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piano paesaggistico scheda d’ambito

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livello d’ambito

ambito 17
val d’orcia e val d’asso
Comuni di: Trequanda (SI), San Giovanni d’Asso (SI), Pienza (SI), Montalcino (SI), San Quirico d’Orcia (SI), Castiglione d’Orcia (SI),
Radicofani (SI)

profilo dell’ambito 1.
descrizione interpretativa 2.
invarianti strutturali 3.
interpretazione di sintesi 4.
disciplina d’uso 5.
informazioni relative al piano
piano paesaggistico
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val d’orcia e val d’asso

Pienza
Radicofani
San Quirico d’Orcia
Montalcino

Monte Amiata

Profilo dell’ambito
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val d’orcia e val d’asso
Profilo dell’ambito

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val d’orcia e val d’asso

L’ambito Val D’Orcia e val d’Asso si distingue per una significativa eterogeneità. A est, tra Trequanda e Monticchiello, si riconosce un territorio alto collinare con
morfologie più accidentate, una copertura forestale prevalente e mosaici agricolo-forestali. A sud-ovest, spiccano i versanti settentrionali del Monte Amiata degradanti fino a Castiglio-
ne d’Orcia. A ovest, si estende il territorio di Montalcino, con prevalenza di boschi lungo i versanti alto collinari e montani, e dominio - in ambito collinare e di pianura - della
monocoltura dei vigneti specializzati. Proprio l’intensa diffusione dei vigneti specializzati ha comportato la netta riduzione degli agroecosistemi di valore naturalistico, l’aumento
della frammentazione delle superfici forestali, condizionando negativamente - anche e soprattutto - gli importanti ecosistemi fluviali (in particolare, il basso corso del fiume Orcia),
con la realizzazione di nuovi impianti direttamente su terrazzi alluvionali. Pur costituendo un elemento caratteristico del paesaggio rurale, la diffusione di un’altra monocoltura -
quella cerealicola ha comportato la forte riduzione degli ambienti tradizionali e del pascolo, con pesanti ripercussioni sui peculiari elementi geomorfologici quali calanchi, crete
e biancane, oltre alla riduzione delle dotazioni ecologiche (siepi, boschetti, filari camporili, alberi). Le colline plioceniche - le Crete - definiscono l’identità specifica della Val

Profilo dell’ambito
d’Orcia, riconosciuta dall’istituzione di Siti Natura 2000 e riserve naturali. Le diverse porzioni dell’ambito sono tenute insieme da un articolato sistema fluviale, di cui l’Orcia,
l’Asso e il Formone sono i corsi principali, gli ultimi due tributari dell’Orcia, che a sua volta si immette nell’Ombrone a segnare, ad est, il confine dell’ambito. Di particolare im-
portanza percettiva, infine, la distribuzione di carattere spiccatamente policentrico degli insediamenti. La loro posizione - su “balconi” o “torri” - fornisce la visuale della profon-
dità e dell’eterogeneità del territorio, simmetricamente delimitata dalla costante presenza di un orizzonte di colline alte e boscose. Asimmetrico è il sistema stradale, il cui asse
principale è costituito dalla SS n. 2 (l’antica Via Francigena), con innesti verso Montepulciano, Chianciano e Chiusi. A ovest, invece, la rete stradale è centrata su Montalcino nel
settore nord e sulla “circonvallazione” dell’Amiata a sud.

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livello d’ambito val d’orcia e val d’asso

Descrizione interpretativa 2
val d’orcia e val d’asso
delimitata da due alti strutturali o horst: la dorsale Rapola-
2.1 Strutturazione geologica e no - Monte Cetona ad est e la dorsale Montalcino - Monte
geomorfologica Amiata-Monte Civitella ad ovest. La prima dorsale è costitu-
ita da formazioni appartenenti soprattutto alla metamorfica
Falda Toscana che costituiscono un’anticlinale rovesciata
vergente verso est, al di sopra della quale si ritrovano lembi
di depositi pliocenici. Il passaggio tra Bacino di Siena e di
Radicofani è segnato dalla presenza di un alto strutturale
denominato “Soglia di Pienza”, strutturalmente appartenen-
te alla dorsale Rapolano–Monte Cetona.
Lungo la seconda dorsale prevalgono invece, nettamente, le
formazioni liguri, costituite in gran parte da litotipi argilliti-
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ci, duttili, che in corrispondenza delle pendici settentrionali
del Monte Amiata sono ricoperte dalle vulcaniti quaternarie
L’ambito è caratterizzato da un susseguirsi di rilievi collinari
che costituiscono l’edificio vulcanico. Il massiccio montuoso
dalle forme dolci e poco accentuate che costituiscono il ca-
dell’Amiata costituisce un sito di grande valore geomorfolo-
ratteristico paesaggio delle “Crete” senesi e della Val d’Or-
gico ed è costituito dalla sommatoria di colate, flussi e duo-
cia. Questi paesaggi contraddistinguono antiche depressioni
mi di composizione da dacitica a trachitica che in quest’am-
tettoniche, o bacini, orientate NW – SE e delimitate da faglie
bito affiorano estesamente nei pressi di Vivo d’Orcia. Lungo
dirette disposte a gradinata, che si formarono a partire dal
la dorsale Montalcino-Monte Amiata-Monte Civitella sono
Miocene superiore come risultato della fase tettonica esten-
presenti, inoltre, alcuni affioramenti di peridotiti serpenti-
sionale che seguì il corrugamento appenninico.
nizzate con filoni gabbrici e basaltici. Essi rappresentano il
Il territorio è suddiviso tra il bacino di Siena, a N–NW, il
Descrizione interpretativa

substrato originario dei depositi liguri e sono porzioni di cro-


bacino di Radicofani, che si estende lungo il settore centrale
sta dell’oceano ligure-piemontese dislocati rispetto al loro
Strutturazione geologica e geomorfologica

e centro orientale dell’ambito, e i due bacini minori della Ve-


bacino di sedimentazione.
lona (il più piccolo tra i bacini neogenici della Toscana), nei
Sui rilievi sono presenti, inoltre, affioramenti del nucleo me-
pressi di Castelnuovo dell’Abate, e di Camigliano (porzione
sozoico della Falda Toscana, costituiti prevalentemente da
del più vasto bacino del medio–Ombrone) a sud–ovest di
rocce carbonatiche, individuabili in diversi settori della me-
Montalcino, al confine con l’ambito Maremma Grossetana.
dia Val d’Orcia e presso Poggio Zoccolino, lungo le pendici
Queste depressioni tettoniche, o graben, appartengono ad
dell’Amiata. In Val d’Orcia i principali affioramenti sono indi-
un‘ampia fossa che a livello regionale interessa il settore tra
viduabili presso Bagno Vignoni, Rocca d’Orcia, Ripa d’Orcia
la valle del Serchio e quella del Tevere. La depressione è
e tra Campiglia d’Orcia e Bagni San Filippo. A queste fine-
suddivisa in segmenti da alti strutturali, delimitati da impor-
stre tettoniche sono associate le principali manifestazioni
tanti lineamenti tettonici regionali che tagliano trasversal-
geotermali dell’area che ricade in parte nel settore setten-
mente la struttura, come la linea Grosseto–Pienza, che nel
trionale del campo geotermico del Monte Amiata.
Pliocene “svincolò” tettonicamente il bacino di Radicofani da
Attualmente le depressioni sono solcate da corsi d’acqua
quello di Siena. Nel Pliocene, il mare, a causa di fenomeni di
di una certa importanza come il Torrente Asso, a nord–est,
subsidenza, si insinuò all’interno delle terre emerse arrivan-
Il Fiume Orcia, nel settore centrale dell’ambito e il Fiume
do sino alle pendici del Monte Amiata, senza sommergere
Ombrone, lungo il confine occidentale.
i rilievi più elevati. In tale mare poco profondo si deposita-
rono materiali fini erodibili, come sabbie e argille, che dopo
la regressione marina furono modellati dagli agenti esogeni
nelle caratteristiche forme rotondeggianti tipiche della To-
scana meridionale, caratterizzate dai tipici fenomeni erosivi
che creano le formazioni dei calanchi e delle biancane. Nel
Pleistocene inferiore, il bacino di Radicofani è stato interes-
sato da attività vulcanica che ha determinato la messa in
posto di un piccolo vulcano di cui oggi rimane il neck, il re-
litto del camino ascensionale demolito dall’erosione, situato
al centro del Bacino di Radicofani. Tale attività ha portato
alla deformazione e al sollevamento della sequenza sedi-
mentaria a prevalenza argillosa che aveva colmato il bacino.
Schema strutturale d’ambito
p. 8 La depressione in cui si collocano i due bacini principali è
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Periodo preistorico-protostorico caratteristiche comuni, quali il fatto di aprirsi sul passaggio rinvenute tracce di una struttura megalitica probabilmen-
2.2 Processi storici di Scarse sono le attestazioni per le fasi paleolitiche e meso- di corsi d’acqua. Questi siti hanno permesso di individuare te dedicata al culto e riconducibile all’ambiente pastorale).
territorializzazione litiche, per le quali possiamo ipotizzare solo una sporadica una facies culturale specifica legata a questo territorio. Presso la rocca di Radicofani è stato anche individuato un
frequentazione delle zone di crinale nel territorio di Pienza. Le fasi protostoriche si consolidano sulle aree già occupate insediamento, forse stagionale, di evidente carattere stra-
In epoca neolitica si registra, almeno per la fascia centrale in epoca preistorica, ma il popolamento si allarga anche ad tegico per la sua posizione sopraelevata, in controllo sul
dell’ambito, un’occupazione dello spazio più intensa e con- altri habitat, sempre in prossimità dei corsi d’acqua; con- territorio circostante, sulle principali valli e sulla viabilità.
tinuata, con un’organizzazione per villaggi situati su terrazzi tinuano a essere frequentate le grotte. I rinvenimenti ef- Nel corso dell’età del Ferro comincia a strutturarsi il popola-
alluvionali posti nelle vicinanze dei corsi d’acqua (Ombrone, fettuati ci consentono di ricostruire una società basata su mento per come si evolverà in periodo etrusco, anche se ci
Orcia), come nel caso dell’abitato di Cava Barbieri. Si svilup- un’economia principalmente pastorale e sul nomadismo sono aree (come Castiglione d’Orcia) per le quali mancano
pa anche l’insediameno rupestre, particolarmente attestato della transumanza. I siti più significativi per l’età del Bronzo attestazioni.
nel comprensorio di Pienza, dove si segnalano le frequenta- sono Castelnuovo dell’Abate a Montalcino (grotta sepolcrale
zioni della Grotta del Beato (forse rituale) e della Grotta del- di un esteso villaggio) e Cava dei Barbieri a Pienza (sito con Periodo etrusco
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la Pocce Lattaie, due siti rupestri in habitat differenti ma con continuità di vita dal periodo preistorico e nel quale si sono In epoca orientalizzante e arcaica sono molto vitali i territori

Descrizione interpretativa
Processi storici di territorializzazione
2.2

Rappresentazione della rete insediativa di periodo preistorico e protostorico sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di Rappresentazione della rete insediativa di periodo etrusco sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di transito e comuni-
transito e comunicazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 240.000 cazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 240.000 p. 9
val d’orcia e val d’asso
della parte centrale dell’ambito, mentre risultano scarsa- una complessiva perdita d’importanza dell’area. Il compren- alla presenza di corsi d’acqua e di terreni fertili e facilmente ambiente devozionale di estrazione agricolo-pastorale. Dif-
mente popolati quelli più periferici, quali San Giovanni d’As- sorio sembra infatti rappresentare un territorio periferico lavorabili. La rete insediativa alterna l’insediamento sparso ferente è il caso del santuario sulla sommità di Radicofani,
so a nord o Radicofani a sud. La frequentazione antropica rispetto al ben più vitale contesto chianino, interessato dal (case contadine intervallate, in alcune zone, dalle cosiddette che ricopre anche la funzione di polo economico e di con-
non risulta legata a uno specifico habitat ma occupa conte- transito di una delle maggiori arterie stradali dell’Etruria in- “case ricche”) a quello accentrato, che può prevedere pic- trollo, organizzazione e gestione del territorio circostante.
sti paesaggistici eterogenei: le scelte insediative rispondo- terna e dalla contemporanea crescita accanto a Chiusi, di coli agglomerati (2-3 unità abitative) ma anche villaggi, di L’economia del comprensorio continua a essere imperniata
no piuttosto alla necessità di occupare posizioni strategiche Chianciano che si impone progressivamente come centro dimensioni maggiori rispetto a quelli di epoca arcaica. Non sull’agricoltura e sulla pastorizia, che riveste un ruolo fonda-
lungo importanti arterie di traffico (si riconoscono almeno di controllo sulla direttrice Chiusi-costa tirrenica, proprio a mancano attestazioni di fortificazioni d’altura, quali gli oppi- mentale, soprattutto nella parte amiatina dell’ambito, pro-
due direttrici viarie principali che collegano i centri e le città scapito dei centri della Val d’Orcia. da di Poggio della Civitella (Montalcino), Poggio Castellac- babilmente inserita all’interno dei percorsi di transumanza
della costa alla Valdichiana e al Valdarno). La rete del po- Con l’ellenismo si registra un autentico boom demografico cia (Pienza) e Piazza di Siena (Trequanda) che potrebbero fra la regione maremmana e il Casentino. Intenso è anche
polamento è costituita principalmente da piccoli agglome- e il territorio viene occupato in maniera diffusa, ben più fare parte di un sistema difensivo a protezione del territorio lo sfruttamento delle risorse boschive (siti fondati alle quote
rati aperti (nuclei di 4-5 abitazioni) mentre l’insediamento intensivamente dei secoli precedenti: i fattori attrattivi del chiusino. Una serie di depositi votivi sembra possa essere più alte). Rispetto ai periodi precedenti, si delinea una so-
sparso sembra svilupparsi in forma piuttosto modesta e non popolamento (che si sviluppa principalmente sulle aree di ricondotta a un ampio complesso di aree sacre rurali (sorte cietà più allargata e omogenea, con una classe di semiliberi
ovunque. Sono però attestati anche villaggi più consistenti, versante) sono riconducibili ancora alla viabilità, oltre che generalmente lungo la viabilità) riferibili probabilmente a un (abitazioni piuttosto povere) non più alle dipendenze delle
come nel caso del villaggio di fase arcaica di Poggio della alte aristocrazie ma di un ceto medio agrario locale, costitu-
Civitella (Montalcino) o altri nuclei all’interno dei quali si tito da gruppi familiari emergenti.
riconoscono abitazioni privilegiate che ci spingono a ipotiz-
zare la presenza di una sorta di ceto intermedio, una sor- Periodo romano
ta di aristocrazia minore che non è riuscita ad affermarsi Il processo di romanizzazione di quest’area è piuttosto lento
come nel caso dei principes di Murlo, rimanendo così a uno e progressivo e non modifica, se non minimamente (in par-
stato embrionale. I principati che controllano le campagne ticolare nel comprensorio di Radicofani), il trend demografi-
sono invece ipotizzabili, pur in mancanza di evidenze legate co di epoca ellenistica; a livello insediativo non si avvertono
a complessi monumentali, dalle ricche necropoli di Tolle e particolari cesure in gran parte del territorio perché le aree
Descrizione interpretativa

Borghetto (Pienza): i rinvenimenti di queste aree sepolcrali occupate rimangono sostanzialmente le stesse. Il processo
descrivono infatti una committenza facoltosa, riconducibile di destrutturazione del sistema socioeconomico e produt-
a personaggi di rango particolarmente elevato. Dai corredi tivo tardoetrusco sembra essere più precoce sul territorio
delle due necropoli emergono due differenti contesti: un di Montalcino, sebbene non risulti comunque accompagna-
Processi storici di territorializzazione

piccolo, ma piuttosto ricco, centro agricolo (Borghetto) e to da una significativa contrazione demografica né da una
un’area legata invece agli articolati traffici fra le maggiori crisi economica, ma solo da una flessione numerica degli
città etrusche (Populonia, Roselle e Vetulonia sulla costa, stanziamenti rurali, leggera in alcune zone, più marcata in
Chiusi nell’interno) e caratterizzata quindi da un’economia altre. Altrove registriamo invece una sostanziale continuità
basata sui commerci e sulla presenza di importanti direttrici politico-culturale, economico-produttiva e sociale. L’orga-
viarie (Tolle). L’attestazione di varie fattorie si potrebbe le- nizzazione insediativa di età romana si struttura sulle ville
gare a un modello, già riconosciuto nel vicino comprensorio (come quella di Sesta), che avviano un processo di attra-
di Murlo, che prevede entità intermedie fra i centri direzio- zione dei centri intermedi di controllo e gestione della pro-
nali (come Tolle) e i nuclei abitativo-produttivi distribuiti sul duzione, ossia le fattorie che sono direttamente dipendenti
territorio. Nelle aree più periferiche, l’ambito sembra carat- dalle ville stesse, intorno ai quali a loro volta si concentrano
terizzarsi per le scarse e modeste tracce di frequentazione le piccole unità produttive tipo abitazioni (quindi accentra-
e per un quadro territoriale caratterizzato da un’ampia dif- mento anche del popolamento sparso, già molto sviluppato
fusione delle attività agricole (con predominanza della ce- dal periodo etrusco), attestate comunque in forma più o
realicoltura e un’intensa produzione vitivinicola e olearia), meno diffusa su tutto il territorio. Le aree di insediamento
integrate con quelle pastorali. Fra i contesti più significativi, di ville e fattorie sono principalmente i terrazzi di mezza
vale la pena di segnalare i siti di Poggio Castellare, uno costa, suoli privilegiati per la produzione agricola, a dominio
dei castellieri più grandi, completi e interessanti dell’Italia di aree interessate dal passaggio di viabilità di una certa
centrale (cinta muraria a secco lunga circa 350 metri con i rilevanza. A testimonianza dello stretto rapporto fra i grandi
crolli di 5 torri circolari) e la possibile presenza di un santua- complessi produttivi e i principali assi viari è il fatto che,
rio (sicuramente attestato in età ellenistica) presso l’attuale allontandandosi dalle direttrici più importanti, verso l’inter-
rocca di Radicofani che si configurerebbe come insediamen- no, scompaiono le ville e prevalgono invece i villaggi (come
to a doppia valenza, sacrale e strategica, considerata la sua Cosona a Pienza), dediti a un’economia di produzione e non
posizione a dominio del territorio circostante. di scambio. La presenza dei villaggi in alternativa alle ville
La fase classica (V secolo a.C.) non è particolarmente at- (fenomeno ben rilevabile nei territori di San Giovanni d’Asso
testata ma possiamo comunque ipotizzare una sostanziale e San Quirico d’Orcia) si può spiegare con lo sfruttamento
Rappresentazione della rete insediativa di periodo romano sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di transito e comu-
continuità rispetto ai secoli precedenti, pur riconoscendo di suoli più adatti alla coltivazione esclusiva di grano, che
p. 10 nicazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 240.000
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può aver spinto verso un maggiore accentramento abitati- Periodo medievale deboli, ma comunque organizzate. Nella parte meridionale zione delle sommità (un esempio è Montalcino) e si confer-
vo, mentre le ville si collocano in zone diversificate dal pun- Il panorama insediativo nei primi secoli del Medioevo sem- dell’ambito, nella quale si registra un notevole calo demo- ma una rete insediativa strutturata su complessi demici di
to di vista paesaggistico, per poter sfruttarne le differenti bra insistere sugli spazi già occupati nelle fasi antecedenti, grafico, ai pagi tardoantichi succede un’occupazione cao- tipo comunitario, spesso dotati di pievi o chiese, che, con
potenzialità. I questi secoli si afferma quindi un’economia anche se si assiste, verosimilmente per iniziativa di un ceto tica, con siti che si sviluppano in aree marginali e non più la stabilizzazione delle aristocrazie laiche ed ecclesiastiche
agricola di tipo intensivo, legata alle ville, per lo scambio e dirigente non meglio determinabile, a una progressiva at- lungo la viabilità, anche considerato che proprio in questo (monasteri e vescovi) dal X secolo, verranno trasformati in
la produzione di surplus (in particolare verso a capitale) e trazione del popolamento verso le alture e le posizioni domi- periodo alcune delle principali direttrici dell’Etruria interna villaggi curtensi caratterizzati da un’accresciuta popolazione
una invece a carattere estensivo nei villaggi, basata sulla nanti. Il paesaggio si struttura su una rete di edifici religiosi smettono di funzionare (fra le cause, l’impaludamento, l’ab- e da una diversificazione delle attività (emblematico il sito
produzione e il consumo di cereali nell’ambito di un’econo- (attestati dal VII-VIII secolo ma alcuni fondati già in epoca bandono di molte stazioni di posta e la guerra greco-goti- di Cosona nel territorio di Pienza). La presenza delle cur-
mia si pura sussistenza. La pastorizia (con transumanza a paleocristiana), con chiese, pievi (come quella di Pava) e ca). Quasi ovunque si registra una forte contrazione delle tes favorisce una diffusa opera di bonifica, disboscamento
breve raggio) e la cosiddetta economia di selva sembrano monasteri (come quello di fondazione regia di San Pietro ad terre coltivate (e della coltivazione), con ampie porzioni di e fondazione di comunità rurali nelle aree boschive, dise-
avere avuto un ruolo non secondario soprattutto nelle aree Asso) intervallati a insediamenti aperti (vici e casalia) di una territorio lasciate incolte e un maggiore sfruttamento delle gnando un paesaggio promiscuo, intensamente e variamen-
meridionali dell’ambito, più vicine al comprensorio amiatino. certa rilevanza demica e autosufficienti dal punto di vista risorse boschive e dell’allevamento. te sfruttato secondo tutte le sue caratteristiche, nel quale
Nel corso della media e tarda età imperiale (in particolare produttivo: si tratta infatti di strutture comunitarie ancora Fra VIII e X secolo si accentua la tendenza verso l’occupa- l’abitato è circondato dapprima da orti e frutteti, quindi da
nel III secolo) si verifica il collasso del precedente sistema vigne, poi da terre coltivabili e infine da boschi e pascoli.
insediativo-produttivo, in parallelo a una marcata contrazio- La riorganizzazione del tessuto viario restituisce infine alla
ne demografica. Viene abbandonata la gran parte delle ville viabilità un grosso peso nello sviluppo del popolamento so-
e delle fattorie, mentre scompare del tutto l’abitato spar- prattutto in Val d’Orcia e Val di Paglia, come testimoniato
so, inglobato dalle ville superstiti; queste ultime conoscono dagli insediamenti di Vadossi e Torrenieri, il cui sviluppo in
pertanto un’ovvia e forte espansione e si strutturano come controdentenza (siti di fondovalle) si spiega con la prossimi-
aziende latifondistiche. Si delinea quindi un quadro paesag- tà alla Francigena (attestata dal IX secolo).
gistico dominato dal latifondo e da poli insediativi (ville e Nei secoli centrali si registra una significativa crescita de-
villaggi ancora in essere) privi dei nuclei intermedi attestati mografica e si assiste, dapprima (dal tardo X secolo) sul

Descrizione interpretativa
in precedenza. versante amiatino quindi (fra XI e XII secolo) in tutto il re-
In epoca tardoantica la rete del popolamento è caratterizza- sto dell’ambito, alla fortificazione dei preesistenti nuclei cur-
ta dalla rioccupazione sistematica delle strutture agrarie di tensi o villaggi, che procede di pari passo alla progressiva
età imperiale (ville e fattorie), delle quali vengono riconver- affermazione dei poteri signorili (Ardengheschi, Scialenghi,

Processi storici di territorializzazione


tite piccole parti (di solito un solo ambiente, spesso ridotto ecc.) sul territorio. La viabilità continua a condizionare la
a rudere) delle zone residenziali. L’altra tipologia abitativa formazione della rete insediativa stimolando la formazione
diffusa nei secoli di transizione è quella della casa sparsa, di villaggi nelle aree di fondovalle, soggette a dissodamenti
solitamente un nucleo monofamiliare, costruita in materiale che consentono la ripresa della cerealicoltura.
deperibile. Va segnalata, in particolare per il territorio di Il paesaggio bassomedievale è fortemente caratterizzato
Pienza (e in misura minore per quelli di Montalcino e San dai castelli, che ne costituiscono l’elemento cardine, carat-
Giovanni d’Asso), la continuità di vita dei complessi di me- terizzati dalle posizioni d’altura, da un forte accentramen-
dio-grandi dimensioni, ovvero fattorie: si tratta di un indi- to insediativo e dall’essere posti sotto l’autorità senese. Il
zio, scarsamente attestato nei comprensori limitrofi, di una quadro del popolamento è completato da villaggi, grance,
stratificazione sociale ancora presente in ambito rurale. I ospedali ed edifici religiosi, oltre che dall’abitato sparso,
villaggi sembrano sopravvivere solo nelle aree di fondovalle particolarmente diffuso in alcune zone, meno in altre. Nel
del Paglia nel territorio di Radicofani, dove il declino dei corso del XIV secolo, in linea con una tendenza più gene-
paesaggi rurali romani viene superato con la riaffermazione rale, si registra una netta inversione di tendenza: il popola-
degli antichi paesaggi dei pagi, fondati sulla gestione co- mento raggiunge indici molto bassi e molti castelli vengono
munitaria della terra. Si afferma infatti il sistema dei campi distrutti, abbandonati o ridotti a semplici nuclei aperti. Rap-
aperti (tutte le terre messe a disposizione, dopo il raccol- presenta un’eccezione la parte più meridionale dell’ambito,
to, per il pascolo promiscuo); fondamentali risultano anche il territorio di Radicofani, che conoscerà nel XV secolo una
le aree boschive (legname, allevamento suino e caccia a fase di grande vitalità economica e di crescita demografi-
cinghiali, caprioli e lepri). All’interno dell’ambito gli spazi ca, in buona parte dovuta alla presenza della Francigena 2.2
privilegiati dall’insediamento sono i versanti e gli altopiani (che genera anche una vivace economia legata alle attività
di media collina, quando possibile in posizione di dominio ricettive di pellegrini e viandanti). A un paesaggio agrario
sulla viabilità (inalterata rispetto alle fasi precedenti) che piuttosto vario (colture stabili e cerealicoltura) si abbinano
continua a costituire un forte fattore di attrazione. ampie aree di bosco caratterizzate dalla cosiddetta econo-
mia di selva e vasti pascoli per un allevamento sia stanziale
che transumante.
Rappresentazione della rete insediativa di periodo medievale sulla base dell’informazione archeologica edita, con ipotesi delle direttrici di transito e
comunicazione (tracciati restituiti con pallini neri: più grandi per la viabilità primaria, più piccoli per quella secondaria). Scala 1: 240.000 p. 11
val d’orcia e val d’asso
Periodo moderno piante, ma intorno ai centri urbani la campagna prendeva popolazione, che porta il totale appena sotto i 13.000 abi- in qual maniera si possa render feconda, e quali attività se
Al momento dell’annessione dello stato senese nel Grandu- la forma di un contado in miniatura: così a San Quirico, tanti (e una densità di poco più di 16). ne possano ricavare”.
cato, 1559, tutto il territorio a sud della città, dalla Val d’As- a Corsignano-Pienza, la città fondata da Pio II intorno al Da questo momento in poi, per circa due secoli fino al 1951, Nel fondovalle, il fiume principale mantiene ancora il ca-
so alla Val d’Orcia e – oltre Radicofani – fino alla val di Paglia 1460 proprio sul crinale fra San Quirico e Montepulciano. l’incremento è costante, seppure modesto: per poi ritor- rattere che Repetti definisce “vadoso”: dopo la confluenza
e ai confini dello stato Pontificio, era saldamente integrato Un caso a sé è rappresentato da Montalcino, che con il suo nare, al momento attuale, agli stessi valori del ‘600! L’età del Formone, leggiamo nel Dizionario, “l’Orcia, più vado che
con quello delle colline e delle comunità più vicine a Siena, poggio esattamente delimitato dai corsi dell’Asso, dell’Orcia moderna si chiude, in ogni caso, nello spirito delle riforme fiume, spaziando si dilata in ampio letto e vagando qua e
in un solo complesso amministrativo, come provincia su- e dell’Ombrone, si configura come un perfetto microcosmo leopoldine, con una rinnovata attenzione per le risorse na- là attraversa, da un lato campagne argillose e semente a
periore. L’integrazione si traduce nel consolidamento della di città e campagna. turali e i caratteri fisici di tutta questa area, che parte dal grano o sodaglie sparse di ciottoli trascinati dalla montagna,
viabilità imperniata sull’asse della via Romana o Francigena Dopo l’annessione al Granducato, lo spostamento verso riconoscimento della natura vulcanica del Monte Amiata e finché va ad investire la gola fra la Rocca d’Orcia e i Bagni
e nella fortificazione dei centri urbani di altura, mentre le l’agricoltura di numerose risorse finanziarie spinge verso del “camino” di Radicofani da parte di Pier Antonio Micheli, di Vignone”. “Costà – aggiunge Repetti - l’Orcia passa sotto
strutture economiche rimangono fortemente segnate dalla l’estensione dei coltivi, come testimoniano anche le prime il primo dei grandi naturalisti viaggiatori dell’età dei lumi, un ponte nuovo di pietra che è l’unico fatto attraverso della
presenza di grandi istituti religiosi come le abbazie di San indicazioni demografiche registrate dal Repetti: nel 1640 la per passare anche allo studio della possibilità di migliorare fiumana, dove passa la strada Regia romana. Esso è stato
Salvatore, di Monte Oliveto e dell’Ardenghesca, che control- popolazione delle sette comunità sfiorava i 17.000 abitanti, la produttività dei terreni cretosi: a questo scopo, nel 1771, rifatto nel secolo attuale un quarto di miglio distante dal
lano vasti interessi economici e fondiari, oltre all’Ospedale per una densità di poco superiore ai 20 abitanti per kmq., l’Accademia senese dei Fisiocritici aveva indetto un concorso primo, che fu abbattuto dalle piene del fiume dopo quasi
di Santa Maria della Scala con le grandi fattorie (grance) di un po’ più alta a San Quirico (36) e un po’ meno a Casti- di idee con questo bando: “In alcuni strati della campagna tre secoli di età.” Si tratta dell’unica opera importante che
Montisi, Spedaletto e Castelluccio. glione (15), ma senza differenze significative. Tuttavia la senese, come per esempio lungo la valle dell’Orcia, si trova si realizza nel periodo lorenese, durante il quale tuttavia si
L’intervento dello stato senese sulla viabilità principale ri- rilevazione successiva (1745) registra ovunque un calo di una quantità di terra cretacea alquanto sterile. Si dimanda: registrano continui interventi di manutenzione e potenzia-
guarda la costruzione (ai primi del ‘500) dell’unico ponte mento della rete infrastrutturale.
in muratura sull’Orcia, vicino a Bagno Vignoni, e lo sposta- Un settore particolare la cui attrattiva si fa sentire già nell’e-
mento del valico fra Orcia e Paglia più vicino alla rocca di tà moderna è quello delle risorse termali, assai diffuse in
Radicofani, per ragioni militari. Per le stesse ragioni, poco tutto il territorio: la località più nota è ovviamente Bagno
prima della guerra di Siena, erano stati fortificati tutti i cen- Vignoni, nella comunità di San Quirico, ma le sorgenti cal-
Descrizione interpretativa

tri di altura, da San Quirico che è proprio sulla via Romana, de si trovano anche in val d’Asso (Lucignano), alle pendici
a Pienza, Monticchiello, Montalcino. dell’Amiata (San Filippo) e altrove.
L’economia è basata sulla coltura estensiva dei seminativi,
Periodo contemporaneo
Processi storici di territorializzazione

sulla pastorizia (ovina) e sulle risorse forestali dei poggi di


Montalcino e di Castiglion d’Orcia. La struttura fondiaria è Un caso esemplare dell’evoluzione del paesaggio della val
stata opportunamente definita del “latifondo a mezzadria”, d’Orcia è quello della fattoria di Castelluccio – La Foce, in
che si distingue per le maglie dell’appoderamento e per gli comune di Pienza sulla direttrice che porta a Chianciano.
orientamenti colturali sia dalle forme della mezzadria classi- L’area della fattoria comprende il versante destro dell’Orcia
ca che dal vero e proprio latifondo maremmano. “Sui fondi fino a sconfinare oltre il crinale con la val di Chiana; l’alti-
prevalentemente nudi delle crete, l superficialità delle lavo- tudine varia dai 300 ai 600 m slm; il substrato geologico è
razioni, il carattere elementare delle eventuali sistemazioni prevalentemente argilloso, con le tipiche crete plioceniche
idrauliche, la notevole presenza di riposi o maggesi, la ca- del bacino di Radicofani estese fino alla dorsale. Il fondoval-
renza di colture legnose e di piantagioni arboree, richiede- le comprende depositi alluvionali più o meno recenti.
vano prestazioni coloniche annuali, per unità di superficie, La fattoria di Castelluccio ha origine dalla omonima Grancia
assai minori rispetto ai fondi a coltura promiscua lavorati acquistata dall’Ospefale di Santa Maria della Scala di Sie-
più intensamente e senza interruzioni. Perciò era necessa- na nel 1480: comprendeva oltre al castello anche l’Osteria
riamente superiore la quantità di terreno che poteva e do- della Foce, divenuta oggi sede della Fattoria, e il castrum di
veva essere assegnato pro capite ai coloni, i quali, peraltro, Chiarantana. Faceva parte del vasto patrimonio dell’Ospe-
permanendo tali condizioni agrarie e i conseguenti bassi dale, insieme a Spedaletto, Montisi, Serre, More di Cuna.
livelli di produttività, potevano ricavare la sussistenza dal Ha conosciuto nel corso degli ultimi tre secoli tre importanti
fondo solo se la notevole estensione del seminativo avesse passaggi di proprietà: nel 1786 la proprietà fu assegnata
compensato la povertà del suo rendimento unitario. Di qui alla famiglia Dei di Chiusi, poi nel 1847 questa la cedette
la presenza di poderi tanto più vasti quanto più ampia erra ai banchieri Mieli di Roma; infine nel 1924 la fattoria fu ac-
la parte a maggese o a riposo ed estensiva la coltivazione” quistata dal marchese Antonio Origo che ne curò un ampio
(Giorgio Giorgetti). processo di ristrutturazione per poi lasciarla nel dopoguerra
Alle colture arboree, vite e olivo, erano riservate solo le pla- in parte a due cooperative di ex mezzadri, in parte alla Re-
ghe dove strati di sabbie emergono dalla coltre dell’argilla, in gione Toscana e in parte alle due figlie. Nonostante la divi-
genere sui crinali o sui cocuzzoli dove si era formato anche sione l’unità originaria della fattoria è tuttora riconoscibile
l’insediamento, sia sparso che accentrato. La singola casa perché si sono mantenuti gli orientamenti colturali tipici di
colonica poteva essere circondata da pochissime e stentate Val d’Orcia e Val d’Asso: Il territorio di Val d’Orcia e Val d’Asso negli anni ’70 del XVIII secolo (Ferdinando Morozzi, Archivio Nazionale di Francia) questo bacino argilloso, dominati dal pascolo e dal semi-
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livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso


nativo nudo. Il paesaggio attuale può essere considerato il colturali, in particolare con l’estensione dell’oliveto promi- Il compromesso portò all’istituzione di una ANPIL estesa a
risultato delle opere realizzate prima della guerra, che se- scuo nei poderi più alti. L’incolto (il sodo a pastura), carat- quasi tutto il territorio dei cinque comuni, di dimensioni tali
condo lo stesso proprietario avevano lo scopo di consolida- terizzato dalla presenza di tipiche forme erosive, biancane da non essere gestibile come area naturalistica. In seguito
re quella che era stata la vocazione originaria dell’azienda. e calanchi, si è fortemente ridotto, ma conserva tuttavia ha avuto invece successo la richiesta di riconoscimento del-
Importanti anche gli interventi sull’architettura rurale, che ancora oggi una notevole rilevanza paesistica, tanto da giu- la val d’Orcia come patrimonio dell’umanità da parte dell’U-
furono affidati all’architetto inglese Cecil Pinsent, lo stesso stificare il riconoscimento dell’ area protetta di Lucciolabel- nesco, che è stata accolta nel 2004.
che aveva curato la sistemazione del celebre giardino all’i- la. Le vicende degli ultimi cinquant’anni hanno comportato Nonostante questo riconoscimento, il rischio maggiore per
taliana della villa-fattoria della Foce. E’ significativo il fatto anche qui come in tutte le Crete una semplificazione delle un paesaggio come quello della val d’Orcia è dato dalla
che un paesaggio che è divenuto oggi un vero e proprio ste- forme di uso del suolo, anche per i danni provocati agli olivi proliferazione di espansioni edilizie, che si sono verificate
reotipo delle terre senesi (si pensi allo zig-zag dei cipressi dalle gelate del 1985 e del 1993. negli ultimi anni intorno ai piccoli centri come Contignano
di Lucciolabella) sia stato in realtà prodotto nel Novecento, La storia più recente di una fattoria come la Foce si intrec- e Monticchiello, ma anche nei poderi sparsi. Anzi, è stato
grazie ad una particolare congiuntura economica ma anche cia con la proposta di istituire un Parco artistico-naturale osservato che il riconoscimento da parte dell’Unesco ha pa-
culturale. Caratteristica di quest’area è la straordinaria do- ersteso ai cinque comuni della val d’Orcia. La proposta fu radossalmente innescato una nuova attrattiva per il mercato
cumentazione geo-iconografica estesa a due secoli e mezzo avanzata negli anni ’90 del secolo scorso da parte di un immobiliare, con l’offerta di seconde case “nel cuore del
di storia del paesaggio. gruppo di intellettuali presenti a vario titolo nella valle ed parco naturale”, che peraltro non è mai esistito.
Le opere eseguite negli anni Trenta hanno consentito di au- ebbe notevole risonanza anche negli ambienti politici loca- Del resto negli anni del dopoguerra l’andamento demogra-
mentare il numero dei poderi e di differenziare gli assetti li, mentre non trovò adeguato sostegno in sede regionale. fico non è certo tale da giustificare nuove abitazioni per i
residenti. Dal 1951, quando gli abitanti nelle due valli ave-
vano raggiunto le 32.000 unità, al 2001 la popolazione è
esattamente dimezzata. L’unica eccezione è rappresentata
dal comune di San Quirico, che a partire dal 1981 comincia
a risalire fino a superare di poco il valore del 1951. Negli

Descrizione interpretativa
ultimi tre decenni la popolazione si è stabilizzata intorno
a valori che sono praticamente quelli dell’800, salvo che
la popolazione dei poderi si è ridistribuita sui centri urbani
di origine storica, compresi quelli di medie dimensioni (fra

Processi storici di territorializzazione


500 e 1000 abitanti) che formano la cornice della val d’Asso
con Trequanda, Montisi, Castelmuzio, Petroio, oltre a San
Giovanni. Sono pochi i casi di origine recente: si può citare
Torrenieri che ha assorbito parte della popolazione di Mon-
talcino, e Gallina di quella di Castiglione.
Entrambi questi casi si collocano lungo la statale, erede del-
la via Romana granducale, alla quale sono stati apportati al-
cuni interventi di raddrizzamento, intorno a San Quirico; più
consistente la realizzazione negli anni ‘80 del tunnel sotto il
crinale di Radicofani. Esiste ancora, ma solo come attrazio-
ne turistica (Treno-natura) il tronco ferroviario che percorre
tutto il fondovalle dell’Asso fino alla confluenza con l’Orcia,
e da qui fino a Monte antico dove incontra il ramo “nuovo”
della Siena Grosseto

2.2

Il territorio dell’ambito nella carta della Toscana di Giovanni Inghirami del 1825-30 in scala 1:100.000 (Archivio Nazionale di Praga)
p. 13
val d’orcia e val d’asso

Caratteri del paesaggio


Descrizione interpretativa
Caratteri del paesaggio

approfondimento: livello regionale scala originale 1:50.000


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val d’orcia e val d’asso


legenda

criteri metodologici (LINK)


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val d’orcia e val d’asso
Nell’autunno del 1938 il professore Alessandro Marcucci qualche anno avanti dallo stesso governo, in data 1930-31, selvaggia» della Cornovaglia. Consapevoli della carica di
2.4 Iconografia del paesaggio stende, per conto del Ministero che intendeva avviarvi l’i- ai fotografi dell’Istituto Luce. astrazione simbolica propria della pittura medievale senese
stituzione di scuole rurali, un rapporto sullo stato della Val Una landa desolata, dimenticata da Dio e dagli uomini, che e di più prosaiche esigenze narrative, possiamo persino col-
d’Orcia: “[…] guadagnata l’ultima salita, fra due fittissime ali nel giro di cinquant’anni, grazie alla mutata sensibilità diffu- locare in quest’angolo di Toscana i paesaggi asciutti e ostili
di allineati cipressi, eccoci ad una gigantesca balconata. Da sa (si potrebbe dire, a una sorta di esistenzialismo digerito), del Sassetta o di Apollonio di Giovanni: paesaggi che,
questo poggio, ampio, solenne, signorile come una villa ro- ha visto capovolta la ripulsa in fascino, fino a diventare nel ammiccando anche alle caratteristiche eremitiche dei sassi
mana, denominato La Foce, ecco aprirsi un gran largo, uno 2004 patrimonio mondiale dell’umanità per l’Unesco. Non casentinesi, venivano composti per ambientarvi al meglio
squarcio imponente tra due alte dighe di colline; di fronte è mutato il paesaggio, ma lo sguardo che vi si pone: dalle Tebaidi, Fughe in Egitto e Trionfi della Morte.
il Monte Amiata, a sinistra, in lontananza, lo sbarramento descrizioni passate ricaviamo infatti acute note di deme- In effetti, nonostante il miele che si vuole sciogliere a pro-
di Radicofani, che separa il Lazio dalla Toscana e dalle cui rito in cui senza fatica riusciamo a cogliere elementi per fusione su colli e borghi, e la trasfigurazione nella luce di
pendici scende nella valle ampia l’Orcia, fiumiciattolo pre- noi attraenti. Ad esempio, a Federico Barbarossa occorreva rocche e castelli propria di romantici pittori stranieri (ad
potente e presuntuoso, che dà il nome a tutta la vallata. Le un “lungo e faticoso cavalcare” per arrivare a San Quirico; esempio, la Veduta di Montalcino di Joseph Pennell), la
criteri metodologici (LINK)
colline che formano le pareti della larga valle, sono gli acci- per il borgognone Charles de Brosse, viaggiatore curioso e valle conserva il suo carattere selvatico, le fortezze e i bor-
diosi calanchi senesi, grigi, rugosi, scoscesi, flagellati dalle illuminato, il paesaggio era composto “non già da monta- ghi arroccati ricordano di essere nati per difesa, e le strade
acque, senza vegetazione, senza vita: un umidore insidioso gne, ma da cimiteri di rocce”. E a Charles Dickens la valle antiche (la Cassia e poi la Francigena) di essere luoghi di
di fango dall’ottobre all’aprile, un torpore soffocante nella di Sant’Antimo ricordava la “campagna sterile, pietrosa e passaggio, di incontro ma anche di agguato. A San Quirico
calura d’estate. La prima volta che m’affacciai sulla Val d’Or-
cia era fine autunno, e quando la percorsi sulle novissime
strade tracciate da una bonifica allora iniziata, quei luoghi
salutati al primo apparire e di lontano con gioia, mi parvero
un girone d’inferno: come se un immane incendio vi avesse
tutto distrutto e calcinato, lasciandovi per maledizione un
Descrizione interpretativa

terreno di viscida creta a cui mai filo d’erba dovesse nasce-


re, né essere umano potesse accamparsi”. Pare commenta-
re queste righe la serie delle vedute panoramiche lungo la
Istituto Luce, Vedute lungo la via che collega S. Quirico d’Orcia a Siena,
1930-31, Roma, Istituto Luce via che collega San Quirico d’Orcia a Siena commissionata Stefano di Giovanni detto il Sassetta, Fuga in Egitto, 1445.ca, Roma, Pinacoteca Vaticana, (particolare)
Iconografia del paesaggio

Istituto Luce, Panorama del vasto territorio alle pendici del monte Amiata
Joseph Pennell, Veduta di Montalcino, Firenze, Uffizi, Gabinetto Disegni e
dominato, all’orizzonte, dal colle su cui si erge la fortezza di Radicofani, Beato Angelico, Tebaide, 1418, Firenze, Uffizi, (particolare)
Stampe
1930-31, Roma, Istituto Luce

Istituto Luce, Veduta del borgo storico che si distende ai piedi della rupe Apollonio di Giovanni, Trionfo della morte, inizio sec. XV, Siena,
Istituto Luce, Campiglia d’Orcia, 1930-31, Roma, Istituto Luce
p. 16 con la fortezza medievale di Radicofani, 1930-31, Roma, Istituto Luce Pinacoteca Nazionale, (particolare)
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val d’orcia e val d’asso


d’Orcia, ad esempio, cittadina d’origine etrusca sulla Franci-
gena, s’incontrarono nel 1154 Federico Barbarossa e i messi
pontifici di Adriano IV. Dai fondi dell’Archivio LUCE si ricava-
no le immagini di San Quirico con la Torre Chigi, prima che
fosse abbattuta dall’esercito tedesco in ritirata, e il tratto
di mura medievali del borgo con la torre del Cassero, oggi
scomparsa. Proprio alla Francigena deve poi la sua potenza
Radicofani, che svetta su una rupe a quasi 900 metri d’al-
tezza da cui si ammira il vasto panorama che corre dall’Ap-
pennino al lago di Bolsena e al Trasimeno, e che divenne
snodo importante di collegamento ai tempi dell’ultimo re dei
Longobardi, Desiderio: lo sapeva bene il ghibellino Ghino di
Tacco, che progettava una nuova fortezza tra Asinalunga
(oggi Sinalunga) e Guardavalle per impossessarsi di Radico-
fani e farne il proprio covo (il fiero ribelle di Dante e astuto
carceriere di Boccaccio è oggi nelle guide anglosassoni il
Robin Hood della Val d’Orcia).
Una selvatica e austera desolazione, quella di “questa terra
grigia lisciata dal vento nei suoi dossi/ nella sua galoppata
verso il mare/ nella sua ressa d’armento sotto i gioghi/ e i
contrafforti dell’interno” (Mario Luzi, Dalla torre), che ha
resistito alle modifiche del tempo, e che oggi ci affascina al

Descrizione interpretativa
pari di quanto, secoli fa, faceva distogliere lo sguardo. Enea
Silvio Piccolomini, in vedetta dal giardino pensile del suo
palazzo di Pienza, ci offre una panoramica invidiabile dei
Guido Biffoli, Petroio tra Sinalunga e Pienza,
territori circostanti, a pieno raggio salvo che a sud: “La vista Archivio Fotografico della città di Prato
di chi guarda dalle stanze più alte ad occidente si estende
oltre Montalcino e Siena fino alle alpi pistoiesi. L’occhio di
chi si affaccia a tramontana è allietato da una varia distesa
di colli e dal verde incantevole delle selve che si estendono

Iconografia del paesaggio


per cinque miglia. Osservando con più attenzione si arriva a
scorgere l’Appennino e Cortona, situata su un alto colle non
lontano dal lago Trasimeno. Ma la vallata del fiume Chia-
na, che giace lì in mezzo rimane nascosta perché troppo in
basso. La vista ad oriente è meno ampia, spingendosi fino
a Montepulciano in potere dei Fiorentini, che è perpetuo
timore per i Senesi giungendo fino ai monti che dividono la
regione della Chiana dalla Val d’Orcia”.

2.4

Guido Biffoli, Gallico, crete, Archivio Fotografico della città di Prato Guido Biffoli, Petroio, Archivio Fotografico della città di Prato p. 17
val d’orcia e val d’asso

p. 18
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REGIONE TOSCANA ambito 17
livello d’ambito val d’orcia e val d’asso

Invarianti strutturali 3
val d’orcia e val d’asso
Descrizione strutturale fogenetico della Collina dei bacini neo-quaternari a litologie
3.1 I caratteri L’asse dell’ambito è rappresentato dal bacino marino plioce- alternate; sono comunque parte delle “Crete senesi”, ma il
idro-geo-morfologici nico senese, una delle depressioni tettoniche che, in epoca loro paesaggio è chiaramente differenziato da quello classi-
Terziaria, sono state occupate a lungo da profondi bacini co. I versanti ripidi determinano l’esistenza di aree forestali
dei bacini idrografici e dei marini. Orientato in senso appenninico, parallelo all’asse di scarsa produttività, mentre le sommità offrono qualche
sistemi morfogenetici maggiore della penisola, il bacino pliocenico senese rappre- possibilità per gli insediamenti e le colture permanenti.
senta un segmento di sistemi di comunicazione di lunga du- La seconda specificità si verifica nella zona dei borghi storici
rata. La sua parte meridionale è prevalentemente compresa di Radicofani e Contignano, influenzata da intrusioni mag-
nell’ambito. matiche plio-quaternarie, mai concretizzate in un apparato
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici

La geomorfologia del bacino pliocenico senese è semplice vulcanico. La massa intrusa sotterranea ha causato un si-
nei suoi motivi quanto visivamente forte nelle sue manife- gnificativo sollevamento dei depositi pliocenici; dato il loro
stazioni. Le formazioni affioranti si distribuiscono in modo grande spessore, fino a 1000 metri, i depositi argillosi sono La Collina su depositi neo-quaternari a livelli resistenti di Pienza vista
criteri metodologici (LINK) dalla Collina dei bacini neo-quaternari ad argille dominanti della Val d’orcia
da ricordare e registrare l’eredità di un braccio di mare ancora dominanti. Le rocce intrusive affiorano solo nel ca- (Foto portalepienza - Licenza CC BY-SA)
stretto ma molto profondo. mino magmatico di Radicofani, che ha determinato la posi-
La parte centrale, la più estesa, è occupata dai depositi ar- zione dominante e il ruolo storico dell’insediamento. Sono
gillosi noti come “Argille azzurre”, più comunemente come presenti lembi di sabbie e conglomerati, ai quali è legato
argille plioceniche. Nella loro manifestazione tipica, questi l’insediamento di Contignano. Si è così venuto a creare un
materiali argilloso-limosi, quasi impermeabili e facilmente crinale che, con quote sommitali tra i 500 e gli 800 m, do-
erodibili, producono le forme di uno dei più conosciuti pa- mina i terreni circostanti. Il sollevamento ha innescato fe-
esaggi toscani. Le Argille azzurre, infatti, si erodono in col- nomeni erosivi simili a quelli già descritti, ma di dimensioni
line di modesta estensione e rilievo, dalle forme alquanto superiori, espresse in particolare nella serie di grandi calan-
arrotondate, inserite in una trama dettata dal un reticolo chi che tratteggiano i versanti. La differenza di magnitudine
idrografico molto denso e fortemente gerarchizzato in un dei processi, e la fisiografia nettamente collinare, porta a
modello dendritico. Forme e caratteristiche dei suoli per- definire in quest’area il sistema della Collina su depositi neo-
mettono la coltivazione quasi integrale, ma sono sfavorevoli quaternari sollevati.
Panorama della Val d’Orcia nei pressi di San Quirico d’Orcia
(Foto A. Ferraris - Licenza CC BY-ND) alla colture arboree; le opportunità di insediamento sono Sul bordo orientale del bacino, e in corrispondenza della L’alveo del Fiume Orcia (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)
Invarianti strutturali

molto ridotte, a causa delle sfavorevoli caratteristiche ge- “soglia di Pienza”, affiorano diffusamente sabbie, conglome-
otecniche delle argille e della scarsità di fonti idriche. Que- rati e calcari pliocenici. La risposta di questi materiali all’ero-
ste condizioni risultano in un paesaggio di cereali e pascoli sione determina un rilievo più accentuato, con versanti più
a perdita d’occhio su successioni regolari di basse colline. lunghi e ripidi, e maggiore frequenza di ripiani sommitali.
In questo ambito si realizza quindi la piena corrispondenza Secondo le caratteristiche dei materiali, si alternano quin-
del sistema morfogenetico della Collina dei bacini neo-qua- di i sistemi della Collina dei bacini neo-quaternari a sabbie
ternari ad argille dominanti con il paesaggio noto a livello dominanti e della Collina su depositi neo-quaternari a livel-
mondiale come Crete senesi. Nella parte più meridionale li resistenti. Questi sistemi, caratterizzati dalla fertilità dei
dell’ambito, questo paesaggio si presenta nelle sue forme suoli, sostengono sistemi rurali orientati alle colture arboree
più pure, a causa di una condizione locale di aridità, deter- e promiscue, e rappresentano luoghi di elezione per inse-
minata dall’effetto di ombra orografica del Monte Amiata. diamenti storici come Pienza e San Quirico d’Orcia, grazie
Nell’ambito esistono, però, due variazioni importanti. La ri- alle condizioni favorevoli per le costruzioni e per la provvi-
Colline su litologie liguri e toscane presso l’Abbazia di Sant’Antimo
I calanchi e le biancane di Lucciolabella (Foto C.A. Garzonio) strettezza dell’antico bacino marino, mai più largo di 25 km, sta d’acqua. Intorno al limite tra argille e sabbie, la qualità (Foto Lorenzo 53 - Licenza CC BY-NC-ND)
fa sì che, intercalati nelle Argille azzurre, siano molto fre- ottimale dei materiali argillosi ha determinato il sorgere di
quenti livelli di sabbie. Queste sabbie provennero dai bordi storiche industrie di laterizi.
del bacino per mezzo di ripetute frane sottomarine; si tratta Il bacino pliocenico senese ospita un ricco reticolo idrografi-
di un fenomeno comune, legato alla genesi delle rocce dette co, dominato dal fiume Orcia e dai torrenti Asso e Formone.
torbiditi o anche flysch, anche se la giovinezza di questi de- Si tratta di tre alternativi fiumi assiali del bacino; il corso
positi pliocenici non ha permesso la loro trasformazione in del Formone e l’alto corso dell’Orcia, dominati dalla struttu-
roccia. I livelli sabbiosi, permeabili e meccanicamente resi- ra sollevata di Radicofani, sono i più strettamente allineati
stenti, sostengono forme più vivaci, caratterizzate da ripiani all’asse del bacino, da cui la loro importanza storica come
sommitali bruscamente interrotti da brevi versanti precipiti, assi di comunicazione. In generale, si tratta di valli fluviali
affetti da movimenti franosi ed erosione accelerata. Si tratta prevalentemente erosive ed esondabili; solo la valle dell’As-
dei versanti che, isolati, sono noti come balze, mentre le so è, limitatamente, un luogo di insediamento storico.
risultanti valli, strette, ripide e in rapida erosione, sono note A est, il bacino è delimitato dalla dorsale Rapolano – Monte
come calanchi. Queste aree appartengono al sistema mor- Cetona, condivisa con l’ambito adiacente che ne contiene la
p. 20 Panorama sulle colline neogeniche di Radicofani (Foto C.A. Garzonio) La collina calcarea a Rocca d’Orcia (Foto A. Ferraris - Licenza CC BY-ND)
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val d’orcia e val d’asso

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


Panorama del Fondovalle dell’Orcia e delle colline retrostanti costituite
da depositi neogenici e unità liguri, viste da Montenero d’Orcia (Foto M.
Il massiccio dell’Amiata e le colline a versanti dolci sulle unità Liguri nei pressi di Monte Amiata (Foto cisko66 - Licenza CC BY) Vinattieri - Licenza CC BY)

parte più chiaramente collinare; nell’ambito, si hanno solo morfogenetici presenta condizioni particolarmente favore- danno visuale della profondità e della diversità del territorio
modeste estensioni, prevalentemente di Collina calcarea, voli di fertilità dei suoli e clima, che ha originato un sistema e, simmetricamente, la costante presenza di un orizzonte di
da cui sono uscite le pietre utilizzate nella costruzione di vitivinicolo di valore mondiale. colline alte e boscose a delimitare le basse terre dei bacini.
Pienza. Questo complesso di strutture territoriali rappresenta un va-
Ad ovest, il bacino è delimitato da massicci collinari di sol- Dinamiche di trasformazione lore assoluto, testimoniato dalla sua presenza nella cultura
levamento recente. L’ossatura prevalente di questi massic- Il paesaggio del bacino senese è il risultato della progres- grafica globale.
ci è rappresentata dalle Unità Liguri, che formano ampie siva risalita dell’agricoltura sulle colline, a partire dal Rina- L’ambito presenta anche una ricca varietà di siti di interesse
estensioni di Collina a versanti dolci sulle Unità Liguri ed scimento. La reazione dei terreni collinari del bacino è sta- geologico, naturalistico e paesaggistico, in gran parte rica-
estensioni meno vaste della variante a versanti ripidi. La ta fortemente erosiva, con la formazione di un paesaggio denti in siti UNESCO (Val d’Orcia) e aree protette.
Collina è completata da limitati affioramenti di Unità Tosca- intensamente modellato. In tempi recenti, la capacità di L’uso del nome di “Crete”, parola dialettale sinonimo di ar-
ne, nel sistema della Collina a versanti ripidi sulle Unità To- obliterare forme erosive anche di una certa entità, grazie gille, si diffuse nel corso del XIX secolo con lo sviluppo delle
scane, e da lembi residui di depositi neogenici, nel sistema ai mezzi meccanici, ha reso il paesaggio più dolce nei suoi scienze naturali e delle analisi dei lineamenti geomorfologi- Le Balze arenacee di Pienza (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)

Invarianti strutturali
della Collina su depositi neo-quaternari deformati. L’Orcia aspetti percettivi; la restrizione delle aree coltivate, a partire ci. Questi paesaggi geologici hanno una notevole importan-
si è aperto, per antecedenza, una strada attraverso questi dal dopoguerra, ha incrementato le estensioni di superfici za non solo per la fruizione turistica ma anche per gli studi
massicci, formando una stretta gola intorno alla quale af- restituite ad una specifica “naturalità”. Una tendenza alla scientifici e la didattica. In queste zone sono state studiate
fioramenti di calcari della “Scaglia Toscana” e di travertini sostituzione delle colture seminative con i pascoli si è in- più a fondo le dinamiche che portano alla formazione e allo
recenti formano due aree di Collina calcarea che sostengo- staurata nell’ultimo quarto del secolo scorso, con particolare sviluppo dei calanchi e delle biancane. All’interno delle Cre-
no gli insediamenti storici di Bagno Vignoni e di Castiglione intensità nella parte meridionale dell’ambito, caratterizzata te Senesi, nei pressi di San Giovanni d’Asso, è presente un
d’Orcia – Rocca d’Orcia. da specifiche condizioni di aridità. geosito panoramico, il “Panorama sui corpi risedimentati di
Nel complesso, i massicci collinari dominano il bacino, in L’industrializzazione della filiera dell’argilla, prosecuzione S. Giovanni d’Asso”, che consente di osservare sia la dorsale
questa parte è particolarmente depresso, offrendo posizioni moderna di una grande tradizione, ha portato alla creazione di Trequanda, sia l’alto di San Giovanni d’Asso, parte del
dominanti di grande interesse, che ospitano insediamenti di siti industriali ed estrattivi di un certo impatto. sito di interesse comunitario Monte Uliveto Maggiore. Altri
come Montalcino e Monticchiello. Diversamente dall’adiacente ambito senese, i sistemi col- siti di interesse sono identificabili nelle Crete dell’Orcia e
All’estremità sud, i sistemi collinari gradano nei sistemi linari del bordo occidentale, dominati dai sistemi a forme del Formone (SIR SIC ZPS) e nell’area protetta regionale di
montani che annunciano il Monte Amiata. Questa breve dolci sulle Unità Liguri, hanno offerto le condizioni per lo Lucciolabella (SIR SIC ZPS), entrambe legate ai “campi” di
La Buca del Beato (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)
porzione di Montagna dell’ambito comprende porzioni di sviluppo di paesaggi rurali di pregio. Se la pressione insedia- biancane. Queste aree comprendono siti di interesse geo-
Montagna su unità da argillitiche a calcareo-marnose, di tiva è rimasta contenuta, l’enorme successo della filiera viti- logico e pedologico (geositi e pedositi: “suoli Orcia”, “argille
Montagna calcarea, un cui sperone isolato sostiene Campi- vinicola ha portato ad una certa alterazione del paesaggio, presso il podere di Lucciolabella”, le “biancane e i calanchi di
glia d’Orcia, e infine in uno stretto ma dominante sperone frenata dalla presenza dei versanti ripidi del sistema della Lucciolabella”, “calanchi e biancane sul Torrente Formone”).
di Montagna ignea, su cui sorge Vivo d’Orcia. Collina su depositi neo-quaternari a livelli resistenti. Molti geositi raccontano l’evoluzione dei bacini neo-quater-
Il rovescio della collina di Montalcino guarda alle valli di nari; lungo la soglia di Pienza, un alto strutturale che divide
bassa Orcia e Ombrone; qui, dominata dai borghi collinari Valori il bacino di Siena da quello di Radicofani, sono presenti i
di Sant’Angelo in Colle e Castelnuovo dell’Abate, si estende L’ambito rappresenta la giustapposizione complementare,
una vasta area di depositi neo-quaternari, suddivisa tra i dai forti effetti paesaggistici, di due strutture contrastan-
geositi “Balze arenacee di Pienza” e “cava Barbieri e fa-
glia di Pienza”. Quest’ultimo permette di osservare, in una 3.1
sistemi della Collina su depositi neo-quaternari a livelli re- ti: il bacino pliocenico dalle Crete senesi e le colline roc- cava abbandonata, la Faglia del Duomo di Pienza, o Faglia
sistenti e della Collina dei bacini neo-quaternari a litologie ciose. L’associazione crea una struttura territoriale forte, dell’Abside, che disloca i sedimenti del Pliocene Inferiore.
alternate. Un’estesa area di Margine inferiore segna la con- dagli intensi effetti percettivi. Di particolare importanza la Sempre nei pressi di Pienza, il geosito “la successione di
fluenza di Orcia e Ombrone. Questa sequenza di sistemi distribuzione degli insediamenti su “balconi” o “torri” che Fosso Mazzini” testimonia gli eventi geologici che hanno ca-
Il neck di Radicofani (Foto C.A. Garzonio) p. 21
val d’orcia e val d’asso
PIANURE e
Sistemi morfogenetici MARGINE
FONDOVALLE

Fondovalle (FON) Margine Inferiore (MARi)


I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici

Forme: Piane di fondovalle Forme: Conoidi e terrazzi flu-


Litologia: Depositi alluvionali viali intermedi, dune antiche
vari Litologia: Depositi tardo-
Suoli: Suoli poco evoluti, ge- pleistocenici terrazzati
neralmente calcarei, profondi, Suoli: Suoli evoluti, tessiture
spesso con limitato drenaggio varie
Invarianti strutturali

Alta pianura (ALP)

Forme: Conoidi attive, terrazzi


fluviali bassi
Litologia: Alluvioni recenti;
travertini olocenici
Suoli: Suoli a tessiture
sabbiose, o ricchi di scheletro,
calcarei

approfondimento: livello regionale scala originale 1:50.000


p. 22
piano paesaggistico
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livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso

COLLINA DEI BACINI Collina dei bacini neo- Montagna su Unità da


COLLINA MONTAGNA
NEO-QUATERNARI quaternari, sabbie Collina a versanti ripidi Collina a versanti ripidi Collina su terreni neogenici argillitiche a calcareo-
dominanti (CBSa) sulle Unità Liguri (CLVr) sulle Unità Toscane (CTVr) sollevati (CNS) marnose (MOL)

Collina sui depositi neo-


Collina dei bacini neo- quaternari con livelli
quaternari, argille resistenti (CBLr)
dominanti (CBAg) Montagna ignea (MOI)

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


Forme: Rari ripiani sommi- Forme: Modellamento erosivo Forme: Superfici sommitali; Forme: : Versanti lunghi, Forme: Versanti complessi a
tali, versanti brevi, ripidi, valli intenso, rari ripiani sommitali versanti ripidi, lineari e intensamente dissecati, bacini media pendenza, con frequenti
minori a fondo piatto residuali, versanti ripidi con aggradati di primo ordine in forma di movimenti di massa
Litologia: Sabbie neo-quater- movimenti di massa (balze e Litologia: Formazioni calanchi Litologia: Unità Sub-Liguri e
narie dominanti Forme: Ripiani sommitali, calanchi) arenacee della Falda Toscana, Litologia: : Depositi pliocenici Liguri, miste o a dominanza di
Forme: Modellamento erosivo Suoli: Suoli a tessiture versanti con tratti ripidi Litologia: Alternanze di depo- dominanti con prevalenza di argille, Forme: Espansioni rocce silicee; unità argillitiche e
intenso; movimenti di massa, sabbioso-fini; ben drenati, e andamenti complessi siti neo-quaternari diversi Suoli: Presenza di regolite manifestazioni vulcaniche di piroclastiche, colate laviche, calcareo-marnose Toscane
calanchi e biancane spesso calcarei controllati dalla litologia Suoli: Suoli dei sistemi a sab- profondo e grossolano, minima estensione (neck) batoliti esumati Suoli: Suoli da sottili a
Litologia: Argille neo- Litologia: Depositi neo- bie e argille dominanti anche su versanti ripidi; suoli Suoli: Suoli argillosi Litologia: Rocce ignee in situ mediamente profondi, spesso
quaternarie dominanti quaternari con presenza di profondi, sabbiosi, acidi poco evoluti, sottili, su Suoli: Andosuoli profondi, ricchi di scheletro e/o calcarei
Suoli: Suoli argillosi poco litologie resistenti (calcareniti, roccia incoerente che suoli sottili su rocce ignee dure
evoluti e Vertisuoli conglomerati, calcari viene trasformata in suolo
continentali, piroclastiti) artificialmente
Suoli: Suoli profondi, ben Affioramenti
drenati, con tessiture e di rocce
composizione controllati dalla Ofiolitiche
litologia, spesso molto evoluti
sui ripiani sommitali

Invarianti strutturali
Collina dei bacini neo- Collina calcarea (Cca)
quaternari, litologie Collina a versanti dolci Collina a versanti dolci Collina su terreni neogenici
alternate (CBAt) sulle Unità Liguri (CLVd) sulle Unità Toscane (CTVd) deformati (CND) Montagna calcarea (MOC)

Forme: Versanti convessi e


forme carsiche, comprendenti
Forme: Modellamento erosivo Forme: Modellamento erosivo Forme: Superfici sommitali; Forme: Versanti complessi, ampie conche Forme: Versanti ripidi; forme
intenso, rari ripiani sommitali intenso, rari ripiani sommitali versanti complessi, fortemente lunghi Litologia: Calcari delle Unità carsiche, anche ipogee
residuali, versanti ripidi con residuali, versanti ripidi con antropizzati Litologia: Depositi miocenici Toscane, e delle Unità Liguri Litologia: Calcari metamorfici
movimenti di massa (balze e movimenti di massa (balze e Litologia: Unità della Falda e secondariamente pliocenici, quando dominanti; inclusioni di del basamento paleozoico;
calanchi) calanchi) Toscana, miste o a dominante con presenza significativa di diaspri e radiolariti della Falda calcari e calcareniti delle Unità
Litologia: Alternanze di depo- Litologia: Alternanze di depo- silicoclastica sabbie, conglomerati e rocce Toscana Toscane; calcari delle Unità
siti neo-quaternari diversi siti neo-quaternari diversi Suoli: Suoli da sottili a coerenti Suoli: Suoli argillosi, ben Liguri, quando dominanti
Suoli: Suoli dei sistemi a sab- Suoli: Suoli dei sistemi a sab- mediamente profondi, Suoli: Dati scarsi drenati; profondi e acidi sulle Suoli: Copertura pedologica
bie e argille dominanti bie e argille dominanti tendenzialmente acidi a grandi forme carsiche, sottili e discontinua, in genere sottile
pietrosi sui versanti, profondi e
3.1
tessiture sabbioso-fini
ricchi di scheletro alla base dei
versanti

Depressioni
tettono-
carsiche
link: abaco regionale dei sistemi morfogenetici
p. 23
val d’orcia e val d’asso
Sintesi dei valori idro-geo-morfologici Sintesi delle criticità idro-geo-morfologiche
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici
Invarianti strutturali

Supporto di paesaggi naturali di valore e Alta produzione di deflussi, Rischio di impoverimento e/o contaminazione di
Ricarica di acquiferi critici
assorbimento di deflussi superficiali instabilità dei versanti acquiferi sensibili

Supporto di paesaggi agrari e insediativi di valore, Alta produzione di deflussi e instabilità dei versanti, Rischio di impoverimento e contaminazione di
Alta produttività agricola
assorbimento di deflussi superficiali aggravate dagli abbandoni dei sistemi rurali acquiferi sensibili a causa dell’attività estrattiva

Ata produzione di deflussi, instabilità dei versanti e Rischio di impoverimento e/o contaminazione di
Supporto di paesaggi naturali di valore Supporto di paesaggi agrari e insediativi di valore
erosione del suolo acquiferi sensibili e rischio di erosione del suolo

Supporto di paesaggi naturali, agrari e insediativi di Supporto di paesaggi agrari e insediativi di valore, Alta produzione di deflussi, rischio di erosione del
Rischio di erosione del suolo
valore ricarica di acquiferi critici suolo e presenza di calanchi obliterati

p. 24
piano paesaggistico
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livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


Calanchi nei pressi di Contignano (Foto C.A. Garzonio) Cava di Alabastro calcareo di Castelnuovo dell’Abate (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)
ratterizzato questo territorio durante il Pliocene. Cave di importanza storica o geologica sono presenti nel sono presenti presso Bagno Vignoni e Bagni San Filippo,
In gran parte dell’ambito il paesaggio è caratterizzato dal- territorio dell’ambito: alcune di esse presentano affioramen- le cui acque sono state sfruttate a scopi idroterapeutici. In
la presenza di arenarie gradate (sabbie a diverso grado di ti rocciosi in grado di documentare l’evoluzione geologica questi siti scaturiscono sorgenti termali (Acqua Santa e Ba-
cementazione): in pieno centro di Monterongriffoli, lungo dell’area. I geositi principali sono ubicati lungo la Dorsale gno Vignoni) e si rinvengono manifestazioni di gas e acqua
una scarpata, è possibile osservare la presenza di queste Rapolano – Monte Cetona, come le cave di calcare di Montisi (Acqua dei bagni, Acqua passante, Bollore, Fosso Bianco).
arenarie (geosito “Le areniti stratificate di Monterongriffoli”) e la cava di Podere Pianoia; altri sulla dorsale di Montalcino, Tra i fenomeni minori si segnala la sorgente dell’Acqua Puz-
legato alla deposizione di materiali provenienti da frane sot- come la cava di alabastro calcareo di Castelnuovo dell’Aba- zola, nei pressi di Pienza, che ha dato vita ad un piccolo
tomarine. In questi depositi sono presenti anche importanti te. Qui era estratto l’alabastro calcareo (o onice), utilizzato laghetto. Al centro del Bacino pliocenico di Radicofani è pre-
ipogei (geositi “Il bottino di Monterongriffoli” e “Il cunicolo fin dai tempi antichi come materiale da costruzione e per sente l’apparato vulcanico di Radicofani; il geosito “Le vul-
di Monterongriffoli”), scavati in passato per captare le ac- ornamenti; la porzione più venata dell’alabastro era cono- caniti di Radicofani” presenta un affioramento che meglio
que circolanti nel corpo roccioso. Altri siti in cui è possibile sciuta nelle arti come “alabastro di Siena”. Questa partico- di tutti mostra la tipologia caratteristica delle vulcaniti che
osservare la sequenza torbiditica sono presenti nei pressi lare pietra è stata impiegata tra l’altro per la realizzazione costituiscono l’apparato vulcanico, con affioramenti rocciosi
Particolare di una biancana in Val d’Orcia (Foto C.A. Garzonio) di Villa Biagiotti (“Conglomerati e paraconglomerati di Villa delle colonne e delle rifiniture dell’Abbazia di Sant’Antimo, che presentano una tipica fessurazione colonnare verticale

Invarianti strutturali
Biagiotti”), in località la Macchia nei pressi di Monticchiello, del Duomo di Orvieto e della Chiesa di S. Martino in Siena. ondulata.
e a San Giovanni d’Asso (“Le areniti con ipogei in località la Cave storiche di Travertino si trovano presso Castelnuovo
Macchia” e “Sotterranei del castello di S. Giovanni d’Asso”): dell’Abate e Bagno Vignoni. Nei travertini si ritrovano piccole Criticità
presso queste ultime località, la presenza delle torbiditi gra- cavità di origine naturale. Nel resto dell’ambito ritroviamo La prima criticità dell’ ambito è l’erosione del suolo. Seb-
date, per le loro caratteristiche geomeccaniche, ha fin dagli altri aspetti legati al carsismo. Cavità carsiche sono presen- bene in forme diverse, l’intero bacino senese è soggetto
etruschi favorito lo scavo di cavità artificiali. ti in formazioni come i calcari continentali recenti, i calca- ad un grave rischio di erosione del suolo. In effetti, come
L’evoluzione geologica dell’ambito è illustrata anche dalla ri plio-quaternari, il Calcare selcifero di Limano, il Calcare detto in merito alla struttura geologica ed alle dinamiche si
presenza di geositi che testimoniano la presenza di antichi massiccio, i Calcari e marne a Rhaetavicula contorta (in cui trasformazione, si tratta di un fenomeno già influente sulla
delta pliocenici (geositi “Le areniti clinostratificate di Madon- si rinviene il geosito della “Buca delle Fate”, lungo la dorsale storia recente. L’importanza che l’erosione ha avuto nel mo-
na delle Nevi” e “Delta pliocenico di Podere Bellaria”). Rapolano - Monte Cetona), le Calcareniti di Montegrossi. dellare il paesaggio attuale e nel costituirne l’identità pone
Sono presenti, inoltre, geositi di interesse regionale e lo- Alcune cavità sono state frequentate in passato dall’uomo la questione fondamentale del contrasto tra esigenze am-
cale con forme peculiari recenti e ben conservate come i o usate come luogo di culto: è il caso del geosito “La Buca bientali. Da un lato, l’esigenza di tutelare e riprodurre forme
Panorama sui corpi risedimentati di San Giovanni d’Asso
(Foto Archivio Geositi Provincia di Siena)
“terrazzi del Podere Le Rimbecche”, il “terrazzo di Podere di del Beato”, lungo il torrente Tresa. Si tratta di una serie caratteristiche, dall’altro la necessità di contenere i processi
Pian di Maggio”, la “spianata di terrazzo di Podere Casella”, di cavità carsiche che ospitarono, intorno al 1400, il Beato di erosione del suolo, allo scopo di conservare la risorsa e
ed i “terrazzi del torrente Asso”, lungo le valli dell’Orcia, del Giovanni Benincasa. Il contesto paesaggistico e ambientale di non sovraccaricare un sistema idrologico che ha aspetti
Formone e dell’Asso. L’ambiente fluviale dell’Orcia, al confi- delle grotte è di particolare valore, per la morfologia della di criticità.
ne meridionale dell’ambito è tutelato da un sito di interes- profonda gola del Torrente Tresa e la presenza di cascate Il sistema idrografico dell’ambito presenta aspetti critici,
se regionale “Basso corso del Fiume Orcia”; parte del suo e laghetti naturali. Nell’ambito sono presenti anche cavità evidenziati dall’assenza di insediamenti lungo i fondoval-
alveo, a valle della confluenza con il Formone, è compreso pseudo-carsiche, nelle colate laviche dell’Amiata, nei depo- le dell’Orcia e del Formone, esposti ad eventi alluvionali;
in un geosito di interesse locale in cui è possibile osservare siti plio-quaternari delle sabbie e arenarie gialle e al contat- inoltre, gli effetti degli squilibri idrologici prodotti in questo
gli elementi caratteristici di un corso d’acqua (alveo, barre
fluviale, anse, terrazzi fluviali). Lungo il corso dell’Orcia, la
to tra sabbie e argille o tra sabbie e conglomerati.
Nell’ambito ricadono anche le propaggini settentrionali del
ambito sono suscettibili di propagarsi a valle, nel bacino
dell’Ombrone.
3.1
riserva naturale di Ripa d’Orcia (SIR – SIC) presenta parti- cono vulcanico dell’Amiata e dell’omonimo sito di interesse Il sistema della Collina su depositi neo-quaternari sollevati
colari valori paesaggistici: si estende in destra idrografica comunitario. Nelle aree limitrofe sono presenti siti interes- presenta uno stato di particolare criticità, dato dalla rapida
dell’Orcia, comprendendone i rilievi e la stretta valle, con ri- sati da fenomeni geotermici con particolari aspetti di valo- dinamica di smantellamento del crinale, delle relative infra-
pide pareti rocciose, in cui scorre il fiume in questo settore. re paesaggistico e ambientale. Le principali manifestazioni strutture e, potenzialmente, degli insediamenti.
Le Balze arenacee di Pienza (Foto Archivio Geositi Provincia di Siena) p. 25
val d’orcia e val d’asso
Nelle aree collinari, l’impronta territoriale dei sistemi rurali critiche, individuate negli impluvi a fondo arrotondato, agli stabilimenti termali ed agli impluvi naturali, preve-
è messa in discussione sia dagli abbandoni, accentuati dal senza corso d’acqua e ripidi, è da incoraggiare l’istituzio- dendo un monitoraggio geochimico, delle temperature,
relativo isolamento dell’ambito rispetto alle vie di comunica- ne di strisce erbose permanenti o altre forme di coper- dei parametri idrodinamici.
zione moderne, sia dall’estendersi del vigneto specializzato, tura stabile.
che rappresenta peraltro una risorsa importantissima. I ri- In misura delle caratteristiche specifiche dell’ambito, è
schi associati sono, di nuovo, relativi soprattutto all’erosione anche necessario:
del suolo, ma anche alla possibile trasmissione di sostanza • prevenire l’inopinata estensione dei vigneti su suoli argil-
chimiche alle falde acquifere, peraltro utilizzate poco inten- losi, destinata solo a creare problemi idrogeologici ed a
samente. compromettere la qualità della produzione;
I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici

I siti geotermali presentano una intrinseca fragilità, lega- • nella parte meridionale, non ostacolare le dinamiche
ta all’equilibrio del serbatoio di alimentazione geotermica, spontanee di conversione dell’uso dei suoli agricoli a pra-
in alcune aree ampiamente sfruttato, a scopi termali o di to e/o pascolo, giustificate in questo ambito dalle specifi-
produzione di energia: tali siti, infatti, possono subire un che condizioni climatiche.
forte e rapido degrado dovuto alla deviazione dei flussi idrici • In questo ambito, la politica infrastrutturale deve tener
mineralizzati. conto delle dinamiche naturali, adattandosi all’evoluzio-
ne delle forme. Particolare cautela in questo senso deve
Indirizzi per le politiche essere applicata al sistema della Collina su depositi neo-
Nei sistemi di Collina dei bacini neo-quaternari ad argille quaternari sollevati, la cui dinamica erosiva non può es-
dominanti e a litologie alternate è necessario adottare mi- sere effettivamente arrestata. Per minimizzare rischi e
sure volte a: danni, gli indirizzi di prevenzione sopra elencati debbono
• raggiungere un equilibrio sostenibile rispetto ai fenomeni essere applicati con particolare cura, aggiungendo:
erosivi; • una forte prevenzione di interventi edilizi o infrastrutturali
• contenere la produzione di deflusso; in posizioni insostenibili;
In particolare questi provvedimenti dovranno prevedere: • una programmazione dell’adattamento delle infrastruttu-
• per le aree interessate da forti dinamiche erosive, la cre- re all’evoluzione del territorio.
azione di fasce di rispetto, interdette ad ogni edificazione
Invarianti strutturali

e apertura di strade, riservate ad attività a basso impatto, I sistemi forestali dell’ambito hanno, in genere, un elevato
come il pascolo regimato, la coltura del tartufo, la ripro- potenziale, che permetterebbe il recupero da stati di ecces-
duzione della fauna selvatica, gli oliveti gestiti a fini pa- sivo sfruttamento verso una gestione sostenibile orientata
esaggistici e conservativi; tutti gli interventi comportanti tanto alla qualità ecologica quanto alla produzione.
movimento terra, anche se a fini agricoli, dovrebbero es-
sere considerati strettamente come tali, ed in particolare La permanenza e la riproduzione dei sistemi geotermali,
non ammessi a sostegni finanziari; elementi di valore del paesaggio dell’ambito, richiedono:
• per le aree coltivate, il sostegno alle pratiche conserva- • un’attenta programmazione dello sfruttamento, in virtù
tive, quali la riduzione dello sviluppo delle unità colturali della loro vulnerabilità, con adeguato supporto di norme,
nel senso della pendenza, la massima copertura del suo- studi e sistemazioni basati sul completo e continuo man-
lo negli avvicendamenti, il mantenimento di appropriati tenimento delle acque;
sistemi di gestione delle acque di deflusso; nelle aree • una corretta gestione del ciclo delle acque dalle sorgenti

p. 26 La collina sulle unità liguri di Montalcino (Foto B.C. Tørrissen - Licenza BY-SA)
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livello d’ambito
REGIONE TOSCANA
piano paesaggistico

3.1

Invarianti strutturali
p. 27

I caratteri idro-geo-morfologici dei bacini idrografici e dei sistemi morfogenetici


val d’orcia e val d’asso
val d’orcia e val d’asso
Descrizione strutturale
3.2 I caratteri ecosistemici Il territorio dell’ambito è attraversato da nord a sud da un
del paesaggio sistema collinare fortemente caratterizzante, costituito da
dolci morfologie plioceniche a prevalenza di colture cere-
alicole nella porzione centro settentrionale e da paesaggi
agricoli tradizionali e pascolivi nella porzione meridionale.
Il corso del Fiume Orcia, con i suoi larghi terrazzi fluviali,
costituisce il confine tra i due paesaggi, contribuendo con il
suo alto corso e con la complementare presenza dei torrenti
Formone e Paglia a elevare il valore paesaggistico e natura-
listico della parte meridionale dell’ambito.
criteri metodologici (LINK) Più a est questo dominante paesaggio agricolo si continua
con un sistema alto collinare tra Trequanda e Monticchiello,
con morfologie più accidentate e con presenza di substra-
ti carbonatici, caratterizzato da una prevalente copertura
forestale di latifoglie termofile e sclerofille o da mosaici
agricoli e forestali.
La prevalente copertura forestale costituisce l’elemento
caratterizzante anche dei versanti settentrionali del Monte
Amiata degradanti fino a Castiglione d’Orcia. Questa zona
montana e collinare presenta importanti ecosistemi forestali
mesofili, con faggete, castagneti e abetine, che si continua-
no nelle basse colline con querceti e mosaici di macchie,
leccete e agroecosistemi tradizionali.
Più a ovest il territorio di Montalcino vede la dominante pre-
Matrice forestale di sclerofille, con leccete e macchie mediterranee, nei Paesaggio agricolo presso Monticchiello, con oliveti, seminativi e relittuali nuclei forestali (matrice agricola collinare della rete ecologica).
senza della monocoltura dei vigneti specializzati, in ambito
I caratteri ecosistemici del paesaggio

versanti collinari a sud di S. Antimo. (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO) (Foto: M. Giunti, archivio NEMO)
Invarianti strutturali

collinare e di pianura, e una continua copertura forestale di


sclerofille (macchia mediterranee e leccete) nei versanti alto i calanchi, le crete e le biancane, la riduzione del pascolo poguerra, nell’ultimo ventennio le utilizzazioni forestali sono
collinari e montani del Poggio Pigna. e delle dotazioni ecologiche (siepi, boschetti, filari alberati riprese con maggiore intensità, soprattutto nelle proprietà
e alberi camporili) e l’interessamento diretto delle aree di private, per effetto concomitante della maggior richiesta
Dinamiche di trasformazione pertinenza fluviale. sul mercato di biomassa a scopo energetico, della maggior
Le dinamiche più significative che hanno interessato ed in- Il paesaggio agricolo della parte meridionale dell’ambito, a quantità di legname presente e, infine, della disponibilità di
teressano attualmente l’ambito sono legate principalmente sud del Fiume Orcia ha visto un prevalente permanere de- manodopera a basso costo. Al forte prelievo nelle proprie-
ai processi di intensificazione delle attività agricole con par- gli ambienti agricoli tradizionali e delle attività di pascolo, tà private, spesso causa di alterazioni della struttura eco-
ticolare riferimento alla diffusione della monocoltura viticola anche se in parte soggetto alla diffusione dei seminativi ed logica e del valore naturalistico dei boschi, si contrappone
nella zona di Montalcino e della monocoltura cerealicola nel- in parte a fenomeni di abbandono e di ricolonizzazione ar- una gestione più conservativa nell’ambito del patrimonio
Caratteristico ecomosaico dei versanti compresi tra il Fiume Orcia e la le colline plioceniche della porzione centrale e settentrionale bustiva. agricolo-forestale regionale e nel sistema delle Riserve Na-
loc. Poggio Rosa, con boschi di latifoglie e sclerofille, seminativi e pascoli, dell’ambito. turali. La gestione di tipo naturalistico, finalizzata a conser-
ecosistemi calanchivi, fluviali e torrentizi, a costituire un paesaggio di alto
valore naturalistico. (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO) Particolarmente rilevante risulta la trasformazione del pae- Come in altri bacini della Toscana anche per il bacino vare la foresta, anche mediante interventi di miglioramento
saggio agricolo realizzata dalla diffusione dei vigneti specia- dell’Ombrone, ma soprattutto dell’Orcia, negli ultimi anni ambientale, ha restituito notevoli elementi di naturalità e
lizzati che, dopo aver occupato le aree più vocate, si sono sono evidenti le negative dinamiche di riduzione delle por- maturità al bosco, accentuandone il valore paesaggistico ed
estese anche ad occupare in tempi più recenti pascoli in tate e di aumento dei periodi di magra del fiume, a causa ecologico.
abbandono o colture tradizionali anche immerse in matrici delle minori precipitazioni.
forestali (ad es. alti versanti del Poggio Pigna). La coltura Processi di espansione dei borghi storici, con realizzazione
a vite si è spinta ad interessare anche i terrazzi alluvionali Assieme allo sviluppo del settore agrituristico e del turismo di nuove aree residenziali, hanno interessato alcune por-
ghiaiosi del Fiume Orcia (in particolare il suo basso corso e enogastronomico l’area ha visto anche lo sviluppo di un tu- zioni dell’ambito, così come la realizzazione di piccole aree
alla confluenza con il Fiume Ombrone) con rilevanti impatti rismo termale, con la realizzazione di importanti strutture industriali/artigianali, anche in aree di pertinenza fluviale. Si
sugli ambienti perifluviali. a Bagno Vignoni o a San Filippo. Al settore turistico è da tratta fino ad oggi di dinamiche puntuali e isolate che non
associare la recente trasformazione di aree agricole colli- risultano caratterizzare l’ambito in oggetto.
Mosaici di ambienti agricoli, pastorali e boschivi nei versanti in loc. Negli ambienti collinari la diffusione dei seminativi ha com- nari, presso le sponde del Fiume Ombrone in un attrezzato
Romitorio, a sud di San Quirico d’Orcia. Sullo sfondo i paesaggi agricoli portato la omogenizzazione del paesaggio agricolo con la campo da golf (a valle di Castiglion del Bosco). Per la conservazione di valori naturalistici dell’ambiti sono
dell’alta Val d’Orcia e il crinale boschivo del Monte Cetona
p. 28 (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)
forte riduzione dei peculiari elementi geomorfologici quali Dopo un abbandono diffuso dei boschi verificatosi nel do- risultati assai positivi i processi di istituzione di un locale
piano paesaggistico
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livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso


sistema di Siti Natura 2000 finalizzati alla conservazione dei Ecosistemi agropastorali
paesaggi agricoli tradizionali e fluviali, e di costruzione del Il paesaggio agricolo costituisce sicuramente l’elemento più
sistema di Aree protette, iniziato nel 1996 con la Riserva caratterizzante il territorio dell’ambito, presentando spesso
Provinciale di Lucciolabella ed attualmente giunto alla isti- alte valenze naturalistiche.
tuzione (nel 2008) delle ulteriori Riserve Provinciali di Ripa In particolare emerge il vasto sistema di nodi degli ecosiste-
d’Orcia, Il Bogatto e Crete dell’Orcia. Dal 2004 circa 61000 mi agropastorali presenti nella porzione meridionale dell’am-
ha della Val d’Orcia sono stati dichiarati patrimonio mondia- bito, a interessare le zone collinari dell’alto bacino dell’Orcia
le dell’umanità dall’UNESCO. e del torrente Formone. Si tratta di una vasta area carat-
terizzata da mosaici di prati pascolo, seminativi, formazioni
Valori calanchive e biancane, piccoli boschetti, incolti, arbusteti e
Ecosistemi forestali da prati aridi e garighe su terrazzi alluvionali, a costituire
Gli ecosistemi forestali costituiscono una componente mino- una eccellenza naturalistica e paesaggistica, con consistenti Vasta pianura alluvionale lungo le sponde del Fiume Orcia, con estesa
monocoltura a seminativi, nell’ambito del Sito Natura 2000 Crete dell’Or-
ritaria del paesaggio vegetale dell’ambito risultando presen- popolazioni di specie rare di uccelli nidificanti legate agli cia e del Formone. (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)
ti, in modo significativo, esclusivamente nei rilievi ad ovest ambienti aperti. L’alto valore dell’area è stato riconosciuto
di Montalcino, tra Castiglione e Vivo d’Orcia, e nella colline dalla istituzione dei Siti Natura 2000 “Crete dell’Orcia e del
di Trequanda. Formone” e “Lucciolabella” e dal complementare sistema di
Riserve Naturali (Lucciolabella e Crete dell’Orcia).
In tale contesto le formazioni forestali più mature e interne Altre aree agricole con funzione di nodo sono presenti nelle
ai nodi primari della rete ecologica, sono relegate al confine colline di San Giovanni d’Asso, di Trequanda e di Castiglione
meridionale dell’ambito, nei versanti settentrionali del M.te d’Orcia.
Amiata con faggete, castagneti, rimboschimenti di conifere Di particolare interesse risultano le aree agricole di San Gio-
e boschi misti. In tale contsto si localizza anche l’importante vanni d’Asso, interne al Sito Natura 2000 “Monte Oliveto
abetina del Vivo, bosco autoctono relitto di abete bianco Maggiore e Crete di Asciano”, anch’esse caratterizzate da
Abies alba (assieme a faggi, aceri montani e castagni) si- mosaici di pascoli, seminativi, boschetti di latifoglie, crete
Boschi e macchie di sclerofille nella Riserva naturale di Ripa d’Orcia, con tuato lungo il corso del torrente Vivo, presso il paese di Vivo e biancane.
la dominate presenza della rupe di Rocca d’Orcia. Prati pascolo e matrici forestali di latifoglie ad est di Castiglione d’Orcia
d’Orcia. I nodi degli agroecosistemi, assieme agli agroecosistemi

I caratteri ecosistemici del paesaggio


(Foto: L. Lombardi, archivio NEMO) (nodo degli ecosistemi agropastorali). (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)

Invarianti strutturali
Tali formazioni risultano in gran parte attribuibili al target frammentati in abbandono e agli altri elementi non agricoli
regionale delle Foreste di latifoglie mesofile e abetine. mosaicati con essi (biancane e piccoli nuclei boscati) costi-
tuiscono complessivamente le Aree agricole di alto valore L’elemento dominante del paesaggio fluviale dell’ambito è
Le rimanenti formazioni forestali più continue ed estese naturale (High Nature Value Farmland HNVF) quale impor- costituito dal caratteristico corso largo e terrazzato del Fiu-
dell’ambito costituiscono l’elemento di matrice forestale a tante target della Strategia regionale per la biodiversità. me Orcia e dei torrenti Formone e Paglia, o dal più stretto
elevata connettività, in gran parte costituito dalle leccete alveo del Fiume Ombrone, al confine occidentale dell’am-
e macchie alte dei versanti del Poggio La Pigna (a ovest di La matrice agroecosistemica collinare presenta spesso una bito.
Montalcino), in parte interne alla Riserva Provinciale e patri- estesa dominanza dei seminativi con forte riduzione dei
monio agricolo forestale regionale del Bogatto, e dei rilievi pascoli, degli elementi forestali e delle biancane; ove tali Il Fiume Orcia e i torrenti Formone e Paglia presentano ele-
tra Montalcino e Castiglione d’Orcia. elementi ancora permangono, anche se in modo relittuale, vati valori naturalistici con un estrema ricchezza di habitat e
Oltre ai boschi mesofili del nodo primario emergono i boschi anche la matrice agricola assume interessanti valori natu- specie di interesse conservazionistico. In particolare si tratta
di sclerofille (leccete) di Ripa d’Orcia, per la loro discreta ralistici. di ecosistemi fluviali con lunghi tratti a dinamica naturale o
maturità e per lo scarso disturbo antropico, in parte interne La componente agroecosistemica intensiva domina il pa- seminaturale, estremamente rari in Toscana, e caratterizzati
al patrimonio agricolo-forestale regionale (Madonna delle esaggio delle colline di Montalcino, con estese superfici a da largo alveo e tipici terrazzi alluvionali ghiaiosi. Oltre alla
Querce), il cui valore è riconosciuto anche dalla istituzione vigneti specializzati che costituiscono in gran parte un ele- presenza di formazioni arboree e arbustive ripariali a salici,
di un Sito Natura 2000 e di una Riserva Provinciale. mento detrattore del valore naturalistico del paesaggio agri- pioppi e ontani, i terrazzi ghiaiosi ospitano caratteristiche
Gran parte di tali formazioni sono attribuibili al target regio- colo. formazioni a dominanza di Santolina etrusca, a costituire
nale delle Foreste e macchie alte a dominanza di sclerofille garighe fluviali endemiche della Toscana meridionale, Um-
sempreverdi e latifoglie termofile. bria e alto Lazio (habitat di interesse regionale).
La rete ecologica forestale dell’ambito si completa con la Ecosistemi fluviali e aree umide Tali ecosistemi fluviali ospitano anche importanti popola-
caratteristica presenza di boschetti termofili di latifoglie
(cerrete e querceti di roverella) mosaicati nella prevalente
La rete ecologica regionale individua il reticolo idrografico,
gli ecosistemi fluviali, la vegetazione ripariale, come ele-
menti ittici e, grazie anche alla presenza di estese colture
cerealicole e di pascoli nei territori adiacenti, costituiscono
3.2
matrice agricola delle colline plioceniche, con funzione di menti di una complessiva rete ecologica di elevato valore luogo di nidificazione per importanti e rare specie di uccelli
elementi forestali isolati, e con le formazioni arboree riparia- naturalistico e funzionale. A tale sistema è associato il tar- (ad es. dell’occhione Burhinus oedicnemus).
li presenti su significativi tratti dei Fiumi Orcia e Ombrone. get degli ecosistemi fluviali presente nell’ambito con impor- Il Fiume Ombrone, in parte interno alla Riserva Naturale del
Vegetazione arborea ripariale a salici e pioppi lungo le sponde del Fiume
Orcia in località Monte Amiata (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO) tanti eccellenze naturalistiche. Bogatto, presenta invece un alveo più stretto e una vege- p. 29
val d’orcia e val d’asso
Densità delle specie di interesse Densità degli habitat di interesse
Aree protette e Sistema Natura 2000
conservazionistico conservazionistico

Piccoli specchi d’acqua ad uso irriguo, di elevato interesse per la fauna


anfibia, immersi nelle matrici agricole presso Montalcino.
(Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)

tazione arborea più continua e strutturata, con ecosistemi bito delle matrici forestali collinari (ad es. nei versanti del Al target sono associabili importanti affioramenti di traverti-
fluviali di alto valore e una importante fauna ittica. Poggio Pigna). Particolarmente significative risultano le no e interessanti emergenze geotermali, con relativi habitat
Al sistema fluviale principale fa riferimento un reticolo idro- macchie di Scarceta e Montelaccio, nell’ambito della Riserva e specie di interesse conservazionistico (ad esempio l’habi-
grafico minore anch’esso di interesse naturalistico, con di Ripa d’Orcia, in mosaico con stadi più maturi di lecceta. tat delle Sorgenti pietrificanti con formazione di travertino),
particolare riferimento al Fosso Suga (affluente nel Fiume Tra le formazioni di maggiore interesse sono da citare anche presenti nelle aree limitrofe alla località di Bagno Vignoni o
Ombrone), ai torrenti Asso, Pagliola, Rigo, Tresa (in parti- i ginepreti a ginepro rosso Juniperus oxycedrus su substrato presso i Bagni di San Filippo, lungo il Fosso Bianco. L’impor-
colare l’alto corso) e Vellora (affluente nel Fiume Orcia) o al serpentinoso nel Sito Natura 2000 di Ripa d’Orcia e quelli a tanza di tali ecosistemi è testimoniata anche dalla presenza
sistema di torrenti che scendono dai versanti settentrionali ginepro comune Juniperus communis presenti nelle radure della fitocenosi del repertorio naturalistico toscano dei Prati
I caratteri ecosistemici del paesaggio
Invarianti strutturali

del M.te Amiata, con particolare riferimento al torrente Vivo. prative montane dell’Amiata, oltre alle formazioni arbustive secondari su travertino di Bagno Vignoni e di San Filippo.
e garighe dei greti ghiaiosi dell’Orcia e del Formone e agli L’ambito ospita inoltre interessanti ambienti ipogei con par-
Aree umide naturali presenti lungo le sponde dei corsi d’ac- arbusteti mosaicati nel paesaggio agricolo. ticolare riferimento alle zone di Vivo d’Orcia e Bagni di San
qua e i piccoli invasi per usi agricoli o come punti di ab- Filippo.
beveraggio costituiscono elementi di interesse naturalistico Tali formazioni arbustive risultano inoltre spesso associate a
soprattutto per la tutela di importanti popolazioni di anfibi. praterie seminaturali e a prati aridi attribuibili ad habitat di Aree di valore conservazionistico
interesse comunitario e caratterizzate da importanti specie Gli ecosistemi agropastorali e quelli fluviali e torrentizi costi- Relittuali ambienti calanchivi immersi nel paesaggio agro-silvo-pastorale
Ecosistemi arbustivi e macchie vegetali e animali. tuiscono le principali emergenze naturalistiche dell’ambito. presso la località di Monte Amiata presso il Fiume Orcia.
Relativamente al ruolo funzionale degli arbusteti e delle (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)

macchie, queste tipologie sono state inserite nell’ambito Ecosistemi rupestri e calanchivi In particolare la porzione meridionale dell’ambito, con l’alto
della rete degli ecosistemi forestali (in particolare le mac- Gli ecosistemi rupestri corrispondono integralmente al tar- bacino del Fiume Orcia e dei torrenti Formone e Paglia, ed
chie quali stadi di degradazione forestale) e degli ecosiste- get degli Ambienti rocciosi montani e collinari a cui si asso- i versanti settentrionali del M.te Amiata, rappresenta l’area
mi agropastorali (in particolare gli arbusteti quali stadi di cia la presenza di ambienti calanchivi. a maggiore concentrazione di habitat e specie di interesse
ricolonizzazione di ex coltivi e pascoli). Ciò consente una Nell’ambito in oggetto gli ambienti rupestri risultano una conservazionistico.
migliore lettura dei processi dinamici in atto nel paesaggio presenza sporadica legata ad esempio alle gole del Fiume In tali aree infatti si localizzano i caratteristici mosaici di
forestale e agropastorale, pur mantenendo la lettura del va- Orcia in loc. Ripa d’Orcia, o alle rupi calcaree delle gole del ambienti agricoli tradizionali, le aree pascolive, le emer-
lore naturalistico legato a tali formazioni, spesso presenti in torrente Tresa presso Monticchiello. Gli ambienti calanchivi, genze geomorfologiche delle biancane e delle crete e gli
mosaici con le aree aperte o quelle forestali. ma soprattutto le formazioni delle crete e delle biancane ecosistemi fluviali di maggiore interesse, ciò con particolare
rappresentano una presenza caratteristica e ampiamente riferimento ai Siti Natura 2000 di Lucciolabella e delle Crete
Tale ecosistema è inserito nel Target regionale delle Mac- diffusa nell’ambito, soprattutto all’interno delle aree agrico- dell’Orcia e del Formone e relative Riserve Naturali provin-
chie basse, stadi di degradazione arbustiva, garighe e prati le classificate come nodi e in particolare nei Siti Natura 2000 ciali, ove si localizza la maggiore concentrazione di habitat
xerici e temporanei. Si tratta in gran parte di formazioni Crete dell’Orcia e del Formone e Lucciolabella. e specie vegetali ed animali di interesse conservazionistico.
secondarie di degradazione della vegetazione forestale di Tali formazioni costituiscono un prezioso habitat di interes- Costituiscono ulteriori aree di valore il basso corso del Fiu-
sclerofille o di ricolonizzazione di ex coltivi e pascoli. Vaste se regionale (Biancane del senese) e ospitano interessanti me Orcia (già Sito Natura 2000), tutto il corso del Fiume Caratteristico corso del torrente Formone, con ampio alveo e terrazzi
estensioni di macchie mediterranee in mosaico con leccete specie vegetali e animali tra cui l’endemismo Artemisia cre- Ombrone, gli ambienti forestali e fluviali della Riserva di alluvionali ghiaiosi (habitat di interesse regionale e sito di nidifiicazione
di importanti specie di avifauna), nell’ambito del Sito Natura 2000 Crete
p. 30 o boschi misti di latifoglie e sclerofille si localizzano nell’am- tacea. Ripa d’Orcia, gli ambienti agricoli presso San Giovanni d’As- dell’Orcia e del Formone. (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)
piano paesaggistico
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livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso


so (già Sito Natura 2000 Monte Oliveto Maggiore e Crete to, in alcune aree, la forte riduzione degli ambienti agri-
di Asciano) e a sud di Radicofani e le peculiare emergenze coli tradizionali e del pascolo, l’eliminazione di siepi, filari
geotermali di Bagni Vignone e di San Filippo. alberati e boschetti, ma soprattutto la riduzione e perdita
Tra le altre aree forestali emergono i boschi mesofili interni delle importanti emergenze geomorfologiche e naturalisti-
al Sito Natura 2000 del “Cono vulcanico del Monte Amiata”, che rappresentate delle biancane e delle crete, soggette a
con particolare riferimento all’importante nucleo di Abies rimodellamento, spianamento e successiva messa a coltura.
alba autoctono dell’abetina del Vivo. Alla perdita dei caratteri tradizionali del paesaggio agricolo
contribuiscono anche la realizzazione di strutture turistico
Criticità ricreative e campi da golf.
Le maggiori criticità dell’ambito sono legate ai processi di Tale fenomeno ha rappresentato un negativo processo di
intensificazione delle attività agricole in grado di incidere trasformazione del paesaggio agricolo delle colline della
negativamente sui caratteristici agroecosistemi tradizionali parte centrale dell’ambito e costituisce una grave minaccia
e sui valori naturalistici a questi associati. per gli ambienti agricoli tradizionali e per gli habitat, le spe-
cie e l’integrità complessiva dei diversi Siti Natura 2000 e
In tale contesto una rilevante criticità è costituita dalla delle Riserve Naturali.
Arbusteti e garighe su terrazzi alluvionali ghiaiosi del Torrente Formone
e caratteristico sistema di biancane nei versanti agricoli interni al Sito intensa diffusione dei vigneti specializzati nel territorio di L’intensificazione delle attività agricole e la riduzione e fram-
Natura 2000 e Riserva Naturale provinciale Lucciolabella. Montalcino, ove ha assunto il ruolo di una dominante mo- mentazione dei relittuali nuclei forestali, costituisce una for-
(Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)
nocoltura, espandendosi anche a discapito di aree agricole te criticità anche quando si realizza in aree agricole con
e pascolive immerse nella matrice forestale o sui terrazzi residuali funzioni di connettività ecologica tra nuclei o ma-
alluvionali del Fiume Orcia. trici forestali, con particolare riferimento ai paesaggi agricoli
La diffusione dei vigneti specializzati ha comportato la forte situati tra i boschi di Montalcino e quelli del versante occi-
riduzione degli agroecosistemi di valore naturalistico, un au- dentale del M.te Amiata, tra quest’ultimo e il M.te Cetona, o
mento della frammentazione delle superfici forestali, prima tra il M.te Cetona e i nuclei forestali dei rilievi di Sinalunga.
interrotti da colture a maggiore permeabilità ecologica o da Caratteristiche formazioni delle biancane, nei versanti in vicinanza del

incolti e prati pascolo, e ha negativamente condizionato gli Torrente Formone, con presenza dell’endemismo Artemisia cretacea. (Sito Ulteriori criticità sono associate al reticolo fluviale, con par-
Natura 2000 Crete dell’Orcia e del Formone).
importanti ecosistemi fluviali interessando le aree di perti- ticolare riferimento alla presenza di siti estrattivi e di lavo-

I caratteri ecosistemici del paesaggio


(Foto: L. Lombardi, archivio NEMO)

Invarianti strutturali
nenza fluviale (soprattutto nel basso corso del Fiume Orcia) razione del materiale alluvionale, di piste da motocross (an-
o mediante la realizzazione di nuovi impianti realizzati diret- che interne al Sito di importanza regionale SIR Basso corso
tamente su terrazzi alluvionali del fiume Orcia, ad esempio del Fiume Orcia), di interventi di rimodellamento dell’alveo
ai Piani di Rota, con modificazione del paesaggio fluviale ed e dei terrazzi ghiaiosi, di taglio della vegetazione ripariale,
eliminazione di habitat di interesse comunitario e regionale. alla diffusione di conifere su terrazzi ghiaiosi o alla presenza
Nel basso corso del Fiume Orcia alla diffusione dei vigneti si di assi stradali paralleli al corso d’acqua (in particolare le
Realizzazione di vigneto specializzato in area di pertinenza fluviale del associa anche la realizzazione di frutteti specializzati su ter- strade SP 40 e SR 2 lungo le sponde del torrente Formone).
Fiume Orcia su terrazzo alluvionale ghiaioso caratterizzato da habitat di
razzi alluvionali all’interno del Sito di Importanza Regionale Significative risultano anche le criticità legate alla riduzione
interesse regionale e comunitario. (agroecosistemi intensivi della rete
ecologica). (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO) Basso corso del Fiume Orcia. delle portate (per captazioni o per riduzione delle precipita-
Tale rilevante criticità rispetto agli ecosistemi fluviali è pre- zioni) e alla non ottimale qualità delle acque per il corso del
sente anche lungo il Fiume Ombrone con diffusione di vi- Fiume Ombrone e per gran parte del corso del Fiume Orcia.
gneti specializzati nelle aree di pertinenza fluviale (ad es.
nelle località di Pian Rossi e Pian d’Orcia). Per le risorse geotermali lo sfruttamento turistico (ad es. a
Nella vasta matrice forestale dei monti di Montalcino (Pog- Bagno Vignoni), importante risorsa economica per l’area,
gio Pigna) risultano quasi completamente eliminate le aree costituisce un elemento di criticità per la captazione di sor-
aperte con agricoltura tradizionale, prati pascolo, oliveti e genti, la riduzione delle loro portate e l’alterazione di aree
seminativi, per la loro trasformazione in vigneti specializzati. geotermali caratterizzate da importanti habitat ed ecosiste-
Pur costituendo un elemento caratteristico del paesaggio mi, anche compromettendo le risorse idrotermali necessarie
locale, la monocoltura dei seminativi e cerealicola risulta al mantenimento delle sorgenti pietrificanti con formazioni
fortemente critica rispetto alle componenti naturalistiche, di travertino (Cratoneurion), cioè delle sorgenti con acque
con la riduzione dell’eterogeneità dell’ecomosaico agricolo
e, non di rado, con l’interessamento diretto delle aree di
dure, sature in carbonato di calcio o altri sali in grado di pro-
durre formazioni di travertino. Per l’area termale di Bagno
3.2
pertinenza fluviale e dei terrazzi ghiaiosi di gran parte dei Vignoni, così come per Bagni San Filippo, l’incanalamento
Relittuali emergenze morfologiche delle biancane, habitat di interesse corsi d’acqua dell’ambito (in particolare dei fiumi Ombrone delle acque termali in uscita dagli stabilimenti e la mancata
regionale, immerse nel paesaggio agricolo a dominanza di seminativi e Orcia). Negativi processi di evoluzione del suolo e della vegetazione su habitat loro percolazione diffusa sulle formazioni attive di traverti-
dell’alta Val d’Orcia (Riserva Naturale e Sito Natura 2000 Lucciolabella). geotermali a Bagno Vignoni, per riduzione e incanalamento delle acque
La diffusione della monocoltura cerealicola ha comporta- no, causa fenomeni di evoluzione del suolo e della vegeta-
(Foto: L. Lombardi, archivio NEMO) geotermali. (Foto: L. Lombardi, archivio NEMO) p. 31
val d’orcia e val d’asso
legenda
Rete ecologica
I caratteri ecosistemici del paesaggio
Invarianti strutturali

approfondimento: livello regionale scala originale 1:50.000


p. 32
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val d’orcia e val d’asso


zione e la perdita dei preziosi habitat geotermali. dizionali e fluviali. ticolare riferimento alle estese macchie mediterranee pre-
senti nei versanti del Poggio Pigna e della Riserva Naturale
Per il patrimonio forestale le criticità sono legate alla pre- Per l’ambito risulta prioritaria la conservazione dei paesaggi di Ripa d’Orcia. Per il nodo primario forestale l’obiettivo è il
senza di un patrimonio boschivo in parte povero dal pun- agricoli tradizionali, mitigando gli impatti legati ai processi mantenimento e miglioramento dei livelli di maturità delle
to di vista qualitativo e con prelievi forestali intensi nelle di intensificazione delle attività agricole (vigneti specializzati formazioni forestali e la conservazione degli importanti ha-
proprietà private. A tali criticità si associano anche i tagli o monocoltura cerealicola) e impedendo la realizzazione di bitat forestali mesofili, con particolare riferimento al nucleo
periodici della vegetazione ripariale a fini idraulici, il rischio nuovi vigneti e seminativi ai danni di aree di pascolo, oliveti, di abete bianco del Fosso del Vivo.
di incendi e l’isolamento di nuclei forestali nell’ambito di ma- seminativi, incolti e delle aree di pertinenza fluviale. In que-
trici agricole delle colline plioceniche. ste ultime aree sono da vietare ulteriori trasformazioni dei Nelle aree caratterizzate da importanti risorse geotermali
terrazzi alluvionali in vigneti, frutteti o in impianti di arbori- risulta importante realizzare forme di valorizzazione turistica
In alcuni settori dell’ambito sono presenti anche fenomeni coltura da legno, mentre per i terrazzi alluvionali già trasfor- sostenibile garantendo la permanenza delle risorse geoter-
di abbandono degli agroecosistemi, con processi di ricolo- mati sono auspicabili interventi di ripristino delle originarie mali necessarie alla conservazione dei caratteristici habitat
nizzazione arbustiva e perdita di habitat agricoli e pascolivi; condizioni ambientali. ed ecosistemi. Per le due aree termali di Bagno Vignoni e
in tale contesto comunque tale fenomeno risulta rilevante Sono inoltre da vietare le attività di rimodellamento mor- Bagni San Filippo risulta urgente la predisposizione di piani
soprattutto quando interessa le residuali aree agricole alto fologico e messa a coltura, o trasformazione in altra desti- di gestione complessivi delle attività termali anche finalizzati
collinari o montane immerse in matrici forestali. nazione, delle caratteristiche emergenze geomorfologiche alla tutela e riqualificazione delle importanti valenze natura-
e naturalistiche dei calanchi, delle crete e delle biancane. listiche e paesaggistiche.
I processi di urbanizzazione non costituiscono elementi di ri- Per i paesaggi agricoli intensivi della viticoltura o della mo-
levante pressione nell’ambito, presentando esclusivamente nocoltura cerealicola oltre al rispetto degli indirizzi di cui Sono inoltre da contenere eventuali processi di urbanizza-
puntuali elementi di criticità legati all’ampliamento di aree sopra, sarebbe auspicabile il miglioramento delle dotazioni zione residenziale o industriale delle zone collinari e delle
residenziali presso nuclei abitati storici a discapito di suolo ecologiche, anche attraverso la realizzazione di siepi, di zone pianure alluvionali, mantenendo l’attuale scarsa dispersione
agricolo (ad es. le nuove aree residenziali presso Pienza o tampone rispetto al reticolo idrografico o mediante l’impian- insediativa ed evitando di realizzare nuove aree industriali/
presso Monticchiello), o alla realizzazione di aree industriali/ to di aree boscate di latifoglie autoctone su ex seminativi, artigianali o siti estrattivi e di lavorazione del materiale al-
artigianali su pianure alluvionali, ad es. lungo le sponde del di collegamento tra nuclei forestali relittuali. Tali indirizzi di luvionale nelle aree di pertinenza fluviale. Per la strada SS2
torrente Pagliola, al limite meridionale dell’ambito. Altri ele- riqualificazione o di mantenimento del paesaggio agrario situata lungo le sponde del Formone sono da mettere in
menti isolati a forte grado di artificialità sono costituiti da siti risultano prioritari per gli agroecosistemi aventi funzioni re- atto azioni di mitigazione dell’effetto di barriera ecologica

I caratteri ecosistemici del paesaggio


Invarianti strutturali
estrattivi e di lavorazione, quali le formaci di Pienza, o i siti siduali di connettività ecologica tra nuclei e matrici forestali, (“Barriera infrastrutturale principale da mitigare”).
estrattivi a monte di Petroio. Relativamente alle infrastrut- individuati come “Direttrici di connettività da riqualificare” .
ture stradali un negativo effetto barriera è realizzato dalla Per l’area un indirizzo strategico importante è legato alla
SS2, dalla diramazione dalla SP40 in direzione sud, svilup- Prioritaria risulta inoltre una gestione delle fasce ripariali e valorizzazione e tutela del sistema di Riserve Naturali Pro-
pandosi lungo il torrente Formone e i suoi terrazzi fluviali. dei terrazzi ghiaiosi finalizzata al miglioramento del continu- vinciali e del Sistema di Siti Natura 2000.
um ecologico degli ecosistemi fluviali, anche attuando inter-
Tra le aree critiche per la funzionalità della rete ecologica venti di riqualificazione e di ricostituzione delle vegetazione
sono state individuate le seguenti: ripariale la dove interrotta, migliorando la gestione della ve-
getazione ripariale a fini idraulici, ma soprattutto attraverso
Monocolltura viticola nel territorio di Montalcino: con pro- l’individuazione di una fascia di mobilità fluviale da destinare
cessi di intensificazione delle attività agricole (vigneti spe- alla dinamica naturale del Fiume Orcia. Nei terrazzi fluviali
cializzati) a discapito di ambienti agricoli tradizionali (pa- risulta importante il miglioramento dei livelli di sostenibilità
scoli, oliveti e seminativi), anche nell’ambito delle matrici dei siti estrattivi esistenti, vietando la realizzazione di nuovi
forestali e su terrazzi alluvionali del Fiume Orcia. siti estrattivi o di altri interventi in grado di alterare gli as-
setti morfologici ed ecosistemici. Sono altresì da sottoporre
Monocolltura cerealicola nella porzione settentrionale del a interventi di riqualificazione ambientale le aree interessate
SIR Crete dell’Orcia e del Formone: con processi di intensi- da ex bacini estrattivi o da piste di motocross.
ficazione delle attività agricole in aree di pertinenza fluviale Per gli ecosistemi fluviali risulta inoltre strategico il miglio-
e nei rilievi collinari, con riduzione degli habitat ripariali e ramento dei livelli qualitativi e quantitativi delle risorse idri-
perdita di biancane. che, con particolare riferimento al corso dei fiumi Orcia e

Indirizzi per le politiche


Ombrone.
3.2
Gli obiettivi a livello di ambito per l’invariante ecosistemi Per il patrimonio forestale l’obiettivo è il miglioramento della
sono finalizzati principalmente a mitigare e limitare gli ef- gestione selvicolturale finalizzandola all’aumento dei livelli
fetti dei negativi processi di intensificazione delle attività di maturità e di valore ecologico delle matrici forestali e dei
agricole, e a conservare gli importanti paesaggi agricoli tra- boschi isolati, alla tutela dagli incendi estivi, anche con par- p. 33
val d’orcia e val d’asso
Estratto della carta dei morfotipi insediativi
3.3 Il carattere policentrico e
reticolare dei sistemi insediativi,
urbani e infrastrutturali
Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali

criteri metodologici (LINK)

Dal Castello di Velona verso Castelnuovo dell’Abate (Photo © Alex MacLean)


Invarianti strutturali

Pienza (Foto di Steve Stevehdc – licenza CC-BY-SA)


Descrizione strutturale a pettine che diparte da essa verso nord-est, in direzione crinali, intercetta gli insediamenti principali di San Giovanni
La struttura insediativa dell’ambito è caratterizzata preva- della Val di Chiana (SP 38, SR 146 e SR 478). d’Asso e Pienza e il sistema di centri allineati lungo la dorsa-
lentemente dal morfotipo insediativo n. 5 “Morfotipo inse- Lungo il percorso matrice si snodano gli insediamenti di le del Cetona (Montisi, Monticchiello, Castelluccio, La Foce) .
diativo a maglia del paesaggio storico collinare” (Articola- Torrenieri, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia e Radi- Ad ovest dell’asse storico emerge l’isola collinare dominata
zione territoriale 5.10 “Colline di Montalcino” e 5.12 “Val cofani, collocati in posizione dominante in corrispondenza dal centro storico di Montalcino, che spicca con il suo in-
d’Orcia”); si riscontra anche la presenza di parte del sistema delle deviazioni di crinale della Cassia per la Val di Chiana. confondibile profilo, delineato dai campanili, dalla torre del
insediativo n. 8 “Morfotipo dei centri a corona del cono vul- Il sistema insediativo che si sviluppa ad est dell’asse storico Comune e dalla Fortezza. Una fitta radiale di strade lo colle-
canico ”, che comprende le pendici del Monte Amiata (Arti- è caratterizzato da una viabilità a pettine che, seguendo ga al suo contado e ai borghi collinari sottostanti di Carmi-
colazione territoriale 8.1). l’andamento morfologico dei crinali e delle valli secondarie gnano, S.Angelo in Colle, S. Antimo, Castelnuovo dell’Abate.
Si tratta di un sistema storicamente imperniato sulla diret- dell’Orcia (Asso, Tuoma ecc..) orientati in direzione nord/ Più a sud si staglia il cono dell’ex vulcano del Monte Amia-
trice di origine romano/medievale (Via Cassia/Francigena – est-sud/ovest, risale il versante occidentale della catena ta. Il suo sistema insediativo di matrice storica si configura
SR2), che attraversa trasversalmente la Valle dell’Orcia in montuosa del Cetona, scollinando nella Val di Chiana. Que- come una corona di centri collocati nelle aree di contatto
p. 34 Radicofani (Foto di Bjørn Christian Tørrissen - - licenza CC-BY-SA) direzione nord-ovest/sud-est – Siena /Roma, e sulla viabilità sta viabilità che si sviluppa lungo le valli (Val d’Asso) e sui tra il castagneto e le aree agricole delle valli sottostanti, in
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val d’orcia e val d’asso


corrispondenza di una linea di risorgive (Corona del Monte si snodano le stazioni e i centri urbani, sorti come proiezio-
5. MORFOTIPO INSEDIATIVO POLICENTRICO A 8. MORFOTIPO DEI CENTRI A CORONA DEL CONO Amiata). ne a valle del centro collinare sovrastante, spesso indicati
MAGLIA DEL PAESAGGIO STORICO COLLINARE VULCANICO La presenza della via Francigena, con tutte le sue deviazio- con l’appellativo di “scalo” (Sant’angelo scalo, Monte Amiata
ni di crinale, e la forte connotazione di zona di frontiera e scalo, Asciano scalo, ecc…).
Il sistema insediativo policen- Sistema insediativo fortemen- di transito assunta storicamente dalla valle, ha dato luogo
trico a maglia del paesaggio te identitario e connotante dei
storico collinare è costituito da massicci vulcanici, che per la sua all’addensarsi di numerose strutture difensive come castelli Dinamiche di trasformazione
insediamenti collinari di origine specificità e rarità morfotipolo- e torri, edifici di culto pievi e abbazie (i complessi di San Le trasformazioni insediative che hanno investito la Valdor-
medievale che si posizionano gica non ha ricorrenza a livello
Piero in Campo e Sant’Anna in Camprena e la straordinaria cia negli ultimi settanta anni sono strettamente legate alle

Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali


lungo la viabilità di crinale longi- regionale, ma è rintracciabile
tudinale che segue l’andamento in altri contesti extra-regionali abbazia di Sant’Antimo che sorge nel territorio comunale trasformazioni subite dal paesaggio rurale dal dopoguerra
morfologico nord-ovest/sud-est caratterizzati dalla presenza di
delle colline plioceniche. Questi un rilievo isolato a forma conica
di Montalcino); nonché ad innumerevoli insediamenti con ad oggi e al ruolo che esso ha progressivamente assunto di
centri sono relazionati tra loro (vulcano attivo o spento) rappre- funzione di assistenza e di accoglienza dei pellegrini e dei vera e propria risorsa economica, capace di influenzare la
da una viabilità trasversale prin- sentante un’emergenza geomor- viaggiatori quali osterie, ospedali e stazioni di posta, di cui desiderabilità residenziale e l’attrattività turistica.
cipale e da rapporti reciproci di fologia di grande valore paesag-
intervisibilità. Le relazioni con il gistico (Roccamonfina, Etna). rimangono ancora numerose testimonianze (Ospedale della In Val d’Orcia, così come in altre aree rurali della Toscana,
sistema agrario circostante sono Scala di Siena a San Quirico, Spedaletto, ospedali di Arcim- il paesaggio ha assunto il ruolo di “biglietto da visita” tanto
assicurate dal sistema delle ville
fattoria. baldo, la mansione delle Briccole, l’osteria sul ponte dell’Or- da essere ampiamente utilizzato per la promozione turistica
ARTICOLAZIONE TERRITORIALE 5.10-5.12 ARTICOLAZIONE TERRITORIALE 8.1 cia, e le stazioni di posta della Scala, della Poderina, di Ri- non solo dell’area stessa, ma anche della Toscana nel suo
corsi ed infine la Posta di Radicofani dovuta a Buontalenti). complesso ed è, a tutti gli effetti, una risorsa economica ca-
La presenza del fiume Orcia e delle numerose sorgenti pace di attrarre turisti provenienti da tutte le parti del mon-
dell’Amiata, inoltre, hanno permesso il sorgere di numerosi do. La reputazione turistica del territorio è legata sia all’at-
manufatti storici legati alla risorsa idrica (Parco dei Mulini di tuale configurazione del paesaggio rurale, sia alla notevole
San Quirico) e di borghi termali quali: Bagno Vignoni, con concentrazione di beni architettonici ed artistici presenti
la sua magnifica piazza d’acqua e Bagni San Filippo, alle tanto da aver fatto acquisire alla Val d’Orcia, nel 2004, il ri-
falde dell’Amiata, dove l’acqua sgorga dalle vene della terra conoscimento di paesaggio culturale da parte dell’UNESCO.
a circa 50 gradi. Il riconoscimento ha prodotto indubbi effetti benefici per
Il paesaggio che caratterizza oggi la Val d’Orcia è il risultato quanto attiene all’immagine e alla visibilità della Val d’Orcia,
di una profonda trasformazione che, a partire dagli anni sottoponendola altresì a rischi e appetiti speculativi: la ten-

Invarianti strutturali
’50, ha portato alla creazione di ampi spazi a seminativo denza in atto è quella di un pressione immobiliare diffusa
che solo sporadicamente sono interrotti da elementi areali che consuma risorse non ai fini di un soddisfacimento di
quali calanchi, piccoli boschi, alberi sparsi, piccoli borghi, uno sviluppo locale di tipo durevole, ma esclusivamente in
case sparse, casali ecc.. o da elementi lineari quali i corsi termini di rendita.
5.10 Montalcino | figure componenti 8.1 - Monte Amiata | figure componenti d’acqua, la vegetazione ripariale, le siepi, le strade, ecc. Le profonde mutazioni sociali ed economiche che hanno in-
Questo predomino dei grandi spazi aperti e la sporadicità vestito la Val d’Orcia dal dopoguerra ad oggi vedono, come
degli elementi naturali e antropici che emergono nella loro molte altre realtà toscane, prima il crollo della mezzadria,
essenzialità rappresentano l’invariante strutturale dell’am- il dimezzarsi della popolazione e i cambiamenti radicali del
bito. Il paesaggio della Val d’Orcia è riuscito ad acquisire paesaggio (indotti dall’avvento della pastorizia e della agri-
una forte identità e reputazione grazie alla particolare di- coltura estensiva) e poi - dai primi anni ‘90 – l’affermarsi del
sposizione spaziale degli elementi naturali e degli elementi territorio come icona del bel paesaggio toscano e la veloce
antropici nelle aree dedicate all’attività agricola, alla pre- crescita del turismo, che ha più che decuplicato le potenzia-
senza sul territorio di aree con elevata valenza ecologica e lità ricettive e riconfigurato il sistema produttivo.
# Sistema radiocentrico di ambientale e di siti di notevole importanza storico-culturale La maggior parte della nuova domanda di ricettività turisti-
# Sistema dei centri corona
Montalcino del Monte Amiata
e architettonica finendo per assumere il ruolo di una vera e ca si è concretizzata soprattutto nella proliferazione degli
propria risorsa economica. agriturismi. Questa pratica, se da un lato ha permesso il
5.12 La Val d’Orcia | figure componenti
L’ambito è attraversato, oltre che dalla Cassia e dalle sue recupero di edifici rurali esistenti abbandonati, spesso ha in-
diramazioni e deviazioni, anche dall’anello ferroviario sene- serito elementi dissonanti nel paesaggio agrario,aggravate
se – ramo Monte antico-Asciano – denominato “la Ferrovia dalla frammentazione delle unità immobiliari in cui vengono
della Val d’Orcia”, che aggirando la collina di Montalcino, strutturate e dai “volumi di servizio”che ne conseguono.
incrocia la via Cassia in corrispondenza di Torrenieri, e si
immette nella valle dell’Asso percorrendola intermente fino
Altre trasformazioni territoriali sono legate al turismo ter-
male, e alle espansioni edilizie recenti delle strutture che in
3.3
ad Asciano. Nel suo sviluppo, la ferrovia mette in contatto alcuni casi si sono inserite con interventi fuori scala rispetto
alcuni tra i più conosciuti e suggestivi territori del senese (le al disegno del paesaggio.
Crete, la Val d’Orcia e il Monte Amiata) con scorci e pano- Anche se le espansioni edilizie dei principali borghi risultano
# Sistema reticolare
collinare della Valdorcia rami di grande valore paesaggistico. Lungo il suo percorso piuttosto contenute, rispetto ad altri ambiti, l’estensione e
p. 35
val d’orcia e val d’asso
la volumetria eccessiva di alcuni interventi (spesso sovradi- centri allineati lungo la dorsale del Cetona (Montisi, Pien-
mensionati rispetto alle reali esigenze abitative), la scarsa za, Monticchiello, Castelluccio, La Foce) .
qualità (dovuta a soluzioni progettuali di tipo vernacolare, • Sistema radiocentrico di Montalcino, costituito dal centro
impostate su modellistiche progettuali predefinite e decon- di Montalcino, collocato in posizione dominate sulla som-
testualizzate), l’utiliizzo di forme carenti di radicamento ter- mità della collina che costeggia la Cassia ad ovest, con il
ritoriale (con particolare riferimento alle lottizzazioni di tipo suo inconfondibile profilo, delineato dai campanili, dalla
urbano quali tipologie a schiera o villette) e le scelte localiz- torre del Comune e dalla Fortezza, e con la radiale di
zative inappropriate (le lottizzazioni residenziali spesso sono strade che lo collegano al suo contado e ai borghi collina-
Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali

andate ad occupare crinali a maggiore panoramicità) hanno ri sottostanti (Carmignano, S.Angelo in Colle, S:Antimo,
causato, in alcuni casi, un forte impatto paesaggistico, in- Castelnuovo dell’Abate)
terferendo con le visuali da e verso i centri e nuclei storici, • Sistema dei centri a corona del Monte Amiata (che rientra
le pievi e i casali, e interrompendo le regole insediative sto- nell’ambito solo in parte con i borghi di Vivo d’Orcia e
Castelmuzio-Trequanda (Foto di Rino Massai
riche che caratterizzano questi luoghi (espansione residen- Archivio fotografico Regione Toscana) Campiglia d’Orcia).
ziale di Monticchiello, Radicofani, ecc). Nello specifico, rappresentano un valore:
Lo sviluppo edilizio degli insediamenti collinari si è dovuto • i beni connessi alla viabilità storica della via Francigena
adattare all’orografia dei suoli, così le varie lottizzazioni re- di valle e alle sue deviazioni di crinale quali: strutture
sidenziali, dove non hanno trovavano condizioni favorevoli difensive come castelli e torri (Castello del Velina, Rocca
1830
sui crinali, hanno occupato le poche aree pianeggianti di- d’Orcia, Rocca di Radicofani), edifici di culto pievi e ab-
sponibili per dar vita a fenomeni di dispersione insediativa bazie (i complessi di San Piero in Campo e Sant’Anna in
disponendosi in maniera lineare lungo la vecchia via “Cas- Camprena e la straordinaria abbazia di Sant’Antimo che
sia” (espansioni a valle di Radicofani). sorge nel territorio comunale di Montalcino); nonché gli
Le attività produttive, di modesta entità, si sono concen- innumerevoli insediamenti con funzione di assistenza e
trate attorno ai centri principali di Montalcino, Torrenieri e di accoglienza dei pellegrini e dei viaggiatori quali oste-
San Quirico (industria ceramica) e lungo la via Cassia, so- rie, ospedali e stazioni di posta, di cui rimangono ancora
prattutto nei piani del Paglia, dove si è avuto un intenso numerose testimonianze (Ospedale della Scala di Siena a
Rocca degli Aldobrandeschi (Foto di Antonio Vidus
sviluppo di insediamenti produttivi, che dallo svincolo per Archivio fotografico Regione Toscana)
San Quirico, Spedaletto, ospedali di Arcimbaldo, la man-
Invarianti strutturali

Radicofani proseguono ininterrotti lungo l’asse viario fino a sione delle Briccole, l’osteria sul ponte dell’Orcia, e le sta-
Ponte a Rigo. zioni di posta della Scala, della Poderina, di Ricorsi ed
Il tratto della ferrovia Asciano-Monte antico è stato chiuso infine la Posta di Radicofani dovuta a Buontalenti);
al traffico nel 1994 e oggi viene utilizzato solo per un ser- • i manufatti storici legati alla risorsa idrica (Parco dei Mu-
vizio turistico attivo in determinati giorni dell’anno (Treno lini di San Quirico) e di borghi termali quali: Bagno Vi-
natura). gnoni, con la sua magnifica piazza d’acqua e Bagni San
L’economia locale del Monte Amiata è stata tradizionalmen- Filippo, alle falde dell’Amiata, dove l’acqua sgorga dalle
te legata all’agricoltura ed al piccolo artigianato e, nell’ul- vene della terra a circa 50 gradi;
1954 timo secolo, all’industria estrattiva del mercurio. L’esodo • Il centro storico di Pienza che è stato dichiarato “Patri-
dalle campagne (anni ‘60) e la chiusura delle miniere (anni monio dell’Umanità” dall’UNESCO nel 1996. Il luogo è di
‘70), hanno provocato una forte crisi occupazionale e un elevato valore universale sia perché rappresenta la prima
conseguente abbandono dei centri montani e delle attivi- applicazione dei concetti umanistici nella pianificazione
Castiglione d’Orcia e la Rocca degli Aldobrandeschi
tà ad essi connessi, cui si è cercato di porre rimedio, con urbana, sia perché occupa una posizione determinante
(Foto di Senpai – licenza CC-BY-SA)
risultati parziali, attraverso il Progetto Amiata (programma nello sviluppo della concezione del progetto della città
economico territoriale di riconversione produttiva ed occu- ideale che ha giocato un ruolo significativo nei successivi
pazionale), basato sulla valorizzazione e sulla utilizzazione sviluppi urbani in Italia e non solo.
industriale delle risorse – energia, agricoltura, allevamenti, • La via Francigena storica e le sue deviazioni di crinale,
bosco – nonché sullo sviluppo del turismo. nonché il fitto sistema di strade bianche e poderali; in
quanto luogo privilegiato per la fruizione e la percezione
Valori dei paesaggi dell’ambito. (I tracciati di “interesse paesi-
• Sistema reticolare collinare della Val d’Orcia, costituito (i) stico europeo, la viabilità panoramica della Ripa -da San
dal percorso matrice della via Francigena, lungo la quale Quirico a Ripa d’Orcia-, la strada nei pressi di Villa Foce
si sono allineati i principali centri storici dell’ambito: San perimetrata da cipressi opera della famiglia Origo).
Quirico d’Orcia, Torrenieri, Castiglione d’Orcia,Campiglia • Il tracciato della ferrovia Monte Antico- Asciano e il con-
2011 d’Orcia e Radicofani. e (ii) dalle trasversali a pettine che nesso sistema di stazioni e scali (oggi percorso treno Na-
dipartono da esso verso la val di Chiana, intercettando i tura).
p. 36 Evoluzione dell’edificato Rocca d’Orcia - Rocca di Tentennano
piano paesaggistico
logo REGIONE TOSCANA
livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso


• L’antico sistema di archeologia industriale sto. La riconversione residenziale degli insediamenti immagini sterotipate attraverso filari di cipressi, cancelli, dell’insediamento storico e del suo intorno paesaggistico
(cartiera,ferriera,lamiera) legato allo sfruttamento del rurali avviene attraverso interventi di ristrutturazioni, muretti per le recinzioni, ecc... ) ma si pongano in continuità e coerenza con essi (skyline
Vivo. e il sistema dei molini di Bagno Vignoni. demolizioni, e frazionamenti sui manufatti tipici che • abbandono, sottoutilizzo o utilizzo improprio delle strut- urbani, trame agrarie e poderali, filari alberati).
trasformano in tutto o in parte l’originale organismo ture specialistiche e dei manufatti legati alla via Francige- Nei fondovalle, è prioritario evitare ulteriori diffusioni re-
Criticità edilizio, non rispettandone la struttura morfotipologica na (ad esempio i Ricorsi o La Scala); sidenziali e produttive lungo la via Cassia e riqualificare le
• Forte impatto paesaggistico causato dalle recenti espan- e le caratteristiche distributive, formali e costruttive. • Sottoutilizzo della ferrovia Asciano-Monteantico e del aree già esistenti come “aree produttive ecologicamente at-
sioni insediative dei principali centri collinari e dalle infra- ◦◦ Altro elemento di forte impatto associato al recupero connesso sistema di stazioni e scali; trezzate”; con particolare riferimento alla zona produttiva
strutture che si sono sviluppate sui crinali ad alta pano- dei casali è l’utilizzo di recinzioni e cancelli che, di fatto, • Intenso sviluppo di insediamenti produttivi nei piani del della valle del Paglia.

Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali


ramicità, interferendo con le visuali da e verso i centri e alterano le realzioni spaziali e visuali con il contesto Paglia, che dallo svincolo per Radicofani proseguono inin- Per quanto riguarda il sistema insediativo rurale, è fonda-
nuclei storici, le pievi e i casali, e interrompendo le regole paesaggistico; terrotti lungo Cassia fino a Ponte a Rigo. mentale tutelare la maglia rada della struttura storica carat-
insediative di lunga durata. Si tratta di interventi, spesso ◦◦ Modificazione delle strade bianche in prossimità di po- • l’intensificarsi dei fenomeni di marginalizzazione e abban- teristica del sistema mezzadrile e le relazioni morfologiche,
sovradimensionati rispetto alle reali esigenze abitative, deri recuperati a fini residenziali o agrituristici, median- dono dei centri amiatini con conseguente degrado delle percettive e, ove possibile, funzionali fra manufatti rurali
caratterizzati da soluzioni e forme progettuali predefinite te la creazione di piccoli by-pass che allontanano la strutture insediative storiche; e paesaggio agrario, evitando la separazione fra edificio e
e decontestualizzate, prive di qualsiasi relazione sia con i strada dal podere. • abbandono e degrado dei manufatti del sistema produtti- fondo agricolo e privilegiandone il riuso in funzione di attivi-
nuclei storici, sia con i paesaggi agrari in cui sono inseriti • alterazioni paesaggistiche causate dalla realizzazione di vo proto-industriali lungo il torrente Vivo; tà connesse all’agricoltura.
(lottizzazioni di villette a schiera sul crinale di Monticchiel- “attrezzature di sostegno commerciale” al settore vinicolo Indirizzo strategico per quest’ambito è, inoltre, la tutela e
lo, lottizzazione residenziale a sud-est di Radicofani che (cantine) o dalla realizzazione di “volumi di servizio” per Indirizzi per le politiche valorizzazione del patrimonio connettivo costituito dai per-
si sviluppa lungo i crinali a maggiore panoramicità verso le attività agricole e agrituristiche, a volte non compatibili Gli indirizzi per le politiche dell’ambito sono finalizzati prio- corsi matrice, dalle ferrovie e dai lungofiume, anche nell’ot-
Celle sul Rigo e S. Casciano dei Bagni. Le nuove espan- con il paesaggio circostante. ritariamente a salvaguardare e valorizzare il carattere poli- tica di una loro integrazione con una rete della mobilità dol-
sioni residenziali di Montalcino, caratterizzate da case a • Impatto causato delle espansioni edilizie recenti delle centrico reticolare del sistema insediativo storico e l’identità ce per la fruizione delle risorse paesaggistiche dell’ambito;
schiera e villette plurifamiliari, disponendosi lungo la SP. strutture termali, che inserendosi con interventi fuori culturale, urbana e sociale dei centri principali, dei nuclei e con particolare riferimento alla via Francigena e le sue de-
Traversa dei Monti, vanno ad occupare i crinali a maggio- scala rispetto al disegno del paesaggio hanno alterato le delle frazioni e i relativi giacimenti patrimoniali. viazioni di crinale, con il patrimonio di manufatti e luoghi
re panoramicità in modo da privatizzarne la vista). relazione storiche e visuali tra l’ insediamento termale In particolare, va tutelata l’integrità morfologica e percetti- di elevato valore storico-testimoniale ad essa connessi; la
• Alterazione delle relazioni territoriali e visuali tra insedia- antico e il contesto naturalistico circostante; va del sistema insediativo storico, rappresentato dai centri, ferrovia Asciano-Monteantico, con le connesse stazioni; le
mento rurale sparso (ville e casali) e territorio agricolo • Rischi di alterazione, omologazione e/o banalizzazione nuclei e complessi di valore architettonico-testimoniale di- riviere fluviali dell’Orcia, dell’ Ombrone e dei torrenti Formo-
circostante dovute: del paesaggio a forte vocazione turistica della Val d’Or- sposti in posizione dominante sui supporti geomorfologici ne e Paglia, con il connesso patrimonio di manufatti legati

Invarianti strutturali
◦◦ alla riconversione residenziale del manufatto e all’in- cia (causati dalla forte pressione del mercato immobiliare più stabili e allineati lungo il fascio di percorsi che costi- alla risorsa idrica.
troduzione di materiali ed elementi estranei al conte- e da usi del suolo impropri, sino alla riproposizione di tuivano l’antica Via Francigena (San Quirico d’Orcia, Casti-
glione d’Orcia, Campiglia d’Orcia, Pienza, Rocca d’Orcia);
vanno salvaguardati, altresì, i loro intorni paesaggistici e
gli elementi di corredo arboreo che ne esaltano la rilevan-
za percettiva (filari alberati che circondano l’insediamento o
costeggiano il percorso matrice di crinale); nonchè le visuali
panoramiche che traguardano tali insediamenti e i rapporti
di reciproca intervisibilità.
Nello specifico, va salvaguardata:
• la riconoscibilità e la leggibilità del centro storico di Pienza
quale eccellenza paesaggistica e iconografica, contraddi-
stinto dalla peculiare collocazione su un basamento colli-
nare a prevalenza di colture tradizionali e dalla presenza
di un patrimonio storico-architettonico di straordinario
valore universalmente riconosciuto;
• la riconoscibilità e la leggibilità del centro storico di
Montalcino, con il suo inconfondibile profilo delineato dai
campanili, dalla torre del Comune e dalla Fortezza, collo-
cato in posizione dominate su un rilievo collinare caratte-
rizzato dalla prevalenza di colture arboree, e circondato
da un sistema insediativo rurale denso e ramificato che si
3.3
sviluppa lungo la viabilità radiale che discende i versanti.
A tal fine è necessario evitare ulteriori processi di urbaniz-
zazione diffusa lungo i crinali e sui versanti e garantire che
le nuove trasformazioni non alterino i caratteri percettivi
Villette a schiera sul crinale di Monticchiello (foto di A. Marson) p. 37
Invarianti strutturali

p. 38
Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali

val d’orcia e val d’asso

Territorio Urbanizzato

approfondimento: livello regionale


scala originale 1:50.000
piano paesaggistico
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livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso


legenda estratto della carta dei Sistemi insediativi in scala 1:50.000

Classificazione dei morfotipi urbani:


i tessuti della città contemporanea

TESSUTI URBANI A PREVALENTE FUNZIONE


RESIDENZIALE E MISTA
T.R.1. Tessuto ad isolati chiusi o semichiusi

Il carattere policentrico e reticolare dei sistemi insediativi, urbani e infrastrutturali


T.R.2. Tessuto ad isolati aperti e lotti residenziali isolati
T.R.3. Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente
residenziali
T.R.4 Tessuto ad isolati aperti e blocchi prevalentemente
residenziali di edilizia pianificata
T.R.5. Tessuto puntiforme
T.R.6. Tessuto a tipologie miste
T.R.7. Tessuto sfrangiato di margine

TESSUTI URBANI o EXTRAURBANI A PREVALENTE


FUNZIONE RESIDENZIALE E MISTA - Frangie periurbane
e città diffusa
T.R.8 Tessuto lineare (a pettine o ramificato) aggregazioni
T.R.9 Tessuto reticolare o diffuso

TESSUTI EXTRAURBANI A PREVALENTE FUNZIONE


RESIDENZIALE E MISTA
T.R.10 Campagna abitata
T.R.11. Campagna urbanizzata
T.R.12 Piccoli agglomerati extraurbani

TESSUTI DELLA CITTA’ PRODUTTIVA E SPECIALISTICA


T.P.S.1. Tessuto a proliferazione produttiva lineare
T.P.S.2 Tessuto a piattaforme produttive – commerciali –
direzionali
T.P.S.3. Insule specializzate

Invarianti strutturali
T.P.S.4 Tessuto a piattaforme residenziale e turistico-ricettiva

La Carta del Territorio Urbanizzato rappresenta una ipotesi di


perimetrazione delle aree urbanizzate utilizzando un modello geo-
statistico per la illustrazione del quale si rimanda al capitolo relativo
alla metodologia generale della 3a Invariante a livello regionale.
Allo stesso capitolo si rinvia per le specificazioni normative relative
alla applicazione del metodo per la perimetrazione del territorio
urbanizzato a livello comunale.

3.3

link: criteri metodologici


p. 39
val d’orcia e val d’asso
Descrizione strutturale mentre nel fondovalle dell’Orcia prevalgono i mosaici con Dinamiche di trasformazione
3.4 I caratteri morfotipologici L’ambito coincide con un territorio quasi interamente collina- seminativi, oliveti e vigneti specializzati (morfotipo 17). Le colline argillose delle Crete (morfotipo 5) hanno subi-
dei sistemi agro ambientali re, a eccezione di una piccola porzione montuosa compresa Nella parte più meridionale dell’ambito (alta Val d’Orcia e to negli ultimi decenni un complesso di trasformazioni che
nel Monte Amiata e dei fondovalle dei fiumi più importanti Valle del Formone) i rilievi collinari sfumano in quelli monta- hanno determinato la perdita di alcuni elementi storicamen-
dei paesaggi rurali – l’Orcia e l’Asso – e dei loro tributari. Tre i principali sistemi ni dell’Amiata e, più a sud, nel fondovalle del Paglia, e sono te caratterizzanti. In particolare la meccanizzazione dell’a-
paesistici: il paesaggio delle Crete Senesi, delimitato a est e occupati ora da tessuti a campi chiusi in cui si alternano gricoltura ha comportato semplificazione ed estensione
a ovest dalle dorsali di Montalcino e del Monte Cetona e sul pascoli, prati e seminativi bordati di siepi e interrotti da lin- della maglia agraria con rimozione di elementi della rete
lato meridionale dal corso dell’Orcia; le colline di Montalcino gue di vegetazione spontanea (morfotipo 9), ora da mac- scolante, di parti del corredo vegetazionale di strade, fossi,
a prevalenza di colture viticole, che costituiscono un’eviden- chie di bosco più estese (faggio e castagno verso le pendici impluvi principali, e delle tessere di coltivi promiscui che
te soluzione di continuità negli orizzonti estensivi tipici della del Monte Amiata), ora da incolti e seminativi tendenti alla storicamente interrompevano la continuità dei seminativi
Toscana meridionale; il paesaggio dei campi chiusi a pasco- rinaturalizzazione (morfotipo 3). Notevole, in questa parte estensivi. Sempre per favorire le lavorazioni meccaniche dei
lo e a seminativo dell’alta Valle dell’Orcia e del Formone. di territorio, la presenza di calanchi e biancane in certi casi terreni agricoli, biancane, calanchi e altri fenomeni erosivi di
criteri metodologici (LINK)
I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali

Il paesaggio delle Crete (morfotipo 5) è caratterizzato da di grande valore paesaggistico, oltre che naturalistico e ge- grande valore paesistico, geologico e naturalistico sono stati
un susseguirsi di morbidi rilievi collinari composti da argille ologico. progressivamente spianati.
plioceniche, incisi dai corsi d’acqua, interessati da ingen- Nelle aree di fondovalle dell’Ombrone, dell’Orcia, del Tuo- Nelle colline di Montalcino la dinamica predominante è la
ti fenomeni erosivi come calanchi e biancane, e occupati ma, del Formone e del Paglia si osserva semplificazione del- massiccia opera di riconversione dei coltivi tradizionali in
quasi esclusivamente da seminativi estensivi e da qualche la maglia agraria, allargamento della dimensione degli ap- vigneti specializzati (morfotipi 11, 15, 18) che, in ragione
pascolo, in ragione della inadeguatezza di questi suoli alle pezzamenti e prevalenza di seminativi semplici (morfotipo dell’elevata redditività del prodotto e del marchio legato a
colture arboree. La maglia agraria è medio-ampia e, nella 6), mentre le modificazioni del sistema insediativo di solito questo territorio, si sono spinti a occupare anche aree meno
sua organizzazione, reca l’impronta del latifondo mezzadri- associate a queste trasformazioni (principalmente consumo vocate, come il fondovalle dell’Orcia (morfotipo 17) o appez-
le, storicamente coincidente con un appoderamento di tipo di suolo rurale dovuto a processi di urbanizzazione) sono zamenti collocati all’interno del manto boschivo che copre
estensivo all’interno di grosse concentrazioni fondiarie. Ad pressoché assenti (sussistono solo pochi insediamenti pro- i rilievi della Dorsale. Effetti di questa trasformazione sono
esso corrisponde un sistema insediativo estremamente rado duttivi nella Valle del Paglia). Nel fondovalle dell’Asso, ai semplificazione paesaggistica ed ecologica, omogeneizza-
e concentrato sul colmo dei poggi o in posizione di crinale, seminativi semplificati (morfotipo 6) si alternano aree occu- zione colturale, perdita di valori testimoniali, rischi erosivi
ovvero sui pochi supporti geomorfologici più stabili e sicuri pate anche da vigneti specializzati (morfotipo 15). e di inquinamento delle falde acquifere. In questa parte di
Il Monte Amiata domina visivamente un paesaggio in cui si alternano
boschi, pascoli e seminativi a campi chiusi (foto P. Baldeschi) che i suoli argillitici potevano offrire. Al loro contorno, coro- territorio, come pure nelle Crete, si osservano processi di
Invarianti strutturali

ne di colture arboree – per lo più oliveti tradizionali (morfo-


tipo 12), oliveti misti a seminativi (morfotipo 16) o a piccoli
vigneti e ad appezzamenti in coltura promiscua (morfotipo
18) – interrompono la continuità dei seminativi nudi e sot-
tolineano alcuni dei principali nodi del sistema insediativo
(Pienza, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia).
Sui rilievi di Montalcino struttura paesistica e coperture
colturali cambiano nettamente. Alle morfologie addolcite e
poco estese delle Crete si sostituiscono massicci collinari dal
profilo più nettamente definito (la Dorsale di Montalcino),
sostenuti da suoli meno erodibili e più adatti alle colture
legnose e per questo oggi quasi interamente occupati da
Colture legnose tradizionali attorno al nucleo storico di Rocca d’Orcia
(foto P. Baldeschi) vigneti specializzati in vaste monocolture (morfotipo 11)
o inseriti all’interno di mosaici comprendenti anche oliveti
(morfotipo 18). Questo tipo di paesaggio nasce da un inten-
so processo di sostituzione dei coltivi tradizionali attuato a
partire dagli anni ‘60, che ha comportato modificazioni pro-
fonde e strutturali, visibili nell’ampiezza della maglia agra-
ria, nella omogeneità colturale, nell’assenza di una infra-
strutturazione vegetale di corredo della trama dei coltivi che
storicamente svolgeva un ruolo morfologico ed ecologico.
Lembi di colture tradizionali a maglia fitta sopravvivono solo
in esili fasce poste attorno a nuclei storici come Montalcino,
Castelnuovo dell’Abate, Sant’Angelo in Colle, Camigliano.
Sui versanti rivolti verso l’Ombrone l’associazione predomi-
Seminativi nudi di fondovalle e, sullo sfondo, il cono vulcanico di Radico-
p. 40 fani (foto P. Baldeschi) nante è tra vigneti specializzati e seminativi (morfotipo 15), La notissima strada bordata di cipressi che conduce a Villa La Foce (foto P. Baldeschi)
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val d’orcia e val d’asso


espansione dei nuclei storici che comportano alterazione sizione percettiva e morfologica tra paesaggi dai caratteri all’inserimento di nuovi vigneti (morfotipo 11, 15, 17) come
della loro struttura fondativa e del rapporto dimensionato molto eterogenei come le Crete, le matrici boscate dell’A- in parte del fondovalle dell’Asso e di quelli dell’Ombrone e
che li legava al supporto morfologico e al tessuto del pae- miata, i seminativi della Valle del Paglia. dell’Orcia in prossimità dei rilievi di Montalcino, zona di mas-
saggio agrario circostante. sima concentrazione della viticoltura specializzata. Isolati e
Nella parte meridionale dell’ambito (alta Val d’Orcia e Valle Criticità circoscritti i fenomeni di urbanizzazione dei fondovalle.
del Formone) caratterizzata da un paesaggio in parte bo- Le principali criticità presenti nel territorio delle Crete (mor-
scato, in parte a campi chiusi destinati al pascolo e al se- fotipo 5) sono determinate da una gestione meccanizzata Indirizzi per le politiche
minativo, il fenomeno più evidente è l’espansione del bosco dell’agricoltura che ha comportato semplificazione della ma- Il paesaggio delle Crete è contraddistinto da elevati valori
sui terreni meno sfruttati e più marginali, particolarmente glia agraria con allargamento degli appezzamenti e rimo- estetico-percettivi legati alla combinazione tra morfologia
visibile in alcuni contesti (morfotipo 3). zione di parti del corredo vegetazionale, perdita di diversifi- dei suoli, omogeneità colturale, ampiezza della maglia in-
cazione del mosaico agrario con eliminazione delle tessere sediativa e agricola, e alla presenza di fenomeni erosivi ca-
Valori di colture promiscue che storicamente si inframmettevano ratteristici delle argille. È esposto a rischi di erosione e ba-

I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali


Il paesaggio delle Crete (morfotipo 5) rappresenta una delle nel tessuto dei seminativi, e spianamento dalla gran parte Biancane e calanchi (foto P. Baldeschi) nalizzazione paesistica ed ecologica. Principali indirizzi per
immagini della campagna toscana più diffuse e apprezzate, dei fenomeni erosivi tipici delle argille. Sul piano estetico- il paesaggio collinare a prevalenza di seminativi estensivi
oltre che di più recente consacrazione estetica. Malgrado percettivo un effetto negativo è esercitato dalla presenza di sono:
presenti aspetti di criticità anche considerevoli (marcata filari di cipressi di impianto recente posti per lo più a corredo • tutelare il sistema insediativo storico rurale evitando al-
tendenza all’erosione, perdita di diversificazione ecologica di alcune strade ma privi di una relazione toposegnica con terazioni dell’integrità morfologica dei nuclei e contra-
legata alla diffusione delle monocolture a seminativo e di il luogo e dunque storicamente e morfologicamente incoe- stando fenomeni di dispersione insediativa nel paesaggio
elementi geomorfologici caratterizzanti) questa configura- renti. agrario;
zione paesistica presenta notevoli valori estetico-percettivi Nel territorio di Montalcino la criticità maggiore è rappre- • incentivare la conservazione delle colture a seminativo
dati dall’associazione tra morfologie addolcite, uniformità e sentata dalla intensificazione della viticoltura in grandi evitando la loro massiccia sostituzione con colture legno-
ampiezza dei tessuti coltivati, rarefazione del sistema in- appezzamenti monocolturali (morfotipo 11), in certi casi se (come vigneti specializzati localizzati in aree a rischio
sediativo nel quale spiccano come emergenze visive nuclei affiancati a seminativi a maglia ampia (morfotipo 15) e a erosivo o le colture da biomassa) che altererebbero signi-
storici in posizione di crinale o sul colmo dei poggi e pochi oliveti specializzati (morfotipo 18). Effetti negativi conse- ficativamente i tratti identitari del paesaggio;
aggregati rurali sparsi. La viabilità storica è talvolta correda- guenti a questa dinamica di trasformazione sono dilatazione • preservare le corone di oliveti che contornano alcuni dei
ta di filari di alberi che ne sottolineano il ruolo strutturante, e semplificazione della maglia agraria, rimozione di elemen- Paesaggio del seminativo nudo tipico delle Crete (foto P. Baldeschi) nuclei storici caratterizzandoli come punti nodali del si-

Invarianti strutturali
mentre alcuni tra gli insediamenti storici (Pienza, San Quiri- ti dell’infrastruttura rurale storica - come strade poderali stema insediativo e sottolineandone la presenza nell’oriz-
co d’Orcia, Castiglione d’Orcia e centri minori come Montisi, e interpoderali, sistemazioni di versante, vegetazione non zonte uniforme dei seminativi estensivi;
Castelmuzio, Petroio) sono pregevolmente equipaggiati di colturale di corredo -, rischio erosivo e di dilavamento dei • preservare siepi, alberature, lingue e macchie boscate,
corone di colture arboree per lo più di impronta tradiziona- versanti specialmente in corrispondenza dei vigneti più lun- formazioni riparie che costituiscono la rete di infrastrut-
le (morfotipi 12, 16, 18). I fenomeni erosivi tipici dei suo- ghi, disposti a rittochino e privi di interruzioni della penden- turazione ecologica e paesaggistica e incentivarne la rico-
li argillitici (calanchi e biancane come quelli, di particolare za. In alcuni casi sussiste anche il rischio di inquinamento stituzione nelle parti più scarsamente equipaggiate;
bellezza, di Lucciola Bella) costituiscono elementi di elevato della falda acquifera. La realizzazione di nuove cantine di • conservare biancane, calanchi, balze e altre emergenze
valore estetico-percettivo oltre che geologico e naturalisti- grandi dimensioni può costituire un problema dal punto di geomorfologiche per il valore paesaggistico e ambientale.
co. Lingue di vegetazione riparia presenti negli impluvi, siepi vista dell’integrità morfologica e percettiva del paesaggio.
e boschetti svolgono una funzione strutturante il paesaggio Sia nel territorio delle Crete che in quello di Montalcino si Il paesaggio dei rilievi di Montalcino è esito di trasformazioni
sia sul piano morfologico che ecologico. osservano processi di urbanizzazione per lo più a carattere recenti del tessuto dei coltivi tradizionali, riconvertiti massic-
Nei rilievi di Montalcino le modificazioni indotte dalla specia- residenziale (e talvolta legati a usi turistici) che hanno al- ciamente in vigneti specializzati. Il sistema insediativo sto-
paesaggio dei seminativi e pascoli a campi chiusi intervallati da colture
lizzazione viticola (morfotipi 11, 15, 18) hanno in gran parte terato la morfologia di alcuni insediamenti storici e la loro rico, più denso e ramificato rispetto ai territori contermini,
arboree e boschi (foto P. Baldeschi)
alterato i caratteri del paesaggio tradizionale con effetti di relazione con il contesto paesaggistico. Alcuni esempi sono mostra una certa dipendenza da forme di organizzazione e
banalizzazione e omogeneizzazione. Di pregio alcuni lembi visibili attorno a Pienza, San Quirico d’Orcia, Monticchiello. sfruttamento del territorio rurale più simili alla mezzadria
di tessuti colturali a maglia più fitta disposti attorno a nuclei Processi di abbandono delle attività agricole e pascolive classica che al latifondo mezzadrile. Criticità principali sono
storici come Montalcino, Castelnuovo dell’Abate, Sant’Ange- possono interessare il territorio dell’alta Val d’Orcia e della l’omogeneizzazione paesistica ed ecologica, la semplifica-
lo in Colle, Camigliano. Valle del Formone, dove seminativi semplici o prati e pascoli zione morfologica del paesaggio e i rischi erosivi, mentre di
Nel settore meridionale dell’ambito, dominato visivamente organizzati in tessuti a campi chiusi subiscono l’avanzata particolare pregio sono i lembi di colture tradizionali ancora
dai rilievi vulcanici del Monte Amiata e di Radicofani e per- della vegetazione spontanea e del bosco (morfotipi 3 e 9). esistenti. Principali indirizzi per il paesaggio collinare a pre-
corso da fenomeni erosivi di valore scenografico, i princi-
pali valori sono riferibili alle superfici agricole e pascolive a
Il fenomeno è particolarmente evidente sui rilievi compresi
tra l’Orcia e il Formone, nel territorio circostante Radicofani
valenza di colture viticole sono:
• preservare la leggibilità della relazione tra sistema inse-
3.4
campi chiusi (morfotipo 9), che rappresentano in certi casi e tra Bagni San Filippo e Castiglione d’Orcia. diativo storico e paesaggio agrario, attraverso la tutela
testimonianza storica di una particolare modalità di orga- I fondovalle sono interessati da processi di semplificazione e dell’integrità morfologica degli insediamenti, la conserva-
nizzazione del territorio rurale (mentre in altri sono esito di dilatazione della maglia dei coltivi dovuti alla intensificazio- zione di una fascia di oliveti o di altre colture d’impronta
processi di rinaturalizzazione) e costituiscono fascia di tran- ne delle colture a seminativo (morfotipo 6) e, in alcuni casi, tradizionale nel loro intorno paesistico e lungo la viabilità
paesaggio del seminativo nudo tipico delle Crete (foto P. Baldeschi) p. 41
val d’orcia e val d’asso
05. morfotipo dei
morfotipi delle colture seminativi semplici a
Morfotipi rurali erbacee maglia medio-ampia di
impronta tradizionale

03. morfotipo dei


seminativi tendenti alla
rinaturalizzazione in
contesti marginali
I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali

Questo tipo di paesaggio è ca-


ratterizzato dalla predominan-
za del seminativo semplice e
del prato da foraggio, da una
maglia agraria ampia di tipo
Il morfotipo è contraddistinto tradizionale e dalla presen-
dalla prevalenza di seminativi za di un sistema insediativo
interessati da processi di rina- a maglia rada. Ha un grande
turalizzazione e posti in contesti valore estetico-percettivo dato
marginali, per lo più montani e dall’associazione tra morfologie
collinari. Il paesaggio mostra i addolcite, orizzonti molto estesi
segni sia dell’allargamento o coltivati a seminativo, valori lu-
della cancellazione della maglia ministici prodotti dal particolare
agraria preesistente sia quel- cromatismo dei suoli, episodi
li di un abbandono colturale edilizi isolati.
avanzato, riconoscibile nella
presenza di alberi sparsi, ve-
getazione arbustiva e boscaglia
che ricolonizzano i terreni.
Invarianti strutturali

04. morfotipo dei


seminativi semplificati in 06. morfotipo dei
aree a bassa pressione seminativi semplificati di
insediativa pianura o fondovalle

Il morfotipo è contraddistinto Il morfotipo è caratterizzato


dalla prevalenza di seminativi da una maglia agraria di
a maglia semplificata in dimensione medio-ampia
contesti montani e collinari o ampia esito di operazioni
periferici rispetto alle grandi di ristrutturazione agricola.
trasformazioni insediative Rispetto alla maglia
e paesaggistiche. Nella tradizionale, presenta caratteri
maggioranza dei casi, siamo di semplificazione sia ecologica
in presenza di un’agricoltura che paesaggistica. Il livello di
ancora vitale tipica di certi infrastrutturazione ecologica è
contesti collinari in cui la generalmente basso. È spesso
relativamente contenuta associato a insediamenti
semplificazione paesaggistica di recente realizzazione,
non si è associata, se non localizzati in maniera incongrua
occasionalmente, a ingenti rispetto alle regole storiche del
fenomeni di diffusione paesaggio.
insediativa ed erosione dello
spazio rurale.
approfondimento: livello regionale scala originale 1:250.000
p. 42
piano paesaggistico
logo REGIONE TOSCANA
livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso


09. morfotipo dei campi 17. morfotipo complesso
chiusi a seminativo e morfotipi specializzati 15. morfotipo del seminativo, oliveto e
a prato di collina e di delle colture arboree dell’associazione tra vigneto di pianura e delle 19. morfotipo del mosaico
montagna seminativo e vigneto prime pendici collinari colturale e boscato

11. morfotipo della


viticoltura

I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali


Il morfotipo è dato dalla combi- Il morfotipo è presente su Il morfotipo si trova in aree di Il morfotipo è caratterizzato da
nazione tra aree a seminativo e morfologie collinari addolcite o pianura o sulle prime pendi- una maglia paesaggistica fitta e
a prato-pascolo in cui è leggibi- su superfici pianeggianti ed è ci collinari ed è caratterizzato frammentata nella quale il bo-
le l’organizzazione della maglia caratterizzato dall’associazione dall’associazione tra oliveti, sco, in forma di lingue, macchie
a “campi chiusi” con filari, siepi, tra colture a seminativo e a vi- seminativi e vigneti. La maglia e isole, si insinua capillarmen-
boschi poderali e alberi isolati. Si tratta di zone specializzate a gneto, esito di processi recenti agraria è medio-ampia o ampia, te e diffusamente nel tessuto
Può essere sia espressione di vigneto, nella quasi totalità dei di ristrutturazione agricola e con appezzamenti di dimensioni dei coltivi. Le colture presenti
una modalità di utilizzazione casi esito di recenti operazioni paesaggistica. Le tessere colti- consistenti di forma regolare e possono essere mosaici agrari
agricola del territorio consolida- di ristrutturazione fondiaria e vate si alternano in una maglia geometrica. I confini tra i campi complessi arborei ed erbacei
ta, sia esito di fenomeni di rina- agricola. La maglia degli ap- di dimensione medio-ampia o appaiono piuttosto nettamente dati dall’intersezione di olive-
turalizzazione derivanti dall’e- pezzamenti è ampia e, in certi ampia nella quale i vigneti sono definiti. Le colture specializzate ti, vigneti e seminativi, oppure
spansione di siepi ed elementi casi, equipaggiata da un cor- sempre di impianto recente e a oliveto e vigneto sono per lo prevalentemente seminativi
vegetazionali su terreni in stato redo vegetale. Nei casi in cui hanno rimpiazzato le colture più di impianto recente, mentre semplici.
di abbandono. l’infrastrutturazione ecologica è tradizionali. quelle di impronta tradizionale
assente sono presenti notevoli sono fortemente residuali.
criticità dal punto di vista della
biodiversità e della connettività
ecologica, oltre che degli aspet-
ti morfologici e idrogeologici.

Invarianti strutturali
10. morfotipo dei campi
chiusi a seminativo e a 16. Morfotipo del 18. morfotipo del mosaico
prato di pianura e delle 12 morfotipo seminativo e oliveto collinare a oliveto e
prime pendici collinari dell’olivicoltura prevalenti di collina vigneto prevalenti

Il morfotipo è caratterizzato da Il morfotipo copre generalmente Il morfotipo è tipico delle aree Il morfotipo è presente per
una maglia agraria ben leggibile, versanti e sommità delle colline collinari ed è caratterizzato lo più in ambiti collinari ed è
scandita dalla presenza di siepi mentre, nei contesti montani, è dall’alternanza di oliveti e caratterizzato dall’alternanza
che si dispongono, nell’assetto presente solo sulle pendici delle seminativi. Talvolta vigneti tra vigneti e oliveti, variamente
originario, lungo i confini dei dorsali secondarie. A seconda di dimensione variabile si inframmezzati da superfici
campi. Questa particolare del tipo di impianto, i paesaggi inframmettono tra le colture boscate. Si distinguono
configurazione può essere sia dell’olivicoltura si distinguono prevalenti. La maglia agraria infatti situazioni in cui la
espressione di una modalità in olivicoltura tradizionale è medio-fitta e articolata, con maglia agraria è fitta, con
di sfruttamento agricolo terrazzata, olivicoltura campi di dimensione contenuta appezzamenti di dimensione
del territorio storicamente tradizionale non terrazzata e confini tra gli appezzamenti contenuta, e situazioni in cui la
consolidata, sia esito di in genere caratterizzata piuttosto morbidi. Il bosco, maglia è media o anche ampia.
fenomeni di rinaturalizzazione
derivanti dall’espansione di siepi
ed elementi vegetazionali su
da condizioni che rendono
possibile la meccanizzazione, e
olivicoltura moderna intensiva.
sia in forma di macchie che di
formazioni lineari, diversifica
significativamente il tessuto dei
I confini tra gli appezzamenti
sono in genere articolati e
morbidi e seguono le sinuosità
3.4
terreni in stato di abbandono. coltivi. del terreno. Possono essere
presenti sia appezzamenti
condotti in maniera tradizionale
che sistemi colturali moderni.
link: abaco regionale dei morfotipi rurali
p. 43
val d’orcia e val d’asso
di crinale, la manutenzione e – nel caso di ristrutturazioni ne l’espansione sulle parti del tessuto agricolo scarsa-
agricole e fondiarie – la creazione di un mosaico agrario mente manutenute o in stato di abbandono.
morfologicamente articolato e complesso;
• incentivare la conservazione delle colture d’impronta tra- Il paesaggio dei fondovalle è quasi interamente occupato da
dizionale come oliveti e vigneti terrazzati; seminativi (e in qualche caso da vigneti) a maglia sempli-
• nelle nuove riorganizzazioni del tessuto dei coltivi man- ficata. Rari i fenomeni di urbanizzazione. Principali indirizzi
tenere una maglia fitta o media, preservare la diversifi- sono:
cazione colturale data dall’alternanza tra oliveti e vigneti • contrastare, laddove presenti, i fenomeni di urbanizzazio-
e conservare l’infrastruttura rurale storica (sistemazioni ne e di erosione dello spazio agricolo, ed evitare lo spez-
idraulico-agrarie, viabilità poderale e interpoderale, cor- zettamento delle superfici agricole a opera di infrastrut-
redo vegetazionale) in termini di integrità e continuità; ture o di altri interventi di urbanizzazione che ne possono
• in corrispondenza delle colture tradizionali terrazzate, compromettere la funzionalità;
I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali

garantire la funzionalità del sistema di regimazione idrau- • per i seminativi a maglia semplificata, incentivare la ri-
lico-agraria e di contenimento dei versanti, mediante la costituzione della rete di infrastrutturazione ecologica e
conservazione e manutenzione delle opere esistenti o paesaggistica salvaguardando gli elementi vegetazionali
la realizzazione di nuove sistemazioni di pari efficienza non colturali presenti e piantando siepi e filari arborati
idraulica, coerenti con il contesto paesaggistico; a corredo dei confini dei campi, della viabilità poderale,
• nei nuovi impianti di viticoltura specializzata realizzare delle sistemazioni idraulico-agrarie di piano. Nelle nuove
una rete di infrastrutturazione agraria e paesaggistica riorganizzazioni della maglia agraria, la forma e l’orien-
articolata e continua, data dal sistema della viabilità di tamento dei campi dovranno assicurare la funzionalità
servizio e dal corredo vegetazionale della maglia agraria. idraulica dei coltivi e il conseguente equilibrio idrogeolo-
Contenere inoltre i fenomeni erosivi mediante l’interru- gico della rete scolante;
zione delle pendenze più lunghe e la predisposizione di • per i tessuti agricoli interessati da vigneti specializza-
sistemazioni di versante. ti, incentivare la ricostituzione di una maglia dei coltivi
media o medio-ampia ben infrastruttuturata sul piano
Il paesaggio dell’alta Val d’Orcia e della Valle del Formone è paesaggistico ed ecologico, attraverso l’introduzione di
Invarianti strutturali

caratterizzato dall’alternanza di tessuti a campi chiusi (che elementi vegetazionali non colturali, la realizzazione di
comprendono pascoli, prati e seminativi bordati di siepi e appezzamenti morfologicamente coerenti con le linee di-
interrotti da lingue di vegetazione spontanea), macchie di rettrici del disegno del territorio (orientate per assicurare
bosco più estese, incolti e seminativi tendenti alla rinatura- l’equilibrio idrogeologico), la diversificazione colturale.
lizzazione. Notevole la presenza di calanchi e biancane, in
certi casi di grande valore. Criticità maggiori sono l’abban-
dono e la tendenza alla rinaturalizzazione.
Principali indirizzi per questo tipo di paesaggio sono:
• sviluppare politiche che favoriscano il riutilizzo del pa-
trimonio abitativo, l’offerta di servizi alle persone e alle
aziende agricole, l’accessibilità delle zone rurali in termini
di miglioramento della viabilità esistente e dei servizi di
trasporto;
• favorire la riattivazione di economie agrosilvopastorali,
promuovere l’offerta turistica e agrituristica legata alle
produzioni enogastronomiche di qualità, all’artigianato
tipico, alla conoscenza del paesaggio e dell’ambiente
collinare-montano;
• nelle eventuali trasformazioni del tessuto di coltivi e pa-
scoli, preservare la maglia agraria a campi chiusi e l’alto
grado della sua funzionalità ecologica. Di fondamentale
importanza è tutelare la continuità della rete di infrstrut-
turazione paesaggistica ed ecologica, attraverso la con-
servazione di siepi, filari e altri elementi di corredo;
• mantenere le formazioni boschive storiche che si infram-
mettono come macchie tra seminativi e prati e contener-
p. 44
piano paesaggistico
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livello d’ambito

val d’orcia e val d’asso


Variazioni dell’uso del suolo fra 1830 e 1960 Variazioni dell’uso del suolo fra 1960 e 2006

I caratteri morfotipologici dei sistemi agro ambientali dei paesaggi rurali


1960 2006

Invarianti strutturali
Variazioni dell'uso del suolo fra 1960 e 2006
Uso del suolo
< -75% 5% - 15% Colture permanenti (vigneto, oliveto,
frutteto, seminativo arborato, orto, castagneto da frutto)
-75% - -60% 15% - 30%
Seminativo nudo
-60% - -45% 30% - 45%
Incolto produttivo e prato
-45% - -30% 45% - 60%
-30% - -15% 60% - 75% Bosco

-15% - -5% >75% Altri usi

-5% - 5% Confine di ambito Variazioni dell'uso del suolo


Territori extra Uso del suolo al 2006 (puntinato)
Dati mancanti
regione o mare
Uso del suolo al 1960 (sfondo)
differenza di percentuale sulla superficie di ciascuna sezio- Nell'ambito delle macroclassi adottate, le aree a campitura
piena indicano continuità negli usi del suolo mentre il
3.4
ne catastale, per classi di coltura fra la copertura dell’uso
del suolo fra i dati del Catasto Generale della Toscana e puntinato indica trasformazione.
quelli della carta CNR/TCI

1960-2006 p. 45
val d’orcia e val d’asso

p. 46
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piano paesaggistico
REGIONE TOSCANA ambito 17
livello d’ambito val d’orcia e val d’asso

Interpretazione di sintesi 4
val d’orcia e val d’asso
coltivati, rarefazione del sistema insediativo nel quale spic- na o come l’abbazia di Sant’Antimo), con gli innumerevoli una peculiare modalità di organizzazione del territorio rura-
4.1 Patrimonio territoriale cano - come emergenze visive – i nuclei storici in posizione insediamenti aventi funzione di assistenza e di accoglienza le. Elevato il valore naturalistico di questi mosaici agropa-
e paesaggistico di crinale o sul colmo dei poggi. Il susseguirsi di morbidi dei pellegrini e dei viaggiatori (osterie, ospedali e stazioni di storali che svolgono un ruolo molto importante di nodo di
rilievi collinari incisi dai corsi d’acqua, composti da argille posta) di cui rimangono numerose testimonianze (Ospedale connettività ecologica all’interno della rete regionale degli
plioceniche anche note come “argille azzurre”, occupati per della Scala di Siena a San Quirico, ospedali di Arcimbaldo, agroecosistemi. L’alto valore dell’area è inoltre stato ricono-
lo più da mosaici di prati-pascolo e seminativi estensivi, e la mansione delle Briccole, l’osteria sul ponte dell’Orcia, le sciuto dalla istituzione dei Siti Natura 2000 “Crete dell’Orcia
interessati da fenomeni erosivi tipici dei suoli argillitici (ca- stazioni di posta della Scala, della Poderina, di Ricorsi, la e del Formone” e “Lucciolabella” e dal complementare siste-
lanchi e biancane), costituisce una struttura patrimoniale di Posta di Radicofani). ma di Riserve Naturali (Lucciolabella e Crete dell’Orcia). Da
straordinario valore estetico-percettivo oltre che geologico segnalare, in alcuni contesti, la presenza di calanchi e bian-
e naturalistico. Una eccellenza naturalistica e paesaggistica Il sistema collinare di Montalcino coincide con la seconda cane di grande valore paesaggistico, oltre che naturalistico
unica, riconosciuta dall’istituzione di numerosi Siti Natura struttura paesaggistica, che si distingue nettamente all’in- e geologico. Tradizionalmente bassa la densità insediativa di
2000 e aree protette: “Monte Oliveto Maggiore e Crete di terno dell’ambito per le mutate morfologie del rilievo, per i queste valli, prevalentemente erosive ed esondabili. A ele-
criteri metodologici (LINK)
Asciano”, “Crete dell’Orcia e del Formone” (SIR SIC ZPS), suoli più fertili e adatti alle colture legnose, per la presenza vare il pregio dei caratteri patrimoniali concorre l’articolato
“Lucciolabella” (SIR SIC ZPS). Il paesaggio rurale è contrad- di un sistema insediativo più denso rispetto al contesto cir- sistema idrografico. Il fiume Orcia e i torrenti Formone e
Il patrimonio territoriale e paesaggistico è dato dall’insieme distinto da una maglia agraria medio-ampia che, nella sua costante e organizzato in forma radiale attorno a Montalci- Paglia presentano una estrema ricchezza di habitat e specie
delle strutture di lunga durata prodotte dalla coevoluzione organizzazione, riporta l’impronta del latifondo mezzadrile, no, collocato in posizione centrale e dominante rispetto al di interesse conservazionistico, e rappresentano ecosistemi
fra ambiente naturale e insediamenti umani. L’individuazio- forma di sfruttamento del territorio rurale coincidente con suo territorio rurale. Alle morfologie addolcite e poco este- fluviali molto rari all’interno della regione, con lunghi tratti
ne dei caratteri patrimoniali scaturisce dall’esame della con- un appoderamento di tipo estensivo all’interno di grosse se delle Crete si sostituiscono, infatti, massicci collinari dal a dinamica naturale o seminaturale caratterizzati da largo
sistenza e dei rapporti strutturali e paesaggistici intercor- concentrazioni fondiarie. Lingue di vegetazione riparia pre- profilo più nettamente definito (la Dorsale di Montalcino), alveo e tipici terrazzi alluvionali ghiaiosi. Notevoli anche i ca-
renti fra le quattro invarianti: il sistema insediativo storico, il senti negli impluvi, siepi e boschetti svolgono una funzione sostenuti da suoli meno erodibili e per questo quasi intera- ratteri di valore della vegetazione riparia (formazioni arbo-
supporto idrogeomorfologico, quello ecologico e il territorio strutturante il paesaggio, sia sul piano morfologico che eco- mente occupati da vigneti, oggi condotti in forma specia- ree e arbustive ripariali a salici, pioppi e ontani, formazioni a
agroforestale. Esito di questo processo è la “rappresentazio- logico. Entro questo quadro si inserisce un sistema insedia- lizzata in vaste monocolture o inseriti all’interno di mosaici dominanza di Santolina etrusca, a costituire garighe fluviali
ne valoriale” dell’ambito da cui emergono elementi e strut- tivo estremamente rado, concentrato sul colmo dei poggi o comprendenti anche oliveti. Un paesaggio questo, trasfor- endemiche della Toscana meridionale, Umbria e alto Lazio).
Interpretazione di sintesi

ture complesse di particolare pregio, che svolgono un ruolo in posizione di crinale, ovvero sui pochi supporti geomor- mato e banalizzato rispetto a un passato recente, diretta
determinante per il mantenimento e la riproduzione dei ca- fologici più stabili e sicuri offerti dai suoli argillitici. Spesso conseguenza dell’intenso processo di sostituzione dei coltivi Il territorio dell’ambito comprende inoltre numerosi geositi
Patrimonio territoriale e paesaggistico

ratteri fondativi del territorio. La descrizione del patrimonio colture arboree per lo più di impronta tradizionale (oliveti, tradizionali avvenuto a partire dagli anni Sessanta, con pro- (molti dei quali riferibili alla presenza di calanchi, bianca-
territoriale e paesaggistico dell’ambito mette a sistema gli oliveti misti a seminativi o a piccoli vigneti e ad appezza- fonde e strutturali alterazioni dei caratteri morfologici del ne, balze, altri a frane sottomarine, a siti ipogei scavati per
elementi strutturali e valoriali delle quattro invarianti. menti in coltura promiscua) si dispongono a corona dei nu- rilievo, della diversificazione colturale e dell’eterogeneità captare le acque, altri ancora che illustrano l’evoluzione ge-
clei storici (Pienza, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia, dell’ecomosaico. Ridotte estensioni di colture tradizionali a ologica dell’ambito), siti interessati da fenomeni geotermici
Tre le grandi strutture paesaggistiche attorno alle quali si i centri minori di Montisi, Castelmuzio, Petroio) sottolinean- maglia fitta sopravvivono solo in lembi di territorio posti at- con particolari aspetti di valore paesaggistico e ambientale
articola il vasto patrimonio territoriale dell’ambito: il pae- doli come nodi del sistema insediativo, e interrompono la torno ai nuclei storici, in particolare lungo il sistema radiale (Bagno Vignoni e Bagni San Filippo le cui acque vengono
saggio delle Crete Senesi, delimitato dalle dorsali di Mon- continuità dei seminativi nudi. Attorno a Pienza e San Quiri- di Montalcino - svettante sulla sommità della collina con il sfruttate a fini idroterapeutici e dai quali scaturiscono sor-
talcino, del Monte Cetona e, sul lato meridionale, dal corso co d’Orcia affiorano sabbie, conglomerati e calcari pliocenici suo inconfondibile profilo delineato dai campanili, dalla tor- genti termali), cave di importanza storica o geologica (cave
del fiume Orcia, dominato da tessuti cerealicoli e pascolivi che determinano versanti più lunghi e ripidi e una maggiore re del Comune e dalla Fortezza - e in prossimità della radiale di calcare di Montisi, cava di Podere Pianoia, cava di ala-
nudi a maglia rada; il sistema collinare di Montalcino, i cui fertilità dei suoli (che hanno reso possibile l’impianto di col- di strade che lo collegano al suo contado e ai borghi collinari bastro calcareo di Castelnuovo dell’Abate, cave storiche di
caratteri principali - la prevalenza delle colture viticole e la ture legnose o promiscue) e hanno rappresentato luoghi sottostanti (Carmignano, S.Angelo in Colle, S. Antimo, Ca- travertino presso Castelnuovo dell’Abate e Bagno Vignoni).
densità del sistema insediativo e viario organizzato attorno d’elezione per gli insediamenti storici, grazie anche all’otti- stelnuovo dell’Abate).
all’insediamento storico principale – contrastano nettamen- ma disponibilità d’acqua presente. In corrispondenza delle
te con il paesaggio dell’ambito; l’alta Valle dell’Orcia e del deviazioni di crinale della Cassia per la Val di Chiana, una Nell’alta Val d’Orcia e lungo la Valle del Formone (terza
Formone, dagli elevati valori naturalistici compresi nel mo- viabilità a pettine, seguendo l’andamento morfologico dei struttura paesaggistica, coincidente con la parte più me-
saico agropastorale di incolti, prati-pascolo, seminativi. crinali e delle valli secondarie dell’Orcia, risale il versante ridionale dell’ambito) i paesaggi collinari sfumano in quelli
occidentale della catena montuosa del Cetona, scollinando montani dell’Amiata e, più a sud, nel fondovalle del fiume
La prima struttura richiama una delle immagini più diffuse nella Val di Chiana. Tale viabilità intercetta gli insediamenti Paglia. Scenari segnati ora da tessuti a campi chiusi in cui
e consacrate della Toscana a livello internazionale, il pae- principali di San Giovanni d’Asso e Pienza e il sistema di si alternano pascoli, prati e seminativi bordati di siepi, in-
saggio delle Crete Senesi. Malgrado le numerose e marca- centri allineati lungo la dorsale del Monte Cetona (Monti- terrotti da lingue di vegetazione spontanea, ora da macchie
te criticità presenti all’interno di questo sistema paesistico si, Monticchiello, Castelluccio, La Foce). In questo contesto di bosco più estese (faggio e castagno verso le pendici del
(consistenti e duraturi processi erosivi dei suoli che hanno emerge, per lo straordinario valore storico, urbanistico ed Monte Amiata), ora da incolti e seminativi tendenti alla ri-
originato le forme caratteristiche di quest’ambito, riduzione architettonico, il centro di Pienza, riconosciuto Patrimonio naturalizzazione. In alcuni casi, il paesaggio dei tessuti a
dell’eterogeneità dell’ecomosaico agricolo collegata alla mo- dell’Umanità dall’UNESCO. La presenza della via Francige- campi chiusi, fascia di transizione percettiva e morfologica
nocoltura cerealicola), tale configurazione presenta straor- na ha arricchito ulteriormente il sistema insediativo storico tra contesti dai caratteri molto eterogenei (come le Crete,
dinari valori estetico-percettivi, conseguenti all’associazione con numerose strutture difensive (castelli e torri), pievi e le matrici boscate dell’Amiata, i seminativi della Valle del
tra morfologie addolcite, uniformità e ampiezza dei tessuti abbazie (come San Piero in Campo e Sant’Anna in Campre- Paglia), rappresenta una notevole testimonianza storica di
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Patrimonio territoriale e paesaggistico
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legenda estratto della carta

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Patrimonio territoriale e paesaggistico
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oggi estesi (assumendo in pratica il ruolo di monocoltura siti estrattivi; gli interventi di rimodellamento dell’alveo e dei riconversione residenziale dei manufatti (ristrutturazioni,
4.2 Criticità dominante) anche a discapito di aree agricole e pascolive terrazzi ghiaiosi; la presenza di piste da motocross (anche demolizioni e frazionamenti che trasformano - in tutto o in
(in abbandono) immerse nella zone boschive o sui terrazzi interne al SIR “Basso corso del fiume Orcia”). Per il corso parte - l’originale organismo edilizio, non rispettandone la
alluvionali ghiaiosi (in particolare, lungo il basso corso del del fiume Ombrone e per gran parte del corso del fiume struttura morfotipologica e le caratteristiche distributive,
fiume Orcia e alla confluenza con il fiume Ombrone - in lo- Orcia, significative risultano le criticità legate alla riduzione formali e costruttive); all’introduzione di materiali ed ele-
calità di Pian Rossi e Pian d’Orcia), con considerevoli impatti delle portate (per captazioni o per riduzione delle precipita- menti estranei al contesto; alla scomparsa/modificazione
anche sugli equilibri degli ambienti perifluviali (scomparsa di zioni) e alla non ottimale qualità delle acque. della rete di strade bianche (in prossimità di poderi recu-
habitat di interesse comunitario e regionale). Nel paesaggio perati) a fini residenziali o agrituristici; alla realizzazione di
forestale dei monti di Montalcino (Poggio Pigna), ad esem- In alcuni settori dell’ambito sono da segnalarsi, inoltre, fe- “attrezzature di sostegno commerciale” al settore vinicolo
pio, gli impianti di vigneti specializzati hanno quasi comple- nomeni di abbandono degli agroecosistemi (accentuati dal (cantine) o di “volumi di servizio” per le attività agricole e
tamente sostituito le aree con agricoltura tradizionale, i pra- relativo isolamento di parti del territorio), con significativi agrituristiche.
ti, i pascoli, gli oliveti e i seminativi, provocando una forte processi di ricolonizzazione arbustiva e perdita di habitat
criteri metodologici (LINK)
riduzione degli agroecosistemi di valore naturalistico, oltre agricoli e pascolivi (soprattutto, seminativi semplici o pra- Nel quadro complessivo delle criticità, assume una certa ri-
che l’aumento della frammentazione delle superfici forestali ti e pascoli organizzati in tessuti a campi chiusi), criticità levanza la proliferazione degli agriturismi e, soprattutto, lo
Le criticità sono intese come le dinamiche o le pressioni che (prima interrotte da colture a maggiore permeabilità ecolo- particolarmente rilevante quando coinvolge le aree agricole sviluppo del turismo termale (risorsa economica strategica
alterano le qualità e le relazioni del patrimonio territoriale gica o da incolti e prati-pascolo). Nel basso corso del fiume residuali alto collinari o montane immerse entro superfici per l’area), con crescenti fenomeni di captazione di sorgen-
pregiudicandone la riproducibilità. Individuate mediante l’e- Orcia (su terrazzi alluvionali posti all’interno del SIC “Basso boschive (rilievi compresi tra l’Orcia e il Formone, nel terri- ti e riduzione delle loro portate, alterazione di importanti
same dei rapporti strutturali intercorrenti fra le quattro in- corso del fiume Orcia”) alla diffusione dei vigneti specializ- torio circostante Radicofani e tra Bagni San Filippo e Casti- habitat ed ecosistemi geotermali, realizzazione di macro
varianti in linea con la definizione di patrimonio territoriale, zati si associa la presenza di impianti di frutteti specializzati. glione d’Orcia). strutture ricettive (Bagno Vignoni, Bagni San Filippo), con
sono formulate, generalmente, come relazioni tra il sistema I processi di intensificazione delle attività agricole della Val alterazione delle relazioni storiche e visuali tra insediamento
insediativo storico, il supporto idrogeomorfologico, quello d’Orcia riguardano non solo i vigneti specializzati ma anche Processi di espansione dei borghi storici - con realizzazione termale antico e contesto naturalistico circostante, diffusio-
ecologico e il territorio agroforestale. Le criticità dell’ambito la diffusione della monocoltura cerealicola e dei seminativi. di nuove aree residenziali (Pienza, San Quirico d’Orcia, Mon- ne di campi da golf (a valle di Castiglion del Bosco, presso
completano quelle contenute negli abachi, validi per tutto il Pur costituendo un elemento caratteristico del paesaggio ticchiello), inserimento di piattaforme industriali/artigianali le sponde del Fiume Ombrone).
Interpretazione di sintesi

territorio regionale, e integrano gli ‘indirizzi’ contenuti nella locale, tale dinamica ha provocato - in pochi decenni - una - concentrate soprattutto attorno ai nuclei principali (Mon-
scheda d’ambito, relativi a ciascuna invariante. sensibile semplificazione del livello di eterogeneità dell’eco- talcino, Torrenieri, San Quirico, lungo la Via Cassia - nei
mosaico agricolo (forte riduzione degli ambienti agricoli tra- piani del Paglia), l’“effetto barriera” causato da importanti
Le dinamiche di trasformazione che caratterizzano l’ambito dizionali e del pascolo, scomparsa delle dotazioni ecologi- infrastrutture viarie (SS n. 2, la diramazione dalla SP n. 40 -
della Val d’Orcia si manifestano, con modalità e ripercussio- che - quali siepi, filari alberati e boschetti) e, soprattutto, la in direzione sud, lungo il torrente Formone e i suoi terrazzi
ni differenti, attraverso una serie di fenomeni. perdita di importanti emergenze geomorfologiche (soggette fluviali), i siti estrattivi e di lavorazione (formaci di Pienza,
La dinamica (probabilmente) più rilevante in termini di im- a rimodellamento e spianamento), quali calanchi, crete e Monte di Petroio), essendo - il più delle volte - dinamiche
patti sul paesaggio riguarda i crescenti processi di intensi- biancane, andando spesso ad interessare aree di pertinenza di trasformazione puntuali e isolate, pur nella loro rilevan-
ficazione delle attività agricole, con particolare riferimento fluviale e terrazzi ghiaiosi dei corsi d’acqua (in particolare, za, non costituiscono elementi di particolare pressione per
sia alla diffusione della monocoltura viticola specializzata lungo i fiumi Ombrone e Orcia). l’ambito. Solo in alcuni casi, recenti espansioni insediative
(in ragione dell’elevata redditività del prodotto e del mar- di centri collinari (con specifico riferimento a lottizzazioni a
chio legato al territorio), sia della monocoltura cerealicola Anche per la Val d’Orcia, come per tutto l’ambito del sene- schiera e villette plurifamiliari), caratterizzate da scelte loca-
(colline plioceniche della porzione centrale e settentrionale se, il rischio di vedere scomparire straordinarie emergenze lizzative inappropriate (lungo i crinali ad alta panoramicità)
dell’ambito), fenomeni in grado di incidere negativamente paesaggistico-geomorfologiche (calanchi, crete e biancane) o da interventi sovradimensionati (rispetto alle reali esigen-
Criticità

sui caratteristici agroecosistemi tradizionali (pascoli, oliveti ci pone di fronte alla questione dell’erosione del suolo, que- ze abitative), hanno causato un impatto considerevole sulle
e seminativi) e sui valori naturalistici e paesaggistici a questi stione fondamentale che prende forma di un “conflitto” tra componenti e sugli equilibri del patrimonio territoriale e pa-
associati. esigenze diverse. Da un lato, quella di tutelare forme ca- esaggistico dell’ambito, interferendo con le visuali da e ver-
ratteristiche e uniche (e il loro ruolo chiave nel modellare il so i centri e nuclei storici, le pievi e i casali, e interrompendo
I processi di trasformazione del paesaggio agricolo causati paesaggio e nel costituirne l’identità), dall’altro la necessità le regole insediative storiche caratterizzanti questi contesti.
dalla diffusione di impianti di vigneti specializzati si distin- di contenere i processi di erosione del suolo (l’intera area Tra i casi più significativi: il sistema di villette a schiera svi-
guono per entità e per ripercussioni negative sugli equilibri del Bacino senese e dei bacini limitrofi è particolarmente luppatosi lungo il crinale di Monticchiello, la lottizzazione
dell’ambito: dilatazione e semplificazione della maglia agra- soggetta a tale rischio), allo scopo di conservare la risorsa residenziale a sud-est di Radicofani (lungo i crinali verso
ria, banalizzazione paesaggistica ed ecologica, rimozione di e di non sovraccaricare un sistema idrologico con aspetti di Celle sul Rigo e S. Casciano dei Bagni), le recenti espansioni
elementi dell’infrastruttura rurale storica (strade poderali e criticità. residenziali di Montalcino (case a schiera e villette plurifami-
interpoderali, sistemazioni di versante, vegetazione non col- liari lungo la SP “Traversa dei Monti”). Anche se con pesi e
turale di corredo), rischio erosivo e di dilavamento dei ver- Oltre che dai rilevanti processi di intensificazione delle at- ripercussioni inferiori rispetto ad altre realtà della Toscana,
santi (specialmente in corrispondenza dei vigneti disposti tività agricole, i delicati equilibri dell’ambito e, in partico- sono da segnalarsi inoltre alterazioni delle relazioni territo-
a rittochino), possibile inquinamento delle falde acquifere. lare, degli ecosistemi fluviali sono messi in discussione da riali e visuali tra insediamento rurale sparso (ville e casali)
Dopo aver occupato le aree più vocate, tali impianti sono altre criticità non meno importanti: la diffusa presenza di e paesaggio agricolo circostante, criticità riconducibili: alla
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REGIONE TOSCANA ambito 17
livello d’ambito val d’orcia e val d’asso

disciplina d’uso 5
val d’orcia e val d’asso
2.1 - tutelare l’integrità morfologica e percettiva del sistema idrografico) con particolare riferimento alle aree di perti- ferimento all’area critica per la funzionalità della rete e alla
5.1 Obiettivi di qualità insediativo storico, costituito da centri, nuclei e comples- nenza fluviale e ai terrazzi ghiaiosi del fiume Orcia (com- direttrice di connettività da riqualificare individuate nella
e direttive si di valore architettonico-testimoniale disposti sui supporti presi nel SIR Crete dell’Orcia e del Formone e individuati carta della rete ecologica);
geomorfologici più stabili (San Quirico d’Orcia, Castiglione come area critica per la funzionalità della rete individuata
d’Orcia, Campiglia d’Orcia allineati lungo il fascio di percorsi nella Carta della rete ecologica). 3.3 - nella progettazione di cantine e altre infrastrutture di
che costituivano la Via Francigena, Pienza, Rocca d’Orcia): servizio alla produzione vitivinicola, perseguire la migliore
• limitando la realizzazione di nuove espansioni al di fuori 2.4 - sostenere, nelle aree coltivate della Collina dei bacini integrazione paesaggistica valutando la compatibilità con
del territorio urbanizzato, sui versanti e nelle aree di fon- neo-quaternari ad argille dominanti e a litologie alternate la morfologia dei luoghi e con gli assetti idrogeologici, evi-
dovalle, e predisponendo forme di riqualificazione degli (individuate nella Carta dei sistemi morfogenetici), pratiche tando soluzioni progettuali monumentali o che creino degli
criteri metodologici (LINK) interventi edilizi non correttamente inseriti nel contesto o conservative dei suoli rispetto ai fenomeni erosivi, quali la effetti di “fuori scala” rispetto al contesto paesaggistico; fa-
dissonanti rispetto ai valori storici di riferimento; riduzione dello sviluppo delle unità colturali nel senso della vorendo localizzazioni che limitino ove possibile gli interven-
• salvaguardando le visuali panoramiche che traguardano pendenza, la massima copertura del suolo negli avvicenda- ti di sbancamento, non interferiscano visivamente con gli
gli insediamenti storici e i rapporti di reciproca intervisi- menti, il mantenimento di appropriati sistemi di gestione elementi del sistema insediativo storico e non coincidano
bilità; delle acque di deflusso. con porzioni di territorio caratterizzate da elevata intervisi-
Gli obiettivi di qualità, indicati di seguito, riguardano la tu- • conservando la riconoscibilità e la leggibilità del centro bilità (linee di crinale, sommità di poggi).
tela e la riproduzione del patrimonio territoriale dell’ambito. storico di Pienza quale eccellenza paesaggistica e icono- Obiettivo 3
Gli obiettivi di ambito sono individuati mediante l’esame dei grafica, contraddistinto dalla peculiare collocazione su un Tutelare la struttura paesistica delle colline Obiettivo 4
rapporti strutturali intercorrenti fra le quattro invarianti, in basamento collinare a prevalenza di colture tradizionali e di Montalcino, caratterizzata da un siste- Favorire il mantenimento degli ambien-
linea con la definizione di patrimonio territoriale: sono, per- dalla presenza di un patrimonio storico-architettonico di ma insediativo denso organizzato in for- ti agropastorali tradizionali e delle matrici
ciò, formulati, generalmente, come relazioni tra il sistema straordinario valore universalmente riconosciuto; ma radiale e dalla diffusione delle colture forestali dell’alta Val d’Orcia e della Valle
insediativo storico, il supporto idrogeomorfologico, quello • favorendo il mantenimento delle fasce di oliveti o di altri arboree, e favorire la ricostituzione di una del Formone, che costituiscono eccellenza
ecologico e il territorio agroforestale; completano gli obiet- coltivi d’impronta tradizionale che circondano alcuni nu- maglia agraria articolata e diversificata nei naturalistica e paesaggistica
tivi contenuti negli abachi, validi per tutto il territorio regio- clei (Pienza, San Quirico d’Orcia, Castiglione d’Orcia) e ne paesaggi delle colture specializzate
nale, e integrano gli ‘indirizzi’ contenuti nella scheda, relativi sottolineano la presenza nel paesaggio della Collina dei Direttive correlate
a ciascuna invariante. bacini neo-quaternari ad argille dominanti; Direttive correlate Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della
Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani
Obiettivo 1 2.2 - tutelare le relazioni morfologiche, percettive e, ove pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a:
Salvaguardare l’eccellenza paesaggisti- possibile, funzionali fra manufatti rurali, distribuiti secondo di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a:
ca dell’ambito data dalla compresenza di
Obiettivi di qualità e direttive

la maglia rada impressa dal latifondo mezzadrile, e paesag- 4.1 - preservare l’elevato valore scenografico e paesaggi-
strutture paesistiche fortemente connotate gio agrario, contenendo i processi di deruralizzazione dell’e-
disciplina d’uso

3.1 - preservare la leggibilità della relazione tra sistema in- stico rappresentato dal cono vulcanico di Radicofani, arroc-
in senso identitario e tra loro notevolmen- dilizia storica e di dispersione insediativa delle volumetrie sediativo storico e paesaggio agrario, attraverso la tutela cata in posizione dominante sulla valle sottostante, anche
te eterogenee, quali i morbidi rilievi delle connesse agli agriturismi e, fermo restando le esigenze fun- dell’integrità morfologica degli insediamenti posti su sup- attraverso la tutela dell’integrità morfologica e percettiva
Crete, le colline di Montalcino densamente zionali, perseguendo modalità di corretto inserimento pae- porti rocciosi, la manutenzione delle colture tradizionali pre- dell’insediamento storico e la gestione dei tradizionali mo-
insediate e coltivate, i paesaggi agricoli e saggistico dei manufatti di servizio all’attività agricola; senti nel loro intorno paesistico (con particolare riferimento saici agro-silvo-pastorali che coprono il rilievo;
pascolivi tradizionali dell’alta Val d’Orcia e a Montalcino, Castelnuovo dell’Abate, Sant’Angelo in Colle,
della Valle del Formone 2.3 - preservare, per il loro valore fortemente identitario Camigliano), il mantenimento del rapporto dimensionale 4.2 - arginare i processi di abbandono e rinaturalizzazione
nel contesto dell’ambito, i seminativi nudi, i calanchi e le che lega edilizia rurale di origine mezzadrile e tessuto po- del mosaico agrosilvopastorale composto da prati-pascolo,
Obiettivo 2 biancane, limitando gli effetti negativi dei processi di inten- derale, evitando la diffusione di volumi di servizio all’attività seminativi, formazioni calanchive e biancane, piccoli bo-
Tutelare i caratteri strutturanti il paesaggio sificazione delle attività agricole attraverso: agrituristica e i processi di deruralizzazione; schetti, incolti e arbusteti che costituiscono un vasto nodo
delle Crete Senesi connotato da straordi- • la tutela integrale delle residue forme erosive, l’interdizio- della rete degli agroecosistemi (individuati nella Carta della
nari valori estetico-percettivi dati dall’as- ne di interventi di rimodellamento (anche se a fini agrico- 3.2 - favorire la conservazione dei tessuti agricoli tradi- rete ecologica), anche sviluppando politiche per contrastare
sociazione tra morfologie addolcite, uni- li), messa a coltura o trasformazione in altra destinazione zionali ancora presenti e, nelle aree di pertinenza fluviale lo spopolamento degli insediamenti montani e la riattivazio-
formità dei seminativi nudi, rarefazione del di calanchi e biancane e la creazione di fasce di rispetto (terrazzi alluvionali dell’Orcia e dell’Ombrone), contrastare ne di economie agrosilvopastorali;
sistema insediativo, nonché da importanti destinate ad attività a basso impatto; ulteriori trasformazioni in vigneti specializzati e altre colture
testimonianze storico-culturali e da signifi- • l’interdizione alla creazione e all’ampliamento di campi da intensive; promuovere altresì la riqualificazione dei paesag- 4.3 - contrastare la semplificazione della maglia agraria a
cative emergenze geomorfologiche e natu- golf, al fine di evitare il forte impatto visivo dei green e gi intensivi della viticoltura attraverso il mantenimento della campi chiusi e la perdita delle importanti emergenze geo-
ralistiche delle strutture di servizio sportivo, nonché rimodellamenti continuità della rete di infrastrutturazione rurale, il miglio- morfologiche e naturalistiche delle biancane e delle crete,
che alterano l’identità dei luoghi e gli equilibri idrogeo- ramento delle dotazioni ecologiche (corredo vegetaziona- dovute all’intensificazione della monocoltura cerealicola,
Direttive correlate morfologici; le della maglia agraria, zone tampone rispetto al reticolo con particolare riferimento all’area critica per la funzionalità
Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della • il mantenimento o l’introduzione di elementi di diversifi- idrografico, aree boscate di collegamento tra nuclei forestali della rete dell’alta Val d’Orcia e alla direttrice di connettività
pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani cazione paesaggistica ed ecologica (corredo vegetaziona- relittuali), il contenimento dei fenomeni erosivi attraverso da riqualificare tra il Monte Amiata e il Monte Cetona (indi-
di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a: le della maglia agraria, zone tampone rispetto al reticolo l’interruzione delle pendenze più lunghe (con particolare ri- viduate nella Carta della rete ecologica);
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val d’orcia e val d’asso


4.4 - aumentare i livelli di maturità e di valore ecologico del- individuando una fascia di mobilità fluviale da destinare alla
le matrici forestali e dei nuclei forestali isolati migliorandone dinamica naturale del fiume Orcia, ove evitare processi di
la gestione selvicolturale, e tutelare i nodi forestali primari urbanizzazione o altre modalità di artificializzazione che au-
(individuati nella Carta della rete ecologica) situati nei ver- mentino la superficie impermeabile;
santi settentrionali del Monte Amiata che comprendono fag- favorendo interventi di riqualificazione e ricostituzione della
gete, castagneti, rimboschimenti di conifere, boschi misti e vegetazione ripariale dove interrotta;
l’importante e relittuale bosco autoctono di abete bianco limitando l’apertura di siti estrattivi e riqualificando i bacini
dell’Abetina del Vivo. dismessi.

Obiettivo 5 Obiettivo 7
Garantire la permanenza e la riproduzio- Promuovere progetti e azioni finalizzati
ne delle risorse geotermali, nonché la pre- alla valorizzazione del territorio compreso
servazione dei valori estetico-percettivi ad all’interno del Sito Unesco nelle sue compo-
esse legate nenti ambientali e antropiche e prevedere
forme di fruizione sostenibile del paesag-
Direttive correlate gio, salvaguardando i valori storico-cultu-
Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della rali e le tradizioni locali, anche attraverso
pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani il recupero e riqualificazione delle risorse
di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a: connettive multimodali

5.1 - salvaguardare le aree termali di Bagno Vignoni, per Direttive correlate


l’unicità della sua piazza d’acqua di valore storico-culturale, Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della
e di Bagni San Filippo, per le sue formazioni calcaree im- pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani
merse in un contesto boscoso di valore naturalistico, anche di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a:
attraverso una corretta gestione del ciclo delle acque dalle
sorgenti agli stabilimenti termali e agli impluvi naturali; 7.1 - riqualificare e mettere a sistema, anche con una rete
di mobilità dolce, i tracciati storici quali luoghi privilegiati di
5.2 - individuare zone di rispetto delle sorgenti termali ove percezione del paesaggio, con particolare riferimento al fa-

Obiettivi di qualità e direttive


limitare gli emungimenti; programmare forme di valorizza- scio di percorsi che costituivanola Via Francigena (comprese

disciplina d’uso
zione turistica sostenibile e predisporre piani di gestione le sue deviazioni di crinale).
complessiva delle attività termali in grado di tutelare anche
le importanti emergenze geomorfologiche e naturalistiche 7.2 - valorizzare il patrimonio di manufatti e luoghi di eleva-
legate alle risorse geotermali. to valore storico-testimoniale connessi alla Via Francigena o
legati al reticolo fluviale e alla risorsa termale (Rocca d’Or-
Obiettivo 6 cia, Rocca di Radicofani, complessi di San Piero in Campo
Salvaguardare e riqualificare i paesaggi flu- e San’Anna in Camprena, Abbazia di Sant’Antimo, sistema
viali dell’ambito (fiumi Orcia e Ombrone, dei mulini di San Quirico d’Orcia, sistema degli edifici pro-
torrenti Formone e Paglia), caratterizzati toindustriali collocati lungo il corso del fiume Vivo, Bagno
da lunghi tratti a dinamica naturale o semi- Vignoni e il relativo sistema dei mulini, Bagni San Filippo, il
naturale sito UNESCO di Pienza).

Direttive correlate
Gli enti territoriali e i soggetti pubblici, negli strumenti della
pianificazione, negli atti del governo del territorio e nei piani
di settore, ciascuno per propria competenza, provvedono a:

6.1 - tutelare la permanenza dei caratteri paesaggistici dei


contesti fluviali, quali fasce di territorio che costituiscono
una continuità fisica, morfologica e percettiva con il corpo
idrico anche in considerazione della presenza di elementi 5.1
storicamente e funzionalmente interrelati al bene medesi-
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disciplina d’uso

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Norme figurate (esemplificazioni con valore indicativo)

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piano paesaggistico
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legenda
Beni paesaggistici

disciplina d’uso
Beni paesaggistici
5.3
approfondimento: schede di vincolo regionale
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