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STATISTICA

DESCRITTIVA

RAPPRES DATI
- TABELLARE
- GRAFICA

IND. SINTETICI
- MEDIA -
MEDIANA -
MODA
STATISTICA

VARIABILITA
PROBABILIT ETEROGENEITA
A CONCENTRAZIONE

NUMERI ASIMMETRI
INDICI A
INDICATORI SINTETICI
LA MEDIA:
La media indica un singolo valore numerico capace di descrivere un
insieme di dati.

MEDIA ARITMETICA
Calcolata sommando tutti i valori che si hanno a disposizione e dividendo il risultato
per il numero dei valori considerati.
- Media di una distribuzione di frequenza: xj*nj = Add * Frq

MEDIA PONDERATA
Si ottiene dalla somma di un serie di valori che a loro volta vengono moltiplicati
per un coefficiente chiamato “peso”.
Il "peso" in questo caso è fondamentale in quando definisce per ogni valore un
grado di “importanza”. Successivamente il tutto deve essere diviso per la somma
dei pesi.

 Moltiplicare ogni singolo voto d’esame per il numero dei crediti corrispondenti;


 Sommare tutti i risultati ottenuti dalle moltiplicazioni;
 Dividere la cifra ottenuta per il totale dei crediti degli esami sostenuti

MEDIANA:
Il valore/modalità assunto dalle unità statistiche che si trovano nel mezzo della
distribuzione.  Dobbiamo solo prestare attenzione ad una cosa: se la serie è
costituita da un numero pari di elementi allora non esiste un solo elemento centrale,
bensì due. In questi casi la mediana è data dalla media aritmetica dei due dati
centrali.

Il posto centrale è occupato dal giocatore 1, il quale ha un'altezza di 1.98 centimetri che
sarà la mediana cercata.

I due valori centrali sono quelli evidenziati in rosso (Aprile 4 assenze e Marzo 3). La mediana
di questi dati è data dalla media aritmetica dei due dati centrali, ovvero: 4+3 = 7:2= 3.5

MODA:
La moda o valore modale di un insieme di dati è quel valore che si presenta con
maggiore frequenza. Quando 2 valori si ripetono con la stessa frequenza, in questi casi si
dice che l'insieme di dati raccolti ha due valori modali.
• Può non esistere • Può non essere unica • Può essere una modalità “poco rappresentativa” del fenomeno
Per chi vende abbigliamento, la moda rappresenta un parametro utile per decidere in merito a come
rifornire il negozio: saranno ordinati più capi delle taglie più diffuse

QUARTILI:
3 indici di posizione: Q1 Q2 Q3
Tra (Q1 e Q2)-(Q2 e Q3) è contenuto il 25% dei valori.
• Q1 Primo quartile: è preceduto dal 25% dei termini (e seguito dal 75%)

• Q3 Terzo quartile: è preceduto dal 75% dei termini (e seguito dal 25%)

VARIABILITA ED ETEROGENEITA
La VARIABILITA di un carattere X è l'attitudine di questo a manifestarsi in diversi modi, ossia con
diverse modalità.
La VARIANZA σ2 è formata dalla somma del quadrato dagli scarti ÷ N
(Valore – Media)²
= VARIANZA
N
Scarto della Media = (xi – x)
Devianza = (xi – x) ²
(xi – x)²
Varianza =
N
La Devianza è il numeratore della varianza. Somma del quadrato degli scarti (xi – x) ²
La DEVIAZIONE STANDARD (o scarto quadratico medio) è la radice quadrata della varianza.
Il Coefficiente di Variazione CV è il rapporto tra la dev.standard e la media moltiplicato per 100
CV = DS: Media x 100

Variabilità dei ricavi dei punti vendita:

• Un basso grado di variabilità indica che i punti vendita realizzano performance simili (i ricavi si discostano
poco tra di loro)

• Viceversa un alto grado di variabilità fa capire che c’è una certa eterogeneità nei risultati delle vendite
ottenuti nei diversi negozi

Varianza di una distribuzione di frequenza: (xj-µ)² x nj


Nel caso degli Addetti:
- Calcolare inizialmente il numero di essi e trarre la Media µ
- Sottrarre gli Addetti di ogni Punto vendita alla Media Scarto della Media (xj-µ)
- Calcolare il Quadrato degli Scarti (xj-µ)²
- Moltiplicare il Quadrato degli Scarti per il Numero di PV = Devianza (xj-µ)² x nj
- Varianza
- Deviazione Standard
- Coefficiente di Variazione
*Non moltiplicare prima gli addetti per i punti vendita, ma successivamente al
Quadrato degli Scarti, dato che devi considerare la Variabilità di addetti per ogni PV.
Sottrarre prima gli Addetti di ogni punto vendita alla Media; e successivamente puoi
moltiplicarli per i PV che hanno quel numero di addetti (Frequenza).

OMOGENEITA - ETEROGENEITA:
• Eterogeneità nulla (o massima omogeneità) → Il carattere assume un’unica modalità (tutte le
unità del collettivo presentano quella modalità)
• Eterogeneità massima (o minima omogeneità) → Il carattere presenta tutte le modalità e a
ciascuna di esse è associata la stessa frequenza

CONCENTRAZIONE
La Concentrazione è un aspetto della variabilità di un carattere quantitativo trasferibile (reddito)
Concentrazione nulla → l’ammontare del carattere si distribuisce uniformemente tra le unità
Concentrazione massima → l’intero ammontare del carattere è posseduto da una sola unità
La Concentrazione si misura a partire da due grandezze
i
Fi : frequenze relative cumulate Fi: i= 1 parte dei redditi n= totale numero ricavi
n
Ai
Qi : intensità relative cumulate Qi: An Ai= reddito delle prime i unità An= somma di tutti i r.

Definendo le intensità assolute cumulate come:


A1=x1

A2=x1+x2 (il reddito delle prime due unità)

Ai=x1+x2+…+xi (il reddito delle prime i unità)

Rapporto di concentrazione di Gini


Un indice relativo di concentrazione è definito da:

(Fi−Qi)
R=
Fi
R=0 equidistribuzione

R=1 massima concentrazione

Concentrazione per una distrib. di freq. con classi di valori


Reddito delle famiglie
Nj
Calcolo di Fj= Nj= sono le frequenze cumulate* n= totale di nj
n
Aj
Calcolo di Qi= Aj= intensità assolute cumulate* Ak= ammontare complessivo del
Ak
carattere

1*accumularsi di nj (famiglie)
2*accumularsi dell’intensità assoluta, ovvero somma graduatoria delle unità
Rapporto di concentrazione
Per avere un indice che varia tra 0 e 1, si considera il doppio dell’area

R= 2A = 1- (Fj – Fj) (Qj + Qj)

ASIMMETRIA
Studiare l’asimmetria di una distribuzione significa studiarne la forma Una distribuzione si dice asimmetrica
se non è possibile individuare un asse verticale che tagli la distribuzione in due parti specularmente uguali Il
concetto di simmetria è applicabile solo a caratteri ordinabili.

RAPPORTO STATISTICO
È un rapporto tra due grandezze (di cui almeno una di natura statistica) legate da una relazione logica È un
numero puro, utilizzato per confrontare l’intensità di un fenomeno su collettivi, tempi o luoghi diversi
Assume un valore sempre positivo

• Rapporto di composizione • Rapporto di coesistenza

• Rapporto di derivazione • Rapporto di densità

- Rapporto di Composizione
Costruito come rapporto di parte al tutto, dividendo un’intensità (o frequenza) parziale per l’intensità (o
frequenza) totale. In una distribuzione di quantità consente di valutare il contributo di una categoria o di
una classe alla quantità totale.

Quantità Parziale
Quantità Totale
Facoltà N. studenti Rapporti di composizione
Economia 10.000 10000/13000= 0,77
Ingegneria 2.000 2000/13000= 0,15
Scienze 1.000 1000/13000= 0,08
TOTALE 13.000 100%

- Rapporto di Coesistenza
Rapporto tra la frequenza (o la quantità) corrispondente ad una modalità e la frequenza (o la quantità)
corrispondente ad un’altra modalità.

Quantità di una modalità


Quantitàdi un' altramodalità
Esempio: dalla distribuzione dei nati secondo il sesso il rapporto di mascolinità alla nascita (nati maschi/nati
femmine) è un rapporto di coesistenza se è pari a 1,05 indica che sono nati 105 maschi ogni 100 femmine.

- Rapporto di Derivazione
Rapporto fra l’intensità (o la frequenza) di un fenomeno e l’intensità (o la frequenza) di un secondo
fenomeno che costituisce la causa o il presupposto del primo fenomeno. Esempio: Rapportando il numero
dei nati in un anno alla popolazione residente si ottiene il Quoziente Generico di natalità.

Intensità di un fenomeno
Intensità di un secondo fenomeno

REGIONE NATI NEL 1981 POPOL. RESIDENTE QUOZIENTE GENERICO


LAZIO 12.452 1.799.055 (12.452/1.799.055)x1000
=6,9 nati per 1000 abit.
CAMPANIA 9.907 1.229.929 (9.907/1.229.929)x1000
=8,1 nati per 1000 abit.

- Rapporto di Densità
Rapporto tra la frequenza (o intensità) di un certo fenomeno e la dimensione spaziale o temporale cui esso
fa riferimento Costruito per eliminare da un fenomeno l’influenza di un altro fenomeno. Esempio:
Dividendo il numero di residenti in un comune per la superficie del territorio comunale si ottiene la densità
di popolazione

Frequenzadi un fenomeno
Dimensione Spaziale−Temporale

REGIONE N.TURISTI N.STANZE Rapporto di densità


(turisti/stanze)
Toscana 100.000 230.000 100.000/230.000=
0,435
Lombardia 90.000 210.000 90.000/210.000 =
0,429
Campania 138.000 180.000 130.000/180.000=
0,767

NUMERI INDICI
I numeri indici sono rapporti statistici calcolati per misurare le variazioni relative di un fenomeno in diverse
situazioni di tempo o di luogo. Sono numeri puri, ovvero indipendenti dall'unità di misura e dall’ordine di
grandezza della serie. Un numero indice elementare può essere costruito:

TEMPO

Confrontare un fenomeno economico (la rata mensile del mutuo) in diversi istanti temporali (gli ultimi
cinque anni) L’informazione statistica che si deve avere a disposizione è quindi una serie storica delle rate
mensili del mutuo dal 2004 al 2008

• a base fissa se ciascuna intensità del fenomeno in ogni istante temporale (o spazio) è rapportata ad
un’unica intensità che rimane costante. Viene calcolata la variazione percentuale in tutto l’arco temporale.

y 2004
I= x 100 VP: la cifra meno cento
y 2008
• a base mobile se ciascuna intensità è rapportata a quella del termine immediatamente precedente. Viene
calcolata la variazione percentuale anno per anno.

y 2007
I= x 100 VP: la cifra meno cento
y 2008

SPAZIO

Confrontare un fenomeno economico (il valore del PIL) in diversi luoghi (le quattro regioni italiane).
L’informazione statistica di cui si deve disporre è quindi una serie territoriale dei valori del PIL pro capite
nelle regioni considerati.

• Sceglieremo una base fissa se siamo interessati a confrontare il PIL di ciascuna regione con il PIL di una
stessa regione (tenendo fisso il termine di confronto)

• Sceglieremo una base mobile se vogliamo fare un confronto tra coppie di regioni senza sceglierne una
quale riferimento

NI SEMPLICI E COMPLESSI
Il più semplice indice dei prezzi misura il cambiamento nel tempo del prezzo di un singolo bene (numero
indice semplice) Per poter considerare le variazioni nel livello generale dei prezzi abbiamo bisogno di
considerare contemporaneamente le variazioni dei prezzi di più beni costruendo numeri indici complessi

Con i numeri indici Complessi si confrontano le variazioni di più fenomeni economici e si ottengono
combinando tra loro gli indici semplici Se le M componenti sono tutte di una stessa specie (es. prezzi di M
beni che compongono un paniere) la combinazione degli indici semplici dà luogo a un indice sintetico.
PROBABILITA