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FORMA DELLA TERRA

Prove

della superficie curva e convessa: dell’analogia con una sfera:


• variazione h delle stelle sull’orizzonte • comparsa/ scomparsa graduale di un
spostandosi lungo un meridiano oggetto all’orizzonte
terrestre • circumnavigazione
• aumento del diametro dell’orizzonte al • analogia con gli altri pianeti
crescere dell’altitudine • ombra proiettata dalla Terra nell’eclissi
di Luna
• gravità che agisce approssimativamente
lungo i raggi di una sfera
• sonde spaziali
Le irregolarità alterano di poco la forma. Rispetto al raggio terrestre:
• l’altezza maggiore (Everest) è meno di 1/700
• la massima profondità oceanica (Fossa delle Filippine) è 550 volte più piccola
La forza centrifuga che deriva dalla rotazione attorno all’asse ha prodotto depressione ai poli e
rigonfiamento lungo il piano equatoriale, in corrispondenza del piano perpendicolare all’asse e
passante per il suo centro.
o ellissoide di rotazione o sferoide: solido che si ottiene idealmente facendo ruotare un’ellisse
attorno all’asse minore. Asse minore = asse polare. Asse maggiore = asse equatoriale
o ellissoide a tre assi in cui i due assi equatoriali differiscono di poche centinaia di metri
o Le osservazioni gravimetriche hanno rilevato che i punti della superficie si trovano a diversa
d dal centro. Per facilitare gli studi geodetici (determinazione delle dimensioni) si utilizza il
geoide, figura che la terra assumerebbe se il livello medio del mare si estendesse sulle
terre emerse colmando le depressioni e cancellando i rilievi. La sua superficie 1è in ogni
punto perpendicolare alla direzione del filo a piombo 2ed è equipotenziale: in tutti i punti è
diversa l’accelerazione di gravità ma è uguale il W necessario per portare un oggetto dalla
superficie a distanza infinita. La Geodesia serve:
• per la costruzione delle carte geografice
• per l’esecuzione delle opere infrastrutturali
• per i programmi di lancio e osservazione
• per la Geofisica (involucri) e la Geologia (struttura)

DIMENSIONI
• Eudosso di Cnido e Dicearco da Messina  misurazioni della crf terrestre > della lunghezza
reale
• Eratostene di Cirene  risultato molto preciso. Sapeva la d tra Alessandria d’Egitto e
Assuan (stesso meridiano). Quando il 21 giugno ad Assuan i corpi non producevano ombra
(il sole era sulla verticale della città), misura con una scafe (emisfera cava graduata con
stilo o asticciola) l’angolo che i raggi del Sole formavano ad Alessandria nello stesso istante
= angolo che la verticale di Assuan faceva al centro della terra con Alessandria. Moltiplica
per 50 = 39375 Km (circa i reali 40009 Km)
• Picard (19 secoli dopo)
Le dimensioni della Terra costituiscono la base del sistema metrico decimale, fissato nel 1793
dall’Accademia delle Scienze di Parigi. Il metro è la quarantamilionesima parte del meridiano
terrestre. Il nuovo metro è la distanza percorsa nel vuoto da una luce monocromatica di laser a
elio-neon nell’intervallo di tempo di 1/300 000 000 circa di secondo.
SCHIACCIAMENTO POLARE
L’arco di meridiano aumenta leggermente dall’Equatore verso i poli. Il fenomeno viene
attribuito alla:
• diminuzione della forza di gravità nella zona equatoriale
• forza centrifuga dovuta alla rotazione, massima all’Equatore e minore ai poli
o ellissoide internazionale: geoide con rigonfiamenti e depressioni mediate

COORDINATE GEOGRAFICHE
Un piano perpendicolare all’asse terrestre e passante per il centro della Terra determina:
o emisfero settentrionale o boreale (dalla parte del Polo Nord)
o emisfero meridionale o australe (dalla parte del Polo Sud)
o crf massima equidistante dai poli (Equatore)
L’intersezione tra superficie terrestre e altri piani perpendicolari all’asse ma non passanti per il
centro definisce altri circoli: paralleli con stessa ampiezza angolare (360°) e lunghezza
decrescente verso poli.
Tagliando la sfera terrestre con dei piani contenenti l’asse e perpendicolari al piano equatoriale
definisco circoli massimi tutti uguali e passanti per i poli: meridiani. Comunemente i meridiani
geografici sono le semicrf comprese tra un polo e l’altro; ognuno di essi ha l’antimeridiano nella
semicrf rimanente e opposta.
Essendo linee immaginarie, sono infiniti. Tuttavia, considerando una distanza di un grado, si
dice che i meridiani sono 360 (semicrf) e i paralleli 180. Escludendo quelli dei poli (punti), 178.
La rete di paralleli e meridiani è il reticolato geografico le cui maglie sono trapezi sferici, tranne
quelle che hanno vertice nei poli, che sono triangoli sferici. Consente di determinare la
posizione assoluta di un punto sulla superficie terrestre (come in un piano cartesiano). Le
coordinate geografiche in grado e frazioni di grado:
Latitudine (y nel piano) distanza angolare di un punto dall’Equatore (Nord o Sud). Corrisponde
all’ampiezza dell’angolo al centro della Terra che sottende l’arco di meridiano congiungente il
punto considerato con l’Equatore. O° all’equatore, 90° ai poli.
Longitudine (x nel piano) distanza angolare di un punto da un meridiano, misurato sull’arco di
parallelo che passa per quel punto (Est o Ovest). Come meridiano di rif (meridiano iniziale o
meridiano di 0°) si considera quello di Greenwich (Londra) o, in Italia, quello di Monte Mario
(Roma), 21° 27’ Est di Greenwich. 0° a Greenwich, 180° gli antimeridiani corrispondenti.
La lunghezza dell’arco di meridiano di 1’ corrisponde al miglio marino e al miglio geografico.

MOVIMENTI
La Terra si muove in maniera complessa nello spazio essendo dotata di moti simultanei, alcuni
dei quali fanno variare i rapporti con la sua principale fonte di energia (Sole):
1. movimenti che si ripetono in tempi relativamente brevi con importanti effetti geografici (rot
e riv)
2. movimenti che si ripetono in tempi lunghi e producono effetti geologici notevoli ma non
rilevabili nel corso di una vita umana (moti millenari)
3. movimenti insieme al Sole e alla Galassia, senza conseguenze geografiche di rilievo

ROTAZIONE RIVOLUZIONE MILLENARI TRASLAZIONE RECESSIONE


Moto attorno al Moto ellittico Perturbazione dei Moto insieme al Moto con
proprio asse attorno al sole movimenti sole e agli altri tutta la
principali corpi Galassia
Da ovest a est In senso antiorario Verso cost di Espansione
Ercole

ROTAZIONE: velocità angolare costante, velocità lineare massima all’Equatore, nulla ai poli.
Osservazioni astronomiche e prove paleontologiche hanno messo in luce un allungamento di
durata di 2 millesimi di secondo per secolo. Ciò si spiega col rallentamento delle maree e col
mutamento della struttura interna. Prove:
• Apparente spostamento diurno dei corpi celesti da Est a Ovest
• Analogia con gli altri pianeti
• Esperienze di Galileo e Newton
• Variazione dell’accelerazione di gravità con la latitudine, effetto dello schiacciamento e
conseguenza della forza centrifuga
• Esperienza di Gugliemini 1791-1792 dalla Torre degli Asinelli a Bologna: caduta libera dei
corpi, con deviazione dalla verticale del punto di partenza. Un corpo che cade dall’alto di
una torre, giunge al suolo in un punto spostato verso Est rispetto alla verticale del luogo da
cui ha inizio la caduta perché il corpo (come la torre) partecipa al moto di rotatorio terrestre
e durante la caduta mantiene per inerzia la stessa velocità lineare di rotazione > di quella
con cui ruota il punto di arrivo, più vicino all’asse di rotazione
• Esperienza di Focault 1851 nel Pantheon di Parigi: osservazione dello spostamento del
piano di oscillazione di un pendolo. Sospese alla cupola un pendolo costituito da un filo
lungo 68 m con una sfera di 30 Kg, dotata di un’asticina che sfiorava un disco di sabbia sul
pavimento. Il piano delle oscillazioni girava in senso orario. Poiché le leggi della fisica
dimostrano che il piano di oscillazione di un pendolo rimane fisso, fu facile dedurre che
l’apparente rotazione del piano era dovuta alla rotazione della terra in senso antiorario. Al
polo compirebbe un giro intero in un giorno. All’ Equatore non si sposterebbe. A Parigi
(latitudine intermedia) impiega 32 ore. Velocità giornaliera del piano di oscillazione δ α =
360° senϕ dove ϕ è la latitudine del luogo.
La forza centrifuga è perpendicolare all’asse di rotazione ed è diretta verso l’esterno Fc= m
. ω 2 . R dove m è la massa del corpo, ω la velocità angolare e R la distanza dall’asse di
rotazione.
Conseguenze:
• Schiacciamento polare
• Legge di Ferrel: spostamento relativo verso dx se si trova nell’emisfero boreale, sx se
nell’emisfero australe per effetto della forza di Coriolis (apparente e deviante) Fd=
2mVω senϕ . La deviazione è importante per la Geografia fisica, l’Oceanografia e la
climatologia
• Alternarsi del dì e della notte: i raggi solari illuminano in ogni istante solo la parte di
superficie che è rivolta verso il Sole, lasciando nell’oscurità i punti della parte opposta. Se t
rotazione = t rivoluzione, la metà non illuminata sarebbe fredda. Compiendosi in un tempo
<: dì = durata dell’illuminazione, notte = durata dell’oscurità, giorno = notte + dì = durata
della rotazione. L’emisfero illuminato è diviso da quello in ombra dal circolo massimo (una
fascia di una certa ampiezza) che va spostandosi di continuo (circolo di illuminazione).
L’atmosfera rende il passaggio graduale (diffusione, riflessione, rifrazione – aurore e crep)
RIVOLUZIONE: la terra compie, come gli altri pianeti del sistema solare, un moto di
rivoluzione.
Senso antiorario.
Orbita ellittica schiacciata di poco, tanto da poter essere assimilata a una crf. L’eccentircità
(rapporto distanza Sole e centro ellisse / lunghezza del semiasse maggiore) è di 0.017 (non
lontano dallo 0 di una crf)
I Legge di Keplero: ogni pianeta si muove lungo un’orbita ellittica di cui il sole occupa uno dei
due fuochi. La distanza varia: la Terra si trova in perielio ai primi di gennaio, in afelio ai primi di
luglio.
II legge di Keplero: il raggio vettore che va dal sole al pianeta spazza aree uguali in tempi
uguali  velocità all’afelio (29.3 Km/s) < di quella al perielio (30.3 Km/s).
Tempo totale: anno sidereo 365d6h9m10s
Il sistema terra sole in realtà si muove intorno al baricentro comune (punto che divide la
congiungente i due corpi in due parti inversamente proporzionali alle loro masse). Essendo la
massa del sole molto >, si può approssimativamente considerare che è la terra in movimento
attorno al centro del sole.
Prove indirette:
• Analogia con gli altri pianeti: per tutti si è potuta osservare l’esistenza di un movimento
attorno al sole, regolato dalle leggi di Keplero
• Periodicità annua di alcuni gruppi di stelle cadenti
Prove dirette:
• Fenomeno di aberrazione della luce proveniente dagli astri, scoperto nel 1727 da Bradley
nell’Osservatorio astronomico di Greenwich. Quando osserviamo una stella, la direzione
secondo cui la vediamo non è effettiva ma apparente. Dobbiamo inclinare leggermente in
avanti il telescopio nel senso del moto di rivoluzione perché la luce proveniente dall’astro
impiega un certo tempo a percorrere l’asse ottico del telescopio e nel frattempo noi ci
spostiamo.
L’angolo compreso tra la direzione vera e quella apparente è l’angolo di aberrazione e
rappresenta l’inclinazione della risultante tra la velocità di propagazione della luce e la
velocità di rivoluzione.
L’inclinazione varia al variare della velocità di rivoluzione (> in perielio, < in afelio)
Conseguenze:
• Diversa durata del dì e della notte: l’asse terrestre è inclinato di 66°33’ rispetto al piano
dell’orbita, 23°27’ rispetto alla perpendicolare a tale piano e si mantiene costantemente
parallelo a se stesso. Se l’asse fosse perpendicolare, dì e notte avrebbero stessa durata.
Ma l’exp ci mostra che dì e notte hanno stessa durata solo il 21 marzo e il 23 settembre 
esiste una differenza nella durata del dì e della notte (minima all’Equatore, massima ai
poli).
- negli equinozi (primavera e autunno) il raggi del sole sono allo zenit sull’equatore
(angolo di 90° col piano dell’orizzonte) e tangenti ai poli; il dì e la notte hanno uguale
durata in tutti i punti della superficie terrestre e l’intensità del riscaldamento diminuisce
all’aumentare della latitudine.
- nei solstizi (estate e inverno) il sole è allo zenit sui tropici.
o In estate sul tropico del cancro  illuminazione e riscaldamento sono maggiori
nell’emisfero nord e il dì è più lungo della notte
o In inverno sul tropico del capricorno  illuminazione e riscaldamento sono
maggiori nell’emisfero sud; nel nord la notte è più lunga del dì
• Alternanza stagioni: la linea che passando per il centro del sole unisce i due punti
dell’orbita in cui i raggi del sole sono allo Zenit sull’equatore è la linea degli equinozi.
Perpendicolare ad essa è la linea dei solstizi che unisce i due punti in cui il sole è alla
massima elevazione sul piano equatoriale. Non coincide con la linea degli absidi
(congiungente afelio perielio)
Nei periodi che intercorrono, le condizioni di illuminazione sono intermedie. La quantità di
calore dipende da durata del dì e inclinazione dei raggi solari  durante la rivoluzione (nel
volgere di un anno) si alternano le stagioni. Le stagioni astronomiche sono i periodi di
tempo tra equinozio e solstizio che lo segue
- invertite negli emisferi
- di diversa durata, a causa della diversa velocità della terra sull’orbita
- non coincidono con le stagioni metereologiche perché:
o le situazioni di insolazione agli equinozi e ai solstizi dovrebbero rappresentare il
culmine delle condizioni caratteristiche e non il loro inizio
o atmosfera, idrosfera e litosfera immagazzinano e cedono calore sempre con
ritardo
Si è stabilito convenzionalmente che le stagioni metereologiche incominciano col primo
giorno del mese in cui cade l’equinozio o il solstizio.
• Zone astronomiche: si differenziano per latitudine, illuminazione e inclinazione dei raggi.
Non corrisponde alla distribuzione reale delle temperature dell’aria perché non tiene conto
di altitudine, esposizione, terre emerse o oceani. Sono in tutto 5:
- polare artica (gran dì e grande notte, lunghi crepuscoli, aurore boreali)
- temperata boreale (distinzione netta fra stagioni)
- intertropicale o torrida (riscaldamento fote senza vere e proprie stagioni)
- temperata australe
- polare antartica

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