Sei sulla pagina 1di 34

532 San Luigi, re ideale e unico

dopo il pasto di mezzogiorno, prendeva un po' di frutta e beveva una volta sola . Capitolo diciannovesimo
levatisi vesti e calzari, come era solito fare la notte, riposava per due o tre ore:,~'
Il re delle tre funzioni
Sostituiamo i pesci agli arrosti, versiamo dell'acqua nel vino, elimj.
niamo il riposo postprandiale, e Carlomagno a tavola di-venta san Luigi
a tavola. All'inizio del XII secolo i Capetingi realizzano il loro sogno: ren-
d~re effettivo.' e pales~, che essi discendono ~a Carlomagno (il reditus ad
stzrpem Karolt) e che s1 comportano come lm. In fondo, san Luigi a ta.
vola non è altro- con un po' di esagerazione -che un Capetingio il qua.
le imita Carlomagno a tavola. Quando si cerca di cogliere l'elemento in.
dividuale e si crede di poterlo sorprendere nella sua vita privata è ve. x. Le tre funzioni .
ramente difficile sfuggire al collettivo, ai modelli, al luogo comun~. San
Luigi ha mangiato? Da una trentina d'anni a questa parte, alcuni medievisti hanno rico-
nosciuto che le ipotesi di Georges Dumézil sull'esistenza, nelle società
"' Eginardo, Vita Caro/i Impemtoris (a cura di Claudio Leonardi), Roma 198o, par. 24 p. 100 indoeuropee, di un principio generale di organizzazione del pensiero se-
[la trad. it. è alle pp. 69·70]. ' condo tre funzioni essenziali erano applicabili alla società medievale oc-
cidentale'. A partire dal x secolo (e già nel rx secolo, nella traduzione
del De consolatione philosophiae di Severino Boezio ad opera del re an-
~osassone Alfredo), secondo vie e in condizioni ancora oscure (un ruo-
lo importante poté svolgere, in tale processo, l'Irlanda), questa ideolo-
gia trifunzionale fa la sua comparsa nel pensiero cristiano latino. Essa si
afferma in una celebre formula del Poema indirizzato al re capetingio
Roberto il Pio dal vescovo Adalberone di Laon verso il 1 0 27: una for-
mula secondo la quale la società si compone di t're ordini: coloro che pre-
gano (oratores), coloro che combattono (bellatores) e coloro che lavora-
no (/aboratores)'.
Georges Duby ha mostrato che questo principio organizzativo si ri-
scontra in gran parte delle strutture intellettuali e istituzionali della so-
cietà occidentale nei secoli XI e XII; ha mostrato inoltre che esso era sem-

1
Georges Dumézil, L'idéologie /ripartite des Indo-Européens, Bruxelles 1958 [trad. ir. L 'Ideo-
loti.! ttipartita degli indoeuropei, Rimini 1989]. Ultima messa a punto: Apropos des trois ordres, in
Apollon sonore et autres mais: vingt-cinq esquisses de mythologie, Paris 1982, pp. 205-59 . Jean Ba-
tany, Der «lrois fonctions» aux «trois états:o, in «Annales ESC», 1963, pp. 933-38; Le Goff, La
drilùation des I'Occident midiéval cit., pp. 290-95; Id., Note sur société tripartie, idéologie monar-
thique ti renouvcau économique dans la Chrétienté du IX' au Xli' siècle (1965), ripubblicato in Pour
ruulrt Moyen Àge cit., pp. 80·90. Sull'ideologia trifunzionale, cfr. Miche! Rouche, De l'Oricnt
~ I'Otcident. Les origine; de la tripartion fonctionelle et !es causes de son adoption par l' Europe chri·
IÌtrnltil/a/ìn du X' siècle, in Occidentet Orient au X' sièc/e, Paris 1979, pp. 321-55; Otto Gerhard
Oexle, Deutungsschemata der sozialen \flirklichkeit im friihen und hohcn Mittelalter. Ein Beilrag zur
Gtrchich~ der \flissens, in Frantisek Graus (a cura di), Mentalitiiten im Millelalters, Sigmaringen
1tl7,pp. 65·tq.
1
Adalb6ron de Laon, Poème au roi Robert, introduzione, cura e traduzione di Claude Caroz·
ù, Puis 1979.
534 San Luigi, re ideale e unico xrx. Il re delle tre funzioni

pre vivo nel xvrr secolo (ad esempio, nel pensiero del teorico della p ll rUeri.Jnento nella sua bolla di canonizzazione del 1297. Augurandosi
tica Loyseau) e che prolungò la sua esistenza fino agli inizi della Ri~ · &poter a~sociare t~t:i i fr:ancesi alla gioia della_ canon~z~azione di «u~
luzione francese, la quale ne rappresentò, in qualche modo, il trionfo.
0
rincipe dr ~a.le ~uahta e dr tal~ grande_zza», us~lto d_all «Illustre casa d1
la fine'. ~ ~ ancia»', h mvrta a rallegrarsi, menzionando m pnmo luogo la massa
/i lavoratori che - nell'insieme dei francesi - incarnano la terza fun-
:ne («il devotissimo popolo di Francia»), poi «i prelati e il clero» (che
2. Il re cristiano, re delle tre funzioni. Zlppresentano la prima funzione), e infine «i grandi, i magnati, i nobi-
~e i cavalieri», d~stinati a svolgere la seconda funzione. Lo schema non
A me sembra che questo modello aiuti a comprendere la natura segue l'ordine abituale, e la terza funzione risulta dilatata a tutto il po-
l'immagine della regalità incarnata in san Luigi. Va ricordato, in prirn~ polo; ma il modello di classificazione è lo stesso.
luogo, che l'applicazione del modello trifunzionale alla regalità da par~
te del pensiero cristiano medievale presenta questa fondamentale c8.
ratteristica: contrariamente all'India antica e alla Roma delle origini • 3. La prima funzione: il re sacro amministratore della giustizia e il re
re non vi appaiono caratterizzati, sull'esempio degli dèi, dall'una'; amante della pace.
dall'altra delle tre funzioni (re essenzialmente legislatore, o guerriero 0
garante della prosperità), ma ogni sovrano le riunisce tutte e tre n~a Re consacrato, san Luigi incarna e pratica al piu alto livello i valori
sua persona~. eiruoli attraverso i quali si manifesta, in una società cristiana, la prima
Sottolineiamo infine, senza affrontare in modo particolareggiato i (unzione6 •
complessi problemi della diffusione dell'ideologia trifunzionale, che es· Uprimo attributo sacro è la giustizia'.
sa rimase circoscritta all'Occidente medievale: per l'esistenza di altri Fin dal preambolo della sua biografia, Guglielmo di Saint-Pathus af-
schemi concorrenti, prima binari (chierici e laici, potenti e poveri, ecc.) ferma che il re «non ingiuriò e non fece violenza a nessuno, e rese so-
poi ternari (vergini, continenti, sposati, o -per le donne - vergini, con: vranamente giustizia». L'espressione è del tutto adeguata: la sua giusti-
tinenti, sposate), e infine molteplici (nel Duecento fu molto in voga ll zia è «Sovrana», per la sua perfezione morale e per l'autorità giuridica
gioco dei vari «stati» del mondo, un gioco basato sulle categorie socio- di colui che l'amministra.
professionali, nel quale al vertice della gerarchia si trovavano il papae Bonifacio VIII lo afferma in uno dei suofsermoni di Orvieto: «Quan-
l'imperatore, seguiti subito dopo dal vescovo), ma anche per il fatto- togrande fosse la sua giustizia non lo palesavano solo degli esempi, ma
dimostrato da Georges Dumézil- che il pensiero trifunzionale era estra· era cosa che si poteva toccare col dito. Infatti, egli sedeva quasi in per-
neo al grande libro di riferimento della Cristianità, la Bibbia. I chierici manenza su un tappeto per ascoltare le cause giudiziarie, soprattutto
del medioevo cercarono di introdurre la trifunzionalità nella Bibbia se- qudle dei poveri e degli orfani, e faceva render loro giustizia nel modo
condo un lento processo che giunge, per esempio, nel xrr secolo a iden· piucompleto» 8 • Nelle prime frasi della bolla di canonizzazione Bonifa-
tificare i tre figli di Noè, Sem, Japhet e Cam, con le tre funzioni, o me- doloda, in san Luigi, «un giudice giusto e un ammirevole retributore»9 •
glio, con i tre gruppi sociali che le incarnano, i chierici, i guerrieri ei In questa funzione di retributore, il re mostrò di essere l'immagine ter-
servi (col terzo ordine subordinato ai primi due). lelladi Dio, retributore per eccellenza e per tutta l'eternità.
Alla fine del xm secolo lo schema dei tre ordini esiste sempre, pido Questo giudizio è corroborato anche dalla testimonianza di alcuni
meno esplicito, piu o meno chiaro nello sguardo che gli ecclesiastici gel· aomini dell'epoca. Al ritorno dalla crociata del 1254, a Hyères, il fran-
tano sulla società del loro tempo, e il papa Bonifacio VIII vi fa esplici
'Per questa predica, Bonifacio VIli, p. 159.
'Georges Duby, Les trois ordres ou l'imaginaire duféodalisme, Paris 1974 [trad. ir. ~~ : SuUa_cerimonia della consacrazione, cfr. piu avanti, pp. 693·98.
del feudalesimo . Sacet·doti, gumieri e lavoratori, Roma-Bari I98o]; J. Le Golf, Les mm/olltftlll Clr. il notevole libro di Ludwig Buisson, Ludwig IX, der Heilige, und das Recht, Friburgo
indo -européennes, l'historien et l'Europeféodale, in «Annales ESC», 1979, pp. n84;12'~-ol.l. ltJ\,taP: m,_«Der Kiinig und die iustitia», pp. 87-130.
• C&. Le Golf, Note sur société tripartie ci r.; Daniel Dubuisson, Le roi indo-europemtl - 1
B~nifacoo Vlll, p. 149.
sedes troisfonctions, in «Annalcs ESC», 1978, pp. ll·J4. lini., p. '54·
San Luigi, re ideale e unico xrx. Il re delle t re funzioni 537
cescano gioachimita Ugo di Digne, che fece cosi grande impressione za processo tre nobili giovinetti, smarritisi in un bosco di sua pro-
san Luigi 10, «insegnò al re- nella sua predica - _come doveva corn~ se~ tà dopo averli accusati di essere andati a caccia nelle sue terre, men-
tarsi per dare soddisfazione al suo popolo; alla fme della predica, disse pue,non avevano ne' arm1. ne,caru.
· conv1ene· ncor ' dare quale fula reaziO- ·
[... ] che no~ aveva mai visto, né ~ellib_ro dei creden~i, né in_queUi dti tre di Luigi. Fa arrestare Enguerran, i suoi cavalieri e i suoi sergenti, e
miscredentl, che un regno o una s1gnona fossero statl perduti, 0 Passa. ~·uta di concedere al sire di Coucy la «battaglia» giudiziaria da lui ri-
ti da una signoria a un'altra, o da un re a un altro, se non per mancan. chlesta. I baroni facenti parte del consiglio chiedono la liberazione di
za di giustizia. "Perciò il re, che si accinge a tornare in Francia, abbia Enguerran, ma Luigi la rifiuta seccamente, si alza e se ne va, lasciando
cura di amministrare ,bene la ~iu~tizi~ nei con~ronti de! suo popolo~ 'baroni «sbalorditi e confusi». Da ultimo, «SU consiglio dei suoi consi-
modo da conservare l amore d1 Dto, s1 che Idd1o non gli tolga, insielllt ~erh> lo libera, ma gli infligge una condanna pesantissima: dovrà pa-
alla vita, il regno di Francia" »11 • u~'ammenda di dodicimila lire parisis (da inviare ad Acri per la di-
Il re amministra la giustizia non soltanto in Francia, a Parigi 0 aVin-
cennes, ma anche oltremare. Joinville menziona« alcune condanne e~u.
J: della Terrasanta), gli sequestra il bosco dove ha fatto impiccare i
·ovani, lo obbliga a costruire tre cappellanie per pregare in favore del-
dizi» pronunciati a Cesarea in Palestina, «mentre il re vi soggiornava.u ~ anime degli impiccati, e gli toglie l'amministrazione dell'alta giustizia
Luigi, a imitazione di Dio, sapeva anche essere clemente. Un gio~ i boschi e i vivai.
in cui si tiene il parlame!ftO, una donna, ai piedi della scala del palazzo perLaseverità di san Luigi non si spiega soltanto col fatto che lo zio di
ingiuria il re e gli dice: «E un gran peccato che tu sia re di Francia, ec'~ uno di quei giovani - che in quel giudizio è il querelante - è un abate,
veramente da meravigliarsi che non ti abbiano buttato fuori del regnot. ~con la volontà del re di sostituire il diritto alla «battaglia» in sede
I sergenti del re vorrebbero percuoterla e cacciarla via, ma Luigi ordina pudiziaria. Si tratta, per lui, di mostrare che la giustizia è uguale per
loro di non toccarla e di non scacciarla. Dopo averla ascoltata congrm. lUtti e che i potenti signori vi sono soggetti come gli altri sudditi. E
de attenzione, le risponde: «Certo, voi dite il vero, non sono degnodi poiché solo la giustizia regia è in grado di far rispettare questo princi-
essere re. E se fosse piaciuto a Nostro Signore, sarebbe stato meglio che ~o, egli- con il suo con:p~rtame_n~o _- la rafforza di fronte ai ba~oni e
un altro re si fosse trovato al mio posto, se avesse saputo governare me. ai nobili. In seno al cons1glio, Lmg1 nspose duramente al conte d1 Bre-
glio il regno». E ordinò a uno dei suoi ciambellani di dare del denaro l!. 11&Jl& che negava al re il diritto di condurre inchies,te contro i baroni
la donna: «quaranta soldi, a quel che si dice»". in materie che toccavano «le loro persone, i loro beni e il loro onore».
Guglielmo di Saint-Pathus racconta anche che nel palazzo reale fu. !nobili non si ingannavano: la giustizia regia di san Luigi non era piu
rono rubate delle scodelle d'argento e altri oggetti. Luigi lo tollerò e, ~ una giustizia amministrata diversamente secondo il rango sociale. Il
po aver dato del denaro ai ladri, li trasfed nelle terre d'oltremare 11• Cle. caso del sire di Coucy fece grande chiasso, nonostante la semiritirata
menza e deportazione: sono i due volti della giustizia di san Luigi, afa del re".
stizia regia. Sarebbe, tuttavia, falso e anacronistico credere che san Luigi mirasse
Egli sapeva anche essere estremamente rigido, e persino crudele, nel. 111111 sorta di livellamento sociale. Egli ha la stessa mentalità gerarchica
le sue sentenze. Punii bestemmiatori in modo spietato. A Cesarea fece llr;i uomini del medioevo; ma, di fronte al peccato, tutti gli uomini so-
mettere alla gogna un orefice bestemmiatore. A Parigi «fece bruciarti IIIJII!ali. Per lui, infatti, la giustizia ha sempre un orizzonte escatologi-
naso e le labbra a un borghese» colpevole dello stesso crimineu. Mal a~ essa prefigura l'eguaglianza degli eletti e dei dannati nell'eternità 17 •
caso nel quale la severità di Luigi come giustiziere ricevette maggiodaf. ~questo aspetto, Luigi era predisposto ad ascoltare e a comprendere
tiche fu quello del sire di Coucy, Enguerran, che aveva fatto impicclle iaioachlrnita Ugo di Digne; e forse fu aperto ad accogliere punti di vista
aochepiuradicali. Il rnillenarismo alimenta, nel medioevo e dopo, le idee
"Cfr. sopra, pp. 163 sgg.
" Joinville, Histoire de Saint Louis, p. 363.
u Ibid., pp. 277-83. GaiD1~ede Saint-Pathus, Vic dèSaint-LouiJ, 135 sgg. Cfr. sopra, pp. r88-9o, dove raccon·
" G uillaume dc Soint-Pathus, Vie de Saint Louis, pp. 118·x9. Cfr. oltre, P· 689. .adocucostanziato questo episodio esemplare, che fece mol to chiasso.
"Ibid., pp. 15 t·52. ~!Contro &a una tendenza gerarchica e una tendenza egualitaria nel XIn secolo, cfr. Bue,
" Pex il contesto, cfr. sopra, pp. 187 sg. e 502 sg. -.pi/1 du livre ci t.
San Luigi, re ideale e unico X[)(. Il re delle tre funzioni 539

e le tendenze piu «rivoluzionarie»'". Ma san Luigi, se con lo spiritoguar. n rnolti altri. È chiaro, dunque, che egli voleva non soltanto formare in bene il
dava all'eternità, rimase sempre coi piedi per terra.
co prosstmo,
suo • ma ancbe n'formarlo .m bene" .

Anche Joinville racconta, come abbiamo visto, gli episodi piu signi-
4· Lapace. ivi della politica di Luigi come pacificatore: una parola che ricorre
ficat • 11
. odo ossesstvo ne e sue pagrne .
. ,
Dopo la giustizia, la seconda grande funzione sacra esercitata da san UlQuesta politica, com.e sa~piamo, .non è accettata a~·~n~nimit~ dai
Luigi è la pace". siglieri del re. Al suo rdeahsmo ess1 contrappongono il cmrsmo dt una
Pace e giustizia sono assodate ne~ giu;ament.o c~e. Luigi IX ha Prt· condizione feudale, che, !ungi dallo spegnere le guerre, le alimenta per
stato nella cerimonia d~lla co~sa~raz10ne : L~ ~msttzra .deve ristabilirt "~ne profitto. Ma, in pieno accordo col re, Joinville sottolinea che Lui-
la pace, e il desiderio dt pace rsprrare la gn.~sttzr~. Lo drce anche Bonj. ~ ricava anche d~i ~a~tagg~ dall.a sua politi~a p~cificatrice2 ': E~li ottie-
facio VIII: «La giustizia e la pace vanno dr pan passo, ed egli ha cosi V come in moltlsstml altn cast, una duphce ncompensa: m ctelo, fa-
ben amministrato la giustizia che il suo regno ha riposato nella pace»'' ne~do piacer~ a Dio, e in terra, guadagnandosi la riconoscenza di una o
In quel bellicoso mondo medievale, Luigi teme la guerra perché~ ~upersone. E il suo modo di contribuire a quella «discesa dei valori dal
sa è inevitabilmente fonte di ingiustizia e di peccato. Nei suoi Insegn,. pido sulla terra» che mi sembra caratterizzare gli anni di svolta dal xrr
menti al figlio scrive: c~ XJil secolo37 .
Caro figlio, ti insegno di fare tutto il possibile per non .aver guerra con aiCUD Questa po~tica.di pace f~ posta i? ess.ere da san L~gi soprattutto guan-
cristiano; e se qualcun.o ti farà un. torto, ~P_Crime~ta m~lte v1e per accertare se~ doerano in gtoco il regno dr Francia e il suo ruolo dt monarca. Egh mo-
trai trovare il modo di far valere Ii tuo dmtto pnma di muover guerra, e non IJI.
scurare di farlo , al fine di evitare i peccati che si commettono in guerra[...]. Cera II!Ò allora, come le concessioni fatte per amor di pace potevano essere,
di farti ben consigliare prima di dichiarare la guerra; e abbi cura che la tua causa siJ ~ t~mpo stesso, decisioni ispirate da motivi religiosi e abili mosse politi-
del tutto ragionevole, che tu abbia ben avvertito il malfattore e che tu abbia Hpet· che: per esempio, in occasione del trattato di pace del r 2 58 con l' Arago-
tato abbastanza, come è tuo dovere". oae soprattutto, in occasione di quello con l'Inghilterra del 125928 •
Luigi è il grande «pacificatore» della sua epoca. Lo è, prima di tutto,
Eevidente, in questi casi, il conflitto fra due sistemi di valori: l'uno
ispirato alla nuova religiosità (con lontane e profonde radici nel cristia-
a casa propria, nel suo regno. Nei suoi consigli al figlio, cosi prosegue:
nesimo), e l'altro ereditato dalla tradizione feudale. Luigi li combina in-
Caro figlio, ti insegno di fare tutto il possibile per pacificare le guerre e le 1ont sieme: momento quasi unico nella storia della Francia medievale.
che insorgeranno nella tua terra e fra i tuoi uomini, perché è cosa che piace molro
a Nostro Signore". Il regno di Francia ne ottiene l'eccezionale beneficio di un lungo pe-
riodo di pace. Nei suoi Gesta, Guglielmo di Nangis vi dedica un lungo
Ma è un pacificatore anche al di fuori del suo regno, soprattutto alle jllll&rafo, facendone uno dei principali meriti del re santo, sul modello
frontiere, per creare una zona di pace ai confini della Francia. Gugliel- dicSalomone, il re pacifico». Secondo lui, Dio ha concesso a san Luigi
modi Saint-Pathus vi accenna alla fine del capitolo sull'amore del re per difar regnare la pace nel regno di Francia, dal 125 4, anno del ritorno
il prossimo, con riferimento all'instabile e bellicosa frontiera orientale: dd re dalla Terrasanta, fino al 1270, anno della sua morte. E ha pro-
Quando sentiva dire che c'era guerra fra nobili al di fuori ?el
suo regno, invit bigato questo favore a benefic·io di Filippo III, suo figlio ed erede, per
va loro dei messaggi solenni per pacificarli, e non. senza gran~! spese da parte IUL
Cosf fece quando il conte di Bar e monsignor Enrico, conte d1 Lussemburgo, &1JCI'
reggiavano fra loro. E cosf fece con il duca di Lorena e col suddetto conte dlllar,e "Guillaume de Saint·Pathus, Vie de Saint Louis, pp. 73·74·
:)o~ville, Histoire de Saint Louis, pp. 375-77.
lbiJ., pp. 377·79·
"Le Goff, voce Millénarnme cit. . . "LtGoll, Du ciel sur 111 terre: 111 mu14tion des valeurs ci t. Cfr. la mia critica alla cosiddetta «lai·
"Cfr. Buisson, Ludwig IX cit., cap. V: oDer Komg und der Fmd», pp. I8J·Z48. Clllllionu, che è una collaborazione deUa terra col cielo neUa condotta deUe cose del mondo. Ge·
"Cfr. oltre, p. 695, e Buisson, Ludwig IX cit., p. 1 31. lllflla! llpporti associativi: il medioevo, nel suo periodo centrale, trasse grande vantaggio da que·
" Bonifacio VIII, p. 149· ~e egualitarie sviluppatcsi entro una struttura non egualitaria. E il caso, ad esempio, dei
" Emeignements, p. 189. ~leudo-vassaUatici: cfr. Le Goff, Le rituel symbolique de la vassalité cit.
" Ibid., p. 189. C&. sopra, pp. 201-9.
San Luigi, re ideale e unico XIX. Il re delle tre funzioni .541
.540

lo meno «fin quando regnò secondo i meriti del santo re», cioè fino a!.
la guerra con l'Aragona (1284-85), ipocritamente battezzata col no . La seconda funzione: un re guerriero.
5
di «crociata» dal papato, che aveva già fatto altrettanto per la~
contro Federico lP'. San Luigi teme la guerra e le sue ingiustizie. Essa è fonte di pecca-
Bo~ifacio VIII, riprendend? il tema ~el suo secondo sermone di Or.
Ma non sempre. Non lo è contro gli infedeli; di qui la crociata. Non
vieto, l I I agosto I 297, confen sce tutto il loro senso escatologico ai llr :·è quando si tratta di respingere dei principi cristiani aggressori, che
mini pax e rex pacificus, con il secondo dei quali indica Salomone e~ . Iano il giuramento di fedeltà o si sollevano ingiustamente. Di qui la
VIO ra contro i vassalli in rivolta all'inizio del suo regno, la spedizione
estende a san Luigi. Il tema del sermone è tratto dal Vecchio Testa.
mento: «Magnificatus est Salomon» (l Re, I0.23). tf 1242 contro il re d'Inghilterra e i suoi alleati francesi, la repressio-
~ in territorio occitanico - dei postumi della guerra contro gli albi-
Quando· [san Luigi] viene c!ùa;nato «pacific~» e <<cosrr?~tore .di pace.~
faciens~, .questo .~o~o e q~esta vutu valgono~ des1gnar~ t? tu 1.dom e tutte le vini
~ e i loro protettori, gloriosamente condotta da suo padre Luigi VIII.
Fu pac1hco nell mt1mo dJ se stesso, e lo fu neJ confronti dJ tutti: non solo i suoi-' Quando si trova impegnato in una guerra che crede giusta, Luigi la con-
diti, ma anche gli stranieri. Fu pacifico nell'intimo di se stesso: ebbe infatti la~~~: ~ce senza problemi. ,E, come i suoi antenati, partecipa ai combatti-
temporale, la pace del cuore, e cosi pervenne alla pace eterna. Quanto a!IIIOdoil -"ti si batte bene. E un re cavaliere, un re della seconda funzione.
cui seppe mantenere in pace il suo regno, tutti i suoi contemporanei hanno 1101111
constatarlo. Questa pace non è mai disgiunta dalla giustizia. Egli ebbe la pace .
Le'cronache ci raccontano le guerre del re, ma ci parlano poco del re
ché fu giusto verso se stesso, verso Dio e verso il prossimo". 111 ~guerra. I b~ografi ~ gli ~g~~g~afi! ~he sono degli ecclesiastici e, piu
spesso dei fratl mendrcant1 pru rncliru alla pace che alla guerra, passa-
Non si tratta, dunque, di una mera assenza di guerra, di una • _,andh'essi s?tto silenz!o, qu~sto aspett? della pers?nalità del r:.,
plice tranquillità terrena, ma di una pace essenziale, escatologica, che Solo Joinville, perche e !arco e cavahere pure lur, e perché sr e tro-
prefigura in terra la pace del Paradiso, la pace eterna. Si tratta dun~ 1110 a fianco del suo re durante la crociata e nel soggiorno in Terrasan-
come nel caso della giustizia, di una funzione sacra.
Il prestigio di Luigi, la sua fama di pacificatore, sono cosi grandid!t
11, insiste su ques~o aspetto .del :e
guerr~e~o. Ricorda le «~randi pro-
P» e i «grandi ardrmentl» dr san Lurgr. Allorc~é, a Taillebourg'J,
già in occasione del concilio di Lione, nel I244-45, l'imperatore Fede. ebbe inizio un combattimento «forte e grande» fra inglesi e francesi, «il
14
rico II, che in quel momento era ai ferri corti col papa InnocenzolV, lt quando lo vide, si gettò nella mischia insieme agli altri» • Ma è so-
aveva proposto l'arbitrato del re di Francia, «che era uomo saggio», &O ~tto nel descrivere la battaglia della Mansurah, quando il disastro
rando che si sarebbe uniformato a tutte le sue decisioni' 1• San Luigi&. 111111 ~ ancora compiuto, che Joinville ci offre l'immagine visiva emble-
gura, dunque, come l'arbitro della Cristianità. lllica, esemplare, di san Luigi re cavaliere!'.
Non sempre, tuttavia, ci riesce. Quando gli chiesero di arbitrmla Luigi compie il suo dovere militare di sovrano. E si indovina che com-
contesa fra il re d'Inghilterra e i baroni inglesi ribelli, dette lltte, per giunta, con lo slancio del guerriero feudale. Senza gioia for-
re in modo parziale. I suoi legami di parentela con quel ljiDI non senza una certa ebbrezza virile.
ranza delle strutture sociali e politiche inglesi e della storia d Svolge la sua funzione di monarca guerriero in tutte le dimensioni
ra, la sua persuasione dell'eminente superiorità della funzione dala guerra al piu alto livello ha assunto nel XIII secolo". Ha prepara-
indussero a pronunciare una decisione che non placò nulla e lo fJton la massima cura la logistica materiale delle sue spedizioni, e so-
per una volta, all'accusa di parzialità". lflltUtlo delle sue crociate. Ha trasportato in Egitto un ingente parco
tDIICchine da guerra, con particolare riguardo alle gallerie-castello11 •
" Guillaume de Nangis, Gesta Ludovici IX, p. 4 00. Buwto cura, là dove c'era guerra o rischio di guerra, di conservare,
" Bonifacio Vlll, pp. 152-53 . Yves Sassier (nel suo Louis VII cit., p. 347) chii!Utlll...
ficus» anche il bisnonno di san Luigi; ma è solo con quest'ultimo che qud luogo comane
cbico assume un senso esplicitamente escatologico. •c&.sopra, pp. I I 3 sg.
" Le Ménestrel de Reims, p. 126. •,Joloville, Histoire de Saint Louir, p. 59·
"Wood, The Mise of Amiens and Saint Louis' The01y of Kingship cit. c&. sopra, pp. 146 sg.
Cfr. Contami ne, La gume au Moyen Àge ci t.
Cfr.1opra, p. 146.
544 San Luigi, re ideale e unico XIX. Il re delle tre funzioni 545
Ma sono sopratt_utto alcw:i bene~ici di natura materiale che san Lui. de&ica un_inter~ capitolo_alle «g~andi e gen~rose elemosine» del re, al-
gì incrementa m mis_ura assai ~up~n~r~ a ~u~ll~ c~e era stata praticata ~costruzlOne d~ os~edali, (f~a.cm_la cas~ d~1 Trec~nto a Pa~igi, appun-
dai suoi predecessori e da al~n pnnc1p1 cr~stra~L E u~ g~an~e elernosj. per trecento c1ech1), all edrf1caz1one d1chiese e dr convent150 • San Lui-
niere, dona generosamente cibo e~ ele~?Sl~e a1 poven, s~a d!rettarnen. 10. non st• accontento ' d"1 accrescere notevolmente l' ammontare delle ele-
te, sia per il tramite del clero e der religros1. Provyede lm stesso ad aJj. ~osine regie; le organizzò con un diploma del 126o, che, sull'esempio
f:
mentare i monaci, i frati, gli am_m~lati e i_ po~eri. un re nutritore, che :quanto aveva già fatto il re d'Inghilterra, conferiva uno statuto e un
arriva a spendere senza batter c1gho persmo_1l~gat1 del suo testamento. capo, l'elemosiniere, all~ I?~s~re a_dott~te ,-verso il I_I90- da suo non-
Egli riunisce nella sua persona tre carattenstlche della terza funzion no Filippo Augusto. _Lu~gr ~stltuzron~ltzzo le el~mosme ~he i suoi pre-
regia: la liberalità, tipica della morale principesca e a~ist_ocratica; l'ele~ decessori avevano d1stn_bmto, da lm ~a!u~ate m 21~9 _lire parisis, 63
mosina, attività centrale in quel sistema delle opere di misericordia che rooggidi grano (~n.mogg~o va~e~a a Pang1clr.ca ~50? !ttn) e 68 ooo arin-
prende forma nel xrn secolo; la munifi~enza d~lle_costruzioni- soprat. ghe che !'elemosm1ere e 1 ba!tv1 dovevano drstnbuue. Un esemplare di
tutto religiose - che assume un aspetto 1pertrof1co m quel secolo di gran. uesto diploma fu depositato presso l'ospedale maggiore, come testo di
de sviluppo del gotico". ~erime~t~ a futura memo:~a. In ess,o i _vari _aspetti del_la carità regia so-
La figura del re elemosiniere ha particolarmente colpito i suoi con. nodescrtttl «con unay,reclSl~~e ~os1 mmuz10sa da attirare la nostra at-
temporanei in un secolo nel quale la carità in denaro è, peraltro, larga- 1enzione sulla mentahta che li 1sp1ra, non solo generosa, ma scrupolosa,
mente esercitata dai principi e dai nobili, e dagli stessi borghesi che co- epersino pignola »51• Infine, sotto san Luigi, l' elemosineria diventa par-
minciano già a inserirsi piu agevolmente nell'alta società attraverso le ~eintegrante del palazzo reale, il luogo nel quale la prima funzione (am-
nuove «opere di misericordia» raccomandate dagli ordini mendicanti c ministrativa e sacra) si unisce alla terza funzione (economica, finanzia-
alimentate dal denaro, il cui uso si diffonde sempre piu. ria caritativa)5' .
«Per quanto riguarda le opere», dice Bonifacio VIII nel suo serrno- 'Nel suo testamento, redatto nel febbraio I 270, trovano espressione
ne di Orvieto del6 agosto I 297, «la santità della sua vita si è espressa igrandi principi della sua generosità e della sua carità. Luigi destina tut-
soprattutto nelle elemosine ai poveri, nelle costruzioni di ospizi e di chie- riisuoi beni mobili e il reddito dei boschi del demanio regio a trecate-
se, e in tutte le altre opere di misericordia il cui elenco sarebbe troppo gorie di beneficiari: le vittime delle esazioni regie che avranno diritto
lungo»••. E il papa aggiunge che, per valutare la quantità delle elemosi- alle restituzioni; i funzionari regi che avranno meritato una ricompen-
ne di san Luigi, basterebbe prendere ad esempio uno solo dei provvedi· sa; e un lungo elenco di ospizi e di ordini religiosi - in primo luogo, gli
menti caritativi da lui adottati: egli stabili che, a ogni suo «ingresso• in ordini mendicanti - che impiegheranno quei lasciti per le elemosine ai
Parigi, fossero elargite elemosine supplementari ai religiosi e soprattut· poveri e per la costruzione di chiese. In cambio, i beneficiari dovranno
to ai frati mendicanti". Gugliemo di Saint-Pathus dedica un lungo ca· pregare per lui, per la sua famiglia e per il regno. Se, dopo quelle resti-
pitolo alle sue «opere di misericordia» e _sott?~nea - cosa che sappiamo tuzioni e quei donativi, rimarrà ancora del denaro, il suo successore do-
anche da altre fo nti - che le cavalcate dr Lwgr nel suo regno erano ID· musarlo «per l'onore di Dio e l'utilità del regno»H.
zitutto delle campagne di distribuzione di elemosine48 • AncheJoinvillt San Luigi, tuttavia, non fu cosi prodigo dei suoi beni come taluni
lo sottolinea: «<l re fu cosi generoso benefattore, che dovunque recav• hanno affermato. Egli condivideva i nuovi valori di un'economia ispi-
si nel suo regno, faceva donare alle chiese povere, ai lebbrosari, agli ospe-
dali, ai gentiluomini e alle gentildonne che vivevano poveramente»". E
•lhiJ., pp. 391·95·
~Bautier, Lesaumones du roi aux maladredes, maisom-Dieu et pauvres établissemmts du royau-
•lll., p.44·
"Cfr. sopra, pp. 475 sgg. . · ·di M ~ • Xavier de la SeUc, L' aumo'!.erie royale aux Xll/' ·XIV' siècles, comunicazione al colloquio Les
"Ibid., p. 1 49. Sui poveri e la povertà nel mecUoevo, cfr. 1fondame~tali lavon · oli ~t/ Vmctnnes au Moyen Age, i cui atti sono di prossima pubblicazione. Sull'Hotel reale,
Les pauvres au Moyen Age, Paris 1978 [tra~. it. I poveri ne~ Medioevo, Ban-Roma 198•]; M. M dr ol1re, pp. 621 sg.
(a cura di), Etudessur /'histoire de la pauvreté, 2 voU., Pam 1974. "Andt~ Duchesne, Historiae Francorum scriptores, V, Paris 1649, pp. 438-4o. Piu recente·
"Bonifacio VIII, p. 150. . · la S,. :!t,lltes!amento è st~to pubb~cato n~Ue Lay~/les d!'lrésordes.char/~s, IV,_Paris 1902, n. 5638.
" Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, cap. Xl, pp. 79·90, m particolare P. IIICudton testamentari furono 1vescovi d1 Pang1 e d1 Evreux, gli abati d1 Sarnt·Denis e eU Royau·
"Joinville, Histoire de Saint Louis, p. 381. lltlllte ue cappeUani del re.
San Luigi, re ideale e unico XIX. Il re delle tre funzioni 547
rata al risparmio; e come moderava in se stesso la foga del combatt
con la saggezza del prud' homme, cosi era partecipe di quella tend ent~ . San Luigi e l'economia.
alla moderazione e all'esatta contabilizzazione che, come ha rnostellla 1
Alexander Murray, era la carattensuca . . nu.ova d'I una società . che nrato •1, Un re di Francia del XIII secolo come vede, come concepisce l'eco-
atti pubblici e privati, cominciava a calcoÙlre secondo il doppio slgl 1
nomia? Quale i_nte~esse ha per l'economia, quale incidenza può avere su
cato della parola latina ratio («calcolo » e «ragione») 54 • Nei suoi Inse ' di essa, quale via ,d acc~sso a~? con~scenza e alla comprensione del per-
menti al figlio, san Luigi afferma: ~/14· sonaggio essa ~uo offnre? L md~gme ?a condurre non è facile, tanto
Caro. figlio, io. t'in~egno a? avere. la ferma i~te~zione di sp~nd~re in modo . piu che .n~n esis~on~, per _qua~to e a ~a ~o_n~scenza, dei precedenti in
sto e ragtonevole 1 tuo1 denari, e ad tmporre tnbutt secondo gmst1zia. Desid P!: grado dt ai~tarcl. L ~ndapn7, moltre, e di.fftcile per una ragione fonda-

tuoi denari fossero riscossi con giustizia e bene impiegati.


ee:
molto che tu ti guardassi dalle spese frivole e dagli ingiusti gravami fiscali
' 1 roentale: ciO che nm chiarruamo economia non costituisce, nell'Occi-
dente del XIII secolo, un campo di attività percepito come specifico né
Ma, nell'ambito della terza funzione regia, quella che, sotto san Lui come realtà materiale, né come categoria mentale. È questo un prohle-
gi, passa decisamente in primo piano è la funzione di terapeuta mira~ 1111 importante p~r lo ~t~dio ?elle eco~o~i~ del passato, un problema
loso. T~tto ~iò che il re ?i Fran~ia ha perduto con _l'abbandono del 5110 che raramente gh stonci e gh economxsu sx sono posti. Di essi il solo
51
ruolo di agncoltore magico, egli lo compensa con d prestigio da lui ac. Karl Polanyi mi è stato di qualche aiuto con la sua nozione di econo-
quisito come toccatore e guaritore di scrofoleH. JDia«immersa» (emb~~ded), cioè un'economia che non appare in quan-
Questo dono della guarigione miracolosa, che appartiene alla prima to tale, in modo specifico, ma sempre presa in un insieme, inglobata in
funzione, alla sacralità del re, evolve - mi sembra -verso la terza fun. esso senza alcuna autonomia né di natura né di rappresentazione e sen-
zione, attraverso quella dimensione di sanità del corpo, di guarigione za alcuna capacità di conferire a quell'insieme la propria colo;azione
di carità, che essa assume essenzialmente con san Luigi. lire bencfat: principale o, particol~re: ~n'econo~ia ~enza nome proprio.
tore eclissa, agli occhi dei suoi contemporanei, il re taumaturgo. Guari. Cerchero, tu~tavi~, di. trat~eggxare I rapporti fra san Luigi e l' econo-
re è un'opera di misericordia. Nel XIII secolo il malato e il povero 50110 JDia, tentando dt cap~e, m prxmo luogo, come egli percepiva (di solito,
una cosa sola. San Luigi non li distingue. in modo frammentano) quella che noi oggi chiamiamo economia e in
A me sembra che il tema del re-sole, che comincia ad affiorare negli secondo luogo, l'attrezzatura ideologica e le nozioni non econo;ru~he
agiografi di san Luigi e che ha indubbiamente le sue radici nella tndi· che gli fornirono delle mediazioni, delle griglie di lettura e degli ambiti
zione delle monarchie ellenistiche e nella tradizione imperiale romana, d'azione in campo «economico». Nel primo caso, l'economia è inclusa
forse per il tramite di Bisanzio, tenda - nella prospettiva del perfetto re nell'amministrazione e nelle finanze; nel secondo caso, è inclusa nella
cristiano occidentale - a slittare dalla funzione del sacro a quella della !digione, nella morale e nella teoria politica.
beneficenza. Il raggi del sole regale di san Luigi illuminano e riscaldano
i suoi sudditi".
Agli occhi di noi moderni, ciò che soprattutto caratterizza la terza 8. Economia e amministrazione.
funzione, definita dal suo legame con la prosperità e la riproduzioneJIIIo
teriale della società, è l'aspetto economico. Dobbiamo ora considewe San Luigi non ebbe coscienza economica, né politica economica né
san Luigi dal punto di vista dell'economia. Il suo comportamento non l comport.amento economico cosciente: come avrebbe potuto formars~li ?
chiaro. Contranamente ad alcuni storici, io non credo all'esistenza di una dot-
~~con~mica della Chiesa nel xm secolo. Semplicemente, alcuni sco-
lastiCI- pnmo fra tutti Tommaso d'Aquino- e alcuni frati mendicanti
"Murray, Reason and Society in the Middlc Age cit.
" Cfr. oltre, pp. 696 sg.
" Cfr. sopra, pp. 292 e 436 sg. FS;• Luctttt Valensi, Anthropologie iconomique et histoire:l'a:uvre de Karl Pofanyi in <<Annales
fai~ :J!.~· .PP· 1 ~1I·t9; S. C. Humphrey, Hist01y, Economics and Anthropology.'The ll7ork of
0-,,, In «Htstory and Theory», 8 (1969), pp. 165·2 12.
690 San Luigi, re ideale e unico

che si manifestano sotto aspetti che possono sembrare aneddotici, viso. Capitolo ventiquattresimo
no profondi cambiamenti di mentalità e di sensibilità. Ci troviamo di
San Luigi, re sacro, tauma turgo e santo
fronte a un contradditorio intrico. Pur rispettando i comportamenti fon.
damentali della società feudale, san Luigi si riferisce a valori di giusti-
zia e di pace che demoliscono le abitudini feudali e trasformano la fun.
zione regia nella direzione dello Stato moderno. Anche il modo in cui
egli si serve delle concezioni feudali per far progredire lo Stato monar.
chico non viene capito. Quando si comporta da re-monaco e sembra ce-
dere una parte del suo potere ai religiosi, l'opinione pubblica (o il ger-
me di essa) non lo segue. La corona sta diventando un oggetto sacro di
cara t tere laico. S~n L~igi ~ un person_a~gio carismatico~. Questo carisma, nella mi-
Di fronte alla crociata, l'opinione è piu divisa. Essa è ancora con san sura m cu1 puo essere deflruto, proviene - per coloro che han · ·
Luigi nostalgica di Gerusalemme: una Gerusalemme che si tratta, d'al- nato il re - dali' aura che ctrconda
· la sua persona e _ per 1no aVVICI· h 1
1 · d· , co oro c e 0
tronde, di recuperare con mezzi che non sono soltanto militari, perché '?nosco~o so o per sentito lre -_dal carattere straordinario dell'imma-
san Francesco è passato di IL Ma Joinville non è certamente il solo, nel gme che e loro trasmessa. Per designarla i su01· con t · h
. · · h 1 • emporane1non an-
regno di Francia, a volgere lo sguardo piuttosto verso la sua Champa- no a dtspostzwne c e a parola «santo» ma si tratt d'
· 1. 1 h p ' a I un santo ecce-
gne che verso la Terrasanta. Con questo mutamento di sguardo, che è Zlona e. que c e san rancesco fu come religioso Lu1·g1·1 è 1·
B 'f · VIII • o come ateo
legato a un mutamento delle rappresentazioni politiche (una Cristianità e_come_ re. oru acw , nella sua bolla di canonizzazione cerche ,
europea o una Cristianità europeo-orientale?), non ci allontaniamo dal di espnmerlo con la parola superhomo. ' ra
nostro interrogativo di sapore scolastico: san Luigi re feudale, o san Lui- _Qu:sto _c a~·is~a no~ ~ ~oltanto ~n _dat_o irrazionale, istintivo. Inclu-
gi re moderno ? Ma ce lo poniamo in termini diversi: perché, se voglia- de m se de1 tratti specifici,
. . . categonah,
. d. . . dmastici: le qual'1t'a di un re sa-
mo proprio utilizzare questi concetti, la crociata è la fase suprema del cro e t auma turgo, e 1 ment1m Ivtduah della sant1't' · d
· ·
canqruzzazwne · 1e.
uff'lCia ' . a sanziOnata a una
feudalesimo. E, col clamoroso fallimento delle sue crociate, san Luigi-
senza saperlo e senza averlo voluto - ha inferto un colpo mortale al feu- Eimportante d~s_tinguere le caratteristich~ comuni ai re di Francia e
dalesimo classico. quelle appar tenenti m modo esclusivo a san Luigi.

I. lL RE SACRO.

I. Le sacra/ità del re di Francia.

_Conviene fare un po ' di chiarezza in un argomento spesso affronta-


~ m~~do conf?so, .P:opo~endo di distinguere alcuni concetti fra loro
versi. sacro, il rehgwso, il sacerdotale, il taumaturgico. Nel loro com-

:Questo carisma corrisponde solo arzialmente . .


81ko, perché il presrigio carismatico ~ s L . . aU_a conceztonc webenana del dominio cari-
dtrllllprestigio oggettivo d~Ua f~nzion a~ utgt denva ~olo dalla sua personalità, Si fonda an-
lriocipio, i quali pongono dei limiti e 'Jì?'a, e ~eJ prtnctpl cristiani definiti dagli «Specchi dei
· a que ascen ente personale: il carisma si alimenta deU'im•
ll&inedivina e del mod C11O rel'lg!OSO.
692 San Luigi, re ideale e unico .

P
lesso, questi rver
n Fche caratte-
. d' SI. aspetti. farmano un sistema articolato . XXIV. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo 693
. le sue forme d'Irappresentazione ne a .rancrad 11 me. ne a questi poteri e, trattandosi di una società cristiana, un rapporto di-
rizza il potere regro e i fallimenti e i successi e a mo.
dievale. Questo sistem~, fattr~vdersossa compiuti per accrescere questa retto con Dio. Piu che una delega di poteri (che è indicata soprattutto
narchra
.
capetr~gra
. . gli s orzi a e
ne_ d l
. dall'
tere fu costruito a partrre asce. dall'incoronazione: «rex a Deo coronatus», re incoronato da Dio), la
realtà e questa
sa al trono Immagme
di Ugo Capeto ne e 9 7pfino fu~ ~ila
canonizzazione di san Luigi consacrazione assicura l'insufflazione di forze soprannaturali mediante
nel 129i. J'unzione. La concessione di alcune di queste forze è resa manifesta at-
traverso la consegna di alcune insegne simboliche del potere.
Il religioso, piu difficile da definire in una società che non ha alcuna
2. I valori della consacrazione. idea del civile, ma che distingue il temporale dallo spirituale, è tutto ciò
che concerne il regolare funzionamento dei sacro su questa terra, ga-
rantito essenzialmente dalla Chiesa. La funzione religiosa della monar-
Il nucleo essenziale . degr1 aspetti sacri · e religiosi
Un'altradifonteun reimportante
capetingio chia consiste dunque nei permettere, aiutare e favorire il ruolo e l'azio-
.
t~rgra
si espnme ne a
Il li · della consacrazione.
.
. .
r dalle cronache: la Vzta dt Roberto rl
.
ne della Chiesa. Al momento della consacrazione, essa trova espressio-
ne soprattutto negli impegni assunti con giuramento dal re, che si
è costituita dalle biograWele:urdedi Fleury, la Vita di L_uigi V! il Grosso
Pio,_r~datta mon~co. ~di
dal Saint Denis e di Gugli~lmo ~ Bret?ne possono riassumere nella nozione di «braccio secolare».
R~gor
di Srgrero, le opere dr Fil' Augusto le biografie, agrograf1e e Il sacerdotale è tutto ciò che conferisce al re caratteristiche o funzio-
che hanno d . per
·
pro~agodi~sta rppLo I·g · Gli ;<Specchi dei principi» del
li de cate a san u 1· d1 ·
ni di uomo di Chiesa. Il rito della consacrazione evoca un certo carat-
raccolte 1 1miraco tere al tempo stesso episcopale, sacerdotale e diaconale del sovrano. Ma
· ngono rn re a, ben poco all'immagine
. alt' . e re
' capetm-· fÌ sono dei limiti rigorosi i quali impediscono che il re sia e appaia co-
s~esd ~er~~~ipi»
xru seco o aggm ' . nia della consacrazione puo essere VI· me un rex-sace1dos, un re sacerdote.
gio consacrato. Ma la in sintesi e in forma di rappre-
sta come uno «Sp~cchro eÌJ' nti della consacrazione dei re cape- Infine il taumaturgico, che si avvicina ai magico, si riferisce al pote-
sentazione. Possediamo poc 1 ra~co ila consacrazione di Filippo I nel rtsoprannaturale- riconosciuto al re di Francia- di guarire, in circo-
. . l ' quello relat! vo a d. . u· 1ranze piu o meno solenni e ben definite (giorno dì}esta, luogo sacro co-
tingi: ildprmcrpa e e l . t perché ha lo scopo I gmst ICS·
1059,
re e e un
il diritto
,
rac~o delia Ch'_resa .ddi Reims
esclusivo
nto mo to succm o, .
t li alla consacrazione e m-
all'' me un chiostro), con il tocco delle mani accompagnato da un segno di
aoce (si tratta della cristianizzazione di un rito magico), i malati affet-
. d · d · Franchi occ1 en a · .J ·
rida una malattia particolare, le scrofole, cioè l'adenite tubercolare, il
coronaziOne el re et. . . l o molto probabilmente tre orumes re·
g Al regno di. san Lmgi nsa gond d dt' Reims·' uno della fine del rtorbus regius, la malattia che può essere guarita dal re5. I suoi contem.
. · d' egno etto o~ o . hi p1ranei attribuiscono a san Luigi la devota aggiunta del segno di croce
i.· uno dei pnml anru I r ' . . e fra i due l' ordo che Io c a·
.
regno, chiamato « Imo .
ult" orda capetmglo», ,
imabili diciotto miniature c e
' h .
Cl_Pre~en· dtocco delle mani, ma esso è attestato anche per alcuni re precedenti•.
mo ordo del 1250, con le l~est .t i forti della consacrazione.
t ano la struttura, il proce_dlment~,, l ~:te crea (la consacrazion~ è ~~!~• J. La consacrazione del sovrano.
Il sacro• è ciò che espnme, e plu so . nnaturali la parteclpaZIO·
sacralizzazione) un legame con 1 poten sopra '
La consacrazione è dunque legata essenzialmente all'unzione, che è
' Il grande libro dal quale è nat~ tutta la problemattca . e di P•
. moderna della regalità medieVIIHqud &rta dall'arcivescovo di Reims sulla testa, sul petto, fra le spalle, sulle
lo di Bloch, Les rois thaumaturges eu. l ritto latino I 246 della Bibliothèqu~ Nauo:1vril), U ,.Ue, all'articolazione delle braccia, e infine, poco dopo, sulle mani.
ordodi~Jo
'Si tratta 0dell: 'd:
ntenCulto ;:::{d'accordo con Richard Jackh soiln :o':iroJo A- Ilo il corpo significativo del re, tutte le sue sedi di forza, sono inve-
~~~osc~:~todofivrebhbe risS:sa:!/~~;~}r;h; gd;';,}r:;;'~,"u, Cordo~-~i~//:,~:~;,)%~s~~'J~;,. ,a.
.. A · d' · mio e ean- au s Cfr anc e 1'1111
1
4 dal santo crisma, l'olio portato miracolosamene dallo Spirito San-
nation program or e age 1 · if the ordo of r 25° afl
di Jean-Claud~
Bonne e IOBo~ne, be manuJ~~:.fizione di quest' ordo, con1
su~~o T
~la
colo
7 I. J.-Cl. preparan un corrunenl0 .
• Dupront, Du sacre clt. Parolapurulente
•ffezioni «scrofole»della
venivano
peUe.indicate, nel medioevo, vari ripi di rigonfia menti dei linfo.
kGoff, Le mirac/e roya! cit.
San Luigi, re ideale c unico XXIV. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo

to al vescovo Remigio per il battesimo di Clodoveo. L'arcivescovo lo stra lo scettt'o, simbolo del potere sacro, e nella sinistra - per la prima
preleva ogni volta dalla Santa ampolla dove è conservato l'olio miraco. volta - una mano di giustizia, che sostituisce la precedente antica verga.
!oso. L'ampolla è custodita nel monastero di Saint-Rémi, dal quale l'aba. Va sottolineata la presenza, sugli abiti, dei gigli d'oro, che stanno di-
te l'ha presa e trasportata nella cattedrale per la consacrazione. ventando il simbolo piu sacro delle insegne regali e che, secondo uno
Investito da questo potere soprannaturale, il re è ormai l'interrne. studio recente, sarebbero un simbolo solare10 • San Luigi, e probabilmente
diario sacro fra Dio e il suo popolo. Attraverso di lui, attraverso il suo filippo Augusto e Luigi VIII prima di lui, sono già dei re-soli.
corpo unto, passano la protezione divina, l'ispirazione divina. Egli è il Infine, la terza fase: l'incoronazione, caratterizzata dall'imposizione
tramite fra Dio e il suo popolo e, fino alla morte, garantisce al suo re. della corona, variante «barbarica» dell'antico diadema della sacra rega-
gno e al suo popolo i soccorsi divini, non solo per la sua salvaguardia su Jità ellenistica e imperiale, e dall'installazione del sovrano sul trono so-
questa terra, ma soprattutto per la sua salvezza nell'al di là. praelevato, simbolo della montagna primordiale come sede cosmica del
La consacrazione è trasmessa al re anche per il tramite delle insegne potere. L'imposizione della corona per mano dell'arcivescovo fa si che
regali di cui egli è investito nel corso della cerimonia. alla sacralizzazione del re collaborino dodici pari (retaggio della leggen-
L'unzione è preceduta da una prima fase del rito: l'adoubement re. da di Carlomagno): con un gesto di integrazione dell'aristocrazia eccle-
gio'. Il re comincia a ricevere una parte degli oggetti che, deposti sull'al. siastica e dell'aristocrazia laica, partecipano al rito regale sei vescovi e
tare dall'abate di Saint-Denis che li ha portati con sé, gli trasmettono sei grandi signori laici,
una sacralità accresciuta dal contatto con la parte piu sacralizzata della L'elemento religioso è presente soprattutto nei giuramenti pronun-
chiesa: l'altare. Il re, compiendo il rito della separazione, che costituisce ciati dal re nel corso della consacrazione.
la fase iniziale della cerimonia che lo trasforma da re ereditario in re con- Il re, secondo gli ordines di Reims e del I 2 50, pronuncia quattro se-
sacrato religiosamente, abbandona allora la parte esterna delle sue ve. rie di giuramenti:
sti. Riceve dal grande camerario le scarpe adorne di gigli, dal duca di I) promette, in primo luogo, alla Chiesa di proteggerla nelle perso-
Borgogna gli speroni d'oro, e dall'arcivescovo il fodero e la spada, nel ne e nei beni;
corso di un rito complesso durante il quale essi sono prima deposti e poi 2) promette poi di far regnare la pace e la giustizia, valori di forte con-
ritirati dall'altare. La spada, che fa del re il braccio secolare della Chie· notazione religiosa e persino escatologica e- sull'esempio di Dio~ di dar
sa, comincia a essere portata, sguainata, dal siniscalco di Francia•. prova di misericordia (un impegno suppl.ertientare, introdott~ dop.o. il
Seconda fase, dopo l'unzione: la consegna delle insegne regali pro· quarto concilio lateranense del 12 I 5, consiste nel combattere gli eretlct);
priamente dette'. Il camerario consegna al re la tunica co/o,. giacinto, co· 3) promette di difendere la santa fede cattolica, di essere il protet-
lore delle vesti del gran sacerdote israelita che è diventato il colore dei tore e difensore delle chiese e dei loro ministri, di governare e difende-
re di Francia, i quali hanno lanciato l'azzurro come colore del potere, re, secondo le tradizioni di giustizia dei suoi padri, il regno che Dio gli
del sacro (è anche il colore della Vergine, diventato - in seguito all'uso ha dato;
intensivo del pastello - il colore di moda), tunica costellata di gigli d'oro, 4) infine, dopo l'incoronazione e l' intronizzazione, il re fa un'ultima
e, sopra di essa, una cappa o sopracotta. L'arcivescovo consegna poi al promessa complessiva, «coram Deo, clero et populo>> (dinanzi a Dio, al
re l'anello, segno della dignità regia e della fede cattolica, e forse del ma· clero e al popolo).
trimonio che Dio ha contratto col suo popolo, e gli mette nella mano de· Di fat to, con questi giuramenti e, piu in generale, nel corso della con-
sacrazione, un patto viene concluso fra il re e la Chiesa, la quale parla
per sé e per il popolo che essa intende rappresentare. Dalle miniature
'Diverso dall'adoubemcnt cavalleresco. Va ricordato che san Luigi, fanciullo, fu armato cava· del manoscritto dell'orda del I 2 50 risulta chiaramente la preoccupazio-
licrc a Soissons poco prima della sua consacrazione a Roims. Cfr. Richard, L'adoubementdeSai111
Louis ci t. ne di rispettare un'ineguaglianza iniziale fra il re e il clero (poiché il con-
• Cfr. Le Goff, Reims, ville du sacl'e ci t., in particolare le pp. r r8·22. sacratore è superiore al consacrato), ineguaglianza che mette capo, al
• Ilervé Pinoteau, La tenue du sacre de Saint Louis IX, roi de F..ance. Son anière·plan symboliq11t
et la «l'enovatio reg1ti Iuda», in «ltinéraircs>>, r62, pp. 12o·166, ripubblicato in Vint-cinq am d'ilu·
des dynastiques, Pasis 1982, pp. 447-504; Id., Les insignes du pouvoirdes Capétiens directs, in d t in~· " Anne Lombasd-Jourdan, Fleu1> de lis et oriflomme. Signes célestes du royaume de France, Pa·
raires», 323, maggio 1988, pp. 40·53· ris 1991.
San Luigi, re ideale e unico xxrv. San Luigi, re sacro, taumaturgo e samo

termine della cerimonia, a una certa superiorità del re sul clero. Il bacio co delle scrofole sarà esercitata, da san Luigi fino a Luigi XIV escluso
di pace (e forse di omaggio) che l'arcivescovo dà al re coronato sul tro. nel vicino santuario di Saint-Marcoul a Corbeny14 • '

no è forse il simbolo di questa promozione del sovrano unto e incoro-


nato, del re «sacralizzato ».
Per quanto riguarda l'aspetto sacerdotale, va osservato soprattutto 4· Il sistema della consacrazione.
che il re capetingio non è arrivato a ottenere uno statuto di rex-sacerdos
né ha mai cercato veramente di a ttenerlo. Durante e dopo la consacra: Alla fine del regno di san Luigi, le cerimonie che fondano la sacra-
zione, egli resta un laico. Ma, poiché la consacrazione e l'inumazione lità del potere regio formano un sistema.
dei re si fanno in una parte della chiesa che è contigua al coro riservato Il momento iniziale del risveglio del re nella sua camera, dove van-
al clero, o costituisce addirittura il primo settore del coro, il re capetin- no a cercarlo due vescovi la mattina della consacrazione, integra, a mon-
gio riceve qualche secondario elemento della dignità ecclesiastica. te, il rito di iniziazione ch e trasformerà il re, designato dalla consuetu-
Nel corso del rito della consacrazione il re appare talvolta simile a un dine in virtu della quale il potere si trasmette al primogenito per via ere-
diacono, talvolta simile a un prete (la sua cappa è rialzata sul braccio si- ditaria secondo la linea maschile, in re sacralizzato dall'unzione divina
nistro come una pianeta sacerdotale), t alaltra addirittura simile a un ve- impar tita dalla Chiesa in cambio delle promesse contenute nei giura-
scovo11. Come il vescovo, riceve un'unzione sulla fronte; e solo loro due menti regi. La liturgia di Reims lega i giuramenti, l'unzione, la conse-
la ricevono 12 • Soprattutto, durante la messa che segue la cerimonia, il re gna delle insegne regali, ai suoi due tempi for ti: l'incoronazione e l'in-
- come il sacerdote - si comunica sotto le due specie. Ma si tratta di un tronizzazione15. Essa è completata, a valle, dal primo esercizio del toc-
momento unico , che non si ripeterà piu nel corso della sua vita. co delle mani da parte del re, in virtu di quel potere taumaturgico che
Infine, il sovrano ha il potere taumaturgico, il potere di guarire i ma- egli ha acquisito attraverso l'unzione: un'unzione fatta con un olio so-
lati, limitato però a una sola malattia: le scrofole. Non si sa con preci- prannaturale, che genera, nella persona del re toccato da quel liquido
sione quando e come l'antica credenza sull'esistenza di una malattia gua- miracoloso, il potere di toccare (e di guarire miracolosamente) i malati
rita dai re (il morbus regius) cambiò contenuto. Per Isidoro di Siviglia, di scrofole.
nel VII secolo, il morbus regius era l'itterizia; in precedenza, san Gerola- La cerimonia di Reims riunisce inoltre, attraverso la presenza e la
mo aveva creduto che fosse la lebbra. Per i re capetingi, sono le scmfo· partecip azione dei loro capi religiosi, i tre santuari che rappresentano le
le. Mare Bloch ha certamente sopravvalutato il senso di alcuni testi, nei sedi della religione regia: l'abbazia di Saint-Rémi a Reims, rappresenta-
quali ha creduto di individuare la pratica miracolosa del tocco delle ta dal suo abate che c~stodisce la Santa ampolla; la cattedrale di Reims,
scrofole da parte dei sovrani, e probabilmente ha troppo retrodatato nel luogo della consacrazwne compiuta dal suo arcivescovo" , e infine l'ab-
tempo l'esercizio istituzionale e regolare del miracolo regio da parte dei bazia di Saint-Denis, rappresentata dal suo abate che custodisce le in-
Capetingi. Filippo I toccò le scrofole, ma poi perdette, a causa dei suoi segne regali. Q uella stessa abbazia di Saint-Denis in cui si conclude, per
pecca ti, il suo potere taumaturgico. Luigi VI toccò le scrofole, ma non ogni re, nella sacralità di una sepoltura monastica, l'esercizio del pote-
sappiamo quante volte lo abbia fatto . Nessun testo ci permet te di af. re sacro e religioso che egli deteneva a partire dalla consacrazione.
fermare che Luigi VII, Filippo August o e Luigi VIII abbiano esercitato Con san Luigi, la costruzione della «religione regia» è quasi giunta
questo potere. A me sembra prudente far cominciare soltanto a partire al culmine.
da san Luigi la pratica regolare del tocco regale n. Questa pratica del toc·
Barlow !The Kin(s Evi/, in «English llistorical Review», 1980, pp. 3-27) usa degli argomenti con·
vergentl con 1 !UieJ per sostenere che in Inghilterra il«t6cco» del re si istituzionalizzò solo con En·
" In un testo che abbiamo visto piu sopra, a p. 666, san Luigi si presenta come una specie di ricolfl.
«vescovo esterno» degli ebrei, ma l'espressione non viene pronunciata. " La fama di guaritore di Luigi si diffonde neUa Cristianità. Un certo Lanfranchino abitante
" Questo rito, praticato ncU'vm secolo in occasione deUa consacrazione di Pipino, fu intro· di Montarrenti nei pressi di Siena, malato di scrofole, parte per la Francia nel12 5 s per farsi « toc·
dotto solo nel IX secolo neU'ordinazione episcopale: l'unzione vescovilc imitò dunque l'unzione re· care• dal re (Odile Redon, in «Archeologia medievale», XJV (1987), pp. 390·93).
gia, e non viceversa. " Bisognerebbe dedicare al trono un discorso particolare.
" Ho cercat9 di dimostrarlo in uno studio recente: Le Goff, Le miracle royal cit.; Id., Le mal . "O, in caso di sede vacante, dal suo suffraganeo (di solito, il primo suffraganeo, il vescovo di
royal au Moyen Age:du roi ma/ade au roi guérineur, in «Mediaevistik», l (1988), pp. 101·9. Frcd So1ssons).
San Luigi, re ideale e unico XXIV. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo

I nuovi ordines staccano la consacrazione dei re di Francia dal co.


mune tronco europeo di cui essa faceva parte in origine, soprattutto a
partire dall'orda di Fulrado della fine del x secolo. Se, in uno dei giura. II. LA SANTITÀ DI SAN LUIGI.
menti prestati dal re di Francia, troviamo un passo preso a prestito
dall'ardo imperiale (e che poteva essere validamente pronunciato solo
dall'imperatore), non è- a mio parere- perché ci si era dimenticati di La santità di san Luigi, pur potendo essere ricollegata a vari modelli
espungerlo, come suggerisce Schramm, ma perché il re di Francia tro. antecedenti o contemporanei di santità, si presenta con caratteristiche
vava in quel passo lo strumento solenne per affermarsi non ancora in fortemente originali. Essa combina diversi tipi di santità ed è legata al
qualità di imperatol' in regno suo, ma in qualità di sovrano che «non ri- mutamento della concezione medievale di essa19 : è la sintesi, e la piu al-
conosceva alcun superiore nel suo regno», come Innocenza III aveva ta espressione, degli elementi che compongono la santità nel xm secolo.
ammesso per Filippo Augusto17 • La sua originalità deriva anzitutto dal corpus. La funzione regia eser-
I nuovi ordines collocano la liturgia della Santa ampolla nel cuore del. citata da san Luigi permette di esaminare a fondo la sua eventuale san-
la cerimonia di consacrazione, e proclamano cosi la superiorità del re di tità attraverso alcune fo nti involontarie, prodotte quand'egli era in
Francia su tutti gli altri re cristiani, perché egli solo è unto con un olio vita, prima dell'emergenza di un orizzonte di santità. Le cronache di
miracoloso contenuto in una reliquia: è l'ex cht'istianissimus. E san Luigi Matteo Paris e di Salimbene da Parma ce lo presentano dal vivo, e sot-
può tanto meglio legittimare il potere taumaturgico del tocco delle tolineano alcuni tratti che sono già quelli di un certo tipo di santo, mol-
scrofole, in quanto è indubbiamente il primo ad averlo esercitato in ma. to prima della sua canonizzazione. Il primo, ad esempio, elogia la sua
do istituzionale e regolare. puntas conscientiae, nelle missioni affidate ai suoi inquirenti e nel suo
Con i nuovi ordines fa la sua comparsa anche una nuova insegna re- comportamento verso il re d'Inghilterra. Il secondo disegna un indi-
gale, la mano di giustizia. Ora, nell'ideologia monarchica e, in special m0 . menticabile ritratto del re che cammina come un pellegrino e un peni-
do, nell'ideologia monarchica cristiana, la giustizia è, insieme alla pace tente. Alcuni atti ufficiali da lui emessi esprimono le preoccupazioni e
la piu importante funzione regia, una funzione fondamentalmente an: le decisioni di un sovrano che vuol essere prima di tutto un re cristiano.
corata al sacro 18 • Uno studio accurato delle ordinanze del regno, del loro contenuto e del-
Non va dimenticato che san Luigi, in armonia con questo sistema le loro esplicite motivazioni, un esame approfondito non solo della Gran-
della consacrazione che si afferma con lui, è il re che riorganizza la ne- de Ordinanza di «ordine morale» del 1254, ma-dell'insieme degli edit-
cropoli reale di Saint-Denis in modo da farne la necropoli sacra per ec- ti generali del re, permette, come abbiamo visto, di penetrare nelle strut-
cellenza della dinastia capetingia, o meglio, della monarchia francese: ture mentali di un re che, per la sua spiritualità e le sue azioni, sarebbe
una necropoli riservata ai re e alle regine consacrati e incoronati, una diventato un santo nell'esercizio di un potere politico che unisce in mo-
necropoli nella quale si afferma la sacra continuità delle tre stirpi, che do indissolubile la costruzione dello Stato monarchico francese e la rea-
risale molto piu addietro del reditus ad stirpem Karoli, fino alla dinastia lizzazione di una politica cristiana.
I testi di carattere agiografico che lo riguardano, e che risalgono a un
merovingia. Attraverso la sistemazione delle tombe e la r appresenta·
periodo intermedio fra la sua morte (1270) e la sua canonizzazione
zione delle statue giacenti dei sovrani, la monarchia francese afferma i
(1297), ci rivelano, con una precisione e una ricchezza eccezionali, per-
suoi legami di sacralità con il passato, nella continuità di quella lunga
ché e come veniva preparata la canonizzazione di un persQnaggio del
progenie di re e di regine, col presente, che riunisce sincronicamente i
medioevo. Ci offrono la cronaca di una santità annunciata. E il caso, in
resti e le immagini di sovrani che si sono succeduti nel corso del tempo,
particolare, della Vita di Goffredo di Beaulieu, il confessore domenica-
e con l'avvenire, sul quale si aprono gli occhi delle statue giacenti dei re.
no del re, che costruisce l'immagine di un re santo conforme alle im-
pressioni del suo entourage, alle motivazioni dinastiche della famiglia
reale, alle concezioni religiose degli ordini mendicanti, e alla po!_itica
" È un punto fermo nella costruzione di quello che J. Krynen ha chiamato <d'impero del re• agiografica di Gregorio X, papa ossessionato dall'idea di crociata. E an-
(L 'empire du roi cit).
" Cfr. sopra, pp. 535-38. ·~ Vauchez, La sainteté en occident cit.·
700 San Luigi, re ideale e unico xxiv. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo 701

che il caso della lettera dei prelati della provincia ecclesiastica di s La documentazione include anche un testo dello stesso san Luigi, gli
al collegio dei cardinali che, nel1275, reclama la canonizzazione dejns [llsegnamenti al figlio e alla figlia. Specchio regale che un sovrano porge
defunto e che costituisce un vero e proprio programma di santità re ~e al suo successore, ma in primo luogo a se stesso, questo testo disegna
elaborato da un settore particolarmente rappresentativo della Chiesag~~ l'autoritratto di un re santo. Robert Folz ha mostrato quanto gli Inse-
1
Francia. Era già stato il caso della lettera indirizzata dal nuovo re p· gllamenti siano originali rispetto al Libellus de institutione morum attri-
lippo III, figlio e successore di Luigi IX, a tutto il clero francese. D': buito a santo Stefano d'Ungheria per l'istruzione di suo figlio. Questo
cumento eccezionale, che, nel nome di un re che comincia a esercita~ studio comparato permette di misurare il cammino che era stato per-
il suo ruolo, delinea il modello di un re che non soltanto ha realizzate corso, a partire da un santo re cristiano dell'xi secolo, convertito poco
l'ideale di un re cristiano, ma - secondo quanto afferma il suo succes~ tempo prima alla religione di Cristo in uno Stato cristiano periferico,
sore- è già sato trasportato «ad aeternum regnum, et gloriam sine fi. per giungere a u n altro santo re cristiano del xm secolo, re christianissi-
ne» (nel regno eterno e nella gloria senza fine). mus, erede di una lunga tradizione dinastica di religiosità nel cuore del-
Come abbiamo visto, i documenti del processo di canonizzazione di la Cristianità. Piu ancora, bisogna ricollocare questi testi nell'insieme
san Luigi sono an.dati pe~·du~i, a eccezione di qualche frammento, ma il delle dichiarazioni di san Luigi. In san Luigi noi possiamo cogliere, in
f-:ancescan.o Gughelmo.dl Samt-P~thus, co.nfessore della.regi~a Marghe. un secolo di «parola nuova», la parola di un re santo.
nta, ebbe m mano quel documenti per scnvere la sua Vzta e 1 suoi Mira. La documentazione è completata, infine, da quel documento di ec-
eu/a. Questi testi, che rappresentano varie fasi di raccolta delle testimo. cezionale importanza, dovuto a un laico e dotato di un ambiguo statu-
nianze, permettono di seguire il modo in cui l'immagine della santità di to pseudo-agiografico, che è la Vita di san Luigi di Joinville.
sa~ ~uig_i si d~cantò. ~in d~ gior~o suc~essivo ~a sua morte e si spogliò
de1 nfenmentl preclSl agli avverumentt della vtta del santo re, per idea-
lizzarsi in una visione essenzialmente spirituale e quasi distaccata della I. Un santo laico.
storia. Essi offrono, d'altro canto, il secondo pannello della santità, quel.
lo dei miracoli, molto contrastato rispetto al pannello «biografico». Se cerchiamo adesso di definire la santità di san Luigi, dobbiamo sot-
La bolla di canonizzazione e le prediche pronunciate in tale occasio. tolineare che l'originalità piu for temente percepita dai suoi contempo-
ne da Bonifacio VIII (testi troppo trascurati dalla storiografia relativa a ranei è quella di un santo laico, categoria piuttosto rara nel medioevo21 •
san Luigi) ci trasmettono, invece, la visione che il papa e la curia ebbe- San Luigi è un santo laico successivo alla riforma. gregoriana, che ha dif-
ro della santità di Luigi IX. E ssa è talvolta differente, se non lontana, ferenziato nettamente chierici e laici. Per quanto laici fossero, i re san-
dall'immagine che ci offrono gli altri documenti e da quella veicolata da- ti dei secoli precedenti erano dei laici vena ti di sacralità sacerdotale. Se
gli storici moderni, non sempre vigili contro il pericolo dell'anacroni- un re di Francia, nel xm secolo, conserva o addirittura accresce, come
smo. I testi pontifici, ad esempio, respingono - con il loro silenzio- abbiamo visto, un certo carattere sacro (riconosciuto, non senza qual-
l'idea che, morendo nel corso della crociata, Luigi sia stato un martire, che reticenza, dalla Chiesa e, in ogni caso, da quella che si potrebbe chia-
idea avanzata dai promotori francesi della canonizzazione, che sarà ri· mare l'opinione comune), egli non ha piu quella figura di rex-sacerdos
che, in precedenza, avevano piu o meno avuto l'imperatore e, a sua im-
presa daJoinville e che lo stesso Luigi aveva presentato in favore di suo
magine, i re. Joinville, che è un laico anche lui, mette in forte rilievo il
fratello Roberto d'Artois e dei suoi compagni, uccisi nel1250 nella bat-
carattere eccezionale di un santo laico come Luigi.
taglia della Mansurah. Bisogna anche tener conto, come è stato fatto,
Questo santo manifesta la sua laicità soprattutto in tre campi: la ses-
dei testi liturgici di poco successivi alla canonizzazione. Uno di essi, per
sualità, la guerra, la politica.
esempio, definisce san Luigi «norma sanctitatis regibus» (norma di san-
A partire dalla riforma gregoriana, è la sessualità che definisce nel
tità per i re) e conferma la necessità, per lo storico, di collocarlo in una
modo piu netto lo spartiacque fra chierici e laici. Gli agiografi di san
tipologia dei re santi. L'indagine cosf abbozzata potrebbe essere am·
Luigi, e in particolare i suoi confessori, sottolineano - di conseguenza -
pliata e approfondita20 •
la perfezione di san Luigi in fa tto di sessualità coniugale, quella che me-
"'Folz, La sainteté de Louis IX d'après /es textes litu1~iques de sa fite ci t . " Vauchez, Les lai'cs au Moyen Age ci t.
San Luigi, te ideale e unico xxrv. San Luigi, te sacro, taumaturgo e santo

glia esprime la condizione dei laici. San Luigi e la regina Margherita · del suo entourage su quel che appare come un atto di debolez-
la Chiesa, infatti, il matrimonio e la pratica sessuale che ne cor1segu0 di fronte al re d'Aragona, e soprattutto di fronte al re d'Inghilterra.
no fondati sul consenso reciproco dello sposo e della sposa) non egli sa essere anche un santo della pace, pur servendo gli interessi
spettano i periodi nei quali sono vietati i rapporti sessuali no•tm,ùm, :ila m•Jnt!tch'ia francese, per esempio legando -come non mancò di sot-
te leciti, cioè quelli fra coniugi («il tempo di abbracciarsi») 22, re d'Inghilterra al re di Francia attraverso la prestazione
giungono dei tempi supplementari alla loro, continenza. Luigi
campione, un eroe della sessualità coniugale. E un aspetto della polltJICa, volle essere il re cristiano ideale. Di qui, per compren-
Ricorda, soJ:to questo aspetto, la santità dell'imperatore di santità da un punto di vista ideologico, l'importanza non so-
Enrico II. E stato mostrato che Enrico II, morto nel ~024, Insegnamenti, ma dei cinque «Specchi dei principi» redatti sot-
pienamente all'immagine del re sacro antecedente alla riforma regno a sua richiesta, secondo la sua intenzione o nel suo eu-
riana», e che, un secolo dopo la sua morte, la sua cano.ni'z;zazione soprattutto l'Eruditi o regum et principum del francescano
tenuta impossbile perché egli «non rispondeva affatto al tipo di di Tournai (r259) 25 • A questo proposito, sarebbe interessante
vitore del potere spirituale, cosi com'era stato definito dalla riforma mfror1tare questi «Specchi dei principi» con lo speculum regale norve-
goriana che aveva respinto la tradizione della regalità . contemporaneo (verso il r 250), recentemente ricollocato nel-
necessario, piU di un secolo dopo, che il clero di Bamberga i'r1vent''"·'' !tijJologiadegli «Specchi dei principi»26 • Mentre seguo Einar Mar Jons-
leggenda del matrimonio virginale di Enrico II con Cunegonda di maggior parte delle sue notevoli analisi, non sono d'accordo
semburgo perché il papa Eugenio III proclamasse, nel r q6, la sua idea che «i FUrstenspiegel non si sviluppano nel tempo» e che,
di quell'imperatore, fondandosi in gran parte sul fatto che «egli loro diversità, essi possiedono un'unità che esiste fin dalla loro
tenne la piU assoluta castità fino al termine della sua vita». Lo e che si potrebbe, dunque, collocare, nella lunga durata». Per
della riforma gregoriana aveva finalmente rimodellato Iaa ~:~;:~~~~~~ concerne l'ideale del principe, a me sembra di rilevare una ma-
rico II, ma la supposta castità di quest'ultimo non è l' decisiva fra gli «Specchi dei principi» carolingi e quelli del pe-
suale di Luigi IX". Solo san Luigi è conforme al modello della che va all'incirca dalrr6o al r26o, in cifra tonda; i secondi ma-
e ancor piU che giusta - sessualità coniugale laica, che, in un re, chiaramente l'influenza del Policraticus di Giovanni di Salisbmy
sere compatibile- nel xm secolo- col dovere regio, dinastico, della e soprattutto dell' Institutio Trajani in esso inclusa (un trattato fai-
creazione. attribuito a Plutarco, e composto a Roma verso l'anno 400 op-
Luigi è anche un santo cavaliere, un santo guerriero. Cc>noscererat .· dallo stesso Giovanni di Salisbury). Una nuova svolta si
appena questo aspetto della sua personalità e della sua vita · dopo il r26o con Tommaso d'Aquino e Gilles di Roma; ma que-
simo solo le agiografie degli uomini di Chiesa. È Joinville «Specchi dei principi», caratterizzati dall'influenza aristotelica, so-
rizza. Il re applica le due grandi regole della guerra cristiana, pm;teriori all'ideologia politica che ha ispirato Luigi e il suo seguito.
ra giusta, della guerra lecita. Nei riguardi degli infedeli, è il mc•de.Uo, in cui la santità politica del re nel governo del regno, e il
la guerra santa. Nonostante il rifiuto della Chiesa ufficiale di atteg!liarne:nto nei confronti dei suoi sudditi, subirono l'influenza
santo martire, egli è uno dei rarissimi santi della crociata. Jean «Specchi dei principh, la santità di Luigi porta il segno della ri-
e William Chester Jordan, che hanno cosi ben studiato il fascino del XII secolo, compresa la teoria organica della società, che fa
crociata su san Luigi, non hanno forse visto abbastanza in Luigi re la testa di un corpo, il corpo politico.
24
crociato santo . Nei riguardi dei principi cristiani, la regola è
non essere mai un aggressore e di ricercare la giusta pace. "Cfr. sopra, pp . .334-41. A questi cinque ((Specchi dei principi» si può aggiungere, benché
san Luigi è un modello. Egli è il pacificatore, col rischio di attirare i avuto alcuna influenza sul re e sul regno, il De eruditione pl'incipum del domenicano Gu-
il ) con maggiore difficoltà, il De regìmine principum composto per il
lomcm"o d'Aq<;ii<m, che lo cominciò verso ilu65 e chefu completato da Tolomeo
I 304. Nella seguente parlo del De morali principis institutione.
" Flandrin, Un temps pour embrasser ci t.
"Folz, Les saints rois du Moyen Age en Occident (VI'-XIIr' siècles) cit.
"Le Goff, Saint Louis, croisé idéal? cit.
A
7;
,,:.:;~:~:~~:~;;;;rzh:~e'Po!itica!Thought of the King's Mirror, Ode,nse r98 Einar Mar Jonsson,
regale» dam fa littérature occidentale, in «Etudes germaniques», ottobre-
1987, pp. J9l·408.
704 San Luigi, re ideale e unico XXIV. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo 705

Quanto al grande opus politicum, il grande trattato politico del qua. un secondo attributo, la «saggezza» (sapientia), che gli impedisce di tra-
le Vincenzo avrebbe redatto solo il De morali principis institutione e il De sformare il suo potere in tirannide. Questa saggezza include il buon uso
eruditione filiorum nobilium, esso doveva definire la condotta del prin. della guerra, gli fa scegliere bene i suoi amici, i suoi consiglieri e funzio-
cipe dei suoi consiglieri, dei suoi funzionari, per quanto riguardava nari, e lo obbliga a essere istruito nelle lettere sacre e profane. Un terzo
«l'o~està della vita e la salvezza dell'anima» •
27
attributo corona questa Trinità delle virtu regali, la «bontà» (bonitas),
Ci troviamo qui, ancor piu che negli altri «Specchi dei principi», su perché il principe deve «superare in b ontà tutti coloro che deve gover-
un terreno comune al re ideale e al re santo nel senso del Xlli secolo, ben- nare». Deve farlo guardandosi dall'invidia, dalle lusinghe e dall'adula-
ché Vincenzo di Beauvais si riferisca anche agli autori carolingi di «Spec- zione. Questa terza virtu avvicina il «buon» re alla santità.
chi dei principi», al Policraticus di Giovanni di ~alisbury e alpe consti- In san Luigi, l'individuo e i suoi modelli ideali fanno storicamente
tuendo rege (Sull'istituzione monarchica) del c1sterce?se E~mando di tutt'uno. Come abbiamo visto, studiare il «vero» san Luigi significa stu-
Froidmont che egli include nella sua Cronaca (Chromcon, libro Xl)11 • diare i modelli della sua santità.
Anche Cariomagno è indicato al re come esempio, e il trattato si ricol-
lega al grande movimento capetingio_ del reditus ad_s!irpem Karoli, che
abbiamo visto quale importanza abb1a avuto per Fil1ppo Augusto, per 2. I modelli di santità di san Luigi.
Luigi VIII e per lo stess? Luigi IX": . . . . .
Il tema pertinente m1 sembra qUI quello del rex tmago Trmttatzs (il re Il primo modello è biblico. San Luigi è, come abbiamo visto, un nuo-
«immagine della Trinità»), variante del tema del re «immagine di Dio»: vo Giosia''. Al pari di Giosia, «non vi fu, prima di lui, un re che- come
struttura trifunzionale diversa dalla trifunzionalità indoeuropea, ma non lui- si abbandonasse al Signore con tutto il cuore, con tutta l'anima e

senza rapporti con essa .
lO
. , . . . con tutta la sua forza; e, dopo di lui, non ne apparve piu uno simile» (Gof-
Vincenzo attribuisce al re una v1rtu, una vzrtus che s1 mamfesta at- fredo di Beaulieu). Come Giosia, san Luigi era stato pio nella prima par-
traverso tre attributi: il potere, la saggezza e la bontà. Il «potere» (po- te del suo regno; ma, nella seconda parte, dopo la crociata, ebbe una ve-
tentia) è considerato da Vincenzo secondo la teoria pessimistica dell'ori- ra e propria conversione. Infatti Giosia, rest aurando il Tempio, vi trovò
gine del potere regio come usurpazione, nella linea di Caino e di Nem- il libro della legge, il Deuteronomio, e, su tale base, rinnovò l' alleanza
rod (che è anche la tesi di Giovanni di Meung nel Roman de la Rose). Ma con Dio, celebrata in una straordinaria festa di Pasgua in onore diJahvè
egli lo legittima, grazie alla necessità di rep~i~ere il male int_r~dotto nel- a Gerusalemme, e morf a Megiddo lottando contro il Faraone. Cosi, se-
la società dalla «Corruzione della natura», c10e dal peccato ongmale. Tut- condo la Bibbia, un re passa dalla devozione alla santità.
tavia il re che usa «rettamente» il suo potere può e deve controllarlo con Il secondo modello è capetingio. Già, nell'XI secolo, Helgaud di Fleury
• aveva cercato di fare di Roberto il Pio un santo, sottolineando alcuni
aspetti della condotta del figlio di Ugo Capeto, che ci colpiscono per la
"Debbo queste precisazioni al testo della conf~renza di R. J. Schneider, «Rex Imago Trbtil~· loro somiglianza con la devozione di san LuigP'. In un modo che ci sem-
tis»: Power, \Y/isdom and Goodness in the «De momlt prmctpJS msltl~ttone» o/ Vmcent de Beauv~ll, bra piu sorprendente, anche l'entourage di Filippo Augusto tentò di fa-
pronunciata all'Università di Gri:iningcn i123 gennaio 1987 (citata pn\ sopra, P; ,so,_nota 4~). R~n·
grazio vivamente Robert J. Schneider di ~vermi. voluto cortescm~nte comurucare il testo medito re di lui un santo all'indomani della sua morte, e anche questa volta fa-
di tale conferenza e quello della comumcaztone Citata nella succemva nota 29. Cfr. sopra, pp. JJJ, cendo appello ad alcuni aspetti del suo comportamento caritativo che fu-
49 ,, nota'' e 7o3, nota 25. Sull'opus politicum di Vincenzo di, Beauva~s, cfr. sopra, ~P· 490 sg. rono poi invocati, con maggior verosimiglianza e maggior numero di
"Che sarebbe andata perduta se Vincenzo di Beauvais non l avesse nprodotta nel hbro XXIX
del suo Speculum historiale. . testimonianze, in favore di san LuigP}. La santità capetingia, abortita con
"Cfr. sopra, pp. 328·41, cap. Xl, «Il re "degli Specchi dci principi"»; Robert J. Schnerder, Roberto il Pio e con Filippo Augusto, ebbe successo con san Luigi. Egli
Vincent de Beauvais on politicallegitimacy and the Capetran Dynasty :_The Arg~ment o( the ~De n~o·
l'Oli pt·incipis instìtutione», conferenza pronunciata al22° Co~gresso tnternazJOnale dt studi mcdre·
vali: The Capetian Millenium:987·I987 (Kalamazoo, 8 maggto 1987).
,. Sul re «immagine di Dio», cfr. sopra, p. 329; sulla t~ifunzi?nalit~, cfr. Par~e t~rza! C~P: xrx, "Cfr. sopra, pp. 322·27.
pp. .61. Nonostante il suo relativo successo presso gh auron dcgh «S~cchidet pn~ctpt», la "Cfr. sopra, pp. 384 sg.
533 del re come <<immagine di Dio» resta fondamentale nella domma de1 teolog1e proba·
concezione "Cfr. Baldwin, Philippe Auguste et son gouvernement cit., pp. 49I·95, e Le Goff, Le dossier de
bilmente nella mentalità comune. · 111inteté de Philippe Augmte cit.
706 San Luigi, re ideale e unico XXIV . San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo 707

fu un santo dinastico, e la sua canonizzazione ebbe innegabili aspetti po eia di Sens ai cardinali e con l'azione del partito francese nella curia ro-
litici; Bonifacio VIII, nel 1297, si illudeva ancora di poter sedurre il ni: mana; gli ordini mendicanti, ma anche la vox populi. San Luigi è un san-
pote ~ san Luigi,_ ~ilippo il B~~o,_ che sarà il suo implacabile avversario. to francese, un santo dei frati mendicanti, un santo «popolare» e spon-
· Infme, la santtta d1 san Lwg1 nsponde a un modello regale, quello d · taneamente riconosciuto come tale anche dall'opinione comune.
re santi". Ma fra i re sofferenti dell'alto medioevo, i re confessori dei se~ La seconda indagine concerne i miracoli.
coli XI e XII (associati ad alcuni momenti di conversione dei popoli, ad ~­
c~~i ~odelli monastici, _a u_n'ide?logia della reg~lità sacr,~}, e san Luigi,
v1 e pm rottura che contmmtà. B1sogna saper resistere all1dea di una fai. 3. I miracoli di san Luigi.
sa lunga durata della santità regia. La santità di san Luigi è diversa.
Essa è caratterizzata, in modo eminente, da un duplice modello ti- Lo studio dei miracoli di san Luigi offre un'immagine della sua san-
pico del Duecento. Luigi è un santo degli ordini mendicanti, che lo han. tità molto piu tradizionale. Sono essenzialmente miracoli di guarigione,
no circondato, ispirato, modellato a un punto tale che i suoi agiografi_ miracoli del corpo. Ma questa santità taumaturgica si manifesta solo do-
e i suoi avversari - hanno piu volte ricordato la tentazione che egli avreb. po la morte del re, in conformità alle disposizioni di Innocenza III, che
be ,av_uto di dive~tare_ u~o ~i 9u~i frati. La cosa era del tutto inutile, poi- _al fine di evitare i miracoli illusori dei falsi profeti, dei falsi santi che
che s1 trattava d1 ord1m rehg1os1 che ammettevano un terz'ordine laico· agiscono in vita - riconoscono come validi solo i miracoli compiuti do-
ma, anche in un simile contesto, la funzione regia, la maestà regale, era: po la morte37 • Luigi si mostra, anche in questo, un santo molto ortodos-
no incompatibili con l'appartenenza a un ordine religioso. Alain Bou- so, un santo che obbedisce alle prescrizioni della Chiesa. Guardiamo piu
reau ha visto pertinentemente nella santità di san Luigi, influenzata da- dappresso questi miracolP8 .
gli ordini mendicanti, «una figura pubblica della devozione privata»~~. Un santo cristiano è definito dalla qualità della sua vita e dei suoi mi-
Il secondo modello dell'epoca è quello della prud' homie, quella sin- racoli. L'esame dei miracoli di san Luigi riferiti nel corso degli anni che
tesi di cortesia e di ragione, di prodezza e di moderazione, che può ar- precedono la sua canonizzazione e al momento della sua canonizzazio-
rivare a toccare dei culmini di religiosità. San Luigi è un santo prud' hom- ne, deve permetterei di rispondere a una duplice domanda: che impor-
me, un eroe cortese che trabocca di devozione, un Poliuto medievale16• tanza ebbero i miracoli nella canonizzazione di san Luigi? quale equili-
La santità di san Luigi va studiata con l'ausilio di due indagini, fra brio vi fu fra la sua vita e le sue virtu, da un lato, e le sue azioni mira-
loro complementari, che sono state illustrate piu sopra. La primari- colose, dall'altro ? i miracoli di san Luigi furono ofiginali?
guarda la natura e le funzioni di un re di Francia nel xm secolo. Biso- I sessantacinque miracoli del corpus ufficiale permettono di deter-
gna distinguere, in san Luigi, il santo re individuale dal re cristiano fun- minare i tempi e i luoghi nei quali sono avvenuti, le persone che ne be-
zionale e collettivo. La santità di san Luigi è individuale, non legata au- neficiarono, la natura dei miracoli stessi.
tomaticamente alla funzione regia o dipendente da una semplice Primo fatto essenziale: tutti i miracoli di san Luigi ebbero luogo do-
decisione pontificia. po la sua morte. I biografi lo sottolineano spesso. Già Goffredo di Beau-
Occorre analizzare anche la natura, la composizione e l'azione delle Jieu segnalava che essi erano avvenuti dopo la sepoltura delle ossa del re
lobbies che hanno prodotto, hanno costruito la santità di san Luigi e ot- a Saint-Denis: «Sepultis igitur ossibus sacrosanctis divina non defuere
tenuto il suo riconoscimento: gli zelatori attardati della crociata, a co- magnalia; sed mox mirificavit Dominus sanctum suum»". Guglielmo di
minciare da Gregorio X; la dinastia capetingia, con particolare riguar-
do al nipote di Luigi IX, Filippo il Bello; la Chiesa di Francia, che fece "Come ha mostrato Vauchez (La saitrtelé en Occident cit.), questa concezione si impone solo
lentamente e molto imperfettamente nel corso del Duecento.
sentire la sua voce soprattutto con la petizione dei prelati della provin- " Riprendo qui gli dementi essenziali del mio studio già citato: Le Goff, SaiJrt de l' Eglise el
Jainl du peuple: !es miracles o/ficiels de Saint Louis errlre sa mori et sa canonisatiorr (rz70·I297). C&.
l'eccellente studio parallelo di Chennaf c Redon, Les miracles de Saint Louis cit., condotto secon-
H Cfr. il notevole studio di Folz, Les saints rois du Moyen Age en Occident ci t. do una prospettiva un po' diversa, quella di una storia del corpo (che è anche la mia prospettiva,
" Alain Boureau, Saint Louis, in Histoire des saints et de la sainteté chrétienne, VI, Au lemps du soprattutto a proposito del corpo di san Luigi, nel capitolo xxv, in questa Parte terza).
renouveau évangélique (1054·I274), a cura di André Vauchez, Paris 1986, pp. 196- 205. "«Dopo il seppellimento delle sante ossa, i miracoli divini non mancarono; Dio fu pronto a con-
"Cfr. sopra, pp. 517-20. cedere miracoli al suo [nuovo] santo» (Recueil des historiens des Gau!ts et de la France, XX, p. 25).
708 San Luigi, re ideale e unico XXIV. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo 709
Chartres, che paragona il defunto re al sole («sol novus ortus in . ti. Un giorno il re, che prega in una camera appartata, si lamenta di non
bus. Occidentis», un nuovo sole sorto in Occidente), afferma che P~tt­ avere con sé il suo breviario per recitare le ore canoniche. Un religioso
po il_ suo tram?nt~»; ci~è d~po_la su~ morte, «egli continuò a brru~~­ che gli è vicino lo consola, ma all'improvviso il re trova accanto a sé il
grazle alla lummoslta de1 suolllllracoli» («post occasum etiam lucer ' breviario che Dio gli ha fa tto miracolosamente portare•>.
desinens miraculorum evidentium claritate»)' ". E nella bolla di e non A parte questa eccezione, i miracoli attendono la morte del re. Ma,
nizzazione dell'II agosto 1297, Bonifacio VIII sottolinea che Cristcanl. da quel momento in poi, si moltiplicano. Cominciano sulla via del ri-
le che il santo re, dopo la sua morte, «risplendesse per la moltepllv?: torno dei resti del re da Tunisia Parigi e a Saint-Denis. Giovanni di Vi-
dei suoi miracoli, cosi come [in vita] aveva brillato per l'abbondanz ~t~ gnay segnala, come abbiamo visto, due miracoli che ebbero luogo in Si-
suoi meriti»'1 • a et cilia durante la traslazione del cuore e delle viscere del re, reclamate da
. In questo modo, la santità di Luigi IX rispettava le raccomandaz'10 . suo fratello Carlo d 'Angiò per il suo monastero di Monreale. L'elenco
m fatte da Innocenza III un secolo prima. Conveniva distinguere h ufficiale segnala due miracoli avvenuti, durante il passaggio delle ossa
le due manifestazione della santità: le virtu durante la vita, i mira eu del re nell'Italia del Centro-Nord, a Parma e a Reggio Emilia (miracoli
solo. dopo la morte. La Chiesa aveva, fino a quel momento, accetta~~ LXIV e LXV di Guglielmo di Saint-Pathus). Un altro miracolo avviene
malmcuore che la pubblica opinione attribuisse miracoli a persone ~ al momento dell'ingresso delle ossa del re a Parigi (miracolo LXVI). Il
cora vi~enti che l'opinione stessa riconosceva spontaneamente come s:~. racconto di Gugliemo di Saint-Pathus è particolarmente vivace:
te. Ma il papa e la curia avevano ormai saldamente nelle loro mani il r·. Quando fu annunciato a Parigi, nella primavera del 127 1, l'arrivo del re Filip·
c~nosc.imento de~a santità di una persona, grazie al processo di can~­ po III, che, da T unisi, portava con sé le ossa di suo padre, i borghesi parigini an-
mzzaztone. Era Importante _ confer~e alla santità un'immagine pie- darono incontro al corteo, con in testa i folla tori [piu di trecento, secondo Gugliel-
mo di Saint-Pathus] che volevano lamentarsi, alla presenza del nuovo re, di un tor-
namente ortodossa, m armorua con l evoluzione generale di una Chiesa to che era stato loro fatto a proposito di un'area situata nei pressi della porta
che eliminava il maggior numero possibile di quegli elementi di religio- Baudroyer. Vanno ad aspettare il corteo all'olmo di Bonnel [Bonnel-sur-Marne], ol-
ne «popolare» che, aveva - fino a quel momento - tollerato, se non in- tre C risteu [Créteil]. Vi incontrano una donna, che diceva di essere venuta fin li dal-
tegrato, cercando accuratamente di evitare che il santo potesse essere la Borgogna insieme a suo figlio, un ragazzo di circa otto anni, afflitto da un'enfia-
gione- della grossezza di un uovo d'oca- sotto l'or ecchio sinistro. Numerosi san-
confuso, mentre era in vita, con lo stregone42 • Questa politica che rin-
ti, nei ,santuari dove essa si era recata in pellegrinaggio (in particolare, quello di
viava i miracoli a dopo la morte, ebbe come conseguenza la c~ncentra­ Saint-Eloi-de-Ferrière), e numerosi medici, si eran!l rivelati impotenti . Quando il
zione dei miracoli nei pressi delle tombe dei santi, secondo l'antica tra- corteo arriva, la donna chiede ai conducenti dei due cavalli che portano il reliquia-
dizione cristiana. rio contenente le ossa di san Luigi -davanti al q uale tutti si inginocchiano- di fer-
Del periodo nel quale san Luigi era in vita è ricordato un solo mira- marsi per ché il ragazzo possa far toccare dal reliquiario la parte malata del suo cor-
po. Uno dei conducenti solleva pian piano il r agazzo da terra e mette in contatto il
colo: ed egli non ne è l'autore (o meglio, Io strumento divino) ma il be- reliquiario con il suo gonfiore. L'enfiagione subito scoppia, e ne fuoriesce una gran
neficiario. Bonifacio VIII, volendo creare un'atmosfera di s~ntità e di quantità di «lordura» che cola sul petto e sulle vesti del ragazzo, il quale non mo-
miracoli ~elatiya agi~ anni in c~i il re era in vita, e soprattutto al perio- stra alcun segno di dolore. Tutti i presenti gridano al miracolo e lodano i meriti del
do che, a1 suo1 occh1, era particolarmente meritevole, cioè quello della beato san Luigi. Molti piangono di gioia. Un vescovo presente sul luogo afferma che
prigionia in Egitto, riferisce uno dei miracoli che erano allora avvenu- non è il primo miracolo che il beato san Luigi ha fatto sul suo cammino" .

Ma l'essenziale avviene, com'è ovvio, a Saint-Denis, vicino alla tom-


"De Vita el de Miraculir, ibid., p. 28. ba. San Luigi è un santo di Saint-Denis.
" Bonifacio VIII, in Recuei/ der historienr der Gauler et de la France, XXIII, p. I 59· La descrizione delle folle di malati, di infermi, di storpi, di mendi-
"La posizione di Innocenza III si trova espressa nella bolla di canonizzazione di sant'Orno-
bono de! I2 gennaio II99 (in Dar Register Innocenz III, a cura di O. Hagender c A. Haidacher, canti, che si accalcano intorno alla tomba, e che la toccano sdraiando-
Graz-Koln 1964, pp. 76,1-6.4): • No~ostante, secondo la testimonianza della Verità, si esiga solo la visi sopra (perché non vi era ancora stata scolpita l' «immagine regia»),
perseveranza perché un anoma ragg1unga la santità nella Chiesa Trionfante dato "che colui che è straziante. La menzione della pietra che viene grattata dai componenti
avrà perseverato fino all'ultimo sarà salvato", tuttavia, nella Chiesa Milita~te, si richiedono dii<'
cose perché qualcuno possa essere reputato santo: la virru dei costumi e la verità dei segni ovvero
le opere di pietà compiute in vita e le manifestazioni dei miracoli dopo la sua morte» (V auchez LA "Recuei/ der hislmiem der Gnu/es cl de la France, XXIII, p. 150.
raintelé en Occidenl cit., pp. 42-43 [trad. it. cit., p. 42]). ' "Guillaumc de Saint-Pathus, Les miracles de Saint Louis, pp. '71·74·
7IO San Luigi, re ideale e unico xxrv. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo 7II
di quella folla, i quali ne ingoiano la polvere, attesta che ben poco è c fr 1· miracolati: ventitre uomini e venti donne, undici fanciulli e adole-
biato, in certe credenze e in certe pratiche, dall'epoca merovingia ~rn: a ti di sesso maschile, nove di sesso femminile. I miracolati sono, in
tempi di Gregorio di Tours. ' al scende maggioranza, persone d"1modesta cond"lZlone
. o povere (cmquanta
.
Dei sessantaquattro miracolati di cui parla Guglielmo di Sain gran ssanta)· il resto si suddivide fra sette uomini di Chiesa (un canoni-
su due pre~i, un monaco cistercense, due suore della casa delle Filles-
5
Pathus, cinquantatre sono guariti a Saint-Denis; cinque che, per le lo t-
condizioni, non hanno potuto andare a Saint-Denis, promettono di a~~ ~leu di Parigi, una conve.rsa), tre ?orghesi, cinque ~abili (un c~stella-
darci se san Luigi li guarisce, e mantengono la loro promessa; in due c . tre cavalieri, una damtgella). Vtene spesso sottolmeato che s1 tratta
si il miracolo avviene a Chaalis e a Parigi, per l'effetto di una reliquia~­ no, ersone che debbono lavorare con le mam,· o che sono n"dotte m
d" · po-
san Luigi (un mantello e un cappello che erano stati indossati dal re)· u~ 1 ~à 0 costrette addirittura alla mendicità. Talvolta è detto anche che
bambino morto è risuscitato (miracolo XIX) in seguito all'offerta di un 1verguarigione ha consentito . loro d"1 sf uggtre
. all'"md"1genza48 .
cero davanti alla tomba del re. In un altro caso, è sufficiente una sern. a Appare evidente la ~u~zione. so.cial~ ,del mira_co!o: c_oltiva~e l~ spe-
plice invocazione a san Luigi (miracolo LXII): è quello del castellano di nza fra i piu svantaggtatl, sostltmre c1o che - a1 g10rm nostn - e rap-
Aigues-Mo;tes, che, di _ritorno da ~ain~-?enis, ~a ris~hiato di ~nnega. r~esentato dall'assistenza sociale e dalle lotteri~. . .
re nella Saone. A questl vanno aggmnt11 due m1racoh avvenuti in Ita- p Quasi tutti i miracoli riguardano, come abb1amo detto, la condizio-
lia, e quello che ebbe luogo alle por te di Parigi. ne fisica dei beneficiari.
Benché i miracoli di san Luigi siano avvenuti, nella loro stragrande Bisogna forse considerare a parte la guarigione delle scrofole (l'ade-
maggioranza, a Saint-Denis (piu di quattro quinti del totale), la maggior nite tubercolare) che i re di Fr~nc~a - santi? non san~i._- avevano fama
parte dei biografi del re afferma che i suoi miracoli ebbero luogo a Saint- di guarire quand'er ano ancora m v1ta e nel pten~ eserc!z1o d~lle lor~ fun-
Denis o altrove4, , senza dubbio per obbedire a quella tendenza alla de- zioni? Si e no. No, perché il potere taumaturgtco det re dt Franc1a er_a
localizzazione dei miracoli che era piuttosto diffusa nel XIII secolo''. indipendente dalle loro doti s~irituali, dal v~lore cr!stiano ?ella loro VI-
Quanto al domicilio dei miracolati, ad eccezione dei due italiani (mira. ta, dalle loro qualità personal!. Goffredo d1 Be_auheu ~e~1ca_ un ~re_ve
coli LXIV e LXV), del castellano di Aigues-Mortes (miracoli LXI e capitolo alla guarigione ~elle scrofole da par~e dt san_ L~~~1; gli altn biO-
LXII), del ragazzo venuto dalla Borgogna alle porte di Parigi per l'arri- grafi non ne parlano o v1 fanno solta?to rap1de allus10m .. Semb~a,_ tut-
vo delle ossa del re (miracolo LVI), e di un giovane valletto - originario tavia che vi sia stato un legame fra il potere taumaturg1co spectahzza-
del Giura - che segue il corteo funebre da Lione in poi (miracolo Xy), ' .
quel domicilio si suddivide in tre categorie: Saint-Denis, Parigi, l'Ile-
" Ecco, ad esempio (miracolo XLII), Giovanna di Sarris (nei,Pressi di Crécy-en·Br_ie)! m_oglie
de-France, fino ai margini della Normandia e dell'Artois''. di Giovanni il Carpentiere. ln una notte del 1276 essa perdette l uso delle gambe e de1 p1ed1. Un
Tutti i miracoli, ad eccezione di uno (miracolo XLVI, prosciuga- mese dopo, «poiché era povera e non aveva nessu.no che l 'ai~rass~ •. e suo marito non voleva darle
mento di tre cantine parigine), riguardano persone guarite da deformità ciò di cui aveva bisogno pe~ v_ivere», fu portata ali osped ale ~~- Pang~. Dopo q?alche tempo! la don·
na volle tornare a casa e v1 ntornò con le stampelle c con l amto d1suo manto, ma questi nuova·
o malattie o salvate da un pericolo di morte. Interessano, in parti quasi mente non si occupò di lei. Essa allora andò, con gran f~tica (appoggi.andosi al_le stampelle), a men·
uguali, gli uomini (venti tre) e le donne (venti); del pari, su venti fanciulli dicare nella chiesa di Saint-Merri a Parigi. Avendo sentito parlare de1 mrracoli che avvcruvano sul-
e adolescenti, se ne trovano undici di sesso maschile e nove di sesso fem- la romba di san Luigi, decise di andare a Saint-Denis e di provvede:e alla sua su ssiste~za. con '!uello
che avrebbe potuto guadagnare.•Filò fino a guada~nare t~e soldi». e, con,q?esto Vlallco, ~· recò
minile. Dal punto di vista del sesso e dell'età, c'è un relativo equilibrio penosamente, sempre carrurunando sulle stampelle, fmo a Samt-Derus, con l amto di ~na_ figlia. Of·
frf alla tomba del re •una candela lunga come la sua persona». Dopo quattro g1orru, s1 senti me·
glio, e dopo nove giorni fece rito;no a. Parigi •dritta sui ~ied i, senza bastone né stampelle, e sen·
" Per esempio, Guillaume de Charrrcs: «[ ...] ac de miraculis, quae circa ejus scpulcrum et alias• zal'aiuto di nessuno». Da allora m po1, godette sempre d1 buona salute «e attese al suo lavoro co·
(Dc Vita ed de Miraculis, in Recueil der hirtorienr der Gauler et de la France, XX, p. z8). me un'altra donna santa» (Guillaume de Saint-Pathus, Ler miracles de Saint Louir, pp. 131·34).
" Per delocalizzazione si intende la tendenza a situare i miracoli in luoghi diversi da qudli ca· "Geoffroy de Beaulieu, Vita, cap. xxxv, «Quod in tangendo infirmos signum sanctae crucis
rarrerizzari dalla presenza del santo durante la sua vita o dalla presenza delle sue reliquie. Cfr. Vau· super addidit» (otto righe nel Recueil der historienr de~ Gauler et de la ~ran~e, XX, P·. zo). Pe_r es~m­
chez, La sainteté cn Occidcnr ci r., pp. 5 19-29: «Dalla romba all'immagine: il luogo dell'invocazione». pio, poiché si tratta di guarigioni avvenute mentre il re era ancora m vita, _G'.'gliclmo d1 Sa_mr·
" Troviamo dodici abitanti di Saint-Denis, venticinque abitanti di Parigi, venti residenti Pathus nella sua Vie de Saint Louir vi accenna brevemente due volte: «Ogm g10rno, al mattmo,
nell'ile-de-France e nelle regioni vicine, e due di origine un po' piu lontana: un cavaliere della dio· quando aveva ascoltato le sue messe e tornava in ca~era, faceva chi a",Iar~ i s~oi malati di scrofo-
cesi di Arras, e un valletto porcaro che da Ranton, località vicina a Loudun nella Vienne, si era tra· le e li toccava» (ed. Delaborde, p. 99); e ancora: « e d santo re aveva l abitudine che quando ave-
sferiro nella diocesi di Poitiers. va ascoltato le sue messe e [aveva] toccato i suoi malati di scrofole .. . » (ibid., p. 142).
XXIV. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo
712 San Luigi, re ideale e unico

todi san Luigi- come re di Francia - quand'era ancora in vita e il Nella predica egli enumera sessanta miracolati guariti da san Luigi,
.
potere m1raco loso - come presunto santo - dopo la sua morte.) Infatf suo cosi ripartiti:
una donna che ebbe un ruolo importante in uno dei miracoli uffici~' alienati mentali (« alienati mente>)) III . . .
mente a lui attribuiti (il sessantesimo), Emmelina di Melun, vedova~ affetti da disidratazione delle membra (<<andJ membns>)) II
un addetto alla cantina del re, «affermò sotto giuramento che le ossa d l salvati dall'annegamento («ab acque inundanti periculo))) II
affetti da contrazioni («contracti curati >)) VI
beato san Luigi, quando- alloro ritorno dalle terre d'oltremare_ fur e. curvi raddrizzati («curvi erecti») II
no portate in Francia, guarirono molte persone che avevano le scrofol zoppi che ricominciano a :amminar~ (~<claudi recuperaverunt gressum») V
e che baciavano il reliquiario nel quale quelle ossa erano custodite pee ciechi che recuperano la vista («ceci vtsum>)) II~ .
le strade e nelle città dove esse facevano tappa; e si diceva comunem'ent r affetti da febbre incurabile (« febricitantes contmua sanati>)) III
che quelle persone ne risultavano subito guarite»'". Si può supporre d~ malati di febbre quartana («a febre quartana>)) III
affetti da fistole (<<fistulati>)) III
consegue~za, che. la fa~a di guaritore di scrof?le di ~ui ~ re aveva ~0 . malati di cataratta(?) («a gutta forma>))" I
duto da v1vo abb1a attirato un certo numero d1 malati smluoghi in cui muti che recuperano la parola («muti recuperaverunt verbum>)) II
passavano le sue ossa. Lo slittamento del potere taumaturgico di Luigi paralitici («paralitici curati>)) XVI .
affetti da ascesso scrofoloso all'occhio e alla gola («a struma super oculum et m
dall'epoca in cui egli era ancora in vita a quella immediatamente sue.
gutture>)) Il
cessiva alla sua morte ebbe certamente un ruolo nel sorgere della ere. scrofoloso («a scrofulis >)) I
denza nel suo potere miracoloso dopo la morte, e quindi nella sua san. sordo che recupera l'udito («surdus recepit auditum») l
tità, anche se, come abbiamo visto, altri miracoli furono sollecitati, e ot. affetti da tumore (<<a tumore sil et dolore>))" III
tenuti da Dio, durante il passaggio dei suoi resti mortali, che si rivelarono risuscitati («mortuis suscitati sunt») II.
anch'essi delle reliquie. La guarigione delle scrofole contribui al passag.
gio da Luigi IX il taumaturgo a san Luigi. Questo elenco è di poco diverso da qu.ello che si ~uò ric~vare dal. «De
miracula», nel quale ne sono enumerati sessantacmqu~ mvece d1 ses·
Ma ciò che i biografi del re sottolineano è il fatto che i miracoli av.
venuti - per intercessione di san Luigi - dopo la sua morte furono non santas•. Questo secondo elenco è cosi riassunto da Gughelmo:
soltanto grandi e numerosi, ma vari. Nella sua bolla di canonizzazione Ha soccorso coloro che erano contratti [c011trez] e ha loro disteso le m.em~ra; h.a
Bonifacio VIII parla della «diversitas miraculorum » del santo ren. I~ soccorso coloro che erano cosi incurvati da toccar quasi ,ter~a con la faccia.' il ha .n:
effetti, come Luigi IX, da vivo, era dotato di un potere taumaturgico stabiliti in piena salute e ha risollevato ~i nu?vo i !or? v~lu; ha. soccorso 1 gobbi, I
gottosi, i malati di una ma~atti~ ~rave e msohta che si chiama }1sto~a ffle:tre]; co~o­
strettamente specializzato (la guarigione di una sola malattia, le scrofa· ro che avevano )e membra mandJte, o avevano perso la memor~a [ahe.n~t.l ment.ah o
le), cosi san Luigi fu assai presto riconosciuto come uno di quei grandi amnesici], 0 soffrivano di febbri continue e quartane. [. ..), mol~1 pa.rahu.c~ 7~tn.che
santi il cui potere non si limitava a un solo tipo di miracolo, compiuto erano affetti da varie specie di languori li ha aiutati, soccorsi e ns~abiliu I? p1en.a
in un santuario particolare, ma si esercitava nei confronti di tutti i ma- salute; ha restituito la vista ai ciechi, l'udito ai sordi, la deambulaziOne agli zopp1,
li per i quali era possibile sollecitare la sua intercessione presso Dio. Quel la vita ai morti".
potere non si manifestò soltanto sulla tomba di Saint-Denis, ma anche
«altrove». L'elenco dei miracoli riconosciuti dalla curia romana è, dun- n H.-Fr. DelabOl·de pensava che forse si sarebbe dovuto le~gere .•fortissima~>, e rinviava
que, un vero e proprio inventario dei miracoli che venivano considera- all'espressione «goutrc flesrre» della traduzione francese ~el De mtraculu; ma polche «flestre» s~­
ti «grandi» alla fine del XIII secolo. gnifica «fistola», e nel manoscritto della pred!ca - proven~ente da Chartres- • a gutta forma» f•-
gura sotto fistulati, questo avvicinamento non e molto convmcente (Delaborde, Unea:uvre nouvelle
Guglielmo di Saint-Pathus ne ha fornito due elenchi: il primo è con- de Guillaume de Saùtt-Pathusclt., p. 277, nota 2). .
tenuto in una predica, il secondo nella sezione «De miraculis» della sua " Per i numeri ho mantenuto le cifre romane che figuran? ~el '?anoscn~ro. De!aborde. se~na·
Vita. la che il testo originale reca «timore• c non «tumore», e non e rmsc1to a dec1frare l abbrev1az•one
«Sil», che resta misteriosa anche per me (ibid., p. 277, note 3 e 4). . . . . .
!•
"La difficoltà di definire con precisione, in un certo numero d1~as1, categ?r.la dc1 m~raco­
ti sopra menzionati e, in pa_rricolar~, la d~fficoltà di de~in~e la categona dei paraht1c1, non llli han·
no permesso di rcperire 1cmque muacoh non conteggiati nella prcd1ca.
"Guillaume de Saint-Pathus, Les miracles de Saint Louir, p. r88.
"Guillaume de Saint·Pathus, Les miracles de Samt Loutr, pp. I·2.
"Bonifacio VTII, in Recueil des historiens des Gaules et de la France, XXIII, p. I 59·
San Luigi, re ideale e unico xxrv. San Luigi, re sacro, taumaturgo e santo

Quantunque, secondo certi storicP\ la percentuale dei «contratti»


diminuisca fra i miracolati del xm secolo, se si sommano i contratti i 4. I miracoli e la vita.
curvi, gli zoppi, quelli che sono chiamati paralitici (fra i quali sembra~o
Non mi dilungherò sui pellegrinaggi alla tomba di san Luigi nell'ab-
esservi molti epilettici -l'epilessia è il male di Saint-Leu- o persone af.
bazia di Saint-Denis. Mi limito a osser.vare ~he il miracolo sopr.avvie~e
fette dal morbo di Parkinson), insomma tutti coloro che hanno proble- esso nel corso, e soprattutto al terrrune, dt una novena, contmuazto:
mi di locomozione, questa categoria resta la piu importante fra i mira-
colati ufficiali di san Luigi. Il modello degli sventurati da lui guariti sem.
:e di antiche pratiche di incubazione dell'alto medioev_o sulla .tomba d~t
nti· che esso ha luogo sovente al termine- e al culmme - dt una sene
bra essere quello dell'uomo {o della donna} che arriva arrancando a
Saint-Denis «a potences», cioè trascinandosi sulle stampelle perché «ha
~infruttuosi pellegrinaggi ai santuari di alcuni ~an~i inetti, che san Lui-
. surclassa con il suo potere; e che, una volta, t! mtracolo avvenne solo
perduto» l'uso delle cosce, di una gamba e di un piede, e fa ritorno a ca- glla fine di un secondo pellegrinaggio a Saint-Denis (miracolo XXXIX).
sa senza stampelle. Guarigione spettacolare, oggettivamente constata-
bile, che restituisce a un essere umano, gravemente diminuito dalla sua
:1 secondo pellegrinaggio ebbe esit~ pos~tivo pe~ché ~a post~lante lo fe-
ce precedere da una confessione ~e~ suoi peccati. c;>m.sorge. il problem.a
infermità e destinato a vivere a carico di altri, dei suoi, di un ospedale
della parte che la novità e la tradlZ!one ebbero nel m1racoh dt ~an Lu~­
dei dispensatori di elemosine, la sua natura e le sue potenzialità umane;
gi. L'atmosfer~ che li c~conda. sem?ra essere quella d~lle ve.cchte pratt·
spostarsi, essere eretto nella persona, indipendente, in grado di lavorare.
he «superstizwse ». Vt sono, m pnmo luogo, 1 due m1racoh che hanno
luogo non sulla tomba di san Luigi, ma per.il tram~te di ~cuni .oggetti-
Miracoli di restituzione della dignità umana, piu ancora che di scom-
parsa di una sofferenza.
reliquie a lui appartenuti. Un cistercense dt C~~ahs guansce di un do-
Vi è un'altra importante categoria, quella formata da tutti i guariti
lore che dalla testa gli si irradiava fino alle reru, mdossando ~n man!e~­
da una malattia che produce laidezza e sporcizia, pus e «lordura» (fi.
lo donato da san Luigi all'abbazia (miracolo XII). Le tre cantme pangt-
stole, ascessi, gangli, piaghe, ecc.): tutta quella gente purulenta e feti-
ne inondate sono miracolosamente prosciugate perché, dopo che è sta t~
da, gonfia e sfigurata, le cui tragiche moltitudini - presenti nell'Italia
fatto il segno della croce, è immerso nell'acqua un cap~ello adorno dt
dei secoli xVI, XVII e xvm - sono state magnificamente descritte da Pie-
piume di pavone che san Luigi aveva portato e av~va p01 regalato a un?
ro CamporesiH. Anche a essi il miracolo restituisce l'integrità del corpo,
dei suoi scudieri, di cui la proprietaria delle cantme era la vedova (rru-
se non la bellezza; la pulizia, se non lo splendore; e un contatto norma-
racolo XLVI). Molti pellegrini portano personalmente, o fanno porta-
le con le persone che li circondano.
re sulla tomba di san Luigi a Saint-Denis un cero di altezza pari alla lo-
In definitiva, i miracoli di san Luigi non hanno nulla di eccezionale.
ro' statura {oggetto magico di sostituzione); una delle miracolate fa of-
Egli compie quei miracoli che, alla fine del xm secolo, ci si aspetta che
frire alla basilica di Saint-Denis una gamba di cera come ex voto per la
siano compiuti da un grande santo, sia esso di origine laica o ecclesia-
stica sia re o monaco. Attraverso i suoi miracoli egli è, come è stato os-
guarigione della propria gamba (miracolo L :1). . ..
Molti pellegrinaggi o miracoli sono sus71tatt.da un~ v1s10ne del s~n­
serv~to per un altro santo (suo nipote, san Luigi di Tolosa), un santo co- to re, il quale appare ad alcune persone v1.vent1. che .1 ~ann~ 7onoscm-
me gli altrP8 •
to1', per esempio a maestro ~ud~s, ca~on17o dt P an gt e «flSlc~», che
aveva accompagnato, in quahtà d1 medtco, il sovrano nella croct~ta tu-
" Pierre-André Sigal, Maladie, pèlerinage et guérison au xrr siècles. Le~ mir~cles de Saint-~i­ nisina (miracolo XXXVIII), o a fra' Giovanni di Lagny, curato d1 T.ho-
brien à Reims, in «Annales ESC», XXIV (1969), pp. 1-27; Vauchez, La samtete en Occtdenl cl!., rigny, al quale san Luigi appare con gli ~biti eh~ il fra te gli aveva vtsto
pp. 549·52. . L '' · · indossare molte volte (miracolo L). Gughelmo dt Chartres racconta, per
"Piero Camporesi, [ed. or. it. Il pane selvaggio, Bologna 1980], Le patn sauvage. rmagmatrt
de la faim de la Renaissance au XVIII' sièc/e, Paris 1981.
,. Jacques Pau!, Miracfes et mentafité religieuse populaire à Marseille au début du.XTV' sièck,, in La
religion populaireen Languedoc du X/TI' à la moitiédu XIV' siècle, Toulouse 1976 (Cah1ers de Fan)eaux, " Va ricordato il celebre sogno di Joinvillc, il quale, dopo la morte di san Luig~. v~de. il re ap-
u ), pp. 61-90.
parirgli in sogno c chiedergli di collocare una sua statua nella ~appell.a ~el ca~ tello di !~~ville. Cfr:
Zink, ]oinville ne pleure pas, mais il rive cit. È da notare che. l appanz!one d1san LUigi m sogno a1
suoi amici piu intimi sembra essere stato un topos negh anru che segmrono alla morte del re.
San Luigi, re ideale e unico XXIV. San Luigi, re sacro, taumat urgo e santo

parte sua, che una matrona parigina, il cui marito era stato intimo arnj. ricordo di un san Bernardo, e - piu vicino nel tempo - quello di san
co del re, lo vide in sogno, assistito da un altro personaggio circonfuso Francesco d'Assisi, per non parlare delle tendenze profonde che essi rap-
da uno straordinario splendore, che sembrava offrire il sacrificio all'al. presentarono e di cui furono un modello, testimoniano l'esistenza di uno
tare della sua cappella reale a Parigi. Visione classica, che annunciava la spirito nuovo, di nuove pratiche di pietà: un'umiltà profonda, la devo-
morte di un santo, in un momento nel quale le notizie della morte, a Tu. zione per l'eucarestia, l'imitazione della pietà dei religiosi da parte dei
nisi, di Luigi IX e di suo figlio Giovanni Tristano, conte di Nevers, non laici, la pratica delle opere di misericordia.
erano ancora giunte a Parigi. Dovremo, allora, dividere in due la santità di san Luigi? La vita, che
Di fronte a questo immaginario di tipo tradizionale, relativo alla san. rappresenterebbe la modernità, e i miracoli, che rappresenterebbero la
tità e al miracolo, osservo che in alcuni casi (come quello della donna tradizione? La vita, nella quale troverebbero espressione la personalità
miracolata soltanto in occasione del suo secondo pellegrinaggio a Saint- di san Luigi, la sua originalità, il messaggio da lui rivolto alla storia? E
Denis), viene indicato che una sincera confessione dei peccati è condi- i miracoli, nei quali egli scomparirebbe dietro i modelli, i luoghi comu-
zione necessaria per ottenere il miracolo, e che essa dev'essere fatta pri- ni, il «profondo» secolo XIII? La vita, caratterizzata dalla mentalità «dot-
ma del viaggio a Saint-Denis. Testimonianza di un «progresso» della vi- ta» e «progressista» dei chierici, e i miracoli, dominati dalla mentalità
ta spirituale, di una preparazione personale e devota al miracolo, di un «popolare» e «tradizionale»?
ruolo crescente della confessione nella vita cristiana del XIII secolo. Siamo prudenti. San Luigi è un uomo, un re, un santo, nuovo e tra-
Piu in generale, se si considera nel suo insieme l'opera dei biografi dizionale al tempo stesso. I suoi miracoli, come la sua vita, si inserisco-
di san Luigi fra il 12 70 e l'inizio del xrv secolo, si ha l'impressione che no in una lunga tradizione ed esprimono delle mentalità nuove. Quan-
ciò che conta soprattutto per loro è la vita di lui, piu che i miracoli'0 • È to agli ecclesiastici, essi credono al miracolo come ci credono gli altri.
sulla vita che essi si soffermano a lungo; sono le virtu, i meriti del re che, Questa credenza fa parte, alla fine del Duecento, della mentalità co-
al di sopra di ogni altra cosa, fanno di lui un santo. Nella sua predica del mune62. E lo stesso papa Niccolò III non poteva pensare che vi fosse san-
6 agosto 12 97, Bonifacio VIII ricorda che il suo predecessore Nicco- tità senza miracoli.
lò III (un-8o) aveva dichiarato che «la vita di quel santo gli era ben
nota, e che gli sarebbero bastati due o tre miracoli per canonizzarlo»;
«ma la morte glielo impedl»61 • La vita di san Luigi presenta indubbia- 5· Le reliquie.
mente alcuni tratti tradizionali (talvolta spinti fino all'esagerazione, co-
me il culto delle reliquie, o desueti, come l'ardente spirito di crociata). Allo studio dei miracoli bisognerebbe aggiungere quello delle reliquie
Ma è caratterizzata essenzialmente - come ho già avuto modo di ricor- di san Luigi. Storia classica dei corpi dei re che vengono smembrati, e
dare- dalla nuova religiosità del xm secolo, di un'epoca nella quale il di reliquie corporee distribuite fra una tomba dei visceri, a Monreale in
Sicilia, per compiacere il fratello Carlo, re di Napoli, e una tomba del-
le ossa a Saint-Denis, secondo gli ordini - conformi alla tradizione di-
.. Lo conferma un testo ritrovato recentemente. Si tratta della risposta dell'arcivescovo di To- nastica della monarchia francese - impartiti dal figlio Filippo III. Sto-
ledo D. Gonzalo Pérez a un questionario- redat to a Roma nei primi mesi del 1297- di Bonifa-
cio VIII sui miracoli di ~an Luigi (già raccolti nel corso del processo di canonizzazione, in partico- ria classica, inoltre, della scomposizione dello scheletro reale in un gran
lare nel128z: d r. sopra, pp. 244 sg.). Gonzalo Pérez vede in_ san Luigi ?ue delle virt~ c~c ~a Chie- numero di ossa-reliquie che disseminano in vari luoghi la prova della san-
sa, da Innocenzo III in poi, riconosce a un santo: la «vutuosuas operauon~m~ Oe az10ru _vutuose)
e la <<continuatio vel continuitas actionum» (la perseveranza nel bene); l arcivescovo d1 Toledo,
tità di Luigi IX. Storia singolare, tuttavia, perché il trasporto del cada-
uomo di grande cultura, si appoggia, fra l'~ltro, a degli ar~omenti tratti d all:E!ica nicomachea d! vere-reliquia dalla Tunisia a Saint-Denis impiega dei mesi, e perché la
Aristotele di cui egli possiede un manoscntto vergato a Vuetbo nel rz79, ctoe dopo la morte di credenza popolare nella santità del re defunto trova subito appoggio in
san Luigi. 'Quanto alla terza caratteristica, la «claritas seu evide~tia miraculorum» (l~ chiarezza o
evidenza dei miracoli), egli si limita a dire che essa appare con chtarezza nel caso dt LUJgt IX ~ e non una sequela di miracoli. Storia singolare, infine, per la sorte dei visceri
aggiunge altro. Evita cosi di pronunciarsi. su quei miracoli e non attribuisce loro ~na particolare di Monreale, che - nell'Ottocento - seguiranno i Borboni di Napoli nel
importanza. Ringrazio vivamente padre Lmchan c frate J. Hernandez che h~nno n trovato ~ _PUb-
blicato questo testo con un eccellente commento (<rAnrmadverto» :a recently diScovered <rcomrlmm•
conccnring the sanctity of King Louis IX cit .). " Vauchcz, La sainteté en occidenl cit ., pp. 6 15·22: «Mentalità agiografica c mentalità co-
" Bonifacio VIII, p. 151. mune».
7I 8 San Luigi, re ideale e unico

loro esilio austriaco e saranno poi da loro lasciati in eredità ai Capitolo venticinquesimo
chi francesi di Cartagine, facendo cosi ritorno nei luoghi della Il re sofferente, il re Cristo
santo re" 3 •

6. L'ultimo dei re santi.

San Luigi è, in definitiva, un santo che si colloca a metà


la tradizione e la modernità; egli partecipa di una santità che si
cata dalla santità regia dell'alto medioevo, senza tuttavia cadere
mente nella santità individuale, caritativa e mistica deli' autrmro dle!.
Non v'è dubbio che, piu ancora del Riccardo II di Shakespeare, san
dicevo. Egli fu l'ultimo dei re santi, fatta eccezione per Ferdinando
·fu, nel contesto medievale, un «te di dolori». Ma questa immagi·
di Castiglia, che fu quasi suo contemporaneo, ma fu canonizzato
re sofferente pose ai suoi contemporanei grossi e difficili proble-
tanto nel r67r. Egli è anche l'unico re santo del XIII secolo, della
' La sofferenza è un valore? Può acquistare un'immagine positiva,
va società emersa dal grande sviluppo della Cristianità dopo l'
giovare alla salvezza dell'anima come il lavoro, che, assegnato da
le. Dopo di lui, i re aristotelici e assoluti si sottrarranno alla
ad Adamo in punizione del suo peccato, passò - fra l'xi e il XIII se-
dividuale, ormai incompatibile con la sacralizzazione dello Stato.
- da una concezione di lavoro-penitenza a una concezione di lavo-
unici monarchi canonizzabili saranno allora i papi.
? Certo, nel Purgatorio - che nasce alla fine del XII secolo -la
off<:re11za delle anime rivestite di un corpo di un certo tipo le fa evol-
"Cfr. sopra, pp. 249 sg. Non si dimentichi il sorprendente episodio raccontato da condizione di castigo a uno stato di purificazione. Ma un re
ris (morto nel1259) a proposito della collera da cui fu invaso san Luigi quando, oell',],h,.,;,
Pontigny, gli fu consegnato un membro del corpo di un santo.
? San Luigi è molto diverso da quei sovrani anglosassoni
· che Robert Folz, traducendo un'espressione russa
:tra.Jto.te>)Dti,;), ha chiamato re «soffri-passione» e che hanno conosciuto
successo soprattutto nell'agiografia slava e russa, con uno sfon-
bizantino1. Questi re-martiri subirono illot:o tragico destino, e la lo-

' Robert Folz, 1ìnis saints mis "souf/l"e·passion" en Angleterre: Oswin de Deira, Ethelbert d) Est-
Edouard le Marty1·, in «Comptes rendus de l'Académje cles inscriptions et helles-lettres»,
. 36-49. Nel suo citato libro Les saints mis du Moyen Age en Occident, Folf include san Lui-
d'accordo con questo grande swdioso su molti punti importanti. E vero che «fra il
secolo, il · re santo ha subito un'evoluzione via via che la regalità si consolidava»
P"""'"'"' sia un rapporto cosi stretto fra i due fenomeni). «Al martire che por-
IHwm'"'''' · sostituf a poco a poco il re santificato in ragione del modo in cui aveva eser·
(p. 2I). Ma, affermando che <<si rimane sorpresi nell'osservare che i primi re
completamente privi di quella "virtll" regale, artefice di vittoria o anche sol-
ipocritamente riconosciuta ad alcuni loro predecessori pagani», Folz non illu.
parere, questa importante osservazione. La vittoria rimane un attributo dell'im-
ma il contenuto di questo successo cambia con l'avvento del cristianesimo, per il
· · è la piU bella vittoria. Questa concezione domina ancora durante il processo di ca-
. Luigi. Vi è, tuttavia, fra i re «sofferentù e san Luigi una differenza profon-
tht Cl""''"" ""'" segna una rottura con la tradizione, mentre Folz insiste piuttosto sulla

:
:~:::~:::~:~~~,~~;:)::!::~:una
'""""" P"""·"'·""

:;~ff:::·~::'C:;Il;:: un
sofferenza
un evento quotidiana
drammatico nel corpoimposto
interamente e nell'anima, ac-
dall'ester-
si ricongiunge solo alla fine col Cristo della passione.
che accetta la propria condizione umana e fa di essa un aspetto del suo
, anziché un'aggressione contro questo potere; ne fa un aumento, e non una diminuzione di
720 San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo 72 1

ro sofferenza contribui alla valorizzazione della loro immagine 1 . durante la preghiera, digiuni , cilicio, flagellazione. Ama, al di là del de-
mod o p~st um o . San Lmg1 . . e' un sofferente quotl'd'tano, strutturai so o·In siderio di umiltà e di penitenza, sedersi per terra e dormire in modo sco-
vol ont arto perehe' mal ato, evolontano · pereh'e prattca
· l' ascesi . La sue, In· modo. Ama toccare. La sua vita psicologica e morale p assa attraverso il
reol a d1· sofferente se l''e conqUistata
· a poco a poco nel corso dell a au. corpo. Trova piacevole da pronunciare la parola « prud 'homme », che de-
't l d' . d ll
v1 a, e a sua morte 1 martlre e a croctata . non ha f atto che appora sua finisce il suo ideale d 'uomo. Invece, la parola «rendre» (Luigi è osses-
s1·g1'Ilo d1' tlpo
· tradi z10na
· le su un re sofferente di nuovo tipo poich, re un
· sionato dal dovere della restituzione) gli raschia la gola: le «t » di quel-
Occidente la sofferenza, .anche al di. fuori della figura del m~rtire, èe~~ la parola sono «i r astrelli del diavolo»'. E va ricordata la gioia sensuale
ventat~ un. v.alore e ~al~nzza anche 1 re. Essa non dipende soltanto dal. che egli prova quando Dio gli fa il dono di una lacrima, che Luigi si sen-
la grazta dtvma, ma e vtssuta nel punto di incontro fra la grazia di n· te scorrere lungo la guancia finché arriva all' angolo della bocca, che l' as-
e lo sf orzo umano. Ma pmc . he' iJ re e, sempre un personaggio superi IO sapora e la ingoia•.
il re sofferente è un grande sofferente e un gr ande re. ore, Nei suoi Insegnamenti al figlio e alla figlia, san Luigi insiste sul dono
.J~~nv~e ha presentato l'ouve~ture tragica e funebre della vita di san divino della «sanità del corpo», sulla carità da manifestare nei confron-
~wg1 il ~torno s.tesso de~a. sua nasctta, giorno profetico. Vi troviamo espres- ti di «coloro che soffrono nel corpo». Filippo deve anche guardarsi dal
SI al~uru aspetti essenztali del rapporto di san Luigi con la sofferenzal commettere «peccati di corpo»5 •
E , ~rima. di tutto, un~ soff.erenza in.d~vidua.le, 9uella della croce,.del Luigi è casto e continente, abomina la prostituzione, ma compie sen-
pe~egnnagg10, della crociata: il grande 1tmerano dt pena e di dolore !un. za dispiacere il suo dovere coniugale. Nel solo aneddoto giunto sino a
g?il qua!e ~'uomo segue le orme del crocifisso, del ~risto, e alfine lo rag- noi nel quale lo si vede di fronte a una donna che vorrebbe t entarlo, egli
gmnge. E, m secondo luogo, una sofferenza collettiva: condivisione deJ. le impartisce - alla presenza di testimoni - una lezione di morale: essa
la soffere_nz~ e. d~lla morte~ da ~arte d~l re e di una folla di sudditi e di è bdla, ma la bellezza del corpo sfiorisce e, con l'avanzare dell'età, nes-
compagru. E, mf!ne, :ralonzzaz10ne dt questa sofferenza, poiché il do- sun artificio può far rivivere quell'inutile bellezza; la venustà dell'ani-
lore umano che s1 p atisce su questa terra apre la strada alla gioia eterna ma, invece, piace a Dio e assicura la salvezza eterna6 •
del paradiso. Tempo Rassato della st?ria t~r:ena, nella quale trova po-
sto t! dolore; tempo gta presente del! etermta, nella quale la sofferenza 1 Uno dei compiti principali degli inquirenti regi consisteva nel raccogliere le lagnanze per in·

si mut a in felicità. giusio esazione, che dovevano comportare la restituzione del maltolto da parte del re. La restitu-
zione degli interessi usurari da parte dell'usuraio o dei suoi eredi era Jacondizione essenziale - in·
sieme al pentimento- della salvezza dell'anima. l trattati «sulle restituzioni» (De restitutionibus),
assai numerosi nel xm secolo, sono documenti del piu grande interesse per quanto riguarda le pra·
I . I valori del corpo . Iiche creditizie e la dottrina ecclesiastica in argomento. San Luigi, negli Enseignemenls al figlio, in-
siste molto sul dovere di restituzione. Cfr. Joinville, Histoire de Saint Louis, p. 19.
• Geoffroy de Beaulieu, Vita, p. 14.
San Luigi intr attiene col suo corpo dei rapporti complessi. Combina 'Cfr. sopra, pp. 6r8 sg.
la dot trina cristiana relativa al corpo con i suoi problemi personali di sa- • Guillaume de Chartres, Dc Vita et de Miraculis, p. 33: <<Accadde una volta, in un parlamen-
lute, le sue ossessioni, la sua sensibilità. Il cristianesimo del suo tempo to, che una dama agghindata in modo stravagante [non modìcum curiose], dopo che la corte ebbe
deciso la sua questione, entrò con un piccolo numero di persone nella camera del re e si fece nota-
insegna a disprezzare il corpo che si oppone al fiorire dell'anima; ma in- re da questi. Era, infatti, bellissima e famosa per la sua bellezza secondo il secolo ingannatore e il
segna anche ad avere un certo rispetto per il corpo che risusciterà nel falso giudizio della gente del secolo sulla vana bellezza del corpo. Il re, devotissimo a Dio nel suo
giorno del Giudizio Universale. Luigi prova un evidente godimento fi. cuore, volle parlarle familiarmente della salvezza dell'anima. Chiamò fra' Goffredo [di Beaulicu]
che era presente, e gli disse: "Voglio che voi stiate con me e ascoltiate ciò che mi propongo di di-
sico e spirituale nella mortificazione della carne. Si sente, e vuole esse· re a quella dama qui presente, che chiede di parlarmi personalmente". Sbrigati gli altri affari, es-
re, vicino all' ascetismo monastico rigoroso: pasture del corpo faticose sendo quella dama rimasta sola co) re e col detto frate, il re le disse: "Signora, voglio ricordarvi una
sola cosa per la vostra salvezza. E stato detto che siete stata una bella dama, ma ben sapete che
quel che siete stata è già passato. Riflettete dunque al fatto che quella bellezza era vana e inutile,
prestigio. Non è tanto la concezione della regalità che è cambiata, quanto la concezione della sof· e che è svanita rapidamente, come un fiore che appassisce presto e non dur a. Né potete recupe-
ferenza. E gli atteggiamenti nei confronti del corpo. rarla, per quanta cura e diligenza vi mettiate. Preoccupatevi dunque di acquistare un'altra bellez-
' Joinville, Histoire de Saint Louis, pp. 40-41. Il testo si trova nella Parte prima, cap. I, p. 8. za, non quella del corpo, ma quella dell' anima. Con essa piacerete al nostro creatore, ed essa ri-
Un numero speciale, molto suggestivo, della rivista «Médiévales» (Du bon usagc de la sou/france scatterà le colpe che avete potuto commettere al tempo di quella beltà trascorsa" . La dama accol·
n. 27, autunno 1994) è stato dedicato a varie forme di sofferenza nel medioevo. ' se senza reagire quelle parole. Miglio•·ò, in seguito, la sua condotta c si comportò con maggiore
722 San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo

Nel caso di una donna adultera, che ha spinto il proprio amante a uc. ente «quando sarà presente alla messa, e un breve istante prima»•.
ciderle il n:arito, Luigi si m~stra spi~ta~o. Essa amme~te il ~atto e si pen. larrn · non sottrae il propn·o corpo aIle cure umane. Quel
Luigi tuttavia,
te. La regma e altre grandi dame, ms1eme ad alcuru frati mendicanti corp~, sottoposto alle dure penitenze fisiche, san Luigi lo sottopo-
chiedono per lei la grazia a san Luigi. Il re consulta il suo fedele consi: . quand ''e mal ato. un re deve avere d et. med't-
suoalla scienza d et. me d'tct,
gliere Simone di Nesle che, come lui, ha il senso di ciò che esige la giu. n_e e un cristiano deve curarsi ed evitare ogni compor tamento che equi-
stizia regia, la giustizia pubblica. Il re segue il suo consiglio e fa brucia- ci, . 'd'
valga a un smc1 IO. . . . . . . .
re viva pubblicamente la donna·a Pontoise'. Conosciamo un certo numero di medici di san Lmg1. Due dtloro ap-
iono in alcuni atti particolari. Uno è una donna. L'atto ufficial~ che
fariguarda è promulgato ad Acri, nell'agosto 1 2 50 , poco dopo che il re,
2. Un caso di stupl'o . :berato dalla prigionia, ha lascia~o !'~gitto per. la Te~rasa~t~. Esso. sta-
bilisce che il prevosto di Sens ass1cun una pensiOne d1 dodici denan pa-
Del pari, quando a Melun una donna denuncia di essere stata vio- isis al giorno, vita natura! durante, a una certa Ersenda, che ha ben cu-
lentata da un uomo introdottosi con la violenza in casa sua, Luigi fa r to il re. La donna doveva possedere dei titoli universitari, perché
istruire il processo da Simone di Nesle e da altri membri del suo consi- ~!l'atto è _chiamat~ magist1~. Poiché dev~ percepire quella rendit~ d?-
glio. L'uomo incrimina to confessa di aver conosciuto carnalmente la po essere nentrata m Francia dalle te~re d ~ltr~mare, ~ssa ha verosimi~­
donna, ma dichiara che si tratta di una «femmina folle », di una prosti- mente curato il re nel corso della crociata ~ E~ttto e s1 a~presta a _far n -
tuta. Egli viene condannato dai giudici nominati dal re, ma molti uo- torno a Sens, o nella regione circostante, msieme_a_quei francesi~. fra
mini di corte chiedono a san Luigi di salvarlo dall'impiccagione, perché cui i suoi fratelli - che non rimangono con sa~ ~u1~1 m Terr~santa . .
ha fatto parte della sua mesnie. Ma il re ordina a Simone di Nesle di far L' altro è un italiano, Pietro Lombardo, on gmano probabilmente d1
giustizia del colpevole, e questi viene impiccato". Crernona, « medico_di monsig~ore il re», mor to ~el 1 24,7, le c~i d_ispo-
All'altra estremità della catena dei corpi, lont ano dai corpi colpev0 . sizioni testamentane sono regtstrate nel cartulan o dell abbaz~~ ~lster­
li di quegli uomini e di quelle donne che non h anno saputo riscattarlo cense di Froidmont. Egli aveva acquistato delle case, e ~e la~c10 U: ere-
dalla corruzione del peccato originale, Luigi venera il corpo immacola- dità alcune all'abbazia di Saint-Geneviève e a quella dt Samt-Vtctor.
to dal quale provengono la redenzione e la salvezza, quello di Cristo. Pietro Lombardo fu canonico di Chartres, e fu inumato in quella catte-
Nei suoi Insegnamenti, egli nomina il corpo supremo, «il corpo di drale" . ,. . .
Nostro Signor Gesu Cristo», l'ostia, che Filippo dovrà adorare partico- Un altro ecclesiastico medico di Luigi IX, maestro Roberto di Doua1,
canonico di Senlis e di Saint-Quentin, lasciò in eredità, alla sua morte
umiltà e onestà». Sull'immagine dci rapporti con le donne di un santo al quale san Luigi fu, al tem- (125 8), la somma di 1500 lire per contrib~ire _alla fond~zione ?el, colle-
po stesso, molto vicino e molto lontano, cfr. il bel libro diJacques Dalarun, Francesco:un parrag· gio voluto da Roberto di Sorbon. In cambio, Il suo anruversano e cele-
gio. Donna e donne negli sct1tti e nelle leggende di Fmncesco d'Assisi, Roma 1994. Il modello della brato in numerosi istituti parigini, fra cui la Sorbona.
donna tentatricc, da cui l'uomo deve guardarsi, appartiene alla tradizione monastica.
'Guillaume dc Saint-Pathus, Vie dc Saint Louis, pp. 142·43: «Una donna appartenente alla Luigi manifesta, nei riguardi del proprio corpo, un estremo pudore:
miglior società del Poitou c al lignaggio di Pierrelay era stata arrestata dai sergenti del santo '"• il denudarselo lo mette a disagio. Lo testimonia, ancora una volta, Gu-
perché- a quanto si diceva - aveva fatto uccidere suo marito da un uomo che essa amava - a quan· glielmo di Saint-Pathus:
tosi diceva- di illecito amore, e, dopo che il marito fu morto, l'aveva fatto gettare in una latrina.
Poiché essa aveva ammesso il fatto durate il processo, il santo re volle che la giustizia seguisse il In lui vi fu tutta la verecondia che poté esservi in un uomo sposato. Monsignor
suo corso, benché la regina di Francia e la contessa di Poitiers [cognata di san Luigi, moglie di suo Pietro di Laon, che fu suo cavaliere e rimase a lungo con lui per circa trent_otto anni
fratello Alfonso] e altre dame del regno c alcuni frati minori e predicatori lo pregassero di rispar- e fu suo ciambellano, dormendo ai suoi piedi, togliendogli le calzature e atutandolo
miare la vita a quella dama, in quanto essa mostrava grande contrizione e pentimento. Gli amici e
i cugini di detta dama, la regina e le altre persone sopra nominate supplicarono il re che, se la don·
na avesse dovuto assolutamente morire, la sua esecuzione non avvenisse a Pontoise. Il re chiese 'Emeignements (ed. O'Connell), p. t86. . .
consiglio al nobile e saggio monsignore Simone di Nesle, e monsignor Simone rispose che la giu· " Georges Daumet, Unefemme-médecin au Xlii' siècle, in «Rcvue cles études histonques», 1918,
stizia eseguita pubblicamente era buona. Allora il santo re ordinò che la detta dama fosse arsa vi· pp. 69·71. '
va nel castello di Pontoise, ed essa fu bruciata pubblicamente ». " Henri Stein, Pierre Lombard médccin de Saint Louis, in «Bibliothèque de l'Ecole des char·
• Guillaume de Saint·Pathus, Vie de Saint Louis, p. '44· tm, C (1939), pp. 63-7 1.
San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo

a entrare nel letto, come fanno i sergenti dei nobili signori, per circa quindici . pravvenuta» («<n anno tricesimo constitutus, et quadam sibi aegritudi-
non poté _mai vede~e la carne [l~ pelle]~ que~ s~nto re,_ eccettuati_ i piedi e le ma~nt ne superveniente gravatus ») . Di questa malattia, probabimente il palu-
talvolta, il polpacciO quando gli lavava 1 ptedt, il bracciO quando il re si faceva al e,
sare, e la gamba quando era malata. Nessuno aiutava mai il santo re quando sta! as.
dismo, parlano anche Guglielmo di Saint-Pathus e Joinville. Il primo se-
va dal letto; egli si vestiva e si calzava da solo. l suoi ciambellani gli preparavan zj' gnala che «egli, una volta, fu gravemente ammalato a Pontoise» 16 , e pre-
0
vesti e le calzature vicino alletto, e lui le prendeva e si vestiva da solo". e cisa: «E quando il benedetto re, al tempo della sua giovinezza, fu malato
a p0 ntoise di terzana doppia [paludismo ?], a un punto tale che credet-
San Luigi sa che può provvedere su questa terra alla sua salvezza so. te di morire di tale malattia[. .. ], la malattia fu cosi grave che si disperò
lo per goderne, nell'al di là, con il corpo e con l'anima insieme. E tanto della sua vita» 17 • Joinville, che non era presente neppure lui, sbaglia il
piu lo sa in quanto è un re malato. luogo (Parigi, invece di Pontoise): «Avvenne, secondo la volontà di Dio,
che una grave malattia colpi il re a Padgi, ed egli ne soffri a tal punto
che fu creduto morto»18 .
3. Il re malato. Delle sue sofferenze fisiche durante la crociata d'Egitto testimonia-
no i medesimi autori. Guglielmo scrive:
Re sofferente, san Luigi lo fu prima di tutto nel corpou: re spesso
E il re benedetto, quando fu fatto prigioniero dai saraceni dopo il suo primo
malato, sia di malattie croniche (un'erisipela ricorrente alla gamba de. passaggio [crociata], fu cosi malato che i denti gli dondolavano, e le carni erano sco·
stra, il paludismo o «febbre terzana»), sia di epidemie occasionali (la dis- lorite e paUide; aveva un flu sso di ventre gravissimo, ed era cosi magro che sem-
senteria dopo la campagna militare del r 242 contro gli inglesi e in Egit- brava che le ossa della schiena gli fuoriuscissero daUa pelle, ed era cosi debole che
to; la «malattia dell'esercito» - lo scorbuto- durante la sua prima cro- un uomo della sua mesnie doveva portarlo a fare tutti i suoi bisogni.
ciata; il tifo, di cui mori, nella seconda crociata)!•.
Il re era ritornato malato dalla campagna del 1 242 contro gli inglesi Joinville aggiunge alcuni particolari molto realistici:
e i loro alleati nel Poitou e nel Saintonge, ed ebbe una grave ricaduta Questo consiglio [di andare da Mansurah a Damietta in barca] gli fu dato a cau-
mentre si trovava a Pontoise nel 1244 (un giorno, addirittura, fu cre- sa del male che tormentava il suo corpo in conseguenza di molte malattie; egli sof-
duto morto). Fu allora che promise di farsi crociato, se fosse guarito. friva, infatti ,di tcrzana doppia, di una dissenteria gravissima c della malattia
dell'esercito [lo scorbuto] in bocca e nelle gambe; la sera bisognava tagliargli il fon-
Vi accenna Bonifacio VIII nella sua bolla di canonizzazione': «Nel do delle brache, e la malat tia dell'eset·cito era cosi forte che piu volte, la sera, egli
corso del suo trentesimo anno, afflitto da una malattia che gli era so- perdette i sensi".

È Guglielmo di Saint-Pathus che ci informa su questa malattia alla


" Guillaume dc Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, pp. IJ2·33· gamba destra, di cui Luigi soffriva di quando in quando:
" Riprendo qui, dal punto di vista del corpo e del dolore, testi già citati alloro luogo crono-
logico o in altra prospettiva. Il re benedetto aveva una malattia che lo colpiva due, tre o quattro volte all'an-
"Esiste un'eccellente documentazione patologica e nosologica su san Luigi nell'opera, piut· no, e lo tormentava a volte piu, a volte meno. Quando questa malattia colpiva il be-
tosto invecchiata, di un medico, Auguste Brachet, Pathologie des rois de France, Paris 1903, nono- nedetto r e, egli, fintantoché essa durava, non udiva e non comprendeva bene, e non
stante la poco convincente tesi dell'autore, il quale, volendo dimostrare il carattere ereditario poteva né mangiare né dormire [...]. La detta malattia durava qualche volta per tre
dell'epilessia, da cui sarebbe stato affetto san Luigi, e della follia di Carlo VI, va a ricercare alme- giorni, altre volte meno, prima che egli potesse alzarsi dal letto con le proprie for-
no un grano di follia o di tare fisiologiche in tutti i re capetingi, da Ugo Capeto in poi. Una sinte· ze. E quando questa malattia cominciava a essere meno dolorosa, la sua gamba de-
si di questo studio del Brache t è riportata in Appendice l, pp. 755 sg. Sui rapporti fra santità e ma-
lattia, cfr. C. L. B. Trub, Heilig tmd Krankheit, Stuttgart 1978 (Bochumer Historische Schriften, stra - fra il polpaccio e la caviglia - diventava rossa come sangue e si gonfiava in
19). Cfr. anche Claude Gauvart, Les maladies des rois de France, in «L'Histoire», 74 (1984), nu- quel punto; quel rossore e quell'enfiagione duravano un giorno intero, fino a sera.
mero speciale, Les maladies ont une hisloire, pp. 93·95· Alcuni cronisti e biografi hanno riferito il Poi, quel gonfiore e quell'arrossamento sparivano a poco a poco, finché - al terzo o
«flusso di ventre» di Luigi VI, l'obesità di Filippo I (1060-1108) e di Luigi VI (11 08-37) diventa-
ta patologica nei loro ultimi anni di vita, la malattia - falsamente identificata come febbre sudo-
rale (mette) - da cui furono sicuramente colpiti Filippo Augusto e Riccardo Cuor di Leone duran-
te la crociata del r 1 9 1 , la salute cagionevole del padre di san Luigi, Luigi VIII. Ma questi mali cor- "Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, p. 7 1.
porali sono descritti dai biografi come debolezze, come handicap, mentre le malattie di san Luigi
11
lbid., p. 2 1.
gli sono ascritte a merito c creano intorno a lui un'aura di santità. "Joinville, Histoire de Saint Louis, p. 6o.
" Bonifacio VIII, p. 155· " lbid.' p. 6.
San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo

quarto giorno - la detta gamba era tornata ad essere come l'altra, e il benedett
0
Bonifacio VIII rievoca questa pazienza nella b olla di canonizzazio-
era completamente guarito". re ne'' ma la parola latina patiens (<<chi sopporta con pazienza», ma anche
chl soffre di qualche cosa» ) è piu ambigua: «<l re che soffriva allora
Di fronte a questa sofferenza egli si comporta come tutti: «si 1 ;azientemente [?]di un flusso di ventre e di altre malattie» (« eodem re-
menta va e gemeva ». Luigi fu colpito a Fontainebleau nel r 259 (e sic a:
ramente fra il 1254 e il 126o) da un'altra «gravissima malattia» eh ge tunc temporis fluxum ventris et aegritudines alias patiente»).
Luigi non si limita ad accettare la sofferenza; la sublima .
J o inville r icorda" e alla quale accenna anche Bonifacio VIII. Il re' ehe
si credette vicino a morte, fece venire al suo capezzale l'arcivesco~o d~1 Cosi, un uomo interamente votato alla fede , e totalmente assorbito nello spiri-
to, quanto piu era schiacciato dai martelli dell'avversità e della malat tia, tanto piu
Rouen, E udes Rigaud". mostrava il suo fervore e tanto piu si manifestava in lui la perfezione della fede" .
Infine, alla vigilia della seconda crociata, Luigi si sentiva cosi debo.
le che J oinville si indignò del fatto che l'entourage del re lo lasciasse par. Nei suoi Insegnamenti, egli mette sullo stesso piano la persecuzione,
tire. Quando andò a dirgli arrivederci a Parigi, dovette portare il re fra la malattia e la sofferenza. A suo figlio e a sua figlia raccomanda non sol-
le sue braccia. tanto di sopportarle pazientemente, ma di essere riconoscenti per i me-
Gran peccato fecero coloro che lo lasciarono andare, considerata la grande de- riti che ne acquisteranno". In questi testi, san Luigi usa anche un' espres-
bolezza di corpo di cui soffriva, perché non poteva sopportare di andare né in car- sione che caratterizza assai bene la sua concezione della vita affettiva:
ro né a cavallo. La sua debolezza era cosi grande che egli mi permise di portarlo fra parla di «angustia di cuore» (« malaise de c~ur»), in sottinteso paralle-
le mie braccia dal palazzo del conte di Auxerre, dove mi congedai da lui, fino al con- lismo con il «malessere del corpo» («malaise de corps»), perché per lui,
vento dei cordiglieri".
piu che la coppia anima e corpo, spirito e corpo, è veramente essenzia-
Questo ricordo rimarrà particolarmente impresso nella memoria di le la coppia cuore e corpo. Con la promozione del cuore, vediamo deli-
Joinville: egli ci presenta qui una delle piu antiche immagini ,della Pietà nearsi qui una svolta di sensibilità e d i lessico".
che diventerà ben presto un tema iconografico di successo. E l'immagi: Infine, l'unica volta che, nella nostra documentazione, Luigi parla
ne di un re-Cristo che ispira questa scena, nella quale fa la sua appari- del Purgatorio, è per dire allebbroso di Royaumont, da lui visitato, che
zione anche il fantasma materno di J oinville. la sua malattia è «il suo purgatorio in questo mondo» 29 • San Luigi, con-
servatore su questo punto, aderisce dunque all'antica dottrina di Gre-
gorio Magno, secondo la quale si può soffrire «la rena purgatrice » an-
4. Il re paziente. che quaggiu (ma neppure san Tommaso d 'Aquino esclude questa pos-
sibilità) . Soprattut to, san Luigi mette qui in evidenza la sua concezione
Ciò che permette a san Luigi di trasformare le sue sofferenze in me- fondamentale della malattia: essa è l'occasione per passare dalla pur-
riti, è la pazienza. Quando è prigioniero dei saraceni e soffre terribil- gazione alla purificazione, dal castigo-penitenza alla salvezza, in virtu
mente per la «malattia dell'esercito» da cui è colpito, reagisce alle sue
sofferenze con la pazienza e la preghiera. L'unico domestico rimasto ac- "Borùfacio V!Il, p. r 56.
canto a lui, perché tutti gli altri sono malati, è il cuoco Ysembart, che, "«Sic vir in fide fixus, et totus in spiritum absorptus, quando magis erat malleis adversitatis
et infirmatis attritus, eo plus fervorcm emittens, in se perfectionem fidei declarabat>> (Guillaume
per il tramite di Guglielmo di Saint-Pathus, attesta quanto segue: de Chartres, De Vita et de Miraculis, p. 36).
Egli, allora, non vide mai il benedetto re irritarsi o ribellarsi a causa del suo sta- "Al figlio: «Se Nostro Signore ti invia pmecuzione, malattia o altra sofferenza, devi soppor-
to, né lo udf mai mormorare; con grande pazienza e di buon animo egli sopportava tarla di buon animo, e devi r ingraziarlo ed essergliene grato perché occorre capire che l'ha fatto
le sue malattie e la grande avversità che aveva colpito i suoi uomini, ed era sempre per il tuo bene» (O ' Connell, Les propos de Saint Louis cit., p. r86). Alla figlia: «Figlia cara, se subi-
in preghiera" . te qualche sofferenza, o malattia o altra cosa [...], sopportatcla d i buon animo, c ringraziate Nos tro
Signore e siate r iconoscente verso di lui, perché dovete credere che l'ha fatto per il vostro bene ed
è cosa che vi siete meritata» (ibid., p. I9J).
"Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, p. r r6. "Al figlio: «Se hai angustia di cuore, dillo al tuo confessore» (ibid., p. I9J).
"Joinville, HistoiredeSaint Louis, p. 1 0. " <<E con tutto questo il santo re confortava il predet to malato e gli diceva che doveva soppor-
"Eudes Rigaud, in Recueil des historiens des Gaules et de la France, XXI, p. 581 . ta.• di buon animo quella malattia che era il suo pu>gatorio in questo mondo, c che era meglio soffri-
"Joinville, Histoire de Saint Louis, p. 400. re quella malattia quaggiu in terra che soffrire altre cose nel secolo futuro» (Guillaumc dc Saint-
"Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, p. IIJ . Pathus, \fie deSaint Louis, p. 95) .
San Luigi, re ideale e unico xxv . Il re sofferente, il re Cristo

di meriti che si possono acquisire qui sulla terra, ma non nell'al d'l'lo angolo della camera per vedere se c'era qualcuno, chiudeva la porta e restava chiu-
. Re mala~o! re p~ziente, ~e che si fa ~n merit? d~lla s~a sofferen~aafi:
so li dentro insieme a fra' Goffredo di Beaulieu, dell'ordine dei predicatori, nella
camera dove restavano a lungo insieme. I ciambellani rimasti fuori pensavano e di-
s1ca,. sa~ Lww no~ e,. tu~tav1a, un. re «tnst:»· Jomville cl dice che, all'in. cevano che il benedetto re si confessava allora al detto frate, e che il detto frate lo
fuor~ ?l c~r~1 ~er1o~1 d1 tempo (il ve~erd1, per esempio) nei quali, er flagellava con le predette cordicelleH
mot1v1 rehgiosi, egh mette al bando 1 segni di felicità esteriori i] t p
peramento naturale del re è gioioso: «Quando il re era allegro»){ A emh- Il suo confessore Goffredo di Beaulieu, bene informato in proposi-
. . l'1ta' f rancescana.
ques t o, f orse, e' un aspetto deli a sp1ntua . ne e to, conferma queste pratiche, che tentò di limitare.
Di esse, Bonifacio VIII nella sua bolla di canonizzazione menziona
Ucilicio, i digiuni e il letto portatile di legno senza paglia3 '.
5. La sofferenza volontaria: il re asceta e penitente.

.R~ profon?a?lente influenzato dalla tradi~i.one monastica attraver- 6. La morte dei congiunti: il dolore familiare e dinastico .
s~ 1c1s~ercens1 ~l .Royaumont, e dall.a nuova spmtualità degli ordini men-
dicanti, san Lmg1 non trascurava d1 compiere le tradizionali pratiche d' I! lutto è un'altra di queste prove nelle quali l'uomo di «cuore» met-
ascetismo, di mortificazione. Questo atteggiamento era anche la con ~ te alla prova la sua sofferenza e impara a superarla. Ciò che conta so-
gue~za di u~a ce~ta. incli,nazione personale un .po'. masoc~ista, e delle prattutto per lui è la famiglia, o meglio, il lignaggio regale: sua madre
(soprattutto sua madre), i suoi fratelli, i suoi figli. Come gli rimprovera
pratiche perutenz1ah dell epoca, talvolta eccessive m alcum laici"
Il re! ricordiamolo, si fa. ~l~gellare dal suo confessore, e si flagella lui Joinville, Luigi sembra nutrire un affetto meno caloroso per sua moglie,
stesso; mdossa spesso un c1hcw; dorme su un materasso di cotone sen- la regina Margherita di Provenza, moglie e madre sopraffatta dalle gra-
za paglia né seta; digiuna piu di quanto esigesse la Chiesa. Questo ec- vidanze, che egli non tradf mai, al dire del suo confessore. Egli soffri
cesso di penitenza si afferma soprattutto dopo il fallimento della sua pri- della morte di molti suoi congiunti: suo fratello Roberto d'Artois, ucci-
ma crociata. so in Egitto nel 1250; sua madre Bianca di Castiglia, morta nel 1252
Guglielmo di Saint-Pathus descrive con ricchezza di particolari que- mentre egli si trovava in Palestina; l'erede al trono Luigi, falciato dalla
ste pratiche ascetiche. morte a sedici anni nel r 26o; e un altro figlio, Giovanni Tristano, nato
a Damietta nel 1250, subito dopo la sconfitta della Mansurah e la pri-
Dopo il suo ritorno dalle terre d'oltremare all'epoca della sua prima crociata
non si coricò mai sulla paglia o sulle pium~, m~ il suo letto era di legno e se lo por: gionia del re (e chiamato Tristano a causa della triste situazione di quel
tava appresso dovunque andasse; sopra Cl vemva deposto un materasso di cotone momento), morto davanti a Tunisi, qualche giorno prima del padre. Ri-
con ~na coperta di lana e non di seta, ed egli vi giaceva sopra senza altra paglia[. ..]. leggiamo i testi che ci mostrano il dolore di Luigi in occasione di quelle
Ogm Venerdf Santo, e in tempo di Quaresima, dopo il suo ritorno dalle terre d'ol- morti di famiglia.
tremare, tutti i lunedi, mercoledl e venerdf, portava il cilicio sulla nuda pelle". Com.
piva il piu segretamente possibile queste penitenze e si nascondeva alla vista dei suoi
Alla morte di Roberto d'Artois, Joinville ci mostra come la «pazien-
ciambellani, tanto che nessuno di loro - tranne uno - sapeva quanto aspre fossero za» di san Luigi fosse vinta dal dolore: «Il re rispose che Dio doveva es-
le sue penitenze. Aveva tre cordicelle fra loro unite, lunghe circa un piede e mezzo, sere ringraziato per tutto ciò che gli dava, e le lacrime gli sgorgavano da-
e ognuna delle cordicelle aveva quattro o cinque nodi. E per tutto l'anno, ogni ve- gli occhi, grossissime»36 • Nella sua lettera da Acri dell'agosto 1250, il re
nerdf, e in tempo di Quaresima tutti i lunedi, mercoledf e venerdi, guardava in ogni annuncia ai sudditi la morte di suo fratello con la stessa mescolanza di
sofferenza e di sottomissione a Dio: la gioia nasce, in questa occasione,
"Cfr. Le Golf, La naissance du Purgatoire cit .
"Joinville, Hiltoire de Saint Louis cit., p. r6. "Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, pp. 122 - 23.
. ~, Cfr.G. G. Me~rseman, Dossier de l'o>'lil·e de la pénitence au Xlii' siècle, Fribourg 1961; Id., "«Carnem ipsam quasi assidui aspcritate cilicii [... ] cdomans [.. .] districtis etcnim cor pus at·
Dtsctplmatt e pemtentt nel Duecento, in Il movimento dei Disciplinati nel settimo centenario del suo terebat jejuniis [...], post ejus reditum supradictum, non in plutna ve! paleis jacuit sed supcr ligneum
inizio cit., pp. 43-72; Ida Magli, Gli uomini della penitenza, Milano '977· lectum portabilcm, mataratio simpli superje'cto, stramine nullo supposito decumbebat» (Bonifacio
"I cilici e le discipline di san Luigi furono conservati, dopo la sua morte nell'abbazia del Lys, VIli, p. r58).
nei pressi di Melun. ' " Joinville, Histoire de Saint Louis, p. '34·
730 San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo 731

dalla speranza del re che Roberto sia andato in paradiso come ma . Il re di Francia, costernato nel cuore e nel volto, non voleva ricevere consola-
della crociata». rttre zione alcuna, e gli strumenti_ musica.li, i mott! piacevoli o le parole di co~solazione,
non avevano alcun potere dt farlo ndere o dt ~aJ!egrarlo: Il su~ p_assaggto attraver:
A:v~ta notizia_, ~olti mesi dopo, della ~orte di su~ madre Bianca d. so il suo paese natale, attraverso il su? re~~o, 1 nsr<;tt?st saluti dt un popolo c?e st
Castiglia, san Luigi, affranto dal dolore, s1 mostra cosi afflitto che 1 . 1 ffollava al suo passare e riconosceva m lut il suo legttttmo sovran?, offrendogli do-
ville si crede in obbligo di rimproverarlo'•. Otn- a· nulla lo distoglieva dal fissare gli occhi a terra con profonda triStezza, e dal pen-
In modo piu discreto e con minore vanteria, Goffredo di Beauli ~~e _ fra profondi sospiri - che la sua prigionia aveva cagionato la generale confu-
che si t~o~ava allora insieme al ~e ~n qualità di confessore, ~ottoline:t~ sione della Cristianità.
sottOI~nssiO_ne del r~ alla volonta d_I D10! ~?a _no~ ~a~conde 1 singhiozzi Al vescovo che vuole consolarlo il re risponde:
le lacnme, !lamenti ad alta voce, 1 sospm d1 Lu1g1; Incapace di pregar'
convenientemente, e parla di una «tristezza esagerata»". e «Se io soffrissi solo per l'onta e per l'avversità, e sei i miei peccati non ricade~­
sero sulla Chiesa universale, sopporterei con fermezza il mio dolore. ~a, per mia
Quando viene annunciata a Luigi morente la morte di suo figlio Gio- disgrazia, tutta la Cristianità è stata gettata, per ~·a colpa, nella_conf~~tone» . .
vanni Tristano, che gli era stata tenuta nascosta per qualche giorno «le Fu cantata allora una messa in onore dello Spmto Santo, affmche il re vemsse
viscere di quel buon genitore ne furono tutte sconvolte>>. ' consolato da chi sta al di sopra di tutto. E alla fine, per grazia di Dio, egli avvertf i
segni di una salutare consolazione".

Poi Luigi si riebbe, ricominciò ad aden:piere i suoi dov~7i ~ rip_rese


7. Il dolore nato dal fallimento della crociata. la sua attività di re, attingendo nella sconfitta ~ nel dolore l1spu_az10ne
per una politica penitenziale ~olta_ a~ attua~;, m form~, n~ove, il com-
Re sofferente, san Luigi soffre anche per il suo esercito, per «la sua pito di costruire una monarchia cnstlana, pm forte e pm nsoluta.
gente» (come lui la chiama), per il suo popolo, per la Cristianità. Le sfor-
tunate vicende della crociata d' Egitto, il fallimento di essa, lo colpisco-
no in modo cosi acerbo che è per lui una fonte ulteriore di dolore. 8. La sofferenza del prigioniero.
Joinville è testimone del dolore del re che, di notte, sotto la tenda
sente cadere il fuoco greco dei saraceni sul suo esercito. Piange e prega; San Luigi conobbe i tre dolori piu grandi che poteva provare un u_o·
«Tutte le volte che il nostro santo re sentiva cadere su di noi il fuoco mo del suo tempo, soprattutto se era un capo eyn guerr~e~o : la s~~nflt·
greco, si rizzava sul letto e tendeva le mani verso Nostro Signore e di- ta, la prigione, e la morte, che lo colse durante una sped1~10ne m_tlit~re!
ceva piangendo: "Signore Iddio, conservate la mia gente" »~ 0 • ma non sul campo di battaglia. A partire dalla carceraziOne de1 pnm1
Dopo il suo ritorno in Francia, rievoca, nel 1254, dinanzi a Enri- martiri, il cristianesimo aveva sempre considerato la prigio~a co~e. una
co III d'Inghilterra le sue sofferenze nelle terre d 'oltremare: «Amico re, dura prova. All'inizio del~ se.co~o ~ra st~to ~r~at~ u~ or_dme militar_e
non è fac ile dimostrarti quale grande e dolorosa amarezza di co1po e di ani- specializzato nel riscatto de1 cns_uaru ~resi pr~g10~en da1 musulmaru,
ma ho provato per l'amore di Cristo, nel mio pellegrinaggio»". Lo stes- l'ordine della Mercé, i Mercedan. Ma m quell um1hante avventura san
so Matteo Paris racconta la tristezza, il vero e proprio stato di «depres- Luigi trovò una nuova occasione di nobilitarsi, e di nobilitare la fun-
sione», in cui cadde san Luigi al suo ritorno in Francia nel 1254. zione regia il suo popolo e la Cristianità.
Quand~ r acconta quelle due sventure (la sconf~tta e la prigionia de!
re) Joinville assume un tono dolente: «Avete udtto poco fa le gr and!
pe:secuzioni che il re e noi subimmo in Eg!tt~»H.
" «Là noi pe{dcmmo anche il nostro coraggioso e illustre fratello, il conte d'Artois, degno di
eterna memoria. E nell'amarez7.a del nostro cuore che noi ricordiamo questa dolorosa perdita, an· . .,
che se dovremmo piuttosto rallegrarcene, perché crediamo e speriamo che, avendo ricevuto la co· Nella lettera ai sudditi del 1250, il re d1ch1ara con molta semphc1ta
rona dd martire, sia andato nella patria celeste a godervi la ricompensa concessa ai santi martiri• il suo dolore per essere stato fa tto prigioniero con la maggior parte del
(O 'Connell, Les propos de Saint Louis cir., p. 165).
" Joinville, Hisloire de Saint Louis, p. 330. Cfr. sopra, p. 6o3.
"Geoffroy de Beaulieu, Vita, p. 17. " Matteo Paris, Chronica majora , VIII, pp. 64-65; dr.. O'Conncll, Les propos de Saint Louis
" Joinvillc, Histoirc de Saint Louis, p. 114. cit., p. 102. Ho citato questo testo per intero nella Parte prtma, al suo luogo cronologtco, p. 166.
"Matteo Paris, Chronica majora, VIII, p. 89; O'Connell, Les propos dc Saint Louis ci t., p. '39· "Joinville, HistoiredeSaint Louis, p. 216.
732 San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo 733

suo esercito, mentre essi erano andati in Terrasanta per l'b .


· · · · · · E t erare 1 .
gtoru~rt cnsttaru: « ravamo venuti in suo soccorso [della T Prt. . La sofferenza delle lacrime negate.
comptangendo la prigionia e le sofferenze dei nostri prigion·er~a~.anta], 9
· u·tca 1a tregua conclusa co Iert»
Nella stessa le t tera, egli gmst · · Fra i segni di religione nel senso etimologico della parola, fra le ma-
1
adducendo i rischi della prigione: n saracenj nifestazioni della grazia divina concessa all'uomo peccatore, ve n'è una
[...] ritenemmo che era preferibile per la Cristianit à che noi e gli 1 · .. che san Luigi ha avuto cara piu di ogni altra: le lacrime. Nel corso di tut-
fossimo liberati mediante la stipul~zione di una treg~a piuttost ha tn Prtglonieri tala sua vita, egli implora Dio di concedergli «una fonte di lacrime». Il
. 11 . , [D . ' o c e conserv il
possesso d 1 que a Citta am1etta] con il resto dei cristiani che vi si t are pianto indica che Dio ha riconosciuto la fecondità della penitenza del
stando, no i e gli altri prigionieri esposti a tutti i pericoli di una · ilrovav_a~o, re.
' Slm e cattività" peccatore e fa_s~o:gare in lui l'acqua purificatrice. In tutte le sue bio-
.·~a~ rec_upe~·o :eligioso_d! quella dura prova cambia la sofferenz . grafie, san Lutgt ptange.
pngtom~ro _m vt: tu e prestt~to. f!. p~rere di Guglielmo di Saint-Path~el Gli accade spesso di non riuscirvi. Il suo cuore rimane «arido e du-
ro»- Si sente nel racconto del suo confessore Goffredo di Beaulieu la
e per mtsertcordta e per destdeno dt «meraviglia» se non d' · s,
. h · . ' t miracolo sofferenza del re, privato del dono delle lacrime. Il grande intuitivo del-
che Dto a consegnato san Lutgt nelle mani degli infedeli· E ll .'
P d · · d' h · « a ora il la storia di Francia, Michelet (che aveva letto anche i testi), ha capito il
ba dre ~ts_e rbtcor toso, c Le v?~e mostrars! meraviglioso nel suo santo, ab.
1
an, ~no t eato re san utgt nelle mam dei felloni saraceni " dramma del «dono delle lacrime negato a san Luigi»49 • Romantico in
. E m prig~one che il re può mostrare nel modo migliore ~~ · un'epoca che riscopre, dopo le lacrime della virtu degli ultimi anni del
zten~a~. Scnve Guglielmo di Chartres: «Non debbo passare ~~~t:p~: xvm secolo, la fonte segreta delle lacrime sgorgate dal piu profondo del
lenzto il fatto che, quando fu catturato dagli infedeli in Egitt st cuore, fonte di creazione delle produzioni artistiche dell'uomo, lacrime
to il t . .f . . . o, per tut. miste di sofferenza e di gioia, Michelet fornisce il testo del confessore
. empo ~n eu~ u tenuto prtgtomero non smise mai le sue abitu l'1
ttche devoztonalt e le sue lodi a Dio». E il testimone descrive con ~r~­
di particolari gli uffici religiosi che Luigi recita secondo l'uso d' povt_zt_a
d di san Luigi, in una versione in francese antico successiva alla canoniz-
zazione (che io do qui in francese moderno): «<l benedetto re desidera-
d d . ' t angt va ardentemente la grazia delle lacrime, e si lamentava col suo confes-
c~n un sa~er ote omem~ano che conosceva l'arabo e con lo stesso Gu:
glielmo dt Chartres, grazte al breviario della cappella reale e al m 1 sore del fatto che le lacrime gli mancavano, e gli diceva, in tono dimes-
ch e t· saracem· gl'1 h anno restttmto· . m . dono''. essa e so e umile e privatamente, che quando nelle litanie ricorrevano le parole
Qu~sto_episodio, che contribuirà alla sua fama di santo, è rievocato
"Buon Signore Iddio, noi ti preghiamo di darti una fon tana di lacrime",
da Bomfacto VIII nella sua predica del6 agosto r 297 San Lut'g1·h · il santo re diceva devotamente: "Signore Iddio, non oso pretendere una
to 1'l suo zeJo rel'tgtoso
· «f'mo a combattere i nemici della· croce di aCsptn·
·
e dell_a f ed e ca t_to1·tca,_·f'mo_alla pr~gtonia
· · e alla carcerazione del suonsto
cor-
"Questo aspetto molto profondo, c molto doloroso, della personalità di san Luigi fu colto per-
fettamente da quei due grandi storici e psicologi del biologico che furono Jules Michelet e Roland
po,~~ sua moglte e det suot fratelli>>. Nella bolla di canonizzazione il p . Banhes. Michelet, nella versione del r833 dell'Histoire de Fm11ce (Il, libro IV, cap. vm, CEuvres
pa ~tc_orda che san ~uigi, _in p~igione, «ha sopportato con pazienza ae complètes, a cura del padre Viallaneix, IV, 1974, p. 586) cita il confessore- in realtà, la traduzio-
ne in francese antico che Guglielmo di Saint-Pathus aveva fatto del passo in latino di Goffredo di
~mtlta le numer~se mfamte e t numerosi oltraggi il cui carattere umi- Boaulieu -e, nella celebre prefazione all' Histoire de France del r869, scrive: «Quel dono che san
li~nte era accresciuto dalla miserabile condizione di coloro che glieli in- Luigi chiede e non ottiene, io l'ebbi: "il dono delle lacrime"». Roland Barthes cosi commenta l'in-
fltggevano »' 8 • lmsse di Michelet per questa assenza di lacrime in san Luigi: «Altro ambiente di incubazione: le
lacrime. Le lacrime sono un dono; san Luigi le chiedeva invano a Dio; Michelet ha conosciuto il
potere germinativo del pianto; non lacrime mentali, lacrime metaforiche, ma lacrime d'acqua sa-
1m, che vengono agli occhi, alla bocca, al viso; perché le lacrime sono l'ambiente liquido dell'espan-
"O'Connell, Les propos de Sai11t Louis cit., p. r 7 r. sione cordiale, che sappiamo essere la vera forza generatrice» (Michelet par lui-meme, Paris 1965,
"Ibid., p. r69. p. 157). Michelet vide nelle lacrime una tipica caratteristica del medioevo gotico: «Una lacrima,
~ Gtt!llaume dc Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, p. z3 . una sola, versata alle fondamenta della chiesa gotica, basta ad evocarla» (Prefazione del r8691 in
Guillaume de Chartres, De Vita et de Miraculis p. 30 . aiuvres complètes cit., IV, p. 167). Idea sviluppata in La passion comme principe d'art au Moye11 Age:
"Bonifacio VII!, pp. r49- 5o e 15 6. ' cEcco tutto il mistero del Medioevo, il segreto delle sue lacrime inesauribili e del suo genio profon-
do. Lacrime preziose, esse sono fluite in limpide leggende, in poesie meravigliose, e, ammassan-
dosi verso il cielo, si sono cristallizzate in gigantesche cattedrali che volevano salire fino al Signo-
re! • (ibid., p. 593).
734 San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo 735
fontana di lacrime, ma mi basterebbero delle goccioline di vatunuuc, faceva distribuire, secondo i giorni, carne o pesce a tutti
irrorare l'aridità del mio cuore". E talvolta confessò, in Y''"'""·, .~,m•' lott' di quella abbazia, fossero monaci o conversi, e, in modo
confessore che il Signore gli concedeva talvolta qualche Jacnrroo ri Molare, a tutti i malati estranei all'abbazia, che faceva ricoverare al-
te la preghiera: quando se le sentiva colare soavemente lungo ospedale'3. Opera di misericordia che si estendeva anche a
fino alla bocca, le assaporava con grande dolcezza non solo ·ll'inclìvtd\JO poco amato che era l'estraneo.
ma anche col gusto»50 , 'osJoeolaJe di Vernon, costruito col denaro del re, egli fornisce an-
Mettendo insieme alcune citazioni di Joinville, Michelet ha e le altre cose necessarie per i poveri e gli ammalati». In cc-
to che san Luigi avesse potuto addirittura avere dei dubbi dell'inaugurazione di quell'ospedale, egli compie, insieme a suo
Ma io credo che questi indizi, che lo stesso Michele t definisce Tebaldo, re di Navarra, che gli sta a fianco, una specie di intro-
non riguardassero la fede di san Luigi, bensi i suoi timori sulla di «consacrazione» del primo ammalato:
vezza personale.
E quando l'ospedale di Compiègne fu terminato, il santo re, da una parte, e suo
genero monsignor Tebaldo, un tempo re di ~avarra, che lo aiutava da~'altra part:,
trasportarono e deposero [sul letto] il pnmo ammalato povero ncoverato m
ro. La sofferenza altrui.le opere di misericordia. quell'ospedale di nuova costruzione'~.

Il senso della sofferenza fa nascere in san Luigi una vera e fondazione della casa dei Trecento a Parigi ~<per i poveri ciechi» è
devozione per la sofferenza. Questa devozione non riguarda sia da Guglielmo di Saint-Pathus", sia da Goffredo di Beaulieu",
persona, ma anche gli altri. Di qui l'assistenza ai malati, ai poveri, Guglielmo di Chartres insiste, per parte sua, sull'assistenza che il re
brosi, e la costruzione di ospedali. Essa non dissocia la sol:feJ:en'" agli ammalati moribondi e forse contagiosi.
corpo da quella del cuore o dell'anima, Il re era cosi pieno di spirito di carità [pietatis] che andava volentieri a fare una
Guglielmo di Saint-Pathus mostra fino a qual punto il re mise visita di carità [causa charitative visitationes] anche ai malati in agonia [in exil'emis
tica il codice della carità, che - in quella forma sistematica - etiam !aborantes], benché la maggior parte delle persone cercassero di dissuade.rlo a
causa del pericolo, e a quei malati egli elargiva parole di pia consolazione e di sal-
cosa di nuovo nel XIII secolo: il codice delle «opere di misericc>rd:ial vezza, e consigli molto necessarì 57 •
Ebbe per il prossimo carità e compassione bene ordinata e virtuosa,
do a beneficio degli altri le opere di misericordia: ospitava i senza Al termine della sua vita, raccomanda - negli Insegnamenti ai figli -
mangiare agli affamati, dava da bere agli assetati, vestiva gli ignudi, ' [ca>ffii>attre tutti i sofferenti di cuore o di corpo. Al figlio dice: «Caro
fermi, confortava gli afflitti, assisteva di persona e aiutava i poveri e '
ti, riscattava i prigionieri, seppelliva i morti, e offriva a tutti il suo aiuto
insegno di avere l'animo pieno di compassione per i poveri e
e generosità". tutti coloro che riterrai sofferenti di cuore o di corpo» 58 • Alla figlia
:«Abbiate l'animo pietoso verso tutti coloro che conoscerete come
Questa pratica caritativa, che non poteva essere tenuta di cuore o di corpo»59 •
ce molta impressione sui suoi contempranei. I documenti La documentazione piU ampia in proposito fu raccolta da Gugliel-
Guglielmo di Saint-Pathus riferisce che il re, ogni volta che di Saint~Pathus nella sua Vita di san Luigi60 • Ricorderò soltanto al-

'"Cfr. sopra, p. 635. Questo passo si trova nel bel testo di Michelet citato nella nota
dente (ibid., p. 586). Ecco il testo originale latino {Geoffroy de "Ibid:, p. 86.
rum gratiam plurimum affectabat, et super hoc defectu "Ibid., p. 99-
batur, familiariter ei dicens, quod quando in letania dicebatut, " Ibid., p. 86.
nes, devote dicebat: "O Domine, fontem lacrymarum ;, Geoffroy de Beaulieu, Vita, p. II.
stillae mihl suffkerent ad cordis mei ariditatem et duritiam · "Guillaume de Chartres, De Vita et de Màaculis, p. yz.
±essori suo familiariter recognovit, quod quandoque Dominus in "O'Connell, I,es propos de Saint Louis cit., pp. r86-87.
dit; quas cum sentiret per genuas suaviter in os influere, non salurn cardi,
me sapiebant)).
11
Ibid., p. 193.
1 "'Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louù, pp. 59-r r r: cap. rx: ~di suo amore per il pros-
' CEuvres complètes cit. (ed. a cura del padre Viallaneix), IV, pp. 590-9.3.
1
cap. x: «La sua compassione per il prossimm>; cap. Xl: ({Le sue opere di caritio>; cap. xrr:
' Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, p. 104.
umiltà».
San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo 737

cuni aspe~ti. In gen.erale, «il. beato re s~n Luigi. ebbe una mirabile . i· «Andiamo a visitare il nostro ammalato»; ma quelli lo lasciavano
l,er ·
nerezza dt compassiOne per 1 sofferentt». Guglielmo ce lo most te. trare da solo, con l' abate o con il pnore
· 62 .
. . li
pratt~tto du~ante la. sua p:tma croct.at~ , ne. a qua1e c'erano «nel
ra so.
en In un ospedale, Luigi compie tutti i gesti di assistenza e di carità che
8
e.serct.to mol~t pove: t ,e altn ammala t~ dt v.ane malattie di reni, di deuo li è possibile compiere nei confronti dei sofferenti che vi sono ricove-
ti e dt altre .mfermlt~» ..Per. m~tte~lt al nparo dai ~araceni, il re fe~­ g ti. Ma, quando se ne presenta l'occasione, vuole anche dare l'esempio
s~uot~re l~ tmba~cazt?nt det vt~er~ che non erano Indispensabili e
nempt «dt poven e dt ammalati, fmo al numero di mille». Colp' e
t racon umiltà ma pubblicamente- dell'omaggio che spetta a chi soffre
-el cuore e nella sua dignità. Il re esibisce se stesso: gesto politico, oltre
sua volta da varie malattie, «volle dividere col suo popolo il malito .a n li .
che re gtoso .
·1O», «vo11e e~porre il suo corpo, per canta
penco ., e per amore, a ogni
eetdi-1 In un Venerdf Santo, san Luigi, che risiede nel suo castello di Com-
sav~entura [meschte~ per tutelare la gente ~he ~ra con lui», ed «ebbe iègne e visita a piedi scalzi le chiese della città, incontra per la strada
cos1 grande compass10ne che non volle mat sahre sulle navi senza l' pn lebbroso. Attraversa la via mettendo un piede nell'acqua fangosa e
altri»". g1 fredda che scorre in mezzo alla strada, e, giunto dinanzi allebbroso, gli
Il piu celebre di questi passi di Guglielmo di Saint-Pathus concer dà l'elemosina e gli bacia la mano. G li astanti si fanno il .segno della ~ro­
la visita a~ ~alati ?ell'abbazia di ~oyaumo?t. L'agiografia insiste s:~ ce e si dicono l' un l'altro: «Guardate quel che ha fatto il re: ha bactato
contatto flSlco che 11 re cerca con gh ammalati, sulle sue attitudini di m . la mano dellebbroso »63 •
dico, sui cibi che egli serve di persona ai malati piu ripugnanti, e in pa~­ Non vi è da stupirsi se questo comportamento trova un'eco nella pre-
ticolare sulla sua carità nei confronti di un monaco lebbroso. dica di Bonifacio VIII del6 agosto 1297, e, successivamente, nella bol-
la di canonizzazione. Nella predica il papa ricorda:
Entrava l~i stesso ~ell'inferJ?!eria dell'ab?azia e. visitava i fra ti ammalati, li
c~nfortava, ~hi.edeva a c1ascuno dJ quale malattla.soffn~se, toccava il polso e le tem. Il re, pio medico di quel lebbroso, andò spesso a visi tarlo e lo servf umilmente,
ple dJ alcuru di l.oro, anche quando .erano .s udati, e chiamava i medici [physiciem] tergendo con cura il pus delle sue ulcer~ e dandog~i da mangiare e. da bere .con 1:
che erano con lm e faceva loro esamm are, m sua presenza, le urine dei malati [ l sue stesse mani. Queste cose e altre egh compf abitualmente negh ospcdah e nel
Faceva venire dalla sua cucina le vivande ad essi piu convenienti. ... · lebbrosari".
Visitava con maggior sollecitudine e con maggior cura gli ammalati piu gravi e
toccava loro le mani e le parti del corpo colpite dalla malat tia. E quanto piu gra~e Nella sua bolla, Bonifacio cita «le visite che il re faceva personal-
era la malattia, ascesso o altro, tanto piu volentieri il re toccava l'ammalato. mente agli ammalati e agli infermi in vari monaste;:i e ospedali»; ricor-
C'era un monaco di nome Léger. Era lebbroso [mesel], viveva in una casa se- da il lebbroso di Royaumont, «che la lebbra aveva attaccato a tal pun-
gregato dagli altri, era cosf miserabile [despis] e ripugnante che, a causa della sua gra·
to che era diventato ripugnante e respinto da tutti, vivendo segregato
ve malattia, i suoi occhi erano cosf rovinati che non vedeva piu niente, aveva per-
duto il naso, le labbra erano spaccate ed enfiate, e le occhiai e erano rosse e schifo. [segregatus] dagli altri», e un malato colpito dal male di sant 'Eligio (ul-
se a vedersi. cere), che il re andava a visitare a Compiègne6' .

Il re si inginocchia davanti a lui, gli taglia la carne che ha nel piatto


e gli mette i pezzi in bocca. Gli chiede se gli farebbe piacere mangiare r r. La lebbra del peccato.
del pollo e delle pernici, e, alla sua risposta affermativa, li fa venire dal-
la sua cucina. Poiché illebbroso aveva chiesto che le sue vivande fosse- La causa profonda del dolore di cui san Luigi soffre continuamente
ro salate, san Luigi sala i pezzi di carne, ma il sale entra nelle labbra spac- è il senso del peccato, quel peccato che è come una lebbra e al quale
cate dellebbroso e ne fa uscire del «veleno», che gli cola sul mento. Il dev'essere preferita la morte fisica. La sofferenza volontaria ne rappre-
lebbroso si lamenta, e il re intinge i pezzi di carne nel sale per renderli senta il riscatto.
gustosi, poi toglie i granelli di sale prima di far mangiare il pezzo al ma-
lato. Il re andava spesso a visitare quellebbroso, e diceva ai suoi cava- "lbid., pp. 93·96.
"fbid., pp. IOJ-8.
" Bonifacio VIII, p. 150.
" lbid., pp. 74·75· "lbid., p. 157·
San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo 739

Questo orrore del peccato mortale l'ha inculcato Bianca d'C . Il grande modello di san Luigi è dunque il Cristo sofferente, il Cri-
1
a suo figlio. Essa ha detto alto e forte confondendo la sua ast~glla della Passione, il Cristo della Cr_oce'0 • Il re del XITI secolo è il
. .
cnstlana severa con l a sua passiOne
. d''
1 madre possessiva e morale
1 d'l ~clsto crocifisso che porta la corona. E la nuova immagine monarchi-
avrebbe preferit~ veder morire suo figlio piuttosto di vede;l0 osa, che per eccellenza.
con una donna d1versa da sua moglie... Egli non ha diment' peccare ca In alcune solenni occasioni, san Luigi evoca il Cristo crocifisso. A
. S. . d h d •cato 1a l Cluny, nel ~.~16•. dice al papa .I nnoc~nz?. IV: «.N.on si legge fors; 1 eh~
z10ne: « 1 n cor ava c e sua ma re gli aveva fatto piu volte · e.
avrebbe preferito vederlo morto piuttosto che vedergli com~:f:re che Cristo si un;uho fmo al punto d~ soffme l.1gnor~uma della Croce?» : A1
peccato mortale»67 • ere un oi suddiu, nella lettera spedlta da Acn nell agosto del 1250, scnve :
1
San Luigi, a sua volta, ha posto - in forma diversa - la st d Vi invitiamo tutti a servire colui che vi servi sulla croce, versando il
manda a Joinville. Preferisce commettere peccato mortale 0 essessal ob. « 0 sangue per la vostra salvezza»". Acquistando l'insigne reliquia del-
b roso.? Il sm1s~a
. . l . . d ere e lu Corona di spine e facendo costruire, per custodirla, il reliquiario del-
co, cnsuano evoto ma uomo normale, risponde eh·
avrebbe prefento commettere trenta peccati mortali piuttosto h
re la lebbra. Il re gli risponde: c e ave.
e t Sainte-Chapelle, san Luigi volle dedicare la cappella del suo palazzo
r~ale alla sofferenza divina.
Dovete sapere che nessuna lebbra è cosi !aida come l'essere in pece t
Paradossalmente, è a un infedele cheJoinville affida il compito di di-
[.. .). Quando l'uomo muore, è guarito dalla lebbra del corpo; ma quando j.~o:~~~e re ironicamente a san Luigi ciò che lui stesso ha sofferto per loro. Du-
ha commesso un peccato mortale muore non sa con certezza se in vit · è
. d d . ' ' a, st penu
.e rante la prigionia del re in Egitto, un vecchio musulmano dichiara ad a~­
to abbastanza d a f am per onare a D10. Deve dunque avere gran paur h u· cuni prigionieri cristiani: «Non dovete dolervi di essere stati fatti pn-
lebbra gli duri finché Dio sarà in Paradiso. Vi prego perciò di preferJr~ c ehque a
. l"l vostro corpo, l ebbra o altra' malattia
lunque f)ageIlo colp1sca .' piuttostoeehc e1qua. gionieri per lui, picchiati per lui, feriti [navrés] per lui, perché egli l'aveva
• 1l
stra anima sia macchiata dal peccato mortale". ' e a vo. fatto per vo1 » . ·

Luigi impartirà questa stessa lezione al figlio:


[...] dovrai avere questa .volo~tà, ~ non commettere un peccato mortale qualun. 13. Il martire: agonia e morte.
?l
que cosa.~oss~,accadere; e far~1 tagliare le gambe e le braccia e farti togliere la vita
col martmo p1u crudele, pnma di commettere consapevolmente un peccato mortale". Luigi, come abbiamo visto a proposito della morte di suo fratello Ro-
berto d'Artois, ha sempre considerato la morte durante la crociata co-
In questa catena di colpevolizzazione morale e di uso simbolico del
me una forma di martirio . Fin dal 1242 dichiara a sua madre, a propo-
co~p? ,sofferente dellebbroso come immagine della lebbra dell'anima
sito dei Tartari che invadono la Cristianità: «0 li respingeremo, o, se ci
Lu1g1 e un anello essenziale.
accadrà di essere vinti, saliremo a Dio come confessori del Cristo, o co-
me martiri»14 •
E quando, durante il suo soggiorno in Terrasanta fra il 1250 e il 12 54,
1 2. Il modello del Cristo ci'Oci/isso.

Quest.a ~offere.nza di f.ront~ al peccato genera una devozione parti· "Sulla genesi di questa immagine e di questo culto, dr. l'eccellente studio di M.-Ch. _Sepiè:
c?lare ?e1ngu~rd1 del Cnsto, 11. qual_e, con la sua passione, ha consen· re L'image d'un Dieu souffrant. Aux origines du crucifix, Paris 1994. Numerosi sono gli studi
sull'emergere, dall'xi al xm secolo, della devozione al Cristo della Passione, al Cristo crocifisso.
tito all uomo d1 salvare la propna amma nonostante il peccato origina- Rinvio a Galienne Francastel, Le droit au h-6ne. Un problème de prééminence dans l'art chrétien du
l~, e della Croce, che è stata lo strumento di quella passione e di quel rv• •u Xli' siècle, Paris 1973, cap. vm: •li Cristo sofferente e la Vergine trionfante». Per san Lui-
nscatto. gi, cfr. le parole rivelatrici trasmesse da Guglielmo di Saint·Pathus (sopra, p. 683).
"Matteo Paris, Chronica m•iora, VI, p. 202; O'Conncll, Les propos de Saint Louis cit., p. 91 .
"Ibid., p. q r.
"Gcoffroy de Beaulieu, Vita, pp. 4·5. "Joinville, Histoire de Sailtt Louis, p. 430.
" Joinvillc, Histoi~deSaint Louis, p. 42. " Matteo Paris, Chronica ma;ora, V, p. 147; in O'Connell, Les propos de Saint Louis, p. 147,
.. Jbid .. quello stesso cronista fornisce un'altra versione delle parole di san Luigi: •O noi faremo rientrare
"O'Conncll, Les propos de Saint Louis cit., p. 42 . questi Tartari[... ] nelle loro dimore tartaree [... ],o loro ci faranno salire tutti al cielo».
San Luigi, re ideale e unico xxv. Il re sofferente, il re Cristo 74I

egli va a cercare i cadaveri di alcuni cristiani uccisi dai saraceni dava . rnorsi) - raccoglie la tradizione della morte di san Luigi «nell'ora stessa
a Sidone per seppellirli, dichiara ai suoi compagni: ntJ in cui il figlio di Dio mori sulla croce per la salvezza del mondo»".
Andiamo a seppellire quei martiri [... ] Essi hanno sofferto la morte noi p . Soprattutto, egli leverà la sua protesta perché la Chiesa non ha fat-
mo dunque sopportare questa cosa [il fetore dei cadaveri, il lavoro di i~umaz~SSJa]. to di Luigi un santo martire. Non è stata resa giustizia a san Luigi, nean-
Non abbiate ripugnanza per questi corpi, perché sono martiri in Paradiso". on~ ·
che nella santità.
Fin dall'inizio della sua biografia, scritta all'indomani della morte d' A me sembra che non gli sia stata resa giustizia quando non lo si è incluso nel
1 novero dei martiri per le grandi pene da lui sofferte durante il suo pellegrinaggio alla
Luigi, Goffredo di Beaulieu presenta il re come vittima volontaria: Croce, e per aver seguito Nostro Signore nell'alta impresa della Croce. Infatti, se Dio
Lui che, oltre al sacrificio della penitenza corporale che offriva a Dio tut ti i gio morl sulla croce, egli fece altrettanto, perché era crociato quando mori a Tunisi80 •
ni secondo il suo stato e la debolezza del suo corpo, offri infine se stesso - nella sur·
seconda crociata oltremare - come un perfet to olocausto [quasi holocaustum int ~ L'importanza della sofferenza, e le for me da essa assunte, nella per-
grum] al Signore in odore di soavità [.. .], e che là [in Tunisia] meritò di diventa; sonalità e nella vita di san Luigi riassumono l'evoluzione del cristiane-
l'ostia di Cristo e concluse felicemente la sua vita nelle braccia del Signore, come ue
martire e un campione i nfaticabile del Signore" . n simo latino nel xrn secolo. L'accresciuto ruolo attribuito al corpo e al
dolore fisico; la codificazione - nel sistema delle «opere di misericor-
Il racconto della sua malattia, della sua agonia e della sua morte da- dia»- della carità che si manifesta verso «i corpi e i cuori sofferenti»;
vanti a Tunisi diventa, fin dalle prime biografie, un tema obbligato un la dolorizzazione del peccato; l'onnipresenza delle lacrime al di là della
inevitabile pezzo di bravura, nel quale fu riversata la maggior parte' dei compunzione tradizionale; la devozione al Cristo sofferente e alla Cro-
luoghi comuni sulla morte del buon cristiano, sulla buona morte. Gof- ce della Passione; il particolare accento che è posto sull'agonia dei mo-
fredo di Beaulieu insiste su questa grazia di Dio che volle dare una fe- renti: tutta questa dolente glorificazione della sofferenza mette capo
lice conclusione alle dure prove del re («qui labores ipsius voluit felici- all'immagine dell'Uomo dei dolori, dell'Ecce homo, di cui san Luigi è
ter consumrnare»). Aggravandosi la malattia, egli riceve devotamente uno dei precursori.
gli ultimi sacramenti, «sano di mente e in pieno possesso delle sue fa- Ma san Luigi rappresenta qualcosa di piu nella storia della valoriz-
coltà intellettuali» («sana mente et integro intellectu »). All'avvicinar- zazione della sofferenza. Come santo, egli è un santo della sofferenza
si della fine, pensa solo a Dio e all'esaltazione della fede cristiana. Pen- accettata e desiderata, nella carità per i poveri e gli ammalati, nell'amo-
sa a inviare un predicatore domenicano presso il re di Tunisi. Mentre re-imitazione per il Cristo crocifisso; un santo delll} .penitenza e dell'au-
le sue forze e la sua voce declinano a poco a poco, non cessa di chiede- to-immolazione, il «doppio» laico di Francesco d'Assisi. Se quest'ulti-
re i suffragi dei santi ai quali è particolarmente devoto: san Dionigi, mo ha visto coronata dalle stimmate la sua vocazione per la sofferenza,
«patrono speciale del suo regno», san Giacomo, e molti altri. «Giunto san Luigi ha concluso il suo doloroso cammino nell'ora tragica e glorio-
alla sua ultima ora, si fece deporre con le braccia in croce su un giaciglio sa della morte di Gesu .
coperto di cenere e rese l'anima al Creatore. Era l'ora stessa nella qua- La devozione al Cristo crocifisso e alla Croce induce san Luigi a per-
le spirò il figlio di Dio, morendo sulla croce per la salvezza del mon- correre egli stesso la via del sacrificio: penitente di quella penitenza su-
do»77. Nella bolla di canonizzazione emessa da Bonifacio VIII si tro- periore a ogni altra che è la crociata, tormentato dalla malattia, dalla
vano altri accenni a questa buona morte («migrò felicemente a Cristo», sconfitta, dalla prigionia, egli è giunto - con la sua seconda crociata -
«faciliter migravit ad Christum»), ma ogni riferimento cristologico fino al martirio. Re autosacrificantesi (uno degli aspetti della regalità sa-
(morte con le braccia in croce, morte alle tre del pomeriggio) fu elimi- cra in molte società)S', re-ostia, egli ottiene, al termine di una lunga ago-
nato'8. nia, la grazia di morire a immagine di Gesu.
Invece, Joinville - che non era presente a Tunisi (e che soffd di ri- Questo santo è dunque un re-modello attraverso la sofferenza. Piu

"Guillaume de Saint-Pathus, Vie de Saint Louis, p. 101.


"Joinville, Hirtoire de Saint Louis, p. 406.
"Geoffroy de Beaulieu, Vita, pp. J·4· u Ibid., p. 4·
" Ibid., p. 23. " Luc dc Hcnsch, The Sacli/icial Body o/tbe King, in Fragmenls ofa History ofthe Human Body
"Bonifacio VIII, p. I 59· (acura di M. Feher), III, New York 1989, pp. 387-94.
742 San Luigi, re ideale e urùco

delle sue vittorie


. f l e delle sue. ricchezze' ciò che - agli occh'l del· su . Conclusioni
temporanei- . a. a ~ua glona è il comportamento da lui tenuto n O! con-
la.ttla~ ne~la pr1g10rua, nella sconfitta, nel lutto. Re-Cristo ues ella rna-
dman? ncordo che unisce, con un legame indissolubil ' q to st~aor­
e sentimento religioso, ha fatto della sofferenza lo strue~!~~solulitico
salve~za per:onale e del suo successo politico. Re psico om o e a sua
tol~glco, e~h ha fondato sul dolore - sul dolore fisico i~ ri~~ le esca-
un 1deolog1a e una pratica politica. P uogo-

È difficile, in un'opera che si è venuta costruendo intorno a una gran-


de personalità della storia, esimersi prima di tutto da una confidenza.
Nei dieci anni e piu che ho trascorso, in vari momenti piu o meno lun-
ghi, in compagnia di san Luigi, quali sono stati i miei rapporti con lui,
e quale evoluzione essi hanno subito? Non avrò certo la tracotanza di
delineare un «San Luigi e io». Credo che lo storico abbia il diritto, e
forse il dovere, di coinvolgere se stesso nell'argomento della sua ricer-
ca, anche quando questo argomento è un personaggio storico. Ma, co-
me ogni uomo di scienza, anche se si tratta di una scienza un po' parti-
colare e congetturale come la storia, egli deve restare al di fuori di quel-
lo che non è tanto un soggetto, quanto un oggetto, l'oggetto della sua
indagine. Lo storico non è un giudice. Ma una delle attrattive, e uno dei
maggiori rischi, della biografia storica è il legame che si instaura e si svi-
luppa fra lo storico e il suo personaggio. Non spetta a me dire che cosa
mi predisponeva al tentativo di essere lo storico di san Luigi, né quan-
ta parte di me stesso abbia potuto influire sul mio modo di vederlo, di
mostrarlo e di spiegarlo. Se lo riterranno utile, altri potranno cercare di
rispondere a questa domanda. Per parte mia, sento il dovere di confi-
dare al lettore ciò che io ho provato a contatto con quel personaggio. Lo
storico non ha, con il soggetto di una biografia, lo stesso rapporto che
ha con altri problemi storici. Io ho preso le mosse da un problema, piu
che da un uomo: perché scrivere, e come scrivere, una biografia stori-
ca? L'ho spiegato, come ho spiegato le ragioni - tutte professionali -
della mia scelta di san Luigi. Ma non si vive impunemente per piu di
dieci anni insieme a un personaggio, anche se morto da sette secoli, so-
prattutto se si tiene presente che un'immaginazione vivida e ben con-
trollata è necessaria al lavoro dello storico. Cosi, è nata in me una sen-
sazione, forse illusoria: conoscevo sempre piu e sempre meglio Luigi, lo
vedevo, lo ascoltavo, diventavo nell'ombra- pur mantenendo le distanze
- un novello Roberto di Sorbon, un altro Joinville. Questa trasforma-
zione faceva parte, d'altronde, della mia impresa, era inscritta nel cuo-