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SITUAZIONE DEGLI STATI CHE HANNO AVUTO LA PRIMAVERA ARABA

Con Primavera araba si intende un termine di origine giornalistica, utilizzato per lo più


dai media occidentali, per indicare una serie di proteste ed agitazioni cominciate tra la fine
del 2010 e l'inizio del 2011. Paesi maggiormente coinvolti dalle sommosse furono la Siria, la Libia,
la Tunisia, lo Yemen, l'Algeria, l'Iraq, il Bahrein, la Giordania e il Gibuti.

TUNISIA: Le proteste nel Paese iniziarono dopo il gesto disperato di un fruttivendolo, Mohamed


Bouazizi, che il 17 dicembre 2010 si diede fuoco per protestare contro il sequestro da parte della
polizia della propria merce.  Il 27 dicembre il movimento di protesta si diffuse anche a Tunisi, dove
giovani laureati disoccupati manifestarono per le strade della città e vennero colpiti duramente
dalla polizia.

Nonostante un rimpasto di governo il 29 dicembre 2010, le rivolte nel paese non si placarono. Il 13
gennaio 2011 il presidente tunisino Ben Ali, in un intervento trasmesso dalla televisione nazionale,
si impegnò a lasciare il potere nel 2014 e promise che avrebbe garantito la libertà di stampa. Il suo
discorso però non calmò gli animi e le manifestazioni continuarono. Meno di un'ora dopo, venne
decretato lo stato d'emergenza e imposto il coprifuoco in tutto il Paese. Poco dopo, il primo
ministro Mohamed Ghannushi dichiarò di aver assunto la carica di presidente ad interim fino alle
elezioni anticipate. In serata venne dato l'annuncio che Ben Ali, dopo ventiquattro anni al potere,
aveva lasciato il Paese.

A fine febbraio alcune decine di migliaia di manifestanti si radunarono nel centro di Tunisi per
chiedere le dimissioni del governo provvisorio, insediatosi dopo la cacciata di Ben Ali.

EGITTO: Il 25 gennaio 2011, in seguito ai diversi casi di protesta estrema, in cui diverse persone si
erano date fuoco, violenti scontri si svilupparono al centro del Cairo, con feriti ed arresti, durante
le manifestazioni della giornata della collera, convocata da opposizione e società civile contro la
carenza di lavoro e le misure repressive. Il fulcro delle manifestazioni è piazza Tahrir, che si trova al
centro della metropoli e rappresenta un punto nevralgico della capitale egiziana, ospitando
importanti edifici amministrativi, hotel di lusso, l'università americana AUC e il Museo delle
antichità egizie.

LIBIA: Il 16 febbraio 2011 si verificarono nella città di Bengasi scontri fra manifestanti, irritati per
l'arresto di un attivista dei diritti umani, e la polizia, inviata da sostenitori del governo. In tutto il
Paese nel frattempo si tennero manifestazioni a sostegno del leader Mu'ammar Gheddafi. Il 17
febbraio 2011 si registrarono numerosi morti in accesi conflitti a Bengasi, città simbolo della rivolta
libica che intendeva cacciare Gheddafi, al potere da oltre quarant'anni. Testimoni vicini ai ribelli
riferirono inoltre che sarebbero avvenute vere e proprie esecuzioni da parte delle forze di polizia.
Nella data del 17 febbraio 2011, proclamata la giornata della collera, milizie giunte da Tripoli a
Beida, nell'est della Libia, attaccarono i manifestanti, causando morti e numerosi feriti.