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Sentenza n. 104/2017 pubbl.

il 13/03/2017
RG n. 663/2014

Firmato Da: SANDINI CHIARA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 5a986518ac0d68fe0be3f62953ca56f4 - Firmato Da: GAVA DANIELA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 2e62bca6a0f981955d9b84aff3bedb35
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
TRIBUNALE ORDINARIO DI BELLUNO
Il Tribunale di Belluno in composizione monocratica, nella
persona del giudice Chiara Sandini, ha pronunciato la
seguente
S E N T E N Z A
nella causa civile iscritta al n.663 /2014 R.G. promossa
da
ROBERTO DAL FARRA , con gli avv.ti ANDREA ALLEGRO e MASINI
FRANCESCO, con domicilio eletto in VIA FELTRE, 53 32100
BELLUNO, come da mandato a margine dell’atto di citazione

- ATTORE
contro
SEDAL S.L. , con gli avv.ti ROSSI STEFANO e STEFANIA ATTINA’
, con domicilio eletto in VIA IPPOLITO CAFFI 3 32100 BELLUNO,
come da mandato in calce alla comparsa di costituzione e
risposta
- CONVENUTO
Oggetto: Responsabilità del produttore

CONCLUSIONI di parte attrice:


“voglia il Giudice incaricato rimettere in istruttoria la
pendente causa disponendo l’acquisizione nel presente
procedimento dei flessibili oggetto di lite, in attualità
depositati presso la cancelleria civile del Tribunale di Belluno
e, conseguentemente, ammettere C.T.U. volta a verificare la
situazione dei tubi flessibili e dei miscelatori in questione ed,
effettuati gli opportuni accertamenti tecnici, ivi compreso il

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RG n. 663/2014

Firmato Da: SANDINI CHIARA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 5a986518ac0d68fe0be3f62953ca56f4 - Firmato Da: GAVA DANIELA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 2e62bca6a0f981955d9b84aff3bedb35
cd. “controllo distruttivo”, volta ad accertare la causa del
guasto dei medesimi e volta, altresì, a verificare ed accertare i
danni subiti dall’abitazione del sig. Roberto Dal Farra, con
quantificazione sotto il profilo economico dei medesimi,
facoltizzando il nominando perito ad accedere all’abitazione
dell’attore, sita in Belluno, via Formazioni Partigiane n. 18, ed
a visionare ed estrarre copia di tutti gli atti e documenti di
causa, prodotti e producendi.
II) in ogni caso, voglia il Giudice incaricato:
in via principale:
accertare e dichiarare la responsabilità ex artt. 114 e segg.del
d.lgs. 206/2005, o per altre ragioni di diritto che emergeranno
in corso di causa, della Sedal s.l., in persona del legale
rappresentante, con sede in Avenida Barcelona 264 - 08750 Molins
de Rei – Barcellona, nella causazione dell’allagamento descritto
in narrativa e dei conseguenti danni patiti dall’attore, per
tutti i motivi in fatto ed in diritto esposti del presente atto,
e conseguentemente condannare la convenuta a risarcire all’attore
sig. Roberto Dal Farra tutti i danni dallo stesso patiti in
dipendenza dell’evento dannoso predetto pari ad € 31.159,68, o
quella diversa somma, maggiore o minore, che venisse ritenuta di
giustizia, oltre rivalutazione monetaria ed interessi;
in via subordinata:
accertare e dichiarare la responsabilità ex art. 2043 c.c., o per
altre ragioni di diritto che emergeranno in corso di causa, della
Sedal s.l., in persona del legale rappresentante, con sede in
Avenida Barcelona 264 - 08750 Molins de Rei – Barcellona, nella
causazione dell’allagamento descritto in narrativa e dei
conseguenti danni patiti dall’attore, per tutti i motivi in fatto
ed in diritto esposti nel presente atto, e conseguentemente
condannare la convenuta a risarcire all’attore sig. Roberto Dal
Farra tutti i danni dallo stesso patiti in dipendenza dell’evento
dannoso predetto pari ad € 31.159,68, o quella diversa somma,

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maggiore o minore, che venisse ritenuta di giustizia, oltre
rivalutazione monetaria ed interessi;
Con vittoria di spese e compensi professionali, oltre I.V.A. e
C.P.A”

CONCLUSIONI di parte convenuta:

“in via principale nel merito: rigettare le domande di parte


attrice poiché infondate in fatto ed in diritto, oltre che
decadute e prescritte;
in via subordinata nel merito: nella denegata ipotesi di
accoglimento delle domande attoree, condannare la Sedal S.L. alla
minor somma ritenuta di giustizia e provata in via istruttoria,
accertando il concorso di colpa di terzi nella causazione del
danno e graduando le rispettive responsabilità.

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Firmato Da: SANDINI CHIARA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 5a986518ac0d68fe0be3f62953ca56f4 - Firmato Da: GAVA DANIELA Emesso Da: ARUBAPEC S.P.A. NG CA 3 Serial#: 2e62bca6a0f981955d9b84aff3bedb35
in via istruttoria: si reiterano le richieste di ammissione dei
mezzi di prova tutti, quali formulati nelle memorie istruttorie
ed in eventualità non ammessi e/o non esperiti, così come tutte
le eccezioni di inammissibilità delle prove avversarie come
formulate nelle memorie istruttorie ovvero nel corso del
processo.
in ogni caso: vittoria di competenze e spese di causa”

MOTIVI DELLA DECISIONE

Con atto di citazione Roberto Dal Farra agiva in giudizio


nei confronti di Sedal S.L. chiedendo di accertare la
responsabilità della convenuta ai sensi del d. lgs.
206/2005 o, in subordine, ai sensi dell’art. 2043 c.c.,
condannando la medesima al risarcimento del danno patito,
quantificato in € 31.159,68.
Esponeva l’attore che in data 25.5.2009 l’immobile di sua
proprietà veniva interessato da un’ingente fuoriuscita
d’acqua, con conseguente allagamento dei locali ed
evidenziava che la causa di ciò era riconducibile alla
rottura dei tubi flessibili collegati ai miscelatori dei
sanitari.
Invocava la responsabilità del produttore lamentando la
difettosità del prodotto; in particolare, sulla base delle
risultanze di un ATP svolto in epoca antecedente
all’instaurazione del giudizio, evidenziava che era stato
utilizzato ottone di bassa qualità e resistenza che non
aveva resistito alle modeste e continue sollecitazioni
indotte dalla ripetuta apertura e chiusura dei
miscelatori.

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Con comparsa di costituzione e risposta datata 26.11.2014
si costituiva in giudizio Sedal S.L. chiedendo il rigetto
delle domande attoree.
Evidenziava la convenuta l’inopponibilità alla medesima
dell’accertamento tecnico preventivo poiché la stessa non
aveva partecipato al relativo procedimento. Sul punto
ricordava che nell’ambito dell’ATP il ricorso ed il
decreto erano stati notificati senza essere accompagnati
dalla necessaria traduzione asseverata e in occasione
dell’udienza i legali dell’attore avevano dichiarato di
rinunciare agli atti nei confronti della Sedal.
Eccepiva la prescrizione del diritto al risarcimento del
danno sulla base dell’art. 125 del Codice del Consumo a
mente del quale detto diritto si prescrive in tre anni dal
giorno in cui il danneggiato ha avuto conoscenza del
danno. Sul punto sottolineava che la conoscenza del
difetto era avvenuta in data 19.9.2009 con la ricezione
della perizia di parte. Eccepiva ulteriormente
l’estinzione del diritto al risarcimento del danno ai
sensi dell’art. 126 del Codice del Consumo, avendo messo
in commercio il tubo oltre 10 anni prima della notifica
dell’atto di citazione.
Quanto alla dedotta responsabilità extracontrattuale,
evidenziava che l’attore non aveva provato la sussistenza
dei suoi elementi costitutivi.
Sottolineava in ogni caso che per l’installazione del bene
era stata verosimilmente utilizzata una forza eccessiva,
in spregio alle prescrizioni fornite dalla produttrice e
ciò esimeva quest’ultima da qualsivoglia responsabilità.

***
Le domande di parte attrice risultano infondate e vanno
pertanto rigettate.

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Dev’essere in primo luogo accolta l’eccezione di
prescrizione sollevata dalla parte convenuta ai sensi
dell’art. 125 del Codice del Consumo.
Secondo tale norma, infatti, il diritto al risarcimento
del danno si prescrive in tre anni dal giorno in cui il
danneggiato ha avuto (o avrebbe dovuto avere) conoscenza
del danno, del difetto e dell’identità del responsabile.
Con riferimento al caso di specie si osserva che nella
perizia di parte del 16.9.2009 la rottura è ricondotta ad
un “difetto originario di fabbricazione, probabilmente
legato a caratteristiche negative del materiale impiegato
e/o a caratteristiche negative della lavorazione
industriale (meccanica) del pezzo” (v. in questi termini
pag. 12 del doc. n. 10 di parte attrice).

La consapevolezza in merito al fatto che la società


produttrice era l’odierna convenuta si desume dal medesimo
elaborato, ove si legge che “il tubo flessibile è di
fabbricazione spagnola, così come risulta dalle etichette
presenti sulla superficie esterna” (v. pag. 9 della
relazione) e ancora “ si evince che il fornitore dei tubi
flessibili dell’apparato del miscelatore” è la ditta Sedal
(v. pag. 11 della medesima relazione).

In tale senso si esprime altresì la lettera inviata dai


legali di parte attrice, datata 11.10.2012 e recapitata in
data 27.10.2012, prodotta sub doc. 7 da parte attrice.

Tale lettera costituisce il primo atto idoneo ad


interrompere la prescrizione che nel frattempo era
tuttavia già maturata.

Non può assumere valenza interruttiva, infatti, il ricorso


per accertamento tecnico preventivo in quanto secondo

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circostanza pacifica in causa lo stesso, unitamente al
decreto di fissazione udienza, è stato notificato alla
società convenuta, con sede in Spagna, senza la necessaria
traduzione asseverata.
Non essendo stata Sedal s.a. chiamata a partecipare al
relativo procedimento (avendo in detta sede l’odierno
attore rinunciato agli atti nei suoi confronti – vedi doc.
5 di parte convenuta), non vi erano i presupposti per
acquisire ai sensi dell’art. 698 c.p.c. il relativo
fascicolo atteso che le risultanze del relativo
accertamento non potevano essere ritenute opponibili, in
mancanza di contraddittorio, all’odierna convenuta.

Ogni ulteriore eccezione, sollevata ai sensi della


normativa di cui al Codice del Consumo, resta assorbita.

La domanda neppure può essere ritenuta fondata ai sensi


dell’art. 2043 c.c., non avendo la parte provato gli
elementi costitutivi di tale fattispecie di responsabilità
extracontrattuale ed in particolare la colpa in capo alla
società produttrice ed il nesso di causa.

Si legge anzi nella perizia di Metal Services Testing


s.r.l. del 19.7.2010, esibita in giudizio a seguito di
ordine emanato ai sensi dell’art. 210 c.p.c., che “su
tutti i flessibili consegnati sono evidenti dei segni
generati dal serraggio eseguito con chiave” e, ancora,
“visti i segni lasciati si può presupporre un uso molto
energico della chiave di serraggio, su componenti peraltro
di modesta resistenza, che ha portato al superamento del
carico di rottura della sezione resistenze del filetto
portando infine alla rottura in esercizio”.

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Tale modalità operativa va ritenuta contraria alle
prescrizioni indicate dalla parte convenuta secondo cui la
connessione del tubo non doveva essere eseguita con
eccessiva forza o con l’utilizzo di pinze risultando
sufficiente l’installazione a mano (“don’t connect the
flexible by tightening too much the screw and don’t use
the gauges, by hand is enough – v. doc. 3 di parte
convenuta).

Sebbene parte attrice abbia prodotto in giudizio una


relazione di parte, già in precedenza richiamata, recante
conclusioni di segno differente (nella stessa infatti i
consulenti hanno ricondotto la causa della rottura dei
tubi ad un difetto di fabbricazione), non è stata ritenuta
ammissibile la richiesta di CTU atteso che, rispetto
all’epoca dei fatti, lo stato dei luoghi è stato nel
frattempo modificato ed i campioni che l’attore riferisce
esser tutt’ora depositati in cancelleria sono stati
consegnati al CTU nominato in sede di ATP in assenza di
Sedal, avendo parte attrice scelto di rinunciare agli atti
nei suoi confronti nell’ambito di tale procedimento.

Neppure può essere ravvisata la colpa in capo alla società


convenuta sulla base delle risultanze dell’ATP, atteso che
detto procedimento, per le motivazioni già indicate, non
si è svolto nel contraddittorio con la medesima.

L’esistenza di perizie di parte di segno contrastante e


l’inammissibilità della CTU per le peculiari ragioni in
precedenza richiamate giustificano in ogni caso,
nonostante la soccombenza di parte attrice, un’integrale
compensazione delle spese di lite.

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P. Q. M.

Il Tribunale di Belluno, in composizione monocratica,


definitivamente pronunciando, ogni altra istanza, domanda ed
eccezioni disattese:

1) Rigetta le domande di parte attrice;


2) Compensa integralmente le spese di lite.

Così deciso in Belluno l’08/02/2017

Il giudice
Chiara Sandini