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I CURDI:

Il conflitto curdo-turco, chiamato anche conflitto tra la Turchia e il Partito


dei lavoratori del Kurdistan, conflitto curdo in Turchia, conflitto
curdo, insorgenza curda, o ribellione curda che viene descritto come una
rivolta o anche una guerra civile, è un conflitto tuttora in corso tra la Turchia e
gli insorti curdi che richiedono l'indipendenza del Kurdistan oppure
un'autonomia regionale oltre che maggiori diritti politici e culturali per i curdi
residenti nella Repubblica di Turchia. Il conflitto ha colpito in modo
particolare il turismo in Turchia anche per via dei numerosi attentati
terroristici di cui è stato caratterizzato.

Il principale gruppo ribelle è il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (in curdo:
Partiya Karkerên Kurdistan, PKK) considerato un'organizzazione terroristica
dalla Turchia, dagli Stati Uniti e dall'Unione Europea. Anche se gli insorti
hanno effettuato attacchi nella Turchia occidentale, l'insurrezione opera
principalmente nell'est e nel sud-est del Paese. La forte presenza militare del
PKK nella regione del Kurdistan Iracheno, regione utilizzata come trampolino
di lancio per gli attacchi contro la Turchia, ha portato l'esercito turco, il
secondo all'interno della NATO per numero di effettivi, a compiere frequenti
incursioni terrestri e attacchi aerei e artiglieria nella regione irachena.

Il motivo iniziale del PKK era la forte oppressione dei curdi in Turchia. Da
allora il governo turco incrementò le azioni volte a vietare l'uso della lingua
curda, degli abiti, del folclore e dei nomi curdi nell'intero Paese. Nel tentativo
di negare la loro esistenza, il governo turco categorizzava i curdi come
"turchi delle montagne" fino al 1991. Le parole "curdi" e "Kurdistan" vennero
ufficialmente bandite dal governo turco. Dopo il colpo di stato militare, la
lingua curda venne ufficialmente vietata nella vita pubblica e privata. Molti di
coloro che parlavano, pubblicavano o cantavano in curdo venivano arrestati
e imprigionati. Il PKK venne quindi formato, come parte di un crescente
malcontento per la repressione governativa, nel tentativo di stabilire diritti
linguistici, culturali e politici per la minoranza curda in Turchia.

Tuttavia l'insurrezione su vasta scala non ebbe inizio fino al 15 agosto 1984,
quando il PKK annunciò l'inizio della rivolta curda. Da quando è iniziato il
conflitto, sono morte oltre 50.000 persone, la stragrande maggioranza dei
quali erano civili curdi uccisi dalle forze armate turche. La Corte europea dei
diritti dell'uomo ha condannato la Turchia per migliaia di violazioni dei diritti
umani. Molte sentenze sono collegate alle esecuzioni sistematiche di civili
curdi, torture,spostamenti forzati, distruzione di villaggi, arresti
arbitrari, omicidi e scomparse di giornalisti, attivisti e politici curdi.