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IL RULE OF LAW DAL PUNTO DI VISTA FILOSOFICO(MODELLO)

IL RULE OF LAW CHE COS’E’ (CAP. I)


È un modello istituzionale concernente il diritto.
Data la sua natura normativa si è ritenuto di fatto che significasse un qualcosa di diverso in
contesti e tempi diversi;
la sua contestabilità e la sua complessità sono dovuti a svariate cause:
- il fondersi di significati che vanno dal campo storico, a quello filosofico e infine anche in
quello concettuale
- la presenza di nozioni che fanno riferimento all’ambito sia etico-politico che giuridico;

il rule of law può essere analizzato lungo diverse vie, la prima :


-quella di mettere in contrapposizione il Rule of Law con il Rule of Men;

l’ideale del rule of law fa sempre riferimento a basi istituzionali che possono variare in contesti e
tempi diversi ma indipendentemente da quanto detto devono fare sempre riferimento a obiettivi che
il modello evoca:
tale modello è sempre riferito al Diritto e non alle organizzazioni sociali.
La funzione del modello è quella di dare fiducia alle istituzioni giuridiche in maniera tale che il
diritto non si trasformi in un mero strumento di dominio;

il rule of law rappresenta una struttura normativa che in un dibattito teorico può essere anche
trascurato, ma quando viene in superfice suscita domande riguardo ambito strettamente giuridici
quali:
- dualità di diritto
- bilanciamento tra il bene e il male
- giustizia, libertà e non dominazione

IL RULE OF LAW IDEALMENTE


Il rule of law come modello ideale non racchiude soltanto le proposizioni che consentono di
considerare il diritto come diritto…
L’ideale è sempre riferito come conformità alle regole che il diritto prescrive, dando per scontato
che un qualche valore sia custodito nella certezza e nella prevedibilità che le regole stabili
garantiscono.
Trasformare un qualcosa considerato come diritto in un qualcosa di sufficiente si contrasta sempre
con il buon senso, come afferma Holmes: il grado di giustizia o ingiustizia dipende da coloro che
detengono i poteri e per quali scopi;

CONSIDERAZIONI DI DIRITTO SECONDO ARISTOTELE


Aristotele considera il diritto in maniera piuttosto suggestiva con ragione senza passione,
affermando che il diritto può fornire:
- un potere democratico: l’indeterminatezza del diritto può condurre a risultati opposti a
seconda dei venti politici
- un potere autocratico: secondo le tesi liberali “il diritto è un limite al potere” è impossibile,
perché nei fatti si può osservare come il diritto è sottomesso alla volontà della classe
dominante;

in termini astratti è impossibile celebrare il rule of law not mno (governo di leggi e non di uomini),
nello spretto semantico il governo di uomini include anche il governo per meso del diritto quindi i
Rule of law ha un avversario inevitabile : il rule by law:
- il rule by law è una manifestazione del rule of men e considera il diritto come solo e
soltanto un semplice strumento di governo
- il rule of law: dal punto di vista giuridico istituzionale considera il diritto come un valore
in se e non lo indica dal punto di vista della strumentalità.

CONSIDERAZIONI
Goodhart afferma che tra Rule of law e rule by law c’è una totale differenza:
- il rule by è considerato il mezzo necessario per imporre un vero e propiro governo tirranico
- il rule of law invece, è considerato come il rule under the law che è il fondamento necessario
per la libertà

Holmes invece afferma che tra il rule of law e il rule by law c’è soltanto una differenza di grado, e
questa differenza è dovuta alla distribuzione dei poteri, e questa distribuzione dipende (secondo
Holmes) da una piena e completa poliarchia.

DOVE SI PUO’ RIGETTARE IL CONTRASTO TRA RULE OF LAW E RULE BY MEN?


Il rule of law necessariamente deve essere concepito come Rule of men perché un governo di leggi
è necessariamente un governo fatto di uomini;
quindi, indipendentemente dal contenuto che il diritto deve possedere bisogna ammettere un ruolo
attivo giocato sulle scelte e sulle convinzioni degli uomini.
Il diritto è sempre norma di cui gli uomini sono responsabili e sono questi ultimi che governano e
non il diritto.
il rule of law può essere ridottto come spesso accade a una legittimazione di potere e molto spesso è
proprio il rule of law che nasconde al suo interno il rule by law secondo le famose parole di
Thompson “i governanti finiscono per essere governati o semplicemente vincolati dalle leggi che
loro stessi hanno promulgato”.
Ritonando all’idea del governo di leggi e non di uomini ovvero : “rule of law not men”, l’antitesi
può avere un fondamento solo se esiste un diritto che ha autonoma normatività anche sulla classe
dominante (che protegge e fa il diritto).
Il contrasto tra rule of law e rule by low appare significativo quando si pressupone:
un valido diritto positivo, quando questo diritto positivo non è considerato come mero dominio del
potere del sovrano e (riferendoci a quanto detto in precedenza), almeno una parte del diritto non
deve essere riducibile a un semplice strumento.

IMPORTANTE
Il rule of law considera il diritto non solo come un semplice strumento ma anche come valore in se
e per se, da questa considerazione si può trarre che il diritto che ha un valore in se e per se è il
diritto naturale capace di contrastare il sovrano e capace anche di imporsi da solo.
Quanto detto, non significa che seguire il rule of law significa che il parlamento deve arrestarsi
dinnanzi al diritto naturale, anzi al contrario la questione diventa molto più complessa in quanto il
parlamento deve essere in grado di trovare nuove ragioni giuridiche capace di contrastare la volontà
del sovrano.

Nella misura in cui tutto dipende dal Parlamento il Rule of law si ritrova imprigionato attorno a un
cerchio, e quindi l’idea che il governo sia di leggi e non di uomini è infondata;
da quanto detto, il rule of law risulta assumere ancora una posizione molto confusa in un area
altrettanto confusa che si definisce con diverse espressioni quali Rule of men, rule by law;
quindi, si rischierebbe di ridurre il rule of law in rule of morality ovvero Morale, quest’ultima
risulta essere l’unica (dal senso atratto) di contrastare il governo di uomini;
ma in realtà non è quello che intende fare il rule of law, perché quest’ultimo propone obiettivi
giuridici e non morali;
il rule of law non richiede che il diritto possega uno specifico contenuto e quanto meno detta una
specifica forma di governo (ad esempio un governo organizzato democraticamente piuttosto che in
un altro modo);
visto e considerato che il governo di uomini non può essere abolito e nemmeno sostituito allora il
rule of law raccomanda una particolare situazione giuridica (riferendosi alle istituzioni e alle forme
giuridiche).
In definitiva il rule of law non fa salire pretese indifendibili del tipo che il governo ad esempio
debba essere governato dalla legge e non dagli uomini, perché il contrasto con il rule of law non
sorge con il governo degli uomini ma con la dominazione ovvero il rule of Men.
Il rule of men quindi dominazione sorge quando non ci sono ne norme positive ne dispositivi
giuridici in grado di bilanciare e compensare il potere dominante.
Visto che il rule of law occupa uno spazio di grande rilievo nella storia del diritto, per cercare un
ulteriore analisi del suo status e del suo senso si può procedere su un percorso storico-istituzionale e
concettuale;

IL RULE OF LAW DAL PUNTO DI VISTA STORICO-ISTITUZIONALE


Da questa ricostruzione storico istituzionale il Rule of law emerge con un significato normativo in
base alle radici su cui si è sviluppato;
facendo un richiamo all’esperienza continentale è possibile mostrare come il Rule of law sia nato e
sia stato concepito come un modello ideale sia come il nome con cui indicare una speciale
“relazione”;
mentre il reichsstah era considerato come una pecuilare forma di stato, mentre l’ideale del rule of
law presupponeva che il diritto positivo fosse un qualcosa in parte al di fuori della disponibilità del
re o del potere sovrano.
Il rule of law utilizzato per considerare una speciale relazione perché il rule of law considerava due
campi essenziale del diritto occidentale risalenti al medioevo, ovvero jurisdictio gubernaculum ad
esempio giustizia e sovranità;.
Jurisdictio: il momento della promulgazione e della approvazione di norme giuridiche vincolate
dal diritto
Gubernaculum: tutte le scelte del governo svincolate dal diritto.
Il rule of law non postula ne una peculiare forma di stato ne una concezione sostantiva, sebbene sia
lecito a seconda dei contesti che si può trovare lecita una determinata forma istituzionale piuttosto
che un'altra.
In europa nonostante le diverse forme tra Reichsstaat in Germania, stato di diritto, etat de droit in
Francia non si presentano contenuti assimilabili al rule of law.
Sul piano storico l’idea generale che lo Stato sia limitato dal diritto o sia sottoposto al diritto emerge
chiaramente in Germania con il Reichsstaat.
Chi si contrappone al Reichsstaat e il Polizeistaat o l’etat de police in Francia che secondo alcuni
aveva titolo a porre in essere qualsiasi decisione discrezionale dei suoi cittadini, mentre l’etat de
droit entrava in relazione con i suoi soggetti solamente sottomettendo se stesso al diritto (stato di
diritto) quindi a regole.
Ciò non toglie che lo stato è un’entità dotata di volontà, di potere decisionale e di propri obiettivi.

In Germania il passaggio dal Polizeistaat al Reichsstaat determina come il diritto rappresenta una
struttura dello stato e non un limite esterno ad esso.
L’idea del Reichsstaat era quella di un’organizzazione istituzionale basata sulla separazione dei
poteri e su principio di legalità: non esisteva nessuna autorità se non era atribuita e prevista dalla
legge. Il risultato di ciò, è il governo dello stato sulla società.
Ciò che afferma Gellinek: i diritti publicci subattivi ossia l’auto obbligazione del sovrano non chè
dello stato riconosce che tutti gli individui hanno titolo di ugualianza davanti alla legge ma che allo
stesso tempo lo stato rappresenta la fonte di ciò che deve valere come diritto.
Nei tempi di codificazione del diritto è importante sottolineare come gli stati abbiamo illuminato le
idee autoriatrie accogliendo le tesi liberali e consacrando libertà civili, diritto di proprietà e
autonomia negoziale. .
Nel 1789 con l’avvento della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino si è presentato uno
spartiacque nel diritto francese oltre che la fine dell’antico regime(ancien regime)
“Ancien regime”: tradotto significa “antico regime”; termine utilizzato dai rivoluzionari francesi
per indicare (in senso negativo) il sistema di governo prima della rivoluzione francese del 1789
ovvero la monarchia assoluta.

Una volta emanate le Tavole della legge i giuristi francesi si impegnarono a difendere il diritto
positivo dall’instabilità e dal mutamento che arriva dal diritto naturale.
Questa dinamica adoperata prima dai giuristi francesi si estese per tutto il resto dell’Europa, quindi
si garantiva un “corpus” unitario, cioè regole universalmente valide per tutti.
la preoccupazione e l’impegno dei giuristi francesi era quello di preservare la natura democratica
delle istituzioni piuttosto che dare spazio alla ragione naturale.
Considerando il modello francese degli inizi novecento si affermò che il monopolio parlamentare
sulla sovranità dello presentava un pericolo per le libertà francesi, da ricordare anche la tradizionale
oastilità francese verso il governo di giudici ed infine anche il fatto che il Parlamento aveva assunto
la duplice funzione: potere costituente e potere costituito.

Questo Stato fondato sul diritto che esisteva in europa non era basato né sul rule of law ne sulla
pratica istituzionale del costituzionalismo moderno.
In questo stato “fondato sul diritto” divenne in generale prevalente l’idea di sovranità piuttosto che
un simbolo di diritti;
lo stato liberale proteggeva solo le libertà borghesi, il code Napoleon(codice napoleonico) era visto
come uno strumento di diritto privato ed era posto al di sopra di tutto tanto da essere considerato
come costituzione borghese.

La lotta tra diritti individuali e potere pubblico poteva solo e soltanto essere decisa dalla legge.
Il principio secondo cui lo stato può solo autolimitarsi portò a considerare che al di fuori di questa
autolimitazione nulla di esterno poteva essere riconosciuto in termini giuridici nemmeno i diritti.

Quindi in ultima analisi i diritti sono solo ciò che lo Stato vuole che siano mentre i diritti individuali
sono e devono essere definiti dallo stato e di conseguenza dipendono da esso, quindi secondo questa
visione di realtà lo stato e i suoi organi interni non sono soggetti a nessuna regola.

L’Europa riconosceva le istituzioni pubbliche attraverso lo stato un valore intrinseco ed ultimo.


La protezione dei diritti individuali più che alle corti era destinata alla legislazione.
Quindi i diritti individuali dipendevano dalla legislazione fino a che non si è tratta la costituzione
(XX secolo)
Quindi la costituzione ha fornito indipendenza ai diritti individuali di fronte alla legislazione e non
la legge.
Le norme e i principi costituzionali riuscirono a garantire ai diritti individuali e fondamentali un
rango protetto.
Prima della costituzione sarebbe stato impossibile seguire in Europa la logica dettata dal Rule of
law.

Il Rule of law implica l’idea di limitazione del potere materiale agli uomini, di fatto questa
limitazione è sottolineata da Dicey che afferma: in molti paesi la libertà personale(ad esempio)
dipende dal dettato costituzionale, mentre in altri paesi come l’Inghilterra il diritto costituzionale
rappresenta una generalizzazione dei diritti che le corti garantiscono agli individui.
Per iniziare ad analizzare la specificità del rule of law è importante affermare che il diritto contiene
anche la sovranità del Parlamento cioè l’illimitata autorità della legge, quindi in termini di diritto
astratto il Parlamento inglese potrabbe anche violare diritti. Da qui, quindi, l’espressione di Dicey
“il Parlamento può fare qualsiasi cosa tranne che trasformare una donna in uomo o viceversa”;
Di fatto il diritto comprende un secondo principale pilastro il “common law” e le corti, queste
ultime rappresentano i supremi e finali interpreti della coerenza del sistema giuridico.

La complessità di questo sistema istituzionale inglese definito in diverse espressioni da common


law a libertà, a diritti rappresenta la base per la formazione del Rule of law considerato quest’ultimo
come elemento formativo di per se stesso.ù
Da quanto detto in precedenza una seconda considerazione:
specifici diritti rappresentano fondamenti per la costituzione piuttosto che conseguenze della
costituzione.
Pur tenendo insieme le antiche tradizioni con le presenti, la ragionevolezza del diritto non coincide
semplicemente con la ragione naturale, da qui proprio Giacomo I afferma che essndo il diritto
basato sulla ragione il Re era qualificato a decidere, ma secondo altri l’affermazione di Giacomo I
era del tutto errata in quanto i casi dovevano essere trattati mediante nozioni basate su ragioni
artificiali che sicuramnte non possedeva il re.

Riguardando il Rule of law esso comprende libertà sostanziale e garanzie procedurali e per il rule of
law l’organizzazione dei poteri non corrisponde al diritto semplicemente ma a un diritto in uno
specifico assetto ovvero a strutture, idee nella loro concretizzazione istituzionale.
Se si riducesse il rule of law come una forma di ricostruzione di Stato si incorrerebbe in un grave
errore, come afferma Giovanni Santoro il rule of law non postula lo stato ma piuttosto postula un
diritto automono, extrastatuale : ovvero il diritto comune, il case law ossia il diritto dei giudici dei
giuristi, di conseguenza questo diritto autonomo esiste anche senza lo stato, ovvero richiede che lo
stato non monopolizzi la produzione del diritto.
Per il Rule of law lo stato è soggetto a un diritto che non è proprio.

Quando si prende in esame il senso del Rule of law necessariamente si fa riferimento al passato,
considerazioni su documenti, prassi, del passato.
Da ricorda un altro parallelismo che vede ancora protagonista il rule of law ed il Parlamento:
la vittoria del Parlamento sulla assolutismo nel XVII:
- il parlamento sconfisse l’assolutismo perché il potere era del re.
- Il rule of law sconfisse l’assolutismo perché il potere era assoluto.

I termini Jurisdictio Gubernaculum da una parte ci permettono di analizzare al meglio la ragione


(razio) storico istituzionale del Rule of law da un'altra parte i due termini si proiettano all’idea di
equilibrio, quindi bilanciamento tra i due termini;
il termine Jurisdictio considera il diritto non come una semplice mera forza direttiva, questo aspetto
del diritto è diverso dall’espressione’ di potere del sovrano, ovviamente il Diritto preso in
considerazione non è affatto evocazione di morale.
Il rule of law dipende da una distinzione: da una parte considera quel versante appartenente alla
terra, che appartiene al paese e riguarda le libertà e ciò che è ai cittadini dovuto, dall’altra parte
invece il rule of law dipende dal Gubernaculum ovvero la volontà del sovrano, le scelte e gli
obiettivi che il sovrano vuole raggiungere.

Ritornando alla considerazione che fa il Jurisdictio sul diritto: è presente nel diritto una parte che
vincola il sovrano dalle sue scelte e i suoi obiettii, mentre la restante parte di questo diritto è del
sovrano, quindi quanto detto: il sovrano è limitato dal diritto.
RIESAMINIAMO “IL RULE OF LAW” DAL PUNTO DI VISTA FILOSOFICO

Se nel caso si negasse autonomia a quella parte di diritto definita nei paragrafi precedenti come
Jurisdictio verrebbe a mancare quell’equilibrio tra le condizioni di giustizia intersoggettiva, le
libertà e le prerogative del sovrano; in termini generali quei diritti considerati irrelati al potere del
sovrano finiscono per essere nelle mani del potere sovrano, quindi in tal caso non c’è più alcuna
distinzione tra Jurisdictio e Gubernaculum.
Il Rule of law non imp0lica prospettive procedurali o sostanziali in base alla definizione generale di
diritto, bensì implica fedeltà a una relazione. Proprio quella relazione che venne a mancare nel
vecchio continente, e non a caso le conseguenze furono: subordinazione dei diritti e della giustizia
al potere sovrano.

Per cercare di spiegare meglio il Rule of law possiamo esplicitare la connessione fra relazione-
equilibrio che in primo luogo induce alla non dominazione e in secondo luogo fa riferimento a quel
binomio morale che è tutt’oggi presente nelle nostre costituzioni liberaldemocratiche ed anche nella
filosofia liberale: Bene-Giusto.

Caratteristica essenziale del Rule of law è la non arbitrarietà intesa come una limitazione alle scelte,
e alle decisioni del sovrano.
La non arbitrarietà ha certamente a che fare con certi requisiti formali ma senza dubbio non dipende
da quest’ultimi, ciò che dipende invece è quello definito gia in precedenza :la relazione tra il diritto
del sovrano e il diritto(autonomo) che limita il sovrano(Jurisdictio).
Compito del rule of law è quello di riuscire a mantenere questo equilibrio detto in precedenza.
Nella storia della libertà ciò che conta principalmente è che tale teoria del diritto autonomo fosse
paragonata alla teoria dei giuristi e dei funzionari pubblici(che decidevano i casi).
Quel diritto autonomo che aveva uno “status” proprio e non dipendeva davanti a nessuno, persino
dinnanzi al potere sovrano.

La libertà non deve essere intesa come asseza di interferenza in quanto quest’ultima è intesa e
garantita strutturalemente;
quest’assenza di interferenza indica il principio di non dominazione, quest’ultimo considerato nel
Rule of law.
Pettit fa una distinzione tra non interferenza e non dominazione:
il diritto non deve essere necessariamente considerato come un limite alla libertà o un offesa.
Ciò può avvenire se la libertà si riducesse a una non interferenza(ossia nel non subire interferenze),
ciò invece non può avvenire se la libertà si concepisse come una non dominazione
(dominazione: chi esercita un controllo su di le persone.)
Con la presenza di un arbitria interferenza tutti gli individui non possono essere mai “agenti liberi”
anche se di fatto posso scegliere le loro preferenze.
Una libertà concepita come non dominazione non comporta tanto una non interferenza quanto un
assenza di controllo sulle scelte della gente.
Tutto ciò per Pettit è inteso come un modello politico che riguarda direttamente la distribuzione del
potere.
Nel Rule of law non è certamente esclusa l’interferenza nella vita dei cittadini, ma è esclusa
l’arbitria interferenza.

Il Rule of law incorpa un riferimento sul bene e sul giusto.


Soprattutto nei tempi di regimi totalitari che il diritto giuse a ditruggere questa relazione cadendo in
balia di eticizzazione;
uno studioso di storia costituzionale vide pervadere una costante minaccia su tutti quei diritti
considerati “importanti” per ogni cittadini quali ad esempio libertà di pensiero, di immagine,di
espressione.
Continuando lo studioso afferma di non aver mai visto la Jurisdictio in difficoltà contro il
gubernaculmun.
La Jurisdictio deve essere in grado di prioteggere il diritto, la Jurisdictio incorpora quel diritto
positivo che ha a che fare con il giusto più che con il bene.
La dove manca il Rule of law la giustizia o il giusto non riescono a fare da scudo, da filtro, a
quell’estrema tirannia di valori che molto spesso si è trasformata in tirannia autoritaria.

L’ooposizione tra bene e giusto coinvolse inevitabilente anche l’ambito filosofico;


Rawls scrisse in “Liberalismo politico”: “i principi di diritti e di giustizia dovevano dare limiti alle
soddisfazioni cui si da valore”. I principi di giustizia specificavano i confini che il sistema di fini
umani doveva rispettare.
Sempre secondo Ralws la giustizia precede il bene.
Sulla base di Ralws intervenne anche Kant affermando che:
il bene non deve definire ciò che è giusto, ne quanto meno definire la legge della morale, anzi è la
legge della morale che definisce il bene.
La legislazione morale richiede il riconoscimento di cittadini coesistenti sotto la legge universale
che concerne la libertà e la giustizia e non invece il bene e la felicità.
Compito del diritto sempre secondo Kant è quello di rimuovere gli ostacoli alla libertà.
Secondo l’idea Kantiana gli uomini mancano verso la giustizia in quanto dovrebbero creare uno
stato civile dove il mio e il tuo vengono preservati.
In mancanza di questo stato civile gli uomini commettono un’ingiustizia che è quella di voler stare e
di voler rimanere in uno stato giuridico.
Quindi da quanto detto è importante ricorrere al diritto e alla giustizia in maniera tale che non ci
siano abusi alla libertà delle persone.
Secondo Kant il bene non può farsi strada a svantaggio del giusto, ma ciò non implica il bene in
senso negativo semplicemente bisogna valutare la tensione vitale in cui esso(il bene) è inserito con
il Giusto;

facendo riferimento a Tommaso D’acquino egli interviene con una metafora:


se il semplice compito di un comandante di una nave sarebbe quello di preservare la nave, allora
farebbe bene a lasciarla ancorata in porto per sempre; ma invece, la nave deve navigare e il compito
del comandante è proprio quest’ultimo;
quindi la giustizia non è tutto ciò che conta per gli esseri umani e non basterebbe.. la società deve
navigare e perseguire il bene comune.

Habermas elabora la duplicità tra morale ed etica: morale intesa come il rispetto verso le sfere
private, mentre etica vita come i valori individuali o comuni raggiunti attraverso i processi
deliberativi.
Habermas intende un sistema di diritti fondamentali come struttura di condizioni procedurali capace
di garantire l’esercizio deliberativo della sovranità popolare. Questo grazie alle tesi co-originarietà
tra sistemi di diritti e sovranità popolare; laddove i sistemi di diritti rappresentano la via attraverso
cui la sovranità popolare può essere indirizzata verso le sole decisioni compatibili con la libera ed
equa partecipazione della razionalità del discorso pubblico.

Indipendentemente da quanto detto sia Rawls che Habermas affermano che la tensione tra il bene e
il giusto può essere protetta dai dispositivi istituzionali. Relativamente il Diritto in senso ideale del
Rule of law deve rendere indisponibile la giustizia alla sovranità popolare.
Quando la teoria del diritto si è occupata del rule of law c’è stata una notevole concentrazione sui
caratteri che deve possere il diritto (per essere tale).
Diversi, hanno espresso il loro pensiero sui caratteri che dovrebbe assumere il diritto:
chiarezza,pubblicità,stabilitgà,generalità delle norme ecc..
Tutti questi prerequisiti rappresentano la base per l’obiettivo principale del diritto che è quello di
giudicare i comportamenti. Da qui deriva sia la separazione dei poteri, sia la subordinazione di
questi ultimi al diritto.
I poteri considerati come mero mezzo efficace per il raggiungimento dell’obiettivo del diritto(detto
sopra), e quindi moralmente neutri. ---conformemente a quanto sostenuto dalla filosofia
positivistica. (la validità giuridica delle norme non sta sulla loro moralità).
Dalla neutralità morale delle norme può avvenire che il diritto offenda la dignità umana. (ciò può
essere storicamente provato).
Joseph Raz è un filosofo del diritto e sostenitore del positivismo giuridico.
Raz afferma sostiene l’autorità del diritto sulla base della sua service conception: la capacità del
diritto di offrire ragioni per l’azione e dunque di guidare i comportamenti, connessa alla
depence conception che richiama un legame tra la ragione per l’azione del dirittoe le aspettative
degli individui.
Questa connessione mostra come l’autorità del diritto non sia un semplice strumento di potere
coercitivo bensì un’espressione di pretesa di legittimità.
l’ideale del Rule of law non è quello di prescrivere il bene della comunità politica, bensì è quello di
garantire un diritto configurato in un certo modo, che sia in grado di proteggere la dualità tra
giustizia e deliberazione politica(Jurisdicio e gubernaculum).
Il Rule of law come abbiamo visto in precedenza cerca di non far sì che il diritto diventi un mero
strumento di potere per il sovrano.
Da ricordare che il positivismo giuridico non nega né che il diritto possa contenere valori morali né
che possa far riferimento all’ideale del Rule of law.

In maniera definita il Rule of law non è né il diritto né lo stato di diritto.


Se pensassimo al Rule of law come una certezza del diritto di finirebbe per svuotare totalmente il
concetto(di diritto).
La rigidità di un diritto delle regole porterebbe a una più facile manipolazione: cioè colui che è
invetito dal potere può abusare del suo potere sugli individui.
Con ciò non si vuole né abbandonare il diritto delle regole né considerare che la certezza del diritto
non debba essere salvaguardata.
Tra gli strumenti per preservare il Rule of law troviamo la pratica della proporzionalità e il
bilanciamento.
Con l’avvento della violenza e della brutalità viene a mancare il diritto.
Ciò che conta è che sia possibile una relazione di equilibrio tra il diritto positivo e le sue fonti, sulla
base del carattere della normatività è importante preservare sul piano giuridico le condizioni della
non dominazione.

il Rule of law cerca di essere presente e preso in considerazione anche nell’ambito internazionale;
egli richiede che alcuni principi vengano protetti dalla discrezionalità del governo di umani.
I principi del Rule of law anche nell’ambuito internazionale sono: dualità, equilibrio e non
dominazione.
Ma, in questo ambito il Rule of law per la maggior parte dei casi viene colto, compreso sempre nel
significato ideale, ideologico, apologico.

Per concludere possiamo riprendere in maniera definitiva la “razio” del Rule of law:
il Rule of law cerca sempre in tutti i modi di non far ridurre il diritto a un mero e semplice
strumento di potere del potere sovrano assorbendo così la normatività sociale.
Questa “Razio” viene sempre ridotta a una discussione strumentale.
Qualora il diritto fosse privo della sua“dualità” allora si verifica un qualcosa di nettamente opposto
ai criteri e ai principi del Rule of law: il Rule by law.

Il Rule by law affronta tematiche completamente opposte rispetto a quelle affrontate e appoggiate
da Raz e da Fuller.(viste in precedenza).