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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica

TD2023 – H. Vall

TEOLOGIA ECUMENICA: la dimensione dogmatica


Esame: orale con una pagina scritta su una conferenza.

1 Il Problema ecumenico
Oggi vi è una vera rivoluzione nella pratica della vita delle Chiese, prima vi era il disprezzo
ora c’è il diaologo tra le diverse chiese. Si vede come abbiamo in comune non il 50% ma il
90% delle cose è comune. Solo nel campo dell’ecclesiologia si pensa diversamente. C’è un
lungo viaggio da fare. E' interessante di vedere che questa trasformazione teologica suppone
una conversione del cuore nello Spirito. Si deve supporre la ocnversione interiore del cuore.
Soltanto lo Psirito Sanot può trasformare l’ideologia che abbiamo. Il movimento ecumenico è
orientato dallo Spirito Santo: UR 24. Soltanto con la preghiera si può procedere.Si deve dire
anche che l’ecumanismo ha come priorità fondamentale di ricostruire l’unità visibile delle
Chiese perché abbiamo già l’unità spirituale ma mancherebbe l’unità visibile o giuridica.
Vedremo cosa suppone l’unità visibile. Questo con Gv 17,20-21: “Non prego solo per questi
ma anche per quello che per la loro parola credereanno in me parché siano na sola cosa. Come
tu sei in me ed io in te così loro... perché credano che il mondo mi ha mandato”. L’unità ha la
dimensione trinitaria. Perché il mondo creda! La finalità è missionaria. Perché la divisione
viene della mancanza di comprensione, della carità, dall’odio. E' un anti-esempio. Se non ci
sia ama alla vi è la anti-testimonianza. In UR 1 è scritto che tale divisione non solo si oppone
apartamente alla volontà di Cristo ma è anche di scandalo e danneggia la predicazione del
vangelo.
Nella storia della Chiesa si sono viste diverse fratture.
La prima dopo il concilio di Calcedonia, 451, sono nate le chiese che non accettavano il
concilio di Calcedonia. La chiesa armena siriaca, copta ed Etiopica. Questa è una falsa
divisione perché non è vero che non accettassero la vera fede cristologica. Ogni chiesa oggi
accetta la vera fede. Non accettavanon il risultato di un concilio che veniva da Roma e loro
erano fuori dall’impero romano che era il nemico politico. Quelle chiese non calcedoniche
parlano di Maria madre di Dio. Non accettavanon il termine tecnico delle due natura di Cristo.
Problemi antichi spesso sono falsi problemi.
La grande divisione è stato l’anno 1054. Con la Chiesa latina occidentale e la Chiesa Orentale.
La prima più filosofica e giuridica e è stata accentuata la struttura ecclesiastica. La Chiesa
orientale era più mistica tutta centrata sull’eucaristia. Invece del Papato il patriarcato. Si
sottolinea la territorialità. Non è contrario ma complementare.
La terza rottura nel 1517 con Lutero, dopo il Calvinismo, Anglicanesimo, ecc. Tutto nasce da
Lutero.
Vi è una quarta rottura concentrata nelle sette: è una nuova dimensione chiara, legata al
movimento carismatico, la presenza dello Spirito Santo, il piccolo gruppo legata a un Leader.
Vedere la Spiritualità New Age.

2 L’inizio dell’ecumenismo moderno: Edimburgo, 1910


2.1 Dimensione dogmatica
A Edimburgo nel 1910 con i missionari americani e inglesi. C’è la particolarità che in questa
assemblea ci sono Chiese giovani. C’è un momento privilegiato in cui il rappresentante della
Chiesa dell’India dice: ci avete inviato i missionari che ci hanno inviato Gesù Cristo ma le
distinzioni non le vogliamo, dicevano gli indiani. Solo la Chiesa di Cristo volevano. Dio vuole
l’unità ma c’è la divisione ma si predicano gli ISMI. Il presidente dice che è neccessaria una
conversione verso l’unità della Chiesa. Tutta la gente che era presente li dice che si è lavorato

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tanto nelle teologie delle Chiese. Questo è in relazione diretta con lo Spirito missionario. In
questo senso si comincia la dimensione missionaria. SI toccano i problemi di
evengelizzazioen, dialogo interreligioso, fede e cultura. Il concilio missionario mondiale ha
fatto parte da Nuova deli nell’anno 1961 non concilio ecumenico delle Chiese.
L’organismo che si occupa della dimensione dogmatica si chiama Fede e Costituzione: Faith
and Order. Ha fatto cinque grandi congressi mondiali. I temi di fede e costituzione sono
dogmatici: battesimo, eucaritia, ministero. Un altro tema importante è il tema della
definizione del’lunità della chiesa. CI sono quattro cinque modelli dell’unità della Chiesa.
Dopo si è parlato dei sacramenti, gisutificazione, primato del papa. Problemi del dialogo
multilaterale? Tematiche di confronto. Si è passati dal confronto al dialogo. Tutta la tematica
è intorno al dimensione dogmatica.

2.2 Dimensione etica


La dimensione pratica suppone il movimento “Vita e Azione”. Moviemento prima della II
guerra mondiale. Dopo diventa Chiesa e Società. SI lavorano le questioni pratiche ma anche
un punto pratico: il tema della presenza di Dio nella storia e nella creazione. Influisce molto in
tutti gli aspetti pratici. Questo sarà un tema problematico fino ad oggi. Questo tema
dimenticato è venuto una volta di più dopo la conferenza di Camberra nel 1991.
Tutto questo si concretizza in un tema in un tema attualissimo nel tema ecclesiologia ed etica.
Con questo si vuole dire che a partire da una certa ecclesiologia dobbiamo fare una riflessione
etica politica, sociale; Dalla ecclesiologia dobbiamo andare alla etica. Tutto questo suppone
una certa ecclesiologia in contatto con la realtà. Allo stesso tempo da una certa necessità etica
si ha una ripersussione nell’ecclesiologia. Non si può avere un’ecclesiologia pietista senza
vedere la realtà del mondo. Questa è la tematica attuale legata a Giustizia e Pace. Da un certo
modello di Chiesa esce una certa etica, e dai problemi etici viene una certa Chiesa. Per
esempio il Papa ha mandato Etchegherai in Iraq: questo è il tema ecclesiologia e etica.
Si può dire che questa storia del movimento ecumenico suppone di approfondire la presenza
dello Spirito Santo nella storia e nella creazione. Questa storia del movimento ecumenico
mostra una panoramica teologica grandiosa, si ha davanti la totalità della teologia.

2.3 Dimensione spirituale


E'’ la dimensione della preghiera della conversione del cuore, e delle Chiese. Si concretizza
nella dimensione liturgica. Questa ha una grande importanza. Perché intorno alla eucaristia ci
è la parola di Dio, e quindi una catechesi continua c’è un tema dogmatico molto discusso: il
tema del se la celebrazione dell’eucaristia si deve fare all’inizio o alla fine quanod vi sarà
l’unità. La dottrina ufficiale è che si può fare l’eucaristia quando l’unità si è realizzata, quindi
alla fine. Altri pensano che l’eucaristia fa la Chiesa e quindi bisogna celebrare insieme subito.
Non bisogna celebrare insieme ufficialmente perché no si è ancora uniti.

2.4 Dimensione pastorale


Non è entrata nelal vita concreta concreta delle parrocchie. Tutti i grandi teologi fanno una
grande riflessione, ma a livello delle comunità concrete non va bene. Li si trovano i problemi.
Per i cattolici è importante leggere bene l’enciclica del Papa Ut Unum Sint. Comprare il
direttorio ecumenico che è un documento che manifesta tutto ciò che si può fare nel campo
ecumenico.

3 Ecumenismo pratico: “Vita e Azione”


Nel 1914 Si è voluto fare un appello per la pace, pensando che se tutte le Chiese europee
facevano questo la guerra non sarebbe cominciata. Ma non è servito a niente. Si è visto che la

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vita cristiana non ha nessuno influsso nella vita politica. Alla fine del secolo c’era una
tendenza nella Chiesa protestante una visione molto pietista. VI è una visione molto
trascendente. Negli anni ’20 Barth pubbilca il commento alla lettera ai Romani nella quale fa
una teologia molto trascendente. Non parlavano dell’immanenza di Dio nel mondo. Si aveva
un’idea pietista.

3.1 Stoccolma, 1925


Questo ha fatto con diverse questioni che nell’anno ’25 a Stoccolma si fa la prima conferenza
mondiale di “Vita e Azione”. Il ’25 raccoglie in frutto di Edimburgo di ’10. Si è fatta una
meditazione su questa tematica. La dimensione politica e sociale del Vangelo. Questa
conferenza è interessante per una triplice tematica
1. N. Sopperborn: “La dottrina separa e l’azione caritativa unifica”. Apparentemente,
ma NB nel seguito il risultato è stato il contrario. Infatti la discussione dogmatica ha
unito e gli aspetti sociali ha diviso di più le Chiese.
2. I fattori non teologici della divisione. E' un tema tecnico. La lingua, la razza, la
storia, la geografia, la pelle , la cultura, la psicologia di un popolo. Vi è un ruolo molto
più importante nella divisione delle Chiese. Vi è una memoria storica.
3. Il regno di Dio: ma in quel tempo negli anni ’20 c’erano due concezioni: luterana e
americana. La prima nsiste sul fatto che Dio arriva, Dio attua e l’uomo è piuttosto
passivo. Una concezione che è trascendente. La mentalità americana era contraria; Si
parla dell’eresia americana che è l’azione. Insistevano molto che il Regno arriva con
lo sforzo con l’mpegno. E' una visione molto più pragmatica. Questa visione è quella
che si è imposta. L’altra è vera. Devono essere complementari. E' interessate vedere
come il Regno si deve manifestare nella realtà economica, sociale.

DI questa conferenza rimangono questi tre temi.

3.2 Oxford, 1937


Si è vista la necessità di collaborare per fondare il concilio ecumenico delle Chiese. Si è vista
la necessità di una collaborazione mutua. L’idea è di fare un unico movimento della parte
pratica e teorica. “Facciamo questo fondando il concilio ecumenico delle Chiese”.
Il ’37 è momento drammtico. Nel ’29 vi è la cadutra di Wall Street. In germania c’era grande
povertà. Schildler ha dato lavoro a tanti. Ma c’è stata da questo la crescita dei moviemnti
totalitati. In Russia la teologia marxista trionfia. Nel ’33 il nazismo trionfa in Germania. Nel
’36 guerra civile spagnola, fino al ’39 che è stato il preludio della II guerra mondiale.
Molti problemi politici e economici. Il tema di Oxfod è la Chiesa e lo Stato con la condanna
dello Stato totalitario. Non è soltanto importante predicare il vangelo, ma bisogna vedere le
conseguenze economico, sociali del vangelo.
La situazione del 1937 era molto drammatica, si stava preparando la II guerrra mondiale.
Specialmente ci sono quattro punti ce condizionano tutta la riflessione, idee teologiche e
dogmatiche che sono valevoli ancora adesso. La situazione nella vita teologica dal ’30 fino al
’40 è condizionata da:
1. Siamo alla fine dell’ottimismo liberale, c’era una visione ottimistica della teologia. La
I guerra mondiala ha fatto molti morti. Tutti i grandi teologi del secolo XX hanno fatto
l’esperienza della I guerra mondiale e quindi sono pessimisti.;
2. La teologia di Barth, la teologia della crisi con la prima edizione di 1918 e quella del
1921. Il commentario alla lettera ai Romaani.

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3. Si inizia una rivitalizzazione del confessionalismo e si può dire che lo studio teologico
dell’ecumenismo non porta ad una visione leggera ma porta ad un confesionalismo più
approfondito perché consiste nel dialogo tra le Chiese. Allora devo conoscere ciò che
dice la mia Chiesa.
4. Nel 1933 con Hitler c’è un gruppo di Luterani che vogliono essere allo stesso tempo
Nazi. Dicono che Dio si rivela nelal persona di Hitler, nell’ideologia Nazi. Questa
visione infantile si appoggia sulla teologia della crezione: razza, popolo, nazione. La
teologia è semplice e si dice che Dio si rivela nelal storia, per questo non si potrà
parlare tanto della rivelazione perché i cristiani Nazi parlavano di questo. Barth
reaziona contro questo e fanno il sinodo di Barmen e scrivono la dichiarazione
teologica di Barmen e dicono che Dio si rivela solamente in Cristo, nel 1934.

SI capisce allora come Oxford con il titolo: La chiesa, il nazismo e lo stato è stato
drammatica. Il messaggio e ciò che rimane nella storia teologica è il seguente e che sono
validi ancora oggi, non è una visione etica è già il risultato dogmatico di questa riflessione:
1. Nessun ordine politico o internazionale può essere considerato come il Regno di Dio.
Questo ha un’importanza trascendantale. Questo va contro l’idealogia Nazi. Il Regno
di Dio trascende sempre ogni ordine politico
2. Il Vangelo deve avere una dimensione sociale e politica, già sappiamo che dal vangelo
deve nascere il moviemnto della pace e il pietismo non è più accettabile come postura
cristiana valida.
3. Il primo dovere della Chiesa e il suo massimo servizio per il mondo è di essere
veramente Chiesa. Questo comporta una redifinizione dell’essere Chiesa. Essere
CHIESA non è un senso pietistico ma ha una diemensione sociale.
4. No! allo stato totalitario. Quando si dice che si deve rimanere nella sagrestia si nega il
valore del Vangelo. Perché nonè d’accordo con la libertà del Vangelo.

Questi 4 punti sono conseguenza diretta dell’ecumenismo pratico: è importante anche per
oggi. Queste quattro idee sono idee assimilate nella coscienza ecumenica .

4 Ecumenismo dogmatico: “Fede e Costituzione”


Siamo prima delle seconda guerra mondiale e siamo nel frutto di Edimburgo di 1910. La
finalità dell’unità della Chiesa è l’aspetto missionario. Si ha visto subito che la discussioen
delle Chiese è una discussione dogmatica. Dopo Montreal viene Vaticano II e dopo viene
Santiago nel ’93. Quando si parla di fede e costituzione si deve ricordare che sono cinque le
riunione si questo tema.

4.1 Losanna, 1927


Ogni Chiesa deve presentarsi. Si chiama la conferenza dei punti fondamentali: ogni
conferenza è divisa in sezioni. Qui sono sette sezioni.
1. La prima che è importante è l’”appello all’unità”. Dio vuole l’unità, Dio vuole
l’unità, l’unità della sua Chiesa. Qualunque siano le ragioni si deplora il fatto e si è
decisi di lavorare nella penitenza e nella fede. Provacati nella nostra fede a causa
dell’esperienza del nostro amore. Dio vuole l’unità della Chiesa.
2. Il secondo messaggio della conferenza è centrato sul vangelo: è e resterà sempre il
Vangelo. Il vangelo comrpreso nella sua totalità. La Chiesa che deve rimanere
CHIESA.
3. Il metodo dei punti fondamentali, il metodo dell’accordo e del disaccordo. La prima
cosa che devono fare è descirvere e annunciare i punti di accordo e di divisione.
Vedono che ci sono due tipi di Chiese. Un tipo cattolico e un tipo protestante. Il tipo

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cattolico sottolinea il valore dell’episcopato monarchico, il valore della gerarchia e il


valore dei sacramenti. La Chiesa è sacramento della salvezza. Le Chiese protestanti
accentuano il valore della parola di Dio e il valore del battesimo e il valore della
grazia. E' l’ecclesiologia il campo di disaccordo. Alla fine c’è una confessione di fede
fatta insieme.

4.2 Edimburgo, 1937


E' interessante vedere l’anno: in “Vita e Azione” c’è anche la riunione. Si vede che la
dimensione etica e dogmatica forma una unità. MA IL PROGETTO del consiglio ecumenico
è nel ’37, ma la guerra lo impedisce.
Si devono sottolineare due assenze: la Chiesa cattolica romana è assente, e Congar scirve nel
’37 il Libro: Chrétiens désunis, è il primo numero du Unam Sanctam. 50 anni dopo quando si
è voluto ristampare lo si è lasciata tale e quale. E' una visione ottimista e aperta. E' un
documento storico che ha un grande valore. E' anche la chiesa evangelica tedesca è stata
impedita dai Nazi, non ha potuto per motivi politici.
Si parla della grazia, della Chiesa; parola di Dio e tradizioni cristiane, ministeri e l’unità della
Chiesa nella vita e nel culto. Tre cose importanti:
1. Il rapporto finale sulla dottrina sulla grazia. La dottrina della grazia non è più
fondamento della separazione delle Chiese. Si fa riferimento al tema della
giustificazione. Si dice che la grazia non va contro la libertà dell’uomo e che la libertà
dell’uomo non va contro Dio.
2. L’unità della Chiesa è in Cristo.
3. Fattori non teologici: quando si parla delle divisioni delle Chiese si pensava che
veniva tutto dai conflitti teologici. Se ha visto che grande parte delel divisioni vengono
fa fattori che vengono dalla cultura, dalla lingua, dalla storia. L’isolamento culturale e
geografico, l’ambizione personale, sono fattori che hanno perpetuato la divisione, la
tendenza ad accettare lo Status quo. Poi fattori nuovi; politica, orgalgio nazionale,
l’abitudine. Tutto questo è il fattore non teologico delle divisioni delle Chiese, è un
fattore molto importante. Si capisce l’insistenza del Papa sulla guarigione della
memoria storica.

4.3 Lund, 1952


Ci sono tre idee:
1. abbandono del metodo, dell’ecclesiologia comparativa
2. SI va ad una nuova metofologia cristologica, il centro dell’unità è Cristo. La pura
confrontazione ecclesiologica non arriva a niente. Si cerca una nuova metodologia.
3. Il principio di Lund che è ancora valido: non si applica: le Chiesa devono lavorare
insieme in tutte le cose possibili e che non è necessario di fare separatamente.

4.4 Montreal, 1963


Un anno dopo l’apertura del Concilio vaticano II. C’è una crisi del movimento ecumenico. SI
diceva che il Nuovo Testamento è il fondamento dell’unità della Chiesa.
1. Ma un Kaesemann, esegeta tedesco fa una conferenza: “unità e diversità
nell’ecclesiologia del Nuovo Testamento. Dice che il Nuovo Testamento non è il
fondamento dell’unità delel Chiesa ma della sua diversità. E' discepolo di Bultmann.
Per di più dice che non esiste un’ecclesiologia unica. Esistono diversi modelli per la
Chiesa, il modello giudeo cristiano, pagano cristiano, quello della lettera ai Corinzi,

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quello delel lettere pastorali, e quello delle Chiese giovannee. Lui propone di dire che
l’unità è escatologica, che non ci sarà più unità sulla Chiesa.
Questo è vero ma fino ad un certo punto; non è vero assolutamente. Il Nuovo Testamento
fomenta una certa diversità che è complementare e non contraddittoria. L’abuso che ha fatto
Kaesemann è di fare un ‘assoluto. Ha fatto di certi elementi che sono veri un assoluto. Ha
fatto scoprire che c’è una grande diversità e questo si può vedere come un aiuto di diversi
accenni all’interiore dell’ecclesiologia. Non si oppongono: per esempio il principio papale
non si oppone al principio sinodale. E' vero che l’unità profondissima si realizzerà
nell’escatologia ma questo non implica che nella storia non si possa relaizzare una certa unità.
Risulta che il Nuovo Testamento ha una grande varietà. La riflessione teologica ha accettato
questa diversità. Non c’è contraddizione.
In ogni caso c’è l’accettazione della diversità.
2. Scrittura e tradizione: i protestanti dicevano che l’unica fonte è la scrittura. Adesso
dicono No, dicono che c’è anche la tradizione. Perché hanno scoperto che nei primi
anni della vita della Chiesa non c’era il Vangelo scritto. La Chiesa senza avere
scrittura aveva solamente la tradizione. E' dunque si può dire che la crittura è
testimonio della tradizione. La tradizione del vangelo è scritta nella scrittura e
trasmessa nella Chiesa con lo Spirito Santo. Questo viene da una scoperta di Padre
Congar: la tradizione e le tradizioni. Non si devono confondere le diverse tradizioni
con la tradizione. I protestanti scoprono che si può parlare della tradizione con la
maiuscola. Quindi l’acquisito è l’accettazione della Tradizione.

4.5 Santiago, 1993

5 La fondazione del Consiglio Ecumenico delle Chiese


(WCC): Amsterdam, 1948
SI deve dire che il concilio ecumenico è una novita assoluta. Un unicum. La stessa guerra
mondiale che ha reso impossibile la costituzione di questo concilio. E' stato aiutato a fare
un’esperienza positiva. La guerra è stata una manifestazione concreta:
1. dell’odio che divide,
2 del discredito dell’ideologie,
3. delle conseguenze tragiche del razzismo
4. incontro tra cattolici e protestanti nei campi di concentramento e hanno potuto pregare
insieme e hanno fatto amicizia e hanno pregato insieme e hanno pregato il Padre Nostro.
Questa esperienza della croce è stato molto importante.
Anche dopo la guerra il lavoro di riscostruzione ha manifestato un altro senso di solidarietà.
Dopo la II guerrra mondiale c’era la coscienza che la Chiesa tedesca aveva aiutato i Nazi.
Allora la Chiesa tedesca nell’ottobre ’45 ha domandato perdono per la sua debole opposizione
al regime di Hitler: dichiarazione di Stuttgard. Tutti insieme devono fare un atto mutuo. La
Chiesa tedesca ha reso possibile la costituzione di questo consiglio ecumenico.
Parliamo del significato di questa fondazione: è un novum. E' difficile capire cosa sia. La
Chiesa cattolica ha avuto bisogno di tutto un concilio per meditare sulla Chiesa. Non è strano
che i due primi anni non si capisse cosa fosse. Qui viene il docuemento di Toronto nel ’50.
Sono 6-7 pagine per dire cosa è e cosa non è il WCC. E' scritto che il consiglio ecumenico E'
una associazione fraterna di Chiese che accettano nostro signore Gesù Cristo che accettano
come DIo e salvatore.
1. Il WCC non è una Chiesa né una super Chiesa. Non è la Una Santa, la Chiesa
universale. Non ha un’ecclesiologia concreta, non ha competenza di decidere per i
suoi membri. Non può imporre una particolare ecclesiologia. Non ha una particolare

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ecclesiologia. L’idea più esatta è di dire che c’è un grande secratariato dove si
riuniscono le Chiese per dialogare.
2. Ci sono alcuni presupposti positivi, ci sono degli elementi di ecclesiologia vera. Si
accetta il dialogo mutuo, c’è una neutralità ecclesiologica. E' Un grande segretariato
per favorire la discussione ecclesiologica, che fomenta il dialogo tra le Chiese. Infatti
questo è risultata una cosa molto utile. Vi è la relativizzazione delle differenze e si ha
che le Chiese sono chiamate al dialogo teologico. Una massa di riflessione enorme e si
è fatto moltissimo a livello teologico. La maturazione è lenta. La massa teologica e
dogmatica sulla quale siamo d’accordo è enorme, il 90%. Quindi bisognerebbe
piuttosto parlare d fratelli che di separati.

NB Il dialogo interreligioso spinge le diverse Chiese a sentirsi più vicini. Questo è il tema del
futuro, quello del dialogo interreligioso.
Nel ’48 si la prima assemblea con il tema: “disordine del mondo e il piano salvifico di Dio”.
La Germania era tutta rovinata dopo la guerra. Ci sono quattro sessioni di lavoro. La prima
sezione è la Chiesa universale nel disegno di Dio. Si parla di accordi e di disaccordi nella
teologia cattolica e protestante. La seconda sezione: “il disegno di Do e la testimonianza della
chiesa”: perché le Chiese non hanno saputo vedere l’azione di Dio nella storia. E' un punto
capitale nella teologia. Sapere vedere l’azione di Dio nella storia. E' stato il grande sbaglio
della Chiesa tedesca di fronte ad Hitler. Un punto capitale è vedere l’azione di Dio nella
storia. Si può dire che Dio è presente in questa guerra? E' un tema teologico sempre presente.
Nessuna struttura politica è definitiva: devono essere relativizzate. E' il grande tema
dell’ecclesiologia e l’etica. Si è detto che la Chiesa che non ha il linguaggio del mondo è una
Chiesa sbagliata. Non si deve perdere il contatto con i temi della realtà.
Bisogna discernere il segno dei tempi, essere disponibili allo spirito e annunciare la parola di
Dio con autorità: è la tematica della presenza del Regno di Dio nel mondo.
La terza sezione: “la chiesa e il disordine della società”. La quarta sezione è “la Chiesa e il
disordine internazionale”. Infatti in quel tempo il problema era il capitalismo e il marxismo.
Contro il marxismo: è stato detto che bisogna criticarlo: 1. contro la redenzione dell’uomo
nella storia; 2. contro la fede che solo il proletariato è la sola classe libera dei peccati
nell’esistenza umana; 3. contro la dottrina materialista e determinista perché l’uomo è creato
all’immagine di Dio; 4. contro i metodi dei comunisti contro i loro nemici (i comunisti hanno
ammazzato più di 100 milioni di persone); 5. contro l’ubbedienza totale di tutti i membri del
partito.
Contro il capitalismo: 1. che subordina tutti i valori al sistema economico; 2. che comporta
gravi ingiustizie; che ha creato un materialismo pratico; 4. che ha generato una mancanza di
sensibilità rispetto alla solidarietà.
Amsterdam ’48 dopo queste critiche propone la società responsabile: non esiste una
definizione chiara di società responsabile nel documento. Si dice che il tutto sta nel nesso
della responsabilità individuale con quella sociale. La libertà dell’individuo e la sua
responsabilità devono essere tenute in grande considerazione. Non potevano dire la parola
democratico perché la democrazia era un sistema politico concreto. Si parla in generale, si
parla della società responsabile che è la società democratica. Nel fondo con l’idea teologica
che l’uomo è creato libero e responsabile, immagine di Dio, creato da Lui. L’idea di società
responsabile è l’idea dell’umanesimo mondiale d’accordo con la fede cristiana: c’è un solo
problema che è gravissimo, tutto dipende dalla definizione filosofica di libertà, giustizia, pace.
In questo senso non si può scappare dall’ambiguità. Non si troverà mai un sistema politico
giusto al 100%. Questa idea di società responsabile è l’ideale etico e politico del consiglio
ecumenico delle Chiesa fino all’anno ’68. Dopo ci sono altre formulazione diverse. Vi è un

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ideale che dura dal ’48 al ’68. Questo ha supposto un approfondimento dell’idea che il
vangelo deve avere delle conseguenze sociali e politiche.

6 La dimensione ecumenica del Concilio Vaticano II: 1962-


1965
E' stato un cambiamento epocale, radicale.
1. Il vaticano II suppone la fine dell’epoca costantiniana: l’idea della religione di stato,
unione tra l’imperatore e il papa, il trono e la cattedra, la parola e la spada. Si trova in
GS 76: la Chiesa rinuncia a ogni potere politico.
2. La fine della contro-riforma contro eretici, scismatici: UR 3. Si vede tutto quello che
si ha insieme.
3. La nuova valutazione positiva delle religioni: nel decreto di NA specialmente della
religione mussulmana e ebraica.
4. La fine dell’opposizione al mondo moderno: in GS c’è una visione ottimista del
mondo e della storia. Il mondo ha una sola storia e nel fondo è una storia di salvezza.
5. La riforma liturgica: il cambiamento più visibile
6. L’affermazione della libertà religiosa: non che l’errore ha diritto ma la persona ha il
diritto di accettare o no la fede religiosa.
Principi cattolici dell’ecumenismo: La lumen Gentium fornisce una nuova ecclesiologia. Si
dice che nasce la Chiesa dalla bontà salvifica di Dio: Padre Figlio e Spirito Santo. La chiesa
che lavora nel mondo che è sempre reformanda. Poi invece di accentuare la dimensione
gerarchica accentua ‘aspetto Chiesa popolo di Dio. Prima di tutto questo la Chiesa è popolo di
Dio. La CHIESA è anche corpo mistico di Cristo, tempio dello Spirito Santo e la chiesa ha
una dimensione escatologica. E' poi l’idea della pertinenza alla Chiesa, graduale per circoli
concentrici. La una Sancta, la Chiesa perfetta, sussiste nella Chiesa cattolica. ‘subsistit in’ per
non dire che non c’è identità perfetta. Questo significa che le altre CHIESe hanno le vestigie
ecclesiae. Anche la Chiesa cattolica non è la Chiesa perfetta. Questa visione ha fatto possibile
l’ecumenismo. Il tema della mariologia è stato inserito nella dinamica teologica ecclesiale.

7 Principi cattolici dell’ecumenismo


7.1 Fondamenti teologici
7.1.1 Origine trinitaria della Chiesa
LG 2-4: si deve dire che la Chiesa è un mistero proprio per questo. Mistero di salvezza. La
Chiesa visibile e invisibile. Ha una visibilità esterna ma c’è una realtà invisibile, c’è una
grazia di Dio, la salvezza, la Chiesa è un mistero che unisce la visibilità e l’invisibilità. La
Chiesa è sacramento che significa la salvezza di Dio e l’apporta con la sua liturgia, con le sue
opere caritatevoli. Quando parliamo della Chiesa si deve vedere che è un grande mistero di
rivelazione e con la visibilità della Chiesa si deve arrivare al nucleo. La visibilità non è
indifferente ma è essenziale alla Chiesa. Una visione sociologica non può dare la sua essenza
propria. In un’assemblea di Fede e costituzione di dice: la Chiesa deve essere CHIESA.
Quando affermiamo che le Chiesa hanno un’unità invisibile molto profonda ma a livello della
visibilità manca, quindi manca qualcosa di importante. A traverso l’umanità di Cristo si arriva
alla sua divinità. Attraverso la sua visibilità appare la sua invisibilità. E nella CHIESA questo
si realizza a sua maniera.

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7.1.2 La Chiesa una e unica


La Chiesa che è popolo di Dio, tempio dello Spirito Santo e corpo mistico di Cristo. LG 8:
dire che la Chiesa è una vuol dire affermare l’unità interna della CHIESA.

7.1.3 Lo Spirito Santo principio di unità


UR 2: noi abbiamo accentuato molto il principio dell’unità ma bisogna tener conto anche del
principio della diversità. Le diverse chiese cattoliche, sono 22, potevano essere separate ma
non lo sono perché tutti accettano il papato.

7.1.4 L’Apostolicità della Chiesa


Apostolicità significa che viene dal fondamento degli apostoli. Noi non abbiamo un accesso
diretto alla volontà di Cristo. Soltanto indiretto, attraverso l’apostolicità. Noi non abbiamo
relazione diretta con Cristo. L’apostolicità è la garanzia del vero contatto con Cristo.
L’apostolicità si concreta nel n° 22 di UR o LG?. Qui si situa il valore del successore di
Pietro.

7.1.5 Carattere escatologico della Chiesa


La Chiesa è il popolo pellegrino nella storia affinché lo Spirito Santo la conduca alla pienezza
della verità. La Chiesa non è il regno di Dio. Si costituisce il germe e l’inizio del regno di Dio.
Il capitolo VII della LG è l’indole escatologica della Chiesa. Teoricamente e teologicamente
si afferma che non possediamo la totalità della verità. Dio ha rivelato tutto già ma noi non
conosciamo questa totalità. Sempre si può approfondire.

7.2 La divisione nella storia della Chiesa


7.2.1 Epoca apostolica

7.2.2 Le grandi rotture: 1054; 1517 (1520); oggi (le sette)

7.2.3 Valutazione della separazione: UR 1 (oppone, scandalo, danneggia)


Tale divisione si oppone apertamente alla volontà di Cristo (Gv 17,21), e fa scandalo e
danneggia. Suppone una mancanza di carità fraterna: un’anti-testimonianza.

7.2.4 La separazione nella situazione attuale delle Chiese


Oggi non si condanna nessuno, non vogliamo dire che i Luterani sono tutti eretici.Esiste na
certa comunione con la Chiesa cattolica e le altre Chiese. L’unità interiore che è molto più
grande si parla di tutte le cose che abbiamo insieme. La difficoltà è nel ministero sacerdotale e
ministeriale.

7.3 La restaurazione dell’unità piena (visibile)


L’unità piena comporta l’unione nella visibilità.

7.3.1 Occidente UR 3; Chiese Orientali UR 15

7.3.2 Elementi essenziali dell’unità visibile


 Credo (fede apostolica): interpretazione comune del niceno-costantinopolitano
 Sacramenti (Battesimo, Eucaristia, Ministero): il numero dei sacramenti, NB ci
sono certe Chiese ortodosse che non riconoscono il battesimo della Chiesa cattolica
per esempio; l’eucarestia: NB i luterani accettano la presenza reale di Cristo. Viene da

9
Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

Aristotele la parola transustanziazione. Il ministero è uno dei temi più difficili: tutti
accettano un certo sacerdozio ma in modo diverso. C’è un documento: BEM, o
documento di Lima: riassume tutto ciò che è stato detto su ciò che è stato detto in
questi tre temi.
 Strutture comuni per:
o Testimonianza: apostolato comune
o Servizio: la carità comune
o Magistero autorevole: si accetta il concetto di magistero autorevole ma che
sia il papa e i vescovi è difficile accettarlo.

7.4 Esercizio dell’ecumenismo (UR 5-12)


7.4.1 La riforma della Chiesa
La Chiesa è semper reformanda.

7.4.2 La conversione del cuore


Un cuore umile e che sa dialogare, che non è prepotente, che rispetta il prossimo.

7.4.3 L’unione nella preghiera


Bisogna pregare insieme con gli altri, se possiamo pregare vuol dire che abbiamo la presenza
dello Spirito Santo insieme.

7.4.4 La reciproca conoscenza


Bisogna dirsi che quando si legge l’altro possiamo sbagliarsi sull’interpretazione.

7.4.5 La formazione ecumenica


L’ecumenismo deve fare parte di tutti gli studi di teologia e secondo tutte le materie devono
avere una dimensione ecumenica.

7.4.6 Esprimere la dottrina della fede: “gerarchia nelle verità”


Non è la stessa cosa parlare del dogma della trinità e del purgatorio. Non siamo tenuti a
credere a tutto allo stesso modo. Quando uno comincia un cammino ecumenico aumenta la
conoscenza della sua propria confessione. Non porta ad un relativismo ma porta a un
perfezionismo più conscio. Cioè il primo passo è conoscere se stessi. Il cammino ecumenico
rinforza la dimensione confessionale propria.

7.4.7 La cooperazione: “il direttorio” (1993) – “La formazione…” (1997)


Bisogna cooperare con gli altri. Dobbiamo fare insieme tutto ciò che è possibile.

8 La prima Conferenza Mondiale della ‘Chiesa e Società”:


Ginevra, 1966
NB Vita e Azione perde il suo nome e prende il nome di ‘CHIESA E SOCIETÀ”.
Ci sono quattro punti

8.1 Finalità
8.1.1 Esaminare
Esaminare l’evoluzione tecnica della società.

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

8.1.2 Determinare
Determinare il modo in cui questi cambiamenti hanno un influsso nel mondo.

8.1.3 Esaminare
Il valore del vangelo per la riflessione e l’azione sociale. Siamo nel cuore dell’etica
ecumenica sociale. Il tema è che le Chiese che hanno fondato il Consiglio delle Chiese
ecumeniche hanno lasciato il pietismo. E hanno visto lentamente che era necessario tradurre il
vangelo in termini politici, economici, culturali. Questa dimensione costituisce la storia del
movimento ecumenico, per vedere quale è il ruolo dell’uomo nella società. Da qui cominciano
le accuse della politicizzazione di ‘Chiesa e società’. Il Consiglio ecumenico delle Chiese ha
aiutato per esempio dei gruppi africani anti-razzisti e gli aiutavano economicamente. Sempre
il movimento ecumenico ha approfondito questa dinamica. Questo si chiama ecclesiologia e
etica. Questo significa che la Chiesa come Chiesa deve avere un comportamento sociale etico.
A partire da una certa ecclesiologia c’è una dinamica etica e viceversa. C’è un libro che
pubblica tre studi: Unità costosa:l’unità ha delle conseguenze etiche. Un cristiano non può
essere cristiano senza non poter essere impegnato nella salvezza del mondo. Alcune Chiese
ortodosse che sono molto pietistiche hanno lasciato il consiglio ecumenico delle Chiese. Il
cambio è stato in Ginevra ’66 e in Uppsala ’68 in cui Vissert Hooft che è stato segretario
generale del consiglio ecumenico delle Chiese. Questo uomo ha detto: essere o vivere
soddisfatto di se stesso in presenza delle miserie degli altri significa essere colpevoli di eresia
sociale, cioè nel modo di vivere. Una maniera di vivere che non vede la necessità del mondo
sarebbe vivere dentro un’eresia sociale. Uppsala ha fatto una definizione completa tra
ecclesiologia ed etica. Dobbiamo dire che questa conferenza di Ginevra è stata determinante
come per la Chiesa cattolica è stata la Gaudium et Spes con una differenza: la GS è molto
clericale e Ginevra ’66 ha un linguaggio tecnico laico: economisti, politici. Oggi leggendo
questo dopo 30 dopo risulta già invecchiato.

8.2 Il nuovo contesto mondiale


Non si può studiare una conferenza senza studiare il contesto per capire cosa si dice. Ci sono
quattro sessioni di studio

8.2.1 La potenzialità delle rivoluzioni scientifiche e tecnologiche


SI fa una definizione di rivoluzione: “un cambio profondo e accelerato nei settori
fondamentali della vita umana che cambia i valori”. Siamo davanti ad un cambiamento
rapido e profondo. NB Con Vaticano II siamo in un momento di cambio profondissimo nella
vita della società e questo spiega le difficoltà nella predicazione del vangelo. Questo lo dic elo
stesso concilio. Siamo all’interno di un cambio storico e si può parlare di una nuova epoca
storica. Per molta gente non sono più significative le parole tipiche cristiane. Perché siamo in
una nuova epoca storica culturalmente diversa. Si parla di questa potenzialità delle rivoluzioni
scientifiche e tecnologiche. Questo sta in relazione diretta della necessità di un nuovo stile di
vita.

8.2.2 Il dinamismo politico e economico delle nuove nazioni


In quel momento negli anni ’60 è il momento dell’indipendenza di tutte le nazioni africane.
Qui si dice un’idea importante che continua essendo un presente continuo: la povertà nel
mondo. L’economia del mondo è condizionata dalla povertà del mondo. Oggi è finita la
conferenza sull’acqua e si prevede che sarà il tema fondamentale dei prossimi hanni perché ci
sarà mancanza d’acqua in Africa e in Asia.

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

8.2.3 Una nuova morale per una nuova società


Una nuova morale per una nuova società. A. Dimat dicceva che non si deve identificare la
crescita economica con il bene e neanche la sua mancanza con il male. Il bene non è la
crescita per la crescita. In questo momento la parola ecologia non esisteva. Un altro teologo
dice che le nazioni africane non devono pensare ad un occidentalizzazione, si deve conservare
la loro tradizione. Questa nuova morale si deve vedere come si deve fare.

8.2.4 La teologia nel contesto rivoluzionario


Un’idea interessante: la Chiesa e le Chiese non hanno saputo leggere le grandi rivoluzioni dei
tempi moderni. Sempre hanno avuto una visione negativa delle grandi rivoluzioni. Questo
viene da un certo spirito conservativo delle Chiese per una ragione: ha sempre avuto una
visione a-storica. Questo per lottare un relativismo storico ma bisogna studiare il contesto
presente. Generalmente le Chiese non avevano questa coscienza del cambiamento storico.
Tutto si muove e tutto cambia. Questo non va contro la conservazione dei valori tradizionali.
NB la teologia attuale invecchia in modo enorme.

8.3 Lavoro
8.3.1 Lo sviluppo economico nella prospettiva mondiale

8.3.2 La natura e la funzione dello stato nell’epoca rivoluzionaria


 Necessità e ambiguità della partecipazione politica: quel pietismo è una tentazione
che si deve evitare. Questa tentazione viene da K. Barth che aveva una visione troppo
trascendentalista. Si deve fare una certa azione politica ed etica. Questa decisione deve
essere illuminata da quattro punti
o La luce della scrittura
o La stessa storia del cristianesimo
o L’esperienza cristiana oggi
o Le scienze sociali
 La decisione personale può sbagliare: anche dopo questa indagine. La Chiesa deve
evitare di avere una posizione acritica con lo status quo. Una falsa idea di pace politica
che non accetta la controversia. La Chiesa deve affermare:
o La dignità della persona umana
o Il perdono e la misericordia
 La violenza e la non violenza: le opinioni sono varie. Si parla dell’azione della
Chiesa nella società.

8.3.3 Strutture di cooperazione internazionale

8.3.4 L’uomo e la comunità in una società in trasformazione

8.4 Criteri di discernimento


Come possono i cristiani discernere la presenza di Dio nella storia? Ci sono principi etici e
politici di valore eterno e come affettano la trasformazione del mondo e la coscienza
cristiana? Dietro c’è un tema di fondo: sappiamo che durante il nazismo nella Germania i
tedesche cristiani dicevano che Dio era presente nella persona di Hitler. Questi hanno preso il
potere all’interno della Chiesa luterana. Questi cristiani non hanno visto che l’ideologia nazi
era più potente. Non si poteva parlare della presenza di Dio nella storia in quel momento. E'

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

Barth in un sinodo libero di Barman nel ’34 ha scritto il documento: dichiarazione teologica di
Barmen. Dio si trova unicamente nella persona di Gesù Cristo. Nessuna figura, nessun
movimento politico può rivelare la presenza di Dio. Sono stati molto unilaterali in un
cristomonismo. Non si poteva parlare di questo né nella natura né nella storia. Ma nella Sacra
Scrittura si trova la presenza di Dio nella natura e nella storia. Nel ’67 c’è stato un documento
di Fede e Costituzione. Questo documento non era ancora pubblicato. Questa tematica che
veniva negli anni venti e negli anni trenta ha trovato risposta in questo periodo dopo la crisi
nazista. E si arriva alla conferenza di Camberra e si è affermato la presenza dello Spirito
Santo anche nelle altre religioni. E' un tema molto attuale della presenza di Dio nel mondo.
Adesso si sta creando una nuova teologia della creazione. Va insieme con il valore
dell’ecologia. La necessità dell’ecologia e la teologia della creazione. Ancora meglio tutta la
scienza astronomica testimonia una meraviglia, questo aiuta ad avere una dimensione
religiosa della totalità.

8.4.1 La relativizzazione delle strutture


Non esiste un ordine sociale prescelto da Dio. Tutte le strutture sociali sono relative. Nella
storia c’è un dinamismo del bene e un dinamismo del male. I cristiani devono scegliere la
giustizia sociale relativa. Dobbiamo rinunciare alla deificazione di qualsiasi struttura sociale
ed economica. Tutte le strutture umane sono relative.

8.4.2 La speranza nel trionfo di Cristo


Il Regno di Dio è presente già tra noi. In Cristo noi abbiamo questa presenza di Dio. In questo
senso dobbiamo affermare che Cristo è sempre una storia aperta. Il mondo finirà e la nostra
fede porta ad un’interpretazione politica della storia e dà una speranza al di fuori della
politica. Solamente la presenza di Dio della storia che rende ottimista questo sguardo. Non
esiste nessuna situazione impossibile. C’è una potenza di risurrezione. “nessuna violenta dura
eternamente”.

8.4.3 Discernimento delle situazioni


Tutti dobbiamo fare una decisione etica e questa decisione deve illuminare lo studio delle
scienze sociali. La Chiesa deve avere questo perdono verso le persone che devono sbagliare.

8.4.4 L’esemplarità della Chiesa


La Chiesa deve essere esempio e segno del mondo futuro. La Chiesa è la risposta all’amore di
Dio. La Chiesa è la risposta all’amore di Dio. E' il luogo sociologico dove la realazione con
Dio è conosciuta e vissuta e la Chiesa è il servitore del mondo e dona la testimonianza nella
speranza futura. La Chiesa deve essere segno profetico e intelligibile. Nel senso che se se il
segno non è intelligibile non è più segno.

9 Assemblea Generale del WCC:


9.1 Evanston (USA), 1954
In questa assemblea c’era una tensione tra America e Europa e il titolo è “Cristo la speranza
del mondo”. Il risultato è: “restiamo insieme”. Le Chiese ortodosse hanno fatto un rapporto
separato.

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

9.2 Nuova Delhi (India), 1961


9.2.1 La nuova base teologica
Importante è la nuova base teologica. Per fare parte del WWC si deve accettare che il WWC è
una associazione fraterna di chiese che confessano il Signore Gesù Cristo come Dio e
salvatore secondo la Sacra Scrittura e si sforzano di corrispondere alla loro comune vocazione
di Dio Padre Figlio e Spirito Santo. Siamo nell’ordine della fede.

9.2.2 La definizione dell’unità della Chiesa


Per la prima volta c’è questa definizione dell’unità della Chiesa. “Crediamo che l’unità è resa
visibile quando in uno stesso luogo tutti quelli che sono battezzati in Gesù Cristo sono portati
dallo Spirito Santo a formare una comunità pienamente impegnata nelal fede apostolica,
predicazione dello stesso vangelo, spezzando lo stesso pane, pregando insieme e la
testimonianza e il servizio di tutti”.

9.2.3 Integrazione del consiglio internazionale missionario

9.2.4 L’adesione di tutte le chiese ortodosse


Questo significa potenziare al visione cattolica. La visione che all’inizio era cattolica e
protestante. La visione più cattolica comincia a svilupparsi molto di più. Lavoreranno
all’interno del consigli ecumenico delle Chiese.

9.3 Uppsala (Svezia), 1968


La Chiesa cattolica dice che può partecipare al WCC, perché tutte le Chiese vanno lì come
sono. Bisogna solo accettare di dialogare.

9.4 Nairobi (Kenia), 1975

9.5 Vancouver (Canada), 1983


Le Chiese hanno voluto lottare contro il pessimismo. La realtà di crisi globale sembrava una
cosa evidente e a Vnacouver si è fatto il processo conciliare di reciproco impegno per la
salvaguardia del creato. Già a partire da questo momento il problema della giustizia e della
pace è sempre presente.

10 Prima assemblea Ecumenica Europea


10.1 Basilea 1989: ‘Giustizia e pace’

10.2 Seul 1990: ‘Giustizia e pace e salvaguardia del creato’


Si deve sottolineare che è stata un’assemblea molto difficile nel senso che radunare tante
culture così differenti ha fatto molto difficile un’analisi unitaria della realtà di questo mondo.
L’assemblea è stata difficile per la mancanza di unanimità.

10.2.1 La finalità
E' molto interessante: riflessione teologica sulla giustizia e la pace e l’ecologia. Qui si parla
dal punto di vista teologico. Se diciamo che il mondo è creato da Dio allora si tratta con una
realtà teologica. La materia con la quale trattiamo viene dalla mano di Dio. Un’altra è
identificare le minacce contro la vita. Anche vedere la sua interdipendenza. Questo è un dire

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

prima il pensiero globale. La giustizia e la pace e l’ecologia vanno sempre insieme. Fare un
patto. Si deve pensare sempre teologicamente ciò che domandano queste tre cose.

10.2.2 Documenti
1. Il messaggio: è un momento unico perché la vita è minacciata in modo grave, sotto
questi tre temi. E' il momento di prendere sul serio i problemi del mondo.
2. Il nucleo: dieci affermazioni generali. E' un compendio etico del movimento
ecumenico attuale. Si può capire il problema che esiste e che si chiama “etica ed
ecclesiologia”. Da una certa ecclesiologia deriva un certo comportamento etico e
viceversa. Queste dieci affermazioni sono molto generali. Affermiamo…:
a. Rendere conto a Dio di ogni esercizio del potere
b. Opzione di Dio in favore dei poveri
c. Il pari valore di tutte le razze e di tutti i popoli
d. Maschi e femmina sono creati a immagine di Dio
e. La verità è il fondamento di persone libere
f. La pace di Gesù Cristo
g. La creazione è prediletta da Dio
h. La terra è del Signore
i. La dignità e l’impegno delle giovani generazioni
j. I diritti umani sono dati da Dio
3. Quattro patti d’alleanza:
a. Ordine economico giusto e la liberazione del debito estero.
b. La demilitarizzazione e una cultura della non-violenza.
c. La preservazione dell’atmosfera terrestre: campagna in favore dell’aria
pulita. Hanno fatto un grande. Da qui nasce il documento di Kioto che voleva
ridurre l’inquinamento e gli USA non hanno voluto firmare Kioto.
d. L’eliminazione del razzismo
4. Il documento preparatorio: non è stato votato perché era molto lungo. Era l’analisi
della situazione de mondo. A partire da questa situazione si può riempire il decalogo
etico. Non ha nessun valore giuridico per le chiese ma ha un grande valore morale. E'
durissimo perché la realtà del mondo è molto dura. Nel settembre1991 il comitato
centrale del WWC è deciso di creare un unità di lavoro nuova. C’era: 1. unità e
rinnovamento, 2. missione educazione e testimonianza e 3. il terzo nuovo è giustizia e
pace. 4. condivisione e servizio. La lotta per la giustizia e la pace costituisce parte
della missione interna della Chiesa.

10.3 Camberra ’91 (VII WWC)


Prima novità: si lascia il titolo cristologico. La cosa è più matura: vieni spirito santo e rinnova
l’antico creato: formula trinitaria con l’accento nel valore dello Spirito Santo. Un’assemblea
suppone sempre una nuova tappa nel cammino ecumenico: per la problematica della giustizia
e la pace e l’ecologia. Una coscienza più forte di una crisi globale. Per una nuova teologia
della presenza della Spirito Santo nella natura e nella storia. Come leggere e vedere questo
presenza di Dio? Si parla di una nuova tematica teologica:
1. una nuova teologia della creazione.
2. relazione etica-ecclesiologia
3. dialogo interreligioso, perché se lo Spirito Santo attua anche fuori della CHIESA
visibile si deve vedere come spiegarlo in rapporto alle altre religioni.

10.3.1 Il contesto
1. La guerra del golfo

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

2. L’ecologia
3. Prima del 1992: 500 della scoperta dell’america e anche il massacro degli aborigini in
Australia da parte degli inglesi.
Si sottolinea che in fronte ad una visione troppo cattiva o pessimistica della realtà si deve
affermare che nessuna situazione è il fine della storia. Non esiste una situazione
assolutamente cattiva. Tutte el situazioni possono essere il punto di partenza dello Spirito
Santo. Il pessimismo non è cristiano e si può avere fede e speranza, perché crediamo che nella
storia agisce lo Spirito Santo.

10.3.2 Prima sessione


Tre temi
---
1. La teologia della creazione sfida del nostro tempo: l’ideologia della crescita
costante, lo sfruttamento del creato. Tutto questo indica una cattiva interpretazione del
creato. La terra appartiene a Dio e non agli uomini. Abbiamo bisogno di una teologia
della creazione nel senso che abbiamo accentuato la trascendenza di Dio. Adesso si
deve accentuare l’immanenza, la presenza di Dio nel mondo. SI ha bisogno della
mistica. Questa è una grande verità. Tutti sappiamo che Dio è trascendente. Si deve
accentuare l’immanenza di Dio. Questa è la teologia della creazione che deve integrare
l’esperienza della donna, la realtà dei poveri, l’Antico Testamento, la conoscenza
scientifica.
2. L’integrazione della giustizia e pace
3. Uno stile di vita nel quotidiano
---

1. Manca una riflessione dell’economia e dell’ecologia


---

1. la vita è grande Dono di Dio

10.3.3 Seconda sessione


Spirito di verità liberaci. Cristo ci ha liberati perché restiamo liberi.
Tre prospettive teologiche
1. Confessare che Dio è immanente nella storia e libera dalla morte, dal peccato e
dal male. La forza dello spirito attua nella storia
2. La libertà è una realtà persona, interiore, individuale, spirituale. C’è anche una
libertà sociale. Il vangelo deve avere delle conseguenze politiche.
3. L’individuo e la Chiesa devono lottare per la libertà, avere solidarietà con gli
oppressi.

Sei raccomandazioni
1. Liberi per la lotta per la liberazione: si raccomanda la collaborazione con gli
organismi. Avere una nuova spiritualità. Liberi per la lotta.
2. Sviluppare un sistema di valore sostenibile
3. Azione per una giustizia razziale
4. La comunicazione della liberazione, mezzi di comunicazione
5. Pace e duratura e sicurezza nazionale
6. giustizia per la donna, femminizzazione della povertà. Si parla anche
dell’ordinazione della donna in modo molto ecumenico, si dice che le chiese che non
accettano l’ordinazione della donna devono essere rispettate.

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

10.3.4 Terza sessione


Spirito di unità riconcilia il tuo popolo
Tre temi:
1. L’unità della Chiesa: sotto la relazione fra Dio e l’umanità, è un cambiamento perché
prima si parlava di chiesa e società. Quando uno comincia a pensare sotto questo
punto tutto cambia e i problemi ecumenici diventano tanto piccoli. Cosa fa Dio con la
totalità dell’umanità? Qui si comincia a parlare dell’unità della Chiesa sotto questa
prospettiva.
2. Il ministero della riconciliazione: è una missione della Chiesa, riconciliare. Il Papa
ha parlato della riconciliazione della memoria storica. Si parla dell’accettazione del
pluralismo e della diversità. Tutta l’assemblea è stata sotto questa tematica.
3. Il dialogo con le altre religioni e culture: è il tema del futuro perché se lo Spirito
Santo attua anche al di fuori della Chiesa visibile bisogna scoprire come.

10.3.5 Quarta sessione


1. Spirito trasformaci e santificaci.
2. Lo Spirito santo è libero e attua dappertutto e opera dove vuole.
3. Comunità inclusiva, la Chiesa deve essere per tutti, nessuno deve essere escluso.

10.3.6 Ricapitolazione
1. Vita cristiana nel contesto sociale e politico, culturale attuale.
2. La Chiesa deve essere significativa della nuova creazione.
3. La nuova teologia della creazione: l’immanenza di Dio nel mondo.
4. La giustizia e la pace e l’ecologia è essenziale per la vita cristiana sociale e individuale
5. L’importanza del dialogo interreligioso
6. Dio Padre creatore e la totalità dell’umanità. Realismo soprannaturale, nel senso che
non ci sono due mondi, Dio è presente, senza cadere nel panteismo.

11 Trenta anni di Fede e Costituzione


Perché fede e costituzione non ha fatto nessun congresso mondiale dal ’63 fino al ’93: la mia
ipotesi è che la vita ecumenica è stata tanto dinamica e non c’è stato tempo di assimilare tutto.
SI è dovuto assimilare Vaticano II. Durante questo tempo il movimento ecumenico ha avuto
una quantità enorme di sviluppi che era quasi impossibile di assimilare tutto. La riflessione
teologica di questi ultimi trent’anni è stata enorme con punti veramente nuovi.
Dal ’62- al ’65 c’è Vaticano II.
Un altro tema interessante è stata l’assemblea di Ginevra. Suppone un ricominciare la visione
politica ed economica. Dal punto di vista dogmatico si afferma la presenza di Dio nella natura
e nella storia (BRISTOL).
Dopo nel ’68 à Usala: discussione orizzontalità e verticalità. Dopo vienen Nairobi, ’75:
tecnologia e ecologia. Nell’83 Vancouver: la salvaguardia del creato. S’introduce
definitivamente tutta al tematica, se oggi si dice che il papa parla di Pace, già à Vancoouver
si è parlato di questo. Poi Basilea-Seoul e Gratz con il tema della riconciliazione. Poi nel ’91
l’assemblea mondiale di Camberra: formulazione trinitaria con l’accento sullo Spirito santo.
Si devono anche sottolineare tutte le affermazioni del Papa dove si afferma la presenza dello
Spirito Santo anche nelle altra culture e religioni, in particolare nel testo Church in Asia.

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

11.1 Unità della Chiesa


Della Chiesa durante questo tempo si sono scritte tutte le grandi definizioni dell’unità della
Chiesa. Upsala: Unità e cattolicità; Consultazione di Salamanca: ’73:una comunità conciliare
di Chiese locali che siano veramente unite. Camberra ’91: passa a Santiago: unità della Chiesa
come Koinonia. Quando si parla di ecumenismo il problema più difficile, più basico è definire
cosa è unità della Chiesa.
Diversi elementi essenziali dell’unità visibile della Chiese:
1. L’unità suppone la confessione comune della fede apostolica, cioè il credo. Il credo
Niceno-Costantinopolitano. Dobbiamo avere la stessa confessione comune della fede
apostolica. Consiglio ecumenico delle Chiese ha fatto uno studio sul credo. La priam
condizione essenziale per parlare dell’unità visibile della CHIESA è la confessione
comune. Proclamano e confessano il credo. Senza questo non si può andare avanti.
2. Il mutuo riconoscimento del valore battesimo, della legittimità dell’eucarestia e della
validità del ministero.
3. Strutture comuni:
a. per la testimonianza: predicazione, catechesi, missione
b. il servizio caritatevole
c. il processo decisionale dogmatico
d. insegnamento con carattere di autorevolezza, vincolante

11.2 Il documento di Lima: BEM


Tutti dicono che è il documento ecumenico più importante in assoluto perché i teologi si sono
arrabbiati. Siamo stanchi di non ricevere nessuna risposta, hanno chiesto a tutte le Chiese se è
accettabile un doc. sul battesimo, un altro sull’eucaristia, e un altro sul ministero. Anche la
Chiesa cattolica ha risposto di modo ufficiale per la prima volta. Le risposte sono sette libri.
La risposta cattolica è nel volume VI, pp. 1-40. Si dice che questi documenti manifestano una
vera unità spirituale. Si è fatto un altro libro che riassume tutte le risposte delle Chiese.
Questo è un momento privilegiato. In italiano nell’encheridion ecumenico I, 1391-1447. La
valutazione cattolica fa tante lodi, ma dpo dice che non si può accettare perché nella
dogmatica si deve accettare tutto insieme o non si può accettare niente. Non si può accettare
fino a che tutto non sia risolto.

11.3 L’unità della Chiesa e il rinnovamento della comunità umana


Come appare da questo punto di vista. Hanno fatto una riflessione teologica vedendo come
l’unità della Chiesa sta in unione con il rinnovamento della comunità umana. SI può dire che
il risultato finale è stato di vedere sempre il tema teologico dell’unità delle Chiese in relazione
con l’unità dell’umanità. Dopo c’è un altro passo, c’è unità del piano salvifico di Dio con la
totalità dell’umanità. L’unità delle Chiese è in relazione all’umanità.
1. La lotta contro il razzismo
2. Lovanio ’71: l’unità della Chiesa e l’unità dell’umanità
3. La comunità fra donne e uomini nella Chiesa
4. Chiesa e mondo, l’unità della Chiesa e il rinnovamento della comunità umana,
documento di studio ‘church end world’. Bisogna sviluppare la relazione Dio creatore
con la totalità del mondo. E possibile perché esiste una progressiva integrazione di
quattro aspetti teologici.
a. Il regno di Dio come il dominio creatore, redentore, sostentatore del mondo.
b. La chiesa come mistero e corpo mistico di Cristo, come popolo di Dio. La
nuova ecclesiologia di Vaticano II che comincia con il fondamento trinitario

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

della Chiesa. La grande fonte della vita di tutto il creato. La Chiesa riflette
vedendo il suo fondamento trinitario.
c. Si parla sempre di più della Chiesa come segno profetico che anticipa la
presenza del Regno di Dio: LG 1: Il segno e lo strumento dell’unità di Dio e il
genere umano.
d. La relazione Dio-umanità: s’include la creazione di Dio la conservazione, la
presenza di Dio nel mondo, s’include la volontà salvifica universale di Dio.
S’include lo Spirito nel mondo nelle religioni. Il rengo di Dio che giustizia e
pace. Include il tema che parla della salvezza come totalità, globalità. Include
la salvezza di tutto e in tutti gli aspetti della totalità della vita umana. Sta
incluso il tema della vita e dell’ecologia. Si deve accettare la trascendenza di
Dio immanente. Una visione della realtà del mondo, una visione mistica.
Questo è una visione molto dinamica e creativa della realtà. Esiste una sola
storia umana e questa è una storia di salvezza.

Questi quattro punti ha fatto che la teologia sia più profetica ed esultante.

11.4 Confessare una sola fede


Siamo nel cuore dell’ecumenismo. Specialmente accettare il credo. Questo libro parla del
metodo, la struttura e il contenuto.
1. Metodo: Questo studio del credo si fa a partire dal credo Niceno-costantinapolitano.
Si scrive il credo, il testo e la traduzione latina. Davanti a questo credo ciascuna delle
Chiese deve riconoscere la fede apostolica nella propria vita e tradizione. Si deve
riconoscere il bisogno di conversione. Si ha bisogno di pentimento e si deve
riconoscere nelle altre Chiese la fede apostolica. E' interessante vedere come la fede
apostolica si chiama così perché non viene da Cristo ma viene dagli apostoli, e il
Nuovo Testamento. La testimonianza apostolica è importantissima.
2. Struttura: confessare una sola fede è strutturato in tre parti secondo gli articoli del
credo. Ulteriore suddivisione corrisponde a frasi specifiche che domandano di essere
spiegate. Sono stati aggiunti dei commenti.
3. Contenuti:
a. noi crediamo l’unico Dio Padre onnipotente, creatore … si parla
dell’immanenza di Dio nel mondo ecc.
b. Nel secondo articolo, Gesù Cristo incarnato, sofferente, risorto. Come
problemi di oggi c’è il tema della preesistenza del logos, il tema della
filiazione divina, l’incarnazione e la risurrezione.
c. Il terzo articolo: spirito santo, Chiesa e la vita che verrà. Il tema del FIlioque,
l’azione dello Spirito Santo al di fuori della Chiesa invisibile. Si parla della
Chiesa una santa, cattolica, e apostolica. Problema: l’unione fra l’opera di
Cristo e la realtà della CHIESA. Anche il tema più problematico della
salvezza fuori della CHIESA visibile. Un solo battesimo per la remissione dei
peccati, risurrezione dei morti e la vita del tempo futuro. La vita del secolo
futuro, il Regno. Vivere la nostra speranza. Dal n°274 al n°278. SI dice che si è
esortati à lavorare ad un mondo più umano e più giusto. Noi rifiutiamo il
mondo di fuga da questo mondo e dai suoi problemi. La nostra speranza è
attiva nell’ambito di questo mondo pur guardando al mondo che verrà. Di
fronte alla disperazione di questo mondo la nostra speranza si rifiuta d’essere
acquisciente. La nostra speranza afferma che l’avvento del regno di Dio non è
nelle nostre mani. Afferma la presenza amorevole di Cristo. N°272: la Chiesa è

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

perciò una comunione di speranza nell’ambito di un mondo che si confronta


con la morte e la distruzione a causa del peccato. Nella Chiesa il regno di
Cristo è presente nel mondo. La Chiesa è pertanto un segno del futuro di Dio
per il rinnovamento dell’umanità. Anche la Chiesa tende al futuro e la sua
speranza è la fede in una speranza redentrice nella fedeltà divina. La Chiesa è
un segno del futuro di Dio per il rinnovamento dell’umanità. La fede cristiana
aiuta al rinnovamento dell’umanità. E' una salvezza che tocca la realtà del
mondo. Deve essere immanente alla vita del mondo. La critica di qualche
visione ortodossa è che dietro c’è una politizzazione della predicazione della
CHIESA.

12 Santiago di Compostela (1993, V assemblea di FeC)


Riassume i contributi dei documenti precedenti
Contesto:
- nel mondo c’è la trasformazione, il comunismo crolla c’è povertà in Russia. Dopo la
guerra del golfo, c’è tensione fra Nord e Dus, Israele e Palestina, Nuova emigrazione,
Problema ecologico.
- In ambiente ecumenico: c’è l’assimilazione di Vaticano II, Delegazione di 12 teologi
cattolici nella FeC. Dialoghi bilaterali, nuova esigenza etica. C’è la crescita del gruppo
di “evangeliculs” non coinvolti nel movimento ecumenico, poi le sette, il proselitismo,
il dialogo interreligioso
Quattro SESSIONI rispetta alla fede, alla vita sacramentale e alla testimonianza
1. KOINONIA come:
 dono di Dio: per Cristo nello Spirito santo per l’uomo
 vocazione: si è chiamati alla comunione
 processo: mai è definitivo, si deve parlare della riconciliazione nella
storia, per la storia. La vita ecumenica è un processo, Chiesa sempre
reformanda

2. CONFESSARE UNA FEDE COMUNE per la grazia di Dio, verso il cammino della koinonia
totale.
 La confessione comune della fede apostolica si concreta nel credo
Niceno-costantinopolitano, si parla di fede confessata, celebrata e vissuta
 Si suppone il riconoscimento mutuo dell’apostolicità. Affermare
l’apostolicità vuol dire affrontare l’origine. Questo è nel tema della
successione apostolica. Il messaggio ricevuto dagli apostoli: i cattolici
hanno il sistema della catena, ma non è dimostrabile storicamente. I
protestanti hanno la teoria della rete. Tutta la Chiesa è erede di tutta la
Chiesa del passato. L’idea fondamentale è sempre la stessa, cioè chela
Chiesa attuale viene dalla Chiesa degli apostoli. Si deve riconoscere
l’apostolicità dell’altra Chiesa quando si professa al fede comune.
 Si deve accettare la molteplicità della formulazione della fede comune.
In teoria si dice che la diversità non può essere accettata in modo negativo,
per esempio non si può dire che Gesù non è il salvatore. E' difficile definire
quali sono i dogmi per affermare l’unità della Chiesa. Per esempio
l’accettazione del papato è necessario: i cattolici dicono di si, gli altri
dicono di no. Per presiedere la comunione delle Chiese nel numero 28

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

l’assemblea parla della possibilità del papato. Si comincia a discutere tale


tematica, quindi è un buon segno di comunione il fatto che se ne discuta.
3. COMPARTIRE LA STESSA VITA IN CRISTO: vita sacramentale, si parla del sacramento e
della sacramentalità. I protestani hanno paura della manipolazione dell’uomo. SI
accetta la definizione del sacramento come: azione salvifica di Dio nella storia per
mezzo dei segni visibili. Gli uomini conoscono attraverso segni visibili. Ciò che è
importante storicamente è l’accettazione del concetto di segno. La Chiesa deve essere
segno della realtà divina. Questo ha una carica di profondità enorme. SI parla del
battesimo, dell’eucaristia e del ministero. Si riconosce l’unità spirituale di tutte le
Chiese ma si vede la mancanza di unità visibile. E' segno del regno di Dio. Tutto
quello che non serve alla significabilità si deve togliere.
4. VOCATI A UNA TESTIMONIANZA COMUNE PER IL RINNOVAMENTO DEL MONDO: si trova
il messaggio profondo di Santiago di Compostela. Si vede un’esigenza di realismo.
a. La chiesa e l’umanità nella prospettiva del Regno: si vede la Chiesa e
l’umanità. Dio Padre creatore del tutto. SI studia e si pretende presentare al
Chiesa, l’umanità e il cosmos nella prospettiva del Regno di Dio che sta già in
mezzo a noi per il mistero pasquale. La salvezza e la riconciliazione
dell’umanità sta già all’interno di questo mondo. Il Regno è presente ma non è
ancora del tutto realizzato. SI dice una frase solenne. La Chiesa è la parte
dell’umanità che conosce e vive già questa verità che libera la presenza del
Regno per tutti i popoli. Una parte dell’umanità che conosce. Questa presena
del Regno si conosce e la Chiesa è e deve essere segno profetico della volontà
di Dio per tutta l’umanità. La Chiesa è segno profetico della volontà di Dio per
tutta l’umanità e tutta la creazione. Il papa con il redemptoris hominis mostra
quest’attenzione nei confronti dell’uomo. La Chiesa lavora sempre in favore
dell’uomo. E' vero che la Chiesa è un segno profetico della volontà di Dio. Si
deve vedere tutta la teologia sotto il prisma della vita dell’uomo.
b. Testimonianza comune nella missione e nell’evangelizzazione: si fa
riferimento al principio di Lundt. Dice che le Chiese devono lavorare insieme,
a meno che sia impossibile a causa della fede. Questo è necessario nella
testimonianza e nella lotta contro il proselitismo.
c. Testimonianza comune nel dialogo interreligioso: abbiamo detto che lo
Spirito santo agisce al di fuori delle frontiere visibili delle Chiese. C’è la
presenza universale dello Spirito Santo nel mondo. Si deve sottolineare molto
di più la presenza di Dio nella storia, e nella natura. Il problema è sempre il
problema di discernimento. SI dice che questi criteri sono i frutti dello Spirito
Santo. Dove c’è gioia, fiducia, fratellanza, amore giustizia pace là si trova lo
Spirito Santo. Soltanto nella persona di Gesù Cristo si trova lo Spirito Santo.
d. Testimonianza comune e l’obbedienza morale: un’affermazione molto
compromessa, l’essere si decidono in favore della giustizia e della pace e
dell’integrità del creato. L’etica si deve ripercuotere nell’essere della Chiesa. E'
significativo che a Santiago si accetta che la lotta della giustizia forma parte
essenziale della Chiesa. Questo si ripeterà a Gratz. Questo significa che il tema
della giustificazione e la santificazione vanno insieme con il tema della
giustizia, la pace e la continuità del creato.
e. Testimonianza comune nella salvaguardia del creato: si ricorda Basilea,
conoscere la situazione reale che è sempre più negativa e più problematica,
essere informati per essere più convincenti. Avere una spiritualità fondata sul
numero 33 di Basilea: Il Dio creatore sostiene e ama tutte le sue creature, esse
hanno un fondamentale… noi dobbiamo essere gli amministratori del mondo

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

di Dio. Il Salmista dice che lui l’ha fondata e l’ha stabilita, l’intera creazione è
orientata alla gloria di Dio (Ap 1,8).
RIASSUNTO: si afferma che in questo momento storico l’unità della Chiesa deve essere definito
come dono, vocazione, e processo. Dopo 2,3,4 fanno i commenti sulla fede, la vita
sacramentale e la testimonianza. Il punto 4 che è il più denso, sulla testimonianza. La finalità
è la dimensione globale. Si riafferma la necessità del principio di Lundt. E si sottolinea la
responsabilità rispetto al creato. Questa assemblea ha fatto il riassunto della situazione
ecumenica del 1993. Si deve fare riferimento a tutti i trent’anni prima.

13 2° Assemblea ecumenica di Gratz (1997): la


riconciliazione dono di Dio e sorgente di vita nuova
La prima è stata quella di Basilea nel 1989. Non si tratta di dimenticare ma di riconciliarsi.

13.1 Chi convoca?


La KEK: conferenza ecumenica delle Chiese (protestante)
CCEE: concilio delle conferenze episcopali europee che frma la metà del cristianesimo
europeo

13.2 Documenti
Ci sono 4 documenti

13.2.1 Il messaggio finale


Parla della situazione attuale e del bisogno di riconciliazione

13.2.2 Testo base A


Pubblicato nel Regno. E' il documento teologico: “l’impegno cristiano per la riconciliazione:
dono di dio e sorgente di vita nuova”. E' il più importante
N° 7: la creazione sussiste nell’amore di Dio. Siamo amati ancora prima del mondo. Alla
sorgente della creazione c’è l’amore di Dio. Le misericordie del Signore non sono finite. Le
misericordie del Signore riguardano gli esseri viventi. L’amore di DIO abbraccia l’intero
universo. Si riconosce la bontà della creazione, sapendo quanto dolore vi sia penetrato.
L’Antico Testamento rivela che l’amore di Dio abbraccia l’universo intero
N° 8: Gesù Cristo è l’amore di Dio in persona. Ringraziamo Dio perch” in Gesù Cristo ci ha
offerto la riconciliazione, il compimento di tutte le cose cf. 2 Co 5,19. Siamo chiamati a
spezzare il ciclo di violenza e si devono superare i vincoli della colpa. Siamo indegni di
riconciliazione. Ci è stata rivelata in Gesù Cristo. A Gratz desideriamo dare ascolto
all’appello dell’apostolo.
N° 9: lo spirito di Dio opera come forza di riconciliazione. Ringraziamo Dio perché nel
mondo è all’opera la novità della riconciliazione.
N° 10: la trinità, movimento di amore che tutto avvolge. I cristiani professano la fede nel Dio
trino. La persona di Gesù rivela l’amore di Dio Padre e attraverso la morte e il dono di Gesù si
partecipa all’amore dinamico della santa trinità. Rivelndo l’origine e il modello della nostra
esistenza. Questi numeri fanno il riassunto più importante della creazione teologica.

13.2.3 Raccomandazioni operative


Dopo il testo A segue in importanza.

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

13.2.4 Testo B: Materiali di lavoro

13.3 Il contesto
Perché l’assemblea di Gratz. Sono considerazioni che spiegano il perché si ssia fatta questa
assemblea. In Europa dal 89 c’è una nuova realtà europea. La guerra dell’ex-Yugoslavia
manifesta la forza del razzismo. Si vede praticamente questa forza. Quell’odio che divide il
razzismo è ancora presente; Si vede come l’europa è divisa. Il tema urgente è il tema della
riconciliazione, come dono di Dio e come sorgente di vita nuova. Questa riconciliazione,
questa vita: è il messaggio più importante del cristianesimo. Dio vuole la vita dell’uomo, e
Dio ha inviato il mondo per riconciliarlo con lui. Si deve dire che al grande opera di DIO è_ la
riconciliazione. Questa riconciliazione teologicamente è la stessa persona di Cristo; Cristo è la
riconciliazione di Dio, il dono di Dio è la sorgente di nuova vita. Il documento presuppone
questa realtà che la riconciliazione è la persona di Gesù Cristo e l’opera di Dio. Ma per
parlare della riconciliazione si deve distinguere diverse riconciliazioni. Ci sono 6 temi della
riconciliazione.

13.4 Temi
Sei temi più piccoli:

13.4.1 La riconciliazione delle Chiese


1. Si domanda di redigere un documento comune e di dedurne una serie di direttrici che
posson aiutare le Chiese, contro il fondamentalismo (è stato fatto).
2. Si parla della necessità della formazione ecumenica. In questo senso l’enciclica Ut Unum
Sint. SI fa un’affermazione motl importante.
3. Il compito ecumenico delle Chiese non deve essere un aspetto marginale della vita della
Chiesa. L’ecumenicmso è irreversibile per la Chiesa cattolica, dice JPII in Ut Unum Sint.

13.4.2 La riconciliazione con le religioni del mondo


Si afferma qui che è un tema progressivamente importante. Si dice che si deve assicurare la
libertà religiosa e i diritti umani. Si deve sostenere i gruppi che si dedicano al dialogo
religioso.

13.4.3 La giustizia sociale


L’impegno per la giustizia sociale. I moralisti devono studiare l’etica economica. Si deve
studiare l’etica economica. Si deve avere una politica tra emigranti e ripudiati e si parla contro
la discriminazione delle donne.

13.4.4 La pace
L’impegno per la riconciliazione in seno e fra i popoli e le nazioni e il rafforzamento dei
conflitti. Le Chiese devono partecipare al dibattito politico europeo e devono avere un ruolo
attivo e permanente nella trasformazione dei conflitti.

13.4.5 La responsabilità ecologica


Una nuova prassi di responsabilità ecologica ora e in vista delle nuove generazioni.
Si ha una responsabilità verso le generazioni future. Dal futuro arriva un’esigenza etica. Si
deve la sciare un mondo vivibile per le future generazioni.
1. raccomandiamo alla Chiese di salvaguardare il creato quale parte integrante alla vita della
Chiesa in tutti i suoi livelli. La salvaguardia del creato è parte integrante della vita della
Chiesa. Questo risponde all’amore di Dio. Siamo in favore di questa creatura. Pertanto

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
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l’ecologia è una dimensione essenziale della vita della Chiesa. Si dice che l’ecologia è una
dimensione essenziale della vita della Chiesa. Quest’idea di uno stile di vita. Non si deve
vivere come tutti gli altri. Si deve avere la sostenibilità del mondo. Si parla dell’etica che
viene dal futuro in vista delle future generazioni, non è abbastanza avere i soldi

13.4.6 Responsabilità degli europei di fronte al resto del mondo


Solidarietà rispetto al resto del mondo. Una giusta perequazione nel resto del mondo
1. il condono del debito esterno
2. aiutare economicamente e tecnicamente le nazioni più povere
3. avere una formazioni economica

13.5 Valore dell’assemblea


Basilea è stata spettacolare e unica. Gratz non è come Basilea.
1. lo stesso fatto dell’assemblea era importante. Questo indicava la totalità delle Chiese.
Si deve valutare lo stesso fatto di avere 10000 persone radunate.
2. Si deve dividere l’ecumenismo ufficiale che era in crisi. I delegati non erano
abbastanza liberi. L’ecumenismo popolare era molto caldo. Per il popolo l’unità era
sufficiente.
3. Si è visto un cristianesimo reale. In un mondo reale con problemi reali. Si è visto come
il parlare di riconciliazione era molto difficile.
4. Appare la grande difficoltà della riconciliazione, quando si toccano i problemi
concreti.
5. Si è visto il cristianesimo come portatrice d’un umanesimo mondiale. La
riconciliazione come Dono di Dio ci spinge a superare i pregiudizi razziali. Una
spiritualità della riconciliazione. La meravigliosa dell’uguaglianza con Dio. Noi in
quanto chiese e cristiani europei siamo impegnati a manifestare la propria solidarietà.
Ogni essere umano è le sorelle e il fratello per cui Cristo è morto. Ogni esser umano è
fatto ad immagine di Dio uno e trino. Questo riassume l’umanesimo cristiano. Ogni
uomo è immagine del Dio uno e trino.

14 Verso una concezione comune (1998)


Si tratta della problematica di cosa è il Concilio Ecumenico delle Chiese. E' stato fondato ad
Amsterdam come novità assoluta. Questo spiega la reticenza. Il documento di Toronto parla
di cosa è e di cosa non è.
Si deve dire che dopo 48 Vaticano II ha cambiato la prospettiva ecumenica. In Vat. II non si
parla più del tutto o niente. S’inventa nella LG 8: subsistit in. E' una questione di diversità di
gradi. Di più o meno. Non c’è la chiarezza assoluta, non c’è il buio assoluto e si parla di una
certa ecclesialità d’altre chiese; ortodosse. Si accetta la vera sacramentalità delle Chiesa
ortodosse. Non c’è un vuoto totale, ma c’è una certa gradualità. Stiamo parlando della teologa
presentata in Vaticano II. C’è un vero progresso ecumenico. Si parla ultimamente
specialmente a Santiago di un’unità invisibile. Non è visibile, e giuridica. Si parla dell’unità
come koinonia tra le diverse Chiese. Questo fa che il documento di Toronto è troppo ristretto.
Il concilio ecumenico delle Chiese è qualcosa di più. Il documento che studiamo è lungo. È
scritto in quattro parti
1. definisce il processo ecumenico e descrive i cambiamenti: sono passati 50 ANNI.
a. Un contesto di trasformazione, c’è sempre stato un periodo d’incertezza e
indebolimento dal punto di vista materiale. All’interno c’è separazione: la
chiesa russa e di Georgia hanno lasciato. Il cambio è legittimo perché se
pensiamo alla 40 chiese del 48 e le 300 che oggi sono presenti ha fatto un

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Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

governo difficile. Si è passati da un movimento europeo al mondo. La Chiesa


romana all’inizio era opposta e adesso è molto interessata. Anche il problema
dell’ordinazioni delle donne ha fatto problema. C’è poi la crescita di Chiese
che non accettano il CEC: per esempio gli evangelicals. Dopo una cosa
grandissima del tema della giustizia, della pace e dell’integrità del creato.
Questo condiziona la totalità del movimento ecumenico. Si parla di
cambiamenti profondi nel mondo. Sempre in peggio. Più miseria, più fame, più
violenza e più problemi ecologici e questo ha avuto una ripercussione. Come
due fuochi, due gruppi: un gruppo che s’interessa della dimensione spirituale e
teologica: fede e costituzione. Un’altra etica. Questi due gruppi rispondono ad
un’ecclesiologia e etica sono due poli. La relazione mutua tra i due è difficile.
La Chiesa russa ha una certa paura che la dimensione politica sia esagerata.
b. C’è la storia della ridefinizione della posizione. Si legge il numero 2471
dell’echiridion eocumenicum: 5 affermazioni di Toronto su ciò che il CEC non
è:
i. non deve essere una super chiesa,
ii. non deve negoziare unioni fra le Chiese.
iii. Non dovrebbe basarsi su una concezione di Chiesa.
iv. L’appartenza no implica che ci si consideri relativi.
v. Non implica l’accettazione di una particolare dottrina sulal Chiesa.
c. Ciò che è:
i. Tutti considerano Cristo capo divino del corpo
ii. La Chiesa di cristo è una sola
iii. L’appartenza alla Chiesa in Cristo è più inclusiva all’appartenza della
Chiesa locale.
iv. Considerano le relazioni tra le Chiese e la chiesa cattolica deve essere
affrontato in comune
v. Chiese diverse e elementi della vera chiesa.
vi. Avere la volontà di ascoltarsi a vicenda
vii. Reciproca solidarietà e si aiutono in caso di bisogno in fratellanza
viii. Si aprono ad un rapporto spirituale per edificare il corpo di Cristo e
rinnovare la vita della Chiesa
2. parla del significato del movimento ecumenico:
a. il significato del termine ecumenico: non c’è una definizione autoritativa del
termine, che tutti accettano. Il termine significa la ricerca dell’unità , la
testimonianza comune, significa diaconia e aiutare gli altri. Il termine
oecumene significava la totalità del mondo abitato. In un incontro del comitato
centrale, si diceva che è importante sottolineare che oecumene è utilizzata per
definire dell’intero compito dell’intera Chiesa: portare il vangelo al mondo
intero.
b. Alcuni distinzioni di base: si parla che esiste un unico movimento ecumenico.
In questa unicità ci sono varie visioni. Si deve vivere a livello mondiale, ma si
realizza a livello locale. Non esiste soltanto il consigli ecumenico delle Chiese
ma c’è anche la Chiesa cattolica romana che si è impegnata in ogni contesto
ecumenico.
3. l’autocomprensione dello stesso concilio ecumenico delle Chiese. Tre subparti. Una
che parla della vocazione comune, un’altra delle conseguenze che deriva delle attività.
Prima di cominciare dobbiamo dire quali sono le caratteristiche. Non c’è una
posizione comune, c’è una diversità d’interpretazione. Questo testo ancora non è la
risposta, è un testo affidato alle Chiese per la sua valutazione. E' un lavoro molto

25
Teologia ecumenica: la dimensione dogmatica
TD2023 – H. Vall

ingrato. Questo è il limite e il valore del CEC. Ciò che è importante nell’ecumenismo
è il processo. Questo processo si nutre di questi documenti. L’insieme avanza. Non c’è
una posizione comune. Si prevedono altri cambiamenti che devono fare il consiglio
ecumenico delle Chiese.

Bibliografia
Vaticano II: Ecumensimo, Chiese Orientali, libertà religiosa, Lumen Gentium
G. PATTARO, Corso di teologia dell’ecumenismo, Brescia, 1962.
G. CERETTI, Corso
P. NEUER, Teologia ecumenica, 1997,2000.
J.E. VERCRUYSSE, Introduzione alla teologia ecumenica, 1993

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