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Eventi

L’impero
s’è rotto
Un’immagine
evocativa della
frantumazione

Un mondo in pezzi
dell’impero
romano.
Il mosaico (in
Dopo la caduta dell’impero romano d’Occidente,
realtà integro)
si trova a
Ravenna, sede
invasioni, guerre e carestie resero per alcuni
imperiale dal
402 al 476. secoli l’Europa una terra selvaggia e spopolata
Extra Storia 18
«Roma muore e ride». Così nel V secolo il cronista Salviano di Marsiglia sintetizzò la decadenza dell’Urbe
prima fu nella Milano di sant’Ambrogio Elmo vichingo
poi, per sfuggire ai Visigoti di Alarico, nel del VII secolo.
402 si rifugiò tra le paludi di Ravenna, È ispirato a
che Onorio trasformò in raffinato cen- quelli romani.
tro artistico. Raffinato, ma sfortunato:
qui l’ultimo imperatore d’Occidente,
Romolo Augustolo, fu catturato e de-
posto nel 476 dal re barbaro Odoacre.
Segnando, per i posteri, l’inizio del
Medioevo e la fine del mondo antico.
Facce nuove. I futuri padroni
d’Europa parlavano lingue incom-
prensibili (è questo il significato ori-
ginario di “barbaro”) come quelle
germaniche (v. articolo a pag. 44) e diritto romano ed
furono i protagonisti di una delle ecclesiastico, non sa-
Gelata più grandi migrazioni della storia, rebbe nato il diritto me-
improvvisa accelerata anche da un abbassamento dievale.
Carovana di della temperatura media avvenuto tra il Recessione. Con i regni barbarici
cavalieri, donne VI e l’VIII secolo. Il crollo del limes (il muoveva i primi passi anche l’Europa del-
e bambini nel confine presidiato dalle legioni) rese fi- le nazioni. Un’Europa con pochi europei,
film King Arthur. nalmente accessibili le temperate ter- però. Dai 67 milioni di abitanti al massimo
Durante i re meridionali e i popoli in fuga dell’espansione romana si era
secoli VI-VIII la dalle gelide steppe vi si riversarono. scesi ai 27 dei primi seco-
temperatura
media subì un Costantinopoli seppe resistere grazie alla li del Medioevo. C’era- Una moneta
calo rispetto migliore organizzazione, mentre l’impero no cioè meno di 3 abi- d’oro bizantina.
all’epoca d’Occidente cominciò a perdere i pezzi: già tanti per km 2: venti
precedente. nel 407 i Romani lasciarono la Britannia, volte meno di oggi (68
Questo accelerò che tornò in mano a Scoti e Britanni, poi so- abitanti per km2). In
le migrazioni praffatti da Angli e Sàssoni; i Franchi unifi- tutta Italia, verso il 700
di interi popoli carono la Gallia fino ai Pirenei; i Goti occi- d. C., si contavano ap-
verso sud. dentali (Visigoti) si presero la Spagna, si con- pena 4 milioni di perso-
vertirono al cristianesimo e respinsero gli ne: quante ne vivono oggi
Unni pagani;Vandali e Alani si stabilirono in a Roma e nel suo hinterland.
Nordafrica. I popoli germanici fondarono Meno cittadini, meno contribuenti, quindi
infine i loro regni nel nord della Germania e meno soldi per la finanza pubblica. E per
in Danimarca. colmare i buchi di bilancio l’amministrazio-
I mattoni del Medioevo. In Italia si in- ne centrale (o ciò che ne rimaneva) dovette
sediarono i Goti orientali (gli Ostrogoti, an- aumentare sempre più le tasse. Per aggirare
ch’essi convertiti al cristianesimo), seguiti il fisco, i piccoli proprietari presero a ven-
poi dai Longobardi delle regioni danubia- dere i loro terreni ai latifondisti, tra-
ne. I primi si impegnarono in una venten- sformandosi in coloni o affittuari
nale guerra con i Bizantini, che riportò in su terre che prima erano le lo-
Italia la peste bubbonica e spopolò la Peni- ro. La campagna, sempre
sola. I secondi – che nel 569 avevano “inva- più spopolata, divenne
so” l’Italia con non più di qualche centinaio così una distesa a
di migliaia di individui – fecero di Pavia la pascolo o incol-
loro capitale e furono, tra alterne vicen- ta, facile preda
de, i paladini della Chiesa di Roma fino della foresta che
Quando nella pianura padana brucavano i bisonti all’arrivo di Carlo Magno (774). Fu avanzava. La città non
mmense paludi, fiumi e torrenti senz’ar- Senza centro. Che fine avevano fatto il questo il primo punto fermo del- se la passava meglio.
Lcheadell’esercito
perdita di potere
romano,
presidiava i territori,
le invasioni barbariche,
lo spopolamento e la crisi
dell’economia portarono
mentre le querce tornarono
elemento dominante nelle
zone non paludose.
Castori e bisonti. Nei
boschi si ricreò l’ambiente
adatto a ospitare animali
mezzo grado rispetto a oggi.
La situazione cambiò solo
verso il 900-1000, quando
l’aumento della popolazione
e della temperatura fecero
tornare il territorio verso
I gini, brughiere inestricabili, vaste fore-
ste frequentate dai lupi, boschi spesso in
fiamme interrotti da piccole radure. Po-
chissimi uomini, raccolti attorno a bicocche
di fango o di legno, raramente di pietra.
millenario impero romano e le sue scintil-
lanti città? Se li erano spartiti i popoli no-
madi del Nord e dell’Est. In meno di due
secoli il baricentro dell’Occidente si era spo-
stato. Nel 330 Costantino aveva trasferito la
l’Alto Medioevo. Secondo lo sto-
rico Ovidio Capitani «nel corso
della sua lunga durata (due se-
coli) il regno longobardo creò
le condizioni degli sviluppi
«Spesso era soltanto lo
scheletro di una villa romana
invasa dalla natura rurale: quar-
tieri in rovina circondati da campi
arati, un muro di cinta restaurato al-
a quella che gli storici che erano quasi scomparsi, condizioni pre-medievali. Tutt’intorno, siepi di rovi, qualche orto stri- capitale dell’impero a Costantinopoli. Una successivi. I Longobardi non la meglio» ha scritto il grande storico fran-
definiscono “reazione come castori, cinghiali e Dopo il Mille abbazie e minzito e campi lasciati incolti, rozzi tratturi decisione saggia – l’antica Bisanzio era il permisero che si realizzasse cese Georges Duby. Molte località, soprat-
selvosa”, cioè al ritorno del lontre. E specie molto più monasteri accelerarono percorsi da miseri viandanti e città in rovina crocevia commerciale tra l’Europa e l’Asia – l’aspirazione dell’impero bi- tutto quelle costiere meno difendibili, scom-
territorio a una condizione grandi, come i bisonti, gli l’opera di dissodamento separate da grandi spazi vuoti e assediate che però declassava Roma a capitale di serie zantino di ricostituire l’unità parvero del tutto: 13 su 24 nella sola Etruria
più vicina a quella naturale. uri (buoi selvatici) e gli orsi, dei terreni, di disbosca- dalla vegetazione. È il paesaggio dell’Euro- B e l’Italia a periferia dell’impero. Impero dell’antica Roma attorno al meridionale. I centri che sopravvissero si
Nel giro di un centinaio tornarono numerose come mento e di prosciugamento
pa dopo il V secolo, un mondo che cercava di che neanche cent’anni dopo (395) fu diviso Mediterraneo». Senza di lo- chiusero dentro cinte murarie: come Verona,


d’anni le specie originarie prima dell’epoca romana. delle paludi, facendo
ripresero il proprio posto Questi animali sopportarono tornare l’agricoltura nelle riprendere forma. Invasioni, peggioramento in due. Fu proprio questa l’epoca in cui la re- ro, forse, oggi saremmo tutti
negli ecosistemi: ontani, bene l’improvviso abbassa- regioni italiane più fertili, del clima, spopolamento e recessione eco- te di strade e commerci che univa la lontana greco-ortodossi. E senza le leg- I Longobardi bevevano da corni usati
pioppi e salici popolarono mento della temperatura come la pianura padana. nomica avevano trasformato la campagna Britannia all’Egitto e la Grecia alla Spagna gi fissate per iscritto dal loro re come recipienti. Questo, ritrovato a Sutri
di nuovo gli acquitrini, media, inferiore di circa Marco Ferrari punteggiata da ville e poderi dell’antichità in cominciò a sgretolarsi. La corte imperiale Rotari, basate sulle consuetudini (Viterbo), è in vetro ed era parte del
una landa desolata. d’Occidente prese a vagare per il Nord Italia: germaniche e intrecciate poi con il “servizio buono” delle grandi occasioni.

Extra Storia 20 Extra Storia 21


Dalle saghe
alle chiese
Il portale
della chiesa
di Hyllestad,
in Norvegia.
Raffigura
un eroe dei
Volsunghi, un
antico popolo
scandinavo, poi
cristianizzato.
Una scelta,
quella della
conversione,
comune a
molti barbari.

Nell’Alto Medioevo quasi ogni centro tempo di Carlo Magno (VIII-IX secolo) le
foreste del re erano aperte allo sfruttamen-
to comune». Persino la vita delle mucche
urbano aveva la sua città morta. Era cambiò radicalmente: al tempo di Roma an-
tica i bovini erano utilizzati soprattutto come
la civitas rupta, abbandonata e in rovina animali da lavoro e venivano lasciati vivere
fino a 10-15 anni. Adesso diventavano bi-
stecche già verso i 5 anni.
Una strada tortuosa. Il contrasto tra
porta settentrionale grano seminato se ne l’antichità e il primo Medioevo è evidente


della Penisola. Questa ricavavano solo 4 e si anche nelle strade. Basta confrontare i trat-
attività edilizia coin- dovrà aspettare fino ti di vie consolari giunti fino a noi e gli itine-
volse i templi che non Milano Verona al Rinascimento per rari medievali per notare la differenza. «Le
erano stati trasforma- Pavia ottenerne uno in più. prime avevano soprattutto uno scopo mili-
ti in chiese e le grandi Genova Ravenna Che l’agricoltura tare ed erano perciò dritte e lastricate» spie-
architetture romane, fosse asfittica è con- ga lo storico francese Jacques Le Goff. «Gli
smantellate per rica- fermato dagli inven- uomini medievali, invece, camminavano o
varne materiale da co- DUCATO tari del tempo, nei spingevano i loro carretti trainati da asini e
DI SPOLETO
struzione e calce. Roma quali gli attrezzi da cavalli su strade di terra battuta e tortuose,
Guerra al bosco. DUCATO
boscaioli (seghe, ron- con un tracciato disegnato a seconda delle
Il Medioevo si inau- DI BENEVENTO cole) risultano di gran chiese da visitare e dei mercati da frequen-
gurò dunque come un lunga più numerosi di tare». Su queste strade tortuose, molto len-
periodo essenzialmen- Cagliari quelli per il lavoro nei tamente, avanzava una nuova epoca. ❏
te rurale. Ma le braccia campi (aratri, falci, Aldo Carioli
per dissodare quei radi Palermo forconi). Dove però il
appezzamenti scarseg- bosco non si lasciava
giavano. Con la fine domare, si cercava al- Al galoppo verso la Storia
delle conquiste milita- meno di sfruttarlo co- Figurina in oro di un guerriero
ri e la crisi dei com- me “dispensa”, man- longobardo. I regni barbarici furono
merci gli schiavi erano Longobardi Arabi Patrimonio
giando funghi, radici, il ponte tra antichità e Medioevo.
infatti diventati merce Bizantini Slavi di san erbe e bacche. Fu co-
rara, anche se ve ne fu- Franchi Territori contesi Pietro sì che il Medioevo di-
rono ancora fino al venne l’età d’oro del
Mille. L’attività agrico- L’embrione del Vaticano sapere erboristico. La
la si ridusse a una me- L’Italia verso il 750 d. C. Nel VII secolo selvaggina non era
ra economia di sussi- i Longobardi concessero al papa i territori più una rarità esotica
stenza: si coltivava giu- del cosiddetto Patrimonio di san Pietro. (v. riquadro alla pagi-
sto per sfamare la fa- na precedente) e la
miglia. Poi ci si mise anche il clima da caccia cessò di essere un passatempo per ric-
“mini-glaciazione”, fra VI e VIII secolo: la chi. «I diritti di caccia furono per lungo tem-
coltivazione del frumento fu sostituita da po un bene condiviso» spiega il medievalista
quelle di ségale e avena, cereali meno raffi- Massimo Montanari, dell’Università di Bo-
nati, ma anche meno delicati. Le rese agri- logna. «Solo dal IX-X secolo sarebbero di-
cole restarono però scarse. Per ogni chicco di ventati un privilegio per pochi. Ancora al

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