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ORIZ ONTI

Rassegna di archeologia
·2003

E
PISA· ROMA
La ripresa degli scavi sulla Montagna di Polizzello
Dario Palermo

N ELLA primavera del 2000, con fondi


messi a disposizione dalla Regione Sici­
lia, e in streno e fanivo rapporro di col ­
laborazione con il personale scientifico e
tecnico della Soprintendenza ai Beni
Culturali e Ambientali della provinci a di
Caltamssena, un gruppo di lavoro da me
coordinato ha ripreso l'esplorazione ar­
cheologica del centro indigeno della
Montagna di Polizze Ilo nel territorio di
Mussomeli . ' n mio coinvolgimento in
questa iniziativa scientifica si deve al
cordiale invito rivoltomi dalla responsa­
bile della sezione arche ologica della So­
printendenza, la dott.ssa Rosalba Panvi­
ni, la cui amicizia mi onora da molti anni
e che qui tengo ancora a ringraziare per
l' affettuosa stima che anche in questa
occasione m i ha dimostrato.
Nell'intenzione dei suoi promotori, lo
scavo del 2000 volle essere il momento FIG. 1. La Montagna di Polizzello da sud.
iniziale di un ampio progetto di cono­
scenza, studio e valorizzazione di quel­ disponibilità che mi dimostrarono in artificiali irregolarmente distribuite in
l'importante centro archeologico, che ci quella occasione Luigi Bernabò Brea e gruppi o isolate sulle pareti rocciose che
auguriamo di poter portare avanti, insie­ Paola Pelagatti i quali, succedutisi in circondano la Montagna. Furono esplo­
me alla Soprintendenza e agli enti locali quegli anni alla direzione del Museo, rru rari in quella occasione una decina di
dell 'area , negli anm a venire. permisero senza difficoltà di srudiarli e di sepolcri, che restituirono un discreto
n mio personale interesse per il centro acquisire la relativa documentazione numero di ceramiche , accompagnate da
della Montagna di Polizzello risale agli conservata presso la Soprintendenza si­ piccoli oggetti in bronzo. J corredi sono
inizi della mia carriera scientifica. Ad esso racusana, tra cui i preziosi taccuini di scaglionati fra l'VIII e il VI secolo a.c.
dedicai infani la tesi di laurea nel 1973, e Paolo Orsi, le cui fotocopie conservo L'aspetto certamente più interessante
la successiva tesi di perfezionamento, in ancora gelosamente. degli scavi del Carta è costituito però dai
ambedue i casi sotto la guida del prof. Il materiale di Polizzello conservato saggi effettuati nell'abitato, che si presen­
Giovanni Rizza. Muovendo da un gene­ nel Museo di Siracusa, infatti, che in se­ ta diviso in due pianori a quote diverse,
rico interesse per l'archeologia della Sici­ guito pubbl.icai per intero nella rivista di cui il minore e più alto costituisce una
lia indigena centro meridionale, allora Cronache di Archeologia,' raccogliendo in­ sorta di piccola acropoli, cinta da un muro
come ora meno conosciuta rispetto a sieme ad esso rutti quegli oggetti di pro­ di cui ancora qualche tratto è visibile ;
quella orientale, la mia attenzione si fer­ venienza sporadica che si trovavano nei l'accesso al pianoro inferiore, che doveva
mò su di un gruppo di materiali conser­ Musei di Palermo, Agrigento e Caltanis­ essere la sede principale dell'abitato an­
vati in una sala del Museo Archeologico setta, proveniva da due brevi scavi effet­ tico, è invece sbarrato da un ampio agge­
cli Siracusa allora chiusa al pubblico ed ruati per contO dell'Orsi dal fido assisten­ re formato da terra e pietrame.
adibita a studio di disegno . Gli oggetti te disegnatore Rosario Carta negli anni Se i saggi nel pianoro inferiore furono
provenivano da questo centro, fino ad 1921 e 1926. L'Orsi era stato invitato ad allora deludenti, dal momento che non si
allora nOto solamente da un vecchio ar­ occuparsi delle antichità di Polizzello dal individuarono strutrure di rilievo , assai
ticolo del Gabrici del 1925.' principe Lanza di Trabia, proprietario più interessanti risultarono invece gli scavi
Mi è gradito ricordare anche oggi, a dell'ampio feudo che dalla Montagna nel piccolo pianoro superiore. Una trin­
distanza di trent' anm da allora, il felice prendeva il nome. cea aperta dal Carta rivelò infatti l'esi­
intuito con il quale il Relatore accettò Gli scavi del Carta riguardarono so­ stenza di un piccolo edificio sacro a pian ­
senz' altro la mia proposta di occuparmi prattutto la necropoli, della quale sono ta rettangolare, al cui interno, messo in
di quei materiali inediti, e la benevola ancora visibili centinaia di grotticeUe luce per circa la metà della sua estensio­

Dario Palermo: Università di Catania. valli del Salso e del Platani , in MagM Grecia e edifici a pianta circolare da Polizzello e la tradizio­
Sicilia: stato degli scudi e prospeCtive di ricerca, ne cretese nei santuari dell 'area sicana , ((Crona­
Oltre a quelle della nvista sono state usate le Messina, '999, pp. 188 -191. che », ltXXVI, '997, pp. 35-45·
seguenti abbreviazioni: FIORENTINI '999: G. FIORENTINI, Necropoli
DE MIRO 1988 : E. DE MIRO, Polizzello, centro dei centri indigeni della Valle del Platani : organiz­ 1. Preziosa è stata la collaborazione, per la
della Sikania, «Quaderni di Archeologia Uni­ zazione, tipologie, aspe!!"i rituali , in MagM Grecia conduzione dello scavo, dei miei allievi, laure­
versità di Messina», III , '988, pp. 25-41. e Sicilia: staCo degli studi e prospettive di ricerca , ati a Catania e specializzandi presso l'Univer­
DE MIRO 1988-89: E. DE MIRO, Gli "indige­ Messina , '999, pp. '95-'97 · sità di Tonno, dottori Eleonora Pappalardo e
ni" della Sicilia centro-mcridiotulle, . Kokalos », PALERMO 1978: D. PALERMO, Materiali di Davide Tanasi. La collaborazione tecnica è
XXXIV-X.UV , '988-89, pp. '9-46. tradizione cretese a Polizzello, in Antichità Crete­ stata prestata dai sigg. Antonio Sanfil.ippo, n­
DE MIRO 1991: E. DE MIRO, Eredità egeo­ si. SClldi in onore di D. Levi Il, Catania, '978, pp. levatore e disegnarore, e Gaetano De Franci­
micenee ed alto arcaismo in Sicilia. Nuove ricerche, 208-212. sci, fotografo. A runi il mio più semi co ringra­
in lA transizione dal miceneo all'alto arcaismo. PALERMO 1981: D. PALERMO, Polizzello, in ziamen[o.
Dal palazzo alla città, Roma, '99', pp. 593-617. Conrributi alla conoscenza dell'età del ferro in 2. GA8RICI 1925.
DE MIRO 1999 : E. DE MIRO, L'organizzazio­ Sicilia, . Cronache», xx, '98" pp. 104-147. 3. PALERMO 1981.
ne abitativa e dello spazio nei cencri indigeni delle PALERMO '997: D. PALERMO, I modellini di 4. Vedi PALERMO 1978.
DARIO PALERMO

FIG. 2. Momagna di Polìzzello, generale.

ne, si raccolsero i materialì dì un ricco Montagna di Polizzello, mai più gli noscimento delle sequenze ceramiche del
votivo datati al V![-VI secolo a.c. scavi Orsi toccata dal piccone dell' arche­ centro, fino ad ora prive di punti
as!;o(:ia;~io,ne con importazioni ologo ma dalla a se­ di riferimento
che, fra cui piccoli oggetti in osso, guito di rinvenimenti casuali, diversi og'
e una lucerna di tipo fra i quali bronzetti a
Particolarmente notevole la v"o,~:nz:" umana o animale e ìl fanno pensare allo
nel di due modellini "tridente" bronzeo nel dì riti funerari in occasione
riconosciuta una Interessante ricordare
micenea. che in uno di questi furono rin­
fu iniziato un venuti due modellini di capanna a pianta
cui caratteristiche ci ricon­ nuovo ciclo di scavi sulla di circolare del tutto simili a
dussero immediatamente a confronti con Polizzello, diretti da Ernesto De e dal Carta nel sacello
l'ambiente della Creta minoica. 4 Si trat­ sotto gli auspici della Soprintendenza gendo così una funzione tipo
tava di materiali di età storica nei quali, Archeologìca di allora com­ rio alla sicura utilizzazione sacra
come in alni dello stesso ambiente sici­ petente per e dell'Università di oggetti.
liano, si perpetuava il ricordo di un anti­ Messina. Scavi furono effettuati anche nell'area
co contatto con la Grecia dell'età del Gli scavi si svolsero per diverse cam- dell' abitato, mettendo in luce un tratto
Bronzo, e che conservavano ancora nel con straordinari risultati scientifi­ dell'insediamento dove ad alcune capan­
VII secolo a.c. il ricordo di antiche tradi­ ci; essi solo alcune notizie ne di forma circolare si
da lungo tempo estinte nella sono state pubblicate, sufficienti ambienti così una
Dì interesse confermare il successione di modelli abitativi che sarà
minoica, di interesse verificare nei suoi
riconosciuto nelle indigene cf()n'OI(lglcì e urbanistici.
sopravvivenze siciliane, nonostante la ben Sicilia centro-meridionale.' di
nota tradizione letteraria di antichi con­ Gli scavi di E. De Miro

tatti fra le due isole. infatti le nt',rrr.nn,h


area sacra,
L'interesse duate
delimitata da un muro di temcnos, sul
dISpC.si,:lone a strati pianoro laddove l'attenzione
diosi contribuì certamente ad un risve, potrebbe degli scavarolÌ era stata certamente atti­
glio di attenzione nei confronti della importanza per il rico, rata dalle precedenti scoperte del Carta.

MIRO 1991; DE MIRO 1999; FIORENTINI Referenze grafiche e !ot,no,',h,'hp


6. Cfr. PALERMO 1997. Le foro sono a cura fig.
LA RIPRESA DEGLI SCAVI SULLA MONTAGNA DI POLIZZELLO 97

Del santuario furono scavate in quell' oc­ richiamavano allo scavatore una possibi­ cio e ricoperto da un lenzuolo, queste
casione due settori distinti, entrambi al­ le natura "misterica" o "telesterica" dei ultime chiaro indizio di un aspetto tau­
\'interno del muro di recinzione: un com­ culti che vi si prestavano. maturgico e salvifico della divinità vene­
plesso di due costruzioni circolari tan­ Una grande quantità di materiali fu rata nel santuario. Insieme ad essi, una
genti, due grandi capanne a tetto conico raccolta negli scavi di questa area sacra, grande quantità di ceramica, fra cui im­
con banchina all'interno, delle quali era e di essi la maggior parte rimane pur­ portazioni greche.
evidente l'uso sacrale per la presenza di troppo ancora inedita: ricordiamo ossi, Rimaneva ignota, anche dopo queste
un gran numero di deposizioni; e un avori, ambre ed altri oggetti di tipo semi­ esplorazioni, l'esatta collocazione del
curioso edificio semi circolare, con parti­ prezioso come quelli rinvenuti dal Carta; sacello Carta, che il De Miro pensava
zioni interne delle quali è poco chiara la statuette, fra cui un offerente di bronzo, potesse trovarsi nell'area inesplorata fra
funzione, ma che nel loro delineare un un paio di gambe, e una rappresentante i due gruppi di costruzioni sopra ricorda­
percorso interno di grande complessità un personaggio sdraiato su di un lettuc­ ti all'interno del recinto sacro.

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FIG. 3. Montagna di Polizzello. Planimetria dello scavo 2000.


DARIO PALERMO

gico. In un piccolo saggio eli controllo


effettuato vicino al limite settentrionale
dell'area sacra si riconobbe infatti l'esi­
stenza di una interessante sequenza
stratigrafica al di sotto del piano su cui
sono costruiti gli eelifici del santuario pro­
toarcaico. Si accertò, senza mettere alla
luce strutture, anche a causa della limita­
tissima estensione del saggio, la presenza
di due strati eli terreno sovrapposti, inter­
vallati da uno spesso strato di colore nero
e ricchissimo di ceneri e carboni. Nei due
strati si raccolsero frammenti di tipo si­
mile, caratterizzati da una spessa ingub­
biatura rossastra a stralucido. Frammen­
ti dello stesso tipo vennero raccolti, fuori
contesto, anche in altri punti dell'area: la
caratteristica vernice rossa corallina a
stralucido, la decorazione formata da
profonde striature parallele, la presenza
eli una grossa ansa apicata di forma trian­
golare, sono tutti elementi che fanno
FIG. 4. Montagna di Polizzello, scavo 2000. L'edificio rettangolare da Nord. immediatamente riconoscere questi
materiali come appartenenti alla cultura
Proprio a quel punto pensammo per­ rata purtroppo solo parzialmente perché tardo bronzea detta eli Pantalica Nord.
ciò eli rivolgerci quando nel maggio 2000 individuata solo negli ultimi giorni dello È interessante però notare che la cera­
abbiamo iniziato il nostro ciclo di esplo­ scavo. Si tratta di un ampio settore di una mica della cultura di Pantalica Nord del­
razioni sulla Montagna eli Polizzello; ma struttura circolare costituita da tre gradi­ l'area centro occidentale della Sicilia, cosÌ
lo scavo ci rivelò che l'edificio sacro sca­ ni concentrici (FIG. 5), che pensiamo possa come ci è nota dai rinvenimenti del vil­
vato nel 1926 non si trovava in quel punto essere un altare, oppure, se le elimensioni laggio di Sabucina, dalla necropoli eli
e che doveva pertanto essere cercato al­ fossero compatibili, un settore del muro contrada Anguilla di Ribera, da Sant'An­
trove. Lo spazio in questione non era perimetrale di un terzo eelificio circolare, gelo Muxaro, e poi dalla più lontana
però vuoto: vi si mise in luce infatti un ma eli cui aspettiamo il completamento Mokarta eli Salemi, non sembra mai es­
altro edificio, non compatibile però per dello scavo per poter pronunciare un sere caratterizzata da una superficie ros­
elimensioni e per struttura con quello di giudizio preciso. Ai piedi di questa strut­ sa a stra lucido, ma da una più modesta
cui si andava alla ricerca. tura erano ampie zone di bruciato nelle ingubbiatura bruna o grigiastra, anch'es­
Si trattava dei resti di un'ampia costru­ quali si conservavano ancora le tracce di sa lucida. Lo stralucido rosso, invece,
zione rettangolare (FIGG. 3-4), conservata alcuni travicelli carbonizzati, insieme alle compare soprattutto nelle necropoli del
per tutto il perimetro, delle elimensioni solite ossa animali e a numerosi fram­ Siracusano e alla Montagna di Caltagiro­
massime eli m 8,30 x 5,60, e orientata in menti di ceramica e piccoli oggetti. ne, dove costituisce anzi il tratto elistin­
senso nord sud: presentava un curioso La nostra speranza di individuare rivo delle produzioni ceramiche dell' area,
metodo di costruzione, con grossi bloc­ l' eelificio scava to dal Carta non andò però e in minore misura fra i materiali della
chi irregolari elisposti lungo le pareti in­ delusa, nonostante esso non fosse laddo­ necropoli di Monte Dessueri nel circon­
terne di una vasta escavazione rettango­ ve ci aspettavamo di trovarlo. Una atten­ dario di Gela.
lare nella terra nella quale era incassato ta rilettura del taccuino di scavo, che ne Risulta pertanto evidente lo straordi­
il vano, e solo pietrame incoerente posto indicava con uno schizzo la posizione nario interesse della constatazione del­
a costituire la parte esterna residua, so­ rispetto al ciglio del rilievo, e l'intelligen­ l'esistenza a Polizzello di una enclave con
pra terra, dei muri perimetrali. te iniziativa della dott.ssa Pappalardo, che caratteristiche "orientali" all'interno eli
All'interno, un rozzo ba ttuto di terra non ha esitato ad addentrarsi fra le erbe un panorama complessivo da cui sembra
e piccole pietre ne costituiva la sola pa­ alte e i cespugli spinosi dei margini del­ differenziarsi nettamente. Il materiale
vimentazione; vi si raccolse una grande l'altura, ha permesso infatti di localizzar­ recuperato è però sinora scarso e fram­
quantità di ossa animali, che insieme alla ne la posizione e eli metterne allo scoper­ mentario, e nulla praticamente sappia­
consistenza grassa e al colore nerastro to tratti dei muri perimetrali, su di una mo dell'inseeliamento cui esso si riferi­
della terra che riempiva l'ambiente, face­ ampia terrazza nella parte occidentale sce, anche se la presenza eli due strati
va pensare che al suo interno si fossero della collina e a quota un po' più bassa sovrapposti intervallati da un potente
svolti numerosi e frequenti sacrifici di rispetto a quella sommi tale dove è collo­ bruciato lascia intravedere la possibilità
animali. cato il santuario individuato dal De Miro. di raccogliere inelicazioni stratigrafiche
Scarsa la ceramica raccolta dall'inter­ Il sa celio Carta risulta perciò in questo significative sullo sviluppo di questo cen­
nodel vano, e fra eli essa abbondanti i fram­ modo indizio preciso dell'esistenza eli una tro; il confronto fra i materiali di Poliz­
menti eli lucerne eli tipo greco, che con­ seconda area eli culto sul pianoro sommi­ zello e quelli della Sicilia orientale, che
sentono eli fissare la cronologia del!' am­ tale della Montagna, forse eli cronologia abbiamo avviato anche per il tramite eli
biente nel VI secolo a.c. e che dovevano parzialmente diversa rispetto a quella più analisi archeometriche sui frammenti da
certamente rivestire una certa funzione ampiamente nota. Dalla futura esplora­ noi rinvenuti e su vasi conservati nel
nelle attività che vi si svolgevano, forse zione di questa seconda area santuariale Museo Archeologico Regionale "Paolo
cerimonie notturne o comunque illumi­ ci aspettiamo la possibilità eli raccogliere Orsi" di Siracusa, eseguite dal Laborato­
nate solo dal fioco lume delle lucerne. una nuova ed inedita messe di dati sugli rio per le analisi non elistruttive dell'I.N.F.N.
Immediatamente a nord ovest di que­ eelifici sacri e sui culti della Montagna di di Catania sotto la direzione del prof.
sto vano, che per la singolare struttura Polizze Ilo. Giuseppe Pappalardo, speriamo possa
muraria e per la mancanza di resti di Va ricordato infine un altro risultato di fornirci nuovi dati sulle dinamiche che
tetto potrebbe non essere un ambiente questa nuova campagna di scavi, non durante la tarda età del Bronzo e la prima
coperto, bensì un recinto, si mise in luce meno significativo anche se si riferisce ad età del Ferro condussero alla formazione
un' altra interessantissima struttura, esplo­ un eliverso e più antico ambito cronolo- degli ethne eli età storica dei Sicani e dei
LA RIPRESA DEGLI SCAVI SULLA MONTAGNA DI POLIZZELLO 99
Siculi. Non vi è dubbio, in ogni caso, che
l'esplorazione di questo insediamento
della tarda età del Bronzo sarà una delle
priorità scientifiche delle prossime cam­
pagne di scavo.
Delineati così i principali risultati del­
lo scavo 2000 - ma molto resterebbe
ancora da dire, dei depositi votivi, delle
ceramiche, dei bronzi e dei piccoli ogget­
ri firtili rinvenuti, che saranno tutti illu­
strati nella pubblicazione definitiva che
andiamo allestendo con il concorso di
tutti coloro che hanno preso parte all'im­
presa - e le indicazioni che possiamo
ricavare per i futuri interventi, va detto
anche che l'esplorazione della Montagna
di Polizze Ilo è per noi l'occasione per
raccogliere nuovi dati e auspicabilmente
avere conferme in ordine al problema
che fin dali' inizio ci ha mosso: e cioè se
veramente nelle manifestazioni materia­
li del cu.lto prestato nei santuari della
Montagna di Polizze Ilo sia riconoscibile
la persistenza di un culto di lontana ori­ FIG. 5. Montagna di Polizzello, scavo 2000. La struttura circolare a gradoni da Nord.
gine cretese, così come, sulla base esclu­
sivamente della ripologia dei modellini, divina di riapparire agli uomini; ad esso bero ricondursi al medesimo concerto.
già più di vent'anni fa avevamo proposto. vengono dedicate offerte e viene traspor­ L'individuazione di caratteri di lonta­
Un recente riesame di turta la docu­ tato in cerimonie religiose. na origine cretese nel culto prestato nelle
mentazione,6 relariva non solo a Poliz­ Anche i modellini siciliani come quelli aree sacre di Polizze Ilo ci lascia pensare
zello, ma anche al non lontano e parzial­ cretesi sono fatti apposta per essere tra­ che in questi santuari, come anche in
mente coevo santuario di Sabucina, ci ha sportati, e anch' essi, talora collocati al quello parallelo di Sabucina, si possano
persuaso che i modellini di Polizze Ilo centro di grandi coppe profonde senza identificare le prime manifestazioni del
presentano aspetti di somiglianza con anse, sono destinatari delle offerte che culto delle Madri di origine cretese che
quelli cretesi dell'età del bronzo che non spetterebbero alla divinità di cui sono la secondo Diodoro e Cicerone era presen­
sono solo di natura tipologica, ma anche manifestazione visibile; manca loro però te e vivo nell'isola fino ad età romana,
funzionale. Nel caso cretese il modellino sinora il collegamento esplicitO con la dea allorché aveva il suo centro principale
è strettamente legato alla divinità femmi­ dalle braccia levate. Il ricordo del gesto nell' ancora sconosciuto santuario di En­
nile , la grande Dea della natura, rappre­ sacro della dea cretese è però tutt'altro gio; e ci auguriamo che dalle ulteriori,
sentata con le braccia alzate nel caratte­ che assente a Polizzello: l'esempio più auspicabili esplorazioni del nostro sito
ristico gesto dell' epifania divina; spesso il evidente del permanere del gesto, sia pure possano venire nuovi dati che ci aiutino
solo modellino, anche quando non ne ridotto e crista.wzzato a semplice icona, é a capire meglio quanto esso ha da dire su
accoglie l'immagine, costituisce il segno a nostro parere identificabile nel famoso questo complesso ma cruciale problema ,
metaforico della presenza della dea , e bronzetto a tridente . E non mancano nella che è in fondo quello delle origini della
rimane simbolo tangibile della promessa stessa Polizze Ilo altri esempi che potreb­ religiosità della Sicilia anrica.