analisi dell’Io.
LIBIDO: l’energia delle pulsioni attinenti a tutto cio che puo venire compendiato come amore.
Freud intraprende indagine su struttura libidica presentata dagli individui in quanto componenti di una
massa o gruppo.

Processi psichici e pulsione che permettono a massa di restare unita:


 Per individuo svanisce concetto dell’impossibile
 Svaniscono inibizioni individuali
 Istinti inumani, crudeli, distruttivi emergono
Singolo:
 subisce una profonda modificazione della propria attivita psichica
 A) sua affettivita viene esaltata
 B) capacita intellettuale si riduce
  A e B per eguagliarlo agli altri della massa
Moralizzazione del singolo mediante la massa: il comportamento etico del singolo nella massa può superare
di molto il livello in isolamento (cosi come essere di molto inferiore ad esso).

In una folla prevalgono forze pulsionali dell’orda primordiale.

Coesione della massa è dovuta a libido fra individui e leader.


Massa non è tenuta insieme da suggestione ipnotica ma da libido verso figure da tutti temute e amate, i
leader (= surrogato del padre).

Alla base di una massa c’è il sentimento di giustizia.

Dissoluzione della massa avviene con il panico, a seguito di una situazione di pericolo o cedimento della
fiducia del leader.

5 DISTURBO DELLA RELAZIONE E


FENOMENI CRIMINALI
5.1 MOBBING
Costante atteggiamento discriminatorio e penalizzante nei confronti del personale, riferito all’azione attiva
operata dalla folla o da un gruppo finalizzato a screditarne e mortificarne la professionalità.

Per i mobizzati vedersi assegnati un lavoro duro, ripetitivo e improduttivo costituisce la disperante
caratteristica principale delle mansioni che si trovano costretti a compiere in un modo eccessivamente
faticoso e/o frustrante, in un ambiente spesso ostile.

Mobbing avviene quando la massa (organizzazione provvisoria in cui degli estranei agiscono in modo simile)
prevale sul gruppo (insieme di individui che interagisce influenzandosi e condivide interessi e scopi).

Mobbing: per competizione fra colleghi un individuo resta isolato, emarginato, fino all’eliminazione.

Mobbing orizzontale: fra pari. Mobbing Verticale o bossing: fra superiore e dipendente.
Heinz Leymann: per parlare di mobbing deve essere, a livello lavorativo, almeno un contrasto a settimana
per almeno sei mesi.
Per il mobbing le cure farmacologiche e psicoterapeutiche sono le migliori.

Cause del burn out:disconoscimento dei propri limiti oeprativi ed atteggiamenti negativi sociali condivisi.

Mobbing si puo dividere in 4 fasi:


 Conflitti, attacchi, scherzi feroci
 Stato cronico di ansieta, dovuto al prolungarsi continuo ed incessante delle aggressioni
 Atti di negazione dei diritti della vittima, tollerati o ignorati dalla direzione
 Dequalificazione, emarginazione, periodi di malattia di lunga durata

5.2 Bullismo
Bullismo sta ad indicare i comportamenti aggressivi che si manifestano nelle scuole elementari e medie
inferiori fra i bambini e le bambine.

Aggressività:
 Adler: manifestazione della volonta di potenza e di affermazione sugli altri
 Freud ante 1920 e Dollard: prodotto della frustrazione o del blocco di un comportamento diretto ad
ottenere una gratificazione
 Freud post 1920: prodotto di una pulsione primaria riconducibile all’istinto di morte, universale e
immodificbile
 Lorenz: esito di accumulo autonomo di energia in centri nervosi che sfocia esplosivamente in un
comportamento manifesto
 Mead: prodotto ricorrente di un dato tipo di socializzazione nell’ambito di una cultura che induce,
favorisce o premia comportamenti aggressivi
 Allport: risultato di una dislocazione dell’ostilità sentita verso un oggetto (individuo o gruppo) in
direzione di un oggetto diverso, favorita da forme di pregiudizio etnico, politico o religioso.

Prepotenza: è quindi un comportamento aggressivo, caratterizzato dall’intenzione di arrecare danno


all’altro. Si presenta con CONTINUITA nel tempo. La vittima deve essere DEBOLE ed incapace di difendersi.

Rene Barbier: tutta l’azione pedagogica è una violenza simbolica riferendosi a tutte quelle azioni che hanno
lo scopo di modificare il comportamento altrui.

Bullying: comportamenti in cui individuo non adulto si impone su un altro con violenza fisica o verbale, fino
a dominarlo o forzarlo ad agire contro la propria volontà.

Bullo = adolescente.
Gruppo di spettatori passivi aumenta forza psicologica del bullo.
Vittima del bullismo: personalita introversa, ansiosa, debole, con caratteristiche fisiche che vengono derise.
Cause del bullismo [Olwes]: disagio familiare, scolastico, solitudine.
Bullismo in età adulta può diventare mobbing.
Inaspettato: si è avuto un incremento della violenza diretta usata dalle bambine/adolescenti.
Caratteristiche psicologiche del bullo: mancanza di empatia per la vittima, non riconoscere espressioni non
verbali, deficit socio cognitivo, capacità manipolativa del gruppo.
Stile familiare del bullo: coercitivo, anaffettivo, permissivo. Madre assente, permissiva. La famiglia
incoraggia la violenza.
Abmiente familiare della vittima: iperprotettivo, caldo e accogliente ma anche chiuso e totalizzante.
Vittime da adulti: rischiano di essere soggetti a depressione o tendenze suicide.

5.3 BABY GANG


MOTIVAZIONE E CURIOSITA
Motivazione: complesso di forze che attivano, dirigono e sostengono nel tempo un comportamento.
Motivazione = comportamento motivato = pulsione: tutto ciò che spinge a perseguire determinati scopi.
Berlyne 50’-60’: teoria della curiosita, in cui parla di “motivazione al successo”.
Berlyne nel 60’: spiega rapporto tra risveglio e curiosita basandosi su teoria di riduzione dell’azionamento
del guscio. In un preciso momento per un individuo esiste un livello ottimale di risveglio, al di sotto del
quale l’organismo cercherà lo stimolo (ossia un comportamento esplorativo). Curiosità è quindi
conseguenza del “conflitto concettuale” (=dubbio, contraddizione, irrilevanza ecc.).
Caratteristiche di sorpresa, complessità, novità, incongruenza: Berlyne definisce queste caratteristiche
"proprietà collative" degli stimoli.
Berlyne distingue tra:
 Curiosità percettiva, che emerge in relazione a stimoli con proprieta collative, ossia contraddistinti
da caratteristiche di sorpresa, novità, incongruenza che inducono uno stato di dubbio e incertezza;
 Curiosità epistemica, che è generata da un conflitto concettuale, in presenza di dati discordanti,
informazioni parziali e situazioni di problem-solving. Induce comportamento esplorativo, detto
epistemico.
Insegnante dovrebbe predisporre proprietà collative degli stimoli nel bambino affinchè quest’ultimo attivi
un comportamento esplorativo che, ricercando info, gli consenta di superare conflitto cognitivo.

Cosa mantiene livello ottimale di attivazione dell’organismo:


 Berlyne: pulsione, ossia esplorazione funzionale
 Robert White: “motivazione intrinseca di effectance” o “competenza”, che produce comportamenti
non determinati da pulsioni o bisogni primari, rispondendo invece a esigenza di padroneggiare
l’ambiente  si parla di “motivazione intrinseca”.

Motivazione intrinseca = forma di adattamento ambientale (ambiente=attività?) in cui il soggetto rivolge


attenzione e competenze agli stimoli ambientali ed a comportamenti esplorativi e di curiosita per sentirsi
adeguato all’attivita che sceglie.
[Motivazione intrinseca: è innata in alcuni soggetti ed è lo stato mentale che proviamo quando ci
impegnamo in un’attività che ci piace e in cui siamo competenti].

BABY GANG
Baby Gang in azione: scontro fra ragazzi in eta adolescenziale.
Disagio adolescenziale non è ritenuto un fenomeno patologico e si differenza dalla devianza.
Baby Gang in azione sono rappresentate da “ragazzi della strada”: coloro che vivono ed hanno per interesse
la strada. Presentano disadattamento manifestato con furto, violenza ecc. Si organizzano in associazioni per
gestire droga e prostituzione.
Azioni che non rientrano necessariamente nel fenomeno SOCIALE di criminalità o malattia mentale:
 Rubare per divertimento
 Distruggere per teppismo
 Violentare per noia
Fanno parte delle azioni che possono essere compiute da gruppi di ragazzi in un contesto socio culturale
disagiato.
Causa di aggregazione dei soggetti in bande devianti: educazione familiare senza stima, rispetto che crea
mancanza di autonomia e debolezza caratteriale.
UN appoggio adeguato, anche al di fuori del nucleo familiare potrebbe essere una buona soluzione al
problema.

LA MALVAGITA
Saggezza biologica: arreca danno solo come risposta di un bisogno o di un istinto di sopravvivenza.
Scelta arbitraria: arrecare danno come azione malvagia e crudele.
Motivazioni negative  generano disprezzo e odio  aggressivita  istinti sadici di superiorita della
vittima.
Winnicot: sia amore che odio implicano aggressivita, che può essere sintomo di paura.
Alice Miller: visioni del futuro di ogni individuo sono da mettere in relazione con le primissime esperienze
dell’infanzia. Sofferenze rimosse nei primi anni di vita  possono creare vissuti che soggetto non è in grado
di capire.
Il trattamento brutale, spietato del bambino può trasformarlo in un mostro, se non ci sono figure di
attaccamento che gli consentano momenti di sensibilità.
In mancanza di alternative alla durezza, violenza e freddezza il bambino crede di aver meritato di essere
picchiato, idealizza i persecutori e va in cerca di proiezioni per scaricare su altre persone la sua colpa
supposta, per il proprio sollievo.
Quindi la psiche soggetta a privazioni non necessariamente deve diventare degenerata…

5.4 TEPPISMO
[Gli adolescenti ricercano nuovi stimoli e sensazioni forti che possono generarsi da un’insensibilita alla vita
quotidiana e alle gratificazione date dal mondo esterno.]
Teppista: colui che compie azioni violente o vandaliche.
1818 a milano si forma compagnia della Teppa (cosidetta perche si riuniva nelle gallerie sotto il castello
sforzesco, ricoperte di muschio, in milanese teppa). Il suo scopo era commettere soprusi e atti vandalici.
La compagnia fu sciolta solo dopo la cosidetta “avventura dei nani” a Villa Simonetta.

Num di giovani fra 10-17 anni arrestati per crimini violenti è raddoppiato negli ultimi 20 anni.
Teppismo giovanile indica disamore dei giovani per la societa.
Secondo alcuni studiosi: qualsiasi adolescente potrebbe essere un potenziale teppista.
Dilatazione del fenomeno nei campus.
Campus crime: droga, sturpo. Rituali di iniziazione violenti.

Alcune metropoli hanno cominciato ad adottare estreme misure di sicurezza, al punto di ghettizzare i
giovani devianti.
Atto di teppismo del giovane rappresenta una ribellione verso la societa, ma principalemten verso il proprio
nucleo familiare e verso le regole imposte dai genitori e dagli adulti.

IL COMPLESSO DI EDIPO
In bambino c’è aggressività intesa come forma di desiderio di uccidere il padre e possedere la madre. Essa è
inaccettabile e diventa angoscia di castrazione (operata dal padre) che porta il bambino a rinunciare alla
madre. Il bambino rimuovera tale vicenda.
Successivamente il bambino si indentificherà con l’aggressore-padre  formazione Super-Io; introiezione
dei valori e divieti dati dai genitori.
Rinuncia alla madre (ogetto primario d’amore)  abbandono dell’oninpotenza da parte del bambino;
entrata nel mondo sociale.
Fase di latenza fino a 10 anni, con ridotto stimolo sessuale ed educabilità.
Dopo: al bambino viene data la possibilità di sostituire simbolicam i genitori instaurando una relazione con
un partner.
AGGRESSIVITA: presuppone che il soggetto provi piacere ad attaccare.
VIOLENZA: non presuppone tale assunto.

5.5 IL BRANCO
Scienze criminologiche hanno sempre usato il termine banda per descrivere i definire il fenomeno delle
devianze di gruppo.
Banda = raggruppamento spontaneo di adolescenti, giovani o adulti la cui coesione interna si realizza
progressivamente attraverso il conflitto e l’antagonismo con altri gruppi o con la società.
Branco = gruppo di soggetti caratterizzato da una complessa rete di relazioni. Componenti del branco
assimilano ed introiettano, reciprocamente, i tratti degli altri. Operano attraverso modalità
comportamentali devianti che si dissociano dal tessuto sociale, norme e leggi.
Mass media  hanno dato accezione negativa al termine. È una forma di etichettamento.
In un branco individui possono comportarsi in maniera simile o presentare divisione in ruoli, organizzazione
anche gerarchica (leader).
Soggeti del branco: asocialià, insoddisfazione, scarsa integrazione, disadattamento. Si ribellano alla societa.
Membri presentano attaccamento al territorio.
Comunicazione nel branco ha le seguenti caratteristiche:
 È di tipo sintomatico: i soggetti dato peso ai fenomeni. Agiscono in modo immediato, senza
intervento dell’Io.
 È di tipo narrativo: i soggetti costruiscono realtà compensatorie per allontanare da loro stessi il
disagio dovuto ad una realtà interiore troppo dolorosa.
 Viene usata per stabilire norme nel gruppo (e interessi ecc.).
-> Sono frequenti acting-out e costruzioni fantastiche per giustificare azioni devianti.

Struttura persecutoria che stà alla base del fenomeno del branco.
Realtà esterna al gruppo appare temuta e persecutoria. Gruppo gratifica e protegge.

Soggetti del branco: hanno motivazioni simili e le condividono. Non riescono a integrarsi nel gruppo sociale
dominante. Tendono a sviluppare caratteristiche personali aggressive o auto-aggressive. Usano il branco
per gestire il loro vuoto interiore e l’emarginazione, trovando un ruolo in esso.

5.6 LAPIDOMANIA AGGRESSIVA


Vedi slide.

6 INTERVENTI EDUCATIVI
6.1 PREVENZIONE
Scuola deve:
 assicurare diritto allo studio, inteso come “diritto alla qualità ed alla promozione del successo
formativo”
 prevenire dispersione scolastica ed insuccesso educativo (fallimento scolastico).
Per prevenire, dobbiamo attuare attività integrate: “iter istituzionali”.
MODELLI ALLA BASE DELLE STRATEGIE DI PREVENZIONE
G. Caplan Modello di prevenzione organizzato su tre tipi:
 prevenzione primaria: rimuove o diminuisce fattori criminogeni presenti in ambiente fisico e
sociale.
 Pr. Secondaria: attua individuazione preventiva di delinquenti ed interventi per ridurre
comportamenti antisociali.
 Pr. Terziaria: si attua dopo il crimine, e vuole evitare recidività.

Modelli di prevenzione sociali, basati su studio delle aree e della popolazione. Attua una prevenzione
“meccanica”.

Prevenzione individuale. Usa predizione su soggeti di ad esempio 4-12 anni, individuati come a rischio.
Interviene su salute fisica e psichica delle famiglie, mettendo in 2ndo piano studio degli atti delinquenziali.

Prevenzione basata su modello psicoeducativo: prevenire devianza con interventi specialistici sui giovani.
Skill Training e Coping.

Prevenzione basata su interventi diretti sul gruppo e sui suoi tipi di comunicazione. Usa un interlocutore
esterno.

6.2 RISCHIO
Giovani devianti: attratti da “giochi pericolosi” (alcool, droghe, rapporti sessuali non protetti, ecc.); agiscono
con comportamenti socialmente distruttivi (vandalismo, criminalita, ecc.).
Soggetto deviante: prova disagio dovuto ad incapacità di socializzare a causa di malfunzionamento del
Super-Io.
Per trovare ragioni del disadattamento:
 studiare rapporto coi genitori nei primi anni di vita
 processi emotivi, affettivi e interattivi vissuti all’interno dela famiglia e rinforzati dalle esperienze
sociali vissute a scuola e nelle istituzioni.
Soggetti devianti: sono tali (anche?) per l’atteggiamento che la società assume nei loro confronti.
Giovani adolescenti, egocentrici e volubili, desiderano vivere sensazioni nuove, forti ed eccitanti.
Adolescente è condizionato da gruppo dei pari.
Violenza situazionale (scaturisce da una situazione specifica) e sistematica.
Se un ragazzo manifesta atti di violenza apparentemente immotivata  atto violento è diventato l’unico
strumento che ha imparato per controllare rapporti umani. È necessario intervenire tempestivamente per
evitare che diventino un costume.
Ragazzi devianti non sono riusciti a sviluppare socializzazione, empatia ed emozioni sociali e si aggregano
con altri che agiscono comportamenti prevaricatori e prepotenti  non basta curare il singolo, si deve
intervenire sul gruppo.
Devianza è sempre risultato di una fallita interiorizzazione delle norme di un sistema sociale.
Devianza sottende sia comportamenti perseguibili giuridicamente che non.

ADOLESCENZA È una fase evolutiva delicatissima. Perciò gli adolescenti possono esprimere il loro disagio
anche con un reato.
Devianza può essere anche fenomeno riconducibile a particolari deficit cognitivi (iperattivita, distubri
dell’attenzione…).
Processo riabilitativo si deve attuare in 4 fasi:
 fase dell’ascolto e valutazione delle capacita del soggetto
 fase di rottura dei vecchi schemi e ricostruzione di nuovi modelli
 fase di passaggio dal pessimisto all’ottimismo esistenziale
 fase di educazione all’intersoggettivita ed alla legalita.

Nella riabilitazione, ricordare che Famiglia negli ultimi decenni si è trasformata (monoparentale, famiglia
“collage”)  non puo essere diagnosticata, in questi casi, come famiglia patologica.
Ricordare anche che è importante carenza o assenza di cure materne nella prima infanzia. Risultati di
Bowlby su gruppi di giovani delinquenti e non, separati o no dalla madre nei primi 4-5 anni di vita:
Delinquenti: 40% ha avuto carenze. Gruppo di controllo: solo 5%.
Tali privazioni prima avvengono e più sono importanti. Anche la durata ha influenza sull’incidenza di
comportamenti delinquenziali.
Bowlby: carattere anaffettivo psicopatico (incapacita di creare legami)  privazioni materne per 3 mesi nei
primi 3-4 anni di vita, o rapidi cambiamenti della figura materna nello stesso periodo.

Educazione armonica e completa si deve basare su:


 educatori con personalita equilibrata;
 educatori capaci di coltivare e stimolare abilita degli alunni
 obiettivi educativi e mezzi per raggiungerli chiari e realistici.

Ambiente condiziona essre umano durante la crescita.


Recupero del soggetto deve coinvolgere: il minore, la famiglia, l’ambiente in cui vive (scuola, tempo libero,
…), Servizi Sociali, Magistratura e lo psicopedagogista.

COSTRUIRE UN PROGETTO EDUCATIVO SODDISFACENTE


Affinche si verifichi percorso formativo di apprendimento devono essere presenti tre processi mentali
molto importanti: 1) acquisizione, 2) trasformazione e 3) valutazione dell’esperienza formativa.
1) Acquisizione di nuova conoscenza: procedura che nasce dal completamento di un sapere appreso
anteriormente. Insegnamento e apprendimento devono essere diretti non a semplice padronanza
ma a capacità di trasferire in un altro campo quanto appreso.
2) Sostegno orientato verso la trasformazione del comportamento disfunzionale deve spingere il
minore verso l’acquisizione di nuove competenze e abilita. Tenere conto che l’allievo è in continua
evoluzione. È importante condurre il bambino verso la conoscenza della propria emotività e del
disagio psicosociale che lo riguarda.
3) Valutazione: ha la funzione pedagogica di progettare chiari e genuini obiettivi da raggiungere
nell’esperienza di apprendimento.

L’INTUIZIONE
E. Husserl:
 Intuizione edetica: fa cogliere l’essenza generale dei fenomeni
 Intuizione empirica: si indirizza verso i singoli oggetti
H L Bergson: intuizione = funzione capace di esprimersi al di la della rigidita materiale del pensiero razionale
C G Jung: funzione inconscia attraverso la quale la mente riesce a percepire i modelli della realta celati
dietro i fatti.

Eric berne fondò analisi transazionale. Secondo lui, osservazione è uno strumento attraverso il quale
educatore puo riuscire a mettere in atto un processo intuitivo. Educatore diviene veramente esperto solo
quando riesce a far scendere i propri processi di analisi al di sotto del livello della coscienza.
Berne: vari livelli della comunicazione si possono dividere in:
 Comunicaz manifesta o sociale: rumore del messaggio – senza intenzione
 Comunicaz latente o psicologica: informazione – desiderio comunicativo.

Berne: funzione intuitiva sta alla base del processo che consente formazione dei giudizi che ogni esser
umano costruisce intorno agli altri. Ogni risposta latente restituita durante una comunicazione non è altro
che conoscenza intuitiva del destinatario del messaggio

PROCESSO DI EQUILIBRIO
Piaget: bilanciamento con cui si risolve la tensione tra assimilazione ed accomodamento. Trattasi di una
sorta di omeostasi che vede assimilazione e accomodamento alternarsi alla ricerca incessante di un
equilibrio che determina una forma di controllo nei confronti della realta esterna.

Processo educativo deve risolvere ALIENAZIONE: espressione dello stato nel quale individuo si sente
estraneo a se stesso e alle energie sociali. Cura: soggetto deve sviluppare una concreta rappresentazione di
se stesso.

Educazione di soggeti in un gruppo: bisogna tenere conto che liberta d’azione dà insicurezza e soggetto
inserito in un gruppo non deve affrontare tale problema, sentendosi protetto dalla madre-gruppo.

Eric-Fromm: “radicamento” = necessità del bambino di sentirsi parte del mondo, di sentire le proprie radici
primitive: quelle del rapporto amdre-figlio.
Nascita mette il neonato in condizione di dover abbandonare utero che lo proteggeva per entrare in un
nuovo mondo con madre come mediatore. Crescere vuol dire abbandonare ambiente protettivo materno e
risucire a creare senso di identita. Bambino quindi crescendo accresce meccanismi di difesa dell’Io e una
volta completata la sua capacita di socializzazione inizia a percepire il gruppo come erogatore di protezione
e sicurezza al contrasto con il suo essere individuale, limitato oscuro e complicato. Il ragazzo debole cerca
un essere superiore: il gruppo.

Ragazzo debole ha paura della solitudine ed evita di misurarsi nei rapporti in cui c’è possibilita di
abbandono o fallimento esistenziale  stabilisce rapporti interpersonali poco produttivi.
Ragazzo debole ha una scarsa stima di se.
Lo stile privilegiato è quello falso-mascherato.
Interventi terapeutici devono lavorare su scarsa autosufficienza e scarsa autostima. Si dovranno stimolare
controllo e dominio dell’angoscia abbandonica e la capacita di stabilire relazioni affettive e significative 
usare yoga, zen (meditazione, riflessione  autocontrollo), arti marziali (resistenza e potenza fisica).

RAPPORTI DI GRUPPO
Emil Durkheim:
 ha collegato categorie di pensiero a costruzione di rapporti di gruppo.
 Appertenenza a un gruppo fondament per vita collettiva ed individuale
 Centralita del sociale rispetto a individuo
 Anime del gruppo: elemento centrale dell aggregaz, intorno a cui gravita consenso = coscienza
collettiva che riproduce usi e costumi condivisi. È una nuova realtà e una nuova identità, non un
fatto aggiuntivo. Un gruppo ha coscienza – inconscio collettivo
Maturazione = capacità di osservare criticamente e non passivam la realta.
Capacita critica cerca pensiero divergente.
Istituz scolastica deve favorire organizzare pensiero programmato secondo regole enorme, seguendo linea
di orientam divergente. Per fare ciò: favorire creatività.
J.P. Guilford pensiero divergente è intimamente associato all’atto creativo e consiste in capacita di generare
una varieta di possibili soluz per un dato problema.
Per stimolare creativita e originale: tenere conto che ragazzi disagiati vivono di solito destrutturazione
psichica di base. Rieducaz formativa deve far crescere e maturare soggetto per raggiungere
consapevolezza, identita e soprattutto autonomia.
Processo di maturazione instillato deve produrre accettazione di se (per vivere rapporti umani come relaz di
reciproco scambio e fiducia).
Pedagogista non deve essere sorvegliante bensi punto di riferimento operativo ed educativo.
Educatore che deve trasmettere proprie conoscenze deve avere capacita affettiva e deve saper gestire
transfert e controtransfert.
Educatore non deve sostituire il giovane nelle varie esperienze.
Educatore deve essere disponibile, saper attuare contenimento affettivo, avere capacita di sostegno,
empatia, dare buon esempio e capacità astinente.
Progetto di vita e relizzaz dei propri obiettivi costituiscono e rafforzano identità.
Relazione fra educatore e alunno deve prediligere stile comunicativo simbolico-cognitivo attuato con un
modello circolare: soggetto deve condividere percorso e deve essere informato delle decisioni prese,
negoziandole.
Primi tentativi di aiuto devono essere indirizzati verso scoperta e presa di coscienza dei conflitti interiori.
Nel processo rieducativo: se possibile coinvolgere figure genitoriali.
Educatore deve far in modo che il soggetto conosca sé stesso.
J.Piaget: la presa di coscienza consente di trasferire ad un livello superiore e cosciente elementi
appartenenti ad un livello inferiore ed inconscio.
CONDIZIONI PER UNA’ATTIVITA DI ASCOLTO COMPETENTE:
 Usare silenzio come metodo di ascolto
 Non etichettare l’altro
 Sentire empaticamente l’altro
 Saper comprendere i messaggi inviati dall’altro. Si possono usare reattivi mentali, analisi della
scrittura, gioco della sabbia (Sand Play Therapy), tecnica del gioco dei ruoli (Role Playing), tecnica
delle domande aperte, tecnica della soluzione dei problemi (Problem Solving), questionari
autodescrittivi, psicografia, terapia con i cuccioli di cane (Pet Therapy), audiovisivi;
 Tenere in massimo conto il setting, in modo che interlocutore si senta a proprio agio.

Saper usare ascolto attivo: respingere ansia anticipatoria, smania di giudicare e consigliare l’altro, mostrare
rifiuto o disposizione a comandare, lodare o schernire, segnalare pericoli inibendo possibilità di fare proprie
esperienze, persuadere con logica o suggestione, rassicurare, cambiare argomento di discussione; non
avere fretta di ottenere risultati. Esplorare realtà interiore ed esteriore dell’altro.
H. Rohracher: percezione è fenomeno psichico complesso che si compone di impressioni sensoriali e
processi d’esperienza i cui contenuti sono localizzati e individuati in modo tale da permettere la ritenzione
specifica degli oggetti del mondo esterno. Perciò si deve portare a livello della coscienza elementi che
organizzano il pensiero, registrare realta esterna e stimolare una reazione attiva del soggetto.
Vissuto di un individuo nel determina il carattere, modalita d’azione, relazioni interpersonali e reazioni
affettive  educatore deve comprenderlo.
Per avviare trasformazione psichica e comportamentale è necessario usare tecniche di rinforzo, Problem
Solving, Role Playing.
È importante accogliere tutti i tipi di espressione linguistaica affichè ragazzo di senta libero di esprimersi.
Kohut: parla di Esperienza di Rispecchiamento intendo relazione d’oggetto Sé nella quale persona avverte
di essere riconosciuta da un altro significativo per ciò che ha da offrire, per sue esclusive capacità, qualità,
abilità e bellezza.
Piaget, Freud: educatore deve portare soggetto verso la formazione dell’identità, verso la conquista
dell’autonomia e sicurezza di sé.

Erik Erikson
Bambino, mediante stimoli educativi, trasferisce energia pulsionale da un obiettivo proibito verso sostituo
aderente a norma sociale.
Tra essere umano e ambiente si crea un incontro scontro. Natura che è dentro di noi ha una funzione
dominante nella formazione del carattere. Esperienze traumatiche (tutte!) plageranno l’indole dell
individuo influenzaando l’uso degli istinti innati.
Personalita si sviluppa in relazione alla disposizione del bambino che sara la spinta che lo portera ad
assumere un atteggiamento positivo o negativo nei confronti della societa.Personalita si sviluppa con un
insieme di tappe descritte come dicotomia di qualita desiderabili e non.
Fasi dello sviluppo della personalita [elaborate da Erikson]:
 0 – 1.5 anni: fase della fiducia/sfiducia risolta da forti legami materni;
 1.5 – 3 anni: fase dell’autonomia/dubbio e vergogna: risolta da fiducia in se stesso e
dall’esplorazione;
 3 – 5 anni: fase dell’iniziativa/colpa, risolta da un maggiore controllo di se, da pianificaz e
responsabilita
 5 – 12 anni: fase di operosita/inferiorita, risolta da efficacia personale;
 12-18 anni: adolescenza, fase dell’indentita/confusione, risolta da senso dei valori e credenze
 18-30 anni: fase del giovane adulto, intimita/isolamento: risolta dalle amicizie e dalle relazioni
romantiche
 30-60 anni: fase dell’adulto, della generativita/stagnazione, risolta dalla produttivita e dalla
restituzione alla societa;
 Oltre 60 anni: fase dell’anziano, dell integrita/disperazione, risolta da riflessioni positive.

TEORIE DELL’APPRENDIMENTO
Studiosi americani [Thorndike, Skinner]: apprendimento si svolge con un processo di prove ed errori.
Skinner: Definisce Condizionamento come operante. In generale il condizionamento operante consiste
nella messa in atto di un comportamento (=risposta operante), che se rinforzato positivamente si
ripresenta con una maggiore frequenza.
Pavlov: condizionamento ha luogo ogni volta che un riflesso innato dell’organismo viene incitato da uno
stimolo esterno che di norma non dovrebbe incoraggiarlo. Condizionamento delle emozioni riveste
particolare importanza.
John Watson: Behaviourism. L’essere umano, alla nascita, non possiede qualita congenite; è solo
predisposto verso attivita che in seguito sara in grado di sviluppare attraverso l influenza dell’ambiente.
Parla degli istinti sminuendone o addirittura negando la loro esistenza. Nega quindi il peso delle attitudini
innate queste, infatti, si trasmettono da padre in figlio per un processo di apprendimento.
Gestalttheorie: soggetto puo modificare organizzazione percettive apprese attraverso un nuovo punto di
vista o di prospettiva modificando i propri riferimenti.
Wertheimer: tramite legge della vicinanza ha sostenuto che percezione è un atto spontaneo.
Cultura puo essere considerata un insieme di atti comunicativi.
Crittended: è necessario coniugare teoria di attaccamento con quella dell apprendimento e con quella della
costruzione dei modelli operativi interni. ???
L’attaccamento è un istinto non acquisito che ha una base biologica.
Se il comportamento affettivo della madre è ingannevole, caratterizzato da segnali affettivi determinati da
stili comunicativi fuorvianti, il bambino non riuscirà a costruire in modo armonico e valido la sfera
psicoaffettiva.
Crittenden: tre tipi di attaccamento:
 A) Attaccamento evitante. Bambino è costretto a costruirsi strategie di difesa basate su inibizione
dei sentimenti, per mantenere una minima vicinanza emotiva con le figure di attaccam
affettivamente indifferenti, diminuendo l’angoscia legata al rischio che la madre rifiuti il contatto
fisico.Il bambino non è riuscito a comprendere l’affettivita. Sono bambini evitanti. Madri
indifferenti, ostili, chiuse.
Bambino non puo usare evitamento perche per adulti è offensivo ricade nella inibizione
psicologica, tenendoli cmq distanti e reprimento desiderio di vicinanza. Bambini imparano a fare
tutto quello che gli viene chiesto, reprimendo i propri desideri.
Genitori e figli si distanziano. Di solito se l’educatore chiede ai genitori di partecipare al processo
rieducativo essi rifiutano.
 B) Attaccamento Sicuro
 C) Attaccamento ambivalente. Imprevedibilita ed incostanza dei comportam materni. Si
specializzano nella strategia coercitiva con due reazioni:
o Alternarsi di comportamenti aggressivi e collerici per obbligare genitori a soddisfare i
desideri del bimbo
o Comportamenti disarmanti e sottomessi, falsamente timidi, che servono a rendere
inoffensiva la madre e stimolarne l’atteggiamento di cura.
Questi soggetti prediligono stimolazione affettiva a quella cognitiva; non sono riusciti ad
apprendere comunicazione simbolico-cognitiva.
Genitori sono frustrati da strategia coercitiva. I figli diventano sempre piu esigenti e manipolativi
per controllarli. Il figlio non si fa ingannare da ragionamenti cognitivi degli adulti mettendo in atto
comportamenti che favoriscono la confusione. Questo tipo di ragazzi puo esibire comportamenti
pericolosi e violenti nell’adolescenza, fino alla criminalita.
Deviante è tale sono finche ambiente lo incoraggia ad essere tale.
Comportamenti fintamente timidi  ragazzo ritiene i genitori responsabili delle situazioni. Tali soggetti si
sono dovuti adeguare a genitori emotivamente instabili ed insicuri e per sopravvivere hanno dovuto
sviluppare manipolazione affettiva. Creano allenza punitive ed invischianti con i loro coetanei. Usano il
gruppo come sostituto della figura genitoriale, ed in esso creano gelosia, dominio, possesso e relazioni
violente.

Crittender: bambino usa comportamenti accondiscendenti per far si che atteggiamenti negativi dei genitori
siano inibiti. Sono spesso portati a far parte di gruppi devianti. Tali soggetti sono abili nel soddisfare i
bisogni degli altri ed interpretare i segnali sociali perche inibiscono i propri. La necessita di arginare
comportamenti prepotenti dei genitori causa comportamento autodistruttivo del bambino.
Crittenden: genitori trascuranti crescono figli irrazionali, attrattai dal pericolo, rischio e anonimato.

6.3 IL PROGETTO EDUCATIVO E GLI INTERVENTI


DI RECUPERO
Interventi da eseguire sul territorio devono considerare che:
 La famiglia deve essere coinvolta e “curata” nel progetto rieducativo
 I progetti dell’educazione alla salute devono essere estesi a scuola
 Incrementare interventi di risocializzazione nei giovani con crimini penali, anche con mediazione
penale
 Per minorenni problematici e famiglie a rischio, predisporre servizi produttivi ed efficienti
 Per prevenire disagio scolastico e abbandono della scuola: coordinare intervento di scuole e realtà
extrascolastiche.
 Consolidamento delle abilita esistenziali dei giovani vittime di eccessivo benessere ecc.
 Nuove strategie per formare i giovani disadattati che abbandoneranno la scuola.
 Sostenere libere aggregazioni ricreative per i giovani
 Incoraggiare educazione di tipo itinerante
 Usare rete per rendere servizi [extra]scolastici funzionanti
 Promuovere tutte le risorse del territorio
 Fornire strumenti di partecipazione (status di cittadino agli adolescenti)
 Creare sistema formativo integrato (scuola – formazione – formazione professionale – lavoro)
 Aumentare num di strutture di conoscenza e informazione
 Creare tessuto sociale ricco di stimoli e proposte per l’adolescente
Violenze e prostituzione minorile sono in aumento ma spesso giudici non intervento con misure penali ma
disponendo misure rieducative.
Tribunale dei minori ha competenza civile, penale ed amministrativa.
Art.25 del Regio Decreto: quadno un minore di 18 anni dà manifeste prove di irregolarità della condotta od
el carattere, il Procuratore della Repubblica, l ufficio di serivizio sociale minorile, i genitori, il tutore, gli
roganismi di protezione e assistenza dell’infanzia possono riferire i fatti al Tribunale per i minori il quale
condurrà indagini e dispone una delle seguenti:
 Affidamento del minore al servizio sociale  al giovane va affiancata una figura adulta e
responsabile che lo segua in un cammino di rieducazione e ricostruzione di personalita
 Collocamento in una casa di rieducazione o istituto medico-psico-pedagogico.

Art.25 è stato ritenuto troppo vago.