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Graduatoria interna istituto: chi viene escluso e chi va in

coda
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La collocazione dei docenti nella graduatoria, stilata per ogni classe di concorso, è, quindi, di fondamentale
importanza e, conseguentemente, è necessario prestare molta attenzione alla sua esatta predisposizione. Un errore
di valutazione, infatti, determinerebbe una collocazione sbagliata dei docenti, che potrebbe comportare errori nella
definizione dei soprannumerari con tutte le conseguenze del caso.

Per la predisposizione delle graduatorie interne di istituto è sicuramente importante il punteggio spettante al
docente, ma esistono alcune situazioni specifiche per le quali il punteggio risulta non avere alcuna influenza o,
comunque, potrebbe averla in misura decisamente più limitata.

Si tratta dei docenti con specifiche precedenze, tra quelle previste nell’art.13 dell’ipotesi di CCNI, e dei docenti
arrivati nella scuola nel corrente anno scolastico, categorie di docenti per i quali devono essere applicate regole
differenti e, per certi versi, diametralmente opposte.

I docenti titolari di specifiche precedenze, come di seguito indicate , infatti, hanno diritto ad essere tutelati per non
diventare soprannumerari, mentre i docenti “ultimi arrivati” nella scuola rischiano per primi di diventare
soprannumerari a prescindere dal punteggio.

Analizziamo le due situazioni e i requisiti o condizioni necessarie per rientrare in una di queste due categorie.

I docenti che usufruiscono delle precedenze previste nell’art.13 comma 1 punti I), III), IV) e VII) dell’ipotesi di
CCNI, hanno diritto ad essere esclusi dalla graduatoria interna di istituto in presenza di specifici requisiti.

Si specifica che le precedenze indicate sono le seguenti:

I) Disabilità e gravi motivi di salute

III) Personale con disabilità e personale che ha bisogno di particolari cure continuative

IV) Assistenza al coniuge, ed al figlio con disabilità; assistenza da parte del figlio referente unico al genitore con
disabilità; assistenza da parte di chi esercita la tutela legale

VII) Personale che ricopre cariche pubbliche nelle amministrazioni degli enti locali

Come chiarisce il comma 2 del succitato articolo, non sono inseriti nella graduatoria d’istituto per l’identificazione dei
perdenti posto i docenti beneficiari delle precedenze previste ai punti I), III), IV) e VII) del cui al comma 1 e
riconosciute alle condizioni ivi indicate, a meno che la contrazione di organico non sia tale da rendere strettamente
necessario il loro coinvolgimento (es. soppressione della scuola, ecc.).

A tale proposito il contratto stabilisce importanti precisazioni che riportiamo di seguito.

L’esclusione dalla graduatoria interna per i beneficiari della precedenza di cui al punto IV) si applica solo se si è
titolari o incaricati in una scuola ubicata nella stessa provincia del domicilio dell’assistito.

Qualora la scuola di titolarità o di incarico sia in comune diverso da quello dell’assistito, l’esclusione dalla
graduatoria interna per l’individuazione del perdente posto si applica solo a condizione che sia stata presentata, per
l’anno scolastico 2017/18, domanda volontaria di trasferimento alle stesse condizioni previste al punto IV).

Quanto sopra non si applica qualora la scuola di titolarità o di incarico comprenda sedi (plessi, sezioni associate)
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ubicate nel comune o distretto sub comunale del domicilio del familiare assistito.

L’esclusione di cui al punto IV) in caso di assistenza al coniuge o ai figli con disabilità si applica anche in caso di
patologie modificabili nel tempo (certificazione di disabilità “rivedibile”) purché la durata del riconoscimento travalichi
il termine di scadenza per la presentazione delle domande di mobilità volontaria.

Per gli amministratori degli Enti Locali ed i consiglieri di pari opportunità tale esclusione va applicata solo durante
l’esercizio del mandato amministrativo e solo se titolari nella stessa provincia in cui si esercita.

Nel caso in cui la contrazione di organico sia tale da rendere necessario anche il coinvolgimento delle predette
categorie, il personale in questione sarà graduato seguendo l’ordine delle precedenze così come indicate
nell’articolo 13 e nell’ambito della stessa precedenza sarà determinante il punteggio

Il personale beneficiario delle precedenze di cui ai punti III), IV) e VII) non inserito nella graduatoria d’istituto per
l’identificazione dei perdenti posto, è tenuto a dichiarare, entro i 10 giorni antecedenti il termine ultimo di
comunicazione al SIDI delle domande di trasferimento, il venir meno delle condizioni che hanno dato titolo
all’esclusione da tale graduatoria.

In tali casi il dirigente scolastico è tenuto a riformulare immediatamente la graduatoria di istituto e a notificare agli
interessati e all’ufficio territorialmente competente le eventuali nuove posizioni di soprannumero.

I docenti arrivati quest’anno nella scuola , quindi “ultimi arrivati”, saranno, invece, collocati in coda nella
graduatoria a prescindere dal punteggio e questo riguarda sia i docenti titolari nella scuola che i docenti con incarico
triennale.

Riteniamo doveroso sottolineare opportunamente le distinzioni previste nell’ipotesi di CCNI, dove si esplicita
chiaramente che tale collocazione in coda riguarda i docenti arrivati nella scuola in seguito a mobilità volontaria o
per conferimento di incarico triennale.

Precisamente, come chiarisce il contratto sulla mobilità, per le situazioni di soprannumero relative all’organico
dell’autonomia determinato per l’anno scolastico in cui sono disposti i trasferimenti, nel caso di concorrenza tra più
insegnanti, gli insegnanti che per primi sono da considerare in soprannumero, sono i “docenti con rapporto di lavoro
a tempo indeterminato entrati a far parte dell’organico dell’autonomia con decorrenza dal precedente primo
settembre per mobilità a domanda volontaria o per conferimento di incarico triennale”

Un importante chiarimento viene fornito, inoltre, dalla nota 2 dell’art.21 dove si stabilisce una netta distinzione tra i
docenti che rientrano nell’ottennio nella scuola di precedente titolarità e i docenti trasferiti a domanda condizionata,
soddisfatti in una delle preferenze espresse.

Nel primo caso i docenti sono da considerare come titolari nella scuola dagli anni scolastici precedenti e, pertanto,
saranno inseriti a pettine nella graduatoria, cioè in base al punteggio. Stessa situazione riguarda i docenti trasferiti
d’ufficio nella scuola.

Nel secondo caso, i docenti perdenti posto che, nel corso dell’ottennio, pur avendo richiesto la scuola di precedente
titolarità come prima preferenza sono soddisfatti per altre preferenze, devono essere considerati, invece, come
trasferiti a domanda volontaria e, quindi, dovranno essere collocati in coda nella graduatoria a prescindere dal
punteggio

Se nella scuola dovranno essere collocati in coda più docenti , questi saranno graduati in base al punteggio
spettante che dovrà essere calcolato secondo le voci e i criteri stabiliti nella tabella di valutazione allegata all’ipotesi
di CCNI sulla mobilità 2016/17. Si chiarisce, infatti, che la tabella valida per i trasferimenti è la stessa utilizzata per
la graduatoria interna di istituto in relazione ai trasferimenti d’ufficio. E’ necessario, quindi, tenere in doverosa
considerazione le differenze per la valutazione del punteggio tra mobilità volontaria e mobilità d’ufficio, quest’ultimo
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sarà il punteggio valido anche per la graduatoria.

Le differenze da segnalare sono sostanzialmente due, una riguarda il punteggio del servizio pre-ruolo e l’altra il
punteggio di continuità.

Per quanto riguarda il servizio pre-ruolo, questo verrà valutato per intero (6 punti per ogni anno) nella mobilità a
domanda, mentre nella mobilità d’ufficio e, quindi, nella graduatoria interna di istituto, verrà valutato con 3 punti ogni
anno per i primi quattro anni e 2 punti per ogni anno successivo al quarto.

Per quanto riguarda il punteggio di continuità, 2 punti ogni anno entro il quinquennio e 3 punti per ogni anno
successivo al quinto, questo verrà valutato per la mobilità volontaria dopo aver maturato un triennio continuativo
nella scuola di titolarità per la stessa tipologia di posto e per la stessa classe di concorso, mentre per la graduatoria
interna di istituto si valuta dopo aver maturato un solo anno. Esplicativa in tal senso è la nota 5bis della tabella di
valutazione dove si prevede anche la possibilità di valutare, ai soli fini della formazione della graduatoria per
l’individuazione del docente soprannumerario, anche la continuità di servizio nella comune di titolarità, con
l’attribuzione di 1 punto per ogni anno. Il punteggio di continuità nel comune di titolarità, chiaramente, non è
cumulabile per lo stesso anno scolastico con quello previsto per la continuità nella scuola di titolarità

Nell’ambito di ciascuna graduatoria a parità di punteggio prevale la maggiore età anagrafica.

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