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per l’intero processo del vostro


magazzino a corsie strette?
Noi ve la offriamo! Dalla progettazione fino alla messa in funzione.
Sommario.
Gli argomenti.

Criteri di Progetto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Struttura e componenti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19 Tecnologia RFID . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 42 Efficienza nel magazzino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 58

I vari sistemi a confronto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4 Layout . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 22 Soluzioni individuali fornite dallo stabilimento . . . . . . 60

I magazzini a corsie strette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5 Requisiti per l’installazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 27 Sistemi di protezione individuale . . . . . . . . . . . . . . 44 Modulo di richiesta opzione Busbar . . . . . . . . . . . . . . . 63

Ispezione della scaffalatura . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30

Sistemi di guida . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Ottimizzazione dei processi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 48 Gestione dell’energia e ricarica delle batterie . . . 64
Organizzazione del magazzino . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 31

Guida meccanica e guida induttiva . . . . . . . . . . . . . . . . 6 Navigazione di magazzino in corsia stretta . . . . . . . . . 48 Tecnologia dei caricabatterie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 64

Guida meccanica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 7 Vantaggi della navigazione di magazzino . . . . . . . . . . . 50


Pavimentazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Guida induttiva (filo guida) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 12 Valori sperimentali pratici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 51 Direttive e norme citate . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 66
Struttura e requisiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34

Navigazione di magazzino in corsia larga . . . . . . . . . . 54

Scaffalature . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 Radiotrasmissione dati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56 Checklist . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 67


Sistemi di assistenza alla guida . . . . . . . . . . . . . . . . 38
Scaffalatura portapallet Warehouse Management System . . . . . . . . . . . . . . . . . 57
nei magazzini a corsie strette . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 18 Sistemi impiegati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38

2 3
Criteri di Progetto.
I vari sistemi a confronto. I magazzini a corsie strette.

Magazzini a corsie larghe Magazzini con scaffalature a grande altezza Caratteristiche Obiettivi
• Stoccaggio direttamente a terra e su scaffalature • Stoccaggio su scaffalature I magazzini a corsie strette permettono il massimo sfrut- Minimizzazione dello spazio necessario e massimizza-
• Scaffalature con sistemi a canale, singola locazione • Scaffalature con sistemi a canale, singola locazione tamento di spazio grazie alla drastica riduzione di lar- zione della resa di movimentazione. Miglior sfruttamento
o multi-locazione o multi-locazione o strutture autoportanti ghezza delle corsie che unita alla possibilità di un’altezza possibile grazie all’interfacciamento ottimale tra carrello,
• Gestione manuale • Gestione automatica o manuale più elevata di prelievo merce consente di incrementare scaffalatura e pavimentazione.
• Utilizzo mezzi a timone, carrelli frontali o carrelli retrattili • Utilizzo di trasloelevatori notevolmente la capacità del magazzino.
• Presa frontale del carico • Prelievo laterale del carico Progettazione
• Larghezza corsia 2.500–4.500 mm • Larghezza della corsia 1.400 mm Uno dei vantaggi di tali sistemi è l’accesso diretto ad ogni Particolare attenzione durante la fase di progettazione
• Altezza di sollevamento fino a 12.000 mm circa • Altezza di sollevamento 35.000 mm circa posto pallet. Se necessario è possibile effettuare opera- va rivolta alle ridotte distanze di sicurezza ed alle elevate
• Grado di sfruttamento dello spazio alto/basso • Alto grado di sfruttamento dello spazio zioni di picking direttamente dallo scaffale. prestazioni di traslazione e sollevamento dei carrelli uti-
• Resa di movimentazione medio–alta • Resa di movimentazione molto alta lizzati. Un buon coordinamento delle interfacce e la loro
• Costi di investimento medio–bassi • Costi di investimento iniziali elevati La merce può inoltre essere movimentata secondo il interazione ottimale sono fattori decisivi per garantire il
principio FIFO. successo di un progetto.
Magazzini a corsie strette
• Stoccaggio su scaffalature
• Scaffalature con sistemi a canale, singola locazione
o multi-locazione
• Gestione manuale o semi-automatica
• Utilizzo di carrelli trilaterali o commissionatori
• Presa laterale del carico (stoccaggio) presa frontale
del carico (picking)
• Larghezza della corsia 1.400–2.000 mm
• Altezza di sollevamento fino a 16.500 mm circa
• Grado di sfruttamento dello spazio medio–alto
• Resa di movimentazione medio–alta
• Costi di investimento medi

4 5
Sistemi di guida.
Guida meccanica e guida induttiva. Guida meccanica.

100 mm

Al fine di ridurre al minimo lo spazio dei corridoi di I sistemi di guida garantiscono un funzionamento sicuro Principio di funzionamento
movimentazione, la distanza tra i carrelli usati nelle ed elevate rese di movimentazione. La guida meccanica Il carrello è guidato meccanicamente tra i due profili in
corsie strette e lo scaffale è molto ridotta. La norma consente di raggiungere elevate velocità di traslazione acciaio ancorati a terra. Due o più rulli di contrasto su
DIN EN ­1726-2 prescrive una distanza di sicurezza e di sollevamento e facilita il lavoro del conducente. entrambi i lati del telaio del carrello lo mantengono tra
­minima di 90 mm (tra carico prelevato e scaffale). le guide al centro della corsia.
In funzione del sistema di guida, del tipo di carrello
usato e della dimensione dei pallet possono rendersi Distanza di sicurezza per guida meccanica
necessarie delle distanze di sicurezza maggiori (es. Una distanza di sicurezza di 100 mm per carrelli guidati
con guida induttiva). con sistema meccanico consente di ottimizzare i risultati
in termini di sicurezza e di resa di movimentazione.

La distanza tra ruota di carico e guida deve essere almeno


di 50 mm in modo da facilitare al conducente l’ingresso
tra le guide e il corridoio.

min. 50 mm

Distanze di sicurezza per guida meccanica

6 7
Larghezza della corsia di lavoro per guida meccanica Le guide di contrasto meccaniche si suddividono in guide Le forze sono influenzate dalle tolleranze di planarità del
La larghezza minima della corsia di lavoro (AST) è cal- di tipo alto, guide di tipo ribassato, riempite di calcestruz- pavimento. La trasmissione delle forze alle guide avvie-
colata tenendo conto della profondità di stoccaggio del zo e non. Se lo scaffale è installato su un basamento in ne per mezzo di rulli di contrasto. Normalmente i mezzi
carico, delle dimensioni di ingombro del mezzo utilizzato calcestruzzo posto fra le guide, si parla di guida riempita; sono dotati di quattro rulli di contrasto, due sulla parte
e delle distanze di sicurezza. viceversa, nel caso in cui lo scaffale sia installato diret- anteriore e due sulla parte posteriore del telaio.
tamente sulla pavimentazione del magazzino, si parla di
guida non riempita. Le maggiori sollecitazioni sulle guide si verificano nell’a-
rea di posizionamento all’inizio della corsia poiché il car-
I sistemi più utilizzati sono quelli del tipo alto (altezza rello viene guidato solo per mezzo dei rulli anteriori. Le
AST profilo: 100 mm) e non riempiti; qualora si abbia invece forze orizzontali possono raggiungere i 25 kN (F1). L’area
b9/b14 la necessità di poggiare i pallet direttamente a terra di posizionamento ha una lunghezza di circa 2.500 mm,
(dietro le guide) si dovrà ricorrere ad una guida con dopodiché il carrello viene guidato anche mediante rulli
profilo di tipo ribassato. posteriori. Le forze nel resto della corsia si riducono fino
ad 8–10 kN (F2).
In funzione delle esigenze si sceglie la tipologia di profilo
della guida compatibilmente con le caratteristiche geo- Per facilitare ai conducenti l’operazione di posizionamen-
metriche ed inerziali necessarie, tipologia di pavimento to tra le guide, all entrata della corsia sono collocati dei
b6/b26 Ast e facilità di montaggio. profili d’ingresso. I profili d’ingresso hanno una lunghezza
di 300 mm ed un angolo di apertura pari a 15° oppu-
Pavimento A tipologie di carrello differenti e diverse velocità opera­ re possono avere raggi di curvatura dedicati mediante
Armatura in ferro Sottofondo tive corrispondono differenti forze trasmesse alle guide. calandratura.
b2
b6/b26 I profili usati per l’area d’ingresso della corsia devono
essere possibilmente di tipo alto al fine di garantire una
Ast
Larghezza corsia per guida meccanica Larghezza corsia per guida meccanica centratura sicura.
b26 +4
–0

b2 Larghezza asse di carico Montaggio delle guide


b6 Scartamento esterno rulli Le guide vengono posate ed ancorate al pavimento
b9/b14 Larghezza cabina/telaio carrello trilaterale F2 medianti tasselli dedicati ad interassi differenziati in fun-
b26 Distanza minima tra le guide zione delle forze che agiscono sulle varie zone della
AST Larghezza corsia di lavoro guida stessa. Gli interassi tra i tasselli possono infatti
ca. 700 mm variare da 800–1.000 mm ed essere ridotti fino a 300 mm
circa nella zona di ingresso corsia.

Le giunzioni delle guide vengono eseguite in loco


mediante saldatura con conseguente finitura superficiale
F1 per assicurarne la protezione contro la corrosione.

ca. 2.500 mm

ca. 300 mm

ca. 300 mm

Montaggio delle guide

8 9
Esempi di diverse installazioni:

Guida alta, riempita di calcestruzzo Guida bassa


• Facilità di pulizia del pavimento • Prelievo/deposito delle unità di carico direttamente
• Non richiede un piano di correnti a livello terra dal/sul pavimento
• È possibile realizzare la stessa misura per la corsia di • Non richiede un piano di correnti a livello terra
lavoro e la distanza tra le guide • Facile da montare
• Consente di realizzare grandi larghezze dell’asse di • Per altezze di sollevamento medio-basse con forze
carico con portate elevate laterali ridotte
• Assorbimento di grandi forze laterali • Facile da smontare in caso di modifiche nel layout
• Ideale per altezze di sollevamento elevate della scaffalatura
• Posa del massetto solo nelle aree adibite alla
­circolazione Nota:
Si raccomanda una distanza minima pari a 15 mm tra
la pavimentazione e la superficie inferiore dei rulli di
­contrasto.

Esempio: profilo C 120/6 Esempio: profilo U 65/42/6

Guida alta, non riempita di calcestruzzo


• Facile da montare
• Facile da smontare in caso di modifiche nel layout
della scaffalatura
• Richiede un piano di correnti a livello terra
• Per altezze di sollevamento medio–alte

Esempio: profilo L 100/65/11 Esempio: profilo L 40/60/8

10 11
Guida induttiva (filo guida).

Principio di funzionamento Riconoscimento cavo guida 125 mm Distanza di sicurezza per guida induttiva
Il carrello guidato ad induzione segue la traccia di un filo (antenna) Una distanza di sicurezza di 125 mm per mezzi guidati
conduttore posizionato al di sotto del pavimento. Un ad induzione consente di ottimizzare i risultati in termini
generatore di frequenza alimenta il filo conduttore che di sicurezza di esercizio e resa di movimentazione. La
viene percorso da corrente alternata ad alta frequenza distanza tra ruota di carico è scaffale/merce deve essere
(bassa tensione). La corrente genera un campo elettro- di almeno 100 mm.
magnetico concentrico. ca. 20 mm
Pavimento

Speciali antenne montate sul carrello rilevano questo ca. 50 mm


campo elettromagnetico e registrano ogni cambiamen-
to di posizione del carrello rispetto al filo conduttore. In 6 mm

tal caso il carrello sterza automaticamente e si riporta


Armatura in ferro
in posizione. Il carrello è così guidato in maniera sicura
Sottofondo
lungo l’intera corsia.
Filo conduttore nel pavimento

100 mm
Pavimento del fabbricato Carica elettrostatica con guida induttiva
L uso di armature di ferro o fibre di acciaio nel pavimento e guida meccanica
richiede i seguenti accorgimenti: Particolare attenzione va rivolta alle proprietà del pavi- Distanze di sicurezza per guida induttiva

mento nel dissipare le cariche elettrostatiche. L intensità


Per evitare influssi negativi sul campo elettromagnetico della resistenza di scarico dipende dalle condizioni in
alternato, armature di ferro (reti elettrosaldate) devono loco e dai materiali utilizzati, ma deve comunque essere
essere collocate nel calcestruzzo, al di sotto del livello < 106 Ohm. A tal proposito è importante non impiegare Larghezza della corsia di lavoro per guida induttiva
del filo conduttore. Una distanza maggiore di 50 mm tra materie plastiche isolanti per la realizzazione del pavi- La larghezza minima della corsia di lavoro (AST) si ottiene
AST
filo conduttore e armatura si è rivelata ottimale. Se al mento e del suo rivestimento. In presenza di rivestimenti tenendo conto della profondità di stoccaggio del carico,
b9/b14
posto delle reti si utilizzano fibre d acciaio, è importante isolanti non è possibile scaricare a terra la carica elet- delle dimensioni di ingombro del carrello utilizzato e delle
che vengano distribuite uniformemente nel calcestruzzo. trostatica dei carrelli, il che può provocare disfunzioni o distanze di sicurezza.
La quantità di fibre nel calcestruzzo deve essere al massimo guasti sui carrelli stessi.
di 30 kg/m3.

Inoltre è bene evitare, in un area di +/–250 mm dal filo b2 Larghezza asse di carico
conduttore, la presenza di altri componenti metallici, b9/b14 Larghezza cabina/telaio carrello trilaterale
come ad esempio profili d’acciaio per la protezione da
fughe di dilatazione e giunti. È assolutamente necessario
osservare le istruzioni di posa fornite dal servizio di assi- Pavimento
stenza Jungheinrich, il quale va consultato prima di qual- Armatura Sottofondo
siasi intervento. in ferro
b2

Dove possibile i giunti della pavimentazione devono esse-


Larghezza corsia con guida induttiva
re posti sotto la scaffalatura in modo che non siano solle-
citati dai carichi trasmessi dal passaggio dei carrelli.

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Filo conduttore Generatore di frequenza
Per posare il filo conduttore è prima necessario fresare Un generatore di frequenza alimenta il filo conduttore
una scanalatura profonda circa 15–20 mm e larga 6 mm. che viene percorso da corrente alternata ad alta frequen­
La polvere che viene a formarsi viene legata con acqua za. Il generatore Jungheinrich IFGenerator dispone di
ed aspirata. collegamenti per quattro singoli loop, ognuno della lun­
ghezza di massimo 1.000 m. L’eventuale danno/guasto
In seguito si inserisce un cavo di rame nella scanalatura di uno dei loop non compromette il funzionamento nelle
che viene infine richiusa a filo con il pavimento usando altre aree del magazzino.
una resina sigillante. Per evitare che il cavetto di rame
si spezzi in seguito a movimenti di dilatazione del pavi- Il generatore di frequenza va montato preferibilmente in
mento, si ricorre ad una protezione aggiuntiva (guaina un luogo protetto e facilmente accessibile. Nel caso di
in gomma). Questo permette al cavo di compensare le un alimentazione di rete instabile è possibile installare un
dilatazioni del pavimento. Nel caso in cui non sia possibile Posa del cavo generatore indipendente di tensione (batteria tampone, Generatore di frequenza
posare il cavo di ritorno nel pavimento, si ricorre ad gruppo di continuità) per garantire un’alimentazione d’e-
un’istallazione a parete o soffitto facendo passare mergenza. In caso di interruzione della tensione di rete il
il cavo attraverso canalette in PVC. Potrebbe rivelarsi generatore ha un’autonomia di circa due ore. Possono essere parametrizzate sei diverse frequenze da
vantaggioso l’utilizzo di un doppio cavo. 4 kHz a 9,5 kHz. La corrente di circuito impostabile può
Il generatore di frequenza e l’alimentatore d’emergenza essere attribuita, per ogni frequenza, su una scala da
Al fine di rispettare la tolleranza di scostamento del filo devono avere un proprio circuito elettrico con protezione 25 mA a 120 mA. Su un circuito possono essere modulate
conduttore dal centro della corsia, si consiglia di installare separata. La tensione di alimentazione è di 220 V in cor- fino a tre diverse frequenze, ad es. per circuiti di sicurezza
il filo conduttore dopo aver montato la scaffalatura. La rente alternata 50–60 Hz. in caso di applicazioni speciali.
tolleranza sullo scostamento della linea di guida induttiva
dalla linea centrale della corsia di lavoro non deve essere,
lungo l intera corsia, superiore a +/–5 mm.

Guida induttiva ad alta precisione Ulteriori vantaggi


Il sistema di guida induttiva Jungheinrich si distingue per • Partenza sul filo conduttore ad un’angolatura di max 90°
Saldatura dei giunti la sua elevatissima precisione resa possibile dal comando • Risparmio di spazio nella zona di cambio corsia
sterzo trifase che corregge la traiettoria in modo con- • Rapida entrata nei corridoi
tinuo e veloce. Un chiaro vantaggio rispetto agli sterzi • Elevate velocità di traslazione sul filo conduttore
idraulici convenzionali. • Adattamento alle diverse frequenze nell’impianto
a ­pavimento
• Differenti livelli di frequenza possibili in un unico filo
G F conduttore
F
G F

Tolleranze di montaggio e deformazioni ammissibili


della scaffalatura

Operazione di posizionamento

14 15
Layout del filo conduttore Layout
L’impianto per guida induttiva a pavimento è installato FG Per consentire al conducente un posizionamento veloce
AW
secondo la configurazione di un loop conduttore chiuso; del mezzo sul filo conduttore, si consiglia di installare il
le due estremità sono collegate con il generatore di fre- filo fino all’estremità del corridoio di cambio corsia. La
quenza (FG). In presenza di un numero dispari di corsie misura minima (AST3) da considerare si ottiene dalla lun-
sarà necessario installare una linea di ritorno fino al gene- ghezza del carrello (carico chiuso) +1.000 mm.
ratore di frequenza.
La distanza minima tra filo conduttore e parete del fabbri-
Per prevenire disturbi dei campi elettromagnetici n ­ ell’area cato (AW) si calcola, in ogni specifico caso, tenendo conto
di guida, si raccomanda di mantenere una distanza di della metà della larghezza del carrello, del dispositivo
AST 3
1,5 m tra fili della stessa frequenza, ad eccezione delle di fresatura e degli avancorpi dell edificio, quali pilastri,
linee di ritorno che non vengono utilizzate per la circola- tubature degli sprinkler o altre installazioni nell edificio.
zione. Traiettoria del filo conduttore con un numero dispari di corsie Area di posizionamento (zona di cambio corsia)
Se le corsie hanno l’accesso su un solo lato, e’bene
installare il filo conduttore il più vicino possibile alla fine
della corsia in modo da poter servire senza problemi
anche gli ultimi posti pallet della scaffalatura.

In presenza di un numero pari di corsie non è necessario FG Le corsie di lavoro larghe si possono suddividere in due
installare una linea di ritorno. Il grafico qui di lato illustra corsie strette installando due fili conduttori. Si ha un
un impianto con due loop conduttori separati. Qualora si AW ­simile caso se il magazzino è stato inizialmente progetta-
verifichi un guasto in uno dei loop si potrà continuare a to e realizzato per l’impiego di carrelli frontali retrattili.
lavorare nell altra area del magazzino.
AST La distanza minima (AL) tra fili conduttori percorsi dalla
AL stessa frequenza deve essere di almeno 1.500 mm.
AST Alternativamente devono essere usate frequenze diverse.
Lo stesso vale anche per fili incrociati.

AST 3

Traiettoria del filo conduttore con un numero pari di corsie Guida induttiva in corsia larga

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Scaffalature.
Scaffalatura portapallet nei magazzini a corsie strette. Struttura e componenti.

Esistono svariate tipologie di scaffalature. La loro struttura Non essendo una costruzione collegata direttamente con Spalle Correnti
dipende dal tipo di impiego e dalle condizioni presenti in l’edificio, le scaffalature portapallet consentono un’elevata I componenti verticali della scaffalatura portapallet ven- I correnti sono gli elementi orizzontali delle scaffalature
loco. flessibilità di installazione. L’utilizzatore ha la possibilità gono definiti montanti. Ogni coppia di montanti viene che servono da struttura portante per le unità di carico.
di modificare/adattare il layout della scaffalatura qualora unita mediante una struttura tralicciata a formare l’ele- I correnti sono uniti ai montanti mediante appositi con-
Le grandezze più importanti da considerare per il dimen- cambino le condizioni d’impiego. mento «spalla». Le connessioni più utilizzate sono quelle nettori. Una spina di sicurezza tra connettore e montante
sionamento di una scaffalatura sono i pallet o contenitori bullonate data l’elevata flessibilità ed i vantaggi nel tra- impedisce che i correnti siano sfilati accidentalmente
utilizzati, peso e dimensioni dei carichi ed i carrelli impie- Vantaggi delle scaffalature ­portapallet nei magazzini sporto. Le spalle presentano dei fori opportunamente dalla loro sede durante le operazioni di stoccaggio.
gati per servire gli scaffali. Nei sistemi a corsie strette si a corsie strette: sagomati ai quali vengono fissati gli elementi orizzontali
ricorre principalmente a scaffalature portapallet che pos- • Accesso diretto a tutti gli articoli denominati correnti. Le forature a passo, comunemente Il tipo e la forma dei profili usati per gli elementi portanti
sono essere monoposto o a più posti, a seconda del peso • Libera assegnazione delle locazioni ad interasse di 50/100 mm, permettono di adattare la della scaffalatura si scelgono in base al carico da sostene-
del carico. • Utilizzabili sia per impiego manuale che automatizzato scaffalatura alle specifiche esigenze di ogni Cliente. re; uno dei profili più utilizzati è quello realizzato con due
• Possibilità di stoccaggio longitudi­nale trasversale sezioni a C accoppiate (box). Per aumentare la rigidezza
Le prove statiche sono effettuate in conformità alla o misto Le spalle poggiano a terra tramite appositi piedini bullo- e inerzia del profilo, quest’ultimo può essere dotato di
norma EN 15512 «Sistemi di stoccaggio statici in acciaio – • Flessibilità di dimensionamento in funzione dei nati i quali provvedono a scaricare le forze direttamente apposite nervature.
Scaffalature regolabili porta pallet – Principi per la ­contenitori, dei pallet e dei carichi a pavimento. I piedini sono fissati a terra mediante anco-
­pro­gettazione strutturale». Le scaffalature porta-pallet • Possibilità di realizzare il principio FIFO raggi dedicati. In presenza di carichi molto pesanti, si può ricorrere all
Jungheinrich sono inoltre realizzate in conformità alle • Possibilità di effettuare le operazioni di picking impiego di profili IPE o UNP. I profili con sezione a Z ven-
seguenti norme europee: EN 15620 – EN 15629 – direttamente dallo scaffale gono spesso usati come correnti per le scaffalature con
EN 15635. ripiani adibite al picking.

Avvertenza importante:
I profili danneggiati vanno immediatamente sostituiti con
pezzi di ricambio originali!

18 19
Ripiani Protezioni antisbordamento Coperture di protezione sottopassi
I ripiani vengono utilizzati se la scaffalatura per picking Qualora non sia possibile rispettare una distanza di sicu- Le aree della scaffalatura transitate dai carrelli o accessibili
richiede una superficie di appoggio per piccole UdC rezza di almeno 100 mm nell interspazio di una scaf- alle persone, devono essere debitamente attrezzate per
oppure lo stoccaggio di pallet e contenitori di d ­ iverse falatura bifronte, occorrerà montare delle protezioni proteggere le persone contro l eventuale caduta di unità
dimensioni. I ripiani più comuni sono in rete di acciaio, antisbordamento sul retro degli scaffali. Nei magazzini a di carico o della merce stoccata, si possono usare griglie
ripiani metallici in grigliato e quelli in legno truciolare. corsie strette serviti da carrelli filoguidati, l’installazione di metalliche, pannelli di legno o di legno truciolato. Le
queste protezioni è facoltativa. Tale protezione impedisce stesse misure di protezione vanno adottate qualora siano
Il ripiano deve garantire la portata in condizioni di carico lo sbordamento dei carichi. integrate delle aree di picking nella scaffalatura portapallet.
concentrato e in condizioni di carico uniformemente Secondo la norma EN 15512 vi sono due definizioni diverse:
distribuito. In genere si presuppone che il carico sia distri- 1. Protezione antisbordamento (impedisce lo sborda- Distanziali
buito uniformemente. mento del carico) Per unire i montanti di scaffalature monofronti che vanno
2. Arresto pallet (ha la funzione di arresto a battuta a formare una scaffalatura bifronte si ricorre a distanziali.
Casi particolari dovranno essere esaminati e considerati Ripiani dell’unità di carico) La lunghezza dei distanziali si ottiene sommando la spor-
nel calcolo statico. Se il carico non può essere appoggia- genza del carico sul corrente e la distanza di sicurezza da
to sui correnti oppure se il peso lo richiede, si può aver La distinzione è in funzione del carico di progetto per il mantenere tra i carichi stessi.
bisogno di supporti extra come un rompitratta per pallet. quale il dispositivo è dimensionato. Se non diversamente
indicato viene prevista di standard la protezione antisbor- I distanziali vengono bullonati ai montanti e gli stessi
Postazioni di carico/scarico – ­prestoccaggi damento. possono essere anche predisposti per il montaggio delle
Le postazioni di carico/scarico sono normalmente for- tubature per impianti sprinkler.
mate dai correnti sporgenti dell’ultima campata dello Protezione montante
scaffale. L ultima spalla prima dell’area di carico/scarico è Tutti i montanti esterni devono essere equipaggiati con Reti di protezione
meno profonda e consente quindi il montaggio dei cor- protezioni angolari/protezioni paracolpi, anche nei pas- Le reti di protezione devono essere fissate sui lati di scaf-
renti filanti. saggi usati per il cambio di corsia. Si consiglia di proteg- falature monofronti non usate per le operazioni di carico
gere i montanti contro gli urti dei mezzi di movimenta- scarico per evitare accidentali cadute della merce stocca-
Le postazioni di carico/scarico vengono equipaggiate con zione soprattutto nelle zone più esposte. ta. Le reti sono disponibili come elementi già pronti per il
dispositivi o telai di centraggio. I carrelli di servizio a guida montaggio sul retro della scaffalatura.
libera scaricano quindi i carichi in una posizione presta- Protezione delle testate
bilita dove vengono presi in consegna dai carrelli usati Carico/scarico su scaffalatura cantilever separata Per proteggere le persone e la merce all’interno del E’inoltre possibile l’aggiunta di una rete metallica anche
nelle corsie strette. Per l’impiego di roll container, l’ultima magazzino, occorre montare delle protezioni alle testate, sulla fiancata della scaffalatura stessa.
postazione di carico scarico è realizzata come «docking ovvero ai montanti esterni della scaffalatura. La protezio-
station». ne deve essere rialzata e sporgere di almeno 500 mm dal
corrente superiore al fine di evitare la caduta dei carichi
Scaffalatura porta pallet
I roll container possono essere spinti manualmente nella nelle zone transitabili. Se il montante non è disponibile
Portata massima Anno di costruzione
postazione di carico/scarico. Un apposito fermo ancorato nell altezza richiesta, è possibile montare delle prolunghe
• Fare regolari ispezioni.
ripiano
• Attenersi alle istruzioni d’uso.
• I carichi sono entro i limiti ammessi?
• Controllare danni accidentali o dislocazione Portata massima
Tipo scaffale
ripiano

nel pavimento e integrato nello scaffale provvede al cen- sui montanti esterni per raggiungere l altezza desiderata.
• di componenti strutturali.
Numero ordine
Portata massima
ripiano
Informare il Responsabile della Portata massima campata kg
traggio del container.

Passo livelli
sicurezza su tutti i danni! Portata massima
ripiano
Altezza massima livelli mm

critica fino al
primo livello
Dimensione
Targhe e Cartelli di Portata Non modificare la struttura senza
Portata
massima campata
Profilo spalla
colloquio preventivo con il costruttore

Tutte le scaffalature devono recare il cartello di portata e la sua approvazione. Luce


libera
Profilo Portata
massima ripiano
La portata massima dei ripiani non
deve essere superata con la
somma dei carichi della campata.

del costruttore con indicazione del carico massimo


I carichi dei ripiani sono carichi
distribuiti uniformemente. Le parti
Non arrampicarsi sulla scaffalature! mm kg danneggiate o deformate devono
mm kg essere sostituite immediatamente

ammissibile sullo scaffale in condizioni di esercizio. Fare riferimento a «EN 15635»


mm
mm
kg
kg
a causa della significativa riduzione
del carico. Si prega di attenersi
alle istruzioni di montaggio e d’uso.
sistemi di stoccaggio statici in acciaio
Inoltre si possono apporre altre targhe per facilitare l’or- per l‘utilizzo e la manutenzione
delle attrezzature di stoccaggio.
Jungheinrich Italiana S.r.l.

ganizzazione in magazzino o per segnalare le norme di Nel dubbio contattare sempre


Via Amburgo, 1
20088 Rosate MI
Telefono 02 908711
il costruttore! Telefax 02 908712335

Carico/scarico su correnti sporgenti sicurezza e i divieti. info@jungheinrich.it


www.jungheinrich.it

A questo riguardo consultare anche la pagina 44; Sistemi Cartello di portata per scaffalatua porta pallet
di protezione individuale – Misure architettoniche.

20 21
Layout.

Scaffalature monofronte e bifronti Distanze di sicurezza – Spazi liberi nella scaffalatura Condizioni da considerare per il dimensionamento delle
Le scaffalature a grande altezza possono essere realizzate La norma EN 15620 definisce gli spazi liberi come segue: distanze:
come scaffalature monofronte e bifronte, Alla scaffalatura «Gli spazi liberi sono le misure nominali necessarie per le • Peso e dimensioni dei carichi
monofronte si può accedere da un solo lato, mentre la distanza tra i componenti mobili e fissi del sistema che • Livello di altezza del corrente superiore dello scaffale
scaffalatura bifronte è accessibile da entrambi i lati, ad devono poter evitare un urto anche in presenza di una • Tipologia dei carrelli usati per servire il magazzino a
eccezione di quelle a doppia profondità che permettono combinazione sfavorevole di tutte le tolleranze importanti corsie strette (sistema Man-up o Man-down)
di stoccare un pallet davanti all’altro. Servire questo tipo ed eventuali deformazioni.» • Grado di automazione dei carrelli
di scaffalatura con dei trasloelevatori comporta alcune • Dispositivi ausiliari impiegati (preselezione dell’altezza
limitazioni. Simili distanze sono ad esempio: di sollevamento, sistema automatico di stoccaggio e
• Distanze fra i carichi (x2) prelievo)
Le scaffalature monofronte sono normalmente posizio- • Distanza dai montanti della scaffalatura (x1)
nate davanti ad una parete, mentre quelle bifronti costitu- • Distanza dai correnti superiori (y) Gli spazi liberi sono tutti da intendersi come distanze
iscono la parte centrale del sistema. Layout • Distanza dai vari impianti tecnici e costruttivi (sprinkler, minime. Le distanze possono inoltre essere disciplinate, in
tubature, illuminazione, pilastri, ecc.) ogni specifico caso, dalle direttive e dalle norme vigenti
Il layout per la realizzazione di un sistema costituito da nel luogo d’impiego.
scaffalature monofronte e bifronte dipende, in ogni spe-
cifico caso, dalla superficie utile disponibile, dalle dimen-
sioni dei carichi e dalle distanze di sicurezza necessarie, y
dalla larghezza delle corsie di lavoro e dalle strutture por-
tanti dell’edificio che devono essere integrate nel sistema.

Se le scaffalature sono destinate ad edifici già esistenti,


il layout viene adattato di conseguenza.

Se invece il progetto è destinato ad un fabbricato di x1 x2


nuova costruzione, si può seguire la strada della solu-
zione ottimizzata in termini di dimensiona­mento. Il pro-
gettista può far realizzare il fabbricato come involucro Progettazione
ottimizzato in funzione del sistema di scaffalature, a
condizione che si disponga di un terreno di dimensioni
e forma adeguate e non vi siano restrizioni per l’altezza
della costruzione.
Distanze di sicurezza

Aree di passaggio – Sottopassi


Eventuali aree di passaggio dei carrelli usati per servire la I montanti esterni delle spalle nell’area di passaggio devo-
scaffalatura devono essere debitamente protette. La lar- no essere dotati di protezione angolare, i correnti sopra ai
ghezza dell’area di passaggio deve essere conforme alla sottopassi devono disporre di una copertura. Per consen-
larghezza della zona di cambio corsia. L’altezza libera di tire il passaggio solo con montante abbassato, i carrelli
transito si ottiene sommando all’altezza del carrello utiliz- per corsie strette possono essere equipaggiati con un
zato un margine di sicurezza di min. 100 mm. dispositivo di interruzione di marcia e di sollevamento.

22 23
Corsia di lavoro invariata Vie di fuga e di soccorso
Il calcolo della corsia di lavoro (distanza libera tra gli scaf- La distanza da un qualsiasi punto all’interno del magazzi-
fali ovvero tra i carichi stoccati nello scaffale) è stato già no al prossimo compartimento antincendio o all’esterno
descritto nel capitolo sui «Sistemi di guida». non deve essere superiore a 30 m (in linea d’aria) ovvero
a 50 m di percorso a piedi. Tale distanza può variare in
Per il progetto della scaffalatura bisogna tener conto della Ast base ai regolamenti dei singoli paesi. Se per non superare
sporgenza massima del carico dal pallet o dal contenitore Cavo guida la distanza massima si rende necessaria una via di fuga
impiegato. Il dimensionamento della scaffalatura deve ad trasversale attraverso l’impianto di scaffalature, bisogna
esempio tener conto di eventuali sportelli dei contenitori considerare i seguenti criteri:
a rete che si aprono per le operazioni di picking. Se la
Colonna portante
scaffalatura è progettata per edifici esistenti, occorre far Secondo le normative vigenti sul luogo di lavoro, la lar-
attenzione che le colonne portanti o altre strutture dell’e- ghezza delle vie di fuga va calcolata in funzione del grado
dificio non sporgano nella corsia di lavoro (Ast). Corsia di lavoro Porta per uscita d’emergenza in fondo alla corsia di lavoro di affollamento. La larghezza libera della corsia per attività
normali deve essere di almeno 0,80 m (DM 64–10.3.98)
Zona di cambio corsia e di almeno 1,20 m per attività soggette a CPI (Certificato
La zona di cambio corsia (AST3) è destinata al passaggio Prevenzione Incendi – DM 16.2.82). L’altezza libera non
del carrello dalla corsia A alla corsia X. La luce libera per deve essere inferiore ai 2,00 m. Va inoltre impedito l uso
il valore AST3 si ottiene dalla lunghezza del mezzo utiliz- improprio delle vie di fuga da parte del personale.
zato (incluso il carico più grande da trasportare) a cui va
sommata una misura che dipende dal sistema di guida Appositi cartelli di segnalazione dovranno essere predi-
(misure minime: 1.000 mm per guida induttiva, 500 mm sposti per impedire che le vie di fuga vengano ostruite.
per guida meccanica).
Sulla base del posizionamento delle uscite di sicurezza in
In funzione delle condizioni presenti in loco può comun- relazione al layout delle scaffalature, saranno predisposte
que rendersi necessaria una zona di cambio corsia più eventuali vie di fuga trasversali all’interno della scaffalatu-
larga. La progettazione deve garantire principalmente ra. Tali passaggi dovranno essere opportunamente protet-
che il passaggio da una corsia all altra possa avvenire ti contro una possibile caduta delle unità di carico.
in maniera veloce e sicura. Le dimensioni delle aree di Postazioni di carico/scaricoå
Via di fuga Via di fuga
approntamento della merce nonché la superficie di circo- interna fondo scaffale
lazione degli altri carrelli vanno tenute in considerazione Vie di fuga
per la zona di cambio corsia. possono essere adattate in funzione dei pallet o dei
contenitori utilizzati. Il metodo più semplice è quello di
Negli impianti di scaffalature di grandi dimensioni pos- appoggiare i carichi a terra davanti allo scaffale, in un’area
sono essere utili diverse zone di cambio corsia al fine di appositamente contrassegnata. Il numero di postazioni di
ottimizzare i tempi dei cicli di lavoro. Tali zone possono carico/scarico ovvero l’altezza superiore dei correnti per
essere collocate su entrambe le testate dell’impianto tali postazioni, dipende dai carrelli di servizio usati per il
oppure al centro. magazzino a corsie strette.

Carico/scarico – Prestoccaggi Le postazioni che non vengono utilizzate per le opera-


Le postazioni di carico/scarico alle testate anteriori delle zioni di carico/scarico, possono essere impiegate come
scaffalature servono ad approntare i carichi per i carrelli normali posti pallet, ma dovranno essere protette contro
usati nelle corsie strette. Le postazioni di carico/scarico l’eventuale caduta della merce.

24 25
Protezione antincendio nella scaffalatura Aree di protezione suddivise per classe d’incendio Requisiti per l’installazione.
Le misure antincendio nei magazzini costituiscono un Per il corretto dimensionamento di un impianto sprinkler
importante aspetto per la sicurezza. Concordare preven- occorre prima stabilire la classe d’incendio, facendo rife-
tivamente la costruzione di un magazzino con assicu- rimento alle Direttive VdS CEA 4001 (progettazione ed
razioni, autorità competenti e ditte esecutrici garantisce installazione di impianti sprinkler). Pavimentazione In presenza di armature (reti elettrosaldate) di diametro
chiari vantaggi. La piena funzionalità delle scaffalature è garantita soltanto superiore agli 8 mm e/o di barre d’armatura sovrapposte
Gli edifici e le aree da proteggere vanno suddivisi per se la pavimentazione sul luogo d’installazione è conforme si deve tenere conto di una maggiore usura della punta
Gli sprinkler devono essere collocati in un punto protetto classi di pericolo in base alla loro tipologia d’impiego alle norme tecniche come di seguito descritto. da trapano durante le operazioni di foratura.
della scaffalatura. Per l’installazione delle tubazioni ed il e ai rischi d’incendio cui sono esposti:
fissaggio si dovranno adottare le debite precauzioni. Le Portata della pavimentazione Nel caso di pavimenti contenenti sostanze aggressive o
distanze di sicurezza devono tener conto dello spazio LH Basso rischio d’incendio Secondo quanto prescritto dalle norme UNI EN 15512 agglomerati di magnesite sono necessarie speciali misure
necessario per il sistema di misure antincendio. e UNI EN 15629, e in base a quanto indicato dalla norma protettive per evitare la possibile comparsa di fenomeni di
OH 
Medio rischio d’incendio UNI EN 15635, le superfici destinate all’installazione di corrosione.
Le aree di protezione vengono suddivise in quattro attrezzature e apparecchiature da magazzino devono
classi di p
­ ericolo (OH1–OH4) essere in grado di sopportare in piena sicurezza il peso Tolleranze della pavimentazione
proprio delle attrezzature e i carichi utili ammessi. La planarità del pavimento del fabbricato deve essere
HHP 
Elevato rischio d’incendio, compatibile con le tolleranze prescritte per il settore
rischi inerenti alla produzione La resistenza massima a compressione della pavimenta- edile, come definito nel capitolo «Pavimentazione».
Le aree di protezione vengono suddivise in quattro zione non deve essere inferiore al valore specificato per la
classi di p
­ ericolo (HHP1–HHP4) scaffalatura. Il committente e/o il gestore della scaffalatu- Flessione della pavimentazione
ra devono garantire che la pavimentazione sia in grado di L’eventuale flessione del solaio, dovuta ai carichi trasmessi
HHS 
Elevato rischio d’incendio, sopportare i carichi dei montanti della scaffalatura. dalla scaffalatura, può influire notevolmente sulla funzio-
rischi inerenti allo stoccaggio nalità delle attrezzature da magazzino. Per le attrezzature
Le aree di protezione vengono suddivise in quattro I fattori da considerare sono il carico massimo per unità da magazzino fisse, la flessione massima, riferita alla luce
classi di p
­ ericolo (HHS1–HHS4) dell’intera superficie coperta nonché il carico concentrato massima, non deve essere maggiore di 0,75 x 1/500.
Sistema sprikler delle forze indotte dalle piastre dei montanti.
Il rischio d’incendio della merce stoccata dipende dalla Zona A
tipologia dei materiali stoccati, dalla tipologia dell’imballo Il carico per campata è la somma di tutti i carichi per
e dalla tipologia di stoccaggio. ripiano, con l’eccezione della merce stoccata direttamen-
Zona B
te sul pavimento. La somma di tutti i carichi per ripiano
non deve superare il carico per campata ammissibile. Il
carico per spalla o per montante è la somma dei carichi
per campata indotti dai lati destro e sinistro.

Caratteristiche della pavimentazione

Carico per campata


Il pavimento del fabbricato deve essere in calcestruzzo
di qualità minima C20/25 con adeguata armatura
(UNI EN 206-1). Il pavimento del fabbricato deve avere
uno spessore minimo di 20 cm e consentire l’ancoraggio

Carico per ripiano


della scaffalatura con tasselli a espansione; profondità dei
fori: ca. 15 cm.

Carico per campata

Carico per ripiano

26 27
Montaggio Estratto da EN 15620 (Tabella 7)
Nei sistemi bullonati, prima del sollevamento delle spalle
Limiti di tolleranza orizzontali nel piano X–Z (mm)
è richiesta un’attività di preassemblaggio che deve essere
Tipo di misura e descrizione della tolleranza Tolleranze di montaggio per scaffalatura di classe 300
effettuata in un ambiente spazioso, riscaldato ed illuminato.
dA Variazione rispetto alla dimensione nominale della distanza netta ±3
tra due montanti ad ogni livello di carico
Durante il montaggio finale dell’impianto di s­ caffalature, dAt Variazione rispetto alla dimensione nominale della lunghezza totale dello scaffale, ± 3n
le aree di installazione devono essere a ­ gevolmente cumulativo del numero n di campate, misurato al livello del pavimento
accessibili. Alcuni lavori, per esempio l’installazione Vale il maggiore tra i valori seguenti:

dell’impianto induttivo a pavimento, sono da effettuarsi al B Disallineamento tra montanti perpendicolarmente al corridoio, ± 10
cumulativo del numero n di campate, misurato al livello del pavimento oppure
termine del montaggio delle scaffalature al fine di poter
Per la classe 300A si applica solo per il montante del corridoio per la classe 300A: ± 1,0n
garantire la compatibilità con le tolleranze richieste.
Per la classe 300B si applica per i montanti del corridoio e i montanti posteriori per la classe 300B: ± 0,5n
dB0 Disallineamento tra montanti ai lati del corridoio alla fine della P&D, ± 10
In caso di impianti di grandi dimensioni è possibile effet- cumulativo del numero n di campate, misurato al livello del pavimento
tuare i lavori di montaggio in più fasi, utilizzando più CX Fuori piombo di ogni intelaiatura in direzione X ± H/500
squadre di montatori in modo da operare simultanea- CZ Fuori piombo di ogni intelaiatura in direzione Z per corse non fisse: ± H/500
per corse fisse: ± H/750*
mente su diverse aree del magazzino.
dD Variazione rispetto alla dimensione nominale della profondità totale dello scaffale Telaio semplice: ± 3
Telaio doppio: ± 6
Variazione rispetto alla dimensione nominale della larghezza del corridoio al livello ±5
dE
del pavimento
Variazione rispetto alla dimensione nominale della distanza tra le guide di contrasto +5 / 0

Tolleranze di montaggio AZ Distanza netta tra due montanti dE2 Variazione rispetto ai montanti su un lato della guida di contrasto ±5
B0 Distanza tra il sistema di riferimento Z dF Variazione rispetto alla dimensione nominale della rettilineità di un corridoio misurata ± 10
e la parte frontale della scaffalatura al livello del suolo in funzione dell’asse X assunto come riferimento
B1, B2 Disallineamento dei montanti lungo
il corridoio nelle campate 1 e 2 F1 Variazione rispetto a montanti adiacenti misurata al livello del pavimento in direzione Z ±5
A t(n)
W

CZ, CX Fuori piombo del montante rispettivamente GZ Rettilineità del corrente in direzione Z ± A/400
A
L

in direzione Z e X
D Profondità totale della scaffalatura Vale il maggiore tra i valori seguenti:
WE

E Larghezza della corsia JX Rettilineità del montante in direzione X tra correnti ad interpiano HB ± 5 oppure ± HB/750
B0 E1 Distanza tra le guide
E2 Distanza tra la guida e la parte frontale JZ Curvatura iniziale di una spalla in direzione Z ± H/500
L

B2 D E D
B1 B3 Bn del montante dM Tolleranza della guida superiore Definito da chi ha redatto le specifiche
X F Distanza tra il sistema di riferimento X del o dal costruttore del carrello
corridoio e la parte frontale del montante
Z F1 Variazione tra montanti adiacenti misurata TW Torsione del corrente a metà apertura 1° ogni m
vicino al livello del pavimento in direzione Z * H /500 è un valore accettabile qualora la sporgenza dei blocchi del pallet dal corrente frontale sia maggiore o uguale a 75 mm
GZ, GY Rettilineità del corrente rispettivamente
F1
F

in direzione Z e Y
H Altezza tra la parte superiore della piastra
F

di base e la parte superiore del montante


Ly

Z
Y HB Altezza tra la parte superiore del livello del Tabella 8 da EN 15620
corrente e la parte superiore del livello del
X corrente sottostante Limiti di tolleranza verticali in direzione Y (mm)
Z
HY Variazione dei livelli di supporto tra i
­correnti frontale e posteriore in una casella Vale il maggiore tra i valori:
Cx H1A Altezza dal lato superiore del livello GY
Cz M Rettilineità del corrente in direzione Y ± 3 o ± H1 /750
Gy

Gy

­supporto inferiore al lato superiore del


livello piastra di appoggio dH1 Variazione del lato superiore di ogni livello di corrente H1 rispetto per la classe 300A: ± 5 o H1 /500
H1 Altezza tra la parte superiore della piastra al livello del corrente più basso per la classe 300B: ± 3 o H1 /1500
HB

di base e la parte superiore del livello di dH1A Variazione della parte superiore del corrente al primo livello rispetto ±7
corrente più basso
H

Jz
H1

Jx al livello del pavimento in ciascun montante


H

JX Rettilineità del montante in direzione X tra


H3

Stabilito dal fornitore o dal costruttore del carrello


HB

dH3 Tolleranza della guida superiore, se presente


Jx livelli adiacenti
E2
A 0.00 JZ Rettilineità iniziale di un montante in dHY Variazione dei livelli di supporto tra i correnti frontali e posteriori in una casella ± 10
0.00
­direzione Z
Y
L Y L Distanza tra le mezzerie dei montanti
E1 E
H1A

D M Distanza tra la parte frontale del montante


X D e il centro della guida superiore
Z

Legenda della figura: tolleranze di montaggio e deformazioni ammesse Per un esercizio ottimale consigliamo di attenersi agli scostamenti limite CZ con il sistema scaffalatura sia scarico che
per gli scaffali e i sistemi di guida secondo EN 15620 carico. Questo è importante per il mantenimento delle distanze di sicurezza in corsia stretta.

28 29
Organizzazione del magazzino.

Numerazione delle file e delle posizioni all’interno della scaffalatura per l’attribuzione dei posti,
classificazione ABC, ottimizzazione dei percorsi e gestione dell’inventario.
1° gruppo di numeri: 3° gruppo di numeri: posizione
file o corsie della scaffalatura in altezza nella scaffalatura
Numero a due cifre da 01 a 99 Numero a una cifra (1–9) o a due
per la sequenza delle file/corsie cifre (01–99) per l’esatta posizione
della scaffalatura in altezza nella scaffalatura

06 - 34 - 02
z Y

Ispezione della scaffalatura.


x

Maggiore sicurezza a tutti i livelli • Confronto della capacità di carico effettiva con quella
2° gruppo di numeri: posizione
La nostra ispezione della scaffalatura è per il datore di di progetto longitudinale nella scaffalatura
lavoro un importante strumento che assicura, attraverso • Controllo costante dell’effettiva configurazione del Numero a due cifre da 01 a 99 per l’esatta
posizione longitudinale nella scaffalatura
controlli periodici, la conformità dell’impianto alle norma- sistema di scaffalatura con i disegni di montaggio
tive vigenti in materia di sicurezza sul lavoro. (ove disponibili) Y

La normativa impone al datore di lavoro che tutte le • Realizzazione di un verbale in merito alle prove
attrezzature esposte al rischio di eventuali danni vengano ­eseguite in fase di ispezione
Z X

01-07-01 0
controllate da personale specializzato nei tempi di ispe- • Emissione di un’etichetta adesiva che documenti il 08 08
07 07

zione prefissati. ­successo dell’ispezione 06


05 4
05
06

04
• Presentazione di un’eventuale offerta per la sostituzione 04
03
3
03
2

Indipendentemente dalla cura prestata durante le opera- delle parti mancanti o danneggiate. 02
1
02

01
01
zioni di lavoro, anche la migliore scaffalatura per pallet
è soggetta nel tempo ad usura e a possibili rotture.
(Attenzione: le parti danneggiate devono essere imme-
Scaffal
diatamente sostituite con ricambi originali Jungheinrich)
i
Fila/Corsia

In tal caso, il risultato può essere un aumento del rischio Ispezio Posizione orizzontale/campata
ne Pre
ventiv
in termini di sicurezza a cui si somma talvolta anche una a Posizione verticale/livello
perdita del livello delle prestazioni, fenomeno che, nel
trambusto delle attività lavorative quotidiane, non viene
spesso riconosciuto per tempo. L’ispezione della nostra
scaffalatura aiuta a prevenire tali disagi in quanto include 07
una vasta gamma di test, i quali contribuiscono ulterior- 01-07-01 06 07-02-05
mente a garantire il funzionamento in sicurezza di ogni Prossim
a Ispez
ion e
scaffalatura.
2013
2014
1520
05 05
Junghei 2016
nrich It
• Ispezione della scaffalatura secondo EN 15635 «Sistemi Filiale
di:
aliana
S.r.l.
04 04 0
Torino 03 05
di stoccaggio statici in acciaio – utilizzo e manutenzio- Milano
Telefono
011/68
Brescia
Telefono
02/908
93011
Posizione verticale 03 03
ne degli impianti di stoccaggio» Padova
Telefono
030/74
711
04
Telefono 37 11 02 02 03
• Verifica di conformità con le linee guida sulle attrez-
Imola
Firenze
Telefono
049/90
0542/6
99411 02
23811 07
Telefono
Roma 055/88 01
zature e le strutture di magazzino (FEM o SEMA) come Telefono
0765/4
8141 06 08 01 02
www.ju
5051 Po
siz 05
04 07
01
specificato dalle associazioni di commercio nghein
rich.it ion 04
05
06
eo 04 03 05
riz
• Controllo delle deformazioni e dei danni visibili ad zo
nta
03 03
04 rsia
le 02 03 /co
Fila
02
02
occhio nudo di correnti e montanti, eseguito da terra La Nov
astamp
a mod.
451
01
01
02
01

30 31
Etichette adesive Targhette numeriche in materiale Targhette magnetiche per scrittura Marcature pavimento
plastico autoestinguente Marcature da pavimento autoadesive in PVC molto resi-
stente, indicate per una contrassegnazione veloce, flessi-
bile e conveniente di percorsi e posti pallet.
• Le marcature da pavimento possono essere sostituite
in maniera semplice e veloce
• Su richiesta disponibili con codice a barre

Tre gruppi di numeri (massimo tre Numeriche, alfabetiche/alfanu- Pellicola in PVC bianca con lato
caratteri per gruppo. Numerici, alfa- meriche. Pronte al montaggio, posteriore magnetico per scrittura
betici/alfanumerici). Più gruppi su applicabili senza bisogno di utensili. con pennarelli indelebili. Da pulire
richiesta. Stampabili anche codici Realizzazioni speciali fino a 1.000 x con acqua o alcool.
a barre. 1.000 mm su richiesta. Profili C magnetici
Sono una soluzione di comprovata efficacia per la con-
trassegnazione flessibile e mobile, adatti anche alla scrit-
tura, aderiscono su qualsiasi base contenente materiale
ferroso. Parti frontali di scaffalature, scatole di trasporto,
armadietti, macchinari, banchi per utensili sono solo alcu-
ni esempi. I profili C sono elastici e possono quindi essere
Piano di numerazione dei posti all’interno degli scaffali applicati a superfici leggermente incurvate. Per questi
Società: Piano di numerazione: profili sono fornite anche apposite strisce etichettate
(con tagli inclusi) o fogli DIN A4 perforati e cartonati.
Progetto: Ordine nr.

Responsabile: Telefono nr.

07 20 5
Esempi di
06 34 02 numerazione
tipica
1° gruppo di cifre 2° gruppo di cifre 3° gruppo di cifre 4° gruppo di cifre

Fila/corsia Nr. Campata Livello di carico Contrassegno Nr. Posti nella


speciale casella di carico

Supporti per etichette e relativi listelli


I supporti etichette e i relativi listelli sono pratici quando
Etichette
le scritte sono molto variabili. Sono applicabili su tutti i tipi
Supporti per etichette di scaffalatura, realizzati in PVC duro molto resistente e
dotati di retro autoadesivo o magnetico. L’applicazione di
etichette sulle guide è estremamente facile. Spostamenti
o sostituzioni successive sono altrettanto semplici. La
leggibilità allo scanner del codice a barre non è compro-
Nr. Totale posti nella scaffalatura messa. Utilizzare i supporti etichette per etichette singole
Caratteri speciali (barrare la casella corrispondente): o i listelli per larghezze di scaffalature più ampie.

Nessuno Trattino Barra Punto Freccia Codice a barre


Front-end Misura: Quantità:
Colore Giallo Bianco

32 33
Pavimentazione.
Struttura e requisiti.

Le caratteristiche della pavimentazione industriale, Requisiti Normativa Qualità della pavimentazione


soprattutto la sua planarità, condizionano in maniera Per quanto riguarda la resistenza, lo strato di copertura La normativa è legata agli standard nazionali. L’esecuzione I magazzini con scaffalature a grande altezza serviti da
decisiva il funzionamento e l’efficienza di un magazzino (massetto) deve soddisfare i requisiti della classe di carico dello strato di calcestruzzo portante deve essere con- carrelli per corsia stretta rappresentano oggigiorno dei
a corsie strette. Lo strato portante e la soletta di base II prevista dalla norma DIN 18560, parte 7, Tab.1. Sotto forme alle norme vigenti (p.es. DIN 1045 e DIN 18202) sistemi tecnologicamente molto avanzati poiché con-
vanno dimensionati in modo tale che in presenza di carico il pavimento non deve presentare deformazioni e va realizzato, tenendo conto di possibili assestamenti, sentono all’utente di realizzare prestazioni di alto livello
­carichi non vengano superate le tolleranze ammissibili. plastiche. Pozzetti, canali o simili interruzioni del pavi- in maniera tale che le tolleranze angolari del pavimento con un elevato grado di sfruttamento dei volumi. Ciò ha
mento devono essere disposti ad una distanza di almeno ­finito a norma non siano superiori a 15 mm. come conseguenza il fatto che non soltanto il veicolo di
Struttura 200 mm dalle corsie di circolazione. Simili costruzioni movimentazione deve soddisfare requisiti tecnicamente
La pavimentazione industriale è normalmente costituita e installazioni sono da evitarsi nella corsia di lavoro. Per tutte le aree del pavimento si applicano le tolleranze elevati, bensì anche le strutture che circondano il vei-
da un sottofondo, da uno strato portante di calcestruzzo in conformità alla norma DIN 18202 (cfr. Tabella 1). Nelle colo, come ad es. la pavimentazione, devono rispettare
e da uno strato di finitura (massetto). Gli strati sottostanti La pavimentazione deve essere resistente ad oli e grassi corsie strette valgono le tolleranze della Direttiva VDMA: degli standard minimi. Al fine di poter sfruttare appieno
allo strato di calcestruzzo servono, ad esempio, al costi- e quindi priva di untuosità. Il rivestimento delle corsie adi- Requisiti pavimentazione per carrelli da corsia stretta le potenzialità dei veicoli in termini di performance, è
pamento del sottofondo, alla protezione contro l’umidità bite alla circolazione deve essere resistente all’abrasione (www.VDMA.org Settori Sistemi logistici/di movi- necessario attenersi strettamente ai requisiti della Direttiva
e all’isolamento ter­mico. e non tendere alla formazione di polvere. mentazione). VDMA «Requisiti pavimentazione per carrelli da corsia
stretta».
La resistenza di messa a terra secondo la norma I requisiti di tale Direttiva VDMA vanno rispettati con parti-
IEC 1340-4-1, DIN EN 1081 non deve essere superiore a colare attenzione. Dal punto di vista del contenuto, la Direttiva VDMA
106 Ohm. L’aderenza del pavimento deve essere confor- riguarda tre settori:
me alla norma ISO6292 (valore empirico: ca. 0,5 µ). • Requisiti di planarità adeguati
• Valutazione del livello di ondulazione superficiale
• Definizione di un procedimento di misura del livello
di ondulazione di superficie

34 35
Requisiti di planarità adeguati Pavimento finito a norma al di fuori dell’area della corsia stretta (zona antistante)
Nella Direttiva VDMA vengono definiti dei requisiti di pla-
narità longitudinalmente alle vie di circolazione e trasver- Distanza fra i punti di misurazione fino a 0,1 m 1m 4m 10 m da 15 m
salmente ad esse. Il principio fondamentale per la misura- Max. tolleranza sulla planarità consentita (interasse) 2 mm 4 mm 10 mm 12 mm 15 mm
zione di questi criteri è noto dalle normative esistenti Controllo di planarità eseguito in conformità alla norma DIN 18202.
e viene normalmente utilizzato come standard. Tabella 1

Valutazione del livello di ondulazione superficiale


La formulazione di questo requisito della pavimentazione
si basa sulla costituzione di un indicatore (Fx) derivato per
mezzo di metodi statici da una serie di differenze di altez- Differenza di altezza trasversalmente alla direzione di marcia in conformità alla Direttiva VDMA
za tra punti di misurazione adiacenti. In quest’ottica, valori La Direttiva è disponibile per il download sulla homepage della VDMA.
Fx minori indicano rugosità maggiori su grandi ampiezze Un esempio di calcolo si trova nell’allegato B1.
e quindi una planarità inferiore. Il calcolo dell’indicatore
c
è descritto in maniera dettagliata nella direttiva VDMA; da
Corrente superiore dello scaffale (m) ZSLOPE (mm/m) dZ = Z x ZSLOPE
essa è inoltre possibile scaricare una tabella per il calcolo
15 1,0 Z x 1,0 mm/m
automatico dell’indicatore partendo dai dati grezzi.
10 1,5 Z x 1,5 mm/m
fino a 6 2,0 Z x 2,0 mm/m
Definizione del procedimento di misurazione
Nota: Per altezze scaffalatura > 6 m è necessaria l’interpolazione.
del livello di ondulazione superficiale a b
La Direttiva VDMA definisce chiaramente anche il metodo
di misurazione e fornisce un ausilio alla misurazione sotto Z è la distanza tra il centro delle ruote di carico del veicolo di movimentazione interna Z

forma di disegno schematico. In questo modo si garanti- (a, b) in m, e ZSLOPE è l’inclinazione consentita trasversalmente alla corsia tra il centro delle
sce che i risultati di misurazione siano riproducibili e con- ruote di carico del veicolo di movimentazione interna (a, b) in mm/m. dZ
frontabili. I requisiti della rugosità del suolo sono riportati
nella Direttiva VDMA (paragrafo 4.2.3). La dimensione dZ è la differenza di altezza tra il centro delle ruote di carico del veicolo di
movimentazione interna (a, b). dZ è stabilita come rappresentato.
La Direttiva e il tool di calcolo sopra menzionato sono
disponibili per il download sulla homepage della VDMA.

Tolleranze di planarità lungo la direzione di marcia per tutte le altezze, in conformità alla Direttiva VDMA

Distanza fra i punti di misurazione 1,0 m 2,0 m 3,0 m 4,0 m


EKX 515, altezza di sollevamento 16,5 m
Max. tolleranza sulla planarità consentita, interasse = valore limite nelle corsie di circolazione (Sp) 2,0 mm 3,0 mm 4,0 mm 5,0 mm
Controllo di planarità eseguito in conformità alla norma DIN 18202.

Tabella 2

I requisiti della rugosità del suolo sono riportati nella Direttiva VDMA (paragrafo 4.2.3).

36 37
Sistemi di assistenza alla guida.
Sistemi impiegati.

La sicurezza in un magazzino a corsie strette presuppone Un’apposita valutazione dei rischi dovrà controllare se Nella norma DIN 15185, parte 2 viene richiesta la frenatu- Informazioni generali sulle i­ nterruzioni di marcia
il rispetto delle seguenti condizioni: il provvedimento alternativo adottato può garantire la ra del veicolo a 2,5 km/h prima delle estremità della cor- e ­sollevamento
• Aree di circolazione ben visibili all’uscita dalla corsia sicurezza dei lavoratori. sia senza che sia necessario l’intervento dell’operatore. Lo Le interruzioni di marcia e sollevamento sono funzioni
• Protezione dagli ostacoli di natura architettonica stesso vale per vie traverse nel magazzino, ad eccezione supplementari di ausilio all’operatore, impiegate in rela-
• Protezione di persone all’entrata nelle corsie di lavoro La valutazione dei rischi viene effettuata dal gestore, in delle vie di fuga. zione ad altezze dei capannoni ridotte o travi sul soffitto
qualità di datore di lavoro, ed è onnicomprensiva delle e sottotravi.
In Germania la gestione di un magazzino a corsie strette varie interazioni sul luogo di esercizio. Il costruttore forni- I veicoli dotati di dispositivo di rallentamento di fine corsia
è disciplinata da diverse direttive e regolamenti. Per i sce al gestore le informazioni necessarie, come il manua- vengono frenati prima dell’uscita da una corsia o nella I sistemi di assistenza alla guida supportano il conducente
paesi in cui mancano simili disposizioni, le misure di sicu- le operativo etc. (cfr. Direttiva Macchine 2006/42/CE, corsia senza uscita. Esistono due varianti di base: durante l’impiego del veicolo, ma non lo esonerano tutta-
rezza descritte qui di seguito sono intese come racco- Articolo 5(1)c). Grazie a queste informazioni, il gestore via dalla propria responsabilità personale:
mandazione. è di norma in grado di eseguire la valutazione dei rischi 1. Frenatura fino ad arresto completo • nell’arrestare il movimento idraulico ad es. dinnanzi ad
necessaria. Nel momento in cui viene superato il dispositivo di ral­ un ostacolo,
La situazione giuridica in Germania lentamento di fine corsia (transponder o magneti nel • nel tener sotto controllo ed attivare, ad es. durante il
L’attuale Ordinamento tedesco sulla sicurezza aziendale Tra i possibili sistemi di assistenza vi sono: pavimento) in direzione di fine corsia, il veicolo viene monitoraggio di fine corsia, la funzione di frenatura
(BetrSichV del 3/10/2002) conferisce maggiore respon- • Rallentamenti di fine corsia, Interruzioni/di marcia frenato fino all’arresto completo. Per proseguire la mar- dinnanzi ad un ostacolo o simili.
sabilità ai gestori di magazzini. Secondo le disposizioni e sollevamento, riduzioni della velocità cia, l’operatore deve rilasciare brevemente la manopola di
della Legge tedesca sulla sicurezza e sulla salute sul • Impianti di protezione personale marcia e riattivarla. Dopodiché sarà possibile uscire dalla Le interruzioni di sollevamento sono spesso combinate
lavoro (Arbeitsschutzgesetz) il gestore di un magazzino è • Navigazione magazzino corsia stretta ad una velocità al massimo di 2,5 km/h. con le interruzioni di marcia. Per questa ragione tutti i
tenuto a determinare quali provvedimenti vanno adottati veicoli Jungheinrich sono dotati di serie di un’interruzione
per garantire la sicurezza sul lavoro nel suo magazzino a Essi vengono generalmente realizzati mediante la tecno- 2. Frenatura fino a 2,5 km/h di marcia e sollevamento; la tecnologia transponder offre
corsie strette. logia transponder Jungheinrich (cfr. capitolo successivo). Nel momento in cui viene superato il dispositivo di rallen- inoltre un’elevata flessibilità per eseguire le impostazioni
tamento di fine ­corsia (transponder o magneti nel pavi- in funzione dell’ambiente di lavoro.
Qualora non sia possibile mantenere le distanze di sicu- Rallentamenti di fine corsia mento) in direzione di fine corsia il veicolo viene frenato
rezza previste tra scaffalatura e mezzo di movimentazio- Per aumentare la sicurezza nel magazzino è possibile fino a raggiun­gere una velocità di 2,5 km/h e può essere In questo modo, tutti i collegamenti indicati p ­ ossono
ne oppure non sia possibile realizzare apposite protezioni ricorrere a dispositivi di rilevamento di fine corsia e alla portato fuori dalla corsia stretta a questa velocità. essere attribuiti a singole corsie o a singole aree di
nelle corsie strette per la protezione individuale, il protezioni degli ostacoli di natura architettonica equipag- magazzino, ed essere inoltre riparametrizzati in m ­ aniera
gestore è tenuto ad adottare provvedimenti alternativi. giando opportunamente l’edificio. Attenzione: In entrambi i casi lo spazio di frenata dipen- semplice e veloce. Naturalmente come o ­ pzione
de dalla velocità di traslazione. sono ordinabili anche altre interruzioni di marcia e
­sollevamento.

38 39
Interruzione del sollevamento Interruzioni di abbassamento I sistemi di assistenza aiutano il conducente durante
Vi sono diverse possibilità di interruzione del solleva- Se le condizioni presenti in loco presso il cliente lo ren­ l’impiego del veicolo, ma non lo esonerano tuttavia dalla
mento (per es. limitazione generale del sollevamento, dono necessario, come opzione è possibile dotare il propria responsabilità personale dall’arrestare il movi-
interruzioni del sollevamento in funzione delle aree, con veicolo di un’interruzione dell’abbassamento. Questa mento idraulico ad es. dinnanzi ad un ostacolo. In caso di
esclusione ecc.). Tali interruzioni arrestano ad un altez- interruzione automatica dell’abbassamento, la quale si disattivazione dell’interruzione abbassamento è richiesta
za preimpostabile la corsa del sollevamento principale attiva a partire da una certa altezza di sollevamento, all’operatore un’attenzione particolare al fine di ricono-
e supplementare, evitando così collisioni ad es. con una blocca l’abbassamento del sollevamento principale scere eventuali ostacoli durante l’abbassamento della
trave del soffitto. e supplementare. cabina operatore o dell’attrezzatura di presa del carico.

L’impostazione di fabbrica dell’inter­ruzione del solleva- Il conducente può rimuovere il blocco azionando il Sistemi di protezione personale
mento (1.000 mm) viene eseguita dal sistema di assi- pulsante di esclusione «Interruzione abbassamento». Un ulteriore provvedimento è dato dall’uso dei sistemi di
stenza Jungheinrich presso il cliente, in occasione della L’interruzione abbassamento viene così disabilitata ed protezione individuale Jungheinrich (PSS Professional o
messa in esercizio del veicolo. Se un conducente esclude è quindi possibile abilitare diverse velocità/direzioni idrau- PSS Professional plus). Nel caso non vengano soddisfatti
l’interruzione del sollevamento, per es. in mezzo a due liche e di marcia. Queste funzioni di esclusione vengono tutti i requisiti di sicurezza previsti, il gestore dovrà con-
travi del tetto, gli viene segnalato che si trova in un set- impostate dal servizio assistenza Jungheinrich in occa- tattare l’ufficio competente per la prevenzione sul lavoro
tore pericoloso e che deve quindi prestare particolare sione della messa in esercizio del veicolo, a seconda oppure l’ispettorato del lavoro. Ulteriori informazioni sui
attenzione. All’operatore viene richiesta una particolare delle esigenze del cliente. Ogniqualvolta si sale al di sopra sistemi di protezione individuale J ­ ungheinrich sono ripor-
cautela al fine di riconoscere eventuali ostacoli con il dell’altezza di limitazione, il dispositivo di limitazione tati a partire dalla pagina 44.
montante sfilato. dell’abbassamento si attiva nuovamente.

Ogniqualvolta si scende al di sotto dell’altezza di disat-


tivazione, il dispositivo di limitazione del sollevamento
si attiva nuovamente. Non avviene però l’interruzione di
marcia davanti ad un ostacolo. Come già menzionato,
l’interruzione del sollevamento, per essere efficace va
combinata con l’interruzione di marcia.
Interruzione sollevamento e marcia
Interruzione di marcia
Vi sono diverse possibilità di interruzione di marcia per es.
interruzione generale, interruzione con esclusione, inter- Sotto al simbolo di esclusione corrispondente è possibile
ruzioni in funzione delle aree ecc. abilitare diverse velocità/direzioni idrauliche e di marcia.
Queste funzioni di esclusione vengono impostate dal ser-
Il simbolo «Esclusione interruzione marcia» si accende vizio assistenza Jungheinrich in occasione della messa in
sul display operatore quando, a partire da una certa altez- esercizio del veicolo, a seconda delle esigenze del cliente.
za di sollevamento o in una determinata area, non è più
possibile avanzare con il veicolo. Nel caso in cui si renda
comunque necessario correggere la posizione del carrel-
lo rispetto allo scaffale al fine di depositare o prelevare un
carico, l’operatore può avviare tale processo premendo il
pulsante di esclusione «Interruzione di marcia».

Interruzione abbassamento per una cesta da commissionamento

40 41
Tecnologia RFID.
Tecnologia transponder
• Informazioni sul comando di veicoli per corsia stretta
• Sistema a pavimento e comunicazione con l’ambiente
magazzino
• Diversi collegamenti e profili di v­ elocità

GPS nel magazzino – esatto rilevamento della posizione in ogni situazione Transponder
Transponder come supporto informazioni
Il comando dei veicoli nelle corsie strette e nelle aree del
magazzino è un criterio decisivo per un funzionamento
sicuro e per il mantenimento di tutte le funzioni richieste,
come rallentamento di fine corsia, interruzioni di solle- Flessibilità elevata – bassi costi di manutenzione Ottimizzazione delle prestazioni
vamento o riduzioni di velocità. I sistemi normalmente L’elevata flessibilità e l’assoluta apertura a modifiche futu- alla topologia del pavimento
reperibili in commercio utilizzano per tale comando re nella struttura del magazzino sono i vantaggi principali La tecnologia transponder offre non solo vantaggi in
soprattutto magneti a pavimento o elementi riflettenti. della tecnologia transponder. Mentre finora si era legati termini di sicurezza tecnica, bensì rende anche possi-
Mediante diverse «combinazioni di magneti» è possibile alla posizione di magneti o elementi riflettenti, ora, gra- bile un’ottimizzazione dei profili di velocità a seconda
riconoscere diverse zone ed eseguire meccanicamente zie alla tecnologia transponder, tali vincoli non esistono della topologia del pavimento. La planarità del pavimen-
commutazioni di sicurezza appropriate – ad es. uno stop più. Qualora una fila dello scaffale venga modificata o si to determina spesso la massima velocità di traslazione
automa­tico del veicolo prima dell’uscita dalla corsia. Con I transponder RFID memorizzano ogni cm2 del vostro magazzino aggiungano dei ripiani, i transponder vengono nuova- (Vmax.) del veicolo. In molti casi la qualità della pavi-
questi interruttori ottici o meccanici è tuttavia possibile mente descritti e la nuova struttura viene memorizzata mentazione non è omogenea e la velocità di traslazione,
trasmettere al carrello soltanto un numero di informazioni nel computer del veicolo. Le interruzioni possono essere finora, doveva essere ridotta in tutto il magazzino anche
limitato. Sono disponibili al massimo tre tracce. Questo configurate con il laptop e adattate a nuove situazioni. Un solo a causa di qualche punto in cattive condizioni. Con il
tuttavia non è sufficiente per gli impianti esistenti sempre vantaggio importante soprattutto per i fornitori di servizi nuovo sistema è ora possibile ottimizzare i profili di velo-
più complessi e per i requisiti di sicurezza sempre crescenti. logistici. cità in base alla singola situazione e rallentare la velocità
solo dove il pavimento lo richiede. Il numero di pallet
Per il comando dei veicoli da corsia stretta, noi impie- Poiché i transponder sono «annegati» nel pavimento, movimentati può altresì essere aumentato.
ghiamo transponder delle sole dimensioni di 9x16 mm questa tecnologia non è sensibile a disturbi o sporcizia –
che vengono installati nel pavimento del capannone ad come invece spesso lo sono i sistemi a codice a barre e Posa dei transponder
una distanza di max. 10 m l’uno dall’altro. Il veicolo stesso gli elementi riflettenti. I transponder vengono inseriti nell’apposito foro (profon-
è dotato di un dispositivo RFID di lettura e scrittura che dità 20 mm) e, con l’aiuto di silicone (non acetato), «affo-
comunica con i transponder, richiamando e utilizzando le Affidabilità gati» a circa 2 mm di profondità. Le distanze dal centro
seguenti informazioni: Dal punto di vista della flessibilità e della sicurezza nell’e- della corsia sono di 245 mm.
• Identificazione del numero e del tipo di corsia laborazione dati, la tecnologia transponder Jungheinrich
• Referenziamento della misurazione della distanza all’in- soddisfa requisiti elevati. Il sistema di controllo dei veicoli Esempio di posa transponder
In prima linea dal 2007: Tecnologia transponder
terno delle corsie a corsia stretta è completamente ridondante, cioè a due in una «corsia senza uscita»:
canali con computer master e di sicurezza. Larghezza guida meccanica
Con queste due informazioni e con la misurazione del viene memorizzata dal computer del veicolo. In questo 1.670 mm : 2 = 835 – 245 = 590 mm
percorso è possibile in qualsiasi momento determinare modo, su qualsiasi percorso, è possibile attivare diverse La comunicazione dati all’interno del computer di bordo Successivamente è possibile realizzare una maschera da
l’esatta posizione del veicolo all’interno delle corsie del funzioni come ad esempio riduzioni della velocità all’in- e ai motori/sensori avviene mediante un CAN-Bus ad alta utilizzare come aiuto per l’installazione.
magazzino. I transponder vengono captati dal dispositivo crocio con vie di fuga o interruzioni del sollevamento in sicurezza e certificato dal TÜV. All’inizio della corsia devono essere applicati tre tran-
di lettura a bordo carrello e la topologia del magazzino corsie con altezza libera limitata. sponder.
Il primo ad una distanza di 0 mm – inizio corsia
(altezza del primo montante scaffalatura)
il secondo ad una distanza di 500 mm – controllo
inizio corsia
il terzo ad una distanza di 5.000 mm – controllo
funzionamento

42 43
Sistemi di protezione
individuale (PSS). Ricevitore

Fondamenti giuridici • Misure architettoniche


La sosta contemporanea di pedoni e mezzi di movimen- per es. muri, recinzioni, porte, protezioni nelle scaffa-
tazione all’interno di una corsia stretta è generalmente lature bifronti che impediscano l’accesso alle persone,
vietata («gestione differita»). opportuna segnaletica di sicurezza

Durante l’utilizzo dei veicoli per movimentazione interna • Misure organizzative Colonna
Colonne
attive/ Colonna passiva
l’operatore si concentra soprattutto sul processo di depo- per es. istruzione e formazione del personale del passive Colonna ­attiva
­passiva
sito e di prelievo. Poiché tali veicoli non possono man- magazzino, regolazione della circolazione, incarico Protezione a blocchi Protezione singola Trasmettitore
tenere una distanza di 0,50 m dalla scaffalatura (spazio per iscritto dei conducenti dei carrelli
sufficiente per il passaggio uomo), se i pedoni si trovas-
sero nella corsia stretta contemporaneamente al veicolo • Misure tecniche in corrispondenza degli ingressi
incorrerebbero nel rischio di incidenti. delle corsie strette
per es. sistema di protezione individuale fisso, senza
Potenziali rischi residui in caso di mancata osservanza contatto – protezione degli ingressi in corsia stretta
sono da escludere, ma la protezione individuale deve mediante barriere fotoelettriche Sistema di protezione individuale Nella modalità d’esercizio «Accesso di persone» una o più
essere comunque garantita con l’utilizzo dei veicoli in fisso, senza contatto persone possono entrare nella corsia. Qualora un carrello
corsia stretta, poiché le distanze di sicurezza non posso- • Misure tecniche sul veicolo di movimentazione I sistemi fissi prevedono la protezione degli ingressi delle entri nella corsia nonostante il divieto (semaforo), scatta
no essere rispettate. interna corsie oppure di intere aree d’accesso mediante barriere automaticamente l’allarme (segnale luminoso lampeg-
Scanner laser sul veicolo fotoelettriche. giante + segnale acustico). Anche in questo caso una
Al fine di raggiungere tale obiettivo, ai sensi della norma persona autorizzata dovrà spegnere l’allarme nella corsia
DIN 15185, parte 2, sono necessarie le seguenti misure Le persone vengono rilevate da barriere fotoelettriche con l’apposito interruttore a chiave.
supplementari: monodirezionali. Il rilevamento viene effettuato a due
altezze: a 400 mm e a 900 mm, realizzato con due bar- In caso di allarme, oltre al segnale luminoso e a quello
riere fotoelettriche monodirezionali (colonna attiva) acustico, il sistema di protezione può anche emettere un
oppure con una barriera fotoelettrica monodirezionale segnale che fa scattare automaticamente la riduzione di
con doppio specchio di rinvio (colonna passiva). Per il velocità del carrello. In funzione della tipologia di carrel-
rilevamento sicuro ed univoco dei carrelli si ricorre ad un lo e del sistema di guida utilizzato, esistono le seguenti
sistema di rilevamento ottico che consente di rilevare in opzioni:
maniera univoca anche il senso di marcia. Questo sistema • Rallentamento mediante un’ulteriore frequenza di abili-
garantisce anche il conteggio esatto dei carrelli. tazione nei carrelli a guida induttiva
• Rallentamento mediante radiofrequenza
Per i sistemi di protezione fissi (per ciascuna corsia oppu- • Rallentamento mediante raggi infrarossi (ricevitore sul
re per l’intero impianto) si distinguono in genere le moda- carrello, trasmettitore fisso)
lità «Funzionamento carrelli» e «Accesso persone».
È inoltre possibile monitorare le porte delle uscite
La modalità «Funzionamento carrelli» consente al carrello ­d’emergenza oppure comandare l’illuminazione nella
Campo di protezione autorizzato di entrare e di uscire nelle e dalle corsie libe- corsia.
Campo di avvertimento re. Qualora una persona entri in una corsia nonostante il
divieto di accesso (segnale luminoso), scatta subito l’allar-
Campi di rilevamento dei sistemi di protezione mobili Scanner laser con campo di rilevamento me (segnale luminoso lampeggiante + segnale acustico).
L’allarme dovrà poi essere spento nella corsia interessata
con l’interruttore a chiave da una persona autorizzata.

44 45
Sistema di protezione individuale (PSS) mobile Descrizione del sistema • Campo di protezione e di avvertimento impostato in
Nel magazzino a corsie strette spesso le corsie, per ragio- Il sistema comprende due scanner laser installati in dire- maniera individuale sulle condizioni del veicolo
ni architettoniche, sono così strette da rendere necessaria zione del carico e in direzione di marcia. Il PSS è integrato • Disattivazione automatica del PSS all’uscita dalla corsia
la regolazione del funzionamento sulle vie di circolazione nell’architettura del computer di sicurezza del veicolo. • Velocità di marcia ridotta in direzione del carico in caso
con dispositivi di sicurezza tecnica. Come descritto in È inoltre garantito un collegamento sicuro al CAN-Bus. Il di scanner coperto
precedenza, in Germania sono le norme DIN15185-2, comando e la valutazione avvengono mediante l’impian- • Prevenzione di abbassamento indesiderato del posto di
TRBS2111 e BGVD27 a regolare questi aspetti. Per ragioni to elettronico centrale del veicolo. L’esatta misurazione guida nell’area della scansione. Tre tipologie parame-
di sicurezza, in una corsia possono trovarsi contempora- del percorso e il corretto rilevamento della posizione del trizzabili di esclusione in seguito all’attivazione del PSS:
neamente sempre solo o un veicolo, o una/più persone. veicolo vengono garantiti mediante la tecnologia tran- 1. Proseguimento marcia a velocità molto ridotta con
sponder. pulsante di esclusione senza limitazione
Il sistema di protezione individuale deve essere certificato 2. Proseguimento marcia limitato nel tempo a marcia
per la categoria di sicurezza corrispondente. Una persona Test funzionale molto ridotta – max. 5 sec.
non deve poter uscire lateralmente da una corsia, poiché In seguito ad ogni messa in esercizio del veicolo viene 3. Proseguimento marcia limitato nel percorso a marcia
in questo modo potrebbe inavvertitamente entrare nella eseguito un test autodiagnostico. Esso verifica il funzio- molto ridotta – max 1 dimensione pallet
via di circolazione davanti al veicolo di movimentazione namento di tutti i componenti e la relativa commutazio-
interna. ne. Il test avviene prima e durante l’ingresso in corsia e Funzioni supplementari PSS professional plus
non porta ad alcun rallentamento. In caso di esito negati- Scanner laser protetto in un EKX 515k • Possibile parametrizzazione di 8 campi di protezione
I sistemi o impianti mobili di protezione individuale, mon- vo del test, dopo l’arresto di emergenza del veicolo, esso e di avvertimento (anche asimmetrici)
tati sul veicolo, si sono rivelati una misura di sicurezza si sposterà solo a velocità molto ridotta. • Monitoraggio nella zona di prossimità antistante
efficace. Essi funzionano senza contatto (per es. con Equipaggiamento/Informazioni generali mediante un campo corto di protezione e di avverti-
scanner laser), riconoscendo persone od ostacoli nella • Scanner ad elevate prestazioni per il monitoraggio mento (sistema di assistenza d’ausilio all’operatore)
corsia stretta. Mediante il rilevamento anticipato di poten- dell’area di traslazione in direzione carico e direzione • Riconoscimento corsia e commutazione campo di
ziali pericoli, vengono presi provvedimenti adeguati (per trazione ­protezione in caso di larghezza corsia differente
es. arresto del veicolo), evitando così possibili incidenti. • Sistema integrato nel computer di sicurezza. Fornitura • Commutazione campo di protezione e di avvertimento
dallo stabilimento. in funzione della velocità
Sistema di protezione individuale (PSS) • Comando e funzione di visualizzazione mediante l’ele- • Possibile programmazione speciale di particolari esi-
Jungheinrich mento di comando del veicolo genze del cliente nel rispetto delle norme e direttive
Il nostro PSS è un dispositivo di protezione senza con- • Comando e valutazione mediante l’impianto elettronico vigenti in materia
tatto integrato nel veicolo (livello prestazioni secondo centrale del veicolo
ISO 13849-1) che rispetta i requisiti della BGV D27, • Collegamento sicuro per CAN-Bus
§ 28 par. 2 (ex norma antinfortunistica sui carrelli indu- • Protocollo di sicurezza completo e certificato dal TÜV
striali VBG 36, § 28 par. 2) nell’ambito della protezione • Rispetta i livelli di performance secondo ISO 13849-1
degli accessi alle corsie strette.
Progettazione, configurazione, fornitura, messa in
Il nostro PSS serve a proteggere le persone durante esercizio e manutenzione, tutto da un solo fornitore,
l’impiego di veicoli di movimentazione interna in corsie vale a dire un referente per il pacchetto completo:
strette con «gestione differita» (vale a dire in cui non è veicolo con PSS
consentita la presenza contemporanea di pedoni e altri
veicoli di movimentazione interna all’interno delle corsie Funzionamento
strette). • Attivazione automatica del campo di protezione e di
EKS 312 con PSS Professional plus
avvertimento all’ingresso in corsia, per il riconoscimen-
Vi sono due sistemi diversi: il «PSS professional» e il «PSS to ostacoli
professional plus». • Segnalazione ottica e acustica in caso di inosservanza
del campo di protezione e di avvertimento (­indicatore
ottico sul display operatore; messaggio acustico: Scanner laser PSS
­volume e frequenza parametrizzabili)

46 47
Ottimizzazione dei processi.
Navigazione di magazzino in corsia stretta.

Aumento della produttività grazie all’integrazione In primo luogo è stata impiegata la tecnologia transpon- Descrizione del sistema quale scatola egli deve eseguire il commissionamento.
dei veicoli nei processi der per la gestione dei carrelli, vale a dire per il comando Con la navigazione di magazzino vengono utilizzate le L’operatore non ha più bisogno di occuparsi di:
«Avete raggiunto il vostro obiettivo.» La tecnologia RFID a pavimento e per la comunicazione con l’ambiente del potenzialità della tecnologia transponder per la naviga- • percorsi di avvicinamento,
lo rende possibile. magazzino, adattando di conseguenza le funzioni di zione e il raggiungimento assolutamente preciso dei posti • ricerca pallet,
commutazione e i profili di velocità. pallet. Tutti gli ordini di trasporto o di commissionamento • «momento ideale» per l’avvio della marcia diagonale,
Indicazioni generali vengono inviati direttamente dal sistema gestione del • scanner codici a barre come conferma al sistema di
Come già descritto nel capitolo «Pavimentazione – In secondo luogo la tecnologia transponder offre i magazzino via radio al terminale del veicolo. Da qui le gestione magazzino (LVS) con carrelli combinati.
Struttura e requisiti», i dati sulle prestazioni dei carrelli migliori requisiti per la navigazione di magazzino. La base, coordinate X, Y e Z da raggiungere vengono acquisite tra- In questo modo l’operatore non è più responsabile della
elevatori a grandi altezze sono aumentati molto veloce- in quest’ottica, è costituita dal rilevamento costante della mite un’interfaccia seriale RS232 direttamente nella cen- navigazione magazzino. Si escludono anche corse errate
mente negli ultimi anni grazie alla tecnologia trifase. posizione dei veicoli attraverso il collegamento della tralina del veicolo. In questo modo il veicolo conosce la e di correzione.
centralina del veicolo con un sistema di comando master. posizione del ripiano di destinazione e il tragitto avviene
La velocità di sollevamento è oggi superiore a 0,5 m/s e quindi in maniera semiautomatica. Al conducente viene Navigazione magazzino:
la velocità di traslazione è di 12 km/h. Nel corso degli ulti- Questo sistema di assistenza semplifica il lavoro del con- indicata dal display la direzione di marcia e sollevamento • Nel tempo più breve
mi 20 anni, quindi, i valori di velocità sono quasi duplicati. ducente, aumenta la produttività e aiuta ad evitare errori e, attivando le funzioni, il veicolo raggiunge la posizione • Lungo il percorso più veloce
di commissionamento o di stoccaggio. desiderata autonomamente e con una precisione milli- • Con il minimo consumo energetico
Tali incrementi sulle prestazioni saranno nei prossimi anni metrica.
impensabili, poiché il limite fisico è stato ampiamente Il modello per il calcolo della convenienza è riportato al
raggiunto. I veicoli del futuro non dovranno essere sol- Questo processo avviene in marcia diagonale con tempi capitolo «Ottimizzazione dei processi – Efficienza ener-
tanto ad alte prestazioni, bensì dotati di tecnologie intel- ottimizzati. In seguito al posizionamento, uno spot di getica nel magazzino». Il vostro consulente sui sistemi
ligenti a bordo, al fine di poter essere collegati in maniera commissionamento (opzione) illumina il ripiano di com- potrà inoltre eseguire un calcolo adattato alle vostre esi-
ottimale all’IT e integrati nei processi logistici. missionamento indicando all’operatore su quale lato e da genze individuali.

48 49
Vantaggi della navigazione di magazzino.

Il confronto –
EKX con/senza navigazione
magazzino:

Grazie all’avvio ottimizzato


con la navigazione di
magazzino è possibile un
risparmio di tempo fino al
25 %. La «curva verde» ve lo
mostra: Nel tempo più
Produttività maggiore grazie a carrelli a grande altezza EKX con navigazione magazzino
breve, lungo il percorso più
x Sek: 36 veloce, con il minimo con-
sumo energetico.
Sek: 28

x Sek: 36 Esperienza pratica.

Referenza cliente CEVA • Gli ordini di deposito e prelievo vengono invia-


«Raggiungimento
­intelligente della meta» Il cliente: In qualità di uno dei maggiori fornitori di servizi ti al terminale del veicolo mediante un Warehouse
di un EKX con navigazione logistici su scala internazionale, CEVA Logistics è specia- Management System (WMS). Al fine di ridurre il tasso di
magazzino:
lizzata nella progettazione, implementazione e funzio- errori quasi allo zero %, i pallet, i posti magazzino e le
Il computer del veicolo cal- namento di complesse soluzioni logistiche per grandi e postazioni di carico/scarico vengono in parte sottopo-
cola il percorso più veloce
medie imprese a livello regionale, nazionale e internazio- ste più volte a scansione.
per arrivare alla meta.
Attivando la leva di marcia, nale. • La struttura del magazzino fa sì che esso sia composto
tutti i processi necessari al da lunghe file di scaffali. Processi di ricerca e di scan-
posizionamento vengono
eseguiti in maniera ottimiz- Presso lo stabilimento di Niederaichbach in Bassa Baviera, sione sono molto dispendiosi in termini di tempo.
zata: ad es. percorso, velo- CEVA Logistics è responsabile della logistica per il produt- • La velocità dei veicoli, teoricamente alta, non può esse-
cità e inizio sollevamento in
base al tragitto e inizio del tore di filtri Mann & Hummel. re sfruttata appieno. L’efficienza del magazzino non è
sollevamento in base quindi ottimale.
all’altezza di destinazione.
Situazione di partenza: • I veicoli vengono già impiegati su due turni di lavoro,
• In un magazzino alto 11 m con scaffalature a grande un ulteriore aumento di produttività sembrava in questo
altezza – comprendente 15 corsie e 19.100 posti pal- caso non più realizzabile.
let – vengono stoccati su pallet, tra le altre cose, anche • Conducenti diversi hanno tempistiche diverse nell’ese-
Gestione dinamica delle
postazioni di stoccaggio: filtri e aggregati. Il deposito e il prelievo vengono effet- cuzione delle operazioni di stoccaggio. La ricerca dei
tuati da tre carrelli commissionatori EKX. posti pallet può rivelarsi faticosa per il conducente.
Non importa come i pallet
vengono stoccati, la naviga-
zione magazzino accelera
i processi e indica sempre
la posizione corretta. Il
comando avviene mediante
il Warehouse Management
System.

50 51
L’incarico per Jungheinrich
• Aumento dell’efficienza del sistema logistico senza
modifiche al sistema magazzino e al WMS
• Garanzia di percentuale errori molto bassa
• Raggiungimento di una produttività uniforme per
tutti gli operatori
• Semplificazione del lavoro per gli operatori

Carrello elevatore a grande altezza EKX


con navigazione magazzino
Mediante transponder RFID nel pavimento i veicoli
segnalano costantemente la loro posizione. Gli ordini di
deposito/prelievo inoltrati dal WMS vengono inviati
tramite l’interfaccia logistica sul terminale veicolare diret-
tamente alla centralina del mezzo. In questo modo il
veicolo conosce esattamente la posizione successiva da
raggiungere. Il conducente deve solo fornire l’input di
marcia e sollevamento. Il veicolo raggiunge il posto pal-
let desiderato con una precisione al millimetro, esegue
autonomamente il deposito/prelievo e conferma al WMS
le varie fasi di controllo successivamente richieste. E tutto
questo in maniera automatica!

«Avete raggiunto il vostro obiettivo.» – EKX con navigazione magazzino A pieno regime fino alla meta, tutto in automatico

Vantaggio 1: Vantaggio 2: Vantaggio 4: Vantaggio 5:


Maggiore produttività del sistema logistico completo Massima sicurezza di processo con bassissime percen- Maggiore ergonomia per gli operatori e maggiore robu- Il cliente è entusiasta
• Raggiungimento automatico e preciso della posizione tuali di errore stezza dell’intero sistema Robert Gruber, Contract Manager presso CEVA Logistics,
all’interno della scaffalatura prescritta dal WMS seguen- • I processi automatizzati lasciano poco spazio a possibili • Enorme sgravio dell’operatore grazie alla mancanza dei Niederaichbach:
do il percorso più veloce. Grazie ad accelerazione e errori processi di ricerca «I miei operatori, grazie alla navigazione di magazzino,
frenatura ottimizzate, la massima velocità del veicolo • I depositi/prelievi avvengono sempre in corrispondenza • Lavoro poco pesante, in quanto non vi sono più «attivi- vengono «guidati» e lavorano in maniera molto più rilas-
può essere sfruttata in maniera ottimale. delle posizioni corrette tà complementari» come ricerca e scansione sata, seppur con elevate prestazioni sempre costanti.
• Niente più corse di ricerca e di correzione • Le giacenze nel WMS sono sempre attuali • Meno danni alla scaffalatura poiché le forche vengono Grazie al posizionamento preciso al millimetro, sia la
• Niente più scansioni manuali al deposito/prelievo posizionate in maniera automatica esattamente in cor- scaffalatura che la merce vengono preservate. Sul sistema
Vantaggio 3: rispondenza del ripiano di destinazione di magazzino e software preesistenti non è stato neces-
Integrazione semplice • Sulla scaffalatura non sono più necessarie etichette sario effettuare alcuna modifica. La conversione da parte
• Semplice integrazione nel sistema preesistente grazie o simili che possono sporcarsi o graffiarsi del Team Jungheinrich si è svolta in maniera assoluta-
all’interfaccia logistica Jungheinrich mente professionale.»
• Non si è reso necessario apportare modifiche al WMS
• Non si è reso necessario apportare modifiche alla topo-
logia del magazzino

52 53
Navigazione di magazzino in corsia larga.

Esempi di visualizzazione durante la navigazione – riconoscimento e comando intuitivo Con l’impiego del modulo «Navigazione magazzino cor- al carrello la sua meta seguendo il tragitto più breve e
sia larga», le potenzialità della navigazione magazzino veloce. La funzione «localizzazione veicolo» garantisce
possono essere sfruttate anche per veicoli di movimenta- in qualsiasi momento un corretto posizionamento dello
Navigation Display Navigation
NavigationDispla
Display
y Navigation
NavigationDispla
Display
y
zione interna a guida libera. La modalità di funzionamen- stesso. Una parallela trasmissione delle informazioni di
to del modulo è simile a quella del sistema di navigazione localizzazione al sistema di gestione magazzino o a un
Navigation Navigation Navigation
sulle autovetture. In questo modo, i processi al di fuori sistema di gestione carrelli permette di ottimizzare il
00-00-00 00-00-00 00-00-00 della corsia stretta diventano ancora più efficienti e sicuri. comando dell’intera flotta di veicoli.

La navigazione in corsia larga si differenzia notevolmente Che cosa significa tutto ciò?
da quella in corsia stretta. Come già descritto, il rileva- Aumento significativo della ­sicurezza di processo
mento della posizione del carrello nel magazzino a corsie grazie alla navigazione in corsia larga
11 m strette si basa su tecnologia RFID e transponder infossati Non appena l’operatore raggiunge la meta, ad es. una
4m 3,5 m
nel pavimento del capannone. La navigazione in corsia posizione nella corsia, e fornisce l’input di sollevamento,
larga funziona invece nella zona antistante e nella corsia la funzione «preselezione dell’altezza di sollevamento»
larga mediante uno speciale sistema di localizzazione, permette di estrarre automaticamente il montante fino al
Marcia rettilinea, Cambio di direzione verso Marcia rettilinea, poiché i carrelli sono a guida libera. posto pallet prescritto dal sistema di gestione magazzino.
cambio di direzione tra 11 metri destra tra 4 metri meta tra 3,5 metri
Non è più necessaria un’ulteriore scansione o conferma
Mediante un utilizzo intelligente della navigazione di del posto magazzino.
Navigation Display Navigation Display Navigation Display magazzino in corsia larga, è possibile collegare nell’intera
Navigation Navigation Navigation catena di processo dell’utente tutti i veicoli impiegati – La guida percorso, la preselezione dell’altezza di solle-
00-00-00 00-00-00 00-00-00 dall’ingresso merci/scarico camion fino alla spedizione/ vamento e le conferme automatiche al WMS portano
carico camion. La navigazione in corsia larga può essere ad un notevole sgravio del lavoro dell’operatore. Errori
integrata semplicemente come modulo su diversi veicoli, di deposito/prelievo nella corsia sbagliata vengono così
che si tratti di carrelli elevatori frontali elettrici, a montan- evitati. Grazie all’impiego della navigazione magazzino in
te retrattile o commissionatori. corsia larga aumenta la sicurezza di processo nei sistemi
Goal di magazzino e logistici.
2,8 m reached! 1,8 m Possibile rilevamento dell’esatta posizione
del carrello elevatore nella corsia larga
Per la navigazione in corsia larga viene impiegato un
sistema di localizzazione ottico. In questo modo è possi-
Marcia rettilinea, meta Meta raggiunta, Meta superata,
tra 2,8 metri nella scaffalatura destra nella scaffalatura destra retromarcia di 1,8 metri bile determinare l’esatta posizione del carrello elevatore.
La tolleranza della precisione di posizionamento è di
pochi centimetri. La base per questo sistema di naviga-
Navigation Display Navigation Display zione è rappresentata da un terminale di radiotrasmissio-
Navigation Navigation ne e della nostra interfaccia logistica. Quest’ultima «tra-
00-00-00 00-00-00
duce» le richieste del sistema di gestione magazzino nella
«lingua del veicolo» e viceversa.

X La navigazione in corsia larga permette diverse funziona-


lità. La «visualizzazione percorso» mostra all’operatore la
Turn around
No route found! direzione e il tragitto da seguire – un po’come il sistema
di navigazione utilizzato nelle autovetture. Qualora ad
esempio l’operatore esegua una svolta scorretta, il siste-
ma di navigazione Jungheinrich provvede immediata-
mente alla segnalazione dell’errore all’operatore stesso e,
Direzione errata, Nessun percorso trovato,
invertire la marcia veicolo fuori dal tragitto definito in caso di uscita dal percorso prestabilito, il tragitto viene La «guida percorso» indica al conducente la direzione
prontamente ricalcolato. L’obiettivo è far raggiungere e il tragitto

54 55
Radiotrasmissione dati. Warehouse Management System (WMS).

Sistemi di trasmissione dati a radiofrequenza e terminali Con il nostro Warehouse Management System è possi-
mobili consentono una comunicazione efficiente all’in- bile gestire qualsiasi magazzino: scaffalature porta-pallet
terno del magazzino. Tutti i dipendenti ricevono standard, scaffalature a gravità/push-back, scaffalature
i loro ordini di deposito/prelievo/commissionamento dal a ripiani e sistemi completamente automatizzati con
WMS direttamente sul loro terminale portatile o su quello trasloelevatori e trasportatori. Tutte le aree del magazzino
veicolare, oppure con sistemi Pick-by-Voice tramite delle (peres. ingresso/uscita merci, aree con scorte e di com-
cuffie. Niente più bisogno di scomodi elenchi cartacei. missionamento) vengono gestite e l’intero flusso di mate-
Mediante la scansione di codici a barre, le informazioni riale risulta orientato ed ottimizzato.
riguardo alle scorte del magazzino sono sempre aggior-
natissime, poiché tutti i movimenti delle merci vengono Il nostro WMS è un sistema flessibile. Grazie, infatti, ad
immediatamente segnalati via radio e controllati dal WMS. una gran varietà di parametri e profili che possono essere
reimpostati anche durante l’esercizio, il sistema si adatta
I vantaggi perfettamente ai vostri processi intralogistici. Un ricco
• Dati sempre aggiornati nell’ERP (Enterprise Resource sistema di report, oltre a molteplici possibilità di valu-
Planning) e/o WMS tazione, garantisce una trasparenza completa. Tramite
• Evasione ordini più veloce grazie all’elaborazione interfacce standard, il nostro WMS può essere collegato a
EKS 312 – Processo di scansione
non cartacea molti ambienti di sistema preesistenti.
• Clienti più soddisfatti e costi minori grazie alla
riduzione degli errori La gamma di servizi
• Impiegabile in diversi ambienti – per es. anche nei • Consulenza
magazzini con cella frigorifera • Capitolato d’oneri inclusa spiegazione dell’interfaccia
• Installazione, messa in esercizio e formazione
La gamma di servizi • Manutenzione e assistenza
• Consulenza
• Simulazione WLAN EKX 515 con terminale di radiotrasmissione e scanner,
• Installazione, messa in esercizio e formazione montato alla ringhiera
• Analisi delle performance
• Manutenzione e assistenza
In seguito all’installazione e alla messa in esercizio è la
Copertura radio ottimale in qualsiasi magazzino volta dell’analisi delle performance: viene controllata
La simulazione WLAN prima della messa in esercizio e la la copertura radio e, se necessario, a­ deguato l’impianto
successiva analisi delle performance, garantiscono una di radiotrasmis­sione.
copertura radio ottimale dell’intera area del magazzino.
Una documentazione professionale rende possibile risa-
Simulazione WLAN: sulla base del layout del capannone, lire a tutti i risultati anche in un secondo momento. Sia la
delle informazioni sugli scaffali e sulla merce da stoccare simulazione WLAN che l’analisi delle performance sono
vengono simulati il numero e la posizione degli accessi parte integrante di ogni progetto di radiotrasmissione
radio (access-points). al fine di garantire un flusso di dati costante sempre e
dovunque.

EKX 515 – Processo di scansione

56 57
Efficienza nel magazzino.

Esempio: Analisi Energetica Consumo energetico Esempio: Efficienza


Considerando l’aumento dei costi e il cambiamento cli- Al fine di mantenere il consumo energetico ad un livello Fino al 25 % di incremento dell’efficienza grazie alla navigazione magazzino – Estratto dal «Programma» per il calcolo
matico, il risparmio energetico è una tematica importante contenuto, tutti i veicoli di sistema Jungheinrich dispon- ­dell’efficienza:
nella gestione dei grandi centri logistici. gono di:
Calcolo dell’efficienza navigazione magazzino 1 veicolo Importo in €
• Tecnologia AC (tutti i motori)
Per via di costi energetici sempre maggiori e di nuove • Frenatura e abbassamento a recupero di energia
Investimenti/rate di finanziamento
disposizioni giuridiche, come la norma tedesca sul effettivo recupero di energia
Somma investimento costi veicolo
risparmio energetico (EnEV) o la normativa per la gestio- • Impianto idraulico ad alta efficienza
Con navigazione magazzino: supplemento costi veicolo
ne dell’energia secondo DIN EN 16001, i gestori dei • Gestione attiva dell’energia flusso di corrente ridotto
Con navigazione magazzino: Interfaccia logistica Jungheinrich (JH-LI)
ma­gazzini – per la pianificazione e la gestione dei loro • Gestione attiva della batteria bassi picchi di corrente
Periodo di analisi in anni
impianti – dovranno in futuro prestare sempre più atten- • CAN-Bus 70 % di cavi e connettori in meno
Costi di servizio annuali
zione all’efficienza energetica, al fine di adempiere alle
e/o
nuove normative e di rimanere concorrenziali. Grazie a queste misure e allo sviluppo costante dei siste-
Rata mensile di rental (finanziamento + assistenza) veicolo con terminale
mi è possibile raggiungere un risparmio enorme per ogni
Con navigazione magazzino: supplemento rata mensile di rental
In quest’ottica, il confronto tra il consumo energetico veicolo in termini di energia, tempo e costi. In altre paro-
dei veicoli è uno strumento importante per il gestore del le, un impiego su due turni di lavoro senza cambio batte-
Costi di esercizio annuali (senza costi energetici)
magazzino, al fine di ottenere senza sforzo un risparmio ria è assolutamente normale.
Costi veicolo
fino al 30 % per ogni macchina.
Costi personale lordi
Costi per navigazione magazzino
Costi totali senza navigazione magazzino Risultato:
Che cosa significa tutto ciò? Risultati: Dati magazzino Costi totali con navigazione magazzino Risultato:
Test comparativo: EKX 515 con un veicolo concorrente. • Lunghezza corsie [m] 65
Al fine di mostrare il potenziale di risparmio in € per il • Corrente più alto [m] 14 Prestazioni operative annuali
gestore del magazzino, un EKX 515 Jungheinrich è stato • Cicli di lavoro/h 30 Ore di esercizio
confrontato con il suo concorrente diretto. • Tempo/ciclo di lavoro [s] 93 Il doppio dei cicli di lavoro all’ora senza navigazione magazzino
• Peso pallet [t] 1 Aumento efficienza con navigazione magazzino
Procedura:
Stesso magazzino, stessi dati sulle prestazioni di entrambi Ciclo di lavoro secondo VDI 2516 Cicli di lavoro all’anno senza navigazione magazzino Risultato:
i veicoli, attrezzati con batterie da 80 Volt. • Ore di esercizio/anno 3000 Cicli di lavoro all’anno con navigazione magazzino Risultato:
Sono stati raggiunti i seguenti punti di destinazione con- • Fattore di carica 1,15
formemente alla VDI 2516 per il calcolo del ciclo di lavoro: • Prezzo corrente 0,12 €/kWh Costi per ogni ciclo di lavoro senza navigazione magazzino Risultato:
• Grado di rendimento caricatore 0,86 Costi per ogni ciclo di lavoro con navigazione magazzino Risultato:
H

3000 ore di esercizio EKX 5 Concorrente Risparmio per ogni ciclo doppio Risultato:

Ah/ciclo di lavoro 1,5 2,2 Risparmio annuale  Risultato:


XY Consumo energetico kWh/anno 16.608 24.359

Y Costi energetici/anno 1.993 € 2.923 € Tabella per il calcolo dell’efficienza di un carrello da corsia stretta con navigazione magazzino.
Emissioni CO2 t/anno 10,2 14,6 Richiedere un calcolo individuale direttamente al proprio referente Jungheinrich!
PDF
hDF Esempio di un impianto di riferimento:
Senza costi per batterie aggiuntive e senza struttura ABC Il cliente: Fornitore di servizi logistici leader a livello internazional
X il risparmio ammonta a: Situazione di partenza: Magazzino alto 11 metri con scaffalature a grande altezza
15 corsie lunghe 80 metri e 19.100 posti pallet
• 930 € all’anno con 1 veicolo
Veicoli impiegati su 2 turni di lavoro (2.000 ore di esercizio/anno)
0 • 18.600 € all’anno con 20 veicoli La soluzione: Navigazione magazzino
0 lDF L
Rilevamento automatico dati dal WMS
H Massima altezza di stoccaggio X Fulcro superficie parziale Si nota inoltre che i picchi di corrente della concorrenza Raggiungimento meta semiautomatico
L Lunghezza scaffalatura magazzino X Niente più processi di scansione
lDF Lunghezza marcia diagonale Y Fulcro superficie parziale durante la marcia diagonale riducono la durata operativa Cicli di lavoro all’anno senza navigazione magazzino: 40.000
hDF Altezza marcia diagonale magazzino Y della batteria. Cicli di lavoro all’anno con navigazione magazzino: 50.000
PDF Punto marcia diagonale XY Fulcro superficie parziale Risparmio per ogni veicolo/anno: 26.000 €
magazzino XY

58 59
Soluzioni individuali fornite dallo stabilimento.

La combinazione perfetta tra fabbricazione


industriale e manifattura artigianale
Sviluppata dalla migliore arte ingegneristica e da
­un’esperienza pluriennale, oltre che dalla comprensione
delle vostre esigenze.

Applicazioni speciali richiedono veicoli altrettanto speciali.


Questo vale per tutte quelle situazioni, come ad es. ope-
razioni di trasporto particolari, condizioni di magazzino
complicate e merci inusuali, difficilmente gestibili con
veicoli standard. La qualità e l’efficienza della produzione
in serie vengono da noi combinate con le vostre perso-
nali esigenze. Tutto ciò è reso possibile grazie alla struttu-
ra modulare dei carrelli sistemi.

Grandi serie e fabbricazione singola


La qualità e l’efficienza della produzione in serie vengono EKX 513, forche telescopiche con sollevamento supplementare davanti EKX 515, consolle di comando divise e
EKX 515, forche telescopiche regolabili idraulicamente alle forche e scaletta di emergenza conversione a veicolo di commissionamento
qui combinate con le vostre personali esigenze.

La struttura modulare di sistema


Siamo in grado di offrire il veicolo adatto ad ogni esigen- Sicurezza secondo CE può essere rilasciata solo se la valutazione dei rischi ha
za. Ciò è reso possibile grazie alla struttura modulare dei Tutte le opzioni sono controllate in relazione al veicolo avuto come esito la completa corrispondenza tra mac-
veicoli di sistema. Lunghezze/larghezze telaio individuali, secondo i criteri CE e testate in base all’impiego specifico. china e requisiti di sicurezza della Direttiva Macchine e
varianti di montante, consolle di comando spostate o I nostri collaudatori eseguono quindi test approfonditi su della GPSG (Legge tedesca sulla sicurezza dei prodotti e
divise, scatole di commissionamento, conversione di appositi banchi di prova. Naturalmente vengono eseguite degli apparecchi).
«veicoli combinati» a veicoli commissionatori, forche tutte le valutazioni di conformità prescritte dalle direttive,
telescopiche doppie o triple, piattaforme di commissiona- con conseguente rilascio della documentazione tecnica. Estratto da soluzioni già realizzate
mento molto diverse tra loro, piastre portaforche speciali, Una nuova ordinazione delle stesse modifiche è possibile • Consolle di comando spostate o divise
collettore di corrente sul veicolo e molto altro ancora… in qualsiasi momento. Oltre a questo viene redatto un • Ceste di commissionamento
sempre adattato al caso specifico. manuale operativo individuale per ogni veicolo. • Conversione di un «veicolo combinato»
a veicolo commissionatore
Il software flessibile Fondamenti giuridici • Forche telescopiche doppie o triple
La forma segue la funzione. Il comando segue la strate- Per le conversioni vale il principio che ogni modifica • Piattaforme di commissionamento di diversa fattura
gia – la vostra strategia! Software individuale per le vostre significativa su una macchina porta alla creazione di una • Piastre portaforche speciali
esigenze di impiego. Sistema di comando certificato TÜV macchina modificata. Si considerano in particolare quelle • Collettore di corrente sul veicolo
per garantire la massima flessibilità e sicurezza. Il sistema modifiche che vanno ad influire sulla sicurezza, e pos-
di controllo di tutti i veicoli standard di magazzino e dei sono quindi rivelarsi rischiose. Le modifiche significative Equipaggiamento completamente automatico
carrelli sistemi, anche con soluzioni indi­viduali fornite hanno come conseguenza che la macchina modificata EKX e ETX per l’impiego su 24 ore.
dallo stabilimento, pre­senta due componenti: un compu- deve ricevere una nuova dichiarazione di conformità I vantaggi:
ter master e un modulo di sicurezza. I due componenti dall’UE, in particolare sulla base di una valutazione dei • Aumento della produttività
si scambiano costantemente tutte le informazioni neces- rischi alla luce delle modifiche apportate al dispositi- • Massima disponibilità
sarie e si monitorano a vicenda in un sistema ridondante. vo. Tale valutazione deve riferirsi allo stato della tecnica • Capacità di movimentazione sicura
Anche nei nostri carrelli sistemi individuali non accettiamo esistente. Come produttore è da considerarsi colui che • Alternativa flessibile al trasloelevatore
compromessi, ed è per questo che abbiamo fatto certifi- svolge il ruolo maggiore nell’intervento di modifica. La • Scalabilità del sistema
EKS 312, forche telescopiche
e montante speciale care questo sistema dal TÜV. dichiarazione di conformità per la macchina modificata

60 61
Barre conduttrici di corrente e Modulo di richiesta.
caricabatteria incorporati
Laddove sono richieste elevate capacità di movimentazi­
one su 2–3 turni di lavoro si rivelano efficaci gli impianti
con barre conduttrici di corrente. Il sistema fornisce cor- Opzione barra conduttrice per EKX 4/5 e ETX 5
rente trifase che alimenta il caricabatteria incorporato nel
Modello Fornitore Montaggio desiderato
carrello per mezzo di collettori di corrente. Il caricabat-
Ast = mm
teria, a sua volta, alimenta tutte le utenze del carrello con Vahle Montante di
corrente continua. La corrente in eccesso viene recupe- Wampfler sollevamento
rata e rimandata nella batteria. Non essendo necessarie altro Telaio veicolo
stazioni di cambio batteria, caricabatteria esterni e batte-
aperto
rie di ricambio, il sistema risparmia spazio e costi. Oltre al
tempo e allo sforzo necessari per il cambio delle pesanti Barra conduttrice chiusa con collettore di corrente
batterie, il sistema rende superflue anche tutte le misure In caso di montaggio al telaio
del veicolo e veicoli a GM;

mm
supplementari che andrebbero considerate per l’equipag-
completare:
giamento di un locale di carica. Caricabatteria, collettore di corrente sul carrello

mm
I carrelli elevatori usati nei magazzini a grande altezza Misura larghezza guide:mm

mm
h12 =

mm
Installazione delle barre conduttrici di corrente sono equipaggiati con uno speciale caricabatteria chiuso Misura altezza guide: mm

h22 =
L’equipaggiamento tecnico della corsia è costituito in (48V/80V, 80A, 100A, 120A) a controllo elettronico.

h11 =

h21 =
Min. altezza libera  mm
genere dalle barre conduttrici, montate a destra o a Diverse curve caratteristiche consentono il «funziona-
dal suolo:
sinistra della corsia, dai profili di ingresso per il posizio- mento tampone o di carica». Grazie a dei s­ ensori o alla
namento dei carrelli e dall’alimentatore. Il sistema viene misurazione del percorso mediante la tecnologia tran- Tipo di guida: Angolo interno
normalmente installato sui correnti dello scaffale (a circa sponder descritta in precedenza, il caricabatteria viene Angolo esterno

2–3 m da terra). Prima che il carrello si inserisca con il attivato e disattivato con un certo ritardo, in modo da Scaffale a scaffale Profilo a U
= mm
altro
collettore di corrente nella barra conduttrice, deve essere evitare che si brucino i contatti del collettore all’ingresso
attivata la guida fissa del carrello. e all’uscita nella barra conduttrice. L’ingresso dei carrelli
nella corsia va effettuato possibilmente sempre solo in Informazioni importanti
Barra conduttrice di corrente di tipo chiuso una direzione. I collettori di corrente si possono montare,
Cliente: Numero ordine:
Nel sistema a barra chiusa, il contatto tra collettore e in opzione, anche su entrambi i lati. In tal caso bisogna
barra avviene all’interno di un profilo ad U quasi com- assicurarsi che solo il collettore attivo venga estratto a Tensione: Frequenza:

pletamente chiuso. Il collettore è fissato su un braccio seconda della posizione della barra e della direzione 0 conduttore: sopra  sotto  a spinta  a trazione 
mobile del carrello e viene inserito nella barra per mezzo di accesso alla corsia.
Collettore di corrente: sfilato sopra transponder fisso
del profilo d’ingresso.
Collettori di corrente montati in maniera fissa da un solo Caricatore attivato tramite: Magnete nella barra conduttrice Transponder
Caratteristiche: lato vengono impiegati per direzione di accesso semplice.
Informazioni supplementari:
• Protezione ottimale contro il contatto Collettori di corrente estraibili montati da un solo lato
• Ridotta formazione di sporco all’interno della vengono impiegati per direzione di accesso semplice e Data:
blindosbarra per passaggi angusti. Collettori di corrente estraibili mon-
Confermato da:
• Profili d’ingresso carrello nella corsia, risparmio di tati su due lati vengono impiegati per direzione di acces-
spazio nella zona antistante so doppia e per passaggi angusti.
• Guida ottimale del collettore Veicoli con barra conduttrice di tipo aperto e montaggio unilaterale:
Lo speciale collettore di corrente compensa le tolleranze
Collettore di corrente in direzione carico:  Collettore di corrente in direzione trazione: 
Barra conduttrice di corrente di tipo aperto orizzontali e verticale e ammortizza i colpi. Nei sistemi
Valori della Da bordo interno a
Nei sistemi di tipo aperto, il contatto tra collettori e con- a barra chiusa il collettore viene guidato lungo il profilo barra conduttrice bordo interno della
barra conduttrice
duttori di corrente avviene sul lato anteriore della barra della barre conduttrici per mezzo di un apposito carrello.
conduttrice.
a2 = mm a4 = mm

Caratteristiche:
• Altezza d’installazione ridotta all’interno dello scaffale a1 = mm a3 = mm

• Migliore accessibilità per manutenzione e riparazione

Collettore di corrente in direzione carico:  Collettore di corrente in direzione trazione: 

62 63
Gestione dell’energia
e ricarica delle batterie.
Tecnologia dei caricabatterie.

Le tecnologie delle batterie e dei caricabatterie sono la Carica fuori dal carrello Vantaggi dei caricabatterie ad alta frequenza: • Protezione dei cavi di ricarica da danni meccanici
base per ottenere i migliori requisiti di energia elettrica La batteria scarica viene rimossa dal carrello e sostituita • Prolungamento della durata operativa delle batterie • Distanza minima di 1 m tra batteria e caricabatteria
per massimizzare la produttività del carrello. Sistemi spe- con una carica. Il carrello in questo modo è immedia- • Programma di carica preconfigurato • Lunghezza standard del cavo di ricarica pari a 2,5 m.
cifici sono progettati per ricaricare una batteria scarica sia tamente operativo. Generalmente nei carrelli per cor- • Carica delicata grazie alla tecnologia ad alta frequenza Cavi più lunghi possono essere ordinati in opzione
sul carrello stesso che in un’area di ricarica dedicata. sie strette si prevede un cambio batteria trasversale. La con controllo del processo • Forniture adeguate per installazione/rimozione/traspor-
batteria viene posizionata sopra un piano con dei rulli e • Risparmio di energia fino al 30 % rispetto a caricabatte- to di batterie di ricambio
Carica sul carrello bloccata lateralmente per evitare cadute accidentali. Il ria tradizionali
In genere ci sono due possibilità: cambio batteria viene eseguito manualmente (con l’utiliz- • Tempi di carica più brevi Durante il processo di ricarica delle batterie viene rilascia-
• Il carrello viene collegato ad un carica­batterie esterno zo dell’apposito tavolo/trolley) oppure con altri aiuti (es. ta una miscela gassosa di idrogeno misto ad ossigeno.
durante le pause di lavoro. La batteria è connessa con l’aiuto di un altro carrello). Stazioni di ricarica delle batterie e locali dedicati Con un’appropriata ventilazione delle stazioni di carica o
all’apposito caricabatterie e ricaricata. Dovranno La seguente lista comprende alcuni punti che è necessa- dei locali di carica, sia naturale che artificiale, è possibile
essere previste delle stazioni dedicate di ricarica La batteria è caricata da un caricabat­terie esterno in una rio tenere in considerazione quando si progetta un luogo disperdere tale miscela in modo da non creare situazioni
(se è necessario in un ambiente separato). stazione di carica o in un locale di carica separato. N
­ oi o locale di ricarica come specificato nella normativa di pericolo evitando il raggiungimento del limite minimo
offriamo, in base alle diverse esigenze, soluzioni specifi- EN 50 272-3: di infiammabilità.
Questo sistema è raccomandato se i carrelli non vengono che per batterie e sistemi di ricarica. • Dimensionamento sufficiente per le aree e le vie di
utilizzati in modo continuativo (es. singolo turno giorna- ­traffico Il progetto degli impianti di ricarica è regolamentato dei
liero). Tecnologia ad alta frequenza • Altezza del locale di ricarica di almeno 2 m seguenti standard:
Per una carica delicata delle batterie si consiglia assolu- • Distanza di sicurezza da materiale infiammabile e • EN 50 272-3
• Il carrello viene equipaggiato con un carica­batterie a tamente l’impiego di caricabatterie ad alta frequenza. Essi merce stoccata di almeno 2,5 m (anche con caricabat- • Direttive delle associazioni del commercio
bordo. L’energia per la carica viene fornita attraverso le corrispondono all’attuale stato dell’arte e aiutano a ridurre terie integrati)
barre conduttrici in corsia. i costi di esercizio. • Installazione dei caricabatterie e dei cavi elettrici su una È consigliabile far certificare l’impianto da un ente per la
superficie non infiammabile prevenzione incendi riconosciuto.
Questo sistema è utilizzato principalmente nel caso in cui
si richiedano 2-3 turni di lavoro consecutivi.

64 65
Direttive e norme citate. Checklist.
Raccolta dati.

Direttive/Norme Descrizione Pagina Pallet


DIN EN 1726, parte 2 Requisiti supplementari per carrelli con posto di guida elevabile e carrelli 6 Trave sottotetto Lunghezza pallet (l6) = mm
specificamente progettati per circolare con carichi sollevati.
DIN 15185, parte 1 Sistemi di stoccaggio con carrelli industriali a guida fissa 14 LB Larghezza pallet (b12) = mm
EN 15512 Sistemi da magazzino fissi in acciaio – Fondamenti del calcolo statico 18, 21, 27 f l6 s
Profondità di stoccaggio = mm
EN 15620 Sistemi da magazzino fissi in acciaio – Tolleranze, deformazioni e spazi liberi 18, 23, 28, 29
EN 15629 Sistemi da magazzino fissi in acciaio – Specifiche per apparecchiature da magazzino 18, 27
Altezza pallet/altezza carico (h) = mm
EN 15635 Sistemi da magazzino fissi in acciaio – Utilizzo e manutenzione 18, 27, 30
di apparecchiature per magazzino – Scaffalature porta-pallet regolabili –
Linee guida per un lavoro sicuro LHD Corsia di lavoro
AST
DIN 4102 Comportamento al fuoco di materiali da costruzione 25 LHB Luce libera tra pallet (AST) = mm
Associazione delle compagnie di assicurazioni sulla proprietà,
VdS CEA 4001 26
progettazione e installazione di impianti sprinkler Luce libera tra le guide (b26) = mm
EN 206-1 Cemento – definizione, caratteristiche, produzione e conformità 27 AST + x
o Altezza delle guide (SH) = mm
DIN 1045-2 Strutture portanti in cemento, cemento armato e cemento precompresso 27
DIN 18202 Tolleranze nell’edilizia 27, 35, 37
BGR 234 Direttiva dell’associazione di categoria, sistemi e apparecchiature da magazzino 30
b26
Scaffalature
DIN 18560 Massetti nell’edilizia 34 h
Luce libera tra le spalle (AST + x) = mm
Elettrostatica – Resistenza elettrica di rivestimenti per pavimenti
IEC 1340-4-1 34 a SH
e di pavimenti installati Filo superiore 1° corrente (a) = mm
EN 1081 Rivestimenti resilienti per pavimentazioni – Determinazione della resistenza elettrica 34
d Filo superiore ultimo corrente (o) = mm
ISO 6292 Veicoli di movimentazione interna e trattori semoventi – 34
Misurazione di frenata e requisiti di robustezza dei componenti
Profondità spalla (f) = mm
DIN 1045 Costruzioni in acciaio e in cemento armato 35
Direttiva VDMA Nelle corsie strette vale la Direttiva VDMA: 35, 36, 37 Distanza tra le spalle nella
Requisiti pavimentazione per carrelli da corsia stretta scaffalatura bifronte (d) = mm
BetrSichV Ordinamento tedesco sulla sicurezza aziendale e sui luoghi di lavoro 38
Larghezza sopra pallet/
MRL 2006/42/EG Direttiva Macchine 38, 57
carichi nella scaffalatura bifronte (LB) = mm
DIN 15185, parte 2 Sistemi di stoccaggio con carrelli industriali a guida fissa (protezione individuale 39, 44, 46
per l’impiego di carrelli industriali nei magazzini a corsia stretta) Larghezza campata (c) = mm
TRBS 2111 Pericoli meccanici – Requisiti generali 46 c

BGV D27 Disposizione delle associazioni di categoria tedesche: 46


Norma antinfortunistica per veicoli di movimentazione interna (ex Norma a
­ ntinfortunistica per
b12 Edificio
veicoli di movimentazione interna VGB 36)
ISO 13849-1 Sicurezza del macchinario – Parti dei sistemi di comando legate alla sicurezza 46, 47 Distanza tra i pilastri del fabbricato (SA) = mm
DIN EN 16001 Sistemi di gestione dell’energia – Una guida per imprese e organizzazioni 58 Larghezza dei pilastri del fabbricato (SD) = mm
Dichiarazione Il prodotto può essere messo in circolazione e in esercizio solo se 61
di conformità CE corrisponde alle disposizioni di tutte le direttive applicabili e se è stata eseguita Larghezza corsia di manovra (AST3) = mm
la valutazione di conformità ai sensi di tutte le direttive applicabili. SM Altezza libera sotto trave (LHB) = mm
GPSG Legge tedesca sulla sicurezza dei prodotti e degli apparecchi 61
EN 50 272-3 Requisiti di sicurezza per batterie di accumulatori e loro installazioni 65 AST3 Altezza libera sotto al tetto
Veicoli di movimentazione interna per scaffalature – del fabbricato (LHD) = mm
VDI 2516 58
Calcolo del ciclo di lavoro in corsia stretta SA
Misura modulo di stoccaggio (SM) = mm
EnEV Normativa tedesca sul risparmio energetico 58

SD

66 67
3015.I.1,5.09.2012 · Salvo modifiche o miglioramenti tecnici.
Sistema di Gestione Sistema di Gestione della
della Qualità Salute e Sicurezza sul lavoro
Jungheinrich Italiana S.r.l. Jungheinrich Italiana S.r.l.

Sistema di Gestione
Ambientale Certificato negli
stabilimenti di produzione

I mezzi di movimentazione
Jungheinrich sono conformi ai
requisiti europei di sicurezza

Jungheinrich Italiana S.r.l.

Via Amburgo, 1
20088 Rosate MI
Telefono 02 908711
Telefax 02 908712335

info@jungheinrich.it
www.jungheinrich.it

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